mondorealenumero23

 

Embed or link this publication

Description

mondorealenumero23

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2

ONIRIKA EDIZIONI PRESENTA Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Luisa Belardinelli Responsabile web Alessandra Carconi Grafica e impaginazione Paola Caetani Marco Martelletta Stampato presso la “CIVERCHIA arti grafiche” via Pantanaccio 82/B Latina www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA AGNESE ALESSAN DRO LUCA SIMONA MARCO A. SIMONE PAOLA B. ALESSA NDRA DOMIZ IANA LUISA SONIA ROBERT O GIUSEPPE MARCO F. M. CRISTINA MARCO M. PAOLA C. Chiuso in redazione il 29 gennaio 2009

[close]

p. 3

SOMMARIO Numero 23 | 02 febbraio 2009 4 EDITORIALE 6 INCHIESTA A15 DA DA 32 MUSICA A 34 35 FUMETTI The Beatles la rivoluzion e inizia da “Revolve r” Politica qua nto ci costi: Viaggio nell a casta dei politici lo cali La nuova av ventura di Gianbasta rdo... 16-17 DA VIA COSTA Il Ministero approva il piano di dimensio namento 36 -37 LIBRI Pulsatilla: lo strano mo ndo di Giulietta Sq ueenz 18-19 DA POLITICA Roccagorga, il centrodestra scalda i moto ri 38 -39 DVD Il ritorno di Batman e del suo lato oscuro 20 NEWS A 27 ATTUALITA’ DA 40 A 43 GIORNATA DELLA MEMORIA La tragedia dell’ Olocau sto raccontata da Meliss a Trombetta DA 28 CINEMA A 30 DA The Milliona re Jamal e il su o destino 44 NEWS C A 47 ULTURA 3

[close]

p. 4

EDITORIALE MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 DI CRISI E STRATEGIA DELLA TRANQUILLITÀ SIMONE D I GIULIO uello che stiamo attraversando è un periodo del quale fra qualche decennio parleranno i libri di storia. Tra il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, l’inasprimento del conflitto in Medio-Oriente, la situazione economica mondiale tracollata dalla rigidità delle teorie neoliberiste su una visione forse distorta della globalizzazione, Vitelli e Ceccano che litigano sulla questione delle indennità (con D’Arpino che a sorpresa si schiera dalla parte del secondo), Cerrone che passa nel Pd, ma non subito, sennò a Campoli i suoi seguaci lo defenestrano come Jaroslav Martinitz e Wilhelm Slavata a Praga nel 1618. Insomma un periodaccio, del quale nostro malgrado facciamo parte e che a volte ci fa pentire di non essere nati negli anni ‘20. In quel periodo avremmo ringraziato Dio e il Re, avremmo mangiato pane e cipolle a causa del crollo delle Borse nell’ottobre del 1929, ma poi ci saremmo ripresi grazie ad un presidente che avrebbe dato vita ad un nuovo corso (berlusconiani nel mondo calmatevi, parlo di Franklin Delano Roosevelt), avremmo assistito alla nascita dei movimenti nazional-socialista e fascista dalle ceneri di una politica che già palesava evidenti limiti tra promesse e fatti concreti ed avremmo rivissuto l’orrore di una guerra mondiale. Ma almeno Cerrone sarebbe rimasto a raccogliere voti nella sua Ceriara per Zarra, salvo poi litigarci il giorno dopo le elezioni e proseguire nella sua lotta alla ricerca della politica come spirito di passione e di servizio, una politica in cui non si deve ‘scoprire la carta vetrata’ e si deve tirare dritto lavorando a ‘390 gradi’ (citazione dagli scritti di Lino da Ceriara). Insomma un periodaccio che ci saremmo volentieri risparmiati e che forse non abbiamo nemmeno meritato di affrontare. Quello che un po’ urta (almeno me) è la tranquillità con la quale ci si pone davanti a queste situazioni. I telegiornali nazionali sono l’esempio più lampante di questa contraddizione in termini. Nella prima parte di ogni tg (quella seria ed istituzionale per intenderci) si parla di cronaca (più nera è meglio funziona) e di politica, con noti esponenti a sputarsi reciprocamente veleno sulla gestione di questo o quell’altro problema. Insomma se spegniamo la tv dopo la prima metà del telegiornale possiamo tranquillamente uscire per strada e metterci a strillare per l’arrivo degli extraterrestri come avviene ne La guerra dei mondi. Ma se poi rimaniamo di fronte alla scatola magica (tanto ormai) veniamo bombardati da notizie che ci annullano: corsa ai saldi, i consigli per un’alimentazione sana, ricette sempre più complicate che ci fanno passare la fame. Negli anni ’70, dopo la strage di piazza Fontana a Milano, si diede il via alla cosiddetta ‘strategia della tensione’, un atto utilizzato dai governanti (e da un numero imprecisato di servizi segreti deviati) con l’obiettivo di destabilizzare la situazione politica italiana, rendendo instabile la democrazia. Ora sembra che siamo arrivati ad una fase di ‘strategia della tranquillità’, dove ogni tanto ci fermiamo e ci verrebbe voglia di prenderci a pizze con i gomiti, perché forse non capiamo a chi serve ‘drogarci’ con tutte queste menzogne e mettere polvere sulle nostre coscienze. Q 4

[close]

p. 5

AMICI DI MONDO RE@LE La redazione di Mondo Re@le ha deciso di dedicare questo angolo al materiale (poesie, disegni, ecc...) recapitate al giornale. Per contattare la redazione di Mondo Re@le, per informazioni o inserzioni pubblicitarie: e-mail: mondorealemagazine@gmail.com Tel. 339.49.66.093 www.mysp ac www.mysp e.com/Gloryficus ace.com/m www.mysp alapeggio ace www.mysp .com/regnodeimon di ace.com/m arcoabben www.mysp da ace.com/b www.mysp banio ace.com/s imonedigiu www.mysp lio ace.co www.marc m/lumor_space oabbenda .com i nostri spa zi... l’angolo dei lettori “ LA FINESTRA “ Una finestra in fondo a quel lungo corridoio. Ad ogni alba, nel rientro estivo d’agosto, mi alzavo e senza farmi sentire andavo a spiare il sole che sorgeva dalle creste degli Ausoni. Richiamo per un breve incontro di promesse, speranze, richieste. Una deliziosa brezza. Quell’orizzonte blu, poi bordò, rosa striato di cirri ed azzurro. La finestra si affacciava su tetti di una Sezze diversa, poesie su vicoli ancora cheti. Unici rumori gli zoccoli dei muli che i contadini portavano a Porta Pascibella per legarli ai carretti che di quelle stanghe i ragazzini se ne servivano per giocare a caciulla. Appena quella luce accecava i miei occhi era il momento di tornare a letto, fingere di dormire. Pochi minuti ed il battimani della sveglia a confermare l’ora: sei e venti. LeoneC 5

[close]

p. 6

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 POLITICA QUANTO CI COSTI C asta: un termine tornato di moda nei media per definire il modo in cui i politici sono diventati intoccabili, per denunciare la vergognosa lista di privilegi e sprechi del tutto ingiustificati della politica, a tutti i livelli. Centinaia di libri e migliaia di inchieste però hanno prodotto solo un mucchio di carta straccia perché – a parte una blanda volontà di ridurre gli sperperi di denaro pubblico – il mondo di una “certa politica” è sempre lo stesso, autoreferenziale, ingorda e votata al raggiungimento sfrenato di alimentare se stessa in maniera vergognosa. Una “bulimia” (per citare Rizzo e Stella nel libro “La Casta” ) che ha contagiato tutti, dai deputati sino all’ultimo portaborse, in Parlamento, in Regione, nelle Province sino ai Comuni. L’esercito degli eletti in Italia sfiora la cifra di 180 mila politici, rientranti tutti in maniera diversa in una contenitore di privilegi (che col tempo sono diventate pretese) pagati dal comune cittadino in forma di tasse. Dalla più alta carica dello Stato sino al più piccolo consigliere di amministrazione la politica italiana è tra le più sprecone al mondo e dalla nascita della Repubblica le spese correnti sono aumentate sempre ed in maniera esponenziale. Solo per citare gli stipendi dei parlamentari dal 1948 ad oggi, si è passati da circa 1900 euro (lira rapportato all’euro) del 1948 a 15000 euro di oggi. Per ampliare l’orizzonte degli sprechi a livello europeo l’Italia è sempre la prima: la retribuzione base dei parlamentari italiani europei è pari a 149 mila euro che paragonato ai 10 mila dell’Ungheria fa capire in cosa la politica italiana primeggia. Alla retribuzione base vanno poi aggiunti i benefit e le atre spese quali i viaggi, i soggiorni. A questo accenno di benefici all’italiana si vanno a sommare i contributi statali ai partiti, le spese elettorali, i rimborsi pubblici, le consulenze, le spese del personale, spese di rappresentanza e l’invenzione di innumerevoli bisogni ad personam dei quali si dovrebbe fare a meno per essere considerati più credibili e votati solamente alla risoluzione dei mille problemi che affiggono il Paese. Alessandro Mattei 6

[close]

p. 7

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 LATINA PER RISPARMIARE SPESSO SONO PENALIZZATI I CITTADINI smaltimento”. Va un po’ meglio in Provincia, dove i costi della politica sono stati ammortizzati dal presidente Armando Cusani, che ha optato per alcune modifiche sulle indennità, permettendo all’ente di via Costa di risparmiare circa 300mila Euro in gettoni di presenza di consiglio, della giunta e del presidente (i gettoni di presenza sono i famosi compensi corrisposti dallo Stato, in base alle presenze nelle aule consiliari) e 200 mila euro quale minore spesa sugli interessi dei mutui. Cusani ha inoltre confermato anche per il 2009 l’esonero dal pagamento del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), di reinvestire nell’ambiente i proventi dei tributi ambientali ed ha promosso in tutti i Comuni la raccolta differenziata, elargendo contributi agli enti più virtuosi con conseguente abbattimento sul prelievo fiscale sui cittadini. Il lavoro è tanto da fare ancora, le idee contrastanti sono sempre presenti, gli interessi poi sono molteplici ma la cosa che tutti noi ci auguriamo è che non venga mai dimenticato il cittadino e che non vengano mai tralasciate le sue esigenze e i suoi diritti fondamentali inalienabili. Luisa Berardinelli G estire le spese di una realtà come Latina non è affatto semplice e spesso le amministrazioni si sono trovate sotto il fuoco incrociato delle opposizioni che, a fronte di tagli operati dalla varie Finanziarie, non hanno gradito quelli operati dalle giunte. Quella di Zaccheo non è esente dalle critiche delle opposizioni, che prendono spunto da alcune decisioni della giunta di aumentare alcune entrate. Recente la denuncia del consigliere comunale del Partito Democratico Mauro Visari, contrario al progetto, proposto dall’assessore ai Servizi alla Persona Maurizio Galardo, di privatizzazione degli asili nido sul territorio locale: “La Regione Lazio ha stanziato per gli asili, nel triennio 20092011 oltre 45 milioni di Euro, 20 in più del passato. Se il Comune privatizzerà non potrà nemmeno riscuotere i benefici economici regionali. Le famiglie riusciranno a sopportare ulteriori spese?”. Altro tema scottante sono gli aumenti della Tariffa sull’igiene ambientale (Tia). Ci si aspettava una riduzione per il 2009 dopo gli aumenti del 2007 e del 2008, invece niente di fatto. Secondo il coordinatore comunale del PD Giorgio De Marchis l’importo dei costi che determineranno la tariffa per il 2009 ammontano ad oltre 21 milioni di euro, ovvero un incremento di circa 1 milione e 317mila Euro rispetto al 2008. “Con questi costi - sottolinea De Marchis - è evidente la mancata possibilità di bloccare la tariffa per le utenze domestiche e di rivederla per le utenze commerciali come aveva sostenuto il sindaco Vincenzo Zaccheo. Non si capisce come il Comune di Latina malgrado possegga una discarica, attraverso la Ecoambiente, continui a vedere aumentare i prezzi per lo 7

[close]

p. 8

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 SEZZE STIPENDI DA NABABBI PER SINDACO E ASSESSORI MA CONSIGLIERI AI MINIMI STORICI P oco? Troppo? Giusto? Non sta a noi sindacare sugli stipendi altrui, ma a Sezze la questione delle indennità finisce spesso tra le pagine dei quotidiani locali, tra chi difende il sacrosanto diritto di percepire il rimborso, chi critica chi lo vuole riconosciuto ma poi si lamenta delle spese che deve affrontare ogni giorno un rappresentante politico tra spostamenti vari, telefonate e fotocopie, oltre al tempo impiegato per svolgere la propria funzione. C’è anche chi, più maliziosamente, sottolinea come stimati professionisti (medici, avvocati, alti dirigenti e commercialisti) non abbiano necessità di rimpinguare il loro già lauto stipendio con gettoni di presenza e rimborsi che nella maggioranza dei casi vanno a togliere soldi alle tasche dei contribuenti. Non che le tasse dei cittadini finiscano direttamente nelle tasche dei nostri amministratori, ma probabilmente se ne potrebbe fare un uso differente, almeno a sentire quelli che non approvano il rimborso. La polemica è diventata particolarmente calda quando l’attuale amministrazione si è aumentata di 1/3 le indennità (marzo dello scorso anno), passando agli attuali 2.220 Euro del primo cittadino ai 1.400 del vicesindaco e ai 1.110 degli assessori. Nessuno in quel momento ha alzato la voce, ma nelle ultime settimane qualcuno si è fatto sentire sull’indennità dei consiglieri comunali il cui gettone (sembra a causa di un errore) fa riferimento a quanto veniva assegnato venti anni fa, circa 25 Euro a presenza. La bagarre sulle indennità si è rapidamente trasformata in stillicidio politico, con ripercussioni enormi all’interno del consiglio (soprattutto in minoranza). Insomma la crisi sembra non investire i politici nostrani, mentre mette ko tutto il resto. Se poi si considera che solo di dirigenze il Comune lepino paga quasi 200.000 Euro l’anno di stipendi, la faccenda diventa ancor più paradossale, mentre i cittadini si chiedono ancora perché le tasse non diminuiscano mai. Simone Di Giulio 8

[close]

p. 9

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 PRIVERNO UN COMUNE CHE PROVA A CONTENERE LE SPESE P rova a contenere le spese il comune di Priverno che anche per quanto riguarda i costi della politica e in particolare le indennità conferite ai suoi rappresentanti, appare un esempio di parsimonia. Sotto l’egida della Camilla, chi riceve di più ad indennizzo della propria carica, è il primo cittadino, in questo caso Umberto Macci che mensilmente riceve dalle casse del comune circa 1800 euro, ovvero la soglia stabilita per i sindaci di comuni al di sotto dei quindicimila abitanti. Ciò comporta due conseguenze: la prima è che Macci riceve il medesimo tetto di indennizzo di sindaci di comuni ben più piccoli. La seconda è che con nemmeno mille concittadini in più, il sindaco di Priverno aumenterebbe i propri emolumenti quasi del doppio. Si assesta a poco meno di due terzi della somma, il vice di Macci, Fabio Martellucci, che nei suoi 1150 euro di indennizzo unisce però i compensi per il ruolo di vicesindaco appunto, ma anche di assessore con varie deleghe. Proprio per gli indennizzi agli assessori, a Priverno si applica una distinzione tra gli impiegati nel pubblico servizio che percepiscono indennizzi da 400 euro al mese e liberi professionisti che di euro ne prendono 800. Non c’è previsto gettone di presenza per le commissioni mentre ai consiglieri comunali che lo richiedono è elargito un gettone di presenza al di sotto dei 20 euro per consiglio e molti ci rinunciano. Calcolando ora che gli assessori sono 7, ad una media di 600 euro mensili ognuno, più altri 500 per arrivare alla somma del vicesindaco, più 1800 del sindaco, ogni mese le casse del Comune esborsano circa 6500 euro per un totale poco al di sotto degli 80.000 euro in un anno. Nota politica a margine, forse proprio per il sistema di non rimborsare le commissioni, porta le stesse a riunirsi poco nel corso dell’anno e quindi il loro operato ne risente. Luca Morazzano 9

[close]

p. 10

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 NORMA DALL’AMMINISTRAZIONE POCA DISPONIBILITÀ A ‘DARE I NUMERI’ na premessa è d’obbligo farla. Con questa amministrazione è praticamente impossibile accedere agli atti pubblici, anche dopo mesi e mesi di attesa. Una volta va accidentalmente perduta la lettera, altre volte il sindaco non è stato informato, e ancora e ancora con un susseguirsi di deleghe di responsabilità dagli amministratori al dirigente e viceversa. Certo è che, per chi segue l’attività amministrativa di questa maggioranza, non è in ogni caso impossibile, né difficile, farsi due conti, sebbene con margine d’errore, sulle spese non destinate né a servizi, né ad opere, ma, piuttosto, a convegni in cui i relatori devono essere onniscienti, se sono più o meno sempre gli stessi, a feste, rinfreschi, cellulari degli amministratori (solo di maggioranza per carità!) e quant’altro. Un avanzo di amministrazione avuto in eredità di oltre 120mila euro sperperato in non si è ben capito cosa, secondo l’ottica che una buona amministrazione deve chiudere il bilancio a zero e non avere avanzi. Un fondo di riserva di circa 16mila euro quasi completamente prosciugato, U alla luce di un’amministrazione immobile da due anni e mezzo. Uno staff del sindaco da 16mila euro nel 2008, che non si è capito bene a cosa sia servito, secondo il sindaco ‘a coprire piccole spese di manutenzione, fossero anche dei bulloni’, e lo metti nello staff del sindaco? Ma in un paese dove le spese della politica devono essere di per se stesse ridotte, visto l’esiguità degli abitanti e le cifre non esorbitanti del bilancio, a fare notizia è l’assessorato di Giorgio Collinvitti in XIII Comunità Montana. Nulla di strano, lo fanno tanti altri, l’unica particolarità è che Giorgio Collinvitti, tesserato Alleanza nazionale, ha dapprima votato con il suo partito e con Forza Italia la mozione di sfiducia al presidente Franco Solli, poi, fallita quella, nel giro di tre mesi è diventato assessore al fianco del Pd e dei Comunisti italiani. Per l’indennità? Assolutamente no. ‘Per riconoscere l’importanza di un Ente fondamentale per lo sviluppo del territorio’. E poi, lo specificò proprio il Collinvitti di cui sopra, alle volte l’indennità la devolve in beneficienza. Grazie. Domiziana Tosatti 10

[close]

p. 11

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 MAENZA I POLITICI COSTANO CARO P ensare che Francesco Mastracci, sindaco del di Maenza, paese ben al di sotto dei 5.000 abitanti, percepisca un indennizzo mensile per la carica che ricopre, quasi pari a quella del collega Macci di Priverno, che di abitanti ne ha il triplo, un pelo sotto i quindicimila, suona già abbastanza strano. In questa cifra di circa 1800 euro somma poi la quota assessorile per il mandato ad interim assunto per i lavori pubblici dopo la revoca di Masi; in totale Mastracci supera i 2000 euro mensili. Il suo vice, Antonio Cimini, per la funzione di fare le veci in caso di assenza del primo cittadino e per il ruolo di assessore percepisce all’incirca 700 euro. Ognuno degli altri assessori, e oltre a Comini ce ne sono altri quattro, percepiscono circa 250 euro mensili. Ogni consigliere, per riunirsi in consiglio, percepisce un gettone di presenza poco inferiore ai 20 euro, e di consiglieri l’assise maentina ne ha 18, di cui 13 di maggioranza e 5 di opposizione. Al completo, ad una riunione al mese, costa tra i 350 e i 400 euro, per un totale annuo diciamo di 4000 euro. Ci sono poi i costi delle commissioni, composte quasi tutte da interni (unica eccezione quella all’urbanistica) e ad ogni riunione ognuno dei componenti percepisce un gettone di quasi 20 euro. La spesa annua si può presupporre intorno alla metà di quella del consiglio. A questo punto si possono tiare le somme, anche se ancora per difetto, di quanto costano le rappresentanze politichesi Maenza: il sindaco, ha un costo di 20.000 euro in un anno. A questo si somma il vice che si assesta a circa 8.000 euro annui mentre gli altri quattro assessori costano circa 2500 euro annuali ognuno, e quindi 10.000 insieme. Sommando queste cifre, Maenza, nemmeno 4.000 abitanti spende per i suoi impavidi governatori, gettoni di presenza, sena missioni e rimborsi esterni vari, quasi 50.000 euro! Luca Morazzano 11

[close]

p. 12

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 SABAUDIA CARO AMMINISTRATORE QUANTO CI COSTI... i siete mai chiesti quanto ci costano i nostri assessori, consiglieri ed il Sindaco? Noi siamo qui per questo, abbiamo fatto in modo di portarvi a conoscenza di quanto guadagnano i nostri politici. Cominciamo dal primo cittadino, che nel caso di Sabaudia, ricopre inoltre, la figura di Assessore ai Lavori Pubblici, il suo stipendio mensile come sindaco è pari a 3.300,00€ netti, alla quale vanno ad aggiungersi le spese di rappresentanza e le missioni espletate in Italia ed all’estero, mentre quello di Assessore ai Lavori Pubblici è di 1.700,00€ netti. Lasciamo a voi lettori il compito di sommare i numeri. Mentre i semplici Assessori si accontentano di solo 1.700,00€ mensili (la Giunta Comunale a Sabaudia è formata da sette Assessori) alla quale vanno aggiunte le spese di rappresentanza e le missioni espletate in Italia ed all’estero, insomma non è stipendio da poco, giusto? Meno cari i Consiglieri (il Consilio Comunale a Sabaudia è formato da 22 Consiglieri) che si accontentano di circa 23,00€ a gettone di presenza, cosa significa gettone di presenza? Ad ogni Consigliere è accreditato un gettone di presenza ad ogni Commissione alla quale egli è membro ed al Consiglio Comunale. La somma effettivamente non è eccessiva, ma potrebbe variare dal numero delle Commissioni convocate e dai Consigli Comunali, un conto è tre commissioni al mese, altra cosa è tre Commissioni alla settimana. Lascio a voi decidere se quanto viene tolto dai soldi di noi cittadini è ben spesa, cioè, se quanto i nostri rappresentanti politici, da noi eletti riescono a svolgere il loro compito nel miglior modo possibile, cercando esclusivamente il bene dei cittadini e della città. Sonia Tondo V 12

[close]

p. 13

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 PONTINIA POLITICA “ANTI-CRISI” n questo periodo di difficoltà economica esiste ancora un settore che sembra non risentire di tale crisi: la politica. Sempre più attuale è, infatti, l’argomento inerente i costi della politica e il problema di quanto questi siano meritati. Non solo a livello nazionale. Nel Comune di Pontinia, per l’appunto, negli ultimi mesi la questione si è fatta più sentita, soprattutto a causa del confluire di due situazioni contrastanti che vedono, da un lato il peso di un dissesto finanziario, dall’altro un aumento degli stipendi di sindaco, vicesindaco ed assessori. Un contesto molto spinoso che nei mesi scorsi ha aizzato le critiche dell’opposizione che reputa irrispettoso, nonché fuori luogo, deliberare per un aumento di compensi reputati immeritati e mantenere, allo stesso tempo, inalterato l’aumento delle imposte e dei servizi, lievitati proprio a causa del dissesto. “Tali incrementi sono dettati dal fatto che i nostri doveri politici comportano un obbligo sempre maggiore e costante - dichiara il sindaco Tombolillo -; da ricordare che in passato era stata anche operata la scelta di beneficiare solo del 50% di quanto previsto dalla legge. Va tenuto conto, inoltre, che noi non usufruiamo di beni come cellulari di servizio o auto di rappresentanza e che molte spese sono a carico personale.” Il sindaco precisa, inoltre, che l’adeguamento I degli stipendi non va ad influire in alcun modo su una situazione di dissesto che, formalmente esiste, ma in sostanza no. Ad ogni modo, l’indennità di funzione mensile è attualmente alla soglia massima di quanto stabilito dal D.M. Interno n. 119 del 4/4/2000 in riferimento al numero di abitanti per Comune. Tale adeguamento prevede, ad oggi, una retribuzione lorda di circa 3.000 euro (poco più di 2.000 euro al netto) per il sindaco, del 55% di tale importo per il vice sindaco e del 45% per i cinque assessori, il tutto decurtato del 10%, come previsto dal D.M. A tali costi vanno aggiunti i gettoni presenza percepiti da tutti i consiglieri comunali, per ogni commissione e presenza in consiglio, che ammontano a circa 22 euro (quasi 20 euro al netto) con un decurtamento anche qui del 10%. A conti fatti il Comune di Pontinia sostiene, ad oggi, un costo annuo di oltre 127.000 euro totali da destinare a tali indennità e forse, in fondo, il modo migliore per sedare qualsiasi polemica è proprio perseverare nel dimostrare di meritare quanto guadagnato. Roberto Tartaglia 13

[close]

p. 14

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 CORI GLI AMMINISTRATORI SI RIDUCONO LO STIPENDIO, MA LE SPESE FOLLI CI SONO ANCORA P iù che di costi spropositati della politica a Cori si dovrebbe parlare di entrate desiderate, vista la grave situazione economica in cui versa il comune. A dispetto delle approvazioni che si susseguono dei vari bilanci, documenti nei quali da tempo la forma non corrisponde alla sostanza. Appena insediati infatti il sindaco Conti e la sua maggioranza hanno optato per una auto riduzione dell’indennità di carica intorno al 15% (che onestamente dopo mesi di campagna elettorale a gridare “al lupo al lupo” sembra un po’ pochino) oltre che a fare economia di assessorati. Passando così, giusto per dare una mano alle casse, a sostenere mensilmente le seguenti cifre lorde: 2400 euro per il Sindaco anziché 2788,87; 1250 per il vicesindaco anziché 1533,88; 1000 euro per gli assessori invece che 1254,99 (ad eccezione di uno che percepisce il 50% perché dipendente di un altro ente); 250 euro al posto di 278,88 per il presidente del consiglio comunale. Invariati invece i gettoni di presenza che sono rimasti a quota 20 euro. Un primo passo verso l’economia che è poi proseguito con il taglio delle consulenze esterne, e con la riduzione dell’indennità di carica anche per alcuni capiarea. Quello dell’area affari generali e personale avrebbe visto calare il gruzzolo di 3mila euro; quello dell’area economica e finanziaria di 5mila euro, mentre sull’indennità del capoarea del settore tecnico la sforbiciata risulta di 6mila euro. E’ tempo di crisi e si sa, ma nonostante questi buoni propositi realizzati finora non vuol dire che ogni tanto l’amministrazione non si sia persa per strada. Dalle piccole spese inutili come i 1000 euro spesi per una “hostess” durante un evento culturale, ai più grandi costi come il (dis)servizio biblioteca – non si prestano libri- che al comune, e quindi ai cittadini, costa oltre 30mila euro l’anno oppure al malfunzionamento della differenziata in diverse zone del paese. Al di là di questo però per la giunta Conti è davvero difficile reggere il confronto con i precedenti. Tra i quarant’anni di giunte rosse e il settennato del centro destra (lo dice la sentenza) il fondo è stato raschiato. Sembra infatti non si possano più fare nemmeno mutui, motivo per cui hanno dovuto rinunciare a molti finanziamenti regionali. Ed ora non ce n’è più per nessuno. Quindi, basta con i rimpalli del tipo “Bianchi ha speso più di me” oppure “questo è un debito che non abbiamo fatto noi”, perché il consumismo non è questione di colore politico. Ma di opportunità. Maria Cristina Tora 14

[close]

p. 15

INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 23 | 02 FEBBRAIO 2009 SERMONETA COLPISCONO I 200MILA EURO DI SPESE DI RAPPRESENTANZA P oco più di 2000 euro per il sindaco e circa 800 euro per ogni assessore, pochi euro per ogni gettone di presenza a commissioni e consigli comunali. Tutto attenendosi rigorosamente a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di indennità e retribuzione degli amministratori in base al numero di cittadini residenti nel Comune in questione. Una spesa totale annua che non dovrebbe superare di molto i 50mila euro annui, che, nonostante per un semplice cittadino possa sembrare una cifra enorme, sembra essere il minimo indispensabile per mandare avanti un Comune. Ora, la questione si complica quando ai doppi incarichi, di persone che non sono solo assessori, o solo vicesindaci, o solo presidenti di commissione, ma che sono tutto questo messo insieme, si aggiungono ‘spese di rappresentanza’ (leggi pure ‘cura dell’immagine’) che, atti alla mano, sfiorano i 200mila euro. Feste, festicciole, iniziative pubbliche che in sostanza null’altro fanno che camuffare uscite pubbliche degli amministratori in carica, addetti stampa, retribuiti con i fondi comunali, ma che non sono chiamati ad essere l’ufficio stampa del Comune, ma della sola maggioranza. Una sorta di campagna elettorale iniziata in netto anticipo rispetto alla scadenza del giugno 2009 e che, sia nel 2007 che nel 2008, è costata ai cittadini più o meno il doppio di quanto speso per la medesima voce di bilancio nel 2006. I sindaci delle fasce, quelli onnipresenti, quelli che ogni occasione è buona per fare uscite pubbliche, quelli dei contributi a pioggia alle associazioni, enormi serbatoi di potenziali voti, quelli che non muovono un passo senza che l’addetto stampa non sia costretto a riportarlo nel dettaglio in comunicati diffusi a stampa, radio e tv. Tutto a suon di quattrini attinti dalle famigerate casse comunali. E a questo si aggiungono i doppi, se non tripli, incarichi, le presidenze presso altri enti ed uno ‘stipendio’ mensile che supera di gran lunga quello di un semplice impiegato. Ma si sa, la politica è passione e servizio al cittadino, null’altro, guai a farsi venir dei dubbi. Domiziana Tosatti 15

[close]

Comments

no comments yet