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ONIRIKA EDIZIONI PRESENTA AGN ESE Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Luisa Belardinelli Responsabile web Alessandra Carconi Grafica e impaginazione Paola Caetani e Marco Martelletta A LESSA N DRO L U CA SIMONA MARCO A. S SIMON E PAOLA B. A LESSA N DRA DOMI Z I AN A LUISA S ON I A Stampato presso la “CIVERCHIA arti grafiche” via Pantanaccio 82/B Latina www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 ROB ER TO GIUSEPPE MARCO F. M. CRISTINA MARCO M. OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA PAOLA C. Chiuso in redazione il 12 febbraio 2009

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S DA OMMARIO 4 EDITORIALE 6 INCHIESTA A16 DA Il duro comp ito delle opposi zioni consiliari Numero 24 | 16 febbraio 2009 28 -29 FILM IN DVD 30 -31 LIBRI Carafa Di No ja, ciò che avvie ne conviene Amore Bugie e Calcetto DA DA 17 ATTUALITA’ A19 Pfizer, un add io che cambia l’economia p ontina Sezze, le min oranze sfidano la Do ndi 32 MUSICA A 34 Death Magn etic ritorno alle o , rigini dei Metallic a 36 -37 CINEMA Tutti siamo stati Ex Il nuovo suc cesso di Fausto Bri zzi 20-21 DA VIA COS TA Progetti pe r le zone umide e pro mozione dell’affido fa miliare DA 22-23 POLITICA 38 NEWS C A 41 ULTURA Roccagorga , il PD si prepara all e primarie di m arzo DA 24 NEWS A 26 ATTUALITA’ 42 SPORT A 46 47 FUMETTI La rapa DA

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E N DRO A LESSA EDITORIALE MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 Broccoli, Broccoletti e False Rape MATTE I S i i avvicina Carnevale e quindi facciamo un po’ di satira politica. Non me ne vogliano i nostri politici se ironicamente mi prendo la licenza di paragonarli ad alcune verdure che caratterizzavano un tempo il nostro territorio. Lo faccio perché il settore agricolo – una volta fiore all’occhiello e risorsa del nostro Comune - è stato abbandonato e più nessuno spende una parola per affrontare una crisi che da anni sta travolgendo le campagne setine. Per questo motivo alle verdure gli dedico un editoriale, o meglio solo il titolo perché il contenuto non parla né di coltura né di genuinità ma di atteggiamenti politici che raffigurano il panorama politico setino. Però il paragone è abbastanza calzante. Capisco che per realizzare qualcosa di concreto non basti la volontà ma servono perseveranza, lungimiranza, capacità e collaborazione. Non capisco, invece, l’ostruzionismo fine a se stesso che blocca la macchina amministrativa e allunga i tempi e allontana le opportunità. Farebbe bene la maggioranza consigliare a contarsi e a contare chi dentro essa vuole raggiungere solo i propri interessi e se ne frega della gestione pubblica e dei problemi della collettività. In un momento di crisi per l’opposizione, la maggioranza consigliare dovrebbe approfittarne e dovrebbe scansare coloro i quali siedono in consiglio solo per realizzare se stessi impedendo alla macchina organizzativa di andare avanti. Broccoli Broccoletti False Rape Ritengo inutili e privi di senso logico i giochetti che alcuni partiti e politicanti fanno per avere una risonanza che non hanno mai avuto perché: 1) gli elettori non gli hanno mai dato credito; 2) non gli darebbero in mano neanche la lista della spesa perché si sa che non sono in grado di gestire nemmeno un centesimo. Eppure si continua a parlare di battitori liberi, di movimenti e partitini che giudicano e sentenziano e non perdono occasione per marcare le differenze che li dividono dalla classe politica operante, dalla casta, senza aver mai messo piede in aula o, se ce l’hanno messo, non hanno capito neanche come si accende il microfono per dire “presente”. Dei Broccoletti, forse, hanno preso solo l’effetto indesiderato, così come il rumore che ne segue. Derivati dei derivati, senza coerenza e dignità umana e politica fanno il bello e cattivo tempo e tengono il piede in due staffe in ogni periodo dell’anno. Non si vergognano di passare a destra, poi a sinistra e poi ancora a destra, e non perdono tempo quando si tratta di fare i conti e spartirsi la torta. Falsi dinanzi agli elettori e nei confronti del partito che in quel momento li accoglie, ottengono, succhiano al seno di passaggio e poi quando cambia il tempo mettono un’altra casacca: se tira a destra vanno a destra, se tira a sinistra vanno a sinistra sennò aspettano al centro e poi si concedono. Tanto la correttezza e l’essere una brava persona non paga più. 4

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AMICI DI MONDO RE@LE La redazione di Mondo Re@le ha deciso di dedicare questo angolo al materiale (poesie, disegni, ecc...) recapitate al giornale. Per contattare la redazione di Mondo Re@le, per informazioni o inserzioni pubblicitarie: e-mail: mondorealemagazine@gmail.com Tel. 339.49.66.093 www.mysp ac www.mysp e.com/Gloryficus ace.com/m www.mysp alapeggio ace www.mysp .com/regnodeimon di ace.com/m arcoabben www.mysp da ace.com/b www.mysp banio ace.com/s imon www.mysp ace.com/lu edigiulio mor_space www.marc oabbenda .com i nostri spa zi... l’angolo dei lettori poesie “ MAI LIBERI “ Esiste un segno, invisibile. E’ il sogno d’amore da toccare che il futuro non ci regalerà. E’ stato un bellissimo viaggio. Convinti ora di chiedere alla vita cose nuove, emozioni diverse. Pensare al dopo senza aver paura se si è consapevoli e convinti di nuovi percorsi. Ma mai sentirsi vinti e farsene una ragione per non alienare noi stessi. Sarebbe la disperazione dei sentimenti nati dall’emozione di quel bacio rubato, furtivo e da cui iniziò un miracolo. Siamo sempre ciò che sentiamo, oggi come domani con il pensiero verso chi avrebbe voluto farci compagnia. Per questo mai liberi. LeoneC 5

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I Q 6 INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 IL DURO LAVORO DEGLI OPPOSITORI uella delle opposizioni è spesso una posizione davvero difficile. Tanti soldi spesi per le campagne elettorali, tanta fatica per cercare di convincere gli elettori, cene, strette di mano e saldi principi per vincere le elezioni. E poi? Una sconfitta, magari per una manciata di preferenze oppure per una strana condizione di equilibri politici. Il premio di maggioranza fa il resto e tanti battaglieri della prima ora si ritrovano a capo di commissioni trasparenza e seduti in pubbliche assisi in cui il loro voto non vale quasi nulla. C’è chi combatte a mezzo stampa (criticare quando si è in opposizione è lo sport più praticato da queste parti), chi preferisce il silenzio, chi aspetta il momento opportuno per fare il salto della quaglia e c’è chi si ammazza a fare emendamenti, interrogazioni nei question time e minaccia interventi fiume per costringere la maggioranza ad essere ascoltato. Spesso la politica ci mette di fronte a situazioni del genere, dove alle minoranze tocca il gravoso compito di dire “L’avevo detto io”. Per il resto poche eccezioni, ma a volte il bello della democrazia è proprio questo.

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 LATINA COERENZA, COESISTENZA E DOVERI. LE DIFFICOLTÀ DELL’OPPOSIZIONE NEL CAPOLUOGO di Luisa Belardinelli rte Regia” la definiva Platone in uno dei miti più celebri di tutta l’antichità greca, il mito di Prometeo. Cito temerariamente il noto filosofo greco perché egli sottolinea la necessità, da parte dell’uomo, di “fare politica” attraverso nobili sentimenti quali il pudore e la giustizia, purtroppo oggi spesso superati da un forte e pericoloso senso di autoritarismo e di abuso di potere. Parlando di Latina, notoriamente una città di centrodestra, è doveroso menzionare quei rappresentanti dei partiti minori che cercano, chi più chi meno, di promuovere iniziative e di rispolverare casi irrisolti. La coerenza. Fecero scalpore le dimissioni a metà dicembre di Fabrizio Cirilli (attuale leader del movimento “L’altra faccia della politica”, nonché consigliere regionale), da consigliere comunale. “Rinuncio - affermò Cirilli al mio unico doppio incarico per dare spazio ad una nuova classe politica. Scelgo di stare in consiglio regionale perché mi hanno votato direttamente gli elettori e perché ritengo che il voto appartenga a loro”. A Fabrizio Cirilli è stato riconosciuto, soprattutto dal centrosinistra, il coraggio di aver sfidato, da destra, un’architettura consolidata di potere. La coesistenza. Un argomento molto discusso è stato quello che vede finalmente la costituzione del più importante articolo del pacchetto anti-crisi varato dall’amministrazione Marrazzo. Si tratta dello studio della distribuzione e frequenza di malattie e di eventi di rilevanza sanitaria nei territori latinensi a rischio (siti nucleari e discariche). Si potrà capire così, se esistono correlazioni tra le aree inquinate e le patologie delle quali sono affette le persone che vivono nelle zone limitrofe ad esse. Promotori di tale emendamento sono stati esponenti “A dei partiti minori di ogni fazione politica. Fabrizio Cirilli, il responsabile della Sanità latinense del Partito Democratico, Giuseppe Campagna, insieme al collega Fabrizio Mattioli, e il vice-capogruppo del Pd alla Pisana Claudio Moscardelli. I doveri dei partiti politici. Si sente spesso parlare dell’esigenza di andare incontro al cittadino e di sostenere le richieste che egli non può far valere all’interno delle istituzioni. Ma i cittadini sono soddisfatti del ruolo dei partiti? Sfortunatamente, ci si accorge del forte senso di smarrimento della gente, dovuto anche alla mancata chiarezza sulle modalità di selezione della classe dirigente. I politici non dovrebbero mai dimenticare il loro compito principale, ovvero quello di trasmettere serietà e di credere fermamente nell’azione politica. A volte, per far sì che si ottengano dei risultati migliori sarebbe bene congiungere ideali e pensieri di ogni partito. Un modo sicuramente nuovo e vincente per soddisfare gli elettori. 7

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 QUANDO LA MATEMATICA RESTA UN’OPINIONE di Simone Di Giulio SEZZE 5 più 2 più 1… oppure 5 più 2 meno 1. Comunque sia la minoranza consiliare a Sezze, alla fine, deve far conto solo sui numeri. L’affermazione del centrosinistra delle nove liste e la conseguente debacle di un centrodestra consapevole di aver perso la poltrona a causa della rottura nel gennaio 2007 ha portato ad una frammentazione che ha dell’incredibile. Invece di fare fronte comune contro la maggioranza nel PdL setino questo anno e mezzo di governo Campoli è stata quasi una lotta tutti contro tutti. A cominciare con gli strappi ci ha pensato la bagarre (solo un paio di settimane dopo il voto) tra il gruppo che sosteneva Zarra e Serafino di Palma. I primi, con un abile colpo di teatro, si sono impossessati dei partiti della vecchia CdL, minacciando di lasciare fuori il candidato di Sezze scalo, in difesa del quale si sono mossi addirittura i vertici provinciali dei partiti, da Fabio Bianchi ad Armando Cusani. A quel punto Di Palma è rimasto alla finestra ad attendere, mentre un’altra ‘guerra’ si consumava all’interno del centrodestra, tra l’asse Ceccano-Vitelli e Roberto Reginaldi. Intanto rimanevano ai margini Casalini e Cerrone, che di recente ha fatto ‘outing’ dichiarandosi di sinistra e passando sull’altra sponda. Ma la bomba vera doveva ancora arrivare. L’ultimo capitolo della storia di quello che molti sostengono essere il momento più basso, almeno politicamente, del centrodestra setino, è arrivato un mese fa, con la clamorosa rottura tra Ceccano e Vitelli, che ha ridisegnato la geografia politica dell’opposizione di Sezze. Lo strappo ha portato alla nascita di due gruppi, uno composto da Ceccano e Zarra (che hanno le chiavi del partito, ma solo quello), l’altro che vede la presenza di Vitelli, Piccolo, Di Palma, Reginaldi e Casalini. Una situazione paradossale, per un centrodestra che dovrebbe solo fare quadrato e lavorare sfruttando le indecisioni di giunta e maggioranza. Così finora non è stato, alla faccia dei buoni propositi della vigilia, in cui si parlava di attento controllo dell’operato di Campoli e dure prese di posizione (oltre che unitarie) sui temi caldi dell’attualità setina. Evidentemente la scoppola presa nel maggio 2007 non è servita a nulla. 8

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 PRIVERNO UN’OPPOSIZIONE DIVISA E POCO CAPACE DI COINVOLGERE LA GENTE di Luca Morazzano L a riconferma di Umberto Macci alla poltrona di primo cittadino di Priverno alle scorse elezioni di maggio ha rappresentato un segnale forte che ha riconsegnato il centro sinistra al ruolo di opposizione per la seconda legislatura consecutiva. Il verdetto dell’elettorato evidentemente ha sottolineato meriti della maggioranza ma anche errori commessi dall’opposizione, presentatasi alle urne dopo le primarie che invece di unire hanno probabilmente mostrato il volto diviso della parte sfidante. La minoranza del consiglio comunale di Priverno infatti, nei primi cinque anni di centro destra si è limitata a una presenza istituzionale che ha messo in evidenza la difficoltà a creare consenso e a coinvolgere le persone. Nel nuovo consiglio, l’opposizione ha da subito evidenziato diverse anime costituite dai rappresentanti della Sinistra Democratica, da quelli del Partito Democratico e dalla Fiormonti in rappresentanza di una Lista Civica, anche se, proprio la Fiormonti, avendo dato la sua adesione al Pdl, appare ora decisamente più vicina alla maggioranza. Ad offrire una lucida analisi dell’opposizione privernate è il consigliere di Sinistra Democratica, Federico D’Arcangeli: “ Premesso che chi governa, a mio modo di vedere, ha più strumenti per mettersi in mostra, per quando riguarda l’opposizione sono stati commessi degli errori. Ci manca un vero coordinamento e l’attività della minoranza troppo spesso di riduce solo a quella in sede di consiglio, comunque lontano dalla gente. Attualmente ad esempio, la discussione riguarda il piano per la gestione dei rifiuti. Il progetto delle isole ecologiche per la raccolta differenziata è stato varato con consenso matematico nella votazione ma senza l’opportunità di discussione in aula. Si tratta di un investimento di circa 3 milioni di euro, quindi una decisione importante. Venendo meno la discussione però è mancata la possibilità di capire tante cose, come se ci fossero altre soluzioni tipo la raccolta porta a porta. Purtroppo, la poca disponibilità a rispondere da parte della maggioranza, forte dei suoi numeri, è una tematica che si ripete spesso. Altro tema caldo è quello dei ritardi di lavori pubblici con grossi investimenti come quelli a palazzo Zaccaleoni e palazzo San Giorgio oltre che il recupero delle mura medievali”. Ci sono però tematiche che hanno visto la stessa opposizione cercare convergenze con la maggioranza e viceversa ed è stato il caso del ridimensionamento del Regina Elena in cui però anche la sinergia di intenti non ha portato a risultati. 9

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 SABAUDIA OPPOSIZIONE QUESTA SCONOSCIUTA arlando di politica, spesso torna alla mente la classica domanda: ma cosa fa l’opposizione? In un Paese “normale”, l’opposizione dovrebbe esercitare la funzione di esprimere a chiare lettere la propria opinione, anche ricorrendo, se necessario, a toni duri, ogni qual volta l’Amministrazione decidesse di adottare un provvedimento che essa ritiene inaccettabile. In questo momento, tuttavia, si ha l’impressione cha a farla da padrona sia il “vuoto assoluto”, sia nella maggioranza sia nell’opposizione. Infatti, da una parte la maggioranza amministra il quotidiano tirando a campare, nella speranza di arrivare indenne alle prossime elezioni, cercando di accontentare questo o quell’ amico sperando che abbia un buon portafoglio di voti. Dall’altra, l’opposizione sembra rintanata ovvero scomparsa. Ancora è in cerca di un nome o una di figura rilevante da contrapporre al candidato del PdL. Intanto, “ricicciano” i nomi dei politici del passato, ma, evidentemente, non vi sono mai stati relegati. Così ritornano alla ribalta ex onorevoli, ex sindaci, ex amministratori, ex . Questo perché i politici o politicanti del momento non sono in grado di governare senza ricorrere ai consigli delle “vecchie” volpi del passato. Del programma nemmeno a parlarne! Qua e là si odono voci che si levano e sollevano antichi polveroni su questioni che dovrebbero essere già state risolte (leggasi proprietà e/o fruibilità del lago), ma che fanno sempre scalpore. Si continua a soffiare sul fuoco di vecchie polemiche (pro e contro il Parco) quando basterebbe un pò di buon senso e di volontà a collaborare per il bene dei cittadini e non di questo o quell’interesse personale o di categoria. Insomma, nessuno affronta, in un programma organico e coerente, il futuro della città nelle sue diverse sfaccettature che vanno dalla sicurezza al posto di lavoro, dall’efficienza dell’amministrazione agli sprechi. Tutti colgono l’attimo fuggente della polemica o della benevolenza nell’attesa di un possibile vantaggio senza guardarsi intorno e vedere che non solo gli extracomunitari, ma anche numerosi sabaudiani sono costretti a ricorrere alla Caritas per sopravvivere al quotidiano. Questa non è “opposizione”, non quella seria che la gente si P aspetta, quella che vede le forze politiche svolgere con impegno e serietà il loro ruolo per mettere di fronte alle proprie responsabilità la maggioranza e costringerla ad agire nell’interesse della comunità. 10

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 NORMA di Domiziana Tosatti SINISTRA IN CRISI DOPO LA FALLIMENTARE GESTIONE DE ANGELIS L a scelta di un sindaco che ha da subito ‘alzato la testa’, svincolandosi in men che non si dica da un predecessore dal nome pesante e da un operato sul territorio di quasi un quarto di secolo, ha portato il paese nelle mani di quella destra, o centrodestra che dir si voglia, che gli elettori non avevano mai voluto al governo. Un assist senza precedenti, quello di una maggioranza crollata nel giro di 16 mesi sotto i colpi di un sindaco recalcitrante, che tutto voleva, tranne che proseguire le linee di azione di chi lo aveva preceduto e lo aveva proposto e voluto come primo cittadino. Un’occasione ghiotta, di cui l’attuale maggioranza a guida Mancini si è ritrovata a prendersi i frutti, senza, ad onor del vero, dover fare i salti mortali. E’ così che Mario Cassoni, Giulio Chiaverini, Gianfranco Tessitori, Alfonso Cappelletti e Marco Mazzola, seduti dai banchi dell’opposizione, si ritrovano a vigilare sull’operato della maggioranza. La presa di responsabilità, la Norba Tourism, la trasparenza, il buon governo e la garanzia di servizi. Questi i temi caldi cavalcati dal gruppo di minoranza, che, votando contro tutti i bilanci di previsione e consuntivi, ribadisce di continuo come l’attuale amministrazione gestisca i soldi in modo dissennato, sperperandolo in spese per ‘apparenza’, dimezzando le risorse a favore dei servizi, prosciugando in un anno un avanzo di amministrazione di 127mila euro, con annesso e sostanzioso fondo di riserva. Altra questione aperta quella della Norba Tourism, alla base del crollo, nell’ottobre del 2005, dell’esecutivo guidato da Fabrizio De Angelis. La minoranza ha votato contro la ricapitalizzazione societaria e la sua trasformazione da mista a totalmente pubblica. Anche lì la denuncia continua di una gestione non accorta, di cui a pagarne le spese sono nessun altro che i dipendenti, costretti ad avere crediti per numerose mensilità non ancora retribuite. L’innovazione è partita dalla costituzione del Pd, che ha portato con sé il rinnovo dell’esecutivo storico dei vecchi Ds e Margherita, giovani e nuove leve. Ma la strada è più lunga di quanto si creda. 11

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 foto di Piero Manciocchi CORI UN PAESE IN CERCA DI OPPOSIZIONE di Maria Cristina Tora l ruolo della minoranza a Cori pare ridotto soltanto alle discussioni sulla differenziata, sulle strisce blu e sulle stuzzicate politiche che ravvivano i giornali, e intanto i veri problemi rimangono dove sono. Basterebbe recarsi ai consigli comunali per accorgersi di quanto manchi di mordente l’opposizione. Le opposizioni anzi, visto che la geografia politica del centrodestra corese attualmente è così ripartita: Udc con Bruno Canale, Betti in via di definizione dopo l’appassimento della “Rosa Bianca”, e il quasi PdL ex “Nuovo progetto per Cori e Giulianello”, capeggiato da Tommaso Bianchi e da Angelo Sorcecchi. Negli ultimi tempi però il centrodestra corese sembra sia piombato in un lungo periodo di riflessione, forse dovuto al periodo di fermento che starebbe attraversando la parte liberale in provincia. In questi giorni non sarà certo sfuggita la bagarre politica fra Fi e An a livello provinciale, perché Forza Italia, come è stato raccontato sulla stampa, per cartello elettorale starebbe con Alleanza nazionale ma in realtà non disdegnerebbe l’Udc. Che il terremoto politico con epicentro in provincia si stia avvertendo anche qui? Difficile dirlo, però non si può negare che I da molto tempo a Cori non si vedono più manifestini firmati da An e Nuovo progetto verso il Popolo della Libertà. E che da altrettanto tempo il Pdl non finisce sui giornali sollevando importanti problemi di natura amministrativa. Betti continua a portare avanti i suoi cavalli di battaglia, forse un po’ inflazionati, delle strisce blu e del bilancio. Canale, rappresentando la frangia giulianese, porta al centro della discussione consiliare i problemi della frazione. Nel frattempo che si continuano a versare fiumi d’inchiostro sull’inutile e sotto sotto si chiariscono le alleanze politiche a largo raggio, il paese arranca nell’attesa che qualcuno metta una pezza sugli strappi storici. Da Stoza (a che punto è il contenzioso con la Sin.Tur?) al Piano regolatore generale (è o non è in Regione?), dall’urbanistica ‘disordinata’ alle scuole insicure e che fanno acqua (prima la materna ed ora le medie), fino al continuo insorgere di mini-discariche abusive ai margini delle strade cittadine, l’ospedale. Nervi scoperti del paese da decenni, e per questo argomenti sempre utili da tirar fuori in caso di elezioni. Una volta eletti però vengono di nuovo accantonati, e quindi lasciati insoluti. Una tradizione che sarebbe ora di cominciare a profanare. 12

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 PONTINIA di Roberto Tartaglia I GIOCHI SONO INIZIATI IN VISTA DELLE PROVINCIALI U na giunta spaccata, che si sta spaccando sempre più e che negli ultimi mesi non ha lavorato abbastanza sui temi principali. Questa potrebbe essere la sintesi del pensiero dei partiti oppositori del Comune di Pontinia dove sembra, ormai, attivo e funzionale un nuovo aspetto bilaterale dell’opposizione, che intende rompere nettamente con l’ormai superata versione bacchettona e non propositiva di vecchio stampo. Una spaccatura ed un’inefficienza che la minoranza riscontra su quasi tutti i punti nevralgici della gestione comunale e non solo. Non mancano, infatti, le lamentele nei confronti dell’operato del sindaco Tombolillo in veste di consigliere provinciale, nonché della scarsità di mozioni da lui presentate in consiglio a favore del Comune che rappresenta. Proprio su questo sembra che i partiti di opposizione vogliano basare la propria campagna elettorale in vista delle prossime provinciali: sopperire alle mancanze di Tombolillo. Un’efficace strategia politica che ha iniziato a muovere i primi passi già dai temi più forti discussi in consiglio comunale. L’opposizione sta facendo di tutto, di fatto, per rivalutare le risorse del Comune di Pontinia; spicca fra tutte la proposta di superare la possibile crisi della piccola economia locale, che potrebbe derivare dall’apertura del nuovo centro commerciale nella zona ex Miralanza, con una decisa rivalutazione delle risorse e dell’agricoltura grazie ad agevolazioni e proposte commerciali. Testimone di tale posizione è anche il secco “no” all’installazione di una centrale a turbogas che andrebbe a snaturare un ambiente, come quello dell’Agro Pontino, che da sempre ha basato la propria economia prevalentemente sull’attività agraria. In merito alle nomine, invece, non sembrano esserci idee chiare ancora, si aspetta la costituzione del PDL che avrà luogo il prossimo 27 marzo. In effetti, con una situazione paritaria come quella presente nel Comune di Pontinia tra AN e FI, con due consiglieri per uno, è difficile immaginare qualcosa. Si potrebbe decidere per la candidatura di nomi giovani come Paolo Torelli, o puntare sulla mole di voti scegliendo tra Paolo Torelli e Sandro Novelli, oppure, ancora, valorizzare l’esperienza di Mario Tortorelli o Alfonso Donnarumma. Niente di definito, dunque. Ancora niente di certo. Ma i giochi sono iniziati 13

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 SERMONETA di Domiziana Tosatti UN DESTINO BEFFARDO SI È RITORTO CONTRO IL PIGMALIONE ANTONIO SCARSELLA B effardo destino, ma forse neanche troppo in una politica dove per amor di ‘posti al sole’ i ribaltoni sono alle volte più frequenti del portare a termine un mandato con l’esecutivo legittimamente votato dagli elettori, quello del gruppo di opposizione caetano. Per anni, circa 15, alla guida del paese, hanno svezzato e cresciuto una vera e propria ‘serpe in seno’, che, non appena arrivata sullo scranno più alto del consiglio comunale e portato dalla sua un numero sufficiente di consiglieri a garanzia della maggioranza, non ha esitato un sol minuto a silurare chi a tutti i costi, anche subendo le conseguenze di una dura rottura con i socialisti, l’aveva voluta sindaco. Boccone amaro soprattutto per il pigmalione Antonio Scarsella, che l’aveva proposta e voluta perchè giovane e donna. Nelle logiche politiche della Giovannoli, tuttavia, di giovane c’è stato ben poco, replicando di fatto quanto di meglio ha insegnato la cara vecchia Democrazia Cristiana. Tanto che oggi si ritrova a governare con Alleanza nazionale e Forza Italia, ma almeno ha mantenuto l’opportunità di governare per un secondo mandato, tra i motivi, se non ‘il’ motivo della rottura con i vecchi Ds ed i Comunisti italiani. Il timore che si stesse già segretamente cercando un candidato sindaco per il 2009 che non fosse lei. E allora che non si fa per mantenere le poltrone! Ma d’altronde, non è né la prima, né l’ultima, non ci venissero a raccontare, però, che è ‘donna e giovane’, quindi ‘nuova’. La vecchia maggioranza, oggi opposizione, dal canto suo conduce battaglie sui servizi del territorio, per cui numerosi fondi sono stati stanziati in precedenza grazie alle entrate dell ’urbanistica e che oggi servono all’attuale maggioranza ad inaugurare un’opera via l’altra, che a 4 mesi dalle elezioni non è poi così male. E non si danno pace, Scarsella e compagni, di come proprio quella ‘farina del diavolo’, l’urbanistica, altra scusa accampata a giustificazione del ribaltone, sia oggi una delle maggiori ricchezze del bilancio comunale. 14

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 24 | 16 FEBBRAIO 2009 OPPOSIZIONE NON PERVENUTA. LA ‘MONARCHIA’ SECONDO ‘RE LORETO’ di Agnese Ciotti ROCCAGORGA N ei 5 anni di amministrazione Bevilacqua i cittadini hanno avuto modo di vedere tutti i consiglieri esprimersi sia in maggioranza che all’opposizione. Il discusso passaggio del ribaltone ha determinato infatti l’inversione dei ruoli attribuiti dalla volontà popolare, fatta eccezione per il primo cittadino che, nonostante le dinamiche a fisarmonica della sua maggioranza, è rimasto sempre saldo sulla poltrona. Se questo mandato conferma l’abilità politica di Bevilacqua, afferma anche l’incapacità degli amministratori di opporsi a lui in sede consiliare. Abbiamo assistito ad assisi esilaranti, si ricordi l’episodio del bacio tra il sindaco e Gino Bonanni, per iniziativa di quest’ultimo, che non trovando altri mezzi per far comprendere le sue ragioni ha tentato un gesto teatrale. A lui comunque il merito di aver tentato il contrasto amministrativo nonostante una sconfitta dopo l’altra. Non classificabile l’opposizione dell’ormai invisibile ma presente Stefano Orsini, speranza dei cittadini eletto nelle file di An, perennemente assente dai consigli comunali post-ribaltone, in barba al diritto di essere rappresentati dei suoi oltre 200 elettori. Ha rassegnato le dimissioni dal consiglio al momento opportuno per lui, troppo tardi secondo alcuni, consentendo l’ingresso di Rino Nardacci a ingrossare le file della maggioranza. Oggi è esponente de La Destra che avrebbe aderito al movimento Roccagorga nel Cuore, ma si esclude una sua candidatura. Un barlume di opposizione è stato offerto dal consigliere Cavone, assessore di Bevilacqua poi pentito. Lo abbiamo visto brillare nel consiglio inerente al Piano Paesistico Territoriale Regionale. Ha tentato di richiamare l’attenzione sul piano regolatore e su temi inerenti l’organizzazione e funzionamento della macchina amministrativa, ma è stata una meteora. Sui generis Furio Ricci, che insieme a Gianni Atri e Guido Foglietta nel momento del passaggio da Margherita a Pd hanno deciso di abbandonare l’amico di sempre Bevilacqua, costituendo il gruppo consiliare dei Popolari Europei, esperienza di breve durata. Ricci e Foglietta restano in minoranza e Atrei torna da Bevilacqua poco dopo. Ricci diventa Sinistra Critica, Foglietta entra nell’UdC e in quella fase tenta la battaglia sulle stabilizzazioni LSU. Dati alla mano il sindaco in consiglio fa polvere delle sue istanze ed è l’ennesima vittoria contro oppositori incapaci. 15

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