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Mondo Re@le Anno I - Numero 18 - 2 Novembre 2008 Quindicinale di informazione ed opinione o-vita, Car soldi meno sumi vi con nuo SEZZE, COMUNE BOCCIATO SULLE QUESTIONI AMBIENTALI ROCCAGORGA, MA LA PISCINA COMUNALE NON APRIVA IL 22 SETTEMBRE? ECONOMIA, MIGLORA LA SITUAZIONE IN PFIZER E HUICK WANGNER MUSICA, L’ASCESA ALLA FAMA DEI DEF LEPPARD CON ‘HISTERIA’ SPORT LA LUNGA BATTAGLIA DI FILIPPO MANNI CONTRO IL MAENZA

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ONIRIKA EDIZIONI p resenta Mondo Re@le Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 Ogni forma di collaborazione con Onirika Edizioni, salvo accordi presi in precedenza, è da ritenersi totalmente gratuita Domiziana Simona Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Responsabile web Alessandra Carconi Stampato a Latina presso via Moncenisio 8/10 Paola Alessandra Agnese Sonia Marco Marco Giuseppe Luca www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com La r edazione d i M ondoRe@le, s ede d i O nirika E dizioni, si t rova i n v ia C asali I V T ratto s nc, 0 4018 S ezze(LT) Chiuso in redazione il 29 ottobre 2008 Alessandro Simone

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S m ai o m ro Pagina 4 Editoriale da a 34 36 da a 6 16 Caro-vita, v il fenomeno sul territorio pontino Def Leppard, un successo planetario da a The mist, 37 39 un horror ‘politico’ Manni, 40 43 un calcio a l l e P a g i n e 18 19 20 21 Sezze, amministrazione bocciata in ambiente La Provincia vara il piano antisprechi nelle scuole da a a l l e P a g i n e dal mondo del calcio Pagina 44 a l l e P a g i n e 22 Sabaudia, corsa ai candidati per 23 le amministrative STS Basket, prime soddisfazioni di stagione Pagina 45 da a l l e News 24 a 29 attualità Salute, il boom dei centri Fitness Pagina 46 P a g i n e 30 31 32 33 News sport Libri, il realismo magico di Jorge Amado Ddv, perché l’America aiutò i Mujahideen? Pagina 47 News spettacoli a l l e P a g i n e ina Controcopert Il premio Onirika 2008

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LE ORIA EDIT M NDO RE@LE N u m e r o 18 I Bastian contrario e… le anime chete Ma è mai possibile che quando si arriva al dunque di una questione c'è sempre qualcosa che non va? Ma è mai possibile che esistano sempre i vari "bastian contrario" che impediscono il normale flusso di una discussione? Il consiglio comunale di Sezze anche in questo insegna, e la polemica fresca legata alla realizzazione del nuovo depuratore che l'amministrazione comunale intende realizzare a Sezze scalo lo sta a dimostrare. Proprio adesso che esiste un progetto definitivo e che il finanziamento di 4 milioni di euro da parte della Regione Lazio è stato decretato. Quando tutto sembra filar liscio ecco che le cose si complicano e si torna a parlare di bufera. Quella bufera prodotta ovviamente dalle varie correnti politiche che tirano in aula consigliare e che dietro nascondono interessi non del tutto decifrabili e poco individuabili. La realizzazione del nuovo depuratore, di cui si parla del lontano 1998 (dieci anni fa), ha fatto esplodere l'ennesimo caso di bullismo politico. Maggioranza contro opposizione, opposizione contro se stessa e partiti divisi a loro volta su una o più linee da prendere. Dentro l'Italia dei Valori ad esempio sono sorte due fazioni, una più propensa alla realizzazione di un solo impianto a Sezze scalo e l'altra incline ad una soluzione il più condivisibile possibile, e quindi a metà strada tra l'opposizione (che in parte vorrebbe più impianti dislocati in zone diverse del territorio) e la maggioranza, decisa e determinata a favore dell'impianto unico. In aula poi ci sono le cosiddette voci bianche del coro, quelle anime chete, apparentemente neutre, che non aprono bocca mai se non per chiedere qualcosa all'ultimo momento. Si tratta di quei consiglieri comunali che non prendono mai posizione e si limitano ad alzare la mano solo in segno di assenso o dissenso. Sembra che tutto gli scorra dentro o meglio che gli scivoli addosso sino al punto in cui bisogna chiedere per ottenere. Atteggiamento che vale per il depuratore o per qualsiasi altra opera o faccenda di cui si parla. Solo per citarne un'altra opera, se parliamo dell'Ecocentro… Idem con patate: ci sono i contrari, i favorevoli e appunto gli attendisti, sempre pronti ad alzare la mano al momento giusto o ad eclissarsi nei momenti dove occorre palesarsi o prendere posizione. Sono coloro i quali nel silenzio e nell'indifferenza più completa contano più di quanto si creda. Tanto alla fine si va sempre alla conta e se non ci sono i numeri per far passare il provvedimento loro contano. Eccome se contano! (Alessandr o Ma ttei) ttei 4 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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Amici di Studio Legale Dott.ssa M NDO RE@LE www. .it BARBARA BENIGNI Patrocinatore legale Via San Bartolomeo 29, 04018 Sezze (LT) Tel/Fax 0773 887048 328 www.setino.it N u m e r o 18 2 N o v e m b r e 2 0 0 8 9472183 I NOSTRI ‘SPAZI’: www.myspace.com/Gloryficus www.myspace.com/malappeggio www.myspace.com/regnodeimondi www.myspace.com/marcoabbenda www.myspace.com/bbanio www.myspace.com/simonedigiulio www.myspace.com/lumor_space www.marcoabbenda.com Per contattare MondoRe@le INFORMAZIONI INSERZIONI PUBBLICITARIE mondorealemagazine@gmail.com z www.myspace.com/mondoreale y / TELEFONO 339 4966093 5 L’angolo dei lettori V INNIRDÌ S ANTU (di M arcello T omei) Sezze è cunisciuta Pi tutto i munnu pi parecchie cose Ma ncima a tuttu quando gira ntorno Pi gli paese culla prucissione Tutti che dicunu: "Nilla faccio più pilla troppa Fatia chi ci spennu; ma chi mi lù fa fa. Fattella tu". Ma doppo, accomme a sempre, accomme a tuchhi iagni, uao a bussà lla porta dilla passiono addummannà si pilla prucessione sereve gente ca stò mpò spicci. Nin tennenu fa gniente Ninnè chi stòo spicci, inteteno fa gniente, stao pigni de da fa! Ma i sizzici, pi la pruseccione Si feciariano appenne Ncì sta niente da fa E' passione pi Cristo E pi cristianità La redazione di MondoRe@le ha deciso di dedicare questo angolo della pagina Amici al materiale (poesie, disegni, ecc.) recapitate al giornale. Chiunque voglia partecipare può farlo inviandoci materiale all'indirizzo m o n d o r e a l e m a g a z i n e @ g m a i l . c o m

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TÀ UA L I AT T M NDO RE@LE N u m e r o 18 CARO-VITA, IL MALINTESO DELLE VALUTAZIONI 6 2 N o v e m b r e 2 0 0 8 ISTAT Gli ultimi tempi sono stati contrasse- le e medie imprese sono spesso abbandonagnati da un aumento costante dei te al loro destino e vedono i costi di produprezzi. Nulla è stato risparmiato da zione crescere costantemente. Molte statiquesta folle corsa: alimentari, combu- stiche mettono in luce questo stato di soffestibili, servizi ed altro ancora hanno renza. Secondo l'ultimo Rapporto annuale fatto registrare punte di aumento 2007 Istat, il 4,2 % delle famiglie non ha soldi sostanziose. Ciò che preoccupa è che per il cibo, il 16,8 per i vestiti necessari, il all'incremento dell'inflazione non 9,4% ha arretrati nel pagamento delle bolletsegue un aumento dei redditi. Salari te, il 38,7% non può permettersi una settimae stipendi segnano il passo, le picco- na di ferie in un anno, il 28,4% è incapace di

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TÀ UA L I AT T far fronte a spese impreviste di circa 600 euro. Arrivano a fine mese con grande difficoltà il 14,6 % delle famiglie, il 20,1 con difficoltà, il 59,5% con qualche difficoltà. Solo il 5,9% arriva a fine mese con facilità o molta facilità. Ben il 94% delle famiglie ha dichiarato di avere difficoltà, grande o piccola che sia, ad arrivare a fine mese. Nel 2008 la situazione è migliorata? Senza aspettare la certificazione dell'ente di statistica tutto porta a dire No, anzi è la situazione è decisamente deteriorata. Dalle ultime rilevazioni Istat si rileva una riduzione del Pil dello 0,1%, un aumento dei prezzi al consumo del 3,8% e quelli alla produzione dell'8,5%. Nonostante bastino questi dati ad evidenziare un peggioramento economico che sta scuotendo la vita di milioni di persone, ciò M NDO RE@LE N u m e r o 18 che le persone percepiscono è diverso dalle stime ufficiali e questo per via dei pesi che vengono assegnati al paniere in cui si rileva l'inflazione. Per calcolare l'inflazione infatti è stato creato un insieme di beni, un paniere appunto, in cui troviamo moltissimi prodotti e ad ognuno di essi è stato dato un valore (peso), secondo l'incidenza che si ritiene che questo abbia sulle spese della famiglia. Alcuni aumenti risultano però essere decisamente sottostimati. Pensiamo al prezzo dei carburanti che è aumentato del 50% in un periodo di tempo limitato, un grande affare per le casse dello Stato che ha incassato molte risorse sotto forma di accise ed Iva, un pessimo affare per gli automobilisti che non hanno visto nessuna misura compensativa se non quella due centesimi al litro (giusto il 10% dei contributi straordinari chiesti ai citta- 7 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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TÀ UA L I AT T M NDO RE@LE N u m e r o 18 LATINA Dal caro mense al rischio licenziamenti Caro mense, mille pasti in meno al giorno serviti nelle scuole di Latina rispetto allo scorso anno e rischio crisi della Sodexho. Un circolo vizioso che ha dato il via a una serie di eventi e situazioni concatenate che rischiano ora di ripercuotersi su circa trenta lavoratori della ditta che gestisce il servizio mense. Dopo una prima vittoria dei genitori, che si erano battuti contro l'aumento eccessivo del costo della quota mensile per il pranzo negli istituti scolastici del capoluogo pontino, riuscendo ad ottenere la riduzione delle tariffe e la rimodulazione delle fasce di reddito a partire da gennaio 2009, ora il problema resta come fronteggiare l'anno in corso. La proposta avanzata durante la riunione dello scorso 23 ottobre, tra l'assessore alla pubblica istruzione Bruno Creo, l'assessore al bilancio Marco Gatto, il dirigente Ceracchi, i dirigenti scolastici e una rappresentanza dei genitori, che prevedeva l'erogazione di ticket omaggio per le varie fasce di reddito fino alla fine dell'anno (tornando così ai costi del 2007), non è stata accolta positivamente dai genitori. Genitori che hanno, infatti, chiesto la convocazione di un nuovo incontro tra le parti. A ciò si aggiunge un'altra situazione: di fronte al calo vertiginoso dei pasti serviti nelle scuole, la Sodexho probabilmente sarà costretta a rivedere il suo organico ricorrendo a licenziamenti. Insomma un problema che è in realtà la diretta conseguenza del caro mense. (Simona Tranquilli) dini dal 1935 ad oggi, che ancora quella del 1983). Secondo il paniere Istat paghiamo nonostante l'emergenza sia che rileva l'inflazione i carburanti incidono finita. Esempi comici sono la guerra in per il 3,64% nella spesa della famiglia. Il Abissinia e la missione in Bosnia, il dato reale è altro e questo provoca una terremoto dell'Irpinia e del Friuli. distorsione tra ciò che le persone percepiscoNon esula la missione in Libano che no e gli enti rilevano. L'aumento del greggio finanziamo ogni volta che andiamo poi, raddoppiato in poco tempo, ha compordal benzinaio, peccato però che non tato una corsa al rialzo del prezzo dell'enerstiamo contribuendo a pagare la gia, con un aggravio per famiglia considerevomissione di oggi, anno 2008, ma le. Nella corsa al rialzo non potevano di certo 8 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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TÀ UA L I AT T M NDO RE@LE Gli aumenti incidono sul vivere quotidiano Quanto sia difficile sopravvivere al caro prezzi è oramai un dato di fatto visto la difficoltà delle famiglie italiane di arrivare alla fine del mese. L'entrata in vigore dell'euro ha modificato senza alcun dubbio le vicissitudini degli abitanti della penisola e la crisi economica ha investito molti settori della vita pubblica e privata. Il caro prezzi fa sentire il suo peso da qualche anno a questa parte e sempre più famiglie devono stringere la cinghia per non farsi inghiottire da questo vortice ormai arrivato alle estreme conseguenze. Priverno non fa eccezione in questo panorama desolato e basta un breve giro per negozi per rendersene conto. Non fa scalpore l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità come il pane arrivato a circa tre Euro e il latte il cui prezzo oscilla intorno all'Euro e sessanta centesimi. Questa situazione qualche anno fa sarebbe risultata impensabile agli occhi dei cittadini privernati e dei paesi limitrofi. Resta alto per il numero di abitanti anche il costo dei parcheggi a pagamento che comunque vengono utilizzati poco dai privernesi che preferiscono parcheggiare in tripla fila o vicino alle abitazioni, dato rilevabile con una normale osservazione della situazione traffico non solo nelle ore di punta. Per quanto concerne i mezzi di trasporto pubblici, i cittadini di Priverno devono pagare un biglietto che risulta oneroso, soprattutto se si è studenti o pensionati, ai mezzi privati se vogliono recarsi alla stazione di Fossanova, visto la mancanza di mezzi pubblici negli orari lavorativi. Risulta evidente che tale situazione non giovi alle famiglie privernesi che, tra aumenti delle bollette e fluttuazioni dei prezzi, si vedono decurtare i loro salari nel giro di poco tempo. (Giuseppe Lestingi) mancare i prodotti finanziari, in primo no sempre più esosi i propri investimenti. luogo il costo degli interessi. Per Rileviamo anche un differenziale forte tra paura dell'inflazione la BCE (Banca interessi attivi e passivi, con una sproporzioCentrale Europea) ha aumentato i ne a vantaggio dei secondi. A registrare un tassi d'interessi. Di conseguenza il andamento preoccupante sono soprattutto i costo della rata sul mutuo, del passi- prezzi per gli alimentari. Pane, pasta, verduvo di conto corrente è aumentato. A re hanno subito aumenti considerevoli, 30%, soffrirne sono stati in primo luogo le 50% a seconda il periodo di rilevazione e famiglie con un mutuo a tasso varia- comparazione. Le cause sono molteplici, il bile ma anche l'imprese che vedeva- costo di produzione è aumentato anche per gli PRIVERNO N u m e r o 18 9 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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TÀ UA L I AT T M NDO RE@LE al mondo 100 milioni di persone sono cadute nella trappola della fame per via dell'aumento scellerato dei prezzi dei cereali. In Italia poi la nostra filiera agricola non riesce a ristrutturarsi generando aumenti a tre cifre N u m e r o 18 agricoltori, ma a destare preoccupazione è che la speculazione. Gli hedge found esistono anche nei mercati alimentari e la speculazione ha colpito forte anche lì. Ciò che serve per nutrirci è trattato come se fosse un prodotto finanziario qualsiasi. In poco più di un anno ROCCAGORGA La delicata situazione delle attività commerciali L'andamento delle attività commerciali è una spia che rivela lo stato di salute dell'economia di un paese. Abbiamo svolto una inchiesta a campione su alcune attività commerciali di Roccagorga. Attività consolidate, con una storia e una tradizione alle spalle. Il risultato non è incoraggiante. Dall'abbigliamento alle calzature, dagli alimentari alle macellerie ai bar, tutti lamentano un calo delle vendite rispetto agli anni passati. Colpa dei prezzi che aumentano, dei soldi che scarseggiano e di un cambiamento sostanziale nella allocazione delle risorse nella gestione dei bilanci familiari. Gli aumenti riguardano in percentuale diversa i vari prodotti. 10 centesimi sul caffè del bar, un incremento tra il 10 ed il 20% per gli altri prodotti da bancone. Stesse percentuali su abbigliamento e calzature che si vendono in modo equilibrato nei generi e modelli, ma sempre di meno. Meno frequentati anche ristoranti e pizzerie, escluse quelle attività che praticano la politica del prezzo fisso, dove di solito si trascorre una sola serata del week-end. I commercianti spiegano che i rincari sono applicati già all'ingrosso ed è difficile contenerli nella vendita al dettaglio, se si vuole garantire uno standard di qualità. Un esercente rivela che il cliente è sempre più indirizzato a scegliere prodotti in cui il rapporto qualità prezzo è sbilanciato a danno del consumatore. Basta che costi poco. La spesa si sposta dal cuore del paese ai grandi centri commerciali o nelle catene di discount che spuntano come funghi in un raggio di 30 km. La grande distribuzione propone offerte speciali e prezzi competitivi oltre che un’ampia scelta impossibile da sostenere per il negozietto di quartiere. Questi elementi inducono ad un acquisto opportuno e ponderato o non inducono ad accumulare in casa prodotti spesso inutili o di basso livello? Pulire con un detersivo economico che non pulisce non è forse uno spreco? O mangiare biscotti dalle etichette incomprensibili non è un rischio? Questione di scelte. Sempre più in crescita, a dispetto della crisi, i possessori di telefonino, spesso più di uno, gli abbonati alle TV satellitari, i vacanzieri e gli appassionati di concorsi a premio, nonché di possessori di automobili. Il commercio rappresenta a Roccagorga una delle poche risorse del paese. Gran parte degli esercenti anziani hanno accumulato ricchezze con le loro attività nel corso degli anni. Oggi i negozi nel paese aprono e chiudono come niente. Negli ultimi cinque anni hanno inaugurato e chiuso fiorai, videoteche, calzature, ottici, articoli per la casa, alimentari e panifici. Tutta colpa della crisi? (Agnese Ciotti) 10 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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ITÀ T UA L AT dal produttore al consumatore con l'aggravante che l'unico che non ci guadagna è l'agricoltore. Anche qui il percepito è differente dal rilevato dalle statistiche, e questo perché è sottostimato il peso che i generi alimentari hanno sulle tasche delle famiglie. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche pesano per il 16,88%, M NDO RE@LE N u m e r o 18 LA SPESA PRODOTTI DI OGNI GIORNO DISCOUNT GRANDE DISTRIBUZIONE La differenza tra piccole botteghe e grande distribuzione 11 2 N o v e m b r e 2 0 0 8 SUPERMERCATO LOCALE Detersivo piatti 1,10 € Farina 0,65 € Acqua naturale (cassa) 1,85€ Parmigiano (etto) 1,28 € Crema viso 10,70 € Biscotti 1,63 € Pasta 0,65 € Latte 1,30 € Olio extravergine 3,99 € Pomodori in barattolo 0,58 € Detersivo lavatrice 5,66 € Shampoo 1,40 € 0,79 € 0,55 € 1,26€ 1,16 € 9,80 € 1,19 € 0.55 € 1,25 € 3,98 € 0,33 € 2,49 € 1,19 € 1,79 € 0,75 € 1,40 € 1,40 € 11,90 € 1,85 € 0,77 € 1,35 € 5,05 € 0,63 € 8,49 € 1,50 €

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ITÀ T UA L AT M NDO RE@LE DEL FENOMENO N u m e r o 18 L’ANALISI Il divario tra ricchi e poveri produce nuovi ceti sociali L'inflazione non è uguale per tutti. Dati Istat alla mano è evidente come il caro prezzi abbia un impatto differente sui ceti sociali, il cui divario è sempre più netto ed incolmabile. Intanto i poveri sono entrati di diritto nel ceto medio, come a dire che essere sull'orlo della povertà, avere un bassissimo potere d'acquisto, non avere gli strumenti per soddisfare esigenze ed emergenze sia, di fatto, 'nella norma'. E sembra esserlo per davvero in un' Italia dove lo stipendio dei salariati, dai dati Ocse diffusi nel 2008 e riferiti al 2006, è sceso al 23esimo posto in Europa, con una retribuzione media di 31.995 dollari, che è inferiore di oltre il 19% della media Ocse e di circa il 22% della media dell'area euro. E per i non addetti ai lavori è di non facile comprensione il mancato rapporto, che sembrerebbe scontato, tra 'crisi' ed 'impoverimento'. Perché impoverimento, ufficialmente, in Italia non c'è stato. Si parla, infatti, di un 'rallentamento' del prodotto interno lordo e non della sua diminuzione, tanto che dall'analisi dei numeri a disposizione dalle varie indagini statistiche è oggettivo come in Italia la ricchezza complessiva è sempre aumentata, seppur non di molto. Dati paradossali? No, matematici. Perché se i pensionati hanno un potere d'acquisto bassissimo, i dipendenti a reddito fisso idem, se il ceto medio, per la maggior parte, spende, secondo gli ultimi dati, fino al 40% delle proprie entrate, diminuite in termini reali, in spese per case, tasse e tariffe, di contro le retribuzioni dei dirigenti e l'accumulo di reddito da parte dei liberi professionisti ed imprenditori è aumentato. Così, avete presente la storiella del ricco che mangia quattro polli e del povero che non ne mangia nessuno, ma l'implacabile media matematica dice che ne hanno mangiati due a testa? Ecco, più o meno così. Mentre la realtà, quella vera, è ben diversa, in Italia restano disuguaglianze tra redditi bassi e redditi alti ed il capitalismo, all'interno di un sistema economico non sufficientemente evoluto, accentua il divario fra ceti, la tensione sociale, inibisce la propensione al consumo e, quindi, lo stimolo alla domanda interna. (Domiziana Tosatti) che sommati al 3,64% dei carburanti danno 20,52%. Sul bilancio familiare queste due spese influiscono per poco più del 20%. La realtà è diversa dalla fantasia così quando si tratta di rivalutare i salari e gli stipendi si esaminano dati che fanno a pugni con il vivere quotidiano. Ma possiamo dormire sonni tranquilli, a monitorizzare l'andamento dell'inflazione è stato istituito Mister Prezzi, ennesimo ircocervo italiano dal nome roboante ma dalla dubbia sostanza. 12 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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ITÀ T UA L AT M NDO RE@LE PANIERE ITALIANO N u m e r o 18 IL NUOVO La moda del telefonino e la beffa dei costi di ricarica Quando in pompa magna venne annunciato l'abbattimento dei costi fissi di ricarica per la telefonia mobile, a seguito di cotanta campagna mediatica sostenuta dal movimento di Beppe Grillo, e annunciato con piena soddisfazione dall'allora ministro Bersani, gli utenti in cuor loro inneggiarono ad un piccolo ma importante successo in nome dei diritti dei consumatori. Finalmente si sarebbe pagato per quanto concerneva le ricariche, solo il credito effettivamente consumato. Di lì a pochi giorni però, le mosse adottate dagli operatori di telefonia mobile hanno subito vanificato il traguardo raggiunto, recuperando il mancato guadagno con ritocchi apparentemente impercettibili delle tariffe, ma che di fatto non solo hanno azzerato il guadagno per gli utenti, ma li hanno perfino gravati di più. Per rendersi conto di tale assunto, senza menzionare l'operatore in questione, basta portare un esempio pratico che poi ognuno potrà ripetere con il proprio operatore e la propria tariffa. Il dato costante è quello del costo di una ricarica. Prendiamone ad esempio un da 25 euro che in proporzione aveva il costo fisso di ricarica più basso rispetto ai tagli minori. Prima dell'abolizione del costo di ricarica, che in pratica era dunque una tassa a tutto vantaggio dell'operatore, dei 25 euro spesi, 22 erano di ricarica effettiva in credito telefonico e 3 andavano direttamente al gestore. La tariffa però era di 14 centesimi al minuto, senza scatto alla risposta e quindi i 22 euro rimanenti, divisi per il costo al minuto, generavano un traffico complessivo di 157,15 minuti di conversazione. Oggi il costo di ricarica non esiste più ovvero comprando una schedina da 25 euro e digitando il codice su di essa riportato, nel telefonino la voce guida ci dice dell'accredito di 25 euro. Gran soddisfazione. Peccato però che la tariffa è stata modificata in automatico dall'operatore portandola dai precedenti 14 centesimi al minuto, agli attuali 17. Procediamo quindi nuovamente alla divisione precedente cambiando però i fattori perché il dividendo adesso è 25 e il divisore diventa 0.17. Il risultato che la calcolatrice fornisce, implacabile, è quello di 147,05 che poi è il numero di minuti di conversazione che otteniamo dalla ricarica. Un bel guadagno si, per l'operatore mentre si lamentano anche i rivenditori che di quella tassa fissa prendevano una percentuale che oggi hanno perso. (Luca Morazzano) 13 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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ITÀ T UA L AT M NDO RE@LE N u m e r o 18 L’ORO NERO La proporzione dei costi funziona solo in salita La benzina in questi ultimi giorni è scesa ai valori più bassi fatti registrare dal 2004 ad oggi. In qualche pompa infatti, il prezzo del prezioso combustibile è addirittura andato a ritroso fin sotto l'euro e trenta centesimi. Il che vuol dire che rispetto alla prima parte dell'anno, in cui aveva toccato i picchi record dell'euro e cinquanta centesimi per litro, ha fatto registrare un calo di prezzo di venti centesimi pari quasi al 13%. Per capirci quanto ciò ha influito nelle tasche degli italiani, andando dal benzinaio e mettendo venti euro, ad inizio 2008 ci trovavamo immessi nel serbatoio circa tredici litri, mentre adesso i litri erogati sono più di quindici. In termini di chilometri, con una macchina che mediamente ne percorre circa diciotto/venti al litro, il guadagno è quello di trentacinque chilometri in più. Se rapportiamo ad un pieno, moltiplicando all'incirca per tre rispetto ai venti euro di carburante prima tenuti in conto, il guadagno per il guidatore non resta certo indifferente. Fin qui tutto a posto, ma come spesso avviene, non è tutto oro quello che luccica. Intanto la tendenza al ribasso pare essersi già bloccata. Ma il quesito che sorge al cliente un po' più critico è un altro. Come mai il prezzo della benzina è calato nemmeno del 15% quando invece il prezzo del barile di petrolio, dopo aver sfondato il muro dei centocinquanta dollari, è sceso in questo stesso periodo al minimo di settantotto dollari al barile, con un ribasso maggiore al 40%. Soprattutto, visto il fluttuare continuo del prezzo dell'oro nero,quando questo tornerà a valori record, non essendo sceso giù proporzionalmente il prezzo dei carburanti, possiamo prepararci già da ora a nuovi picchi del caro benzina, ben oltre l'euro e mezzo. Altra domanda, ma già siamo nel campo dell'economia più tecnica, è come mai, corrispondendo quasi sempre all'aumento del prezzo del petrolio un calo del valore del dollaro rispetto anche all'euro, ovvero la valuta vigente in Italia così come in Europa, lo stesso plus valore della nostra moneta, non riesca amai a colmare il disavanzo del prezzo di acquisto del greggio. Come detto, il quesito a livello tecnico resta irrisolto, mentre nel pratico la risposta è una sola; mano al portafoglio e giù a pagare un pieno caro come l'oro! (Luca Morazzano) 14 2 N o v e m b r e 2 0 0 8

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ITÀ T UA L AT M NDO RE@LE ENERGETICO N u m e r o 18 IL MERCATO La privatizzazione non ha portato un risparmio reale La privatizzazione dell'energia elettrica e la nascita di più compagnie di erogazione non ha portato vantaggi effettivi ai consumatori, al contrario di quanto paventato prima dell'attuazione dalle autorità competenti. I dati dell'Adiconsum parlano chiaro: i vantaggi per le famiglie che hanno scelto il mercato libero sono stati stimati mediamente in 10 euro all'anno. Il fatto che pochissime famiglie abbiano fatto questa scelta deve far riflettere. Alla base del flop non c'è solo la scarsa informazione, ma soprattutto la consapevolezza delle famiglie che, per un risparmio così effimero, non ritengono valga la pena abbandonare il mercato tutelato dai prezzi di riferimento dell'Autorità per l'energia. Solo se le imprese elettriche proporranno offerte con risparmi ben più consistenti (come avviene in Gran Bretagna), le famiglie saranno indotte a passare al mercato libero. 15 2 N o v e m b r e 2 0 0 8 I CONSIGLI DI ALTROCONSUMO Tre semplici indicazioni per difendersi dal caro-vita 1) Nei settori dove c’è concorrenza, scegliere sempre i prodotti e le tariffe meno care (ad esempio di supermercati, Rc auto, telefoni); comportamenti che facciano risparmiare; sistematicamente i posti più cari. 2) Dove non c’è concorrenza (ad esempio tariffe elettriche), adottare 3) Dove ci sono picchi di prezzo (ad esempio, benzina), boicottare

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