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N.50!!! Anno III - numero 9 23 aprile 2010 ECONOMIA SERMONETA - Bristol, completato il passaggio alla Corden Pharma - Intanto pessime notizie arrivano dalla Unilever - La UIL traccia un bilancio positivo sulla cassa integrazione SEZZE DONDI - Il Comune capofila in una class-action contro la ditta CONSULTA - Lo sfogo dell’ex presidente Ignazio Romano EDITORIALE di Simone Di Giulio Allora cerchiamo di chiarire. Questi arrivano qui nel 1993, ottengono un contratto trentennale e si mettono a lavorare tra mille incognite (rete idrica fatiscente e incapace di coprire l'intero territorio). Dopo 5 anni cominciano ad alzare il polverone tariffe, stabilendo una somma quasi 3 volte più alta del dovuto (1.100 e passa Lire rispetto alle 400 al metro cubo). Qualcuno la blocca, ma poi il Tar applica una sospensiva al blocco e loro continuano su quella linea. Nel frattempo gli anni passano, la rete idrica rimane sostanzialmente la stessa, scarsi interventi di manutenzione straordinaria e nemmeno quella ordinaria viene svolta come si dovrebbe. L'Ente non controlla come stabilito dalla convenzione e la situazione non migliora. I rapporti si deteriorano, la gente si lamenta, l'acqua alla Regione non viene pagata. Poi la situazione finisce in tribunale e si decide di ricorrere al Lodo, in cui la società di cui sopra porta carte e faldoni a testimonianza del suo operato, mentre il Comune non si accorge nemmeno che del Lodo fanno parte due fatture già pagate... e perde. Ora? Il debito con la Dondi manda quasi a gambe per aria tutto il sistema amministrativo, quindi si decide di correre ai ripari. Ne vengono fuori conti di cui non si conosceva l'esistenza (?): penali da applicare, canoni non pagati. Più di un milione e mezzo di Euro che la Dondi deve al Comune. Si chiude anche l'indagine che potrebbe vedere la società rispondere in tribunale di inquinamento delle falde acquifere per uso alimentare. La risposta della Dondi? Bollette straordinarie, in cui arrivano importi derivati da conguagli. Con le nuove tariffe abbassate direte voi? Non scherziamo per favore... ATTUALITÀ’ CORI - Inquinamento nel polmone verde del paese LATINA - Patarini scrive a Nardone per la centrale ATTUALITA’ PRIVERNO - A Fossanova c’è il “Mercatipico” MAENZA - Parco Robinson devastato ROCCAGORGA - Nasce l’ufficio Etnie SFIDUCIATI ZACCHEO VIENE ABBANDONATO DALLA SUA MAGGIORANZA. CAMPOLI RISCHIA GROSSO. MASTRACCI DELUDE GLI ELETTORI CULTURA SEZZE E ROCCAGORGA - Mostre di pittura. Espone Ropas PREMIO STREGA - Antonio Pennacchi è tra i dodici candidati

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PRIMO PIANO MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 ZACCHEO SFIDUCIATO ARRIVA IL COMMISSARIO NARDONE Una figura di grande esperienza e con una forte corazza, reduce dall'attività svolta nel comune di Fondi di Luisa Belardinelli Distinto, ironico, autorevole. E' così che martedì scorso a Latina il commissario prefettizio Guido Nardone si è presentato a stampa e cittadinanza. Una figura di grande esperienza e con una forte corazza, reduce dall'attività di commissario straordinario nel comune di Fondi. L'interesse della stampa nei confronti del commissario è alto. "II mio desiderio - afferma Nardone - è quello di non rinchiudermi nella casa comunale, come feci obbligatoriamente a Fondi, ma di instaurare un contatto con la gente, in modo da rendermi conto subito delle reali esigenze". Nardone fa cenno alla prima persona incontrata a 'Palazzo', non di certo il nostro ex sindaco Zaccheo, ma il direttore generale Mario Taglialatela, presente anche in conferenza: "Sono stato 'investito' da duecento questioni e ne sono rimasto sbalordito. Si lavorerà per priorità e a piccoli 2 passi". Primo impegno per Nardone il piano economico e finanziario con annesso il bilancio della Latina Ambiente. "E' un'urgenza e pertanto improrogabile sottolinea il commissario prefettizio - è un piano da approvare entro il 30 aprile e che ammonta a 21.880.682 euro". Una strategia dell'ascolto, si potrebbe definire, quella di Guido Nardone. Nei giorni scorsi si è svolto l'incontro con gli ex capigruppo del consiglio comunale "in modo tale - afferma sempre Nardone - che io possa avere una migliore panoramica sui problemi della città e organizzare così una scala di esigenze". Tra le priorità? Praticamente tutto: la Metro, il porto, la modifica del regolamento TIA, il caso della Fondazione "Palazzo della Cultura di Latina", e tanto altro ancora. In programma, poi, l'incontro con i sindacati e le associazioni di categoria: "Il mio intento è quello di ascoltare tutti perché solo così potrò conoscere al meglio le vere esigenze di questa città". Oltre ad essersi contraddistinto per la sua apertura nei confronti della cittadinanza, Nardone ha suscitato subito alcune polemiche tra le mura del Comune. Mi riferisco al licenziamento delle otto persone al servizio del sindaco Zaccheo. In una nota si legge: "Sono rammaricato, ma erano figure professionali dedicate interamente alla segreteria del sindaco precedente ed io non ho bisogno di così tanti segretari intorno per svolgere le mie mansioni. Mi avvarrò pertanto di due sub commissari, Maurizio Alicandro e Laura Lega". Le nuove elezioni sono previste tra circa un anno, a meno che non sia stabilito dal Governo un turno straordinario, nel qual caso si potrebbe andare a votare nel mese di novembre.

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PRIMO PIANO CAMPOLI NON PASSA IL TAGLIANDO ZEPPIERI VOLA E SI RAFFORZA MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 Nella maggioranza setina non si respira un clima sereno di Alessandro Mattei Non sappiamo se il rimpasto di Giunta sia stato rinviato o definitivamente archiviato. Quel che è certo, è che in maggioranza non si respira un clima sereno (anche se si fa buon viso a cattivo gioco) dato che il responso delle urne ha prodotto conseguenze molto importanti per il proseguimento dell'esperienza amministrativa. Il primo dato da cogliere è tutto interno alla maggioranza. Gli equilibri sono saltati per lo sgambetto che il consigliere Enzo Polidoro, l'assessore Pietro Bernabei e il resto del nuovo Udc locale hanno fatto alla coalizione. Bocche ancora cucite, ma è inevitabile alla fine una resa dei conti. Calma apparente si respira anche dentro il Partito Democratico. Con il deludente risultato ottenuto dall'ex consigliere regionale Domenico Di Resta, sostenuto dalla corrente campoliana e da buona parte della segreteria, l'ala proveniente dalle ceneri dei Ds sa che adesso a contare in maniera decisiva sono soprattutto gli ex margheritini che a Sezze sono rappresentati dalla corrente che fa capo al presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri. Con la riconferma dell'onorevole Claudio Moscardelli (grazie anche alla spinta arrivata da Sezze), infatti, il gruppo zeppieriano non mancherà di sottolineare il nuovo peso che ha in maggioranza e in giunta, e non è escluso che già da ora si possano aprire scenari diversi anche per la scelta del prossimo candidato sindaco per il centrosinistra per le amministrative del 2012. L'altro lettura che esce dai risultati elettorali proviene proprio dagli elettori che, bocciando il candidato sostenuto da buona parte dell'amministrazione comunale, ha in un certo qual modo sfiduciato lo stesso primo cittadino definito ormai un ottimo politico delle convergenze ma poco decisionista per ora. Ed è quello invece che si aspetta la gente, in attesa di fatti a tre anni dall'insediamento dall'attuale giunta. E' vero anche che mancano ancora due anni alla conclusione della legislatura, ma le premesse incominciano ad essere disattese. Forse l'analisi del voto va proprio in questa direzione. Forse l'elettorato vicino al centrosinistra ha voluto mandare un segnale forte all'attuale maggioranza e se è riuscito a fare distinzioni di area politica, questo vuol dire che non è stato fatto di tutta l'erba un fascio ma che sono stati già individuati i responsabili di quello che pare essere un vero e proprio immobilismo amministrativo. MAENZA, QUANDO LA SFIDUCIA VIENE AGLI ALTRI Il sindaco ha una maggioranza ‘bulgara’ ma i cittadini chiedono interventi di Luca Morazzano Il termine sfiducia in politica rappresenta una questione delicata. Tecnicamente la sfiducia è da parte della maggioranza del consiglio nei confronti di un sindaco e di un presidente che quindi, impossibilitato a proseguire nell'opera di governo, cade insieme a tutta la sua giunta decretando una situazione di crisi. Ma nella lingua italiana il termine sfiducia ha sottili sfaccettature, rese da sostantivi sinonimi come la rassegnazione. Ad esempio la maggioranza consiliare "bulgara" che si registra a Maenza, dove la parte opposta, il centrosinistra, è del tutto assente in quanto esclusa dalla stessa competizione elettorale, l'altra parte è costituita da un centrodestra alternativo, costituito per lo più da fuoriusciti, che non ha numeri per impensierire la maggioranza, ed ecco che la sfiducia si tramuta in rassegnazione da parte degli oppositori. A denti stretti proprio dai consiglieri di minoranza non è difficile carpire questo stato di rassegnazione. Non lo dicono apertamente, ma la speranza neppure troppo velata è quella che la giunta Mastracci bis si possa cuocere nel suo stesso brodo. Dalla politica extra consiliare gli atteggiamenti sono simili e se qualcuno ancora prova a dire la sua finendo alla fine solo con dare consigli alla maggioranza segnalando loro potenziali situazioni di criticità, il PD pare caduto in letargo profondo. Ma rassegnazione è anche il sentimento di molti cittadini, che alla prima candidatura videro in Mastracci il nuovo che avanzava. Adesso, dalla riconferma, con un intero mandato di apprendistato, si aspettavano il salto di qualità in quanto addirittura privo di oppositori storici in consiglio. A parte cantieri per opere senza dubbio belle e importanti, ma utili solo nei giorni di festa (pochini per numero e fascino) di fatti concreti i maentini ne hanno visti pochi. Il centro storico continua ad apparire desolato, le iniziative cultural-popolari sono svanite e le iniziative intraprese appaiono spesso elitarie e ad auto-esclusione per lo stesso popolo maentino. Anche feste utili per l'attrazione turistica che erano divenute un must per l'agenda del paese, hanno perso d'appeal (quella dei presepi durante il Natale ne è il triste simbolo) mentre settori come sport, agricoltura, imprenditorialità e comparto stradale periferico boccheggiano vicini al collasso. 3

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LATINA ONIRIKA EDIZIONI presenta MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 CASSA INTEGRAZIONE, DATI IN CALO SECONDO LA UIL Il segretario Garullo traccia un bilancio E' stato diffuso il 15° rapporto UIL sull'utilizzo della cassa integrazione per il mese di marzo 2010 e sul numero dei lavoratori coinvolti. "I dati - dichiara Luigi Garullo Segretario Generale UIL Latina - mostrano un miglioramento significativo. Le ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate sono scese infatti del 58% al mese di febbraio, e nel dettaglio rileviamo che finalmente diminuisce anche la cassa straordinaria (- 63% rispetto al mese di febbraio 2010), questo vuol dire che si attenuano le situazioni di crisi, stante il fatto che la cassa straordinaria è sostanzialmente utilizzata per crisi o chiusura aziendale, inoltre diminuiscono anche i lavoratori posti in cassa integrazione che passano dai 4817 di febbraio ai 1995 di marzo, con una diminuzione di 2822 unità. Sono dati che ci fanno tirare un sospiro di sollievo, ma che in nessun modo possono essere ancora letti come una inversione di tendenza, non dimentichiamoci che i dati ci dicono anche che il 2010 sarà un anno durissimo. Il dato della cassa di marzo 2010, infatti, confrontato con marzo 2009 ci dice che l'utilizzo di cassa è aumentato dell'86%, questo vuol dire che siamo ancora in una fase altalenante con le imprese che scontano forti tensioni ed oscillazioni nelle produzioni". Nodi ancora da sciogliere le nuove situazioni di incertezza come quella della Bristol. "Ci auguriamo - conclude Garullo - che, fermo restando la difficile situazione economica che la nostra provincia sarà ancora chiamata ad affrontare almeno per tutto il 2010, i segnali di incoraggiamento che ci arrivano dai dati di marzo ci aiutino ad uscire da questa difficile situazione. Una cosa dovrebbe però essere ormai chiara a tutti: è il tempo in cui la politica si interroghi profondamente sulle ragioni strutturali che stanno portando le multinazionali ad abbandonare il nostro territorio. Multinazionali che spesso operano nel mercato farmaceutico, che non è in crisi ma che continua a crescere". Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattore Alessandro Mattei Redattori Domiziana Tosatti Luisa Belardinelli Paola Bernasconi Marco Fanella Agnese Ciotti Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Responsabile web Alessandra Carconi Progetto grafico e sito web SKETCH[idea] Stampato presso “Arti GraficheCiverchia” Via del Pantanaccio, Latina www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale mondorealemagazine@gmail.com La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 FEDERLAZIO, SECONDA EDIZIONE DI ‘PORTE APERTE’ “Bisogna condividere un progetto che ci aiuti ad agganciare la ripresa e a perseguire il rilancio dell'economia” di Luisa Belardinelli OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA Chiuso in redazione il 21 aprile 2010 pubblicità primo piano Associazioni di categoria, sindacati e gli ordini professionali e rappresentanti dell'Università la Sapienza di Roma, tutti uniti per la seconda edizione di Porte Aperte in Federlazio svoltasi nei giorni scorsi nella sede della Federlazio. Saverio Motolese, responsabile dell'Ufficio Relazioni industriali della Federlazio afferma: "Era il 26 febbraio del 2009 quando ci siamo riuniti per cercare di intraprendere un percorso comune volto alla definizione di un nuovo modello di sviluppo economico del territorio. Oggi, in seguito alla situazione di crisi perdurante in cui ci troviamo, abbiamo l'opportunità, anzi quasi il dovere, di condividere un progetto che ci aiuti ad agganciare la ripresa e a perseguire il rilancio dell'economia della nostra provincia. L'incontro ha dunque l'obiettivo di riprendere il dialogo, di mettere intorno ad un tavolo permanente e riunito periodicamente i soggetti economici del nostro territorio che siano disposti ad affrontare un percorso comune". Il Presidente di Federlazio Michele Fantasia ha poi sottolineato l'intenzione di non commettere gli errori come in passato e di mantenere sempre un continuo di confronto, tra le istituzioni: "Importante è fare sistema in questo momento di forte crisi e recuperare - afferma Fantasia - il nostro ruolo di operatori economici e di interlocutori privilegiati delle istituzioni politiche. 4 6 4

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LATINA MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 NUCLEARE, PATARINI SCRIVE AL COMMISSARIO NARDONE Il presidente di Latina Sostenibile chiede rassicurazioni sulla centrale Egregio Dott. Nardone, nella mia duplice veste di Cittadino di Latina e Presidente di Latina Sostenibile, Associazione di promozione Sociale, da sempre impegnata nella divulgazione di buone pratiche ambientali, cambio di paradigma energetico e diffusione del concetto di Sviluppo Sostenibile, ho il piacere di darle il benvenuto nella nostra Città. Con la presente non voglio entrare nel merito politico della caduta anticipata dell'amministrazione locale , perché non compete a questa Associazione, ma evidenziare un timore, lanciando un grido d'allarme, determinato, ma senza che questo possa generare terrore o strumentalizzazioni. La caduta anticipata dell'Amministrazione di Latina ha lasciato una serie di questioni che incombono sulla nostra città, una di queste è l'individuazione dei siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari. Come Lei ben saprà Latina ha un trascorso di sito nucleare ora in dismissione, ma con la nuova legge che reintroduce la produzione di energia elettrica da nucleare in Italia, i vecchi siti rientrano come probabili nuovi siti e latina potrebbe essere tra questi. La gran parte della cittadinanza e la precedente Amministrazione avevano più volte dichiarato la contrarietà nel ritorno di queste infrastrutture energetiche proponendo nuove frontiere di sviluppo per il nostro territorio, dal turismo alla portualità allo sviluppo della marina. Ora e per i mesi a venire che la vedranno impegnato nell'amministrazione della nostra Città, le chiedo a nome dell'Associazione che rappresento a cosa potrebbe andare incontro la città Latina in questa situazione di stallo? In una città commissariata si può decidere di istallare una centrale nucleare? Come un Commissario Prefettizio può opporsi e con quali strumenti ad una istallazione nucleare? Comprendo il compito non semplice che dovrà condurre,come lei comprenderà la nostra perplessità, non ritenendo opportuno che si possa arrivare a decidere ora, se Latina possa ospitare o meno ,una nuova centrale nucleare senza che ci sia un Sindaco, una Giunta ed un Consiglio Comunale, espressione democratica dell'intera cittadinanza e con il dovuto coinvolgimento delle comunità locali. Augurandole un buon lavoro, metto a disposizione l'associazione che rappresento, nei limiti delle nostre competenze e nel rispetto del lavoro altrui. Maurizio Patarini Presidente Latina Sostenibile

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COMUNE CONTRO LA DONDI IN UNA CLASS ACTION Giro di vite dell’amministrazione contro la società veneta. La colpa sarebbe quella di aver tenuto tariffe troppo alte di Alessandro Mattei SEZZE MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 Il Comune di Sezze sarà capofila nella class action che a breve sarà condotta contro la concessionaria del servizio idrico della città Dondi e a tutela dei cittadini. In una conferenza stampa convocata d'urgenza martedì scorso, il primo cittadino Andrea Campoli ha illustrato le future mosse che l'ente comunale apponterà per chiedere soluzione alle tante questioni sospese e ad altre poco chiare che la Dondi ha intrapreso dalla stipula del contratto di gestione dell'acquedotto idrico e fognario di Sezze ad oggi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è quella dell'attualissima vicenda delle tariffe e della bollettazione che la concessionaria di Rovigo in questi giorni sta recapitando agli utenti del servizio. Si tratta di bollette che la Dondi ha emesso a tappeto non su una reale lettura dei contatori ma su un presunto consumo, salvo poi conguaglio. Un salasso che a molti cittadini è apparso strano e per il quale sono nate altre proteste in meri- to ai comportamenti della società veneta che gestisce il servizio idrico setino da 17 anni. Ma l'atto che ha spinto l'Ente a diffidare nuovamente la Dondi a non richiedere somme non dovute ai cittadini, e ad intimarla a rideterminare le tariffe, è proprio il fatto che la concessionaria del servizio, in barba alla sentenza del Tar, ha continuato ad attuare dal 1997 ad oggi tariffe non congrue maggiorate di tre volte rispetto alla base di calcolo allora contestate dall'ex U.P.I.C.A., oggi Camera di Commercio. L'ex Ufficio Provinciale Industria, Commercio ed Artigianato, illo tempore, diffidò la stessa Dondi ad applicare delle tariffe non congrue e chiedendo l'immediata sospensione del calcolo tariffario. Ma da tredici anni la società di Rovigo tra proroghe, non controlli ed altre azioni, a quanto sembra poco trasparenti, ha continuato ad applicare le tariffe del 1997 ed oggi la bollettazione piovuta sulle utenze è stata calcolata non rispettando la sentenza del Tar. Stiamo parlando di un 300 per cento in più rispetto alla base di calcolo svolta e ritenuta congrua nel 1991. Il sindaco Campoli a nome della giunta comunale è intenzionato ad andare a fondo a quello che a tutti è sembrato un ulteriore affronto della Dondi verso il Comune e verso i cittadini ormai abituati agli innumerevoli disservizi, ai contenziosi e alle morosità in atto. DONDI ALLE STRETTE. UNA VITTORIA DI POCHI O UNA SCONFITTA DI TUTTI? La Dondi se ne va? Ci mettiamo a controllarla come si deve? Li mettiamo alle strette costringendoli a rispettare la convenzione e l'atto aggiuntivo? Li facciamo lavorare come mai? Evviva verrebbe da dire! Ma è proprio così? Certo, per quelli che nel corso degli anni (soprattutto gli ultimi) hanno fatto battaglie contro la concessionaria di Rovigo questa inversione di tendenza della maggioranza Campoli è un segnale di vittoria. Più che di vittoria di rivalsa. Già me li immagino "Visto? Avevamo ragione a contestare e a chiedere che la Dondi facesse questo o quello. Vittoria!!!". Personalmente non mi sento di contestare quelle persone o quei gruppi politici che in tanti anni si sono messi ad urlare contro i mulini a vento per il rispetto della convenzione e per contrastare l'atteggiamento della società concessionaria del servizio idrico. Allo stesso tempo non critico tutti quei politici che in diciassette anni sono stati seduti tra i banchi del consiglio o in giunta e non hanno fatto il loro dovere fino in fondo su questa spinosa situazione. Mi sento di elogiare anche Campoli e i suoi, che si sono trovati tra le mani una patata bollente e hanno deciso di porvi rimedio. Ma quello che rimarrà di questa vicenda tragicomica, in cui la Dondi è sembrata al centro di attenzioni che forse nemmeno meritava, è un senso di tristezza infinita, di cittadini inorriditi e imbufaliti che si lamentavano tanto e si sentivano con le mani legate. Secondo il mio modesto parere a perderci in questa strana vicenda siamo stati tutti. Gli amministratori, i cittadini e quelli che si sono battuti. E anche la Dondi, che alla fine uscirà (lo spero a questo punto) con le ossa rotte. (sdg) 6

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SEZZE MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 “LA CONSULTA NON C’È PIÙ” LO SFOGO DELL’EX PRESIDENTE “La città perde un punto di incontro valido sotto il profilo sociale e importante per il processo democratico della partecipazione” di Ignazio Romano PRESIDENTE DI SETINA CIVITAS ciazionismo setino tutto torna come era prima, anche se in molti non si accorgeranno nemmeno della differenza. La Consulta delle Associazioni, ormai ferma da quattro mesi, è stata molto apprezzata dall'attuale sindaco, che però oggi dovrebbe garantire la continuità dei lavori convocando al più presto un incontro con tutte le associazioni iscritte. Mentre gli assessori e i dirigenti, che per tre anni hanno investito ufficialmente la Consulta dell'organizzazione delle varie manifestazioni pubbliche delegando funzioni importanti come la trasparenza, l'informazione e la partecipazione, oggi sembrano quasi gradire la semplificazione dell'iter e non sentono affatto l'esigenza di riattivare l'organismo consultivo commettendo un gravissimo errore di valutazione. Non parliamo poi di quelle associazioni che ancora oggi hanno in Con la fine del mandato del direttivo della Consulta delle Associazioni, precisando che nessuno si è dimesso ma che a dicembre 2009 sono scaduti i termini previsti dal regolamento comunale, non avendo dato seguito alle attività dell'organismo che avrebbe dovuto eleggere un nuovo direttivo, Sezze perde un punto di incontro valido sotto il profilo sociale e importante per il processo democratico della partecipazione. Nel mondo dell'asso- tasca svariate soluzioni per Sezze e per la Consulta, ma che sono state le prime a disimpegnarsi e a dileguarsi nel momento in cui occorreva dare il proprio contributo. Segno che la democrazia, nella nostra comunità, deve ancora fare tanta strada. Così la Consulta, non a caso nata sotto il Commissario Prefettizio, torna ad essere una sorta di "entità mitologica" di cui ognuno racconta quel che vuole e nessuno sa prendersi la responsabilità di riconoscere i limiti e i problemi che invece esistono. E, mentre verbali e documenti della Consulta non li legge nessuno, si può tornare serenamente all'approssimazione, all'informazione di riflesso o a quella autoreferenziale, all'organizzazione "cotto e mangiato" che scende dall'alto con buona pace della tanto decantata programmazione e trasparenza delle attività. Tutto questo a danno della comunità setina che ancora una volta ha la colpa di muoversi in ordine sparso, incurante del mancato sviluppo che però paga a caro prezzo. Le impressioni che ho avuto nei momenti di maggiore difficoltà della mia presidenza, solo smentite da labili giustificazioni, oggi si riconfermano riassunte nella frase: "Cambiare sistema affinché tutto resti uguale". Troppo scontato per essere accettato senza prima provare. Quello che ho fatto. E oggi le prove sono sotto gli occhi di tutti: della Consulta non se ne parla più e la partecipazione torna ad essere un concetto astratto. O almeno sotto gli occhi di quelli che percepiscono il vuoto in cui è stata abbandonata "la cittadinanza" ed il mondo che più la rappresenta, le associazioni. Inutile riempirsi la bocca che la maggiore risorsa del nostro territorio è la cultura e che tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo. Volenti o nolenti, l'unico sistema praticato a Sezze è quello basato sulla gestione di pochi: "Si decide tutto dall'alto e si va avanti alla giornata". Autocrazia. 7

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SEZZE di Luca Morazzano MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 VIETATO ‘INTRUPPARE’ DI SABATO A risolvere la situazione l’intervento del comandante dei vigili... in borghese Prudenza alla guida altrimenti sono dolori per voi e per gli altri! Non è l'ennesimo slogan di una campagna per la sicurezza stradale ma l'appello accorato per non mandare in tilt il traffico setino. Lo si può infatti vedere ogni sabato pomeriggio quando la mole di veicoli in circolazione per le vie del paese aumenta esponenzialmente (molti paiono per la verità intenti a praticare dei giri ripetuti in una vacatio sine meta) causando degli ingorghi clamorosi ad ogni incrocio. In particolare attorno alla scalinata di Ferro di Cavallo, tra le fermate delle circolari, gli scooter appoggiati alla meno peggio ai bordi della strada e le auto in sosta selvaggia perenne, si crea una situazione che definire caotica sarebbe ancora un eufemismo. Roba da far venire il grattacapo al vigile di turno… se ci fosse! Altro problema cronico di Sezze infatti è il sotto organico della polizia municipale che, vista la scarsità numerica, non riesce a garantire la presenza nei momenti di punta del traffico. A dire il vero suona strano questa penuria di vigili visto che le casse del Comune, rimpinguate abbondantemente dalle multe made in autovelox, qualche azzardo in tal senso potrebbero permetterselo invece di incensare le tasche degli attuali assunti con premi verbale. L'argomento di tale disquisizione resta però il traffico abnorme e guai se succede un qualche incidente: lo dimostra quanto accaduto sabato scorso quando due vetture, proprio tra la fontana e la scalinata, tra doppie e triple file e qualche manovra sconsiderata alla ricerca di un varco utile, sono venute a contatto. Non concordando sulla dinamica dell'urto, un signore brizzolato e una ragazza biondina hanno cominciato a discutere per attribuire torti e ragione propendendo alla fine per il chiamare le forze dell'ordine mantenendo le macchine ferme alla posizione del crash. Questo quando l'orologio scoccava le 19. Con ripercussioni al traffico facilmente immaginabili e un'insensibilità dei presenti da far venire i brividi (nessuno dei ragazzi possessori degli scooter che occludevano una mezza corsia si è degnato di spostare il proprio mezzo meritandosi i complimenti per l'ignoranza), fortuna che alle 19:45 circa, è arrivato il capo dei vigili. Ma non in servizio, bensì in passeggiata borghese, riuscendo con pazienza a dirimere la controversia. Di vigili o carabinieri al lavoro… nemmeno l'ombra. 611 MILIONI DI EURO PER L’EX COLONIA AGRICOLA Lo stanziamento della giunta per recuperare il vecchio manufatto L'amministrazione comunale prende provvedimenti sulla drammatica questione che sta attraversando l'agricoltura, quella setina in particolar modo. L'urgenza di tutelare e cercare di rilanciare il più possibile il comparto agricolo di questi territorio ha messo in moto la macchina amministrativa, che ha deciso di ricorrere a due progetti per il rilancio dell'agricoltura setina. Il primo progetto riguarda la ristrutturazione dell'ex colonia agricola, l'altro, invece, è complementare al primo e riguarda la "formazione imprenditoriale e tecnica dell'area di Sezze". Per la ristrutturazione dell'ex colonia pontina, da decenni investita da polemica circa la sua ristrutturazione, la giunta comunale ha approvato un progetto di circa 611 mila euro 8 capace di valorizzare le risorse locali, quali appunto la struttura sita in via Fontana Acquaviva, un tempo cuore pulsante dell'agricoltura pontina. Il progetto approvato rientra nel programma di sviluppo rurale del Lazio 2007/2013 e si tratta di una Progettazione integrata territoriale, in particolare la Pit preliminare denominata "Piano strategico dei Monti Lepini - terra dell'antico ducato dei Caetani". Con il recupero del manufatto dell'ex colonia agricola l'amministrazione punterà su precise azioni finalizzate alla valorizzazione delle risorse esistenti, con lo scopo di potenziare e incrementare le attività in campo agricolo. Il progetto si sviluppa nell'ambito del Pit, coordinato dalla XIII Comunità montana, cui partecipa il Comune di Sezze, alcune aziende e cooperative.

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ASTRAL MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 "GIÙ IL GOMITO, SU LA TESTA" Dopo la Sicurezza Stradale arriva la campagna di prevenzione contro l'alcool La nuova iniziativa per i giovani promossa dall’azienda regionale Non solo messa in sicurezza e ammodernamento delle strade, ma anche formazione e prevenzione a tutti i livelli, a partire dalla scuola. Tra le ultime iniziative promosse da ASTRAL, Azienda Strade Lazio Spa, quella dell' uso "intelligente" dell'alcool, progetto volto a istruire i giovani alla prevenzione e alla sicurezza stradale per evitare le consuete stragi del sabato sera. La campagna di promozione nasce dall'ultima pubblicazione dell'azienda della Regione Lazio che ha in gestione la rete viaria del Lazio dal titolo "Giù il gomito, su la testa". Si tratta di una guida al bere intelligente realizzata con l'Anca, l'Associazione Nazionale Contro l'Alcolismo che dal 1985 si occupa di recupero e prevenzione. L'iniziativa, voluta fortemente dal Presidente On. Giov. Battista Giorgi, viaggia in parallelo con il corso di formazione "Cultura, educazione e ABC del Primo Soccorso", progetto formativo da poco ultimato in altri 11 istituti scolastici della Provincia di Latina. Anche la campagna contro l'abuso dell'alcool tra i giovanissimi ha coinvolto (e coinvolgerà) molti alunni dato che l'opuscolo realizzato da Astral è attualmente in diffusione in tutte le scuole del Lazio, a partire proprio da quelle della Provincia di Latina. Diviso in cinque sezioni, ognuna identificata da un diverso colore per facilità di consultazione, il testo è una elaborazione di contenuti, la maggior parte dei quali estratti da "Le vie dell'alcool", testo della prof.ssa Maria Omaggio promosso dall'A.N.C.A. Nella guida si trovano la descrizione scientifica dell'alcol, gli effetti dell'abuso e gli aspetti sociologici legati all'uso delle sostanze alcoliche. Essendo per lo più destinato ad un target giovane, il libro ha una veste grafica spiritosa ed una sezione dedicata a passatempi e giochi che si possono svolgere per valutare la propria preparazione finale sull'argomento. La campagna informativa è stata avviata dal presidente dell'Astral insieme a Vittorio Robimarga, numero uno dell'Anca e a Maria Teresa Russo, professoressa di Antropologia ed Etica Applicata all'Università "Campus Biomedico" di Roma. "Riteniamo che la manutenzione della rete - ha ribadito il presidente Giov. Battista Giorgi - non sia sufficiente garanzia di sicurezza, ma che invece si debba intervenire sui comportamenti di guida di tutte le fasce di età, al fine di creare un connubio vincente per la riduzione delle catastrofi che quotidianamente i media ci riportano. Oltre a dedicarci, quindi, al miglioramento della qualità delle infrastrutture viarie e delle relative competenze, nonché alla pubblicazione di testi che esplorano nella storia delle strade regionali andando a scovare i tesori tra le radici della nostra terra, da diverso tempo ci stiamo occupando del tema della sicurezza stradale, anche attraverso la promozione di iniziative specifiche. In questa linea - continua Giorgi - stiamo organizzando e dirigendo corsi di formazione nelle scuole medie superiori con il contributo di altre istituzioni, superando così la segmentazione con cui in genere si affronta il discorso sulla sicurezza stradale. Saluto, dunque, con estrema soddisfazione la pubblicazione di questo libro che va così a costituire un ulteriore tassello nella nostra lotta contro l'incidentalità e la mortalità sulle strade". L'abuso dell'alcol e la guida sicura sono temi strettamente legati. Si tratta, quindi, di un problema sociale e culturale che riguarda il bene dell'intera collettività. Ogni anno in Italia muoiono oltre 5000 persone per incidente stradale. Anche se rispetto al passato c'è stato un calo di vittime, il numero è ancora molto elevato. Per questo motivo occorre una maggiore informazione, occorre inculcare una cultura della sicurezza stradale. Astral in questa direzione sta facendo il massimo. 9

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SERMONETA BRISTOL, IL PASSAGGIO E’ FATTO MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 Corden Pharma da oggi subentra nel sito chimico farmaceutico lepino di Domiziana Tosatti Da venerdì 23 aprile il sito produttivo chimico-farmaceutico di Sermoneta in località Monticchio appartiene a Corden Pharma Latina spa, gestita dal gruppo tedesco Icig (International Chemical Investors Group). E questo sembra essere l'unica notizia certa. Grande inquietudine, invece, per il futuro dello stesso sito e dei circa 800 dipendenti, che insieme a quelli impiegati nell'indotto, arrivano a quota mille. Finora dei dipendenti non è mai stato possibile parlare, né trattare, avendo le mani legate da una legge che nella fase della trattativa di cessione non prevede simili argomenti. Il Piano industriale si conoscerà nel tempo, forse quando Corden Pharma si sarà 'ambientata' e fatta un'idea di quel che vuole fare del sito di Monticchio. Una cessione che ha numerose, troppe, zone d'ombra. Una volontà, da parte delle due società, l'alienante, Bristol Myers Squibb, da una parte, e l'acquirente, Corden Pharma, dall'altra di non giocare a carte scoperte fino all'ultimo minuto utile. Il futuro incerto del sito, l'assenza di garanzia sui volumi produttivi e, quindi sul futuro dei dipendenti. Questi i motivi per cui netta e priva di indugi è stata la posizione delle istituzioni e delle sigle sindacali, che nei giorni scorsi hanno approvato un ordine del giorno unitario nel corso di un Consiglio comunale a Sermoneta convocato in maniera straordinaria ed urgente. Da parte dei sindaci presenti la dichiarata volontà comune di mettere in campo un'azione congiunta che monitori la cessione e chieda garanzie, perché questa non nasconda un meccanismo di 'scatole cinesi', né che diventi una 'dismissione mascherata'. Nel documento, approvato da sindaci e sindacati dopo qualche modifica, si chiede che Bristol garantisca la salvaguardia del sito produttivo e la destinazione del sito di Sermoneta a sito produttivo, che la Corden Pharma presenti un Piano industriale che dia garanzie per il mantenimento unitario del sito. Si chiede inoltre la salvaguardia del livello occupazionale, con l'attivazione di tutti gli strumenti previsti dalla normativa, la destinazione delle tecnologie e degli attuali impianti al ciclo produttivo interno ed inoltre che il Piano industriale contenga la garanzia della compatibilità ambientale del sito. Dura anche la posizione dell'amministrazione comunale di Sermoneta, che, attraverso un intervento del sindaco ha espresso tutto il proprio disappunto. "Per decenni Bristol Myers Squibb è stato il punto di riferimento industriale della nostra provincia e della nostra nazione. Ora ha deciso di vendere il sito di Sermoneta. Noi- ha spiegato Giuseppina Giovannolinon avremmo in alcun modo ostacolato tale scelta, né vogliamo farlo oggi. Al contrario avremmo affiancato ed appoggiato Bristol in questa fase di passaggio se non avessimo colto delle anomalie nel comportamento, che è ambiguo, se non omertoso, vista la volontà di non scoprire le carte del piano industriale e del futuro dei lavoratori". UNILEVER: QUATTRO SALTI ALTROVE Il gruppo anglo-olandese prepara la cessione della Findus di Cisterna Il gruppo anglo-olandese Unilever sarebbe sul punto di cedere la Findus Italia. Lo affermano diverse agenzie straniere citando fra i principali interessati all'acquisizione i gruppi di private equity Permira e Lion Capital. L'operazione viene valutata dagli analisti tra i 600 e i 700 milioni di euro, secondo quanto riferisce Reuters. Goldman Sachs è la società incaricata di curare l'operazione e, stando ad alcune indiscrezioni, già la prossima settimana Unilever potrebbe avviare la trattativa. Le voci su una possibile cessione dello stabilimento Findus di Cisterna di Latina, dove sono occupati circa 600 lavoratori e dove si producono surgelati e i famosi "Quattro salti in padella" da tempo allarmavano i sindacati. Il prossimo 26 aprile è previsto un incontro fra sindacati e Unilever sul futuro delle attività italiane del gruppo. 10

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SERMONETA-LEPINI MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 I COMUNI DELLA XIII COMUNITÀ E I PROGETTI DELLA PIT di Domiziana Tosatti Sono oltre 30 i progetti che compongono la Pit (Programmazione integrata territoriale) definitiva, cui hanno aderito numerosi Comuni della XIII Comunità Montana, proponendo progetti relativi soprattutto allo sviluppo delle attività turistiche e della diversificazione del reddito agricolo. Ed in questi giorni si è conclusa la terza fase relativa al Piano strategico dei Lepini, 'Terra dell'antico Ducato Caetani'. Degli oltre trenta progetti di cui la Pit è composta molti sono stati presentati dai Comuni aderenti di Norma, Bassiano, Sermoneta, Sezze, Roccagorga e Maenza, mentre altri sono stati elaborati da imprese ed operatori privati del settore agricolo, commerciale artigianale e dell'associazionismo. "I punti centrali- ha spiegato il presidente della XIII Comunità Montana, Franco Sollisono riferiti allo sviluppo delle attività turistiche e della diversificazione del reddito agricolo con interventi di estremo interesse per la valorizzazione dei prodotti tipici e dell'enogastronomia. Tra questi sono di gran rilievo la Scuola del gusto di Norma, la realizzazione dei Farmer Market a Sezze per l'assistenza e la consulenza al mondo agricolo, i percorsi ciclo-pedonali di raccordo tra strutture del Comune di Sermoneta, quali l'area del mercato settimanale e l'Abbazia di Valvisciolo, la valorizzazione del parco Ecoludolandi di Bassiano, le strutture di assistenza di Maenza, fino ad arrivare ai percorsi storico-religiosi verso l'Eremo di sant'Erasmo a Roccagorga". La caratteristica principale è stata quella di promuovere progetti intercomunali, che hanno interessato più Comuni, facendo proprio il principio di interventi da proporre per un'a rea vasta, dalle omogenee esigenze, mettendo invece al bando finanziamenti a pioggia e campanilistici. "Alla Pit definitiva- ha ricordato ancora Solli- hanno aderito le maggiori organizzazioni agricole della provincia, le organizzazioni sindacali e la Camera di Commercio di Latina. La fase preparatoria si conclude così con la piena disponibilità da parte della Comunità Montana a coordinare i 12 Comuni del comprensorio lepino. Non solo. In accordo con la Regione Lazio è stato concordato anche che i Comuni di Roccasecca, Prossedi e Sonnino partecipassero al nuovo Gal Terre pontine insieme ai Cmuni di San Felice, Pontinia e al Parco nazionale". Adesso il giudizio definitivo sulla Pit passa all'assessorato all'agricoltura della Regione Lazio, che ha a disposizione 5milioni e mezzo di euro per finanziare i progetti riguardanti l'intero territorio regionale. NORMA, È TEMPO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA Dopo averla posta sin dall'inizio della legislatura tra i punti fondamentali del proprio programma di governo, l'amministrazione comunale, insieme alla Servizi Industriali srl che gestisce il servizio, avvierà nelle prossime settimane il progetto sperimentale di raccolta differenziata 'porta a porta' nel centro storico. Due gli incontri previsti per questa settimana, il primo si è tenuto lo scorso giovedì 22, mentre il secondo ci sarà sabato 24 alle 10.30 presso la Biblioteca comunale. Gli appuntamenti serviranno per spiegare ai cittadini coinvolti le modalità della raccolta, che si articoleranno attraverso un calendario che scandirà gli orari ed i giorni di conferimento dei differenti materiali. In seguito del personale incaricato entrerà nelle case in modo capillare e spiegherà le modalità della nuova raccolta, consegnando anche il kit e tutti gli strumenti necessari per realizzarla. La raccolta si svolgerà dal lunedì al sabato. I rifiuti indifferenziati si raccoglieranno il martedì ed il venerdì dalle 7.30 alle 13.30, carta e cartone verranno invece raccolti il giovedì, plastica, alluminio e vetro sempre il giovedì, mentre il lunedì, il mercoledì ed il sabato, sempre dalle 7.30 alle 13.30, verranno ritirati i rifiuti organici. I rifiuti ingombranti, come televisori, frigoriferi, lavatrici o divani, potranno essere conferiti in occasione delle diverse giornate ecologiche che saranno promosse. L'avvio sperimentale interesserà tutto il centro storico. (D.T.) SERMONETA, URGONO INTERVENTI PER CARRARA La zona di Carrara-Pontenuovo ha bisogno di interventi che interessino la viabilità e la sicurezza su alcune delle maggiori strade. Ormai più di due mesi fa ci fu una prima riunione congiunta con la Provincia ed il Comune di Latina, allo scopo di affrontare le problematiche esistenti in maniera integrata ed omogenea sul territorio di riferimento. Al primo incontro, tuttavia, non sono seguite le opere, lasciando così allo stato attuale ancora irrisolti alcuni aspetti che si trascinano ormai d anni. Tra questi ricoprono un ruolo prioritario la messa in sicurezza della via dell'Irto, soprattutto per la parte prospiciente i servizi pubblici, quali scuola, centro civico e chiesa, la messa in sicurezza e l'adeguamento della via Piazza lunga, con la realizzazione dei marciapiedi e l'adeguamento della rete della pubblica illuminazione e, infine, l'allaccio alla rete del gas metano e la fornitura del servizio agli utenti di via Piazza lunga, che già da mesi hanno pagato quanto dovuto per l'allaccio. "Borgata Carrara e Pontenuovo- ha osservato il capogruppo del gruppo Misto, Antonio Scarsella -rappresentano una realtà in continua espansione che ha bisogno della soluzione di problemi di prioritaria importanza, con impatto sulla qualità della vita quotidiana e la sicurezza dei residenti". (D.T.) 11

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PONTINIA-ROCCAGORGA MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 Dopo la rottura con Clemente Pernarella si cerca ancora la direzione da seguire FELLINI, OMBRE SULLA NUOVA GESTIONE L’assessore alla cultura Patrizia Sperlonga ammette la problematicità della questione di Roberto Tartaglia La bella manifestazione in ricordo del maestro Fellini, del 6, 7 e 8 marzo scorsi, è stata solo un'ulteriore illusione di poter vedere uno spiraglio di luce nella nuova gestione del teatro di Pontinia, ormai relegato all'oblio dopo la rottura del comune con l'ex Direttore Artistico, Clemente Pernarella. Il bando pubblico per l'affidamento ha visto una sola proposta, non idonea per giunta. La trattativa privata, invece, ha coinvolto cinque società che gestiscono già altre strutture simili; la contrattazione, però, non ha visto vincitori a causa delle condizioni d'uso della struttura, considerate troppo restrittive. Nel frattempo, il prossimo 20 Aprile compirà un mese la scadenza dei termini previsti. Ciò che spaventa i concorrenti sono la mole di investimenti che il nuovo gestore dovrà affrontare in appena un anno di durata della concessione, nonché i limiti imposti sulla programmazione cinematografica. Problematiche riconosciute dalla stessa Patrizia Sperlonga. Un po' in ritardo, ma meglio che mai. Risulta interessante, a tal proposito, la proposta, inviata con lettera aperta da Giorgio Libralato al palazzo comunale, di "puntare su un concorso pubblico rivolto sia alle idee dei giovani che delle associazioni e delle forze politiche e sociali da premiare, simbolicamente, con un contributo esiguo e con l'onore di partecipare alla gestione". Purtroppo, come sempre accade in Italia, nella provincia così come a livello nazionale, ogni d e c i s i o n e, ogni assegnazione o rinuncia deve essere prima dipinta con i colori di questo o quel partito e poi essere vagliata. Anche per il t e a t r o "Fellini" s e m b ra valere questa regola, anche la gestione di una struttura che era riuscita a portare il nome di Pontinia al di fuori delle "mura" provinciali deve, prima di tutto, rispettare alcuni canoni politici e prese di posizione, poi, e solo poi, soddisfare le esigenze e le richieste dei cittadini. NASCE L’UFFICIO DELLE ETNIE La genesi attraverso la sinergia tra Comune e Cooperativa Karibù di Agnese Ciotti Un passo importante sulla via dell'integrazione. L'Ufficio delle Etnie è un altro punto del programma reso concreto dall'amministrazione Amici. Attraverso la sinergia con la Coop. Karibù, il comune di Roccagorga ha istituito l'ufficio, affidandone la responsabilità a Liliana Borlea. Sarà compito dell'Ufficio delle Etnie offrire servizi di accoglienza, informazione, consulenza e orientamento, tutela, studio analisi e controllo, promozione e progettazione. Saranno applicate nuove politiche di integrazione in cui, alla luce di esigenze particolari, si cercherà di dare risposte in termini concreti. Saranno organizzate azioni di monitoraggio dei bisogni dei cittadini, dell'adeguatezza dei servizi e dei progetti avviati. L'ufficio assicura il sostegno ad iniziative di solidarietà sociale e la realizzazione di eventi culturali, aggregativi, informativi. Saranno a disposizione degli utenti figure professionali specializzate, come mediatori culturali, consulenti legali o esperti per l'orientamento al lavoro. Questo ufficio nelle intenzioni 12 dovrà rappresentare un punto di riferimento per tutti gli immigrati che abbiano necessità di reperire informazioni o di trovare assistenza per l'accesso ai servizi. Per diffondere la notizia dell'attivazione è stato inviato a tutti i cittadini interessati un volantino, a firma del sindaco Amici, dove si spiegano le caratteristiche generali in lingue diverse, italiano, rumeno e inglese. L'istituzione dell'Ufficio ha suscitato le solite critiche di parte, ma sembra opportuno e necessario in considerazione del crescente numero di cittadini stranieri presenti sul territorio. Oltre alla comunità romena, che inizia ad essere numericamente considerevole, esistono altre rappresentanze inserite nel contesto sociale rocchigiano, come quelle legate al centro di accoglienza per i rifugiati politici. Non si può continuare a far finta che la società sia la stessa di 50 anni fa ed è ovvio che ai cambiamenti dovuti alle relazioni con culture diverse si deve far fronte in modo intelligente e nel segno dell'apertura.

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CORI-PRIVERNO MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 L'INQUINAMENTO CONTINUO DEL TERRITORIO CORESE Fossi e strade appena fuori dal paese piene di rifiuti abbandonati di Maria Cristina Tora - FOTO DI FRANCESCA CUCCHIARELLI Se "Paesaggio differenziato" è stato il titolo della mostra fotografica inaugurata lo scorso 18 aprile in occasione della prima giornata ecologica del 2010, il paesaggio inquinato è invece la realtà. I fossi e le strade 'esterne' al paese sono piene di rifiuti abbandonati. Prima fra tutte quella che conduce a Rocca Massima, molto praticata nel fine settimana da numerosi concittadini (tra cui diversi amministratori che vi fanno jogging) per il paesaggio verde che offre. Un belvedere che da anni, in alcuni tratti viene continuamente offeso, certamente, dall'ignoranza di alcuni soggetti privi di senso civico che continuano a scambiare le aree vegetative per discariche all'aperto, come si nota dalle foto, buttandovi di tutto. Dai profilattici - simbolo del vivere la passione in modo responsabile ma se magari invece di buttarli dal finestrino venissero gettati in un secchio sarebbe meglio - fino a capi di abbigliamento, elettrodomestici, grandi pezzi di strade smantellate, scarpe, stoviglie in plastica. Resti di bivacchi selvaggi, ma non solo. Addirittura sono stati trovati (vedi foto) atti notarili. Nella parte di collina al di sotto della strada in direzione Norma invece sono stati riversati calcinacci, mattonelle e vari materiali edili. E in tutto ciò il Comune che fa per prevenire/reprimere questi reati? A parte vantare risultati notevoli con la differenziata, esaltarli con una collettiva di fotografia (senza dubbio bellissima) e organizzare due giornate ecologiche in tutto l'anno, evidentemente non abbastanza se i recidivi perseverano nel reato di stuprare un bene comune. NASCE IL MERCATIPICO Si svolgerà nel borgo di Fossanova. Una vetrina per la tipicità Un mercatino dei produttori in terra lepina, prodotti biologici, tipici e tradizionali in uno spazio in cui i prodotti ortofrutticoli vengono messi in vendita direttamente dal produttore al consumatore e in cui la genuinità dei prodotti si accompagna a prezzi adeguati e convenienti per l'acquirente. In altre parole, una vetrina che diventa occasione unica per promuovere il ricco patrimonio di prodotti agroalimentari tipici di Priverno e, più in generale, di tutta l'area lepina al fine di divulgare la tradizione rurale. Questo sarà 'Mercatipico' approvato nella seduta del consiglio comunale del 13 aprile e si svolgerà nel borgo di Fossanova. Il 'Mercatipico', mira a proporsi come un percorso mediante il quale i visitatori hanno la possibilità di conoscere il mondo dell'agricoltura, accrescendo le loro conoscenze alimentari e, al contempo, culturali dato il sito che lo ospiterà. "Il mercato - ha spiegato il consigliere Francesca Onorati che si è occupata dell'iter per l'istituzione dell'attività - è un luogo dove, oltre al risparmio, si può e si deve trovare genuinità, qualità e cultura. Esso è un luogo dove i produttori locali, oltre ad offrire i loro prodotti possono divulgare i loro saperi, offrire degustazioni, corsi di cucina e attraverso la promozione dei loro prodotti, contribuire alla promozione di un intero territorio. La riscoperta, la salvaguardia e la tutela della o delle 'tipicità' è il primo indispensabile passo per poter trasformare il grande capitale culturale e sociale costituito dai nostri prodotti in occasione di sviluppo economico di un intero territorio concorrendo di pari passo al miglioramento della qualità della vita. Siamo coscienti del fatto che la tutela delle tipicità sia un percorso lungo e difficile i cui effetti positivi non sono di facile percezione ma siamo anche convinti che questa sia una strada obbligata se vogliamo cercare di determinare una prospettiva di crescita e sviluppo per la nostra città nella quale economia, arte, cultura e tradizione agricola si amalgamino alla luce di una sola finalità: promuoverci e farci conoscere." 13

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MAENZA di Luca Morazzano MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 PARCO ROBINSON INDECENTE Atti vandalici e incuria hanno deturpato l’ex fiore all’occhiello Lo scorso anno, su per giù di questi tempi, segnalammo proprio da queste pagine lo stato di degrado dei parchi di tutti i paesi di cui si occupa questo giornale. Da allora, a quasi quattrocento giorni di distanza qualcosa è cambiato. Ci piace credere che qualche amministrazione più sensibile anche per l'allarme lanciato dalla nostra redazione, magari prendendoci solo come spunto, si sia adoperata per ripristinare la situazione. Qualche altro però ha considerato (e forse lo fa troppo spesso) le nostre parole solo come critiche populiste e infondate. Fatto sta che alla vigilia della bella stagione del 2010, il parco Robinson di Maenza è ridotto ai minimi termini. Si diceva dovesse essere un fiore all'occhiello dell'amministrazione comunale, un luogo di ritrovo per mamme, bimbi e ragazzi e invece si trova in uno stato di completo abbandono. Panchine danneggiate,giochi distrutti da ignoti vandali ed erbacce alte. Il Parco si trova all'interno della Pineta posta a confine della bellissima scalinata che porta al Castello,uno dei luoghi più suggestivi dell'intero paese ma evidentemente ciò non basta. Passi la considerazione che i danni alle strutture sono frutto di vandalismo di cui non sono certo responsabili le autorità. E passi pure il concetto che nel contratto stipulato con la ditta che ha costruito il parco era contemplata la manutenzione. Ammesso che lo stesso sia ancora valido e in vigore nascono però alcune considerazioni. Gli ingiustificati atti di vandalismo sono dovuti anche ad una totale assenza di controllo mentre il mancato rispetto delle clausole di manutenzione sono imputabili anche all'altra parte contraente del vincolo. E queste sono entrambe due responsabilità cui l'amministrazione non può sottrarsi. POSTE CHIUSE: UTENTI IN PELLEGRINAGGIO di Luca Morazzano Ci risiamo; le poste di Maenza hanno chiuso di nuovo e stavolta senza preavviso. Il disservizio era già capitato la settima prima di Pasqua, quando almeno, con un po' di anticipo, un cartello affisso sulla porta, aveva avvisato gli utenti che la chiusura per lavori ai locali stessi. A parziale contropartita dei disguidi, presso le poste di Roccagorga, era stato allestito uno sportello riservato agli utenti maentini. Passato il periodo previsto, tutto era tornato alla normalità (se tale può essere definito un ufficio in cui una fila di circa tre persone rischia già di 14 superare l'ora di attesa). Gli scorsi giorni però la triste scoperta che il porte chiuse alle Poste di Maneza, andava in scena di nuovo, stavolta senza preavviso. A segnalare il tutto alla cittadinanza uno stringato comunicato affisso sulla porta dell'ufficio stesso con su scritto : "Ufficio chiuso per cause non dipendenti dalla nostra volontà" poi sostituito da un "Chiuso per lavori ai sistemi di sicurezza". I cittadini guardano e assistono attoniti a questo ennesimo schiaffo: chi deve pagare le bollette, chi deve incassare,chi deve ritirare raccomandate si rassegna è costretto di nuovo a recarsi all'ufficio postale più vicino ovvero quello di Ceriara o quello di Roccagorga.Vecchietti spaesati in piazza Lepri parlano senza mezza termini di un paese abbandonato a se stesso che accetta con muta rassegnazione ogni sopruso e qualsiasi disfunzione. Intanto, sperando che non diventi un'abitudine, pensionati e persone non autosufficienti devono arrangiarsi come possono alla ricerca di qualche parente clemente che li porti alla posta, oppure servendosi dei servizi pubblici (quando ci sono).

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CULTURA PENNACCHI IN LIZZA PER IL PREMIO STREGA MONDORE@LE | NUMERO 50 | 23 APRILE 2010 Intanto prosegue la collaborazione con l’Anonima Scrittori di Paola Bernasconi Il Premio Strega giunge alla sua 64ma edizione e tra i candidati spunta un nome molto noto in provincia di Latina e non solo. Si tratta di Antonio Pennacchi (presentato da Niccolò Ammaniti e Massimo Onofri) con il suo Canale Mussolini (Mondadori). Figlio di veneti giunti nell'Agro Pontino durante la bonifica, ex operaio all'Alcatel Cavi di Latina, Pennacchi inizia a dedicarsi alla politica sin da ragazzo: si iscrive all'MSI, poi al Partito Comunista, passando per CGIL e UIL. Finisce in cassa integrazione, si laurea e inizia a scrivere. Mammut, il suo primo romanzo, esce nel 1993 ma sarà nel 2003 che riceverà la sua vera consacrazione con Il Fasciocomunista, romanzo ambientato a Latina sulla vita di Accio Benassi (dal libro verrà tratto il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti). Intanto lo scrittore scrive per la rivista Limes e collabora con Anonima Scrittori, laboratorio di sperimentazione letteraria nato nel 2004 e aperto a chiunque voglia intervenire in ognuno dei progetti proposti. Tra i tanti La Colonia, romanzo di scrittura collettiva che vede impegnati autori da tutta Italia coordinati dallo stesso Pennacchi. E proprio per rimanere in tema non possiamo non segnalarvi l'evento conclusivo di un ulteriore progetto organizzato dall'Anonima Scrittori: si tratta di "(r)esistenza 2010 - V manuale di storie contemporanee", un modo per festeggiare la Liberazione attraverso racconti di resistenza quotidiana. Giunto al suo quinto anno, stavolta sarà ospitato presso il Teatro di Terra di Velletri in via San Crispino numero 11 (l'anno scorso è stata la volta del Teatro Fellini di Pontinia). L'electroreading avrà il patrocinio del Comune di Velletri e della Regione Lazio e avrà inizio alle ore 21,00 di domenica 25 aprile. Sul palco anche i Low Cost (gruppo musicale romano) e il regista Renato Chiocca con alcune letture. Un susseguirsi di parole, musica ed immagini a dimostrazione di come si resista quotidianamente in ogni ambito: a casa, sul posto di lavoro o ovunque l'immaginazione degli autori possa portare. SEZZE E ROCCAGORGA IN MOSTRA di Paola Bernasconi Mentre continua con successo la mostra "Percorsi variabili. Tendenze e impulsi dell'arte contemporanea" presso il Museo Archeologico Comunale di Sezze, l'Associazione no-profit Araba Fenice propone la personale dell'artista Romano Sergio Pasqualucci detto Ropas. Ospitata presso la sede dell'Associazione in via Garibaldi numero 9, "Fenomenologia dell'immagine" è la prima di una serie di mostre che l'Araba Fenice presenterà al pubblico. Inaugurata il 17, sarà visibile fino al 25 aprile (l'ingresso è gratuito e per qualsiasi informazione potete contattare i numeri 329/0035581 oppure 335/6588757). A Roccagorga invece un'altra esposizione. "Materia e colore": questo il titolo della Collettiva di pittura e arti figurative che si terrà dal 22 al 27 aprile presso la Sala Espositiva in via Pio Nardacci. Ad esporre ci saranno: Edmondo Angelici, Guido Baratta, Tommaso Brusca, Anna Colaiacovo, Crocifissa Del Frate, Achille Faiola, Natalia Kubalkina, Luigi Locci, Saverio Paladini, Carlo Picone, Tiziana Pietrobono e Katiuscia Zomparelli. Tutti gli artisti fanno parte dell'Associazione delle Arti di Priverno, nata quattro anni fa proprio per cercare di promuovere artisti locali. La mostra è incentrata sul rapporto tra colore e materia (da qui il titolo) in un susseguirsi di opere i cui soggetti spaziano dalla natura morta all'11 settembre. 15

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