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copia gratutita Anno II - numero12 2 luglio 2009 N.33 POLITICA NUOVE GIUNTE A LAVORO ATTUALITA’ SEZZE VIENE GIU’ IL TETTO DEL PITTI ASSOCIAZIONI LATINA L’ODISSEA DEL CIMITERO OTORE M DEL TERRITO RIO SPECIALE CARTONI ANIMAZIONI E MUSICE DAGLI ANNI ‘80 EVENTI TORNA LA MAGIA DEL CANTAGIRANDO SPORT IL CALCIO BALILLA SBARCA A SEZZE POLISPORTIVA REGINA DEI TORNEI ESTIVI www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale distribuito da Onirika edizioni quindicinale di informazione ed opinione

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ONIRIKA EDIZIONI PRESENTA AGN ESE Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Luisa Belardinelli Vito Di Ventura Responsabile web Alessandra Carconi Grafica e impaginazione e sito internet studio Sketch[idea] Paola Caetani e Marco Martelletta A LESSA N DRO L U CA SIMONA MARCO A. SIMON E PAOLA B. N DRA LESSA A DOMI Z I AN A S ON I A LUISA ROB ER TO Stampato presso la “CIVERCHIA arti grafiche” via Pantanaccio 82/B Latina www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 MARCO F. GIUSEPPE V TO I PAOLA C. M. CRISTINA MARCO M. OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA Chiuso in redazione il 30 giugno 2009

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OMMARIO 4 EDITORIALE 6 INCHIESTA A18 DA Associazion i, motere per il te Diamo tutt o in gestio ne alla SPL Numero 33 | 2 luglio 200 9 DA 33 MUSICA A 35 Le rughe di Paco Roca Le sigle dei cartoon’s anni ‘80 rritorio 36 - 37 LIBRI DA 19 A 23 POLITICA Le nuove giu nte comunali 38 EVENTI Torna il “Can tagirando” DA 24 A 28 ATTUALITA ’ SEZZE: crolla il tetto di palazzo Pitti LATINA: cimitero que stione ancora irriso lta NEW 39 CULTS RA U 40 TENDENZE E DESIGN L’arte del ca lo re DA 30 CINEMA A 32 DA Speciale cartoni anim ati 42 A 47 SPORT’ Calcio, le fusi oni a Sezze e a La tina italiano FICB, 6° tapp a del campio nato Polisportiva re gina dei torn e i estivi

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EDITORIALE MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 DIAMO TUTTO IN GESTIONE ALLA SPL hiarisco al volo. Non sono contrario a priori alle società partecipate. A volte sono davvero utili, quantomeno per fare fronte alle scarsità di risorse economiche che ogni anno ogni Comune si trova ad affrontare a causa di manovre finanziarie che tagliano e basta. Capisco e approvo anche il concetto profondo di società partecipata: una maniera di gestire il patrimonio comune per la crescita e lo sviluppo di una città. Quello che faccio più difficoltà a capire è come nel corso degli anni si siano ridotte queste società. Le eccellenti motivazioni che ne hanno costituito la nascita a macchia di leopardo si sono pian piano affievolite, con il risultato che resta sotto gli occhi di tutti. I servizi funzionano poco e male, le risorse finanziarie arrivano lo stesso con il contagocce e i debiti di Bilancio sono ormai triste realtà praticamente ovunque. Prendiamo l’esempio di Sezze, con la SPL spa, che già dalle origini dimostrava qualche lacuna. Non me ne vogliano i diretti interessati, i componenti del vecchio consiglio di amministrazione e quelli del nuovo (che non ha nemmeno un anno di vita), ma qualcosa non va proprio se l’azienda è in rosso fisso (circa 340 mila Euro i debiti riscontrati al momento dell’ultimo bilancio approvato, quello del 2008) e se i servizi non ne vogliono proprio sapere di decollare. Qualche esempio? Lasciamo perdere la questione mensa e la riscossione dell’Ici. Vogliamo parlare di rifiuti (motivo ‘reale’ per cui è nata la società)? Sezze fa ridere nelle classifiche della raccolta differenziata, attestandosi intorno ad un miserrimo 5% di buon esito, quando invece questo punto si sarebbe dovuti arrivare almeno al 50% (Sermoneta non è sulla Luna, sta solo dall’altra parte dei Lepini, dopo il Vallone di Bassiano). La Tarsu nel frattempo è aumentata del 15%, con sommo rammarico dei setini che già pagano un boato tra acqua e tutto il resto. E proprio per rimanere in tema, che dire dell’ultima proposta, avanzata dal consigliere del PdL (o Patto Democratico per Zarra… boh) Antonio Vitelli, che in un suo intervento ha suggerito all’amministrazione di buttare via il contratto con la Dondi spa (scioglierlo ha detto Vitelli per l’esattezza) e di affidare la gestione del servizio idrico a Sezze proprio alla società presieduta da Vincenzo Rosella? Una cosa buona questa amministrazione l’ha fatta: ha ridotto i membri del consiglio di amministrazione da 5 a 3, dimostrando che non si tratta dell’ennesimo carrozzone. Vogliamo affidare alla SPL un altro servizio (che personalmente non credo sia in grado di fare) e riportare i consiglieri a 5? Magari a 7? Non scherziamo. Piuttosto (e non è la prima volta che lo dico): si attivi questa benedetta commissione di controllo della società di Rovigo. La SPL alla fine è una società del Comune di Sezze. Che si fa se la gestione dell’acqua va male? Ci si dà la bottiglia di vetro sugli attributi come Tafazzi? La società veneta è una struttura privata e fa (giustamente) riferimento sull’attivo o passivo di bilancio. Finché a Sezze non si investe in strutture, peraltro previste dalla convenzione del 1993, tutti continueranno a fare come vogliono. Quindi forse è il caso di iniziare a pensare a come liberarsene (userei molto volentieri un altro termine ma non mi va di beccare la seconda querela). Basterebbe proprio poco. C 4

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 LATINA di Luisa Belardinelli L’UNIONE FA LA FORZA O È LA FORZA A FARE L’UNIONE? M olte domande alle quali vorrei dare delle risposte mi sono passate per la mente in questi giorni.. Ma una città giovane come Latina possiede anche delle menti giovani? Delle coscienze evolutive? Un sano spirito creativo? Stando ai numeri direi proprio di sì. Mi riferisco soprattutto allo spirito associazionistico che negli ultimi anni è esploso nella nostra provincia. Stiamo crescendo, la nostra società crea esigenze, i giovani, gli anziani e non solo pretendono i loro spazi dove poter esprimere liberamente idee e capacità. Mi rende felice sapere che nella mia città esistano un’infinità di associazioni. E penso: “ma quante menti creative, quanta voce abbiamo!” Da cosa nascerà questo elevato numero di associazioni di ogni genere a Latina? L’associazionismo di regola nasce per il raggiungimento di uno scopo comune. E’ un fenomeno antico, quasi primordiale, ed ha conosciuto nella nostra provincia uno sviluppo in progressione esponenziale negli ultimi anni. Spesso le associazioni si sostituiscono alle istituzioni dove queste sono latitanti, pensiamo alle molte organizzazioni di volontariato che attraverso lo sforzo di ogni singolo associato aiutano le persone indigenti, o quanti volontariamente difendono il proprio territorio dall’inquinamento o dall’abusivismo. E’ ovvio però che il mondo dell’associazionismo non può essere supportato solo a parole, ci vogliono fatti concreti e programmi seri. Ed è qui il problema.. Il famoso nocciolo del discorso.. Tra tutte le associazioni presenti nella città di Latina, chi riesce ad emergere? E una volta che raggiunge la cima, quali concretezze offre alla comunità? Non vorrei sempre tirar fuori i soliti discorsi ma è evidente il fatto che alcune organizzazioni sono privilegiate ad altre, vuoi per un gioco politico in atto, vuoi per preziosi favori in cambio. Nella maggior parte dei casi, esistono realtà in cui le associazioni di volontariato, culturali, ecc. si sposano alla politica o viceversa. A volte si è costretti a stipulare determinati accordi e a sottomettersi in cambio di lauti 6

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 finanziamenti... Vige quindi la regola che la forza, in questo caso politica e quindi economica, crea l’unione, il gruppo! Ma non è così che dovrebbe andare! Per non fare troppo la disfattista, è chiara comunque l’esistenza di realtà Latinensi in cui non si scende a compromessi. Una nota associazione culturale indipendente, (di cui non farò il nome e che ha provato alcune volte a dipendere senza però ottenere aiuti istituzionali soddisfacenti e senza essere veramente compresa...), organizza incessantemente ogni mese, eventi artistici di ogni genere in luoghi non convenzionali. Lo spirito degli organizzatori è quello di sensibilizzare le persone all’arte in tutte le sue forme e cercare di tutelarla.. Il merito che va a tale associazione è quello di essere riusciti a trasmettere sensibilità artistica nei giovani e a creare dei momenti di incontro costruttivi e propositivi. Ci sono associazioni invece in cui il ruolo delle istituzioni è essenziale. Vediamo ad esempio le tante organizzazioni di volontariato sul territorio a tutela delle donne in difficoltà, minori e disabili. Il ruolo dei servizi sociali e dell’assessorato alle politiche sociali può diventare indispensabile. Per non parlare poi delle associazioni sportive, religiose, teatrali, didattiche ecc.. Latina ne è piena! Pensiamo inoltre al ruolo che il mondo associazionistico potrebbe dare nel rilancio del turismo del territorio, della storia e dell’arte locale! In una situazione economica per il territorio latinense così negativa è importante pensare che l’associazionismo, può dare spazio alle persone e favorire i progetti che prevedono la creazione di lavoro. Ad esempio, l’accesso al credito alle associazioni che promettono giovani talenti con idee e progetti competitivi, deve essere garantito! A livello nazionale, così come a livello regionale esiste uno strumento ancora poco utilizzato ma dalle grandi potenzialità: il microcredito. Con il microcredito si possono finanziare i progetti più disparati, ma soprattutto si può dare la possibilità a chi è economicamente svantaggiato di poter investire su se stesso. E’ necessario però che le associazioni esistenti e quelle che nasceranno inizino a sprovincializzarsi ed escano dagli schemi mentali e sociali costruiti pigramente nel tempo! Sempre più spesso e questo accade soprattutto nelle piccole e medie realtà cittadine, si assiste ad eventi bizzarri, a dir poco inappropriati, privi di anima e che non possiedono il famoso valore aggiunto. Mi auguro che la nostra città si colori sempre più di nuove e promettenti associazioni. E’ fondamentale però che queste nascano spontaneamente, prive di bandiera e che collaborino in modo costruttivo alla definizione culturale della nostra città! 7

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 SEZZE LE ASSOCIAZIONI CHE STANNO UCCIDENDO L’ASSOCIAZIONISMO di Alessandro MAttei S ono sempre esistite ma nel corso degli anni le realtà associative presenti a Sezze sono lievitate. Molte vivono nell’anonimato mentre altre svolgono regolare attività e sono impegnate nei rispettivi settori di appartenenza. Altri sodalizi, invece, hanno deciso di condividere le loro esperienze iscrivendosi alla Consulta delle Associazioni. Ad oggi sono circa 53 le associazioni aderenti a questo progetto che sta lavorando bene e dà continui stimoli a fare meglio. La forza di molte associazioni (mi verrebbe da scrivere sane) risiede nel volontariato e nel rispetto pressoché pedissequo del loro statuto. Ci si impegna senza lucrare e ciò che si organizza non ha un secondo fine. La forza di altre, invece, (mi verrebbe da scrivere malate) consiste nel crescere e svilupparsi solo sotto le fauci del politico di turno che, puntualmente, le sfama con le briciole che gli avanzano dalla gestione (a quanto pare) molto discutibile della cosa pubblica. E sono proprio queste le associazioni che stanno inquinando questa realtà che a Sezze ha sempre rappresentato una forza sociale viva, forte e soprattutto avulsa da un contesto politico (o partitico) che da statuto resta e dovrebbe restare agli antipodi di un discorso associazionistico. A tal proposito, anche a Sezze, si sta verificando un fenomeno che altro non rappresenta che l’ingerenza della politica nelle attività delle associazioni esistenti. Il più delle volte un’ associazione nasce e cresce solo se fa riferimento ad uno specifico individuo che in Comune occupa una postazione, sia essa tecnica o politica. Il fenomeno sta prendendo piede da diversi anni, diciamo da quando ci fu quell’esplosione civica in città. Proprio perché civica e non partitica appunto. Lo stesso fenomeno, però, diventa inaccettabile quando è lo stesso obiettivo che stimola la nascita di un’associazione. Potremmo dire che si degenera quando si affina la tecnica. Detto brevemente: si organizza un evento e gli interessati si fondano in un sodalizio ad hoc. Il risultato è vergognoso, si snatura lo scopo per cui si dovrebbe costituire un’associazione stessa. Le restanti realtà, al contrario, sono costrette a sciogliersi (o a rimanere solo sulla carta) dal momento che ogni fondo a diposizione e ogni opportunità ipotizzabile è già stata destinata agli amici degli amici. Ed ecco allora che la spinta emotiva e il desiderio di realizzare qualcosa per la collettività, e solo per essa, viene meno, e gli obiettivi che si intendevano realizzare svaniscono. Sarebbe curioso capire le dinamiche che portano un’associazione a diventare l’asso piglia tutto del momento e ad uccidere, di fatto, l’associazionismo alla radice. Sarebbe utile vedere chi si celi dietro quell’organismo che sovente utilizza il contenitore associativo per delle ragioni che nulla hanno a che fare con i principi stessi che ispirano gli associati. Ma questo è chiedere troppo, in un ambiente para-politico che nei fatti si rispecchia solo negli interessi altri. 8

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 IL COMPITO PROPOSITIVO DELLA CONSULTA INTERVISTA AD IGNAZIO ROMANO di Luca Morazzano P ensata molto prima, ma operativa nel vero senso della parola dal Gennaio 2007, la Consulta delle Associazioni di Sezze costituisce l’organo di coordinamento delle attività associazionisti che del paese e proprio per questo, da quanto accade al suo interno è possibile tastare il polso alla situazione delle associazioni stesse che la compongono avendone in risposta una fotografia istantanea e molto prossima alla situazione e al momento che si sta vivendo. Nei progetti che ne hanno portato alla creazione infatti, la Consulta ha il compito di rivitalizzare il tessuto sociale del paese. Senza la pretesa di risolvere ogni problema la Consulta intende avviare una fase propositiva per dare al paese una possibilità di crescita. A spiegarne gli intenti è Ignazio Romano, uno dei più grandi fautori del percorso che ne hanno portato alla nascita, nonché attuale presidente: “Contando principalmente sulle risorse umane già impegnate nel volontariato e in quelle più sensibili orientate verso i temi della cultura, da gennaio 2007 abbiamo iniziato un lavoro di paziente ricostruzione dei rapporti sociali. Partendo dalla storia, dalle tradizioni e da tutti quegli aspetti propri della cultura di Sezze intendiamo dar vita ad un movimento capace di valorizzare il patrimonio pubblico e contrastare la frammentazione e l’isolamento in cui sono venute a trovarsi le associazioni, ma non solo quelle. Anche la frattura esistente tra istituzioni e cittadino può essere materia di lavoro per la Consulta che assume così una valenza sociale importante di cui tener conto”. Sebbene tante, di più di cinquanta, solo circa la metà delle associazioni di Sezze iscritte ai registri fanno parte della Consulta. Certo non vi è nessun obbligo in tal senso e esistono anche associazioni di fatto che magari non risultano nemmeno iscritte negli albi. La Consulta però rappresenta un vantaggio a disposizione delle singole associazioni che forse non riescono fino in fondo a capirne 9

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 l’importanza, magari per colpa di qualche messaggio frainteso o del tutto ignorato: “Il messaggio che sottolineo spesso è che la Consulta è di tutte le Associazioni. E’ un punto di contatto e di confronto per le varie associazioni che in questo organo possono incontrarsi e da essa possono quindi nascere proposte e sinergie che altrimenti non potrebbero venire espresse. In più, essendo un organo ufficiale, si tratta di un’importante interfaccia tra le stesse associazioni e le istituzioni e con gli amministratori. Per questo insisto nel sottolineare quanto è importante trovare una direzione comune in cui lavorare, proprio per avere una voce unica e forte nel dialogo con l’ente. Questa mentalità a Sezze ancora non riesce a prendere piede. Lo testimonia l’assenteismo cronico di gran parte delle associazioni alle riunioni e il fatto che più di qualche volta, agli incontri, si cerca il pretesto per mettere in campo dei dissidi pregressi che poi non portano da nessuna parte. Una consulta che lavori come si deve, in un certo senso può diventare il migliore strumento per testare il polso di tutta una comunità. Le Associazioni sono l’espressione diretta dello stare insieme delle persone e quindi hanno una foto immediata della situazione reale. Per questo, lavorando a sintesi costruttive, ciò che viene fuori dalla consulta funzionante e che abbracci associazioni dei più svariati settori, potrebbe essere in grado di offrire anche direttrici inerenti le attività produttive. Spesso le associazioni vorrebbero che la consulta avesse una sorta di potere esecutivo che non è previsto dal regolamento, ma ripeto, al momento non si riesce a sfruttare nemmeno la facoltà consultiva che è in possesso delle associazioni e che sicuramente, sfruttata in un certo modo, sarebbe in grado di indirizzare le istituzioni così come è un dovere il rispetto delle regole, dei ruoli e la considerazione per il lavoro svolto da altri. In sostanza credo che su questo tema occorre fare molta formazione ed ancora tanta strada insieme.” 10

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 L’ASSESSORE GRENGA: ”PROGRAMMAZIONE E CALENDARI” di Luca Morazzano letto con l’amministrazione Campoli nel 2007 a consigliere, Remo Granga ha ricevuto subito dopo la carica di assessore alla cultura e tra le sue priorità ha messo quella di favorire un ragionamento d’insieme tra ente e associazioni sfociato nello sviluppo della Consulta, a braccetto con il presidente Ignazio Romano. A due anni di distanza dal suo insediamento, che ha potuto prendere le mosse in tale cammino, dall’operato del commissario Falco che alla Consulta ha dato esistenza ufficiale lo stesso Remo Grenga traccia un bilancio che vede ancora delle note dolenti: “Dal mio insediamento alla carica assessorile, ovvero dal maggio 2007, ho cercato di condurre un ragionamento che portasse le Associazioni a muoversi d’insieme, ovviamente ognuna a seconda dei suoi fini e delle sue peculiarità. In quest’ottica, l’organismo che reputo ideale allo scopo è la Consulta e proprio per questo ho garantito una mia presenza continua alle riunioni di tale organo e già dal luglio 2007 chiesi una calendarizzazione delle attività delle varie associazioni. Ad oggi, sul comune di Sezze ci sono iscritte 107 associazioni e 53 fanno parte della consulta. L’intento è stato sempre quello di lavorare secondo i principi della democraticità e della condivisione seppure tra mille difficoltà che hanno impedito un cammino spedito. A due anni di distanza infatti, c’è poca partecipazione con una conseguenza di grande dispersione delle forze in campo. Nel mio modo di vedere, tra Comune e Consulta dovrebbe esserci una grande collaborazione ma errori da una parte e dall’altra hanno impedito per ora il realizzarsi di questo intento. Già la mancanza di un assessorato all’associazionismo o di una segreteria stabile della Consulta, rappresentano dei vincoli non indifferenti. Ciò nonostante qualche passo è stato fatto e dove ci siamo accorti di aver commesso errori abbiamo provato a rimediare”. In questi i giorni fervono i preparativi per l’Estate Setina. Le associazioni hanno avanzato le loro richieste nei termini fissati dal Comune che sta provvedendo ad ottimizzare il calendario degli eventi. Anche qui però ci sono degli ostacoli: “Nella scorsa estate, con tempi ristretti, è venuto fuori E un calendario di eventi poco omogeneo con date affollate di appuntamenti e altre vuote. Quest’anno ho provveduto a fissare dei termini per la presentazione dei progetti proprio per cercare di elaborare un calendario più funzionale e meglio distribuito ma alcuni problemi, tipo quello degli eventi sovrapposti, si sono ripetuti. Di 28 richieste pervenute, 13 sono di sagre e feste e solo 6 non hanno richiesto contributi economici. Il budget economico a disposizione non è così grande e anche le richieste di supporto tecnico non sono da poco. Purtroppo a Sezze il settore cultura è visto spesso come un pozzo dal quale prelevare fondi. Ognuno prova ad immergere il secchio per attingere magari sfruttando anche canali trasversali. Chi rimane scontento poi è il primo a lanciare condanne e sentenze. Questo è sintomo di un’altra considerazione altrettanto sbagliata, ovvero quella che vede 11

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 il comune come una grande tetta da cui mungere per i propri interessi. Non è assolutamente così perché lo sforzo deve essere indirizzato a creare un sistema di sinergia. Se c’è un’associazione cui certe cose riescono meglio, è bene che le altre cerchino di collaborare con quella anziché coltivare tutte un proprio orto. Per quanto riguarda le strutture poi, il comune si è dotato di palchi e sedie affrontando una bella spesa, ma evitando di doversene sobbarcare altre per il noleggio”. Accanto all’immediato però Grenga conclude con parole che gettano il discorso anche ad una programmazione a medio e lungo termine: “La partecipazione è fatta anche di informazione e in questo il comune e io stesso abbiamo sbagliato. Cercheremo di divulgare meglio le iniziative che richiamano alla partecipazione delle associazioni: Stiamo definendo quindi un regolamento e delle procedure per ottimizzare questo ambito, ma al momento che entrerà in vigore, perdurando il disinteresse, ad un anno di assenza dalla Consulta, potrebbe arrivare l’esclusione. La Consulta diverrà un canale privilegiato di informazione e contatto per le associazioni e questo per estirpare il fenomeno di associazioni che trovano altri interlocutori per accedere a canali preferenziali. E’ bello che ci sia un calendario pieno di eventi, fatto di sagre, feste ed iniziative, ma questo non deve avvenire solo in estate ma durante tutto l’anno. Altrimenti si rischia di lavorare per exploit di pochi giorni che portano un turismo mordi e fuggi. Una programmazione a lungo termine invece diventa un volano per dare vita ad un’attrattività che dura tutto l’anno. E poi il fatto di un rapporto calendarizzato e duraturo tra Comune e associazioni, favorendo un dialogo continuo, aiuta meglio entrambe le parti a capire le reciproche esigenze ottimizzando le risorse”. 12

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 PRIVERNO NUMERO ADEGUATO E RISULTATI RILEVANTI di Pino Lestingi I l Comune di Priverno propone un discreto gruppo di associazioni no-profit che lavorano per la realizzazione di eventi a scopo culturale e non solo. Dall’elenco presente sul sito del Comune risultano circa una cinquantina le associazioni che si muovono tra attività umanitarie, come la protezione civile, passando per le attività teatrali e folkloristiche sino ad arrivare a quelle sportive e parrocchiali. Tra le associazioni più in vista va sottolineato il ruolo svolto dalla pro-loco la cui presidentessa, Nunzia Macci, è tra le più attive nella realizzazione di eventi estivi come i “venerdì culturali” e la “sagra” nella piazza del Comune. L’evento richiama un folto numero di visitatori che accorrono dai paesi limitrofi e non solo a gustare i prodotti tipici locali e a visitare la città medievale. Altro evento da considerare è il Palio del Tributo che fino a poco tempo fa era un punto di riferimento importante per i cittadini della Cammilla. L’evento organizzato dall’associazione “Palio del Tributo” prevedeva, oltre alle sfilate in abiti medievali, la sfida finale tra cavalieri che dovevano centrare con un asta nel minor tempo possibile un anello d’acciaio appeso su una sbarra di ferro . L’uso del verbo al passato è d’obbligo visto l’esito finale della manifestazione che ma manca al paese da qualche anno. Il problema maggiore per le associazioni è la difficoltà a reperire i fondi adeguati all’organizzazione degli eventi. Spesso ci si muove alla ricerca di aziende private che possano aiutare gli associati al loro scopo prefissato. Ma non è facile in particolar modo per le organizzazioni più piccole. L’associazione Frammenti ad esempio si muove da qualche anno in questa direzione e nonostante l’aiuto che da poco tempo ha ottenuto dalla provincia e dalla regione non riesce solo con i fondi amministrativi ad organizzare il festival musicale che ogni anno risulta sempre più oneroso. Altre associazioni scelgono l’autofinanziamento per svolgere la loro iniziativa. Un esempio è quello dell’associazione Gasbarrock nata di recente che nei giorni 28-29 agosto organizzerà un festival musicale in Piazza del Comune. Altre, come “Agorà Privernate”, distribuiscono il loro giornale locale con il finanziamento pubblicitario e con l’aiuto dell’imprenditore Palluzzi Pierantonio sempre attento ai movimenti di carattere culturale presenti sul nostro territorio. Nonostante le organizzazioni culturali non manchino e altre verranno costituite per chi vuole creare un associazione no-profit l’insuccesso è sempre dietro l’angolo e solo la perseveranza e l’equilibrio nervoso aiuta gli associati, specie in piccoli comuni come quello di Priverno, ad andare avanti . 13

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 ROCCAGORGA TERMINI USATI E ABUSATI di Agnese Ciotti A ssociazioni e associazionismo, termini usati, abusati, inflazionati, soprattutto durante le campagne elettorali. Nel comune di Roccagorga un fenomeno diffuso. Ne nascono e ne muoiono praticamente ogni giorno. Ce ne è per tutte le necessità, almeno sulla carta, ma quanto funzionano e come? Il quadro è complesso e variegato, vi sono esempi di efficienza e funzionalità e altre situazioni in cui l’associazione spunta una volta l’anno, o una volta e basta, realizza una manifestazione e poi scompare. In linea teorica le associazioni dovrebbero rappresentare un rete fondamentale per una società organizzata. Dovrebbero esser dotate di strumenti e risorse, umane e materiali e relazionarsi tra loro realizzando sinergie importanti per la comunità. Questo a Roccagorga non è successo, fino ad ora. La realtà dell’associazionismo è disorganica e confusa. Spesso gli eventi organizzati si accavallano, non ci sono collaborazioni ma rivalità. I mezzi scarseggiano e tutto va a finire sulle spalle di pochi cittadini volenterosi e volontari. Ci sarà un bel da fare per l’assessore Cammarone, delegato alle associazioni. Spetterà a lui rimettere ordine e dare nuove regole. Del resto è assolutamente necessario un lavoro di riqualificazione dell’associazionismo culturale, ambientale e del volontariato in genere. Se davvero si pensa alla creazione di una attrattiva turistica sarà necessario alzare il livello degli eventi. Sarebbe necessario distribuire le risorse tra quelle associazioni capaci di garantire eventi di qualità, mirati alla diffusione culturale, alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse. Sarebbe opportuno ‘sponsorizzare’ quei gruppi che garantiscono la loro presenza e capacità di aggregazione nel tempo, che creano continuamente uno stimolo alla riflessione, al divertimento, all’azione. Ma sappiamo che poi la realtà è qualcosa di diverso e spesso abbiamo assistito ad eventi annunciati come chissà cosa e poi ridotti a panini e birra, mentre nei comuni intorno a noi crescono i grandi eventi organizzati in senergia tra associazioni e amministrazioni. E’ possibile che Roccagorga debba rimanere indietro? 14

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 33 | 2 LUGLIO 2009 CE NE SONO AD HOC PER OGNI OCCASIONE di Luca Morazzano MAENZA P oche, ma buone. Il panorama associazionistico di Maenza si riassume in queste parole. Del resto non potrebbe essere altrimenti considerata la poca estensione demografica del piccolo centro lepino che specialmente durante la stagione invernale riduce la propria popolazione ad una questione di pochi intimi. Molti di questi poi, di tempo da dedicare ad hobby e volontariato ce ne hanno ben poco considerato che vivono in gran parte una vita da pendolari, fatta di levatacce al mattino presto, una selva di mezzi pubblici per arrivare sul posto di lavoro (spesso un duro ed affaticante cantiere) e un ritorno non prima di sera. Per questa serie di fattori, sperare di ammirare a Maenza un fitto sottobosco associazionistico sarebbe davvero simile ad un vaneggio sotto ad un sole che non c’è. Eppure il panorama delle associazioni maentino propone alcuni esempi aggregativi capaci di farsi ammirare per capacità organizzative e risultati sul campo. Si tratta spesso di associazioni ad hoc che portano il nome dell’evento che organizzano ma non per questo il loro operato è meno apprezzabile. Un esempio è l’Associazione Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo, l’associazione presieduta da Roberto Ciccateri che da anni, con l’avvicinarsi della Pasqua mette in scena la rievocazione della Passione di Cristo in uno spettacolo che porta a Maenza migliaia di spettatori. Scopo analogo legato ad una festa il Comitato dei Presepi che durante le festività natalizie riempie le cantine del centro storico con una mostra di rievocazioni statiche della natività. Alle associazioni sono però affidate anche attività importanti come quella musicale della Banda intitolata al maestro Bizzarri, e l’attività venatoria nella riserva gestita dall’azienda faunistica. L’associazione culturale equituristica “La Meriposa” gestisce invece il maneggio in località Farneto mentre il Comitato Unico dei Festeggiamenti si occupa dell’organizzazione di Feste e Sagre. Particolare e caratteristica l’Associazione “Maentini a Latina” che funge da ponte tra Maenza e il capoluogo pontino per la salvaguardia delle tradizioni e dei costumi. A corollario di tale contesto, le associazioni sportive che danno vita alle due squadre di calcio. 15

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