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Anno III - numero 15 4 giugno 2010 N.56 LATINA - Nexans ultimo atto. La protesta continua - Fondazione Teatro. Nardone chiude e Visari critica la gestione degli ultimi anni SEZZE - Il Terzo Polo torna sulla questione sicurezza - Vitelli: “No alla riduzione della Tarsu, sì al credito di imposta” - AssI e Araba Fenice sugli OGM EDITORIALE di Simone Di Giulio ATTUALITÀ PRIVERNO - Macci capofila per uscire dalla Compagnia dei Lepini PONTINIA - Prosegue la battaglia contro Turbogas e Biomasse E adesso tutti a mobilitarsi! Tutti in piazza a combattere per il diritto alla salute e per la difesa del cittadino!!! Già me li immagino i politici locali impegnati in battagliere campagne anti-Polverini e in prese di posizione nette ed univoche contro le sue decisioni in materia di Sanità. Ma finora, gentili signori, dove eravate? La cara Polverini altro non è che il prodotto della classe politica locale, assolutamente incapace di assumersi responsabilità. Questa 'scienziata' venuta dal mondo sindacale è un Vostro prodotto, nata, cresciuta, maturata e sbocciata secondo il Vostro modo di intendere la pubblica amministrazione. Tanti l'hanno votata lo scorso aprile, tanti andavano in giro con i suoi santini, tantissimi a vedere i risultati. Qualcuno invece l'ha criticata, ha giocato sui suoi manifesti elettorali modificandoli a piacimento. Poi l'affaire Zaccheo, che ancora una volta ha dimostrato che la provincia di Latina è indietro anni luce rispetto a Roma. Ora c'è addirittura chi invoca la realizzazione della Regione delle Provincie. Ma smettiamola!!! In consiglio regionale ci sono 4 esponenti illustri del centrodestra pontino. Dove stavano questi signori quando la Polverini buttava nel cestino dell'immondizia decenni di risorse sprecate (lo dico due volte... SPRECATE) per le strutture ospedaliere? Cosa faranno entro il 31 dicembre quando gli ospedali di Gaeta e Sezze saranno una cartolina da conservare? Cosa faranno quelli che hanno aperto reparti fantasma durante il periodo elettorale? Siamo ancora in tempo. Si smetta di prendere per i fondelli la massa inerme di cittadini elettori. Si faccia un passo indietro se non si è capaci di far valere le proprie posizioni. Si diventi provincia di Roma. Tanto già lo siamo... POLITICA PONTINIA - Opposizione spuntata in vista delle prossime elezioni SERMONETA - Polemica della minoranza sui cambi di destinazione d’uso LA NUOVA GOVERNATRICE DEL LAZIO INIZIA A NON MANTENERE LE PROMESSE ELETTORALI. PRONTO E OPERATIVO IL PIANO SANITÀ. IN PROVINCIA DI LATINA SOLO TAGLI E ADDIO AGLI OSPEDALI DI SEZZE E GAETA POLVERINI ATTO I CULTURA - Maggio Sermonetano 2010, ultimo atto - Sex Pistols, la grande truffa degli anni ‘70

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INCHIESTA di Simone Di Giulio MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 POLVERINI LEI... POVERINI GLI ALTRI La neo governatrice del Lazio comincia a tagliare... e lo fa sulla Sanità Il primo atto ufficiale della giunta Polverini tocca il tema cruciale della sanità pontina, caratterizzata da un pesante debito accumulato negli ultimi decenni. E i tagli non si fanno attendere. Sono 12 i decreti consegnati dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, commissario ad acta per la sanità, al governo nazionale. Tra questi il riordino della rete ospedaliera, nel quale, hanno spiegato la Polverini e il subcommissario Mario Morlacco: "Non sono previsti tagli di posti letto ma la loro trasformazione in posti Rsa. Sono 2492 i letti in questione, di cui duemila già non operano per acuti e possono cambiare volto immediatamente. A essi se ne potranno aggiungere altri 3000 per coprire il fabbisogno regionale di circa 5000. Nove strutture inoltre possono subito essere trasformate in Rsa: si tratta di Rocca Priora, Zagarolo, Ariccia, Sezze, Gaeta, Montefiascone, Ronciglione, Amatrice, Ceccano". Non la pensa così il capogruppo del Partito Democratico in Regione, Esterino Montino, che afferma: "La presidente Polverini gioca con le parole e dunso di progressiva deospedalizzazione. La strategia è stata individuata nella qualificazione dell'attività ambulatoriale mediante l'istituzione del Day Service e mediante il potenziamento della chirurgia ambulatoriale attraverso la definizione e l'erogazione di accorpamenti di prestazioni ambulatoriali. Secondo la Pisana "Il Day Service deve essere potenziato e garantito all'interno delle strutture sanitarie. In considerazione della sostanziale sovrapponibilità tra le attività di Day Surgery e la chirurgia ambulatoriale, è previsto che le strutture ospedaliere che già effettuino prestazioni in regime di ricovero ordinario e/o day hospital possano effettuare i correlati accorpamenti di prestazioni ambulatoriali in regime ambulatoriale". Si darà mandato alle Asl, entro il 31 dicembre 2010, al trasferimento ad altri presidi pubblici dell'attività per acuti attiva presso l'ospedale Civile di Ceccano, Antonio e Carlo Cartoni di Rocca Priora, S. Giovanni Battista di Zagarolo, il Centro Paraplegici di Ostia, Luigi Spolverini di Ariccia. Le direzioni aziendali dei presidi pubblici alle Asl di Latina, Viterbo e Rieti dovranno procedere, sempre entro il 31 dicembre 2010, al trasferimento in altri presidi pubblici di tutta l'attività per acuti degli stabilimenti di poli ospedalieri elencati, l'ospedale di Sezze, quello di Gaeta, gli ospedale di Montefiascone, Ronciglione e Amatrice. Gli interventi determinano la disattivazione dell'attività per acuti presso 10 ospedali. Le Asl dovranno, inoltre, provvedere a presentare un piano di eventuale riutilizzo dei locali ospedalieri per assistenza distrettuale carente, in relazione al fabbisogno delle popolazioni locali. Ulteriori riconversioni saranno valutate e ricomprese nei successivi atti di riordino da emanarsi nel corso del 2010. que prosegue imperterrita a prendere in giro i cittadini del Lazio, ma il gioco non funziona. Chiude 10 piccoli ospedali di provincia e taglia 2500 posti letto per acuti. La stessa ipotesi di riordino delle Asl è destinata a creare mostri ingovernabili, riunendo in una stessa Asl territori con caratteristiche assolutamente diverse". A saltare saranno quindi 752 posti letto ordinari. 384 di questi saranno trasformati in Day hospital, mentre 368 saranno disattivati. Secondo la Polverini la Regione Lazio, con DGR n. 731/2005, ha individuato, quale obiettivo prioritario la razionalizzazione della funzione ospedaliera, anche attraverso un proces- 2

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INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 MOSCARDELLI AL CONTRATTACCO Il vicecapogruppo Pd alla Pisana: “Ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare” "Il presidente della Regione Renata Polverini, in qualità di nuovo commissario per la Sanità del Lazio, ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. Ha sbagliato in campagna elettorale a promettere che non avrebbe tagliato i posti letto e i piccoli ospedali, sapendo però che era impossibile fare una simile affermazione. Ha adottato un provvedimento che corrisponde al Decreto 48 del 31 maggio con cui opera una serie di tagli di posti letto parziale che anticipa un provvedimento di nuovi tagli che avranno luogo il 31 dicembre con l'ulteriore chiusura di numerosi ospedali nel Lazio. Il presidente Polverini, dunque, cedendo alle pressioni del Governo, ha accettato con la nomina a Commissario alla Sanità del 23 aprile il crono-programma di provvedimenti da adottare indicati nel decreto del Governo, relativo alla sua nomina, e precisamente entro il 15 maggio il provvedimento sul budget e entro il 31 maggio il provvedimento di riordino della rete. In realtà l'articolo 6 del Patto per la Salute, firmato a dicembre 2009 tra il Governo nazionale e le Regioni, prevedeva che il piano di riordino della rete ospedaliera avesse come scadenza il 31 dicembre 2010. Non solo la Polverini non ha rinegoziato un bel nulla, ma al contrario ha accettato passivamente di anticipare i provvedimenti della sua nomina a Commissario". Va giù duro il vicecapogruppo del Partito Democratico Claudio Moscardelli, che in una nota critica pesantemente le decisioni del presidente della Regione in tema di Sanità: "La Polverini - prosegue Moscardelli - ha immediatamente smentito la parola data agli elettori in modo demagogico, quando ha promesso che non avrebbe tagliato posti letto e chiuso i piccoli ospedali, anzi addirittura a Priverno ha superato se stessa dicendo che avrebbe ripristinato i posti letto. La cosa grave è che con incompetenza e superficialità ora 'spara' due provvedimenti su budget e tagli di posti letto che non hanno alcun senso e che penalizzano la sanità del Lazio in modo pesante, il tutto in danno dei cittadini". A pagare a carissimo prezzo le scelte della Polverini è la provincia di Latina, secondo Moscardelli fortemente penalizzata per tanti motivi: "Innanzitutto la Asl di Latina contribuisce al deficit regionale in misura ormai prossima allo zero, mentre in questo modo viene aggregata con realtà come il San Camillo che hanno una perdita annuale consistente. Inoltre la percentuale di posti per la provincia di Latina è di 2.8 per mille abitanti, mentre su Roma siamo ad una percentuale di oltre 4 posti letto per mille abitanti. Nel provvedimento non è rinvenibile alcun criterio logico per questo accorpamento, che si traduce in una sostanziale spalmatura della percentuale di Roma sulle province in quanto altri pezzi di Roma sono stati aggregati a Frosinone e a Rieti e Viterbo". Il Partito Democratico, insieme alle altre forze di centrosinistra, ha presentato richiesta di convocazione di consiglio regionale straordinario sulla Sanità, un modo per far sì che la Polverini di confronti con le altre forze politiche per ricercare soluzioni equilibrate per il Lazio: "Quanto accaduto - conclude Moscardelli - è grave soprattutto per Gaeta e Sezze. Nel primo caso è stata prevista la riconversione a presidio territoriale di prossimità con l'aggiunta dei servizi di Day Hospital e Day Surgery. Il reparto di malattie infettive non c'è più a Formia ed è stato trasferito già a Gaeta. Pertanto non vi è alcuna delle motivazioni che vengono indicate nel decreto per quanto riguarda Gaeta. Per Sezze occorre chiarire che ormai si tratta di un padiglione dell'ospedale di Latina e pertanto va valutato in connessione con il presidio di Santa Maria Goretti. Il Dea di secondo livello di Latina non ha gli spazi per ospitare il trasferimento delle strutture di medicina e di geriatria presenti a Sezze. A Sezze inoltre sono stati attivati altri servizi come il Day Surgery ed è destinato ad un ulteriore potenziamento". 3

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ADDIO ALL’OSPEDALE “SAN CARLO” Il nosocomio setino sembrava riprendersi grazie al Day Surgery e al reparto di oculistica di Alessandro Mattei INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 Si spera che non sia un addio. Stavolta tutte le forze politiche e sociali della città debbono unirsi per dire di no. Per scongiurare con ogni mezzo la chiusura dell'ospedale San Carlo di Sezze. Il decreto di riordino della rete ospedaliera firmato dal Commissario straordinario alla Sanità del Lazio, Renata Polverini, infatti, prevede la chiusura di dieci ospedali della regione tra cui il San Carlo. Il presidente del consiglio regionale del Lazio in veste di commissario, evidentemente, ha una visione della sanità pontina tutta personale che, però, non piace a nessuno. Per discutere del rischio di chiusura o di quello che diventerà un ospizio per anziani, a breve sarà convocato una seduta consigliare urgente e pare che non mancheranno manifestazioni e sit-in di protesta in Regione. Se dovesse veramente succedere per Sezze e per la sanità di tutti i Monti Lepini sarebbe il colpo di grazia. La decisione di riconvertire il San Carlo a presidio di assistenza distrettuale viene vista come una negativa e infausta inversione di tendenza rispetto alla politica sanitaria degli ultimi anni. Dopo un lungo periodo di isolamento il nosocomio setino stava riprendendo respiro grazie all'apertura del Day Surgery, con i reparti di chirurgia generale e oculistica. La prospettiva sarebbe stata quella di un rilancio della struttura grazie alle prestazioni sanitarie ritenute eccellenti tali da renderla un centro di riferimento per la "chirurgia di un giorno" nella Sanità pontina. Con la chiusura di altri ospedali dei Comuni limitrofi, e tra questi quello di Priverno, Sezze stava tornando ad avere un ruolo fondamentale per la sanità dei Monti Lepini, e per le sale operatorie ristrutturate e dotate di attrezzature di nuova generazione e ai diversi e per i nuovi servizi che a breve sarebbero partiti. Ultimo in ordine di tempo quello dell'ambulatorio odontoiatrico. Il San Carlo, in effetti, ha tutte le potenzialità per diventare un presidio ospedaliero capace di decongestionare le sale operatorie del Santa Maria Goretti di Latina e i vari ambulatori ormai al collasso per le infinite liste di attesa. Sezze, insomma, si stava ricandidando per ricoprire un ruolo importante all'interno dell'offerta sanitaria locale e di questo ne andava fiera. La decisione della Polverini, che a Sezze ha fatto il pieno di voti, va a configurarsi come un tradimento elettorale bello e buono. In città non vi è stato politico che abbia digerito le intenzioni del nuovo governatore del Lazio, non c'è stato schieramento che abbia avallato il decreto incriminato. Del resto, per chi conosce la storia del San Carlo, non poteva essere diversamente. POLIDORO: “PRONTO A OGNI TIPO DI PROTESTA” di Alessandro Mattei Forse è una delle poche vicende che vedrà uniti tutti gli schieramenti contro la decisione di smantellare il San Carlo. In maniera diversa il mondo della politica locale si è dichiarato contrario alla decisione della Polverini. Tra i più duri e puri, un consigliere che alla presidente della Regione Lazio ha portato tanti voti e che in consiglio provinciale siede tra i banchi dell'Udc, il partito della coalizione che è rimasto a bocca asciutta e che resta in attesa di un rimpasto di giunta. Stiamo parlando di Enzo Polidoro, indignato, amareggiato e deluso dal decreto. Il consigliere provinciale del gruppo Udc e consigliere comunale sarà in prima fila contro la chiusura dell'ospedale di Sezze. "La notizia mi ha sconvolto - afferma - Sono indignato e considero la chiusura del San Carlo uno schiaffo alle oltre 50 mila utenze rappresentate dai pazienti dei Monti Lepini. Considero il decreto illogico e senza mezzi termini. Il Commissario straordinario alla Sanità del Lazio prima di procedere - afferma ancora Polidoro - avrebbe dovuto sentire tutte le forze politiche della provincia di Latina, avrebbe dovuto sentire il parere dei direttori sanitari e tastare la realtà sanitaria del nostro comprensorio. Sono deluso sia come esponente di un partito che ha sostenuto la sua candidatura a tutti i livelli sia come cittadino". Il consigliere Enzo Polidoro sarà tra coloro che porteranno le istanze dei pazienti setini sul tavolo della Polverini. "Sono pronto ad ogni tipo di protesta - sbotta - anche ad incatenarmi davanti la Regione. Nessuno tocchi il nostro ospedale, nessuno cancelli il diritto alla salute del cittadino". 4

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INCHIESTA ANCHE IL “REGINA ELENA” AL CAPOLINEA MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 Nonostante le promesse elettorali per l’ospedale di Priverno la situazione è critica. L’attacco di Elvira Picozza per le decisioni della Pisana di Luca Morazzano Meno male che la presidente Polverini presso il Teatro Comunale , durante la campagna elettorale aveva speso un intero incontro per assicurare ai cittadini di Priverno e dell'intero Comprensorio Lepino la riapertura dell'Ospedale Regina Elena e il ripristino dei relativi posti letto. Al contrario, a poche settimane del proprio insediamento, emerge in tutta la sua drammaticità il vero obiettivo che intende perseguire: tagliare, tagliare e ancora tagliare quel poco che resta del servizio sanitario nella provincia di Latina. La scure si è abbattuta in particolare sui centri minori, Sezze e Gaeta per i quali si prevede un ridimensionamento e la riconversione, determinando un ulteriore depauperamento delle strutture sanitarie dei territori più decentrati rispetto a Latina e lo smarrimento delle popolazioni residenti; su Priverno, per ora, si registra un preoccupante silenzio. Ad intervenire in merito alla questione sanitaria di Priverno è il consigliere di minoranza Elvira Picozza: "Certo è che per quanto riguarda il nostro Comune la neo Commissaria alla sanità Laziale, ha smentito clamorosamente se stessa infatti , visto che nel programma di ridimensionamento della provincia di Latina saranno tagliati ulteriori 50 posti letto e riconvertiti altri due presidi Ospedalieri, figuriamoci se potrà riaprire il Regina Elena con il conseguente ripristino di posti letto! L'unico aumento previsto è quello relativo alle tasse, Irap e Irpef, a carico dei cittadini e delle imprese del la nostra Regione, i quali oltre a pagare i costi di tali scelte, non potranno esercitare pienamente il loro diritto ad una assistenza sanitaria dignitosa, visto lo stato di precarietà e di approssimazione che si registra quotidianamente presso i servizi sanitari del territorio, per la carenza di risorse umane e materiali necessarie per l'espletamento ordinario dei servizi . Le rassicuranti promesse fatte in campagna elettorale dall'intera compagine locale di centrodestra, guidata da Renata Polverini, oggi si sono sciolte come neve al sole, spegnendo le speranze dei cittadini che a quelle promesse hanno creduto riponendo in esse tutta la loro fiducia . E' ai nostri rappresentanti locali, oggi consiglieri regionali che noi, insieme a tanti cittadini ci rivolgiamo per chiedere di adoperarsi almeno per mantenere gli impegni assunti sulla realizzazione del Centro Territoriale di Prossimità presso Madonna delle Grazie, già progettato e finanziato dalla precedente Giunta Regionale". 5

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LATINA MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 LA NEXANS NON DEVE CHIUDERE! IL CENTROSINISTRA SI MOBILITA “La crisi rappresenta il segnale dello sfaldamento del sistema industriale e produttivo pontino” di Luisa Belardinelli Si dichiarano sostenitori in prima linea gli esponenti del centrosinistra che in questi giorni si sono riuniti per approfondire la questione Nexans e per sostenere i dipendenti a rischio posto di lavoro. "La crisi che ha investito la Nexans - afferma il centrosinistra in un documento comune redatto - non deve essere interpretata solamente come la crisi di un sito industriale, ma rappresenta il segnale dello sfaldamento del sistema industriale e produttivo del territorio pontino che rischia di diventare irreversibile. E' necessario pertanto - continuano - invertire la tendenza, procedendo al salvataggio del sito, in un territorio che in questi anni ha visto soltanto la chiusura in sequenza di tantissime aziende". Nel documento si evidenzia tutto il fallimento del piano industriale del 2006 e le scelte strategiche del management aziendale le quali hanno penalizzato il capoluogo pontino. Inoltre, si ribadisce anche il ruolo negativo rivestito dalle istituzioni locali. "La classe dirigente locale - prosegue l'opposizione - ha evidenziato la propria debolezza e si è dimostrata incapace di proporre soluzioni positive che non siano i soliti tavoli istituzionali provinciali, che hanno dimostrato in questi anni tutti i limiti e l'inefficacia nella risoluzione delle crisi aziendali. Per salvare la Nexans ribadiscono - è fondamentale il prolungamento della trattativa per arrivare ad una soluzione positiva per il sito di Borgo Piave. Tutto ciò sarà possibile soltanto con il mantenimento delle attività produttive". Tutti a fianco ai lavoratori Nexans, quindi, e nei primi giorni di giugno non saranno pochi gli incontri e le marce affinchè il caso venga considerato anche dalla Regione. FONDAZIONE TEATRO, NARDONE LA CHIUDE di Luisa Belardinelli Proseguono le accese polemiche in merito alla chiusura della Fondazione Teatro di Latina. A pochi giorni dalla liquidazione dell'ente, l'ex presidente Maurizio Galardo ha dichiarato: "Il teatro? Era sempre pieno e andava fatto qualche tentativo in più per salvarlo! Resto - continua poi affermando - a dir poco stupito dalla scelta. Sapevamo che la situazione era problematica ma il passivo di bilancio rientrava ancora nell'ambito di parametri accettabili. 300.000 euro non sono 1 milione. Si tratta di un debito che Latina poteva sopportare. Confidavo soprattutto nella continuità che andava assicurata all'ente". Decisamente diverso il pensiero di Mauro Visari, consigliere provinciale del Partito Democratico: "La Fondazione chiude perché è nata senza respiro, da anni denunciavamo l'inutilità di un ente che avrebbe dovuto vedere rappresentati la regione, la provincia, la camera di commercio, i privati. Invece, il desiderio di autosufficienza della giunta PdL ha voluto che il comune restasse unico soggetto della fondazione e che gli altri recitassero ruoli marginali, se non addirittura di sponsor puri e semplici". Uno degli errori più gravi secondo Visari è stato proprio quello di non coinvolgere le risorse locali che oltre ad offrire prodotti teatrali di alto livello avrebbero fatto "respirare" le casse del Comune. Un pensiero comune poi è quello di valorizzare il teatro locale per aumentare così l'esigenza di tutelare il territorio e di motivare le persone a conoscerlo e ad apprezzarlo, incentivando poi anche eventuali investimenti. "Per anni- continua Visari - ho chiesto un ente teatro, ma quello che ne è venuto fuori è stato un fallimento completo. Resta il rammarico per i lavoratori che mi auguro saranno tenuti in debito conto dal commissario prefettizio Nardone per continuare a svolgere magari all'interno dell'ente quelle mansioni ritenute necessarie", e conclude: "Per il futuro penso debba essere lanciata una nuova idea di gestione, partecipata e agganciata alle grandi strutture culturali nazionali e regionali". Ora rimane solo di capire che fine faranno gli ex dipendenti della Fondazione, vittime di una cattiva organizzazione al vertice. Ci auguriamo in un reinserimento dei loro profili. 6

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SEZZE di Simone Di Giulio MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 SICUREZZA. LA PROPOSTA DEL TERZO POLO Paolo Casadei: “Troppi stranieri. Bisogna potenziare i controlli sul territorio” Quello dell'immigrazione resta uno dei problemi più sentiti in città e a parlarne è Paolo Casadei, rappresentante del Terzo Polo. L'esponente del movimento che cerca di essere valida alternativa al centrodestra e al centrosinistra rappresentati in consiglio, in una nota apre amaramente il capitolo prendendo atto che chi arriva in città si accorge che di setini in giro ce ne sono pochi: "Negli autobus - spiega Casadei - si ha la sensazione di trovarsi nella condizione dello 'straniero in casa propria'. Il parco ai caduti è dominato da numerosi romeni ed il sabato o la domenica da predicatori evangelici. Nessuno li conta, nessuno sa dirci quanti di questi sono occupati, quanti lottano per la sopravvivenza, quanti risiedono in alloggi agibili e quanti in locali inagibili". Secondo l'esponente del Terzo Polo il mancato controllo amministrativo delle condizioni igieniche in cui vivono questi immigrati e di come vivono i senza lavoro sta portando il paese a maggiore degrado e ad una certa insicurezza: "Le situazioni urbane di degrado o di isolamento favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, furti e fenomeni di violenza legati anche all'abuso di alcool". L'appello che Casadei lancia è rivolto alle istituzioni, al sindaco in particolare, dotato di poteri di intervento, prevenzione e contrasto al fenomeno dell'immigrazione clandestina: "Il cittadino richiede sicurezza. Per questi motivi è nato un comitato spontaneo della zone di Suso a cui abbiamo aderito e siamo anche promotori per promuovere una petizione popolare di sensibilizzazione. In questa petizione, già sottoscritta da diversi cittadini, stiamo chiedendo la sicurezza delle famiglie e dei loro beni, maggiori controlli e vigilanza del territorio, il potenziamento delle Forze dell'Ordine e l'aumento dell'organico della Caserma dei Carabinieri, nonché da parte dell'amministrazione il monitoraggio ed il censimento di tutto il territorio, compreso il centro urbano, delle abitazioni affittate irregolarmente onde evitare a persone malavitose di rimanere nel nostro territorio senza svolgere una qualsivoglia attività lavorativa". VITELLI: “NO ALLA RIDUZIONE DELLA TARSU, SÌ AL CREDITO DI IMPOSTA” La posizione del consigliere in merito alle richieste degli operatori commerciali No all'abbassamento della Tarsu, sì al credito di imposta. E' questa la proposta del consigliere di minoranza Antonio Vitelli, che interviene sull'audizione in commissione Bilancio di alcuni operatori economici che chiedevano la riduzione della Tarsu come conseguenza delle difficoltà generate dalla crisi: "La Tarsu è una tassa che, benchè calcolata sull'ampiezza degli immobili, è legata alla produzione ed allo smaltimento dei rifiuti, variabili che determinano l'incidenza complessiva dei costi. La richiesta di alcuni operatori economici operanti nel campo della ristorazione, per quanto legittima, mi pare non possa essere accolta". La soluzione, secondo Vitelli, per venire incontro ai commercianti potrebbe essere quella del credito d'imposta "a quelle attività che smaltendo rifiuti speciali o di diversa natura, mediante altri operatori, determinano minori spese per il servizio, e quindi ragionevolmente potrebbero essere riconosciute come titolari di un credito da portare in detrazione alla tassa sui rifiuti cui sono soggetti". 8

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SEZZE MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 ASSI E ARABA FENICE UN CONVEGNO SUGLI OGM OGM sì, OGM no. Cosa sono gli OGM? Sono già utilizzati? Perché c'è un'ampia fetta dell'opinione pubblica che è contraria? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che verranno affrontati in un convegno pubblico organizzato dalle associazioni Araba Fenice e ASS.I. (imprenditori setini) dal titolo: "O.G.M. caccia alle streghe o informazione scientifica? Economia, scienza e politica". che si terrà a il 10 giugno 2010 ore 18:00 presso l'auditorium S. Michele Arcangelo di Sezze. Interverranno il professore Luca Santi dell'Università degli Studi di Roma "Tor V e r g a t a " Facoltà di S c i e n z e , Dipartimento di Biologia e la Dottoressa Chiara Lico, dell'ENEA. A moderare il dibattito il professor Giancarlo Mancini, Docente di Storia della Medicina e Bioetica all'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". La discussione verterà su molteplici aspetti inerenti gli OGM, Organismi Geneticamente Modificati, ovvero organismi in cui parte del genoma sia stato modificato tramite le moderne tecniche di ingegneria genetica. Non sono considerati "organismi geneticamente modificati" tutti quegli organismi il cui patrimonio genetico viene modificato a seguito di processi spontanei (modificazioni e trasferimenti di materiale genetico avvengono infatti in natura in molteplici occasioni e tali processi sono all'origine della diversità della vita sulla terra), o indotti dall'uomo tramite altre tecniche che non sono incluse nella definizione data dalla normativa di riferimento (ad esempio con radiazioni ionizzanti o mutageni chimici). Gli OGM vengono spesso indicati come organismi transgenici: i due termini non sono sinonimi in quanto il termine transgenesi si riferisce all'inserimento, nel genoma di un dato organismo, di geni provenienti da un organismo di specie diversa. Oltre ai rischi ambientali e per la salute, valu- ONIRIKA EDIZIONI presenta Direttore responsabile Simone Di Giulio Luca Morazzano Vicedirettore Caporedattore Redattori tabili attraverso la ricerca scientifica, l'introduzione di organismi geneticamente modificati (in particolare nel settore agroalimentare) può avere potenziali conseguenze economiche e sociali sullo sviluppo delle aree ad economia agricola in cui vengono coltivati. Tutti questi diversi elementi di rischio sono al centro di accesi dibattiti in corso a livelli nazionali e internazionali, creando spesso forti polarizzazioni all'interno dell'opinione pubblica e sollevando dibattiti anche nella comunità scientifica. Ai temi scientifici verranno legati anche i temi economici. La ricerca è il vero motore di crescita dell'economie moderne, quindi è opportuno un ampio e non pregiudizievole ragionamento anche economico sugli OGM. Se ci concentriamo sullo sviluppo locale ci sono margini molto importati di discussione. In provincia di Latina infatti abbiamo due distretti: uno agro-industriale e l'altro chimico-farmaceutico. Potrebbero gli Ogm essere al centro di sinergie tra gli agricoltori, le aziende chimico farmaceutiche e gli enti di ricerca? Lo stato di crisi dell'agricoltura e dell'industria locale dovrebbe indurre a non escludere nessuna ipotesi di riconversione, soprattutto in presenza di un sistema nel quale alcuni paesi, soprattutto extraeuropei, fanno del dumping sociale uno strumento competitivo eccezionale. Da notare anche che in tanti stati gli OGM vengono coltivati abbondantemente, e molti prodotti, direttamente o indirettamente, sono già presenti sulle nostre tavole. Alessandro Mattei Domiziana Tosatti Luisa Belardinelli Paola Bernasconi Marco Fanella Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Responsabile web Alessandra Carconi SKETCH[idea] CONTATTI Progetto grafico e sito web Stampato presso “Arti GraficheCiverchia” Via del Pantanaccio, Latina www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale mondorealemagazine@gmail.com Tel.: 3394966093 La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA Chiuso in redazione il 2 giugno 2010 pubblicità primo piano 9 6

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BASSIANO IL RILANCIO DEI LEPINI SECONDO GUIDI MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 “Limitare l’allontanamento dei giovani con opportunità di lavoro e impulso all’economia” di Domiziana Tosatti Impedire lo spopolamento e l'impoverimento di vaste aree di territorio lepino; arginare il disagio insediativo ed offrire nuove opportunità di lavoro che limitino l'allontanamento delle nuove generazioni e, al contempo, diano nuova linfa all'economia del comprensorio. Tutto questo è possibile, a patto però che si dia vita ad un 'progetto' omogeneo e sistemico, che parta dalla consapevolezza che i Lepini e Bassiano siano valori socio-economici e turistici-ambientali di notevole ed indiscusso spessore. Ne è sicuro Domenico Guidi, consigliere comunale di maggioranza, ex sindaco per un ventennio del piccolo borgo lepino. "Impedire lo spopolamento e l'impoverimento di vaste aree del territorio dei Lepini e di Bassiano- ha osservato il consigliere- assume un'importanza fondamentale per lo sviluppo del comprensorio, per garantire il nostro sistema sociale e culturale, per mantenere il territorio. Attualmente il disagio insediativo che sempre più interessa le zone pedemontane e montane rischia di diventare sempre più profondo con la sempre crescente rarefazione dei servizi ai cittadini, dai servizi pubblici accorpati per il contenimento dei costi, all'insufficiente manutenzione del territorio, esercizi commerciali privi di una adeguata domanda per la loro sopravvivenza. Mantenere questi servizi rappresenta la condizione di vivibilità essenziale nel territorio. Il mantenimento e la riqualificazione dei servizi territoriali e commerciali, secondo forme coerenti con le peculiarità rurali e montane, devono rappresentare un investimento per il rilancio sociale, ambientale ed economico di tali zone". E' necessario, tuttavia, creare delle precondizioni per lo sviluppo, attraverso interventi mirati attuati con forme di partnership pubblico-privato in grado di esprimere un bilancio positivo sia economico che ambientale. Si può puntare sulla biodiversità, il sistema delle aree naturali protette, i beni culturali. "A tali valori vanno aggiunti- ha continuato Guidi- una capacità gastronomica tipica ed inimitabile, patrimonio storico ed artistico, cultura materiale, capacità creativa sia nell'artigianato che nella piccola e media impresa". Le carte in regola, q u i n d i Bassiano ed i Lepini, le avrebbero tutte, non fosse che 'per la mancanza di una visione strategica e di un'offerta sistemica del turismo rurale', fattore, questo, riconducibile 'non solo alla difficoltà organizzativa derivante dalla presenza di un'offerta particolarmente frammentata, ma anche dalla mancanza di veri e propri progetti turistici sul turismo rurale'. "A Bassiano- si è detto certo Guidi- manca l'elemento unificante, il famoso progetto di ambito capace di dare una prospettiva certa e praticabile per il futuro di questo paese". Temi su cui il consigliere comunale e provinciale ha proposto di tenere un pubblico convegno nei prossimi mesi estivi. Occasione di confronto tra tutte le parti sociali interessate. DALLA REGIONE 16.000 EURO PER PROMUOVERE LA CULTURA ATTRAVERSO LA TRADIZIONE Progetti che prendono linfa dalla volontà di promuovere la cultura attraverso la tradizione storico-religiosa, il patrimonio gastronomico, musicale e popolare. A finanziarli, per un totale di 16mila euro, è stata la Regione Lazio, che ha ammesso a finanziamento due richieste dell'assessorato comunale alla cultura, guidato da Maurizio Orsini, e due della Pro Loco, presieduta da Giovanbattista Lambiasi. I finanziamenti sono stati ottenuti in risposta ad un bando emesso dalla Regione nello scorso mese di ottobre. L'amministrazione comunale ha visto riconosciuto con un finanziamento di 6mila euro il progetto 'Rievicazione storico-religiosa dell'adorazione del crocefisso', da svolgersi tra i mesi di marzo ed ottobre di quest'anno. "L'obiettivo- ha spiegato Orsini- è quello di far rivivere nel borgo lepino la tradizione religiosa, 10 popolare e culturale degli avvenimenti storici legati alla creazione artigiana dei sette crocefissi lignei dell'artista Fra' Vincenzo Pietrosanti. Nelle intenzioni dell'amministrazione c'è la rievocazione della creazione di ogni crocifisso in ognuno dei sette paesi in cui questi sono conservati, ossia Ferentino, Caprarola, Bellegra, Roma, Nemi, Viterbo e, appunto, Bassiano, avendo come ultima tappa proprio il comune lepino, dove la rievocazione vedrebbe riuniti tutte e sette le opere lignee". Altro progetto finanziato per 2mila euro è la realizzazione del presepe vivente. La Pro loco, invece, ha percepito il contributo di 6mila euro per il progetto 'Il gusto della collina- sagra del prosciutto. Promozione dei prodotti tipici e delle tradizioni e musiche popolari". Insieme ulteriori 2mila euro saranno destinati alla realizzazione della 'Notte del salterello'. (D.T.)

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SERMONETA di Domiziana Tosatti MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 POLEMICHE SUL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO La decisione del consiglio interessa un’area di circa 5.000 metri cubi Nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza guidata dal sindaco Giuseppina Giovannoli ha deciso di approvare il cambio parziale di destinazione d'uso di un'area di circa 5mila metri cubi complessivi, originariamente destinata a servizi, trasformata ora in residenziale . Decisione votata fortemente contro da entrambe i gruppi di opposizione, che hanno ritenuto come tale metodo alteri profondamente, di fatto, l'istituto della compensazione e della perequazione. Strumenti, questi ultimi, che hanno consentito all'Ente in passato, e consentono tuttora, di avere aree su cu realizzare servizi di cui non disponeva, dando in cambio al privato o soldi, o aree residenziali di proprietà del Comune stesso. L'azione adottata nell'ultimo Consiglio, invece, di fatto ha assecondato, in base alle modifiche al regolamento comunale sulle perequazioni e compensazioni adottate nel 2007, la richiesta di un privato di cambiare la destinazione d'uso della propria area, da servizi a residenziali. Operazione che ha portato nelle casse dell'ente circa 160mila euro. "All'apparenza un vantaggio immediato- ha osservato Alessandro Antonnicola per Uniti per Sermoneta e membro della commissione urbanistica- in realtà tra pochissimo tempo la società che ha pagato per la destinazione d'uso, dopo aver costruito appartamenti, avrà delle entrate economiche sensibilmente maggiori. Operazioni simili, fatte singolarmente, rischiano di alterare non poco l'iniziale Piano regolatore e non garantendo effettivi vantaggi per l'Ente". Dello stesso avviso l'altro membro di minoranza della commissione urbanistica e capogruppo del Gruppo misto, Antonio Scarsella. "Nell'ultima seduta consiliare- ha osservato- si è dato attuazione alle modifiche adottate nel dicembre del 2007, liberalizzando il cambio di destinazione d'uso, senza uno straccio di programmazione dei servizi, come invece imponeva la precedente delibera del 2005. A questo punto tutti i proprietari di aree a servizi, che nel totale sono circa 50mila metri cubi tra Pontenuovo, Caracupa, Bivio di Doganella e Monticchio, possono chiedere di trasformare la loro cubatura da servizi a residenziale, fino al limite del 70% del totale. A quel punto cosa riposnderà l'amministrazione, soprattutto dopo aver detto agli elettori che era il momento di dire basta alle nuove costruzioni? Alla luce dei fatti, l'amministrazione, quando si tratta di recuperare gli abusivi, o di fare il Piano di Piazza Lunga dice che è contro la cementificazione, mentre, dopo aver etto alle famiglie, dice sì ai costruttori privati". BASSIANO: NUOVA “MARETTA” PER L’ATTEGGIAMENTO DELLA MAGGIORANZA Sono 35 gli atti su cui l’opposizione ha chiesto risposte rimaste inevase Trentacinque tra interrogazioni, interpellanze e richieste di documentazioni, sono gli atti rimasti inevasi, cui l'opposizione ha chiamato la maggioranza a rispondere dallo scorso settembre ad oggi. E ancora a nulla è valso l'esposto al Prefetti di Latina. Ora i consiglieri comunali del gruppo del Pdl hanno deciso di rivolgersi ai capigruppo dello stesso partito di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, perché promuovano un'interrogazione parlamentare congiunta da presentare al Ministro degli Interni, Roberto Maroni. "E' auspicabile- hanno osservato in una nota i tre consiglieri- vista la gravità dei fatti ed il perdurare di una situazione a nostro avviso illegale, che il Ministro voglia adottare quei provvedimenti necessari a porre fine a tale stato di cose". "Ancora oggi, nonostante le diverse sollecitazioni ed il nostro esposto al Prefetto- hanno spiegato Ruggero Cacciotti, Gianni Curti e Fabrizio Velardi- la maggioranza continua a tenere un comportamento irrispettoso delle leggi e dei consiglieri di minoranza, che, a circa un anno dall'insediamento del nuovo Consiglio comunale, non sono mai stati messi nella condizioni di poter espletare il proprio mandato istituzionale e di poter esercitare i diritti e le funzioni che gli attribuisce il decreto legislativo 267 del 2000. Dal settembre 2009 sono oltre trentacinque le richieste avanzate dal gruppo del Pdl, cui la maggioranza deve ancora rispondere. Ci viene sistematicamente impedita la consultazioni degli atti e ci viene addirittura vietato l'ingresso presso gli uffici comunali, su ordine del segretario comunale. E' dello scorso 10 febbraio una nota a firma del sindaco e protocollata, inviata al nostro capogruppo, in cui il primo cittadino a dichiarato l'intenzione di rivolgersi all'autorità giudiziaria qualora vi fosse, da parte nostra, qualsiasi ingerenza non autorizzata all'interno degli uffici. Un ruolo particolare, poi, ricopre, la segreteria comunale, la dottoressa Daniela Falso, che non ha mai dato riscontro alle nostre legittime richieste". Così, non essendo ascoltati dalla maggioranza, i consiglieri del Pdl si sono rivolti prima al Prefetto ed ora alla procura della Repubblica ed ai capigruppo Pdl di Camera e Senato, con l'auspicio di 'veder risolta al più presto una situazione di vera e propria omertà, illegale, che svuota il nostro mandato delle funzioni riconosciute per legge'. (D.T.) 11

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PRIVERNO MACCI CONTRO LA COMPAGNIA DEI LEPINI MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 Il sindaco annuncia la sua assenza al rinnovo del direttivo che poi non si fa di Luca Morazzano Non c'è pace per la Compagnia dei Lepini. Nata per rilanciare l'appeal turistico dei paesi del comprensorio, dopo anni di gestione quanto meno discutibile, molti dei paesi che vi avevano aderito, si sono tirati indietro e altri lo stanno facendo proprio in questi giorni. Le difficoltà del carrozzone a partecipazione pubblica sono oramai evidenti e il rinvio nel rinnovo del direttivo, per assenza delle parti in causa è solo l'ultimo capitolo di una serie di magre figure che dell'ente non mettono in luce di certo il miglior lato. Priverno, oltre a disertare, nella persona del suo primo cittadino, ha voluto precisare i motivi dell'assenza nell'assemblea per discutere sul rinnovo della carica del presidente: "Al di là delle indubbie competenze e capacità politiche dell'On. Domenico Di Resta appare alquanto surreale il modo in cui si sta affrontando il rinnovo delle cariche per la Compagnia dei Lepini. Tutti impegnati a parlare di presidenza e di altre cariche mentre sembra che nessuno voglia prendere in considerazione il fatto che molti dei Comuni aderenti sono fortemente scontenti della gestione e dell'operato di quella che doveva essere la società strumentale per la gestione della promozione turistica di una certa area integrata. Tant'è che alcuni Comuni come Priverno, Norma e Sermoneta - dopo aver atteso per anni che venisse data risposta alle tante problematiche sollevate - hanno assunto formali delibere di Consiglio attivando la proceduta di fuoriuscita. Così come non si è voluta affrontare l'efficacia della tante risorse messe a disposizione della Compagnia. Che dire della segnaletica 'astrusa' relativa alle ipotetiche strade delle 'caciottare', 'dei muratori' o dell'altra realizzata e mai istallata da molti Comuni perché inconciliabile con lo stile delle piazze dei Lepini? E' mai pensabile che una società che si occupa di promozione di un territorio possa essere gestita - così come è avvenuto da una sola parte politica? E' mai pensabile in un periodo in cui si parla tanto del contenimento dei costi della politica, il Presidente di una società - cha ha prodotto poco - possa avere un'indennità superiore a quella di tanti sindaci che hanno ben altre responsabilità? E mai pensabile che questa società continui ad essere tenuta artificialmente in vita da Enti in via di scioglimento come la Comunità Montana? In tutte le occasioni e in tutte le sedi abbiamo dichiarato la totale disponibilità a ragionare come territorio e non come singole municipalità ma, almeno, avremmo voluto un confronto e una condivisione delle politiche per dare risposte ai cittadini. Ma a tutto questo non si è voluto non solo dare risposte ma nemmeno discuterne. Sarà un caso che tutti gli amministratori vorrebbero poter gestire in proprio le risorse che sono costretti a togliere dal bilancio e che costituiscono la quota associativa? Il Comune di Priverno paga ben € 22.000,00 l'anno per avere in cambio niente o poco! Perché la Provincia, la Regione e la Camera di Commercio non pretendono un confronto serio su questi ed altri temi connessi? O le necessità di occupare e trovare le poltrone è preminente su tutto?" D’ARCANGELI: “IL PAESE LO PULIAMO NOI” Dopo le autolinee ‘Sinistra Ecologia e Libertà’ vuole intervenire sull’area archeologica Tiene fede al suo nome Sinistra Ecologia e Libertà. Nell'ultima domenica di maggio un gruppetto di volontari (giovani in maggioranza) si è armata di scope, guanti, rastrelli e tagliaerba e sia è messa al lavoro nella zona delle autolinee. Il risultato è stato apprezzabile tanto quanto l'intento visto che in poche ore sono stati raccolti una decina di sacchi di rifiuti di ogni tipo da un anfratto dalle parti del parcheggio coperto delle autolinee. Ma si è trattato dolo della prima azione che questi volontari un po' particolari hanno portato a termine, decisi a intervenire direttamente ogni volta l'assenza delle istituzioni lascia scoperto un problema di tutela ambientale. O peggio ancora come nel caso del Parco Archeologico di Mezzagosto si vanifichi un progetto di valorizzazione di una risorsa importantissima per il nostro territorio, costato anni di lavoro ed alcuni milioni di euro. Gli esponenti del gruppo, in testa il consigliere di minoranza Federico D'Arcangeli spiegano infatti: "Abbiamo lanciato nei giorni scorsi la nostra proposta/provocazione; siamo in attesa di una risposta autorizzativa dalle autorità 12 competenti che ci auguriamo non potrà che esser positiva. L'area archeologica la puliamo noi. Questo il senso della lettera che abbiamo inviato al Sindaco Umberto Macci e al Direttore dei Musei Margherita Cancellieri. Sono ormai circa due anni che cerchiamo di capire le ragioni de blocco dei lavori a Mezzagosto; e con forza abbiamo cercato di capire i motivi che impediscono addirittura il taglio delle erbacce che ormai hanno invaso tutta l'Area e che ne rendono impossibile la fruizione. Priverno città d'Arte, un progetto sul quale sono stati investiti milioni di euro, Fossanova Grande attrattore Culturale, il Turismo come risorsa possibile e poi lo scandalo di un'Area Archeologica chiusa a stagione ormai iniziata. Non siamo più disposti ad aspettare risposte e chiarimenti che non arrivano e abbiamo chiesto di poter organizzare nei prossimi giorni una "Giornata Ecologica" che coinvolga tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questa nostra comunità e sono disposti a prendersene cura in prima persona. Dovrà essere una risposta civile all'inciviltà delle Istituzioni". (L.M.)

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PONTINIA di Roberto Tartaglia MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 OPPOSIZIONE SPUNTATA PER LE ELEZIONI Gli attacchi, come nel 2009, vertono ancora sugli stipendi e sulle indennità La nuova manovra economica del governo alza polveroni anche nelle amministrazioni locali, e Pontinia non è da meno. I vari tagli operati dal governo hanno ridotto del 20% i finanziamenti ai partiti, del 10% la spesa dei ministeri, gli stipendi dei giudici e quelli dei manager di stato, ed hanno ridimensionato gli stipendi dei parlamentari; tutte inezie se si pensa ai veri sprechi che vengono perpetrati quotidianamente, ma fa sempre scena, specie nei mesi di campagna preelettorale. Così anche Pontinia dice la sua. L'opposizione per l'esattezza. E l'attacco è rivolto nuovamente agli stipendi ed alle indennità di sindaco ed amministratori che, a dire della minoranza comunale, non sono affatto in accordo con il clima di austerity dettato dal governo. Paolo Torelli fa di nuovo riferimento all'allegato A del D.M. Interno n. 119 del 4/4/2000, in riferimento al quale si evince che gli stipendi di sindaco e colleghi sono stati portati al massimo consentito dalla legge in riferimento al numero di abitanti per Comune. Nessuna novità, se ne parlò già all'inizio del 2009 ed in quella occasione lo spunto fu il dissesto e la conseguente questione se fosse meritato o no lo stipendio percepito dai "dissestatori tomboliniani". Ora che le colpe del dissesto sono state portate alla luce, lo spunto lo dà la manovra del governo. Nelle dichiarazioni dell'opposizione, però, non si tengono in considerazione alcuni aspetti importanti: in primis il fatto che, a differenza di altri colleghi (anche di Comuni limitrofi) gli amministratori di Pontinia non usufruiscono di benefit e caricano sulle spese personali costi di cellulari, auto, ad esempio, che in altre realtà hanno costretto le amministrazioni ad un ridimensionamento dell'assegnazione di telefoni mobili e delle spese telefoniche; gli stipendi menzionati, poi, sono da considerare al lordo e, in ottemperanza a quanto dettato dal D.M., va aggiunto che questi vengono ulteriormente decurtati del 10%. Ci si chiede quindi: come mai un simile exploit boomerang per l'opposizione comunale? Di temi da trattare ce ne sarebbero e spaziano dal caso Sep alla sicurezza stradale, dal fenomeno del randagismo alle speculazioni sull'utilizzo dei lotti ex Hilme fino ai disagi delle scuole e all'utilizzo del teatro "Fellini". Se questi sono i termini sui quali si fonderà la campagna elettorale del centrodestra, dunque, a Pontinia si prevede una nuova vittoria stracciante di Tombolillo e dei suoi. Sembra quasi che, al momento della battaglia, l'opposizione si sia resa conto di non avere armi da sfoderare per vincere lo scontro per i voti 2011. BATTAGLIA CONTINUA CONTRO TURBOGAS E BIOMASSE di Roberto Tartaglia Pontinia continua la sua battaglia per la salute, l'economia locale, la qualità dell'agricoltura e la tutela dell'ambiente aderendo alla manifestazione unitaria contro gli impianti nocivi nel Lazio. Gli obiettivi, ovviamente, sono quelli di dire sempre più ad alta voce "no" alle centrali a turbogas e biomasse previste nel nucleo industriale di Mazzocchio. Importante a tal proposito, sarà la prima udienza presso il Consiglio di Stato, fissata per il prossimo 4 Giugno, per la centrale a turbogas di Acea Electrabel. Il Comune di Pontinia aveva presentato ricorso a seguito della sentenza negativa emessa dal TAR di Latina con la quale si annullava la delibera comunale per l'approvazione della variante urbanistica di approvazione del RIR. L'idea che ha lasciato trasparire il Tribunale Amministrativo è che l'approvazione frettolosa della delibera avrebbe rappresenta- to null'altro che un estremo tentativo di mettere il bastone tra le ruote ad Acea. Eppure i dati sulle distanze minime di sicurezza per l'installazione di impianti industriali, sulla base di quanto dettato dalla cosiddetta "legge Seveso", sono tutt'altro che opinabili. Non rispettare tali dettami significherebbe, nel caso di Pontinia, costruire troppo vicino alla Sud Gas ed alla Nuova Oter, industrie che lavorano materiali altamente esplosivi come gas ed ossigeno puro. Se la legge porta il nome con cui ricordiamo la catastrofe industriale del 1976 un motivo c'è. Ad ogni modo, oltre all'udienza del 4 Giugno prossimo, rimane la garanzia del fatto che è comunque compito del Comune varare un documento di RIR per stabilire la pianificazione territoriale. Niente sembra ancora perduto, dunque, per la tutela della collettività. 13

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SPORT di Luca Morazzano MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 POLISPORTIVA, STAGIONE DA INCORNICIARE Salvi i due titoli regionali dei Giovanissimi. Conquistato anche quello Allievi Una stagione davvero da incorniciare quella appena consegnata agli archivi per la Polisportiva Calcio Sezze. Il sodalizio del presidente Rossi infatti non solo ha mantenuto i titoli regionali che già possedeva ma ne ha aggiunto addirittura un altro. Ce n'è voluto di impegno e dedizione per condurre in porto la missione, ma alla fine al campo de "Le Fontanelle", quartier generale dei rossoblu, è potuta scattare la festa per celebrare i traguardi di una stagione davvero da ricordare. L'annata si era aperta con la nascita della rappresentativa Juniores che nel suo anno di apprendistato nei provinciali non ha sfigurato, mettendo il proprio bilancio in positivo e soprattutto lanciando la sfida al prossimo anno quando gli attuali allievi, un anno più grandi, potrebbero pure cercare di dare la scalata alla classifica. Proprio gli Allievi di mister Consoli, non senza complicarsi la vita, ma proprio per questo forse in maniera ancora più gustosa, sono riusciti ad acciuffare con un exploit nel finale di campionato il titolo dei regionali che lasceranno in eredità per la prossima stagione a quei Giovanissimi che già regionali c'erano e che per mantenere la categoria hanno dovuto disputare pure i play out contro il Podgora. Alla fine però i ragazzi di mister De Rocchis sono riusciti a non scontentare i propri tifosi riuscendo a guadagnarsi la permanenza in categoria. Il tuto a favore dei giovanissimi fascia B di mister Terella. La definizione B (la nomenclatura nasce però meramente per una questione anagrafica dei ragazzi che vi partecipano) dello stesso campionato non rende giustizia all'operato della squadra rossoblu capace di navigare in un tranquillo centro classifica per tutto il campionato, talvolta dando fastidio anche alle big di un girone. Di questo titolo regionale si gioveranno gli esordienti che verranno quindi promossi ad una platea agonistica in cui il risultato inizierà a contare. Questo per quanto riguarda le squadre mentre alti tre assi la Polisportiva gli ha calati per quanto riguarda i singoli con Lucarini che nel corso dell'anno si è aggiunto ad Orelli ed Antonucci nell'indossare la casacca elle giovanili della Lazio. Ovvia la soddisfazione del presidente Roberto Rossi che però già si pensa al prossimo anno: “Senza falsa modestia, posso affermare che i risultati ottenuti rappresentano un traguardo prestigioso, di cui andare fieri. Non per questo però dobbiamo sentirci appagati. Siamo già al lavoro per approntare gli organici del prossimo anno visto che vogliamo continuare a migliorarci. Il nostro intento è quello di allestire squadre in grado di competere con le migliori nei regionali, aggiungendo qualche altro tassello dalle rappresentative ancora nei provinciali”. 14

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CULTURA di Paola Bernasconi MONDORE@LE | NUMERO 56 | 4 GIUGNO 2010 MAGGIO SERMONETANO, APPENDICE A GIUGNO Un fine settimana all’insegna della parola scritta con la prima di “Letteratura in Strada” E così siamo giunti all'ultimo fine settimana del Maggio Sermonetano anno 2010. Un fine settimana tutto all'insegna della parola scritta con la prima edizione di Letteratura in Strada. Il programma, presentato alle ore 18,30 venerdì 4 giugno presso la Loggia dei Mercanti, vedrà come primo appuntamento l'incontro con l'autore Antonio Pascale e il suo Questo è il paese che non amo, un saggio critico sull'Italia contemporanea. La giornata si concluderà alle ore 21,00 con un Concerto-Lettura sul tema del lavoro, nato dalla collaborazione tra Anonima Scrittori e Low Cost. Sabato 5 giugno Libri in Strada aprirà i suoi spazi espositivi alle 16,30 mentre in Piazza del Comune verranno esposti gli strumenti degli allievi del corso di Liuteria del Maestro Pietro Melia a cura dell'Associazione arti e mestieri William Morris. Il Castello Caetani diventerà protagonista la sera ospitando due eventi: il primo, l'incontro con l'autore Michele Lombardi che presenterà il suo romanzo verità Una vita tirata su, un racconto vero e profondo su come il mondo della cocaina possa rovinare una vita intera; il secondo, Minima orchestra componibile, un Concerto-Lettura in collaborazione con Bracciali Editore. Per domenica 6 giugno il Maggio Sermonetano propone una giornata ricca di eventi a partire dalla mattina con l'apertura degli spazi espositivi. Parole in Strada darà inizio al suo programma alle ore 17,30 con una serie di iniziative tra musica e parole. In Piazza del Popolo potrete ascoltare Stradabanda, Banda della Repubblica Popolare di Testaccio: nata nel 1998, propone un'esperienza di musica collettiva da vivere. Sempre per gli appassionati di musica Piazza Ovidio offre Viaggio mentre il Cortile del Comune Terra e Musica. L'incontro con la parola scritta è protagonista invece in Piazza del Comune con I racconti della bottiglia di B. Scatafassi, Fiori d'amore di J. Anelli e Poesie Stradali di M. Colotti (a cura dell'Anonima Scrittori di Latina e dell'Associazione Suono Parola Immagine di Sermoneta) e in Piazza San Lorenzo con Monochrom electro-post-rock-reading. Dalle 18,00 in poi un incontro sulla Storia della Stregoneria politica a cura di Alessandro Lusana (presso il Museo Diocesano) e la degustazione di vini e prodotti tipici in Corso Garibaldi del Cisterna Wine-Expo (a cura dell'Associazione culturale Best Event di Cisterna di Latina). Letteratura in Strada si concluderà alle ore 19,00 presso la Loggia dei Mercanti: ospite l'autore Gabriele Buracchi, psicologo e nutrizionista che parlerà del suo libro Occhio alle merendine. A concludere questa giornata e questa edizione del Maggio Sermonetano il concerto Fronte de Luna di Enza Pagliara alle ore 20,30 (sempre presso il Castello Caetani). C.U.O.R.E. UN SUCCESSO L’ULTIMA TAPPA IN LITUANIA E' terminata nel migliore dei modi la settimana di lavori del progetto LLP Comenius C.U.O.R.E. I progetti Comenius sovvenzionati dalla Comunità Europea hanno avuto come obiettivo quello di migliorare la qualità della scuola con scambi di allievi e personale docente nei vari stati membri, incoraggiare l'apprendimento delle lingue straniere, promuovere lo sviluppo delle tecnologie informatiche e migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti. Con l'ultimo incontro di progetto che si è svolto a Vilnius (Lituania) dal 17 al 21 maggio 2010, le delegazioni delle scuole europee di Spagna, Portogallo, Lituania, Polonia, Germania e Romania, sotto la guida della scuola coordinatrice Pacifici de Magistris di Sezze, hanno confrontato metodi e materiali didattici utilizzati e soprattutto preso visione dei lavori realizzati dai ragazzi delle varie scuole. In questa occasione le delegazioni sono state ricevute anche dal Ministro dell'educazione Gintaras Steponavicius, al quale sono state illustrate le finalità del progetto e i lavori realizzati. Tutti i prodotti che hanno avuto come argomento principale il risparmio energetico. La coordinatrice del progetto, Amalia Valleriani, e i docenti coinvolti, Anna Rita Rossi, Alessandra Corsetti e Alessia Di Prospero, intendono ringraziare tutti i docenti della scuola e coloro che si sono attivati per la buona realizzazione del progetto fin dal primo incontro che si è svolto a Sezze nel novembre 2008. Tra questi Legambiente, SPL, Setina Civitas, Buna Seara Romania, Majorettes Butterfly, Noi di Suso, Pro Loco Sezze, ma soprattutto il dirigente scolastico Luigi Galloni, il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri, l'assessore alle politiche giovanili Remo Grenga e il sindaco Andrea Campoli. (P.B.) 15

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