La Pagina Maieutica - Dicembre

 

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la pagina maieutica periodico online a diffusione nazionale di cultura socio-psico-pedagogica dello studio di consulenza familiare e psicopedagogica di alcamo numero 3 ­ dicembre 2008 editoriale spesso vengo a contatto con ragazzi neolaureati e con giovani che si sono laureati già da qualche anno mi capita di sentire sempre le stesse cose gli stessi pianti su se stessi le opportunità che non ci sono quello che non si può fare quanto ci si scoraggia e che forse è meglio continuare a rimanere fermi all università fare una specializzazione un altro master altri due o tre anni di qualche altra specializzazione o chissà tutto per sfuggire forse alla realtà del lavoro il panorama psicopedagogico sta cambiando in relazione a nuove modalità di sentire la pedagogia a nuove prassi nel percepire ed applicare il sapere pedagogico che dire colleghi più in gamba con maggiori risorse con più spirito di iniziativa con più competenze anche si sono attivati da anni e continuano ad attivarsi in progetti in generale più o meno grandi piccoli legati al territorio al paese alla propria città alla regione bisogna incentivare l iniziativa certo ci farebbe piacere rivedere il tutto in un ottica di equità di distribuzioni di opportunità e di risorse che ci vengono o non ci vengono offerte da chi ci governa ma a parte le piccole e le grandi ingiustizie chissà se ciascuno di noi ha mai veramente fatto un analisi accurata della situazione prima di tutto su se stessi e vero le opportunità sono limitate tutto va contro non ci sono spazi di lavoro ci si deve rivolgere al politico di turno che poi ti lascia con parole vuote e tempo sprecato si prova e si sbatte contro muri di indifferenza di promesse vane di attese e allora quanti di voi hanno realmente puntato su se stessi senza lamentarsi senza piangersi addosso lavorando duramente sull aggiornamento sul campo anche senza guadagnare all inizio sulla ricerca personale sull inventiva l immaginazione le reti sociali l adesione volontaria partecipata e costante a tutto ciò che può offrire il panorama pedagogico se non a livello nazionale ma a livello locale quanti di voi si sono accontentati di un lavoro a bassa retribuzione per poi lavorare ricercare creare strade alternative sfruttando spazi e tempi non convenzionali chi ha letto libri riviste articoli professionali chi ha lavorato al computer la notte cercando spunti da attuare per la propria professione malgrado la stanchezza la famiglia da portare avanti un lavoro anche scarsamente retribuito o inesistente quanti hanno fatto indagini e proposte sul territorio per offrire la propria competenza e difficile è dura lo so ci si scoraggia lo so ma quanti di voi oggi invece di dire quanto è difficile hanno già buttato nel terreno un piccolo seme pedagogico per farlo crescere fattivamente ed iniziare a mettere in atto la propria professionalità retribuita vi lascio con queste riflessioni selene grimaudo sito web http www.selenegrimaudo.com e-mail consulentefamiliare@yahoo.it direttore responsabile grimaudo selene grafica moruzzi anna redazione bellomo alessandro ­ magri elena mandirà maria grazia ­ muotri amedeo ­ pirrone elisa ­ staffolani carla tomas maria rosaria tussi laura magri elena mandirà maria grazia ­ muotri amedeo padalino giovanna ­ pirrone elisa romeo pasquale staffolani carla tomas maria rosaria ­ tedesco rita tolomeo susanna tussi 1 laura ­

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sommario -il ruolo della figura docente all interno della didattica emozionale educare è cosa del cuore -che sarà di noi carla staffolani seconda parte maria grazia mandirà pasquale romeo siamo capaci di ascoltare i nostri adolescenti -il tubo catodico una panoramica pedagogica tra pregi e difetti -la bella addormentata -la diversità come risorsa umana -legge sulla dislessia giovanna cataldi rita tedesco giovanna padalino amedeo muotri -la relazione d aiuto nel paziente oncologico ospedalizzato susanna tolomeo -clown therapy la nuova frontiera dell allegria per alleviare il dolore della malattia -definiamo l eutanasia i nostri libri la fabbrica della felicità parliamo di la bufera gelmini info a cura di giovanna padalino notizie curiosità strategie pericolose di riproduzione di alessandro bellomo scadenze i nostri corsi elisa pirrone maria rosaria tomas 2

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e ducazione ­ didatticaepedagogia il ruolo della figura docente all interno della didattica emozionale educare è cosa del cuore abito a viggiù un piccolo paese di collina proprio sul confine svizzero in provincia di varese sono un insegnante di scuola primaria insegno da dodici anni.mi sono occupata di volontariato in diversi campi disabilità educazione comunità di recupero di carla staffolani seconda parte i l vero maestro non è colui che sa tre volte più degli altri come l etimologia del termine magister magis-ter =tre volte di più fa intendere ma è colui che dice sempre la verità e si adopera per il bene degli altri nella consapevolezza di essere importante per qualcuno nell educazione ai sentimenti il docente deve possedere le competenze emozionali adeguate per poter rilevare ed intervenire in situazione di disagio handicap e disadattamento competenze che comunque sono poco considerate nella scuola di oggi molti insegnanti fanno affidamento solo al loro buon senso o all esperienza decennale posseduta non è più sufficiente almeno non nella società in cui siamo inseriti occorre una preparazione costantemente aggiornata e altamente qualificata a livello professionale la dimensione emozionale se fino a poco tempo fa passava in secondo piano a favore dell alfabetizzazione strumentale ritengo che oggi sia per la scuola la nuova frontiera in quanto l esplorazione dell immenso spazio interiore valorizza ogni forma di diversità e forma esseri umani completi in un clima di libera espressione l insegnante deve impostare ed organizzare il proprio operato evidenziando la centralità dell alunno ai fini di un apprendimento significativo cioè che tenga in considerazione tutti gli aspetti della personalità del bambino assumendo lui stesso un ruolo di facilitatore 3

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dell apprendimento vigotskij e fondamentale che il docente tenga presenti le problematiche della classe soprattutto i bisogni fondamentali dei bambini di sicurezza di autonomia appartenenza e di realizzation per poter rispondere attraverso l intervento educativo-didattico in modo adeguato al fine di realizzare le risorse di sviluppo di cui sono dotati a livello relazionale l insegnante deve mantenere un atteggiamento di vicinanza ascolto rassicurazione sintonizzato empaticamente sul bambino e sul suo mondo interiore il suo stile educativo deve essere improntato ad allenare il bambino a scoprire e decodificare le diverse esperienze interiori conducendolo verso la fiducia la motivazione e l autostima si deve coltivare una mente positiva far prevalere atteggiamenti di ottimismo e tolleranza e perché no anche di umorismo nel programmare le attività è necessario saper costruire uno stato di salute emotiva e di benessere per aiutare i bambini a calmarsi quando provano sentimenti negativi quali la rabbia la gelosia e fondamentale risolvere le difficoltà emozionali discutendo delle proprie emozioni è l insegnante che mediante attività accattivanti deve promuovere un allenamento emotivo basato sulla comunicazione delle emozioni in quanto ciò consente di creare un clima empatico nel gruppo aiutando i bambini ad affrontare i sentimenti negativi costruendo relazioni significative rogers parla di relazione d aiuto intesa come un rapporto interpersonale che sviluppa la capacità di affrontare la vita promuovendo lo sviluppo e la crescita delle persone ma d aiuto -con l ascolto empatico e non valutativo che favorisce all insegnante di comprendere i vissuti emozionali dei bambini -con la piena accettazione del bambino una forma autentica di rispetto e considerazione e dimostrazione di fiducia nelle potenzialità del soggetto -mediante la trasparenza da parte dell insegnante è necessario mostrarsi per quel che si è essere trasparenti riguardo i sentimenti provati nella relazione con il bambino inoltre nella comunicazione con l alunno l insegnante deve imparare ad evitare di creare quelle che gordon chiama barriere della comunicazione sono messaggi di 4 come si sviluppa una buona relazione il dialogo e permette

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ostacolo alla comunicazione interpersonale e nella relazione educativa specialmente se l alunno è coinvolto in una situazione problematica facendo degli esempi sarebbero da evitare il giudizio l esigere il comandare l assecondare e l elogiare l inquisire e il sottoporre ad interrogatorio il criticare il fare la predica e il rimproverare questi atteggiamenti possono pregiudicare la relazione perché possono far sentire la persona in colpa essere percepiti come insulti critiche o rifiuto inoltre possono comunicare la mancanza di rispetto e spesso causano comportamenti reattivi di rivalsa nell alunno possono danneggiare l autostima di chi li riceve spesso sono percepiti come punitivi e produrre resistenza al cambiamento dell atteggiamento disfunzionale gordon propone invece l ascolto attivo o empatico che si crea anche manifestando un atteggiamento di calma di avvicinamento al bambino e utilizzando un tono di voce pacato nei confronti dell alunno coinvolto in pratica l insegnante deve spiegare esclusivamente oggettivamente l evento al bambino con messaggi non giudicanti centrati sul sentimento in modo tale da calmarlo e dargli la possibilità di effettuare un feed-back che gli permetta di acquisire la consapevolezza dell accaduto e tentare di proporre una soluzione 5

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che sarà di noi residente a custonaci tp laureata in scienze dell educazione indirizzo educatore professionale vecchio ord specializzata in auxologia dell obesità infantile segretaria dell associazione pedagogia olistica siciliana maria grazia ha uno spirito eclettico ed è sempre disponibile a nuove iniziative pedagogiche e di animazione si occupa di progettazione per attività di formazione e attività ludicoricreative pedagogico-educative per bambini abili e diversabili di maria grazia mandirà chi è oggi l educatore professionale o il pedagogista quando mi sono iscritta ed ho scelto il corso di laurea in scienze dell educazione indirizzo educatore professionale mi è stato riferito ed ho letto dal manifesto che gli ambiti di intervento individuati sono quattro socio-sanitario sociale di protezione giuridica formativo destinatari dell ambito socio-sanitario sono portatori di handicap tossicodipendenti e alcolisti soggetti con disagio mentale i servizi individuati sono diurni residenziali domiciliari es centri educativo-occupazionali servizi per l inserimento lavorativo servizi territoriali per l handicap sert comunità terapeutiche centri di salute mentale comunità alloggio ecc destinatari degli interventi dell area sociale sono la popolazione minorile giovanile adulta anziana in prospettiva assistenziale e promozionale i servizi individuati sono centri di aggregazione centri sociali sostegno educativo domiciliare comunità alloggio servizi di pronta accoglienza iniziative collegate a progetti giovani ecc destinatari degli interventi dell area concernente la protezione giuridica sono i minori e gli adulti sottoposti a procedimento penale per i minori ci si riferisce a uffici di servizio sociale centri di prima accoglienza istituti penali minorili comunità per minorenni centri diurni polifunzionali per gli adulti ad istituti di prevenzione e pena nelle loro varie tipologie di utenza e organizzative destinatari degli interventi dell ambito formativo sono allievi educatori in servizio e i servizi scuole di formazione università sedi e agenzie formative da ciò si deduce il vasto ambito e la 6

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molteplicità di sbocchi lavorativi che si ripongono e riguardano l educatore professionale o pedagogista ma tutta mera realtà perché in nessuno di questi ambiti sopradescritti è riconosciuta o prevista la figura dell educatore/pedagogista con il passare degli anni poi ci hanno graziati nel senso che siamo stati premiati con il decreto del 18 giugno 1998equipollenza della laurea in pedagogia alla laurea in scienze dell educazione il quale stabilì che la laurea in pedagogia conferita da università statali e da quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale e equipollente alla laurea in scienze dell educazione rilasciata dalle stesse università ai fini dell ammissione ai pubblici concorsi ciò ci ha resi felicissimi e raggianti anche se era un decreto che ci aspettava di dovuto e da tempo cioè da quando si è istituito il corso di laurea in scienze dell educazione in sostituzione del vecchio corso di laurea magistero o scienze pedagogiche ma nonostante ciò sia l educatore che il pedagogista continua ogni giorno a fare i conti con la propria identità ed affermazione ma soprattutto non si fa altro che andare alla ricerca di una decorosa e meritevole dignità e affermazione professionale infatti la situazione è molto più contorta sia per quanto riguarda il riconoscimento del profilo e dell iter formativo sia per quanto attiene le condizioni e le possibilità di impiego appare oggi sempre più confusa e incerta si riscontra infatti un notevole divario tra una domanda crescente nella società di azione educativa e pedagogica e la posizione della figura dell educatore professionale o pedagogista in una situazione di sostanziale debolezza nel quadro delle professioni sociali e una situazione questa che non riguarda solamente chi dovrà inserirsi nei servizi ma anche paradossalmente molti di coloro che già si sono collocati nel mondo del lavoro in condizioni sovente di precarietà ed incertezza forse chi non sa non crede molti non conoscono ma la nostra situazione è davvero triste oltre a non essere riconosciuti a livello sociale cioè siamo per ironizzare una particella x incognita oltre a essere gli unici sfortunati a non avere un albo professionale riconosciuto dalla legislazione non siamo nemmeno più come avveniva in anni passati inseriti tra le professioni medico-sanitarie perché siamo stati sostituiti dall educatore professionale laureato nelle facoltà di medicina e di conseguenza ci rimpiazzano nelle asl inoltre come ho precedentemente ribadito noi pedagogisti educatori non avendo un albo professionale siamo esclusi e sostituiti da tutti infatti gli psicologi stanno invadendo il nostro campo:la scuola per non parlare poi di tutti i fantomatici educatori che si collocano nei comuni province solo dopo aver fatto i semplici e vani corsi regionali o a pagamento organizzati da questo o da quell ente di formazione e noi?che ne sarà di noi come educatrice professionale o pedagogista ed in nome di tutti i miei colleghi chiedo ed invito tutti i miei colleghi a lottare e combattere affinché si ponesse rimedio a tale evidente iniquità che per molti di noi da anni costituisce una odiosa discriminazione e una non possibilità di trovare lavoro e di affermazione professionale dopo anni di sacrifici sia economici e sia dopo tutto il tempo trascorso 7

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sui libri con l obiettivo di acquisire una professionalità spendibile in un contesto ed in una società che si sta dimostrando sempre più povera di valori e di modelli di riferimento la società odierna è bisognosa di una figura professionale che rivaluti l educazione globale dell individuo credo che il pedagogista sia il professionista che meglio si adatti alla situazione odierna di disagio nell ambito educativo familiare scolastico ecc la competenza pedagogica è nostra non è giusto che ci guadagnino altri professionisti avendo frequentato un corso di laurea riconosciuto non siamo dei maghi incantatori di cui vergognarci e nasconderci ma desideriamo essere avvalorati e riaffermati quindi ciò che imploro è il tenerci in considerazione riconoscendoci con leggi e decreti scritte per essere inseriti nel l e scuole ad esempio per la prevenzione e cura dei di st urb i dell apprendimento progettazione didattica pedagogica seminari formazione nelle asl come previsto fino a qualche tempo fa negli asili nido come coordinatori pedagogici che non esistono o a mio malgrado esiste ma esercitata e gestita dallo stesso personale educativo con diploma magistrale o diploma di vigilatrice d infanzia titolo richesto dalla ben lontana legge regionale n 214 del 14.09.1979 regione sicilia per far ciò è necessario l impegno la grinta la voglia di lottare ed invito tutti i colleghi a combattere nel loro piccolo muoversi a livello locale comunale provinciale regionale anche con una semplice lettera di protesta o affrontiamo tutti e tutte senza paura presentiamoci con proposte attività progetti consapevoli che nessuno ci regalerà né dei soldi né un posto di lavoro ma il tutto dovrà essere finalizzato a farci conoscere e far conoscere chi siamo e soprattutto che ci siamo lottiamo insieme 8

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b ambinieadolescenti siamo capaci di ascoltare i nostri adolescenti pasquale romeo risiede a reggio calabria è psichiatra psicoterapeuta ha scritto numerosi articoli è stato direttore editoriale della rivista research ha curato rubriche e condotto trasmissioni televisive ha ricevuto a reggio calabria il premio anassilaos giovani nel 2001 per il curriculum formativo e professionale e il premio pericle nel 2006 a bovalino per la comunicazione socio-culturale e responsabile nazionale per la disciplina psichiatrica gruppo di ricerca dell università di siena di medicina legale di pasquale romeo siamo capaci di ascoltare i nostri adolescenti è quello che quotidianamente dovremmo chiederci dubitando a volte della nostra capacità essendo padri e madri fratelli e sorelle omar e erika sono stati un monito squarciandoci il velo di maya di un mondo adolescenziale che è sempre esistito che spesso ci rifiutiamo di accettare ma che è sempre lì nella sua spasmodica forza adolescenti irrequieti spesso ribelli senza una causa forse seguendo senza ideologia il mito di james dean una generazione fatta di senza come dice pellizzari senza padroni senza ideali senza barriere senza figure autoritarie figli di un epoca che è imperniata di narcisismo secondo lasch e che per questa natura fatica a sentire l altro ascoltandolo nel suo modo profondo adolescenti che camminano in punta di piedi e che poi compaiono delitti efferati e scompaiono così come sono apparsi figli di una società che nella sua superficialità prima li mette alla gogna e poi subito li dimentica sostituendoli con la guerra con l antrace con osama e con tutto ciò che in questo momento fa audience gli adolescenti fino a qualche mese da tanto vivisezionati ora sono solo autopsie in obitori che nessuno riesce più a guardare non dimentichiamo che questi sono i figli dei padri che hanno finito di esserlo delle madri che vogliono far le sorelle di genitori che hanno sofferto il distacco generazionale e pensano che sia bene annullarlo facendo dimenticare che deve esistere pur sempre un binario su cui camminare nessuno più ora si ricorda dei crimini dei teen ager quando fino a poco tempo fa era diventato quasi normale il motto dei doors di uccidere il padre i vecchi adolescenti questo motto lo 9

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interpretavano in maniera simbolica come i saggi eredi di freud sono abituati a fare i nuovi adolescenti sempre concreti e prammatici hanno giusto pensato di applicarlo alla lettera uccidendo davvero il padre e la madre società ignavia che dimentica facilmente fino a quando non scoppia un nuovo caso fino a quando nuovi teen ager non buttano sassi dal cavalcavia una società che preferisce sempre prevenire in maniera secondaria dopo che il fatto è avvenuto e mai in maniera primaria educando in tempi non sospetti forse sarebbe doveroso pensare alla nostra società come ad una grande famiglia in cui i rapporti comunicativi si alterano e la patologia è sempre lì dietro la porta 10

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il tubo catodico una panoramica pedagogica tra pregi e difetti di giovanna cataldi giovanna è una pedagogista che ha tanti interessi e crede nell educazione insieme alle lotte per l affermazione del ruolo del pedagogista la sua frase preferita è e l animo che devi cambiare non il cielo sotto cui vivi la televisione è penetrata dapprima timidamente e in seguito prepotentemente nelle famiglie italiane l ammaliante piccolo schermo sottrasse in passato e sottrae ancora di più oggi un numero ingente di persone ed in particolare i più piccini al cinema alla lettura di libri fumetti e purtroppo anche ai compagni di gioco ed è divenuta la principale fonte di divertimento che allieta diverse ore della giornata quando la tv era ancora agli albori non si faceva altro che elargirne i meriti tra questi ultimi vanno annoverati sicuramente i meriti che si sono ottenuti in ambito educativo perché grazie a tale mezzo di comunicazione di massa il lavoro del docente appariva semplificato nelle abitazioni di tutti gli spettatori si apriva così una finestra multimediale che permetteva e permette di esplorare paesi paesaggi flora fauna e variegate sfaccettature di un mondo che altrimenti sarebbe rimasto celato e che si sarebbe potuto scorgere solo dalle immagini presenti nella carta stampata oggi i bambini mostrano di avere le idee chiare su ciò che appartiene a realtà lontane e questo grazie alle immagini trasmesse dal televisore a tali mondi e sfaccettature di mondi tramite il formidabile connubio audio e video si è potuta dare una dimensione dinamica che cattura l attenzione dei curiosi fruitori del mezzo televisivo tutto ciò si rivela sicuramente come un pregio infatti la tv nel rapporto quotidiano con i suoi fruitori svolge una inevitabile funzione informativa che può essere anche educativa in quanto educare nell accezione derivante dalla parola latina edere significa alimentare nutrire quindi in tale situazione con un alimento di natura mediatica e nell accezione derivante da ex ducere significa trarre fuori da uno stato di immaturità e nel nostro caso si tratta di una immaturità nel comprendere e nel percepire il messaggio televisivo dopo anni in cui il tubo catodico ha ricevuto elogi oggi arrivano le condanne innanzitutto la televisione ha modificato il tempo libero dei ragazzi e dei bambini che dedicano meno tempo alla lettura dei libri e dei fumetti strumenti che aiutano il lettore ad essere più creativo e ad utilizzare la fantasia c è chi accusa la televisione di privare ciascun bambino della propria infanzia perché essa trasmette conoscenze che egli assorbe a priori e cioè senza avere la possibilità di sperimentarle così facendo la televisione anziché colmare delle eventuali lacune le crea proponendo ai piccoli 11

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utenti dei contenuti che essi non sono in grado di recepire senza la mediazione degli adulti il mezzo televisivo può condurre all emulazione ad esempio la violenza che giornalmente scorre sullo schermo di casa attraverso films telefilms video games e cartoni animati può alimentare il fenomeno dei baby killers all isolamento che può condurre a problemi che possono essere di varia natura come ad esempio i disturbi comportamentali o i disturbi di tipo alimentare può ostacolare il dialogo all interno della famiglia il tempo libero si trascorre davanti alla televisione e durante la cena non si dialoga ma si preferisce ancora una volta lasciarsi rapire dalle immagini del piccolo schermo riduce la capacità creativa dei fanciulli che diventano spettatori passivi che non sono più gli ideatori dei loro giochi ma aspirano ad ottenere quelli reclamizzati e preconfezionati dagli spot pubblicitari il servizio televisivo inizialmente aveva lo scopo di educare di informare e di intrattenere gli anni ottanta segnarono la fine di questo modello televisivo e la causa di ciò fu l avvento delle reti private e la conseguente guerra degli ascolti che ha condotto al passaggio da programmi di informazione a programmi di intrattenimento oggi ciò che appare rilevante non è più la qualità delle trasmissioni ma è importante che esse risultino divertenti e che siano seguite da un ampia fascia di telespettatori ed anche lo spessore culturale è andato sempre più scemando infatti oggi spesso si parla di trash tv il pubblico oggi viene concepito sempre più come un semplice target di potenziali consumatori che influenzano fortemente l audience sono realmente pochi i programmi televisivi definibili educativi perché nell era della guerra degli ascolti lo spettatore è un numero e non una persona la televisione è paragonabile ad un arma a doppio taglio in quanto si dimostra indiscutibilmente utile ma è necessario saperla maneggiare ed adoperare correttamente nulla è nocivo ai buoni costumi quanto assistere oziosi a certi spettacoli allora infatti mediante le attrattive del piacere i vizi si insinuano più facilmente bisogna sottrarre alle folle le anime deboli e poco salde al bene è facile cedere ai gusti della maggioranza anche socrate catone e lelio in mezzo a un popolo di costumi corrotti avrebbero potuto perdere la loro dirittura morale tanto meno noi proprio ora che stiamo educando il nostro carattere potremmo resistere all assalto di tanti vizi scrisse questo seneca in una lettera a lucilio dove è chiaro il ruolo assunto dall educazione intesa come mezzo che aiuta l intelletto a dissipare le tenebre dell ignoranza di quell ignoranza evocata dall essere spettatore televisivo oggi passivo che non fruisce del prodotto ma che ne è invece fruito oggigiorno molti pedagogisti concordano nell asserire che l educazione ad un corretto uso della televisione è una meta auspicabile e raggiungibile i nostri bambini non sono delle carte assorbenti che ricevono passivamente informazioni ma necessitano di essere considerati degli attivi fruitori che con la corretta educazione all uso dei messaggi televisivi possono diventare fruitori critici e consapevoli il compito di colui che educa non è quello di rendere immuni i suoi utenti dal virus televisivo perché spesso le scioccanti immagini che il piccolo schermo propina altro non sono che il riflesso di ciò di cui il mondo è in parte 12

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animato il suo compito è quello di aiutare i ragazzi a saper maneggiare il loro strumento cerebrale in modo che essi sappiano leggere dietro le parole e le immagini della televisione e siano in grado di distinguere il reale dal fantastico come consigliava seneca nella lettera ventotto a lucilio è l animo che devi cambiare non il cielo sotto cui vivi e quindi bisogna aiutare gli educandi ad agire al loro interno cercando di non prendere scorciatoie che non farebbero altro che allontanare il problema dalla radice un esperto dell educazione un professionista attento allo sviluppo del bambino-uomo in tale ottica deve quindi creare non personaggi passivi ma cittadini attivi e responsabili della realtà mediatica deve aiutare i suoi ragazzi a sviluppare delle menti critiche in grado di filtrare i messaggi televisivi e applicarli alla realtà per proteggere i bambini dai danni che eventualmente potrebbe causare loro il mezzo televisivo in diversi paesi vengono proposte delle soluzioni le tipologie di strumenti utilizzate per salvaguardare i bambini dagli effetti della televisione sono essenzialmente quattro si va dai codici di condotta ai sistemi di rating ai dispositivi tecnologici alle fasce orarie o zone d ascolto oltre a tali strumenti la nostra attenzione deve essere posta sul processo educativo che se opportunamente strutturato e progettato con l obiettivo di rendere autonomi e consapevoli i fruitori del tubo catodico può essere un ancora di salvezza per le generazioni future ma anche per chi oggi è già grande perché ricordiamoci che il percorso educativo di crescita e sviluppo si protrae per tutto l intero arco della vita 13

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d isabilit À diversit À d s a la bella addormentata di rita tedesco rita è una pedagogista residente a palermo ha una visione a tutto campo della pedagogia come scienza pratica e reale che può adattarsi alle esigenze del quotidiano e alla vita sociale e di relazione di ogni giorno ha diversi interessi tra cui pedagogia clinica e i metodi che utilizza i disturbi dell apprendimento il disegno infantile la grafologia la comunicazione efficace l autismo le malattie mentali la progettazione sociale il recupero del disagio la prima definizione nosologica sull autismo fu effettuata da leo kanner che nei suoi studi pioneristici effettuò una distinzione dal punto di vista descrittivo dalla sindrome da lui denominata autismo infantile precoce dal deficit mentale innato l autismo è un disturbo che fa parte della categoria dei disordini generali dello sviluppo presentando una caratteristica peculiare l incapacità da parte dei bambini affetti da tale patologia di interagire con gli altri esseri umani l uomo come lo definì aristotele è un animale sociale che sente prepotentemente dentro di sé il bisogno di creare legami sociali e affettivi con i propri simili l autismo come un sortilegio magico sembra privare chi ne affetto di questa caratteristica peculiare umana ovvero quella di nutrirsi di relazioni sociali m.rutter in un saggio del 1976 ha descritto l incapacità di questi bambini di guardare il loro interlocutore negli occhi proprio per evidenziare la mancanza di comunicazione non solo verbale ma anche non verbale secondo la mahler il bambino autistico non ha consapevolezza del mondo esterno ma vive imprigionato in un sistema chiuso di sensazioni corporee tra le caratteristiche peculiari di questa patologia che naturalmente varia da individuo a individuo per gravità e sintomatologia è bene mettere in evidenza quelli che m.rutter definisce i tre sintomi cardinali il primo è quello descritto sopra il secondo è il ritardo nell acquisizione del linguaggio i bambini autistici infatti sono muti o ecolalici il terzo sintomo è il comportamento ritualistico e compulsivo associato a movimenti e gesti stereotipi le cause scatenanti l autismo sono molteplici e non hanno solo origine psicosociale o psicodinamica come si pensava ma bensì fattori di tipo biologico come per esempio alterazioni al livello del sistema limbico e del cervelletto anche l ipocampo e l amigdala risulterebbero implicati nella sintomatologia rispettivamente per quanto concerne gli aspetti legati all apprendimento e al controllo dell emotività il bambino autistico come la bella addormentata nel bosco vive assopito in un sonno senza sogni e risvegliarlo è un compito arduo ma non impossibile e vero attorno a lui ci sono le spine quello che fuor di metafora secondo la definizione di margaret mahler è un incapsulamento 14

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autoprodotto ovvero lo scudo con il quale egli si protegge dall interferenza del mondo esterno ma queste spine secondo la gravità del deficit possono essere accorciate tagliate o addirittura sradicate per realizzare questo bisogna dal punto di vista educativo tralasciando l aspetto medico che non è di mia competenza acquisire competenze specifiche per rispondere a bisogni specifici il bambino autistico è infatti un angelo in trappola un angelo ferito al quale bisogna tendere la mano 15

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