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le camicie rosse di mentana gruppo medaglie d oro al valor militare d italia consolato generale repubblica di san marino in san paolo del brasile centro studi culturali e di storia patria orvieto prefettura di viterbo anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010 suppl mensile de la città n 21 del 10 novembre 2010 iscr trib.viterbo del 19.02.1992 n 381 parlamento internazionale per la sicurezza e la pace museo nazionale della campagna dell agro romano per la liberazione di roma
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le camicie rosse di mentana il risorgimento a montefiascone il risorgimento in tuscia il movimento risorgimentale nella tuscia a causa della prolungata permanenza di rapporti con la chiesa e al ritardo dell annessione al regno d italia ebbe caratteristiche diverse da quelle del resto d italia la maggioranza del clero era mossa da atteggiamenti antirisorgimentali ai quali si adeguavano buona parte dei possidenti e degli impiegati pubblici cioè tutti quelli che temevano un cambio di regime un oste di montefiascone imprigionato per aver detto mannaggia al papa delli paoletti espressione in uso tra il popolo per dileggiare un contadino così soprannominato venne difeso in latino proprio da un esponente del clero locale1 furono aliene dal movimento patriottico anche le masse rurali che fedeli al regime papale inevitabilmente seguivano la corrente conservatrice in questo quadro il risorgimento nella tuscia con maggioranze che rispondevano più a suggestioni emotive che a convinzioni ideologiche le adesioni e le defezioni erano fortemente subordinate alle sollecitazioni esterne un primo momento significativo si ebbe nel corso dell anno 1860 in conseguenza della rapida conquista della sicilia e del napoletano da parte dei garibaldini per il piemonte era divenuto urgente occupare le marche e l umbria al fine di fermare quei volontari che incitati da garibaldi si sarebbero certamente spinti fino a roma e oltre compromettendo il governo sabaudo con la francia cavour poi non avrebbe permesso una unificazione dell italia senza l intervento della monarchia sabauda l operazione in quel caso avrebbe assunto una chiara impronta democratico-repubblicana lo statista che avvertiva l urgenza dell azione riceveva dai suoi funzionari presso la corte di parigi e di roma continue pressioni ad agire in fretta nello stesso tempo era frenato dalla consapevolezza che l imperatore napoleone iii quantunque alleato ed amico del piemonte si era impegnato a garantire l integrità dello stato della chiesa dopo la presa di napoli da parte delle truppe di garibaldi cavour abbandonò ogni indugio e dopo aver convinto napoleone iii della necessità di arrestare l avanzata dei garibaldini verso roma per avere sotto controllo i vari moti insurrezionali nelle marche e nell umbria ordinò all esercito piemontese di invadere lo stato della chiesa e occupare quelwww.risorgimentoitalianoricerche.it giancarlo breccola le regioni dovevano rimanere escluse il lazio ed il territorio della delegazione di orvieto che napoleone iii aveva detto essere intoccabile il piemonte inviò un ultimatum al papato e quindi diede inizio all invasione il 18 settembre i piemontesi al comando dei generali fanti e cialdini sbaragliarono le truppe pontificie presso castelfidardo 1.di porto bruno garibaldini e restaurazione pontificia nel 1867 a viterbo roma 1970 p 20 spedizione del 1860 nello stesso periodo i vari comitati d insurrezione dell umbria stavano organizzando gruppi di volontari toscani e umbri segretamente incoraggiati dallo stesso cavour il giorno 7 settembre mentre garibaldi entrava trionfalmente a napoli i primi 83 volontari perugini comandati da giangaleazzo ugolini e da gaetano manni convergevano verso chiusi e insieme ai volontari di montepulciano foiano castel fiorentino e cortona giunti nella serata dell 8 costituivano un primo nucleo di combattenti il colonnello luigi masi già comandante nel 1849 della seconda brigata organizzata per la difesa di roma contro i francesi mentre garibaldi comandava la prima chiamò questo corpo di volontari cacciatori del tevere con evidente riferimento agli impavidi cacciatori delle alpi quattro giorni dopo i cacciatori del tevere costrinsero alla resa le truppe pontificie del presidio orvietano a dì 11 settembre la colonna dei volontari condotta dal colonnello masi spinge una forte ricognizione fin sotto le mura [di orvieto tre ufficiali pontifici muovono a parlamentare per trattare della capitolazione il colonnello masi dà incarico al maggiore bruschi ed al capitano sestini di trattare con gli ufficiali pontifici du nort e savarzani i patti della resa alle ore 7 [pomeridiane entra in città il colonnello masi con la sua colonna tra gli evviva della popolazione a dì 12 detto i cacciatori del tevere nella notte assalgono i pontifici a san lorenzo li scacciano e danno loro alle spalle i pontifici si ritirano sulla strada di montefiascone 2 in un rapporto del 3 novembre 1860 3 il generale francese cristoforo de lamoricière comandante in capo dell esercito pontificio riferisce come l 8 set pag 2 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana tembre il masi avesse passato il confine a città della pieve con un esercito composto da quasi un migliaio di uomini dirigendosi verso orvieto in quel momento presidiato da 28 gendarmi e da una compagnia di 110 bersaglieri agli ordini del capitano du nord il capitano conscio dell insostenibilità della situazione preferì capitolare e il giorno 11 novembre uscì con armi e bagagli da una porta con tutta la delegazione e s incamminò alla volta di viterbo aveva con sé un solo ferito all osteria nuova appena fuori da orvieto incontrò il capitano petrelli che giungeva in soccorso con una piccola scorta insieme si diressero a montefiascone e qui il petrelli lasciò il du nord accrescendogli le forze con una quarantina di gendarmi ed alcuni sedentari la decisione venne disapprovata dal generale de lamoricière che in un suo rapporto commenta questa disposizione saggiaceva a molti sconci in prima montefiascone che è a quattro leghe da viterbo ne sta troppo lontano per collocarvi un posto di 150 uomini in quelle circostanze in cui si era di più l osservazione sola dei luoghi bastava per provare che se non si era potuto difendere orvieto meno ancora si poteva tener forte a montefiascone 4 i cacciatori del tevere infatti si diressero immediatamente verso montefiascone e la conquistarono il 18 settembre dopo un combattimento protrattosi per due ore così ne relaziona lo stesso comandante du nord eccellenza reverendissima dal 13 di questo mese mi trovavo nella posizione di monte fiascone con 110 bersaglieri della mia compagnia e due ufficiali non che 73 gendarmi 15 sedentarii comandati da un uffiziale e tre finanzieri parimente con un uffiziale quantunque fosse esposta la mia situazione ove si uniscono le strade di orvieto e acquapendente per giungere a viterbo obbedii all ordine più volte ricevuto di mantenere un punto di tanta importanza il 18 alle ore della sera una pattuglia formata di due gendarmi a cavallo e sei a piedi doveva portarsi a celleno dietro ordini pervenutimi da viterbo era partita da dieci minuti quando i gendarmi a piedi tornarono correndo e mi annunziarono che avevano dato in una imboscata i due gendarmi a cavallo che camminavano avanti erano stati uccisi da una trentina di colpi di fuoco partiti da una vigna a cinque minuti di distanza da montefiascone al momento mandai una pattuglia dal sommo della collina ov ero accampato nel giardino dell episcopio per riconoscere il nemico poco dopo vedevo io stesso dalle vigne sbucare tre colonne di 500 uomini circa ognuna feci subito richiamare la pattuglia già uscita dalla città che sosteneva un vivissimo fuoco contro gli assalitori dai quali era inseguita fin dentro la città che aggredivano in tre punti i miei uomini armati in fretta sostennero la difesa in modo mirabile per due ore il nemico portandosi di casa in casa arrivava già alla sommità del giardino ed era sul punto di forzare una porta che corrisponde in un altro giardino di casa vicina diedi allora l ordine della ritirata che venne effettuata sotto la protezione di un solo plotone contro tutta quella banda uscii dal giardino per il solo lato ancora libero aprendomi la strada alla baionetta rovesciando vari drappelli appostati sul mio passaggio dovetti però per disgrazia ricevere le loro scariche arrivato fuori di città mi misi in battaglia e presi poi la strada di viterbo ove avevo ordine di ritirarmi le perdite furono 27 bersaglieri un ufficiale e 33 gendarmi 7 sedentari un uffiziale e due finanzieri il nemico deve aver avuto una perdita considerevole È indubitato che uno dei capi dei volontari forse il colonnello masi rimase ucciso per il momento mi sono messo a disposizione del comandante delle truppe francesi giunto questa notte a corneto 20 settembre 1860 5 in realtà il colonnello masi popolare nella provincia per essere stato segretario di carlo bonaparte era incolume e i cacciatori del tevere avevano avuto soltanto 6 feriti e 4 morti contro i 71 caduti di parte pontificia per tradizione orale si vuole che alcuni dei soldati pontifici uccisi vennero gettati nel pozzo che ancora esisteva nel giardino della rocca dei papi e la cattura di un sottotenente che tornava da viterbo con la paga per i soldati ed inoltre volendo dar fede al rapporto del masi il du nord non mostrò un contegno propriamente eroico bollettino di guerra da montefiascone rapporti del colonnello masi il comandante du nort sparì a mezzo del combattimento che durò due ore è quello stesso che violò la capitolazione fatta meco in orvieto 6 uno dei dispacci elettrici privati n 4 rilasciato dall agenzia stefani con data 21 settembre da perugia così puntualizza nel combattimento di monte fiascone i cacciatori del tevere fecero 50 prigionieri e s impossessarono di quattro carri di fucili cento carabine ed altri oggetti miliari ora i volontari piombano sui fuggiaschi in quell occasione spiccò in modo particolare il patriota senese giuseppe baldini il quale come capitano di un battaglione particolarmente alla presa di www.risorgimentoitalianoricerche.it pag 3 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana fatto parte in forma legittima del patrimonio di montefiascone di distinse7 il 30 settembre venne pubblicato a firma del co san pietro mandante provinciale di stanza a montefiascone un per l occupazione dello stato pontificio francia e ordine del giorno per invitare i cittadini alla concor spagna ritirano i loro ministri da torino i volontari sgombrano dal patrimonio viterbo e montefiascone dia e all unione delle forze militi nazionali prima istituzione di libero governo è l affidare l ordine e sicurezza pubblica alle armi cittadine anche la nostra città venuta a far parte del regno italiano sotto lo scettro costituzionale del re galantuomo vittorio emanuele per opera dei generosi cacciatori del tevere ripone in noi la tutela della vita e sostanze di ogni individuo militi nazionali non sarà delusa la speranza che in noi ripone la patria e l unica gara sarà nel corrispondere ciascuno ai propri doveri e nel rimuovere ogni mezzo di rigore che se è rincrescevole in ogni sorte d arma molto più deve evitarsi in questo sociale beneficio gli ufficiali costituiti provvisoriamente dallo ecc.mo sig colonnello masi saranno sempre al vostro fianco come esempio di patrio dovere amore e moderazione a questi però è dovuto il rispetto l obbedienza e la vostra fiducia la buona opinione che deve nutrirsi verso i fratelli rende certi che nessuno mancherà a se stesso concordi ed uniti ci terremo sempre più stretti al nostro magnanimo re primo soldato d italia e renderemo sicura la patria dai nemici interni ed esterni viva italia unita montefiascone 30 settembre 1860 il capitano comand prov ritornano sotto i francesi orvieto attende la stessa sorte gli orvietani chiedono ed ottengono la protezione di vittorio emanuele gualterio aveva dimostrato che orvieto non fece mai parte del patrimonio di san pietro e che quando il governo della chiesa ve lo aveva incorporato abusivamente una bolla pontificia restituitolo ai suoi diritti lo dichiarava distaccato la bolla è di papa urbano v del dì 8 dicembre 1368 8 il 21 ottobre quando un distaccamento di truppe francesi composto di tre compagnie entrò in montefiascone trovò già lo stemma pontificio rialzato fra le dimostrazioni festose dei cittadini 9 mentre diversi altri montefiasconesi che si erano compromessi con i rivoluzionari furono costretti a emigrare a beneficio degli emigrati in generale e di quelli viterbesi in particolare nicola gaetani tamburini pubblicò un opuscolo che raccoglieva ventiquattro stornelli composti da carlo lozzi intitolati i lutti di viterbo tra questi ce n è uno che nomina montefiascone e i cacciatori del tevere 10 fior di montagna o mercenari vili o gente indegna È finita perdio vostra cuccagna omai più non si beve a ufo e a macco l orvieto dolce e il vin montefiascone non più stupri e rapine non più sacco È con noi dio la forza e la ragione son giunti masi e i cacciator del tevere non volete più bevere una lapide collocata dopo alcuni anni all esterno del palazzo comunale dai cacciatori superstiti rievoca il combattimento di montefiascone il più cruento tra quelli avvenuti nello stato pontificio durante l invasione del 1860 il di xviii settembre mdccclx i cacciatori del tevere umbri toscani e romani duce luigi masi liberata orvieto snidarono da questa rocca stranieri assoldati a danno della libertÀ e dell italia a memoria di ludovico pini fiorentino caduto pugnando nella gloriosa giornata con altri compagni d armi i commilitoni superstiti posero dopo xxxvi anni questo ricordo 2.fumi luigi orvieto note storiche e biografiche città di castello 1891 pp 196-197 3.cordovani rinaldo durò solo un mese la liberazione di montefiascone nel 1860 in biblioteca e società anno ii n.3 viterbo 1980 pp 40-41 4.cordovani 1980 p 41 5.cordovani 1980 p 40 6.fumi 1891 cit p 199 7.angiolini alessandro giuseppe baldini amico di garibaldi in le antiche dogane n 111 settembre 2008 p 8 8.fumi 1891 pp 199-201 9.cordovani 1980 p 41 10.barbini bruno dai versi eruditi di maria bonaparte alle satire anonime affisse sui muri in biblioteca e società n 3 anno i giugno 1979 p 9 purtroppo come spesso accade i caduti di entrambi gli schieramenti offrirono la loro vita inutilmente poiché gli accordi fra cavour e napoleone iii non autorizzavano l occupazione di località appartenenti al patrimonio il fatto provocò un incidente diplomatico e per dirimere la questione l 11 ottobre 1860 viterbo e montefiascone furono restituite al papa mentre orvieto riuscì a dimostrare di non aver mawww.risorgimentoitalianoricerche.it pag 4 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana il tentativo garibaldino del 1867 alla fine dell estate del 1867 la certezza di una nuova invasione garibaldina delle terre dello stato della chiesa era confermata dalla presenza del generale garibaldi a orvieto il quale secondo un rapporto del 26 agosto 1867 vi era giunto accolto dai fuoriusciti con il treno delle 14,30 l invasione in effetti iniziò il 28 settembre con l occupazione di bomarzo nella mattina del 29 e successivamente con quella di caprarola e carbognano mentre ciò avveniva un altra colonna di circa 50 garibaldini entrava in bagnorea 29 settembre e un gruppo di circa 200 uomini raggiungeva acquapendente 30 settembre riuscendo dopo un combattimento di circa tre ore ad avere la meglio sui 30 gendarmi pontifici che in essa si erano rifugiati il colonnello azzanesi comandante delle truppe pontificie dislocate nella provincia di viterbo appena conosciuta l occupazione di acquapendente si portò con una parte delle sue truppe transitando per montefiascone verso quella cittadina che rioccupava nella mattinata del 2 ottobre nel frattempo il generale de courten comandante la prima suddivisione della truppa pontificia si era portato da roma a montefiascone ove l azzanesi aveva concentrato molte delle sue truppe i due ufficiali concordarono insieme un comune piano di attacco al concentramento di garibaldini che si era creato in bagnorea rapporto kanzler montefiascone 6 ottobre 1867 circa le ore 7 antimeridiane del giorno 5 corrente le due colonne mossero nelle direzioni accennate e verso le ore 11 s ingaggiò il combattimento dalla parte degli zuavi cogli avamposti dei garibaldini i nostri bravi soldati resistendo e sormontando ogni ostacolo ricacciarono dalle loro posizioni i garibaldini mettendo fuori combattimento circa la metà di essi il fuoco cominciato circa le 11 antimeridiane cessò come ho annunciato circa l una e tre quarti pomeridiane il comandante la la zona militare f.to a azzanesi la controffensiva pontificia proseguì in altri centri della provincia e gran parte dei gruppi di volontari garibaldini che erano stati costretti a ritirarsi si concentrarono a torre alfina lì il comandante generale giovanni acerbi ricompose le truppe e rivolse l offensiva contro viterbo nel primo pomeriggio del giorno 21 ottobre la colonna acerbi mosse verso castel giorgio e san lorenzo nuovo il mattino www.risorgimentoitalianoricerche.it del 24 passando per la capraccia attraversò indisturbata la zona tra montefiascone e bagnorea ove erano i presidi pontifici e si portò a celleno il colonnello azzanesi a cui era stata comunicata da montefiascone la presenza dei volontari in celleno sul far della sera aveva inviato un plotone di dragoni ad avvistare il nemico 11 i volontari giunti nei pressi di viterbo si disposero a circondarla occupando le più importanti posizioni ma la città era ben difesa dalle truppe dell azzanesi ed ogni tentativo di prenderla colla forza riuscì vano il generale kanzler constatata l impossibilità di rintuzzare i continui sconfinamenti operati dalle truppe di garibaldi e venuto a conoscenza del fatto che anche le truppe regolari dell esercito italiano di vittorio emanuele ii stanziate lungo i confini si erano ingrossate con gruppi di artiglieria e corpi di cavalleria il 27 ottobre autorizzato da pio ix decise di concentrare tutte le sue truppe in roma e di rafforzare il contingente della piazzaforte di civitavecchia per facilitare il previsto sbarco del corpo di spedizione militare francese a seguito di questo fatto l acerbi che dopo l insuccesso di viterbo era ritornato alla sua base di torre alfina avuta notizia della improvvisa partenza delle truppe pontificie da quel capoluogo e dai presidi di bagnorea valentano e montefiascone condusse a marce forzate le sue truppe verso la città di viterbo ove entrò nella notte del 28 ottobre subito dopo fece occupare da vari distaccamenti le località strategiche di valentano montefiascone e bagnorea da valentano inviava poi una compagnia di volontari ad impossessarsi di montalto di castro il 30 fu occupata orte e il 31 alcuni reparti delle regie truppe dislocate lungo i confini fecero il loro ingresso nei centri di acquapendente e civita castellana nei due giorni che seguirono alcuni reparti di cavalleria ed alcune compagnie di bersaglieri presero posizione nei paesi di s lorenzo nuovo bolsena latera passando per grotte di castro e gradoli in pratica tutta la provincia di viterbo venne occupata militarmente mentre ciò avveniva in altra parte dello stato pontificio si stava combattendo la battaglia decisiva fra il grosso dei volontari garibaldini e le truppe pontificie appoggiate dai reparti del corpo di spedizione francese i due eserciti si scontrarono il 3 novembre a pag 5 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana mentana quello garibaldino vittorioso in una prima fase dovette cedere di fronte all attacco delle truppe francesi intervenute in soccorso di quelle pontificie in seguito a tale disfatta gli stessi volontari della giornata di mentana preceduti da garibaldi abbandonarono il territorio sul loro esempio si mossero tutti gli altri corpi che avevano occupato le varie località dello stato della chiesa durante la notte tra il 6 e il 7 novembre il generale giovanni acerbi con le sue truppe ammontanti a circa 1700 uomini lasciò viterbo e passando per bagnorea rientrò nel territorio italiano ponendo fine all occupazione garibaldina nella provincia nel pomeriggio del 9 novembre 1867 una colonna di truppe francopapaline delle quali le prime al comando del generale porthier e le seconde del marchese zappi entrò nella città di viterbo ripristinando il governo pontificio tale riordinamento venne esteso nei giorni seguenti a tutti i centri della provincia a montefiascone come abbiamo visto le camicie rosse erano giunte il 28 ottobre stabilendosi in maniera consistente nell ex baluardo della difesa pontificia cacciatori romani comando generale ufficio del pro dittatore della provincia di viterbo oggetto istruzioni al maggiore angelico fabbri comandante la piazzaforte di montefiascone al sig maggiore fabbri angelico in montefiascone montefiascone 28 ottobre 1867 ella prenderà il comando nella piazza forte di montefiascone dove risiederà durante la mia assenza dalla provincia il comando militare di tutto il territorio attualmente soggetto alla giurisdizione viterbese ella provvederà in conseguenza ad organizzare tutte le forze insurrezionali della provincia ed a mobilizzarle per tenerle pronte agli ordini che sarò per trasmetterle nel tempo stesso farà occupare sia temporaneamente sia stabilmente a seconda delle circostanze valentano toscanella bagnorea acquapendente ischia farnese e gli altri luoghi più importanti della provincia e non potendo mantenere nelle su accennate località dei presidi stabili avrà cura di farsi delle passeggiati militari e il vigilare a che siano stabilite altrettante giunte comunali che rappresentino al tempo stesso il governo provvisorio della pro dittatura curerà inoltre i necessari lavori di fortificazione della piazza onde tenersi pronto a qualunque eventualità il generale pro dittatore della provincia di viterbo acerbi l ala sinistra garibaldina era rappresentata dall argentini mentre il sindaco cernitori propugnava la fusione col regno d italia ottenendo maggiori consensi da parte della cittadinanza il plebiscito tenuto il 5 novembre ottenne ben 700 voti sulla formula dell unità d italia con roma capitale 12 taluni si giustificarono in seguito alla restaurazione pontificia affermando che non indicandosi il sovrano della futura italia unita avevano pensato a pio ix comunque nelle abitazioni di distinte famiglie ricca battiloro basili vaggi tassoni jacopini furono confezionate bandiere sabaude ricamate in oro e argento pronte per festeggiare l unione d italia il gonfaloniere cav pieri buti dopo qualche perplessità ed il segretario comunale giovan battista basili fin dal primo momento aderirono alla dittatura garibaldina verso la quale una parte consistente del paese si mantenne diffidente giuseppe antonelli domenico tassoni e vincenzo basili inviati dall acerbi a costituire la guardia civica in un primo momento ricusarono quindi lo fecero per l insistenza del prodittatore e forse per garantirsi un armamento locale con cui far fronte ad eventuali estremismi dei volontari 13 tra le riforme che più stavano a cuore ai rivoluzionari grande priorità sembrò avere quella relativa alla confisca dei beni ecclesiastici a soli due giorni dall occupazione il maggiore fabbri di stanza a montefiascone così relaziona al generale acerbi sul seminario della cittadina montefiascone 30 10 1867 sig generale acerbi viterbo il latore della presente è un membro del governo provvisorio onorevole sig al quale si reca presso la signoria vostra per affiancarla a decretare la conversione di questo seminario in convitto secolare non che la soppressione delle corporazioni religiose e quant altri corpi morali ecclesiastici di questa provincia colla devoluzione dei loro beni a favore degli abitanti poveri delle singole comunità io cerco di dover caldamente appoggiare tal provvida misura presso la signoria vostra e pregarla di far apposito decreto al riguardo non potendo a meno tal atto di riscuotere l approvazione dei progressisti e attaccare al carro della rivoluzione questi poveri papalini ai quali saranno devoluti i beni in discorso originariamente al popolo carpiti il maggiore firmato fabbri 14 il latore della presente è un membro del governo provvisorio l onorevole angelico fabbri il quale si reca presso v s per affiancarla a decretare subito rimpatriarono gli emigrati silvestro argentini gaetano volpini pietro menghini filippo manzi e colombano cernitori che fu nominato sindaco 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le camicie rosse di mentana la conversione del locale seminario in convitto secolare cosa ch io credo sarebbe molto ben accolta in questo paese se v s credesse opportuno di estendere anche in questa provincia la legge vigente nel regno d italia al riguardo della soppressione delle corporazioni religiose la pregherei d incaricare le stesse giunte comunali dell amministrazione dei beni che potrebbero devolversi a vantaggio dei poveri il comandante 15 oggi finalmente siamo liberi in tutta l estensione della parola abbandonati a noi stessi non abbiamo che otto individui pagati dal comune che invigilano per la pubblica tranquillità e tutto va con ordine perfettissimo e alle ore 12 meridiane è stato rialzato lo stemma pontificio in poche parole mi accingo a narrarle la nostra istoria un dispaccio di due giorni dopo ci fa comprendere come i volontari si sentissero relativamente tranquilli e non avessero alcun presentimento di quello che sarebbe successo due giorni dopo a mentana montefiascone 1 novembre 1867 ringrazio la s v illustrissima del grado statomi conferito riguardo poi alla entrata delle truppe regolari in montefiascone cercherò che i miei volontari mantengano quel contegno che s addice a liberi cittadini armatisi nel solo scopo di portare l ordine e la libertà in paesi che la bramano starò fermo col presidio anche qualora la truppa si ponesse guarnigione nella qualità che assumo desidero però che la s v illustrissima mi desse più chiare istruzioni pel caso che il comandante stati truppa quali regolari svolgesse lui stesso assumere il comando della piazza e ciò onde non dipartirmi dall attitudine ch ella verso le medesime mi preserva terrò informato questo generale comando di quanto avverrà di non comune la prego a volermi significare le di lei intenzioni per il distaccamento di torre alfina tanto presentemente quanto qualora le truppe regolari occupassero tutta la zona 16 domenica 27 p.p le truppe che erano qui di guarnigione in seguito di ordine improvviso circa le 3 pom partirono alla volta di civitavecchia lunedì circa il mezzo giorno fece l ingresso solenne acerbi con un migliaio di volontari si limitarono ad abbassare l arme pontificia ed inalberare la bandiera tricolore la stessa sera partirono per viterbo lasciando qui circa cinquanta volontari di guarnigione nella notte sopraggiunsero altri provenienti da orvieto e torre alfina tutti disarmati e stracciati incutevano spavento al solo vederli fin lì le cose procedevano meno male il comune era obbligato agli alloggi pane vino e formaggio ma vi si rassegnava facendo di necessità virtù e nella speranza che presto sarebbe finito quello stato di cose la partita però si prolungava e le esigenze andavano di giorno in giorno crescendo riquesirono dei cavalli ed i trasporti si facevano pagare al comune benché avessero fatto man bassa su tutte le pubbliche casse ma non bastava il comune dovette versare 500 lire e pagare molte paia di scarpe si credeva che bastasse quando all improvviso un tale ferrari sedicente commissario di guerra intimò una contribuzione di lire 30,000 può immaginare quale effetto tale dimanda facesse all intero paese pure come dio volle la giunta municipale prese tempo ed in fine la richiesta per fatto di acerbi fu se non annullata almeno sospesa si viveva in una continua incertezza all oscuro di ogni notizia la posta di orvieto sospesa le lettere ed i giornali di roma intercettati la sera del 4 per telegramma venne ordine di fare un plebiscito l ora tarda lo impedì la mattina del cinque fecero la votazione colla formola vogliamo l unità italiana con roma capitale posso garantirlo che non vi presero parte cinquanta del paese ma la votazione riuscì brillantissima perché fra quei pochissimi del paese ed un paio di centinaia di volontari empirono di qualche migliaio di sì l urna elettorale lo stesso giorno imposero a tutti i luoghi pii compreso il vescovo ed il capitolo una tassa di scudi 1000 che dovettero versare nella giornata il giorno appresso 6 corrente comparve affissa la notificazione che le accludo e che non abbisogna di commenti le truppe regolari naturalmente non occuparono mai la zona e i garibaldini dovettero allontanarsi da montefiascone nella notte tra il 6 e il 7 novembre il giorno 8 gli stemmi pontifici vennero rialzati e le truppe del colonnello azzanesi fecero il loro ingresso nella città le fonti pontificie ci informano che le strade furono cosperse di fiori e che all eroe glorioso della difesa del patrimonio fu donata una bandiera in seta gentile dimostrazione di alcune signore della città 17 da parte pontificia si denunciò la sottrazione di circa 5.000 scudi a montefiascone e di 25.000 scudi a viterbo delizie garibaldine 18 da il diritto cittadino 16 novembre 1867 n° 119 l osservatore romano ha da montefiascone 8 novembre 1867 www.risorgimentoitalianoricerche.it pag 7 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana il paese fu irritato all eccesso circa 70 cittadini tutti armati passarono la notte nella sala del comune risoluti col rimanente del paese di respingere la forza colla forza ma dio ci ha aiutati circa la mezzanotte dal 6 al 7 ebbero immediato ordine di partenza per bagnorea e così la città fu salva ieri avemmo un continuo passaggio di quelli che erano in viterbo e che seguivano la medesima direzione ma non vi fu nulla di sinistro questa mane abbiamo notizia che in bagnorea sono stati sciolti e disarmati e rimandati alle loro case speriamo che simili scene non avranno più a deplorarsi per l avvenire qui si fa un conto che abbiano perso circa 5000 scudi a viterbo si dice un 25 mila scudi in tutti gli altri paesi della provincia hanno fatto egualmente la fama dei briganti è stata eclissata da quella degli assassini ecco la notificazione di cui si è superiormente parlato cittadini ogni sofferenza ha un limite i volontari componenti la guarnigione di montefiascone hanno sopportato fin qui stenti fatiche e privazioni di ogni sorta la stagione invernale che si avanza ogni giorno più fa sentire l urgenza di provvedere senza maggior ritardi ai loro pressanti bisogni questo comando militare volendo per quanto gli sarà possibile evitare di ricorrere ad imposizioni generali al paese si rivolge da prima allo sperimentato patriottismo della giunta municipale ed in pari tempo a quello d ogni cittadino onde ognuno a seconda delle proprie forze voglia contribuire con coperte biancheria ed oggetti di vestiario o denaro al provvedimento di quanto questa guarnigione abbisogna il sottoscritto è pienamente convinto che non avrà fatto indarno appello alla filantropia di questa città le offerte possono essere fatte sì a questo comando militare che alla giunta municipale a datare da oggi stesso il comandante militare p spinazzi la conclusione del 1870 tre anni dopo a seguito del ritiro del corpo di spedizione francese dovuto alla dichiarazione di guerra alla prussia fatta dalla francia il 19 luglio 1870 lo stato pontificio rimase senza una sicura ed efficiente difesa a distanza di appena un mese considerata la favorevole occasione il governo italiano fece ammassare un corpo d armata lungo i confini dello stato della chiesa al comando del generale raffaele cadorna prima di dare il via all occupazione vittorio emanuele ii inviò un messaggio personale al pontefice pio ix invitandolo a non opporre resistenza vista l inutilità del tentativo fu impartito alle truppe l ordine di marciare su roma il corpo d armata era composto complessivamente da 40.000 uomini circa la seconda divisione di stanza a orvieto agli ordini del generale nino bixio era costituita dal 45° reggimento fanteria comandato dal colonnello vacca dal 46° fanteria comandato dal colonnello rossi dal 3° e 4° granatieri comandati rispettivamente dai colonnello magnon e martini dal 20° e 29° battaglione bersaglieri comandati da pisano e eickelburg e da due squadroni di cavalleria comandati dal colonnello martin di montù completavano la divisione bixio una batteria di artiglieria reparti del servizio assistenza sussistenza e sanità la consistenza e la dislocazione dell esercito pontificio nella provincia di viterbo in data 20 agosto erano le seguenti · · · · · · 11.signorelli 1969 p 470 12 morleschi marcello montefiascone nell 800 politica amministrazione ed economia prima e dopo l unità roma 1985 1986 tesi di laurea lettere e filosofia univ la sapienza 13 19 19arch.di stato di viterbo dispacci del comando generale del capo dei cacciatori romani nella provincia di viterbo al sindaco di ,uscone in c 29 ottob:t 213 rapporto storico del gov.di montefiascone n°20p.s busta 234 31 14 irir istituto del risorgimento italiano di roma lettere del comando militare dei cacciatori romani di torre alfina b 245 n 14 n or 11/23 15 irir documenti staccati b 245 n 14 n ord 10 16 asvt documenti staccati b 245 n 14 n ord 12 17 asvt montefiascone allegato n.1 32 18 la voce agosto 1994 p 3 viterbo 5 compagnie zuavi 1 plotone di cavalleria 1 sezione artiglieria montefiascone 3° e 4° compagnia del 4° battaglione zuavi comandato dal maggiore de saisy paolo più quattro dragoni civita castellana 1 compagnia zuavi 1 compagnia disciplina valentano 1 compagnia zuavi bagnorea colonna mobile di un ufficiale e 20 zuavi s lorenzo colonna mobile di un ufficiale e 20 zuavi www.risorgimentoitalianoricerche.it nella provincia erano dislocati altri 426 gendarmi fra ufficiali e sott ufficiali le disposizioni impartite dal generale cadorna ordinavano a bixio di intercettare le comunicazioni tra roma e viterbo e di occupare civitavecchia per far questo la divisione bixio si doveva muovere nella direttiva che attraversava la nostra città una sintetica cronaca dell occupa pag 8 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana zione di montefiascone è desumibile dai dispacci governo pontificio e che quindi si trovava in esilio inviati allo stato maggiore pontificio 19 ad orvieto ove era stato nominato presidente del · 11 settembre 1870 ore 4,45 pom truppe comitato viterbese d emigrazione nei moti del `48 lo sfrontato cernitori che faceva italiane avvicinano montefiascone in quel momento la frettolosa evacuazione degli parte della commissione degl inventari dei luoghi ultimi zuavi rimasti in città era terminata durante la pii aveva minacciato più volte anche in iscritto la notte precedente per poter portare via più materiale violenza per entrare le clausure monastiche aveva possibile lo zuavo peojot aveva confiscato due carri posto negl inventari anche gli oggetti supposti e e sei cavalli a domenico fanali quattro cavalli ad non trovati affermando essere stati nascosti avido antonio quintarelli e una vettura con due cavalli a dei beni della chiesa aveva fatto sapere ad alcuni pietro catasca nella mattinata vennero caricati tutti coloni e socci di alcuni luoghi pii che in avvenire i bagagli del maggiore paolo de saisy comandante non dovevano più portare le rendite al luogo pio il 4° battaglione quelli degli ufficiali della 3a e 4a alla testa di una deputazione si era portato a prencompagnia e la maggior quantità possibile di beni der possesso dei beni di quest ospedale infine avedi casermaggio casse di biscotti lenzuola e coperte va richiesto all economo l importo di quest atto in scudi 10 che furono realmente pagati aveva tolto 20 inoltre all amministrazione ecclesiastica l ospeda· ore 23,00 montefiascone attend ennemi communication télégraphique existent le l ospizio ed il monte di pietà usurpandone esencore la divisione bixio è in vicinanza di so stesso la giurisdizione 23 montefiascone sgombrata dai pontifici ritra entisi in viterbo il convoglio militare degli zuavi si avviò verso viterbo ove giunse lo stesso giorno e poi il 12 si diresse alla volta di civitavecchia l affrettata ritirata dei pontifici lasciava presagire l imminente arrivo a montefiascone dei liberatori italiani che avvenne in effetti alcuni minuti dopo la mezzanotte · 19 vigevano attilio la fine dell esercito pontificio anastatica parma 1994 20 onofri normando il proclama di nino bixio a montefiascone in la voce anno xxv dicembre 2007 p 14 21 ibidem 22 ibidem 23 asv d.a.vt serie i busta 329 vol vi cc non num la divisione bixio a marta volendo dar fede alla relazione di un militare al seguito di bixio l impatto dei militari con la realtà economica e sociale di marta fu traumatico pernottammo in marta io ho veduto le pievi più selvagge di savoia e di calabria dove una sola stanza ospita in una naturale eguaglianza tutti gli esseri della creazione dall uomo al ciuccio dalla donna alla scrofa e dove la promiscuità dei sessi è appena superata dalla promiscuità degli insetti ebbi un idea a costantinopoli dei caravanserragli turchi so quel che erano i ghetti maledetti degli ebrei nel medio evo ed ho inoltrato qualche volta il piede nelle fetenti latebre della vecchia londra ma messe assieme tutte quelle laidezze tutte quelle tenebre tutte quelle miserie tutta quella peste non mi riuscirebbero a dare un idea di quel che era il centro del villaggio di marta a 10 ore di notte col suo labirinto di antri dove non filtra che per divieto la luce colle sue viottole anguste lubriche d ogni sozzura colle sue pareti róse da miriadi d insetti popolate da tutti gli animali della notte e perché il quadro risaltasse meglio nel contrasto delle tinte la 12 settembre ore 0,05 nemico entrato in montefiascone 3° e 4° compagnia zuavi ripiegano protetti da retroguardia unico fatto cruento fu la cattura di un soldato pontificio tale giuseppe sinaldi di mantova che era rimasto in cotesta piazza perché malato 21 · la divisione bixio entra col grosso a montefiascone all alba del 12 settembre vi sosta alquanto e alle ore 13 si rimette in marcia facendosi precedere da una colonna volante giunge alla sera a marta e vi pernotta prima di rimettersi in marcia verso marta e civitavecchia allo scopo di tutelare l ordine pubblico e di non lasciare interrotta l amministrazione comunale nino bixio costituì la nuova giunta municipale di montefiascone nelle persone di colombano cernitori gaetano bacchi in sostituzione di domenico tassoni arcangelo basili luciani giovan battista pieri buti e cesare battiloro 22 il montefiasconese colombano cernitori che poi sarà nominato commissario speciale del distretto per le nuove giunte era uno degli eminenti rivoluzionari che in precedenza si erano fortemente compromessi con il www.risorgimentoitalianoricerche.it pag 9 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana luna nell alto che si dilettava a sorridere a quell or la giunta distrettuale colombano rido a quel lago fatto per render perfette le delizie cernitori silvestro argentini ardi un eden che si compiaceva a lambire con la sua cangelo basili luciani onda amorosa e tranquilla quell antro di caco cessati i festeggiamenti e superate le ultime resi24 stenze pontificie si arrivò al plebiscito del 2 ottobre per l annessione al regno d italia i risultati di 24 sansone nino lo zuavo e il bersagliere milano 1963 p 36 montefiascone in linea con quelli del resto del vi terbese furono i seguenti inscritti 1.964 votanti epilogo 1.473 si 1.469 no 4 astenuti 491 il 28 dello stesil barone athanase de charette de la contrie vice so mese montefiascone entrò a far parte del circoncomandante degli zuavi pontifici lo stesso giorno dario di viterbo nella provincia romana il 30 mag12 settembre telegrafava da vetralla tre colonne gio 1871 celebrò l avvenimento partecipando alla una da montefiascone l altra da orte fino alla nazionale festa dello statuto quercia la terza dalla strada di ronciglione essen municipio di m fiascone festa dello do sul punto di avvilupparci ed avendo avuto pri statuto 1871 la festa nazionale dello statugionieri due dragoni e gli zuavi di bagnorea per to alla quale per la prima volta si associa la provinnon esser tagliati fuori ritiromi vetralla ove giun cia romana verrà solennizzata anche in questa città giamo alle 6 pom stradale civitavecchia libero nel giorno 4 del mese di giugno con le seguenti pubdomani partirò truppe stanchissime cavalleria bliche dimostrazioni nel mattino sparo di mortari quindi suono del nemica c insegue ma potremo fare bellissima resi · civico concerto musicale del quale saranno stenza 25 decorati tutti i divertimenti della giornata la prospettata bellissima resistenza non servì e il · alle ore 6 pom corsa di cavalli al fantino 20 settembre solo dopo otto giorni le truppe italialungo la strada di bolsena col premio al vincine entravano a roma dalla breccia di porta pia il tore di lire 30 capitano oviglio comandante la compagnia disloca · alle ore 7 s innalzamento di un globo aerostata a montefiascone nello stesso giorno inviava ai tico superiori il seguente telegramma notizia dell in · alle ore 9 incendio di fuoco artificiale nella gresso truppe italiane in roma popolazione in fepiazza del comune lavoro dei rinomati pirosta illuminazione generale grande dimostrazione tecnici fratelli ferri di caprarola e generale luminaria acclamazioni al re all italia all esercito 26 lo straordinario avvenimento fu infatti celebrato a montefiascone ed in tutta la provincia con un grande 25 signorelli 1969 26 ruspantini angelo i fatti e i documenti del risorgimento entusiasmo filomonarchico viterbese negli anni 1867 e 1870 viterbo 1986 p.63 cittadini il vessillo italiano sventola sul campidoglio dall 1.30 pom di jeri giorno 20 piantato dal prode nostro esercito il volo della nazione è compito stringiamoci tutti uniti intorno al magnanimo nostro re vittorio emanuele ii per far parte della grande famiglia italiana sospiro di tanti secoli chi non ci segue rinunzia alla patria non lo curiamo questo è forse il più grande fatto dell epoca festeggiamo adunque un tanto avvenimento col suono del concerto patrio luminarie per tutta la città per tre giorni consecutivi ed adorniamo con le bandiere arazzi e tutto ciò che abbiamo e possiamo per rendere più solenne un tanto avvenimento acclamando il re il prode esercito e roma capitale d italia montefiascone li 21 settembre 1870 www.risorgimentoitalianoricerche.it pag 10 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana ciro menotti e francesco iv d este mario laurini caso governa direttamente alcune province italiane in altri lo fa attraverso regnanti imparentati strettamente con la sua dinastia in altri ancora con regnanti che si mantengono su un trono traballante che si regge comunque con le baionette austriache e l austria e quei governi ottusi stroncano i moti per la libertà in un bagno di sangue senza rendersi conto che firmano con quel sangue la successiva fine del loro incivile potere il menotti nato da una famiglia dedita al commercio a soli 17 anni è già un affiliato come detto della carboneria egli come tutti i giovani sogna di cambiare il mondo guardando al nuovo corso politico nella francia di luigi filippo d orléans menotti ha avuto modo di essere introdotto alla conoscenza di francesco iv d este da un altro liberale forse colluso con il potere e vorrebbe liberare il piccolo ducato dalla sudditanza all impero austriaco sfruttando abilmente questa conoscenza ma forse non si rese conto della realtà e non comprese che un duca che nelle precedenti rivolte aveva fatto arrestare oltre 45 sudditi e che aveva condannato alcuni a morte non poteva essere in quanto austriale nuove generazioni hanno una forte difficoltà a co degno di fede certamente in un primo tempo dare a questo patriota una collocazione in uno spazio storico e temporale stranamente come spesso succede agli eroi o perlomeno ad alcuni di essi talvolta ritenuti a torto minori il loro sacrificio è ammantato da un eccessivo oblio alcune persone quelle più vicine alla mia età possono contare su reminescenze provenienti perfino da un lontano sussidiario di quinta elementare ma questo personaggio non è affatto un personaggio minore anzi è uno dei più forti tra quelli del suo tempo alla luce delle rivendicazioni nazionali e culturali egli fu uno fra gli aderenti alla carboneria che pagò con la vita la sua dissidenza e la sua ribellione alla tirannide tra il 1820 ed il 1831 l europa è tutta in fermento e questo succede anche in un italia che fino a quel momento era stata terra di conquista per tutti si comincia a pensare all indipendenza e giovani rivoluzionari che sentono crescere in petto un senso profondo di patite ingiustizie cercano di strappare a governi ottusi e reazionari la concessione di elementari diritti civili codificati in una costituzione i successi iniziali sono però prontamente cancellati dagli interventi della santa alleanza che in italia è rappresentata dall impero austriaco che in qualche www.risorgimentoitalianoricerche.it pag 12 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana francesco iv non si oppose alla sollevazione del gennaio 1831 facendo le viste di chiudere tutti e due gli occhi ciro menotti organizzò al meglio tutti coloro che ebbero animo di seguirlo nella progettata sollevazione cercò il sostegno del popolo ottenendo però un tiepido riscontro comunque il 3 febbraio di quell anno radunò nella sua casa una quarantina di congiurati armati la casa si trovava proprio davanti al palazzo granducale ma il granduca che il menotti credeva dalla sua parte effettuò un brusco voltafaccia e richiese l aiuto austriaco seguì una forte sparatoria con morti e feriti qualcuno riuscì a fuggire ed il menotti stesso riuscì a saltare da una finestra nel suo giardino ma si fratturò una gamba per questo venne arrestato e portato prigioniero a mantova dove francesco iv si rifugiò non passarono due mesi che il menotti venne processato e condannato a morte mediante l impiccagione il sogno di menotti è svanito l ultima notte in cella prima dell esecuzione ciro la passò in compagnia di un prete al sacerdote egli consegnò un ultima lettera per la moglie ovviamente la lettera confiscata non fu subito consegnata alla destinataria che la leggerà solamente nel 1848 la sentenza di morte venne resa pubblica solo dopo che fu eseguita tanto per non suscitare disordini oggi di quell eroe forse un po ingenuo ma che andò a morire con grande dignità e coraggio resta ben poco il suo sguardo ispirato di un eroe comunque che seppe morire per la libertà esce dalla tela di un quadro attraversa il tempo e le generazioni raggiunge coloro che credono nella libertà e sanno che cosa sia l onorare la memoria storica costituendo un esempio ed un pungolo per non dimenticare francesco iv testo ripreso da i martiri per la libertà italiana dal 1794 al 1848 sesta edizione francesco iv duca di modena credeva di sua proprietà la roba e la vita dei sudditi ne conosceva altra legge che la sua volontà egli teneva per massima sacrosanta che il principe possa comandar tutto che i sudditi debbano obbedir ciecamente ad ogni più turpe impero e che i recalcitranti siano tutti degni di forca perchè nemici dell altare e del trono tutta la sua vita fu governata da questo principio ma siffatto dispotismo con le fiere persecuzioni che seco recava invece di intimorire i modenesi e spegnere nei loro animi l amore per la libertà lo rese più ardente e lo diffuse nella gioventù e nel popolo i quali www.risorgimentoitalianoricerche.it facevano ogni sforzo per prepararsi a cacciare l osceno tiranno tosto che ne avessero il destro capo di tutti quelli che volevano libera vita era ciro menotti dopo le prigioni e le forche romane vengono le prigioni e le forche di modena il tirannello di modena il novello giosuè di casa d este fa il paladino della santa alleanza di cui è cappellano il tiranno gran sacerdote di roma dopo i travagli che il ducato di modena per i processi e per le condanne dell anno 1821 non finì il martirio degli uomini ch ebbero la sciagura di vivere in quelle infelici contrade arresti e torture continue una parola un sospetto bastavano a condurre un onesto uomo in galera su tutto pesava feroce la mano del duca il quale non contento delle fiere sentenze già date per tirare altri nella rete il 20 maggio 1826 mise fuori un atto di indulto in cui prometteva impunità a chi si presentasse a confessare di aver fatto parte di società segrete e rivelare i nomi dei complici tentò di mettere in onore la delazione e di innalzare a virtù il tradimento pag 13 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana lettera di ciro menotti alla moglie alle 5 e mezza ant del 26 maggio 1831 carissima moglie la tua virtù e la tua religione siano teco e ti assistano nel ricevere questo foglio sono le ultime parole dell infelice tuo ciro egli ti rivedrà in più beato soggiorno vivi ai figli e fa loro anche da padre ne hai tutti i requisiti il supremo amoroso comando che impongo al tuo cuore è quello di non abbandonarti al dolore studia di vincerlo e pensa chi è che te lo suggerisce e te lo consiglia non resterai che orbata di un corpo che pure doveva soggiacere al suo fine l anima mia sarà teco unita per tutta l eternità pensa ai figli e in essi continua a vedere il loro genitore e quando saranno adulti dà loro a conoscere quanto io amavo la patria faccio te interprete del mio congedo con la famiglia io muoio col nome di tutti nel cuore e la mia cecchina ne invade la miglior parte non ti spaventi l idea dell immatura mia fine iddio che mi accorda forza e coraggio per incontrarla come la mercede del giusto iddio mi aiuterà al fatal momento il dirti di incamminare i figli sulla strada dell onore e della virtù è dirti ciò che hai sempre fatto ma te lo dico perché sappiano che tale era l intenzione del padre e così ubbidienti rispetteranno la sua memoria non lasciarti opprimere del cordoglio tutti dobbiamo quaggiù morire ti mando una ciocca dei miei capelli sarà una memoria di famiglia oh buon dio quanti infelici per colpa mia ma mi perdonerete dò l ultimo bacio ai figli non oso individuarli perché troppo mi angustierei tutti quattro e i genitori e l ottima nonna la cara sorella e celeste insomma dal primo all ultimo vi ho presenti addio per sempre cecchina sarai finché vivi una buona madre dei miei figli in quest ultimo tremendo momento le cose dì questo mondo non sono più per me speravo molto il sovrano ma non son più di questo mondo addio con tutto i1 cuore addio per sempre ama sempre il tuo ciro l eccellente don bernardi che mi assiste in questo terribile passaggio sarà incaricato di farti avere queste ultime mie parole ancora un tenero bacio a te e ai figli finché resto terrena spoglia agli amici che terran cara la mia memoria raccomando i figli ma addio addio eternamente il tuo ciro 150° anniversario unità d italia www.risorgimentoitalianoricerche.it il centro studi culturali e di storia patria ha realizzato un dvd in powerpoint dal titolo da napoleone all unità d italia circa 170 diapositive con musica di sottofondo visibili come un filmato e con pochi clic può essere richiesto alla mail mariolaurini@virgilio.it www.risorgimentoitalianoricerche.it pag 14 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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le camicie rosse di mentana mentana la giornata del risorgimento 1 novembre www.risorgimentoitalianoricerche.it pag 15 anno ii n 16-17 ottobre-novembre 2010
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