ottobre2010

 

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ottobre 2010 n°19 un amico ingombrante l orso bruno folgore par se la via attraversa ovvero il ramarro lascio o raddoppio?

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naturfoto magazine e un amico ingombrante l orso bruno a cura di flavio nobile il fascino che la natura ci trasmette è un qualcosa di ancestrale che trova le sue origini nelle mille meraviglie che essa è sempre pronta ad offrire a chi ne sa apprezzare e valorizzare i suoi aspetti.il mondo che ci circonda è estremamente ricco di biodiversità al punto tale da alimentare continuamente la nostra voglia di scoprire in modo particolare il fortunato pubblico che ha modo di assistere a quanto di meraviglioso il mondo naturale mette a disposizione è sempre più affascinato dalle immagini degli animali che popolano il nostro pianeta e che i documentari ricchi di spettacolari sequenze e contenuti sorprendenti hanno contribuito a far conoscere tra i classici un posto d onore lo ricopre sicuramente un caro vecchio ed ingombrante amico a quattro zampe l orso bruno ursus arctos questo splendido e voluminoso mammifero oltre ad appartenere alla classe di cui fa parte anche l uomo quella dei mammiferi divide con esso una ulteriore caratteristica utilizza l intera pianta del piede quando compie i suoi spostamenti e cioè un plantigrado in questa immagine si può ammirare la pianta della zampa dell orso in tutta la sua grandezza 1

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naturfoto magazine ho avuto l occasione di poter osservare l orso bruno e parte dei suoi comportamenti in un recente viaggio traendone un esperienza molto interessante ciò che immediatamente mi ha colpito di questo splendido animale è la sua fisicità vederlo dal vivo è tutt altra cosa rispetto alle sensazioni che possono trasmetterci i filmati trasmessi in tv e sto osservando il selvatico in condizioni di assoluta sicurezza la mole del plantigrado me lo fa dimenticare il suo aspetto può indurre a pensare che mangi costantemente quantità ingenti di alimenti in realtà l orso bruno non potrebbe mai andare d accordo con i consigli di un dietologo infatti il suo comportamento nei confronti del cibo è estremamente variabile a seconda del lo vedo spuntare dietro ad un cespuglio mentre è intento a cogliere gli odori presenti nell aria ha infatti uno sviluppatissimo senso dell olfatto di cui si serve soprattutto per la ricerca del cibo classificato come il maggiore tra i predatori terrestri e appartenente all ordine dei carnivori in realtà segue una dieta prevalentemente a base vegetale al suo cospetto però la notizia non mi rassicura affatto in tempi meno recenti l orso consumava una maggiore percentuale di carne nel tempo le sue abitudini sono mutate tanto che oggi la stessa rappresenta meno di un quarto del totale del cibo di cui necessita seppure 2 suo fabbisogno energetico del momento a tal proposito nel mio caso quello che sto osservando è un esemplare femmina che sembra godere di buonissima salute lo si vede oltre che dalla stazza anche dalla folta pelliccia marroncina che conferisce ulteriore volume alla sua robusta sagoma questo risultato deriva anche dal vantaggio di essere in realtà onnivori più che carnivori la capacità di sfruttare le diverse risorse di un territorio favorisce quella flessibilità che in natura fa la differenza nella lotta per la sopravvivenza oltre a vari tipi di piante e dei loro frutti l orso è capace anche di nutrirsi di insetti la femmina che ho

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naturfoto magazine modo di studiare sta giusto rivoltando come nulla fosse una pesante roccia alla ricerca di uno o più di essi deve aver fiutato quello che può essere considerato uno spuntino molto proteico il rumore prodotto dalle narici del plantigrado è chiaramente udibile un suono possente e selvaggio la pressione dell aria espulsa vicino al terreno per localizzare la preda fa alzare nell aria la polvere del suolo l emozione è grande in religioso silenzio continuo ad osservarla cercando di fissare nella mia mente le principali caratteristiche del suo aspetto fisico la sua testa ad esempio risulta frontalmente di una forma tondeggiante e voluminosa in proporzione gli occhi sono piccoli come pure le orecchie tra di esse più arretrata spunta una gobba costituita da muscolo una caratteristica peculiare degli orsi bruni che li distingue dalle altre specie di orsi continuo a scrutare l esemplare nei suoi lenti movimenti ed esso si pone di profilo consentendomi di apprezzarne anche le dimensioni longitudinali partendo come riferimento dal naso fino a giungere alla coda mediamente queste due parti nelle femmine possono essere separate da una distanza che può arrivare fino a due metri e venti centimetri e fino a due metri e mezzo nei maschi l altezza alla spalla questi animali arriva a toccare il metro e venti ovviamente parliamo di esemplari adulti il dettaglio anatomico che più colpisce però è quello che si trova all estremità dei possenti arti gli artigli non retrattili una visione che intimorisce e che automaticamente infonde una sensazione di profondo e prudente rispetto nei confronti di questi bestioni si tratta di micidiali strumenti che lasciano davvero il segno e sufficiente 3 e vedere in che stato si riducono i tronchi dopo essere stati accarezzati da queste vere e proprie armi ma in certi casi vengono usati con estrema delicatezza quando ad esempio nei dintorni si aggirano dei cuccioli da tenere a bada e lo spettacolo a cui posso assistere anch io tra le fronde si ode un fruscio caotico ,che corrisponde visibilmente allo scuotimento delle sommità delle piante scosse dall innocente ed irrefrenabile voglia di giocare di due piccoli irresistibili orsetti sono i figli della femmina che per prima si è mostrata al mio teleobiettivo i due fratellini esprimono tutta la loro gioia di vivere sotto l occhio vigile della madre

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naturfoto magazine che ne segue ogni movimento sono scene divertenti e commoventi allo stesso tempo per la tenerezza che suscitano per un fotografo naturalista sono anche istanti in cui ci si sente appagati degli sforzi sostenuti per l acquisto delle attrezzature che nemmeno lontanamente sono paragonabili alla immensa soddisfazione che si prova quando si ha l occasione di assistere ad eventi del genere i due marmocchi pelosi si azzuffano a suon di spintoni e mettono in mostra il loro caratterino piuttosto selvaggio stanno mettendo in chiaro la loro voglia di far capire chi è il più forte regalandomi scene molto divertenti a e volte proprio come accade tra i bambini la voglia di giocare può trasformarsi in un vero e proprio comportamento aggressivo quando il gioco si fa troppo duro alla stessa stregua di un genitore umano mamma orso prende provvedimenti la vedo voltarsi verso i suoi cuccioli che evidentemente stanno esagerando e intromettersi fisicamente tra loro allontanando con una zampa uno dei due con molta decisione ma altrettanta delicatezza un contrasto sorprendente tra la forza che quelle stesse membra possono sprigionare e il misurato impiego dell energia utilizzata per sedare la piccola rissa l ordine è 4 ristabilito ma solo per poco i due discoletti alla prima occasione si avvinghiano nuovamente mostrando i piccoli canini all avversario mentre assumono contestualmente una goffa postura bipede ,cercando di porsi su due zampe quegli stessi denti un giorno diverranno affilati e andranno a far compagnia ad altri quaranta compagni che si troveranno all interno della loro bocca ma non è ancora ora di mostrare i veri muscoli i piccoli saranno affiancati dalla premurosa madre per almeno due anni e fino ad un massimo di quattro a lei spetta il compito di educarli ed insegnare loro a distinguere il cibo di cui nutrirsi e le tecniche per procurarselo i due orsacchiotti sono alle prime armi e ciò è reso ben visibile dalla divisa che indossano infatti è evidente un area più chiara di pelliccia sul dorso in corrispondenza delle spalle per il momento sono soldati semplici ma diverranno i protagonisti indiscussi del

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naturfoto magazine loro habitat le cure parentali creano un profondo legame tra le femmine ed i loro piccoli esse sono pronte a qualunque sacrificio anche a sacrificare la propria vita pur di respingere un attacco o una minaccia alla loro prole come dare loro torto vista la delicata gestazione che devono affrontare per consentire la nascita di nuovi individui nel periodo degli amori che ha luogo tra fine maggio e l inizio di luglio si vengono e impianto ritardato ed è diffuso tra diverse specie di mammiferi un incredibile processo che mette in relazione lo sviluppo della vita con idonee condizioni affinché essa abbia luogo negli orsi ciò è legato dalla quantità delle riserve di grasso che in quel momento l esemplare interessato ha accumulato se invece tutto andrà per il verso giusto gli orsacchiotti verranno alla luce dopo circa otto settimane dall impianto del feto e a formare le coppie che daranno luogo alle nuove generazioni ma il processo che le vedrà affacciarsi alla vita ha qualcosa di straordinario una volta che l accoppiamento ha avuto luogo con successo non è detto che l embrione che verrà a svilupparsi avrà necessariamente fretta di venire al mondo infatti se le condizioni fisiche della femmina non sono idonee a sostenere la gravidanza durante il periodo letargico invernale l embrione stesso può non svilupparsi nonostante l avvenuta fecondazione e non dare luogo alla formazione del feto questo particolare fenomeno è noto come 5 peseranno meno di mezzo chilo nel mio caso ne ho due da fotografare ma il parto può generare anche quattro piccoli come pure un solo cucciolo per la mamma non fa differenza e tutto ciò che ha e che quindi va assolutamente preservato dopo le zuffe infantili dei due fratellini segue un breve periodo di tregua che consente anche a me di interrompere le raffiche di scatti fotografici non passa molto che un maschio compare all orizzonte la peggior minaccia per i piccoli perché il maschio potrebbe attaccarli fino ad ucciderli in quanto rappresentano un ostacolo al suo istinto

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naturfoto magazine e dimostrata emettendo un potente bramito il maschio si arresta sa che potrebbe avere la peggio nonostante il suo vantaggio in termini di fisicità frustrato e nervoso rinuncia all idea e voltandosi si allontana sembra non voler accettare l idea della sconfitta ne approfitta per rinfrescare i bollenti spiriti abbandonandosi in una vicina pozza d acqua alla ricerca di un momento relax viene raggiunto da una femmina più anziana che sembra voler tener d occhio il bestione e distrarlo dall idea di riprovare a dare luogo ad un successiva azione offensiva la presenza questa volta sembra essere gradita ed i di accoppiamento che non può concretizzarsi fino a che la femmina riserverà loro le sue attenzioni e lei lo sa bene si pone subito in un atteggiamento di allarme e sorveglia tutti gli spostamenti del pretendente la tensione si respira nell aria e la avvertono anche i cuccioli che cercano riparo sotto un vicino albero l atmosfera pacifica che fino a poco fa dominava lo scenario ora è diventata pericolosa ed il silenzio è interrotto dall incedere furioso del maschio in direzione degli orsacchiotti una pericolosa sfida anche di fronte all aggressività della femmina 6

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naturfoto magazine e due cominciano a socializzare scambiandosi effusioni a base di canini lo spettacolo è mozzafiato e si protrae per diversi fantastici minuti poi il gigante esce pesantemente dalle acque torbide rivolge un ultimo sguardo alla giovane femmina che non fidandosi delle scene pacifiche a cui ha assistito a debita distanza attende che il campo sia definitivamente libero da minacce poi richiamando a se i piccoli li conduce in quello stesso specchio d acqua che dopo pochi istanti mi regala nuove emozioni infatti gli negli occhi degli orsacchiotti si legge chiaramente la forte tentazione di entrare nella pozza quale maggiore divertimento potreb-bero pretendere con fare circospetto la madre fa strada ai piccoli precedendoli quando questi ultimi sono prossimi alla sponda ecco che avviene il sorpasso che si conclude con un duplice tuffo trovate voi le parole per descrivere cosa si può provare una radice affiora in superficie e uno dei due piccoli si dirige verso di essa nuotando raggiunto il trofeo se lo mette tra le fauci in questo momento assomiglia più ad un cane da riporto che ad un orso bruno la 7

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naturfoto magazine conquista dell oggetto scatena le invidie del fratello che lo attende sulla sponda e due si guardano negli occhi ed in un battibaleno si trovano impegnati in un umido corpo a corpo coreografato dagli schizzi d acqua provocati dalla loro irruenza lo spasso supera anche i richiami all ordine della madre che valutando non rischioso lo scontro in atto li lascia fare seppur comunque sotto stretta sorveglianza le due birbe un po stanche ma mai dome trasferiscono il duello sulla terraferma rotolandosi a più riprese nel manto erboso giusto il tempo di riprendere il fiato tra uno spintone e l altro e via parte un nuovo inseguimento irresistibile.rimango colpito da questi comportamenti che sono straordinariamente simili alle relazioni sociali degli esseri umani percepisco in modo netto come questi animali provino sensazioni che danno luogo ad azioni e reazioni gli orsi generalmente sono solitari e non tendono a difendere il territorio dai loro simili tranne in quei periodi in cui possono entrare in conflitto per la conquista di una compagna sono piuttosto tolleranti anche quando esemplari del medesimo sesso dovessero venirsi a trovare in un area comune anzi l abbondanza di cibo in determinate arre può costituire addirittura un momento di aggregazione ed è proprio la quantità di cibo disponibile che detta le leggi dei loro spostamenti e che li 8 lega al loro habitat come detto in precedenza il ruolo del genitore per i cuccioli è di fondamentale importanza per imparare a riconoscere le fonti alimentari queste saranno l unica fonte di sostentamento che trasformata in grasso permetterà loro di riuscire a superare i rigori dell inverno nella bella stagione il loro appetito attraversa una fase detta di ipofagia ovvero un periodo in cui in cui non si nutrono molto quando però i colori dell estate lasciano il passo alle tinte fulve dell autunno avviene il contrario gli orsi avvertono il bisogno di accumulare grandi quantità di cibo iperfagia che andranno ad aumentare considerevolmente il loro peso in vista della brutta stagione quando le giornate si accorciano e le temperature si abbassano lasciando la firma dell inverno questi animali vanno in letargo si sistemano all interno di ripari naturali come le grotte o tane da loro stessi scavate che li ospiteranno in questa fase in cui il metabolismo rallenta e che potrà durare dai tre ai sei mesi un profondo lungo sono che talvolta può essere brevemente interrotto da condizioni ambientali che possono risultare più favorevoli questi luoghi saranno gli stessi che vedranno venire alla luce i piccoli orsi tra gennaio e febbraio e costituiranno il loro rifugio fino alla primavera prima che ciò avvenga

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naturfoto magazine e l adulto fa economia di energie riuscendo a ridurre i consumi fino al settanta per cento il bioritmo rallenta e le pulsazioni cardiache di conseguenza cinque volte più lente circa quattro battiti al minuto scende anche la temperatura corporea che tocca i trentuno gradi ciò contribuisce a far rimanere gli orsi nel loro stato di torpore quando la temperatura si fa più mite si assiste al loro risveglio al quale corrisponde un progressivo aumento dell appetito visto che per lungo tempo non si sono praticamente più nutriti o meglio hanno metabolizzato le loro risorse interne compresa l urina che con particolari processi di trasformazione di cui è capace il loro organismo viene privata delle molecole di azoto che andranno successivamente a contribuire a generare delle reazioni chimiche che daranno origine a sostanze energetiche non è incredibile tutto ciò vendendo i due cuccioli giocare tutto questo facilmente mi sfugge e più immediato percepire il loro differente carattere che i loro segreti biologici la loro curiosità di esploratori sarà una importante 9 caratteristica che da strumento ludico si convertirà in un importante mezzo che li aiuterà a conoscere nuovi territori dove insediarsi temporaneamente questi ultimi sono caratterizzati da un ambiente di tipo montano dove abbondano boschi di querce e faggi e sono presenti piante che producono bacche come ad esempio il ranno alpino rhamnus alpina di cui gli orsi bruni sono ghiotti un importante elemento che deve essere rispettato affinché questa specie oggi considerata in pericolo in modo critico lista rossa dei vertebrati italiani ­ possa continuare ad esistere è la presenza di zone assolutamente tranquille dove potersi muovere e nel caso del letargo invernale poter riposare un minimo elemento di disturbo specialmente in quest ultimo caso può addirittura mettere a rischio la cucciolata senza poi parlare di tutte quelle situazioni indotte dall uomo che meritano una trattazione separata data la vastità dell argomento avere l occasione di assistere a quanto la natura mi sta regalando mi induce ad avvertire un senso di responsabilità nei confronti di

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naturfoto magazine e questi magnifici selvatici spero vivamente che la stessa cosa venga condivisa da un numero sempre crescente di persone in modo tale che l uomo rappresenti in un futuro non troppo lontano il suo più importante alleato e non il suo principale nemico i due piccoletti incuranti del loro destino vengono ora richiamati dalla mamma mentre il sole scende verso l orizzonte e finita la ricreazione la famigliola si ricompatta e scompare progressivamente nella vegetazione circostante lasciando le tracce del suo passaggio ed un indelebile straordinario ricordo in me pochi istanti sono trascorsi e già avverto con nostalgia la loro assenza ma sento che questo è solo un silenzioso arrivederci p.s sono molte le sottospecie di orso bruno nel presente articolo i contenuti ed i comportamenti descritti fanno riferimento in particolare a quelli osservati da me nella specie europea ursus arctos /ursus arctos arctos scrivi all autore nobile@naturfoto.it fotografie © flavio nobile 10

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naturfoto magazine e folgore par se la via attraversa ovvero il ramarro a cura di federica cenci come il ramarro sotto la gran fersa ne dì canicular cangiando siepe folgore par se la via attraversa dante inferno xxv 79-81 giuseppe genè pubblicò a torino nella seconda metà dell ottocento un grazioso volumetto intitolato dei pregiudizi popolari intorno agli animali alla pagina ventinove e seguenti di questo testo è possibile leggere una straordinaria serie di notizie che l autore aveva raccolto dalle tradizioni locali dal folklore e dalle leggende popolari sul sauro più bello e più timido della nostra penisola il ramarro il ramarro è un appassionato ammiratore ed amico dell uomo ­ riporta 11 genè ­ se gli passi vicino fissa in te immobilmente lo sguardo da questa credenza ­ continua l autore ­ trae origine il detto italiano tra l altro riportato nel dizionario degli accademici della crusca alla voce ramarro aver gli occhi del ramarro vale a dire avere un occhio o meglio uno sguardo bello e attraente che ammira volentieri gli uomini ma è davvero così già l illustre zoologo piemontese avvertiva il lettore riguardo l inconsistenza di questa nozione

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naturfoto magazine naturalistica quando ci si avvicina al ramarro il più delle volte questo fugge e si rintana o anche se resta immobile con lo sguardo spia i movimenti dell uomo per comprendere se dall invadente osservatore provenga o meno per lui una minaccia un pericolo avvicinatevi al ramarro ­ aggiunge con ironia genè ­ e vedrete come fuggirà via in una celere corsa anteponendo la sua sicurezza alla contemplazione delle bellissime forme altrui regalatevi una tranquilla passeggiata in natura avrete anche voi l occasione di ammirare questo bellissimo parente della più comune lucertola e di concordare con il nostro naturalista sull indole schiva e timida di questo affascinante rettile il ramarro infatti ama frequentare i luoghi assolati per garantire al proprio corpo la giusta termoregolazione ma preferisce ambienti non troppo scoperti zone ricche di cespugli meglio se spinosi muretti a secco e talvolta legnaie siepi bordi di strade o di sentieri prati con erba alta tutti luoghi in cui insomma sia facile e trovare un rifugio o un nascondiglio da un possibile predatore pur potendo mimetizzarsi facilmente nel verde grazie alla propria colorazione di fronte al pericolo il nostro rettile preferisce la fuga per sfuggire alla minaccia sfruttando l eccezionale velocità sul qualsiasi terreno l abilità nell infilarsi anche in spazi ridottissimi è dotato di un corpo decisamente elastico e non ultima una prodigiosa attitudine al nuoto la sua indole riservata e discreta la rende quindi una preda di difficile cattura poco amante delle arrampicate sugli alberi in questo sport decisamente hanno la meglio le lucertole muraiole ma non bisogna pensare che questa strategia difensiva sia dovuta alla sua incapacità di confrontarsi degnamente con un nemico il ramarro infatti se costretto dalla situazione sa difendersi con molta energia arrivando a non mollare la sua presa fino a quando l avversario non desiste dal suo attacco riporta ancora il dizionario degli accademici della crusca che in maniera proverbiale si dice bocca un esemplare di lacerta viridis o ramarro orientale una delle due specie di ramarro presente in italia 12

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naturfoto magazine di ramarro a colui che piglia e non lascia le cose prese la tenacia del ramarro rimane tutt ora infatti leggendaria e trae probabilmente origine dal fatto che nei rari casi in cui questo sauro ha morso l uomo non ha mollato la presa resistendo perfino al fuoco fortunatamente per noi la sua principale strategia difensiva è la fuga non solo nel confronto fra preda e predatore il ramarro trova un opportunità importante per mostrare la propria forza anche la stagione degli amori gliene offre l occasione essendo un animale sedentario e territoriale nel periodo riproduttivo delimita il proprio territorio possono circoscrivere aree che vanno dai duecento fino ai milleduecento metri-quadri di superficie con delle lotte in forma ritualizzata durante le quali i due contendenti si afferrano reciprocamente per la mandibola tirando poi con tutte le proprie forze fino a quando l individuo più debole consapevole della propria inferiorità lascia la presa muove le zampe anteriori in segno di sottomissione e ritorna alla propria tana alle volte è possibile assistere a dei veri e propri inseguimenti fra l erba 13 e che culminano in queste violente aggressioni frontali tra maschi adulti e che possono essere perfino scatenate dalla sola vista della macchia azzurra che l altra specie di ramarro presente in italia la lacerta bilineata o ramarro occidentale

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naturfoto magazine gli esemplari maschi possiedono sotto la gola durante la stagione primaverile questa macchia infatti è segno di virilità e i maschi la esibiscono nel periodo degli amori sollevando la parte anteriore del corpo in un atteggiamento di imposizione mentre contemporaneamente frustano l aria con la coda per indurre il rivale a sottomettersi dopo aver eliminato gli altri pretendenti però il ramarro non si dimostra certo meno aggressivo i preliminari dell accoppiamento con la femmina appena conquistata infatti non prevedono danze rituali offerte di cibo o parate nuziali piuttosto dei rudi e scortesi morsi il maschio letteralmente addenta la femmina prima alla base della coda poi sul fianco e continua a morderla anche nel corso dell accoppiamento mentre la tiene ferma con le zampe posteriori per questo motivo in primavera è possibile osservare degli esemplari femminili di questa specie che mostrano sul fianco delle vistose cicatrici a forma di v sono le partner di un ramarro che non solo ha vinto i propri avversari ma ha garantito la continuità del proprio corredo genetico e fecondando la propria compagna dalle uova lunghe e membranose che la femmina depone in una buca poco profonda scavata nella sabbia o nell argilla dopo due o anche tre mesi di incubazione vengono alla luce piccoli ramarri delle dimensioni di pochi centimetri che fin dalla nascita non sono previste per i nuovi arrivati cure parentali di nessun genere la femmina depone le uova e le abbandona subito dopo dovranno fronteggiare i propri nemici naturali donnole gatti serpenti roditori e talvolta gli stessi maschi adulti sono state forse le osservazioni dei combattimenti e del rituale di accoppiamento a dir poco brutale a far sorgere leggende sulla forza e la combattività del ramarro in modo particolare quella l unica forse rimasta ancora viva ai nostri giorni secondo la quale il ramarro non solo è in grado di fronteggiare la vipera ma con un sibilo avverte anche l uomo della sua presenza dice un proverbio il ramarro tienilo alla tua destra perché ti fischia nell orecchio già genè a proposito di questa tradizione un esemplare di ramarro sorpreso nell ambiente che gli è più familiare 14

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