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naturfoto magazine e naturfoto magazine dicembre 2010 n°21 il gatto selvatico un carattere turbolento ovvero la folaga l istogramma
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naturfoto magazine e il gatto selvatico a cura di flavio nobile passeggiando per le vie delle nostre città come pure per i vicoli di mirabili paesini o in aperta campagna ci imbattiamo spesso in un animale che divide sovente anche i nostri spazi domestici il comune gatto felis silvestris catus siamo talmente abituati a vederlo intorno a noi che spesso ci dimentichiamo che non si tratta solo di un inquilino ma di un vero e proprio predatore le sue ridotte dimensioni e la familiarità che abbiamo raggiunto con questo animale lo allontana dallo stereotipo dei felidi predatori che siamo soliti abbinare alla figura di leopardi leoni ghepardi etc spesso il gatto domestico ricambia le nostre attenzioni con le sue effusioni strusciando il corpo ripetutamente sulle nostre gambe o facendo le fusa quando lo accarezziamo delicatamente dimentichiamo tutto questo nel caso in cui come ci apprestiamo a fare parleremo di un suo diretto parente il gatto selvatico felis silvestris schivo silenzioso per certi aspetti enigmatico a causa della sua estrema elusività questo felino da sempre suscita l interesse dei naturalisti tali caratteristiche lo rendono un soggetto dal sapore leggendario ancor di più se pensiamo che la specie è minacciata da fenomeni tra i quali il bracconaggio e la sempre più ristretta conservazione del suo habitat vediamo allora quale am naturfoto magazin 2
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naturfoto magazine e biente è necessario preservare al fine di assicurare al gatto selvatico un futuro più roseo questo mammifero carnivoro è legato ad ambienti boschivi in cui abbondano le latifoglie si muove con sicurezza ed agilità su terreni impervi attraversando strettissime valli dai pendii scoscesi modellati dall azione millenaria ed erosiva dell acqua le cosiddette forre riesce a sfruttare i tronchi cavi come ricovero approfittando della presenza di piccoli mammiferi che ne costituiscono parte della dieta quando agisce nell oscurità essendo dotato di un ottima vista anche in quasi totale assenza di luce non sdegna di cibarsi anche di altre prede che riconosce in uccelli e anfibi sappiamo che l arte della sopravvivenza propone un menù piuttosto severo ma sappiamo anche che chi meglio si adatta meglio resiste e aumenta la possibilità di perpetuare i geni della propria specie il piccolo re delle foreste si trova a suo agio anche in ambienti più miti dei boschi montani un alternativo territorio di caccia e riproduzione può essere rappresentato anche dalla macchia mediterranea essendo molto agile pratica indistintamente a seconda delle situazioni la caccia sul terreno come pure quella messa in atto arrampicandosi sugli arbusti all occorrenza nell inseguire o raggiungere le proprie prede piumate è anche in grado di spostarsi con dei precisi balzi tra le fronde degli arbusti utilizzando le connessioni create dai rami un vero killer verrebbe da dire un associazione di idee impropria ricordiamoci che gli animali uccidono per necessità e non agiscono con cattiveria a differenza dell uomo tracciamo ora un identikit per poter riconoscere e distinguere il nostro elusivo gatto selvatico dai suoi cugini domestici quando si ha l opportunità di osservarlo come è accaduto a me la prima cosa che colpisce sono i suoi occhi due gioielli di una bellezza che lascia senza fiato oltre ad essere esteticamente molto appariscenti sono anche molto funzionali sono posti frontalmente e garantiscono all animale una accurata capacità di calcolo per determinare 3
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naturfoto magazine e l esatta distanza della preda la distanza tra le pupille è tale da creare un effetto detto di parallasse che in poche parole consente un ottima valutazione della profondità dell immagine così da definire esattamente la distanza che separa la vittima dal gatto selvatico nulla sfugge alla sua vista come pure ai suoi denti i canini incutono il giusto timore alla sola vista figuriamoci ai malcapitati che finiscono sotto la loro pressione una volta morsa la preda altre file di denti eseguono compiti specializzati i denti ferini utilizzati per strappare brandelli di carne delle vere e proprie lame di forma piramidale micidiali strumenti di precisione costituiti come il resto della dentatura da smalto e dentina il gatto selvatico mi si passi il paragone è una perfetta macchina per uccidere agevolata anche dai suoi lunghi arti posteriori in grado di fornire una notevole capacità di spinta a corredo delle parti terminali delle quattro zampe non mancano ovviamente robusti artigli il gatto selvatico se ne serve quando si dedica alla caccia di piccoli pesci che trova lungo i corsi d acqua durante le attività offensive notturne il felide in questione si avvale di un ulteriore strumento per la localizzazione delle prede il finissimo udito agevolato da snodate e sensibilissime orecchie in grado di carpire il minimo rumore ciò è reso possibile anche grazie alla loro forma piramidale che garantisce come dire un ottimo ascolto ma non finisce qui come se non bastasse il gatto selvatico ha un altro importante strumento a disposizione le vibrisse esse non sono altro che quelli che comunemente chiamiamo baffi ma che baffi nella notte per noi più buia quando anche il nostro amico può avere qualche problema di visibilità ecco in azione le vibrisse che captano ogni minima vibrazione proveniente dal suolo localizzando con precisione dove andare ad indagare i piccoli mammiferi non si lasciano catturare se non si è più che veloci e precisi le vibrisse di concerto con gli altri organi sensitivi del gatto selvatico assolvono perfettamente a questo compito per le potenziali prede non rimane che la speranza di un errore da parte del loro nemico naturale difficilmente questo accade ed il predatore contribuisce in questo modo a mantenere gli equilibri naturali scongiurando seppur inconsapevolmente l eccessiva proliferazione delle sue prede ideali il cibo che si procura è essenziale per i suoi piccoli essi imparano presto l arte della sopravvivenza dai loro attenti genitori ho potuto assistere al modo in cui venivano richiamati i cuccioli per farli avvicinare alle prede per trasferire loro la capacità di individuare le risorse che in futuro garantiranno loro la sussistenza in questi frangenti l istinto del predatore sembra lasciare spazio ad un atteggiamento che definirei amorevole e che contrasta con i comportamenti naturali di questa specie il gatto selvatico per vedere realizzato il fine ultimo della sua esistenza impiega poco più di un decennio per raggiungere la maturità sessuale e poter incontrare la sua anzi le sue partner dal momento che non è quello che pos-
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naturfoto magazine e siamo definire un animale monogamo gli odori rilasciati attraverso l urina dalle femmine nel periodo di fertilità inebriano la controparte che conclude l opera e attende la comparsa della nuova generazione dopo circa dieci settimane nel mio caso ho potuto osservare tre piccoli ma il parto ne può anche generare quattro vedere questi furbetti azzuffarsi ed assumere espressioni a volte aggressive a volte comiche vista la giovane età è davvero uno spettacolo non troppo diverso direi da quello offerto dai cuccioli del comune gatto domestico la mamma è sempre attenta ad ogni minimo movimento della sua prole ed infatti quando i tre fratellini hanno cominciato ad azzuffarsi prima che il gioco si facesse troppo duro è intervenuta da buon arbitro a separare i due mini pugili la prima cosa che impareranno sarà acquisire sufficiente esperienza per non dover dipendere dai genitori ciò avverrà verso il quarto mese di vita ma per i i gatti selvatici costruiscono la loro identità di predatori facendo del gioco un importante attività di apprendimento oltre che un momento ludico attraverso le scaramucce degne di un moschettiere i maschi imparano a lasciare la loro firma decidendo per un prossimo futuro chi è il più forte ed il più adatto a rappresentare la specie nel mondo naturale ciò equivale a mettere una seria ipoteca per la trasmissione dei propri geni allo stesso tempo significa riuscire a contrastare efficacemente la concorrenza quando si entra nel periodo degli amori tra gennaio e marzo a tal fine i gatti selvatici difendono anche il territorio mediante tracce olfattive rilasciate dalle loro ghiandole posizionate in varie parti del corpo un chiaro messaggio per gli indesiderati intrusi anche questo comportamento è stato ereditato dal gatto domestico dal quale il gatto selvatico differisce invece per le 4
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naturfoto magazine e dimensioni il corpo di un maschio adulto mediamente misura settantacinque centimetri di lunghezza ai quali si aggiunge una folta coda lunga altri trentacinque quest ultima sembra quasi essere stata troncata alla sua estremità e qui mi viene spontaneo il riferimento a quella della lince un altro elemento che ci aiuta a riconoscere questo animale è anche il disegno cosiddetto ad anelli che compare sulla coda stessa esso riprende nelle sfumature di nero le striature presenti sul resto del corpo un adattamento che rende il gatto selvatico un maestro nell arte del mimetismo merita tutta la nostra attenzione e rispetto poiché in un periodo non troppo lontano questo felino è stato purtroppo perseguitato e cacciato in modo indiscriminato e con qualsiasi mezzo in quanto ritenuto un problema per le sue caratteristiche predatorie e non una risorsa come accade anche per i lupi appenninici da quegli anni oscuri fortunatamente la coscienza ambientalista è cresciuta nel tempo ed oggi il gatto selvatico pur rimanendo anche oggi una specie a rischio di estinzione è presente lungo la dorsale dell appennino centrale e anche se con numeri meno importanti anche sulle alpi carniche e liguri mi auguro vivamente che l eccezionalità dei suoi avvistamenti non diventi sinonimo di una rarità legata all esigua presenza sul nostro territorio ma che essa sia invece solamente legata alle caratteristiche di un comportamento criptico capace di conservare tanto fascino ed un velo di mistero atto a favorire la silenziosa speranza per la sopravvivenza di questo magnifico predatore prima foto © flavio nobile immagini estratte da video © ruxandra trica scrivi all autore nobile@naturfoto.it 5
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naturfoto magazine e un carattere turbolento ovvero la folaga a cura di federica cenci avete un carattere difficile siete scontrosi di indole turbolenta allora questo è l animale che fa per voi affronta spesso i propri simili in scontri rumorosi ha un carattere vivace ed è in grado di scacciare predatori anche di notevole taglia battendo le ali sul pelo dell acqua con un frastuono assordante chi è È la folaga naturalmente questo litigioso uccello acquatico manifesta alla perfezione la sua natura decisamente 6 ombrosa già nella inconfondibile livrea l intero piumaggio infatti è di un bellissimo nero ardesia più intenso e profondo sul collo sul capo e sulla coda tendente al grigio nelle parti inferiori uniche eccezioni il becco piccolo e di colore avorio e la vistosa placca frontale lo scudo completamente bianca che mette in rilievo però l altra nota di colore presente in questo volatile la bellissima pupilla di un intenso rosso rubino il suo
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naturfoto magazine e corpo è massiccio non particolarmente slanciato di una lunghezza compresa tra i trentacinque ed i quarantacinque centimetri per un peso che oscilla tra i seicento grammi per gli esemplari di sesso maschile e gli ottocento grammi per quelli di sesso femminile potremmo paragonare la folaga quindi ad un anatra di piccola taglia ma non c è da ingannarsi questo uccello dalle modeste dimensioni è un vero e proprio concentrato di vitalità e di temperamento le zampe poi sono giallastre e terminano in lunghe dita grigie e nere che mostrano l evidente segno di un lento adattamento evolutivo alla vita in ambiente acquatico ogni dito infatti presenta delle espansioni semicircolari su ciascun lato ricoperte di piccole squame questi piedi lobati consentono alla folaga di muoversi sul terreno con una discreta agilità migliore comunque di quella che mostrano le specie dalle zampe palmate e la rendono contemporaneamente un abilissima tuffatrice e un ottima nuotatrice in grado di restare sott acqua anche per mezzo minuto questo volatile ricerca il proprio cibo nei fondali compiendo delle piccole immersioni e riemergendo come un tappo di sughero poiché sebbene sia classificato come onnivoro la componente vegetale rappresenta comunque una parte predominante della sua dieta germogli di piante acquatiche canne alghe e altre erbe costituiscono per la folaga il nutrimento privilegiato soprattutto in condizioni climatiche favorevoli anche se non vengono disdegnati dalla nostra beniamina insetti acquatici piccoli pesci crostacei molluschi girini ma pure resti di pane e rifiuti anche se non è raro vedere alcuni individui di questa specie depredare il cibo ai propri simili quando la presenza di risorse è tale da consentire ad ogni singolo uccello una sufficiente alimentazione le folaghe preferiscono muoversi in gruppo in maniera sincronizzata per ottimizzare la ricerca del nutrimento e contemporaneamente per difendersi dai predatori l attacco in massa consente infatti a questi uccelli di difendersi con successo da numerosi 7
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naturfoto magazine e nemici animali di indole prudente ed accorta le folaghe se minacciate da un pericolo si spostano simultaneamente e si riuniscono in gruppo ponendosi le une accanto alle altre a questo punto tutti gli esemplari cominciano a battere l acqua con le zampe e a schizzarla contro l aggressore che viene messo in fuga dalle raffiche di spruzzi e dal frastuono perdere la propria natura gregaria per dare nuovamente spazio ad un temperamento decisamente più ostile la formazione delle coppie e il corteggiamento sono infatti preceduti da vere e proprie zuffe durante le quali i contendenti non si risparmiano colpi di becco e zampate gli scontri sono frequenti singoli o addirittura di gruppo assordante un metodo di difesa che viene impiegato efficacemente anche contro la volpe e il falco di palude tradizionalmente i due predatori più temuti da questo volatile che per la maggior parte del giorno ama trascorrere il proprio tempo su specchi d acqua calma dolce o salmastra È qui nelle lagune negli stagni o lungo il corso lento di qualche fiume che capita più facilmente di poterla osservare mentre si riposa tra la vegetazione acquatica o compie una minuziosa toletta del proprio piumaggio in inverno le folaghe possono formare gruppi che contano anche un migliaio di individui ma all approssimarsi della primavera questo animale sembra 8 possono coinvolgere individui di entrambi i sessi e hanno come obiettivo non solo la conquista del partner migliore ma anche la difesa del terreno adatto alla riproduzione per tutelare i propri spazi la folaga si esibisce addirittura in una vera e propria parata territoriale in un atteggiamento minaccioso curva la testa per mettere in evidenza lo scudo frontale solleva le ali e gonfia le piume per sembrare più grande con l intenzione di impressionare e scacciare i rivali e quando le minacce non bastano si arriva a veri e propri contrasti che costano molte energie e qualche lesione ai litiganti ma che portano in premio la trasmissione del proprio patrimonio genetico il vincitore
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naturfoto magazine e potrà godere dei favori della femmina che si avvicinerà a lui sottomessa emettendo sommessi richiami e invitando il compagno ad accarezzarle delicatamente il collo ed il capo con il becco la coppia appena formata le folaghe stabiliscono unioni monogame ma della durata di una sola stagione costruirà insieme il proprio nido in una zona umida ben passaggio dall ambiente acquatico a quello terrestre e viceversa i pulcini escono dal guscio delle loro uova giallastre dopo oltre tre settimane di cova un periodo durante il quale sia il maschio che la femmina si sono alternati nella cura della prole mentre un partner rimane nel nido l altro nuota nelle vicinanze sorvegliando le zone limitrofe e nascosta dalla vegetazione ripariale ai bordi di uno specchio d acqua fra le tife e le canne palustri gli aspiranti genitori realizzano un riparo tondeggiante e voluminoso fatto di canne e foderato di piante più tenere un oggetto stravagante in grado però di galleggiare che spesso viene ancorato a qualche ramo o alla flora acquatica presente perché non venga portato alla deriva da eventuali piene o dalla corrente questi premurosi uccelli oltre a posizionare la culla dei loro piccoli in un ambiente ricco di vegetazione sommersa e quindi di sostanze nutritive forniscono il nido anche di una rampa d accesso che possa consentire ai nuovi nati un comodo 9 rimanendo in continuo contatto vocale alla schiusa sono ancora entrambi i genitori a fornire ai piccoli le cure parentali questi buffi e spennacchiati esserini dalla testa di un bel rosso vivace sembra che l intensità di questo colore sia direttamente proporzionale al buon livello del sistema immunitario iniziano ad esplorare l ambiente sempre accompagnati dagli adulti che li sorvegliano per proteggerli dai predatori e per sedare eventuali controversie interne se un pulcino infatti si dimostra troppo ingordo o invadente a scapito dei fratelli il genitore lo castiga scrollandolo vigorosamente per il becco una vera lezione di imparzialità dopo otto
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naturfoto magazine e settimane di vita i nuovi nati sono pronti a volare anche se decisamente le folaghe trovano nel nuoto il loro sport d elezione e come gli altri appartenenti alla famiglia dei rallidi non brillano nelle acrobazie aeree il loro volo è infatti pesante e goffo fin dal decollo una lunga corsa sull acqua che precede l involo definitivo e si conclude degnamente con un atterraggio rumorosissimo e certamente poco elegante malgrado ciò questo uccello che solca i cieli con le zampe penzoloni è in grado di percorrere in volo discrete distanze essendo una specie non solo sedentaria ma anche parzialmente migratrice gli individui che popolano le aree più fredde la diffusione della folaga si estende dall africa fino alla siberia migrano infatti in inverno verso il sud per trascorrere la stagione fredda in zone dal clima più temperato come i territori sub-sahariani e soprattutto il bacino del mediterraneo questo può spiegare la grande diffusione del nostro volatile in italia dove la folaga viene censita come nidificante migratrice regolare e svernante con una popolazione di una decina di migliaia di individui una specie che non corre certo il rischio di estinguersi anche se lo status di conservazione di questo animale è estremamente favorevole tuttavia rimane di fondamentale importanza la tutela delle oasi protette e la conservazione delle aree umide e degli ambienti adatti alla nidificazione per consentire a questo particolare uccello di trovare sempre gli spazi adeguati per litigare in santa pace scrivi all autore folaga@naturfoto.it foto © federica cenci e diego pelliccia 10
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naturfoto magazine i ferri del mestiere e l istogramma a cura di diego pelliccia tra i vari argomenti della fotografia digitale spesso mi trovo di fronte a richieste inerenti l istogramma che nonostante sia uno strumento utile e necessario per una corretta regolazione di livelli come tono contrasto luminosità e colore non è compreso da tutti in maniera adeguata in questo articolo cercheremo nel modo più semplice di chiarire certi concetti con lo scopo ultimo di riuscire a comprendere cosa l istogramma ci mostra così da essere in grado di utilizzare tali informazioni nel migliore dei modi un fotografo deve necessariamente essere in grado di capire ed interpretare quali sono le informazioni che il grafico dell istogramma ci mostra soprattutto perché tale comprensione ci indica lo stato della fotografia stessa cioè attraverso la lettura dei valori dell istogramma possiamo sapere se la fotografia è correttamente esposta se ha un buon contrasto quali sono i livelli dei colori e allo stesso tempo possiamo intervenire modificando certe impostazioni per ottenere un buon risultato abbiamo già detto negli articoli precedenti che le nostre immagini sono formate da pixel che non sono altro che il risultato della combinazione tra i colori primari sistema rgb e che tale combinazione viene espressa da un valore numerico compreso tra 0 zero e 255 duecentocinquantacinque l istogramma rgb è il grafico che rappresenta quanti pixel sono presenti nella nostra fotografia per ogni singolo valore che va da 0 a 255 quindi volendo 11 essere più matematici il grafico prodotto dall istogramma mostra sull asse x i valori da 0 a 255 mentre l asse y mostra quanti pixel sono presenti in quel valore ecco un esempio di un istogramma la regione dell istogramma dove sono presenti i maggiori valori di pixel è chiamata regione tonale la maggior parte delle fotografie in particolar modo per chi scatta con modalità auto avranno un istogramma molto simile a quello indicato qui sopra considerando che non esiste l istogramma perfetto né tanto meno un istogramma ideale e ci troveremo di fronte a situazioni con una buona esposizione mentre se la regione tonale si troverà nella zona delle ombre cioè più a sinistra nel grafico ci troveremo di fronte ad una foto sottoesposta al contrario cioè con una regione tonale verso le zone luminose precisamente più a destra nel grafico ci troveremo di fronte ad una foto sovraesposta in questi casi osservando l istogramma possiamo intervenire con le impostazioni di scatto cercando di correggerle per ottenere la giusta esposizione quindi nel caso della
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naturfoto magazine i ferri del mestiere sottoesposizione dobbiamo recuperare le luci aumentando il tempo di otturazione per esempio mentre nel caso della sovraesposizione dobbiamo cercare di recuperare le ombre e chiaro già da questa prima informazione che l istogramma è un mezzo indispensabile per ogni fotografa altrettanto utile ed importante è capire come interpretare il valore di contrasto espresso da un istogramma il contrasto in parole semplici esprime la differenza di luminosità fra le zone chiare e scure di una immagine un istogramma con grafico ampio cioè con pixel presenti su gran parte dell asse x indica una scena con un buon contrasto ci troveremo di fronte ad uno scatto che metterà ben in risalto le zone scure e le zone chiare mentre un istogramma meno ampio indicherà una foto più piatta meno contrastata in tutto questo discorso è importante precisare che il grafico che osserviamo non sempre indica il valore assoluto di una zona ma spesso è l elaborazione delle diverse esposizioni e dei diversi contrasti presenti nella scena stessa quindi il risultato finale quello che viene fornito dall istogramma altro non è che una media ponderata tra i vari valori registrati altrettanto utili per noi fotografi sono gli istogrammi di luminosità e colore nel primo caso i valori registrati vengono calcolati in base al valore ponderato di luminosità di ogni singolo colore così da ottenere una media ponderata infatti tale valore viene influenzato dal fatto che il colore verde rappresenta una percentuale maggiore circa il 60 rispetto al rosso circa il 30 ed il blu circa il 10 della luminosità che l occhio umano percepisce e È chiaro quindi che gli istogrammi rgb presentano un grafico secondo un calcolo mentre gli istogrammi di luminosità presentano un grafico secondo un altro calcolo quale usare tra i due come abbiamo detto prima non esiste un istogramma perfetto dipende dal fotografo e dall uso che ne dobbiamo fare ovviamente l istogramma rgb ci aiuterà qualora sia necessario un taglio dei colori mentre l istogramma di luminosità ci aiuta ad identificare le zone carenti di neri o bianchi infine non possiamo trascurare gli istogrammi di colori utilissimi quando abbiamo la necessità di effettuare delle correzioni per singolo colore quello che nell istogramma rgb non sembra presentare anomalie è facilmente rintracciabile nell istogramma di colore che esaminando singolarmente i canali di colore mostra eventuali sovraesposizioni e sottoesposizioni degli stessi che una volta individuati si possono facilmente recuperare ovviamente tutto quello che abbiamo detto fin ora non è valido per chi scatta in formato raw un formato che si può tranquillamente modificare attraverso i più comuni software di fotoritocco ogni fotografo può decidere se produrre scatti già buoni dall inizio o se affidarsi completamente ad un eventuale fotoritocco ma certo un buon fotografo dovrebbe sempre conoscere i mezzi a sua disposizione e cercare di sfruttarli al massimo per ottenere già in partenza dei buoni scatti scrivi all autore folaga@naturfoto.it contatta la redazione info@naturfoto.it vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi forma dei contenuti del presente documento senza il consenso scritto degli autori 12
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