I Cammini di Santiago

 

Embed or link this publication

Description

Diario di viaggio di Maurizio Albergoni: “Camino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Km.240 dall'8 al 17 giugno 2013.

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2



[close]

p. 3

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Maurizio Albergoni I Cammini di Santiago “Camino Portoghese” Da Porto a Santiago de Compostela Km.240 8 giugno -17 giugno 2013 1

[close]

p. 4

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Dello stesso Autore * Diario di Viaggio, novecento chilometri di cammino Da St. Jean Pied de Port, Santiago de Compostela, Fisterra (2008) ** In cammino sulle orme di San Francesco, Diario di viaggio dall’Eremo di La Verna verso Poggio Bustone (2009) *** Ho camminato con una stella, Mille e cento chilometri a piedi sulla Via della Plata Siviglia - Santiago de Compostela – Fisterra (2010) **** 1989 Dal Sahara…2011 al Danubio, avventure in bicicletta (2011) 2

[close]

p. 5

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Dedicato a: tutte quelle persone che credono che, dare un senso alla vita, ma soprattutto, dare speranza di vita, sia un gesto molto importante e ad essere disponibili per l’effettuazione di progetti atti allo scopo. Andrea, Davide, Patrizio, Giuseppe, Orsolina, Graziano, Fabio, Angelo, Maria, Giovanni, Luca, Sabrina, Cinzia, Carmen, Loredana, Chiara, Ida, Maurizio,Omar, Michela, Patrizia, Evaristo, Fabio e tantissimi altri nomi ed a questi aggiungerei le 400 persone che si sono messe a disposizione per essere futuri donatori di VITA. 3

[close]

p. 6



[close]

p. 7

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela “ELOGIO DEI PIEDI” di Erri De Luca Perché reggono l’intero peso. Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi. Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare. Perché portano via. Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta. Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali. Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica. Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare. Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura. Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin. Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante. Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio. Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo. Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella. Perché non sanno accusare e non impugnano armi. Perché sono stati crocefissi. Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio. Perché,come le capre, amano il sale. Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte. 5

[close]

p. 8



[close]

p. 9

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Introduzione Da un idea nata da Fabio, mio carissimo compagno di viaggio da sempre, abbiamo organizzato un altro Pellegrinaggio a Santiago de Compostela, scegliendo percorsi alternativi rispetto a quelli che abbiamo affrontato negli anni precedenti, percorrendo il “Camino” non solo in terra di Spagna, ma passando anche dal vicino Portogallo. Disponendo di 15 giorni di vacanza, abbiamo scelto il “Camino Portoghese” che parte da Lisbona per concludersi a Santiago de Compostela. Ci viene consigliato il percorso che inizia dalla città di Porto ed arriva a Santiago, perché il tratto prima di Porto non dispone di essenziali servizi logistici per i pellegrini che hanno gli altri “Camini” tradizionali. Allo stato attuale le nostre condizioni fisiche non sono delle migliori e queste non ci consentono di intraprendere importanti e faticose imprese come quelle che abbiamo precedentemente organizzato: nel 2008 Sant Jean Pied de Port – Santiago de Compostela e Finisterre di Km.900, nel 2010 Siviglia - Santiago de Compostela e Finisterre di Km 1.100. Io ho acceso le mie “sessantuno candeline” e purtroppo ho problemi alle anche ed a un ginocchio che “scricchiola”, mentre l’amico Fabio di “candeline” ne ha accese ben settantaquattro, ed è stato operato recentemente per una importante frattura alla rotula. Però la voglia è tanta, la passione e lo stimolo e un po’ di coraggio non li abbiamo persi e quindi affronteremo questo pellegrinaggio ancora con quella voglia di scoprire nuovi luoghi e provare quelle emozioni che questi paesaggi Iberici offrono. Il nostro obbiettivo è percorrere il tragitto Porto – Santiago de Compostela di Km.240 in una quindicina di giorni (compresi i due giorni di viaggio Bergamo – Portogallo -Spagna) e se avanzassero due o tre giorni, percorreremo altre tappe che da Santiago portano a Finisterre, magari con la speranza di fare un bel bagno nell’Oceano. Come in ogni pellegrinaggio fatto, ho sempre portato nel cuore Federica e nello zaino il suo gattino di peluche e immancabilmente tutti i giorni indosso la maglietta dell’Associazione Federica Albergoni Onlus con stampato il suo volto sorridente, mi porterà fortuna e carica durante tutto il cammino, soprattutto nei momenti più difficili. 7

[close]

p. 10



[close]

p. 11

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela PORTO ( MAIA) – RATES Km.27 8 giugno 2013 Abbiamo deciso che Fabio avrà il compito di dare la sveglia del mattino durante tutto il cammino e puntualmente questa mattina mi chiama, ma io ero già sveglio. Manca poco alle 6,00, lo zaino è già pronto, gli indumenti da mettere sono sulla sedia, la maglietta di Federica la indosso già e lo farò tutti i giorni così come ho fatto nei precedenti “Camini di Santiago“. Alle 6,15 con gli zaini già in spalla siamo pronti per iniziare la nostra nuova avventura. Come accordato precedentemente con il portiere dell’albergo, ci vengono consegnati dei sacchetti contenenti panini e bibite, subito dopo usciamo dall’Hotel…E si parte, “stamani ci sarà da sudare!” Scrutiamo il cielo, è nuvoloso e per terra c’è bagnato. Decidiamo così di coprire gli zaini con il telo e prendiamo l’ombrellino. La giornata è piuttosto fredda, è meglio mettersi un giubbetto per l’aria o la giacca di una tuta, come fa Fabio. Io indosso dei fuseaux a mezza gamba piuttosto che mettere i pantaloncini corti, così proteggo meglio dal freddo le ginocchia e l’anca evitando così spiacevoli dolori. Partiamo senza forzare troppo l’andatura anche perché il primo tratto si presenta leggermente in salita e il fondo è in parte asfaltato o lastricato. Arriviamo alla chiesa della Madonna Immacolata, importante punto di riferimento per il tracciato del nostro “camino”. Infatti, poco dopo incominciamo a vedere le prime tradizionali frecce gialle, le “Flecie amarille” come dicono in Spagna, che indicano il percorso fino a Santiago. Dopo aver consultato l’altimetria del percorso della tappa di oggi, notiamo che non dovrebbe essere molto impegnativa. Regoliamo con attenzione il nostro ritmo di passo, lo zaino sembra che pesi più del solito e il fondo stradale lastricato mette a dura prova le nostre gambe e le spalle. Una pioggerellina sottile, ma continua, ci accompagna per diversi tratti. Arriviamo in una zona periferica industriale, dove non circola praticamente nessuno perché è sabato. Questo ci crea problemi se dovessimo sbagliare strada poiché non troveremmo persone per chiedere informazioni, quindi stiamo molto attenti ad ogni bivio per evitare di sbagliare il percorso. Il paesaggio che ci circonda è piuttosto monotono. 9

[close]

p. 12

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Sentiamo i primi “dolorini” alle gambe e alle giunture delle ginocchia che si stanno scaldando, così come le spalle. Il ritmo che abbiamo preso va benissimo, calcolando anche il recupero e le fatiche delle prossime tappe. La giornata si mantiene grigia e piovosa, a tratti il vento dell’oceano spinge l’acqua sotto l’ombrello, ma non abbiamo intenzione di mettere la mantella perché ti fa sudare troppo e poi non è una pioggia battente. Percorriamo la XIX^ (Decimonona) strada Romana che dallo stretto di Gibilterra sale verso nord fino ad attraversare tutta la Spagna. Incontriamo sul nostro cammino piccoli ponti romanici e qualche tratto di strada romana riconoscibile dal particolare lastricato formato da grandi pietre. Scattiamo poche foto perché il tragitto non è particolarmente suggestivo e inoltre la pioggia non ci consente di fare delle buone fotografie. Dopo due ore e mezza di cammino ci fermiamo per fare colazione. Siamo un po’ stanchi e umidi, ordiniamo il solito caffè con il latte e una mega croissant. Fabio non può prendere la brioche e così si beve un succo di frutta. Riposiamo un quarto d’ora e poi ripartiamo con lo stesso ritmo e pensando anche che tra un’ora faremo la seconda sosta per il caffè. Attraversiamo piccoli e caratteristici paesi in cui fotografiamo alcune interessanti chiese che per ora sono le uniche cose belle che incontriamo. Passando all’interno dei vari paesini la gente locale ci saluta ed a volte si ferma per scambiare qualche parola, chiedendoci da dove veniamo o da quale nazione proveniamo e quando conoscono qualche parola in Italiano “si sfogano” a farla sentire. Adesso è arrivato il momento per la sosta in cui ci prendiamo un buon caffè ristoratore. Siamo piuttosto stanchi e sentiamo i muscoli delle gambe duri. Decidiamo di fermarci e scattare qualche foto, così ci riprendiamo un poco. Siamo vicini alla fine della tappa, la pioggia continua con la sua alternanza, provocando un fastidioso susseguirsi di apertura e chiusura dell’ombrello. Siamo arrivati alla periferia di Rates, tra poco la nostra prima tappa si concluderà, vedo Fabio affaticato, lo costringo a fermarsi per recuperare un po’ di forze. Siamo nei pressi di un piccolo parco e finalmente ha cessato di piovere. Togliamo gli zaini, ci sembra di volare e la voglia di arrivare all’Albergue è tanta e inoltre siamo in perfetta media oraria e questo ci consente di avere un buon margine di tempo per riposare. Ripartiamo e incontriamo un lungo rettilineo che sembra non finire mai, sicuramente sono i segni dell’ inesorabile stanchezza. Vado avanti e poco dopo all’inizio di una salita verso il centro di Rates, incontriamo l’entrata dell’Albergue de San Pedro. Sono le 13,30. Siamo i primi pellegrini ad arrivare, scegliamo i nostri letti, posti tutti e due a piano terra. L’ambiente è bello ampio che ci permette di posare i nostri zaini con tutta tranquillità. Li apriamo per farli asciugare, andiamo a fare una doccia ristoratrice e subito dopo stendiamo i panni intrisi di sudore, per ora è inutile lavarli perché con il tempo così umido non asciugherebbero. Sopra i bei tavoloni di legno massiccio dell’albergue messi a disposizione per i pellegrini, mangiamo alcuni panini che ci hanno preparato all’hotel di Porto. Dopo il pranzo ci sdraiamo sul letto con i piedi sollevati per fare riposare le gambe e così ci addormentiamo. Sento Fabio “russare”, per fortuna non è così fastidioso. Nel frattempo incominciano ad arrivare altri pellegrini e devo dire che sono molto educati, perché non fanno tanto baccano e rispettano così il riposo degli altri. La nostra stanza è composta da undici letti, il mio è l’unico singolo gli altri sono a castello. Ci siamo noi italiani, due svizzeri, un canadese, due spagnoli, il resto sono portoghesi. 10

[close]

p. 13

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Verso le 17,00 decidiamo di andare alla ricerca di un buon ristorante e visitare la città, che si presenta non particolarmente grande ed è parata a festa perché in questi giorni si festeggia il santo patrono. Visitiamo la bella “Iglesia Romanica de San Pedro de Rates” , poi andiamo al bar per rifocillarci con birra e qualche stuzzichino. Mi sento un poco balordo, ho bisogno di mangiare e recuperare. Rientriamo dopo un tour del paese: oltre alla chiesa romanica non c’è niente di particolarmente interessante. Tranne il bar dove ci siamo fermati, non abbiamo trovato nessun ristorante, chiediamo così all’albergatore se ci può indicare un locale dove poter cenare ed infatti ci consiglia un ristorante poco distante dal nostro “albergue”. Alle 19,00 ci incamminiamo ed entriamo in un bar chiamato “Snek bar Da Antonio” che non ci attrae molto e così continuiamo la nostra passeggiata, ma ci rendiamo conto che stiamo uscendo dal paese. Così decidiamo di ritornare allo Snek Bar per chiedere al gestore se fanno da mangiare, ma appena entrati ci accorgiamo subito che ci sono alcuni pellegrini che stanno mangiando e anche di buon gusto:” Benissimo la ricerca si conclude, questo è sicuramente il nostro posto !” Ordiniamo un piatto unico con filetto di “ternera” (bistecca), uova, insalata, riso, patatine, ordiniamo anche una bottiglia di vino verde fresco (per loro è bianco), dolce e caffè. Ce la caviamo con 7 euro a testa un prezzo economico e soprattutto abbiamo mangiato bene. Ritorniamo all’albergue, prepariamo gli zaini per la tappa di domani, sistemandoli fuori dalla camera. Alle 21,30 andiamo a letto come la maggior parte dei pellegrini, solo i due svizzeri arrivano più tardi, uno addirittura ha portato in camera una bottiglia di vino e ogni tanto gli dà il “colpetto”. Considerato che mi sono addormentato tardi, ho notato che la bottiglia si è svuotata in poco tempo… evidentemente lo svizzero non ha bisogno di sonniferi! Faccio fatica ad addormentarmi, forse perché ho mangiato troppo ma fortunatamente non sento nessuno russare ne tantomeno altri particolari rumori. Già penso alla tappa di domani, sperando che sia una bella giornata, un saluto a Federica e… finalmente chiudo gli occhi. 11

[close]

p. 14

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Partenza dalla chiesa di Nostra Signora Ponte romanico di Zameiro 12

[close]

p. 15

Maurizio Albergoni: I Cammini di Santiago “Cammino Portoghese” da Porto a Santiago de Compostela Statua di S.Pedro de Rates Chiesa romanica di San Pedro de Rates 13

[close]

Comments

no comments yet