mondorealenumero40

 

Embed or link this publication

Description

mondorealenumero40

Popular Pages


p. 1

copia gratutita per la provincia di Latina euro 2,50 Anno II - numero19 16 novembre 2009 N.40 news attualita’ CORI Le scomode verità di Zaottini sul caso Stoza SEZZE Che fine ha fatto la Città dei Giovani SERMONETA Il 4 dicembre apre il set in stile Hollywood musiCa Segnali di vita dal pianeta Rock news CultuRa PRIVERNO I primi passi del progetto “Officine delle Arti” paese Che vai SEZZE Plena bonis www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale distribuito da Onirika edizioni quindicinale di informazione ed opinione

[close]

p. 2

OniRiKa eDiZiOni presenta Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Simona Tranquilli Giuseppe Lestingi Paola Bernasconi Marco Abbenda Marco Fanella Agnese Ciotti Sonia Tondo Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Luisa Belardinelli Vito Di Ventura Mauro Costanzi Giulia Mattei Responsabile web Alessandra Carconi Grafica e impaginazione e sito internet studio Sketch[idea] Paola Caetani e Marco Martelletta Domi ziana Rober to Stampato presso la “CIVERCHIA arti grafiche” via Pantanaccio 82/B Latina www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA Vito Chiuso in redazione il 13 novembre 2009

[close]

p. 3

OMMARIO | 16 novemb Numero 40 re 2009 4 EDITORIAlE 6 INCHIESTA A 20 DA i miei primi INTERNET Ma siamo si curi che si stava peggio prima? DA 32 MuSICA A 34 Segnali di vit a dal pianeta Rock 40 anni DA DA 22 A 29 NEWS ATTu AlITA’ STOZA Le sc omode verità di Zaottini Se questo è un cimitero lATINA: • BSP, 20 a ssunzioni en tro agosto 2 • 4 NOVEM 010 BRE sotto la pioggia… dell’indiffere nza SE ZZE 35 MuSICA A 38 • lATINA • • CORI • ROCCAGOR • SERMONET A Che fine ha fatto la Città dei g iovani? MAENZ A • Dubbi su ll’ avviso di g are per il serv raccolta e tr izio asporto dei PRIVERNO rifiuti • SANITA’: Macci chied e garanzie a • Attenti a lla Coiro l lupo. Un set in stil GA • • Pietro Comit o, Segni partic olari: origina • Il circo d lità elle nuvole • Le ultim e sette paro le di Caravagg io • Una nuo va poltrona per Maurizio Costanzo PRIVERNO Progetto “O fficine delle Arti” CORI • Rassegn a Buonumo re a teatro • Memori e del sottoc uoco il libro di Ma rio Pignalbe ri 39 bENESSERE L’uomo tra lo e HOLLYWO il 17 si inaug OD materna Yin e lo Yang ura la scuola 30 la Provincia a sostegno del disagio g iovanile DA VIA COS TA DA 40 A 48 PAESE CHE VAI Sezze Setia Plena B onis

[close]

p. 4

N MA sIAMO sIcuRI che sI stAvA peggIO pRIMA? di Simone Di Giulio el 1989 avevo tredici anni e stavo in terza media. Quei giorni, come molti della mia età, li vissi senza capire a fondo cosa accadeva. I telegiornali ancora non buttavano lì frasi tipo “Momento epocale” oppure “Nuova era che inizia”. Si parlava di un muro che cadeva dopo 28 anni, di una divisione che non c’era più, di nuova speranza per quei paesi dell’Europa dell’Est chiusi a riccio dalle idee del blocco sovietico. Si elogiavano, ma nemmeno troppo, quelle persone che avevano contribuito all’abbattimento del muro, Gorbačëv soprattutto. Forse non si credeva abbastanza alla portata dell’evento e non si voleva illudere l’opinione pubblica che qualcosa stava cambiando davvero. I venti anni che sono trascorsi dalla caduta del muro di Berlino hanno evidenziato il divario che realmente c’era tra noi occidentali, quelli liberi per intenderci, e loro dell’est, vincolati dalla grande madre Russia. La loro entrata nel mondo ‘civilizzato’ è stata costellata da alti e bassi. E forse molti di loro rimpiangono quel periodo che noi consideriamo buio, ma nel quale ci si accontentava davvero di quel poco che passava il convento e comunque si combatteva ad armi pari con realtà simili tra loro. Adesso questi paesi, a distanza di un ventennio, ancora sono lontani dalla civiltà che speravano quando l’Ungheria tolse la Cortina di Ferro e da Unione Sovietica e Germania Est si cominciò a far capire che la guerra fredda stava diventando tiepida. E noi come siamo cambiati da allora? Nel 1989 si pensava a come far stare in piedi un governo fondato da cinque partiti che tra loro non ci azzeccavano quasi nulla. Si lottava contro la mafia, che qualche anno dopo sferrerà i suoi ‘colpi migliori’. Si rivedevano le norme che riguardavano la Giustizia, con l’introduzione del rito abbreviato. Si rivalutava la posizione e le varie correnti interne alla ‘balena bianca’, la Democrazia Cristiana che doveva essere ripulita e rifondata per ottenere il potere, si chiudeva un capitolo importante della sinistra italiana, con le ripercussioni derivate dalla situazione dell’Europa dell’Est, si cercavano soluzioni al problema della disoccupazione, che in Italia iniziava a raggiungere picchi troppo elevati, così come si pensava agli extracomunitari, che con una sanatoria si pensava di regolarizzare. Nel calcio si pensava ai mondiali di Italia 90, se fosse il caso di dare ancora fiducia a Roberto Mancini che negli ultimi anni si dimostrava grande con la Sampdoria e discontinuo nella nazionale di Azeglio Vicini. Sembra passato un secolo vero? Invece sono solo 20 anni, nei quali il Belpaese si è evoluto. Nel 2009 si pensa a come far rimanere in piedi un governo con un partito (l’ex Alleanza Nazionale) che non sa come uscire dall’imbarazzo di avere un leader che vorrebbe convergere a sinistra (Fini) e un leader maximo che usa Palazzo Grazioli come ‘utilizzatore finale’ (il Cavaliere) e un partito che vorrebbe allontanarsi da Roma, ma che poi strilla dai banchi di Roma (la Lega). Si lotta ancora contro mafia e camorra, ma non troppo. Perché se un Prefetto dubita che a Fondi ci siano infiltrazioni e viene trattato così… Si rivedono le norme sulla Giustizia, facendo parlare il direttore del Tg1 di ritorno all’immunità parlamentare. Poi però si muore in carcere perché “sieropositivi e drogati” (Giovanardi si vergogni davanti ad uno specchio la mattina appena sveglio). Si cerca di ricostruire la Democrazia Cristiana e di finire di uccidere quel che resta della sinistra in Italia. Si cercano soluzioni alla disoccupazione con contratti-cappio di tre e sei mesi. Si parla di integrazione ma poi ci si imbufalisce se vogliono far togliere il crocefisso dalle aule scolastiche. Si pensa a Sud Africa 2010, se sia il caso o no di portarci Cassano, che nella Sampdoria gioca alla grande, ma che sta sulle palle a Marcello Lippi. Siamo sicuri di essere cresciuti in questi venti anni? 4

[close]

p. 5

OffERTA SPECIAlE! un anno di pubblicità su MondoRe@le da 300,00 euro informazioni: 339.4966093 info@onirikaedizioni.it

[close]

p. 6

INteRNet i miei primi 40 anni di Agnese Ciotti anni di internet, un compleanno epocale che ricorda la nascita di una invenzione destinata a cambiare il mondo. E in effetti sono molte le abitudini sconvolte dall’ingresso della rete nella vita quotidiana. Ma al solito i cambiamenti generano conseguenze in positivo e in negativo. La società è divisa tra favorevoli e contrari. C’è chi ormai la tecnologia la mangia a colazione, ed è un atteggiamento diffuso tra le nuove generazioni, tra gli addetti ai lavori e tra gli appassionati. Per loro la macchina non ha segreti. Ne conoscono il funzionamento e le potenzialità. Il pc diventa la chiave per aprire le porte di tanti mondi, in cui spazio e tempo possono alterarsi. Su internet si trova qualunque cosa. Informazioni, curiosità, passatempi, lavoro, amore, amicizie, notizie. Per alcuni una vita parallela in cui lo schermo rappresenta la maschera per impersonare se stessi. Dall’altra parte tutto il gruppo che invece non ha ancora digerito e metabolizzato la principale via della comunicazione contemporanea. I romantici che non abbandonano il piacere della carta, la relazione fisica e sensoriale con l’interlocutore. Per questa fascia internet non accorcia le distanze, semmai le amplifica. L’immediatezza della sensazione visiva e uditiva, la spontaneità del dialogo, il tono delle parole, molto resta nascosto dietro il muro dello schermo. La verità sta nel mezzo, come spesso accade. L’informatica è una disciplina nata per migliorare ed arricchire l’uomo. Sviluppare una coscienza intorno alle scienze dell’informazione diventa la chiave per un uso corretto. E’ ovvio che un uso improprio della tecnologia può comportare conseguenze gravi. Misura dunque, la rete non va divinizzata né demonizzata. Occorrono regole, controllo e tutela dei navigatori, con supporti legislativi se necessario. Internet è uno strumento che deve rendere più semplici e veloci le azioni quotidiane e non il centro di un mondo surreale che arriva ad offuscare la realtà. 40

[close]

p. 7

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 di Agnese Ciotti L a prima versione di internet serviva a scopi militari. Nasceva dall’esigenza di trasmettere informazioni in modo rapido in situazioni di crisi. Serviva un computer enorme per il suo funzionamento. Oggi su internet si compra, si vende, si studia, e tanto altro ancora, non necessariamente con un pc, può bastare un cellulare. Tramite la rete ci si relaziona, anche con le istituzioni. Certamente uno strumento prezioso in un momento in cui la trasparenza è al centro del dibattito politico. Internet ha stimolato la produzione legislativa, sicuramente continuerà a farlo vista la necessità di regole. Nuove disposizioni legali obbligano le amministrazioni comunali ad esibire sul sito istituzionale le ore di presenza dei dipendenti. Ma quanto l’esistenza di un sito internet può migliorare la vita dei cittadini? Potenzialmente tantissimo. In realtà molto dipende da come è fatto il sito, se è facilmente accessibile, se viene aggiornato in tempo reale, se contiene informazioni veritiere. Abbiamo navigato nei siti dei comuni per capire come si siano evolute le amministrazioni rispetto ai processi comunicativi. Il risultato è tendenzialmente positivo, tuttavia emerge una profonda diversità tra i grandi centri e le realtà più piccole. Tutte le home sono simili tra loro anche perché costruite su uno stesso impianto. Le sorprese arrivano con gli approfondimenti. In quasi nessun comune alla voce lavori in corso compaiono spiegazioni. Eppure di cantieri aperti in giro ve ne sono a bizzeffe. Ovunque dettagliate le notizie sulla giunta, sui consiglieri. Reperibile modulistica per domande di vario genere, informazioni su tasse e imposte. Meno chiari alcuni organigrammi dei comuni. Difficilissimo trovare un bilancio pubblicato in ogni su dettaglio, o almeno noi non ci siamo riusciti. Complicato rintracciare delibere, salvo conoscenza dei riferimenti dettagliati, praticamente solo per addetti ai lavori. Molte le differenze sull’offerta turistica. Mentre qualcuno si è venduto ben al di sopra del suo valore reale, pubblicizzando luoghi e servizi accoglienti ed efficienti diversamente da ciò che la nostra esperienza quotidiana ci rivela, altri hanno omesso elementi essenziali per l’attrattiva turistica, quali locali pubblici, strutture ricettive o itinerari turistici. Insomma, a 40 anni dalla nascita di Internet qualcuno ancora sottovaluta le conclamate potenzialità. Oltre i siti istituzionali va precisato che il nostro territorio è ben presente sul web, anche grazie alla fantasia di solerti cittadini che pubblicano ogni genere di notizia inerente il territorio e la comunità. 7

[close]

p. 8

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 seRviZi Online, COmmunitY e pROmOZiOne. i FutuRi uFFiCi puBBliCi naviGheRannO nell’eteRe... di Luisa Belardinelli L’ importanza di comunicare attraverso l’etere ha negli anni imposto l’esigenza di facilitare l’informazione e la promozione dei servizi pubblici attraverso internet. Abbiamo pertanto assistito, in questi anni, alla nascita di siti volti a promuovere i più tradizionali e burocratici enti pubblici. Nei portali della Regione Lazio e della Provincia di Latina ad esempio, possiamo notare come le pagine web siano spesso aggiornate, ricche di notizie e di numeri utili. Da sottolineare come entrambi i portali, regione e provincia, siano divisi in canali tematici proprio per facilitare la ricerca da parte dell’utente. Più complicato però risulta l’accesso ai bandi o concorsi, a volte esageratamente incomprensibili e soprattutto irraggiungibili.. Non è semplice accedere ai molteplici avvisi o comunicati se non si è laureati in informatica oppure se non si hanno all’interno del proprio computer, programmi efficienti e all’ultimo grido! Capita poi troppo spesso che, alcune informazioni con le relative scadenze, non siano ben pubblicizzate o, ancora peggio, rimangano ben nascoste all’interno di pagine web che mai nessuno oserà “cliccare” (accedervi). E’ inoltre curioso notare come nel sito della Regione Lazio, venga dato risalto alla promozione turistica e del territorio grazie proprio alla gente comune.. Al lato destro della pagina iniziale infatti, emerge dalle innumerevoli scritte, avvisi e pubblicità, il viso sorridente e soddisfatto dell’abitante del paese di turno… Una trovata non innovativa ma sicuramente di forte impatto! Una cosa è certa, alla base dei nuovi siti internet volti a promuovere il settore pubblico, vi è l’obiettivo di creare una rete di contatti, facilitare l’informazione, promuovere il lavoro che gli enti svolgono e sviluppare nuovi progetti o idee. Ce la faranno i nostri eroi a creare un mondo multimediale al servizio del cittadino? Lo scopriremo solo navigando.. L’importante è mantenere la rotta giusta! 8

[close]

p. 9

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 usando internet si potrebbe promuovere il territorio per vendere bene il prodotto turistico. di Sonia Tondo i l turismo è un prodotto da vendere, senza disperdere energie, ma concentrandole e mettendole assieme per una promozione efficace e proficua. nella nostra provincia sono tante le città che con i propri portali (siti) promuovono il loro prodotto, il loro territorio, ma non ottengono i risultati che vorrebbero. Forse creare un portale unico per l’intera provincia, dove tutto il patrimonio turistico e storico è messo a disposizione del turista, che sempre più organizza le proprie vacanze via internet, potrebbe essere una soluzione. la nostra provincia è ricca di piccole e caratteristiche realtà che hanno bisogno di essere conosciute e promosse in italia, in europa e nel mondo. e’ fondamentale in questo senso puntare sulla capacità di essere dinamici e di rimettere in luce le sue eccellenze. il turismo non vende sono posti letto o prime colazioni, ma soprattutto emozioni. e noi pontini ne possiamo offrire a iosa al più alto livello e in tutti i segmenti, dalla cultura all’arte, dal mistero alla cucina, dall’ambiente al benessere e alla cura. Quello che si dovrebbe è un brand ‘provincia di latina’, che susciti attenzione immediata e una voglia ‘istintiva’ di venire da noi. per questo sarebbe opportuno mettere in sinergia tutte le offerte e coordinare la promozione ponendo assieme cultura, ospitalità ed enogastronomia. i turisti in rete devono sapere che qui si vive benissimo e c’è il massimo in fatto di bellezza, di qualità e di ospitalità. Quest’anno si è registrato un calo nel turismo interno ed estero. Ora più che mai è fondamentale la comunicazione, la pubblicità, la promozione di eventi e risorse del territorio utilizzando la grande rete di internet. Oggi non si vende senza comunicare, e il turismo è un prodotto da vendere, oltre che un’arte, uno stile, un biglietto da visita. Quello che certamente dobbiamo fare a tutti i livelli è non disperdere energie, anzi concentrarle e metterle insieme: per un territorio come il nostro che si percorre in poche ore, il successo di una località si riverbera su tutto. il web è oggi uno dei principali canali di promozione turistica. internet è sicuramente un’ottima vetrina per attirare turisti, soprattutto stranieri. Regioni come toscana o umbria hanno puntato e investito molto sulla promozione web con risultati eccellenti. nella nostra Regione e provincia purtroppo questo strumento viene a volte ancora trascurato a favore di una promozione più tradizionale e personale. il web è utile, ma potrebbe trasformarsi in un’arma doppio taglio se ogni amministrazione locale, azienda, pro loco, albergo ecc si fa la sua pagina web, questa rischia di essere fine a se stessa, mentre il viaggiatore della rete cerca un portale che gli dia proposte articolate e non monotematiche. 9

[close]

p. 10

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 “La vera Università non ha un’ubicazione specifica. Non ha possedimenti, non paga stipendi e non riceve contributi materiali. La vera Università è una condizione mentale” di Simone Pacchiele (Robert Pirsig) almeno un paio d’anni a questa parte, è evidente che i protagonisti indiscussi dell’advertising (pubblicità) online sono i motori di ricerca, grazie soprattutto ai loro servizi avanzati di pubblicità per parole chiave. Fino a poco tempo fa le aziende, soprattutto quelle piccole pensavano che bastasse aprire un sito internet, metterci su qualche foto dei propri prodotti e che i clienti iniziassero ad arrivare da soli. Eppure la maggior parte dei siti web creati per le piccole e medie imprese ricevono pochissime visite e non portano pressoché nessun beneficio alle aziende che li hanno commissionati. Un sito web di un’azienda è oggi prima di tutto uno strumento di marketing. Un sito web, per essere efficace, deve servire per mostrare dei contenuti accattivanti, attirare più visitatori possibile interessati a quei contenuti e, soprattutto, convertirli quanto prima in clienti. E sarà questa la sfida dei prossimi anni per aziende che operano in ogni campo dell’economia e dell’industria, dall’innovazione tecnologica all’enogastronomia,alla promozione turistica e del territorio. N el Medioevo era la terra. Nel rinascimento l’oro e le merci preziose. Nell’800 il capitale. Nel 900 la conoscenza. Avere una di queste cose nei diversi periodi dell’umanità voleva dire avere un vantaggio significativo sui propri simili. Oggi la conoscenza è accessibile a tutti. E non si parla di blog o giornali online, ma neanche di scaricare, magari illegalmente film o musica (che pure sono cultura). In qualsiasi parte del mondo, ovunque sia possibile arrivare con un segnale internet, è possibile accedere alle lezioni ed in definitiva alla conoscenza che fino a poco tempo prima era riservata alle classi più agiate. Ma la rivoluzione apportata da Internet e di cui si sta realizzando solo ora l’importanza è soprattutto che oggi per qualsiasi persona o azienda è possibile iniziare a promuovere i propri servizi, i propri prodotti ed in definitiva, la propria unicità, in modi impensabili fino a pochi anni fa. Senza una rete di conoscenze, senza una rete commerciale specifica in quel paese. Senza niente se non un computer, un (piccolo, se paragonato ad altre forme pubblicitarie) investimento, e tanta conoscenza. E’ ancora poco diffuso in Italia e infatti si prevedono margini di aumento a due cifre nei prossimi cinque anni ma la pubblicità su Internet per facilitare il business di piccole e medie imprese può fare davvero la differenza. La possibilità di vendere i propri prodotti a consumatori o imprese dalla parte opposta del mondo. La possibilità di collaborare con aziende distanti dal proprio territorio. La possibilità di poter promuovere un marchio, un’etichetta, il territorio e i prodotti di un territorio e la sua capacità ricettiva in qualsiasi zona del mondo, in Italia e all’estero. Tutti gli studi e le analisi compiute da qualche anno a questa parte lasciano pochi dubbi: per la pubblicità online siamo solo agli inizi, e i tassi di crescita saranno sostenuti per diversi anni ancora. Tuttavia, da 10

[close]

p. 11

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 tra sOCial netwORK, instant messaGinG e annunCi vaRi di Luca Morazzano A prite il social network/fenomeno di massa face book, inserite il vostro username e la vostra password e nell’area dedicata alla ricerca di nuovi contatti, compilate solo il form relativo al luogo; qui scrivete latina e state a vedere che sfilza di nominativi vi viene fuori di persone iscritte e che durante la compilazione dei propri dati hanno inserito nei campi anagrafici la propria residenza Latina. A ciò aggiungete che molti pontini potrebbero aver omesso la compilazione di tale campo che non è obbligatoria, oppure di altri che compilato il comune (ad esempio Sezze, o Priverno, o Pontinia) non hanno specificato la provincia. A questo punto potrete farvi una sorta di idea di quanto face book imperversi anche in provincia di Latina. Del resto, un altro semplicissimo modo per farsi un idea di quanto faccia libro o gli altri social network abbiano rapito l’interesse degli utenti pontini, basta leggere quanti dei vostri amici trovate connessi ad ogni ora del giorno e della notte! Il social network infatti permette di comunicare in tempo reale tra due persone in quel momento distanti, o addirittura distanti da una vita o distanti interi continenti. Questa è stata la forza in particolare proprio di facebook capace di reunion familiari che non hanno nulla da invidiare a quelle di Carramba. Certo sarebbe poi curioso vedere quanto la frequentazione dei social network e altre applicazioni di instant messaging, influiscano sulla produttività negli uffici, ma a questo ci pensa il ministro Brunetta. Per quanto riguarda il panorama degli internauti pontini invece, quello che spicca è un altro dato, ovvero di quanto sia alta la frequenza di click su portali di annunci come Kijiji o subito.it, ovvero siti dedicati ad inserzioni tra le più disparate, da quelle per la vendita di una barca o di un auto o di un cellulare a quelle di scambi merce più o meno particolari. A questo punto però la domanda nasce spontanea: ma se la voglia di incontrarsi è così grande, perché non usciamo di più? 11

[close]

p. 12

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 inteRnet il futuro può attendere di Roberto Tartaglia A nche Internet raggiunge gli “anta”, eppure non sembra essere così maturo da definirsi adulto. Specie nel nostro Paese che, ancora una volta, vede forti contrasti tra nord e sud e tra centro urbano e periferia (come dimostrato dal rapporto “Analisi sulle determinanti del processo di sviluppo della banda larga” dell’Agcom). I problemi che finora non hanno permesso il completo sviluppo dello strumento sono, sostanzialmente, sia di origine prettamente tecnico-politica che sociale. I risultati statistici sono allarmanti e lasciano molto spazio per riflettere sul rapporto che tutti noi abbiamo con la tecnologia. Uno studio a livello mondiale condotto dalle università di Oxford ed Oviedo, il “Broadband Quality Index”, vede l’Italia al 38esimo posto per ciò che riguarda la qualità della banda larga, con un voto di 28,1/100, considerato appena sufficiente per soddisfare i servizi Web disponibili oggi, ma totalmente inadeguato per l’immediato futuro. In più, va detto, che l’utilizzo dei suddetti servizi non è appannaggio di tutti. Secondo i dati dell’”Osservatorio Italia Digitale 2.0”, infatti, solamente il 47% della popolazione sfrutta la Rete e solo il 52% delle famiglie possiede un PC. Complice di tale disfatta è l’alta percentuale di analfabetizzazione informatica che affligge l’Italia e le promesse dei politici, tanto facili quanto inattendibili. Il Ministro per l’Innovazione e la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, aveva promesso la connessione a banda larga in tutta Italia a partire dal 2010 e il Presidente del Consiglio aveva anche rincarato la dose, prevedendo entro fine anno l’avvio dello stanziamento di 800 milioni di euro. E ci avevamo creduto. Peccato che lo scorso 4 Novembre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, abbia dichiarato: “I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi” e che “adesso ci sono altre priorità economiche, la banda larga può aspettare”. Queste priorità si chiamano “ponte sullo stretto” e “CEC-PAC”. Il favoloso Brunetta, difatti, ha appena dato il via ad una procedura di gara per assegnare a un gestore unico l’incarico di creare un servizio di “comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadini” (CEC-PAC) che sarà utilizzabile solamente per comunicare con gli uffici pubblici attrezzati. Cioè nessuno. Il tutto alla modica cifra di 50 milioni di euro. 12

[close]

p. 13

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 Con una situazione politica ed infrastrutturale come questa non riesce difficile capire quanto sia arduo portare l’Italia al passo coi tempi (e con il resto del mondo “sviluppato”). Un incremento tecnologico ed un incoraggiamento all’informatizzazione risolverebbe non pochi problemi burocratici e sociali. Qualche esempio: il pagamento di bollettini via Web evitando code e perdite di tempo, oppure un’integrazione del Web 2.0 nei siti istituzionali che porterebbe ad un avvicinamento attivo dei cittadini alla politica e ad una maggiore efficacia e trasparenza dei suoi complessi meccanismi (come dimostrato negli USA da Obama). Anche il progetto dell’E-Government 2012, presentato a Palazzo Chigi alla fine dello scorso Aprile, diventa, così, una fata morgana. Il progetto avrebbe l’obiettivo di consentire a tutti i medici di famiglia e a i pediatri di inserire prescrizioni e certificati direttamente sul Web, in un circuito in cui il farmacista può consultare facilmente i documenti e svolgere il proprio lavoro in maniera più snella. Uno sviluppo tecnologico mirato al Web, inoltre, porterebbe ad un maggiore sviluppo dell’economia nazionale, alla creazione di nuovi mestieri e nuovi posti di lavoro (come confermato ultimamente anche da Confindustria), nonché ad uno snellimento dei processi burocratici, importante arma, questa, per la lotta alle infiltrazioni mafiose. Se a livello nazionale la situazione è grave, nella provincia di Latina è anche peggiore. I siti istituzionali locali, non solo mancano di sezioni interattive tipiche del Web 2.0 (blog, forum, uffici online…), ma anche di servizi essenziali come informazioni su orari delle farmacie, messa online di documenti pubblici o di comunicati stampa per una continua interazione con il cittadino. Da un punto di vista prettamente sociale in Italia, ed ancor più in una provincia chiusa ed assolutamente non innovativa come quella di Latina, oltre all’alfabetizzazione informatica manca anche una cultura informatica. Le generazioni precedenti ignorano quasi completamente cosa sia il Web, come si rediga un documento Word o la differenza tra blog, forum, chat e social network. I giovani, di contro, sono cresciuti con una visione anarchica e disorganizzata del Web, che viene visto come un luogo dove tutto è possibile, dove ciò che nella realtà è vietato diventa un gioco. Così chat e social network prendo sembianze diverse con mille volti sfigurati. Da quello di un confessionale alla vetrina in stile Red Zone di Amsterdam, dal night club al bar di ritrovo, da luoghi di associazionismo criminale ad un marciapiede in cui si fa bella mostra delle proprie grazie per soddisfare un desiderio di esibizionismo o per attirare api sul miele. Anche siti come Youtube o applicazioni P2P (peer to peer), talvolta strettamente connessi con i precedenti, sono diventati buchi neri in grado di assorbire la follia umana illudendo dell’esistenza di un “non luogo” dove nulla è vietato. Questa analfabetizzazione, o meglio, errata alfabetizzazione tecnologica è ben documentata anche dalle ricerche che hanno evidenziato come l’Italia risulti tra i primi Paesi al mondo per l’utilizzo di telefoni cellulari. Ma non come alternativa per collegarsi alla Rete, bypassando le carenze infrastrutturali, piuttosto come mero possesso di uno status symbol. Ecco, dunque, cosa manca davvero in Italia e in provincia, la causa più grave del nostro digital divide. Una cultura in materia consentirebbe di guardare ad Internet con occhi attenti alle sue potenzialità costruttive come istruzione, formazione, servizi online, e-commerce, informazione alternativa, marketing. Di contro, invece, istituzioni e media finora ci hanno informato solamente su ciò che riguarda virus, hacker, sicurezza, antivirus e firewall, senza contare che un errato utilizzo di Internet può generare problematiche e danni ben più gravi di virus e spyware. Il problema è sempre lo stesso: il pericolo non è l’arma ma l’utilizzo che ne fa l’uomo. 13

[close]

p. 14

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 STREAMING Vs RADIOlINA le nuove frontiere del WEb di Giulia Mattei orniamo a 107 anni fa, e cioè al 1902 quando quel “gran testone” di Guglielmo Marconi inventò un arnese che era destinato a modificare il corso della storia: la radio. Oggi sembra tutto scontato: si entra in macchina, si schiaccia un pulsante e parte la musica. Sembra normale ma in verità è sconvolgente: la musica viene dall’aria, è nell’aria. Lo spazio è diventato una specie di brodo fitto delle onde sonore più varie! Nel lontano 1902 si intravedeva già all’orizzonte una grande carriera per quell’agglomerato di bobine e qualche antenna rudimentale. Così fu. Durante il ventennio fascista infatti, la radio assunse un ruolo di primo piano. I programmi trasmessi , oltre allo svago e all’informazioni per aumentare il numero degli ascoltatori, erano costituiti per lo più da discorsi del Duce o del Furer. La radio diventava la voce ufficiale dello stato. T 14

[close]

p. 15

INCHIESTA MONDORE@lE | NuMERO 40 | 16 NOVEMbRE 2009 Dopo gli anni Ottanta, quando la tecnologia cominciava a dire la propria, la radio intesa come oggetto, era diventata via via sempre più piccola, per l’avvento dei walkmam che con le loro cuffie avevano portato l’ascolto della radio in una dimensione personale e privata: la radio aveva perso la sua fisicità per diventare semplicemente una funzione in altri oggetti, nei telefoni cellulari e nei computer soprattutto. Il passaggio all’era digitale ha dato poi il colpo finale alla vecchia radio. Con l’avvento di internet infatti, fare ed ascoltare radio era divenuto fuori moda. Perché accendere quella vecchia radiolina impolverata se bastava aprire emule e scaricare a go-go le hit del momento, oppure visitare youtube e fare una bella scorpacciata di video? Ma si sa, la tecnologia è in continuo progresso, e così ad appena 5 anni fa risale un’altra, ennesima, rivoluzionaria svolta: la radio sbarca su internet! Le emittenti locali e nazionali si sono attrezzate per offrire agli utenti la possibilità di ascoltare la propria programmazione anche in streaming, sfruttando al meglio le potenzialità del web. Internet è una delle fonti di ascolto alternative più apprezzate soprattutto fra i giovani e in futuro lo sviluppo della radio appare strettamente legato al web. Insomma, via web è possibile seguire l’intero palinsesto di una radio esattamente come viene proposto in FM. In più, l’interattività tipica del web permette agli utenti di avere a disposizione altri servizi, come sezioni dedicate ai dj, alle compilation, forum di discussione, chat, news. Proprio questi servizi servono alle radio per attirare gli utenti, sono un esempio di come internet permetta di sviluppare al meglio l’interazione fra utente ed emittente che in FM è limitata. Tuttavia non è tutto rose e fiori, infatti la situazione attuale delle radio su internet in Italia mostra luci e ombre. Se, da un lato, il web rappresenta una vetrina internazionale per le emittenti, dall’altro l’inadeguatezza delle infrastrutture di rete rende l’ascolto in streaming ancora poco soddisfacente dal punto di vista della qualità del suono. Insomma l’Italia è indietro rispetto agli altri paesi europei che sfruttano meglio l’alta penetrazione del web, ma questo lo sapevamo di già! E’ pur vero infatti che gli italiani sono eterni romantici e quindi mai abbandoneranno la vecchia radio che ci fa compagnia con il traffico mattutino ai semafori… e poi perché, diciamolo, la radiolina vecchia maniera magari anche un pò ammaccata, di questi tempi, è sempre molto vintage! 15

[close]

Comments

no comments yet