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copia gratutita Anno II - numero 5 16 marzo 2009 N.26 SPECIALE POLITICA PARTITO DEMOCRATICO TRA CRISI E PRIMARIE CI SI PREPARA ALLE ELEZIONI ATTUALITA’ LATINA NUCLEARE, C’È CHI DICE NO! PONTINIA COMBATTUTI TRA TURBOGAS E CENTRALE A BIOMASSE CINEMA WATCHMEN SUPEREROI E ROVESCIO DELLA MEDAGLIA MUSICA IL RITORNO DEI NICKELBACK CON “SILVER SIDE UP” LIBRO IL CODICE DA VINCI L’ORIGINE DEL MISTERO www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale distribuito da Onirika edizioni quindicinale di informazione ed opinione

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ONIRIKA EDIZIONI PRESENTA Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Luisa Belardinelli Responsabile web Alessandra Carconi Grafica e impaginazione e sito internet studio Sketch[idea] Paola Caetani e Marco Martelletta AGN ESE A LESSA N DRO L U CA SIMONA MARCO A. SIMON E PAOLA B. A LESSA N DRA DOMI Z I AN A LUISA S ON I A Stampato presso la “CIVERCHIA arti grafiche” via Pantanaccio 82/B Latina www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 ROB ER TO GIUSEPPE MARCO F. M. CRISTINA MARCO M. OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA PAOLA C. Chiuso in redazione il 12 marzo 2009

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OMMARIO 4 EDITORIALE Una ‘pizza’ in Compagn ia una ‘pizza’ d a soli Numero 26 | 16 marzo 2 009 DA 31 CINEMA A 33 Watchmen vado o non vado? 6 INCHIESTA A15 DA DA DA Parchi gioco e giardini pu bblici, spazi dimen ticati 34 MUSICA A 36 Il ritorno de i Nickelback Il codice Da Vinci un caso med iatico 16 POLITICA A 21 38 -39 LIBRI 40 - 41 DVD Zohan l’agente parr u cchiere La situazion e del PD tra crisi e pri marie in attesa de l voto 22-23 DA VIA COSTA Protocollo tr a Ente e Ministro B runetta DA 24 -25 ATTUALITA’ DA 42 NEWS CULTURA A 45 GF9 ecologia made in Italy Latina alle p rese con il ritorno del nucleare Pontinia tra turbogas e biomasse 26 NEWS ATTUALITA ’ A 28 46 TENDENZE DESIGN 47 FITNESS 48 FUMETTI La prevenzio ne del mal d 1902 L’anno del contatto i schiena

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EDITORIALE MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 i Giulio Simone D Una ‘pizza’ in Compagnia, una ‘pizza’ da soli… li intenti c’erano tutti ed erano dei migliori: territorio esteso, risorse da sfruttare, unità di intenti e tanti, tantissimi fondi a disposizione. Quello che poi è mancato è derivato proprio da questi pregi appena elencati. Il territorio esteso è diventato troppo grande e complesso da gestire, le risorse da sfruttare sono state mal coordinate, l’unità di intenti è durata appena il tempo di capire che non tutti i protagonisti avrebbero usufruito dello stesso trattamento, con la conseguenza che presto sono iniziate le prime insofferenze da parte di quei Comuni che ogni anno versavano la propria quota per poi vedersi superare da realtà anche più piccole. L’unica cosa rimasta intatta nel corso degli anni è stata la quantità spropositata di soldi a disposizione per un progetto che alla fine non è mai decollato. Si parla di Stile (sigla per Sviluppo Turistico Integrato dei monti LEpini) e della società che avrebbe dovuto gestire tutte quelle risorse, la Compagnia dei Lepini. Sia chiaro. Non mi piace la contestazione e la polemica fine a se stessa. Cioè in effetti ogni tanto mi G piace. Ma non è questo il caso. Quello che non mi va giù è che da soggetto nato per valorizzare e rilanciare il turismo, la Compagnia in breve tempo si è trasformata in miniera d’oro per alcuni e cambiale ineludibile per altri. Valorizzare e rilanciare, non creare da zero e proiettare nelle guide turistiche. E’ stato questo, a mio modesto parere, il grosso limite della società partecipata. Perché questo territorio è già di per sé ricco di risorse mal gestite o poco sfruttate. Qui sta il grosso limite. A Sezze. a Priverno, a Maenza, a Carpineto quello c‘è. Può piacere o non piacere, ma c’è quello. E tra i compiti, forse il primo e unico compito, della Compagnia c’era quello di valorizzarlo, di renderlo fruibile, di ‘venderlo’ nel migliore dei modi, di proporlo e valorizzarlo appunto. Invece niente. Scelte decisamente discutibili di marketing e azioni più politiche che sociali hanno creato lo stato attuale, con alcuni Comuni, tra cui Sezze, che non conta come Carpineto, ma resta il più grande dell’anello dei Lepini, sul punto di andarsene e smettere di credere alle favole. Il territorio è rimasto com’era qualche anno fa. Di turisti nemmeno l’ombra e piccole e grandi polemiche legate sempre al filo del carrozzone, non del naturale sviluppo di zone in cui, sempre a mio modesto parere, qualcosa poteva e può ancora essere fatto. Magari da piccole realtà locali, non da megastrutture create ad hoc e riempite di scienziati. Perché l’altro grande limite della Compagnia sta nel fatto di aver imposto, forse nemmeno volendolo, una sorta di vincolo psicologico a tutti quelli che volevano costruire qualcosa ma si sono ritrovati nei tremila cavilli burocratici e nell’impossibilità di accedere a fondi destinati alla gestione della società. Con la crisi di identità all’interno delle Comunità montane e, forse, con il destarsi dal lungo sonno di alcune amministrazioni probabilmente stufe di partecipare solo sulla carta, la ‘pizza’ imposta dalla Compagnia dei Lepini sembra ormai essersi raffreddata. La mozzarella (peraltro Dop) ormai sa di marcio. E forse questo territorio è sul punto di rinascere davvero. 4

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AMICI DI MONDO RE@LE La redazione di Mondo Re@le ha deciso di dedicare questo angolo al materiale (poesie, disegni, ecc...) recapitate al giornale. Per contattare la redazione di Mondo Re@le, per informazioni o inserzioni pubblicitarie: e-mail: mondorealemagazine@gmail.com Tel. 339.49.66.093 www.mysp ac www.mysp e.com/Gloryficus ace.com/m www.mysp alapeggio ace.com/r egnodeim www.mysp ondi ace.com/m arcoabben www.mysp da ace.com/b www.mysp banio ace.com/s imon www.mysp ace.com/lu edigiulio mor_space www.marc oabbenda .com i nostri spa zi... l’angolo dei lettori NORD A chi cerca una vita migliore Abbiamo visto il sole varcare le montagne Allargare i suoi raggi sugli orti e sulle vigne Verso la valle di questa nostra terra Illuminata dal fuoco della guerra Abbiamo ascoltato il risveglio dell’uomo I rumori soffocati da tanto frastuono Da un suono di pianti disperati Da grida e canti di donne e di soldati Da giornali strappati e radio appena accese In mezzo a tante chiacchiere soffuse Dentro alle chiese Gli intossicati senza libertà Hanno speranza e sono una realtà Sono ombre trascinate dal tempo Sono schiavi incatenati al loro tormento Alle illusioni di un falso progresso A un pezzo di pane duro come un sasso Le loro braccia sono legate in alto in cima alla salita Ai grattacieli senza uscita Come le due torri di ferro e di cemento Ferite e avvolte dal grido e dal lamento Ridono prima di abbracciare il loro destino Trasportati mano nella mano sottile di un bambino Durante la notte hanno cambiato strada E hanno ballato al suono di una nenia stonata Tra le tette dirompenti di amanti sconosciute Sudate e pagate nei loro letti bagnati dalla sete Sommersi dal pianto di un amore abbandonato Dal canto stonato di un disco rubato Dal vino di marzo nel bicchiere graffiato Dalla foto di un deserto che abbiamo sempre sognato E mai attraversato Orme di cammelli tracciano il passo stanco Verso la cruna dell’ago conficcato nel fianco Alzano granelli di sabbia sotto alle suole Ombre nomadi riflesse dal sole Sugli occhi affogati in un mare di luce In cerca di un’oasi di palme e di pace E foglie pungenti di piante laccate Appiccicate nei secchi di latta Come il miele sul sangue di una rivolta Come formiche sugli occhi lucenti Come giaguari in mezzo ai torrenti Il sole al risveglio sale lento da sud Ancora granelli di sale e di sabbia Di ferite e di rabbia Negli occhi al mattino Che puntano a nord poesie Vincenzo Faustinella Tratta dalla raccolta di inediti dal titolo: “Le decisioni in sospeso” 5

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 21 MARZO: PRIMAVERA 31 MARZO: BILANCI E I PARCHI? di Vito Di Ventura e Luca Morazzano l parco giochi nasce dall’esigenza di colmare la carenza, tutta moderna, di giocare all’aperto. Infatti, prima che le città si trasformassero in un agglomerato di case e le automobili invadessero le strade, erano proprio la strada e i piazzali, o in alternativa gli oratori, i luoghi dove i bambini potevano liberamente giocare, socializzare e dare sfogo alla loro creatività. Il gioco, ovvero quell’aspetto ludico che dall’età infantile, fino all’età scolastica nella quale si affianca all’attività didattica, caratterizza la gran parte della vita di un bambino ed anzi ne costituisce una fase fondamentale ed essenziale. Uno dei più grandi mali operabili nei confronti di un bambino è privarlo infatti del gioco e dell’innocenza che scaturisce da esso. Attraverso il gioco, infatti, il bambino incomincia a comprendere come funzionano le cose: che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell’esistenza di leggi del caso e della probabilità e di regole di comportamento che vanno rispettate. L’esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le legittime esigenze di queste sue due realtà. In particolare poi, il gioco fuori casa, quello nei parchi insieme agli altri bambini, consente ai bambini di scoprire i rapporti interpersonali oltre a contribuire fattivamente alla formazione della sua persona. I parchi gioco e le aree verdi sono luoghi comuni per le nostre zone, spesso dati per scontati in quanto ricchezza diffusa molto più nei piccoli centri che non nelle aree urbane di grosse città. Oggi, tutto ciò fa parte del passato lontano, dei ricordi. Dal 1936 ad oggi, ai tradizionali scivoli, altalene, dondoli, giostre e buche con la sabbia, si sono affiancate casette, giochi a molla, funivie, palestre, giochi con l’acqua, torri e ponti, strutture di arrampicata e piramidi in corda. Anche i materiali sono cambiati e dall’acciaio dei primi anni si è passato all’uso del legno e della plastica. Di recente sono comparse strutture gonfiabili, ma richiedono la presenza di operatore specializzato. Insomma, il parco giochi è diventato complesso e viene progettato come un tutt’organico, sulla base di un’offerta ludica varia ed equilibrata, nel rispetto delle norme di sicurezza, oggi regolamentate anche da norme europee. Possiamo quindi dire che la ricerca di aree all’aperto destinabili al gioco è diventata un problema sociale e, quindi, politico. Salvo le poche Amministrazioni comunali lungimiranti o attente ai problemi dell’infanzia, che hanno provveduto ad attrezzare aree idonee all’interno dei giardini pubblici o delle scuole, molto più spesso, invece, tali spazi si trovano presso i centri commerciali dove peraltro si è trasferita gran parte della vita ovvero dove le famiglie trascorrono il tempo libero. In tal modo, è stato devoluto al privato ciò che dovrebbe essere un precipuo impegno delle Amministrazioni comunali. Proprio i parchi si rivelano fondamentali nel processo di crescita di ognuno di noi, dalle passeggiate in carrozzina, I 6

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 alle prime uscite tra amici, ai pomeriggi passati sdraiati su un prato. Con il passare degli anni però, tali piaceri “bucolici” sono venuti scemando e non solo per i dictat di una società sempre più votata al consumismo, all’elettronica e all’accelerazione. Uno zampino, e anche bello consistente, ce lo mettono le condizioni stesse dei parchi e delle aree verdi, ridotte ad uno stato che a tutto possono servire, tranne che al gioco e allo svago di ragazzi e bambini, delle loro mamme e dei loro papà oltre che degli anziani. Il parco giochi costituisce oggi più che mai il veicolo per dare alle giovanissime generazioni l’opportunità di svilupparsi in un ambiente sano e ricco di stimoli. Il buon cittadino, rispettoso della natura e del bene pubblico, si forma e si sviluppa nei primi anni di vita. Giocando s’impara! LATINA di SImona Tranquilli QUESTIONE D’INCIVILTÀ N onostante l’impegno, nonostante la manutenzione e nonostante i lavori lo stato dei parchi del Comune di Latina ancora non risponde alle aspettative. Come ogni anno in attesa della bella stagione si torna a fare il punto della situazione sulle aree verdi del capoluogo pontino, zone utilizzate soprattutto dai più piccoli che passano i loro pomeriggi liberi a giocare nei parchi. Sebbene lo stato generale delle giostre sembri essere buono (non sembrano esserci scivoli o altalene danneggiati) se passiamo la lente d’ingrandimento sui Giardini Comunali e su Piazza Paolo VI la situazione non è esattamente delle più incoraggianti. Per quanto riguarda quest’ultima in particolare i problemi sono dovuti al pavimento sconnesso in alcuni tratti. Anche nel parcheggio di fronte la chiesa la parte centrale della strada è del tutto screpolata tanto da lasciare intravedere la pavimentazione sottostante (che era stata coperta con l’asfalto). Ma al di là dei problemi strutturali e di manutenzione, che comunque dovrebbero essere risolti a breve con una serie di interventi concreti per migliorare il parco, il neo principale resta lo stato di abbandono e l’inciviltà di una zona a due passi dalle scuole, frequentata quotidianamente da ragazzi e bambini che, invece del verde e di condizioni igieniche adeguate, sono costretti a convivere con la sporcizia. Non molto dissimile la situazione dei Giardini Comunali in cui il degrado, dovuto ai soliti barbari, e le scritte dei vandali infestano tutto il parco. Anche in questo caso la causa non è da imputarsi tanto alle amministrazioni, che per quanto riguarda i Giardini Comunali hanno terminato da poco i lavori di rifacimento, quanto ai soliti incivili che scambiano l’area verde per una pattumiera e le giostre per delle lavagne naturali su cui scrivere senza problemi. Una situazione che può essere risolta soltanto facendo appello al senso civico delle persone, perché solo attraverso un atteggiamento più rispettoso e un’attenzione maggiore per strutture, che sono di tutti, questi atti incivili possono essere prevenuti. 7

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 SEZZE di Luca Morazzano GLI ANNI PASSANO, LE CARENZE RESTANO L a Primavera è alle porte e con essa, si spera quanto prima, che possano arrivare le belle giornate con i pomeriggi assolati da passare in belle passeggiate magari immersi nel verde dei parchi. E’ questa un’aspirazione comune ovunque, tra giovani, mamme e papà ansiosi di portare fuori i propri frugoletti, oltre che di anziani con le ossa scricchiolanti dopo l’umidità patita nella stagione fredda. Proprio quello dei parchi a Sezze, però costituisce un capitolo molto delicato viste le condizioni in cui versano le tante aree verdi della popolosa cittadina lepina. Le aree adibite a parchi versano infatti in condizione di abbandono, ridotte ormai, tranne qualche eccezione, in malora dall’ignoranza di atti vandalici, ma anche dalla trascuratezza e dall’assenza di manutenzione. Bivacchi, mancanza di controlli e illuminazioni adeguate si tramutano in alleati di sciagurati atti vandalici che si ripercuotono in particolare sulle aree gioco attrezzate per i bambini, ma anche sulle condizioni igieniche degli stessi parchi (rifiuti di ogni genere, vetri di bottiglie, siringhe e anche escrementi animali ed umani). Dal parco di via dei Cappuccini, a quello della Rimembranza (o anche “Monumento”), i giochi impiantati anni addietro, sono ridotti in condizioni fatiscenti se non addirittura divelti completamente. Oltre ai giochi stessi, anche la condizione dell’ambiente circostante è largamente compromessa, con panchine danneggiate gravemente, cestini per i rifiuti rotti o addirittura cavati di sana pianta e le fontane ridotte ad un insieme malsalubre di acque stagnanti e perfino rifiuti. Colpa di un malcostume di utenti indisciplinati e di ripetuti atti vandalici, ma come detto anche figli della trascuratezza da parte delle istituzioni che poi, a volte, sembrano tornare ad interessarsi di tali tematiche, trovandosi costrette a esborsi economici consistenti per bonificare situazioni profondamente compromesse. L’unica eccezione positiva dei parchi setini è quella costituita forse dal parco di via Piagge Marine, accanto all’area del mercato settimanale, che pur con qualche piccolo difetto (qualche gioco danneggiato e un parto non proprio lussureggiante) conserva tuttavia una parvenza di decenza purché non piova e l’acqua lo renda una palude semi praticabile. Il parco di Monte Trevi è invece ridotto ad un lontano ricordo, richiamato alle menti di coloro che lo conobbero al momento della sua istallazione dal sopravvissuto scivolo e da due panchine. In località Fontanelle del parco sono rimasti solo i resti dello scivolo. Non và certo meglio a Sezze Scalo, dove per il gioco all’aperto dei propri bambini, o si provvede in proprio con iniziative private nei giardini di casa, oppure ci si accontenta di risorse non certo all’altezza del bacino d’utenza e via discorrendo, analoga analisi si può spostare in tutte le contrade che compongono Sezze. 8

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 urante il giro per scattare le foto presenti in queste pagine, lungo marciapiede che costeggia il Parco della Rimembranza, abbiamo incontrato una mamma con il suo passeggino che ha voluto esprimere la sua opinione: “Mancano pochi giorni alla Primavera e speriamo ci siano tante belle giornate di sole per uscire. Basta però fare un giro per i parchi di Sezze per accorgersi come le passeggiate delle mamme, dei papà, dei nonni, con i rispettivi bambini, saranno rese meno piacevoli dalle condizioni stesse dei parchi. Sporcizia, manutenzione scarsa o nulla, attrezzature ludiche gravemente danneggiate o addirittura divelte sono purtroppo lo scenario che aspetta i nostri concittadini. Anni di dimenticanza hanno infatti amplificato l’usura normale del tempo e la situazione attuale è quanto mai grave. Urge un intervento sostanzioso e sostanziale per restituire a Sezze delle aree parco davvero vivibili”. D SEZZE SCALO ABBANDONATO di Alessandro Mattei COTTIGNOLI PRATICAMENTE comunale, una vegetazione ricca e molte tipologie di fiori che sono oramai un pallido ricordo. Il “piccolo paradiso” di Sezze scalo non esiste più. Eppure non occorrerebbe molto per rendere vivibile un luogo realizzato per essere vissuto dai ragazzi, dagli alunni degli istituti scolastici adiacenti e dai residenti della zona. Ma evidentemente è chiedere troppo. U na passeggiata tra sporcizia e degrado. E’ questa la fotografia del Parco Cottignoli di via Bari a Sezze Scalo. L’unica area verde comunale presente spesso si confonde con una discarica a cielo aperto. Il suo stato di abbandono, il più delle volte, è evidente e all’incuria si aggiungono le azioni di vandalismo da parte di ragazzacci che evidentemente non hanno rispetto neanche di loro stessi. Panchine rotte, cumuli di immondizia, scritte sui muri, cestini divelti questo lo scenario che colpisce il visitatore dell’area verde realizzato dall’ex Giunta Siddera diversi anni fa. La cura del verde e dell’intero parco è durata ben poco. D’altronde in principio vi era un custode 9

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 UTILE ED EFFICACE IL RESTYLING PRE-ELETTORALE di Giuseppe Lestingi PRIVERNO L a situazione dei parchi e dei giardini pubblici nel comune di Priverno, grazie anche alle recenti ristrutturazioni avvenute prima delle ultime elezioni, appare discreta rispetto alle condizioni in cui versano le analoghe strutture di molti paesi limitrofi. Evidentemente, visti i risultati, l’attenzione dedicata a tale tematica dalla giunta Macci ha avuto il suo effetto sugli elettori più indecisi ma ha anche reso ai cittadini servizi efficienti. I giardini situati in via Matteotti hanno avuto un restyling sia dal punto di vista estetico che dei materiali utilizzati. L’impatto estetico è sicuramente piacevole anche se l’utilizzo del cemento armato, soprattutto sulle scalette che dalla via della stazione portano sopra il paese, non rende giustizia all’opera realizzata. Più vistosa agli occhi dei cittadini è la mancanza di sicurezza per i giardini posti in zona Borgo Sant’Antonio. Se dal punto di vista artistico la ristrutturazione avvenuta può piacere o no a seconda dei gusti, la preoccupazione che ci preme sottolineare sono le punte che sporgono agli angoli delle panchine che potrebbero rivelarsi pericolose per i bambini che frequentano il posto. E’ stata finalmente eliminata l’erba che sorgeva e soffocava i giardini situati a parco Europa con un’opera di pulizia che ha riportato i bambino a giocare in mezzo alla pista di pattinaggio e tra gli scivoli contigui al pavimento rosso della pista. Si spera che lo stesso trattamento venga presto riservato per i giardini pubblici situati a Fossanova. Vista la presenza di sabbia e di terra che protegge l’eventuale caduta dei bambini, il capitolo sicurezza è quanto mai adempiuto, ma manca un’adeguata igienizzazione dell’ambiente. Capitolo a parte il Parco di San Martino. In virtù della presenza del custode comunale che lavora in maniera pedissequa, appare in buone condizioni e in alcuni punti mantenuto con molta cura. L’unico neo è il danneggiamento del selciato, posto sulla strada brecciata, dovuta al continuo andare e venire delle autovetture che raggiungono il bar a gestione privata, posto all’interno del castello. Insomma una migliore manutenzione dell’amministrazione comunale e un maggiore rispetto da parte dei cittadini delle opere pubbliche può regalare una reciproca e civile convivenza. 10

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 L’incontro ha portato a buoni risultati visto che, ad oggi, sono in corso i primi lavori di sistemazione delle barriere che interesseranno l’intero comprensorio comunale. In una situazione che può sembrare abbastanza soddisfacente non mancano, però, le lamentele di alcuni cittadini che reclamano la presenza di erba incolta e, talvolta, la presenza di ratti in prossimità del verde di Via Napoli, che solo in parte fa capo al Comune di Pontinia, mentre il resto è proprietà privata, nonché del parco adiacente l’Hotel Ares, comprendente anche una pista ciclabile. Ad ogni modo, in una situazione non semplice come quella che sta affrontando da qualche anno il Comune di Pontinia, dimostrare anche un costante impegno nel mantenere l’immagine del paese è di sicuro motivo di elogio. PONTINIA di Roberto Tartaglia BEL BIGLIETTO DA VISITA I l costante impegno per la manutenzione del verde pubblico, affidata alla Tra.Sco. Pontinia S.r.l., nel Comune di Pontinia ottiene apprezzabili risultati, come testimoniato anche dal buono stato in cui versa il centro cittadino, biglietto da visita per molte persone di passaggio e spettatori del “Fellini”. A riprova di tale impegno vi è la richiesta da parte dell’amministrazione alla Regione Lazio di un finanziamento di circa 240.000 euro finalizzato alla sistemazione del verde pubblico attrezzato adiacente la parrocchia. Punto importante, questo, che vede quotidianamente la presenza di numerose persone; presenza che si intensifica nei mesi estivi con le manifestazioni e gli eventi che hanno luogo in occasione della festa patronale di Sant’Anna. Un nodo cruciale che ultimamente ha interessato il Comune di Pontinia è, però, quello delle barriere frangivento. La loro manutenzione era rimasta ferma per qualche tempo a causa di alcuni passaggi burocratici legati a problemi di competenza. Il Comune di Pontinia ha recentemente portato a termine un incontro con il Consorzio di Bonifica e la Guardia Forestale con lo scopo di chiarire il problema e gestire tali competenze. 11

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 NORMA di Domiziana Tosatti DOPO DUE ANNI DI OBLIO SONO INIZIATI I LAVORI D opo tre anni e mezzo dall’assegnazione del finanziamento da parte della provincia sono iniziati da pochi giorni i lavori di manutenzione del parco pubblico. L’opera riguarda la sistemazione del campo da calcetto, di quello da pallavolo, la realizzazione di una pista di pattinaggio acrobatico e di un nuovo camminamento verso la parte alta del parco. Dopo un abbandono di due anni e mezzo, durante i quali il parco non è mai stato curato neanche nella manutenzione ordinaria, ora l’amministrazione, grazie al contributo provinciale, potrà donare ancora al paese uno dei propri punti di eccellenza. Il finanziamento provinciale, che risale all’ottobre del 2005, durante l’amministrazione di Fabrizio De Angelis, quando assessore ai lavori pubblici era Mario Cassoni, ammonta a circa 260mila euro e fa parte degli interventi di via Costa a favore dello sviluppo dei piccoli Comuni. La somma andava destinata alle strutture comunali. Il progetto iniziale di Cassoni-De Angelis prevedeva la copertura del centro ippico, la realizzazione di una piscina all’Hotel Villa del Cardinale per incrementarne la banchettistica e l’ampliamento della strada che conduce al nuovo stadio comunale in località Colle Catilina. Il nuovo assessore ai lavori pubblici, invece, ha preferito destinare il finanziamento alla manutenzione di strutture sportive già esistenti che l’assenza di manutenzione aveva reso non più pienamente fruibili. Il parco, quindi, fra pochi mesi avrà un volto nuovo e tornerà, almeno nelle intenzioni, ad essere meta di cittadini e turisti, che avranno a disposizione campi da gioco e pista da pattinaggio. Che ben vengano i finanziamenti provinciali o regionali che siano, sebbene avuti in eredità da altri, se sono l’unico mezzo per accudire il proprio patrimonio e non abbandonarlo. 12

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 CORI SOLO ILLUSIONI DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE di Maria Cristina Tora M ettereste mai vostro figlio di due-tre anni su un’altalena mezza rotta, dove manca il centrale sostegno per schiena e gambe (importante per i bimbi più piccoli che ancora non hanno raggiunto un perfetto equilibrio) e dove la parte laterale è mezza rotta? Sicuramente no, ma se i genitori coresi vogliono far trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta ai loro figli questo passa il convento. Fino a quasi dieci anni fa c’era un parco giochi vero: all’aperto ma recintato, quindi al riparo dalle macchine, e con altalene, tante, sia per bambini piccoli che per quelli più grandi. C’erano poi due scivoli, ed una pista per filare via sui pattini a rotelle. E chi non aveva voglia di fare nessuno dei giochi poteva tranquillamente correre su e giù per il giardino o giocarci col pallone, tanto di spazio ce n’era in abbondanza. Questo finché non è uscita fuori durante il governo Bianchi la scusa, forse politica, che quelle altalene non erano più sicure perché erano in ferro, erano pericolose, ed è stato trasformato in una serie di viali con sampietrini ed alberi, che non servono a nessuno tranne ai cani randagi. Anche ammettendo la pericolosità di quei giochi vecchi (ma ottimi, vi sono cresciute generazioni su generazioni di ragazzini) non potevano essere rotti dai vandali adolescenti di turno. Come invece è accaduto a quelli più recenti. Basta farsi un giretto per i due “parchi giochi” di Cori Monte, quello vicino piazza signina e quello in prossimità di via san Nicola. Il primo sarebbe quello destinato ai bimbi più piccoli, ma ad oggi non rimangono che due altalene ridotte all’osso e un “dondolo” dove dei due cavalli alle estremità ne è rimasto solo uno; un altro gioco, con una forma simile ad una farfalla che faceva fare dei piccoli balzi, è stato completamente distrutto ed ora non rimane che il perno centrale su cui era appoggiato; ed un altro gioco ancora è stato privato dell’ultima asta, fondamentale per rendere la discesa più sicura. Completa l’opera il contesto in cui questi fossili ludici sono collocati: terreno irregolare e con falle. Non proprio il massimo per far correre e camminare i bimbi in tranquillità. Quello in via San Nicola invece ha tutti i giochi prevalentemente in legno, ma anche qui sfidiamo a dire che le altalene prive di schienale ed un dondolo la cui discesa è attutita da dei pneumatici in orizzontale siano più sicuri. Una polemica aperta da diverse mamme ma che sono sempre rimaste inascoltate. Un problema quindi anche questo di natura amministrativa. Non si possono poggiare lì due, tre giochi e abbandonarli a sé stessi, senza manutenzione. E neanche si possono creare delle aree per l’infanzia senza controllare che nessuno vada ad oltraggiarle. Perché amministrare non vuol dire soltanto fare cose materiali, ma vuol dire anche controllo. Una aspettativa che forse le 4mila persone che hanno votato l’attuale giunta avevano nutrito, vedendo le immagini elettorali dell’attuale sindaco, allora candidato, con sulle spalle il proprio figlio. Un’aspettativa che, abilmente mascherata nel carnevale elettorale, ad oggi sta rivelando la sua vera identità puramente illusoria. Visto che, anche in questo ambito, la gente è in attesa di un reale segno distintivo. 13

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 ATTI VANDALICI ROVINANO I GIARDINI DI BOUFFEMONT di Luca Morazzano MAENZA L SABAUDIA di Vito Di Ventura IL CLIMA AIUTA, L’AMMINISTRAZIONE NO S abaudia, vivendo ancora la dimensione del piccolo centro ed avendo la fortuna di godere di un clima decisamente mite per quasi tutto l’anno che invoglia a vivere all’aperto, ha le giuste potenzialità per offrire sia ai residenti che ai numerosi turisti estivi quegli spazi che la città ormai non può offrire. Purtroppo, l’unico parco giochi è quello “storico” dei giardinetti: un piccolo fazzoletto di terra dove ci sono, in numero estremamente ridotto, i classici giochi. I segni del tempo sono visibili, vista la scarsa cura che ad esso viene dedicata. La notte, poi, diventa luogo di ritrovo di gruppi di ragazzi che lo utilizzano per ciò che possiamo ben immaginare, senza grandi sforzi di fantasia, da quello che lasciano per terra. In realtà, un altro parco giochi “pubblico” ci sarebbe, in via G. Garibaldi, ma di fatto è “privato” con tanto di lucchetto. A dispetto di quanto è scritto nel cartello, riportante anche gli orari di apertura, i proprietari del palazzo adiacente, dopo aver recintato ed attrezzato l’area con alcuni giochi, in misura da soddisfare i propri figli, hanno ottenuto dal comune l’area e l’hanno chiusa. Anche se si tratta di un area talmente piccola che non accoglierebbe più di quattro o cinque bambini, sarebbe opportuno che il comune intervenisse con maggiore decisione quantomeno per far rispettare le regole. Ancora una volta Sabaudia, territorio “ideale” per la bellezza della natura che la circonda, si mostra disattenta e poco propensa a cogliere le possibilità di crescita che le vengono offerte anche in un settore che potrebbe sembrare irrilevante o di secondaria importanza. a bonifica dell’area “Pineta” con la dotazione di parco giochi nei Giardini di Bouffemont ha costituito senza dubbio una delle intuizioni migliori della giunta Mastracci (giusto rimarcare i meriti oltre che, quando occorre, sottolineare gli errori degli amministratori). Tale iniziativa ha infatti restituito a Maenza un area vere che con il passare degli anni senza le dovute cure, era ormai caduta in stato di abbandono e in più ha portato alla realizzazione di un parco giochi con tanto di area pic nic di cui prima il piccolo centro lepino era del tutto sprovvisto. Però, come spesso accade, anche il post realizzazione di tale parco è stata accompagnato da alcune polemiche. Prima tra tutte il fatto di una manutenzione troppo sporadica cui però va sommata l’ ignoranza di alcuni imbecilli. Premesso che le autorità devono vigilare, provvedere alle riparazioni e alla cura dei luoghi pubblici, il deperimento dovuto ad atti vandalici rimane inqualificabile e arreca danni seri a discapito degli utenti. Altra area verde vivibile è quella dei giardinetti al “Ferro di Cavallo” un piccolo spazio tra due strade privo di giochi ma con una fontana centrale e panchine su cui sedersi in cerca di relax, che conclude la passeggiata intorno la circonvallazione. E’ invece un cantiere aperto lo spazio parco attiguo alle scuole in Piazza Santa Reparata mentre non ci sono parchi apposti nelle contrade Farneto e Monte Acuto che però nel verde ci sono immerse. 14

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 26 | 16 MARZO 2009 ROCCAGORGA COSTI E RICAVI, di Agnese Ciotti A RIMETTERCI SONO I BAMBINI I n una città ben organizzata spazi verdi e parchi gioco per bambini dovrebbero essere elemento urbanistico costante e diffuso, ma per alcuni paesi, come Roccagorga, i luoghi aperti con accesso privilegiato ai minori sono ancora un lusso, benché obiettivo da raggiungere. Qualcosa ci dice che sarà un tema forte della campagna elettorale. E’ buffo notare come l’azione dell’amministrazione Bevilacqua di terza generazione, maestra nell’intercettare risorse prima e bisogni reali poi, sia stata tanto inefficace nella risoluzione del problema. E’ in via di attuazione un progetto inerente alla costruzione del parco vicino alla struttura della piscina comunale. Il ritmo dei lavori lascia sperare, ad essere ottimisti, che molti dei nostri figli saranno troppo cresciuti per godersi le future giostre, che speriamo ci saranno. Si spera ci sarà anche molto verde, nonostante tra le prime operazioni di lavoro eseguite siano stati abbattuti alberi per provvedere alla cementificazione del tratto iniziale. Mah, serviva un parco o un parcheggio? In compenso i nostri piccoli possono intrattenersi in quella specie di aiuola abbandonata al bivio della zona artigianale o presso i ‘giardinetti’ vicini alle scuole medie, che dall’incendio del chiosco, risalente a oltre 20 anni fa, versano in stato di degrado e abbandono. Inutile raccontare le difficoltà nel reperimento di informazioni relativo ai costi sia della manutenzione ordinaria di quei due o tre giardini pubblici, che ai dettagli economici e stilistici del nuovo parco. Peraltro va segnalato che se gradita la realizzazione di un progetto del genere in località Prati, sarebbe altrettanto gradito alla cittadinanza che all’interno del paese vi fosse una destinazione d’uso per nuovi e spazi verdi. Dimenticavo il giardino contiguo al centro anziani, a molti noto come muro del pianto, considerato che si è ricavato fino ad ora solo un grosso muro, anche lì sradicando alberi di ulivo (uno solo di questi si è salvato, sarà un segno?) e scavando nella pietra. Ma non erano sufficienti le famose ‘macere’ e qualche panchina, magari cavallucci a dondolo in legno sotto l’ombra degli ulivi? Miglior risultato a minor costo, fondamento dei principio di economia talvolta ignoto a questi amministratori. 15

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