Giornalino del mese di Ottobre 2013

 

Embed or link this publication

Description

Giornalino della fraternità francescana di Termini Imerese, "la gancia" del mese di ottobre 2013)

Popular Pages


p. 1

Anno XII - n. 10 - Ottobre 2013 Sulle strade del mondo di don Gianni Cesena Sentinell, quanto resta della notte? pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 IN QUESTO NUMERO Io? Protagonista! Da parte nostra … pag.11 Buon Compleanno di fra Gaetano Morreale Donne: non si arrestano le violenze di francesca Calderone Termini, città dentro le mura pag. 8 pag.10 pag.11 di Ignazio Cusimano Programma attività e celebrazioni Ottobre 2013 pag.11 In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di Maria Grazia D’Agostino di Ignazio Cusimano Un progetto di Rinascita La Ricetta del mese pag.12 pag.13 V° Pellegrinaggio OFS a S. Ludovico IX Di Mariella Campagna ’annuale celebrazione della Festa del Serafico Padre San Francesco ci coglie con una sorprendente ed inaspettata novità: un nuovo Pastore della Chiesa che ha assunto il nome di Francesco. E come lui stesso ci ha spiegato, proprio perché il Santo di Assisi è l’uomo della povertà e della pace, “Vorrei una Chiesa povera e per i poveri, per questo ho scelto il nome Francesco, come Francesco D’Assisi”. Egli rappresenta “l’uomo che ama e custodisce il Creato e noi oggi abbiamo una relazione non tanto buona con il Creato”. La Chiesa vive oggi una nuova profezia, non passa giorno da quando il Cardinale Bergoglio ha accettato l’elezione a successore di Pietro, che siamo interpellati dai suoi gesti e dalle sue parole che non solo vanno al cuore del nostro essere cristiani oggi e di come L di Nino Calderone vivere quel battesimo che ci è stato donato ma suscitano in tutti gli uomini una profonda e particolare attenzione. Poco dopo la sua elezione nella omelia della domenica delle palme ci ha detto: «E questa è la prima parola che vorrei dirvi: gioia! Non siate mai

[close]

p. 2

pag. 2 OTTOBRE 2013 In Fraternità con Francesco uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti!» Mettere Cristo al centro, ripartire da Lui, dalla sua persona è la lezione che San Francesco ci ha dato con la risposta alla chiamata e la sua vita. È il solco nel quale stare e dal quale ripartire per rinnovare il nostro battesimo ed in quanto francescani la nostra vocazione. Il giovane di Assisi era nella cadente chiesina di San Damiano, quando si sentì rivolgere dal Crocifisso queste parole: “Va Francesco, e ripara la mia casa che, come vedi, va in rovina”. La sua pronta sequela alle parole di Gesù riparò tanti cuori feriti e alla fine la Chiesa stessa come edificio spirituale. Così è per il Papa che anche lui ricomincia dall’essenziale, l’annuncio di Gesù, consolazione e tenerezza di Dio per gli uomini e specialmente per i più poveri e sofferenti. Le due parole chiave di questo pontificato sono la “misericordia”: “Dio perdona sempre, perdona tutto. Siamo noi che ci stanchiamo di farci perdonare”. E l’altra la “preghiera”: “È necessaria una preghiera forte, e questa preghiera umile e forte fa che Gesù possa fare il miracolo… Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo. La preghiera fa miracoli, ma dobbiamo credere!” Non è che a papa Francesco sfugga l’enormità dell’attacco che il mondo, su tutti i fronti, sta portando alla Chiesa. Né la natura di questo attacco. Assistiamo alle grandi persecuzioni dei cristiani in tutto il mondo islamico e sotto i regimi tirannici, dalla Cina al Vietnam, da Cuba ai diversi paesi afri- cani. Si attacca non solo la fede cristiana, ma anche le fondamenta della legge naturale: la famiglia, unione di uomo e donna, che è stata la base di tutte le civiltà, dall’antichità prima di Cristo ad oggi, è ormai radicalmente travolta e svuotata. Papa Francesco sa che, al punto in cui siamo arrivati, non ha più senso che la Chiesa si sfianchi in una battaglia culturale o in un’azione politica per scongiurare, con mezzi umani, il crollo di una civiltà e le “invasioni barbariche”. La Chiesa sa che solo la grazia di Cristo le è indispensabile. Ecco perché oggi il Papa chiede la conversione a cominciare dallo smantellamento delle sovrastrutture come la curia romana; la preghiera incessante che ottiene miracoli; lo stupore per Gesù che “bacia le sue piaghe” nei poveri, nei malati e nei disperati; l’annuncio e l’esperienza della misericordia di Dio per gli uomini. «Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso». È necessario abitare la strada, vivere la prossimità. Stare con la gente, farsi prossimo, accogliere, condividere. Queste sono le sfide di un modo nuovo di vivere la fede; dare il proprio impegno rimboccandosi le maniche, inserendosi con professionalità, competenza e spirito di servizio, nei luoghi della vita quotidiana. C’è bisogno di uomini nuovi non più dominati dal guadagno, schiavi della potenza e del prestigio o prigionieri dell’egoismo. Gli uomini sono e restano imperfetti ma per costruire una nuova convivenza di pace, in mezzo ad un mondo di odio e divisioni, come Francesco va proposto il dono speciale del «perdono». Occorre «inventare» il nostro modo di vivere ispirandoci a modelli come quello di Francesco per vivere con libertà e responsabilità la storia personale. «Inventare» vuol dire, per certi aspetti, ritrovare il nostro posto nel mondo, nel rapportarsi con le cose e con le persone e seguire i sentieri della vita stessa come dono di Dio. È così che duemila anni fa il cristianesimo ha conquistato pacificamente il mondo e lo ha ricostruito. E così accadrà di nuovo.

[close]

p. 3

In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2013 pag. 3 “SULLE STRADE DEL MONDO” “Sulle strade del mondo” è lo slogan scelto da Missio, Organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, per la prossima Giornata Missionaria Mondiale (GMM) 2013, programmata per il 20 ottobre. In linea con l’Anno della Fede, indetto da Benedetto XVI, il tema esprime l’esigenza di coniugare lo Spirito missionario con la vita di tutti i giorni, in un mondo bisognoso di redenzione, segnato da profonde trasformazioni sociali, politiche, economiche e culturali. Ecco che allora, l’atto di fede, da parte di ogni singolo battezzato, si deve concretizzare nella metafora del cammino, uscendo dalle nostre comunità, per incontrare uomini e donne che hanno fame e sete di Dio. Dunque, un “andare” sulle strade del mondo, insieme, comunitariamente, fino agli estremi confini. La testimonianza di fede di tanti nostri missionari – religiosi, religiose, fidei donum e laici - disseminati nei cinque continenti - resta il segno tangibile di un impegno costante della Chiesa, per la causa del Regno. La presentazione del Tema a cura di don Gianni Cesena Direttore dell’Ufficio nazionale di cooperazione missionaria Professare la fede non è solo dire il Credo con la bocca, ma viverla nelle circostanze della vita: già conosciamo il legame tra fede e missione, credere e parlare. Però non basta: affinché la fede diventi capace di ispirare e rinnovare il vivere quotidiano occorre andare sulle strade del mondo. Le strade evocano ogni spazio aperto e percorribile, ogni luogo, piazza, sentiero, dove l’altro può farsi vicino e dove si incrociano sguardi, parole, timori e speranze, diffidenze e nuove amicizie. Le strade del mondo sono imprevedibili: occorre la pazienza di camminare, ma anche di comprendere chi si incontra, di vederlo come è, di impararne lingua e cultura, sentimenti e valori, restando insieme soprattutto nei tempi di crisi e di smarrimento. Gesù ha percorso le strade della Palestina, partendo dalla Galilea, zona di confine, e talvolta si è spinto oltre. Da bambino, come ebreo fu straniero in Egitto; nel suo ministero provenire da Nazareth lo rendeva straniero in Giudea, ma anche a Nazareth l’origine da Betlemme non avrà evitato sospetti. L’uomo Gesù sapeva stare sulle strade perché per lui, così spesso straniero, nessuno era straniero davvero. Questa è anche la vicenda dei nostri missionari e missionarie su tante strade del mondo, comprese quelle del web, dei social network, senza dimenticare quelle di chi è messo ai margini, reso quasi invisibile. Questa diventa la storia di ogni cristiano che non chiude la fede in spazi e tempi “religiosi”, ma la porta in ogni respiro della vita. Viviamola così e continuiamo ad accompagnare chi ne fa dono ad altri sulle strade del mondo. Nel 1926, l’Opera della Propagazione della Fede, su suggerimento del Circolo missionario del Seminario di Sassari, propose a papa Pio XI di indire una giornata annuale in favore dell’attività missionaria della Chiesa universale. La richiesta venne accolta con favore e l’anno successivo (1927) fu celebrata la prima “Giornata Missionaria Mondiale per la propagazione della fede”, stabilendo che ciò avvenisse ogni penultima domenica di ottobre, tradizionalmente riconosciuto come mese missionario per eccellenza. In questo giorno i fedeli di tutti i continenti sono chiamati ad aprire il loro cuore alle esigenze spirituali della missione e ad impegnarsi con gesti concreti di solidarietà a sostegno di tutte le giovani Chiese. Vengono così sostenuti con le offerte della Giornata, progetti per consolidare la Chiesa mediante l’aiuto ai catechisti, ai seminari con la formazione del clero locale, e all’assistenza socio-sanitaria dell’infanzia. L’Ottobre Missionario attualmente prevede un cammino di animazione articolato in cinque settimane, ciascuna delle quali propone un tema su cui riflettere. • Prima settimana: Contemplazione, fonte della testimonianza missionaria • Seconda settimana: Vocazione, motivo essenziale dell’impegno missionario • Terza settimana: Responsabilità, atteggiamento interiore per vivere la missione • Quarta settimana: Carità, cuore della missionarietà • Quinta settimana: Ringraziamento, gratitudine verso Dio per il dono della missione.

[close]

p. 4

pag. 4 OTTOBRE 2013 In Fraternità con Francesco SENTINELLA, QUANTO RESTA DELLA NOTTE? Quando il rulloledei tamburi dieguerra comincia a vibrare tra onde sonore nel cielo si comincia ad alzare, al crepuscolo, la polvere del suolo, battuto dagli scarponi dei plotoni, la sentinella lo percepisce. E più è lontana dai primigeni movimenti marziali, più intuisce che il vento che sfiora la punta del suo naso, non è un vento solito: è un vento di guerra. «Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?», grida Isaia (21,11). Sta sveglia, la sentinella, è desta. Nel corso della sua vita ha esercitato il suo intuito a carpire anzitempo i passi della battaglia, così può preparare i suoi amici alla difesa. Non dorme, la sentinella: veglia! E lo fa con cuore desto, con animo aperto e con la voglia di essere prima di chiunque altro a gridare: “All’armi!”. La sentinella cristiana non grida “all’armi”, quando ode i venti di guerra, non grida vendetta. No! Ella si trincera dietro l’urlo di Pace, dietro la difesa dell’amore, dietro la salvaguardia dell’ordine universale. La sentinella cristiana non è altro che un profeta di risurrezione che si oppone alla morte, un profeta di speranza che si oppone alla disperazione, un profeta di tenerezza che si oppone alle atrocità e alle crudeltà della violenza. La sentinella cristiana, probabilmente, ha sperimentato gli orrori della guerra, gli stenti della fame, i limiti dell’intolleranza e per questo capisce più di altri; non vuole, certamente, che si ripeta la storia, non vuole che altre vittime inermi e innocenti cadano sotto la spada affilata di una indifferenza che uccide, di una tracotanza che miete cadaveri senza età, senza distinzione di sesso e nazionalità. La sentinella cristiana parla apertamente e chiede «Pace», il dono del Risorto, urla «Misericordia», la conseguenza dell’Amore, promette «Speranza», il frutto della Fede. Così, ai “grandi” della Terra, la sentinella cristiana ricorda che «un ufficio nobilissimo è quello di attuare la vera pace nell’ordine stabilito da Dio» (cfr. Pacem in terris, lettera enciclica di Giovanni XXIII). Ad alcuni sedicenti “premi Nobel per la pace”, che ricoprono ruoli di comando, che hanno in mano le sorti dei popoli, la cui mano sta a due centimetri dal bottone che arma i missili, la sentinella cristiana ricorda che «l’uomo è stato fatto poco meno di un dio» e che il Signore lo ha «coronato di gloria e di onore» (cfr. Sal 8). Nessuno, pertanto, ha diritto di sopprimere l’uomo: tanto più se a sopprimerlo è un altro uomo! E coloro che sono preposti alla salvaguardia dei diritti umani, coloro che hanno ricevuto dall’uomo la fiducia per governare le nazioni nella pace e nella giustizia, si guardino bene dall’abusare di tale “potere” poiché «il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto» (Sap 6,5). La sentinella cristiana ha colto i venti di guerra che spirano dal Medio Oriente, dalla Siria, invitando «tutti gli uomini e le donne di buona volontà […], tutti i cristiani di altre Confessioni, gli uomini e donne di ogni Religione e anche i fratelli e sorelle che non credono» a credere con forza e a testimoniare con la preghiera e il digiuno che «la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità» (Papa Francesco, Angelus del 1° settembre 2013). «Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?». Ci pare di udire una risposta: «Rimane poco della notte; “il Sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la sua luce immortale”» (dall’Inno delle Lodi Mattutine) perché le oltre 385 guerre presenti nel mondo intero cessino subito, all’istante! Il Signore ci doni la Sua Pace! fra Gaetano Morreale ofm

[close]

p. 5

In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2013 pag. 5 DONNE: NON SI ARRESTANO LE VIOLENZE F ino a quando la donna dovrà subire soprusi, violenze, stupri e morte? E’ una domanda che può apparire retorica, insolita e forse inadeguata, ponendola in un periodo in cui esiste la parità fra i sessi tanto che le donne accedono alle selezioni per far parte dell’esercito e delle forze dell’ordine. Questo, almeno, è quanto avviene in alcuni Paesi cosiddetti “emancipati”. Ma la verità è che la donna viene ancora, troppo spesso e in troppi Stati, considerata meno di nulla, mero oggetto di procreazione e troppo spesso di piacere fisico. Ne continuano ad essere testimonianza le cronache mondiali che ogni giorno ci informano di come la donna viene stuprata, uccisa, maltrattata, ferita fisicamente e psicologicamente. A volte per questioni di cultura, altre per “amore assassino”, altre ancora per pura cattiveria. Sta di fatto che la condizione femminile, dopo decenni di lotte, non è ancora riuscita ad avere riconosciuto quel rispetto che è proprio dell’essere umano. Il pensiero vola alla donna di Genova che ad agosto è stata colpita con dell’acido (accusato l’ex marito) riportando ustioni sul viso e sulle braccia e una lesione alla retina di un occhio. Un caso non isolato perché l’uso dell’acido sta diventando pericolosamente diffuso sulle donne. E poi c’è Silvia Gobbato, giovane di 28 anni accoltellata a Udine mentre faceva jogging; Marilia Rodrigues Silva Martins, incinta ed uccisa dall’amante nel bresciano; Maria Pia Bigoni, uccisa dall’ex marito di 76 anni; Verona Lucia Bellucci, trovata nel bagagliaio dell’auto dell’ex fidanzato; l’ucraina Olga Dunina ed Erika Ciurla, entrambe uccise dai propri coniugi. Sono solo alcuni dei casi di femminicidio riportati dai quotidiani negli ultimi due mesi. Ma l’elenco è lungo e non risparmia età, condizione sociale, religioni, nazionalità. Va detto che chi si rende capace di simili orrori di certo non può essere definito UOMO. Simili azioni mostrano, invece, una personalità fragile, immatura, insicura che solo attraverso l’uso della forza fisica, dei sorprusi e della violenza ottiene ciò che in altri modi non sarebbe riuscito ad ottenere. E la mancanza di personalità, oggi più che in altri periodi, è molto diffusa. Sia per ragioni di carattere sociale (si vive in una società precaria che non è più in grado di dare certezze in tutti i sensi), sia per ragioni di carattere culturale (è ancora radicata in certe culture - riscontrate perfino all’interno di “società civili ed emancipate” - la supremazia dell’uomo sulla donna poiché ritenuta inferiore). In alcuni Paesi, la donna vive sottomessa all’uomo (sia esso padre, fratello, marito o altro parente prossimo) perché così deciso dalla legge. Ancora più assurdo è imbattersi in notizie che rivelano quanto piccola e ammorbata sia la società di certi Stati in cui la legge permette matrimoni tra adulti e adolescenti o, ancor peggio, bambine. E’ il caso della piccola Rawan, la bimba yemenita di 8 anni morta a settembre per le lesioni riportate durante la prima notte di nozze. A 8 anni! Una notizia semplicemente aberrante sotto tutti i punti di vista. Così come abominevoli appaiono i genitori (solo biologici verrebbe da dire poiché nessun genitore scambierebbe la propria prole per denaro, tanto meno darebbe in sposa una bambina così piccola) della piccola Rawan data in moglie a un uomo di 40 anni. La piccola viveva nella zona tribale di Hardh, vicino al confine con l’Arabia Saudita, nel nord-ovest dello Yemen. Un Paese in cui la pratica delle spose bambine sembra essere molto diffusa tanto che, secondo un rapporto del ministero degli Affari sociali, oltre un quarto del-

[close]

p. 6

pag. 6 OTTOBRE 2013 le donne yemenite si sposa prima dei 15 anni. Tale età era stata imposta come minima per contrarre matrimonio fino agli anni Novanta. Ma il limite venne poi abrogato per consentire ai genitori di decidere quando far sposare le figlie. Se 15 anni possono sembrare pochi per il matrimonio, 8 sono davvero improponibili. Non basta arrestare genitori e marito. Necessitano delle rivoluzioni legislative tali da mai più permettere simili orrori né altri subiti dalle donne. Proprio sulla necessità di un cambiamento normativo fa riflettere quanto dichiarato dal presidente del consiglio centrale islamico svizzero, Nicolas In Fraternità con Francesco Blancho, che nel corso di un dibattito politico trasmesso dalla tv DRS ha dichiarato: “picchiare una donna fa parte dei diritti dell’uomo”, anzi, “fa parte della libertà religiosa”. Affermazione che ovviamente hanno suscitato un vespaio di polemiche riportate dai media elvetici. Ma affermazioni che la dicono lunga su come è radicata in questi popoli l’idea che la donna conta meno di nulla. Ed anche l’India ne un chiaro esempio. Servirebbe una rivoluzione legislativa tale da proteggere la condizione femminile dalla brutalità maschile. Ma servirebbe ancor prima una rivoluzione culturale tale da fare entrare nel cervello dell’uomo il rispetto per la donna. Cosa, quest’ultima, ancora più difficile. Eh sì, perché affinché si abbia una rivoluzione legislativa occorrono uomini “illuminati” che ascoltino la voce delle donne ed avviino un reale cambiamento. Ma la storia insegna che una rivoluzione culturale si compie solo dopo il susseguirsi di parecchie generazioni che portano con sé un nuovo modo di concepire l’idea Donna. Pensieri che forse un giorno diventeranno realtà. Una realtà che oggi sembra ancora lontana. Maria Grazia D’Agostino V° PELLEGRINAGGIO REGIONALE OFS A S. LUDOVICO IX - RE DI FRANCIA D omenica 25 agosto, numerosi (circa 600) fratelli e sorelle dell’Ordine Francescano Secolare provenienti dalle varie fraternità della Sicilia, ci siamo ritrovati presso il Duomo di Monreale per celebrare la festa liturgica di San Ludovico IX Re di Francia, Patrono dell’Ordine Francescano Secolare, e per la celebrazione di inizio dell’ottavo centenario della sua nascita. Quest’anno ad offrire l’olio per la lampada è stata la zona “Maria Chiara Magro” di cui facciamo parte oltre alle due Fraternità di Termini Imerese, quelle di Altavilla Milicia, Aspra, Bagheria, Caccamo, Castelbuono, Castel di Lucio, Collesano, Pettineo, San Nicola e Sciara. Erano anche presenti un gruppo di francesi accompagnati dal loro parroco, provenienti dalla Provenza (Francia), luogo natale di Margherita di Provenza, sposa di S. Ludovico. Tutti siamo stati accolti nel chiostro del Collegio dei Benedettini dalla Fraternità OFS locale con pasticcini e bevande, ed in processione, ogni Fraternità con il proprio stendardo, è entrata nel Duomo, dove sono custodite le reliquie di S. Ludovico. La giornata è iniziata con una liturgia di apertura delle celebrazioni dell’VIII Centenario del nostro Santo Patrono, presieduta da fra Massimo Cucinotta, Ministro Provinciale T.O.R., che nella sua riflessione, ha evidenziato il valore spirituale della vita di San Ludovico nelle dimensioni di Re, Sposo e soprattutto nella sua dimensione caritativa, e come l’OFS di oggi è chiamato ad imitarlo nella vita sociale, matrimoniale e nella vita della Chiesa in cui è inserito. Subito dopo tre nostre sorelle Rosanna Chillemi di Catania, Caterina Cardella di Trapani, Giusy Fusco della nostra Fraternità ci hanno ar-

[close]

p. 7

In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2013 pag. 7 ricchito con delle semplici, ma significative testimonianze di esperienze di carità attiva vissuta con le proprie fraternità a favore dei più disagiati evidenziando come ogni singola fraternità deve farsi carico delle necessità del proprio tessuto sociale dove è inserita. La solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E. Rev.ma, Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale, è stata concelebrata da Fra Massimo, fra Alberto Marangolo, Ministro Provinciale Ofm, fra Enzo Marchese Ministro provinciale Ofm Capp. di Palermo, fra Suriano, Vicario Provinciale Ofm Conv., e dagli assistenti regionali e locali presenti. Sua Eccellenza si è molto congratulato per l’inizia-tiva ritenuta lodevole, e ha sottolineato la determinazione con la quale le nostre fraternità si debbano impegnare, oltre che a celebrare il nostro patrono, anche ad imitarne le virtù. Inoltre nella sua omelia, l’Arcivescovo ha ricordato il profilo storico e spirituale di San Ludovico, inserito in un periodo in cui con Francesco d’Assisi si comincia anche a dare valore autentico ad un laicato organizzato con la nascita del terz’Ordine e del contributo che questo ha dato alla vita della Chiesa di allora come di oggi. A conclusione della celebrazione il Ministro Regionale OFS, Pietro Calogero La Monica, ha ringraziato l’Arcivescovo per l’accoglienza riservataci e chiedendo la Sua benedizione sulle nostre fraternità, gli ha fatto dono della nostra Regola e di un libro che racconta la nostra storia. La liturgia, come oramai di consueto, si è conclusa, dopo la breve processione interna al Duomo per raggiungere l’altare di S. Ludovico, con l’accensione della lampada e con il solenne rinnovo dell’atto di affidamento delle fraternità OFS di Sicilia al nostro Santo Patrono, fatta a nome di tutti dal Ministro Regionale e con la solenne benedizione impartita dall’Arcivescovo. Ignazio Cusimano

[close]

p. 8

pag. 8 OTTOBRE 2013 In Fraternità con Francesco “IO? PROTAGONISTA!” DIRE FARE COMUNICARE CON LA MUSICA D al 19 al 25 Agosto con i nostri ragazzi adolescenti e i ragazzi dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) abbiamo vissuto per il quarto anno consecutivo il campo scuola estivo a Cangemi, nella struttura appartenente alla Parrocchia di cui si occupa Padre Giorgio Scimeca. Quando ci siamo incontrati per la prima volta con Fra Agatino, Angela e Ignazio, era comune in noi il desiderio di dare un taglio nuovo a quest’esperienza. Osservando i nostri ragazzi durante l’anno, abbiamo avvertito la loro esigenza di vivere un’esperienza che lasciasse il segno nella loro vita, che li guidasse verso un cambiamento, che li responsabilizzasse. Così abbiamo pensato di cercare una struttura in autogestione e questa qui era il riflesso di ciò che cercavamo e che volevamo far vivere ai ragazzi. Sarebbe stato tutto più faticoso, ma eravamo fiduciosi nella perfetta riuscita del campo. Abbiamo ribattezzato il campo, come il campo “dell’essenzialità”, infatti in una semplice struttura tra le montagne c’era tutto ciò di cui avevamo bisogno, l’ “essenziale” per vivere insieme. È stato un tempo di grazia che il Signore ha donato ai nostri ragazzi per capire se sono realmente loro i protagonisti della loro vita, per scavare all’interno del loro cuore, per trovare questo Signore che tanto cercano, che hanno bisogno di incontrare nella loro vita. A fare da sottofondo ai loro interrogativi è stata la musica. Vi chiederete come mai la musica? Penso che per “musica” si intenda la bellezza della melodia, essa si mischia con l’emozione che stai vivendo quando ti poni in ascolto. Ogni nota assume un tono diverso da cosa e come stai esistendo, proprio come è la Parola di Dio. L’ascolto della Parola ti pone in movimento ed ha la forza di parlarti sempre ed in modo diverso. Ascoltando la musica che oggi “intercetti” è come se tu volessi ascoltare il tuo stesso cuore. Un cuore che pulsa con l’apprensione del tuo momento attuale. Ecco l’idea di sviluppare il campo attorno a “quattro cuori”: (1° cuore) andare alle nostre radici, riflettendo sul brano del- la Genesi “la creazione” attraverso la musica dei Cartoni animati; (2° cuore) la musica Leggera Italiana per accorgersi che il “mondo gira” intorno agli affetti che sono l’humus dell’amore con l’ascolto dell’ “inno”alla carità di San Paolo e la lettura tratta dalle Fonti Francescane sull’ “Amore non amato”; (3° cuore) la musica House come fenomeno del momento e manifestazione del “disagio” giovanile attuale. Si sono confrontati con il loro livello di responsabilità, ascoltando e riflettendo sulle Tre Parabole della Misericordia; (4° cuore) la musica Liturgica per lodare e ringraziare il Signore. Attraverso questi quattro cuori hanno avuto modo di riflettere sulla loro vita, sulle loro emozioni, sulle loro relazioni, sia con gli amici che con i genitori, sui loro sentimenti verso la persona amata, sul loro incontro con il Signore, accompagnati sempre dalla Parola di Dio e dall’esperienza di santità di Francesco, che li ha affascinati giorno dopo giorno. Abbiamo parlato del dono della vita che il Signore ci fa attraverso la nascita e della scelta di alcune donne di praticare l’aborto: i nostri ragazzi si sono soffermati sul “miracolo della vita”, han-

[close]

p. 9

In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2013 pag. 9 Vorrei condividere con voi tante altre emoziono espresso i loro pensieri e si sono confrontati ni, ma mi viene difficile spiegare con le parole con temi così attuali e così importanti. tutto ciò che abbiamo vissuto, tutti gli splendidi Un gesto che ha “devastato” i nostri ragazzi e doni che il Signore ci ha fatto in questa settimana. noi animatori e ci ha commossi nel profondo, è È stato realmente un tempo di grazia e io vostata la “lavanda dei piedi”, preparata da Fra Agaglio ringraziare personalmente ciascuno di questi tino. Dopo una cerimonia di introduzione, Fra ragazzi per essere così meravigliosi e auguro loro Agatino si è cinto la vita con un grembiule, ha di vivere sempre nell’essenzialità, nell’umiltà e di preso la brocca d’acqua e ad uno ad uno si è chinon perdere mai la bussola: seguite sempre il vonato ai piedi di ciascun ragazzo, lavandoli e bastro Nord che è Gesù Cristo! ciandoli. Vedere questo “piccolo uomo” farsi doRingrazio Angela, mia compagna di cammino no e servo per ciascuno di noi, ha colmato di gioda tanto tempo, una sorella su cui posso sempre ia e commozione i nostri cuori e credo che per la contare, perché nella sua semplicità e con la sua prima volta i ragazzi hanno compreso fino in fonprofonda fede è testimonianza pura dell’Amore di do questo gesto d’amore che ogni Giovedì Santo Dio per i nostri ragazzi. Ringrazio Fra Agatino, riviviamo durante la celebrazione. Inoltre loro un dono prezioso per la nostra fraternità, per essestessi hanno avuto la possibilità di scegliere libere stato presente ogni giorno e aver guidato i noramente una persona a cui lavare i piedi e al di stri ragazzi per le vie del loro cuore; grazie per sopra delle nostre aspettative, tutti hanno compiuessere il nostro “Buon Pastore”, per avermi trato questo gesto. A ripercorrere nella mia testa smesso quell’incoraggiamento e quella fiducia questo momento mi vengono ancora i brividi e che solo un Padre può donare. Ringrazio Ignazio, una lacrima di commozione scende sul mio viso: che dopo tanti anni nutre ancora in me la stessa quante lacrime sgorgavano dagli occhi dei ragazzi fiducia, perché si prende cura dei nostri ragazzi e quando vedevano chinarsi dinanzi ai loro piedi il dei ragazzi down con dedizione e permette loro di loro amico, la persona con cui condividevano parvivere queste splendide iniziative e insieme a Mate della giornata. A me ha lavato i piedi Simone, riella si mettono a disposizione ogni anno come il più piccolo tra i ragazzi, e quando l’ho visto famiglia per questi ragazzi. Grazie a “Serietto” chinarsi ai miei piedi, mi son detta: “tu così pic(Antonio Serio, so che ti arrabbierai!) perché oltre colino, lavi i piedi a me? Ti fai dono per me? Doad aver cucinato insieme a Mariella, è sempre un vrei farlo io al tuo posto…”. Quante volte il nopunto di riferimento e di sfogo per i nostri ragazzi stro orgoglio non ci permette di chinarci verso i e poi per me è sempre una spalla su cui contare. nostri fratelli, quante volte non serviamo i nostri Grazie a Valentina che negli ultimi giorni è stata genitori, quante volte ci innalziamo con presuncon noi. Grazie allo staff cucina: Angela e Vinzione e superbia, trattando gli altri come gli ultimi cenzo D’Agostino, Angela e Salvatore Infantino, del mondo. Beh i nostri ragazzi quel giorno ci Giulia Franco, Pippo e Rosalba Campagna, Nino hanno dato un insegnamento di vita, non hanno e Anna Calderone e la piccola Rachele, per aver avuto paura di farsi dono per l’altro, hanno avuto allietato con lauti pasti tutti noi. Grazie a Gianluil coraggio di andare oltre i loro limiti, oltre le ca, la Fraternità di San Paolino, la Gi.Fra. di Cacapparenze. camo, in particolare Francesca Geraci, Fra VeE devo dire che sono andati oltre le distanze, nanzio e Padre Giorgio per aver dato ciascuno il infatti hanno sfidato la montagna con una marcia proprio contributo alla perfetta realizzazione del a piedi dalla struttura fino al Santuario della “Macampo ed essersi messi a nostra disposizione per donna del Buon Consiglio” a Caccamo, dove abqualsiasi bisogno. E infine lasciate che ringrazi biamo celebrato l’Eucarestia. È stato un cammino Colui che tutto ciò ha creato, grazie Signore per di conversione, di preghiera, di dialogo per conoaver messo questi ragazzi sulla mia strada, per scere meglio la persona con cui avevano meno avermi scelta e chiamata a mettermi a servizio di confidenza; è stato un cammino di annuncio questa Fraternità, perché nel mio essere “piccola” dell’Amore e della Parola di Dio, con canti e chitu hai visto qualcosa di grande. Grazie perché Sei tarre per le vie della cittadina. la miglior Musica che possa far da sottofondo alla Tanta gioia ho visto nei loro occhi, tanta voglia mia vita. di mostrarsi al mondo per come sono e tanta conFrancesca Calderone vinzione nel voler andare contro corrente, in questa società che ci vuole tutti omologati!

[close]

p. 10

pag. 10 OTTOBRE 2013 In Fraternità con Francesco “TERMINI, CITTÀ DENTRO LE MURA” Un progetto di Rinascita D al 20 al 22 settembre presso la Rocca del Castello di Termini Imerese è stata allestita una mostra mercato delle ceramiche realizzate dai detenuti delle Casa Circondariale di Termini Imerese, che hanno partecipato al corso di formazione per “Ceramista decoratore” promosso dall’ECAP sede di Termini Imerese, inoltre sono state esposte le riproduzioni delle pitture murali raffiguranti particolari della nostra città, realizzate all’interno della Casa Circondariale dai detenuti coordinati dai volontari e dal Cappellano fra Agatino Sicilia ofm. Giorno 20 all’apertura ufficiale della mostra hanno partecipato il diretto- re dell’ECAP, il Presidente del Consiglio Comunale, l’Assessore alla Cultura di Termini Imerese, il direttore delle Casa Circondariale e numerosi volontari, educatori e agenti di Polizia Penitenziaria, che si sono tutti complimentati con gli artisti che hanno realizzato le opere, ma soprattutto con Gigia Bilone e fra Agatino che con tanto impegno e sacrificio si spendono per i detenuti. Dal mese di ottobre la mostra sarà allestita nei locali del Convento dei Frati Minori di Termini Imerese “Santa Maria di Gesù” (la Gancia), il ricavato della mostra mercato sarà reimpiegato in progetti e attività per i detenuti. Vi invitiamo a visitarla.

[close]

p. 11

In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2013 pag. 11 LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, vi propongo un’altro dolce caratteristico della nostra cucina siciliana, “Lo sfoglio delle Madonie”, tipico dei paesi montani delle Madonie. La tradizione fa risalire l’invenzione di questo dolce nel seicento ad opera delle monache benedettine di Polizzi Generosa (PA). La particolarità di questo dolce sta nel suo ingrediente principale, il formaggio “Tuma”, che, sapientemente abbinato con altri ingredienti, è veramente un trionfo per la gola, fidatevi. Sfoglio delle Madonie Ingredienti per la pasta frolla: 400 gr di farina, 200 gr di burro, 200 gr di zucchero, 4 tuorli d’uovo, 3 cucchiai di marsala, la scorza di un limone grattugiata e un pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: 400 gr di tuma grattugiata, 200 gr di zucchero, 25 gr di cannella in polvere, 200 gr cioccolato fondente, 100 gr di zuccata tagliata a piccoli cubetti, 2 albumi montati a neve e zucchero a velo. Procedimento: Preparare la pasta frolla amalgamando bene gli ingredienti, facendo attenzione di non lavorare troppo la pasta per evitare che il burro la faccia troppo morbida. Una volta ottenuto l’impasto formare una palla, avvolgerla in un panno o nella pellicola e riporla per 15 – 20 minuti in frigo (se potete, preparatela il giorno precedente). Intanto grattugiare la Tuma e unirvi gli albumi con lo zucchero montati a neve, la cannella, il cioccolato fondente a pezzetti e la zuccata. Amalgamare bene gli ingredienti e mettere da parte. Spianare la pasta frolla, in modo da ottenere due dischi. Il primo, più grande, servirà per foderare la teglia e i bordi (vi consiglio di stenderlo direttamente sulla carta da forno), il secondo per ricoprire. Adagiare la pasta frolla, con la carta da forno, sulla teglia, versarvi il ripieno preparato in precedenza e ricoprire con la rimanete pasta frolla, curando di saldarla bene con quella dei bordi, e mettere in forno preriscaldato a 180° per 40 - 50 minuti. Passato il tempo di cottura sfornare e spolverare con zucchero a velo. Servitelo freddo. Ciao ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ Sentite condoglianze: • alla consorella Agata Gatto Ingrassia e famiglia per la morte del cognato; • alla consorella Ernesta Asciutto e famiglia per la morte del cognato. Il 7 Settembre 2013, dopo un periodo di infermità, è morta la nostra consorella Ignazia Aglieri Rinella, aveva professato la Regola dell’OFS il 17 Settembre 1950. Ai familiari le nostre sentite condoglianze. Il 4 Ottobre 2013, alle ore 17.00, verrà celebrata una messa in suffragio, nella Chiesa della Gancia. Ricordiamo: • tutti i giovedì dalle ore 16.45 Adorazione Eucaristica, alle 17.30 Celebrazione del Vespro, Benedizione Eucaristica, a seguire la Celebrazione Eucaristica; • ogni primo giovedì del mese Adorazione Eucaristica presso la Cappella “S. Elisabetta d’Ungheria” dell’Ospedale. Alle ore 10.00 esposizione del Santissimo Sacramento, alle ore 12.00 Benedizione Eucaristica e riposizione del Santissimo Sacramento; • il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino.

[close]

p. 12

pag. 12 OTTOBRE 2013 In Fraternità con Francesco Da parte di tutti i giovani della Gi.Fra. un caloroso e affettuoso saluto al simpatico amico romano Giacomo Cannucciari, che è stato in vacanza nei primi giorni di Settembre a Termini Imerese, lo aspettiamo la prossima estate. Ottobre 2013 Saccuzzo Sebastiana Infantino Salvatore Milone Gaetana Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno giorno 1 6 11 12 12 14 Calderone Francesca Cozzo Felice Marsala Agostino Rocca Antonina Lo Bello Giancarlo Lupica Giuseppa giorno giorno giorno giorno giorno giorno 19 21 23 23 26 28 Aglieri Rinella Gatto Ignazia Calderone Antonina Lo Coco Maria ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Festa di santa Rosa da Viterbo, patrona della Gi.Fra. Mercoledì 4 settembre la nostra comunità ha celebrato con solennità la festa liturgica di Santa Rosa da Viterbo, Patrona della Gioventù Francescana. La celebrazione è stata presieduta dal Guardiano fra Giacomo Reginella e concelebrata da fra Venanazio e fra Agatino che ha presentato fra Giacomo da pochi giorni trasferito a Termini Imerese. Dopo la celebrazione fra Agatino e il Ministro dell’OFS Giusy Fusco hanno presentato le attività in programma per la festa di S. Francesco. Assemblea della Fraternità OFS. Tutta la fraternità professi, formandi e iniziandi, ci ritroveremo giovedì 17 Ottobre per dare inizio alle attività di questo nuovo anno fraterno 2013/2014. Programma: ore 16.45 Adorazione Eucaristica, alle ore 17.30 Celebrazione del Vespro e a seguire l’Assemblea. Si ricomincia “Abbracciati dall’Amore …”. Nel mese di ottobre riprendono le attività degli Araldini e della Gi.Fra. Come primo appuntamento si è deciso per ritrovarsi, dare il benvenuto e accogliere con gioia tutti i bambini e giovani che vogliono fare esperienza di fede nei nostri gruppi giovanili, di far festa tutti in piazza con giochi e animazione, domenica 6 ottobre dalle ore 15.00 in poi. La giornata si concluderà con la celebrazione Eucaristica alle ore 19.00 in Chiesa. VI ASPETTIAMO!!!. In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XII - n. 10 - Ottobre 2013 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Enza Borzelliere, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Antonio Liotta, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Fra Gaetano Morreale, Francesca Calderone, Mariella Campagna.

[close]

p. 13

In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2013 pag. 13 PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI OTTOBRE 2013 dal 1 al 3 Ottobre, ultimi 3 giorni della novena in onore a San Francesco d’Assisi Martedì 1 ore 17.30 Celebrazione del Vespro ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 21.00 Spettacolo in piazza Mercoledì 2 ore 17.30 Celebrazione del Vespro ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 21.00 Spettacolo in piazza Giovedì 3 ore 18.00 Celebrazione del Transito di San Francesco Accensione della lampada votiva dal Sindaco di Termini Imerese Venerdì 4 Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia Celebrazioni Eucaristiche ore 8.00 - 9.00 - 10,00 - 11.00 - 17.00 ore 18.15 Processione con i simulacri dei Santi Francesco e Chiara al termine Celebrazione Eucaristica (alle ore 20.00 circa) ore 11.30 Santo Rosario, Angelus e Supplica alla Beata Vergine di Pompei ore 15.00 “Abbracciati dall’Amore …” festa in piazza per bambini 5/12 anni ore 16.45 Adorazione Eucaristica ore 17.30 Celebrazione del Vespro ore 18.00 Assemblea di inizio attività della Fraternità Domenica 6 Giovedì 17

[close]

Comments

no comments yet