novembre2010

 

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naturfoto magazine e novembre 2010 n°20 ì i sirfidi e il mimetismo batesiano un incontro inaspettato con lo zigolo delle nevi naturfoto magazine e a un bottone a otto zampe la post produzione alla portata di tutti 1

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naturfoto magazine e i sirfidi e il mimetismo batesiano a cura di federica cenci avete mai visto quelle piccole api che si muovono intorno ai fiori battendo le ali così velocemente da riuscire a rimanere immobili sospese nell aria come minuscoli elicotteri vi sorprenderà sapere che non state osservando un ape o una vespa ­ quindi non la scacciate non correte nessun pericolo ­ ma una comune mosca un insetto appartenente all ordine dei ditteri un sirfide non si tratta però di un insetto ordinario e banale questo piccolo esserino infatti è un vero e proprio campione di mimetismo non lo avevamo infatti scambiato per un ape prima di parlare del suo mimetismo è però opportuno fare 1 un piccolo passo indietro e parlare di un altro fenomeno che interessa il mondo animale l aposematismo questo fenomeno consiste nella colorazione di una parte più o meno estesa del corpo di un individuo in tinte molto vivaci tale pigmentazione funziona da avvertimento contro i possibili predatori poiché gli animali che assumono una colorazione aposematica sono infatti tossici velenosi poco appetibili o addirittura molto dannosi per il potenziale aggressore i colori vistosi che questi animali indossano accompagnati spesso da forme molto appariscenti funzionano come avvertimento un modo molto

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naturfoto magazine sgargiante per ricordare un sapore disgustoso o addirittura letale insomma un modo variopinto per dire non sono buono da mangiare il vantaggio aggiuntivo di questa strategia difensiva è che la colorazione è in grado di allontanare il predatore ancora prima che questo cominci l assaggio di certo un aiuto efficace per tutte quelle specie per le quali anche un piccolo morso potrebbe essere fatale l aposematismo sfrutta quindi a proprio vantaggio la memoria del singolo individuo predatore portando le specie predate a comportamenti addirittura paradossali le potenziali vittime infatti di fronte ad una possibile minaccia invece di fuggire o di nascondersi arrivano ad ostentare il proprio aspetto con movimenti lenti e ben visibili il giallo il rosso l arancio e l azzurro collocati su uno sfondo nero o bianco che ne rafforzi il contrasto sono i più frequenti segnali di avvertimento per allontanare visitatori sgraditi livree coloratissime poste in zone molto visibili o particolarmente vulnerabili sono il frutto di una evoluzione che perfezionatasi nel corso dei secoli è stata in grado di garan2 e tire sia la perpetuazione delle specie poco appetibili o addirittura immangiabili sia la sopravvivenza di quelle che da un pasto di questo tipo non avrebbero tratto nessun beneficio ma c è ancora un altro gruppo di individui che ha saputo ricavare un vantaggio da questa strategia dall aposematismo si è sviluppata infatti la tecnica difensiva del mimetismo batesiano un trucco ­ è proprio il caso di dirlo ­ escogitato da parte di animali innocui e decisamente appetibili ai danni dei loro predatori un affascinante inganno che rientra a pieno titolo tra gli spettacoli più straordinari ed

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naturfoto magazine interessanti che la natura è in grado di offrirci nato dall esigenza di sfuggire ad una minaccia e perfezionatosi lentamente durante l evoluzione il mimetismo batesiano sfrutta la colorazione aposematica di alcune specie dannose o tossiche animali inoffensivi e buoni da mangiare hanno sviluppato nel corso dei secoli livree che imitano alla perfezione quelle dei loro modelli inappetibili e si sono avvantaggiati inoltre della condivisione dello stesso habitat dello stesso tipo di vita e non da ultimo degli stessi predatori stesse forme stessa e questo accade in particolar modo fra gli insetti solo verso l inizio dell estate quando i primi predatori inesperti hanno già fatto le loro esperienze di caccia hanno già fatto l incontro sbagliato e hanno già imparato cosa vogliono dire quei colori così vivaci torniamo quindi al nostro minuscolo impostore ronzante sospeso in volo in un angolo del giardino anche lui è una specie batesiana una mosca che si è travestita da ape da vespa o da bombo per sfuggire all attacco di un predatore i colori gialli e neri che il sirfide prende in colorazione stesse movenze ma specie differenti ovviamente la specie pericolosa che funziona da modello deve essere più numerosa di quella che ha il ruolo di imitatore per avere la garanzia che l aggressore faccia le sue esperienza di assaggio sull esemplare cattivo e poi eviti di ripeterle su quello che semplicemente lo imita ma che sarebbe decisamente più buono al palato addirittura alcuni di questi mimi hanno una vita più breve dei loro modelli o diventano una popolazione numerosa 3 prestito dagli imenotteri gli servono per ricordare al potenziale aggressore la minaccia di una puntura sgradevole anche se questo insetto è un animale praticamente inoffensivo siete mai stati attaccati da una mosca ora a parte il fastidio ­ questo sì micidiale ­ che questi insetti sono in grado di procurarci essi sono sprovvisti di qualsiasi arma di difesa o di offesa e anche il sirfide parente stretto delle mosche è perfettamente innocuo quindi non scacciatelo o ancora peggio non abbattetelo osservatelo

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naturfoto magazine e piuttosto anche da vicino ­ infatti lascia facilmente accostare lo spettatore ­ e scoprirete che questo insetto non è solo un campione di mimetismo ma anche di volo è in grado di rimanere sospeso in aria come un elicottero sfruttando abilmente il movimento rotatorio delle ali i sirfidi ne possiedono solo un paio caratteristica propria di tutto l ordine che 4 da qui prende il nome che delineano velocissimamente dei piccoli otto ma le sue abilità di pilota non si limitano alla capacità di restare immobile è in grado di spostarsi infatti con una rapidità fulminea dote che all occorrenza diventa anche una valida arma di difesa contro i predatori di effettuare veri e propri scatti e poi di arrestarsi di colpo a mezz aria ma anche di coprire lunghe distanze quando le specie migratorie la famiglia dei sirfidi annovera specie stanziali e specie di passo si radunano in massa infatti per compiere il proprio viaggio alla ricerca di un clima più mite sono in grado di coprire anche centinaia di chilometri in tarda estate o in autunno allo scopo di svernare e di superare anche notevoli ostacoli naturali come il canale della manica o le alpi e se questo non basta a convincerci delle straordinarie potenzialità di questo insetto così particolare è sufficiente ricordare che il sirfide è in grado di volare anche all indietro o spostarsi lateralmente a semicerchio senza perdere mai di vista il

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naturfoto magazine proprio obiettivo o un potenziale aggressore questa non comune abilità nel volo gli è conferita paradossalmente dal paio di ali che gli mancano nel corso dell evoluzione il secondo paio di ali di questi insetti ha perso la sua funzione primitiva e si è trasformata in un nuovo strumento ­ con funzioni sempre associate al volo ­ subendo una forte riduzione di dimensioni e divenendo un bilanciere uno strumento perfetto per migliorare l equilibrio e l assetto di volo ma la singolarità del sirfide non si esaurisce parlando solo delle sue ali in primo luogo è necessario precisare che la famiglia dei sirfidi comprende oltre seimila specie ma sarebbe più corretto affermare e che la cifra complessiva non è in realtà definibile con esattezza perché viene costantemente aggiornata dalla scoperta di nuove specie e dall aggiunta di nuove segnalazioni una popolazione numerosa ed estremamente variegata nella morfologia ma anche molto antica oltre ottanta specie erano già presenti nell era cenozoica e sono testimoniate dal ritrovamento di numerosi esemplari fossili e infine davvero cosmopolita fatta eccezione per le zone desertiche per l antartide e le sue isole limitrofe i sirfidi popolano tutte le regioni del nostro pianeta offrendo all uomo anche un valido aiuto nelle sue attività i sirfidi 5 infatti vengono annoverati fra gli insetti ausiliari e sono estremamente utili nelle attività agricole sia allo stadio larvale come predatori degli insetti infestanti che da individui adulti come impollinatori fra gli insetti pronubi sono detti pronubi quegli insetti che trasferiscono il polline da un fiore all altro favorendo l impollinazione sono tra i più comuni e i più diffusi secondi in questo ruolo solamente alle api insetti impollinatori per antonomasia il sirfide adulto infatti si nutre quasi esclusivamente di nettare e di polline e almeno in parte questa specializzazione alimentare può rendere ragione anche del suo mimetismo batesiano inoltre questa rigida dieta solo di rado integrata dagli essudati di qualche pianta o da materiale organico in decomposizione ha portato nel corso dell evoluzione all adattamento del loro apparato boccale che si è perfezionato per poter consentire al meglio la loro nutrizione dovendosi cibare di liquidi zuccherini sparsi su una superficie gli individui adulti sono provvisti infatti di un apparato boccale lambente-succhiante una sorta di minuscola proboscide con una terminazione a ventosa in grado di sciogliere le sostanze zuccherine eventualmente cristallizzate trovate nei fiori e successivamente aspirarle questa particolare dieta li ha resi quindi insetti tipicamente diurni e amanti del sole in gergo tecnico eliofili e ne ha contemporaneamente legato l esistenza in maniera indissolubile ai fiori da un lato la flora riceve un sicuro beneficio dal loro ruolo di impollinatori non va dimenticato che ogni individuo di questa famiglia visita un numero di fiori di gran lunga superiore a quello strettamente

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naturfoto magazine necessario per soddisfare i propri bisogni alimentari e garantisce l impollinazione incrociata visitando diversi fiori della stessa specie dall altro è la riproduzione stessa dei sirfidi ad essere vincolata alla presenza di una necessaria e sufficiente componente floreale la fecondità delle femmine è infatti strettamente collegata alla dieta e alla corretta assunzione della parte pollinica ampie zone fiorite sono quindi un elemento indispensabile alla riproduzione di queste specie al punto tale che questi insetti tendono a spostarsi in massa percorrendo anche centinaia di chilometri in quegli ambienti che garantiscono loro le migliori risorse nutritive e una migliore opportunità di riproduzione per garantire la perpetuazione della specie bisogna fare i conti però con un altro fattore ­ di tipo comportamentale questa volta ­ che condiziona le femmine nella deposizione delle uova i sirfidi sono in grado di deporre in media dalle cinquecento alle mille uova in gruppi o isolate ma tendono a lasciarle solo in luoghi che potranno garantire una alimentazione sufficiente ai nascituri una mamma previdente ha bisogno quindi di una pianta infestata da afidi per depositare lì la propria prole e dal ciclo biologico delle larve l uomo riceve un secondo valido beneficio applicabile con successo in e agricoltura e nella lotta biologica integrata le larve di molte specie di sirfidi sono infatti entomofaghe si nutrono di insetti e sono estremamente voraci in una o due settimane di sviluppo sono in grado di predare oltre quattrocento afidi garantendo un controllo naturale dell infestazione che in determinate situazioni ambientali si rivela più efficace di quello offerto da predatori inesorabili di afidi ben più famosi quali le coccinelle l impiego sistematico dei pesticidi su ampia scala dunque non solo minaccia seriamente l esistenza di molte specie di insetti considerati infestanti ma innesca una serie di meccanismi che mettono in serio pericolo la riproduzione e la vita di tutte quelle specie siano esse larve rettili o volatili che di questi insetti si nutrono con un grave danno per l ecosistema intero la biodiversità è un elemento indispensabile alla vita del nostro pianeta e metterla in crisi con l inquinamento la degradazione ambientale la riduzione delle aree incolte e delle foreste vuol dire mettere a rischio non solo mammiferi e volatili che vedono restringersi costantemente i propri spazi vitali ma minacciare di estinzione anche numerosissime famiglie di insetti tanto minuscoli quanto affascinanti e importanti per la salvaguardia del nostro ambiente scrivi all autore folaga@naturfoto.it foto © federica cenci e diego pelliccia 6

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naturfoto magazine e un bottone a otto zampe a cura di flavio nobile camminando in qualunque ambiente la prima cosa da fare è guardarsi bene intorno per scoprirne le sue caratteristiche ed i suoi ospiti quando si va a fare una passeggiata con lo scopo di immortalare un soggetto ben specifico si rischia spesso di trascurare tutto ciò e si perdono delle belle occasioni perché le sorprese sono spesso dietro ogni anfratto come è capitato a me e mia moglie stavamo salendo per un sentiero per sperare di documentare il bramito del cervo nel periodo degli amori esso ha luogo ogni anno tra settembre ed ottobre per tutta la durata dell ascesa che ha visto come scenario il sottobosco umido e fulvo di una giovane faggeta il mio 7 pensiero era rivolto alla speranza di catturare qualche immagine dell ungulato in una delle sue esibizioni tipiche di questo periodo immaginavo di poterne ritrarre più esemplari magari in atti di combattimento oppure a rincorrere e radunare le femmine del loro harem la prospettiva era giustificata dal fatto che nei giorni precedenti avevo documentato con la videocamera questi comportamenti ripresi purtroppo a notevolissima distanza in questi istanti dove la fatica accumulata dalle gambe contribuisce a far calare il livello di attenzione i suddetti pensieri diventano un chiodo fisso e si perde il contatto visivo con la ricca realtà che ti circonda.

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naturfoto magazine ruxandra che ogni volta si rivela una instancabile camminatrice è riuscita a mantenere alta la capacità di osservare a lei devo la possibilità che mi è stata offerta in quella occasione di documentare la presenza del ramarro nella prima parte del sentiero io non lo avrei mai notato perchè nella mia mente non era tra gli obiettivi della giornata e avrei e altipiano circondato dalle parti sommitali delle montagne circostanti un luogo dove il silenzio questa volta non ha avuto il consueto fascino per il fatto che stava a significare l assenza dei cervi a terra erano riconoscibili solo i loro escrementi che identificavano la recente presenza di maschi e femmine in effetti l ora di arrivo non era la migliore per questo tipo di attività ma ci ha rincuorato l incontro fugace con un altro fotografo di roma che partito dalla capitale alle tre di notte per essere in cima all alba non aveva trovato nessun cervo una certa soddisfazione la si prova quando ci si rende conto di essersi perso degli scatti interessanti se fossi stato da solo una bella lezione da tenere ben presente quando ci si muove nell ambiente contento di avere gli scatti e le riprese del rettile proseguo il cammino consapevole e rassicurato del fatto di avere una vera wild-watcher in grado di ovviare alle mie sviste tra i raggi filtranti dalle fronde degli arbusti abbiamo iniziato ad intravedere il termine del bosco e la nuda roccia che fa da parete a questa parte terminale del tracciato per poi lasciare il posto ad un piccolo 8 risparmiati una sveglia mattutina di quel genere senza aver perso delle occasioni vista la situazione ci siamo concessi una siesta godendo di un leggero vento di tramontana che si è andato combinando con i timidi raggi del sole proprio mentre ci trovavamo sdraiati tra le rocce affioranti

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naturfoto magazine dai lembi di prato circostanti la mia curiosità va verso quello che mi era sembrato un oggetto smarrito un piccolo bottone convesso di colore rosso con quattro fori neri non superava il centimetro di diametro incuriosito l ho osservato in modo più accurato e dai margini del bottone ho visto diramarsi otto appendici si trattava di un ragno la memoria si è rivolta subito ad un precedente avvistamento che avevo fatto quando nel 2006 mi imbattei per la prima volta in questa magnifica specie di aracnide realizzato il tutto il mio e sembrava proprio volere che in questo numero del magazine si parlasse di lui e noi lo accontentiamo l esemplare in questione è un maschio appartenete alla specie eresus cinnaberinus dobbiamo dire che ruba tutta la scena alla femmina che seppur di dimensioni maggiori quasi fino al doppio del maschio non è così appariscente essendo caratterizzata da una pigmentazione uniforme e scura il cefalotorace o prosoma di questo ragno cioè la struttura unica costituita dal capo e torace mostra la presenza di peli e una interesse per gli ungulati che andavo cercando è diminuito e anche ruxandra ­ che in realtà si è accorta prima di me della presenza dell insetto ­ si concentra su questo meraviglioso essere il piccolo predatore probabilmente avvertendo la nostra ingombrante presenza ha iniziato a muoversi sul terreno con rapidi movimenti e brevi successive pause fino a giungere su una roccia porosa dal colore selenico sulla quale si è messo in bella mostra 9 colorazione nera a renderlo speciale ai nostri occhi è l opistosoma o addome che solo in età adulta assume una colorazione di un arancio vivido alla quale si aggiunge la presenza di quattro macchie nere disposte simmetricamente su di esso conferendo un aspetto peculiare a questo aracnide appartenente alla famiglia eresidae così particolare che gli è stato attribuito anche il nome di ragno coccinella per la similitudine dei colori e del disegno che il suo addome

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naturfoto magazine e un particolare dell addome del ragno coccinella riproduce proprio a causa di queste caratteristiche vistose viene purtroppo identificato erroneamente come ragno potenzialmente pericoloso da chi non conoscendolo ha l inconsapevole fortuna di incontrarlo tolte le paure ingiustificate non rimane che raccomandarvi di approfondirne l osservazione evitando di portarlo via dal suo ambiente o di recargli qualsiasi danno a breve distanza possiamo notare come le cinque sezioni in cui possiamo scomporre la struttura di ciascuna delle otto zampe siano messe in evidenza dalla presenza di giunture di colore bianco le quattro zampe posteriori nella specie che abbiamo osservato presentano una colorazione degradante dal fulvo nella parte prossima all addome al nero nella parte terminale davvero molto elegante spesso apprezzare i dettagli di un qualcosa che fino al giorno prima ci appariva brutto o dall aspetto ripugnante può farci cambiare idea i ragni non riscuotono un grande successo tra i più ma documentandosi sulla loro mirabile 10 struttura comportamento e utilità si può scoprire un nuovo mondo ricco di entusiasmanti sorprese il piccolo amico che abbiamo osservato nel nostro paese non si trova in un numero elevatissimo e predilige habitat costieri o ambienti ben esposti all azione solare un esserino di cui tenere particolarmente conto quindi che partecipa ad arricchire il panorama della biodiversità di casa nostra a proposito di casa il ragno coccinella o ladybird spider come viene denominato volgarmente oltre la manica costruisce la propria dimora scavando nel terreno un piccolo per noi cunicolo profondo tra i dieci e i quindici centimetri mi direte ma non tesse la ragnatela come i suoi parenti certo e lo fa a scopo strategico come accadde quando vidi tesserne una ad una femmina che tramite un apposita struttura il cribellum atto a separare i fili di seta che l insetto secerne è riuscita a conferire alla tela un aspetto intricato e soffice dove ogni sottilissimo filo annuncia al predatore la presenza della preda che ivi vi incappa in questo caso il ragno esce rapidamente da un tunnel di seta preventivamente costruito nelle prossimità della trappola anche in questo caso è il gentil sesso a portare i pantaloni la dieta si compone principalmente di coleotteri e millepiedi un particolare delle zampe posteriori

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naturfoto magazine che abbiamo potuto in parte osservare nelle vicinanze del territorio di questi ragni durante la nostra recente escursione il maschio conserva il suo importante ruolo nella perpetuazione della specie e ricambierà le fatiche della femmina cercando di conquistare la sua signora nel mese di settembre e questo il periodo in cui i pretendenti perlustrano il territorio in cerca dell anima gemella se i due partner andranno d accordo allora condivideranno anche la tana e inferiore ai due anni nei maschi e tre anni nelle femmine affinché essi possano unirsi per portare a termine la loro missione due o tre anni in cui devono a loro volta stare attenti alle insidie che la vita selvatica ha insite nel suo significato sopravvivere al variare delle condizioni meteorologiche climatiche e alle crescenti minacce ambientali di cui l autore è sempre troppo spesso l uomo è la sfida che devono affrontare non è affatto semplice già vedere come questo l accoppiamento avrà luogo durante i mesi caldi e passata una trentina di giorni una nuova numerosa generazione centinaia di nuovi esemplari verrà protetta in una apposita sacca e cresciuta dalla madre la sacca stessa per motivi legati sembrerebbe alla termoregolazione viene spostata in alto nella tana durante il giorno e sul fondo durante la notte sorprendente sembra tutto così semplice ma non lo è mi spiego meglio la minaccia del mancato rispetto della tutela dell ambiente in cui l eresus cinnaberinus lotta ogni giorno per la sopravvivenza si somma al tempo necessario a questa specie per potersi riprodurre ci vuole un periodo non piccolo aracnide deve districarsi tra l intricato labirinto di vegetazione del suolo rende l idea di come il microcosmo che confina con le suole dei nostri scarponi sia un mondo difficile da affrontare procurarsi del cibo è una vera impresa fatta di attese pazienza precisione e velocità un attività che risulterebbe molto stressante per noi uomini potete ora capire quanta ammirazione abbiamo rivolto io e ruxandra al silenzioso eresus cinnaberinus che quasi accompagnato dalle fievoli luci del tramonto ha fatto ritorno sua tana lasciandoci la scia del ricordo di una magnifica micro esperienza scrivi all autore nobile@naturfoto.it foto © flavio nobile 11

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i ferri del mestiere naturfoto magazine e la post produzione alla portata di tutti a cura di diego pelliccia ogni fotografo almeno nella maggior parte dei casi quando scatta una fotografia se la immagina stampata o comunque spera che lo scatto sia bello così bello da poterlo condividere con gli altri personalmente ritengo che chi fa fotografia cerca sempre di creare qualcosa che possa comunicare agli altri un emozione una sensazione uno stato d animo insomma che lo scatto susciti qualcosa in chi lo osserva non ho mai sentito dire da chi fotografa che lo fa tanto per passare il tempo questo desiderio di vedere attraverso il mirino l infinità bellezza di quello che ci circonda porta anzi muove continuamente il fotografo verso lo scatto migliore ognuno di noi ha nel suo repertorio o per meglio dire portfolio lo scatto preferito o quello che ritiene perfetto un tempo per poter vedere le proprie foto o per farle vedere agli altri era necessario stamparle su carta adesso possiamo tranquillamente vederle sul nostro pc e allo stesso modo possiamo farle vedere attraverso un cellulare meglio ancora se utilizziamo un ipod con schermo ad alta definizione in assoluto però il mezzo più diffuso per condividere con gli altri le nostre foto è quello di inviare i file fotografici su di un sito web dove gli utenti che navigano all interno di quel sito possono sia osservare gli scatti che lasciare un commento sulla nostra foto questa procedura di inviare fotografie sul web viene anche indicata con il termine 12 postare e spesso chi posta foto utilizza un sito dove parcheggiare i propri scatti che poi inserisce nei più svariati e diffusi forum che si fanno largo nel mondo del web attualmente la maggior parte dei navigatori su internet possiede una connessione a banda larga cioè una connessione che consente di navigare scaricare download e di inviare upload file ad altra velocità È chiaro che esistono diverse tipologie di contratti per navigare su internet che prevedono differenti servizi e differenti velocità ma nonostante questo possiamo tranquillamente dire che l utente medio possiede una connessione veloce in grado di consentirgli una buona navigazione senza avere problemi nel caricare i file con il rischio di eventuali rallentamenti se da un lato la connessione su internet dipende dalla velocità che ci offre il nostro contratto da l altro è doveroso dire che per mantenere tale standard di navigazione si devono seguire certe regole come quella di inserire nelle pagine web file di basso peso cioè di bassa dimensione in kilobyte così da permettere a chi non possiede una connessione ad altissima velocità di evitare lunghe attese per vedere un immagine tutta questa introduzione serve per spiegare la necessità da parte di chi inserisce ed invia su internet i propri file di ridurre al massimo il peso e le dimensione dello stesso file tale

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i ferri del mestiere naturfoto magazine e riduzione nel caso di certi file non provoca grandi cambiamenti ma nel caso dei file fotografici o video la riduzione di peso comporta una riduzione di definizione e dettaglio in questo articolo parleremo di come preparare i nostri scatti per essere postati spediti o inviati sul web ci tengo a chiarire che mi rivolgo in modo particolare ai neofiti del settore proprio perché ritengo che sia importante offrire a tutti la possibilità di comprendere la fotografia digitale sia dal punto di vista accessoristico obiettivi reflex cavalletti ecc sia da quello tecnico la teoria fotografica messa in opera sul campo e anche da quello informatico l utilizzo dei software di fotoritocco proprio perché si è alle prime armi vista la difficoltà di trovare dei validi supporti che siano in grado di chiarire con semplicità certi aspetti della fotografia ho deciso di creare un piccolo tutorial su come ridimensionare i vostri scatti per poterli inserire nel web e di come procedere con una semplice post produzione mirata esclusivamente alle regolazioni di base generalmente si sente parlare di software per il fotoritocco molto costosi e difficili da utilizzare non è il nostro caso noi vogliamo imparare e conoscere le cose semplici per poi passare a quelle difficili se ce ne sarà bisogno per questo ho scelto un software che viene distribuito in forma gratuita e che non presenta grandi complicazioni nell utilizzo photofiltre questo programma è facilmente scaricabile da internet non richiede nessun costo ne registrazione ed è compatibile con gli ultimi sistemi operativi dopo l installazione che richiede pochi minuti lanciando il programma si aprirà una schermata simile a questa 13

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i ferri del mestiere naturfoto magazine e come ogni software presenta dei menù in alto una barra degli strumenti ed un area di lavoro per aprire un file basta procedere come comunemente si fa anche con gli altri programmi cioè selezionando dal menù file l opzione open così facendo si aprirà una finestra che vi consentirà di rintracciare ecco come appare un file aperto con photofiltre all interno del vostro computer il file che volete modificare bene selezionatelo e fate click su apri in basso a destra nello spazio grigio di photofiltre si aprirà la foto che avete selezionato e la barra degli strumenti quella con i simboli le icone diventerà attiva rendendo i relativi pulsanti operativi si nota subito che con l apertura del file il software attiva una serie di icone o pulsanti che offrono una buona varietà di opzioni nel nostro caso ci limiteremo a preparare il file per essere postato sul web quindi provvederemo a ridurlo di peso e dimensioni e allo stesso tempo cercheremo di ottimizzare al massimo la qualità dello scatto procediamo 14

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