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Anno III - numero 8 16 aprile 2010 N.49 ECONOMIA SERMONETA - Ore decisive per il futuro della Bristol - Parti sociali e politici uniti per evitare il peggio - Lavoratori sul piede di guerra SEZZE SAGRA - Divampa la polemica sulla destinazione dei fondi DONDI - Debito di oltre 1milione nei confronti dell’ente EDITORIALE di Simone Di Giulio Sarei estremamente grato se qualcuno, gentilmente, mi spiegasse in che territorio vivo da oltre 30 anni. Siamo in un territorio a vocazione agricola? Siamo ancora legati alla palude e ci siamo sviluppati pian piano attraverso l’artigianato? Siamo un territorio propenso alle industrie? Siamo pronti ad ospitare immondezzai di ogni genere a cominciare da un’altra centrale nucleare o, forse anche peggio, una centrale Turbogas? Ah forse ho capito... Siamo decisamente un territorio che vede nel turismo il suo futuro!!! Oppure siamo il territorio delle infrastrutture (aeroporto, strade sempre più larghe e servizi sempre più attivi) e del terzo settore? Vi prego spiegatemi. Perché se da una parte continuiamo a perdere aziende (la Bristol è solo l’ultima della lista e, ahimé, potrebbero essercene altre), cadendo dagli alberi per la sorpresa, da un altro continuiamo ad andare a braccio senza dare una visuale di insieme alla nostra provincia. Perso l’aeroporto nello scontro tra ‘titani’ contro la metropoli Viterbo, ci consoliamo con il primo intervento della Polverini riguardo la nostra provincia: l’asse Roma-Latina... come se già non bastasse la sudditanza psicologica nei confronti della capitale. L’agricoltura va a rotoli e si spendono 35mila Euro per attrezzare gli stand alla Sagra del Carciofo... magari carciofo egiziano. A Latina si litiga, come consuetudine, per le poltrone, mentre c’è ancora genta che non riesce ad arrivare a fine mese senza stringere la cinghia e non solo. L’unica cosa che resta in piedi è la politica, quella del dire a vanvera e poi giustificare i tagli quando non si riescono a mantenere le promesse. ATTUALITÀ’ LATINA - Senzatetto: le accuse di Sciaudone PONTINIA - Caccia aperta all’ex Hilme ATTUALITA’ PRIVERNO - Sindaco solidale con le vittime della Polonia MAENZA - Paese per giovani? Decisamente no ZACCHEO KO LOTTA INTERNA AL POPOLO DELLA LIBERTÀ PONTINO. 14 CONSIGLIERI FIRMANO LA SFIDUCIA AL SINDACO. FINE DI UN’EPOCA? CULTURA NORMA - Domenica torna lo spettacolo del soap box CISTERNA - Weekend dedicato al vino

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CONSIGLIO A RISCHIO CHIUSURA ONIRIKA EDIZIONI presenta LATINA MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 14 consiglieri vicini all’ex Forza Italia hanno firmato un documento di sfiducia nei confronti del primo cittadino. Lo strappo sarebbe causato dalla questione regionali Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Luisa Belardinelli Paola Bernasconi Marco Fanella Agnese Ciotti Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Responsabile web Alessandra Carconi Progetto grafico e sito web SKETCH[idea] di Luisa Belardinelli Stampato presso “Arti GraficheCiverchia” Via del Pantanaccio, Latina www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA Chiuso in redazione il 14 aprile 2010 pubblicità primo piano Quattordici consiglieri comunali del PdL di Latina, tra i quali molti ex di Forza Italia, hanno sottoscritto davanti al notaio Umberto Nasoni le loro dimissioni in segno di protesta nei confronti del sindaco Vincenzo Zaccheo. Troppe guerre interne e malcontenti nel partito pontino, dove gli ex esponenti di Forza Italia guidati dal senatore Claudio Fazzone stanno tentando di prendere il potere in provincia di Latina spodestando la corrente che, nel PdL, fa capo agli ex An vicini al sindaco Zaccheo. Le firme, apposte in presenza di Fazzone, non sono state ancora protocollate, ma serviranno, insieme ad un documento firmato anche dagli assessori che in giunta fanno riferimento proprio ai forzisti, per chiedere una verifica immediata dell'amministrazione. La polemica si inserisce nella scottante questione per l'assegnazione dei posti nella giunta regionale, dove proprio Fazzone ambisce alla vice presidenza dell'esecutivo o alla presidenza del Consiglio regionale ma che viene osteggiato, appunto, dagli ex An. Mancano solo sette sottoscrizioni di sfiducia per lo scioglimento del consiglio comunale e indovinate quali sono? Paradossalmente quelle dell'opposizione! In una nota inviata alla stampa Zaccheo ha duramente criticato questa iniziativa: "Suscita perplessità e preoccupazione - ha spiegato il primo cittadino di Latina la notizia secondo la quale esponenti ex 2 Forza Italia avrebbero firmato davanti ad un notaio un documento di dimissioni da consiglieri comunali in segno di sfiducia nei confronti del sindaco. Perplessità e preoccupazione derivano, infatti, dall'esito della riunione del direttivo provinciale del PdL che si è tenuto nei giorni scorsi, dove è stato sottolineato lo straordinario successo elettorale del partito, ancora una volta risultato decisivo e determinante nella elezione a presidente di Renata Polverini e nella riconquista al centrodestra della Regione Lazio. Alla luce del risultato elettorale e delle conclusioni del direttivo provinciale del Pdl - ha proseguito Zaccheo - mi riesce pertanto difficile capire l'irrituale, per usare un eufemismo, comportamento di tali consiglieri che sfiduciano il sindaco in pubblico prima di averne parlato nelle sedi del partito statutariamente deputate a tali decisioni, tanto più gravi, poi, se anteposte agli interessi del bene comune e in violazione del patto sottoscritto con la città e gli elettori. Mi preme rassicurare i cittadini di Latina - ha concluso il sindaco - che da parte mia non verrà mai meno l'amore, l'impegno, la volontà, lo sforzo di continuare, in un clima di rafforzata coesione, sulla via della crescita e della modernizzazione della città che tanto ha apprezzato il buon governo del centrodestra e di chi l'amministra da ripagarlo con uno straordinario successo elettorale che nessuno potrà ignorare". 4 6

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LATINA MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 SITUAZIONE SENZATETTO, LE ACCUSE DI SCIAUDONE Il segretario comunale di Rifondazione torna sulla chiusura del dormitorio di Luisa Belardinelli rie. "E' solo - afferma Sergio Sciaudone, segretario di Rifondazione Comunista di Latina - un elenco parziale. Oggi non c'è più chi fa interventi articolati sulle famiglie, nei contesti di vita, sulle scuole. Il regolamento della CRI, prevede infatti che se l'unità di strada incontra un bambino mendicante non accompagnato da adulti, saranno immediatamente attivati i servizi sociali e non più i preziosi intermediari di forte aiuto agli assistenti sociali stessi per identificare meglio i casi. La cancellazione della rete di pronta accoglienza degli "angeli custodi" provocherà (non abbiamo dubbi) forti problemi. "La rete - sottolinea ancora Sciaudone - era un sistema articolato che prevedeva risposte diverse e immediate: accoglienze in case famiglia, in strutture sociali, in albergo e in casi estre- Mandati a casa circa 21 "Angeli Custodi" (noto gruppo di volontari e operatori riconosciuti dalla Provincia che per anni hanno contrastato il disagio dei senzatetto e lo sfruttamento dei minori di strada). Il servizio di assistenza è stato affidato alla Croce Rossa. Aumentano però i costi per proseguire con: sono stati dati 170 mila euro, più le automobili usate dagli operatori precedenti. La gestione in passato costò alla Provincia 125 mila euro, 45 mila euro in meno. Mi permetto di affermare che non sempre un aumento degli investimenti equivale ad un miglioramento del servizio! Dopo la chiusura del dormitorio per i senzatetto a Latina, i disagi sono aumentati. I senzatetto, immigrati e italiani, uomini e donne alcuni di loro molto malati, dormono in strada senza una meta e collocazione. I luoghi più frequentati sono la chiesa dell'Immacolata, i giardini pubblici centrali, quelli di via Le Corbusier, nell'area del mercato settimanale e nelle stazioni ferrovia- mi, quando non vi era una soluzione migliore, in attesa degli interventi successivi. Così come l'accoglienza da sola non è sufficiente. Occorre costruire progetti personali, pianificare ritorni in famiglia, accompagnamenti, ricerche di familiari, rimpatri volontari". Nei giorni successivi al trasferimento, alla CRI veniva assicurata la continuità del servizio degli Angeli Custodi, ma ciò non è avvenuto; l'intero gruppo di coordinamento è stato escluso e sostituito dal personale stesso della Cri o da altri ex Angeli Custodi che avevano lasciato il servizio da mesi. 3

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ASSOCIAZIONI PRIVILEGIATE, VISARI CHIEDE CHIAREZZA Il consigliere provinciale si riferisce agli spazi dell’ex consorzio agrario di Luisa Belardinelli LATINA MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 Grande lezione di equità e parità di trattamento! Nei giorni scorsi sono state assegnati a 4 associazioni gli spazi dell'edificio dell'ex consorzio agrario di Latina. E fin qui potrebbe andar bene a maggior ragione che Patrizia Fanti ha approvato in Giunta una delibera con la quale assegna a tali associazioni gli spazi preposti prevedendo un pagamento minimo ed un'assegnazione di un anno rinnovabile. La disponibilità dei locali durerà fin tanto che non saranno avviati i lavori di ristrutturazione dell'immobile. La spesa a carico per il canone d'affitto è pari a 6,25 euro al mq al mese con lo sconto del 75% perché si tratta di associazioni. E' quindi una spesa annua inferiore ai 1.700 euro per tre associazioni che occupano circa 90 mq ciascuna e meno di 5 mila euro l'anno per un'altra associazione che occupa oltre 360 mq. "Questa delibera ci manda letteralmente su tutte le furie - accusa Mauro Visari, consigliere provinciale - perché non tiene in alcun conto le esigenze che da più parti mostrano le associazioni. Appare una gestione in solitario e autoreferenziale; avrebbero potuto almeno fare un avviso pubblico, stabilire criteri minimamente validi e ipotizzare un meccanismo di rotazione". Continua sempre Visari: "assegnare senza motivazione ad alcuni lasciando fuori altri e senza avvertire nessun'altra realtà dell'opportunità che si stava presentando è davvero insopportabile e irritante. Per questo motivo chiederemo l'immediata revoca della delibera attraverso una mozione consiliare e proporremo una discussione in commissione circa la definizione dei criteri di assegnazione. Questo provvedimento così inopportuno non ha irritato solo l'opposizione, ma a quanto pare ha suscitato la reazione forte anche di diversi esponenti della maggioranza. Sottolinea a tal proposito sempre Visari: "Abbiamo notizia, infatti, che 4 assessori appartenenti alla componente di Forza Italia hanno scritto al segretario generale e al dirigente del servizio dott. Alfio Gentile per chiedere la sospensione del provvedimento. Non sappiamo con quali motivazioni si siano mossi i "magnifici" 4 assessori, né perché dopo averla votata abbiano fatto retromarcia, ma certamente è un segnale inquietante del livello che sta raggiungendo lo scontro interno alla maggioranza in questi giorni". NEL CAPOLUOGO UN CONVEGNO ‘SOSTENIBILE’ La manifestazione è stato organizzata all'istituto scientifico statale "G.B. Grassi" Attraverso il sostegno finanziario della Provincia di Latina, in merito al Progetto "Latina Sostenibile" "Porta il sole a casa" presentato al settore Ecologia ed Ambiente, in risposta al bando il quale prevedeva interventi nel campo delle energie rinnovabili, è stato organizzato un interessante convegno all'istituto scientifico statale "G.B. Grassi" di Latina. Il progetto prevede una forte campagna di promozione e sensibilizzazione alla diffusione della tecnologia fotovoltaica negli usi domestici. "Dimostrare la fattibilità tecnica ed economica del fotovoltaico - spiega il presidente di Latina Sostenibile Maurizio Patarini - consente la riduzione dell'uso di fonti fossili per la produzione di energia elettrica, la riduzione di emissioni nell'atmosfera, un risparmio in bolletta e la creazione di una filiera economica. "Raggiungere l'autonomia energetica provinciale prevista dal Piano energetico è possibile - continua Patarini - grazie all'utilizzo di fonti rinnovabili, fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermia, moto ondoso, e dell'uso efficiente dell'energia". In questi giorni inoltre dal 16 al 18 aprile L'Ises Italia, associazione no profit e sezione nazionale dell'International Solar Energy Society, organizza la decima edizione nazionale de "I Giorni delle Rinnovabili" e apre gli impianti ai cittadini. Tre giorni in cui il grande pubblico e i ragazzi delle scuole saranno a contatto con le energie verdi e le loro applicazioni. Impianti aperti al pubblico quindi in questo periodo; chi vorrà potrà visitare privati, enti locali, aziende e studi professionali aderenti l'iniziativa, i quali mostreranno i propri impianti a fonti rinnovabili per la divulgazione e la conoscenza di queste tecnologie. (L.B.) 4

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SEZZE MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 NON SI RILANCIA IL SETTORE AGRICOLO CON GLI SPICCIOLI Dei 50 mila euro presenti nel bilancio, 35 mila saranno sciupati per la Sagra di Alessandro Mattei foto di Ignazio Romano WWW.SETINO.IT Domenica 18 aprile si terrà la 41° Sagra del Carciofo. La città si appresta a festeggiare l'evento più atteso dell'anno. La kermesse, dagli anni Settanta ad oggi, ha assunto sempre più i connotati di una manifestazione più incline alla spettacolarizzazione dell'evento, anziché momento unico per mettere in campo iniziative valide di rilancio delle colture e dell'economia locale in generale. Da decenni, infatti, le risorse disponibili stanziate per realizzare la manifestazione sono servite più a curare spettacoli vari ed altro lasciando briciole alle colture locali e ad investimenti. Gli organizzatori e i responsabili del Comune di Sezze hanno speso ingegno per curare, con dovizia di particolare, rappresentazioni e allestimenti scenografici che poco hanno a che fare con la valorizzazione del carciofo romanesco. E proprio il carciofo è stato sempre di più accantonato, per lasciare spazio a tutt'altro, con uno sperpero di denaro pubblico e privato vergognoso in tempi di crisi. Nessuno o pochi, insomma, si sono curati, nel corso degli anni, della produzione locale dei carciofi che, dai primi anni Settanta è crollata vertiginosamente di pari passo con la crisi dell'intero comparto agricolo locale e nazionale. Sezze nel 1970 poteva ben vantare 1100 ettari di terreno investiti in carciofi, che contribuivano all'economia agricola del paese con una produzione lorda vendibile del 50%. (Dati ISTAT). L'antico detto " co le carciòffele ci si fào le spòse" la diceva lunga sul ruolo della produzione e degli indotti locali. Il picco massimo si ebbe nel 1973 quando le colture a carciofo oltrepassarono i 1200 ettari di carciofi coltivati nelle terre setine. Poi il crollo a 150 ettari o poco più. Cosa è mancato? Iniziative di promozione ed incentivi agli agricoltori. Ed è mancata essenzialmente la promozione stessa del carciofo nell'unico momento dell'anno possibile e auspicabile, ossia la Sagra. E' inaccettabile altresì che la maggior parte dei carciofi che si mangeranno e quelli che saranno venduti o spacciati per setini provengano da altre località, come per esempio da Battipaglia. Indubbio che a concorrere al declino abbia avuto un ruolo e abbia inciso molto anche la globalizzazione dei mercati e la libera circolazione delle merci. Ma ci siamo chiesti se esistano oggi politiche che intendano cambiare rotta?. La risposta l'abbiamo avuta dal bilancio 2010. Per il rilancio del settore sono presenti solo 50 mila euro. Spiccioli se si considera che dei 50 mila euro, 35 mila saranno spesi per i festeggiamenti della Sagra del Carciofo. 6

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SEZZE di Alessandro Mattei foto di Ignazio Romano - MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 “GESTIONE AUTOCRATICA DEL POTERE. STANNO UCCIDENDO LE COLTURE” L'intervento del presidente della Coldiretti locale Vittorio Del Duca WWW.SETINO.IT La Sagra del Carciofo di Sezze in odor di polemica? Ebbene sì. Lancia il sasso il presidente della Coldiretti setina, Vittorio Del Duca, deluso delle briciole che il Comune ha deciso di lasciare per rilanciare il settore agricolo. "Il teatrino allegro della politica continua - scrive del Duca - tutto si muove perché tutto rimanga come prima: per l'agricoltura di Sezze il Comune stanzia solo 50.000 euro (di cui 35.000 per la sagra del carciofo) invocando le difficoltà di bilancio che pure ci sono; una inezia che ci siamo sforzati persino di capire, ma tutto ci risulta incomprensibile quando con la stessa somma (50.000 euro) i nostri amministratori coprono a malapena il consumo dei 27 cellulari, che si sono regalati a spese della collettività, per poter svolgere illuminati servizi ai cittadini oltre a grandi progetti da diversi milioni di euro, come l'ecomostro dell'Anfiteatro, inutile e dannoso oltre che devastante per l'ambiente". L'amministrazione comunale avrebbe potuto destinare le somme a disposizione in maniera differente, magari investendole per l'agricoltura ed il territorio. Del Duca si chiede: "Ma i nostri amministratori pensano veramente agli interessi della collettività e alla crescita economica di questo paese?". Ecco che si sta ulteriormente danneggiando il settore agricolo. "In questo tiro alla fune - dice ancora Del Duca - non è vero che nessuno perde, sta perdendo l'economia e l'agricoltura che la fune la sta tirando sul serio, contro una squadra di bari che la tiene legata al palo solido di una gestione autocratica del potere, una gestione maledettamente a perdere per l'Agricoltura, per il territorio, per la cultura e per l'intera economia del paese". Intanto l'agricoltura muore in un silenzio assordante e le aziende agricole si affrettano a chiudere i battenti e i giovani, che dovrebbero essere gli eredi di una coltura e di una cultura tutta nostrana, mollano gli arnesi da lavori e lasciano i terreni coltivati per decenni dai genitori. "L'agricoltura di Sezze - chiude il presidente della Coldiretti setina - grazie alle sue tipicità, prima fra tutte il carciofo, potrebbe quasi non conoscere crisi. Eppure le risorse destinate all'agricoltura, al rilancio delle tipicità e al territorio anziché essere efficacemente impiegate restano inutilizzate o quanto meno sperperate in progetti PIT (piani integrati territoriali) dove l'agricoltura è solo la copertura per scellerati fini politici, a vantaggio di pochi". L'agricoltura allora non sta morendo ma la stanno uccidendo. 7

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SEZZE di Simone Di Giulio MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 STAVOLTA A PAGARE SARÀ LA DONDI La società di Rovigo avrebbe commesso irregolarità per oltre 1milione di Euro Dopo le note, e decisamente tristi, vicende giudiziarie che hanno coinvolto la società che gestisce il servizio idrico setino dal 1994, stavolta i rapporti tra l'amministrazione comunale e la Dondi sembrano davvero essere cambiati. Lo testimoniano le ultime indicazioni fornite dalle riunioni dell'assise comunale, nelle quali le martellanti richieste di una parte dell'opposizione (Serafino Di Palma e Antonio Vitelli in primis) stanno iniziano a fare breccia all'interno della maggioranza, che adesso sembra orientata a cambiare registro nei confronti della società veneta concessionaria del servizio idrico integrato. Il nodo potrebbe essere quello delle penali sull'applicazione delle norme della convenzione stipulata tra ente comunale e società. Un tentativo realizzato da Di Palma e Vitelli nei mesi scorsi avrebbe portato ad una situazione in cui la Dondi sarebbe stata costretta a rimborsare circa 25.000 Euro al Comune (frutto di un mese in cui una perdita di acqua denunciata non fu riparata) per il mancato rispetto dell'articolo 31 della convenzione del 1993. Da questo spunto gli uffici comunali si sono iniziati a muovere e nel corso del question time di martedì 13 aprile, in risposta all'ennesima interrogazione presentata da Di Palma e Vitelli, l'assessore ai Lavori Pubblici Pietro Bernabei ha confermato che, conti alla mano, la società veneta al 25 febbraio 2010 dovrebbe pagare una sanzione di oltre un milione di Euro (1.070.110 per la precisione) per il mancato rispetto del contratto trentennale. Dopo il Lodo, dopo le polemiche dei cittadini e dopo lka chiusura dell'inchiesta che presumibilmente porterà la Dondi a rispondere ai giudici sui reati di inquinamento delle falde acquifere per uso alimentare e per frode, questo sembra davvero essere l'anello che mancava per rescindere la convenzione tanto criticata. In questo momento il Comune sembra mantenere riserbo sulla faccenda, al contrario dei consiglieri e delle forze politiche non presenti in consiglio che si sono battute nel corso degli anni e che cominciano a raccogliere quanto seminato. Il fantomatico milione di Euro che la Dondi deve al Comune potrebbe modificare gli assetti contrattuali, con l'ente che potrebbe evitare di pagare la seconda rata del Lodo di quasi 3milioni di Euro e con la società veneta che, a quel punto, potrebbe fare le valigie. E’ quanto emerge dall’ultimo question time sulla faccenda delle penali SICUREZZA STRADALE, PARTITI I CORSI Organizzati nelle scuole dall’associazione culturale “Il lago dei poeti” di Simone Di Giulio Sono iniziati lo scorso 14 aprile gli apporti formativi di educazione stradale all'interno del progetto "Sulla strada della scuola itinerante", promosso dalla Scuola "Plinio il Vecchio" di Cisterna in collaborazione con l'Associazione culturale "Il Lago dei Poeti", Premio Europeo Sicurezza stradale 2009, e l'E.N.D.A.S. sezione Sicurezza stradale. Gli studenti di Cisterna stanno mettendo a disposizione la loro esperienza per gli studenti delle scuole di Sezze nell'approfondimento delle norme a tutela della vita all'interno della cultura della comunità. Supporto didattico degli incontri di formazione sarà il libro "La strada d'asfalto per cercare la vita". Concluderà l'apporto di 8 educazione stradale la cerimonia di premiazione dei ragazzi di Cisterna e Sezze che maggiormente avranno dimostrato l'impegno sociale e derivante dall'azione. Relatori-formatori dell'iniziativa saranno Damiano Ambrosetti, Fabiana Arru, Elisa Cannatelli, Luca Carotenuto, Maria Renè Carturan, Alessandro De Marinis, Davide Di Maggio, Annarita Fasolino, Davide Formato, Rachele Ianni, Riccardo Imbrescia, Filippo Maciucca, Riccardo Egidio Marini, Sara Materazzo, Stefano Murgo, Alessandro Nicola Nardi, Alessandro Pacifici, Federico Salvati, Elisa Sciullo, Andrea Stecconi, Laura Zampieri. A coordinare i lavori il prof. Ezio Bordonaro,

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PONTINIA di Roberto Tartaglia MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 HILME, LA CACCIA È APERTA Un consiglio comunale per decidere il futuro della fabbrica in viale Italia Un consiglio comunale straordinario per prendere una decisione sull'acquisizione di un lotto dell'area ex "Hilme". Una storia lunga e triste quella della fabbrica sita in Viale Italia. Da lì sono nati e partiti un'infinità di elettrodomestici e computer sin dal 1956, quando ancora era "Circe", ma poi una serie di congiunture negative l'ha portata a diventare prima "Ducati", poi "Zanussi", ed infine, prima di vedere il totale fallimento, "Hilme". Alcuni consiglieri in carica del Consiglio dei Giovani di Pontinia, insieme ai membri dell'Ass. "Rete dei cittadini di Pontinia" e l'Ass. giovanile "Giovani Pensieri", supportati anche dall'associazione culturale "Cantiere Creativo", avevano avanzato un'interessante proposta in merito alla destinazione d'uso del terreno, subito bocciata, però, in sede consigliare. L'idea era quella di riqualificare l'area destinandola a spazio polivalente per i più giovani, ma il sindaco Tombolillo è stato lapidario: "ce ne sono molti di spazi ad uso sociale a Pontinia, ci vuole poco a pensare dove mettere questa o quella associazione". Un vero peccato, per due motivi. Il primo riguarda una problematica di tipo pragmatico: un centro che riesca a riunire i giovani della nuova generazione in ambienti socialmente e culturalmente stimolanti a Pontinia, oltre le associazioni cattoliche, non c'è. Per il mantenimento di una più stabile serenità sociale tra gli adolescenti, e per un forte abbattimento dei comportamenti antisociali, simili strutture risultano, se non primarie, fortemente incidenti. Basta lanciare uno sguardo alla cronaca delle ultime settimane per rendersi conto di come, a Pontinia, i comportamenti devianti siano in forte crescita, specie tra giovani incensurati. Il secondo motivo, invece, è più prettamente ideologico: se il sindaco è cosciente del fatto che a Pontinia vi sono diversi spazi da adibire ad uso sociale, perché non si incentivano dette attività? Del problema dei comportamenti devianti ed antisociali (dei più giovani e non) ne è testimone diretta proprio la Hilme. Il sito, infatti, tra il 2007 ed il 2008 ha visto il rocambolesco epilogo della sua tormentata esistenza: sono state diverse le denunce per intrusioni a scopo di furto presso l'ex industria a causa della fatiscenza delle recinzioni. Nei primissimi giorni del mese di Novembre 2008, inoltre, un incendio doloso perpetrato da delinquenti non professionisti, distrusse gran parte di ciò che restava della vecchia fabbrica, dando il colpo del KO ad un pugile ormai stanco e senza fiato. Circa 40mila metri cubi di fabbricati ed oltre un ettaro e mezzo di terreno. Questi i numeri. Ovvio che i lotti messi all'asta facciano gola a tutti, costruttori in primis. Ovvio, anche, che le iniziative proposte da pochi, giovani, Don Chisciotte vengano valutate con la stessa attenzione con cui si presta ascolto a promesse di cui già se ne conosce la mendacità. Proprio come accade con la vuota retorica delle campagne elettorali. TRA SOLIDARIETÀ ED EDUCAZIONE ALIMENTARE Progetti importanti varati per il mondo della scuola nella città di fondazione di Roberto Tartaglia Importanti progetti quelli che hanno interessato il mondo della scuola nel territorio di Pontinia nel corso degli ultimi giorni. In special modo per ciò che concerne l'alimentazione. Il primo riguarda un protocollo di intesa siglato tra la società Tra.Sco e la Caritas parrocchiale in merito al recupero degli alimenti inutilizzati nelle mense scolastiche, così da poterli destinare ai più bisognosi. La Tra.Sco, che nel corso dell'anno scolastico arriva a produrre una media di 3mila pasti settimanali per gli alunni di tutti i plessi scolastici, ha visto in questo accordo un ottimo strumento, oltreché per utilizzare il cibo in eccesso a favore di chi vive in stati di indigenza, per ridurre gli sprechi alimentari e la produzione di rifiuti solidi urbani. Lo scorso 7 Aprile, inoltre, presso l'aula magna della scuola "Don Milani", alla presenza della preside Anna Maria Bilancia, del sindaco Tombolillo, dell'assessore Sperlonga e di medici specializzati quali il Dr. Ernesto Coletta ed il Dr. Alessandro Rossi, si è svolta la cerimonia di presentazione del progetto "Saluteduchiamoci - Mangiar Fresco". Il pay-off dell'iniziativa, di natura interregionale finanziata dalla Regione Lazio e dal Ministero dell'Agricoltura, esprime a pieno l'intento ultimo della stessa: "Dalle nostre terre alle nostre mense, i pro- dotti della filiera a chilometri zero per i nostri alunni". Il progetto di Comunicazione ed Educazione Alimentare sembra dimostrare che, dopo anni di sollecitazioni e battaglie, la politica abbia miracolosamente riscoperto l'importanza della risorsa più preziosa delle terre pontine: l'agricoltura. Il progetto, infatti, punta alla salvaguardia della salute (specie dei più piccoli) usando come tramite l'educazione ad uno stile di vita sano che, si sa, inizia proprio dalle abitudini della tavola. Le parole "I prodotti della filiera a chilometri zero" sembrano essere il punto focale dell'iniziativa. Lo scopo, infatti, è quello di valorizzare le risorse alimentari prodotte nel nostro territorio, inserendole nei menu delle mense scolastiche. In questo modo i bambini avranno il vantaggio di usufruire di prodotti freschi e con tempi brevi di giacenza/trasporto. Due progetti molto significativi sia dal punto di vista pratico che da quello simbolico, quest'ultimo testimone dell'interessamento delle istituzioni a due dei maggiori problemi di ultima generazione: l'iniqua possibilità di accesso a beni primari, come il cibo, ed i pessimi stili di vita incoraggiati da ammiccanti propagande commerciali e fonti principali dei più gravi disturbi di origine alimentare. 9

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SERMONETA di Domiziana Tosatti Foto Ginnetti - La Provincia Quotidiano MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 BRISTOL, ORE DECISIVE Nel tavolo con Corden Pharma, l’accordo rimane in alto mare Fumata nera quella del primo incontro del tavolo di concertazione tra i rappresentanti aziendali di Bristol Myers Squibb e Corden Pharma, sindacati e associazioni di categoria. Ai dipendenti non sono state date le garanzie richieste, Bristol è rimasta chiusa sulle proprie posizioni ribadendo di aver fatto il possibile per salvare il sito, mentre la società acquirente si è mostrata restia alla chiarezza delle proprie intenzioni. Rassicurazioni tante, ma ancora nessun Piano aziendale. Situazione che tiene ancora sulle spine gli 815 dipendenti, che in questi giorni stanno chiedendo ai sindacati un'incisiva azione di protesta nei riguardi di chi lascia e che ha risolto la questione in pochissime ore, non curandosi, a parere degli operai, del destino delle risorse u m a n e . Corden Pharma ha assicurato il proprio impegno nella produzione di prodotti di nicchia, nella riapertura del mercato italiano e nell'istallazione, in futuro, di un impianto pilota per il settore farmaceutico. Intenzioni per il momento illustrato attraverso slide, ma che non hanno ancora trovato il supporto concreto di un Piano industriale. La richiesta dei sindacati, oltre ad una scorta economica per i dipendenti rifiutata da Bristol, è il mantenimento dei volumi di produzione, quindi, in sostanza il passaggio del 'pacchetto clienti' tra le due società e l'elaborazione di un Patto di stabilità sociale, che preveda quante più misure possibili per rendere meno traumatica la presenza di eventuali esuberi. Gli operai si stanno dando da fare, partecipano in maniera massiccia a scioperi e presidi, sebbene qualcosa da rimproverare ai sindacati ce l'abbiano. Ad esempio non aver tenuto alta a sufficienza la soglia di attenzione e non aver ricercato negli anni passati un confronto chiaro e diretto in cui si chiedesse all'azienda le intenzioni di investimento sul sito. Ora, dopo l'apertura del Tavolo di crisi in Provincia, è tutto rinviato al prossimo giovedì 22 aprile, quando si terrà un nuovo incontro in Confindustria, che sarà il definitivo, in cui con tutta probabilità il passaggio verrà ufficializzato. Intanto la Provincia perde l'ennesima multinazionale, che, dopo aver regalato il sogno di un'industria ricca ed americana, ha deciso di andar via, non considerando ormai più da tempo strategico il sito di Monticchio. Una provincia, quella pontina, un tempo agricola, poi, grazie alla Cassa del Mezzogiorno, industriale, e che oggi non è più nell'una e né l'altra. SCARSELLA: “IN VIA DEGLI OLIVI MANCA LA LUCE” di Domiziana Tosatti La vita politica e amministrativa locale è fatta di problemi grandi e strategici, come ad esempio la crisi dell'industria e lo sviluppo economico del territorio, ma anche di piccole segnalazioni che giungono dai cittadini e che riguardano fatti di tutti i giorni. Una di queste problematiche è rappresentata dalle opere di urbanizzazione delle strade, anche secondarie. E' il caso di via degli Olivi Sermoneta scalo, dove il consigliere comunale Antonio Scarsella si è reso portavoce di una segnalazione giunta dai residenti, che hanno richiesto un intervento urgente per la risoluzione di problemi relativi alla libera circolazione e alla pubblica incolumità. Nello specifico i residenti hanno chiesto l'istallazione dei pali della pubblica illuminazione nel piazzale finale. "L'intervento - ha osservato Scarsella - continua ad essere necessario ed urgente dal momento che l'area, densamente popolata e vissuta soprattutto dai bambini, è totalmente buio". La mancanza di illuminazione è stata segnalata anche dai residenti attraverso una raccolta di firme. Sulla stessa strada, poi, c'è bisogno della sistemazione dei tombini fognari, che ad oggi sono rotti o divelti, rappresentando un pericolo sia per i pedoni che i per veicoli. 10

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SERMONETA-LEPINI di Domiziana Tosatti Foto Ginnetti - La Provincia Quotidiano MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 IL COMUNE PROVA A MEDIARE TRA LE PARTI L' a m m i n i s t r a z i o n e comunale di Sermoneta ha deciso di adottare il metodo della concertazione come strumento di lavoro per affrontare la vicenda della Bristol Myers Squibb e a tale scopo è stato redatto un documento unitario. Nel documento, che pone a premessa i rapporti quarantennali tra Bristol con il Comune ed il territorio di Sermoneta, sono stati individuati quattro punti ritenuti da tutti 'irrinunciabili'. Si tratta della salvaguardia del sito produttivo e della destinazione dello stabilimento ad attività produttiva, con la presentazione, quindi, da parte dell'acquirente Corden Pharma, di un Piano industriale che dia garanzie per il mantenimento unitario del sito, sia nell'attività chimica che farmaceutica. Priorità sia anche il mantenimento del livello occupazionale, con l'attivazione di tutti gli strumenti previsti dalla normativa, con la disponibilità ad assumere impegni che facilitino il passaggio, il reimpiego delle maestranze e la realizzazione di processi di mobilità. "Che l'utilizzo delle tecnologie e degli impianti a forte impatto ambientale- si legge nel documento condiviso- sia collegato, come è stato sino ad ora, solo alla chiusura del ciclo produttivo interno". Infine, l'amministrazione intera ha preso l'impegno congiunto di seguire in maniera diretta e costante l'evolversi della cessione aziendale, dichiarandosi pronta a convocare un'apposita seduta di Consiglio comunale e a prendere parte, o promuovere, ad ogni iniziativa utile alla conclusione positiva del passaggio di proprietà e di continuità aziendale ed occupazionale. "Tra lo Stabilimento Bristol e il Comune di Sermoneta- si legge nel documento- c'è sempre stato un rapporto positivo e costruttivo. Rapporto che ha permesso di superare anche i momenti di confronto più delicati inerenti la presenza e l'impatto sul territorio e che ha portato alla realizzazione di investimenti ingenti riguardo alla sicurezza , alla chiusura del ciclo produttivo e alla realizzazione di un impianto di alta qualità tecnologica che ne definisce il valore e la sua rilevanza nel quadro produttivo dell'intero sistema chimico-farmaceutico". Ed è per questo che la cessione dello stabilimento non può essere considerata solo un fatto 'privato' che riguarda le regole commerciali e le evoluzioni del mercato, essendo invece un accadimento che riguarda, per il suo enorme impatto, l'intera Comunità. IPPOVIE: UN PERCORSO PER LA VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO RURALE LEPINO Valorizzazione del paesaggio rurale lepino, di tradizioni e costumi locali, che fanno parte della storia e della natura stessa delle genti dei luighi; ricoperta di tipicità enogastronomiche, flora e fauna, di ambienti incontaminati e di incantevoli paesaggi incontaminati; percorsi a piedi, in bici e a cavallo con riferimenti particolari alla via Francigena ed ai percorsi della transumanza. Tutto questo e molto altro ancora sono i Lepini ed è su tali risorse che i progetti della Pit insistono. Nei giorni scorsi è avvenuto l'incontro tra gli amministratori dei Comuni della XIII Comunità Montana aderenti alla Pit (la programmazione integrata territoriale che intervetta i fondi strutturali europei 2007-2013) ed i privati che all'interno di questa hanno proposto interventi relativi alla valorizzazione degli impianti ippici. Quello delle Ippovie è un progetto a stralci che, su questa fase, ha il proprio perno nella realizzazione di itinerari di partenza-arrivo e di percorribilità rurale, attraverso l'individuazione di 'poste', come maneggi, fattorie, strutture ricettive e spazi attrezzati, dove, oltre all'assistenza e la salvaguardia dei cavalli, sarà possibile organizzare stage formativi, ippoterapia, ippoturismo, fiere ed avvenimenti, ma anche gare, gite, visite e percorsi. I Comuni della Pit, quindi Norma, Bassiano, Sermoneta, Sezze, Roccagorga e Maenza, hanno proposto interventi di valorizzazione delle strutture ippiche dei percorsi, mentre operatori privati hanno presentato progetti di integrazione tra ospitalità, formazione, assistenza e tutela del benessere dei cavalli e dei cavalieri. (D.T) 11

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PRIVERNO MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 I progetti di interscambio legano il comune al governo vittima della tragedia SOLIDARIETA’ PER LA POLONIA Il sindaco Macci scrive una lettera accorata dopo la sciagura aerea di Luca Morazzano Al di là delle polemiche innescate da alcune vignette comparse sui quotidiani nazionali, in Italia c'è chi è rimasto particolarmente toccato dalla tragedia aerea che decapitato i vertici politici della Polonia. E' il caso di Priverno, comune molto vicino al paese dell'est europeo per via dei tanti gemellaggi intrapresi con le cittadine della patria di Giovanni Paolo II. Così, alla notizia della tragedia sconvolto la Polonia, l'amministrazione comunale di Priverno ha voluto manifestare la sua più sentita e profonda solidarietà a tutto il popolo polacco, e non solo alle città amiche, inviando una nota di condoglianze in cui il s i n d a c o , Umberto Macci, si è così espresso: " Con sincera e profonda tristezza ci uniamo al dolore delle istituzioni e degli amici di Andrychow, Krosno e Stawiguda e di tutto il popolo polacco nonché della comunità polacca che vive nel nostro territorio per questa immane tragedia ribadendo la nostra vicinanza e il forte sentimento di affetto e di amicizia che ci legano all'amata Polonia." Intanto dal 12 aprile, da Priverno sono partiti i ragazzi della s c u o l a media 'San Tommaso' in visita in Polonia fino a sabato 17 aprile. "Si tratta di una gita molto impor tante poiché non solo i nostri studenti andranno a visitare dei luoghi che costituiscono tappe fondamentali nella storia e nella cultura del popolo polacco e non solo (i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, la città di Cracovia e di Wadowice, città natale di papa Giovanni Paolo II) ma anche perché avranno modo di incontrare e di interagire con i loro coetanei polacchi. Crea molto dispiacere che un'occasione di incontro e di scambio come questa debba avvenire in un momento così doloroso ma mi auguro, anzi sono certo, che si attiveranno ulteriori rapporti di collaborazione e di amicizia e che si intensificheranno quelli già esistenti tra le nostre città". In segno di solidarietà e di partecipazione al dolore del popolo polacco, il Comune di Priverno ha esposto la bandiera a mezz'asta nel giorno in cui si celebreranno i funerali delle vittime del disastro aereo. CERCASI CANCELLIERE PER IL GIUDICE DI PACE Rinviate al prossimo 18 ottobre le udienze saltate nei giorni scorsi di Luca Morazzano L'ufficio del giudice di pace di Priverno è rimasto senza cancelliere. Tale mancanza determina di fatto la paralisi delle attività giudiziarie delegate. I disagi per i cittadini sono in aumento di giorno in giorno e anche gli avvocati riscontrano difficoltà nello sbrigare le proprie pratiche legali. L'appello è stato lanciato dal presidente della "Cittadella del Diritto di Bassiano", Alessandro Pucci con riferimento a quanto accaduto nelle settimane scorse nella sede di Priverno. Tutte le udienze penali iscritte a ruolo presso il giudice di pace della cittadina lepina sono state rinviate al 18 ottobre. E' lo stesso Pucci a sottolineare: "E' successo quello che già avevamo paventato tempo addietro ovvero che il Tribunale di Latina non ha inviato un cancelliere e così le udienze penali sono saltate". A 12 Il giudice di pace, l'avvocato Valente, ha provato a prodigarsi per la risoluzione del problema il mettendosi immediatamente in contatto con gli uffici del Tribunale per chiedere spiegazioni sulla mancata dotazione di un cancelliere che nelle udienze penali risulta essere un elemento indispensabile per procedere. Nel martedì nero in questione però si è dovuto registrare il nulla di fatto. Avvocati, giudice, pubblico ministero e cittadini interessati alle cause in dibattimento hanno tutti dovuto prendere atto dell'amara e inspiegabile situazione con l'effetto di bloccare un importante segmento della giustizia. Pucci ha lanciato un appello ai Comuni del mandamento di Priverno e al Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Latina perché si adoperino con le dovute pressioni affinché si risolva al più presto una questione di ordinaria amministrazione.

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ROCCAGORGA-MAENZA MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 di Agnese Ciotti NUOVI ASSETTI DI PD E PDL URGONO I CONGRESSI te unitarie. E l'invito, durante l'assemblea, a farsi avanti per ambire alla carica e proporre idee, soprattutto rivolto ai giovani. Curiosità sul futuro ruolo di Loreto Bevilacqua che potrebbe cedere il posto in consiglio ad Elidea Cammarone, prima dei non eletti. Curiosa anche la situazione del PDL dove si è determinata una lotta interna all'ultimo voto. Primo Fazzone che distacca Galetto di appena una trentina di consensi. Questo dimostra che il partito unico è ancora ben lontano, e la distinzione tra AN e FI è più che mai netta. Preoccupano poi gli outsider come Lubiana Restaini, che riesce a racimolare da sola, 57 voti per Del Balzo. Non se la passa male neppure la Lista Polverini, appoggiata da storici personaggi MSI e AN che incassano circa 148 voti. Una situazione di incertezza totale. Non vi è chiarezza su chi siano i leader del PDL, non si sa che faccia abbia il PDL. I nomi di riferimento certi dovrebbero essere quelli di consiglieri Ciotti e Atrei. Ma l'insistente assenteismo dalla scena amministrativa li pone nella condizione di dubbio. Certo è che il centro destra è un popolo senza guida. Venerdì pomeriggio in piazza a sorpresa la visita del neo eletto Stefano Galetto, passato non so se per fare il quadro dei problemi da risolvere o per ricevere le congratulazioni di rito. La seconda mi sembra più probabile poiché in 16 anni che conosco il neo Onorevole, non l' ho mai visto preoccuparsi delle sorti di Roccagorga, neppure di quelle della sezione di AN, non è un caso che si sia ridotta così la classe dirigente locale. Questo del resto lo accomuna a tanti altri illustri rappresentanti del nostro territorio. E che dire invece di Fazzone? Che AN lo ripudia e lo disconosce? O che potrebbe rinunciare al suo stipendio di 12mila euro considerati quelli che guadagna già con Acqualatina e, magari, essere da esempio a tanti suoi colleghi? Insomma anche a destra il cromatismo è indefinito. Le elezioni regionali hanno determinato nuovi equilibri nel panorama politico a tutti i livelli. A Roccagorga il PD paga i costi della sconfitta tripla. Facili e scontate le critiche alla storica combattente radicale, emerse nell'assemblea pubblica tenutasi il 9 Aprile. A modesto parere di chi scrive la Bonino non ha penalizzato, bensì reso possibile lo scarto minimo che diversamente non si sarebbe avuto, per l'effetto Marrazzo e perché il PD al momento non ha leader sufficientemente carismatici e rappresentativi. Penalizzante piuttosto è stata la mancanza di una campagna elettorale vera. Il tutto si è ridotto a spot, stampati o video trasmessi, in cui si è dato come fatto molto che, invece, si deve ancora fare. Mi viene in mente, per citare un esempio consono, il tanto sbandierato reddito minimo garantito, per cui migliaia di residenti nella regione stanno attendendo da mesi le graduatorie definitive. Tanti ritardi ed inutile burocrazia. Sconfitti, comunque, perché la Bonino non ce la fa. Grande assente nell'assemblea il segretario provinciale Loreto Bevilacqua, da cui certamente molti attendevano un'analisi della situazione. Sconfitti perché il candidato Di Resta, pur essendo il più votato nel comune lepino, non ha i numeri neppure per fare l'opposizione alla Pisana. Invece passa Moscardelli, dell'area centrista del PD. Ciò non dimostra una scelta sbagliata, malgrado la sconfitta. Del resto, portare Di Resta era nella logica coerenza del partito, che dalle primarie in poi, numeri alla mano, si è tinto sempre più di rosso. Rosso, poiché, sindaco in primis, come molti dei consiglieri eletti vengono dalla sinistra storica. Rosso poiché le alleanze si sono aperte a Socialisti e Sinistra e Libertà piuttosto che altre correnti interne. Sarà il prossimo congresso, ormai improrogabile, a stabilire i nuovi toni di colore del PD. Saranno i nuovi eletti a dare le sfumature. Niente nomi ufficiali, solo voci di piazza che lasciano presagire la difficoltà di scel- MAENZA I GIOVANI NON SANNO COSA FARE di Luca Morazzano L'apatia delle nuove generazioni, per intenderci i ragazzi dai 14 ai 18 anni, è di continuo argomento di discussione dei talk in tv, sui giornali di settore e pure in quelli generalisti. Orde di specialisti, psicologi, tuttologi e quanto altro, a disquisire di aspetti riguardanti l'educazione, il rapporto con i genitori, la scuola, le abitudini e tanti altri fiumi di parole che però restano tali senza tramutarsi spesso in soluzioni pratiche. A Maenza per esempio i giovani come sono? Cosa fanno? Soprattutto cosa hanno a disposizione? Nelle loro case forse anche il troppo, visto che girano quasi tutti "acchittati" di tutto punto con le marche più in voga al momento, telefonino di ultima generazione in tasca e mp3 nelle orecchie, dopo ore passate a casa davanti a face book o alla play station, ascoltando musica a volume da stordire. Fuori però hanno poco. Non tutti sono motorizzati con scooter e l'età della patente ancora non arriva. Si ritrovano in piazza, tra le auto, oppure ai giardinetti o anche al Belvedere, ma oltre qualche panchina per loro non c'è nulla. Il parco giochi della Pineta, colpa della loro stessa inciviltà e della trascuratezza, non rappresenta più un'attrattiva. La zona dei campetti, dove qualcuno provava ad andare a giocare a pallone, con i tanti cantieri oramai è preclusa da un paio di anni tanto che col pallone adesso si gioca in piazza di notte. In un contesto simile risuonano le lamentele di chi dice: "Una volta c'era San Giacomo!" Già uno spazio laboratorio dedicato alle più svariate attività, dal teatro alla musica, dal cinema al gioco, al semplice stare insieme passando per le feste di compleanno che da decenni non c'è più se non nei programmi elettorali di qualche amministrazione. Proprio l'amministrazione odierna con a capo Mastracci che dopo gli anni trascorsi del primo mandato non è più un sindaco in erba, è composta però anche da assessori giovani che si spera possano sentire vicine tematiche di ragazzi anagraficamente vicini, altrimenti in balia di droga, alcol e cattive abitudini atte a spezzare la noia. Sulla carta i progetti non mancano, dal ritorno in auge dello stesso San Giacomo, al tensostatico in via di ultimazione. Si; ma quando? 13

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CULTURA di Paola Bernasconi MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 TUTTO PRONTO PER LA SAGRA Edizione numero 41 per la manifestazione dedicata al carciofo La Sagra del Carciofo di Sezze è arrivata alla sua XLI edizione. Domenica 18 aprile il centro storico setino si animerà ancora una volta offrendo la possibilità di degustare il carciofo romanesco e tanti altri prodotti enogastronomici tipici. A fare da contorno tante iniziative culturali nelle quali, come ha spiegato l'Assessore alle Attività Produttive Di Raimo, "sarà presentata la Sezze di una Volta, attraverso poesie, canzoni, musiche e scene dialettali". Ad anticipare il grande giorno inoltre, una serie di eventi tutti all'insegna della cultura. Dopo l'inaugurazione delle mostre "Percorsi variabili. Tendenze e impulsi dell'arte contemporanea" e "Sezze nelle vecchie cartoline" (fino al 24 aprile presso il Museo Archeologico Comunale in Largo B. Buozzi), venerdì 16 aprile sarà la volta del documentario "Sezze, terra di tesori": alle ore 21,00 presso l'Auditorium Costa potrete vedere questa produzione che fa parte della collana "Comunicare il territorio", edita da Mixintime produzioni. Sabato alle ore 17,00 presso l'Auditorium San Michele Arcangelo ballate e poesie dialettali verranno invece proposte nella manifestazione "O Sezze bello!" a cura del Centro Socio Educativo "C. Tamantini". Arrivati al giorno della Sagra potrete, tra una passeggiata e l'altra, visitare due mostre fotografiche: la prima, "Le Sagre del carciofo di Sezze" sarà a cura dell'Associazione Alchimia e si svolgerà presso il Museo Archeologico; l'altra, allestita a cura dell'Associazione di volontariato Anjuman, presso lo spazio espositivo Le Colonne in via Roma 20. In occasione della Sagra del carciofo ci sarà, infine, un'apertura straordinaria della Biblioteca Comunale di Sezze Scalo, sita in via Bari. UN WEEKEND ALL’INSEGNA DEL BUON VINO di Paola Bernasconi Cisterna e il buon vino: sabato 17 e domenica 18 aprile prenderà il via la manifestazione "Cisterna Wine-Expo", a cura dell'Associazione culturale Best Event di Cisterna di Latina. Un momento di promozione e valorizzazione del territorio Pontino non solo a livello enogastronomico. A fare da location all'evento infatti lo storico Palazzo Caetani, costruito nel 1560 ed oggi sede di attività culturali nonché biblioteca comunale, pinacoteca e galleria d'arte La Mimosa. Proprio intorno al suo chiostro saranno esposti stands per le degustazioni mentre saranno previste anche visite guidate alle grotte del Palazzo. Dallo spazio pedonale di Piazza XIX Marzo, i visitatori avranno accesso al percorso enogastronomico che vedrà protagonisti espositori locali tra cui Casale del Giglio, Cantina Sant'Andrea, Marco Carpineti, Pietra Pinta, Il Quadrifoglio e molte altre. Un'occasione in più per assaporare prodotti locali che non hanno nulla da invidiare ad altri: recente la notizia secondo cui il Lazio IGT Chardonnay 2009 Pietra Pinta e il Lazio IGT Rosso Nero Buono 2008 Cincinnato abbiano ricevuto due Gran Menzioni durante il Vinitaly 2010. L'evento è stato possibile grazie al Patrocinio dell'APT di Latina, del Comune di Cori, Cisterna, Rocca Massima e dell'AVIS Comunale di Cisterna nonché grazie alla collaborazione del Gruppo artistico "La Mimosa", delle Associazioni "Latina da scoprire", "Butteri di Cisterna ed Agro Pontino", "R2" e F.I.S.A.R. Per tenervi aggiornati potete visitare il sito www.cisternawineexpo.com. 14

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CULTURA Domenica 11 aprile, in piazza Signina, la locale sezione dell'Avis, alla presenza del presidente Mario Pistilli e del direttore sanitario Avis Provinciale e Delegato alla Salute del Cittadino del Comune di Cori, Paolo Cimini, ha fatto giungere un'autoemoteca, e tre medici hanno raccolto ben 35 sacche di sangue, donato dagli sbandieratori del "Leone Rampante" di Cori, che con tale gesto hanno voluto iniziare i festeggiamenti per il quarantennale della fondazione del gruppo folk. Una donazione record e da parte dei giovanissimi alfieri del folklore corese un impegno concreto nel sociale. Il gruppo degli Sbandieratori del "Leone Rampante" contribuisce a mantenere viva la tradizione corese dell'arte della bandiera, che ha le sue origini documentate in età rinascimentale, e da tempo prende parte ad importanti festival internazionali del folklore, l'ultimo in ordine di tempo quello del 2009 a Belgrado. Per Paolo Cimini si è trattato di "un momento importante per ribadire un messaggio di altruismo, testimoniato dalla disponibilità verso malati e bisognosi, che vuol essere anche un augurio ad espandere la cultura della donazione, la cui crescente sensibilità si è tradotta nel buonissimo afflusso di prime donazioni (più di 20), soprattutto giovani, che si spera possano staccarsi dall'eccezionalità dell'evento ed acquisire la continuità tipica delle donazioni abituali, basate sullo sviluppo di una coscienza sociale ed un sentimento d'altruismo, contribuendo alla promozione e valorizza- MONDORE@LE | NUMERO 49 | 16 APRILE 2010 AVIS E SBANDIERATORI INSIEME PER LA SOLIDARIETÀ A Cori si è anche tracciato un bilancio dei 25 anni dell’associazione di volonatari zione della cultura della solidarietà". La sezione Avis di Cori ha da poco festeggiato il suo 25° anniversario, nel corso del quale è stato presentato il consuntivo: nel 2009 ha potuto visitare 470 donatori, di cui 51 inidonei, con 274 donatori attivi; ha raccolto 419 donazioni, e nel corso dei 25 anni di attività ha prodotto complessivamente 8.340 sacche che rappresentano un contributo importante a favore della vita. "L'Avis della Provincia di Latina", ha concluso Cimini "rappresenta un'eccellenza nel Lazio, dove l'autosufficienza è un obiettivo ancora da raggiungere, e in Italia, dove i donatori garantiscono solo un equilibrio precario dell'autosufficienza nazionale: pertanto occorre un impegno serio per proseguire nell'affiliazione dei nuovi donatori, soprattutto giovani. Essi rappresentano una risorsa alla quale va rivolta particolare attenzione, mediante la sensibilizzazione sulle problematiche della cittadinanza e sull'importanza della condivisione delle sofferenze umane." NORMA: TUTTI IN PISTA PER IL SOAP-BOX Promosso dalla Scuderia Ferrari club e patrocinato dal Comune di Domiziana Tosatti Tornerà questo fine settimana l'appuntamento con il campionato Soap box car Championship, edizione 2010, promosso dalla Scuderia Ferrari club di Norma e patrocinato dal Comune. Una gara di auto ad emissione zero, perché nessun motore sarà acceso. Lungo un percorso all'interno del paese, a sfidarsi a colpi di velocità, di destrezza e di stile non saranno automobili tradizionali, ma Soap Box, letteralmente scatole di sapone, veicoli senza motore capaci di raggiungere fino a 80 km orari, sfruttando solo la forza di gravità. Domenica mattina, alle 8, ci sarà l'allestimento del Paddok e l'avvio delle verifiche tecniche, dalle 11.15 alle 12.45 ci sarà spazio per le prove libere, mentre la gara inizierà alle 15.30. 15

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