La Gazzetta della Puglia 7_9-2013

 

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Gazzetta settembre 2013

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La Gazzetta MENSILE D’INFORMAZIONE Anno XXIV– LUGLIO-SETTEMBRE 2013 – N. 7/9 della Puglia della Puglia Fondato da Domenico Tedeschi Copia gratuita per i sostenitori Unione Editoriale – Amministrazione e Redazione: 20148 – MILANO, via S. Altamura, 11 – Telefono e Fax 02/36.51.30.48 – Redazione: 70121 – BARI, via P. Petroni, 5 - Telefono e Fax 080/52.44.392. Registrazione n. 438 - 27/6/88 del Trib. di Milano. Sped. in abb. postale: art. 2 - comma 20/lett. C - legge 662/96 - Taxe perçue/Tassa riscossa Cpc Roserio Milano Papa Francesco ha nominato mons. Fernando Filograna vescovo della diocesi di Nardò - Gallipoli A cura dell’A.L.S. Auguri Eccellenza Occorre una politica industriale nuova G DI PIETRO FILOMENO all’inizio della crisi economica del 2008 a oggi l’Italia ha preso il passo del gambero. A camminare all’indietro più di tutti è stato, come al solito, il Sud. Puntuale, a questo proposito, il periodico chek up Mezzogiorno di Confindustria: crollo del Pil, calo degli investimenti, grande moria d’imprese, enorme aumento dei disoccupati, emigrazione alle stelle (soprattutto intellettuale), diminuzione degli investimenti pubblici e privati. Una fotografia a tinte fosche, ma purtroppo vera. Ci si chiede, come sempre in questi casi, qual è la terapia giusta per curare la malattia. Molti concordano su una politica industriale nuova I (...) A PAG. 6 Locali storici d’Italia edizione 2013 D G DALLA PUGLIA – Omnia in bonum è il motto episcopale di monsignor Fernando Filograna, vescovo eletto di Nardò-Gallipoli, voluto da Papa Francesco. La solenne concelebrazione eucaristica nella cattedrale di Lecce (14 settembre), è stata presieduta dall’arcivescovo metropolita del capolugo salentino, Domenico Umberto D’Ambrosio, che ha consacrato il nuovo pastore della Chiesa universale assieme al Nunzio apostolico in Italia, Adriano Bernardini, e il vescovo di Otranto, Donato Negro. Presenti: i cardinali Fernando Filoni e Salvatore De Giorgi (quest’ultimo emerito di Palermo), con numerosi vescovi ed arcivescovi ed oltre duecento sacerdoti. G. CARPENTIERI I (...) A PAG. 9 G IMons. Fernando Filograna col sindaco di Nardò Marcello Risi Qual è il locale storico d’Italia più antico? Quale quello più cinematografico? E quello che ha l’arredo più originale? Scopriamo assieme qual è il più lirico? Il più creativo? Il più letterario? E il più elegante di Milano? Chi presenta la più grande facciata in maiolica? E quelli che ai tempi del Risorgimento «vissero episodi del processo di unificazione nazionale?». La guida dei Locali Storici d’Italia, un’interessantissima silloge di notizie e curiosità, F. P. I (...) A PAG. 13 G Il cardinale Angelo Scola Il 30 settembre ci ha lasciati Nicola Angiulli Lutto in redazione È sempre molto difficile frenare l’emozione nel ricordare un caro e fraterno amico. Ninì per gli amici (Nicola Angiulli al secolo) era nato a Gravina in Puglia 77 anni fa. Da oltre 30 anni è stato una delle colonne portanti del nostro giornale. Sin dal primo numero (1988) il suo tratto è rimasto indelebile sulla prima pagina (nell’occhiello: «Strepitoso successo della Compagnia teatrale “I Peuceti”») . Ogni mese puntualmente scriveva della sua amata terra. La pagina 9 ha sempre ospitato la sua firma. Ninì è stato una splendida persona sempre disponibile. Aiutava tutti con quel suo tratto di benevola ironia, nel porgersi. Un paio di giorni prima della sua dipartita c’eravamo sentiti per telefono. Invece di pensare al suo stato di salute (più che precario) si era invece preoccupato di rassicurarmi che anche per questo mese stava scrivendo due articoli su Gravina. Purtroppo il 30 settembre è andato a dormire il sonno eterno. Al figlio Michele, le più sentite condoglianze mie e della redazione. Ciao Ninì, ci mancherai...! Santi: Woityla e Roncalli IL 27 APRILE 2014 Zaganellate di Zaganella Farfuglia Maschera della Puglia Violenza in ascesa Perché tanta violenza perché tanta incoscienza perché tanta indifferenza. La follia dei mariti lasciati la follia dei figli disadattati la follia di individui ammalati. Ora anche gli adolescenti stuprano incoscienti questi, sono, tristi momenti. Gli adolescenti guardano gli adolescenti emulano gli adolescenti imparano. La colpa? I colpevoli? Genitori inconsapevoli? Insegnanti arrendevoli? La colpa è di tutti e, questi, sono i frutti non .....belli, brutti! MIMMO TEDESCHI G Sua Santità Carol Woityla I A PAGINA 5 Calcio: serie A e B 2013/2014 I calendari di tutte le partite I A PAG. 10 BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA BASILICAT Sede legale: MATERA - via Timmari, 25 MATERA Tel. 0835.332649 - Fax 0835.331334 Dir. Gen.: ALTAMURA (BA) - via O. Serena, 13 ALT Tel. 080.8710111 - Fax 080.8710714 Sedi operative: ALTAMURA (BA) - via O. Serena,13 ALT GRAVINA IN PUGLIA (BA) - piazza Cavour, 20 GRAVINA Tel. 080.3221511 - Fax 080.3256382 TARANTO (TA) - via Di Palma, 46/50 Tel. 099.4541111 - Fax 099.4541339 Ufficio Rappresentanza Presidenza Dir. Gen. BARI (BA) - via Venezia, 13 - Tel. 080.5254911 NELLE PAGINE INTERNE I INFORMAZIONI DALLA LOMBARDIA pagg. 2 – 3 – 4 INFORMAZIONI DALL’ITALIA/MISCELLANEA pag. 5 INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari/Foggia pag. 6 INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari e provincia pagg. 7 I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA dalle provincie del Salento pagg. 8 – 9 GAZZETTINO SPORTIVO pag. 10 LEX SEMPER LOQUITUR GAZZETTINO MEDICO pagg. 11– 12 MISCELLANEA Attualità e Recensioni pagg. 5 – 13 I I I I F ILIALE VIA DI M ILANO I I S ANTA M ARGHERITA, 4 ANTA ARGHERITA Tel. 02.86453958

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P AGINA 2– LUGLIO / SETTEMBRE ’13 D ALLA L OMBARDIA Un pugliese che ha dato lustro alla sua terra natia La Gazzetta della Puglia a Franco Di Bella, che era al timone del Il Corriere della Sera, e ad Alberto Cavallari, allora suo corrispondente da Parigi... Nella giuria del Premio c’erano nomi noti: De Grada, Alberico Sala, Ugo Ronfani, Giuseppe Migneco, Edoardo Raspelli, Ibrahim Kodra (a sx nella foto), Roberto Ciuni, Baldassarre Molossi…e lo stesso Filippo. Che a Figazzano, dove andava ogni anno, non si limitava a dipingere da artista eccellente la sua Puglia. Periodicamente riuniva una folla di estimatori nel cortile, presentando poeti, narratori, musicisti e gente comune. Una sera riservò il microfono a un suo vicino, “don” Oronzo, un vecchio contadino che intrattenne il numeroso e colto uditorio con i suoi improvvisati racconti sulla vita rurale di una volta. Da fine dicitore, descrisse le vendemmie e le mietiture, le voci della natura, gli amori fioriti tra i pampini, la marcia degli zappatori all’alba verso la campagna; il palmento colmo d’uva da pestare; i letti nuziali con i materassi gravidi di foglie di granturco; gli attrezzi: “’u rùcegghiòne”, utilizzato per la potatura; “’a segotte”, per raccogliere il mosto… Oronzo era custode della chiesetta della Madonna della Stella. Devotamente. Tanto che un anno, per la festa patronale, gli organizzatori avevano invitato a Figazzano padre Cionfoli, i cui impegni però non gli permettevano di venire a cantare il giorno dell’uscita della statua; qualcuno allora propose di spostarlo a quello successivo. Non avesse mai osato. Oronzo si oppose con decisione: «Da qui la Madonna esce quando è sempre uscita. È sua, la festa. E poi chi è questo padre Cionfoli?». Su richiesta di Filippo, lo intervistai per Il Corriere del Giorno di Taranto. Ci riuscìì dopo tante esitazioni di questo amabile signore quasi ottantenne, basso, sottile, un po’ curvato dalle molte fatiche, gli occhi come il carbone acceso. «E chi sono io per avere questo onore? Tu devi parlare del professore, che fa cose bellissime». Filippo sorrise. Sorrideva sempre quando lo chiamavano professore. Aveva insegnato per una ventina d’anni, ma sapevano in pochi anche questo. Ho incontrato poche persone come lui: affabile, sincero, discreto, coltissimo. E artista vero. Ritraeva la Puglia deliziosamente, interpretandola. Amava, questa terra incantevole, laboriosa, Filippo Alto, il biondo vichingo. Tutti i maggiori critici lo hanno esaltato, da De Grada a De Micheli. Poi, nel ’92, arrivò “’a senzanàse”, tendendogli una trappola sulla strada verso Ancona. L’indimenticabile cantore della Puglia stava andando, con moglie e figli (rimasti per fortuna indenni), nella sua Bari, per passare il Natale con la madre. MILANO – Fu lui ad instillarmi la passione per i fischietti in terracotta. Una sera, venuto con Ada a cena a casa mia, mi portò in dono un carabiniere con il trombone e me lo raccomandò: «Fa parte della banda dell’Arma, che ho acquistato una settimana fa: è un doppione». E mi informò che in agosto, a Ostuni, nel cortile del municipio, si sarebbe svolta la rassegna nazionale di quei manufatti, eseguiti da figuli di alto valore di Bassano del Grappa, Caltagirone, Grottaglie, Rutigliano… Avrei potuto ammirare anche politici, personaggi dello spettacolo, figure caratteristiche della vita quotidiana, colti in atteggiamenti divertenti. Tutti in creta. Filippo Alto (a dx nella foto), che qualche amico buontempone definiva il biondo vichingo per il suo metro e novanta, ogni tanto mi faceva qualche sorpresa. Una sera, dopo l’inaugurazione di una sua mostra nella galleria di Renzo Cortina, nel piano sottostante alla libreria di piazza Cavour, invitò una decina di amici in un ristorante, in cui si mangiava pugliese: quella volta, come primo, “fàve e ffògghie”. Mi fece sedere di fianco a una signora che subito mi regalò un sorriso benevolo. «Tu sai chi è?», m’interrogò lui mentre il cameriere deponeva piatti fumanti sulla tavola. «Non ho il piacere». «Eppure abbiamo parlato tante volte di Marietta…». E non finì apposta la frase. Faceva il furbo disegnandosi sul volto la solita risatina di quando voleva prendersi simpaticamente gioco dell’interlocutore; e io non rispondevo per il timore che l’idea che mi lampeggiò mi esponesse a una delusione. Un altro commensale, che nonostante una vita a Milano, continuava a parlare piacevolmente barese anche con i meneghini, esplose. «Uagniò’, è Mariette d’a Caravedde». Si alzò e baciò la mano alla signora. La “Caravella”! Quante domeniche avevo trascorso inchiodato alla radio per ascoltare i dialoghi esilaranti tra Coline e Mariette. Scendevo in strada, a vedere il solito gruppo di campioni impegnati nelle appassionanti partite alla “livoria” sul marciapiede di fronte, soltanto alla fine della trasmissione. Lo riferii con gioia, e mi vantai di ricordare parecchie battute, accontentando subito chi, incredulo, volle mettermi alla prova. Marietta poi mi riferì che si era trasferita in Svizzera, dove viveva con sua figlia. I tempi della “Caravella” erano lontani. Ma non gli amici come Filippo, che l’aveva chiamata per la personale, ricevendo immediatamente la risposta. Filippo, di amici, ne aveva un’infinità: Egidio Pane, poeta; Giuseppe Giacovazzo, che diresse La Gazzetta del Mezzogiorno dopo aver fatto il giornalista televisivo e realizzato sul piccolo schermo il primo documentario a colori, su Domenico Cantatore; Pietro Ricordando l’artista Filippo Alto Marino, anche lui alla Gazzetta; Antonio Rossano, Raitrè; Vito Maurogiovanni, che tra l’altro scrisse un bellissimo ricordo di Tommaso Fiore; Michele Campione, Rai; Nicola Vernola, che fu ministro ai Beni Culturali; Mario Azzella, altro giornalista Rai e documentarista, oltre che intenditore d’arte; Sebastiano Grasso, del quotidiano di via Solferino; Raffaele De Grada, che fu ospite di Filippo nella sua casa di villeggiatura, a Figazzano; Mario Marenco, apprezzato architetto e designer, che debuttò in radio in “Alto gradimento”, quindi passò in tivù con “Indietro tutta”, “Quelli della notte”, “L’altra domenica”, e al cinema con il “Pap’occhio”, sempre con Enzo Arbore…. Filippo, che viveva a Milano, era ingegnere. Ma diceva che la laurea l’aveva conseguita per accontentare la mamma. Già da ragazzo lui aveva deciso di fare il pittore. Diceva anche che quando sentiva dei passi approssimarsi alla sua stanza, nascondeva in un cassetto il disegno che stava eseguendo e tirava fuori il libro. Lo conobbi nel ’74, lo rividi all’anteprima della trasmissione di Giacovazzo, nella sede Rai di corso Sempione, a Milano. Diventammo inseparabili. Realizzammo una grande serata al Cida (Centro informazioni d’arte) in via Brera 9, alla quale parteciparono lo scrittore Domenico Porzio; il gastronomo Vincenzo Buonassisi; lo scrittore Nino Palumbo, presidente dell’Associazione Pugliesi; Guido Lenoci, titolare della storica galleria “Apollinaire”, al 6 della stessa via (aveva già avuto la Borromini, a Como, chiusa dal fascismo per antipatia verso le correnti d’avanguardia) e altre 400 persone. La manifestazione (30 giugno, ’76, un giovedì), dove Lenoci fece proiettare un filmato sulle tarantolate di Galatina, fu suggerita dall’uscita, nell’inserto Il Malpaese del settimanale L’Europeo di Giovanni Valentini, dell’inchiesta su “Puglia: la rovina dei trulli” di Salvatore Giannella, foto di Piero Raffaelli. Dal ’77 organizzammo anche il Premio Milano di Giornalismo al ristorante “La Porta Rossa” di Chechele e Nenella, la cui prima edizione venne assegnata proprio a Valentini, che aveva 29 anni; la seconda a Gino Palumbo, che aveva moltiplicato le copie de La Gazzetta dello Sport; la terza FRANCO PRESICCI Con la settimana della comunicazione dal 30 settembre al 6 ottobre Promozione del territorio di Brindisi a Milano MILANO – La Camera di commercio di Brindisi, in occasione della settimana della comunicazione 2013 e nello spazio espositivo L’Archivolto Events, ha posto in vetrina le realtà imprenditoriali e artigianali locali. Il suo presidente Alfredo Malcarne ha relazionato (il 3 ottobre) sulle potenzialità di crescita di un magnifico territorio tra terra e mare nel Nord Salento, attraverso le esperienze imprenditoriali e sulle attività che l’istituzione brindisina adotta e pianifica a sostegno dell’imprenditoria locale appunto, supportando crescita, visibilità: opportunità in una visione più ampia di sviluppo del territorio e dell’internazionalizzazione. L’intervento del presidente Malcarne si è concluso con la degustazione di prodotti alimentari brindisini offerti dalle aziende: Tenuta Venterra olio extravergine d'oliva, Salumificio Santoro, Cooperativa Agricola Sammichelana. Ma torniamo all’evento espositi- vo tenutosi dal 30 settembre al 6 ottobre 2013 a Milano: una settimana all’insegna della comunicazione, una grande iniziativa italiana dedicata – ribadiamo – soprattutto alla comunicazione. L’evento collettivo, a cadenza annuale, è stato diffuso in molti spazi nella città di Milano, con un calendario di sette giorni fitto di iniziative gratuite e aperte alla città. Un cantiere a cielo aperto si può dire, in cui ognuno è stato libero di apportare il proprio sapere, trovando nel contempo diverse occasioni da cui imparare scambiando conoscenze, metodi, tecnologie ed esperienze. Al suo interno: saperi, business, cultura, formazione, entertainment e soprattutto idee utili tra: comunicazione d’impresa, creatività, tecnologie, editoria, arte e design. L’Archivolto, che racchiude nel suo marchio l’impegno professionale, speso da oltre 30 anni, ha promosso così la cultura ar- chitettonica e del design attraverso progetti editoriali e mostre di valore e interesse internazionale. Lo spazio espositivo L’Archivolto Events, voluto da Silvio San Pietro fondatore de L’Archivolto, che è stato concepito come un nuovo contenitore culturale e artistico, su progetto dell'architetto Simone Micheli, ha realizzato il prestigioso e dinamico spazio espositivo che si è distinto per la sua unicità sia a livello architettonico per i materiali utilizzati (solid surface SamsungStaron), sia a livello multifunzionale. Oltre alla Camera di commercio di Brindisi sono stati promotori della manifestazione: • Promobrindisi, azienda speciale della Camera di commercio di Brindisi per i servizi reali alle imprese: offre assistenza tecnica e consulenza per le principali funzioni aziendali. Sostiene lo sviluppo di nuova imprenditorialità e la valutazione di progetti di investimento. • Cif (Comitato impresa femminile Brindisi), organismo operativo presso la Camera di commercio di Brindisi: ha il compito di individuare strumenti idonei a promuovere la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili del territorio, nonché creare una rete di sinergie con altri enti e/o istituzioni del territorio che permettano di rafforzare il ruolo delle donne nel mondo dell’imprenditorialità. • Assonautica Brindisi, operativa nelle attività necessarie allo sviluppo della nautica da diporto: promuove il turismo nautico e tutte le attività economiche, produttive e sociali ad esso collegate in collaborazione con la Camera di commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura locale per qualificare e incrementare l’attività del settore. • La Cambusa di Assonautica, iniziativa nata in seno ad Assonautica: individua la nautica da diporto come canale privilegiato per la promozione del territorio ed eleva i diportisti a veri ambasciatori . • Social Media Partner: Brindisi in MY Destination, fondato da una giovane stratega di destination marketing, Emma Taveri, che dopo 10 anni in giro per il pianeta e una carriera sfolgorante a Londra, è tornata a Brindisi prendendosene cura e raccontandola al mondo. Hanno partecipato: Piero Figura architetto, scenografo e antiquario; Maria Concetta Malorzo, maestra vetraia; Nancy Motta, Fotoreporter free-lance; Lenorado Petraroli maestro ceramista specializzato nell’arte del presepe; laboratorio per bijoux Qua-dra&Polena; l’azienda vitivinicola Tenute Rubino. . I

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La Gazzetta della Puglia D ALLA L OMBARDIA LUGLIO / SETTEMBRE ’13 – P AGINA 3 Continua l’opera instancabile del sodalizio (l’Arp) di via Calvi a Milano L’estate dell’Arp in Puglia La ricca estate degli eventi e delle manifestazioni culturali e folcloristiche nei nostri paesi è stata caratterizzata anche da un significativo apporto dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, a testimonianza di un collegamento concreto e tangibile tra Lombardia e Puglia. La presenza nei luoghi d’origine per le vacanze da parte del direttivo dell’Associazione ha favorito tutto ciò. Già nel mese di luglio, in occasione della Fiera del Libro Possibile di Polignano a Mare, era stato consegnato il Premio Ambasciatore di Terre di Puglia ai rappresentanti delle “Mamme di san Vito”, la benemerita associazione di volontari originari di Polignano operante a San Paolo del Brasile a favore dei ragazzi di strada. Nell’occasione per il Comune di Polignano era presente l'assessore alla cultura Marilena Abbatepaolo e per l'Associazione Regionale Pugliesi denominati Festa del Ritorno, dedicati espressamente ai milanesi-biscegliesi, capitanati dal presidente dell’Associazione Regionale Pugliesi a Milano, cav. Dino Abbascià. Oltre a feste, incontri, dibattiti, visite guidate in luoghi artistici e tipici del territorio biscegliese, primo fra tutti il noto dolmen, c’è stata una gita significativa a Locorotondo e Cellino San Marco presso la tenuta del cantante Albano Carrisi che ha accolto personalmente i numerosi gitanti e li ha intrattenuti durante il pranzo sotto i frondosi alberi della tenuta, prima della visita alle cantine e allo zoo. Sono solo alcuni dei diversi momenti che hanno caratterizzato questo ritorno in Puglia, dando il senso di una presenza che anche in vacanza diventa impegno, testimonianza e monito, soprattutto per i giovani. A. PICICCO CONCORSO FOT OGRAFICO Giuseppe Selvaggi e Antonio Lisco. Interessante è stato anche l’incontro svolto a Giovinazzo tra il direttivo dell’Associazione, il sindaco Tommaso Depalma e l’assessore alla cultura e al turismo Enzo Posca: un incontro cordiale e amichevole che in primo luogo ha rinsaldato l’amicizia tra i dirigenti dell’Associazione e gli esponenti dell’Amministrazione comunale, e poi ha contribuito a porre le basi per eventi e collaborazioni da svolgersi nei prossimi mesi. Giovinazzo ha altresì dedicato agli emigranti una serata inserita nel programma della festa patronale che, quest’anno, al consueto concerto con degustazione, ha aggiunto un convegno finalizzato ad individuare – alla luce delle testimonianze di emigranti di vecchia data e delle giovani generazioni - le nuove sfide e le prospettive dell’emigrazione nel mondo, dando un respiro più ampio alla serata di festa. Al termine dell’evento, il sindaco ha scoperto una targa posta nei pressi della stazione ferroviaria, dove un tempo coloro che partivano (mettendo nel conto che poteva essere per sempre) sostavano a salutare i familiari. Il testo della targa – “A coloro che sono partiti con una speranza nel cuore” - è importante perché sottolinea quel sentimento che è nel cuore di tutti, che dà la forza per andare avanti, che si concilia con la ricerca della felicità comune a tutti. La città di Bisceglie poi ha dedicato cinque giorni di eventi, G Nella foto: emigranti a Bisceglie Termine invio opere: 15/11/2013 Riunione Giuria: 17/11/2013 Comunicazione risultati: 17/11/2013 Premiazione e proiezione: 17/11/2013 Pubblicazione su internet: dal 18/11 al 31/12/2013 Per informazioni: http://www.puntofocale.net/ Con “Volti delle donne di un tempo” (l’8 novembre) all’Ariston di San Giuliano Milanese Dalla Puglia in Lombardia approda l’opera teatrale di Rausa come lo definisce l’autrice di questa raccolta di racconti che possiamo definire una vera e propria epopea. Coriacee, abituate a combattere sino allo stremo per difendere la propria dignità, violata nel corpo e nello spirito, decise a riscattare la propria onorabilità sociale e familiare. L’emozione ci ha sorpreso mentre leggevamo i ritratti di Annina, Assunta, Carmela, Rosetta, Mimina, Carmelina, Teresina, Immacolata, Crocefissa, Ippolita, ecc., sui cui volti è sempre rigata la sofferenza e la preoccupazione del presente. Sulla scia del realismo verghiano, sono narrate le vicende di queste donne umili, innalzate a eroine di vicende individuali, sociali e umane, sempre vissute in condizioni difficili, prive di conforto e alla mercé delle angherie dei potenti. A salvarle è solo la loro determinazione, con cui meritare il riscatto sociale e guadagnare l’affetto dei figli. Ecco la ricompensa! Non mancano episodi di rivolta, a volte vere e proprie sfide aperte, a volte illusorie e comunque sempre sofferte, quando sono costrette all’abbandono dei propri paesini – passati in rassegna in gran parte della provincia di Lecce – per esercitare le arti della musica o dell’amore, una professione che «rende felici gli uomini». A volte il dolce abbandono nell’ora del crepuscolo, nel paesaggio rasserenante della campagna, riporta poeticamente la pace nel cuore, ma – non ci si può illudere! – questo stato d’animo di serenità dura solo un momento e si manifesta solo in pochi casi. Ma anche qui la grande prova di umanità è fornita dall’atteggiamento sempre solidale e generoso: le difficoltà si affrontano insieme, con la determinazione e la speranza di lasciare un esempio positivo per le generazioni future. Il testo teatrale, scritto e diretto da Paolo Rausa, rappresenta attraverso la storia di 6 di queste donne esemplari, vissute fra le due guerre e nel periodo postbellico, il loro percorso faticoso per emanciparsi dalla fatica, dalla violenza e dalle intimidazioni. Sono ritratti i volti vivi di Vincenzina, operaia in una fabbrica di tabacco, di Nunziata, moglie di emigrante, di Teresina, contadina violata nel corpo e nello spirito, di Immacolata, curiosa e desiderosa di apprendere la cultura diversa degli ebrei, sfuggiti alla deportazione e che trovano al sud un momentaneo luogo di pace in attesa di raggiungere la terra promessa, di Uccia la mammana, che vive donando la vita e alla fine viene premiata con una vita trovata e adottata, e infine di Caterina, resa vedova da una diagnosi sbagliata, che non si dà pace e lavora giorno e notte per assicurare il cibo e un futuro ai figli. Donne di un tempo, ma che ritroviamo nelle tante donne acrobate di oggi che lottano per la vita, discriminate e oggetto di violenza, ma indomite e imperterrite nell’affermare il diritto al lavoro, all’istruzione e agli affetti. Lo spettacolo è stato rappresentato il 26 dicembre 2012 alla Casa di Riposo “Capece” di Nociglia (Le) e successivamente il primo dell’anno al Faro della Palascìa (Otranto) nell’ambito della manifestazione l’Alba dei Popoli, l’8 di marzo al Palazzo della Cultura di Poggiardo (Lecce), il 12 marzo allo Spazio Oberdan-Cineteca Italiana di Milano, l’11 agosto a Parabita (Le), nella piazza centrale del paese, il 15 settembre a Biella nel Chiostro di S. Sebastiano e il 21 nella Chiesa di S. Ambrogio della Vittoria a Parabiago, paese natale di Franca Rame, a cui è stato dedicato con la lettura scenica del monologo “Lo stupro”. L’8 novembre sarà al teatro Ariston di San Giuliano Milanese. MILANO – Lo spettacolo teatrale “Volti delle donne di un tempo” è tratto dal libro “Volti di carta, Storie di donne del Salento che fu” di Raffaella Verdesca, salentina di nascita e di cuore. Belle queste donne del Sud estremo, il Salento, la “Porta d’Oriente” L’AUTORE LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 FM 91,950 RADIO MENEGHINA FM 91,950 RADIO MENEGHINA quotidiano radiofonico www.radiomeneghina.it indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 quotidiano radiofonico indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 www.radiomeneghina.it

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P AGINA 4– LUGLIO / SETTEMBRE ’13 D ALLA L OMBARDIA La Gazzetta della Puglia All’associazione dei pugliesi di Milano per l’impegno a favore degli Italiani di Crimea Medaglia celebrativa del presidente Napolitano Strappata la Crimea all’Impero turco dallo zar Alessandro I, furono invitati a ripopolarla i pescatori e i contadini, allettati dalle proposte russe e dalla disponibilità di buona terra da coltivare. La comunità italiana era arrivata a contare 5.000 abitanti, si era organizzata con una propria scuola, aveva edificato una chiesa e si era inserita nella società e nella economia, rivestendo ruoli sempre più importanti. Subì poi, negli anni 1937 e 1938, le purghe staliniane, pagando con le prigioni e le esecuzioni sommarie. Fino alla tragedia finale, subita fra il 29 e il 30 gennaio del 1942 con la deportazione in Kazakhstan e in Siberia. Nel giro di poche ore gli Italiani di Crimea furono dapprima imbarcati sulle navi e poi ammassati sui vagoni piombati. Esposti al freddo, alla fame e al tifo petecchiale, molti perirono durante il viaggio di deportazione, altri li seguirono nei luoghi di detenzione, nei campi di lavoro e nei gulag. I pochissimi sopravvissuti poterono ritornare a Kerch solo dopo la morte di Stalin nel 1956 e ricostituire la co- MILANO – «Gli Italiani di Crimea chiedono il riconoscimento dello status di deportati e il ripristino della cittadinanza italiana per i sopravvissuti e i loro discendenti!»: l’ultimo appello rivolto il 30 maggio scorso dal presidente dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, Dino Abbascià, ai presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio, della Regione Puglia e al Ministero degli esteri. Quest'anno, il 29 gennaio, è ricorso il 71° anniversario della deportazione. «A Milano abbiamo ricordato in Provincia con una ceri- monia questa tragedia, finora non riconosciuta, al contrario di quanto è avvenuto per gli altri popoli che hanno subito la stessa sorte (tedeschi, armeni, bulgari, greci e tatari). Perché per gli Italiani, soprattutto pugliesi, che si erano trasferiti in Crimea sin dall’800, non vi è stato ancora questo riconoscimento? Perché sul monumento della stazione ferroviaria di Kerch ci si è ‘dimenticati’ di citare solo la popolazione italiana fra quelle deportate?» – si chiede Dino Abbascià. I pescatori pugliesi frequentavano queste coste per la pesca allo storione. munità, ben misera cosa di quella florida di un tempo. La diaspora è stata poi accentuata dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. ‘Da anni la nostra comunità, ridotta a poco più di 300 persone e riunita per lo più a Kerch nell’Associazione “Cerkio”, mantiene vivi lo spirito e la cultura italiani con lezioni di lingua e con l’aiuto di alcuni enti e associazioni, che erogano borse di studio per favorire i giovani nel consentirgli di frequentare corsi di lingua in Italia. Solo il comune di Bisceglie ha invitato, l’anno scorso, una nostra delegazione, durante la fe- sta estiva del ritorno degli emigranti. Al contrario la comunità degli Italiani di Crimea è desiderosa di ristabilire i contatti con l’Italia, comune Patria di origine, mai dimenticata!»: dichiara costernata, ma sempre instancabile la presidente Giulia Giacchetti. L’impegno per aver organizzato due convegni, uno a Milano nel dicembre 2010 e l’altro a Poggiardo (Le) il 12 febbraio 2011, le cerimonie in ricordo della deportazione in Provincia, la partecipazione di una delegazione a Kerch il 29 gennaio 2012 in occasione della cerimonia dei fiori lanciati in mare in della comunità attuale degli Italiani di Crimea ricordo dei deportati, ha spinto a questo riconoscimento del Presidente della Repubblica con il conferimento della medaglia speciale celebrativa, a cui è seguita la convocazione del Capo dell’Unità operativa del Ministero degli Esteri di quella parte del mondo. «Siamo fiduciosi – prosegue Abbascià –, anche perché queste attenzioni fanno ben sperare che si avvii l’iter per il conseguimento degli obiettivi perseguiti in modo da far cessare questa discriminazione nei confronti dei nostri connazionali di Crimea». G Una rappresentanza P. R. 2ª edizione della festa organizzata dal comune di Milano L’intervento (del 3 ottobre) al Meeting international 2013 di Expo L’educazione stradale MILANO – Il comune di Milano e la polizia locale con Michelin italiana e in collaborazione con polizia di stato, Ministero dell’interno, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti hanno organizzato la seconda festa dell’Educazione stradale (6 ottobre), con l'obiettivo comune di sensibilizzare tutti, a partire dai due anni di età, alla sicurezza stradale. E ciò attraverso attività formative ed esperienze pratiche divertenti e appassionanti. La festa dell’Educazione stradale di piazza Castello è stata l’ultima tappa del Tour 2013 del villaggio Michelin per la sicurezza stradale. Il tema di quest’anno sono state le dieci regole d'oro indicate dalla Fia, Federazione internazionale dell'automobile, che dal 2012 Michelin condivide, sottoscrive e sostiene. Insieme hanno lanciato una campagna mondiale di comunicazione per diffonderne la conoscenza. «La festa dell’Educazione stradale si pone fra le numerose attività di Comune e polizia locale sulla sicurezza stradale. Grazie alla preziosa collaborazione e alla condivisione degli obiettivi con Michelin abbiamo organizzato una seconda edizione molto più ricca e accattivante. Vogliamo che famiglie e Pisapia: Milano vi stupirà MILANO – «Milano oggi è un cantiere, di idee, di progetti, perché la città nel 2015 sia più' attrattiva e capace di coniugare il dibattito scientifico con lo sviluppo, la cultura e il divertimento. Puntiamo a moltiplicare il numero di turisti stranieri a Milano prima, durante e dopo Expo. Per far conoscere anche la città più nascosta, che pure tante sorprese può riservare», così si è espresso il primo cittadino di Palazzo Marino Giuliano Pisapia intervenendo (3 ottobre) alla tavola rotonda organizzata in occasione dell'International Participants Meeting 2013 di Expo. «Per chi arriverà a Milano nei sei mesi di Expo sarà garantita un'accoglienza di alto livello grazie anche a trasporti efficienti e potenziati con cui sarà facile raggiungere l'esposizione universale. E lavoriamo per la sicurezza a un Centro operativo con tutte le forze dell'ordine. Anche la cultura si presenterà al mondo con tutti i capolavori che la città custodisce nelle sue raccolte, anche perché nei sei mesi di Expo nessun prestito verrà fatto. Affascinante sarà il palinsesto delle grandi mostre ...». «Una Milano che vi stupirà, sicuramente in positivo», ha infine concluso il ragazzi siano sempre più coinvolti e sensibilizzati su un tema così fondamentale” ha dichiarato Marco Granelli, assessore alla sicurezza e coesione sociale e polizia locale. Il programma della giornata si è svolto con prove pratiche e teoriche con gli agenti di polizia locale docenti nei corsi di educazione stradale nelle scuole milanesi; prove con l’etilometro; protagonista sempre la polizia locale con le esibizioni delle unità cinofile, alle 12:15 e alle 16:00, e la Banda musicale (9:45, 14:45 e 16:45). Divertente e istruttiva la gincana lungo un percorso in cui si incontrano le difficoltà e gli ostacoli che si devono affrontare nelle strade delle città e le dimostrazioni pratiche di maestri italiani di mountain bike. Cìerano: il pullman azzurro della polizia di stato, partner nazionale del tour, che ha spieghato i dispositivi per il controllo della velocità e degli stati di alterazione; lo stand del Ministero dei trasporti e della motorizzazione civile, anch’esso partner nazionale del tour, con i simulatori di guida scooter; il simulatore di urto e ribaltamento e crash test e gli occhiali a lenti distorcenti, che danno l’idea della percezione alterata della realtà quando si è bevuto troppo. E ancora: le simulazioni di pronto intervento con la Croce verde mentre è stato possibile fare un esame gratuito della vista presso lo stand di Ottica Avanzi. E infine, il “pezzo forte” del villaggio Michelin per la sicurezza stradale con la Michelin Bike Ride, dedicata ai bambini dai 5 agli 11 anni (nati dal 2002 al 2008 compresi). suo intervento il primo cittadino. I G Nella foto: le autorità intervenute Direzione e Redazioni 20148 - Milano, via Saverio Altamura n. 11 telefono e fax 02/36.51.30.48 70121 - Bari, via Prospero Petroni n. 5 telefono e fax 080/52.44.392 Direttore responsabile Domenico Tedeschi Responsabile redazione Puglia Milly Chiusolo Stampa Tip. Mil. srl, via Monferrato n. 9/11 - 20094 Corsico-MI Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, foto, diapositive, disegni e altro materiale anche se non pubblicati non saranno restituiti. Le redazioni non sono responsabili delle opinioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati. Attivita editoriale non commerciale ai sensi dell’art. 4 dpr 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modifiche. Gli avvisi pubblicitari sono omaggio della direzione a ditte ed enti che offrono un contributo per il sodalizio: ordinario 30 euro sostenitore 50 euro e benemerito 300 euro. I C/c Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano n.150-532/6 - Abi 5385-0 * Cab 01600 * Bic BPDMIT3B intestato all’Unione Editoriale.

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La Gazzetta della Puglia M ISCELLANEA LUGLIO / SETTEMBRE ’13 – P AGINA 5 A 150 anni dalla nascita del rinnovatore di passati splendori Un memento del poeta aviatore Roncalli e Wojtyla santi il 27 aprile Gabriele D’Annunzio Gabriele D’Annunzio, scrittore, poeta e aviatore, nacque a Pescara il 12 marzo 1863. Alunno del collegio Cicognani di Prato, si trasferì successivamente a Roma nel 1881, conquistando il bel mondo di salotti e delle lettere. Diedero eccezionale risalto alla sua personalità la facilità di assimilazione delle più varie esperienze letterarie, l’estetismo raffinato, gli amori tempestosi (celebre la relazione con Eleonora Duse), la vita principesca nella villa toscana della Capponcina (1897-1910), che egli aveva trasformato e arricchito di cose rare e belle, ma fu costretto a cederla ai creditori e a recarsi in “volontario esilio” in Francia, presso Arcachon, sull’Atlantico. Nel 1912 al nostro gli venne offerta la cattedra di letteratura italiana, che già il Carducci e il Pascoli avevano tenuto all’Università di Bologna, ma il poeta rifiutò («L’onore è grande ma il mio amore alla libertà è ancor più grande»). A richiamarlo in Italia è però la guerra, della quale divenne un acceso sostenitore. Arruolatosi da volontario, condusse un’intensa propaganda interventista. Dopo il 1921 si ritirò in solitudine in una villa a Gardone Riviera (Brescia) da lui chiamata “La Vittoriale”, dove lo colse la morte il 1° marzo 1938. Con Pascoli D’Annunzio fu uno dei massimi esponenti del decadentismo italiano (tendenza letteraria sorta in Francia alla fine del XIX secolo. Caratterizzata dall’estetismo e da una sensualità che evoca sentimenti di ROMA – Giovanni XXIII (1958 – 1963) (nella foto) e Giovanni Paolo II (1978 – 2005) saranno proclamati santi il prossimo 27 aprile 2014, giorno in cui la Chiesa romana festeggia la Divina Misericordia. Lo ha annunciato papa Bergoglio, lunedì 30 settembre. Prima che il pontefice proclamasse la formula e annunciasse la data della canonizzazione, il prefetto per la Congregazione delle cause dei santi, sua eminenza Angelo Amato, ha tracciato un breve profilo biografico dei due futuri santi, Roncalli e Wojtyla. Il cardinale Amato ha in particolare ricordato «il loro servizio alla pace assimilandolo a quell’”impegno a cui Vostra Santità ci sollecita». Il porporato ha anche citato la «mite fermezza» con la quale i due papi defunti hanno entrambi vissuto in «tempi di radicali trasformazioni», promuovendo sempre la dignità dell’uomo. Intanto, all’annuncio L’annuncio di Papa Francesco decadenza e di morte, onde il nome coniato dagli oppositori). D’Annunzio ci ha lasciato una vasta produzione politica e letteraria, segnata dal mito del superuomo e dalla sensualità immaginifica del linguaggio. Egli fu il “nunzio” dei tempi nuovi, come ardentemente sperava, come egli stesso si proclamava forzando a vaticinio il proprio nome, ma fu il rinnovatore di passati splendori. Non un rivoluzionario, né un pioniere, ma, tanto in letteratura quanto nelle sue concezioni sociali e politiche, un legittimista e un restauratore. L’uomo può essere variamente valutato. Vogliamo qui ricordare soltanto che fu prodigo dei propri beni e del proprio coraggio, e che riuscì a crearsi una dignità da gran signore, e a dare alla propria figura di poeta un’apparenza regale, tanto da intimidire il mondo indaffarato e gretto che gli stava attorno, sempre rivolto alla pratica utilitaria. Il poeta ed aviatore ebbe pochi amici fra gli intellettuali, e molti adoratori fra la gente di cultura un po’ statica e arretrata. La storia riporta che incantava i semplici, stregava gli esteti. Fu certamente un uomo d’eccezione, ma di un’eccezione particolare soprattutto nella letteratura italiana. GAETANO CARPENTIERI G Nella foto: Gabriele D’Annunzio del Santo padre Francesco, nell’arcivescovato del capoluogo meneghino sono iniziati i preparativi per accogliere e diffondere le diverse immagini delle fasi della cerimonia. E ciò soprattuto per chi non potrà recarsi in piazza San Pietro: potrà partecipare nel Duomo di Milano alla proclamazione dei due santi. Si è parlato in un convegno nazionale tenutosi a Noci (BA) La ludopatia ha contaminato anche la Puglia con un 6% del Pil nel 2012 “Meridionali e Resistenza” DALLA PUGLIA – Venerdì 27 settembre, a Noci, nel chiostro delle Clarisse, si è tenuto il convegno storico “Meridionali e Resistenza, il contributo del Sud alla lotta di Liberazione in Piemonte 1943-1945”. La città pugliese ha ospitato uno degli eventi nazionali di maggior rilievo nel quadro delle celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza: è il seguito della presentazione a Torino, il 16 giugno, del volume omonimo, a cura dell’equipe coordinata dal prof. Claudio Della Valle per l’Istituto “Giorgio Agosti”. L’appuntamento nel centro con l’assessorato comunale alla cultura e col patrocinio delle due Regioni e dei più importanti istituti storici italiani. Presenti il presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna e il vicepresidente dell’assemblea del Piemonte Roberto Placido. Ad illustrare i temi storici è stato il prof. Vito Antonio Leuzzi, direttore dell’istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (Ipsaic). A distanza di 70 anni Nord e Mezzogiorno si riconoscono uniti nei valori costituzionali e repubblicani di un’Italia libera e indivisibile. Il convegno ha messo in luce il contributo dei meridionali nella lotta per la riconquista della libertà e della democrazia. Quasi 3.600 le donne e gli uomini del Sud che hanno combattuto nelle formazioni partigiane in Piemonte, per liberare l’Italia dai nazisti e dall’orrore della guerra. Al centro del confronto la ricerca del professor Della Valle, col censimento nominativo di tutte le donne e gli uomini del Sud impegnati nella lotta partigiana in Piemonte, che vide la Puglia seconda solo alla più popolosa Sicilia. 1264 i nomi di corregionali, ciascuno con l’indicazione del destino del protagonista (caduto, deportato, deceduto in lager) Il gioco d’azzardo oggi DALLA PUGLIA – »La ludopatia è un'emergenza sociale ed economica non solo per la Puglia ma per l'intero Paese. Nel 2012 i pugliesi hanno consumato oltre il 6 per cento del Pil in gioco d'azzardo, al netto di quello on-line. Con una spesa media per ogni pugliese di 946 euro (in testa la provincia si Brindisi con oltre mille euro) e confermandosi un fenomeno trasversale a tutte le generazioni. I dati sono forniti dalla Asl di Foggia e dalla Fondazione antiusura Buon Samaritano. Un primo passo positivo è stato fatto con il decreto Balduzzi, ma ora è necessaria una normativa più corposa e ampia che affronti il fenomeno nella sua complessità: è questo l'appello con cui il consigliere Giovanni Epifani (Pd) chiede ai ministri della salute, Beatrice Lorenzin, e dell’economia, Fabrizio Saccomanni, di adottare incisive politiche di contrasto al fenomeno della ludopatia. Con il decreto Balduzzi, la ludopatia è stata riconosciuta come una malattia al pari delle tossicodipendenze che è possibile curare attraverso servizi e prestazioni garantite dal servizio sanitario. Ma questo non basta. Negli ultimi anni la situazione si è aggravata in modo costante, perché sempre più numerose sono le occasioni di gioco. pre più variegata del gioco d’azzardo, esercizi commerciali che sono dei veri e propri casinò, sale scommesse ovunque, gratta e vinci in ogni bar e una pubblicità ingannevole su tutti i media. A cui si aggiunge una crisi economica che ha reso l’azzardo ancora più appetibile. E se anche le ultime cifre registrano oltre 700mila persone affette da questa dipendenza comportamentale, ciò può voler dire almeno il doppio se non il triplo di questa cifra, se consideriamo i famigliari più stretti che ne subiscono gli effetti». storico è stato organizzato dalla sezione dei Presidi del Libro, in collaborazione Giovanni Epifani: «Sembra non esserci alcun controllo legislativo: un’offerta sem- I TRIBUNALI, AL VIA ANCHE IN PUGLIA DALLA PUGLIA – Dopo Marche, Calabria, Abruzzo e Basilicata, anche la regione Puglia – in una delle sue ultime sedute consiliari – ha approvato la richiesta di referendum abrogativo della legge sulla riorganizzazione dei tribunali. Altre importanti Regioni sono pronte a seguire la stessa scia. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione affari istituzionali della regione Puglia ha dichicarato: «È la conferma della necessità di fermarsi a riflettere intorno a una riforma che appare piuttosto una sconcertante controriforma, con intere comunità sacrificate all’altare di una spending review soltanto presunta, e che presenta inquietanti rischi, in particolare nelle aree a elevato tasso di criminalità o caratterizzate da distanze notevoli dalla sede periferica ‘tagliata’ a quella centrale, tali da causare disagi destinati inevitabilmente a ripercuotersi sul corretto funzionamento della macchina giudiziaria, già complesso di suo». E conclude sperando «in un ripensamento del ministro Anna Maria Cancellieri e del governo centrale». PER I SOGGETTI SVANTAGGIATI DALLA PUGLIA – Ammonta a circa 3 milioni di euro il finanziamento regionale concesso per due progetti relativi al piano d’investimenti dell’ambito territoriale Martina Franca – Crispiano. Dopo un intenso lavoro di raccordo tra i vari soggetti istituzionali ed i primi cittadini di Martina Franca e Crispiano ha avuto esito positivo l’istruttoria tecnico-amministrativo relativa ai due progetti denominati “Comunità socio riabilitativa – dopo di noi” a Martina Franca e “Nuovo centro sociale polivalente per minori e disabili” a Crispiano. Un importante traguardo da un punto di vista economico. Quando questi progetti saranno operativi si tradurranno in evidenti vantaggi per minori, disabili, soggetti svantaggiati in genere e per le loro famiglie. Per quanto riguarda Crispiano, si tratta di un progetto che insisterà nei pressi di un’area adiacente le scuole medie Severi con spazi e servizi in linea con i bisogni delle categorie più deboli e secondo le nuove filosofie di approccio alle problematiche dei minori e dei disabili. G. T. G. T. I

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P AGINA 6– LUGLIO / SETTEMBRE ’13 D ALLA P UGLIA /B ARI La Gazzetta della Puglia ne sono aumentati; anche grazie a questo i nostri giovani che hanno ripreso ad emigrare, magari dopo una laurea o dopo una specializzazione universitaria, non soffrono più, come i loro antenati, il disagio del distacco dalla terra d’origine. In più, solo valorizzando e coinvolgendo maggiormente i nostri corregionali nelle occasioni di presenza istituzionale della Regione Puglia all’estero (fiere, missioni imprenditoriali) si otterrebbe maggiore efficacia ed efficienza dei denari che l’amministrazione regionale spende in promozione del Sistema Puglia all’estero. Ma di questo se ne deve essere accorto il professor Ugo Patroni Griffi, presidente della Fiera del Levante, se proprio nell’ultima giornata di fiera, il 22 settembre, ha voluto ufficialmente fregiare i presenti del Cgpm con il titolo di Ambasciatori della Fiera del Levante nel Mondo, omaggiandoli di una preziosa litografia del maestro Piccinni. Per ulteriori informazioni sulla associazione “Pugliesi nel Mondo” e del suo Cgpm invitiamo a consultare il seguente sito internet:http://www.sistema.pu glia.it/portal/page/portal/pugliesinelmondo/Home. D ALLA P UGLIA – Per il secondo anno consecutivo il visitatore della Fiera del Levante a Bari, proprio appena varcato il cancello dell’ingresso monumentale, si è ritrovato davanti ad un interessante padiglione dal nome altisonante e ai più curioso: “Pugliesi nel Mondo”. Proprio così: benché la Puglia sia una tra le regioni di Italia che più ha dato in termini di emigrazione, sono veramente pochi i pugliesi che conoscono appieno le dimensioni e la qualità del fenomeno che ha caratterizzato buona parte del XX secolo e che sta riprendendo purtroppo vigore prorpio in questi ultimi anni. Proprio per questo motivo, la Regione Puglia, forse unica tra le regioni italiane, ha riconosciuto fin nel suo statuto l’importanza dell’emigrazione pugliese e ha istituito, con legge del 2000, il Consiglio generale dei Pugliesi nel Mondo, Cgpm, che raduna 50 rappresentati delle 216 associazioni pugliesi presenti nei 5 continenti. Il Cgpm si raduna generalmente una volta all’anno (lo scorso anno la sede fu Torino in occasione del Salone del gusto), ma quest’anno, causa le ristrettezze di bilancio ormai notissime, si è potuto convocare solo l’ufficio di presidenza formato da 9 membri a cui si sono aggiunti i presidenti delle 6 commissioni di lavoro (legislativo, cultura, internazionalizzazione, mobilità, comunicazione, sviluppo). L’incontro si è tenuto ap- Riflettori sull’emigrazione in un incontro a Bari del consiglio generale dei Pugliesi nel Mondo La Fiera del Levante ora ha i suoi ambasciatori punto alla Fiera del Levante il 20 e 21 settembre, e hanno partecipato persone provenienti da Melbourne (Australia), Johannesburg (Sudarica), Toronto e Vancouver (Canada), Buenos Aires (Argentina) e Basilea (Svizzera). Erano presenti anche due rappresentanti delle associazioni pugliesi in altre regioni di Italia e due rappresentanti della associazioni che si occupano di emigrazione in Puglia. A fare gli onori di casa c’era la responsabile del servizio regionale all’interna- zionalizzazione, nonché dirigente dell’ufficio “Pugliesi nel Mondo”, Giovanna Genchi. I responsabili politici, ovvero il presidente del Cgpm, Nichi Vendola, e la sua delegata, Elena Gentile, hanno fatto la loro apparizione solo in occasione del passaggio della presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, in visita alla Fiera. Comunque, anche in assenza della politica, come ormai sempre più spesso siamo abituati in Italia, i lavori si sono svolti secondo programma e con soddisfazio- ne finale di tutti, sotto l’attenta regia dei due vicepresidenti Gianni Mariella (Bari) e Alessandro Calaprice (Basilea). Uno dei compiti principali del Cgpm è fissare le linee di indirizzo per la destinazione dei fondi stanziati di anno in anno dalla giunta regionale per gli interventi a favore dei pugliesi nel mondo. Si noti che questa dotazione era significativa fino a qualche anno fa (si parlava di circa un milione e mezzo nel 2008), ma adesso si ferma a 150-200 mila euro, e quest’anno per di più solo sulla carta, poiché nella realtà nulla è stato impegnato sempre a causa delle difficoltà di bilancio. Meno male!, direte voi: abbiamo risparmiato un po’ di euro. E invece no! diciamo noi. Se non riconosciamo il valore del Cgpm allora vuol dire che non abbiamo capito il valore della testimonianza e dell’attività che i nostri corregionali soprattutto all’estero (e nelle altre regioni di Italia) rappresentano. Anche per questo i flussi turistici nella nostra regio- I G Nella foto (al centro): la presidente della Camera dei deputati on. Laura Boldrini e il presidente della Regione Puglia on. Niki Vendola Si è tenuta a settembre Una realtà denunciata da L’Espresso del 10 ottobre 2013: «Qui non comanda più nessuno» La Sagra “d’u diavulicchie squante” D ALLA P UGLIA – A Crispiano, ai primi di settembre, si è svolta, come ogni anno, la Sagra “d’u diavulicchie squante” (il nome deriva probabilmente dal suo colore rosso), che ha attirato nella cittadina pugliese un gran numero di persone. Organizzata dall’associazione “Amici da sempre”, a cui si devono tante altre iniziative, fra le quali il grande e suggestivo presepe realizzato con i materiali più insoliti, ha riempito il quartiere di San Simone di “stand” che offrivano prodotti al peperoncino, tra cui mozzarelle, friselle, pasta con i ceci e orecchiette… C’era anche un esperto che raccontava agli interessati la storia e le caratteristiche di sua maestà il peperoncino, che non soltanto nel nostro Paese vanta una foltissima corte. Nel suo regno (è inutile dire: la cucina), esercita un dominio sconfinato da tempi antichissimi. C’è chi lo sfarina nel brodo e chi sul gelato. Vanta un apostolo, Ettore Liuni, ufficiale della Finanza, lucano del ’28, e tanti sudditi famosi, tra cui Montezuma, l’imperatore azteco che si sottomise a Cortes. “’U diavulicchie squante” ha ispirato poeti dialettali, come Cesare Pascarella, e anche l’indimenticabile attore Aldo Fabrizi, che in un suo sonetto dice: «Quanno ner sangue circola ‘sto fioco/ si sente un pizzicore da pertutto/ perché la qualità che cià ‘sto frutto/ infiamma, dà salute e dico poco…». Onore al peperoncino, dunque! Occorre una politica industriale nuova G DI P. FILOMENO I F. P. (.....) che promuova gli investimenti al Sud. Non solo: di fronte al calo drastico della domanda interna, l’apparato produttivo meridionale dovrebbe riuscire a trovare forme di compensazione alternative. Per esempio, aumentare l’esportazione sui mercati internazionali. Ma qui si cozza contro lo scoglio strutturale del Sud: la dimensione delle imprese. Le imprese meridionali sono troppo piccole: l’89 per cento di esse non raggiunge nemmeno i dieci dipendenti; quelle che ne hanno un massimo di 50 sono poco più del 10 per cento; le mediograndi e le grandi sono in tutto l’un per cento. Allora? Sarebbero necessarie forme di aggregazioni maggiori, sia come fusioni sia come nuove ac-quisizioni. E poi: andrebbe anche innalzato notevolmente il livello di innovazione del processo pro-duttivo. Come? Investendo di più sulla competitività dell’apparato produttivo. E non, come è successo sinora, stanziando cifre da miseria. L’anno scorso, su 52,4 mi- DALLA PRIMA PAGINA liardi di progetti cofinanziati da fondi europei destinati al Sud, quelli finalizzati alla competitività sono stati appena 2,3. Uno scandalo. Ma chi dovrebbe evitare che ciò avvenga? Chi si fa carico di guidare il destino di un Paese. La politica, naturalmente. E dov’è? Qualcuno l’ha vista? È sotto gli occhi di tutti lo spettacolo che offrono le forze politiche: non sono neanche capaci di mettere in piedi un governo di emergenza credibile e duraturo tanto quanto basta. Bravissimi invece a delegittimarsi a vicenda. Ma forse è l’intera classe dirigente italiana, di cui la politica è magna pars, a non essere più all’altezza della situazione. Un noto settimanale (L’Espresso del 10 ottobre 2013) ha dedicato proprio a questo tema, con un lungo e approfondito servizio, la notizia di primo piano. Lo strillo di copertina, a lettere cubitali: «Qui non comanda più nessuno». L’inchiesta ha cercato di dimostrare che in Italia non ci sono più poteri forti ma deboli: governi inefficienti, politici screditati dagli scandali e dai privilegi, finanza e banche travolte anch’esse dagli scandali, imprenditori schiacciati dalla crisi, lobby in ritirata, capitali stranieri che vengono da noi a fare shopping (Telecom, Alitalia e Ansaldo docet). Praticamente, un Paese senza guida. Mentre ci intristiamo scrivendo queste note, arrivano due notizie che peggiorano anziché migliorare la situazione: l’imminente decadenza di Berlusconi da senatore e l’immane tragedia di Lampedusa. Notizie diverse, ma entrambe capaci di inginocchiare ancora di più un Paese già sofferente. Sulla vicenda del Cavaliere di Arcore non c’è italiano che non sia minutamente informato. Solo una cosa: sbaglia chi è convinto che siamo alla fine del ventennio berlusconiano. Ne è ben consapevole persino Eugenio Scalfari, uno dei suoi nemici storici: «Il serpente è tramontato ma ci mette poco a riaversi e mordere ancora» (la Repubblica, 6 ottobre 2013, p. 25). Metafora forte, ma vera. Anche sulla tragedia di Lampedusa c’è poco da dire. L’Italia e l’Europa devono fare, senza più indugi, la loro parte sino in fondo. Il governo italiano deve modificare subito la Bossi-Fini, abolendo soprattutto il reato di immigrazione clandestina. E la Commissione europea deve revisionare il Regolamento di Dublino: non si possono obbligare i profughi che sbarcano a Lampedusa a chiedere asilo politico solo all’Italia e, in più, vietare loro di raggiungere i famigliari e cercare lavoro in altri Paesi. Fatti, non più parole. A costo di rompere i fragili equilibri all’interno delle maggioranze governative. I grandi fenomeni del nostro tempo vanno affrontati e risolti nel rispetto dell’uomo e dei suoi diritti. I Siamo on-line: www.lagazzettadellapuglia.it

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La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /B ARI Un esempio di estate pugliese (2013) all’insegna dei riconoscimenti LUGLIO / SETTEMBRE ’13 – P AGINA 7 Eletta Stefania Sansonna “Canosina dell’anno” CANOSA – L’estate canosina 2013 passerà agli annali per tutte le manifestazioni pubbliche che sono state dedicate agli emigranti ed ai cittadini che si sono particolarmente distinti nei vari ambiti lavorativi, culturali, sportivi e sociali. Il 3 agosto l’amministrazione comunale ha ricevuto nell’aula consiliare i cittadini di Canosa emigrati che hanno raccontato le loro esperienze lontano dal campanile di San Sabino, ricordando i motivi che li hanno spinti a lasciare la città natia ed i loro cari per intraprendere nuovi percorsi di vita e di lavoro, nella speranza che gli stessi avrebbero garantito un futuro migliore. «Sono felice di consegnare un riconoscimento pubblico a Biagio Serlenga, Pasquale Valente e Nunzio Valentino, cittadini di Canosa che pur vivendo in altre realtà e in altre città, mai hanno dimenticato le loro radici sociali e culturali, facendosi promotori di iniziative che hanno contribuito a far sentire meno solo chi è stato costretto ad emigrare». Con queste parole il sindaco di Canosa Ernesto La Salvia, ha salutato e consegnato riconoscimenti pubblici ai tre canosini in rappresentanza degli emigranti residenti a Milano, Torino e Roma che pur vivendo fuori, hanno mantenuto i contatti con la propria città d’origine e si sono fatti promotori di diverse iniziative culturali e sociali di notevole interesse. Non da meno la decima Festa dell’Emigrante, una delle più belle e coinvolgenti, svoltasi quest’anno in corso Garibaldi ed organizzata dalla compagnia “Ideateatro ’89” con Fernando Forino in veste di presentatore ed animatore da par suo. Non sono mancati i tradizionali palloncini rosso-blu, i colori rappresentativi di Canosa, le musiche tradizionali, le commoventi poesie in vernacolo, le danze coreografiche, i detti popolari, le targhe e pergamene di merito, persino le ricette gastronomiche ed i piatti tipici serviti a notte inoltrata tanto da far leccare i baffi anche ai più esigenti emigranti-turisti. Per l’occasione sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni: il presidente della provincia Barletta Andria Trani Francesco Ventola, l’assessore provinciale alle pubblica istruzione e alle politiche del lavoro Giovanni Patruno, il sindaco gio dell’emigrante nei suoi spostamenti dai più vicini a quelli più lontani: Milano, Torino, Nord Italia, Svizzera, Francia, Germania, fino alle Americhe e poi con la globalizzazione, il mondo intero. La valigia è l’emblema che racchiude l’umanità emigrante per motivi più disparati, ma in primis il lavoro, fonte di sostentamento destinata a contribuire al progresso e alla civiltà dei popoli. Nella sua valigia Stefania Sansonna (30 anni) conserverà gelosamente lo scudetto e la Coppa Italia di pallavolo vinti al termine di una stagione trionfale con la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza e poi la famosa statua del “Premio Diomede”, ricevuta sul sagrato di San Sabino in occasione della 14ª Edizione che l’ha vista primeggiare con gli applausi dei canosini. Il Premio Diomede “Speciale 2013” è stato consegnato alla dr.ssa Diletta Luisi (38 anni), primo ufficiale medico donna di Canosa in servizio presso il Centro di selezione e reclutamento nazionale dell’Esercito Italiano di Foligno (PG) come capo servizio dell’ambulatorio ginecologico del reparto di selezione psicofisiologica. Il Premio Diomede “Speciale Giovani” è andato ai Ernesto La Salvia, il vicesindaco Pietro Basile, l’assessore allo sport Gianni Quinto, i consiglieri comunali Giuseppe Diaferio e Saverio Di Nunno, il presidente di Puglia Imperiale Michele Marcovecchio, il presidente nazionale dell’Associazione Internazionale Pugliesi nel Mondo Giuseppe Cuscito insieme ai coordinatori di Torino Vincenzo Paganelli, Giuseppe Galassi e Fabrizio Perna, Gaetano Prisciandaro per il Comitato San Sabino di Milano, Pasquale Valente e tutta la sua equipe per l’Associazione Il Ponte di Torino, il presidente Lorenzo Daigoro Ardito ed il suo vice Riccardo Palmieri per il Comitato di quartiere “Don Peppino Pinnelli” tra i pro- motori della serata. Ripercorso attraverso aneddoti e curiosità un decennio di attività legate alla Festa dell’Emigrante tra significative testimonianze ed emozioni racchiuse in una valigia. «Non è grossa, non è pesante la valigia dell’e» migrante», la mitica in cartone (sostituita dal trolley ultra light) rappresenta il simbolo della massiccia migrazione prima di braccia oggi di cervelli in fuga per trovare migliori opportunità di lavoro e stipendi più alti, andando a vivere dove competenze e meriti sono valorizzati. «C’è un po’ di terra del mio villaggio, per non restare solo in viaggio… un vestito, un pane, un frutto, e que» sto è tutto» nella valigia, fedele compagna di viag- M a i P e r s o n a l M o o d ,la band musicale canosina tra le migliori dell’indiepop all’italiana che si sono presentati al grande pubblico con il primo lavoro discografico intitolato “Cactus”, sound internazionale arricchito da contaminazioni mediterranee, molto originale con tematiche di particolare attualità ed interconnesse fra loro. Toccanti momenti sono stati raggiunti per il “Premio alla Memoria” quando due giovani ciclisti hanno depositato una ghirlanda di fiori sulla maglia “Campione Regionale Pugliese 1964” del compianto ciclista Leonardo Marcovecchio, che in vita ha dato il massimo in bici vincendo molte gare in Italia e all’estero oltre a prodigarsi per la famiglia con dedizione. Il docente universitario Cosimo Damiano Fonseca (81 anni), natio di Massafra (TA), ha ritirato commosso il “Premio Aufidus”: alto riconoscimento per le personalità di origine pugliese che si sono distinte nel campo culturale, sociale, economico, scientifico, artistico e sportivo in ambito nazionale ed estero. E ciò nel segno della cultura attraverso il viaggio nel passato per promuovere il presente e proiettarsi nel futuro, sviluppando saperi e competenze per contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini nel rispetto delle tradizioni e dei nobili valori insiti nella comunità canosina. BARTOLO CARBONE G Nella foto (al centro): la premiata Stefania Sansonna IN UNA TRE GIORNI A BARI LA PUGLIA RICORDA Il “Petruzzelli” ospiterà il “Premio Tenco” BARI – Il prestigioso riconoscimento musicale italiano “Premio Tenco”, quest’anno approda al Medimex di Bari. Programma: sarà una tre giorni dal 6 all'8 dicembre. Durante la serata finale della terza edizione del Salone dell’innovazione musicale, promosso da “Puglia Sounds”, è prevista la cerimonia di consegna delle targhe Tenco 2013. I riconoscimenti ai migliori dischi dell’anno saranno consegnati appunto domenica 8 alle 21 nel prestigioso teatro “Petruzzelli “ di Bari. I vincitori della 30° edizione del Premio sono: Niccolò Fabi con l'album Ecco, premiato come miglior disco dell’anno; Cesare Basile, per il miglior album in dialetto; Appino per la migliore opera prima e Mauro Ermanno Giovanardi, miglior interprete di canzoni non proprie. I quattro musicisti si esibiranno sul palco del prestigioso teatro del capoluogo pugliese e riceveranno le targhe Tenco assegnate da una qualificata giuria di 200 giornalisti. Il Medimex ha deciso così di ospitare la cerimonia di consegna delle targhe Tenco, che altrimenti quest’anno non si sarebbe svolta, e chiudere il fitto programma della terza edizione con uno degli eventi più autorevoli e prestigiosi del calendario musicale italiano. Nel corso delle prossime settimane sarà presentato il programma completo della terza edizione della rassegna musicale della musica del futuro. A vent’anni dalla scomparsa di don Tonino Bello DALLA PUGLIA – «Sono passati vent’anni dal giorno, 20 aprile 1993, il vescovo don Tonino Bello ha dato l’ultimo colpo d’ala su questa terra in direzione del cielo». Sono parole pronunciate dal professor Francesco Lenoci, docente alla Cattolica e vicepresidente dell’Associazione pugliesi di Milano, nel corso della sua conferenza; “Fare strada a Locorotondo sulle orme di don Tonino”, il 21 settembre nella chiesa madre di San Giorno Martire del paese-bomboniera a cinque chilometri da Martina Franca. Lenoci ha parlato con la sua solita passione, affascinando il folto uditorio. E ha detto tra l’altro che le «impronte dei passi del grande vescovo, l’eco delle sue parole e il germogliare della sua semina hanno acquisito sempre più valenza». E ancora di più ne acquisiranno. E questo è evidenziato anche nel recentissimo volume Dal cuore della Puglia fino ai confini del mondo: Testimonianze su don Tonino Bello, Edirespa Molfetta, settembre 2013, di cui Lenoci è coautore. Alla manifestazione, organizzata dall’istituto comprensivo “Marconi-Oliva”, ha portato i saluti don Franco Pellegrino, parroco del tempio. Sono quindi intervenuti la professoressa Teresa Turi, dirigente scolastico dello stesso Istituto, e la sua collega Grazia Carbotti. La conferenza di Lenoci, molto attesa a Locorotondo, la cui cittadinanza conta tanti devoti di don Tonino, ha richiamato gente da tutta la Puglia. Il teatro “Mercadante” di Altamura ALTAMURA – «Il Mercadante ha una storia prestigiosa – con orgoglio afferma Peppino Disabato –che né io né i miei coetanei abbiamo potuto apprezzare. Questa storia è andata in declino negli anni ’80. Ora dobbiamo costruire il futuro. Vogliamo far tornare il Teatro al centro della vita culturale di questo territorio». Ma chi è Peppino Disabato e quale attinenza ha il suo ruolo con il Teatro Mercadante di Altamura?!. «Esercito la professione di avvocato– precisa il nostro – e sono giornalista pubblicista dal 2008. Ho frequentato un master in marketing culturale e mi occupo da sempre delle ricadute della cultura sullo sviluppo locale. A partire da settembre 2011 ho guidato uno staff di giovani professionisti della comunicazione in un percorso di coinvolgimento dell’intera comunità nelle fasi di recupero del teatro. Mi occupo delle pubbliche relazioni e della comunicazione per conto della Teatro Mercadante srl». «Altamura ha necessità di un centro culturale – aggiunge l’avvocato – di valore che soddisfi una domanda latente di cultura. Il Teatro Mercadante si porrà come polo culturale integrato, attraverso un utilizzo sapiente di tutti gli spazi ed un’apertura verso tutte le espressioni del territorio. Saranno gli utenti a deciderne le sorti». «È una grande responsabilità e una grande emozione – conclude Disabato – poter comunicare, in quest’Italia che dimentica il proprio patrimonio culturale, il recupero dell’unico Teatro della mia città. Un’attività trasversale, che mi ha permesso di proseguire un percorso di impegno civile iniziato con il giornalismo. La vera sfida è creare occupazione con la cultura, il teatro, la musica, l’intrattenimento di qualità, farla diventare volano per le nuove professioni e, in una rete tutta da costruire ad Altamura, nodo per l’attrattiva di questo nostro territorio». E noi auguriamo al prestigioso “Mercadante” di tornare al centro della vita culturale verso tutte le espressioni del territorio. E all’avvocato Peppino Disabato un semper ad maiora. (da passalaparola.net 18 giugno 2013) I I

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P AGINA 8– LUGLIO / SETTEMBRE ’13 D ALLA P UGLIA / S ALENTO 5ª edizione incontro internazionale dei “Pugliesi nel Mondo” La Gazzetta della Puglia niamo questo servizio). «Ambasciatrice di importanti associazioni benefiche, testimonial della Croce Rossa britannica, volto noto della tv per il successo conseguito con la versione inglese di “Ballando con le stelle “, la spumeggiante Nancy ci ha conquistato per i suoi numerosi progetti in cantiere e non ha nascosto la voglia di buttarsi in politica. La poliedrica giornalista ha detto che la aspettano nuove e avvincenti sfide, ognuna delle quali rappresenta un percorso di crescita. Ha affermato di essere orgogliosa di essere l’ambasciatrice della Puglia nel mondo, ruolo di cui è onorata. La Puglia va molto di moda fra gli inglesi, infatti dopo la Toscana stanno acquistando palazzi e masserie conquistati dall’accoglienza, dal paesaggio, dai monumenti e dall’enogastronomia. Più volte le era stato proposto il premio, ma non era mai riuscita a ritirarlo, trovandosi all’estero. A premiarla il vicesindaco di Bisceglie, orgoglioso di annoverare fra i suoi concittadini, una donna così famosa e apprezzata. Tutti i premiati hanno ribadito il legame con la terra, l’orgoglio di essere pugliesi, le qualità che li contraddistinguono: professionalità, intraprendenza, affidabilità, simpatia e comunicativa. Ognuno di loro si è augurato che la Puglia voli sempre più in alto, viste le qualità che esprime in ogni settore. Un’unica nota critica: peccato che erano tanti i premiati, vuol dire che la nostra terra ha tante eccellenze, ma sarebbe stato bello dare più spazio a ognuno di loro per conoscere la loro vita, vista la storia straordinaria, i successi, le fatiche, le rinunce e le affermazioni che li hanno portati ad aggiudicarsi questo importante riconoscimento internazionale». DALLA PUGLIA – Quest’anno la cerimonia di assegnazione del premio internazionale “Pugliesi nel Mondo” è stata ospitata dal centro congressi nella cittadella delle imprese della città bimare. Il premio, giunto alla quinta edizione, viene assegnato a personalità nate nella regione Puglia che in vari ambiti hanno fatto conoscere il nome della loro terra a livello nazionale e non solo. Una qualificata e attenta giuria ha selezionato circa venti eccellenze japigine , distintesi in vari ambiti: dal mondo dello spettacolo all’imprenditoria, dalla ricerca medica all’arte, dall’industria alla magistratura, dalle fondazioni impegnate nel sociale al mondo bancario, dalla musica allo sport, dalla Chiesa al marketing. I riconoscimenti assegnati hanno interessato tutti i campi nei quali i pugliesi per le loro qualità, tenacia, preparazione, professionalità sono riusciti a imporsi in Italia e all’estero conseguendo brillanti risultati. Conduttori della serata: la giornalista di Telenorba, Donatella Azzone insieme all’attore Beppe Convertini (anche loro pugliesi doc e fieri di esserlo). Per l’occasione era stato indetto un concorso di idee per creare il simbolo del premio. Dopo una attenta selezione, è risultato vincitore un ulivo stilizzato, emblema di pace e della terra di Puglia, creato da una giovane artista brindisina Francesca Di Tommaso. Dalle trascprese edizioni baresi, quest’anno il premio si è spostato a Taranto, come ha affermato il presidente, per valorizzare la Città dei due Mari in questo ultimo periodo penalizzata da situazioni negative e per lanciare un messaggio positivo, invitando a visitare questa splendida terra che conserva inestimabili tesori storico-artistici, archeologici e naturalistici. Questi i premiati: il barese Francesco Attolini (scenografo fondatore di una importante galleria Premiate a Taranto le eccellenze pugliesi 2013 in Russia); la pallavolista Valeria Caracuta detentrice dello scudetto e oro di Turchia ai Giochi del Mediterraneo dispiaciuta della mancanza di squadre in A1 in Puglia; il barlettano Fabrizio Curci (Head of Emea Parts & Service dei gruppi Fiat e Chrysler), una vera potenza per i mercati europei; un altro barlettano noto in tutto il mondo, il ballerino e coreografo Mauro De Candia, attualmente il più giovane direttore di un teatro in Germania; la scienziata del dipartimento di biologia cellulare di San Diego Usa, anche lei barlettana; Lucia Languino, vero vanto della ricerca; la brillante Ida Linzalone, specializzata in marketing, nella direzione di Omnitel-Vodafone, che cura soprattutto quei progetti che riguardano il sociale a favore delle fasce di popolazione disagiate; il giornalista di Monopoli Paolo Longo, corrispondente Rai da Pechino, dopo le esperienze a Gerusalemme e New York; mons. Angelo Massafra, Arcivescovo Metropolita di Scutari- Pult e presidente della Conferenza episcopale Albanese; il regista barese Giovanni Princigalli fondatore di una casa di produzione a Montreal con cui ha realizzato documentari sugli emigranti; la giornalista barlettana Patrizia Rutigliano, direttore comunicazione di grandi imprese, attualmente direttore relazioni istituzionali di Snam oltre che docente universitario; il magistrato tarantino Armando Spataro, già componente del Csm e della Direzione distrettuale antimafia; il direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di San Marzano di San Giuseppe, il dott. Emanuele Di Palma, per aver realizzato un prodotto bancario riservato ai “Pugliesi nel Mondo”; la cantante e imprenditrice Lucia Altieri, cubana di adozione. Una nota a parte è stata riservata per Nancy Dell’Olio, anche lei premiata fra le eccellenze, avvocato di diritto internazionale, scrittrice e giornalista, che essendo originaria di Bisceglie si è così espressa con la collega giornalista Paola Copertino, presente alla cerimonia (con cui termi- I G Nella foto: tutti gli enti patrocinatori DALLA PUGLIA – La questione ambientale in Puglia è diventata, negli ultimi tempi, un problema molto serio. Tanti i temi all’ordine del giorno: tutela delle acque superficiali e sotterranee, incendi boschivi, emergenza rifiuti nelle campagne, problema del nucleare, minaccia di trivellazioni lungo le coste alla ricerca del petrolio, invasione del fotovoltaico e delle pale eoliche. Questi due ultimi invasori – il fotovoltaico e le pale eoliche – sono stati salutati come energie sostenibili. Si sono invece rivelati, nei confronti dell’ambiente, deleteri e aggressivi: quanto le vituperate energie tradizionali. Anzi, peggio. Alle distese degli ulivi e dei vigneti si alternano quelle dei pannelli fotovoltaici e delle pale eoliche. La Puglia di Vendola, l’ambientalista, è diventata il paradiso terrestre degli speculatori e degli affaristi delle cosiddette energie alternative o pulite. Poi viene l’Ilva di Taranto, l’acciaieria più grande d’Europa (nella foto a centro pagina), con tutto il suo danno specifico: inquinamento dell’aria, del mare e del suolo. A ciclo continuo, in parallelo alla produzione dell’acciaio, da cinquant’anni in qua. I casi di tumore nella città bimare sono da numeri choc. Sono quasi 9mila i tarantini che oggi combattono contro il cancro. Un malato ogni 18 abitanti nei quartieri a ridosso delle ciminiere, cokerie e altiforni. Il presidente dell’Ordine dei medici di Taranto, Cosimo Nume, è convinto che il numero dei malati è destinato a crescere. C’è anche chi mette in dubbio che ci sia una stretta relazione tra l’alto numero di neoplasie e i fumi inquinanti dell’Ilva. Insomma, allarmismo ambientalista. Ha dichiarato Edward Luttwak, noto politologo Usa: «I casi Ilva ed Eternit richiederebbero un sussulto di cittadini e industriali che dicessero basta all’ideologia anticapitalistica di certi magistrati. La tragedia dell’amianto si è verificata in oltre 50 paesi ma soltanto in Italia ha La Puglia fra inquinamenti nubifragi e cemento selvaggio dato luogo a un processo penale» (Panorama, 9 ottobre 2013, p. 63). Va inoltre ricordato il poco rispetto che i pugliesi hanno del proprio patrimonio paesaggistico in generale, che comprende i centri storici, le campagne ulivetate, le coste, la flora e la fauna, gli agrumeti garganici, i vigneti a spalla salentini, i paesaggi cerealicoli del tavoliere, ma anche le masserie, i beni artistici e gli assetti storici del territorio. Una mancanza di sensibilità ecologica che si sta traducendo, per incuria o per interventi scriteriati, in un continuo e sistematico saccheggio delle risorse naturali e di quelle culturali ereditate dal passato. Eppure la Regione approvò nel 2005, sia pure tra ribellioni e polemiche, un piano di salvaguardia del territorio. Oggi la Regione interviene con un altro strumento legislativo, che introduce misure più restrittive: il Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr), adottato il 6 agosto scorso. Mentre scriviamo è ancora in atto la guerra tra Regione da un lato e sindaci e mondo dell’edilizia (tecnici, imprese edili e lavoratori del mattone) dall’altro per rivedere le nor- me troppo vincolanti e spesso basate su documentazione (foto e mappe catastali) datate e non più rispondenti alla realtà. Oltre al caso Ilva e al piano paesaggistico, la questione ambientale include anche la situazione idrogeologica del territorio (problema, purtroppo, comune al resto d’Italia). Vaste zone della Puglia sono sempre più a rischio di nubifragi. L’ultimo si è abbattuto l’8 ottobre scorso nell’area dell’arco ionico lucano e pugliese. La più colpita è stata Ginosa Marina, nel Tarantino: più di un metro d’acqua in un’ora. Invase strade e campi. Fiumi di fango hanno travolto uomini e cose. Quattro i morti. Interrotte le vie principali di comunicazione, ferrovia compresa. Scuole chiuse. Danni pesanti alle abitazioni e alle culture agricole. Intere famiglie sistemate in luoghi più sicuri. Chiesti aiuti economici al governo centrale, attingendo al fondo speciale per le calamità. Aiuti che verranno chissà quando: Ginosa attende ancora quelli di oltre due anni fa, quando ci fu un’altra alluvione. Il “governatore” Nichi Vendola dà la colpa alla cementificazione selvaggia (accompagnata da sanatorie e condoni), che non ha tenuto conto dei rischi idrogeologici concreti. Ma la colpa è anche dello stato di abandono in cui versa il territorio. Anna Chiumeo, direttrice dell’Unione dei consorzi di bonifica: «Noi ci sforziamo di far comprendere alla politica che ci vuole manutenzione costante. E che lo stato attuale dei corsi d’acqua è pietoso. Abbiamo presentato progetti, cui non è stata data alcuna risposta, a causa, si dice, della mancanza di soldi. Noi riteniamo che è solo una questione di scelte, di priorità e di programmazione» (Corriere del Mezzogiorno, 9 ottobre 2013, p.3BA). Quindi una tragedia annunciata. Come sempre, alla fine, la colpa è della politica. P. Filomeno

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La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /S ALENTO L’affluenza dei melomani quest’anno è stata di oltre 17mila spettatori LUGLIO / SETTEMBRE ’13 – P AGINA 9 Grande successo del Festival della Valle d’Itria notte, tutte gremite, anche quelle. «Il Festival lo faccio con gli artisti, ma per il pubblico – ricorda Punzi – . Molta emozione mi hanno dato i giovani, che hanno partecipato in massa, seguendo con scrupolo, silenzio e tanti applausi scroscianti le varie serate, dimostrando maturità e preparazione. Martina cresce con il Festival». E ancora: «Questo ci dice che vogliono la musica e il teatro, in un momento di crisi; e che non è vero che i teatri si vanno svuotando. Lo dimostra Martina, che tra l’altro non ha alzato i prezzi dall’ultimo decennio». A Martina gli appassionati arrivano anche per l’altissima qualità delle opere, tutte inedite in tempi moderni, e per la programmazione. Punzi è dunque soddisfatto: «È stupendo abbracciare la musica, farne una missione e trasferirla ad altri… La mia preoccupazione è la grande confusione che regna nel nostro Paese e che certamente farà pagare ancora una volta al mondo della cultura e dello spettacolo prezzi salati. Noi, però, resistiamo». Resistere: il motto di questo signore egregio, intelligente, volitivo, ricco di doti spirituali, intellettuali, che da anni lavora per rendere sempre più grande il Festival. Un Festival di cui si parla in tutto il mondo, da dove gli artisti più celebri sono sempre pronti a correre a Martina. Quest’anno, un altro evento prestigiosissimo: Fabio Luisi, direttore principale del Metropolitan di New York e General musikdirektor dell’Opera di Zurigo, è venuto nella città dei trulli a dirigere, nel cortile di Palazzo Ducale, il concerto di Wagner. È tornato a Martina, dove, una decina di anni or sono, mosse «i primi passi direttoriali grazie all’intuito infallibile di Rodolfo Celletti». Soddisfatto anche Pasquale D’Arcangelo, che da sempre nel suo ufficio di capo ufficio stampa del Festival riceve ogni giorno decine e decine di giornalisti, ascoltandone i commenti. Contento anche per l’incremento, nonostante i problemi che ci assillano, del pubblico locale e pugliese in genere. D’Arcangelo, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, dispensa particolari: “Abbiamo ottenuto la diretta Rai; “Crispino e la comare” è stato registrato per un dvd della Dinamic, che sta trattando anche per le altre opere. Tra l’altro abbiamo avuto un mito: Lella Cuberli, soprano statunitense dalla esaltante carriera internazionale (legata affettivamente e artisticamente a Martina, che la ricorda in numerose esibizioni di grande successo a cavallo degli anni ’70 e ’80), vincitrice del Premio Celletti 2013; e la partecipazione straordinaria del soprano Giovanna Jessica Pratt, che è stata protagonista di “Giovanna d’Arco”. Seguitissimi i Concerti del Sorbetto, offerti dal Bar Tripoli nel Chiostro di San Domenico, per fare apprezzare le bibite locali, che piacevano a Paolo Grassi ; il Concerto Carmelitano, nella Chiesa del Carmine, per far conoscere gli oratori delle confraternite, scrigni di opere d’arte; il Concerto dello Spirito, nella Basilica di San Martino, con grande gioia del rettore, don Franco Semeraro; i Fuori Orario, “Canta la notte”, “All’ora sesta”, “Le Falene”. Splendidamente festeggiato, insomma, il bicentenario Verdi-Wagner. Qualche altra notizia? «L’anno prossimo Fabio Luisi a Martina dirigerà il “Loengrin” cantato in italiano». Come ogni anno, è stato poi assegnato il Premio Lorenzo D’Arcangelo a “La musica di Rai3”, regia di Francesca Nesler, per i servizi realizzati al Festival dell’anno precedente. Un premio ambìto intitolato a un eminente personaggio che s’impegnò per la crescita del “Valle d’Itria”: D’Arcangelo, appunto, che fu anche acuto giornalista. Il premio, cbe si svolge ogni anno dal ’95 in concomitanza con l’’importantissimo appuntamento martinese, va al critico che ha saputo raccontare meglio le ore musicali della perla della Puglia. 3ª edizione “Li Ucci Festival” del Salento CUTROFIANO - Oltre 100 tra studiosi, musicologi, musicisti, cantanti, danzatrici, artisti e fotografi hanno preso parte alla 3ª edizione del “Li Ucci Festival” di Cutrofiano (LE) . Dal 1° ottobre sino al 5, come da programma, si sono articolati quattro giorni di spettacoli, convegni, workshop, mostre, presentazioni di libri e bike tour. L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale Sud Ethnic , sotto la direzione artistica di Antonio Melegari. La manifestazione è nata per ricordare “i cantori dello storico gruppo salentino, custode delle tradizioni popolari degli “stornelli”, dei canti d’amore e di lavoro, spesso improvvisati al ritmo del tamburello”, spiegano i promotori. «Uccio Bandello, Uccio Aloisi e Narduccio Vergaro – ricordano gli ideatori del Festival – sono stati depositari e interpreti di una tradizione raccolta e coltivata da una nuova generazione di musicisti, cantori e ricercatori. Nel corso degli anni, il gruppo ha coinvolto, oltre ai tre cantori di Cutrofiano, anche Uccio Melissano, Uccio Casarano, Uccio Malerba, Pippi Luceri, Giovanni Avantaggiato, Pino Zimba e Ugo Gorgoni». “Li Ucci Festival” ha ottenuto, inoltre, la certificazione “Ecofesta Puglia” in quanto attività che riduce l’impatto ambientale degli eventi. I MARTINA F. – Sempre incoraggiante, Franco Punzi. Seduto alla scrivania nel suo studiolo al pianterreno del Palazzo Ducale di Martina, dice: «Dobbiamo crescere insieme con gli altri organismi. Dobbiamo andare sempre avanti, con impegno e coraggio». I risultati del Festival della Valle d’Itria, di cui è presidente dinamico e illuminato, gli danno ragione: anche quest’anno oltre 17 mila spettatori; posti esauriti alla rappresentazione di “Crispino”, a “L’Ambizione delusa”, ripetuta quattro volte; a “Maria di Venosa” e a “Giovanna d’Arco. Platea gremita anche per la “Messa da requiem” di Verdi, in memoria di Alessandro Manzoni. Grande successo tutte le sere I melomani sono arrivati dalla Germania, dalla Svizzera, per il grande compositore di Roncole di Busseto e per Wagner; dalla Francia, dal Belgio e da altre parti anche per il resto del programma. Entusiasta la critica specializzata, che ogni anno si presenta a Martina con grande interesse. Soddisfatti i pugliesi, i martinesi in particolare, che hanno seguito con viva attenzione i concerti nelle chiese (riaperte apposta quelle chiuse per mancanza di sacerdoti, come Santa Teresa, di via San Felice): a mezza- Luca Presicci A CRISPIANO IL 28 AGOSTO Papa Francesco ha nominato don Fernando vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli. Convegno su “Territorio e Cultura” CRISPIANO – “Territorio e Cultura”: questo il tema di un convegno, che si è svolto a Crispiano, provincia di Taranto, il 28 agosto nella splendida cornice di una delle tante masserie presenti in Puglia: “Le Mesole”. In merito - va rigorosamente ricordato - che questo complesso è formato da un prestigioso fabbricato, a doppia corte chiusa, che vanta una cappella dedicata alla Madonna del Rosario, garitte di difesa e grotte ipogee. Con questa iniziativa l’amministrazione comunale – si legge in un comunicato – «vuole dare inizio a un programma per una crescita omogenea dell’intero territorio delle cento masserie. Un cammino impegnativo che renderà evidente le qualità e l’operosità di tutti i crispianesi impegnati in ogni attività». Un convegno molto importante, dunque, al quale hanno preso parte, oltre all’assessore alla Cultura Giuseppe Delfino, al orimo cittadino Ippolito e al presidente del consiglio Francesca Millarte, il presidente del Gal Colline joniche Antonio Prota; il presidente del consorzio delle Cento Masserie Pierpaolo Palmisano, il regista Alfredo Traversa, il giornalista di Rai3 Puglia Salvatore Catapano, l’autore de IL Gladiolobianco Francesco Santoro, il rappresentante Mibac, ministero dei Beni Culturali, Pierfranco Bruni e Carmen De Stasio, critico, saggista e scrittrice. Il compito di coordinare il convegno è andato alla prof.ssa Anna Sturino, dirigente scolastico. Ma il convegno ha visto nelle sue fasi conclusive della stessa serata, anche un’altro avvenimento a cura del Teatro della Fede, di Grottaglie. Il regista Alfredo Traversa ha messo in scena una “performance” teatrale tratta dal romanzo Il Gladiolobianco (opera contro le apparenze), che narra vicende realmente accadute tra le diverse realtà territoriali pugliesi e siciliane di Crispiano, Taranto e piazza Almerina, in Sicilia. Auguri monsignor Filograno DALLA PUGLIA – Un vescovo si sente inviato in modo prioritario per annunciare il Vangelo di Gesù Cristo che è il fondamento della vita cristiana e civile di una popolazione. La formazione delle coscienze con la luce della fede è una delle finalità primarie del ministero episcopale per rendere credenti e non credenti più responsabili nelle realtà quotidiane della loro esistenza. Papa Giovanni XXIII (1958 – 1963) faceva la distinzione tra l’errore e l’errante, inescusabile il primo, scusabile il secondo. È commosso il neo vescovo Fernando Filograna, chiamato da papa Francesco ad essere il nuovo pastore della diocesi di Nardò-Gallipoli. L’ordinazione episcopale è avvenuta sabato 14 settembre 2013, in una gremita piazza Duomo a Lecce. Migliaia di persone e tante autorità civili e militari a portare l’affetto sincero e accorato, lo stesso che “don Fernando ci ha sempre donato nei tanti anni trascorsi in mezzo a noi”, dicono i fedeli accorsi nella piazza. Numerosi gli incarichi ricoperti dal presule nei trentasei anni di servizio sacerdotale nella diocesi di Lecce, da rettore del seminario a che respiro. Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocefisso per me e mi tieni quaggiù, crocifisso per te. Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo» (Curato d’Ars). «Ho preso in prestito dal Curato d’Ars queste parole che racchiudono i sentimenti del mio cuore al termine di questa solenne celebrazione eucaristica. Ringrazio il Signore perché mi ha fatto dono di una vocazione/missione così grande. Se la mia vita ha conservato una logica e una coerenza, è perché l’ha guidata Lui. l’ha illuminata e l’ha gratificata con la sua misericordia. Il Signore mi ha condotto per mano e a Lui questa sera tendo la mia mano perché mi continui a guidare per fare. giorno per giorno, la sua volontà. Il Signore mi doni la pazienza di aspettare i suoi tempi, perché nell’esperienza della debolezza e stanchezza, io possa sentirmi consolato dalla certezza che questa vita di donazione è solo un preludio sereno e fiducioso dell'eternità.....». Al neo vescovo i nostri più vivi e sentiti auguri. I parroco, infine vicario generale. E proprio di fronte al seminario antico, sul grande palco allestito per l’occasione, è stato l’arcivescovo metropolita leccese, Domenico Umberto D’Ambrosio a presiedere la celebrazione e ad imporre le mani sul capo del nuovo vescovo. Insieme a lui i consacranti, l’arcivescovo Adriano Bernardini, nunzio apostolico in Italia, e il vescovo di Otranto, Donato Negro. Presenti anche due porporati salentini, il cardinale Fernando Filoni, prefetto della congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, e il cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo. Tra i celebranti anche quindici vescovi e circa duecento sacerdoti. Monsignor Filograna ha iniziato il suo ministero episcopale nella sede di Nardò – Gallipoli il 28 settembre, con una solenne concelebrazione nella cattedrale di Nardò. Il 6 ottobre invece, ha fatto il suo ingresso nella concattedrale di Gallipolli. Questa una parte dell’omelia di ringraziamento del neo vescovo: «Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita. Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti, piuttosto che vivere un solo giorno senza amarti. Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta Gaetano Carpentieri

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P AGINA 10 – LUGLIO / SETTEMBRE ’13 G AZZETTINO SPOR TIVO La Gazzetta della Puglia Calendari 2013/2014 di tutti gli incontri Tutte le partite di serie A Campionati di calcio: serie professionale e cadetta (girone di andata e girone di ritorno) Tutte le partite di serie B

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La Gazzetta della Puglia Il Ministero dello sviluppo economico ha reso operativo insieme all’Autorità per l’energia, con la collaborazione dei comuni, il bonus gas per il risparmio sui costi dell’energia. Questo post si basa sulle informazioni riportate sul sito del Ministero dello sviluppo economico e dell’Autorità per l’energia e il gas. Il bonus gas è una riduzione sulla bolletta del gas consumato nell’abitazione di residenza rivolto alle famiglie a basso reddito e a quelle numerose. Requisiti Il bonus sulle bollette del gas è cumulabile con il bonus elettrico e può essere richiesto da tutti i clienti domestici che utilizzano: • gas metano distribuito a rete (quindi non per il gas in bombola o per il gpl) • con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale • se in presenza dell’Isee (l’Indicatore di situazione economica equivalente) non superiore a 7.500 euro (fino a 3 figli a carico) o non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico). Il diritto al bonus ha una validità di 12 mesi. Al termine di tale periodo, per ottenere l’eventuale rinnovo, il consumatore dovrà presentare una domanda accompagnata da una certificazione Isee aggiornata, che attesti il permanere delle condizioni di disagio economico. L EX SEMPER LOQUITUR LUGLIO / SETTEMBRE ’13 – P AGINA 11 Scheda informativa Le nuove procedure per chi ha diritto al risparmio sui costi delle bollette I bonus gas ed energia elettrica Gli importi previsti dal bonus per im risparmio sulle bollette del gas dipendono: • dalla categoria d’uso associata alla fornitura di gas • dalla zona climatica di residenza (i comuni italiani, infatti, sono suddivisi in sei zone climatiche, dalla A alla F in modo da tenere conto delle temperature medie) • dal numero di componenti della famiglia anagrafica (persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi la medesima residenza) Le domande di richiesta del bonus gas devono essere presentate dall’intestatario del contratto che è sempre una persona fisica compilando l’apposita modulistica: • presso il proprio comune di residenza • presso altro istituto designato dallo stesso comune (Caf, comunità montana, etc.), Vanno scaricati dal sito dell’Autorità i moduli per richiedere il bonus gas (reperibili anche nei comuni). Non è ammesso fare richiesta di bonus senza utilizzare l’apposita modulistica. Importi Che cos’è Come richiederlo presentato la richiesta (il comune di residenza, il Caf, la comunità montana ecc.) esibendo la ricevuta rilasciata dall’operatore alla consegna della domanda b) controllare direttamente la bolletta nel quale sono evidenziati, sia l’avvenuta ammissione alla compensazione, sia il dettaglio dell’importo relativo all’applicazione del bonus c) verificare lo status della propria pratica, via internet, sul sito www.bonusenergia.anci.it, cliccare su “accesso al sistema” a destra dello schermo e inserire le proprie id utente e password, rilasciate con la ricevuta dell’istanza d) interpellare il numero verde 800.166.654, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 18, fornendo il codice fiscale e il numero identificativo dell’istanza. Verrà inserito un messaggio nella bolletta nel quale si comunica all’utente l’avvenuta ammissione alla compensazione. In dettaglio la comunicazione riporterà la seguente dicitura: «La sua fornitura è ammessa alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale (cosiddetto bonus sociale gas) ai sensi del decreto legge n. 185/08. L’importo relativo all’applicazione del bonus verrà indicata in una voce separata in ogni bolletta». Chi ha un impianto di riscaldamento centralizzato-condominiale e non ha un contratto diretto, in- vece, potrà ritirare il bonus presso gli sportelli delle Poste Italiane che provvederanno a comunicare direttamente agli interessati la disponibilità dei bonifici. Il governo ha introdotto anche il bonus elettrico per il risparmio sulla bolletta dell’elettricità. L’Autorità per l’energia ha reso operativo con la collaborazione dei comuni il bonus elettrico. Questo post si basa su ciò che riporta il sito dell’Autorità. Il bonus elettrico è un risparmio sulla spesa per le bollette dell’energia elettrica. Requisiti Il bonus elettrico è rivolto alle famiglie in condizione di disagio economico o numerose e nel dettaglio: • ai clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, con potenza impegnata fino a 3 Kw per un numero di famigliari con la stessa residenza fino a 4 o fino a 4,5 Kw, per un numero di familiari con la stessa residenza superiore a 4 • appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore Isee non superiore a 7.500 euro • appartenenti ad un nucleo familiare con più di 3 figli a carico e I- see non superiore a 20.000 euro • o presso i quali viva un malato grave che debba usare macchine elettromedicali per il mantenimento in vita. in questo caso senza limitazioni di residenza o potenza impegnata. Per le famiglie in condizioni di disagio economico e per le famiglie numerose, il bonus elettrico consente un risparmio pari a circa il 20% della spesa annua presunta (al netto delle imposte) per una famiglia tipo. Il valore è differenziato a seconda del numero dei componenti della famiglia. Per l’anno 2013 è di: • 71 euro per una famiglia di 1 o 2 persone • 91 euro per 3 o 4 persone • 155 euro per più di 4 persone • per i soggetti in gravi condizioni di salute il valore del bonus dal 2013 è stato modificato e differenziato in base al numero di apparecchiature medico-terapeutiche salvavita utilizzate e al tempo giornaliero del loro utilizzo. Il valore del bonus per il disagio fisico può essere calcolato in base alle apparecchiature utilizzate con questo applicativo di simulazione. Interpellare il numero verde 800.166.654, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 18, fornendo il codice fiscale e il numero identificativo dell’istanza. Per richiedere il bonus elettrico occorre: compilare l’apposita modulistica e consegnarla al proprio comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato. Importi Scheda informativa Come richiederlo Che cos’è Come viene erogato Durata Come richiederlo Il cittadino che vuole verificare se la propria richiesta di bonus gas sia stata accettata può: a) recarsi presso l’ente in cui ha Come verificare lo stato della richiesta I I contributi del programma Amva ai subentri d’azienda Per i giovani imprenditori La finalità della terza linea del programma Amva (Italia Lavoro) è quella di favorire l'accesso dei giovani ai mestieri tradizionali, promuovendo il tramandarsi della tradizione e al contempo la creazione di nuove imprese attraverso il trasferimento d’azienda da imprenditori con età oltre i 55 anni a giovani imprenditori di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti. Diverse sono le attività cessate e indicate nell’avviso pubblico: dall’agricoltura alla lavorazione dei prodotti alimentari, dalla ristorazione al catering, dalla lavorazione di pietre e metalli alla gioielleria, dai prodotti del legno alla lavorazione della carta, dall’industria tessile alla confezione. Senza dimenticare i mestieri che sempre più rischiano l’estinzione come la legatoria, il restauro artistico, la costruzione degli strumenti musicali. La domanda di contributo potrà essere presentata solo a subentro o rilevamento intervenuto. Tipologia di contributi • 5 mila eoro per trasferimenti di azienda compresi tra 10mila e 29999,99 euro; 10mila euro per trasferimenti di azienda pari o superiori a 30mila euro. Requisiti dei subentranti • età compresa tra 18 e 35 anni non compiutii; che non siano titolari di imprese individuali né soci al di sopra del 25% di società in attività. Termini e modalità della domanda di partecipazione La domanda di contributo può essere presentata unicamente attra_ verso il sistema informativo http;//impresacontinua.italialavoro./t. La domanda può essere presentata non oltre il 31/12/2013, salvo esaurimento delle risorse disponibili. Intanto il 30 giugno scorso è scaduto il termine per le imprese per provvedere all’iscrizione del proprio indirizzo Pec (prorogato però al 30 settembre 2013). Il rischio, per chi non si mette in regola, è quello di non poter fare alcuna pratica. dalla semplice variazione alla cessazione. Dal primo luglio infatti, il registro delle imprese ha sospeso ogni atto delle aziende che non hanno registrato una propria Pec, in attesa che l’scrizione venga integrata con l’indirizzo di posta elettronica. Se entro 45 giorni non verrà fatta la regolarizzazione ie domande si intendono non presentate. È stata la legge 17 dicembre 2012, n. 221, in vigore dal 19 dicembre 2012, che ha confermato l’obbligo per le imprese individuali (comprese le imprese artigiane), di comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata per l’iscrizione nel registro delle imprese. Quindi, dal 20 ottobre 2012, tutte le domande di prima iscrizione di impresa individuale al registro imprese, devono obbligatoriamente contenere la comunicazione della Pec . Le imprese già iscritte in precedenza, attive e non soggette a procedure concorsuali, quindi devono provvedere. La domanda di iscrizione del solo indirizzo Pec è esente dall'imposta di bollo e da diritti di segreteria e la data di presentazione è stata prorogata – lo ripetiamo – al 30 settembre 2013. I RISPONDE LO STUDIO TEDESCHI COMMERCIALISTI IN MILANO Lo sconto delle multe (in vigore dal 20 agosto) Risparmio energetico aumenta la detrazione al 65% La nuova normativa è un fatto importante e simbolico nel tempo stesso, perché dice di una nuova modalità di rapporto tra lo Stato e il cittadino: premia l’assunzione di responsabilità di chi riconosce di aver trasgredito una norma ed elimina il carattere vessatorio che spesso la riscossione delle contravvenzioni assumeva. E infine riduce i molti contenziosi in cui finiva la maggior parte del multe. Va infine ricordato che lo sconto del 30% sulle multe è un beneficio riservato solo a chi le paga nei primi 5 giorni dall’avvenuta notifica. Varate dal governo misure concrete per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, con un contributo del Ministero delle Infrastrutture di oltre 3 miliardi di euro per la realizzazione di grandi medie e piccole opere infrastrutturali. Queste le opere strategiche: • linee ferroviarie di alta velocità • metropolitane • importanti arterie autostradali • si tratta anche di manutenzione straordinaria di strade e ferrovie per mettere in sicurezza le nostre reti infrastrutturali • con una particolare attenzione anche al territorio con il programma “6.000 campanili” per interventi nei piccoli comuni • e un consistente pacchetto di interventi a favore dell’edilizia scolastica. Per il rilancio dell’economia e dell’occupazione Varate le misure per incentivare con detrazioni fiscali il risparmio energetico: i cosìddetti eco-bonus (decreto-legge 63/2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale). Gli incentivi 2013 riguardano gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici: le detrazioni aumentano dal 55% al 65%. Il governo ha infatti prorogato queste agevolazioni fiscali, in scadenza il 30 giugno 2013, fino al 31 dicembre 2013. Si tratta di un altro segnale concreto e forte per la ripresa perché sostiene il settore casa che è una filiera fondamentale. Inoltre le agevolazioni migliorano l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano in conformità con il diritto UE anche perché il 55,4% del totale ha oltre 40 anni. AVVISO AI NOSTRI LETT ORI Lo studio TEDESCHI & Partners - Commercialisti in Milano cura la pagina (Lex Semper Loquitur). I lettori pertanto sono pregati di rivolgere le loro domande in materia fiscale direttamente a: Tedeschi & Partners, via Solari n. 50 - 20144 Milano o telefonando allo 02.45485155. Tra le novità, soprattutto per quanto riguarda la riapertura dei cantieri, sottolineiamo le nuove norme varate, che aumenteranno: • l’efficacia e la trasparenza negli appalti pubblici • l’anticipazione del 10 per cento dell’importo dei lavori per le imprese esecutrici di appalti • la semplificazione delle procedure per la demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti. Edilizia, giro di vite sulla trasparenza Queste le precisazioni come chiarito dall’Agenzia delle Entrate: • sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 (data appunto di entrata in vigore del dl 63/2013) al 31 dicembre 2013, per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti, spetta una detrazione del 65% • le spese sostenute precedentemente fruivano, invece, della detrazione del 55% • dal 1° gennaio 2014 la detrazione sarà del 36%, cioè quella ordinariamente prevista per i lavori di ristrutturazione edilizia. Dalla detrazione del 65% sono escluse le spese per: • interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza • impianti geotermici a bassa entalpia • e le spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Il decreto 63/2013 in vigore dal 6 giugno A CURA DI GIULIA TEDESCHI

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P AGINA 12 – LUGLIO / SETTEMBRE ’13 G AZZETTINO MEDICO La Gazzetta della Puglia Ultime novità che lasciano ben sperare nella cura dell’osteoporosi Il teriparatide, nuova frontiera per l’osso fragile H I P P O C AT R E S G A CURA DEL PROFESSORE MEDICO GEN. (R) SANITÀ SAMUELE VALENTINO alternativa terapeutica nei soggetti con due o più fratture o comunque non responder ai trattamenti sopraindicati. In particolare è stato dimostrato in numerosi studi come esso induca un miglioramento della struttura dell’osso trabecolare, con un aumento di volume dell’osso spugnoso, del numero delle trabecole e dello spessore dell’osso corticale, nonché un miglioramento della qualità dell’osso («bone quality»), realizzando trabocole di forma piatta fisiologica («plate-like») anziché trabecole di forma rotondeggiante non fisiologiche («rod-like»). I risultati ottenuti col teriparatide sulla prevenzione delle fratture vertebrali e non vertebrali sono migliori rispetto a quelli ottenuti con altri farmaci. Come lievi effetti collaterali sono stati segnalati: cefalea e nausea, vertigini e crampi, ipercalcemia modesta. Esso può essere somministrato per infusione continua o per via sottocutanea alla dose di 20 o 40 microgrammi/die. Non sono stati segnalati casi di urolitiasi e di gotta nei soggetti trattati nei trial rispetto ai casi placebo. In conclusione questa nuova terapia si sta rivelando particolarmente indicata nel trattamento della osteoporosi severa postmenopausale e nei pazienti «non responder» alle terapie con i bifosfonati. L’indicazione potrebbe essere estesa anche a breve termine anche all'osteoporosi maschile e a quella indotta da cortisonici. Negli ultimi anni l’attenzione delle autorità sanitarie e della ricerca scientifica è stata costantemente orientata a migliorare il livello di cura della malattia osteoporotica, estendendo la possibilità di curarsi con un minor aggravio economico a fasce di pazienti sempre più numerose. Basti pensare ai malati con una frattura osteoporotica nella propria storia clinica o ai pazienti in trattamento cortisonico cronico da almeno tre mesi, per i quali attualmente le terapie farmacologiche sono completamente gratuite. L’orientamento generale a livello ministeriale è quello di arrivare a garantire nei prossimi anni un simile trattamento a tutti i malati, cioè di attuare una vera e propria cura a carico del servizio sanitario nazionale, essendo tale patologia per l’invecchiamento progressivo della popolazione un rilevante problema sociale e di massa. Si passerebbe così dal concetto di attuare solo una profilassi secondaria, dal curare cioè solo i malati con fratture o in cura con cortisone, a quello di realizzare una vera e propria profilassi primaria, al curare cioè tutti i pazienti affetti da osteoporosi da terapizzare. Ebbene, nell’armamentario farmacologico a disposizione del medico, oltre alle molecole già utilizzate con buoni risultati, quali il clodronato, l’etidronato, l’alendronato, il risendronato, il raloxifene e i Serm associati agli integratori calciovitaminici, si sta attualmente imponendo un nuovo farmaco, il teriparatide. Esso è un derivato di sintesi del paratormone, l’ormone paratiroideo Pth, ottenuto con la tecnica del Dna ricombinante, che si candida come valida Come si combatte la celiachia oggi Il glutine è il nemico per antonomasia dei celiaci. Secondo le ultime statistiche è in costante aumento, in Italia, il numero di persone affette dalla celiachia, che è appunto l’intolleranza al glutine, una proteina quest’ultima contenuta in alcuni cereali come frumento, farro, orzo e segale. Nel nostro Paese sono stati diagnosticati 35mila celiaci, ma le stime parlano di oltre 40mila malati potenziali, con un incremento annuo purtroppo del 9 per cento. Che fare, allora? Escludere dalla dieta pane, pasta, biscotti e pizza! Crediamo proprio di no visto che ormai la ricerca, molto avanzata, ha permesso a molte industrie alimentari di mettere in commercio alimenti senza glutine (come i frollini e i cracker). Per saperne di più su questa malattia vi consigliamo un breve excursus sul sito internet: www.celiachia.it Comunque – affermano gli specialisti nel campo della dietologia – la celiachia oggi è una patologia che non desta più preoccupazioni. Un buon piatto di maccheroni, che prima era un miraggio, attualmente non lo è più per i celiaci. Basta ricordarsi, però, di acquistare gli alimenti senza glutine. I SAMUELE VALENTINO Torna di moda il peperoncino italiano Ultimamente è tornato di moda, e lo potrete trovare nel cioccolato, nella vodka e nelle creme idratanti, solo per citare alcuni degli accostamenti più originali. Stiamo parlando del peperoncino. Molti non sanno che l’analisi scientifica ha dimostrato che il peperoncino rinforza le difese naturali dell’organismo. Contiene vitamina Pp, che rende elastici i capillari, e vitamina E, che aumenta l’ossigenazione del sangue, abbassa il colesterolo e aiuta il cuore. Senza dimenticare che il peperoncino è il frutto con la più alta concentrazione di vitamina C, basta mangiarne due per assumere le stesse vitamine di un’arancia. Arrivato in Europa nel 1514, stivato nelle caravelle di Colombo, in brevissimo tempo il peperoncino si diffuse nei paesi del mediterraneo, favorito dal clima e dal sole. Attecchì benissimo in tutta l’Africa settentrionale e nel nostro Sud, dove è rimasto quasi ovunque l’aroma preferito. Oggi è, dopo il sale marino, l’alimento più diffuso al mondo, lo mangiano due persone su tre. Noi ne abbiamo moltissime varietà. In Italia le regioni dove è più diffuso sono la Calabria, la Sicilia e la Campania, ma anche la Puglia come testimoniano i tanti nomi dialettali con cui è conosciuto, peperussi, pipazzu, pipariellu, diavulicchio e zenzero. I Continua l’ascesa del numero delle persone longeve che hanno più di 100 anni L’Italia è il paese più anziano dell’Unione europea Nella nostra società la questione degli anziani si presenta come una delle problematiche principali da dover affrontare e risolvere, nell’ambito di una generale e preoccupante diffusione dei fenomeni di emarginazione. Siamo i più anziani d’Europa. Lo dimostra il numero delle persone con oltre 100 anni di età: più di 15 mila, aumento record nell’ultimo decennio. La nostra età media è di 43 anni, rispetto a un secolo e mezzo fa è aumentata del 61,5 per cento. Il 20 per cento della popolazione ha più di 65 anni, contro il 4 per cento del 1861 e l’8 per cento 1951. I giovani con meno di 15 anni di età raggiungono a malapena il 14 per cento, mentre 150 anni fa erano oltre un terzo degli italiani e nel 1951 rappresentavano più di un quarto della popolazione. Nel 2011 l’indice di vecchiaia ha toccato 143,4. Significa che per ogni 100 giovani ci sono nel nostro Paese 143,4 anziani. La popolazione attiva è del 52 per cento: valore fra i più bassi d’Europa. L’Unione Europea lancia allarmi dal 2001. Nel 2050 gli over 65 e i minori di 15 anni raggiungeranno a livello mondiale, lo stesso numero. Questo significa che ci sarà sempre meno forza lavoro; e l’Italia ha la situazione peggiore in tutta Europa. La riflessione che maggiormente si impone è quella relativa al tempo che scorre inesorabile. “Fugit inreparabile tempus” (il tempo fugge irrimediabilmente), sentenziava il poeta latino Virgilio (79-19 a.C.). Fino a qualche decennio fa, gli anziani rappresentavano una quota limitata della popolazione italiana e nei loro confronti si manifestavano pesanti pregiudizi, radicati fin dai tempi antichi. «La vecchiaia è essa stessa una malattia» diceva Terenzio, commediografo latino (190-159 a.C.). Il vecchio era considerato un malato cronico che perde progressivamente e inesorabilmente le capacità acquisite nella prima parte della sua vita. Poi le cose sono cambiate rapidamente in funzione del progresso scientifico e dell’evoluzione socio-culturale. Diceva papa Giovanni XXIII (1958-1963): «Non si può evitare di diventare vecchi. Però si può cercare di essere vecchi il più a lungo possibile». Sono perciò da lodare tutte quelle iniziative sociali che permettono agli anziani sia di continuare a coltivarsi fisicamente, intellettualmente e nella vita di relazione, sia di rendersi utili, mettendo a disposizione degli altri il proprio tempo, le proprie capacità e la propria esperienza. In questo modo si conserva ed accresce il gusto della vita, fondamentale dono di Dio. Una società civile deve rispetto e stima ai propri anziani: vanno aiutati, sostenuti e non emarginati. Solo così si dà un concreto e giusto significato alla loro esistenza. Escluderli è come rifiutare il passato, in cui affondano le radici del presente, in nome di una modernità che continerebbe a vivere senza memoria. Brevi per la salute Brevi A tavola lui è più saggio di lei Ecco il perché Gli uomini invecchiano meglio delle donne. Secondo una ricerca dell’osservatorio nutrizionale di un famoso tipo di grana della Padania, su un campione di 4mila persone oltre i 40 anni, gli uomini, rispetto alle donne di pari età, introducono infatti più antiossidanti che difendono dai dannosi radicali liberi, grazie a un’alimentazione ricca di acido ascorbico, carotenoidi, licopene, retinolo, tocoferolo e zinco (contenuti in cereali, legumi, verdure, frutta, oli vegetali e pesce). Un test del sangue previene e salva dall’infarto Un semplice test del sangue aiuterà a individuare, con una precisione molto più alta rispetto a quanto avviene oggi, il rischio di infarti. Lo sostengono i ricercatori dell’Oregon Health & Science University (Usa), che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sulla rivista Clinical Chemistry. Secondo gli studiosi, la spia che può svelare il pericolo è una molecola chiuamata gamma-prime-fibrinogeno. Se supera determinati parametri , è meglio correre ai ripari. L’olio d’oliva Scudo anti-ictus Un’altra conferma della validità della dieta mediterranea viene da uno studio, dell’Università di Bordeaux (Francia) pubblicato su Neurology on line. Dopo aver esaminato quasi ottomila persone “over 65”, gli autori della ricerca sono giunti alla conclusione che l’olio d’oliva, elemento base della dieta mediterranea, aiuta a prevenire l’ictus. Addirittura, i consumatori regolari di olio d’oliva correrebbero un rischio di ictus inferiore del 41 per cento rispetto a chi non ne ha affatto uso. PER I SOTTOSCRITTORI Questo il nostro nuovo di conto corrente bancario: n.150-532/6 Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano IBAN: IT19 I053 8501 6000 0000 0000 532 intestato a Unione Editoriale editrice de «La Gazzetta della Puglia». I I

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La Gazzetta della Puglia R ECENSIONI LUGLIO / SETTEMBRE ’13 – P AGINA 13 Ed. Insieme – Autore: Agostino Picicco Ed. C. Grenzi – Autore: M. Velluto «Nel riverbero di cento ideali» A distanza di alcuni anni sono ritornato a scrivere ancora su don Tonino vescovo. Penso che si tratti di un bisogno dell’animo: abbeverarmi alle sorgenti di acqua fresca per riprendere slancio e vigore nel cuore e nella mente. È un modo per ricordare il nostro vescovo e la sua umanità dal punto di vista di un laico. È un’occasione per considerare gli anni di episcopato molfettese, dopo aver sedimentato vicende e pensieri nel tempo e nella lontananza anche geografica, rielaborati e riletti nell’ottica di un confronto con personaggi e vicende del mio contesto e della mia esperienza milanese. Per il ventennale della scomparsa dell’indimenticabile vescovo di Molfetta ho desiderato quindi offrire in questo volume un ricordo personale, con uno sguardo particolare ai temi dell’umanità, avvalendomi della prefazione del card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, che dimostra ammirazione per don Tonino e stima e benevolenza per l’autore. Ho utilizzato testi inediti in mio possesso (riprodotti in appendice) e foto talvolta insolite che rappresentano il vescovo tra la sua gente nel pieno della sua “incarnazione” con la diocesi. Il ricordo è reso anche con simpatici aneddoti della presenza di don Tonino a Giovinazzo, nelle sue parrocchie e nei luoghi dove ferve la vita civile. Insomma, una lettura dell’umanità del vescovo operata attraverso una “lente locale”. I ricordi e le emozioni della mia adolescenza vengono completati dallo studio delle fonti e dalla meditazione dei testi del vescovo, che costituiscono quel magistero caldo e profondo, attuale, coinvolgente e stimolante per la sensibilità di tutti. Per quanto riguarda don Tonino possiamo dire che lo zucchetto non ha schiacciato l’uomo. Ha mantenuto sempre viva la sua umanità rivelandosi un vescovo speciale, amato da tutti. Così ho individuato i temi dell’umanità del vescovo nello spessore delle relazioni, nella solitudine, nella malattia, nell’amicizia (si veda in particolare il rapporto con Beniamino Finocchiaro), nei sentimenti del Natale e, per quanto paradossale, anche nell’aspetto legato al governo della diocesi in cui pure si esprime il diritto come regolamentazione delle umane vicende della convivenza sociale. Ripercorro quindi il magistero giuridico del vescovo temperato dalla carità, il suo giudizio privo di ira che addolcisce lo spirito di chi ascolta e incoraggia alla virtù, forte del fatto che l’amore per la tranquillità non gli fa trascurare la disciplina, a vantaggio del suo spiccato senso di responsabilità. Ritrovo il suo ascolto per tutti, la solida cultura teologica, innestata su interessi letterari e arricchita da una forte tensione interiore, il senso dell’amicizia, la sua reazione alla malattia, “confitto in croce ma non sconfitto”, perché sull’altro lato della croce c’è il Signore che consola e sorregge. Rivedo la sua presenza tra la gente, vigile per coglierne i bisogni e per dare loro “la forma del progetto e i contenuti della speranza” in un’azione episcopale caratterizzata da un grande dinamismo (quasi presagisse il trapasso precoce e volesse guadagnare tempo) e attuata con intelligenza, lungimiranza e senso profetico. Riascolto il suo messaggio per ristabilire l’armonia della vita, “non passando il tempo a tendere ed allentare in un’agonia di desiderio”. Soprattutto i giovani hanno bisogno di valori, di serietà, di credere e maturare un ideale. Non gli basta la cultura del superfluo e dell’effimero, la discoteca, la moda. Hanno bisogno di essere spronati dagli adulti ad essere coraggiosi e credibili, ad essere un riferimento per tutte quelle persone per le quali “la primavera non ha profumi, il tramonto non ha colori, Beethoven è un assurdo, Pascoli e Leopardi non dicono niente…”. Insomma, “Non dobbiamo essere i sacerdoti delle grandi ideologie, ma i monaci delle piccole cose”. Ovviamente la sua presenza non era solo ecclesiale ma riguardava anche il rapporto con i rappresentanti delle istituzioni e con il mondo della cultura, delle associazioni, del volontariato, della società civile apprezzandone la circolazione di idee, il fermento culturale, il dibattito e il confronto. In ogni caso si coglie, dagli aneddoti e dai rapporti con i singoli e con le comunità, l’attenzione e l’affetto paterno nutrito per la nostra città. «Mestieri» Non potevo non accogliere con entusiasmo il libro “Mestieri”, di Mario Velluto, edito da Claudio Grenzi con belle, divertenti illustrazioni di Leon Marino,già docente a Brera: una raccolta di 40 sonetti scritti in dialetto foggiano, tradotto in lingua e in inglese. Io non ho avuto bisogno di aiuto per capire questo vernacolo e gustarlo: non sono trascorsi inutilmente i miei quattro anni a San Severo, che dista pochi chilometri da Troia, “’a nàche” di Velluto. Aprendo queste pagine, che in aprile sono state presentate a Troia dall’autore e dal fratello Antonio, la prima poesia che ho letto è stata quella ispirata da “’u Scarpare”, l’artigiano che ho nel cuore. Una quarantina di anni fa ne scoprii un esemplare a Milano che aveva avuto tanti clienti illustri, tra cui un famoso illustratore. Me lo ha fatto venire in mente velluto, che lo descrive con efficacia, dolcezza e sapiente ironia, fra attrezzi, pece e “semenzelle”, mentre, a opera compiuta, “gode a vedè l’effetto cromatina”. Seguono “’u Banner”, il banditore, che andava fra strade e vicoli a sciorinare i fatti freschi di giornata: ”’u Carrere”, il carrettaio, che aveva “’a puteia piena di traini e carretti; “’u Zappatore”; “’u Priore”, che governa le feste patronali e le loro processioni; “’u Sinneche”;“‘a Guardia Campestre”… mestieri e professioni scomparsi o ancora in attività. Si leggono d’un fiato, e si rileggono, questi sonetti di Mario Velluto, ritmici, smaglianti, che suscitano nostalgia per gli anni verdi: “’u Varever”, che oltre a potare le teste era in grado di strappare il dente malandato, e che nell’antica Grecia, come ci informa Teofrasto, esercitava non nel salone definito “simposio” o “banchetto senza vino, ma bussando di porta in porta; “’u Campanare”, razza quasi estinta anche nei piccoli centri, visto che il din-don in parecchie chiese adesso è registrato su nastro. E qualcuno ha notizie de “’a Vammane”, la levatrice? A Martina Franca non c’è più neppure il fabbro che affilava la zappa: la sua officina a “La lamia” è da tempo sbarrata. È stata la nostalgia a indurre Mario Velluto a pubblicare questo libro prezioso? No, non la malinconia – confessa - ma un amore “intenso e scanzonato”. E’ stato troppo tempo altrove, chilometri distante dalla nostra Puglia, terra benedetta, che ha continuato ad amare: è stato questo sentimento la molla. Si torna sempre al nido. Come gli uccelli. Ci tornano i pugliesi veri. Velluto lo è. L’AUTORE F. PR. A cura dall’Associazione Locali Storici Editori associati – Autore: Raffaello Mastrolonardo Locali storici d’Italia (...) risponde a tutte queste domande e a moltissime altre. Quest’anno (la trentasettesima edizione) indica anche un percorso attraverso gli oltre settanta locali testimoni dello stile Liberty ed è più ricca, comprendendo altri luoghi celebri e prestigiosi. E per la prima uno all’aperto: la famosa “piazzetta” del borgo marinaro di Portofino, “che al pari di un grande albergo, un caffè o un ristorante sul mare è salotto di cultura e mondanità dall’inizio del Novecento”. Leggendo questo libro, edito in bellissima veste dall’Associazione Locali Storici, costituitasi nel 1976 per valorizzare questo nostro enorme patrimonio, si ha l’impressione di compiere un viaggio edificante e affascinante. Di ogni locale si sintetizza la storia e lo stile, l’arredamento, non trascurando i titolari, la clientela…Esempio: Il Gran Caffè “Gambrinus”, via Chiaia !/2, a Napoli: inaugurato nel 1890 da Antonio Curri, ospitò, tra gli altri, Gabriele d’Annunzio, che a uno dei suoi tavoli scrisse “’A vucchella?”, pare per scommessa con Ferdinando Russo, che nel 1903 fece musicare il brano da Francesco Paolo Tosti. Il locale era frequentato anche da Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao (vi presentarono il quotidiano “Il Corriere di Roma”), con i quali lo scrittore pescarese aveva lavorato al “Capitan Fracassa”; da Hemingway, Croce e da tanti altri illustri personaggi. Ed ecco subito un’altra chicca: le Cinque Giornate di Milano presero le mosse anche dal “Boeucc”, quando stava in via Durini all’angolo con via Borgogna. Sorto nel 1696 al tramonto dell’egemonia spagnola su Milano, si trasferì nel 1939 nella splendida piazza Belgioioso (che accolse i vani sospiri di Stendhal per Matilde Viscontini Dembowski, patriota legata alla Società dei Federati), nel palazzo del Giovin signore del Parini. Di questo ristorante, che ha avuto come assidui clienti Guido Piovene, Arturo Toscanini, Giovanni Spadolini, il critico letterario Giancarlo Vigorelli…, parlò anche Eduardo de Filippo, per dire che lontano da Napoli i migliori spaghetti con pomodoro e basilico venivano serviti solo da questa cucina. Il nome è la versione meneghina del termine ispanico “bodega”, che vuol dire spazio eccellente adibito alla mescita di vino. Insomma questa Guida fa conoscere decine e decine di ristoranti, alberghi, pasticcerie, trattorie, caffè letterari…antichi, lussuosi, come “Il Cambio” di Torino, che accolse personalità politiche del Risorgimento e anche Casanova, che lo decantò nelle sue Memorie. E il Grand Hotel et de Milan, dove Giuseppe Verdi trascorse i suoi ultimi giorni e Enrico Caruso, nel 1902, incise il suo primo disco. E l’Hotel Excelsior di via Veneto, alF. P. l’epoca della “Dolce vita”. «La scommessa. Per gioco o per destino» Gian Lorenzo Manfredi è un noto architetto barese. Colto, docente universitario, uomo di successo nel campo del restauro conservativo. Sposato e padre di due gemelle. Cinquant’anni, bella presenza, annoiato dalla routine coniugale. Non si è mai innamorato, neanche della moglie Giulia, e passa da un tradimento a un altro. Ha una sua filosofia ben chiara sul tradimento, con tanto di regole e tecniche collaudate. Un giorno conosce i coniugi Vettori, una coppia del Nord, che gli commissionano il restauro di una masseria in rovina, da lui stesso in seguito battezzata “La Ginestra”. Ha inizio così una vera e propria storia d’amore tra Gian Lorenzo e Miriam, moglie di Vettori. È la prima volta che l’architetto donnaiolo è travolto dal tsunami della passione amorosa. Al punto da fare i conti con se stesso e con un cambiamento inatteso. Stiamo parlando del secondo romanzo di Raffaello Mastrolonardo: “La scommessa. Per gioco o per destino” (Tea-Tascabili degli Editori Associati, 2013, pp. 312, euro 13). L’autore è nato e vive a Bari. Lavora ad Alberobello, presso la Banca di credito operativo. Nel 2005 ha pubblicato la raccolta di poesie “Emozioni” con Schena editore. Il suo primo romanzo, “Lettere a Lèontine” (edizioni Besa, 2008, poi ripubblicato dall’editore Tea nel 2010), ha riscosso un grande successo ed è stato tradotto in Spagna, Turchia e Serbia. Tutto fa credere che anche questa seconda esperienza letteraria, che si inserisce sulla scia della prima, debba riscuotere un successo analogo. Il romanzo è ricco di citazioni culturali (letterarie, cinematografiche, teatrali, musicali, artistiche), a partire dal titolo. La “Scommessa” richiama infatti la famosa “scommessa di Pascal”. Pascal mirava a dimostrare, con un espediente dialettico, la convenienza a credere in Dio. Alla stessa maniera si può scommettere sull’amore: se esiste, ci abbiamo guadagnato; se non esiste, non abbiamo perso niente. Le numerose citazioni non sono un ridondante esibizionismo dell’autore, ma funzionali al racconto: il mondo a cui appartengono i protagonisti è medio borghese e colto. Tra Gian Lorenzo e Miriam non si stabilisce solo un rapporto sentimentale e sensuale, ma anche emotivo e culturale. Il libro non è soltanto una passionale storia d’amore. È anche, se non soprattutto, il pretesto per parlare della Puglia, che è il palcoscenico sul quale si muovono e agiscono i personaggi. Quella Puglia che lo stesso Mastrolonardo ama tanto: le città (Bari, Ostuni, Pezze di Greco, Montalbano, Lecce, Rosa Marina, Torre Canne, la Valle d’Itria), le masserie, i muri a secco, il barocco salentino, i trulli, il teatro Petruzzelli. E poi il mare, il cielo, il sole. Ma è anche il pretesto per rendere giustizia allo sterminio del popolo armeno ad opera dei nazionalisti turchi. Attraverso i versi del poeta armeno Hrand Nazariantz, candidato al Nobel nel 1953 e morto esule a Bari in condizione di assoluta indigenza, i due protagonisti si scoprono legati tra loro da un rapporto particolare. Di là della storia in sé e dei richiami paesaggistici e storici, il libro di Mastrolonardo si segnala per la bontà della scrittura. Una scrittura “cinematografica”. Non nel senso si sceneggiatura, ma di capacità visualizzante: rendere cioè visibile, come se si svolgesse in quel momento davanti al lettore, la scena P. FILOMENO descritta.

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U LTIMA P AGINA L’ I N FORMAZIO NE La Gazzetta della Puglia

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