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osservatorio dei periti industriali su formazione industria cultura di impresa università management rofessione previdenza politica la 54ª assemblea dei presidenti sancisce l unità della categoria economia brillano gli immobili negli investimenti degli istituti previdenziali welfare chi ha due previdenze rischia di andare in pensione più tardi territorio 50 anni di frecce tricolori festeggiati con al comando un perito industriale lettera aperta a silvio berlusconi è a portata di mano la grande occasione per dare finalmente al paese la riforma delle professioni a costo zero e con benefici immediati per il sistema economico c è posta per lei signor presidente anno i n° 5 /settembre-ott obre 2010 la rivis ta dei periti indus triali
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politica 4 il confronto con la rappresentanza territoriale sommario 2-3 editoriali la riforma delle professioni si può fare economia della porta accanto mea culpa di un grande giurista nonesisteunpianob 12 quale formazione tecnica sull avveniredellenostrescuole 20 obiettivo sapere 24 laparolad ordineè:faresistema stiamolavorandoperlacasadellaconoscenza economia 16 torna il mattone 48 lettere al direttore 26 opificiumrisponde chi garantisce cosa quando il ministero fa confusione ho fatto un sogno elacassaapreilfondo 19 ifondiimmobiliarisonounsemplicestrumento 29 l inchiesta albo unico prove tecniche di unificazione 30 cosa ne dice la provincia 36 la questione previdenziale 64 radicalelibero viaggioinitalia:eccochisibatteperunanuovaunità unatecnicassatuttadainventare 38 unitisì,maattraversounpercorsogradualediriforme 39 unitisì,madopounlungofidanzamento 40 il giudizio degli esperti 41 casseunificate,piùfortiepiùefficienti professione previdenza direttore responsabile giuseppe jogna condirettore florio bendinelli redazione stefano esposito coordinatore valerio bignami vicecoordinatore andrea breschi carlo castaldo roberto contessi ugo merlo michele merola benedetta pacelli paolo pinto paolo radi gianni scozzai progetto grafico alessandra parolini editori consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati via di san basilio 72 00187 roma ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati piazza della croce rossa 3 00161 roma segreteria di redazione raffaella trogu tel 06.42.00.84.14 fax 06.42.00.84.44 e-mail stampa.opificium@cnpi.it immagini imagoeconomica ilsistemamistoèlastradachesipuòpercorrere welfare 42 webalbo anagrafe unica online unsitoperamico 46 dalla parte del contribuente pagamentipiùcomodi 55 totalizzazione contributiinpiùcasse?lapensioneèpiùlontana territorio 50 premio signorilità 62 frecce tricolori eticaeprofessione mezzosecoloperaria cnpi consiglio nazionale giuseppe jogna presidente stefano esposito vice presidente antonio perra consigliere segretario berardino cantalini renato d agostin angelo dell osso angelo devalenza giulio pellegrini paolo radi claudio zambonin consiglieri chiuso in redazione il 29 ottobre 2010 cnpi commissione stampa stefano esposito coordinatore riccardo barogi carlo castaldo giuseppe guerriero ugo merlo costantino parlani maurizio tarantino componenti eppi consiglio d amministrazione florio bendinelli presidente gianpaolo allegro vice presidente umberto maglione michele merola andrea santo nurra consiglieri tipografia poligrafica ruggiero srl zona industriale pianodardine avellino anno i n 5 registrazione tribunale di roma n 60/2010 del 24 febbraio 2010
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editoriali abbiamo oggi di fronte a noi una straordinaria opportunità per chiudere un capitolo nella storia della modernizzazione del paese la riforma delle professioni si può fare llustre presidente berlusconi se ci rivolgiamo a lei è perché lei si è rivolto a noi nel suo discorso alla camera dei deputati del 29 settembre scorso nell enunciare i punti del programma del governo al capitolo «giustizia» ha citato la riforma delle professioni tra gli obiettivi che intende perseguire e di questo non possiamo che ringraziarla certamente il passaggio non ha scosso più di tanto il circo mediatico più propenso a concentrare la sua attenzione sulle fibrillazioni della maggioranza offrendo improbabili interpretazioni psicoanalitiche dei rapporti tra lei e il presidente della camera e trasformandosi in uno sportello delle scommesse sull effettiva durata del suo esecutivo ma siccome noi non abbiamo capacità divinatorie e pensiamo forse ingenuamente che le parole in politica prima di tutto vadano interpretate alla lettera se uno dice che vuole fare una cosa allora ci sembra giusto spostare la nostra attenzione sulla realizzazione di quella cosa preferiamo riassumerle brevemente lo stato dell arte su una storia proprio quella della riforma delle professioni particolarmente lunga e forse anche un po noiosa per poi permetterci di avanzare una nostra modesta proposta di riforma delle professioni si parla nel nostro paese da quasi trent anni per la serie «vedi alla voce quadratura del cerchio» politici fini giuristi e tribuni del popolo hanno disquisito sui fondamenti si sono accapigliati sui dettagli e hanno finito per distribuirsi reciprocamente certificati di «azzeccagarbugli dell anno» il tutto ovviamente restando immersi in un ampolla di pura aria bizantina e quindi con risultati prossimi allo zero assoluto si dà però ora il caso che il suo ministro della giustiza da 2 i una parte e la commissione giustizia della camera dall altra abbiano conferito nel corso di quest anno un nuovo impulso alla materia affrontando con coraggio intelligenza e un briciolo di spregiudicatezza che non guasta mai una questione apparentemente seppellita sotto una montagna di veti incrociati sia il testo all esame del parlamento sia le linee guida intorno alle quali stanno lavorando i tecnici del ministro alfano sono apprezzabili nell impianto e nella prospettiva ma soprattutto non sono così difformi tra loro per non poter sperare che sia possibile unire le forze attribuendo quindi alla riforma tutta quell autorevolezza necessaria per sconfiggere le ultime resistenze ed è proprio questa la nostra proposta modesta e anche poco originale visto che è solo il frutto dell attenzione con la quale abbiamo letto il suo discorso sempre interpretato con lo stesso criterio prima ricordato alla lettera nell incipit lei ha infatti voluto sottolineare che «tra parlamento e governo non vi può mai essere contrapposizione ma vi deve essere un armonica simbiosi nella distinzione dei ruoli e delle funzioni che la nostra carta costituzionale assegna ad ognuno» ecco signor presidente la riforma delle professioni può rappresentare una splendida occasione per un lavoro di concerto tra le massime istituzioni del nostro paese e per ottenere finalmente la modernizzazione di un settore decisivo per il rilancio del nostro sistema economico sui vantaggi della riforma potrei ora scriverle un saggio ma non voglio abusare del suo tempo anche perché sono certo che saprà interpretare le mie parole nel giusto modo alla lettera e allora signor presidente accetti i miei migliori auguri di buon lavoro giuseppe jogna presidente del cnpi settembre ottobre
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editoriali a un esame dei redditi dei periti industriali liberi professionisti sembrerebbe che la crisi scoppiata dopo la bolla finanziaria 2008 non abbia aggredito gli introiti medi dalle dichiarazioni presentate a fini previdenziali emerge che il reddito medio 2009 rispetto a quello 2008 subisce solo una leggera flessione da 34.281 euro a 33.961 euro e la stessa cosa avviene per il fatturato medio da 52.200 euro a 51.424 una diminuzione di un punto percentuale scarso mentre secondo il fondo monetario internazionale il prodotto interno lordo su base nazionale è franato al -4,4 il dato confrontato con il 2008 e con il 2007 sembra ancora più di impatto -1 il pil italiano nel 2008 e +1,6 nel 2007 nessuno tsunami sui redditi dei periti industriali dunque perché se questi fossero invece in linea con le stime nazionali avrebbero dovuto subire un taglio medio più rilevante però la vera questione è un altra il crollo annunciato è solo rimandato oppure il mondo dei professionisti tecnici è stato in grado di arginarlo la prima impressione è che i redditi 2009 si avvalgano dell onda lunga degli incarichi avuti prima della crisi del settembre 2008 mentre forse il periodo delle vacche magre deve ancora arrivare aspettiamo i numeri del prossimo anno sarebbe un bel colpo rilevare che le professioni legate al territorio abbiano tenuto lo scossone significherebbe che i cittadini e le piccole e medie aziende non hanno potuto rinunciare alle attività di intervento ordinario mentre la crisi potrebbe aver morso i polpacci solo delle grandi opere sarebbe la vittoria di un economia no global cioè l economia della porta accanto d economia della porta accanto è stata una smemoratezza pensiamo malignamente voluta che è servita in passato a giudicare con metro severo gli ordini professionali facendoli passare per una diretta filiazione del fascismo ce lo ricorda sabino cassese nel suo pregevole saggio da poco in libreria lo stato fascista il mulino 150 pagine 14 euro quando sottolinea come l ordine corporativo preceda il fascismo e come la sua creazione sia un atto in tutto e per tutto riconducibile allo stato liberale in effetti gli ordini professionali istituiti come enti pubblici con funzioni di governo del proprio settore rispondevano ad un esigenza particolarmente avvertita in una giovane nazione ancora segnata da profondissime differenze rendere uniforme e ugualmente fruibile sull intero territorio un patrimonio di conoscenze e di competenze ma il professor cassese ci propone anche un altra riflessione estremamente stimolante «dopo anni ho fatto mea culpa circa l inefficacia della costruzione corporativa non parlo di rivalutazione mi astengo da giudizi di valore uso il corporativismo spogliato delle connotazioni negative come il bisturi di un chirurgo per capire certe realtà se insistiamo nell usare come unico metro di analisi della politica italiana il modello schumpeteriano della concorrenza e della competizione finiamo per trascurare un aspetto essenziale della nostra tradizione culturale nazionale» qui crediamo che in poche parole si sia fatta giustizia di quella ventata modaiola che ci voleva tutti liberisti e per quanto riguarda il sistema ordinistico non è proprio il caso di buttare via il bambino con l acqua sporca cassese dixit settembre ottobre c mea culpa di un grande giurista 3
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4 settembre ottobre
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politica il confronto con la rappresentanza territoriale non esiste un piano b la 54ª assemblea dei presidenti ha registrato un alta partecipazione dei presidenti di collegio a testimonianza del fatto che nei momenti difficili la categoria risponde all appello dei vertici con forza e coesione ed è stata confermata la scelta attuata dal consiglio nazionale l albo unico è per tutti la sola strada possibile e al momento non ci sono ipotesi alternative di benedetta pacelli ettantotto collegi per una rappre «quello che vogliamo per il sentanza che supera il 90 degli futuro delle professioni tecniche» iscritti presenti sull intero territorio nazionale sono questi i numeri ecco perché ora più che mai i periti più significativi messi in fila in industriali hanno necessità di fare quaoccasione della 54ª asdrato attorno alle scelte prese semblea dei presidenti dei fino ad ora dai vertici di caperiti industriali che si è tegoria e soprattutto rispetto ilbilanciodimetà tenuta a roma lo scoralle strategie da perseguire mandato so 8 ottobre nella sede di per l immediato futuro e la confcooperative rappresentanza del territorio «l occasione è stata un tradizionale appunnon solo ha risposto numeimportante anche tamento d incontro tra i rosa all appello ma ha anche per verificare tutti vertici e la base che in confermato l appoggio pressoinsieme l attività questa occasione assume ché unanime rispetto alla linea ancora più rilievo rispetto intrapresa dai vertici di casvolta dal consiglio ai precedenti innanzitutto tegoria l obiettivo di andare nazionale nei primi perché l attuale consiglio verso l ordine dei tecnici laudue anni e mezzo dal nazionale è esattamente a reati triennali sembra essere suo insediamento» metà del suo mandato e da tutti condiviso anzi guai si trova quindi inevitabila pensare che esista una stragiuseppe jogna mente a dover fare i conti da alternativa a questo progetcon bilanci passati e proto perché come ha spiegato il spettive future ma anche presidente del cnpi giuseppe perché la traballante situazione del governo jogna «proporre un alternativa in questo in carica condizionerà inevitabilmente anche momento significa di fatto aprire le porle sorti del mondo delle professioni se tiene te ad un ipotesi di compromesso che non in parlamento e supera le attuali divisioni porterebbe a nulla di buono per il futuanche la riforma delle professioni potrebbe ro della categoria» del resto come ha essere finalmente a portata di mano e mettere ancora sottolineato nel corso dell assemfine a una storia lunga trent anni blea il panorama non è dei più rosei settembre ottobre s 11 12 1 2 3 4 succederà cosa 10 9 8 5 6 5 È allo studio tra i tre consigli nazionali che compongono il cogepapi l organizzazione di un assemblea dei presidenti dei collegi provinciali delle tre professioni dovrebbe tenersi nella prima parte del prossimo anno ed essere propedeutica alla convocazione di un congresso unitario per sancire la volontà comune di procedere verso l istituzione dell ordine dei tecnici per l ingegneria 5
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politica il confronto con la rappresentanza territoriale 2 1 angelino alfano ministro della giustizia 2 maria grazia siliquini parlamentare di futuro e libertà per l italia 1 c è la necessità di restare a concorrere in un mercato che ha sicuramente il numero più elevato di professionisti tecnici rispetto a qualsiasi altro paese europeo e di restarci evitando come molti vorrebbero di scivolare in un malaugurato terzo livello di competenze in questo senso basti pensare alle diverse interpretazioni che sono state date rispetto ai titoli rilasciati dai nuovi istituti tecnici c è chi ritiene che saranno sufficienti per l esercizio della professione ma in realtà non è così l unico riferimento ha precisato ancora il numero uno dei periti industriali resta la formazione universitaria triennale o in alternativa l istruzione tecnica superiore che però dovrà essere articolata su una durata triennale mentre per il momento il ministero dell istruzione sta pensando a corsi di quattro semestri vedi in questo numero il nostro servizio a pag 12 va da sé che l unica soluzione per sciogliere tutti i nodi irrisolti resta la casa comune per i laure ati triennali questo contenitore metterebbe finalmente chiarezza alla nuova posizione dei professionisti di i livello rispondendo efficacemente anche a quell appello allo snellimento e alla razionalizzazione del sistema delle professioni del ministro della giustizia angelino alfano farebbe chiarezza anche rispetto alle competenze che suddivise in settori otto o dieci potranno garantire una piena e forte specializzazione delle diverse aree con limiti di competenze verticali solo per opere straordinarie il ruolo del cogepapi e la porta aperta al cup 3 ovviamente se per tagliare questo traguardo l azione della politica è fondamentale non si può sottovalutare anche quella che può mettere in moto la categoria stessa intensificando sempre più l azione di questo nuovo corpo sociale creato con il cogepapi che dovrà diffondersi in maniera ancora più capillare in tutte le regioni d italia superando le inevitabili difficoltà d avviamento come infatti hanno sottolineato alcune rappresentanze provinciali settembre ottobre 6
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scheda ricorso europeo contro il ministero dello sviluppo economico nel corso dell assemblea è stato anche fatto un passaggio sul ricorso in merito leggi anche «opificium risponde» a pag 26 che il cnpi sta predisponendo contro la modifica delle regole tecniche nazionali per prodotti non normati con riferimento agli allegati i e ii del decreto ministeriale 19 maggio 2010 di cui all articolo 7 comma 5 del dm 37/08 concernente il regolamento in materia di attività di installazione degli impianti all interno degli edifici il progetto è quello di percorrere una doppia strada davanti al giudice amministrativo e davanti alla commissione europea due procedure parallele per contrastare un provvedimento che ha portato il ministero dello sviluppo economico a precisare che quando in un impianto «risultano incorporati dei prodotti o sistemi» adottati in europa ma non commercializzati in italia per i quali «non esistono norme tecniche di prodotto o di installazione la dichiarazione di conformità deve essere sempre corredata con il progetto redatto e sottoscritto da un ingegnere iscritto all albo professionale secondo la specifica competenza richiesta» una norma che per principio liberalizza la commercializzazione in italia di prodotti diffusi legalmente in altri stati membri ma di fatto introduce elementi discriminatori nel panorama nazionale delle professioni quando designa la figura dell ingegnere quale unico professionista competente per le attività di progettazione degli impianti 3 3 un momento dei lavori della 54ª assemblea dei presidenti « maurizio sansone presidente del collegio di napoli la nostra scelta è giusta anche perché è l unica possibile il coordinamento tra i geometri i periti agrari e i periti industriali non solo è la strada giusta ma soprattutto è l unica strada per creare l ordine dei tecnici laureati per l ingegneria la casa comune per chi in futuro vorrà esercitare la professione tecnica di primo livello il cogepapi nella regione campania è praticamente una realtà in quasi tutte le province ma il nostro obiettivo è quello di andare oltre ecco perché in questo senso stiamo lavorando per unire tutte le cinque province della nostra regione per creare proprio il cogepapi regionale la speranza è che il dialogo e il dibattito in tutte le altre regioni specie in quelle ancora restie al progetto possano essere di aiuto per promuovere un alleanza sempre più stretta tra le nostre professioni settembre ottobre 7
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politica il confronto con la rappresentanza territoriale « lorenzo bendinelli presidente del collegio di trento attenzione non si tratta di unificare il vecchio ma di costituire il nuovo la strada alternativa probabilmente non esiste ma l ordine dei tecnici deve essere ben strutturato e delineato questo vuol dire che non può essere l albo unico e nemmeno il cogepapi ma solo l albo dei laureati triennali nel quale i periti industriali in quanto tecnici confluiranno solo ora invece dai vertici di categoria ci viene comunicato che è stato avviato un dialogo con i laureati triennali ritengo sia tardi forse se volevamo costruire un albo dei tecnici laureati triennali avremmo dovuto farlo prima lavorare con questi soggetti in maniera preventiva e poi unificarci come cogepapi invece i triennali si sono sentiti esclusi da questo progetto e soprattutto hanno percepito l imposizione di questa iniziativa senza che nessuno l abbia condivisa con loro questa è la difficoltà che in questo ultimo anno abbiamo misurato sul campo e in regione « vanore orlandotti presidente del collegio di cremona la strada non si cambia ma ascoltiamo anche chi non è d accordo in questa fase delicata è utile ed opportuno ascoltare tutte le voci che conducono anche ad un diverso punto di vista credo infatti che l appiattimento su un unica tesi non giovi a nessuno sicuramente vanno quindi considerate anche le diverse opzioni pur non discostandosi dalla via principale senza trascurare tutti gli altri contributi che possono diventare arricchimenti come tutti i nuovi progetti anche quello del cogepapi ha bisogno di una sua fase di rodaggio e in particolare in lombardia inciampa in qualche difficoltà in più rispetto ad altre realtà territoriali nella nostra regione ci sono forti tensioni e la crisi economica si fa sentire in maniera più acuta rispetto ad altre realtà tutte queste difficoltà si riflettono inevitabilmente anche tra categorie affini credo ciò sia nell ordine naturale delle cose e che starà a noi cercare di smussare queste tensioni fermo restando che la strada maestra rimane la stessa anche perché di fatto non abbiamo altre alternative valide di categoria il cogepapi stenta a decollare in alcune regioni nel corso dell assemblea è stato anche sottolineato come si stia percorrendo la strada che porta ad un confronto diretto e ad un dialogo anche con i triennali aderenti al cup 3 i ritardi di siliquini e alfano del resto tutte le strade vanno battute anche perché il 8 rischio che la riforma delle professioni inciampi di nuovo nelle liti della maggioranza esiste anche le rassicurazioni positive che erano arrivate dai rappresentanti delle diverse forze politiche che compongono la commissione giustizia della camera si sono rivelate una delusione il disegno di legge targato maria grazia siliquini avrebbe dovuto infatti riprendere il suo iter parlamentare a metà settembre con un consenso sostanzialmente bipartisan ma questo non è avvenuto settembre ottobre
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« giorgio tilli presidente del collegio di varese noi non ci stiamo e l europa ci dà ragione dobbiamo fare un passo verso l europa e soprattutto dobbiamo guardare a quei paesi che sono la locomotiva dell economia mondiale uno di questi paesi è la germania che rappresenta un esempio soprattutto per quello che riguarda il sistema formativo ed è proprio rispetto alla posizione presa dal consiglio nazionale che noi del collegio di varese non siamo allineati innanzitutto non siamo d accordo con la definizione di «professione intellettuale» e poi siamo convinti che al pari dei nostri colleghi europei possiamo comunque accedere a quelle professioni tecniche sulla base di tutti quegli strumenti legislativi che sono attualmente in vigore e le direttive sono lì a confermare che esiste piena equipollenza dei nostri titoli con quelli universitari « guido massarella presidente del collegio di latina dobbiamo partire dalla base per dare forza all azione politica credo fermamente nell obiettivo di creare l ordine dei tecnici passando attraverso la costituzione dei cogepapi regionali i periti industriali per la maggior parte sono impiantisti e andremo così a completare un albo professionale al cui interno ci sono tutti questo vuol dire creare un albo unico suddiviso in specializzazioni che fornirebbe le professionalità che mancano ma non vuol dire come molti pensano andare a togliere competenze a qualcuno semmai il contrario integrarle il cogepapi qui a latina ha incontrato qualche difficoltà nelle fasi iniziali ma ora le cose stanno via via cambiando il fatto stesso di riuscire a dialogare ora con i geometri e i periti agrari è un grande risultato che ne sono sicuro ci porterà alla costituzione vera e propria di un coordinamento nella provincia c è poi la strada intrapresa della riforma delle professioni del governo il guardasigilli angelino alfano si è assunto in prima persona l onere e l onore di presentare l attesa riforma a partire proprio da quel documento unitario che lui stesso ha chiesto ai responsabili degli ordini aderenti al cup e al pat di presentare poco prima dell estate l accordo tra i vari ordini era arrivato e il documento con le linee guida della riforma era stato consegnato nelle mani di alfano settembre ottobre e sarebbe poi toccato ai tecnici dell ufficio legislativo di via arenula trasformare questa bozza di principi unitari in un articolato in realtà il documento legislativo tarda ad arrivare giacché il termine ultimo previsto era metà ottobre mentre probabilmente non se ne parlerà prima di dicembre ma al di là della questione dei tempi la speranza è che i due testi siliquini e alfano non siano in contraddizione tra loro in proposito jogna ha anche precisato che secondo le intenzioni dello stesso ministro 9
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politica il confronto con la rappresentanza territoriale « silvano bedogni presidente del collegio di reggio-emilia e il bello è che non lo facciamo tanto per noi ma per il futuro dei triennali il cogepapi non solo è importante di per sé ma è soprattutto funzionale allo sviluppo di quella che sarà la casa dei laureati triennali quindi non tanto come semplice unione dei tre collegi professionali già esistenti ma come strada maestra per i laureati triennali che si troveranno in questo modo una massa d urto di 180 mila professionisti che sta lavorando anche per loro ecco perché è importante creare i cogepapi in tutte le realtà provinciali e non solo a livello nazionale in emilia-romagna questo coordinamento esiste nella maggior parte delle province e stiamo lavorando per costituirli in quella di reggio-emilia e di parma dove al momento registriamo ancora qualche ritardo « carmelo massari presidente del collegio di ragusa sul territorio 10 100 1000 coordinamenti sono convinto che questa proposta che il consiglio nazionale nella sua lungimiranza sta portando avanti debba essere rafforzata attraverso tutta una serie di iniziative che possiamo fare noi sul territorio in particolare noi presidenti È fondamentale soprattutto in questa fase che il consiglio nazionale non sia lasciato solo in un progetto che punta a costruire il nostro destino e il nostro futuro del resto il futuro per chi vorrà esercitare la professione tecnica di primo livello non può che essere rappresentato da questa casa comune suddivisa in settori di specializzazione nella quale troveranno spazio le diverse professionalità chiamate a rispondere alle esigenze del mercato ecco perché ritengo sia opportuno che tutte le rappresentanze territoriali si attivino per costituire i coordinamenti tra le tre professioni in tutte le realtà provinciali potrebbero addirittura arrivare a fondersi uno nell altro va da sé che se la crisi dovesse sfociare nella fine anticipata della legislatura tutto il lavoro compiuto in circa due anni e mezzo di mandato svanirebbe di colpo le prossime iniziative questo non vuol dire che il cnpi fermerà la sua azione dopo l assemblea dei presidenti infatti è in programma un assemblea unitaria dei vertici di tutte e tre le professioni aderenti al cogepapi passaggio indispensabile per arri10 vare al congresso unitario previsto nella seconda metà del 2011 del resto come ha chiuso jogna «il nostro obiettivo rimane lo stesso noi andiamo avanti con la convinzione della necessità di riformare un sistema non tanto per la professione in sé che potrebbe continuare ancora a vivere di rendita ma per la collettività che richiede a viva voce il necessario ammodernamento del sistema e il sistema non può che passare attraverso la necessaria chiarezza nei due livelli di competenza nell area tecnica da una parte riordinando la regolamentazione dall altra chiarendo il perimetro dei limiti» settembre ottobre
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settembre ottobre 11
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politica quale formazione tecnica sull avvenire delle nostre scuole di paolo pinto come il nostro che ha una forte vocazione manifatturiera È questa la premessa da cui è nata la riforma degli istituti tecnici che è a regime a partire dall anno scolastico 2010/11 su questo tema una parola chiarificatrice viene dalla direttiva emanata in data 15 luglio 2010 dal ministro dell istruzione mariastella gelmini tema importante e delicato dunque che è stato oggetto di una riflessione articolata e puntuale nell ambito del convegno rete qualità e istruzione tecnica svoltosi il 27 e 28 settembre scorso a ischia al quale ha partecipato fra gli altri il vice presidente del consiglio nazionale dei periti industriali stefano esposito dopo le relazioni introduttive tenute da aldo esposito dirigente della pubblica istruzione della regione campania e da pasquale capo responsabile della segreteria del ministro hanno parlato anche mario mattioli vice presidente education confindustria di napoli luciano chiappetta direttore generale per il personale scolastico del ministero piero cipollone presidente invalsi e maria grazia nardiello direttore generale istruzione e formazione tecnica superiore e per i settembre ottobre ue convegni hanno provato a fare il punto sulla formazione da destinare ai tecnici di domani a ischia si è discusso della direttiva emessa dal ministro gelmini sulle linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento degli iti mentre a roma in un seminario che ha visto la partecipazione dei massimi dirigenti del ministero dell istruzione si è cominciata a valutare l ipotesi di un alternativa alla laurea triennale ma andiamo con ordine e partiamo da ischia ischia «rete qualità e istituti tecnici» in passato gli istituti tecnici hanno fornito i quadri dirigenti e intermedi del sistema produttivo del settore dei servizi e dell amministrazione pubblica allo stesso modo oggi è indispensabile il loro apporto in un momento in cui il progresso scientifico e tecnologico richiede «menti d opera» con una specializzazione sempre più raffinata soprattutto in un paese 12 d
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l intero complesso didattico del nostro paese sta accumulando un ritardo sempre più insopportabile rispetto a un progresso tecnologico che non conosce soste forse è impossibile raggiungerlo ma qualcosa si può fare per ridurre il distacco dirigenti scolastici degli iti e responsabili del ministero dell istruzione si sono confrontati sulla necessità di continuare nell opera di riforma e innovazione del sistema formativo i nove indirizzi di studio degli istituti tecnici meccanica,meccatronicaedenergia trasportielogistica elettronicaedelettrotecnica informaticaetelecomunicazioni graficaecomunicazione chimica,materialiebiotecnologie sistemamoda agraria,agroalimentareeagroindustria costruzioni,ambienteeterritorio rapporti con i sistemi formativi delle regioni del miur i lavori sono stati ulteriormente arricchiti da due tavole rotonde una sul tema della comunicazione l altra su quello della sperimentazione le conclusioni si possono agevolmente rintracciare nelle parole pronunciate dal vice presidente esposito «la nostra categoria» ha detto «è cresciuta e si è formata negli istituti tecnici vi sono passati moltissimi giovani la maggior parte dei quali ha trovato lavoro nei più svariati settori industriali spesso trasformandosi in imprenditori di successo ma molte decine di diplomati hanno invece deciso di superare un esame di stato per l abilitazione all esercizio della professione confermando e valorizzando la vocazione intellettuale di una pluralità di attività professionali e una loro ineludibile necessità in un settembre ottobre 11 12 1 2 3 4 5 6 5 successo cosa è 10 9 8 sistema economico complesso e multiforme qual è il nostro quanto all attuale riforma degli istituti tecnici la accogliamo con grande soddisfazione il nuovo sistema educativo si fonda sul principio dell equivalenza formativa di svariati percorsi con il fine di valorizzare i diversi stili di apprendimento degli studenti e dare una risposta articolata alle domande del mondo del lavoro e delle professioni a questi istituti è affidato il compito dunque di far acquisire agli studenti non solo le competenze necessarie al mondo del lavoro e delle professioni ma anche di favorire attitudini all autoapprendimento al lavoro di gruppo e alla formazione continua» dopo anni di continue sperimentazioni la riforma varata può considerarsi «epocale» basti pensare che dalle 36/37 specializzazioni di una volta siamo passati alle attuali 9 due convegni il primo a ischia e il secondo a roma hanno fatto rispettivamente il punto sull istruzione tecnica secondaria e su quella post-secondaria al di là delle valutazioni di merito se ne occupa il vice presidente del cnpi nella sua rubrica a p 15 è importante sottolineare il rinnovato impegno del ministero di viale trastevere nel focalizzare l attenzione degli operatori scolastici su un area della formazione decisiva per il futuro del paese soprattutto dopo anni di sperimentazione selvaggia sembra prevalere in tutti un approccio più riflessivo e cauto innovazione sì ma con giudizio 13
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