Carta n° 41

 

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poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n° 46 art 1 comma 1 cn/bo settimanale 19 25 novembre 2010 terre in moto cantieri sociali anno xii n 41 3

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bonifica la campagna abbonamenti è sospesa sostieni carta clandestina con una sottoscrizione scrive ascanio celestini «sarebbe straordinario che invece di chiudere carta la si potesse riciclare carta che diventa letteratura e cinema musica e teatro movimento e sindacato trattoria e parco giochi fontanella orto » sostieni carta con un bonifico codice iban [causale sos-tengo carta it 29 r 07601 14800 000098806631

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redazione enzo mangini marco calabria gianluca carmosino rosa mordenti giuliano santoro amministrazione gabriele savona progetto grafico e impaginazione lorenzo sansonetti antonella tancredi hanno collaborato matteo micallela sarah di nella gianni belloni stefano ventura franco arminio filippo tronca in copertina foto di stefano montesi segreteria di redazione tel 06 45495659 fax 06 45496323 carta@carta.org abbonamenti e diffusione tel 06 45495685 spedizioni tel 0776 832873 numero 41 settimanale della cooperativa carta presidente marco calabria iscrizione al tribunale di roma reg stampa n.548/99 del 22/11/1999 direttore responsabile enzo mangini via scalo di san lorenzo 67 00185 ­ roma stampa primegraf s.r.l via ugo gnutta 2/a 00175 roma chiuso in tipografia il 16 novembre 2010 27 novembre eccoci le adesioni per l incontro con la redazione di carta sabato 27 novembre arrivano un grazie preventivo a tutte quelle persone che hanno deciso di esserci come sapete il quadro della legge per l editoria è in continua evoluzione e forse per la prima volta da un po di tempo in qua non in senso negativo anche di questo parleremo con amici lettori abbonati compagni di strada che vorranno portare il loro contributo al dibattito sul futuro del nostro mezzo di comunicazione sociale appuntamento in via dello scalo di san lorenzo 67 dalle 10,30 confermate la presenza scrivendo a carta@carta.org grazie aequa di roma socio di cantieri sociali e abbonato e vi scrivo per darvi il nostro sostegno sia morale ma soprattutto materiale abbiamo pensato di fare un pò di cose che potrebbero essere utili per voi e quindi per noi che di carta abbiamo bisogno come prima azione abbiamo pensato di darvi uno spazio in bottega per la vendita dei vostri libri cd dvd magliette e felpe poi vorremmo proporvi di intervenire ai nostri eventi in bottega per presentare la vostra situazione e le possibili vie d uscita in ultimo cercare di organizzare sempre da noi un evento in vostro favore di raccolta fondi fatemi sapere se e come gestire queste nostre proposte a presto fabrizio bottega del mondo domus aequa roma carta sotto la gru cari amici di carta siamo soci da sempre di cantieri sociali [e «quindi di carta» abbiamo l abbonamento biennale però non vi abbiamo mai chiesto il modo per ricevere online il giornale ci piace ricevere carta portarla in giro e condividerla ma ora con i problemi che avete potrebbe essere utile averla anche on line fateci sapere il vero motivo della nostra mail è la richiesta di pubblicare la nostra solidarietà con i migranti che sono sulla gru di brescia la città dove viviamo e sulla torre di milano e con tutte e tutti quelli che sono sotto le gru per avere il permesso di soggiorno con alcune donne di brescia insieme a lidia menapace abbiamo inviato un appello al presidente della repubblica e una lettera aperta al ministro dell interno alla prefetta e al sindaco di brescia vi chiediamo di diffondere l indirizzo mail per le adesioni permigrantisullegru@gmail.com vi inviamo alcune foto per clandestino.carta.org domenica 14 eravamo in piazza e abbiamo visto e subito le cariche e i lacrimogeni contro persone inermi con bambini il ricordo di genova è presente un abbraccio e continuate con l informazione alternativa indispensable per i movimenti grazie beatriz de la vega e sergio razore brescia carta nel paniere dei gas ciao carta sono un abbonato da qualche tempo sono riuscito a mettere carta nel paniere del gas di teramo innanzitutto voglio dirvi che vi sono molto vicino in questo momento di grande difficoltà negli ultimi dieci anni per me carta ha rappresentato [e rappresenta ancora oggi e sono sicuro anche nel futuro un preziosissimo strumento di informazione e soprattutto di formazione delle mie idee interessi passioni se oggi partecipo attivamente a un gas mi occupo di economia solidale democrazia e processi partecipativi è anche grazie al vostro lavoro senza non potrei e non voglio stare quindi mi sto organizzando per cercare di raggranellare quanto più possibile per sostenere la vostra/nostra causa ho purtroppo un reddito ridicolo non è una cosa facile ma ho anche un ampia rete di contatti che spero di far fruttare un abbraccione a tutta la redazione gennaro castorani gruppo di acquisto solidale oltrefrontiera teramo carta nel sindacato cari compagni e care compagne abbiamo fatto una sottoscrizione perché avendo sempre acquistato carta in edicola vogliamo continuare a leggere il settimanale e a sostenervi fraterni saluti camera del lavoro di varese la testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990 n 250 numeri arretrati 3,00 con ccp n 16972044 intestato a carta soc coop via scalo di san lorenzo 67 00185 roma carta@carta.org carta in bottega ciao sono fabrizio un volontario della bottega del commercio equo e solidale domus viva carta adesione a sos-tengo carta compiuta perché ci credo nonostante tutto viva carta daniela cavarretta abbonata 19 25 nove mbre 2010 · 3

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la ricostruzione riparte da l aquila i cittadiniterremotati si preparano a un altro inverno d emergenza con una proposta di legge per riprendersi il governo delterritorio l di filippo tronca aquila bar container un grigio pomeriggio di novembre due muratori discutono animatamente «embè tutto stò casino per una botta?» «ma perché ha rifatto una botta dove e quanto forte io non ho sentito niente!» «ma no stavo parlando di berlusconi venti donne tutte per lui in una sera io manco in tutta la vita » «eh sì bella roba noi stiamo qui a tribolare e lui se la gode » «tutta invidia la tua» «sì ma tanto neanche a te ti ci invita alle sue feste manco come terremotato te lo ricordi come è andata a finire con la crociera che ci aveva promesso?» interviene un terzo «e basta finitela di parlare di politica!» i tre cominciano così ad affrontare argomenti più frivoli e pruriginosi stessa ora sempre a l aquila una trentina di persone si sono date appuntamento sopra una rotatoria di periferia sotto la pioggia con caschetti gialli in testa carriole piene di macerie cantano «goodbye ruby tuesday» urlano bunga bunga lanciano coriandoli contro le auto di passaggio non sono traumatizzati post-sismici in libera uscita da villa serena ma cittadini aquilani che vogliono esprimere tutto il loro disappunto nei confronti del priapico premier degli italiani tornato dopo nove mesi di imbarazzata latitanza in visita blindata ad uno dei fronti dell emergenza italia per premiare gli eroi della protezione civile e visto che c era pure il patron dell ingv enzo boschi accusato dalla procura dell aquila di omicidio colpo so per il mancato all allarme sismico prima del 6 aprile «lei ci deve dire che non ci saranno più scosse si impegni!» ha commentato con ilarità il premier il tutto sotto lo sguardo di un taciturno parente delle vittime cartoline queste da una città senza quasi più cittadini cartoline da un 4 · c a r ta n 4 1

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niente piÙ commissari straordinari x vigilanza dei cittadini sugli appalti x potere di decisione agli enti locali x una ricetta di riscossademocratica x foto tommaso tani paese che crolla si sgretola si allaga e si avvelena nell indolente indifferenza di un popolo che si indigna e si accalora solo da maria de filippi e davanti ai plastici dei luoghi del delitto illustrati da bruno vespa c è un nesso tra la pompei che si sgretola lo spadroneggiare delle cric che voraci il teppismo di stato contro i cittadini che a terzigno protestano contro la nuova discarica i paesaggi cancellati da triviali colate di cemento e asfalto la volgarità e ignoranza dilagante e i borghi distrutti del cratere sismico abruzzese che rischiano seriamente di non essere ricostruiti nel ri spetto della loro secolare storia ed è per questo che la manifestazione nazionale del 20 novembre a l aquila sarà un giorno importante dove si giocherà una partita non solo aquilana non conteranno solo le persone che sfileranno in corteo intorno agli ettari di città d arte distrutta ma anche e soprattutto le firme a sostegno di un una legge di iniziativa popolare che se approvata in parlamento ribalterà la governance della ricostruzione aquilana e di quelle a venire che altre purtroppo ne verranno basti vedere il veneto alluvionato di queste settimane È una legge nata su internet elaborata sulla piattaforma wikipedia il primo esempio forse di partecipazione democratica telematica in italia per prima cosa con questa proposta di legge si vuole dire basta al regime dei commissari straordinari al comando e controllo dei sultanati dell emergenza una delle aziende più floride ed opache cresciute nell italia degli ultimi anni la coincidenza con l addio di guido bertolaso alla protezione civile è stata appunto una coincidenza ma di quelle rivelatrici della trama delle umane cose il potere nelle scelte della ricostruzione torna agli enti territoriali ai sindaci in primo luogo perché spiegano i promotori «si vuole scongiurare l inutile dispendiosità delle figure commissariali e la illegittimità della gestione in deroga di assunzioni contratti e appalti piani territoriali e viabilità che portano come abbiamo potuto sperimentare allo stravolgimento del territorio a decisioni che non sono condivise a pericolose vicinanze con centrali di malaffare» 19 25 nove mbre 2010 · 5

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i cittadini aspettano ancora gli assegni per le sistemazioni autonome e da gennaio dovranno ricominciare a pagaretutte letasse certo non è che dei politici locali ci si possa poi così fidare è stato osservato nel corso di una delle tante assemblee preparatorie ma la differenza di fondo è stato risposto è che loro almeno puoi sceglierteli con un voto democratico e puoi anche controllarli meglio se serve nella proposta di legge si istituisce poi una commissione di vigilanza con tre rappresentanti scelti tra i cittadini con poteri di accesso e controllo ai procedimenti amministrativi e contabili riguardanti la ricostruzione non solo si consente a tutti i cittadini italiani il diritto di accesso agli atti senza obbligo di motivazione tutte le spese e gli appalti devono essere pubblicate su un sito internet in modo chiaro ed esaustivo c è un aneddoto che fa comprendere l avvilente mancanza di trasparenza nel post sisma aquilano un consigliere regionale carlo costantini aveva recentemente commissionato una consulenza per far luce sul costo del progetto c.a.s.e che la protezione civile ha appaltato più o meno a se stessa dopo regolare gara costruendo di fatto una nuova città che ha stravolto per sempre il territorio e le sorti urbanistiche della ricostruzione si è così avuta conferma che il costo medio di realizzazione dei circa 4500 appartamenti è pari a 2639 euro a metro quadro uno sproposito una follia ha commentato il consigliere perché il costo di costruzione di appartamenti equivalenti non superano a base d asta in altre città i 1200 euro e ci sarebbe anche da far luce ha aggiunto il consigliere sulle consulenze sulla scelta delle ditte e dei materiali in procedura d urgenza al riparo dall oc6 · c a r ta n 4 1 chiuta e fastidiosa vigilanza della corte dei conti la risposta chiarificatrice di gian michele calvi braccio operativo di bertolaso nella realizzazione del progetto c.a.s.e e progettista dei moduli stessi non si è fatta attendere ha denunciato costantini chiedendo 2 milioni di euro di risarcimento danni altro punto centrale della proposta di legge riguarda poi la copertura finanziaria della ricostruzione aquilana che deve essere certa e costante nel tempo attraverso una tassa di scopo e un contributo di solidarietà pari al 2 per cento del reddito imponibile irpef eccedente i centomila euro e non solo la legge prevede l istituzione di un fondo nazionale per la prevenzione e l emergenza finanziato dall aumento al 20 per cento della aliquota sui redditi da capitale e sui red gli appartamenti del progetto c.a.s.e sono costati oltre 2 mila euro a metro quadro per un palazzo del`500 ce ne sono meno di mille diti diversi di natura finanziaria questo fondo potrà essere utilizzato esclusivamente per fare fronte alle emergenze causate da disastri ambientali o sismici e per interventi di prevenzione e messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici e privati il governo e suoi luogotenenti nel cratere sismico ripetono che i soldi ci sono a palate berlusconi pensando di essere in un lieto dopocena a villa certosa nella sua ultima visita a l aquila

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clandestino foto tommaso tani l aquilachiama il20novembre l appuntamento è per sabato 20 novembre dalle 14 si parte da piazza d armi già sede di una delle tendopoli simbolo del terremoto per arrivare a piazza duomo cuore del centro storico aquilano le parole d ordine della convocazione sono semplici e dirette «non possiamo accettare questa situazione» cioè quella di una ricostruzione fantasma che costringerà decine di migliaia di persone a un nuovo inverno in uno stato di totale precarietà e incertezza l invito dei comitati aquilani che hanno lanciato la manifestazione è di partecipare solo con bandiere nero-verdi i colori della città lasciando a casa quelle di partito il corteo del 20 sarà anche la prima occasione per raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione ne servono 50 mila il testo della legge di iniziativa popolare può essere scaricato da www.anno1.org assieme ai modelli di mozioni e ordini del giorno da proporre ai comuni e agli enti locali le informazioni per la manifestazione del 20 invece sono su www.3e32.com sul sito del comitato che fa da cabina di regia per le principali iniziative a l aquila ci sono anche gli spot e i materiali sostenere sia la manifestazione che la raccolta di firme per la legge sulla ricostruzione il governo ripete che i soldi ci sono perÒ devono ancora essere pagati gli hotel dove per mesi hanno vissuto iterremotati ha addirittura annunciato che il governo ha messo a disposizione la bellezza di 14 miliardi di euro che è in realtà è la cifra scritta a penna sul decreto abruzzo per completare la ricostruzione e che il governo si impegna a trovare nei prossimi 30 anni il commissario chiodi ha assicurato che ci sono 2,5 miliardi pronti e sull unghia e se essi vengono erogati a rilento la colpa è dei cittadini che non presentano i progetti di ristrutturazione e dei comuni che non approvano i piani di intervento i soldi ci saranno pure a bizzeffe fatto sta che le casse dei comuni sono vuote e migliaia di terremotati doc senza casa attendono mesi di arretrati dell assegno di autonoma sistemazione non ci sono fondi sufficienti per mettere in sicurezza l enorme patrimonio artistico danneggiato non vengo no pagati gli alberghi che hanno ospitano i terremotati non vengono pagate le imprese che hanno lavorato nel cratere sismico e molte di esse sono al collasso È il caso della cosbau la più grande impresa edile del trentino attende 24 milioni di euro per i lavori post-sismici ed è andata a gambe all aria trascinando nelle sabbie mobili una trentina di imprese fornitrici ci sono i soldi certo ma nel cratere sismico dove la disoccupazione è superiore al 12 per cento e i cassintegrati alle mense dei poveri fanno una fila chilometrica da gennaio si dovranno ripagare al cento per cento anche le tasse arretrate e sospese dopo il terremoto fino all ultimo euro un fatto mai accaduto a seguito di un emergenza sismica la legge di iniziativa popolare per tanto chiede la detassazione per 24 mesi e la restituzione delle somme sospese a partire dal 2020 al 40 per cento e in 120 rate ci sono soldi certo ma il finanziamento per la ricostruzione delle case maggiormente danneggiate è fissato da un ordinanza a 1180 euro al metro quadro calcolato però sulla superficie lorda e per una casa del centro storico dove le mura perimetrali in pietra occupano il 30 per cento della superficie a conti fatti lo stato darà solo un contributo pari a 800 euro del tutto insufficienti a meno che il «fortunato» beneficiario non integri l intervento di tasca propria con parecchie decine migliaia di euro per ricostruire insomma un palazzo del `500 con affreschi ed elementi di pregio architettonico il governo intende spendere un quarto di quello che è costato costruire casette prefabbricate in cartongesso su quella rotatoria giuseppina racconta «mi chiedono `come va all aquila non ci possiamo lamentare rispondo `quindi tutto bene `no ho detto che non ci possiamo lamentare » non ci si può lamentare perché può essere pericoloso perchè hai il terrore di essere considerato dagli altri italiani un piagnone inaccontentabile un ingrato dopo tutte le collette fatte in diretta tv e perché pensi talvolta che sia tutto inutile ma anche perché si preferisce vivere nascosti imperturbabili come anacoreti post-moderni e neanche il terremoto ti ha insegnato nulla perché i diritti sono oramai confusi con la grazia ricevuta e con la gentile concessione del sovrano È ora di dire basta la vera emergenza è far crollare questo maligno incantesimo 19 25 nove mbre 2010 · 7

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clandestino intervista di gianni belloni a marco almagistri politologo dell università di padova con lui attento osservatore delle culture politiche delle società locali abbiamo parlato dei riflessi che l alluvione e la sua gestione hanno avuto e potranno avere sulla politica veneta l alluvione che cambia il veneto È un partito di amministratori locali e cerca così di proporre la propria immagine di governo locale e non di governo romano È meno investita dall onda del risentimento pienamente giustificato a parer mio rispetto all incuria della politica nazionale un risentimento dovuto al fatto che di fronte ad un dramma enorme per migliaia di persone per una settimana i media nazionali si siano occupati d altro un vero e proprio atteggiamento coloniale di cui i veneti hanno ragione a lamentarsi e su questo la lega può ancora giocarsela ma c è un problema cruciale che è il rapporto della politica nazionale con i suoi territori la storia di questo paese dice che i territori sono stati governati meglio nella periferia che dal centro e questa cosa è percepita dai cittadini il problema è che si parla di federalismo ma le risorse calano e aumentano le funzioni che vengono trasferite agli enti locali È con questo che si tende in italia ad aggirare il problema delle riforma del welfare in paesi con una classe dirigente più coraggiosa si affronta il tema della sostenibilità del welfare dei tagli e così via e così si affrontano nitidi conflitti politici qui nessuno dice nulla ma la crisi del welfare passa strisciante attraverso le aumentate attribuzioni alla periferia e la diminuzione delle risorse questo è il dramma si può decentrare per migliorare la democrazia ma si può decentrare per scaricare i problemi sulla periferia tornando all alluvione però c è da dire che i sindaci sono anche i motori della cementificazione i sindaci sono vicini ai cittadini ma anche alle pressioni grazie alle quali vengono fuori per sempio le villette in golena la politica che ci ha condotto a questo punto può essere la stessa che ci tira fuori dal fango urante la recente visita in terra vene ta lo schiaffo più forte berlusconi l ha ricevuto da parte dei miti signori grazia di monteforte in provincia di verona questa famiglia è stata perseguitata da due alluvioni la casa allagata una figlia disabile a loro berlusconi ha aperto il portafoglio proclamando «cosa vi serve qual è il vostro conto corrente le vostre coordinate bancarie?» la risposta dei dignitosi signori grazia è stata «si faccia dare quelle del comune così aiuterà tutti» ecco partirei da qui per capire se questa alluvione a parer tuo ha messo in crisi i tradizionali schemi politici e culturali soprattutto in relazione alla forza egemone sul territorio e cioè la lega che ne dici d hai ragione nel senso che l alluvione mette in luce una cosa la «variabile indipendente» natura con umiltà dovremmo ricordarcelo lo sviluppo del nordest degli ultimi 30 anni ha cementificato troppo non può essere uno sviluppo trascinato dal mattone che lascia per altro molte case sfitte né può esistere saturazione del territorio senza soddisfare i bisogni indubbiamente si pone e non da oggi il problema di un nuovo sviluppo senza la preminenza del mattone la lega su questo è in silenzio c è da tenere presente che la lega ha una capacità di adattamento notevole 8 · c a r ta n 4 1 c è un dibattito interno riflettono su questo perché li tocca da vicino ma conflitti ne hanno soprattutto con i loro amministratori c è un forte conflitto tra gli amministratori locali e il ceto dirigente lombardo bossi e calderoli non hanno mai fatto gli amministratori non sanno cos è in concreto un patto di stabilità una frizione che il ca-

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clandestino le inondazionidelle settimane scorsex hanno reso evidente una crisiterritorialex che investe anche la politicalocalex e la capacitÀ amministrativa della legax foto giulio todescan risma di bossi tiene per ora a freno ma quando il carisma di bossi si appannerà verrà alla luce e c è una chiave regionale in questo i veneti non vengono compresi dai lombardi tanto per capirci calderoli non può essere l interlocutore di un qualsiasi sindaco del veneto orientale l emersione della questione ambientale può inceppare i meccanismi della politica È un convitato di pietra serio perché non è rimandabile in eterno si può rinviare ispirandosi a elementi simbolici e mitologici come l evocazione di un immaginario veneto bucolico del passato però poi questi temi emergono e aprono squarci notevoli e la lega non è immune da questo la lega ha offerto l idea di una comunità tutta rotonda con l armonia tra una cosiddetta comunità veneta e la sua espressione politica È davvero così secondo te sono stati bravi a costruirla ma l immagine monocromatica del veneto è sbagliata quando si diceva che fosse bianco immacolato in realtà non era vero perché c erano minoranze politiche molto vivaci anche oggi non è solo verde se uno va a vedere i voti la lega vince in discesa perché perde meno voti trattiene meglio i suoi voti rispetto all emorragia del pd e del pdl ha il 35 per cento dei voti di quelli che vanno a votare ma io guardo al 35 per cento dei veneti che non va a votare se fossi uno che fa politica mi occuperei del terzo dei veneti che non va più a votare piuttosto che del terzo che vota la lega nel mainstream della narrazione nazionale il veneto è leghista ma invece io direi un terzo dei veneti non vota più l irruzione della natura il dramma per tanti che non sanno quando e come ripartirà la produzione o potranno recuperare le loro cose e le loro case questo tema non manda in crisi tanto la lega quanto le rappresentazioni pigre di questa terra i volontari che spalano il fango a vicenza donne e uomini immigrati e autoctoni sono l immagine plastica di un veneto più largo e più vario di quanto non l immagini la lega e l alluvione così come la disoccupazione rappresenta una nuova linea di frattura la cultura del lavoro è per i veneti un fattore importante d identità inclusiva anche verso gli immigrati con l avanzare della disoccupazione questo principio identitario vacilla la politica e la lega dovranno fare i conti seriamente anche con questa frattura fatto sta che fatica a farsi strada questo veneto più largo nessuna società è omogenea in una società aperta non esiste questo dato esiste il problema dell egemonia e la lega l ha costruita abbastanza bene ma se uno legge davvero gramsci sa che nessuna egemonia è eterna pensare che un egemonia sia eterna vuol dire pensare a una società che non ha più fratture non ha più emergenze o variabili indipendenti e che non possano nascere altri gruppi con altre esigenze che sfidano l egemonia corrente la lega fa bene a non pensarsi eternamente egemone altrimenti rischia di fare la fine della dc degli anni `80 che si credeva insostituibile la cultura politica locale si rinnova e può viaggiare in botti diverse l egemonia della lega può durare per inerzia se nessuno vuole costruirne un altra che rappresenti il veneto più largo e vario di cui parlavo prima 19 25 nove mbre 2010 · 9

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clandestino l irpinia trent anni dopo h 1 0 · c a r ta n 4 1 di franco arminio scrittore poeta e per sua definizione paesologo ha scritto tra le altre cose «vento forte tra lacedonia e candela» e «nevica e ho le prove» entrambi pubblicati da laterza «la ricostruzione dopo ilterremoto del 1980 ha rottamato la civiltÀ contadina senza portare un irpinia davvero nuova» non starò a dire ancora una volta degli errori e degli orrori della ricostruzione il grande abbaglio di portare le industrie in montagna l illusione che fare tante case avrebbe dato più vita ai paesi come se le maniglie delle porte le finestre i marciapiede potessero ricreare la vita come se al posto del cuore avessimo un deposito di materiale edile le colpe delle classi dirigenti di allora che poi sono le stesse di adesso sono evidenti non si possono tacere tuttavia anche le colpe di gran parte della popolazione tanto ansiosa allora di partecipare alla spartizione del bottino la ricostruzione post-terremoto ha accentuato quel processo di rottamazione della civiltà contadina già in corso negli anni precedenti ma non è riuscita a portarci un irpinia veramente nuova nuovi sono gli intonaci le vernici ma il malanimo di questa terra è ancora qui la diffidenza e il rancore restano il nostro marchio di fabbrica unitamente al vittimismo e all accidia abbiamo importato mattoni continuiamo a esportare persone oggi l irpinia è una provincia che non garantisce a nessuno dei suoi giovani un lavoro decente una volta bisognava decidere tra l emigrazione e le fatiche dei campi adesso il dubbio non si pone si parte e basta si parte e non si torna ades o una fortissima nostalgia dell irpinia prima del terremoto allora non giravo per i paesi non facevo il paesologo scrivevo da fermo e da dentro non mi guardavo intorno ancora non avevo capito che il mondo è fuori che noi siamo un interruzione un equivoco della natura certi pomeriggi mi basta andare in un paese vicino per scollarmi di dosso la smania che mi prende a commerciare con le ombre nel computer la mia terra è una terracarne che mi strazia ma che pure mi affascina e mi ammalia qui c è ancora spazio vuoto tra un paese e l altro e la notte è ben chiaro lo spettacolo delle stelle l italia dei capannoni e delle officine non è ancora arrivata nella parte più orientale della provincia qui c è un italia che ha ancora un aura in cui puoi ancora passare qualche ora senza istigarti nel gioco del consumare e produrre prima del terremoto c era un irpinia che viveva di agricoltura delle rimesse degli emigrati e dell assistenzialismo democristiano bidelli portieri applicati di segreteria impiegati i paesi non erano belli i centri antichi non erano particolarmente curati e le case nuove sorgevano senza alcun disegno urbanistico eppure a vedere adesso se immagini di quell irpinia ti viene una dolorosa nostalgia come se si volesse riacciuffarla quell aria mitemente sgraziata come se si volesse passeggiare nelle piazze con quella gente magra ossuta prima del terremoto non era il paradiso eppure vengono le lacrime agli occhi a vedere com erano una volta conza della campania o san mango tornano alla mente storie di emigrazione l adiacenza tra la vecchia civiltà contadina e l avvento della civiltà dei consumi la fornacella e il cestino con la frutta di plastica sul tavolino i ragazzi che andavano all università e i muli che andavano in campagna allora non esisteva la parola comunità non la pronunciava nessuno però c era il senso che le cose stavano insieme come se il paese fosse un unica scena e tutti stessero dentro la stessa cornice allora non esisteva neppure l irpinia esistevano i paesi le strade per alcuni il mondo finiva dietro una curva indugio a parlare dell irpinia prima del terremoto perché quella che è venuta dopo quella che c è adesso è una terra stuprata in molti punti una terra che a viverci dentro ti dà tanto dolore ma pure un soffio incerto di lietezza.

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clandestino clandestino perfetto esempio di disastroglocalex in cui ilfallimento locale della ricostruzionex si incrocia con gli effetti globalix dell agoniaautisticadel capitalismox si interessano dei loro paesi molti bevono e consumano altre droghe stanno al bar come avveniva prima del terremoto ma ora ci stanno senza speranza con un indolenza acida incapace di cogliere quel poco di buono che qui resta basti pensare al paesaggio alla sua bellezza in molti tratti non guastati dagli scempi post-terremoto tanta bellezza avrebbe bisogno di riguardi e prima ancora di sguardi non ha senso stare qui senza andare in autunno nei boschi di castagni o a giugno nei campi di grano il valzer delle betoniere nulla ha potuto contro l orografia accidentata che ha salvato molti luoghi l irpinia c è ancora ma bisogna andare a cercarla nelle pieghe più nascoste di una terra già di suo non particolarmente esposta e se in questi luoghi più sperduti e affranti viene fuori un senso di agonia si tratta pur sempre di un agonia commossa prendo a prestito dal mio fraterno amico andrea di consoli questa immagine che si contrappone all agonia ciarliera di cui ho parlato in un mio recente libro ecco i poli di oscillazione comunità e autismo corale agonia commossa e agonia ciarliera siamo fuori dalla lietezza e siamo fuori anche dall ordinata ma anemica civiltà del nord europa l irpinia di adesso è per molti aspetti un manicomio all aria aperta abitato da gente incapace di amare e di lanciarsi verso il futuro anche lo sguardo verso il passato è finto si guarda indietro si rimpiange ma nessuno si cura di rimettere in circolo le abilità perdute potare un albero o fare un caciocavallo una provincia così può solo istigare i nervi dei più sensibili può solo rovinare la vita a chi dalla vita si aspetta qualcosa di grande 19 25 nove mbre 2010 · 11 so ci sono più case che abitanti da qui l aria di desolazione che avvolge i paesi hanno il buco al centro la gente vive in grandi case costruite dopo il terremoto sparse nelle campagne sono i disertori sociali gli epigoni locali che ingrossano le schiere di quell autismo corale che domina in tutto l occidente un evento locale il fallimento della ricostruzione si incrocia con i guasti del fallimento del modello capitalistico tanto grande da impedire perfino l immaginazione di un altro modello l irpinia di oggi è un perfetto esempio di disastro glocale non si leggono libri ma ci sono macchine costose a farne le spese sono le volpi i cani i gatti uccisi sulle strade non si vede più tanta gente seduta sulle panchine anche qui il tempo libero è fagocitato dai centri commerciali gli ammalati non hanno ospedali e non hanno neppure calitri avellino 1980 quella rete di assistenza che una volta era assicurata dai vicini di casa È una terra di anziani sempre più soli ma con facce bellissime dignitose e innocenti l abitante tipico dei centri storici irpini è la vedova col figlio emigrato a torino e il marito al cimitero qui la vita sociale si rianima solo nel periodo elettorale allora sembra che questi paesi interessino a qualcuno passate le elezioni restano poche persone a fingere di occuparsi del bene comune il modello dominante è quello di sempre piccoli paesi piccole cose piccola vita si spendono soldi per realizzare piazze e piazzette si fanno anfiteatri usati una volta l anno si restaurano fontane che non sputeranno mai acqua e non saranno mai pulite i ragazzi non

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un libro storico stefano ventura ha da poco pubblicato il libro «non sembrava novembre quella sera» una notte di novembre del 1980 duare le responsabilità e un appello a mostrare vicinanza alle popolazioni terremotate si avviò quindi un ondata di solidarietà che portò svariate migliaia di volontari provenienti da tutta italia e dall estero a raggiungere i paesi disastrati per portare soccorso e aiuti materiali ai terremotati accanto a comuni province e regioni si dislocò sul territorio una fitta rete formata da associazioni categorie sindacali partiti confraternite religiose e laiche organizzazioni cattoliche singoli gruppi tutta la fase dell emergenza doveva essere gestita al buio senza riferimenti di legge e senza una chiara divisione dei compiti fu individuato un commissario straordinario giuseppe zamberletti che aveva avuto già esperienza nel dopo terremoto in friuli quattro anni prima ma in irpinia si trovò di fronte una situazione molto più delicata e grave nelle difficoltà dell emergenza e nel disagio si crearono alcuni esperimenti partecipativi [i comitati d iniziativa popolare che videro interagire quotidianamente volontari e terremotati i comitati cercavano di interpretare le istanze della popolazione per portarle all attenzione del commissario e delle amministrazioni locali e governative il periodo di attività di questi comitati andò dal dicembre 1980 al maggio dell anno dopo quando con l approvazione della legge per la ricostruzione e la partenza dei volontari le rivendicazioni sulle quali i comitati avevano basato la propria esistenza persero peso l esperienza dei comitati popolari servì come momento di formazione per molti giovani dei paesi terremotati alcuni dei militanti che erano stati attivi protagonisti dei comitati popolari diedero vita a cooperative grazie all aiuto di alcuni promotori sociali che avevano già operato nel belice in sicilia in seguito al terremoto del 1968 anche questa fu però una sperimentazione che andò avanti per qualche anno fino a quando non furono create e finanziate venti nuove aree industriali distribuite all interno delle tre province più colpite [avellino potenza e salerno nella legge di ricostruzione fu esplicitamente fatto riferimento allo «sviluppo» da affiancare alla ricostruzione per risollevare le sorti di una delle aree più povere del paese l obiettivo iniziale fu quello di creare 14.231 nuovi posti di lavoro attraverso il finanziamento di nuove aziende non esistono dati aggiornati su quanti siano ancora oggi i posti di lavoro realmente esistenti ma nel 2005 erano terremoto che alle 19 e 34 del 23 novembre 1980 colpì le aree interne di campania e della basilicata raggiunse un intensità di 6.9 gradi della scala richter l epicentro fu localizzato tra i comuni di laviano e conza al confine tra le province di avellino e salerno e poco distante dal confine con la basilicata i morti furono 2914 i feriti circa 8850 i senzatetto 280 mila nel 1980 esattamente trent anni fa non esisteva ancora un sistema nazionale di protezione civile e i terremotati attesero diverse ore prima di essere soccorsi il presidente della repubblica sandro pertini dopo aver visitato le zone colpite lanciò durante un duro messaggio televisivo un monito per indivi il di stefano ventura 1 2 · c a r ta n 4 1

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dai comitatipopolari del dopo terremotox al sogno delle areeindustrialiin montagna,x fino alleinchiestesugli scandali x storia di unesperimento di shock economyx circa il 40 per cento della previsione iniziale la crisi degli ultimi anni ha probabilmente aggravato questo bilancio già molto magro oltre a questa voce di spesa che assorbì circa un terzo dell equivalente di 32 miliardi di euro spesi in totale per la ricostruzione il terremoto fornì l occasione di ripensare il modello di intervento pubblico nel mezzogiorno secondo nuovi parametri la cassa per il mezzogiorno era ormai agli sgoccioli della sua esperienza e attraverso i canali di finanziamento giustificati dalla catastrofe fu rinnovata l idea della spesa pubblica come soluzione «quantitativa» del problema meridionale i rivoli del grande fiume dei finanziamenti hanno ingrossato le casse della criminalità organizzata campana che ha gestito in maniera pervasiva alcuni settori nevralgici dell edilizia alla fine degli anni ottanta le varie inchieste giornalistiche che presero il nome di irpiniagate misero sotto accusa gli esponenti campani che ricoprivano incarichi di primo piano a livello nazionale [ciriaco de mita era presidente del consiglio nel 1987 quando divamparono le polemiche ai vari dossier e reportage dei mass media si unì la protesta della nascente lega lombarda e degli altri movimenti regionali del nord fu chiesta e ottenuta una commissione parlamentare d inchiesta sulla ricostruzione che fu guidata da oscar luigi scalfaro e che portò all approvazione di nuovi criteri per la ricostruzione nel 1992 da quella data a oggi la ricostruzione può dirsi in sostanza completata nei paesi di prima fascia di danno mentre mancano ancora i finanziamenti per i paesi di seconda e terza fascia il fabbisogno è di circa 50 milioni di euro i segni della ricostruzione hanno inevitabilmente ridisegnato i territori colpiti che vivono oggi profonde contraddizioni tra modernità e inefficienza la prima conseguenza della ricostruzione fu un aumento imponente del patrimonio abitativo le maglie larghe della legislazione e la volontà degli amministratori di cogliere l occasione per adeguare le abitazioni e creare occupazione nell edilizia hanno gonfiato le esigenze in quasi tutti i paesi terremotati anche la fisionomia dei centri abitati è cambiata spesso radicalmente e irreversibilmente chi ne ha avuto la possibilità ha preferito spostare la propria abitazione dal centro storico alla periferia o in zone rurali poiché era data la possibilità di ingrandire le dimensioni e dotarsi di un garage e di altri comfort inoltre la ricostruzione dei centri storici era più lenta di quella in aree non sottoposte a piani urbanistici complessi se questo ha comportato il miglioramento degli standard qualitativi delle case dal punto di vista sociale sono venuti meno alcuni elementi peculiari come il vicinato la condivisione della quotidianità e della vita pubblica a favore della dimensione privata e familiare il fallimento della scommessa dell industria nelle zone interne ha rimesso in moto una delle perenni piaghe di quelle aree l emigrazione dopo i giorni del terremoto si era aperto lo spiraglio di una possibile inversione di tendenza per alcuni anni è stato così ma col passare del tempo l emigrazione è ripresa con forme nuove ma con indici numerici allarmanti [l area dei diciotto comuni più colpiti ha perso negli ultimi dieci anni circa 3 mila residenti su una popolazione di circa 65 mila abitanti anche il concetto di emigrazione va rivisto e sostituito con quello di trasferimento poiché la possibilità di spostarsi velocemente sia in italia sia all estero è nettamente migliorata chi va via lo fa oggi per svariati motivi anche se il concetto delle rimesse degli emigrati si è totalmente capovolto e sono i genitori e i nonni a dover aiutare i nuovi emigrati a sbarcare il lunario in un mondo del lavoro sempre più difficile di sicuro la generazione che oggi è costretta a uscire da queste aree come da tutto il mezzogiorno possiede un alto livello formativo e specialistico difficilmente spendibile nel mercato del lavoro in irpinia che appare oggi in profonda difficoltà a facilitare i trasferimenti oltre alle difficoltà lavorative ci si mettono anche i tagli a servizi e beni primari come gli ospedali e le scuole l assenza di linee veloci di connessione a internet di offerta culturale e ricreativa di forme nuove di aggregazione eppure in alcuni settori prosperano le eccellenze come ad esempio in quello enologico e per alcuni prodotti gastronomici di pregio tanto che alcune famiglie inglesi comprano casa nei centri storici ricostruiti e vuoti l irpinia di oggi è quindi una periferia debole nonostante la cura somministrata nel corso degli anni all insegna dell economia della catastrofe o forse proprio a causa di questa 19 25 nove mbre 2010 · 13

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un dossier sulla speculazione si chiama «l aquila in fondo cronaca di una speculazione annunciata» l inchiesta che la rete 3e32 ha presentato il 17 novembre scorso nel capoluogo abruzzese svela i complessi meccanismi di speculazione attuati da alcuni gruppi finanziari e edilizi il titolo fa riferimento all operazione «fondo aquila» lanciata nel 2009 per occuparsi di interventi immobiliari «in favore delle popolazioni colpite dal sisma e attualmente bisognose di alloggi» ai lavori del fondo ha partecipato anche il neopresidente della protezione civile franco gabrielli nelle sue vesti di prefetto dell aquila «europe risorse sgr spa spiega marianna de lellis che fa parte della rete 3e32 e ha curato l approfondito dossier ha creato un fondo immobiliare aq per realizzare un operazione che riguardava 500 appartamenti di cui 380 sono stati effettivamente realizzati europe risorse non si è fermata alla creazione di un unico fondo anzi la manovra speculativa dispiegata assomiglia tanto alle scatole cinesi nel volume curato da pierluigi mantini `diritto pubblico dell emergenza e della ricostruzione in abruzzo il presidente della europe risorse sgr antonio napoleoni spiega in maniera molto chiara quali sono i suoi progetti» www.3e32.com ricostruzioni dal belice a l aquila «nessuno dovrebbe immaginare l aquila diversa da com era e dov era l antica città da come è esistita e dove è sempre rinata dopo ogni catastrofe fin dall origine» così scrive giovanni pietro nimis architetto e urbanista che ha curato la pianificazione generale per la ricostruzione dei comuni friulani di gemona venzone e artegna distrutti dal terremoto del 1976 il suo libro «terre mobili dal belice al friuli dall umbria all abruzzo» [donzelli 110 pagine 14 euro è una accurata e pacata disamina delle «catastrofi naturali» più gravi della storia italiana del dopoguerra i terremoti certo [lo stesso friuli ma anche irpinia e umbria così come la tragedia del vajont il libro è uscito a giugno del 2009 a poca distanza dagli eventi aquilani e con il dibattito sulla ricostruzione ancora in corso eppure offre le chiavi per capire tanto lo stallo amministrativo ed edilizio di oggi quanto il solco tra il «prima» e il «dopo» tracciato da una gestione a-democratica dell emergenza e della ricostruzione una delle tante domande che restano in sospeso diciannove mesi dopo la scossa è perché in un paese così incline ai disastri per cause naturali amplificate dall insipienza amministrativa e politica non ci sia ancora una legge organica sui criteri per valutare danni interventi costi e procedure la protezione incivile 1 4 · c a r ta n 4 1 comando e controllo «comando e controllo»è il documentario scritto e diretto da alberto puliafito e prodotto da fulvio nebbia racconta da vicino la deriva autoritaria della gestione del potere in italia una deriva resa evidente dalla gestione delle emergenze e dalle trasformazioni avvenute negli ultimi anni nel dipartimento nazionale della protezione civile a partire dalla gestione del dopo terremoto all aquila dalla mancata ricostruzione [sottolineata dal «popolo delle carriole» e della costruzioneda zero delle controverse c.a.s.e di berlusconi il documentario si sofferma anche sul fatto che l operato targato protezione civile è sistematicamente «in deroga alle norme vigenti» dagli appalti e subappalti «in deroga» alla democrazia «in deroga» il passo non è stato lungo il titolo comando e controllo deriva dal nome che la stessa protezione civile ha dato al suo quartiere generale all aquila di.coma.c ovvero direzione di comando e controllo www.comandoecontrollo.it

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il consorzio acque sorgive foto giulio todescan buone pratiche in veneto garantire la sicurezza idraulica del territorio ricostruire natura e paesaggio gettare le basi per un circuito economico verde e virtuoso si può fare anche nel veneto sconvolto dalle alluvioni e dal cemento che rende impermeabili i suoli e riduce i fiumi a canali strade a scorrimento veloce per l acqua ci sono riusciti almeno in parte al consorzio di bonifica acque risorgive [nato quest anno dalla fusione dei due consorzi del dese e del sile nell entroterra veneziano si sono ricreate delle anse per rallentare la velocità dell acqua ad esempio si è insediata vegetazione arbustiva erbacea e arborea piante che potessero assorbire i nutrienti usati in agricoltura [cioè fosforo azoto e potassio le principali cause dell atrofizzazione della laguna veneziana attraverso piccoli interventi diffusi che hanno ridotto effettivamente il rischio idraulico ricostruendo parte di quello che si era distrutto nei decenni della cementificazione e della crescita delle vie d asfalto un articolo su questa buona pratica si può leggere su su www.estnord.it documentari trent anni diterre in moto monnezza nel capoluogo partenopeo restano molti cumuli di spazzatura si cerca l aiuto delle province vicine per permettere alla città di respirare nell hinterland ci sono fiumi immensi di sacchetti neri insomma il problema che il presidente del consiglio doveva risolvere in tre massimo quattro giorni è ancora lì ha ragione andrea camilleri che commentando il libro del giornalista e scrittore francesco de filippo «monnezza» [infinito edizioni 11 euro dedicato a napoli [e l italia intera che sprofonda nei rifiuti dice «il libro di de filippo è una divertentissima e amara metafora sulla vicenda della monnezza che da fenomeno reale si è trasformata addirittura in una metafisica della condizione umana» de filippo racconta quali sono i meccanismi che hanno permesso alle organizzazioni criminali e alla spazzatura [anche quella tossica di assediare la città e i suoi abitanti costretti a respirare sempre più spesso diossina e ammalarsi la monnezza è stata e resta l incubo della campania «terre in moto» è un documentario del 2006 della durata di un ora di michele citoni angela landini ed ettore siniscalchi sul sisma che nel 1980 devastò l irpinia in questi giorni viene proiettato in molti comuni si tratta di un viaggio tra le province di salerno e avellino che mette insieme i ricordi dei terremotati e dei volontari con le immagini di repertorio della distruzione e delle lotte popolari seguite a quell evento che si alternano ai segni attuali dei mutamenti causati dal terremoto per dimostrare come la ricostruzione ha stravolto il territorio il montaggio del film è stato pensato per capitoli tematici all interno dei quali si fondono analisi e storie il ritorno dei volontari a venticinque anni dal terremoto dà il via al flusso del racconto che si conclude con la storia di una famiglia di terremotati che solo nel 2006 passa dal prefabbricato nel quale ha vissuto per decenni a un appartamento «terre in moto» è dunque un affresco di storie locali che raccontano un pezzo della storia di tutto il paese 19 25 nove mbre 2010 · 15

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