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Mondo Re@le Anno I - Numero 7 - 17 Aprile 2008 Quindicinale di informazione ed opinione SPECIALE ELEZIONI, BERLUSCONI E MACCI GUIDANO L’ITALIA E PRIVERNO NORMA, LA MAGGIORANZA REVISIONA IL LA LATINA, ANCHE PFIZER FINISCE SUL MERCATO PRG ncia rovi la p ndo ua Q gina a pa prim e in inisc f MUSICA, RITORNA VASCO CON ‘IL MONDO CHE VORREI’ CINEMA, LA STRANA GRAVIDANZA DI JUNO SPORT, ALLA SCOPERTA DEL PIANETA CARP FISHING

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ONIRIKA EDIZIONI presenta Registrato presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Mondo Re@le Domiziana Simona Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Direttore commerciale Egle Palombi Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda I Malappeggio Marco Fanella Agnese Ciotti Paola Egle Redattori Agnese Alessandra Marco Marco Responsabile web Alessandra Carconi Giuseppe Luca Stampato a Latina presso via Moncenisio 8/10 www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com Chiuso in redazione il 15 aprile 2008 Alessandro Simone

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S m ai o m ro Pagina 4 Editoriale da a 28 31 iMmuosnicdao, l da a a l l e P a g i n e 6 12 La provincia finisce in prima pagina del Blasco a l l e P a g i n e 14 15 Norma, la maggioranza revisiona il PRG La Pfizer finisce sul mercato 32 33 Dvd, la follia della guerra Cinema, la strana gravidanza di Juno da a a l l e P a g i n e 34 36 38 39 Pagina 16 da a 17 19 News attualità 20 22 Speciale elezioni 2008 Sport, alla scoperta del Carp Fishing da a a l l e P a g i n e Pagina 24 40 41 Parlane... con Virginia Pa ris i Bo xe, un successo tra i dilettanti Priverno, Macci-bis Pagina 25 FramMenti presenta il Live Festival da a a l l e P a g i n e 42 44 45 46 a l l e P a g i n e 26 27 Libri, i dieci racconti di Luca Doldi News Spettacoli ina Controcopert Il ritorno di GB

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le tor ia Edi M NDO RE@LE N u m e r o 7 Governi senza alcun condizionamento E pure questa se la semo levata dalle p.... Basterebbe questo a sintetizzare lo stato d'animo che attraversano milioni di connazionali alla luce dell'ultima tornata elettorale. Ci siamo sorbiti una campagna di tre mesi fatta di insulti, ripensamenti, retorica applicata e tanto altro. Meno male che queste dovevano essere elezioni all'insegna della trasparenza e del rispetto dei cittadini italiani. In televisione ne abbiamo sentite di tutti i colori, con ex alleati a tirarsi addosso frecce al curaro dopo anni di banchettamenti vari e di governi, a loro dire, uniti da idee, valori, rispetto reciproco. Balle. Che Berlusconi e Casini non si sopportassero già dai tempi della rottura di Follini si sapeva già, non c'era bisogno delle dichiarazioni di due leader del centrodestra che si definiscono liberali e cattolici. Che tra Veltroni e Boselli ci fosse dell'astio si era percepito durante l'ultima esperienza di governo in soccorso di Prodi. Che qualcuno avesse storto il naso quando la sinistra radicale ha assistito inerme al crollo del governo del Professore senza alzare i tacchi, si era capito anche questo. Chi non l'aveva capito è stato proprio Bertinotti, che si è crogiolato della sua posizione istituzionale da Presidente della Camera ed ha permesso lo sfascio di sessanta anni di storia. Ma quante sinistre ci sono in Italia? Ora nessuna. Contento compagno Fausto? Passiamo ai vincitori. Fini si è messo in un angolo scodinzolando per ottenere qualcosa dal Cavaliere. E lo otterrà. Lo stesso Cavaliere ha ingoiato rospi enormi prima con il no di Casini e Mastella, poi con la rottura di Storace, infine con l'unione con la Lega. Salvino pure Malpensa e diano il giusto merito alle aziende del nord Italia che lavorano sodo. Nessuno lo contesta. Ma pensino pure all'Alitalia, ai rifiuti di Napoli, allo stato di degrado del Sud, ai lavoratori che si spaccano la schiena per tirare su il Paese. L'Italia non finisce in Lombardia e magari i problemi da risolvere sono proprio più in giù. Ci ha tenuto tanto il Cavaliere a voler vincere per permettere all'Italia di rialzarsi. Lo faccia, dato che i numeri sono dalla sua parte. E lo faccia senza condizionamenti di sorta. Se gli uomini della Lega hanno dei problemi etici ad aiutare l'Italia facciano la cortesia di creare un nuovo stato e di legarsi alla Svizzera. Magari lì si trovano meglio. (Simone Di Giulio) Giulio 4 17 A p r i l e 2 0 0 8

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Amici di Studio Legale Dott.ssa BARBARA BENIGNI Patrocinatore legale Via San Bartolomeo 29, 04018 Sezze (LT) tel/fax 0773 887048 328 9472183 M NDO RE@LE www. .it www.setino.it N u m e r o 7 17 A p r i l e 2 0 0 8 I NOSTRI ‘SPAZI’: www.myspace.com/Gloryficus www.myspace.com/malappeggio www.myspace.com/robertocardinali www.myspace.com/regnodeimondi www.myspace.com/marcoabbenda www.myspace.com/bbanio www.myspace.com/simonedigiulio www.myspace.com/lumor_space www.marcoabbenda.com Per contattare MondoRe@le INFORMAZIONI INSERZIONI PUBBLICITARIE mondorealemagazine@gmail.com myspace.com/mondoreale TELEFONO 334 5704507 5

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ità ttual A M NDO RE@LE N u m e r o 7 LA PROVINCIA CHE FINISCE IN PRIMA PAGINA TELEG IORNA SEGUO LI NAZ NO LE IONAL E CI V I VICEN EDONO DE LO CALI I MOD O S BA G L I AT O 6 17 A p r i l e I SGSDGSDG DSFGSDGFD DSF di SIMONE DI GIULIO L'informazione viaggia alla velocità della luce esperti di comunicazione di massa si ed ormai sono innumerevoli i mezzi con i interrogano di continuo. In alcune occaquali da qualsiasi parte del mondo possiamo sioni la cronaca entra nelle nostre case e entrare in contatto con luoghi e spazi da noi perdiamo la cognizione spazio-temporalontanissimi. La richiesta sempre maggiore le, mettendoci inconsciamente all'interno di informazioni sempre più dettagliate ha della scena che stiamo osservando comomutato radicalmente il sistema della damente seduti di fronte alla 'magica scacomunicazione mondiale. Ma spesso cose tola piena di colori'. Ma cosa succede quanche a noi sembrano lontanissime diventa- do la cronaca nazionale arriva a trattare di no abitudine. Non ci sorprendiamo più nel temi locali? Nel corso degli anni questi evenvedere scene truci e violente nel nostro ti si sono moltiplicati. Anche piccole realtà televisore. Il callo alla violenza televisi- della nostra provincia hanno avuto la possibiva è uno dei nodi sui quali sociologi ed lità di finire nelle scelte editoriali delle mag- 2 0 0 8

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à ualit Att M NDO RE@LE N u m e r o 7 giori testate televisive e cartacee. Ma cosa interessa enfasi. Tipico anche di giornali a Rai, Mediaset, La7 e Sky? In passato erano eventi locali era andare a cercare quella di costume a far finire questa provincia sulle pagine sorta di fattore X che permettesdei giornali e dei telegiornali nazionali. Poi è stata se alla storia di essere differente la cronaca nera a farla da padrone assoluto. Gli rispetto ad un'altra. Il dettaglio ha incidenti stradali sono stati i primi avvenimenti fatto sì che ben presto il morto locali finiti su testate nazionali. Più truce e dram- sulle strade venisse accantonato matico era l'accaduto, più alla notizia veniva data dagli interessi editoriali delle magSEZZE Cronaca nera tra risse, amori e incomprensioni Negli ultimi due anni la città di Sezze è entrata con prepotenza nelle copertine dei telegiornali regionali e nazionali per tre vicende, corrispondenti a tre gravissimi fatti di cronaca: l'omicidio Savo, l'omicidio Dumitru e quello passionale della Marcu. La cronaca nera setina ci ha raccontato di risse, di amori e di incomprensioni finite male. Gli episodi hanno squarciato l'apparente tranquillità di una città che negli ultimi dieci anni ha assistito, quasi imponente, ad una trasformazione etico-culturale senza precedenti. All'origine dei reati situazioni di disagio e di isolamento, casi sicuramente complessi, covati in un contesto sociale periferico e di emarginazione. In ordine di tempo la comunità setina ricorda ancora quella giornata di primavera di due anni fa, quando un giovane di Sezze (Claudio Savo, allora 37 anni) uccideva il padre (Giuseppe 77enne) con due colpi di fucile (doppietta da caccia calibro 12) allo stomaco mentre dormiva. Un delitto avvenuto il 9 maggio del 2006 e confessato dopo una breve fuga durate poche ore. Il movente? I due litigavano troppo, perché il giovane non aveva un lavoro e pare venisse considerato dal papà un fannullone. Per il parricida la sentenza di primo grado: dieci anni di carcere con riconosciuta semi infermità mentale. Nell'ottobre dell'anno dopo (domenica 14 del 2007) la normalità di un popoloso quartiere veniva di nuova scossa da un nuovo delitto. Le agenzie di stampa batterono subito la notizia: in un bar di località Casali a Sezze una rissa tra rumeni sfociava in tragedia. La vittima si chiamava Dumitru Daniel, ventiseienne, ucciso da un suo connazionale, Cristinel Minea, appena ventunenne. L'indagato ha confessato dicendo che non voleva uccidere nessuno, la sua sarebbe stata solo difesa, dopo essere stato aggredito dalla vittima, un delitto insomma per futili motivi. E ancora di rumeni si è parlato nell'ultimo fatto di cronaca avvenuto recentemente in località Crocevecchia a Sezze. Dai futili motivi ad un delitto passionale il passo è stato breve. Ed ecco che domenica 30 marzo scorso una donna rumena (Simona Marcu, 32 enne) è stata sgozzata dal suo ex compagno (Petru Marcu, 33 enne), il quale ha poi tentato il suicidio con la stessa arma usata per uccidere la donna. (Alessandro Mattei) 7 17 A p r i l e 2 0 0 8

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ità ttual A M NDO RE@LE LATINA N u m e r o 7 L'esplosione alla Cimmarrusti e i tanti perché Sono passati ormai due anni dall'esplosione della bomba nel Comando provinciale dei carabinieri di Latina e dalla morte dell'appuntato Alberto Andreoli, il giovane di 35 anni che svolgeva il suo servizio nella caserma Cimmarrusti da dieci anni. Un episodio dai contorni sfuocati che ha segnato il capoluogo pontino portando la città di Latina agli onori della cronaca, facendo parlare sia Tg che quotidiani nazionali. Erano bastati pochi istanti per calamitare l'attenzione dei media, soprattutto perché inizialmente tra le ipotesi al vaglio c'era anche quella di un possibile attentato terroristico. Un'eventualità che era stata smentita dai successivi accertamenti. L'ordigno, che ha ucciso il 14 settembre del 2006 l'appuntato, era infatti una bomba a 8 17 A p r i l e 2 0 0 8 mano di fabbricazione russa di provenienza slava e comunque non lanciata dall'esterno. Questo è quanto aveva dichiarato il sostituto procuratore Francesco Lazzaro, uno dei magistrati incaricati delle indagini sull'esplosione. A distanza di due anni da questa vicenda, che ha messo sotto la lente d'ingrandimento Latina, resta il cordoglio per una morte ingiusta e la rabbia per una tragedia che si poteva evitare. (Simona Tranquilli)

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à ualit Att M NDO RE@LE SEZZE Reazioni fittizie, a fine spettacolo tutti a casa La gente la gente… Quando accadono queste cose tutti si lamentano dei problemi di sempre, si assume un atteggiamento compassionevole che subito si trasforma in rabbia. I timori si impennano improvvisamente e nell'anonimato si criticano le Istituzioni e le Forze dell'Ordine per quello che avrebbero potuto evitare e che non hanno avuto il coraggio di fare. Dopo gli episodi però si ritorna alla normalità e la tragedia resta confinata dentro le mura della famiglia vittima del fatto. Nessuna compassione e rabbia quindi, ma solo reazioni fittizie. La vicenda diventa una breve parentesi rilegata a sé e nell'ipocrisia di chi accusa, per poi non far nulla per cambiare lo stato delle cose. "Non ci sentiamo tutelati dalle forze dell'ordine - hanno dichiarato i residenti delle zone coinvolte dai delitti - non ci sono controlli e la notte scende il coprifuoco". Sembra strano ma è la realtà, la critica scivola gratuitamente a mo' di copione, e quando i riflettori si spengono, quando lo spettacolo finisce, tutti a casa. (Alessandro Mattei) N u m e r o 7 9 17 A p r i l e giori testate nazionali. Le strade di questa li. Ma ciò non basta a far finire quel tipo di provincia nei recenti sondaggi si sono con- cronaca sulle pagine nazionali. Si continua a fermate tra le più pericolose d'Italia nel morire sulle nostre strade, quindi non si rierapporto tra chilometri effettivi e nume- sce nemmeno a sensibilizzare l'opinione pubro annuo di incidenti, soprattutto morta- blica che il pericolo esiste davvero e che qualcosa in più di frasi retoriche le varie amministrazione potrebbero farlo. Gli incidenti stradali che finiscono nelle edizioni dei telegiornali dei grandi network televisivi sono quelli con più morti, magari per nebbia, o ancora peggio investimenti a pedoni con autista ubriaco, meglio se extracomunitario. E la provincia ha perciò smesso di finire in prima pagina? No, anzi. Solo che a finire sulle cronache nazionali sono avvenimenti che succedono di rado e che non rappresentano affatto come siamo fatti davvero. Gli omicidi la fanno da padrone nell'interesse della stampa. Naturalmente più scabrosa si presenta la scena del delit- 2 0 0 8

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ità ttual A M NDO RE@LE LATINA N u m e r o 7 Acqualatina, cronaca di una bufera giudiziaria 10 17 A p r i l e Ancora se ne chiacchiera e ancora se ne discute. Acqualatina e la bufera giudiziaria che si è abbattuta sui vertici della società sono rimbalzate sulle cronache nazionali lanciando un cono d'ombra sul capoluogo pontino. Nell'occhio del ciclone erano finiti sei nomi di esponenti di spicco: Silvano Morandi, Paride Martella, Raimondo Besson, Giansandro Rossi, Luis Marie Pons e Bernard Cynà. Al centro delle indagini erano finiti i cosiddetti appalti in house, ossia alcuni affidamenti fatti tra il 2002 e il 2004 (con una trattativa privata senza procedere con il sistema delle gare di evidenza pubblica) a società risultate poi appartenenti allo stesso gruppo di Acqualatina. A metà febbraio però le acque si erano già calmate e il tribunale del Riesame aveva annullato le misure di interdizione dalle cariche e di custodia cautelare ai domiciliari per i sei sotto inchiesta. Nelle ultime settimane a far discutere è stato anche il tanto chiacchierato reintegro di Besson e Morandi nel consiglio di amministrazione della spa. Una decisione che (per molti) stonava con un'indagine ancora in corso. Fatto sta che la vicenda Acqualatina dalle aule di tribunale è arrivata a riempiere le pagine dei libri, diventando un vero e proprio caso letterario. "Verba volant, scripta manent". (Simona Tranquilli) 2 0 0 8 to, più informazioni private si riescono ad ottenere, più l'accento del giornalista di turno va a selezionare quei particolari. Ma questo accade anche nelle pagine dei giornali locali. Ben presto si è passati a questo stato di cose e la provincia di Latina si è ini-

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tà tuali At M NDO RE@LE N u m e r o 7 ziato a considerarla come molti altri luoghi italiani. gelatore di una casa adibita a Non siamo meglio degli altri, affatto. E' solo che non club privè, o ad un omicidio a possiamo accettare che l'interesse di un bergamasco sfondo sentimentale, oppure ad o di un palermitano sulla nostra realtà sia soltanto un povero ragazzino che non si sa vincolato al ritrovamento di un cadavere in un con- come becchi la meningite, o ancoPRIVERNO Anno 2008, mese Gennaio; a Priverno come nel resto d'Italia, l'inizio del nuovo anno è stato caratterizzato dalla paura fobica della meningite, sviluppatasi nell'immaginario comune dopo alcuni decessi per meningococco avvenuti nelle città di Milano e di Vicenza. I mass media locali hanno agevolato il diffondersi del panico e i telefonini degli ambulatori hanno continuato a squillare preda di cittadini smaniosi di avere delle delucidazioni su quello che stava accadendo e soprattutto essere tranquillizzati dai loro medici. Sarebbe giusto ricordare che secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) i casi di meningite da meningococco in Italia sono bassi rispetto al resto d'Europa (3-6 casi ogni 1.000.000 abitanti) e nonostante gli esperti abbiano rassicurato la Asl di Priverno i cittadini hanno continuato a vivere per tutto il mese di Gennaio nella paura del contagio. La morte del piccolo Samuele, che frequentava la Scuola Materna di Ceriara, ha poi diffuso tra i genitori una sorta di chiusura verso il mondo esterno non volendo in alcun modo far ritornare tra i banchi di scuola i propri figli. Una volta verificato che il decesso è avvenuto per affezione gastro-intestinale e non per meningite da meningococco, e dopo essersi confrontati pubblicamente con gli esperti in materia, i genitori si sono rassicurati e la Scuola Materna è stata riaperta ai bambini. A rincarare la dose anche il caso di sospetta meningite di una donna privernate ricoverata al Goretti di Latina, poi smentito. Insomma un focolaio che alla fine si è spento senza che ce ne accorgessimo provocando tra i cittadini della "Cammilla" uno spauracchio che i giornali locali e non solo, non hanno certamente contribuito ad affievolire. Sarebbe bastato un po' di buon senso da parte dei media di informazione per tenere a bada eccessivi allarmismi, ma troppo spesso la foga di cavalcare l'onda del sensazionale ha avuto il sopravvento. (Giuseppe Lestingi) Fobia da meningite 11 17 A p r i l e 2 0 0 8

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tà tuali At M NDO RE@LE SERMONETA N u m e r o 7 Sbatti il ‘mostro’ in prima pagina: il caso Cassandra 12 17 A p r i l e Era il 1995 quando Simone Cassandra, allora fabbro appena ventenne , uccise con una spranga di ferro un bambino di 12 anni, un giovane di 17 ed un uomo di 66. Tutto nacque dal furto di alcune galline, che il ragazzo, che in seguito è stato ritenuto affetto da disturbi della personalità, sebbene in grado di intendere e di volere all'atto degli omicidi, confessò alle tre persone. E' stato così che Simone, da allora conosciuto in tutta Italia come 'il mostro di Norma', spargendo sangue, morte e dolore, ha catapultato il piccolo centro lepino alla ribalta delle cronache nere nazionali, inserendo il proprio nome nel casellario dei serial killer più conosciuti del Paese, entrando a pieno titolo nell'elenco delle località cui si associa la parola 'mostro'. Ha ucciso i tre e li ha gettati in due differenti pozzi scavati per uso agricolo vicino l'Oasi di Ninfa e all'ingresso dell'antica città di Norba e, al momento dell'arresto, stava già progettando il quarto omicidio di un uomo, un amico finanziare, cui aveva confessato, tra il serio ed il faceto, di aver ucciso. Non si è mai pentito, Sinome, rinchiuso nel manicomio criminale di Aversa, se non il bambino più piccolo, Edoardo. Solo quattro anni prima il cugino di Simone, Carlo Cappelletti, era stato condannato all'ergastolo per l'omicidio, avvenuto nel 1989, del marito dell'amante, Maria Luigia Redoli, conosciuta come la Circe della Versilia, ammazzato con 18 coltellate nel garage della propria abitazione. Una pena a vita, giunta dopo l'assoluzione in appello ed il ribaltamento del giudizio in Cassazione, che però Carlo non terminerà di scontare in carcere per buona condotta. Non è lontana per lui, infatti, il regime di libertà vigilata. 2 0 0 8 ra ad una bomba a mano dell'Est altre realtà come se fossero una sorta di Paradiso Europa che improvvisamente esplo- terrestre, mentre la nostra viene considerata un de in una caserma dei Carabinieri. girone dell'Inferno dantesco. Altre notizie 'vendono' Non basta questo a spiegare la poco? Ci può stare. Ma almeno abbia la stampa nostra provincia e non si può nazionale il buon senso di non farci passare per chi accettare il fatto che si parli di non siamo.

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litica Po M NDO RE@LE N u m e r o 7 NORMA, LA MAGGIORANZA REVISIONA IL PRG 14 17 A p r i l e di DOMIZIANA TOSATTI Dopo aver da sempre posto al centro delle ultime ri criteri e principi di trasparenza e coincampagne elettorali, insieme alla questione degli volgimento dei cittadini. In particolare il affitti della Norba Tourism non pagati al Comune disaccordo derivava dall'opinione che fos(oggi viene da pensare che erano meglio gli sero stati posti vincoli e limitazioni semaffitti, piuttosto che mesi e mesi di stipendi pre sulle medesime zone, dopo che per arretrati ai dipendenti…ma questa è un'altra venti anni non erano stati comunque attuastoria) l'iniquità del Piano regolatore generale ti per la mancanza di disponibilità degli e, in particolare, della variante adottata dal- oneri. La variante, come spiegato nel corso l'ultima giunta Cassoni nel dicembre 2003, la del consiglio dall'assessore all'assetto urbamaggioranza guidata da Sergio Mancini duran- nistico, Mauro Ferrarese, ha suscitato ricorsi te l'ultimo consiglio comunale si è presa una al Tar sia da parte di cittadini che di società, delle prime grandi soddisfazioni dalla data che hanno portato all'emissione dell'ordinandel proprio insediamento: ossia la decisione za di sospensiva cautelare degli atti inerenti di 'revisione del Prg' e la presa in esame l'adozione della variante. In seguito furono delle osservazioni presentate alla variante presentate anche 40 osservazioni, che adottata dalla precedente amministrazio- Ferrarese ha ritenuto 'espressione di un volere ne. Dure critiche motivate dall'allora trasversale, di cui si sono fatti portavoce partiopposizione dall'assenza di giustizia ed ti e movimenti politici ed associazioni, portatoequità all'interno dello strumento urbani- ri di interesse diffuso'. Osservazioni che, sempre stico, che non avrebbe seguito i necessa- secondo l'attuale maggioranza, non sarebbero 2 0 0 8

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a olitic P M NDO RE@LE state prese in alcuna considerazione dalle passate prima di tutto, le identità delle amministrazioni, ree, 'addirittura', di averle fatte valu- associazioni, dei movimenti e partare dagli stessi progettisti del Piano. Durante l'ultima titi politici autori della maggior sudata del consiglio, quindi, si è proceduto alla presa parte delle osservazioni alla varianin esame delle 40 osservazioni, che ha visto la mag- te del 2003. A voler essere pignoli, gioranza, compatta, votare favorevolmente i pareri appare evidente che tutte, ma proespressi dai tecnici (nuovi, non quelli incaricati dalle prio tutte, sono riconducibili ad espopassate amministrazioni, ovviamente), ma farlo da nenti della maggioranza o a personagsola, dopo che la minoranza ha abbandonato l'aula. gi che, pur sedendo fuori dal consiglio, Da lì, inevitabile procedere alla revisione del Piano le orbitano intorno e sono tra i suoi regolatore, dal momento che 'le osservazioni hanno principali ideatori. Allora, quell' 'intedeterminato un ineluttabile stravolgimento della resse diffuso' di cui tali associazioni, variante'. Allo scopo è stato attivato un tavolo per- partiti e moventi dovrebbero essere manente che ha il compito di snellire lo strumen- portatori perde un po' di tono. to e l'iter, 'prendendo in considerazione- ha spe- Sensazione confermata dal coinvolgicificato Ferrarese- le istanze dei cittadini. Deve mento, nelle osservazioni, di gran parte essere uno strumento di sviluppo, non calato dei consiglieri di maggioranza, costretti dall'alto, ma che arrivi dal basso'. Fin qui, più o ad uscire dall'aula nell'approvazione dei meno tutto nella norma, visto che si parla di punti. E l'equilibrio di piano? Dove si togliePiano regolatore, che storicamente è uno dei ranno e dove, al contrario, si aggiungeranpunti chiave del dibattito e contrasto politico no cubature? Non si sa…a deciderlo sarà il in tutte le amministrazioni. Quello che, inve- tavolo permanente, formato dai 'movimenti ce, fa storcere un po' di più il naso sono, portatori di interesse diffuso. N u m e r o 7 17 A p r i l e 2 0 0 8 15

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