L'ènfasi architettonica e la città dello spettacolo

 

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Architetture spettacolari viste nel suo significato più profondo, analizzando la forma architettonica e la coseguente attrattiva compresa quella sociologica e di marketing

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in copertina uno dei disegni esposti nella mostra theatrum urbis la città dello spettacolo dove si può notare la tipica pianta del teatro inserita in un contesto urbano viene rappresentata la sequenza di quinte che sono le prospettive tipiche della scenografia del centro storico romano nella parte posteriore della copertina lo stesso disegno capovolto in questo caso è come se l architettura guardasse lo spettatore cioè a coinvolgerlo nel proprio spettacolo.per chi vuole vederla dal sito www.urbanografia altervista.org con il gioco delle immagini random la pianta del centro storico viene interpretata come se fosse decostruzionista.

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giovanni lauricella l ènfasi architettonica e la città dello spettacolo

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questo volume è stato stampato nel mese di luglio 2009 presso la tipografia valenziani via a valenziani 15 roma stampato in italia printed in italy

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l énfasi premessa la dimensione la forma quello che del costruito può essere contesto umano hanno una concezione quella dovuta all ènfasi laddove sia stata applicata o anche negata se consideriamo il fatto che nel rinascimento si sono privilegiate dimensioni entro le quali l uomo nelle sue reali proporzioni fisiche non si potesse sentire disperso in uno spazio eccessivo -mi riferisco alla piazza di pienza dove semmai c è l ènfasi della perfezione tutto quello che prima e /o dopo è avvenuto o quasi tutto è una storia di ènfasi architettonica questo concetto oltre a far assimilare in maniera più analitica la storia dell arte e la storia dell architettura fa sì che alcuni elementi dapprima poco considerati che in seguito vedremo vengano eletti a criteri valutativi dell arte abbiamo avuto nell architettura il canone dell arte classica di cui i greci sono stati gli indiscussi maestri ma adesso ci avvicineremo ad una concezione che rappresenterà il nostro canone per le valutazioni che andremo a fare successivamente ad esempio la monumentalità è richiesta ad ogni edificio diverso da quello di uso comune ogni archeologo capisce di trovarsi in presenza di un monumento nel momento in cui le dimensioni del manufatto superano quelle degli edifici circostanti e questo lo spinge subito a ricercare in quelle fondamenta perché di solito non ha altro di

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che tipologia di monumento si tratti non è una grande scoperta se si sostiene che più di un edificio doveva avere un ruolo di rappresentanza più aumentava la sua monumentalità la stretta connessione tra importanza e dimensione dell edificio ha fatto sì che la proporzionalità cambiasse in base alla maggiore o minore rappresentatività possiamo ben dire che era un criterio di riconoscibilità di più agevole individuabilità del monumento nell abitato o nella natura circostante da stonehenge alle piramidi dal colosseo al cupolone di s pietro dalla tour eiffel alle torri gemelle di ny non più in piedi forse non a caso perché quale messaggio è più drammatico di quello emanato dalle rovine le twin towers del world trade center1 sono state bersaglio terroristico proprio perché non solo rappresentavano ma enfatizzavano gli usa la società e l economia americana il successo occidentale alla teatralità costruttiva si è sovrapposta la teatralità terroristica drammatica distruttiva si è sempre nel costruire cercato lo stesso effetto l ènfasi architettonica non la dovuta necessaria costruzione dunque ma l enfatizzazione delle forme architettoniche o se volete 1 il compositore karlheinz stockhausen in un intervista radiofonica a ridosso dell 11 settembre definì l attacco terroristico alle torri gemelle la più grande opera d arte mai realizzata cinquemila persone che in un solo istante vengono cacciate a forza nella resurrezione io non potrei mai arrivare a niente di simile davanti a questo noi compositori non siamo nulla molti pacifisti come perniola gli fecero eco sostenitori dell azione artistica in quanto traccia dell artista il kamikaze non del manufatto ritenuto artigianale azione in sostituzione dell opera artigianale non più l homo faber che pensa di essere ricordato con le sue opere ma una militanza come definivano i situazionisti arendt anche se considerati dallo stesso perniola estremisti il lavoro che sostituisce l opera d arte come dice la arendt e poi niente di meno che il declino che tutti noi creiamo

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l esagerazione monumentale potremmo dire che il mestiere dell architetto è quello di enfatizzare le forme andiamoci piano è un mestiere così complesso che mi sembra troppo facile ridurlo ad una semplice definizione bisogna però constatare che in molta architettura e nella quasi totalità di quella di successo prevalgono i toni forti e laddove non ci sono perché magari non ci potevano essere viene esaltata la raffinatezza e la progettazione sofisticata in pratica ne viene rimarcato il carattere ènfatico forse in taluni casi il termine maniera gli si addice più di tutti l ènfasi è una maniera architettonica che meglio di altre fa capire una forma d arte l architettura che sovente specie nel caso degli edifici destinati ad usi civili si presta a trasmettere messaggi politici di qui l evidenziare o l introduzione di alcuni elementi architettonici spesso inconsueti tanto da destare sorpresa o anche il gigantismo delle opere che in qualche modo celebrano o un impero come nel passato o un regime o un sistema democratico in un momento particolarmente felice della sua storia in casi del genere la maniera enfatica è molto significativa e di gran contenuto quindi non è solo un valore formale quando vediamo un architettura ridondante eccessiva o giganteggiante potremmo dire che è come di maniera perché ha come connotato esplicito l ènfasi perché il messaggio che esprime l opera è determinante per darne quel carattere necessario che è rimarcato dall ènfasi le dimensioni hanno sempre giganteggiato e non solo in quello che facevano i sumeri o gli assiro-babilonesi il barocco le teatralizzava meglio di ogni altro stile ma anche il grigio neoclassico non era da meno non solo enormi e complessi edifici ma anche le piazze più grandi che hanno le città sono state realizzate proprio in quel periodo piazza del popolo a roma piazza del plebiscito a napoli place de la concorde a parigi ecc ecc e

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che dire dell ènfasi fascista che si rispecchia ancor più fosca nelle contemporanee architetture sovietiche e tedesche in un gigantismo di forme e di messaggi inquietanti che sottolineano l annientamento dell individuo in una ideologia di massa qui passerei ai super grattacieli di dubai taipei shanghai hong kong kuala lumpur e ricorderei anche l utopia di chandigarh di le corbusier brasilia di oscar niemeyer e dacca di louis kahn altri contesti ideologici in chiave di capitalismo terzomondista e rampante ma ricordiamo per converso che niemeyer era comunista in modo quasi mistico quello che cerco di far capire è che anche i paesi poveri hanno voluto utilizzare l enfasi per sottolineare la loro ascesa nel contesto internazionale in una corsa che vede la patria dei grattacieli gli usa ormai nettamente superati quanto ad altezza dei manufatti

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capitolo primo l ènfasi delle idee e lo spettacolo dell utopia se ci fate caso tutte le architetture utopiche e visionarie sono quasi sempre pregne di ènfasi cito alcuni nomi di architetti e alcune opere fantastiche a puro esempio ma si potrebbe continuare a lungo tanto che si potrebbe fare un capitolo grande quanto un libro da boullè e ledoux agli architetti più recenti di cui molti di indirizzo prevalentemente tecnologico ricordiamo paxton eiffell wachsmann sant elia buchminster fuller friedman frei otto,candela maymont yonas william katavolos di metabolists da kikutake a soleri molti di questi architetti nonostante che abbiano realizzato solo sulla carta le loro ipotesi sono stati i traghettatori che ci hanno portato nella modernità che attualmente viviamo in particolare quelli del dopoguerra hanno creato l immaginario collettivo di quel fenomeno che oso definire post futurismo una dilagante moda vissuta quale omaggio a questi architetti fatto con un lavoro di riporto ciò si vede in molti libri e film di fantascienza grazie alla fantasiosa mano di molti grafici di quel tempo che adornavano libri e riviste a testimonianza rilevante della cura con cui venivano realizzate le pubblicazioni di quel tempo cosa che oggi non si fa più un fenomeno

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talmente spontaneo e non preordinato che nonostante l ingombrante diffusione non ha avuto i dovuti riconoscimenti dalla cultura alta e accademica ma che però sarà il costante input che in quel periodo stimolerà l innovazione uno stimolo che possiamo dire essere culminato e anche finito perché dopo non si è fatta più l elegia del futuro ma il contrario come in back to the future con il film 2002 odissea nello spazio di stanley cubrick cito questo film proprio per far capire quanto e quale poteva essere il seguito popolare a tali aspirazioni e quanto invece non si è più fatto per il prevalere di emergenze umanitarie di tutt altro tipo parlo del ridimensionamento della potenza usa dovuto alla guerra in viet-nam del cambiamento di attenzione verso indirizzi ideologici che privilegiavano il sociale e in particolare l immenso insoluto impegno verso la fame nel mondo che rimarrà ereditato per sempre e ancora non ultima la capitolazione del comunismo dell urss che affievolì la gara di innovazione fra superpotenze rivolta verso il raggiungimento di successi tecnologici che era una componente interna alla competizione della guerra fredda ambizioni umane di dimensioni sovrumane venivano vissute in una costante ricerca di cambiamento rivoluzionario dell habitat di cui le corbusier in quel tempo ancora vivente si era trovato ad essere ormai un antico antesignano più che proposte erano ambizioni architettoniche che si caratterizzavano per l ènfatizzazione della complessità progettuale come yona friedman città spaziale città-ponte e in architettura mobile walter jonas città intras una sorta di imbuti sospesi dal suolo dove poter abitare e lavorare con tutti i servizi necessari sfruttando l energia solare paul maymont l atollo galleggiante thalassa william katavolos città sul mare kenneth snelson i balloons metallici kikutake ocean city thomas shannon isole galleggianti ecc ecc in questa visionarietà è la stessa ènfatizzazione della

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scienza a creare l utopia oltre alle forme fantasiose se non bizzarre i suddetti creatori introducono un altro concetto che come abbiamo visto accompagnerà l architettura contemporanea sono architetti che enfatizzano la tecnologia dando quasi per scontato il superamento di ogni problema concetto che nell elenco che segue è molto datato pensieri che si rifanno agli anni 50 soprattutto 60 e specialmente a quel periodo di grandi aspettative rivoluzionarie innescate dal 68 in poi caratterizzato dall american lifestyle e poi approdato alla pop art ma che di recente è ritornato in auge ridimensionato a puri valori formali senza più quelle tièiche allusioni ad utopie rivoluzionarie così continuando citiamo nicolas schoeffer le torri cibernetiche ron herron walking city del gruppo inglese degli archigram città mobili dove le unità si aggregavano come coleotteri le prefigurazioni tecnologiche di fuller sono anche esse enfatiche anche se realizzate in molteplici progetti che ebbero una produzione industriale paradossalmente anche in alcune branche di comunità hippies americane si inseriscono condite di cultura anti-tutto tecnologiche prefigurazioni avveniristiche come in alcune sedi universitarie dove nelle cupole di fuller vennero posti organismi sociali evoluti caratterizzati da una vita comunitaria d avanguardia architetture naturali e organiche di cui soleri divenne ben presto il profeta di riferimento per tutti i visionari di una nuova esistenza una strana comunità di marziani che stanno sulla vecchia terra come sulla luna con la pretesa di essere un filone di soluzioni per le difficoltà della vita anche se di indubbio valore la retorica e l avventurismo tecnologico che sta dietro queste ipotesi fanno riflettere penso alla presunta infallibilità della scienza che ci fa fare tutto quello che desideriamo con i prodotti tecnici e alla

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presunta quanto facile normalizzazione sociale che consegue a ogni nuovo assetto definito dall innovazione un ènfasi che ha creato parecchie strane cattedre universitarie e l uso negli anni 70 dei primi home computer a cui erano dediti le comunità hippies universitarie che usava la tecnologia come la marijuana per esternare il rifiuto sociale un cospicuo contributo viene dell italia che dopo il ben più importante futurismo ritorna a proiettarsi in avanti con radical architecture e superstudio architettura interplanetaria di alessandro poli di firenze importanti furono gli scritti di guensi su casabella n 387 le ricerche macrostrutturali fatte negli anni 1959-65 da leonardo ricci nelle università usa la città a struttura verticale per 250.000 abitanti di aldo loris rossi e donatella mazzoleni dicaia la città autoproducentesi di paolo portoghesi e vittorio gigliotti l idea di uno spazio in movimento di maurizio sacripanti la città continua dimensionale di mario galvagni la città ideale di leonardo savioli corrispondono tutte a quello che intendo come città dello spettacolo dove l ènfasi gioca un ruolo determinate un connotato che portò all edificazione in italia e laprima all estero di macro strutture le cui convinzioni di utilizzo stavano più nella testa di chi le progettava che negli utenti che le dovevano abitare e il nuovo corviale come altri edifici simili dividono ancora gli architetti in estenuanti contrapposizioni come prima conclusione si può affermare che la città ideale è tendenzialmente una città dell ènfasi e lo spettacolo offerto dalle macrostrutture e dalle tecnologie unito ad una massiccia massificazione demografica che le popolano sotto varie giustificazioni sono il connotato più evidente anche se non sembra gli eventi e le inaugurazioni sono episodi che in quanto anticipano idee e fanno riflettere danno la possibilità di concretizzarsi alle nuove concezioni architettoniche molte di

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esse allestite per essere effimere hanno creato in passato nuovi corsi progettuali che verranno poi ripresi in modo programmatico forse tra gli esempi più eclatanti resta l erezione della tour eiffel nel centro di parigi per l esposizione universale del 1889 dapprima contestata perché brutta e poi conservata come logo della città questo per me resta l evento mediatico più famoso della storia dell architettura industriale trattandosi di una struttura avveniristica in realtà non necessaria alla città fatta per divulgare l uso edilizio del ferro e poi riusata a scopo turistico ma il corso della nostra storia è pieno di episodi simili e sarebbe lungo elencarli così arriviamo a zaha hadid e possiamo parlare dell apertura del maxxi di roma che non a caso è avvenuta con grande sfarzo e proprio nel momento culminante di una crisi economico-finanziaria da paura cioè nei giorni in cui veniva varata una manovra finanziaria tesa a spremere le ultime risorse soprattutto dai ceti medi e dal terziario riducendo anche considerevolmente ma non del tutto i fondi per la cultura e le spese dell amministrazione da tutto questo possiamo prevedere lo scenario dei prossimi anni io penso di sì perché anche il ricorso alle energie alternative eolico fotovoltaico porterà a un impatto ambientale a suo modo enfatico modificando il paesaggio urbano ed extraurbano con presenze di manufatti altamente invasivi e simbolici eliche gigantesche al posto degli alberi estensioni di impianti di pannelli solari al posto della vegetazione e dell habitat degli animali forse non più un pensiero unico o uno stile prevalente nell architettura ma un eclettismo che rifletterà i vari modi della reazione alla crisi a fronte di costruzioni volutamente povere a basso consumo energetico ci saranno soluzioni di un lusso discreto come le case che si autoalimentano 2 destinate 2 dal 4 maggio al 4 luglio 2010 presso i giardini indro montanelli di milano sarà aperta la casa del ben-essere ideata dallo studio

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a ricchi illuminati e di contro anche soluzioni di un lusso esplicito mentre anche per motivi di opportunità d intervento da parte degli stati avremo edifici pubblici ridondanti e avvolgenti di dimensioni extra large caratterizzati da una ricerca estrema dello straniamento del fruitore forme curiose e strane si sono sempre fabbricate come ad esempio il colonnato di san pietro ha rappresentato uno strano genere a sé anche se spesso copiato la teatralità dell ènfasi di tali allineamenti di colonnati dà il necessario connotato interlocutorio con il fruitore dell opera che in questo caso è un utente religioso cosa volete farci se sono tentato parafrasando totò di dire siamo uomini o spettatori lo spettacolo come società sostiene guy debord o come architettura della città sostenuto dal sottoscritto ha un unico e comune fine ridurre il fruitore ad essere preda di abili manipolatori o spin doctor dell architettura che alimentano la forza di chi gestisce il sistema mai come in questi giorni mi trovo ad identificarmi con una delle comparse di metropolis il film di fritz lang paolo bodega architettura e promossa con il patrocinio del comune di milano assessorato alla salute l unità abitativa arredata e funzionante è stata realizzata con la determinate partecipazione di bticino e il contributo di un pool di aziende italiane specializzate ottanta metri quadri in classe energetica a studiati secondo i concetti di qualità ambientale eco sostenibilità efficienza energetica e sicurezza per indirizzare gli utenti verso corretti stili di vita valorizzare le differenti abilità e rispondere al desiderio di benessere della persona l unità abitativa è equipaggiata con sistema domotico di bticino capace di offrire avanzate soluzioni di comfort sicurezza risparmio multimedialità comunicazione e controllo rispondendo con connessioni dedicate anche alle esigenze dei diversamente abili consentendo loro una migliore qualità della vita.

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dove si vedono delle tristi figure di popolo in catarsi che catturate dal mito salgono una enorme scala attratte dal sacrificio.

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