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Anno III - numero 16 11 giugno 2010 N.57 LATINA - Senzatetto, chiuso anche l’ultimo dormitorio - Bilancio positivo per la settimana della sicurezza stradale SEZZE - In pianura strade colabrodo. Chiedere il rimborso privilegio di pochi - Ospedale. Martedì prossimo consiglio straordinario EDITORIALE di Simone Di Giulio Unità di intenti. Battaglia senza colore e senza demagogia. Lotta per salvare una serie di servizi fondamentali per i cittadini. Balle. Balle colossali mi permetto di aggiungere. Chiariamo. Io non sono favorevole alla chiusura dell’ospedale di Sezze. Ci mancherebbe altro. Però quanto ascoltato in queste settimane, dallo sciagurato piano di recupero della Sanità ideato e realizzato dalla agguerrita Renata Polverini, mi lascia un po’ sgomento. Qui si parla di lotta senza simboli e colori, tutti insieme, messa da parte ogni ideologia. Poi? Poi succede che si cominciano ad utilizzare mezzi di comunicazione vecchi e nuovi. Il Pd si mette a volantinare alle 6 del mattino alla stazione. Il PdL invita a cena Zappalà che tranquillizza tutti. Come non comprendere l’ex europarlamentare? Ha un assessorato che vale quanto i due centesimi e rischia pure di perderlo. Ci mancava solo l’attacco alla Polverini! I capigruppo si riuniscono e stabiliscono la data del consiglio straordinario. Poi c’è Facebook. Al social network più famoso al mondo ci si affida per sollecitare le masse. Ma? Da quattro mesi esiste già un gruppo, nato sulla falsariga di quello creato per salvare il “Regina Elena” di Priverno. Di questo gruppo fanno parte 2.200 profili. Voi direte “Adesso che la Polverini ha tirato un’altra sberla questo gruppo aumenterà esponenzialmente!”. Invece? Invece ne sorge un altro, messo su dai Giovani Democratici. Allora? L’amico Reginaldi il passo indietro sul primo gruppo l’ha fatto. Ha tolto il simbolo politico di Nuova Area. I giovani di sinistra cosa aspettano? 3.200 in un unico gruppo pesa qualcosa in più rispetto a due distinti. Se serve a qualcosa bisogna essere uniti e compatti. Senza colori, senza bandiere da sventolare. Mi aspetto che proprio dai giovani si lanci un messaggio del genere. Sennò sono solo chiacchiere... ATTUALITÀ SERMONETA - Piano antincendio tra i migliori d’Europa BASSIANO - La polemica politica arriva fino in Parlamento ATTUALITÀ MAENZA - La sagra delle ciliegie e della discordia PONTINIA - Si presenta agguerrito il movimento “Orme Pontine” PENNACCHI CONTRO TUTTI LO SCRITTORE DI LATINA SCENDE IN CAMPO A DIFESA DELLA SUA CITTÀ. TRA I TEMI TRATTATI LA POSIZIONE DI FAZZONE SULLE FACCENDE POLITICHE E LA VICENDA NEXANS CULTURA - Sezze e Passione di Cristo, binomio vincente - Un libro sotto l’ombrellone. Consigli per gli acquisti

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INCHIESTA “FAZZONE VENGA LEI A FARE IL SINDACO...” MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 La provocazione di Antonio Pennacchi che si rivolge al senatore del Popolo della Libertà per risolvere i problemi del capoluogo Per cercare di far alzare la testa a una città in evidente difficoltà scende in campo Antonio Pennacchi. Lo scrittore di Latina, candidato al Premio Strega e al Premio Campiello per il libro "Canale Mussolini", ha deciso di intervenire sulle questioni più calde in città, a cominciare dal ruolo svolto da Claudio Fazzone nelle vicende politiche. In una lettera indirizzata al senatore del PdL lo scrittore spiega: "Oramai lo sanno tutti che a Latina non si muove foglia che Lei non voglia: lo so io, lo sa Lei e lo sa tutta Italia, a cui la stampa nazionale lo ha giustamente fatto sapere. Lei qui decreta quando e come vuole, decide la vita e la morte d'una giunta e d'un consiglio comunale, Lei li fa e poi li disfa, come si suole dire. 'Andate dal notaio e dimettetevi!'. E quelli obbediscono all'istante. Non solo i suoi, ma pure quelli dell'opposizione, che mentre il capo loro, Bersani, a livello nazionale cercava la sponda con Fini e coi finiani, loro qua la sponda la facevano con Lei che è di Berlusconi e che i finiani li stava squartando. Ora, dopo umiliante doversi sentire sotto il protettorato di qualcuno che abita in un altro paese e ben più piccolo. Non è bello, mi creda, doversi sobbarcare sulle spalle il peso d'un sindaco finto, che non sarà mai il sindaco vero che risponde alla comunità che lo ha eletto ma una specie di viceré o governatore, che per ogni piccola questione dovrà venire a chiedere il beneplacito a Lei in quel di Fondi. Abbia pazienza, senatore Fazzone, ma questa cosa nel XXI secolo è oscena sia per noi che per Lei. E allora a questo punto io avrei un'idea e una proposta: ma perché non si candida direttamente Lei a sindaco di Latina? Viene qua, prende i voti, magari ci si trasferisce pure, prende casa, magari solo dal lunedì al venerdì, però affronta le questioni e le decide in pieno imperium e soprattutto in piena competenza. Io sarò sempre oppositore suo, ma le prometto che sarò oppositore onesto e costruttivo. Pure a me conviene che Lei divenga sindaco effettivo e non m'imponga invece un imbecille per procura, un re travicello. Almeno verrò da Lei e le dirò: "Voglio più eucalypti sulle fasce frangivento, rivoglio la ciclabilità da e per Latina da ogni Borgo, voglio un nuovo Prg", e Lei mi dirà "Questo sì e questo no". Ma almeno saprò che quando ha detto sì o no, quella è la parola del sindaco di Latina e non d'un pupazzo di legno, che dovrà venirLa a cercare ogni volta, per poter decidere. Sempre poi come la trova quel giorno, e non sia mai che cambi pure idea quando quello è ripartito. Ma che si può fare questa storia che mentre quello magari già sta al Frasso, Lei lo richiama al telefonino: "No, ciò ripensato"? Si candidi Lei e finiamo la questione. Venga a fare di persona il sindaco a Latina e non ne parliamo più". averli tutti dimessi, ora i giornali dicono che Lei sarebbe giustamente indaffarato a ricercare per noi il nuovo sindaco. E' difatti Lei che deciderà il nome del nostro primo cittadino. Senza la Sua benedizione, non lo potrebbe fare nemmeno Barak Obama. E allora tutti lì in processione da Lei a dirle: "Fammelo fare a me, che sarò il meglio servitore tuo". Ora però lei capisce che per il pur umile cittadino di una communitas di 120mila abitanti fondata dal nulla e dalle acque dai propri diretti genitori, è un po' 2

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“... MA PRIMA SALVI LA NEXANS” Giorni cruciali per il futuro della fabbrica di Borgo Piave. Sabato si scende in piazza di Luisa Belardinelli INCHIESTA MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 Tutti pronti i lavoratori della Nexans per la grande manifestazione organizzata per sabato in piazza della libertà alle ore 10. Grande solidarietà da parte della città intera in merito alle ultime dichiarazioni dei dirigenti dello stabilimento che anno annunciato la chiusura definitiva. Interessante lo sfogo dello scrittore di Latina Antonio Pennacchi il quale imperversa nelle migliori testate locale con lettere dai toni forti e decisi. Alla domande, ma di chi è la colpa e come si sta muovendo il mondo politico, imprenditoriale e sindacale, Pennacchi afferma: "Si sta muovendo come tutte le altre volte - in tutti questi anni - in cui una ad una si sono sgranate le decine e decine di altre fabbriche che pure avevamo. Si sono sempre mossi da becchini tanto che, registrato il decesso, si limitavano a seppellire i morti, consolare in qualche modo i feriti e spartirsi le spoglie dei defunti. E così pure per la Nexans adesso già si sente il coro di chi pensa a dividere o scorporare lo stabilimento - "In questo capannone ci possiamo fare questo, in questo ci faremo quest'altro" - o a chiedere a Nexans un obolo in più per la liquidazione o per ricollocare i lavoratori ("A te ci penso io, a quell'altro ci pensa il sindacato suo") o addirittura a fare di tutto il sito una centrale di compostaggio, un bel deposito per la monnezza. Tu pensa che geni. Per loro la Nexans è già chiusa e stanno solo pensando a come mettere un po' di vaselina ai lavoratori! Ce ne fosse uno che giochi all'offensiva e che dica no, la Nexans non si chiude perché il suo pane può ancora guadagnarselo benissimo facendo cavi. Anzi, deve reinvestire e mettere macchine nuove e fare nuove assunzioni, perché se a Latina tu devi rifare la nuova centrale nucleare, è giusto che a Latina tu faccia pure i cavi elettrici per trasportare la corrente. Perché li devi andare fare in Germania o a Battipaglia?" (per inciso, il management di Nexans Italia - quello che ha deciso di chiudere Latina e trasferire ogni cosa a Battipaglia - è tutto casualmente d'area campana.. La centrale però la faranno da noi, mica a Battipaglia). ZACCHEO INTANTO INCONTRA I LAVORATORI di Luisa Belardinelli L'ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo ha incontrato i lavoratori Nexans nel loro stabilimento. Zaccheo, attorniato da decine di persone e da Dario De Arcangelis , segretario della Filetem Cgil Latina e Carlo Papa, ex dipendente della Fulgorcavi ed ora dirigente Cgil, ha cercato di riportare la calma tra gli ormai ex dipendenti Nexans. "La vostra è una partita ancora tutta da giocare - ha sostenuto l'ex sindaco del capoluogo, il quale ha posto l'accento sul caso nucleare - il governo centrale vuole ripartire con il nucleare e questa azienda può ancora giocare un ruolo strategico. Bisogna capire quali sono le vere intenzioni della Nexans. La riconversione dello stabilimento va pensato secondo le peculiarità del territorio. La Fulgorcavi oggi Nexans ha concluso Zaccheo - venne costruita a servizio della vecchia centrale nucleare di Borgo Sabotino." 3

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CHIUSO L’ULTIMO DORMITORIO PER I SENZATETTO Era la sala d'attesa della stazione. Dura la critica di Sergio Sciaudone di Luisa Belardinelli LATINA MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 Non appena ho appreso la notizia, sono rimasta senza parole, attonita e incazzata. Nei giorni scorsi, l'ultima area adibita a dormitorio per i senzatetto del capoluogo è stata chiusa. Era la sala d'attesa della stazione di Latina Scalo, uno stanzone in marmo e ferro ma con degli ampi sedili pronti ad accogliere i più sfortunati. Sergio Sciaudone, denuncia il fatto che proprio nei giorni scorsi tre senzatetto hanno trascorso la notte nell'atrio della biglietteria. "Si tratta di due indiani quarantenni, privi di mezzi di sostentamento. Il loro è un percorso simile a quello di altri connazionali. Giunti in provincia di Latina hanno lavorato come braccianti agricoli. Poi la caduta nell'alcol, l'espulsione dalle comunità indiane. La vita di strada. Le condizioni di salute di uno dei due sono preoccupanti. Da rilevare poi il ritorno a Latina di un senzatetto italiano, 50 anni, alcolista , disabile su sedia a rotelle. L'uomo presenta delle vistose fasciature alle gambe. Nel passato aveva accettato assistenza e sistemazioni in strutture protette, adeguate alle sue condizioni psichiche e fisiche. Ieri ha trascorso la notte alla stazione ferroviaria". "E' la conferma che- afferma Sciaudone - nel nostro territorio, è estremamente debole la rete delle solidarietà sociali per queste persone. In tutte le città del centro-nord e nelle maggiori città del sud esistono dormitori per senzatetto. A Roma vi sono 5000 posti letto per i senzatetto. A Latina nulla. Nessuna struttura di accoglienza, nessun servizio sociale per chi è in difficoltà e non ha famiglia. La scorsa settimana la conferma ufficiale, che è anche una dichiarazione involontaria di stato di crisi acuta : la Croce Rossa di Latina, infatti, ha lanciato un appello per un uomo di 40 anni, italiano, malato, che vive in strada nella sua automobile. E' la conferma che, in provincia di Latina, chi non ha famiglia, casa ed è privo di reddito, ha una sola possibilità: la strada o sperare nella pietà di qualche anima buona. Italiano o straniero cambia poco!". QUASI AL TRAGUARDO LA SETTIMANA SULLA SICUREZZA STRADALE di Luisa Belardinelli Migliorare l'informazione e aumentare la formazione, queste le linee guida portate avanti a Latina in occasione della settimana sulla sicurezza stradale. L'iniziativa, che ormai volge al termine, è stata realizzata con la collaborazione di Confindustria Latina e della Prefettura. "Una lodevole iniziativa - ha sottolineato il Prefetto D'Acunto - Da quando mi sono insediato ho posto tra le priorità del mio incarico gli interventi sulla sicurezza stradale. Il numero degli incidenti che si verificano sulle strade della provincia di Latina ci preoccupa, ciò è dovuto in parte alla rete stradale, in parte ai comportamenti. Vorrei - ha concluso D'Acunto - che le persone acquisissero un'etica del rispetto delle regole in fatto di guida". Il presidente di Confindustria Mazzenga ha poi commentato: "abbiamo voluto realizzare questo intervento nel sociale per dare il nostro contributo alla sensibilizzazione su un tema tanto importante, che riguarda tutti, e dunque anche le numerose aziende di questa provincia. Per questo motivo è necessario sensibilizzare i cittadini a tenere comportamenti corretti". "Va considerato- spiega il Direttore Generale di Confindustria Latina, Sergio Viceconte che per molte persone la strada rappresenta anche il "luogo di lavoro" e l'automezzo una "attrezzatura" a supporto dell'attività professionale. In ragione di ciò- continua Viceconte la sicurezza stradale diviene una problematica che deve interessare in particolar modo anche le aziende e i prestatori di lavoro". I dati confermano le parole del Direttore generale di Confindustria. Gli incidenti stradali in Italia sono la principale causa di morte per i lavoratori, come si evince dai dati forniti dall'Inail per l'anno 2007 e 2008. In quest'ultimo anno, su 1.120 infortuni mortali registrati, il 54,5% (pari a 611 vittime) è da attribuirsi ai sinistri sulle strade. Nel dettaglio, 335 decessi (il 29,9%) si sono verificati durante lo svolgimento delle mansioni lavorative e 276 (il 24,6%) sono da attribuire al percorso casa/lavoro". 4

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“INUTILI GLI APPELLI A NARDONE” L’attacco del Partito Democratico sulle sollecitazioni al commissario da parte del centrodestra: “Sono loro la causa dei tanti problemi irrisolti” Il Partito Democratico interviene sulle continue sollecitazioni al commissario Guido Nardone da parte del centrodestra: "Ritengo che vada stigmatizzato - esordisce il segretario latinense del Pd Giorgio De Marchis - l'atteggiamento dell'ex maggioranza comunale che continua a lanciare appelli al dottor Nardone per risolvere problematiche aperte da decenni. Quelle stesse problematiche che non sono state affrontate e definite prima per l'incapacità del centrodestra e, come confermato in questi giorni per loro stessa ammissione, per l'estrema litigiosità che caratterizzava la maggioranza a Latina". Diversi i settori in cui l'amministrazione ha latitato: "Piani urbanistici fermi da anni - prosegue il segretario del Pd come ad esempio quello relativo all'Edilizia Residenziale Pubblica, votato all'unanimità in consiglio comunale nel 2005 ma che non è riuscito a vedere la luce in 5 anni. Passiamo poi al Piano del Commercio, sempre annunciato e sempre rinviato, relativamente al quale non esiste nemmeno uno studio propedeutico. Per non parlare dello Sportello Unico per le Attività Produttive, mai entrato in funzione e per il quale esiste un debito di 80 mila euro nei confronti di Step per la consulenza fornita". Rimasti al palo anche gli interventi più urgenti. "Ricordiamo il Piano ex-Svar rispetto al quale le solite promesse si sono rivelate vere e proprie prese in giro verso centinaia di giovani coppie del capoluogo, che speravano di poter ottenere un'abitazione a costi ragionevoli dalla riqualificazione dell'area. Infine - conclude De Marchis - pensiamo alla marina di Latina. La stagione è già iniziata nel peggiore dei modi. Le strutture sono aperte parzialmente, malgrado i solleciti effettuati dal Pd in questi mesi, non si è riusciti ad adottare il Piano Campeggi, il cui incarico è stato affidato nel 2007, con gli elaborati consegnati a settembre 2009. Va rifiutata la logica dell'appello al commissario Nardone. Il fallimento è totale, ed è solo del centrodestra". LATINA MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 5

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SEZZE MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 STRADE COLABRODO IN PIANURA NIENTE RISARCIMENTO DANNI SE… Numerosi gli incidenti e tante le denunce per sinistri provocati dal manto stradale danneggiato di Alessandro Mattei Se ne parla da anni, da sempre. Le strade della pianura setina sono un colabrodo. Le arterie di campagna e le diverse Migliara sono tutte buche e pezze. I fatti parlano chiaro: numerosi sono gli incidenti stradali e tante (troppe) le denunce per sinistri provocati dal manto stradale danneggiato. Dei risarcimenti però se ne parla poco, rari i casi di liquidazione. Se nel 2009 sono state oltre cinquanta le richieste di risarcimento per incidenti stradali nel 2010 questo dato è stato già superato a dimostrazione di quanto le strade comunali siano disseminate di buche e di altri impedimenti che mettono in serio pericolo l'incolumità del conducente dei mezzi. Il triste primato di strada bistrattata lo ha la Migliara 45, che da sola fa registrare un quarto del totale degli incidenti e delle richieste di risarcimento danni su tutto il territorio comunale. Oltre al danno non poteva mancare la beffa che si configura quasi sempre dalla lungaggine delle procedure per ottenere il risarcimento danni o, nella peggiore dei casi, dalla difficile probabilità di ottenerlo. Per i fascicoli in questione, infatti, il comune di Sezze, Ufficio contenzioso, si limita ad inoltrare la documentazione all'agenzia assicurativa incaricata che cura la pratica per con- cedere il risarcimento. Per ottenere il risarcimento però l'automobilista deve riuscire a mettere insieme una serie di documenti e testimonianze che scoraggerebbero chiunque a priori. Tra queste la documentazione fotografica dei fatti, il verbale degli Agenti della Polizia Municipale, il certificato del pronto soccorso (nel caso di danni alla persona) e diverse testimonianze oculari. A tal proposito il consigliere comunale Roberto Reginaldi getta un'ombra che, se dovesse essere confermata da verifiche, sarebbe gravissimo. Per ottenere i risarcimenti, infatti, ci sarebbero degli escamotage da mettere in atto e tra questi quello di richiesta di transazione che, da una recente interrogazione protocollata dal consigliere sembra possibile ottenere solo se si posseggono amicizie politiche in Municipio. A tal proposito l'esponete di Nuova Area ha recentemente dichiarato: "Vorrei capire i motivi per cui qualche transazione sia stata già accolta dall'Ente. Non vorrei che dietro si celino delle amicizie con amici o parenti di politici locali. In merito ai lavori di messa in sicurezza della strada, poi, è a dir poco vergognoso che gli stessi sono stati stanziati dal 2007 ma oggi ancora non sono stati terminati". 6

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SEZZE di Simone Di Giulio MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 OSPEDALE, MARTEDÌ IL CONSIGLIO STRAORDINARIO Intanto maggioranza e opposizione annunciano battaglia Si terrà martedì giugno alle 18 il consiglio comunale straordinario per discutere sulle decisioni del Piano Polverini per il riordino della Sanità della Regione Lazio. "Siamo in presenza di una scelta scellerata che procurerà danni drammatici ai nostri cittadini. Non lasceremo che questa decisione si compia e riuniremo tutte le forze politiche e la cittadinanza a sostenere la battaglia". Parole durissime quelle del sindaco Campoli in merito alle decisioni assunte dalla governatrice del Lazio che provocheranno la chiusura dell'ospedale "San Carlo". Il primo cittadino ha espresso tutti i suoi dubbi sul piano: "E' folle, legato a logiche economicistiche che mal si adatta a questo delicato argomento. Stiamo parlando di decreti firmati da un commissario ad acta senza alcun confronto. Per quanto riguarda questa provincia - ha proseguito Campoli - si tratta di misure non adeguate che creeranno, laddove dovessero realizzarsi, problemi drammatici a centinaia di nostri concittadini. Quando parlo di cittadini non intendo solo quelli di Sezze, ma di questo territorio, per il quale il S. Carlo ha rappresentato e rappresenta un punto fondamentale". Il nodo secondo Campoli starebbe nel fatto che il presidio di Latina, trasformatosi in DEA di II livello, troverebbe difficoltà a fornire servizi cosiddetti a bassa intensità clinica, mentre il nosocomio setino, trasformatosi in questi anni in una sorta di padiglione del Goretti, avrebbe potuto continuare ad offrire risposte di qualità e prossimità territoriale: "Tenteremo di impedire che questa scelta si concretizzi con ogni energia ed ogni sforzo. Le azioni saranno di natura istituzionale e consiliare, oltre che popolare". Incisiva anche la presa di posizione del presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri, che ha affermato: "Ci troviamo di fronte ad una scelta poco condivisibile. Stiamo parlando di un ospedale che riesce a risolvere problemi che la struttura di Latina non riesce a sostenere. E' nostra intenzione convocare a breve un'assise aperta a tutti, in cui inviteremo la neo governatrice del Lazio, oltre che consiglieri regionali sia di maggioranza che di opposizione e i sindaci delle diverse amministrazioni della provincia". TARGA COTTIGNOLI IMBRATTATA INTERVIENE L’AMMINISTRAZIONE Prima hanno imbrattato con della vernice spray i graffiti preistorici del Riparo Roberto poi, durante la risalita della valle, hanno pensato bene di imbrattare anche la targa commemorativa di Felice Cottignoli. Nessuno sa chi ha compiuto tale gesto, la cosa certa è la precisa volontà di compierlo, vista la impervia zona in cui si trovano la grotta e la targa. Felice Cottignoli per molti setini è solo il nome di un parco pubblico. Molti non sanno che è un agente forestale morto nel 1973 nel tentativo di domare un incendio lungo le pendici del quartiere Casali. Nel punto dove l'allora trentacinquenne perse la vita l'amministrazione comunale decise di collocarvi una targa commemorativa. Negli anni la stessa è stata nascosta dalla macchia mediterranea che nel frattempo è ricresciuta vigorosamente. Tanto nascosta che nessuno aveva mai pensato che qualcuno potesse imbrattarla. Invece qualche settimana fa un tecnico, nell'effettuare i sopralluoghi per l'impianto di depurazione che sarà realizzato a Sezze, ha fatto la triste scoperta. L'amministrazione, insieme ad alcuni cittadini, ha deciso di intervenire. Sotto un sole cocente i volontari hanno ripulito la lapide e piantato nel sito due palme nane. A rappresentare l'amministrazione il sindaco Campoli e il consigliere Uscimenti. Presenti anche Ennio Panfili, presidente del comitato locale "Madonna della Valle" e alcuni componenti, Gianluca Calvano, la protezione civile di Pontinia e gli agenti del Corpo Forestale di Sezze. Ma soprattutto erano presenti due componenti della squadra antincendio del Comune di Sezze che il 12 luglio 1973 stavano spegnendo l'incendio assieme a Felice Cottignoli. "Un gesto semplice e doveroso - ha sottolineato il sindaco Campoli - per un uomo che ha perso la vita nel compiere il proprio dovere. Mi auguro che nessuno ripeta l'ignobile atto". 7

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SERMONETA di Domiziana Tosatti MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 PIANO ANTINCENDIO TRA I MIGLIORI D’EUROPA Scelto per rappresentare l'Italia nel progetto “Inca”. Soddisfatto il sindaco Era il 2008 quando il Comune di Sermoneta, dietro la proficua consulenza dell'Ufficio tecnico, elaborò e si dotò di un Piano comunale di Protezione civile, per far fronte agli incendi e ad ogni tipo di calamità naturale che potesse colpire il territorio. Un Piano che prevede un coordinamento nell'azione dei soggetti interessati, le priorità e la distribuzione delle competenze. Il Piano arrivò in seguito al violentissimo incendio dell'estate 2007, che mangiò ettari ed ettari di terreni, arrivando a minacciare anche abitazioni private. A riconoscere l'ottimo lavoro fatto nell'elaborazione del Piano di Protezione civile comunale è stata l'Unione europea, che lo ha scelto per rappresentare l'Italia in un progetto che prevede il confronto fra tre città comunitarie, al fine di redigere un unico Piano europeo in grado di gestire al meglio la pianificazione territoriale ed il coordinamento tra le Protezioni civili in caso di calamità naturale. Il progetto si chiama 'Inca' ed è sostenuto, tra gli altri, dall'Anci, l'Associazione nazionale Comuni d'Italia del Lazio, dal Cnr e dalle Università di Dortmund e dell'Attica. Il Sindaco Giovannoli ed il funzionario comunale Riccardo Ianiri sono stati già convocati presso il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Lazio per relazionare sui dettagli del Piano comunale, del quale è stata riconosciuta ed apprezzata la valenza e la completezza. Oltre a Sermoneta, le città europee interessate sono la tedesca Dortmund e l'Attica, in Grecia. "Si tratta di un traguardo importante per il nostro comune, uno dei primi, nel Lazio- ha dichiarato il sindaco, Giuseppina Giovannoli - a dotarsi di un Piano di protezione civile per prevenire il rischio di incendi boschivi. Sermoneta è stata colpita duramente nel 2007 da un devastante incendio. Memori di questa esperienza, grazie alla professionalità dell'Ufficio tecnico, siamo stati in grado di redigere un Piano comunale che rispondesse alle reali esigenze del nostro territorio. Ora siamo stati inseriti in un progetto europeo, la cosa ci fa onore e potremo in questo modo apportare il nostro valido contributo affinché tutte le città europee possano essere pronte ad affrontare le calamità naturali". "La nostra città- ha detto l'assessore alla Protezione civile, Alberto Battisti- risulta essere all'avanguardia sulla tutela del territorio. La collaborazione con la Protezione Civile di Sermoneta sta dando i frutti sperati. L'attività di prevenzione incendio si articola nella ripulitura delle fasce frangi fuoco lungo il territorio comunale ed in un costante servizio di avvistamento, da parte dei volontari dell'associazione in collaborazione con l'Agesci. Questa costante attività ha diminuito sensibilmente la presenza di incendi dolosi sul territorio comunale, ed anche per quest'anno sarà riproposto il validissimo progetto in previsione dell'arrivo dell'estate". NORMA, INCONTRI SUL RUOLO DELLE DONNE L’iniziativa organizzata dall’assessorato alle Pari Opportunità di Domiziana Tosatti La riscoperta di uno spazio ed un tempo di confronto e di condivisione, dove la cura da sempre garantita agli altri, come la famiglia, la casa, gli anziani, possa essere estesa anche a se stesse. E' questo uno degli obietti degli incontri organizzati dal gruppo 'Spazio Donna', promosso dall'ufficio delle politiche sociali del Comune di Norma, curate dalla delegata alle Pari opportunità, Nadia Dell'Omo. "La donna che lavora si legge nella presentazione degli incontri - non ha visto diminuire il proprio impegno all'interno della famiglia. Il benessere ed il piacere personali intesi come cura di sé costituiscono uno spazio assai ristretto, perché, anche se sostenuta, le principali attività di accadimento gravano su di lei". Da qui l'idea di organizzare degli incontri in cui le donne possano ritagliarsi degli spazi tutti per sé, confrontando le proprie esperienze. Gli incontri sono riservati alle donne tra i 25 ed i 50 anni residenti nel Comune di Norma. I contenuti riguarderanno la discussione in gruppo e l'informazioni su tematiche quali il ruolo della donna nel passato e nella società attuale, la violenza ed il maltrattamento, il rapporto e le possibilità nel lavoro, le prospettive future della famiglia, il rapporto di coppia. Tematiche che verranno affrontate attraverso riflessioni e racconti di vita. Per informazioni è possibile rivolgersi ai numeri 0773 352820, o 0773 352808. 8

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BASSIANO MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 LA POLEMICA ARRIVA FINO IN PARLAMENTO Il gruppo consiliare del PdL si rivolgerà sia alla Procura della Repubblica che ai capigruppo del partito di Camera e Senato per chiedere l’intervento del ministro Maroni di Domiziana Tosatti ONIRIKA EDIZIONI presenta Direttore responsabile Simone Di Giulio Luca Morazzano Vicedirettore Caporedattore Redattori Alessandro Mattei Domiziana Tosatti Luisa Belardinelli Paola Bernasconi Marco Fanella Maria Cristina Tora Roberto Tartaglia Responsabile web Il gruppo consiliare del PdL lo ha garantito e si rivolgerà sia alla Procura della Repubblica che ai capigruppo PdL di Camera e Senato perché presentino un'interrogazione parlamentare e chiedano l'intervento del ministro degli Interni, Maroni. Tutto allo scopo di 'porre fine ad un atteggiamento omertoso da parte della maggioranza, che non ci dà modo di consultare gli atti e, nell'ultimo periodo, non ci consente addirittura di usufruire dei pubblici uffici'. Non è la prima volta che una critica simile viene mossa, questa volta, tuttavia, il sindaco, Costantino Cacciotti, non ha intenzione di rispondere, non prima, almeno, che il gruppo consiliare del Pdl dia corso a quanto promesso, ossia interessare il ministro degli interni. "A quel punto sarò io a mettere a diposizione gli interi atti, così da far capire di che natura siano numerose interrogazioni del gruppo del Popolo della libertà. A moltissime abbiamo già provveduto a rispondere in maniera scritta, altre sono state portate in Consiglio comunale lo scorso 18 marzo. In quell'occasione, il gruppo del Pdl, dopo aver letto una propria comunicazione ha preferito abbandonare l'aula". Nessuna interdizione, poi, dagli uffici comunali, piuttosto un accesso 'regolato'. Tutto nasce da una lettera inviata al primo cittadino dall'assessore alle politiche giovanili e ai servizi sociali, Giovanbattista Onori, datata 12 marzo. In quella il giovane assessore ha riportato come si sia trovato davanti una scena considerata un abuso. Entrato infatti in uno degli uffici comunali avrebbe trovato il consigliere e capogruppo del Pdl, Ruggero Cacciotti, alla postazione del computer di solito occupata da una dipendente. Nella lettera fa notare come si tratti di 'un atto illecito, soprattutto dal momento che i computer contengono dati sensibili che vanno tutelati'. Da qui l'invito al sindaco ad 'eventuali azioni legali, o provvedimenti disciplinari'. "Nessuno vieta ai consiglieri di consultare gli atti- ha specificato il sindacoma devono procedere secondo quanto previsto dalla legge, in nome della quale agisce la nostra segretaria comunale, che gode della nostra piena stima". Alessandra Carconi SKETCH[idea] CONTATTI Progetto grafico e sito web Stampato presso “Arti GraficheCiverchia” Via del Pantanaccio, Latina www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale mondorealemagazine@gmail.com Tel.: 3394966093 La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA Chiuso in redazione il 9 giugno 2010 pubblicità primo piano 9 6

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PRIVERNO di Luca Morazzano MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 CAPOFILA DELLA RETE PER IL BILANCIO PARTECIPATIVO Giordani: “Conoscere gli orientamenti della giunta regionale per applicarli al meglio” Nuove sollecitazioni alla Regione Lazio a sostegno del bilancio partecipativo. Già prima delle elezioni della Pisana, l'assessore al bilancio, nonché vicesindaco del Comune di Priverno, Rinaldo Giordani, si era fatto promotore di una lettera alle due candidate nella quale, facendosi portavoce anche degli altri Comuni che avevano aderito al progetto, sosteneva con forza la necessità di continuare a mantenere in piedi lo strumento del bilancio partecipativo mettendo a disposizione degli enti nuovi finanziamenti. La collaborazione tra Comuni italiani, municipi romani si è concretizzata nella creazione di una Rete di scambio, formazione, e di promozione della cultura della partecipazione, con il supporto tecnico di gruppi di ricerca universitari (Roma TRE e La Sapienza). La richiesta di Giordani, eletto rappresentante della delegazione della Rete di Comuni e municipi del Lazio, appare oggi più che mai sostenuta anche da altri enti che hanno beneficiato, insieme ai singoli Comuni dei percorsi partecipativi e che richiedono nuovamente alla Regione l'impegno a continuare sulla stessa strada. I docenti universitari Alessandro Casagrande e Carlo Cellamare, entrambi professori del dipartimento di architettura e urbanistica per l'ingegneria de 'La Sapienza', hanno indirizzato una lettera al presidente della Regione, Renata Polverini e all'assessore al bilancio, programmazione economico -finanziaria e partecipazione, Stefano Celtica,nella quale partendo dal presupposto che il Lazio è la regione col maggior numero di enti locali impegnati in processi partecipativi e prendendo spunto anche dall'iniziativa promossa da Giordani, hanno richiesto un incontro proprio al fine di discutere di questo argomento. "L'incontro - ha evidenziato Giordani - ci consentirà non solo di avere uno scambio idi idee in merito ma anche di conoscere gli orientamenti della nuova Giunta regionale, sulle richieste che sono state avanzate. I vantaggi che l'applicazione di questo strumento di partecipazione democratica dei cittadini nelle scelte amministrative sono sotto gli occhi di tutti. Priverno si è particolarmente distinta proprio per i traguardi raggiunti nella realizzazione di opere pubbliche e nel coinvolgimento dei cittadini stessi". Intanto, per fine giugno, è previsto un incontro pubblico al quale, università e Comuni sperano potrà partecipare anche una rappresentanza della Regione. MICCINILLI: “STABILIZZARE I PRECARI” La situazione degli LSU al centro della lettera dell’assessore comunale alla Polverini All'inizio del mese l'assessore ai Rapporti Istituzionali, Angelo Miccinilli, ha scritto una lettera al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nella quale si evidenziava la situazione attuale dell'ente in riferimento al personale precario e si chiedeva un intervento ai fini di un'eventuale stabilizzazione e un incontro per discutere della situazione. In questi giorni è arrivata la risposta dalla Regione Lazio nella quale l'assessore regionale al lavoro, alle politiche sociali e alla famiglia, Maria Zezza, nel condividere pienamente la problematica illustrata dall'assessore Miccinilli comunica che l'ente regionale sta predisponendo la deliberazione di Giunta Regionale volta a definire gli atti di proroga per il sostegno agli LSU per il periodo che va da luglio a dicembre 2010. Ricordiamo che Miccinilli, nella lettera indirizzata alla Regione evidenziava proprio il fatto che il 30 giugno 10 scadrà la validità del progetto relativo ai lavoratori socialmente utili (LSU). La Regione si è resa, comunque, disponibile a fissare un incontro con il Comune una volta che le procedure amministrative regionali saranno definite e concretamente attuabili. "Finalmente una boccata di ossigeno - ha dichiarato Miccinilli appresa la notizia - e forse una speranza per i nostri lavoratori LSU. L'assessore regionale ha assicurato il nostro ente che sarà rinviato al nuovo piano operativo LSU l'adozione di una nuova metodologia volta a definire efficacemente la situazione da me rappresentata in una precedente comunicazione alla Regione. Ora attendiamo solo la convocazione di un incontro con la Regione nel quale il Comune potrà ulteriormente e con maggiori dettagli esporre la situazione che attualmente interessa i nostri LSU".

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PRIVERNO di Luca Morazzano MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 D’ARCANGELI: “LA CITTÀ DELLE INCOMPIUTE” Il consigliere di opposizione va giù pesante: “I lavori iniziano ma non finiscono mai” Ci sono tesori sparsi sul territorio di Priverno, che nel corso dei lavori che li avrebbero dovuti restituire agli antichi splendori, hanno subito ritardi ed inceppi che a tutt'oggi ne compromettono il ritorno alla funzionalità. La lista è purtroppo lunga e comprende Palazzo Zaccaleoni, Palazzo S Giorgio, Mura Medievali, Parco Archeologico; nel corso degli anni sono stati spesi decine di milioni di euro per vari interventi che però non sono serviti a ripristinare all'agibilità tali siti ancora interdetti alla fruizione di turisti e cittadini. Tali problematiche diventano argomento di discussione per il consigliere di opposizione Federico D'Arcangeli che fa notare: "Le speranze di un possibile sviluppo di una comunità e di un intero comprensorio affondate da errori, ritardi, pastoie burocratiche. Una teoria infinita di riserve, di conflitti, di contenziosi con ditte, progettisti, direttori dei lavori, il cui risultato è il blocco di tutte le opere e la non consegna di quelle ultimate. E c'è da tremare al pensiero di quel che potrà accadere tra non molto ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Antonelli (ci sono risorse fino a quando? e sarà poi in grado di accogliere tutto il materiale da esporre così da diventare sede Museale unica?). E anche quando si è riusciti a vedere la fine delle opere (Castello di San Martino ) il risultato in termini di ricaduta economica è stato semplicemente zero. Siamo in attesa dei dati relativi ai costi e ricavi della gestione di quell'immobile, gli affitti stentati del bar e le spese delle utenze a carico del Comune. Una strategia, quella dello sviluppo turistico del comprensorio e della valorizzazione delle sue eccellenze, compromessa non solo dai ritardi delle opere ma anche dalle scelte autarchiche della Giunta Macci, dalla sua volontà di fare da solo". Continua e conclude l'esponente del centrosinistra privernate: "Anziché ricercare intese e collaborazioni si sono lacerati rapporti, rotte alleanze, vagheggiate nuove aggregazioni rimaste sulla carta. La gestione dei Rifiuti? il Progetto Bufala? La gestione integrata di un comprensorio turistico? La Sanità stessa, come risorsa di una vasta Comunità intercomunale?" Riflessioni completamente assenti dal dibattito e dall'agenda di lavoro della maggioranza e della Giunta Macci". ROCCAGORGA, ANCHE NARDACCI CONTRO LA POLVERINI I tagli alla sanità muovono il segretario comunale del PD in difesa di Sezze e Priverno Anche Roccagorga si mobilita in soccorso dei servizi sanitari dei territori circostanti. I tagli paventati dalla giunta Polverini infatti, con il ridimensionamento dell'ospedale di Seze, a seguire quello già operato per il nosocomio di Priverno, avrebbero ripercussioni anche per la stessa utenza proveniente da Roccagorga. Per questo Giampiero Nardacci, segretario del circolo del PD di Roccagorga, esprime tutta la sua disapprovazione per le scelte che la giunta regionale guidata dalla Polverini sta mettendo in atto: "La Polverini sta indebolendo lo stato sociale del nostro territorio. Questa affermazione è conseguente alla manovra riguardante i tagli all'offerta socio-sanitaria pubblica che vede penalizzati e in via di definitiva chiusura l'ospedale di Priverno, la chiusura di Sezze e di Gaeta, oltre alla riduzione di posti letto in tutti gli altri centri ospedalieri come Latina, Terracina, Fondi e Formia. Questo, prosegue Nardacci, ad oggi sembra il quadro ufficiale delle attività che la giunta Polverini sta mettendo in campo in termini di servizi sanitari. Quadro, continua lo stesso, che è totalmente contro corrente rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale. Promesse che riguardavano soprattutto nel nostro territorio la volontà, dichiarata dalla Polverini e dal suo entourage, di ripristinare la piena funzionalità dell' ospedale di Priverno a fronte della politica sanitaria che l'allora giunta regionale di centro sinistra stava realizzando in termini di specializzazione dei presidi. A tal proposito il Pd di Roccagorga, conclude Nardacci, si rende disponibile ad organizzare una mobilitazione pubblica contro queste scelte con cui la Polverini ha tradito le promesse fatte ai cittadini, in particolare con la chiusura di Sezze e la mancata riapertura di Priverno". 11

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PONTINIA di Roberto Tartaglia MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 UNO SPOSTAMENTO DIVENUTO CLAMOROSO Dieci cani trasferiti dal canile di Ariccia a San Michele diventano un caso nazionale Dopo il "pacato" articolo de "La Padania", che definiva la vicenda una vera "deportazione" di animali, prende sempre più eco la notizia dello spostamento di dieci cani anziani dal canile di Pomezia a Latina: l'Ufficio Tutela Animali del Ministero della Sanità ha avviato addirittura accertamenti in merito. Tutto ebbe inizio lo scorso 15 Aprile quando il comune di Pontinia, a seguito di diverse comunicazioni con il Servizio Veterinario di Ariccia territorialmente competente, ha confermato la volontà di trasferire gli animali dal canile "Tre Querce" di Pomezia alla struttura "Galileo Galilei" di Borgo San Michele. A questa iniziativa si era opposta anche l'associazione animalista "Marilù", gestore volontario del canile di Pomezia. Alla base di tali proteste vi è il timore che un simile spostamento possa arrecare seri danni fisico/emotivi agli animali o, addirittura, ne possa compromettere la sopravvivenza. Una coalizione compatta e decisa quella che rema contro le decisioni del Comune di Pontinia, ma l'assessore alla Sanità, Valterino Battisti, non demorde. A seguito della decisione di avviare controlli da parte del Ministero della Sanità, con una nota al responsabile dell'Ufficio Tutela Animali, Pasquale Tumo, Battisti chiarisce che "il trasferimento dei dieci cani sarebbe avvenuto nel pieno rispetto delle normative che regolano la materia del trasporto animali dal canile di Pomezia a quello di Borgo San Michele, situato a pochi chilometri da Pontinia. Tutto questo allo scopo di avere un controllo più regolare sugli animali da parte della Asl Veterinaria di Latina, controlli che la Asl di Ariccia non ha mai effettuato". Non solo un presa di posizione quella di Battisti, dunque, ma anche un attacco diretto e deciso alle inadempienze dell'Azienda Sanitaria di Ariccia. Ora non resta che attendere l'esito dei controlli ministeriali, nella speranza che si tenga in considerazione, più di ogni altra cosa, la salvaguardia della salute di questi poveri animali, troppo spesso vittime/protagonisti di scelte superficiali ed errate di noi esseri umani. SVELATO IL MISTERO DI “ORME PONTINE” Il movimento vuole lanciare il guanto di sfida alla visione medievale della politica di Roberto Tartaglia Mentre l'incalzare della questione "randagi" colpisce ai fianchi della maggioranza comunale, il centrodestra tenta di mettere al tappeto pian piano l'avversario con tentativi di marketing politico dal sapore giovane ed alternativo. I manifesti che annunciavano la nascita di "Orme Pontine" tappezzavano da giorni le vie del paese con uno slogan ed un indirizzo di posta elettronica di riferimento. Il "mistero" è durato quel poco che poteva durare in una comunità ristretta come Pontinia, ma ha avuto il suo effetto. Nei giorni seguenti un comunicato stampa ha reso note, a chi ancora non le conoscesse, le identità dei fondatori dell'associazione: Alessandro Marson nel ruolo di presidente, Paolo Torelli come suo vice, Tommaso Feole in quello di segretario e Gianluigi Ierussi che ne è il tesoriere. Lo scopo dell'associazione, si legge nel comunicato, è quello di divenire un "laboratorio politico avente come scopo principale il rinnovamento della classe politica, dirigente e amministrativa del Comune di Pontinia; è prerogativa dell'associazione promuovere iniziative su tutto il territorio finalizzate in particolare alla promozione turistico culturale, allo sviluppo urbanistico e al sostegno e innovazione di tutte le realtà produttive di Pontinia". La frase che nel comunicato viene riportata in grassetto non ha bisogno di porre ulteriori commenti all'iniziativa: "capace di sbarazzarsi della scuola politica fatta per anni da volti noti della città." Tutti affannati ad apportare un mutamento radicale al volto della politica di Pontinia, a toglierne le rughe, l'argento dai capelli. Ma i "big" che ne pensano? Le parole "giova12 ne", "innovazione" e "rinnovamento" hanno sempre fatto loro paura, se si esclude Mario Tortorelli che ne ha sempre fatto elogio. Ma i fondatori di "Orme Pontine" non se ne curano affatto e guardano avanti, ad un futuro politico che vada oltre i colori delle bandiere e che venga progettato da coloro che al futuro tengono di più, perché impegnati a viverlo: i giovani. Per sapere se questi buoni propositi siano sono futile campagna elettorale o il vero modus operandi del gruppo dovremo aspettare un po', ce lo dirà … il futuro.

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MAENZA di Luca Morazzano MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 LA SAGRA DELLE CIRASA E DELLA DISCORDIA Inaugurato e già criticato il nuovo parcheggio, scordato a se stesso il centro e ambulanti imbufaliti Quei materiali edili, pochi e mal raccolti, depositati dietro a delle transenne proprio alle porte del centro storico, mentre in piazza Lepri il sabato e in piazza Sana Reparata e via Circonvallazione la domenica, andava in scena la trentottesima sagra delle "Cirasa", a qualcuno non sono andati giù. Se la sagra dei pareri contrastanti (successo o flop nel caso di manifestazioni all'aperto risulta spesso una questione soggettiva), vedere il centro storico tanto decantato qualche settimana prima con la presentazione del progetto centro commerciale, escluso dal cartellone e sempre più abbandonato, ha fatto passare in secondo piano altri motivi che altrimenti avrebbero catalizzato l'attenzione. Così, mentre qualcuno all'inaugurazione del parcheggio ‘La Crocetta’ commentava: "Tanti soldi, tanti lavori e tanto tempo per soli 43 posti e una via d'accesso ancora chiusa!" e altri rimanevano basiti nel vedere la discussione tra vigili e ambulanti (indispettiti dalle poche presenze e dai ricavi ridottissimi) per il pagamento della tassa nonostante nell'invito di partecipazione non fosse menzionata, il coro dei più verteva però sull'ennesimo abbandono del centro deturpato dall'ennesimo deposito di cantiere. A tornare sull'argomento, dei materiali posti su suolo pubblico, l'ex sindaco, Alessandro Pucci: " Avevamo messo in conto che la nostra esclusione dal consiglio comunale avrebbe comportato una deficit nella rappresentanza di metà della popolazione con inevitabili riflessi nel meccanismo della democrazia locale. Le conseguenze sono che le nostre proposte,le denunce e le iniziative si fermano con impotenza innanzi alle soglie del palazzo comunale,ma non per questo,rinunciamo alla nostra azione facendo leva sugli organi di informazione e sulla sensibilità di tanti concittadini che si segnalano e ci chiedono di non mollare la presa sui vari problemi del paese. Ancora una volta allora il tema dell'occupazione del suolo pubblico da parte di coloro che lo utilizzano per i cantieri edili; un tema che coinvolge i controlli e l'aspetto delle entrate comunali. Ci sembra che nulla sia cambiato con casi di occupazioni che nel centro storico sono addirittura diventate permanenti. Per noi il fatto è inquietante; quali sono i motivi che spingono a non esercitare i dovuti controlli e a ripristinare regole uniforme per tutti?" 13

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CULTURA SEZZE ANCORA PIÙ CITTÀ DELLA PASSIONE MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 Inaugurato allo scalo il monumento realizzato dal Maestro Cherubini di Alessandro Mattei E' stato inaugurato sabato 5 giugno il monumento scultoreo "Sezze città della Passione", realizzato dal maestro Giuseppe Cherubini presso la rotonda SR 156 dei Monti Lepini a Sezze Scalo. Con tale opera il Comune di Sezze fa omaggio alla Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, una delle più belle ed antiche tradizioni che la città di Sezze ha saputo valorizzare e conservare nel corso degli anni. Con la scultura Sezze si candida ad essere la città della Passione e si riconosce nella storia, nella cultura e nella raffigurazione artistica e teatrale del dramma sacro. La cerimonia ha visto la partecipazione di diverse autorità istituzionali, civili e religiose. Tra i presenti, oltre al sindaco Andrea Campoli, al Presidente di Astral, Giovan Battista Giorgi, l'Assessore al Turismo e Marketing della Regione Lazio, Stefano Zappalà e l'Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici Luca Malcotti. Significativa anche la presenza dei Consiglieri Regionali Claudio Moscardelli e Gianfranco Sciscione. In tutti gli interventi si è parlato del significato simbolico dell'opera e dell'accrescimento del livello culturale e artistico che il monumento darà alla città assieme agli altri monumenti inaugurati recentemente. La scultura è alta 2,5 metri per 1,10. "Al centro della scultura - ci dice l'artista Cherubini - il logo della Passione di Cristo e ai quattro angoli il quadrato, simbolo della perfezione. Le sue bisettrici s'intersecano generando la Croce di Cristo, formando quattro quadrati. Il numero quattro prosegue -è il numero della perfezione divina, il simbolo del mondo che parte dal centro della croce nelle direzioni cardinali. I quattro angoli dell'opera scultorea, sintetizzata nelle linee, ma ampliata nel pensiero, rafforzano il significato della Via Crucis, ove i volti dei Quattro Evangelisti, che la narrano e la diffondono nel cosmo, guardano verso l'umanità nello svolgersi del tempo". I PORTICI SARANNO INTITOLATI A FULVIO DI PIETRO A settembre la cerimonia per dedicare la galleria al sindaco degli anni ‘50 I Portici Comunali, recentemente inaugurati e già diventati punto di riferimento di molte associazioni locali le quali li utilizzano per allestire mostre e altre iniziative culturali, saranno intitolati a Paolo Di Pietro, sindaco di Priverno negli anni '50. Piena collaborazione sin da subito, è stata data dalla famiglia Di Pietro, in particolare da Fulvio Di Pietro "il quale - ha sottolineato Macci - continua ad essere in qualche modo legato ancora alla nostra città tanto da poter essere considerato 'privernate' a tutti gli effetti". Per conservare viva la memoria di chi aveva dimostrato di essere molto lungimirante, l'amministrazione comunale - e in primis il sindaco Umberto Macci - ha voluto intitolare i portici a Paolo Di Pietro che fu il primo sindaco eletto, con la nuova legge elettorale andata in vigore in quel periodo, con la lista di sinistra e che si attivò, subito dopo la sue elezione, per la realizzazione dei lavori per la riapertura dei fornici e la sistemazione del portico del Palazzo Comunale. La genesi dei lavori che portarono alla riapertura dei portici comunali negli anni '50 è caratterizzata da un iter storicamente molto interessante. Durante la sua campagna elettorale Di Pietro aveva dichiarato che, qualora fosse stato eletto sindaco, avrebbe riaperto i portici, allora murati, del Palazzo Comunale, nei quali erano state sistemate le carceri. Nominato Primo Cittadino, realizzò il sogno che aveva nutrito fin da giovane. I lavori non furono appaltati, ma si eseguirono sotto la guida di Paolo Di Pietro servendosi della mano d'opera delle Guardie Comunali, che erano tutti vecchi muratori e dei netturbini che fungevano da manovali. Terminati che furono i lavori, gli stessi netturbini vennero utilizzati per trapiantare piccoli alberi presi in montagna lungo la passeg14 giata delle "gallette" e sul piazzale di Porta Romana, frequentato anche allora, da molti cittadini che ancora ricordano oggi e ringraziano "Paoluccio" per aver procurato loro un magnifico spazio verde. I portici comunali sono stati restaurati e, finalmente, riaperti al pubblico grazie ad un finanziamento regionale (determinante anche il sostegno dell'on. Aldo Forte) relativo al programma straordinario di interventi minori per lo sviluppo del Lazio, di importo pari a € 100.000,00. A settembre in occasione della cerimonia ufficiale di intitolazione, Fulvio Di Pietro, in collaborazione con l'amministrazione comunale, allestirà sotto i portici una mostra con le sue opere che avranno, come comune denominatore, la splendida piazza del Comune.

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CULTURA di Paola Bernasconi MONDORE@LE | NUMERO 57 | 11 GIUGNO 2010 ARRIVA IL CALDO: UN LIBRO PER TENERCI FRESCHI! Primi caldi, prime uscite. Finita (si spera) la stagione delle piogge, il calore del sole invita sempre più a stare all'aria aperta: e allora, che sia una passeggiata nel parco o un pomeriggio al mare, noi di MondoRe@le abbiamo pensato di consigliarvi qualche buona lettura. Partiamo con un classico dei classici, tornato molto in voga dopo l'interessamento al tema da parte del regista Tim Burton: Alice nel paese delle meraviglie - Attraverso lo specchio. Venuto fuori dai racconti del professor Dodgson alias Lewis Carroll (questo lo pseudonimo utilizzato dal docente di matematica ad Oxford per pubblicare il suo libro) dedicati ad Alice Liddell, il racconto della bimba che insegue il Bianconiglio non smette mai di affascinare grandi e piccini. Da leggere sdraiati sotto l'ombra di un bell'albero sognando di catapultarsi in un mondo incantato. Restando sul leggero, nella vostra borsa delle vacanze non dovrebbe mancare uno dei romanzi di Andrea Vitali. Prolifico scrittore bellanese, ha all'attivo quasi una ventina di pubblicazioni: i suoi scritti si contraddistinguono per uno stile accattivante e sarcastico, a tratti irriverente. Tra le sue ultime opere un lungo racconto che, tra umorismo e poesia, narra di un ladro, una notte invernale e un misterioso pianoforte: Pianoforte vendesi. Se volete sorridere di un sorriso amaro, allora vi trasciniamo nel mondo di Niccolò Ammaniti e il suo Che la festa cominci: un'intrusione nell'Italia del 2000, piena di calciatori ingioiellati, veline pronte a tutto, sette sataniche dalle dubbie ideologie, scrittori egocentrici e palazzinari in stile Nerone. Un susseguirsi di colpi di scena, cadute di stile, battute al vetriolo e (purtroppo) tanta verità sulla società moderna. Torniamo indietro agli anni Trenta per proporvi un altro classico di tutt'altro genere. Dal premio Nobel Ernest Hemingway, il romanzo sulla guerra civile spagnola che da decenni affascina milioni di lettori: Per chi suona la campana. Pablo e la sua banda, Maria, la sua compagna, Pilar con le sue ferite interiori e Robert Jordan, intellettuale statunitense partito volontario nelle file antifranchiste: tre giorni intensi che questi protagonisti vivranno insieme prima di far saltare un ponte. Un tempo dilatato, fatto di riflessioni e flashback, un linguaggio asciutto e pieno di rabbiosa poesia: se avete tempo da dedicare alla lettura, non perdete questa occasione. Con un enorme salto temporale ci spostiamo a Sarajevo, in tutt'altra guerra. Questa la cornice dell'ultimo libro di Margaret Mazzantini, Venuto al mondo. Una storia intensa raccontata con maestria e uno stile inconfondibile: parole che si fanno immagini, odori e suoni per raccontare la storia di Gemma e suo figlio Pietro in un viaggio catartico. Un ritornare indietro per poter andare avanti; la scoperta dell'amore e della fragilità umana; una conflitto armato che distrugge e distorce: tutto questo e tanto altro ancora in un romanzo che è bene leggere con l'animo. Infine, per gli appassionati della suspense, un romanzo venuto dal Nord: Tre secondi. Gli scandinavi si fanno notare ancora con questo libro-fenomeno che ha fatto scalpore: poliziotti, infiltrati, criminali e una storia che tiene incollati fino all'ultima pagina. CALCIOBIDONI, DAL WEB IN LIBRERIA I flop del calciomercato nostrano secondo Cristian Vitali sugli scaffali con i Mondiali Oggi iniziano i Mondiali di calcio, e tutta l'Italia non aspettava altro. Gli azzurri andranno in Sudafrica per tentare di difendere il titolo conquistato a Berlino quattro anni or sono. Un'impresa ardua, ma ben più facile rispetto a tanti giocatori semisconosciuti che hanno cercato di cimentarsi nel campionato italiano, con risultati decisamente scoraggianti. Parliamo di quei calciatori stranieri che vengono chiamati "bidoni", che tornano in auge grazie alla penna di Cristian Vitali, 30enne di Sabaudia che da anni spopola nel web raccontando le storie di tristi interpreti del pallone nel sito www.calciobidoni.it. Infatti, da oggi, 11 giugno, sarà disponibile presso le librerie di tutta Italia il volume "Calciobidoni - Non comprate quello straniero" (Piano B Edizioni, ISBN 9788896665077, 260 pagine, € 12,90). Una sorta di antologia in cui troverete novanta schede di calciatori stranieri, da Aaltonen a Zarate, passando per Blissett, Neumann, Ricardo Oliveira e Pedrinho, il cui ricordo si può riassumere in un conato di vomito. Nel libro sono raccontate, con ironia e sarcasmo, le disavventure di cui sono stati protagonisti, storie che fanno strappare un sorriso: il brasiliano più bravo con le donne che con il pallone, il finlandese pallido che pensava solo a laurearsi, il campione triste e malinconico, il giapponese con l'interprete, gli striscioni sfottò diventati leggenda… Insomma, come dice il giornalista Ivan Zazzaroni nella sua prefazione, si tratta di "un prezioso libro di memorie ed emozioni soffocate". Perché nell'anno del Mondiale, parata di stelle per eccellenza, è bene ricordare che il calcio non è solo Maradona e Pelè, Messi e Kakà. Molti di questi fenomeni predicano nel deserto: anche nel pallone, non è tutt'oro quello che luccica. 15

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