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naturfoto magazine e n°16 agosto 2010 n°17 gli scoiattoli della regina ì un incontro inaspettato con lo zigolo delle nevi naturfoto magazine e a occhio al ranocchio un insolito incontro 1
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naturfoto magazine gli scoiattoli della regina sciurus carolinensis a cura di flavio nobile piccoli e simpatici abitanti del bosco così siamo abituati a immaginare i minuti mammiferi che scorrazzano leggiadri tra le fonde dei sempreverdi gli scoiattoli tra di essi vi è lo scoiattolo grigio sciurus carolinensis sono andato ad incontrarlo con mia moglie ruxandra non sulle montagne o in particolari luoghi dove esso in natura abitualmente vive bensì in un luogo dove questo animaletto ha imparato a convivere a contatto con l uomo ed altre specie animali presenti londra eh si avete capito bene proprio la vecchia e gloriosa capitale del regno unito più precisamente ha 2 scelto di scorrazzare tra i famosi prati all inglese delle aree verdi della città in particolare prediligendo saint james s park la scelta non è certo casuale dal momento che siamo in pieno centro storico a due passi da buckingham palace la residenza dei reali d inghilterra potete immaginare in questa stagione come tutta l area sia invasa da generosi turisti che offrono prelibatezze a queste creature comportamento lo ricordiamo ancora una volta da evitare perché rende gli animali dipendenti dall uomo indebolendo significativamente la loro capacità di sopravvivere
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naturfoto magazine in modo autonomo gli animali selvatici in questo modo non sono nemmeno in grado di insegnare alla loro prole le tecniche di caccia mettendo così a serio rischio la procreazione di future generazioni qui a londra sembra però che questa considerazione sia quasi inutile dato che attualmente la popolazione conta otto milioni di abitanti senza contare i turisti agli scoiattoli della regina per un bel po non dovrebbero mancare occasioni per procurarsi cibo facile vediamo di conoscere meglio lo scoiattolo grigio che come vedremo,tanto fa discutere a causa della sua eccessiva diffusione questo mammifero appartenente alla famiglia degli sciuridi trova il suo habitat nativo oltreoceano infatti è originario dell america settentrionale e gli è stato dato il passaporto per l europa nel lontano 1876 quando ,in inghilterra venne introdotto come animale ornamentale nel parco di henbury nel cheshire una contea nel nord-ovest del paese lo scoiattolo grigio seppe ben adattarsi al nuovo ambiente urbano pur provenendo da un habitat costituito da boschi di latifoglie trovando le condizioni per riprodursi copiosamente la storia dell evoluzione insegna che chi meglio si adatta alle situazioni dettate dalle condizioni ambientali ha più successo cioè in altri e più spietati termini rimane in gara per la lotta per la sopravvivenza almeno fino a quando tali condizioni sussistono la probabilità di non estinguersi aumenta ulteriormente se si ha la capacità di sapersi adattare in tempi consoni anche alle ulteriori variazioni e quindi a nuovi e diversi scenari scritti nella sceneggiatura del futuro del pianeta insomma una lenta fatica per continuare a partecipare alla storia della vita ma torniamo ai giorni nostri e a parlare di questi animaletti 3 dalle folte code sembrano quasi dei folletti del bosco sono buffi nei loro prudenti spostamenti nonostante siano abituati alla convivenza con gli umani non ci trovo niente di strano dal momento che siamo noi stessi abituati a diffidare l uno dell altro il vestito che ha fornito la natura agli scoiattoli grigi ha dato loro anche il nome a causa del colore infatti la loro pelliccia presenta la tonalità grigia lungo tutto il dorso ma osservandoli più attentamente si potranno cogliere delle sfumature fulve che compaiono in diversi punti del loro corpo lascio a voi il divertimento di individuarli negli scatti che ho effettuato un dettaglio anatomico ben visibile è il loro pancino si presenta tondeggiante negli esemplari che qui a st james park mi saltellano a pochi metri di distanza questo a causa dell incessante approvvigionamento alimentare che garantiscono i turisti di passaggio sono ghiotti delle nocciole
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naturfoto magazine e noccioline che vengono a raccogliere direttamente dalle mani dopo essersi assicurati che il benefattore di turno non costituisca un pericolo hanno un atteggiamento così dolce e delicato che corromperebbe anche il naturalista più rispettoso in materia di etica comportamentale un modo complesso per dire che anche io ho fatto fatica a resistere alla tentazione di alimentarli ma qualcuno che dia il buon esempio ci deve pure essere mi domando perché debba toccare proprio a me la risposta è per il loro bene beata ignoranza gli altri ignari del perpetrarsi del danno che stanno causando seppur in buona fede si divertono da matti inutile fare la predica per due buone ragioni la prima dovrei trovare le giuste parole in una forma garbata ed in inglese troppa fatica la seconda ragione è che mi prenderebbero per pazzo qui ed essendolo già abbastanza di mio conto non ho bisogno di ulteriori conferme eh ,eh mentre rifletto sulla veridicità o meno di questa mia ultima considerazione osservo gli scoiattoli grigi in un loro tipico comportamento sotterrano il cibo scavando rapidamente delle buche con le loro zampe anteriori munite di artigli guardo meglio e mi accorgo che altri esemplari fanno l operazione inversa aiutandosi con l olfatto riescono a rintracciare le loro provviste recandosi esattamente nei punti dove le riserve sono state nascoste un comportamento che denota la simile capacità di memoria che è tipica anche di un uccello la ghiandaia gli scoiattoli grigi dimostrano ripetutamente di sapere dove andare a ritrovare ciò che avevano temporaneamente nascosto al sicuro tra l altro dagli occhi e dalla portata dei numerosi concorrenti hanno quindi una spiccata capacità mnemonica che consente loro di individuare numerosi 4
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naturfoto magazine uno scoiattolo grigio sciurus carolinensis mentre sotterra le provviste osservato da un corvo nascondigli semplicemente e meravigliosamente sorprendente affiderei loro i miei risparmi sono molto frenetici a quest ora del mattino sono circa le 10 il loro numero diminuisce qualche ora dopo immagino che con l aumentare della temperatura anche loro dicano ma chi me lo fa fare a starmene in giro sotto al sole piccoli ma intelligenti infatti i prati si ripopolano quando l astro del giorno si appresta a salutare un altro giorno trascorso quando cioè si rinfresca un pò l aria io e ruxandra assistiamo anche a qualche breve lite condominiale che si risolve in pochi secondi magari fosse così anche nel palazzo dove abito la natura insegna sempre agli uomini alcuni esemplari compie delle vere e proprie acrobazie risalendo velocemente le cortecce dei platani del parco si recano alle loro 5 domus ovvero ai loro alloggi nei tronchi vetusti sarà la casa che ospiterà la loro prole e questo oggi rappresenta un vero pericolo in tutti quei paesi dove lo scoiattolo grigio rappresenta una specie esotica per fare l esempio a noi più vicino dobbiamo fare un passo indietro nel tempo quando l ing.giuseppe casimiro simonis di vallario tornato da un viaggio di lavoro dagli stati uniti ebbe purtroppo la non brillantissima idea farsi spedire due coppie di scoiattoli grigi dal momento che quando li vide per la prima vota fu un colpo di fulmine l errore fu quello di volerli liberare nel parco della sua villa a gandiolo una località nei pressi di torino la prima coppia si disperse nei boschi circostanti e fu la più fortunata perché la seconda trovò le condizioni adatte rimanendo nel giardino e trovano la morte per arma da fuoco nello stesso infatti a causa delle loro
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naturfoto magazine inclinazioni alimentari distrussero ben presto il frutteto della villa la loro storia ebbe fine con le generazioni del 1974 risultato di quell insana introduzione del 1948 il danno ormai era compiuto perché la riproduzione derivante dall originaria coppia che aveva riconquistato la libertà portò ad una crescita consistente del numero di scoiattoli grigi questi estesero i loro territori e proliferarono mettendo oggi in grave difficoltà la specie autoctona dello scoiattolo comune sciurus vulgaris le caratteristiche fisiche dello scoiattolo grigio risultarono e risultano a svantaggio di quest ultimo il grigio ha una corporatura più robusta e le sue dimensioni sono maggiori dello scoiattolo comune questi sono due fattori che associati alla migliore adattabilità della dieta hanno favorito la sua incontrollata diffusione nei territori di immissione a scapito del suo fratello minore lo scoiattolo comune di conseguenza si vede attualmente derubato dei suoi habitat elettivi procedendo rapidamente verso l estinzione prestigiosi istituti in itala e all estero stanno studiando il caso per poter arginare questa situazione che riguarda diverse zone del nostro globo purtroppo tra le valutazioni c è anche quella di sopprimere una significativa quota eccedente di scoiattoli grigi lo scoiattolo comune non è in grado nemmeno statisticamente di sopportare la convivenza con il suo involontario antagonista a causa dello scarso indice di natalità paragonato con quello del suo concorrente che si può mediamente stimare con un rapporto di cinque a uno spero vivamente che questa creatura possa andare incontro ad un futuro migliore e mi auguro che questa esperienza insegni ancora una volta all uomo a rispettare la natura ed i suoi equilibri cari scoiattoli della regina ora mi devo congedare ma il mio non vuole essere un addio e un arrivederci ricco di speranza ed ottimismo nei vostri confronti sapendovi creature innocenti foto © flavio nobile scrivi all autore nobile@naturfoto.it 6
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naturfoto magazine occhio al ranocchio a cura di federica cenci francamente non so dire come possa essere nata in me la passione per le rane in effetti non sono i tipici animali amati dal gentil sesso piuttosto mi sarei potuta orientare sulle farfalle così variopinte sulle libellule dalle ali delicate su un qualsiasi volatile o mammifero dall aspetto gradevole e invece non so resistere non appena mi accosto ad uno specchio d acqua ovunque sia ecco che sto lì a tentare di scovarne una appollaiata su una canna o su una tifa o seminascosta tra le lenticchie d acqua ed adesso che il caldo si fa sentire è una vera delizia poterle osservare prendere il sole pigramente accomodate sulle rocce al bordo dei canali o placidamente immerse 7 nel loro stagno preferito il loro gracidio è un richiamo irrefrenabile subito impugno la reflex e cerco di immortalarle nelle loro assorte espressioni prima che spicchino un salto e si vadano a nascondere nel limo e fra la vegetazione più folta l osservazione e poi la fotografia mi hanno spinto come accade di solito a tutti coloro che si dedicano ad attività di questo tipo a volerne sapere qualcosa in più su questi buffi animali già avevo imparato a scuola il particolare ciclo vitale di questo anfibio e la sua straordinaria metamorfosi dal girino fino all individuo adulto forse è stato questo a colpire la mia fantasia ma mai avrei potuto immaginare che anche solo
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naturfoto magazine attribuire un nome ai miei scatti mi avrebbe messo di fronte ad una questione tanto complicata quanto interessante le nostre comuni rane verdi apparentemente tutte uguali non appartengono tutte alla stessa specie anzi la loro classificazione è tutt ora in fase di definizione perché non può essere basata esclusivamente sull osservazione di alcune caratteristiche più evidenti ma necessita di accurate analisi biochimiche e genetiche fino alla metà del secolo scorso la classificazione di questi anfibi aveva individuato come presenti in italia solo due specie la rana ridibunda o rana verde maggiore e la rana esculenta o rana verde minore mentre a partire dagli anni settanta è stata aggiunta a queste anche la rana lessonae la rana dei fossi una specie presente in francia nell inghilterra meridionale in russia in svezia e diffusa in tutta la penisola italiana tranne in sardegna dove è stata introdotta in seguito però la rana esculenta è stata riconosciuta da alcuni studiosi polacchi come un idrido risultante dalla fusione del patrimonio genetico della ridibunda e della lessonae questo ibrido è un individuo molto particolare in primo luogo può formarsi solo da un unico incrocio da un maschio di lessonae e una femmina di ridibunda poiché per problemi legati alla loro dimensione femmine di ridibunda e maschi di lessonae non possono accoppiarsi tra loro in secondo luogo è in grado si trasmettere il proprio genoma misto o autonomamente alla sua discendenza o accoppiandosi con una specie parentale e mantenendo comunque il patrimonio genetico della ridibunda in tutte le successive generazioni l intero patrimonio genetico infatti della rana 8
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naturfoto magazine alessonae viene distrutto in maniera selettiva durante la produzione degli ovuli e degli spermatozoi da parte della rana esculenta un fatto veramente singolare che prende il nome di ibridogenesi in pratica quando una rana esculenta e una rana lessonae si accoppiano i geni trasmessi sono rispettivamente quelli della rana ridibunda e della rana lessonae e la prole che ne deriva non è altro che l ibrido di rana esculenta che in questo modo può perpetuare la sua specie anche se la ridibunda ormai è assente dai medesimi territori anzi in ultima analisi la presenza dei geni della ridibunda nella rana esculenta è divenuto testimonianza della sua esistenza passata in tutte quelle zone in cui questa specie attualmente non è più presente in questo particolare gioco genetico esiste però un perdente la rana lessonae infatti ogni volta che si unisce con individui non appartenenti alla propria specie vede disperso il proprio patrimonio genetico ma non sempre questi anfibi riescono a compiere le giuste scelte al momento dell accoppiamento anche la rana esculenta comunque deve scegliere con molta attenzione il proprio partner poiché mentre l accoppiamento con la lessonae le garantisce la sopravvivenza l unione di esemplari della stessa specie di due ibridi quindi presenta un elevatissimo grado di mortalità precoce degli individui già allo stadio di girino poiché il genoma trasmesso originario della ridibunda e continuamente clonato accumula in sé numerose mutazioni genetiche che alla lunga tendono a renderlo particolarmente difettoso È pur vero che la specie derivata dall ibridogenesi è più resistente alle situazioni critiche di inquinamento e alle variazioni dei parametri ambientali e che questo fenomeno sembra essere sorto in maniera autonoma in 14 aree diverse e totalmente indipendenti le une dalle altre un fenomeno evolutivo ancora in corso quando dunque vi accostate ad uno stagno richiamati da un assordante gracidio e vi capita di osservare questi anfibi dalla vita così singolare oggetto per decine di anni di leggende proverbi e superstizioni non dimenticate di scattare una foto e provate a dare un nome al vostro soggetto anche se morfologicamente sono molto simili tra loro i maschi provvisti da ogni lato della testa di un sacco vocale cambiano il colore di questa membrana a seconda della specie è infatti bianca nella rana dei fossi nera nella rana ridibunda e grigia nella esculenta per tutto il resto le poche differenze si limitano alle dimensioni la rana dei fossi è la più piccola delle tre e ad alcune variazioni del colore del dorso e delle macchie dorsali o inguinali insomma se siete affascinati da questo anfibio o ben determinati nella sua classificazione non resta che augurarvi occhio al ranocchio foto © federica cenci scrivi all autore folaga@naturfoto.it 9
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naturfoto magazine un insolito incontro dalle damigelle alla ricerca della ghiandaia marina e invece a cura di diego pelliccia per ritemprarci dalle fatiche della settimana lavorativa ed approfittando di un lunedì libero ci siamo concessi una piccola gita nelle aree protette intorno la capitale proprio a due passi da casa la nostra meta iniziale sono state le cascate di monte gelato una piccola area protetta appena sotto in borgo di calcata molto nota a tutti gli appassionati di macrofotografia per la straordinaria presenza di libellule e damigelle oltre che di altri insetti di varie specie macrofotografia allora non c è un briciolo di speranza di farsi una bella e sana dormita sveglia alle quattro in punto e armati di reflex e del nostro nuovo acquisto in campo di obiettivi macro si parte alla volta della valle del treja unica consolazione ad una alzataccia di questo genere la fondata speranza di trovare il raccordo praticamente deserto ed infatti in una cinquantina di minuti siamo sul posto giusto in tempo per vedere spuntare i primi raggi del sole che vanno ad indorare le tife e le canne al bordo dell acqua e qui ecco le nostre beniamine infreddolite ed immobili ma meravigliose nei loro colori più sgargianti damigelle di ogni specie aspettavano di scaldarsi al sole per poi spiccare il volo alla ricerca di qualche moscerino con cui fare una lauta colazione non a caso fanno parte dell ordine degli odonati che vuole propriamente dire dalla mandibola provvista di denti alle cinque 1
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naturfoto magazine della mattina la luce per lo scatto non è certo delle migliori ma i nostri soggetti si sono rivelati comunque molto disponibili anche perché non avrebbero potuto fare altrimenti come i rettili anche gli insetti hanno bisogno di raggiungere una certa temperatura corporea prima di muoversi e all alba restano praticamente immobili sulla vegetazione dando l occasione all osservatore mattiniero molto mattiniero di poterli ammirare in tutta la loro bellezza armati di pazienza e di un robusto quanto indispensabile in questo caso treppiede abbiamo potuto soddisfare tutta la nostra passione per l infinitamente piccolo e saggiare tutte le potenzialità del nostro nuovo arrivato e di tutti i suoi 180 mm ma come tutte le cose belle anche questo momento si è rivelato inevitabilmente breve in neppure un paio d ore i nostri amatissimi insetti hanno ritrovato tutta la loro vitalità compresa la passione per il volo frenetico che fare tentare qualche appostamento scattare al volo o deporre le armi complice il vento che cominciava ad alzarsi e qualche nuvola che rendeva la luce insufficiente ci decidiamo per la terza ipotesi la macro è un esercizio di pazienza anche quando si tratta di avere tolleranza nei confronti degli agenti atmosferici non ci resta quindi che imbracciare il 300mm e dirigerci altrove nella speranza di trovare qualche altro soggetto disponibile l alba ci aveva regalato i meravigliosi colori delle damigelle la sottile trama delle loro ali ma un incontro insolito ancora ci attendeva non lontano da calcata sempre sulla cassia veientana in direzione viterbo si trova l antichissima città di sutri e visto che più di una volta ci eravamo proposti di andarla a visitare ci incamminiamo in quella direzione anche perché più di una volta avevamo sentito dire che da quelle parti è possibile vedere la ghiandaia marina hai visto mai 1 l antichissima città di sutri è veramente bella come dicono a partire dall eccezionale anfiteatro completamente scavato nel tufo per finire con il complesso di necropoli che circonda la collina e il boschetto sacro abbiamo subito fatto un giro alla ricerca di qualche rarità avvistando qualche gazza e una ghiandaia comune la passeggiata si è rivelata fin da subito bella e allettante quando poi ci siamo diretti a fare il giro delle necropoli ecco la sorpresa silenziosissima da un ramo che pendeva dalla parete di tufo si
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naturfoto magazine tipico abitatore delle rovine come avevamo fatto a pensare di non incontrarlo in mezzo a tutti questi sassi diroccati questo graziosissimo volatile ha iniziato a spostarsi fra gli alberi della campagna circostante prima tra i rami di un pino marittimo poi su un cipresso per ritornare infine sullo steccato che circondava la zona archeologica quattro passi furtivi ed eccoci pronti all appostamento abbiamo deciso di non avvicinarci troppo per non spaventare l animale e soprattutto per non rischiare che volasse via lasciandoci a bocca asciutta guardandola attraverso l obbiettivo della macchina fotografica potevamo vedere i suoi grandi occhi gialli fissi su di noi non eravamo passati inosservati come avremo potuto ma la civetta non sembrava così determinata ad andare via immobile sul suo posatoio di tanto in tanto girava attorno lo sguardo per sorvegliare la zona pronta comunque a spiccare il volo al primo avviso di minaccia dobbiamo essergli sembrati particolarmente inoffensivi perchè siamo riusciti procedendo cautamente al passo del leopardo ad avvicinarla ancora un poco e ad immortalarla in qualche scatto la luce non era certo delle migliori perché l animale si trovava all ombra di un imponente e fronzuto fico ma non si può avere tutto dalla vita quando la nostra modella ha pensato ci essersi concessa all obiettivo per un tempo sufficiente con un rapido quanto silenziosissimo volo è tornata ad accomodarsi sulla cresta della parete di tufo lasciandoci con il naso in su ad ammirarla ancora un po indolenziti forse per l appostamento ma felicissimi del nostro insolito incontro foto © diego pelliccia scrivi all autore folaga@naturfoto.it gli amici di naturfoto ti aspettano sul forum per discutere ammirare e condividere insieme le emozioni che la natura ci regala attraverso l immagine e la fotografia visita il nostro sito http www.naturfoto.it e-mail info@naturfoto.it vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi forma dei contenuti del presente documento senza il consenso scritto degli autori 1
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