IL MIO CAMMINO FRANCESE

 

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Diario pellegrino di una splendida esperienza

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___________________________________________________ IL MIO CAMMINO FRANCESE DA SAINT JEAN PIED DE PORT AI PIEDI DEI DOLCI PIRENEI FRANCESI A SANTIAGO DE COMPOSTELA ED OLTRE FINO A FINISTERRE VERSO IL TUMULTUOSO OCEANO ATLANTICO ___________________________ Diario di un viaggio – Arcioli Giorgio – Aprile-Maggio 2013

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___________________________________________________ IL MIO CAMMINO FRANCESE DA SAINT JEAN PIED DE PORT AI PIEDI DEI DOLCI PIRENEI FRANCESI A SANTIAGO DE COMPOSTELA ED OLTRE FINO A FINISTERRE VERSO IL TUMULTUOSO OCEANO ATLANTICO ____________________________________________ Diario di un viaggio – Arcioli Giorgio – Aprile-Maggio 2013

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INTRODUZIONE Quando intrapresi due anni fa con mia moglie Teresa il Cammino Primitivo, perché più corto e per mancanza di tempo, due miei compaesani, Giancarlo e Osvaldo, nello stesso periodo stavano percorrendo il lungo Cammino Francese; ora che di tempo ne ho a sufficienza, posso finalmente emularli, quindi ho deciso di intraprendere questo Cammino. E' un Cammino lungo quasi 800 chilometri che, partendo da Saint Jean Pied De Port, una piccola cittadina francese, posta a meno di 200 metri di quota, ai piedi dei Pirenei, con una tappa molto dura di oltre 1300 metri di dislivello in salita, per circa 26 chilometri di lunghezza, arriva in Spagna, a Roncisvalle, quindi continua tra monti, altipiani (mesetas) e colline, passando le regioni della Navarra, Rioja, Castilla y Leon e Galizia, e le città di Pamplona, Logroño, Burgos, Leon, Astorga, Ponferrada, fino ad arrivare a Santiago De Compostela, dopo circa 30 tappe di cammino giornaliero. A metà gennaio, appena rientrato dal mio solitario giro del Lago di Como a piedi, ho detto a Teresa dell'intenzione di voler fare il Cammino Francese, lei ha detto subito che era troppo lungo, lasciando comunque la speranza che potesse venire, ma come gli anni precedenti non si é voluta 2

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allenare; solo alcune volte é venuta a fare qualche escursione in montagna ed una sola volta una camminata in piano di una lunghezza considerevole e con lo zaino. A fine febbraio abbiamo fatto i biglietti, come al solito per tutti e due, anche se lei non aveva ancora deciso, così saremmo partiti il giorno 23 aprile da Bergamo, con Ryan Air, fino a Lourdes, qui avremmo passato il pomeriggio e la notte ed il giorno seguente da Lourdes a Bayonne in treno, quindi con un trenino, (tipo quello della Vigezzina o Centovalli, che collega l'Italia con la Svizzera da Domodossola a Locarno), da Bayonne a Saint Jean Pied De Port, mentre il ritorno il giorno 29 maggio, direttamente da Santiago a Bergamo con Ryan Air. All'inizio di aprile siamo andati dall'amico Bruno Bosia, Priore della Confraternita di San Jacopo di Compostella, a casa sua a Prato Sesia, per ritirare la Credenziale che ci sarebbe servita come lasciapassare per accedere agli Ostelli Municipali o Religiosi ed infine per avere la “Compostela”. Nel frattempo mia figlia Silvia aveva deciso di intraprendere da sola un Cammino di Santiago, non troppo lungo, per mancanza di tempo, così, consigliata da me, ha optato per il Cammino Inglese, lungo circa 120 chilometri e con 2500 metri di dislivello che, partendo dalla città di Ferrol sul mare, arriva a Santiago, ed abbiamo fatto coincidere la data di rientro 3

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dalla Spagna. Arrivato il 21 aprile, due giorni prima della partenza, come per l'anno passato, Teresa ha preso la sua decisione di non venire perché sarebbe stato troppo lungo il periodo che avrebbe dovuto stare via da casa: a malincuore ho dovuto accettare la sua decisione; così, il giorno seguente ho preparato lo zaino, controllando più volte che non dimenticassi niente ed alla fine anche questa volta sono arrivato ai soliti 11,5 Kg. di peso. Tutto era pronto, l'indomani sarei partito. 4

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martedì 23 aprile 2013 BERGAMO – LOURDES (aereo) Partito alle 6,00 con il treno dal mio paese, Premosello Chiovenda, alle 7,30 sono già a Milano Porta Garibaldi, qui il tempo di un caffè e cambio treno ed alle 8,00 sono già in partenza per Bergamo, dove arrivo poco dopo le 9,00. Uscito dalla stazione prendo l'autobus che in venti minuti mi porta all'aeroporto di Orio al Serio. Qui solita trafila, faccio incellofanare lo zaino, faccio il check-in quindi, giunto il momento dell'imbarco, avendo il biglietto prioritario salgo tra i primi sul Boeing 737/800 della compagnia Ryan Air sul volo Bergamo-Lourdes. L'aereo parte alle 12,10 in perfetto orario e dopo un volo piacevole e rilassante, senza nessuna turbolenza, alle 13,45 atterra all'aeroporto di Lourdes. Qui, mentre aspetto l'autobus per la città, rimango meravigliato di quanta gente ci sia stata sull'aereo che come me portava lo zaino, quindi pronta a intraprendere il Cammino. Visto che l'attesa dell'autobus si prolunga, diversi di loro, circa una quindicina, si mettono d'accordo per prendere dei taxi collettivi facendosi portare direttamente a Saint Jean Pied De Port, con una spesa di 40/50 euro ciascuno, guadagnando così un giorno. Io invece, come la maggioranza dei “pellegrini”, attendo l'autobus per la città, così potrò finalmente avere la possibilità di visitarla e recarmi al Santuario di “Nostra Signora di Lourdes”. 6

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Passo buona parte del pomeriggio visitando i luoghi di Bernadette, dal Santuario, alla grotta, al vastissimo parco percorso dal fiume “La Gave De Pau”. Vedo centinaia e centinaia di pellegrini, la maggior parte malati, seduti o sdraiati su carrettini tirati e spinti da volontari, giovani ed anziani, di diverse nazionalità; ogni gruppo con qualcosa che li contraddistingue, o la divisa, o il cappellino, o il foulard, però una cosa é uguale per tutti: il viso felice e fiero per quello che stanno facendo, si vede da lontano che questo dà loro gioia. In un luogo così speciale, con degli accompagnatori altrettanto speciali, sembrano degli angeli, anche i poveri malati non li vedo sofferenti e depressi ma tranquilli e fiduciosi. Prima di rientrare all'hotel visito una parte della città, guardando solo da lontano l'antica Fortezza Militare che sovrasta la cittadina, situata in un punto strategico, ora sede del Museo dei Pirenei. Dopo cena torno al Santuario e posso assistere al rosario con la processione, una fila interminabile di pellegrini, compresi gli infermi sulle carrozzelle, tutti partecipi, con una torcia accesa, prima in una fila diritta, poi come un serpente, fino a fermarsi tutti allineati in fila davanti al Santuario. Partecipare a questa processione é molto bello, fa venire la pelle d'oca e mi porta a meditare sulla fortuna che ho, visto che il giorno dopo partirò con le mie gambe per intraprendere il Cammino verso Santiago, 7

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percorrendo centinaia e centinaia di chilometri, mentre altri meno fortunati, anche solo per fare pochi metri, hanno bisogno di qualcuno che li spinga o li sorregga. Prima di lasciare questo luogo di gioia e di speranza mi riprometto di portarli tutti con me sul mio Cammino, ricordandoli durante le varie tappe. 8

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