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copia gratutita Anno II - numero 4 02 marzo 2009 N.25 INCHIESTA FILIPPO SIMEONI TRA DUBBI E CERTEZZE INTERVISTA ESCUSIVA! POLITICA CENTROSINISTRA GUIDI CI PROVA CENTRODESTRA CIARRAPICO LANCIA MACCI ATTUALITA’ LATINA IL CASO IRRISOLTO DELL’EX SVAR SERMONETA NUOVE PROPOSTE PER LA VIABILITÀ CULTURA CLEMENTE PERNARELLA GRANDI PROGETTI PER UN GRANDE TEATRO MUSICA L’ULTIMO LAVORO DEI KILLERS SANREMO 2009 CINEMA IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale distribuito da Onirika edizioni quindicinale di informazione ed opinione

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ONIRIKA EDIZIONI PRESENTA Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Luisa Belardinelli Responsabile web Alessandra Carconi Grafica e impaginazione e sito internet studio Sketch[idea] Paola Caetani e Marco Martelletta AGN ESE A LESSA N DRO L U CA SIMONA MARCO A. SIMON E PAOLA B. A LESSA N DRA DOMI Z I AN A LUISA S ON I A Stampato presso la “CIVERCHIA arti grafiche” via Pantanaccio 82/B Latina www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 ROB ER TO GIUSEPPE MARCO F. M. CRISTINA MARCO M. OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA PAOLA C. Chiuso in redazione il 26 febbraio 2009

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OMMARIO 4 EDITORIALE 6 INCHIESTA A13 DA DA Filippo Sime oni “Senza Giro potrei smettere di pedala Numero 25 | 02 marzo 2 009 DA 32 MUSICA A 35 Sanremo 20 The Killers, c he belli gli anni ‘80 09 36 -37 LIBRI re” Zafòn, l’angelo inca ntato re 14 POLITICA A19 DA PROVINCIAL I 2009 Guidi lancia la volata Macci si me tte a ruota 38 CINEMA A 40 Il curioso ca so di Benjamin Button I vincitori de lla notte degli O scar Roccagorga , si pensa al sindaco DA 20-21 DA VIA COSTA Con il “Grass i” scuole pontine tra le stelle 42 CULTUR A A 45 Pernarella c i racconta il suo “Fellin i” ‘Memorie’ d el colonnell o Filippo Cauc ci Molara DA 22 NEWS A 28 ATTUALITA’ Bianco e Ne ro Nella vita esi stono solo le sfum ature 46 NEWS CULTURA 47 TENDENZE DESIGN Design al fe mminile 30 -31 FILM IN DVD 48 FUMETTI L’incubo

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EDITORIALE MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 STO CON PIPPO. S IMPOSSIBILE DIFENDERSI QUANDO NON SI CONOSCE IL VOLTO DELL’AVVERSARIO Simone Di Giulio to con Filippo Simeoni. E non solo perché è un mio compaesano e mi conosce, mentre quell’altro lì è un americano che non sa nemmeno che esisto e mai lo saprà. Non sto con Filippo solo per le sue incredibili qualità sportive, per la sua tenacia, per aver superato momenti difficili ed averlo fatto trovando la serenità dentro di sé, in silenzio, senza smuovere mari e monti cercando di giustificarsi per un errore commesso. Non sto con lui solo per il fatto di essersi rimesso sui pedali e di aver spinto come un matto per tornare a livelli che competono ad un professionista. Per stare dalla sua parte non mi basta nemmeno guardare verso le emozioni che ha saputo regalarci lo scorso 29 giugno a Bergamo, con quello strappo da campione assoluto che gli ha cucito addosso la maglia tricolore, simbolo e ricompensa per gli anni trascorsi in gruppo ad ingoiare bocconi amari, ad essere guardato con disprezzo da quegli avversari che vedevano minati i sani principi di uno sport che vanta il triste primato di nuove droghe scoperte. E non sto dalla parte di Filippo nemmeno per quanto riguarda la sua vita fuori dal mondo delle corse in sella ad una bicicletta. Non sto dalla sua parte solo perché quando ti incontra è il primo a salutare, a darti la mano e a sorridere chiedendoti come stai. Non sto con lui solo per l’umiltà che dimostra quando ‘è costretto’ ad essere intervistato, a rilasciare dichiarazioni su un mondo che cerca di spiegare con la ragione e il sentimento, con la testa e con il cuore nello stesso istante. Io oggi sto con Filippo perché sta combattendo una battaglia. Tanti combattono battaglie ogni giorno. Ma quella che sta combattendo Pippo ha una caratteristica che in questo momento mi fa sentire davvero molto vicino a lui: combatte senza sapere chi è il suo avversario, chi non lo vuole al Giro del centenario e, soprattutto, perché. Filippo non sa se la sua esclusione in questo momento sia una scelta degli organizzatori, di Zomegnan in testa, che magari non lo ritengono degno o capace abbastanza per reggere tre settimane in giro in bicicletta per un’Italia che vuole solo vedere pedalare la maglia tricolore. Filippo non sa se è l’americano che ha sconfitto il cancro e vinto 7 Tour de France ad avere in mano il pallino della situazione, uno che forse lo considera ‘scomodo’ e che quindi potrebbe aver fatto valere il peso dei dollaroni che si porta appresso per porre veti agli organizzatori sulla presenza del campione italiano 2008. Non sa se è il suo mondo che si è stancato di lui, perché forse a Bergamo quel mondo pensava che Pippo arrivasse 100esimo arrancando in mezzo al gruppo, non a braccia alzate mentre ad arrancare erano i ‘ciclisti veri’. Filippo in questo momento non sa ed io mi permetto umilmente di essergli davvero vicino, quasi in sintonia. Credo di capire alla perfezione il suo stato d’animo. Ci sentiamo come se fossimo stati chiamati di sabato mattina dai carabinieri per essere interrogati e venire a sapere marginalmente che c’è qualcosa contro di te, nell’impossibilità di sapere a chi non sta bene e, soprattutto, che cosa non è stato accettato di quello che puoi aver fatto. Credo di sentirmi come si sente Filippo. Entrambi non riusciamo a capire quale sia il problema e cosa possiamo fare per evitare spiacevoli sorprese. Forse non lo sapremo mai o ce lo diranno quando sarà troppo tardi per porre rimedio. Quello che sappiamo adesso è che si deve lottare. Per se stessi prima di tutto. A testa alta. 4

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AMICI DI MONDO RE@LE La redazione di Mondo Re@le ha deciso di dedicare questo angolo al materiale (poesie, disegni, ecc...) recapitate al giornale. Per contattare la redazione di Mondo Re@le, per informazioni o inserzioni pubblicitarie: e-mail: mondorealemagazine@gmail.com Tel. 339.49.66.093 www.mysp ac www.mysp e.com/Gloryficus ace.com/m www.mysp alapeggio ace www.mysp .com/regnodeimon di ace.com/m arcoabben www.mysp da ace.com/b www.mysp banio ace.com/s imonedigiu www.mysp lio ace.co www.marc m/lumor_space oabbenda .com i nostri spa zi... l’angolo dei lettori poesie “ CUORE “ Un giorno mi dirai dei sacrifici fatti, dei momenti tristi passati, quanti dolori e tensioni hai subito, di essere stato felice con chi oggi fida e nutre in te sentimenti inespugnabili . Mi parlerai ed io ti ascolterò come si ascolta un amico del cuore; non avrai astio, ne mi attaccherai con acredine vermiglia, ancor di più ti sentirai parte indispensabile del mio corpo. Aprirai i tuoi appunti e leggerai la mia vita. Dai primi palpiti dentro mia madre, poi nel venire al mondo; l’infanzia piena di tumultuose conoscenze, il tempo più delicato della crescita e con essa le sue problematiche e dubbi. I momenti dei primi amori con le palpitazioni ed i rossori che questi mi provocavano. Mi hai pazientemente accompagnato per lunghi anni senza poter dire: sono stanco. Una vita, la tua , fatta di continue attenzioni; vicino nelle circostanze importanti. A volte ti sei fatto sentire borbottando, sapendo che senza di te non potrei vivere ti ho aiutato. Siccome ti piace la mia compagnia non mi hai lasciato. Un’eterna gratitudine a chi morirà con me quando insieme decideremo di volare via. Grazie. LeoneC 5

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 FILIPPO SIMEONI SENZA IL GIRO POTREI ANCHE SMETTERE di Luca Morazzano isognerà attendere il 31 marzo per conoscere l’elenco definitivo delle squadre che parteciperanno al Giro d’Italia numero 100. Per adesso infatti sono stati resi noti venti dei ventidue team che hanno la possibilità di prendere parte alla centesima edizione della corsa rosa e tra queste squadre manca la Flaminia Bossini, ovvero la squadra del Campione Italiano di ciclismo su strada, Filippo Simeoni. Si tratta di un frizione strutturale già a livello di termini: il campione d’Italia della specialità che non partecipa alla massima espressione del proprio paese nella disciplina in cui è campione. Quasi come se nel calcio, la squadra che vince lo scudetto, non partecipa al campionato dell’anno successivo (recentemente è succeso pure, ma per estromettere la Juventus dalla serie A c’è voluto tutto il casino di Calciopoli e la controversa vicenda della cupola Moggi). Ovvio che l’esclusione di Simeoni dal giro ha suscitato scalpore tra gli appassionati di ciclismo del Belpaese. Ma in breve tempo, il clamore della vicenda è sceso dai pedali per spostarsi prima nelle chiacchiere di tutti i giorni, per poi arrivare anche nelle aule di potere, consigli comunali e regionali compresi. I pareri sono univoci, ovvero Simeoni e la sua squadra devono partecipare al Giro. Il problema però sembra essere che il direttore del Giro d’Italia non ci voglia sentire dall’orecchio che porterebbe ad una soluzione pressoché indolore della vicenda, ovvero inserire la Flaminia tra le altre due squadre che ancora mancano all’appello. E questo proprio nell’anno in cui al Giro, non uno a caso, ma quello che segna il secolo di vita della corsa per la maglia rosa, partecipa Lance Armstrong, il campione americano al centro di un acceso antagonismo proprio con Simeoni, sulle strade e nelle aule di tribunale. Non è bastato lo slancio pacificatore del beniamino nostrano verso il pluridecorato corridore texano, e non è bastato un progetto parallelo di solidarietà tra l’Avis, di cui Simeoni è testimonial e Livestrong, l’associazione messa in piedi dallo stesso Armstrong per la lotta contro il cancro. I più “cattivi” parlano di una cortina calata intorno al caso, tesa a proteggere i milioni di euro si sponsor che pioveranno sul giro grazie alla presenza dell’ex signore del Tour. E una recente intervista dello stesso direttore della corsa, Angelo Zomegnan, non fa che aumentare i dubbi. Quello del Giro d’Italia potrebbe quindi essere il secondo boccone amaro da mandare giù per Simeoni da quel 29 giugno in cui ha conquistato sulle vie di Bergamo la maglia tricolore. Prima la mancata convocazione in Nazionale per i Mondiali. Adesso il mancato invito della sua squadra al Giro, una batosta che come lui stesso ammette nella seguente, potrebbe avere serie ripercussioni nella sua carriera. B 6

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 DAL 29 GIUGNO AD OGGI… 8 MESI DA CAMPIONE: “P ersonalmente ha costituito l’avverarsi di un sogno, e per le strade, tra i tifosi, mi ha dato una popolarità non indifferente. Lo noto ogni giorno inforcando la bicicletta, in allenamento così come in gara, in Italia e anche all’estero. E’ stato emblematico durante la settimana di allenamento in Francia ad inizio febbraio, i tifosi di ciclismo mi riconoscono e tributano alla maglia che ho indosso un affetto particolare e non può che farti piacere vedere quotidianamente attorno a te tanta attenzione. Del resto porti indosso il tricolore italiano e quindi ti rende come un punto di riferimento a livello internazionale per tutti i tifosi. La vittoria nel campionato italiano poi, dopo i passaggi che ho avuto in carriera, hanno reso la mia storia ancora più umana e vicina alla gente che mi ha voluto ancora più bene. Il fatto di aver vinto a 37 anni dopo aver sfiorato la decisione del ritiro almeno un paio di volte per vicende diverse tra loro ma comunque davvero incidenti, colora la mia vittoria di sfumature quasi magiche e la gente, proprio per questo, pare che mi voglia davvero un gran bene e ciò non può che riempirmi di piacere”. DIFFERENZA TRA GENTE COMUNE, TIFOSI E MONDO DEL CICLISMO: “I 8 n effetti alla considerazione e al rispetto guadagnato agli occhi dei tifosi e di tutti quelli che amano il ciclismo, mi sono accorto che tra gli addetti ai lavori e tra molti miei colleghi, la mia vittoria a Bergamo non è andata molto giù. A partire dalla mancata convocazione per i mondiali a pochissima distanza dal mio successo tricolore. Ci sono rimasto male, ma sembra che qualche mio avversario, anche tra i connazionali, abbia mal digerito il mio successo. La cosa, a dire il vero, mi ha sorpreso appena si è verificata, ma ragionandoci sopra, dopo tanti anni riesco a capire che il ciclismo è uno mondo strano. Come avviene anche nello svolgimento di una singola corsa, chi va avanti e quando, viene pianificato quasi a tavolino prima della gara stessa. E il mio assolo di Bergamo evidentemente non l’avevano pianificato. Se la mia vittoria però da fastidio, ne prendo atto, ma vado avanti a testa alta, fiero di quello che ho fatto. Dopo quasi otto mesi, quelli cui la mia vittoria ha dato più fastidio, lì ho conosciuti o si sono rivelati tutti, e forse, proprio il loro fastidio accresce in un certo senso la soddisfazione. Ma la gioia più grande è vedere la felicità che ha portato in quelli che mi sono stati vicini in tutti questi anni di sacrificio e nei momenti difficili. Del resto, nella vita, in ogni ambito, è impossibile piacere a tutti. Ne prendo atto e mi rendo conto che per quello che è stata la mia carriera, ho avuto dei passaggi che sono andati fuori dagli schemi di questo sport ed è ovvio che rompendo alcuni equilibri consolidati, il mio modo di essere abbia dato fastidio ai tradizionalisti”.

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 DOPO LA MANCATA CONVOCAZIONE AL MONDIALE: i sono rimasto male senza dubbio, ma riflettendo in profondità mi sono accorto che la delusione non era neppure tanta. Del resto da questo mondo e da certe persone non mi aspetto nulla,. Quello che ho ottenuto me lo sono sudato e guadagnato da solo senza regali. Quando ho sbagliato ho pagato il giusto e sono stato il primo ad ammetterlo per questo non mi aspetto regali di sorta. Certo il fatto che la nazionale italiana di ciclismo abbia partecipato ai mondiali senza il campione nazionale, si commenta così. Il tecnico e lo staff azzurro hanno però fatto tale scelta e io l’ho accettata, Forse è vero che dopo l’exploit del campionato italiano ero in forma calante ma per ricoprire uno dei ruoli di squadra ero tranquillamente all’altezza. Non avrei preteso di puntare alla vittoria perché so bene che non rientravo nelle possibili gerarchie e strategie di corsa. Certo se la convocazione fosse arrivata sarei stato contento ma ribadisco, il mio riscatto è stata la conquista di questa maglia e anche in rispetto di essa forse mi sarei aspettato di far parte della squadra azzurra. Chi però ha fatto la scelta aveva il potere di escludermi in quanto nulla è scritto e dovuto e quindi va bene così”. “C L’ESCLUSIONE DAL GIRO D’ITALIA: esclusione della Flaminia Bossini costituisce uno smacco a me, alla squadra e a tutto un movimento che crede ancora nei principi dello sport nel ciclismo. Sono uscite le prime venti delle ventidue squadre che parteciperanno al Giro, e già il fatto che non siamo inserite tra queste costituisce un affronto non indifferente. La vedo come l’ennesima mancanza di rispetto a ciò che costituisce la maglia tricolore più che a me in prima persona. Per chi vie di ciclismo e coltiva una passione da una vita, questa maglia ha un significato eccezionale e pensare ad un giro d’Italia senza di essa è veramente fuori dal mondo. Allo stesso tempo però, il mancato invito alla mia squadra mi ha dato modo ancora una volta di vedere il grande affetto intorno a me. La scelta di Zomegnan ha innescato un “L’ procedimento a catena. Dalle proteste dei tifosi, alle e-mail, ai blog ai siti internet, gli articoli di giornale e via dicendo, ho ancora una volta visto intorno a me un affetto sincero e profondo. Proprio in funzione di questo, pur restando lo sgarbo di non essere stati nei primi venti, rimango fiducioso che nelle ultime dieci sarà la Flaminia. Confido nel buon senso, nell’umanità e nell’italianità degli stessi organizzatori perché sinceramente non posso immaginare un giro d’Italia senza il campione Italiano. Si correrebbe il rischio di essere ridicolizzati a livello internazionale”. 9

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 POSSIBILITÀ DI PARTECIPAZIONE, LANCE ARMSTRONG E LE DICHIARAZIONI DI ZOMEGNAN i rendo conto che c’è qualcosa che non quadra e che la situazione è davvero delicata. A questo punto, sinceramente, non so se la mia squadra riuscirà a fare parte delle partenti al giro. Vedo un po’ di segnali strani. Anche se la speranza è l’ultima a morire non ho delle sensazioni positive, anche se ovviamente spero di sbagliarmi e di essere al via. Ci sono state delle dichiarazioni da parte dell’organizzatore capo del giro, Angelo Zomegnan, che mi hanno ferito in maniera particolare. Le prime dichiarazioni sembravano parlare di motivazioni del mancato invito dovute al coefficiente di squadra. Già qui mi suonava strano visto che abbiamo ricevuto la Wild Card dell’UCI che ci permette di partecipare a tutte le principali corse del mondo. Sentire però lo stesso Zomegnan che per difendersi sposta l’attenzione lui stesso sulla mia partecipazione, dopo che i giornali avevano sollevato la possibile querelle con Armstrong, “M mi ha suonato strano. Del resto, in quanto testimonial Avis, io sono stato il primo a tendere la mano al texano. Siamo stati acerrimi avversari in corsa e in tribunale, ma è acqua passata. In nome del socialmente utile sono stato il primo a sotterrare l’ascia di guerra. Lui con la Livestrong è testimonial della lotta al cancro e ho proposto io una campagna insieme a scopi umanitari. E’ vero che lui muove un indotto di sponsor da capogiro e che probabilmente catalizzerà gran parte dell’attenzione per questo ritorno all’attività agonistica, ma proprio per questo non voglio credere che il problema sia Simeoni in prima persona. Del resto, l’ho detto e lo confermo che se la Flaminia Bossini è stata esclusa a causa mia, basta che lo dicessero chiaro e sarei il primo a farmi da parte per risolvere la questione per il bene dello sponsor e della mia squadra”. LO SCREZIO SULLE VIE DI FRANCIA Nel corso della sua carriera Filippo Simeoni, con grande coraggio ammise di aver usato epo (per cui fu squalificato) su consiglio del dottor Michele Ferrari, lo stesso preparatore di Armstrong. Quest’ultimo, sentendosi indirettamente coinvolto, diede del bugiardo al corridore italiano e lo “punì” al Tour 2004. Durante una tappa molto dura, già in maglia gialla, andò personalmente a riprenderlo mentre stava partecipando ad una fuga innocua per la classifica: «Tu non vai da nessuna parte». 10

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 IL VERDETTO FINALE IL 31 MARZO on mi resta che pazientare fino al 31 marzo quando si avrà l’elenco definitivo delle 22 partecipanti al Giro d’Italia del centenario, quindi nemmeno un giro qualunque. Intanto devo pensare ad allenarmi e a farmi trovare pronto. In cartellone abbiamo altri appuntamenti importanti come la Tirreno - Adriatico e la Milano - Sanremo, ovvero due corse ricche di storia e suggestive. Spero di riuscire a fare bene, per onorare al meglio questa maglia e per non deludere le aspettative dei tifosi. Poi, dopo il 31 marzo vedremo. Se sarà giro ok, altrimenti mi siederò un attimo con i dirigenti della squadra e prenderò una decisione sulla mia carriera. Sarebbe una grande umiliazione per me e per tutto il ciclismo italiano. Però torno a ripetere che sono fiducioso. La regione Lazio, per bocca di un suo funzionario ha pubblicamente detto che se Simeoni non farà il giro si impegnerà a bloccare i 400 mila euro di finanziamenti pubblici previsti da parte dell’ente e anche altre autorità si stanno impegnando, compreso il comune di Roma e anche quello di Sezze. Spero che serva a qualcosa, lo ripeto ancora una volta,soprattutto per rispetto alla maglia. Soprattutto spero di cancellare i dubbi che mi sono venuti di esser io il problema e la precedente querelle con Armstrong il motivo scatenante di quanto sta succedendo. Del resto l’ho detto anche al presidente della Federazione Italiana di ciclismo Renato di Rocco che se il problema sono io sono pronto a farmi da parte”. “N 11

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 L’ INTERVISTA AD ANGELO ZOMEGNAN Allora, andiamo subito al sodo, perché avete escluso dal Giro la Ceramica Flaminia? «Vede, è curioso. Proprio adesso che il Giro compie cento anni, che stiamo scrivendo una pagina importante nella storia dello sport italiano, la grande eccitazione dei media è tutta incentrata sul non invito della Flaminia Bossini. Attenzione, dico invito perché non si tratta di un’esclusione. Quello della Flaminia Bossini è un mancato invito, come per altre decine di squadre». In questo specifico caso, però, visti i precedenti tra i due, è facile ipotizzare che abbia influito la volontà di Lance Armstrong: «Questa squadra e quel corridore non c’erano nemmeno quando Armstrong era altrove (quello del Centenario è il primo Giro a cui parteciperà l’americano, ndr)». La partecipazione di Simeoni non avrebbe potuto sancire una riappacificazione tra i due? «Mi chiedo perché Simeoni questa gran voglia di far pace con Armstrong non ce l’abbia mai avuta negli ultimi cinque anni». Non era certo tenuto a farlo. E comunque lei ha mai parlato con i responsabili della Flaminia Bossini? «Ho incontrato ripetutamente i dirigenti del team, perché hanno sempre voluto sapere se avendo in squadra il campione d’Italia avevano automaticamente il diritto di partecipare al Giro. Sono sempre stato trasparente con loro, non gli ho mai detto che sarebbero stati invitati solo per questo». Quindi lei li aveva già avvertiti che Simeoni, da solo, non avrebbe garantito la partecipazione al Giro? «Le dirò di più. A un certo punto a chiedermi se la presenza in squadra del campione d’Italia avesse rappresentato il lasciapassare per il Giro, non era solo la Flaminia. Perché all’epoca Simeoni era senza contratto e teneva aperti tre tavoli di ingaggio. Io ho sempre detto di no a tutte e tre le squadre interessate. Ora, se l’avere in squadra il campione non era sufficiente per partecipare al Giro prima che la Flaminia confermasse Simeoni, a maggior ragione non lo è diventato dopo. Specie ora che lui è l’ultimo corridore della sua squadra». Intende l’ultimo che ha firmato? «Diciamo così: se il Milan vuole davvero teenere Kakà, il brasiliano è il primo che firma». Resta il fatto che al Giro non ci sarà la maglia tricolore. «Le spiego, ci sono 37 candidature credibili per 22 posti, almeno 15 squadre resteranno fuori. È un gioco di equilibri. Quando facciamo gli inviti dobbiamo tener conto della qualità sportiva e della visibilità del Giro all’estero». Quindi nel decidere quali squadre ci sono, influiscono anche gli interessi di altri paesi? «Se in questi anni il Giro è cresciuto è perché dietro c’è un grande lavoro di internazionalizzazione. Faccio un esempio: se voglio che questo evento sia trasmesso in Russia, ho l’obbligo di far partecipare una squadra russa. Perché sia seguito negli Stati Uniti, devo far partecipare diversi corridori americani. Gli inviti devono tener conto di questo». Ma questo che c’entra con Simeoni? «C’entra, come le ho detto. Ma c’è anche dell’altro. Una condicio sine qua non per poter partecipare alle competizioni mondiali è l’adesione al programma del passaporto biologico (il progetto dell’Unione ciclistica internazionale, che prevede uno screening costante dei valori ematici, ndr). L’anno scorso tutte le squadre presenti al Giro hanno sostenuto il progetto. Se uno vuole comprare una macchina e guidarla si preoccupa prima di avere la patente. Non mi piace chi fa il percorso opposto». Sta dicendo che la Flaminia ha accettato di adottare il passaporto biologico quest’anno, solo per partecipare al Giro? «Io non so se la Flaminia fosse nel programma del passaporto biologico l’anno scorso». Per ora avete indicato 20 squadre, in una lista provvisoria. Ne restano da scegliere due... «Le dirò una cosa: non è obbligatorio che partecipino 22 squadre, potrebbero anche essere 20. da Il Riformista del 4 febbraio a firma di Marco Sarti 12

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 LE DICHIARAZIONI DI MARRONE, TEAM MANAGER DELLA FLAMINIA BOSSINI Lei crede possibile che Armstrong abbia potuto chiedere la testa di Simeoni? «Non posso pensare ad un suo veto, ma è anche vero che aspettiamo una sua dichiarazione in merito da tanto tempo. Ha un ufficio stampa formidabile e non puàò non aver letto le dichiarazioni distensive e concilianti fatte da Filippo. Simeoni lo ha sollecitato, gli ha teso la mano. Ma stiamo ancora aspettando una sua risposta per un chiarimento. Anzi, ci saranno aspettati che avesse detto: quale migliore occasione del Giro per incontrarci e confrontarci. Invece nulla di tutto questo». Vi accusano di aver ingaggiato Simeoni solo per partecipare al Giro. È vero? «Filippo ha vinto con noi il campionato italiano ed era logico che ci fossero anche altre squadre intenzionate ad ingaggiarlo. La trattativa è durata il tempo necessario ad essere soddisfacente per entrambi. Il campione italiano per noi è un investimento che va al di là del Giro». C’è chi vi contesta di non aver firmato il passaporto biologico, il programma antidoping voluto dall’Uci. Come stanno le cose? «Ad inizio 2008 attendevamo una wild card dall’Uci che non è arrivata per l’insufficienza dei nostri risultati della stagione precedente. Il passaporto biologico non costa 60.000 euro ma più del doppio. A questo punto abbiamo preferito pensare al budget. Ora siamo in attesa della wild card 2009 e quindi pronti a dotarcene». E allora come spiega l’esclusione dalle venti squadre invitate? «Non me la spiego. Zomegnan si stupisce che si parli di Simeoni e non del Giro del centenario. Io mi stupisco del contrario. Come si fa a pensare che al Giro del centenario non ci sia la maglia tricolore? Quanto ai risultati, parlano i numeri. Siamo al settimo posto nel ranking Uci. Purtroppo, fin quando gli inviti saranno decisi da sponsor e diritti tv e non dai risultati sportivi, allora queste cose potranno accadere». Quanto fa male ad una squadra professionistica laziale non partecipare ad un Giro che finisce a Roma? «Tantissimo. Nel ciclismo generalmente si sostengono i corridori. Noi siamo gli unici ad avere il tifo di squadra, tanto forte è la nostra caratterizzazione regionale. Siamo stati per quattro anni in panchina, ora avremmo meritato la ribalta, per i ragazzi, per i risultati e per il tifo che ci sorregge». Simeoni come sta vivendo la vicenda? «Tutte queste polemiche non possono che fargli male. Lui ha una dignità e una storia sportiva da difendere. Finora io sono stato in silenzio. Ho fatto solo dichiarazioni concilianti, ma mi rendo conto che c’è un movimento di persone che sta spingendo per volerlo al Giro». Prossime gare in programma? «Sabato esordiremo al Gp Costa degli Etruschi, prima gara del calendario. Poi la squadra si dividerà, parte andrà al Giro del Mediterraneo, parte al Giro della Provincia di Grosseto. Poi il Laigueglia e le altre corse della primavera». Ma in un invito al Giro ci credete ancora? «Non possiamo non crederci. Del resto il regolamento parla chiaro. Al via possono partire fino a 22 squadre e finora ne sono state chiamate 20. Una delle ultime due possiamo anche essere noi». Magari convincerete Zomegnan a suon di vittorie. «Bastassero solo quelle...». da Il Riformista del 6 febbraio a firma di Gianluca Agata 13

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POLITICA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 PROVINCIALI 2009 A SINISTRA SI PROPONE DOMENICO GUIDI... di Domiziana Tosatti I l ruolo della Provincia va rilanciato. Occorre una svolta: una nuova progettualità ed un sistema di gestione profondamente diverso basato sul coinvolgimento di enti locali, istituzioni e parti sociali. Un ‘sistema’ capace di mettere da parte i rancori personali ed i campanilismi per un interesse più grande che è quello del nostro futuro. E’ da questi presupposti che ha preso le mosse l’autocandidatura di Domenico Guidi, attuale capogruppo in consiglio provinciale del Partito democratico, a presidente dell’ente di via Costa. E mentre il Pd si attarda nella scelta del proprio candidato presidente, ma anche dei consiglieri di collegio, Guidi ha le idee chiare ed ha lanciato la sua personale sfida. E la proposta dello storico sindaco di Bassiano, infaticabile oppositore di Acqualatina, ‘è rivolta- così ha ribadito- a tutte quelle forze politiche di centrosinistra che credono nel rilancio di questo territorio e che vogliano condividere un programma serio congiunto con le forze sociali ed economiche e che, soprattutto, risponda ai bisogni dei cittadini oramai troppo vessati e provati da una crisi economica dilagante’. E la proposta va certo anche a quel Partito democratico con cui Guidi sta adesso condividendo l’impegno politico, ma che, nel tentativo forse di trovare un candidato che risponda a specifiche esigenze e dinamiche interne al partito, si sta decisamente attardando in quelle che Domenico Guidi ha ritiene ‘discussioni poco produttive, con il rischio di arrivare in ritardo sulla scena elettorale e con scelte non condivise dagli elettori’. E la stoccata non manca. “Mentre il centrodestra ha già trovato, con la candidatura di Macci, un’alternativa ad eventuali decisioni sul consiglio comunale di Fondi, il Partito democratico- ha osservato critico Guidista decidendo se io sono simpatico, oppure no, o se rispondo alle attuali dinamiche ed esigenze interne. Perché purtroppo è proprio questo il punto, perché è oggettivo che la discussione non verta sull’efficacia politica o meno del sottoscritto da una prospettiva che tenga conto della ‘produttività’ avuta da consigliere di opposizione. Ed il rischio è essere costretti a correre da soli, mentre le altre forze di centrosinistra si saranno già organizzate autonomamente”. Ma quello che più di ogni cosa interessa Guidi è la capacità di proporre un’alternativa forte e valida al governo provinciale degli ultimi anni, partendo dalle maggiori criticità del territorio, dalla gestione delle acque, al piano dei rifiuti, passando per le crisi industriali e la maggiore efficienza dei servizi pubblici. “Negli oltre quattro anni di amministrazione Cusani la Provincia di Latina non è stata in grado di realizzare un vero e serio programma di governo diretto al raggiungimento di obiettivi di interesse comune ai cittadini del territorio pontino. Una politica fallimentare su pressoché tutte le questioni inerenti lo sviluppo sociale, economico, industriale e ambientale”. Numerosi gli impegni del programma proposto dal candidato, volto al rilancio di tutti i settori chiave per lo sviluppo della provincia, ma anche per la conservazione del territorio. Tra le priorità il miglioramento della mobilità, il rispetto dell’ambiente, politiche di buona occupazione e di formazione attiva degli inoccupati, la gestione 14

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POLITICA MONDORE@LE | NUMERO 25 | 02 MARZO 2009 L’APPOGGIO DI LIDANO LUCIDI, SEGRETARIO PROVINCIALE PARTITO SOCIALISTA motivi che ci spingono ad appoggiare la condidatura di Domenico Guidi, risiedono nel fatto che in tutti questi anni, si è sempre contrapposto alle politiche del centro destra, che va da Azione Sociale della Mussolini all’Udc di Forte. Non possiamo che appoggiare le battaglie che Memmo Guidi ha condotto, e continua a condurre, contro Acqualatina e per l’acqua pubblica, sui rifiuti, sulla tutela dell’ambiente in generale, per la difesa dell’occupazione. Bisogna inchiodare chi governa il territorio alle sue responsabilità, visto che governa non solo la Provincia ma anche in moltissimi comuni. Avranno o no qualche responsabilità sulla crisi occupazionale, sulla gestione dell’acqua, sulla crisi agricola e ambientale del nostro territorio? Riteniamo la coerenza e la costanza dell’impegno politico di Guidi un valore aggiunto per l’area di sinistra, un punto di forza”. Lo stesso Lucidi prosegue: “Bisogna ritrovare le ragioni nell’essere veramente alternativi alla destra, sia a livello locale che nazionale, e per farlo occorre essere chiari nei messaggi, nei programmi e negli uomini. È proprio la mancanza di un forte Partito Socialista come esiste in tutta Europa, che permette al centro destra di egemonizzare la vita amministrativa, culturale e sociale. Inseguire l’agenda politica del Pdl sta portando all’estinzione della sinistra, è ora di invertire la rotta. I socialisti sono impegnati per la costruzione di un progetto politico duraturo, aperto alle istanze della società, che sappia riaccendere l’entusiasmo della base di sinistra che sta vivendo un periodo di sfiducia e sbandamento.” pubblica dell’acqua, lo smaltimento corretto dei rifiuti con una seria raccolta differenziata e smaltimento dei materiali. E sulle priorità, condivise sin dalla campagna elettorale, il candidato alla presidenza di via Costa vuole costruire insieme agli elettori un programma ‘preciso ed espresso con chiarezza’, che renda i cittadini ‘soggetti attivi del mondo che cambia’. “I

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