Omelie pellegrinaggio in Francia

 

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viaggio pellegrinaggio 2013 nel nord della francia con la c.o.p.s cops 1

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per non dimenticare siamo da poco rientrati dal nostro pellegrinaggio ­ viaggio nel nord della francia ora nella calma è possibile rileggerlo penso che anche voi lo stiate facendo la città di parigi con la sua mondanità e vivacità ha preso il sopravvento sull aspetto più spirituale che ci eravamo prefissati e vero che con l aiuto di una guida più aperta e competente nel campo religioso anche parigi avrebbe potuto arricchirci spiritualmente visitando meglio e dedicando un po di preghiera nei tre luoghi sacri che abbiamo incontrato notre dame la basilica del sacro cuore a montmartre e la chiesetta di rue du bac per mantenere uniti entrambi gli aspetti quello religioso e quello turistico mi permetto sperando di farvi piacere di farvi avere gli appunti che ho steso per le omelie tenute nei luoghi dove siamo passati sono solo dei richiami ma penso che se riletti possono riaccendere gli insegnamenti e le testimonianze che le figure spirituali incontrate ci hanno dato nonostante qualche inconveniente che è inevitabile quando si è in tanti sono certo che anche l itinerario percorso possa divenire una ricchezza in tutti i campi culturale artistico storico turistico e sicuramente anche quello più strettamente religioso come non augurare a ciascuno di noi e alla nostre comunità che quanto visto scenda davvero nel nostro cuore con tanta gratitudine don claudio cops 3

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24 agosto 2013 a lisieux perché ci siamo messi in viaggio perché un pellegrinaggio il pellegrinaggio è per chiedere la fede perché questa è la cosa più urgente ora «che cosa avvertiamo di più necessario se non il bisogno che una presenza ci accompagni lungo la strada della vita?» questo dobbiamo chiedere che la presenza del signore si manifesti in modo così potente che possiamo riconoscerla perché la fede è il riconoscimento di gesù presente nella mia vita iniziare questo cammino con s teresa del bambin gesù qui dove lei ha vissuto è un invito a mettere sempre più gesù al centro di tutta la nostra vita pensieri affetti relazioni sofferenze e attività teresa attraverso un percorso di gioie e di sofferenze in famiglia e in monastero è giunta in breve tempo ad essere libera da tutti e da tutto per amare con tutte le sue energie cristo suo sposo pur desiderando spontaneamente compiere grandi cose per il signore per la chiesa e per la salvezza di tutti gli uomini era felice di poter fare solo piccole cose di non avere meriti di essere un nulla per confidare unicamente nell amore misericordioso se non vi convertirete la parola di gesù è incredibilmente s teresa forte l ingresso nel regno è condizionato da una conversione cioè da un cambiamento della nostra esistenza che consiste nel diventare come i bambini teresa ha capito profondamente questo e lo ha insegnato alla chiesa riportandola così al suo centro e la chiesa la riconoscerà dottore maestra pur essendo ancora bambina a che cosa si riferisce gesù quando pone un bambino come condizione necessaria per entrare nel regno tre possono essere gli atteggiamenti necessari il primo è il sapere che tutto ciò 4 cops

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che esiste che il nostro stesso io è puro dono è solamente gr azia immeritata ricevuti dall amore del padre teresa è il dottore della grazia ella ha visto che tutto dipende dall amore libero del padre l esperienza fondamentale originaria che ciascuno di noi fa da bambini è precisamente questa il sentirci dipendenti di un altro ma questa stessa esperienza può essere rifiutata costruendo tutta la propria vita nel tentativo di raggiungere una totale autonomia volendo dipendere solo da se stessi ed appartenere solo a se stessi teresa ha capito che questo è l errore più tragico in cui una persona possa cadere davanti a dio si è tanto grandi quanto si ri conosce che tutto ciò che abbiamo è puro dono di dio datoci gratuitamente da ciò deriva come seconda dimensione che l attitudine fondamentale della vita cristiana è la gratitudine una delle prime cose che si insegna ad un bambino è dì per favore dì grazie scrive teresa gesù non chiede grandi azioni ma soltanto l abbandono e la riconoscenza egli non ha affatto bisogno delle nostre opere ma solamente del nostro amore e in una lettera ad una consorella scriverà di lasciar perdere il timore sterile di essere infedele timore che non si addice a un bambino la cops 5

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terza dimensione che mantiene desta la natura di bambini della vita cristiana è la partecipazione necessaria per ciascuno di noi della chiesa teresa ha vissuto questa partecipazione nel modo più totale ha voluto dimorare nel cuore della chiesa ed il cuore della chiesa è l amore della sposa che riceve dal suo sposo tutto per essere strumento di salvezza per tutti i peccatori da lui riceve il dono del corpo offerto in sacrificio e del sangue effuso per la remissione di peccati da lui riceve il dono della parola che dona la vita da lui riceve la guida dei pastori che la conducono sulla via della vita ecco quale è la condizione per entrare nel regno diventare come bambini riconoscerci di fronte al padre solo bisognosi della sua grazia del suo gratuito amore della sola sua misericordia durante un omelia papa francesco ricorda un episodio della vita di santa teresina una santa a lui particolarmente cara che si chiedeva perché gesù dava tanto a uno e poco a un altro la sorella più grande allora prese un ditale e un bicchiere e li riempì di acqua e poi chiese a teresina quali dei due fosse più pieno ma tutti e due sono pieni rispose la futura santa gesù ha detto il papa fa così con noi non gli interessa se tu sei grande sei piccolo gli interessa se tu sei pieno dell amore di gesù ecco il dono che vogliamo chiedere per noi e per le nostre comunità un cuor di bambino pieno dell amore di dio 6 cops

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26 agosto 2013 beato charles de foucauld non abbandona i propri figli tu hai pietà di tutti perché tu puoi tutto tu chiudi gli occhi di fronte ai peccati degli uomini purché si pentano abbiamo sentito nel libro della sapienza dio è paziente attende il suo momento grazie alla testimonianza di vita dei mussulmani che comincia il suo risveglio l islam ha prodotto in me una profonda impressione la vista di questa fede di questi uomini che vivono continuamente alla presenza di dio mi ha fatto intravedere qualcosa di più grande e di più vero delle preoccupazioni mondane questa esperienza di una esistenza vissuta vicino agli uomini dell islam lo provoca e lo porta a ritrovare la fede dell infanzia ha 28 anni la riscoperta di dio passa attraverso il segreto del confessionale senza rumore in un mormorio una riconoscenza infine confessata un impegno per la vita il desiderio di vivere solo per questo dio che deve ancora scoprire ma dal quale è stato sedotto comincia da qui un lungo cammino una lunga vita alla ricerca di questo dio dapprima nella vita monastica ma non è abbastanza inizia un nomadismo spirituale che lo porta infine ai confini del sahara ha 43 anni egli vi si reca non tanto per l amore romantico di cops 7 per capire il senso profondo del dono che dio ci ha fatto attraverso questo beato abbiamo letto due passaggi della scrittura questi testi gli sono appropriati il libro della sapienza ci ricorda l attaccamento di dio per ogni persona al di là dei suoi percorsi il vangelo di giovanni ci mette sotto gli occhi l amore folle con il quale gesù ci ha amati ed al quale ci invita e questo l amore che ha infiammato il cuore di charles mi fermerò sulla sua conversione questa ir r uzione di dio nella sua vita un dio che egli aveva dimenticato un po per volta nella sua adolescenza messo da parte senza quasi accorgersene ma ecco che nella sua esistenza di pigro studente di ufficiale poco premuroso di amante di ricevimenti raffinati in seguito esploratore audace ecco che poco a poco si sveglia in lui la sete di un altra vita di una vita che abbia senso rivolta all alto il sentimento di un gran vuoto lo assillava facevo il male ma non l approvavo né mi piaceva mi facevate sentire un vuoto doloroso una tristezza che non avevo mai provato prima che mi ritornava ogni sera quando mi ritrovavo solo nel mio appartamento scrive in una delle sue meditazioni ma dio

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la questo deserto quanto per l amore del più lontano questo gesù incontrato contemplato ricercato nelle lunghe meditazioni a nazareth gli verrà incontro nel modo più concreto e meno romantico attraverso i piccoli e gli esclusi coloro che non hanno alcun posto nella società umana egli lo incontra in coloro che non condividono né il suo universo religioso né sua cultura vivendo in mezzo ad una popolazione che non condivide la sua fede vorrebbe comunicare loro la sua lui che essendo animato dal fuoco del vangelo tace nel rispetto infinito dell altro scoprendo che è attraverso la propria vita che egli è chiamato a gridare il vangelo questa è senza dubbio la più bella ere 8 cops

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dità che carlo ci lascia la sua vita trascorre quindi tra l accoglienza l adorazione e lo studio fino giorno di quel 1° dicembre 1916 in cui sarà ucciso sulla soglia del suo fortino a tamanrasset charles era un uomo impastato con la stessa terra di cui noi siamo impastati animato dai nostri stessi slanci interiori dalle stesse contraddizioni dagli stessi errori come il padre ha amato me anch io ho amato voi ecco il mio comandamento amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi se non ci fosse questo come che ci rende per sempre impossibile amare come gesù ha amato charles de foucauld ci lascia un eredità da far fruttificare delle sfide ancora aperte ci lascia un opera incompiuta le grandi sfide evangeliche restano aperte davanti a noi sfida della non-violenza evangelica sfida dell amore fraterno vissuto nella comunità non si tratta tanto di mettere il nostro beato sugli altari di portare la sua medaglia al collo di onorare le sue reliquie quanto piuttosto di metterci alla sua scuola alla scuola di gesù se vogliamo seguire il cammino indicato da charles non c è altro cammino che quello che passa attraverso gesù di nazareth colui che ha voluto per sé l ultimo posto cops 9

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27 agosto 2013 a parigi medaglia miracolosa vogliamo oggi guadare maria attraverso il vangelo che abbiamo appena letto nella vergine maria che va a visitare la parente elisabetta riconosciamo l esempio più limpido e il significato più vero del nostro cammino di credenti e del cammino della chiesa stessa la chiesa è per sua natura missionaria è chiamata ad annunciar e il vangelo dappertutto e sempre a trasmettere la fede ad ogni uomo e donna e in ogni cultura «in quei giorni ­ scrive l evangelista san luca ­ maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa in una città di giuda» quello di maria è un autentico viaggio missionario È un viaggio che la conduce lontano da casa la spinge nel mondo in luoghi estranei alle sue abitudini quotidiane sta proprio qui anche per tutti noi il segreto della nostra vita di uomini e di cristiani la nostra come singoli e come chiesa è un esistenza proiettata al di fuori di noi il papa spesso sottolinea questo uscire verso le periferie dell esistenza umana l evangelista annota che «maria rimase con lei con la parente elisabetta circa tre mesi» queste semplici parole dicono lo scopo più immediato del viaggio di ma ria aveva saputo dall angelo che elisabetta aspettava un figlio e che era già al sesto mese ma elisabetta era anziana e la vicinanza di maria ancora molto giovane poteva esserle utile per questo maria la raggiunge e rimane con lei circa tre mesi per offrirle quella vicinanza affettuosa quell aiuto concreto e tutti quei servizi quotidiani di cui aveva bisogno elisabetta diventa così il simbolo di tante persone bisognose di tutte le persone bisognose di aiuto e di amore s vincenzo de paoli le suore della carità la carità di maria non si ferma 10 cops

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all aiuto concreto ma raggiunge il suo vertice nel donare gesù stesso nel farlo incontrare È ancora san luca a sottolinearlo «appena elisabetta ebbe udito il saluto di maria il bambino sussultò nel suo grembo» siamo così al cuore siamo al significato più vero e allo scopo più genuino di ogni cammino missionario donare agli uomini il vangelo vivente e personale che è lo stesso signore gesù e quella di gesù è una comunicazione e una donazione che ­ come attesta elisabetta ­ riempie il cuore di gioia «ecco appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo» lc 1,44 gesù è il vero e unico tesoro che noi abbiamo da dare all umanità È di lui che gli uomini e le donne del nostro tempo hanno profonda nostalgia anche quando sembrano ignorarlo o rifiutarlo È di lui che hanno grande bisogno la società in cui viviamo l europa il mondo intero sulla medaglia miracolosa troviamo un piccolo globo rappre cops 11

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senta il mondo intero fate coniare una medaglia su questo modello tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie la medaglia è il prolungamento di questa fede in dio una fede che catherine labourée ha vissuto nel silenzio infatti nessuno fino alla sua morte eccetto il suo padre spirituale sapeva che avesse avuto delle apparizioni chiediamo a maria tutte le grazie che simboleggiano i raggi di luce che si irradiano dalle sue mani aperte e che la sua materna intercessione e protezione ci porti sempre di più a suo figlio gesù 12 cops

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28 agosto 2013 madeleine delbrel il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa che un uomo prende e semina nel suo campo esso è il più piccolo di tutti i semi ma una volta cresciuto è più grande degli altri legumi il seme di senape è un seme molto piccolo piccolo quanto una punta di spillo mentre la pianta che ne deriva è piuttosto grande il seme ha una forza una potenza vitale il seme non è un sassolino inerte e un seme piccolo eppure pieno di forza e di vita quantitativamente poco visibile ma qualitativamente molto forte non è l albero che dà la forza al seme ma è il seme che con la sua forza si sviluppa in albero non dobbiamo lasciarci abbagliare dalla grandiosità la forza del vangelo non è misurabile con i criteri mondani come si legge in uno splendido passaggio di diogneto i cristiani vivono nel mondo come gli altri uomini eppure sono l anima del mondo «differenza cristiana» è benedi cops 13

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zione per tutti gli uomini anche se non si vede nel suo scritto noi delle strade madeleine delbrel che il cardinale carlo maria martini ha definito «una delle più grandi mistiche del xx secolo» afferma c è gente e lutti ordinari gente che ha una casa ordinaria e vestiti ordinari È la gente della vita ordinaria gente che s incontra in una qualsiasi strada noialtri gente della strada crediamo con tutte le nostre forze che questa strada che questo mondo che dio prende e mette da parte ma ce n è altra che egli lascia nella moltitudine che non ritira dal mondo È gente che fa un lavoro ordinario che ha una famiglia ordinaria o che vive un ordinaria vita da celibe gente che ha malattie ordinarie dove dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità madeleine delbrel era una cristiana comune in mezzo a gente comune senz altra caratteristica che la fede nel cristo risorto prima rifiutata poi cercata quindi accettata e 14 cops

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testimoniata e la sua straordinarietà sta proprio nell ordinario con cui ella sapeva relazionarsi con gli altri nell ordinario con cui riusciva ad operare per gli altri madeleine delbrel non era altri che una fedele laica che scelse di essere piccolo seme e lievito decidendo di farsi accoglienza e condivisione dialogo e testimonianza speranza e carità contro l individualismo e l egoismo e la gente ordinaria di cui parla madeleine sono fedeli laici semplici cristiani il problema è se io riesco a riconvertirmi annullando il mio individualismo ascoltando una volta e per tutte la parola di dio rivelata nella scrittura se nell accoglienza ho anche la forza di spezzare il muro del rifiuto di abbandonare la logica dell autosufficienza se riesco a farmi veramente piccolo seme gratuito testimone di fraternità evangelica nella missione del mio essere cristiano il nostro mondo anche le nostre comunità reclamano la presenza di cristiani che testimonino la forza e la bellezza della fede cristiana che attesti la centralità di gesù nel servizio generoso e gioioso dei fratelli specialmente poveri e abbandonati cristiani capaci di aiutare a vedere e toccare in certo qual modo quel gesù che essi quotidianamente accolgono nel loro cuore e nella loro vita cops 15

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