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n seve S Y DA Editoriale di Simone Di Giulio Anno IV - numero 40 16 dicembre 2011 N.117 Quattro anni meno un giorno. Spegne la sua quarta candelina il nostro giornale e se permettete, cari lettori, vorrei approfittare di questo spazio per rendere merito a chi in questi quattro anni ha lavorato senza pretese, consapevole che questa scommessa è ancora in divenire. Siamo cresciuti molto, rischiando del nostro e mettendoci sempre la faccia, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che possiamo ancora migliorare e ci proveremo con tutte le nostre forze. Ci apprestiamo ad affrontare il quinto anno del nostro magazine con la stessa passione, forse un po’ più stanchi rispetto al 17 dicembre del 2007, ma motivati a fare bene e a crescere. Lo dobbiamo a noi stessi, a chi ci è stato vicino e a voi lettori che ogni settimana ci date soddisfazioni solo prendendo e sfogliando MondoRe@le. Magari non vi piace, magari vorreste approfondite alcune notizie e meno altre, ma sapere che lo aspettate ogni venerdì ci ripaga degli sforzi fatti durante la settimana. Non posso, quindi, che ringraziarvi e con me tutte quelle persone che ancora credono in questo progetto e che, in un modo o in un altro, ne hanno permesso la crescita e, contestualmente, sono cresciuti con lui. 1... 01 2 ye b ye B ATTUALITA’ SEZZE La Pacifici e De Magistris spegne 125 candeline ATTUALITA’ BASSIANO Legambiente lancia l’allarme discariche sulla Semprevisa CULTURA SPECIALE NATALE Tutti gli eventi delle festività nei Comuni pontini PONTINIA Lavori in via Cavour, ma mancano i cartelli PRIVERNO Servizio pubblico dei trasporti, i rischi di una gestione doppia LATINA Small, piccoli quadri in mostra alla Ranarossa gallery

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Dal mondo di Luca Morazzano iale spec 11 20 Gheddafi, Bin Laden, Fukushima Nell’anno in cui siamo diventati 7 miliardi sono caduti regimi e accadute sciagure Una profezia dei Maya dice che il prossimo anno, nel mese di Dicembre, finirà il mondo. Noi ovviamente non ci crediamo, ma se uno dovesse leggere gli eventi di questo 2011 che se ne va in una crta maniera, qualche presagio potrebbe pure riscontrarlo. Premonizioni a parte, il primo evento che ricordiamo nel corso dei dodici mesi appena trascorsi è datato 11 gennaio quando una serie di allagamenti dovuti al maltempo, causano la morte di ottocento persone a Rio de Janeiro in Brasile. Due settimane dopo, il 25 gennaio in Egitto, dopo la caduta del regime tunisino, il popolo insorge contro il regime di Mubarak. Le sommosse durano fino all’11 Febbraio quando lo stesso Mubarak rassegna le dimissioni. In seguito è il turno della Libia ad alzare la sommossa. Il 24 febbraio le truppe di Gheddafi sparano sulla folla dando inizio ad una guerra civile efferatassima. Si contano almeno 6.000 morti nella sola Tripoli, mentre a Zuara (occupata dai ribelli) la stima della stampa libica è di 23 morti e decine di feriti. Marzo è il mese nero del Giappone. E’ il giorno 11 quando un terremoto con epicentro in mare, di magnitudo 9.0 della scala Richter (tra i dieci più forti della storia della sismografia), colpisce la regione di Tōhoku in Giappone. Il terremoto e le onde anomale conseguenti causano circa 11.000 morti accertati e oltre 17.000 dispersi; gli tsunami hanno interessato, senza causare altre vittime, anche tutto il resto del bacino del Pacifico. Inoltre, a causa del maremoto, segue un terribile incidente alla centrale nucleare di Fukushima, che provoca la fuoriuscita di materiale radioattivo. In Aprile la furia degli elementi si riversa sugli Stati Uniti. Il 27, nel sud degli USA, negli stati dell'Alabama e del Missouri, una serie di tornado uccidono più di 300 persone e tolgono l'elettricità a migliaia di cittadini. Ci sono state vittime anche negli stati confinanti. Nelle stesse ore i riflettori sono però puntati sulla Gran Bretagna: il gran giorno arriva il 29 quando il Principe William del Galles sposa Kate Middleton riportando in auge la favola della principessa triste lady Diana, madre di William. Il 1 Maggio l’Italia è a centro del mondo; contemporaneamente a Roma si celebra il concertine a San Giovanni a poche 2 ore di distanza dalla nomina a Santo di papa Giovanni Paolo 23. La data clou della lotta al terrorismo, a quasi dieci anni dalle torri gemelle, cade il 2 maggio: Il terrorista Osama Bin Laden, ideatore degli attentati dell'11 settembre 2001, è stato ucciso in Pakistan dai Marines statunitensi. A movimentare l’estate sono ancora gli eventi dell’Africa, dove guerriglie ormai quotidiane danno il via ad un esodo massiccio verso l’europa, in particolare l’Italia. Il 22 luglio il caldo è gelato da una notizia agghiacciante dalla Norvegia: un attentato terroristico, di matrice neonazista, colpisce il centro di Oslo con un ordigno esplosivo e l'isola di Utøya con una sparatoria: 76 morti in totale. Il responsabile del massacro è un norvegese di 32 anni, Anders Behring Breivik. Con ancora i dubbi sull’unica foto divulgata della morte di Bin Laden, l’11 settembre si commemora il decimo anniversario dell'attentato alle Twin Towers. Il 5 ottobre a piangere è il mondo tecnologico del ‘think different’; muore Steve Jobs, fondatore di Apple e di Pixar. Nel A tenere banco sui giornali però è il movimento degli Indignados, che partito dalla Spagna, a causa di una crisi economica globale ormai pressante, il 15 fa tappa in Italia. La grande manifestazione di Roma, così come accaduto a Genova dieci anni prima, viene rovinata da poche centinaia di black block che, incuranti delle forze dell’ordine, mettono a ferro e fuoco la città. Il 20 ottobre in Libia, dopo 8 mesi di guerra civile, viene ucciso Mu'ammar Gheddafi, evento che sancisce la fine della fase cruenta della guerra civile. Il 31 Ottobre La Terra supera i 7 miliardi di abitanti appartenenti al genere umano. Il reso è storia dei giorni nostri con la crisi economica che attanaglia tutti gli stati europei. Italia, Spagna e Grecia che sono in affanno. Francia e Germania che non riescono a imboccare la via d’uscita e l’Inghilterra che piomba in una sorta di isolamento poco edificante.

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Dall’Italia di Simone Di Giulio L’anno che coincide con il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia è ricco di eventi che sconvolgono il nostro Paese. Spesso è la cronaca a finire sulle prime pagine dei giornali e, mai come quest’anno, sono le precipitazioni meteorologiche a mettere in ginocchio il Paese. Il 3 marzo la frazione di Casette d’Ete nel comune di Sant’Elpidio a Mare (nella provincia di Fermo nelle Marche) è la più colpita. Interessate gran parte della regione, il teramano e la Romagna. Esondano i fiumi Vomano, Tronto, Ete, Chienti, Fiastra, Esino, Misa e altri corsi d'acqua minori a causa delle intense precipitazioni. A Casette d’Ete, muoiono due persone, padre e figlia, travolte con la loro auto dall'acqua. A Venarotta (Ascoli Piceno) un’anziana perde la vita cadendo in un fosso in piena. Altre 2 persone muoiono a Cervia (Ravenna) e Teramo, affogando all'interno delle loro auto bloccate in dei sottopassi allagati. L’estate regala una sosta, ma tra il 25 ottobre e il 22 novembre sono ben tre le situazioni iale spec 11 20 Alluvioni meteo e politiche La pioggia mette in ginocchio l’intero Paese. Il referendum e la crisi fanno saltare il governo drammatiche. La prima avviene nello spezzino e in Lunigiana Esondano il Vara, il Magra, il Taro e altri corsi d'acqua minori. In meno di 6 ore cadono 520 mm di pioggia. Il 4 novembre l’alluvione a Genova e provincia con la piena dei fiumi Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia. Forti mareggiate lungo le coste e 365 mm di acqua in 12 ore. Il 22 novembre l’alluvione a Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Saponara, in provincia di Messina. Tre persone, tra cui un bambino di dieci anni, muoiono travolti dal fango a Scarcelli, frazione di Saponara. Passando alla politica c’è da registrare il successo del referendum del 12 e 13 giugno che, finalmente, riesce ad ottenere il quorum, portando a votare circa il 54% dei cittadini italiani, che esprimono il loro pensiero su due quesiti legati alla gestione dei servizi idrici, a quella spinosa dell’ipotizzato ritorno al nucleare e al legittimo impedimento. Un successo che va oltre le aspettative della vigilia e che mette in allarme la guida politica del Paese, battuta nettamente. La situazione diventa più ingarbugliata durante l’estate, con la crisi della Grecia e della Spagna. Il 15 ottobre, durante la manifestazione degli Indignados, Roma viene messa a ferro e fuoco dai black bloc. Ci sono 70 feriti e la sensazione che, comunque, qualcosa cambierà. La crisi finanziaria accelera il processo della caduta del governo Berlusconi, che il 12 novembre, preso atto di non avere più una maggioranza (l’ultimo voto aveva fatto registrare 308 deputati in sostegno al governo), rassegna le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Dopo alcuni giorni di consultazioni, il 16 novembre nasce ufficialmente il nuovo Governo, presieduto da Mario Monti, che mette in atto una manovra finanziaria che fa discutere ma che, almeno per il momento, allontana lo spettro del default e consente all’Italia di avere ancora un peso e una considerazione in ambito europeo. Dal Belpaese, però, nel 2011 arrivano anche buone notizie, soprattutto in ambito scientifico: il 23 settembre il Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare, con sede a Ginevra, scopre un fascio di neutrini che va più veloce della luce. Una scoperta che rivoluziona il campo della fisica delle particelle. 3

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Latina iale spec 11 20 Città a Di Giorgi, ma polemiche infinite Il centrodestra vince le elezioni ma i problemi restano di Simone Di Giulio Il 2011 del capoluogo pontino sarà ricordato come l’anno successivo al commissariamento prefettizio nei riguardi della giunta Zaccheo. La campagna elettorale per le elezioni di maggio inizia prestissimo e con molti colpi di scena. A gennaio è subito tempo di primarie in casa del Partito Democratico, che fa leva sulla disastrosa esperienza del secondo mandato di Zaccheo e sulle divisioni all’interno del centrodestra per riuscire ad imporsi. Tra Claudio Moscardelli e Giorgio De Marchis la battaglia è serrata ma corretta e alla fine è il consigliere regionale ad imporsi con il 57,37% delle preferenze, mentre il suo avversario si ferma al 42,53%. Il centrodestra, dal canto suo, non riesce ad andare unito e mette in campo tanti candidati (record storico per il capoluogo). Di Giorgi però, anche approfittando di alcune clamorose debacle tra i suoi avversari (Gatto si ferma al 2,91%, Redi all’1,49%, Cosignani e Pennacchi con Futuro e Libertà deludono raccogliendo solo lo 0,70% di preferenze), riesce ad imporsi al primo turno, raccogliendo il 50,96% dei voti contro il 35,51% di Moscardelli. Ma le difficoltà per il nuovo sindaco sono dietro l’angolo e non tardano ad arrivare. Il Partito Democratico fa subito ricorso al Tar chiedendo il riconteggio delle schede, mentre Di Giorgi realizza una giunta che fa storcere la bocca a tanti. In questa situazione il sindaco è costretto ad una modifica dei suoi piani di governo già dopo alcuni mesi, trovando, anche in questo caso, pesanti critiche dai suoi alleati. Intanto il primo cittadino, ufficialmente in attesa che il Tribunale Amministrativo del Lazio si esprima sulla denuncia del Partito Democratico, non rinuncia al doppio incarico (sindaco e consigliere regionale). La polemica divampa fino alla votazione del consiglio della Pisana di sospendere le dimissioni di consigliere e membro delle commissioni regionali di Di Giorgi fino a metà gennaio. Intanto la città non cresce e resta intorno all’80esima posizione nella classifica de Il Sole 24Ore dedicata alla qualità della vita nelle province italiane. Di contro il primo cittadino continua a ritenersi soddisfatto del lavoro svolto nei primi sei mesi di mandato e ammette: “Non abbiamo progetti, niente promesse che restano sulla carta, solo fatti concreti. Tra assessori, capigruppo e consiglieri c'è un clima di coesione mai visto prima. Collegare il mare alla città sarà il nostro obiettivo più grande: intanto puntiamo al finanziamento regionale di 15 milioni per la riqualificazione del litorale grazie al progetto di Portoghesi”. Tra le maggiori soddisfazioni del sindaco le tariffe del multipiano di Latina Scalo, la delibera sul Piano casa, il servizio civile comunale, la manutenzione delle scuole, i nuovi sviluppi per l'area ex Svar, la delibera sull'Erp, la stagione teatrale. Di diverso avviso il capogruppo del Pd Giorgio De Marchis, che ha affermato: “Il sindaco è costretto ad esaltarsi per la ZTL nella zona dei pub o per aver rimesso i cassonetti in centro. Davvero poco per la seconda città del Lazio”. Direttore responsabile Simone Di Giulio Vicedirettore Luca Morazzano Caporedattrice Paola Bernasconi Redattori Domiziana Tosatti, Marco Fanella, Roberto Tartaglia, Mario Giorgi Responsabile web Alessandra Carconi Progetto grafico e sito web SKETCH[idea] Stampato presso “ARTEGRAF” Via Marittima 75, Priverno CONTATTI www.onirikaedizioni.it www.myspace.com/mondoreale mondorealemagazine@gmail.com Tel. 3394966093 La redazione di MondoRe@le, sede di Onirika Edizioni, si trova in via Casali IV Tratto snc, 04018 Sezze (LT) Testata registrata presso il Tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323 Registrazione Stampa N.892 Iscritto al ROC dal 7 marzo 2008 N° iscrizione 17028 OGNI FORMA DI COLLABORAZIONE CON ONIRIKA EDIZIONI, SALVO ACCORDI PRESI IN PRECEDENZA, È DA RITENERSI TOTALMENTE GRATUITA 4 Chiuso in redazione il 14 dicembre 2011

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Sezze iale spec 11 20 Politica in subbuglio, Dondi a casa e questione profughi Un anno incandescente di Simone Di Giulio Quello che doveva essere un anno tranquillo, in attesa del rush verso le elezioni comunali del 2012, si è dimostrato, invece, ricco di colpi di scena. In ambito politico Campoli, dopo le dimissioni ritirate nel dicembre 2010, ha goduto di un sostegno praticamente bulgaro, potendo fare affidamento anche sul gruppo dei ‘responsabili’ nato ad inizio dell’anno. Meno fortunato l’approccio con l’Udc, mai gradito dai vertici provinciali del Pd e andato in malora sulla faccenda Dondi/Acqualatina e, in seguiti, su vicende non strettamente collegate alla politica. Le fiammate sono arrivate nel periodo estivo. Dopo il referendum e l’ottimo risultato raggiunto si è cercato di cavalcare l’onda lunga e a luglio c’è stato un importante passaggio in consiglio comunale per discutere della situazione con il gestore del servizio idrico integrato, la Dondi. Peccato che in commissione capigruppo, tre giorni prima, era uscito il nome di Acqualatina come sostituto della società di Rovigo. Campoli si è trovato improvvisamente solo, senza l’Udc appena entrato in maggioranza e senza una parte del Partito Democratico che non aveva assolutamente gradito alcune scelte operate dal resto della maggioranza. Contestualmente al tentativo (inizialmente fallito) di sciogliere la convenzione con la Dondi a Sezze esplodeva l’affaire rifugiati politici, con decine di extracomunitari scoperti in due casolari, uno al confine tra Sezze e Bassiano, l’altro in via Roccagorga. Una faccenda davvero intricata, che ha portato anche al coinvolgimento di alcuni esponenti politici setini e che ancora non si conclude. Al ritorno dalla pausa estiva Campoli è riuscito ad ottenere quanto fallito a luglio. Il 26 settembre il consiglio ha approvato la rescissione della convenzione con la Dondi, ma anche in questo caso le polemiche non sono mancate. Gli ultimi mesi dell’anno, infine, sono stati all’insegna della preparazione per le elezioni della prossima primavera. Da una parte Campoli, che sta cercando di ricostruire dalle macerie almeno un pezzo della coalizione che quattro anni e mezzo fa gli regalò la vittoria al primo turno, dall’altra un centrodestra sempre più allo sbando, concentrato a trovare un candidato sindaco invece che mettere nero su bianco programmi e prospettive per rovesciare l’egemonia del centrosinistra. A pagare il prezzo maggiore in questa situazione è la crescita del paese, fermo al palo e poco competitivo sui tavoli regionali e provinciali. La speranza per il futuro prossimo è che si torni ad amministrare e si metta da parte l’arte della politica, mai così inutile come in questo periodo. 5

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Priverno iale spec 11 20 Un anno che finirà nel dimenticatoio La stagione della polemica politica di Mario Giorgi di Marco Martelletta Il 2011 a Priverno è quasi sicuramente uno di quegli anni che saranno ricordati poco. Perché, a pensarci bene, non è che sia stato caratterizzato da eventi, lavori, attività e interventi che, in qualche modo, lasciano il segno sulle future generazioni. Nemmeno si riesce a trovare qualcosa che, comunque, abbia potuto concorrere a migliorare la qualità della vita della città e dei suoi abitanti. Sicuramente, però, il 2011 è stato per il centro collinare lepino un anno vissuto, soprattutto dalla classe politica locale, all’insegna della polemica politica, per non parlare di scontro vero e proprio tra le varie fazioni partitiche. Decisamente. Perché le strade, le rotatorie posticce, le grandi opere pubbliche in piedi da anni (i palazzi Zaccaleoni e San Giorgio, le mura medievali, gli scavi archeologici), i problemi del centro storico, la manutenzione delle frazioni, la qualità dei servizi (sanità, raccolta Rsu), il rilancio turistico e l’occupazione sono rimaste, praticamente, allo status quo ante. Se non sono addirittura peggiorate. E su queste questioni si è sviluppata la polemica tra le parti politiche. L’anno si era aperto con la protesta dei lavoratori socialmente utili che speravano in una stabilizzazione, sponsorizzata dalla regione Lazio, e si chiude con quegli stessi lavoratori che sperano, invece, di poter continuare a lavorare sia pure in modo precario. Nella stessa situazione si trovano anche i lavoratori della Multiservizi Lepini. In primavera era scoppiato – o meglio si era riproposto – il problema dell’isola pedonale in via Consolare, che poi è diventato il tormentone di tutta l’estate e fino alla fine di ottobre quando l’esperimento è finito e si è ritornati alla sua istituzione nel solo pomeriggio del sabato. Ed a proposito di isole, come dimenticare la questione delle cosiddette isole ecologiche a scomparsa. Da oltre due anni la città attende il loro decollo, contestualmente all’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti che, finora, vede la città di Priverno all’ultimo posto tra i Comuni della provincia. Quelle isole, duramente contestate da forze politiche di opposizione e cittadini, dopo essere state collocate anche in posti caratteristici del centro storico, sono diventate oggetto dell’usura del tempo e dell’incuria e dell’inciviltà degli uomini. Altro argomento oggetto di forte polemica è stato il castello e, soprattutto, il parco di San Martino che, dopo un intervento di messa in sicurezza (!) dei pini, offre di sé una cartolina decisamente diversa e desolante. Per non parlare della farsa della cosiddetta caccia al cinghiale! Ma il problema più grosso, oggetto non solo della polemica politica, ma soprattutto della preoccupazione dei cittadini, è stato nel 2011 sicuramente quello della sanità. Il Punto di primo intervento presso l’ex ospedale “Regina Elena” per tutta l’estate è stato al centro delle cronache locali dei giornali: chiude, anzi no. Viene chiuso soltanto dalle 20 alle 8, in orario notturno. Funziona h24. A prescindere dagli orari e, in particolare, dall’abnegazione degli operatori, quel Ppi è diventato sempre più avaro dispensatore di servizi sanitari. E poi l’ospedaletto di Borgo S. Antonio. Piano piano ha perso personale medico e infermieristico e, di conseguenza, numerosi servizi (ginecologia e broncopneumologia su tutti), per non parlare di quella che avrebbe dovuto diventare (promesse non solo dei politici locali, ma addirittura del presidente della regione Lazio Renata Polverini) una cittadella sanitaria in via Madonna delle Grazie. I lavori di ristrutturazione sono iniziati e si sono interrotti chissà quante volte. E la gente e gli operatori lì a protestare e ad aspettare. Insomma, un quadro non certo esaltante e che, purtroppo, non sembra promettere miglioramenti alla luce delle manovre del governo centrale, tanto che già da qualche mese il Comune ha pensato bene di mettere in vendita alcuni gioielli di famiglia (Museo di Fossanova, cinema teatro comunale). Hanno retto, invece, nel 2011, i rapporti internazionali, i gemellaggi e i patti di amicizia, soprattutto con città e paesi dell’Europa dell’est. Come a dire, almeno in politica estera Priverno non ha nulla da invidiare. Ma tutte le colpe non possono certamente essere addebitate agli amministratori comunali, perché la città che fu di Metabo e Camilla, pur potendo contare su autorevoli esponenti di maggioranza in provincia e, addirittura, in regione, pochi aiuti, se non nessuno, ha avuto dagli enti sovracomunali. E, allora, che fare a questo punto? Ci fermiamo alle solite lamentale, ai soliti piagnistei, alla ricerca di reali o presunte responsabilità? Nemmeno per sogno. Priverno e i Privernati possono sempre sperare in un futuro migliore. D’altronde – lo dicevano gli antichi Romani – Spes ultima dea… Conclusione aggiuntiva: sicuramente qualcuno dirà che siamo i soliti disfattisti. Non è che ci dispiaccia dire la verità, però… allora abbiamo cerato almeno una nota positiva nell’anno che sta per chiudersi. L’abbiamo trovata. Stazione ferroviaria di Fossanova: sono iniziati i lavori per il parcheggio antistante lo scalo! Sono 38 anni che viaggio, tra due o tre dovrei andare in pensione – ci ha detto un pendolare – vorrei poter utilizzare anch’io questo nuovo parcheggio! Amen. 6

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Pontinia iale spec 11 20 Elezioni, megastore e cronaca nera A maggio schiacciante vittoria di Tombolillo di Roberto Tartaglia Sta per concludersi anche questo 2011, l’anno che ha segnato il 76esimo anniversario di Pontinia. Come ogni anno, si è deciso di celebrare l’evento in concomitanza con il natale di Latina, il 18 dicembre. Dai tempi della palude e delle lestre, dove si rifugiavano pastori e boscaioli, ne è passato di tempo. E proprio per celebrare questo incessante scorrere della clessidra, quest’anno si è deciso di festeggiare i 76 anni di Pontinia con l’apertura, la sofferta apertura del museo demoetnoantropologico di Piazza Kennedy, dove reperti e stampe dell’epoca ricorderanno a tutti i trascorsi di questa giovane città. Ma la tormentata vicenda del museo, tra autorizzazioni non concesse, attesa di materiale e cartacce varie da firmare, non è l’unico tratto che ha caratterizzato questo 2011. Anzi, è stato un anno pregno di eventi. A partire dalle tanto discusse elezioni politiche che, quest’anno, hanno visto un andirivieni di candidature e ripensamenti, di personaggi politici che hanno fatto il balzo del canguro da destra a sinistra e da sinistra a destra, nonché le solite critiche inzuppate nell’ideologia di questo o quel partito. Il 2011 è stato anche l’anno che ha visto il triste (ma fortunatamente non funesto) accoltellamento del giovane Luca Toppetta da parte della sua ragazza, Marzia De Barberi, nel loro appartamento di Via Petrarca per futili questioni di gelosia ancora da chiarire. L’anno che ha fatto dannare l’anima di Bilotta per l’autorizzazione alla costruzione del megastore di Mesa che nascerà là dove ora sopravvivono i ruderi della vecchia Mira Lanza e l’alcova di qualche donnina dai facili costumi. In Comune, infatti, a parte Bilotta, nessuno è andato contro tale decisione, né nella maggioranza, né nell’opposizione. Il progetto, ideato da Giovanni Ferrarese e che verrà realizzato dalla Nuova Edilizia S.r.l., dunque, da un lato rappresenta una fonte di arricchimento per il paese, dall’altro uno spauracchio per i piccoli commercianti locali. E come non ricordare le arcinote vicende legate all’industria Sep di Mazzocchio, unico faro per il conferimento dell’umido fino a qualche mese fa e ora, a seguito di controlli che hanno verificato anomalie di vario tipo, chiusa a tempo determinato. E poi il sequestro di quasi mille metri di terreno di proprietà della “Fondana Allevamenti” che ha portato il fenomeno delle agromafie anche nel comune di Pontinia. L’azione, effettuata dal corpo di Polizia Provinciale e dall’ARPA Lazio è stata spinta dalla presenza di oltre 272 tonnellate di fanghi tossici non ancora trattati, accatastati nei pressi del fiume Ufente. Ma non finisce qui. Il 2011 è stato anche l’anno di decisioni bizzarre come la riorganizzazione delle mansioni del personale comunale, decisione che ha sollevato la contestazione di 13 dipendenti che sono stati costretti a cambiare mansione a causa di un risparmio gestionale proposto dalla maggioranza comunale; o come la costruzione di un campo da Golf a Quartaccio. La costruzione del campo prevede l’utilizzo di 1760 metri quadri di terreno agricolo e l’ex sindaco Mochi non ha tardato a definire l’azione “una vera e propria speculazione edilizia”. Ma, soprattutto, il 2011 è stato l’anno della sentenza della Corte di Conti che ha scosso le finanze e gli animi del Comune di Pontinia. Il tribunale amministrativo, infatti, ha condannato al risarcimento di 831mila euro amministratori sia comunali che della Tra.Sco. s.r.l. L’accusa formale è quella di aver allocato contributi comunali a fondo perduto a favore della società mista per oltre 800mila euro; soldi che non sono stati fatti passare come prestiti ma come contributo del socio di maggioranza (comune). Di questa cifra, 207mila euro a testa dovranno corrisponderli il sindaco Tombolillo e l’ex assessore alle finanze, scomparso nel nulla, Giovanni Farris. 35mila, invece, usciranno dalle tasche degli ex amministratori della Tra.Sco., Guidi e Gasperini. Gli ex consiglieri di maggioranza Francia, De Angelis e anche l’attuale consigliere d’opposizione Bilotta, dovranno sborsare 27mila e 500 euro ciascuno. I diretti interessati, però, si sono detti pronti a far ricorso, addirittura, al Tribunale di Strasburgo. Un anno denso e sulle righe, dunque, che lascia il lentamente il posto a un 2012 che si preannuncia per niente facile, ma sicuramente non noioso. 7

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Maenza iale spec 11 20 Rischio di abituarsi al ‘poco di tutto’ Polemica finale sulla questione Cacciotti di Luca Morazzano Un anno come tanti altri questo 2011 per Maenza e che purtroppo non lascia grossi ricordi piacevoli alle sue spalle. Dal punto di vista politico l’unico scossone arriva sul far dell’autunno; è il mese di settembre quando la giunta Mastracci, praticamente imbattibile in consiglio grazie a numeri inequivocabili, perde un pezzo con le dimissioni e annessa polemica del campo Cacciotti da parte dell’assessore Mario Iagnocco. I primi mesi dell’anno sono invece caratterizzati dal problema legato alla potabilità dell’acqua. I dati di Acqualatina parlano di valori medi di arsenico contenuti nell’acqua maentina ben al di sotto della norma di guardia, ma sono dei valori cumulativi e non parzializzati per ognuna della quattro fonti di approvvigionamento idrico del centro abitato. Il dubbio se tutta l’acqua nelle tubature di Maenza sia potabile è destinato a rimanere insoluto. Intanto la crisi economica si aggrava e i commercianti locali annaspano alla ricerca di una svolta che, ad un anno di distanza, si capisce in maniera evidente non potrà essere il fantomatico Centro Commerciale Naturale, che rimane vivo solo in una pagina internet e sulla carta di una manifestazione che nel 2010, dal buco di presenze registrate, aveva già lasciato presagire il peggio. La mancata messa in scena di feste 8 tradizionali come i Presepi e la sagra delle Crespelle aiutano a comporre un quadro che, turisticamente parlando, vede un paese in crisi profonda. L’estate, prima dell’entrata in vigore della ZTL, è caratterizzata dalle polemiche dei gestori commerciali di fatto impossibilitati a sfruttare gli spazi esterni alle proprie attività per mettere i tavolini. Gli stessi mesi caldi hanno segnato lo sbocciare del fenomeno ‘polemica telematica’ con il comparire di profili antigovernativi sui social network, registrati da internauti anonimi, con conseguente nascita di focolai di discussioni prima assai accese, poi scemate senza concludere nulla. La prima nominata polemica legata al campo Cacciotti ha invece monopolizzato l’attenzione degli ultimi mesi, dal ritardo dei lavori di installazione della tribuna, al posizionamento della stessa, subito sembrato fuori canoni, fino alla rimozione con allegato mistero sulle cifre stesse e sulla soluzione del problema. Il tutto in dodici mesi che ci proiettano nel 2012, un anno che si spera più vivace dal punto di vista politico, dove si possano concretizzare tanti progetti avanzati dagli attuali amministratori, e anche i piani degli oppositori considerato che proprio i prossimi 365 giorni ci accompagneranno alla nuova volata elettorale del 2013.

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Libri Letture per tutto l’anno: ecco alcuni preziosi consigli 20 di Paola Bernasconi Riunione di redazione: si decide cosa scrivere nelle pagine di cultura prima della pausa natalizia. Si fa un riepilogo dei libri pubblicati nel 2011? Perfetto, si fa questo. Ma poi succede che la sottoscritta non è detto che abbia letto libri freschi freschi. E allora che si scrive? E allora si dice (e si pensa) che i libri non scadono mica: che se qualcuno ha ripreso in mano romanzi usciti in libreria non si sa quando non fa niente; che se per esempio hai deciso di rileggere per l'ennesima volta "Cent'anni di solitudine" non vuol dire che non sei abbastanza aggiornato sul panorama editoriale contemporaneo. E allora ecco che la sottoscritta si diverte un po' a tirare giù dalla personalissima libreria qualcosa da proporvi per il 2012 con l'augurio che il prossimo anno sia un anno pieno di parole. Si fa un libro al mese per dodici mesi? Proviamo. Gennaio è il mese dei buoni propositi, del mi metterò a dieta appena dopo la Befana, dell'andrò in palestra, giuro che stavolta lo faccio. Rispettateli o no ma leggete David Nicholls, "Un giorno", anno di uscita 2009. Ve ne parlo senza ancora sapere come finirà. Solo una cosa: iniziato ieri e già a pagina novantasette. Consigliatissimo da altri io lo rigiro a voi: una storia d'amore, no, non come quelle che vi aspettate. Ironica, malinconica, moderna, profonda senza essere mai stucchevole; un linguaggio fresco, quasi un lungo colloquio con l'autore che non scade mai nello stile discorsivo povero e senza anima. Romantico a modo suo, nostalgico e pieno di speranze come dovrebbe essere l'inizio di un nuovo anno. Mi hanno detto che alla fine piangerò: voi fatemi sapere (e non barate vedendone il film con la Hathaway). Febbraio, quest'anno con i suoi bei ventinove giorni. Per sconfiggere la sfortuna bisesta "La patente" di Pirandello: seguite le vicende di Rosario Chiarchiaro, lo jettatore per professione che chiede un obolo antisfortuna ai superstiziosi. Come sarò il marzo che ci aspetta? Freddo? O un inizio di primavera? Perché non affrontarlo al meglio con "L'educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene", questo sì uscito nel 2011. Luciana Littizzetto e Franca Valeri chiacchierano di amore, sesso, uomini, donne: un dialogo arguto e sempre divertente da leggere con leggera profondità per sperare in iale spec 11 un risveglio primaverile interiore e sociale. Ad aprile è Pasqua (l'8, giusto per curiosità): fatevi una lettura controcorrente con Corrado Augias e la sua "Inchesta su Gesù. Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo". Maggio, maggio, maggio: perché non avvicinarsi all'estate piano piano con "La versione di Barney": il cinismo assoluto del protagonista sarà perfetto per le prime giornate di caldo. Sole, relax e la cruda verità di un uomo controtendenza: un bel mix che inaugura la stagione più allegra dell'anno. I mesi estivi sono quelli da letture sotto l'ombrellone, quelli con i libri piccoli, maneggevoli e da leggere subito. Buttatevi sulla signora del giallo e sui suoi capolavori: Agatha Christie. Da dove iniziare? Un'esperta in materia, nonché mia madre, mi ha iniziato con lo splendido "Dieci piccoli indiani", io poi ho continuato con "Assassinio sull'Orient-Express" e "L'assassinio di Roger Ackroyd": entrambi imperdibili. Presa da un'ossessione ho macinato "Poirot e la salma" e sono in procinto di divorare l'intera collezione che spicca gialla sulla libreria. Per giugno, luglio ed agosto dovreste essere a posto. Settembre si affaccia sempre piuttosto malinconico con quell'aria dalle feriesonofinitetornatealavorare. Lasciatevi ispirare dalla Svezia, ma non da quella tutta omicidi e mistero: "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson è quello che fa per voi. "Miglior libro dell'anno 2009" in patria, è in corso di traduzione praticamente ovunque e stanno anche, guarda un po', preprandone un film. Alla soglie dei suoi cent'anni, Allan Karlsson fugge dalla casa di risposo dove abita e dà il via ad una serie di equivoci strabilianti: divertentissimo. Dopo lo strampalato vecchietto ecco ottobre e novembre: i mesi autunnali che vi costringono in casa causa maltempi generali. Datevi alla cucina: ricettario in mano provate a strabiliarvi con piatti succulenti approfittando degli ottimi ingredienti di stagione. Commerciale? Forse, ma la signora Benedetta Parodi ci sa fare ed il suo libro è stravenduto (fresco fresco del 2011): sarà pure merito di qualcuno. Provate. Ed eccoci a dicembre: è Natale di nuovo. Leggete ad alta voce, leggete in gruppo. Una fiaba, un racconto: basta condividere tra una giocata a carte ed una tombolata. Buone letture. 9

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Cinema Cosa salvare tra le pellicole in sala negli ultimi dodici mesi 20 di Paola Bernasconi di Marco Martelletta Una panoramica sui migliori film premiati nel 2011: ecco quello che MondoRe@le vi propone prima di darvi appuntamento al prossimo anno. Un piccolo elenco in ordine sparso che vi potrà essere d'aiuto durante le lunghe giornate casalinghe tipicamente natalizie. Iniziamo con gli Oscar, il premio sicuramente più conosciuto in ambito cinematografico. Se non li avete ancora visti ecco quello che non deve mancare nella vostra dieta cinematografica. "The Social Network", "Inception", "Il cigno nero", "Il discorso del re", "The fighter": ecco alcuni dei premiati nelle varie categorie. Si passa dalla storia del fondatore di Facebook alla biografia del Duca di York attraverso l'inquietante ballerina Natalie Portman con una digressione nel mondo del pugilato e del sogno. Restiamo oltreoceano con i Golden Globe dove incontriamo alcuni film che sono stati in seguito anche premiati al Kodak Theatre di Los Angeles. A portare a casa entrambi i premi come "Miglior film straniero", il nordeuropeo "In un mondo migliore": la storia di due adolescenti che iniziano un pericoloso cammino incontro al male senza che i genitori possano fare qualcosa. Il festival di Cannes dona la Palma d'oro a "The tree of life", un film di Terrence Malick che vede in scena due mostri sacri come Sean Penn e Brad Pitt in una storia che è un cammino verso la crescita. Un padre autoritario, una madre che accoglie tra le sue braccia e dei figli che devono essere educati secondo un rigore tipicamente texano: Jack, il protagonista, si ritroverà ad essere adulto senza aver mai affrontato le risposte delle vita. Berlino ed il suo Festival riempie di premi invece "Una separazione". Film iale spec 11 drammatico iraniano che è uno sguardo su un paese difficile, sulla sua condizione politica e sociale, sulle donne e i loro diritti. Ma veniamo all'Italia e ai suoi film. Come non citare il "Benvenuti al Sud", rifacimento del francese "Giù al Nord" che ha portato a casa premi e successo di pubblico. Una commedia sugli stereotipi regionali nella quale si muove con maestria Claudio Bisio. A fargli da spalle l'esilarante Angela Finocchiaro e Alessandro Siani in un processo di riscoperta dei tratti in comune di questo lungo e disunito paese. Rimaniamo al sud con "Basilicata Coast to Coast" del regista esordiente Rocco Papaleo. Musica, paesaggi ed un lento cammino che fa assaporare lo scorrere quieto della vita perché questo è viaggiare: guardare, toccare, odorare, perdersi, ritrovarsi e giungere a qualsiasi destinazione più ricchi di come si è partiti (ricchi dentro, è chiaro). Il Leone d'oro al Festival di Venezia va invece a "Faust", quarto capitolo di Aleksandr Sokurov. Film da guardare con impegno magari dopo avere visto anche i primi tre della serie: "Moloch", "Taurus" e "Il sole". Premio anche per "Scialla!", film con Fabrizio Bentivoglio e Barbora Bobulova. L'incontro tra un ragazzo ed un padre che non sapeva di avere un figlio: una commedia di questi tempi che ha conquistato giuria e pubblico. Ma basta con i concorsi. Mi riferisco a voi patiti degli anni Ottanta e di tutto quello che gira intorno a questo stroboscopico periodo. Avete amato il gruppo di adolescenti meglio conosciuti come i Goonies? Sapete ancora a memoria le battute? Per fare un piccolo salto indietro e sentirvi ancora un po' teenager guardate "Super8". Qui ci sono gli alieni ma l'atmosfera è proprio quella: provare per credere. 10

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Musica di Marco Fanella iale spec 11 20 Un mondo scritto su sette note Salve cari musicofili, siamo giunti ormai alla fine di questo tortuoso 2011, abbiamo parlato di musica, l'abbiamo ascoltata, amata, criticata, ma lei è stata pur sempre una parte integrante delle nostre giornate, anche solo per canticchiare sotto la doccia. Ma come sta la musica? In che stato si trova il mercato discografico? Le major esistono ancora? E le etichette indipendenti? L'industria della musica, cosa ben diversa dalla musica stessa eppure di vitale importanza per la sopravvivenza dell'arte suddetta, sta subendo una riorganizzazione, a detta degli addetti ai lavori, abbastanza dolorosa. Complice l'ormai vetusto e diffuso problema del download illegale, le vendite dei cd si sono abbassate drasticamente, ergo le major si sono accorpate tra di loro creando nuovi colossi dai piedi d'argilla. Nel frattempo l'home recording, ovvero l'arte di farsi il proprio cd a casa ha sostituito i vecchi e quasi mitologici studi di registrazione: oggi, con un computer, una buona interfaccia audio ed una tastiera midi si può fare veramente di tutto, dal rock alla tecno al jazz, magari chiusi in cameretta e con le cuffie mentre nonna Sigismonda dorme tranquilla. Nel frattempo l'alternative: questa parola magica così utilizzata, deturpata, idolatrata, coincide con un vero e proprio mondo fatto di etichette indipendenti che promuovono band dell'underground e non solo, il tutto con l'obiettivo o semplicemente la nomea di essere “fuori dal coro”, ovvero lontani dalla logica brutale del mercato, quello grosso. Ora, se da una parte è vero che tutti possono fare dei cd, dall'altra è anche vero che se sei una ciofeca come artista il tuo cd sarà pur sempre una ciofeca, nonostante una edulcorata produzione fatta di copia taglia e incolla, e per fortuna. Se sei una major e vendi immondizia chiudi, se sei una etichetta indipendente che spaccia la band “I Controcorrentesempreecomunque” come il gruppo rivelazione e poi dal vivo non sanno prendere nemmeno un sol maggiore, chiudi anche tu. Se ti spacci per grande sostenitore dell'underground, cara agenzia di promozione, e poi chiedi soldi per far fare le serate ai “Desperados”, chiudi. Se sei un locale dal vivo, il “Megarock”, e solo per il tuo nome chiedi soldi ai gruppi per farli suonare, chiudi. Se ti svegli la mattina e decidi di aprire un locale per la musica dal vivo, sappi che devi investire soldi nell'impianto, nella sonorizzazione del locale, nel cachè dei gruppi. Se ti svegli la mattina e decidi di aprire un locale per la musica dal vivo e basta, chiudi. Caro social network per le band, grazie per far girare il mio nome ed i miei pezzi; caro concorso a premi per gruppi emergenti, perché mi chiedi di portare gente al mio concerto e fargli pagare un biglietto? Forse devi fare cassa? Ok, mi aiuti nella promozione della mia band, ma vuoi alzare uno stipendio sui miei amici? Caro locale di musica dal vivo, ti ho mandato ottomila copie del mio demo “Montagne Rockose”, suono nella zona dal Paleolitico, perché non mi fai suonare? Perché al posto mio suona la cover band di Pupo? Cari ragazzi fuori dai locali che non entrate se si paga l'ingresso, perché non vi fate una birra in meno e vi vedete 'sto cavolo di concerto? Cara cultura musicale, perché, nonostante tu sia lì online gratis e nuda e cruda, nessuno ti si fila? Perché dobbiamo ancora ascoltare cariatidi associate cantare le stesse canzoni e gli stessi motivetti e le stesse lagne sempre e comunque? Potremmo andare avanti ancora ma mi fermo. Non so se l'avete capito, ma io non capisco. Buon 2012! 11

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Sezze La Pacifici e De Magistris spegne la 125esima candelina di Simone Di Giulio Oggi alle 17, presso l’aula magna dell’I.S.I.S.S “Pacifici e De Magistris” di Sezze, in occasione del 125° anniversario dalla fondazione del locale Ginnasio, si terrà una manifestazione denominata “Le chiavi della memoria”. I due istituti cittadini, scuola secondaria superiore e scuola secondaria di primo grado, intitolati alla nobildonna Giacinta Pacifici e al suo consorte cav. Superio De Magistris, intendono promuovere nel triennio 2011-2014 una serie di iniziative volte a far conoscere all’esterno la storia del Ginnasio e il suo ruolo nel comprensorio pontino e a diffondere le attività didattiche e culturali che attualmente vi sono svolte. L’idea progettuale muove dalla convinzione che la scuola debba riappropriarsi della funzione di centro di promozione culturale aprendosi al territorio e collaborando con gli organismi istituzionali e le associazioni private che ne condividono le finalità di formazione delle nuove generazioni. L’idea di un percorso triennale nasce dal fatto che nel 1886 fu inaugurato con una solenne cerimonia il Ginnasio privato “Pacifici-De Magistris”. L’importante avvenimento fu suggellato con la posizione di una lapide marmorea, tutt’ora visibile, sulla facciata del palazzo De Magistris (oggi sede del Comune) che fu per sedici anni la prima sede del Ginnasio. Tre anni dopo, nel 1889, con decreto a firma di Umberto I, la scuola fu riconosciuta come Regio ginnasio. La nascita dell’istituto dava esecuzione, dopo circa sessant’anni di accesi contrasti e di oblii, alle volontà testamentarie della nobildonna Maria Giacinta Pacifici (17601825), vedova del cav. Superio De Magistris (1742-1820), che nel lascito rogato il 10 agosto 1821 aveva eletto ad “Eredi universali due scuole, o siano Istituti uno de’ Maschi, e l’altro per le Femine”. Alla morte della nobildonna nel 1825, il cospicuo patrimonio che riuniva le sostanze di tre importanti famiglie, avendo suo marito ereditato le fortune della casata dei Valletta, fu posto sotto la sorveglianza della Congregazione degli Studi. Una relazione firmata dal card. Cappellari, il futuro Gregorio XVI, indusse il pontefice Leone XII a ordinare di non aprire le due scuole e di utilizzare le rendite del lascito per assistere otto giovani maschi negli studi presso il locale Seminario, otto giovani donne nell’educandato di S.Chiara e per finanziare le cattedre di legge, eloquenza e filosofia nel medesimo Seminario. La presenza dell’istituto diocesano di formazione dei religiosi rappresentò sicuramente l’ostacolo maggiore per la nascita delle scuole volute dalla nobildonna Giacinta Pacifici in De Magistris, in un contesto storico che vedeva Sezze, “paese della palude” e centro più importante della provincia di Marittima dopo Velletri, stretto tra il tradizionalismo pontificio e l’inizio di conati liberali. Per decenni il denaro gestito dalla Fondazione Pacifici-De Magistris fu speso per finalità che poco avevano a che vedere con l’istruzione della popolazione setina. Tra gli obiettivi prioritari dell’iniziativa odierna, patrocinata dall’amministrazione comunale, c’è anche la costituzione di un’associazione di ex allievi dell’istituto. Vitelli: “Piano regolatore entro febbraio 2012” “Un traguardo ambizioso poiché arriva 40 anni dopo il precedente” Alle battute finali l’iter per l’approvazione del nuovo piano regolatore, che dovrebbe arrivare in consiglio prima di natale ed essere definitivamente approvato entro febbraio. A comunicarlo è il consigliere Antonio Vitelli, che spiega: “In tempi di difficoltà e crisi Sezze deve rappresentare l’eccezione che conferma la regola. L’adozione del nuovo piano regolatore rappresenta certamente un traguardo ambizioso, poiché arriva 40 anni dopo il precedente. Non si tratta solo di ridisegnare da un punto di vista urbanistico la città in una visione che la proietti da oggi ai prossimi 30 anni; questo ragionamento si inserisce nelle dinamiche demografiche e sociali moderne, facendo prevedere una crescita di circa il 20% della popolazione. Domanda aggiuntiva di abitazioni, strutture, servizi, che si innesteranno nelle nuove norme edilizie ed urbanistiche. Tra nuova edilizia residenziale, attuazione delle perequazioni, accordi di programma, infrastrutture fondamentali, il settore dell’edilizia – 12 prosegue Vitelli – potrà facilmente cogliere delle opportunità lavorative, trascinando con sé altri settori economici e produttivi. Se riusciremo a cogliere questo risultato avremo compiuto un operazione indispensabile e a favore dell’intera cittadinanza, che insieme alla cacciata della Dondi, rappresenteranno i punti di rottura con il passato più dirompenti, rispetto a tutti i progetti politici ed amministrativi che ci hanno preceduto negli ultimi 20 anni, indipendentemente dal diverso colore politico. Se falliremo, politicamente non avremmo alcun demerito, poiché semplicemente non avremmo adottato il nuovo Piano Regolatore, esattamente come chi ci ha preceduto negli ultimi 20 anni. Ci dovremo, però, assumere la responsabilità politica di non aver compiuto, un atto necessario, per poter dare risposte alle esigenze dei cittadini, dei ceti produttivi, culturali e sociali della nostra comunità, e tutto ciò, in tempi di crisi, ci renderebbe tutti doppiamente colpevoli”. (sdg)

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Pontinia Lavori in via Cavour: un giallo senza cartelli di Roberto Tartaglia Nei giorni scorsi, senza alcun preavviso, nel parco di Via Cavour, a Pontinia, sono iniziati dei strani lavori edilizi. Lavori che, contro ogni normativa, non riportano alcun cartello indicante permesso di costruzione, né pericolo per i passanti. Cosa sta succedendo? Il Testo Unico in materi edilizia, all’art. 27 dice: “Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanisticoedilizia, ne danno immediata comunicazione all'autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti". Nel 2006, con sentenza n. 16037, è intervenuta anche la Corte di Cassazione sull’argomento asserendo sanzionando “con l'ammenda l'inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dalla legge nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dalla concessione”. La Suprema Corte, inoltre, in riferimento all’art.27 del T.U., asserisce che “da tale disposizione emerge che l'obbligo di esposizione del cartello continua ad essere penalmente sanzionato anche in base al testo unico se tale prescrizione è imposta dal regolamento o dal permesso di costruire. I soggetti responsabili dell'apposizione del cartello, che nella fattispecie era prevista, sia dal regolamento edilizio che dalla stessa concessione che richiamava il regolamento, sono quelli già indicati nella L. n. 47 del 1985, articolo 6, comma 1, ossia il titolare della concessione, il committente, il costruttore ed il direttore dei lavori". Ma cosa stanno costruendo? Voci di corridoio fanno riferimento alla costruzione di un chiosco bar sulla falsa riga di quello già presente nel parco di Viale Italia. In merito, il consigliere di opposizione, Paolo Torelli fa sapere che, se così fosse, vorrebbe “sapere se sono rispettati condizioni tecniche e termini temporali per la realizzazione. Chiedo agli organi comunali di agire celermente – prosegue Torelli, in quanto oggetto di immediata Commissione Trasparenza”. Come prima cosa, è compito dei Vigili Urbani far rispettare la legge e, se necessario, agire secondo il citato art. 27 co.4 del T.U. edilizio. Dal Comune arrivano finalmente i fondi per le associazioni di Roberto Tartaglia Finalmente, dopo tanto discutere, su proposta dell’Assessore alla Cultura, Patrizia Sperlonga, sono stati confermati i contributi a favore delle associazioni di Pontinia. L’Assessore Donnarumma, qualche settimana fa, a causa del periodo di crisi e della mancata concessione dei 500mila euro promessi dallo Stato, aveva detto che era giunto il momento di tirare un po’ la cinghia. E fra i vari tagli proposti c’erano anche i contributi a favore delle associazioni. Ad ogni modo, vista l’importanza che ricoprono e la vitalità che hanno sempre dimostrato, il Comune ha deciso di ritirare la proposta e di erogare “sulla base del valore culturale delle iniziative e attività svolte e tenuto conto delle disponibilità di bilancio, alle associazione e soggetti operanti sul territorio i seguenti contributi”: 600 euro a favore dell’Associazione L.I.L.T., 400 per l’Associazione PONTE BIANCO, mille euro a beneficio di RADIO DIFFUSIONI SL48, 3.600 euro per l’Associazione RE.SE.CO., 3mila per l’Associazione NEMESIS, 1.500 per l’Associazione IL CHININO e 1.800 a favore del Consiglio Comunale dei Giovani. La delibera in oggetto, n. 194 del 12/12/2011 , infine, dispone di “dare mandato al Responsabile del Settore Servizi alla persona e Attività Produttive di predisporre i necessari impegni di spesa e liquidazione per l’erogazione dei suddetti contributi e di rendere la presente, stante l’urgenza, immediatamente eseguibile ai sensi dell’art, 134, comma4, del Dlgs 267/2000”. Speriamo si continui su questa strada e che, per amor di cassa, non si pensi nuovamente di penalizzare simili, importanti realtà territoriali. 13

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Bassiano Semprevisa ridotta in discarica Legambiente lancia l’allarme su Sant’Angelo di Domiziana Tosatti Il rifugio di sant’Angelo, ai piedi del monte Semprevisa, nel territorio comunale di Bassiano, è stato trasformato in una discarica. La denuncia è di Legambiente e giunge a seguito della segnalazione fatta dalle associazioni ambientaliste Circolo arcobaleno Legambiente volontariato e Sempreverde pro-natura, intervenute negli scorsi giorni per un progetto di riqualificazione del rifugio sant’Angelo. “Gli attivisti- ha spiegato Alessandro Loretipresidente dell’associazione Circolo Arcobaleno Legambiente volontariato- erano andati al Rifugio solo per compiere un’opera di sistemazione generica, trovandosi, invece, con stupore e rammarico, in una situazione ben peggiore di quella che pensavano. Il rifugio e tutta l’area sono stati trasformati in una vera e propria discarica abusiva. Reti di letti e ferraglie accumulati nell’area di sosta, il fuoco del bivacco trasformato in un cumulo di rifiuti bruciati e pietre, pezzi di guaina abbandonata tutt’intorno, un ombrellone per il mare, bombolette di gas da campeggio. Gli attivisti si sono trovati impotenti di fronte al livello di degrado in cui versa la struttura e, pur se armati di buona volontà e di un fuoristrada non hanno potuto rimuovere una tale quantità di rifiuti”. L’opera dei volontari si è quindi concentrato sulla sistemazione delle panchine e dei tavoli riservati alla sosta degli escursionisti e nelle prossime settimane, nonostante l’inverno, le due associazioni si faranno promotrici di altre iniziative per intervenire sull’area e liberarla dal degrado. “Accanto all’azione delle nostre associazioni, tuttavia- ha sollecitato Loreti- auspichiamo che anche da parte dell’amministrazione comunale di Bassiano ed in particolare del sindaco Costantino Cacciotti, egli stesso grande appassionato di montagna- ci siano interventi di pulizia e risanamento dell’area”. Un’intesa tra cooperative Guidi propone un protocollo tra i soggetti che si occupano di servizi di Domiziana Tosatti La stesura di un protocollo d’intesa per promuovere la nascita di una cooperativa di servizi, che possa favorire, da un lato, lo sviluppo economico e sociale del piccolo borgo attraverso l’istituzione e la garanzie di servizi necessari, dall’altro che incentivi l’occupazione giovanile. La proposta è del consigliere comunale Domenico Guidi, avanzata al primo cittadino di Bassiano, Costantino Cacciotti, e a tutti i consiglieri comunali. L’idea è nata a seguito dell’incontro promosso da Legacoop e dal suo presidente Scinicariello e che si è tenuto nei giorni scorsi a Latina. Affrontando le sfide naturalistiche ed ambientali che oggi ogni Comune di collina richiede, il progetto ‘Cooperative di Comunità’ si propone di incentivare e valorizzare la crescita dei centri minori. Al centro del progetto vi è infatti l’obiettivo di promuovere sull’intero territorio comunale una rete della cooperazione che favorisca la salvaguardia del piccolo centro, attraverso la realizzazione di servizi per il recupero di produzioni, mestieri tradizionali e lo sviluppo della green economy. “Queste cooperative- ha spiegato Guidi- saranno l’occasione per creare nuove opportunità lavorative per i giovani in aree svantaggiate, ma consentiranno anche di rispondere ai bisogni del piccolo borgo, con l’attivazione di servizi necessari alla comunità, quali trasporti scolastici, collegamenti telematici, iniziative extra scolastiche e 14 turistiche, ma anche gruppi d’acquisto per le energie rinnovabili e progetti dedicati alla tutela del patrimonio ambientale ed artistico. Tutte iniziative che si possono sviluppare- si è detto certo il consigliere- mettendo al servizio di Bassiano la propria esperienza e sostenendo l’avvio di nuove realtà imprenditoriali sotto forma di cooperativa”. Una proposta con cui si vuole ribadire che ‘la forma cooperativa è uno strumento efficace e flessibile, a disposizione di tutte le persone e le comunità che vogliono assumersi la responsabilità di dare soluzioni condivise ai problemi ed essere protagoniste del proprio futuro’.

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MONDORE@LE | NUMERO 117 | 16 DICEMBRE 2011 Sermoneta Di Lenola evidenzia i limiti del patto di stabilità di Domiziana Tosatti “L’amministrazione comunale e gli uffici di settore stanno lavorando ogni giorno in modo attento per far quadrare i conti, attraverso una gestione economica oculata, così come si è sempre fatto, garantendo risposte in ogni settore, dai servizi sociali, alla pubblica istruzione, dalla cultura, ai lavori pubblici, fino all’ambiente ed allo sport. L’obiettivo è di continuare a garantire alti standard di servizi a domanda individuale, così come è stato in questi anni. Nonostante le difficoltà ci stiamo riuscendo”. A proporre un quadro della situazione economica del Comune di Sermoneta è l’assessore alle Finanze, Antonio Di Lenola, che, partendo dai vincoli imposti dal Patto di stabilità, ha fatto un’analisi della condizione del Comune lepino, alla lue del forte taglio dei trasferimenti statali. Nel caso specifico Sermoneta è un Comune ‘virtuoso’, ma non può spendere soldi e, nonostante sia sempre stato rispettato il patto di stabilità, si ritrova a ‘dover fare i conti con i pesanti tagli ai trasferimenti statali, decisi nelle ultime manovre finanziarie’. “Una ripercussione sui bilanci comunali- ha osservato Di Lenola- di cui non si conosce ancora l’entità per il prossimo anno, ma che ha già penalizzato l’Ente negli ultimi due esercizi per circa 300 mila euro”. I vincoli imposti dal Patto di stabilità e i tagli del governo potrebbero penalizzare, nel lungo periodo, l’erogazione di servizi fondamentali proprio in un momento in cui i bisogni sociali aumentano e le risorse dei Comuni per rispondere in maniera adeguata continuano a diminuire. “Per gli enti locali- ha detto l’assessore- è sempre più difficile lavorare in queste condizioni. Ce la mettiamo tutta per dare risposte ai cittadini e per cercare di tener fede agli impegni presi, nonostante le maggiori difficoltà, legate sia a situazioni sociali ed economiche complesse, sia alla presenza di vincoli quali il Patto di stabilità e gli sforzi di questa amministrazione si scontrano con le difficoltà degli enti superiori nell’erogazione di finanziamenti già accordati”. Da tempo, ormai, il Comune di Sermoneta sta conducendo un’aspra lotta all’evasione fiscale, portando avanti un serrato recupero di somme non versate per Ici e Tarsu. Ma certo non basta. “La scelta giusta – ha concluso Di Lenola – sarebbe quella di individuare in modo più selettivo le aree di spreco ancora presenti nel sistema pubblico nazionale, andando con più forza a privilegiare i comportamenti virtuosi di quegli Enti Locali, come il nostro, che indirizzano i loro sforzi verso investimenti strategici per lo sviluppo delle economie locali e alla copertura di un fabbisogno sociale sempre più esteso”. Piano Casa, Scarsella chiede un consiglio ad hoc di Domiziana Tosatti Numerosi sono gli interventi determinati dal Piano casa approvato ed adottato dalla Regione Lazio. Si tratta di misure che richiedono le necessarie deliberazioni da parte dei Consigli comunali ed Antonio Scarsella ha chiesto, con una lettera al sindaco Giovannoli, al delegato comunale all’urbanistica e al presidente del consiglio, che l’argomento sia inserito nell’ordine del giorno in occasione della prossima convocazione della massima assise cittadina. Tra le determinazioni regionali si trovano l’ambito di applicazione e gli ampliamenti e recupero degli edifici esistenti, il cambio di destinazione d’uso di edifici ed aree destinate ad attività produttive e servizi, i programmi di intervento e di riqualificazione urbana ed ambientale. Lo strumento urbanistico contiene, poi, nuove disposizioni per favorire il recupero dei nuclei e degli edifici abusivi e la riduzione degli oneri per gli interventi riguardanti la prima casa. “Tutti argomenti ed interventiha osservato Antonio Scarsella- che richiedono e necessitano di apposite deliberazioni da parte del Consiglio comunale. Sia per gli indirizzi attuativi, sia per l’attuazione delle agevolazioni per chi interviene sulla prima casa. E’ bene che il Consiglio deliberi soprattutto sulla possibilità di procedere a cambi di destinazione d’uso di costruzioni esistenti, come ex attività produttive, e di aree prima destinate a servizi, così come sull’individuazione dei termini per la presentazione di programmi di recupero ambientale e riqualificazione. Temi che necessitano di uno specifico approfondimento ed indirizzo da parte del Consiglio comunale, al fine di evitare lo stravolgimento del territorio”. Infine esiste la necessità di adeguare, così come previsto dalla legge, le perimetrazioni dei nuclei abusivi al 2003, così da consentire a centinaia di cittadini con prima casa di poter portare a conclusione l’iter avviato e poter usufruire dello stesso Piano casa. 15

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