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numero 7

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Anno 2 - Numero 7 - Marzo 2012 Qualcuno volò sul nido di passera Editoriale di Marco Rosati Sindacato Riappropriamoci del nostro ruolo di Stefano Donati er quei pochi che non hanno avuto la fortuna di vivere l’esperienza postale del nostro vecchio Collega Corrado Passera, ricordo che lo stesso è stato il nostro Amministratore Delegato, su nomina del Governo Prodi dal 1998 al 2002, ed è stato l’artefice della presentazione di un piano di impresa che prevedeva il taglio di 20.000 posti di lavoro. Ad onor del vero allo stesso va riconosciuta anche la costituzione di Banco Posta. Dopo aver lasciato l’Azienda Poste Italiane S.p.A. è ritornato al suo mondo di appartenenza, quello bancario, per ricoprire lo stesso incarico con Banca Intesa. Qui è restato fino all’avvento del nuovo primo ministro, che gli ha conferito l’incarico di ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti. E qui iniziano i dolori, o almeno avrebbero dovuto iniziare, perché tra le sue prime proposte veniva subito presentata la possibilità della liberalizzazione di Poste Italiane, con lo scorporo dei servizi finanziari da quelli postali. Questa proposta, vecchio cavallo di battaglia di molti, ci è sembrata subito mirata a distruggere una delle ultime grandi società italiane che svolgono attività diversificate con capillarità unica. Nessuno di noi avverte la necessità della nascita di una nuova banca, o forse si è tentato di concedere l’ennesimo favore al mondo bancario, neutralizzando un temibile rivale. Questa ipotesi ha scatenato subito tra i nostri colleghi delle giustificate apprensioni. Ma il recapito che fine farebbe? A chi appetirebbe un servizio così delicato? Il terrore che possa essere abbandonato a se stesso, avviandolo così verso una lenta eutanasia, è scattato nelle nostre menti. Ogni nazione, che si vanti di essere tale, ha fra le sue prerogative principali lo stato sociale, e quindi deve mettere in preventivo anche degli eventuali costi, per poter affrontare adeguatamente i bisogni della collettività. Non siamo certo noi della Confsal a P on è indubbiamente un ruolo, quello del sindacalista, che in questo periodo riscuota particolare successo tra i lavoratori; si è, infatti, diffusa la convinzione che lui (lo chiameremo così), istituzionalmente preposto alla tutela ed alla difesa dei lavoratori stessi, sia ormai totalmente assorbito da un’attività con un rientro senz’altro più interessante, consistente nello stipulare accordi con il “padrone”, il cui principale beneficiario è lui stesso, in barba a tutti i discorsi intrisi di belle heche Le bac parole quali: lotta, sciopero, il sindacato no per servo are! si oppone con fermezza ecc. ecc. Io qui inform non voglio fare opera di difesa di ufficio, Usatele ma soltanto sottolineare che non bisogna fare di ogni erba un… Non ci riesco, è più forte di me; prima di essere un rappresentante dei lavoratori sono un lavoratore io stesso, e sono profondamente incazzato con tutti coloro che hanno infangato la categoria dei sindacalisti, quindi voglio sfogarmi. Non vogliamo sopportare più chi si accorda con l’azienda per mero interesse personale, pretendendo oltretutto di farlo alla luce del sole, elargendo piccole regalie: ti sistemo il turno, non fai le notti ed altre cose a tutti noi ben note. Non vogliamo dover continuare ad accettare queste pastette di bassa lega, pretendiamo che il sindacato ritorni ad avere la “S” maiuscola. È proprio adesso, in questa delicata fase di riorganizzazione aziendale, che deve scattare la nostra reazione contro quefsal Con sti manovratori occulti e palesi; dobbiaazioni ic Comun mo isolarli, anche a costo di rinunciare a….. i denunc a qualche piccolo privilegio, rivolgendoci, per supportare la nostra ribellione, a coloro che hanno ancora a cuore le nostre rivendicazioni; sono convinto che anche voi sapete che ancora qualcuno c’è. Dobbiamo usare tutti i mezzi leciti per mettere in disparte questi ex rappresentanti dei lavoratori; lo strumento più efficace resta sempre quello della pubblicità, tutti devono essere messi a conoscenza del loro operato: le bacheche servono proprio ad informare, usatele. Sappiate che è provato, colui N segue a pagina 8 segue a pagina 8 1

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Siamo alla resa dei conti di Annalisa Decembrotto arrivato il momento di stringere la già lisa cinghia e di affrontare un lungo periodo di sacrifici… Vi ricordate la tassa per entrare in Europa, coniata dal governo Prodi alla fine degli anni Novanta, con la solenne promessa di una futura restituzione della stessa? Il rimborso avvenne, sì, qualche tempo dopo, anche se parziale, ma a qualcuno è sfuggita la contestuale introduzione in busta paga delle due novelle imposte (regionale prima, comunale poi) che hanno costituito un’ulteriore beffa per chi è convolato a nozze con il resto dell’Europa. Mossa indispensabile, certo, per lo sviluppo economico dell’Italia. Non sono in grado di giudicare la bontà del passo, probabilmente indispensabile, voglio solo riflettere su come, da sempre, siamo costretti a subire furberie e raggiri da parte di una classe politica che poco ha in comune con chi affronta la realtà quotidiana. Ancora oggi, dobbiamo pagare per chi ha dilapidato il denaro pubblico, investito in opere mai completate, assunto personale inefficiente, permesso collusioni con la mafia e sorvolato sulle evasioni fiscali. Si parla di costruire nuove carceri, quando ne esistono di pronte e mai utilizzate, assistiamo al triste spettacolo degli ospedali sovraffollati, nonostante l’esistenza documentata di nuovissime strutture fornite, di macchinari all’avanguardia, mai entrati in funzione. La maggioranza dei responsabili, però, resta impunita, pur avendo commesso tali enormità. È Ma quanto è importante l’interesse personale, di fronte a persone malate, carceri invivibili, pensionati in difficoltà, giovani schiavi della droga e donne costrette alla prostituzione? Chi utilizza le auto blu per motivi personali e paga un pranzo completo quanto noi paghiamo una pizza o un fast food, chi è spesso assente nelle aule del Parlamento, non ha certamente un senso civico molto elevato. Mi dispiace dover lavorare cinque o sei anni in più, rinunciare a qualche piccola soddisfazione per l’incompetenza e la furfanteria di quei furbi abbarbicati alle loro poltrone, pensando che solo i più facilmente raggiungibili verranno sempre chiamati a pagare. Supplemento a il Dialogo P.T. Direttore Responsabile Fabio Fabbrini Direttore Politico Raffaele Gallotta Direttore Geronimo Marco Rosati Redazione Geronimo Anno 2—Numero 7 Salvatore Creti - Stefano Donati - Laura Delia Graziani Angelo Panarello - Benedetto Schina - Massimo Trentini Si ringrazia per la collaborazione grafica Massimo Checchi Correttore di bozze Luciana Provaroni Via Paestum,1 00174 Roma Telefono 06.76968770 Fax 06.76986091 e- mail: lazio@confsalcom.it ; roma@confsalcom.it Finito di stampare il 20/02/2012 wwuovo sit Il n .coella Segre w od fsa teria Pro n ominciale d lr v m .co Roma a i ww n ia .coa Segreter w d ito ell o alcNazionale fs .it m Il s Geronimo 2

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In vista dei congressi di Benedetto Schina ari Segretari Provinciali, responsabili sindacali, colleghi, sento di dover rivolgere a tutti voi il mio saluto e il mio ringraziamento, perché siete in procinto di svolgere i vostri congressi provinciali, ai quali seguirà il congresso regionale fino alla partecipazione al Congresso Nazionale, che si svolgerà a Sorrento il 3/4/5 giugno 2012 al quale mi auguro ci sia la massima rappresentazione del Lazio. I congressi provinciali della CONFSAL COMUNICAZIONI si aprono in un momento in cui i problemi di Poste Italiane si fanno sempre più acuti in ogni settore lavorativo; ben a conoscenza della delicatezza del momento politico che viviamo, auspico che tali congressi possano arricchirsi del contriin tutte le sedi. Siamo il vero sindacato autonomo che si sintonizza al nuovo procedere nel campo dei diritti, per un mondo del lavoro più giusto, equo e solidale. Bisogna aggiungere che anche noi abbiamo bisogno di supporti, specie in particolari momenti. Per questo chiediamo alla Segreteria Nazionale una adeguata attenzione in vista della non lontana battaglia per il rinnovo delle RSU; pertanto siamo certi che continueranno ad esserci vicino, come sempre. La CONFSAL COMUNICAZIONI ha un capitale di immagine che va ampliato e sostenuto. Ci rivolgiamo, allora, alle forze più giovani, alle donne. Ad essi chiediamo di volersi avvicinare, di lavorare in stretto rapporto con le Segreterie Provinciali per proporre, sollecitare, C buto delle proposte, delle riflessioni e delle osservazioni che vorrete esprimere nei vostri interventi. La dialettica tra le forze SINDACALI è scesa ad un livello di imbarbarimento tale che non lascia presagire nulla di buono per quanto concerne la soluzione delle molte questioni dei diritti per i dipendenti di Poste Italiane. Eppure la delicatezza della situazione nella Regione Lazio, ed in tutte le altre regioni, imporrebbe a tutti gli attori uno spirito più serio e costruttivo, che porti serenità nel dialogo tra le parti. La CONFSAL COMUNICAZIONI si impegna risolvere problematiche. Ad essi garantiamo senz'altro il supporto della nostra esperienza maturata nel corso dei lunghi anni di militanza. Dalla sinergia con l'universo femminile, siamo sicuri, verrà quel di più che fa la differenza, la qualità. Il sindacato crede fortemente nelle Pari Opportunità e intende ancora di più dare visibilità alle donne sindacaliste e sindacalizzate. Il loro entusiasmo ci è necessario; sono le donne che trasmettono, il più delle volte, quell'entusiasmo, quella carica emotiva che fa aumentare la vicinanza e il consenso. Noi, dunque, auspichiamo che, in fase di predisposizione delle liste per il rinnovo delle RSU, le donne rappresentino non meno della metà dei candidati. La CONFSAL COMUNICAZIONI del Lazio vorrebbe, anzi, vuole le donnedirigenti: esse, ne siamo certi, sapranno rispondere al nostro appello. Resta infine da segnalare che in tutte le Provincie del Lazio, in questi ultimi anni, la CONFSAL COMUNICAZIONI ha incrementato il servizio con i suoi rappresentanti dando la possibilità ai propri iscritti di avere un interlocutore locale, al fine di essere più vicina ai lavoratori. Bisogna fare di più per creare nuove condizioni e una scelta di risorse umane che possono garantire una crescita quantitativa e qualitativa della CONFSAL COMUNICAZIONI. Per cui siamo contenti e grati a quei colleghi che lavorano in periferia e che senz'altro contribuiscono notevolmente alla crescita dei nostri consensi. Infine, le tante sfide che la complessità del lavoro sindacale ci pone, cerchiamo di affrontarle al meglio. Consapevoli delle nostre non illimitate risorse procederemo sulla strada intrapresa e con l'aiuto degli iscritti, dei simpatizzanti, dei dirigenti, della Segreteria Nazionale, cercheremo di crescere ulteriormente. Consentitemi allora una locuzione latina, "ad maiora semper", pensiamo sempre in grande. Quindi buon lavoro a tutti e grazie di cuore per la cortese attenzione ma soprattutto per la vostra vicinanza, che nelle varie circostanze avete e soprattutto mi avete sempre dimostrato. Geronimo 3

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Dal mondo del lavoro Sistema di incentivazione Part-Time Anche per il 2012 sono previsti incentivi economici per il personale che trasformi il proprio rapporto di lavoro da FullTime a Part-Time Per gli impiegati:  1000€ lordi di incentivo Una Tantum nel caso di Part-Time a tempo determinato della durata di 24 mesi;  2250€ lordi di incentivo Una Tantum in caso di Part-Time a tempo determinato della durata di 36 mesi;  4000€ lordi di incentivo Una Tantum nel caso di Part-Time a tempo determinato della durata di 48 mesi. Per il personale appartenente all’Area Quadri:  1000€ lordi di incentivo Una Tantum nel caso di Part-Time a tempo determinato della durata di 12 mesi;  3000€ lordi di incentivo Una Tantum nel caso di Part-Time a tempo determinato della durata di 24 mesi;  6000€ lordi di incentivo Una Tantum nel caso di Part-Time a tempo determinato della durata di 36 mesi;  10000€ lordi di incentivo Una Tantum nel caso di Part-Time a tempo determinato della durata di 48 mesi. Pensione di vecchiaia e pensione anticipata di Salvatore Creti Possibilità di pensionamento in relazione della sola età anagrafica: - le donne del settore pubblico vanno in pensione nel 2012 con 66 anni; - le donne del settore privato vanno in pensione nel 2012 con 62 anni, che salgono a 63 anni e 6 mesi nel 2014, a 65 nel 2016 e a 66 anni nel 2018; - gli uomini andranno tutti in pensione a 66 anni. I requisiti anagrafici sopra indicati andranno via via incrementati in base alla speranza di vita. Il primo aumento si applicherà nel 2013 e non potrà essere superiore a 3 mesi. Comunque la legge ha stabilito che l’età per la nuova pensione di vecchiaia dal 2021 non potrà essere inferiore a 67 anni. I primi due adeguamenti saranno triennali (20132016), mentre a partire dal 2019 i successivi saranno biennali. È ragionevole ipotizzare che, alla fine del 2050 per effetto degli adeguamenti derivanti dall’incremento della speranza di vita si raggiungerà un’età di quasi 70 anni. Possibilità di pensionamento con riferimento alla anzianità contributiva e all’età anagrafica: - dal 2012 serviranno 41 anni e 1 mese per le donne e 42 anni e 1 mese per gli uomini; - dal 2013 in poi, i requisiti andranno aumentati di un ulteriore mese, in relazione alla speranza di vita, per ridurre il pensionamento anticipato, se questo viene richiesto con i requisiti contributivi, ma con un età inferiore a 62 anni si opererà una riduzione, per la quota retributiva, dell’1% per i primi 2 anni di anticipo e del 2% per gli ulteriori anni. Per le donne di ogni categoria è prevista un’ulteriore possibilità di pensionamento con il requisito di 35 anni di contribuzione e un’età di almeno 57 anni (58 per le autonome) optando però, per il calcolo della pensione integralmente col sistema contributivo. Questa opportunità è confermata attualmente in via sperimentale fino al 31 dicembre 2015. Si deve però fare attenzione che questa via di uscita comporta la fruizione di una pensione abbattuta circa di un terzo rispetto al metodo di calcolo tradizionale. Per i soli dipendenti del settore privato sono previsti ulteriori parziali correttivi: - a chi entro la fine del 2012 avrebbe maturato il diritto di uscita con i “vecchi” requisiti dell’anzianità, cioè la relativa quota 96 (non meno di 35 anni di contributi e 60 anni di età) sarà consentito andare in pensione a 64 anni di età; - alle donne del privato sarà consentita una ulteriore alternativa di uscita, riservata a quelle che entro il 2012 raggiungono i 60 anni di età e un’ anzianità di almeno 20 anni: potranno uscire al compimento del 64° anno. Confsal Comunicazioni Segreteria Regionale Lazio e Segreteria Provinciale Roma Via Paestum, 1 Roma Telefono 06.76968770 Fax 06.76986091 E-mail lazio@confsalcom.it ; roma@confsalcom.it Geronimo 4

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Il postino pat Ciao colleghi, questo inizio 2012 non è un gran che! Non è una canzone, ma... tra Monti, Passera e tutto il seguito, aspettiamo le novità che ci riguarderanno! C’eravamo lasciati l’anno scorso con tutte le problematiche del bel progetto 8/venti (mamma mia!), ahimè, nessuna miglioria all’orizzonte, anzi sempre peggio. Cari Postini voi ne sapete qualcosa! La nuova Dirigenza pensa che noi siamo numeri sulla carta, stravolge i nostri uffici con Direttori e capisquadra solo di nomina, ma di fatto nulla. Vediamo distruggere giorno per giorno, il frutto del nostro buon lavoro che, ad oggi, abbiamo costruito con la nostra esperienza e professionalità, dando certezze e garanzie delle consegne a tutta la clientela; invece stiamo diventando come la tanto temuta concorrenza, che, certamente, non avrebbe potuto competere con la nostra qualità. Tutto questo, a mio avviso, è dovuto a questo “mostro di geni” che compone la dirigenza e a qualche suonatore di mandolino troppo stonato per un Progetto così innovativo! Per la ”dirigenza” noi siamo solo numeri sulla carta; dall’alto stravolgono tutto il nostro lavoro, visto che non sanno nulla di quello che accade realmente ogni giorno. Forse c’è qualcuno che fa sim sala bim con i dati? Qualche maghetto ha fatto sparire anche le tessere dell’autobus ai colleghi che ne usufruivano per raggiungere la propria gita, non avendo i requisiti per usufruire dei mezzi aziendali. Questo ci sembra un ulteriore ostacolo per lo svolgimento dell’attività lavorativa degli stessi. Per i colleghi interni nel recapito (ripartitori e esonerati), è in applicazione la mobilità. Questi colleghi verranno riposizionati secondo le esigenze aziendali. Un consiglio? Fate domanda volontariamente per essere spostati secondo le vostre esigenze fino che si può, per non trovarvi ad essere trasferiti ufficialmente dove capiterà! Volevo ringraziarvi per il sostegno all’art.17 sul Recapito, grazie alla vostra partecipazione al conflitto di lavoro si stanno vedendo i primi frutti; i ticket tornano dopo un lungo silenzio e anche gli abbinamenti, gli straordinari vengono finalmente pagati. Bravi colleghi non vi siete fatti intimorire dai vostri “Capi” che tentano ogni volta con le solite letterine di non farvi aderire alle iniziative di lotta! Ricordate sempre che qualsiasi O.S. proclami uno sciopero, voi potete aderire tranquillamente, è ovvio che negli altri periodi si deve abbinare (per le proprie 12 ore al mese) e solo dopo è possibile rifiutarsi senza timore. Comunque stiamo preparando nuovi conflitti di lavoro, iniziative im- di Marica De Marco portanti (scioperi, denunce, art. 17, ecc.) per combattere insieme questi Capitani, modello Schettino, ostili ai tanti problemi non ancora risolti, nonostante le richieste pervenute più volte dal territorio e dalle O.S. per questa nave, la più importante sia mai esistita: Poste Italiane. Vogliamo alla guida di questo equipaggio gente esperta che ci guidi con dignità e orgoglio; non lasciamo affondare questa nave, è fatta di noi, persone umane, non di numeri. Il futuro non è roseo, ma continuerò a tenervi aggiornati su tutte la novità, sia buone che cattive. Ricordiamo inoltre che è sempre presente il presidio in viale Europa. Venitemi a trovare anche su FB, sul Postino Pat e ricordate sempre: “IL RISPETTO DELLE REGOLE E’ IL RISPETTO DI TUTTI I DIRITTI DEI LAVORATORI” facciamoci rispettare sempre! A presto e buon lavoro a tutti i POSTINI del mondo!!!!!!!!!!!!!!!! Un caloroso saluto a tutta la provincia, che ci segue e aspetta con piacere l’uscita di ogni nuovo numero di Geronimo. Con la promessa di venire presto a trovarvi nei vostri uffici auguriamo a tutti un Buon Lavoro 5 Geronimo

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Saggezza Indiana di Marco Rosati er voi uomini bianchi noi eravamo selvaggi. Voi non avete capito le nostre preghiere. Non avete mai cercato per una volta di capirle. Quando noi cantavamo le nostre canzoni di lode al sole, alla luna o al vento, pregavamo idoli ai vostri occhi. Senza capirci, e solo perché il nostro modo di preghiera era diverso dal vostro, ci avete condannato come anime perse. Noi vedevamo l'opera del Grande Spirito nella sua intera Creazione: nel sole, nella luna, negli alberi, nei monti e nel vento. Talvolta ci avvicinavamo a Lui per mezzo di quello che aveva creato. Questo era forse così male? Io so che noi crediamo con tutto il cuore all'Essere Supremo, e la nostra fede è forse più forte di quella di tanti bianchi, che ci chiamano pagani. I selvaggi rossi sono sempre stati più intimamente uniti alla natura dei selvaggi bianchi. La natura è il libro di quella Grande Forza che voi chiamate Dio e che noi chiamiamo Grande Spirito. P poco. Affronti allora la seconda. Rifletti nuovamente ma non scegli ancora. Finalmente, alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta. Così non rischierai più nulla. Qualche volta, lascia passare una giornata prima di risolvere il tuo problema. Se voi uomini bianchi non foste mai arrivati, questo paese sarebbe ancora come Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo. Molti miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca. Ci sono fiori dai colori diversi ed ognuno di essi è bello. Io spero che i miei figli vivano in un mondo in cui tutti gli uomini, di ogni colore, vadano d'accordo e lavorino insieme, senza che la maggioranza cerchi di uniformare gli altri al proprio volere. “Ho sentito che intendete metterci in una riserva vicino alle montagne. Io non voglio andarci. A me piace scorrazzare nelle praterie. Lì mi sento libero e felice, ma quando ci stabiliamo in un posto diventiamo pallidi e moriamo.” “Dividere ciò che si possiede, essere generosi è la nostra prima legge, il valore più grande in cui crediamo. Per poterci far dimenticare questi valori, ma soprattutto per allontanarci dal grande attaccamento e rispetto che avevamo per la Madre Terra, era necessario distruggere ciò che ci dava forza di credere in tutto questo: la nostra spiritualità.” Quando togliamo qualcosa alla terra, dobbiamo anche restituirle qualcosa. Noi e la Terra dovremmo essere compagni con uguali diritti. Quello che noi rendiamo alla Terra può essere una cosa cosi semplice e allo stesso tempo così' difficile come il rispetto. Quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell’aurora, per la vita che ti ha dato e per la forza che ritrovi nel tuo corpo. Ringrazia il tuo Dio anche per il cibo che ti dà e per la gioia della vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore. Quando l'ultima fiamma sarà spenta, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce catturato, allora capirete che non si può mangiare denaro. (Toro Seduto) Ci sono quattro strade che possono portarti dove vuoi andare. La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero. Non è la strada giusta. Rifletti un un tempo. Tutto avrebbe conservato la purezza originaria. Voi l’avete definito selvaggio, ma non lo era. Era libero. Gli animali non sono selvaggi; sono solamente liberi. Anche noi lo eravamo prima del vostro arrivo. Voi ci avete trattati come selvaggi, ci avete chiamati barbari, incivili. Ma noi eravamo solamente liberi! Attendetevi che i fiumi scorrano al contrario, allo stesso modo che ogni uomo nato libero sia contento d'essere rinchiuso entro limiti precisi senza la libertà di andare dove vuole. La donna è sacra. Noi rispettiamo le madri, le sorelle, le mogli, le figlie, le nipoti. Sono le donne che ci danno la vita, che ci nutrono e che ci insegnano a camminare e a parlare. Gli uomini sono i loro occhi, le loro orecchie, la loro bocca. Geronimo 6

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Il filo di Arianna Le emozioni: una vita a colori di Laura Delia Graziani olte volte ci sentiamo i soli padroni di noi stessi, quando improvvisamente un’emozione ci sorprende e, in quel momento, ci rendiamo conto che alcuni aspetti di noi sfuggono al nostro controllo. In alcune circostanze vorremmo poter indossare una maschera, per non mostrare agli altri i nostri stati d’animo; mostrare le nostre emozioni, a volte, ci fa sentire a disagio, perché ci fa sentire vulnerabili, privi di controllo su noi e sugli altri. Esistono persone tendenzialmente calme e controllate che raramente si lasciano sopraffare da forti emozioni, anche davanti ad avvenimenti improvvisi che colgono invece altri impreparati. Altre che reagiscono repentinamente e in maniera “colorita” ad ogni minima variazione situazionale. In genere le donne sono più soggette a manifestazioni emotive rispetto agli uomini, che hanno la tendenza, invece, a nascondere le emozioni, perché educati nella convinzione che manifestarle sia M poco virile. Emozione è una parola che deriva dal latino emovère che significa “trasportare fuori”, è una semplice risposta del nostro organismo ad un evento visto attraverso il filtro della nostra interpretazione mentale, legata quindi alla qualità dei processi cognitivi (valutazioni ed analisi dello stimolo) e associata a modificazioni fisiologiche. È quindi un’alterazione del nostro stato di equilibrio, conseguente ad un evento esterno e al modo in cui noi lo interpretiamo. Spesso sono il nostro viso, la nostra postura a tradirci, a far trasparire che qualcosa ci ha colpito; non è sempre semplice controllare il linguaggio del nostro corpo: un rossore improvviso, il tremore della voce… Il modo di manifestare un’emozione può variare da individuo a individuo, ed anche da cultura a cultura, ma sicuramente i sentimenti saranno gli stessi ovunque. Il nostro quotidiano è caratterizzato dalla presenza ricorrente di emozioni di diversa natura ed intensità, sarebbe diffi- cile immaginare una vita senza emozioni, sarebbe un po’ come un film in bianco e nero. Le emozioni sono alla base della vita stessa, sono il colore delle nostre giornate, grazie ad esse assaporiamo eventi della nostra vita con significati più o meno importanti. A volte durano un breve istante, sono quasi impalpabili, indescrivibili, altre riusciamo ad assaporarle di più, a rievocarle con il pensiero, altre sono alla base dei nostri sentimenti. Non si può fingere di non avere emozioni, senza emozioni arriveremmo ad assomigliare a dei robot, impoverendo così la nostra esistenza. Impariamo invece a riconoscerle e a non aver paura di esse, conosceremo meglio noi stessi. Un po’ di arte insieme Mito di Arianna Arianna è figlia del re di Creta Minosse e di Pasifae sua moglie La leggenda narra che Arianna si innamorò di Teseo, l’eroe che si recò a Creta per combattere il Minotauro, imprigionato nel celebre labirinto di Cnosso. Arianna aiuta Teseo, donando all’amato un gomitolo di filo, suggerendogli di legarne un’estremità all’uscita e di non lasciare mai l’altra: in questo modo sarà più semplice per Teseo e il filo di Arianna Pelagio Palagi Tiziano 1520-1523 l’eroe trovare l’uscita del labirinto. Teseo vittorioso grazie all’aiuto di Arianna, riparte per Atene, portando con sé la provvidenziale fanciulla, ma approdati all’isola di Nasso, l’abbandona, mentre ella è immersa in un sonno profondo, per motivi che il mito non chiarisce. Si accorge di lei Bacco, che se ne innamora. Consolata dal dio, si unisce a lui in matrimonio. Per le nozze Dioniso fece dono ad Arianna di un diadema d’oro che, lanciato in cielo, andò a formare la costellazione della Corona Boreale. Gli artisti rinascimentali ed epoche successive la raffigurano principalmente sveglia e piangente, o in compagnia di Bacco. Bacco e Arianna Tiziano 1520-1523 CURIOSITA’ Dal destino di Arianna piantata in Nasso deriva la frase “piantare in asso”. Se tale tradizione sia vera o solo una paretimologia nessuno può dirlo con certezza, ma a noi piace pensarlo. Geronimo 7

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Vivere la propria vita per non pentirsi di non aver mai rischiato Nel libro “Vivere, amare, capirsi”, Leo Buscaglia scriveva: “A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi; a piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali; a stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere; a mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io; a esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui; ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti; a vivere c’è il rischio di morire; a sperare c’è il rischio della disperazione e a tentare c’è il rischio del fallimento. Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla. La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava. Ha rinunciato alla libertà”. Solo la persona che rischia è veramente libera. La vita è il dono che Dio ci fa: una vita vissuta è il mio dono a Lui. E una vita sprecata è il peccato. Se vuoi sapere cos’è il mare devi immergerti dentro: “Vieni e vedrai”. Fr. Renzo rimpiangere il passato, quando molto spesso le risorse economiche dello Stato venivano indirizzate quasi sempre verso zone oscure e non propriamente venivano messe a disposizione della popolazione. Una delle poche spese che riteniamo sia giusto farsi carico allo Stato, è quella di contribuire a far si che Poste Italiane continuino ad effettuare la consegna della corrispondenza in ogni luogo della nostra nazione. Affinché questo accada, noi della Confsal riteniamo sia imprescindibile mantenere l’unità aziendale. Al momento siamo soddisfatti, poiché dopo l’annuncio della possibile liberalizzazione postale, sembra che qualcosa, o forse meglio, qualcuno, sia intervenuto per impedire questa operazione. Ringraziamo chi ha avuto il coraggio di volare sul nido di Passera e ha frenato la sua indole bancaria. Il nostro, mai tanto amato, ha dovuto volgere le proprie ali verso altri cieli scatenando la reazione dei lavoratori di quei settori. Siamo certi che il pericolo della liberalizzazione, con il relativo scorporo dei servizi postali, non è scongiurato definitivamente, quindi riteniamo di dover mantenere la guardia alta, perché il nostro vecchio “collega” è stato sempre molto sensibile alle sirene bancarie. che agisce in mala fede non ama che il suo fare venga messo nero su bianco; vedrete che reazioni inconsulte seguiranno alla messa in piazza dei loro accordi di comodo. Se dovessimo decidere di intraprendere questa strada, saremo inizialmente oggetto di tentativi di ritorsione, ma non scoraggiamoci, troviamo la forza morale per continuare; è l’unico modo per uscire da questo vortice che ci attanaglia e recuperare quel potere contrattuale che da tempo abbiamo perso, visto che il sindacato dominante è da tempo imbrigliato dagli accordi che, pro domo sua, ha preso con l’Azienda. Vi chiedo scusa per lo sfogo, ma è necessario abbandonare i binari della mediazione politica ad oltranza, poiché non credo che paghi più; non è più possibile scendere a compromessi con questa gente che per troppi anni ha gestito le Poste come un proprio feudo, nella convinzione di avere a che fare con una massa di pecore facilmente governabile. So per certo che quanto ho detto cova nell’animo di molti di noi, ma al contempo è reale il timore di apparire come dei potenziali Don Chisciotte; l’unico sistema per evitare che si vada incontro ad una sconfitta è quello di consociarsi attorno a chi ha voglia di supportare la nostra piccola rivoluzione, a chi ovviamente non è imprigionato in antiche costumanze con l’Azienda per poter, assieme, costruire un muro di protezione che ci salvaguardi. Le b a serv cheche ono info p rm er Us are! ate le Geronimo 8

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La voce dei saggi di Valfredo Porega A PROPOSITO DI LOBBy Nessuna tutela per le nostre pensioni un tratto di penna l’entità delle pensioni in essere, dimenticando (come scrissi nel precedente articolo), che purtroppo dal “famoso” Governo Amato del 1992, le stesse sono svincolate dalla dinamica dei salari e degli stipendi, facendo scendere, di fatto, di circa il 50% il potere urtroppo i pensionati non hanno alcuna lobby in Parlamento, dove attualmente siedono 133 avvocati, 23 commercialisti, 5 farmacisti, 13 architetti, 90 giornalisti e 53 medici; la manovra “Salva Italia” del Governo Monti si è abbattuta in modo indecente su di loro, per il biennio 2012-2013 coloro che percepiscono più di 1405 euro lordi ogni mese, stiamo parlando di poco più di mille euro netti, non avranno nessun adeguamento all’inflazione. Ogni mese a queste “ricche” pensioni, oltre ai vari aumenti di luce, gas, benzina ecc. vanno detratte l’addizionale Comunale e Regionale, che molto probabilmente aumenteranno, e chi ha la “fortuna” di avere acquistato, con enormi sacrifici e con un’infinità di rinunce, la prima casa, in aggiunta alla rata di mutuo bancario, se non ancora terminato, dovrà pagare dal 2012 l’ICI oggi IMU. Cancellare con P paese con circa 130 miliardi di euro evasi ogni anno, pertanto una vera e dura lotta agli evasori, i quali una volta “scovati” vanno condannati in modo esemplare. Togliere l’adeguamento all’inflazione a chi percepisce poco più di mille euro, è in contrasto con la Costituzione Italiana, poiché tale manovra governativa determina l’impoverimento del cittadino. Mi auguro che i Deputati e i Senatori che hanno votato la fiducia al Governo e alla manovra “Salva Italia” prendano atto della ingiustizia perpetrata verso milioni di pensionati e che il danno sia limitato al 2012, restituendo a gennaio 2013 il diritto inalienabile dell’adeguamento all’inflazione. vafredo@tiscali.it d’acquisto iniziale; aumenta così la difficoltà di vivere o meglio dire di sopravvivere per il pensionato e la sua famiglia. Nel nostro paese purtroppo ci sono circa 8.300.000 indigenti, con questa manovra il Governo Monti avrà il “primato” di aprire la strada all’indigenza a centinaia di migliaia di pensionati. Questa indecenza verso questi anziani, porterà nelle casse del Governo circa due miliardi di euro. Sicuramente la scelta più giusta e meno dolorosa è quella di “colpire” le vere ricchezze patrimoniali, non dimenticando il primato del nostro Ridiamoci Un po’ sopra Geronimo 9

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Voce ai lettori Buongiorno a tutti voi, la redazione del giornale Geronimo, dal mese di Febbraio 2012 ha riservato uno spazio editoriale ai dipendenti di Poste Italiane; tale iniziativa non solo crea una comunicazione diretta tra O.S. e lavoratori, rispondendo ad eventuali osservazioni, quesiti o proposte, ma desidera offrire un’informativa esaustiva, circa l’applicazione di diritti e normative contrattuali, attualmente in vigore, presso la nostra categoria. Se ritenete utile aderire, potrete inviarci domande ed osservazioni via e-mail o inviando un sms al n 339-2899551. In attesa di un eventuale contributo personale saluto cordialmente Francesco Coppola. Riflettendo sul contenuto, rappresento le criticità che il sindacato, qualsiasi sindacato, dovrebbe trattare: per esempio una personale riflessione scaturisce dalla pretesa dell’azienda di sapere in anticipo chi e quanti lavoratori sciopereranno. L’azienda non può a nessun titolo chiedere ai lavoratori se aderiranno o no ad uno sciopero. In merito riportiamo quanto previsto dall’articolo 8 dello statuto dei lavoratori: (Divieto di indagini sulle opinioni) È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore. Buongiorno, sono una dipendente all’interno del settore dei servizi postali. Data la sua complessa articolazione mi piacerebbe conoscere approfonditamente le sue varie funzioni. Sono previsti per noi giovani dei corsi di formazione per approfondire tematiche così complesse e vaste? Ringrazio anticipatamente per la collaborazione. Al momento non sono previsti corsi di formazione per il personale, riguardanti la tematica da te espressa. Se fossi interessata a conoscere meglio la struttura dei servizi postali puoi collegarti sul nostro sito www.confsalroma.com e sotto la voce recapito troverai l’accordo del 27/07/2010 dove è presentato il nuovo modello organizzativo. Salve, sono una dipendente con handicap, per la precisone ho un invalidità ad un occhio. Vorrei sapere se l’azienda prevede orari di riposo per chi lavora di fronte al pc e per chi ha disagi come nel mio caso, esiste una policy che regoli le prestazioni lavorative? Gentile collega le informazioni da te forniteci non sono sufficienti per capire il tipo di invalidità, soprattutto la compatibilità di questa con la tua mansione. Qualora tu fossi impiegata allo sportello le pause previste sono le stesse per tutti i lavoratori e sono regolamentate da un accordo siglato il 25/03/2010. Secondo tale accordo sono previsti 10 minuti di pausa con applicazione in altri servizi, dopo le prime 95 operazioni, dopo ulteriori 100 operazioni è prevista una ulteriore pausa di 10 minuti. Potete descrivermi sinteticamente, quali sono le nuove regole sulle pensioni per noi donne? Grazie Gentile collega, in merito a questa domanda ti rimandiamo alla pagina 4 di questo numero di Geronimo, nella quale speriamo di aver adeguatamente esposto la riforma pensionistica. 10 Geronimo

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di Laura Delia Graziani e Marco Rosati Er Ponentino Era l’ora più attesa dai romani, quando col calar della sera ci si apprestava a preparare la cena e spirava il refrigerante Ponentino. Si dimenticavano la stanchezza e i lavori diurni, fantasticando su come si sarebbero vestite le matrone durante i canti della notte, quando i musici avrebbero suonato le loro cetre. Roma era spettacolosa in quel momento di crepuscolo, fra i colori dei mattoni e del tufo, mentre il sole si dirigeva all’occaso e dalle cucine provenivano aromi stuzzicanti. Era un momento di gran pace e gioia, solo Fauro non si lasciava trasportare dall’atmosfera, si copriva il volto accarezzato dal dolce zefiro e si lamentava: “Che angoscia! Che tristezza!” era incapace di apprezzare l’Urbe con i suoi fantastici stornelli, la musica, le bellezze artistiche, la via Imperiale e il Pantheon. Intanto il Ponentino vivificava la città donandole nuova vita e i concittadini di Fauro esultavano e si davano alla gioia. Insieme al venticello scorrevano nell’aria le parole e i suoni della città, cantavano d’amore e di letizia ma Fauro era sempre più serio. “Odio la vita, non provo mai nulla che mi faccia sentir bene!” si dava tormento inveendo contro il Ponentino e camminando lungo il Tevere. Nel biondo fiume crescevano all’epoca particolari piante, simili a ninfee che galleggiavano sull’acqua. Fauro si sentì chiamare da un capitone che sguazzava su una di queste piante. Era una di quelle grosse anguille magiche mandate dagli dèi a illuminare le menti di chi non sapeva godere della vita. Il capitone Geronimo chiamò Fauro che si avvicinò alla sponda e si chinò per ascoltarlo. Mentre si affacciava alla riva, si accorse che si trovava innanzi a uno spettacolo fantastico: c’erano sirene che danzavano nuotando e il fondale appariva ornato da pietre di mille colori, sulle quali si rispecchiava il cielo del tramonto. Il capitone disse: “La tua tristezza è nel tuo cuore che non si lascia trasportare dalla gioia di esistere! Sei un pessimista! Fermati e lasciati accarezzare dal Ponentino: è il vento di Roma ed è capace di spazzare via la tristezza e la mestizia! ” Fauro si fermò e mise le guance al vento: era vero, quel soffio incantato portava via ogni pensiero mesto, l’alito dolce del Ponentino era ed è davvero una cosa incantata. di Roberto Bianchi scrittore senese Il Ponentino è il vento più noto fra quelli che spirano su Roma, sebbene nella concezione popolare si intenda con questo termine il vento di Ponente che si leva sul far della sera nella stagione calda. Dati gli orari e le stagioni in cui lo si avverte (a Roma è in realtà più presente in primavera, ma la sensazione di refrigerio è più distinta nei crepuscoli estivi), questo vento è divenuto oggetto di una particolare percezione popolare, ben presto elemento di tradizione popolaresca istintiva, nella coincidenza del suo levarsi con l'ora del riposo, della cena (rito fra i più importanti della romanità) e dell'amore. Dell'amore il Ponentino divenne nel tempo allusivo e romantico riferimento e custode, complice creatore di produttive atmosfere soprattutto per il corteggiamento, silenzioso messaggero delle note di fiduciosi stornelli, di amorosi versi cantati che questo vento, si riteneva, potesse rendere ammaliatori. Ed era, secondo proprio un antico stornello, la miglior scusa per poter assestare una ciocca di capelli dell'amata, forse davvero scomposta da qualche refolo, e per restare nei paraggi a provare una tenera incerta carezza. La crescita urbanistica della Capitale, unitamente alle costruzioni di edifici di altezza rilevante nelle periferie come ad esempio il "Nuovo Corviale", ha via via indebolito la capacità di penetrazione di questo delicato zéfiro, così che oggi non è più possibile apprezzarne la presenza se non nelle primissime fasce urbane ad Occidente. 11

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Alla Segreteria Nazionale Conf.sal Comunicazioni Via Principe Amedeo, 221 - 00185 Roma Il/la sottoscritto/a ____________________________________________ nato/a a__________________________________________, Prov. (______), il _____________________ in servizio presso _______________________________________________ avvalendosi della facoltà consentita dalla legge 300/1970 con il presente ATTO DI DELEGA autorizza la trattenuta sulla bustra paga, per 13 mensilità, a decorrere dal mese di ________________, a favore dell’O.S. Conf.sal Comunicazioni di una quota pari allo 0,80% dell’intera retribuzione mensile da versare sul CCP 46084000 (codice CNED 1859) ai sensi dell’art. 12 del CCNL Poste 2007/2010. Dati di archivio per spedizione informativa sindacale: indirizzo abitazione Via ……………………………………………… C.A.P. ……………. Comune …….………… Prov. ……… Telef. Abitazione……………….…..……Telefono mobile ….………….……… Faccio presente che, ricevuta l’informativa sull’utilizzazione dei miei dati personali ai sensi della Legge 675/96, consento il loro trattamento nella misura necessaria per il proseguimento degli scopi statutari, consento anche che i dati riguardanti l’iscrizione sindacale siano comunicati al datore di lavoro e da questi trattati nella misura necessaria all’adempimento degli obblighi previsti dalla Legge, dai contratti, e dalle convenzioni. Addì ……………….., lì………… Firma del Delegante __________________________________________ Alla Segreteria Territoriale Conf.sal Comunicazioni di _____________________, indirizzo __________________________ Il/la sottoscritto/a ____________________________________________ nato/a a__________________________________________, Prov. (______), il _____________________ in servizio presso _______________________________________________ avvalendosi della facoltà consentita dalla legge 300/1970 con il presente ATTO DI DELEGA autorizza la trattenuta sulla bustra paga, per 13 mensilità, a decorrere dal mese di ________________, a favore dell’O.S. Conf.sal Comunicazioni di una quota pari allo 0,80% dell’intera retribuzione mensile da versare sul CCP 46084000 (codice CNED 1859) ai sensi dell’art. 12 del CCNL Poste 2007/2010. Dati di archivio per spedizione informativa sindacale: indirizzo abitazione Via ……………………………………………… C.A.P. ……………. Comune …….………… Prov. ……… Telef. Abitazione……………….…..……Telefono mobile ….………….……… Faccio presente che, ricevuta l’informativa sull’utilizzazione dei miei dati personali ai sensi della Legge 675/96, consento il loro trattamento nella misura necessaria per il proseguimento degli scopi statutari, consento anche che i dati riguardanti l’iscrizione sindacale siano comunicati al datore di lavoro e da questi trattati nella misura necessaria all’adempimento degli obblighi previsti dalla Legge, dai contratti, e dalle convenzioni. Addì ……………….., lì………… Firma del Delegante __________________________________________ Poste Italiane S.p.A. Direzione Servizio Amm.ne Risorse Umane di ………………………………..….. Il/la sottoscritto/a ____________________________________________ nato/a a__________________________________________, Prov. (______), il _____________________ in servizio presso _______________________________________________ avvalendosi della facoltà consentita dalla legge 300/1970 con il presente ATTO DI DELEGA autorizza la trattenuta sulla bustra paga, per 13 mensilità, a decorrere dal mese di ________________, a favore dell’O.S. Conf.sal Comunicazioni di una quota pari allo 0,80% dell’intera retribuzione mensile da versare sul CCP 46084000 (codice CNED 1859) ai sensi dell’art. 12 del CCNL Poste 2007/2010. Dati di archivio per spedizione informativa sindacale: indirizzo abitazione Via ……………………………………………… C.A.P. ……………. Comune …….………… Prov. ……… Telef. Abitazione……………….…..……Telefono mobile ….………….……… Faccio presente che, ricevuta l’informativa sull’utilizzazione dei miei dati personali ai sensi della Legge 675/96, consento il loro trattamento nella misura necessaria per il proseguimento degli scopi statutari, consento anche che i dati riguardanti l’iscrizione sindacale siano comunicati al datore di lavoro e da questi trattati nella misura necessaria all’adempimento degli obblighi previsti dalla Legge, dai contratti, e dalle convenzioni. Addì ……………….., lì………… Geronimo Firma del Delegante __________________________________________ 12

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