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copia gratutita per la provincia di Latina euro 2,50 Anno ii - numero16 2 ottobre 2009 N.37 POLITICA SERMONETA Il PD estromette Scarsella NEWS ATTUALITA’ SEzzE - Ass.I, proposte per piccole e medie imprese fONdi Parola al consiglio dei ministri PRivERNO ATO 4 rimborsa gli utenti MUSICA fRATElli... di rock EVENTI COMuNi dEl guSTO 10-11 ottobre a Piana delle Orme PAESE ChE VAI ROCCAgORgA Un paese in piazza www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale distribuito da Onirika edizioni quindicinale di informazione ed opinione

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ONIRIKA EDIZIONI presenta direttore responsabile Simone Di Giulio vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Luisa Belardinelli Vito Di Ventura Mauro Costanzi Giulia Mattei Responsabile web Alessandra Carconi grafica e impaginazione e sito internet studio Sketch[idea] Paola Caetani e Marco Martelletta Domi ziana Rober to Stampato presso la “CIVERCHIA arti grafiche” via Pantanaccio 82/B Latina www.myspace.com/mondoreale INFO: mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA Vito Chiuso in redazione il 30 settembre 2009

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OMMARIO 2 ottobre 20 09 Numero 37| 4 EdiTORiAlE Il Pd, il Pdl e le segreteri e invisibili dA 30 A 35 NEWS CulT uRA • Noemi L ombardi reg ina del Cantagir ando 2009 • Il 4 otto bre si inaug ura la via Francig ena 6 iNCHiESTA A 15 dA dA Potrebbe an dare peggio ... potrebbe an che piovere 36 - 37 SPORT • A Sabau dia i campionati italiani di ca noa • STS, oltre al basket arriva il volle y 16 POliTiCA Consiglio su l ROCCAgOR il PD estrom SERMONET A: g A: ette Scarsell a 38 BENESSERE Il fenomeno doping bilancio part ecipato dA 18 A 27 NEWS ATTu AliTA’ Uniti per la le fONdi: 39 fuMETTi dA La prima iniz S E z z E: L’inseguime nto iativa di Ass .I galità 28 - 29 MuSiCA Fratelli di... R oc k! 40 A 48 PAESE CHE vAi Roccagorga , un paese in p iazza

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A Il Pd, Il Pdl e le segReteRIe InvIsIbIlI di Alessandro Mattei nche se la politica locale rispecchia quella regionale e nazionale, è giusto comunque che ognuno pensi a quello che accade in casa propria, e non solo per spirito di campanilismo ma soprattutto perché la politica casereccia, di queste zuffe ad alti livelli, ne approfitta per fare il bello e il cattivo tempo. A Sezze, quelli che dovrebbero essere i due partiti maggiori, ne sono una dimostrazione. Il Partito Democratico, partito di governo della città, a distanza di due anni dalla sua costituzione resta ancora una struttura fantasma. Esiste una segreteria ma non si riunisce con regolarità, esiste un direttivo ma non si convocano direttivi, esiste un’assemblea costituente ma all’appello (tranne che in casi eccezionali) rispondono sempre in pochi. Clima simile si respira dentro il Popolo delle Libertà. Il nuovo soggetto politico di centrodestra, a Sezze, non fa riferimento a nessuno e il tentativo di costituire una segreteria e un direttivo locale è fallito sul nascere. I cittadini-elettori debbono sapere come stanno realmente le cose e, né più né meno, il panorama politico setino è quello appena descritto. Ovviamente questo discorso è valido anche per le formazioni minori della città, ma a queste non rimproveriamo nulla perché niente chiedono e niente ottengono. Il Pd e il Pdl, invece, avendo dei rappresentanti in aula consigliare, dovrebbero rappresentare le istanze dei cittadini e di quei militanti che ancora credono in un ideale politico. E’ qui allora che la questione si complica. Si complica perché occorre interrogarsi e capire chi fa politica e chi fa altro. Occorre chiedersi chi vuole affrontare e risolvere le problematiche della città e chi, al contrario, sta facendo solo i propri interessi. Il Pd deve domandarsi se le correnti esistenti sono un valore aggiunto o uno dei tanti motivi per creare ulteriori divisioni. Il Pd deve riflettere sulle risorse realmente disponibili e su quelle che esistono solo per pavoneggiarsi nelle sedi opportune. Lo stesso rinnovamento anagrafico tanto sbandierato, sinora, nel Pd non ha portato a nulla di buono. Abbiamo assistito solo ad una chiusura a riccio del partito stesso e ad un tentativo di isolare chi in passato ha gettato le basi sulle quali dovrebbe essere eretto il nuovo partito. I giovani democratici si sono dimostrati custodi gelosi di un potere che non c’è e hanno mostrato disinteresse verso il nuovo. Le uniche aperture ci sono state grazie solo alle intuizioni dei vecchi cavalli di razza. Gli altri hanno tentato di occupare postazioni immaginarie con il sogno velleitario di ricoprire incarichi futuri solo perché si esiste o si è amico di. Per il Pdl, invece, il discorso è diverso. Il partito locale è andato già oltre, non si è posto nemmeno il problema delle origini e del rispetto delle istituzioni. Non ha neanche tentato di cercare nuove forze ma si è affidato al primo gruppo che si è fatto avanti. Al Popolo delle Libertà di Sezze non interessano nemmeno le correnti, non interessa il rinnovamento e neanche le tessere. I ragionamenti e il confronto sono considerati tempo perso. Qui dimostri di valere se sei in grado di cambiare colore come il camaleonte. Questo editoriale è dedicato a tutte quelle persone che seguono poco la politica setina ma che, inevitabilmente, vengono investite dal vortice in ogni campagna elettorale. Nella speranza che qualcosa cambi. 4

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 POtRebbe AndARe Anche PeggIO... POtRebbe Anche PIOveRe S di Luca Morazzano arà capitato a chiunque sia in possesso della patente di salire sulla propria automobile in una giornata di pioggia ed accorgersi, suo malgrado, che la situazione del traffico, già al limite nelle ore di punta con il bel tempo, peggiori drasticamente sia per quanto riguarda i tempi di percorrenza, che soprattutto per quanto concerne l’aspetto della sicurezza. Niente di allarmistico perché i pericoli di frane stile Sarno (senza entrare nel merito delle responsabilità dei tragici eventi accaduti qualche anno fa) dalle nostre parti non ci sono, ma ciò non toglie un certo rammarico nella considerazione che basterebbe un po’ più di manutenzione per evitare situazioni spiacevoli. Guarda caso, il periodo maggiormente a rischio è proprio questo, quello cioè dell’autunno dove i primi temporali e le prime piogge copiose mettono in evidenza problemi fino ad allora tenuti sopiti dalle giornate assolate d’estate. Con le prime acque mandate giù da Giove Pluvio ecco che i canali di scolo ai bordi delle sedi stradali sono pieni di erba e detriti che ne ostruiscono la normale funzione di drenaggio facendo sì che sulla strada restino specchi d’acqua anche di dimensioni notevoli, terrore per gli automobilisti per lo spiacevole effetto acquaplaning. Se questo è il sintomo più preoccupante soprattutto per le vie extraurbane, all’interno dei centri abitati ci sono invece i famigerati punti critici, che già in situazioni normali presentano situazioni di traffico al limite della percorribilità e che in caso di pioggia si trasformano in trappole ad imbottigliamento da cui è difficile venir fuori. Pozze assurde, sempre nei soliti posti dove da tombini e griglie intasate sboccano fiotti d’acqua che si riversano sull’asfalto (dove c’è) sommergendo la sede stradale. Non va meglio ai pedoni che provano a ripararsi dalla pioggia con l’ombrello. Tale artefatto è infatti efficace solo per l’acqua piovana, non certo per rivoli e pozzanghere sul terreno che trasformano i centri storici in una sorta di percorso ad ostacoli proibitivo anche per chi è giovane e atletico, figuriamoci per gli anziani e le signore con le pesantissime buste della spesa in mano e magari bambini al seguito che si divertono a saltellare da una pozza all’altra attratti dallo splash! 6

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 lAtInA Viale Nervi e via Romagnoli, ecco le zone più colpite dagli allagamenti di Simona Tranquilli L atina sott’acqua. Archiviati ombrellone e crema da sole è arrivato il turno dell’ombrello e del k way e come ogni anno bisogna fare i conti con le strade che si allagano alle prime gocce d’acqua e il conseguente disagio per gli automobilisti. Con l’inverno alle porte a Latina si inizia a riproporre l’immagine di strade allagate, traffico in tilt, auto in panne, rami pericolanti sulle carreggiate e scantinati sommersi. Per non parlare delle buche sull’asfalto che si moltiplicano con le prime piogge e creano non pochi problemi per la viabilità e la circolazione. In questo caso tra le zone più colpite bisogna annoverare in particolare via Capograssa, via Ezio, via Botticelli e via Aprilia. Insomma un fermo immagine dei giorni di pioggia pontini. Fotografia perfetta del volto invernale del bel Comune. Andando ad analizzare i punti più colpiti dagli allagamenti nel capoluogo pontino il gradino più alto del podio spetta alle zone nei pressi del centro commerciale Latina Fiori. La rotonda di viale Nervi, infatti, viene letteralmente sommersa dall’acqua durante i temporali, causando problemi ai veicoli e alla viabilità. Medesima situazione in alcune zone dei quartieri Q4 e Q5, in cui le strade tendono ad allagarsi, soprattutto ai lati, rendendo difficoltoso il passaggio. Diventa particolarmente delicato, a causa degli allagamenti nei giorni di pioggia, anche il tratto di via Romagnoli che fiancheggia le autolinee. Si tratta di una zona molto trafficata che gli allagamenti rendono poco agevole con grande disagio per i veicoli e per lo scorrimento del traffico. Insomma uno scenario poco confortante a cui bisognerà fare l’abitudine. I soli a beneficiare del maltempo sono in genere i commercianti, dal momento che i latinensi nei giorni di pioggia tendono a rifugiarsi nei negozi e affollare i centri commerciali. 7

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 Siamo davvero nelle mani di ZEUS? Le conseguenze di una giornata di pioggia nell’ Agro Pontino di Luisa Belardinelli D all’Italia in questi giorni arrivano notizie allarmanti in merito al tempo. Le molteplici inondazioni da nord a sud, hanno reso la vita difficile a molte persone, creando disagi e in alcuni casi mietendo vittime. Il clima apparentemente mite e il sole ancora “resistente” nella nostra provincia, ci fa vivere coccolati e protetti in un’ampolla di vetro.. Il nostro desiderio è quello di rimanere in quell’ampolla il più a lungo possibile ma sappiamo bene che non sarà così.. Quando Zeus, (per la mitologia greca Dio degli Dei nonché del cielo e del tuono) si sveglierà definitivamente è bene che gli organi preposti alla tutela ambientale dell’agro pontino prendano misure di sicurezza efficienti ed efficaci... Conosciamo bene infatti le conseguenze di una tempesta di pioggia lungo le nostre coste, nelle campagne e in alcune zone cittadine. Le spiagge del litorale pontino con il passare degli anni sono state erose dalle violente mareggiate; nelle campagne invece la regressione in certi periodi dell’anno allo stato palustre, è ormai un’abitudine! I canali poi sono sempre a rischio di avvallamenti con conseguente inondazione delle strade provinciali. Bastano due giorni di incessanti piogge a creare, soprattutto nel settore nord della provincia di Latina, un accumulo di acqua che arriva fino ai 160 mm; decisamente troppi per una terra soggetta ad alluvioni. Nella città di Latina, il rischio di uscire in canotto e iniziare a remare è altissimo.. Località quali “Pantanaccio”, “Piccarello”, “Palazzi Barletta” e la temutissima Rotonda dell’Aviatore, sono famose per le suggestive inondazioni e per gli episodi di grave pericolo! L’amministrazione comunale non può fare a meno che imputare la non conformità alla regola d’arte delle opere di urbanizzazione. In ogni caso però la responsabilità dell’attività di controllo e manutenzione delle infrastrutture idriche del capoluogo, non può esonerare il Consorzio di Bonifica e le istituzioni comunali preposte. Le soluzioni sono due: un buon corso di nuoto e per i più ambiziosi l’accesso gratuito alla patente nautica, oppure l’intervento umano e infrastrutturale costante per contrastare gli allagamenti.. 8

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 Sabaudia quando piove… S di Sonia Tondo abaudia come si sa è una città nata dalla palude e quindi se l’acqua invade i garage o le abitazioni, dovrebbe rientrare nella normalità, giusto? Beh! Non tutti la pensano così! Di vero c’è, che ogni qualvolta piove un paio d’ore, ci sono zone della città del Parco, che si allagano. I disagi sono principalmente evidenti nella zona di Molella-Palazzo, questo accade per via del canale che convoglia le acque piovane da Montenero sino al Lago di Paola, ostruito, normalmente da materiale da risulta. Spesso, infatti, gli abitanti di quelle zone lamentano una cattiva manutenzione dei canali, che sono responsabilità sì del Comune di Sabaudia, ma anche del Comune di San Felice Circeo. Per quanto concerne Borgo Vodice, frazione di Sabaudia, le zone che sono colpite dai disagi a causa delle piogge sono: Via Lungo Sisto, perché sprovvista di marciapiedi con relative opere di urbanizzazione e la Via Dei Bonificatori, zona tra l’altro che interessa il plesso scolastico, e che quando piove, provoca disagi sia ai genitori, che agli insegnanti. Al centro cittadino invece la situazione non è certo migliore, in Via Carlo Alberto, incrocio Via Genova, quando piove, bisogna munirsi di mezzo anfibio per attraversare 200 metri di strada, per non parlare di quello che sono i disagi dei proprietari di garage e scantinati, costretti spesso a dover far intervenire i Vigili del Fuoco. Altra zona calda è Via Degli Atleti Azzurri, incrocio Via Arciglioni – Via Posillipo, stessa situazione di allagamento sia della strada e dei seminterrati…insomma una situazione che persiste da anni, che tante sono state le parole e gli impegni presi, ma poi di concreto non c’è mai stato un intervento per cambiare la situazione da parte dei politici di turno. 9

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 Strade e colture danneggiate nella campagna setina di Alessandro Mattei sezze I l maltempo ha sempre condizionato la pianura setina. La principale problematica che viene a galla in casi di pioggia è quella dell’intasamento delle cunette di scolo nelle strade della campagna, fenomeno questo ricorrente e che si ripercuote su altre problematiche esistenti. Bastano le prime gocce autunnali per vedere i fossi che costeggiano le arterie di Sezze Scalo stracolmi. Nella migliore delle ipotesi ci sono allagamenti di strade e congestione totale del traffico. L’inesistente manutenzione dei canali della pianura provocano ostruzioni varie e spesso va a finire che le acque nere si mescolano con quelle meteoriche riportando così in superficie tutto quanto c’è nelle fogne della frazione. Per quanto concerne prettamente l’aspetto viabilità, è accaduto che le forti precipitazioni hanno causato danni al manto stradale, compromettendo lo stesso flusso viario. Ad esempio, nelle Migliara, la pavimentazione è saltata e il rifacimento dei cosiddetti tratti ammalorati tarda ad essere risolto. Simili danneggiamenti ci sono stati e potrebbero esserci nuovamente nelle strutture dei ponticelli presenti nelle strade di campagna. Le inondazioni, in passato, hanno provocato danni consistenti alle fondamenta dei ponti e in molti casi sono stati necessari interventi di urgenza per mettere in sicurezza le strade. Comunque, anche se non vengono quasi mai segnalati, i danni maggiori provocati dal maltempo ci sono nei terreni coltivati nella campagna setina. L’allagamento delle colture e la distruzione delle piantagioni, il più delle volte, è dovuta proprio all’implosione dei canali di scolo che, durante la bella stagione, vengono abbandonati a sé. Gli agricoltori parlano di ettari di produzione che rischiano di lasciare incolti dopo i nubifragi. I coltivatori diretti, anche in questo caso, denunciano lo stato dei canali di scolo dovuti principalmente dall’incuria e dall’abbandono durante i periodi estivi. 10

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 M esi e mesi a guardare il cielo sperando in una nuvola, in un ingrigimento dell’aria, con le orecchie ben aperte alla ricerca del rumore di un tuono in lontananza, magari dal versante romano della Semprevisa, o dal mare: “Guarda cosa sta facendo a Sabaudia e a Terracina…”, con fulmini e tutto quello che fa presagire un bel temporalone. Niente da fare. Questa estate è passata senza pioggia. Solo qualche timido accenno che alla fine è servito solo a rendere più umida, e di conseguenza irrespirabile, l’aria. Poi? Poi nella migliore tradizione inizia a fare un po’ più fresco, le giornate si fanno più corte e arriva la tanto sospirata acqua a pulire. A pulire? Andatelo a dire agli abitanti delle zone periferiche di Sezze. Alcuni preferirebbero vivere alle Key West in Florida (temperatura di 26° costante tutto l’anno) piuttosto che restare dove sono e vedere i danni che provocano le perturbazioni in questa zona. Niente di clamoroso sia chiaro. Però qualche danno c’è, soprattutto nelle zone limitrofe al centro di Sezze, coinvolto marginalmente dalle piogge. Interi quartieri patiscono le prime acque soprattutto, con strade che si allagano, canali che tracimano, rifiuti di ogni genere che galleggiano, buche che improvvisamente spariscono dalla vista e puff… te ne accorgi dal sezze anche il centro e la periferia soffrono il bagnato di Simone Di Giulio gommista che lì la buca, a guardarci bene, c’era ed era profonda. Qualche esempio? Dai Colli ai Casali (dove ogni tanto si sfiora l’inondazione, soprattutto nelle zone più basse), passando per Crocemoschitto e i Boccioni, fino ad arrivare alla Pedemontana e a località Foresta. Chi più chi meno patisce le avverse condizioni. E il centro? Lì a farti accorgere che piove ci vuole davvero poco. Alle prime avvisaglie i più prendono la macchina e si mettono al volante a girare in tondo finché non finisce la benzina. Parcheggi nemmeno a pagarli e zone in cui lo stivale sarebbe preferibile a qualsiasi altro tipo di calzatura. Il ghiaccio dei periodi invernali fa il resto, con situazioni che rendono Sezze più simile a Cortina d’Ampezzo che a un tranquillo paese nella collina che si affaccia sul Tirreno. Dura poco, vero, ma un po’ disturba il fatto che zone più colpite dal maltempo alla fine si trovino meglio delle nostre, accusando decisamente meno. Fino a quando ci si ritrova ad aprile e maggio alla ricerca di nuvole bianche, di sereno, di un timido sole. Poi il gioco ricomincia. 11

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 PRIveRnO di Giuseppe Lestingi Parti basse a rischio! L a posizione collinare del Comune di Priverno permette un discreto scorrimento delle correnti in caso di pioggia e una minore possibilità di allagamento all’interno della cittadella medievale. Le zone soggette ad un pericolo maggiore si trovano ai piedi del paese dove tombini e grate non riescono ad arginare la pressione dell’ acqua piovana che scava e danneggia quello che trova al suo passaggio. Un esempio si trova all’entrata di via della stazione, strada che porta dritto al paese, dove i lavoratori del servizio comunale sono chiamati celermente a ricollocare al proprio posto i tombini che vengono spostati e che potrebbero provocare sia agli automobilisti che ai pedoni seri danni. Ci si chiede perché l’amministrazione da anni non abbia più cambiato la segnaletica in questo tratto di strada importante per chi viene da fuori e vuole raggiungere, senza problemi in caso di pioggia fitta, il centro della cittadina. Altre zone soggette ad allagamento si trovano nelle frazioni vicine al paese. In zona Mezzagosto le fiumette presenti attorno a questo territorio riescono solo in parte ad arginare le forti piogge. Anche in zona Ceriara, nonostante la presenza di canaletti, si incorre spesso in pericoli che l’acqua e le rispettive correnti portano agli abitanti del posto. Quello che manca è una pulizia delle fiumette più importanti della zona, fatta più di quarant’anni or sono, per permettere all’acqua di confluire in questi letti oggi stracolmi di erbacce e frattaglie che impediscono una buona permeabilità del territorio. Altri pericoli derivano 12 dalla caduta di frane e massi che spesso avvengono sulla strada marittima che taglia il paese. Anche qui si incorre spesso in veicoli mandati dalla Provincia o dalla Protezione civile intenti ad avvisare, con movieri su strada, gli automobilisti che rischiano di imbattersi contro qualche imprevisto difficilmente evitabile. La marittima è una strada con evidenti problemi di viabilità e che oggi potremmo definire ancora più pericolosa se a questi si aggiunge l’usura del tempo che ha fatto la sua parte importante. Il centro storico del paese della Cammilla risente della penuria di manutenzione che da qualche anni sta venendo a galla. I sampietrini del centro storico sono stati scavati e scagliati fuori sia dalle piogge che dal passaggio degli autoveicoli. E’ uno scenario veramente inquietante se si pensa che i lavori di rifacimento risalgono a qualche anno fa. È la posizione dei paesi situati sulle colline dei monti lepini a fare in modo che la mancanza di manutenzione possa evitare danni ancora più rilevanti in caso di calamità naturali.

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 ROccAgORgA dopo il fuoco d’estate, l’acqua d’inverno S di Agnese Ciotti e l’estate è il fuoco l’elemento che spaventa, in perfetta antitesi, con l’inverno cresce la ‘paura’ dell’acqua. Il territorio di Roccagorga nell’ultimo anno ha subito mutamenti pesanti ed irreversibili. Quest’inverno ci sarà la prova del nove e allora testeremo l’efficacia degli interventi. Parlando di pioggia e allagamenti viene da pensare subito a via Variante, punto nevralgico per il traffico locale e di zona. Fino allo scorso inverno i depositi di acqua e fango provocavano non pochi disagi agli automobilisti, compromettendone prima di tutto la sicurezza. I lavori eseguiti lungo via Variante avranno risolto questo tipo di problema? Speriamo bene! Soluzioni, con una certa urgenza, si sollecitano da parte della cittadinanza in via Colle Rifo. Strada secondaria, fino a poco tempo fa frequentata solo dagli abitanti della zona, oggi è entrata a far parte del circuito urbano, come via della Fornace cui si congiunge. Versano in condizioni di dissesto e non è certo con i dissuasori di velocità che si risolve il problema della sicurezza. C’è infatti la necessità di sistemarne i bordi e la carreggiata in diversi tratti e di provvedere all’installazione della rete fognaria e di griglie di raccolta. Ma l’intervento non è di facile esecuzione e purtroppo non è una situazione isolata. Per chi infatti si addentra nelle stradine dell’hinterland buche, scalini e fango sembrano normali elementi di percorsi a ostacoli. Nelle vie del centro storico, un semplice scroscio è capace di mandare il paese in tilt. Scatta qualche strano meccanismo per cui si creano ingorghi e file dovuti, tra l’altro, alla difficoltà nel trovare parcheggio. Infine i disagi, tutti sportivi, che un piccolo temporale può provocare al campo da calcio Romolo Orsini. Struttura di tutto rispetto, se paragonata ad altre dei paesi limitrofi, non ha un sistema drenante adeguato. Il manto erboso ci mette poco a ricoprirsi raggiungendo i limiti della praticabilità. Ora, non che si possa intervenire al posto di Dio per regolare il rubinetto della pioggia, né si può governare la natura. Certamente però si può intervenire con sistemi di monitoraggio del territorio e con interventi di manutenzione atti a limitare i danni, fondi permettendo. 13

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 MAenzA di Luca Morazzano piccole frane sulla via di accesso E quando piove il traffico va in tilt! Che la pioggia battente rappresenti una difficoltà incidente per gli automobilisti è cosa risaputa così come è nota constatata che bastano anche poche gocce per accentuare gli ingorghi e mettere in croce punti viari già soggetti al traffico di una certa entità. Quando a queste constatazioni oggettive si aggiungono altri fattori aggravanti, il risultato che si ottiene è quello di una viabilità veramente al limite. Per capire il concetto che si cerca di esprimere in queste righe basta provare, in un giorno di pioggia, a salire in auto lungo via Carpinetana per arrivare a Maenza. Cunette a bordo via intasate di erbacce trecentosessantacinque giorni all’anno, tranne brevi periodi (una volta o due in dodici mesi) in cui viene apportata la manutenzione necessaria, e sporco depositato nel corso dei mesi ai bordi della sede stradale, fanno si che il percorso vada facilmente sott’acqua con sassi e altro materiale sull’asfalto a rendere l’aderenza veramente precaria. Più si sale verso Maenza e più il problema si accentua con flusso d’acqua proporzionale alle pendenza della via in mancanza di canali di scolo. Ad un certo punto, al bivio verso Monte Acuto e Carpineto si sceglie di salire in paese e qui all’acqua bisogna stare attenti anche alle frane visto che le macere di bordo strada sono oramai gonfie al limite. Arrivati in piazza i rischi automobilistici sono finiti anche se in via circonvallazione l’accesso del nuovo Beledere è sommerso e i viottoli del centro storico una sorta di fiumi in piena ma tanto lì con la macchina non ci si arriva lo stesso. 14

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iNCHiESTA MONdORE@lE | NuMERO 37 | 2 OTTOBRE 2009 nORMA e seRMOnetA Clou dei danni nel ‘93 ma é allarme ad ogni temporale di Domiziana Tosatti A memoria quella del 1993 fu una delle più violente alluvioni che colpirono la provincia di Latina ed il comprensorio lepino. Case e scantinati allagati, traffico in tilt, strade di accesso ai paesi fortemente compromesse, danni enormi alle coltivazioni, un lungo blackout che rese per ore impossibile ogni tipo di intervento. E furono i due Comuni di Norma e Sermoneta tra i Comuni più colpiti dalla violenta tempesta, che dovettero fare i conti con danni di evidente spessore a più livelli. La città dei Caetani subì le conseguenze soprattutto sulla Piana, laddove il terreno di avvalla, a Norma, invece, memorabile è rimasta la frana sulla provinciale Norbana all’altezza del Muro antico, che solo per pochissimo non travolse tre auto. La conta dei danni fu lunga e dolorosa. A distanza di 16 anni, tuttavia e per fortuna, mai più si sono registrate di tale disagio, neanche nei momenti di piogge particolarmente violente, come quelle cui la provincia ed il comprensorio sono state sottoposte anche nell’ultima primavera. E’ sconcertante, però, rendersi conto, analizzando i danni che una pioggia un po’ più forte provoca in un paese, che questi sono sempre gli stessi da anni ormai. Nel senso che, non sono gravi e va bene, ma davvero non sono risolvibili? Entrambi i due paesi lepini soffrono le precipitazioni violente sulle strade rurali, Norma nella periferia e Sermoneta nella Piana. Lì, in caso di maltempo protratto per più giorni, diviene alle volte davvero improbabile riuscire a transitare, con strade sterrate che si svuotano della breccia e si allagano. Norma, poi, vede il maggior problema nella via d’accesso, la Norbana, sulla quale spesse volte si riversa non poco terriccio che rende non agevole e alle volte pericoloso il transito, e dove il tutto è reso ancor più disagevole dalla scarsa pulizia che spesso si riserva alle cunette a bordo strada, che facilitano l’allagamento, comunque parziale, della stessa. Medesimo problema si riscontra sulla provinciale Norma-Cori, dove non è difficili incontrate sassi di maggiore o minor portata sulla corsia che corre sotto la montagna. Il traffico si congestiona spesso su via Del Corso a causa del sensibile aumento del numero di automobili utilizzate. Sermoneta risente delle forti piogge soprattutto nella Piana, dove si riversano gli scoli delle colline con il conseguente trascinamento di materiale roccioso. A risentire delle precipitazioni anche il Centro storico, che, per la struttura urbanistica, rende particolarmente disagevole la mobilità. 15

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