FuoriAsse - Speciale XXVI Salone Internazionale del Libro

 

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FuoriAsse - Speciale #1

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fuor asse officina della cultura speciale xxvi salone internazionale del libro

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fuor asse speciale #1 editor ale un salotto del libro a torino ricordate quando il salone del libro di torino si chiamò per qualche anno fiera del libro a molti sembrò una sorta di resa all aspetto più commerciale dell editoria una rinuncia a dare priorità al valore culturale da quando è tornato a chiamarsi salone con sollievo di molti e ha aggiustato il tiro su diversi aspetti questo caratterizzazione culturale sembra preservata certo il baccano di certi settori l allegria un po alla gardaland di certi stand il sovrapporsi in certi momenti della giornata di proposte di ogni genere tutto questo rimanda ancora a quel clima da fiera da mercato anche quest anno abbiamo visto relatori costretti a urlare nei loro microfoni per non essere sommersi dall happening musicale di pochi metri più in là poeti timidissimi fare la voce grossa accademici innervosirsi brillanti conferenzieri perdere il filo in mezzo a tanta distrazione abbiamo anche visto incontri di grande interesse andare deserti o quasi e file impressionanti alle porte delle sale dove certi personaggioni di fama televisiva presentavano i loro ultimi prodotti abbiamo cercato invano degli editori che non c erano perché nel frattempo avevano chiuso bottega o perché avevano ritenuto poco vantaggioso o troppo dispendioso esserci fa parte del gioco ahimè lo sappiamo ma per fortuna nella nostra flânerie tra gli stand del lingotto accanto a questi episodi abbiamo visto e vissuto momenti intensi da vero salone o ancor meglio da salotto in cui davvero vibravano le idee e i libri quelli veri diventavano oggetto di disamina non solo di promozione e venivano fatti dialogare sul serio e fruttuosamente con i lettori ecco di questi momenti vorremmo dar conto in questo speciale di fuoriasse intervistando autori che erano presenti al salone parlando di libri che al salone sono stati presentati e incontrando editori non grandissimi talvolta piccoli sempre di qualità che li hanno supportati e che hanno trovato spazi e anche forme non convenzionali per farsi conoscere tra le diverse occasioni di vero confronto culturale in cui siamo stati coinvolti particolarmente importante per noi è stata la presentazione del progetto babel di cooperativa culturale e della rivista fuoriasse lunedì 20 maggio di fronte a una platea interessata e con il supporto di studiosi amici come daniela marcheschi che ha evocato una figura intellettuale rigorosa come pontiggia e la presenza amichevole e incoraggiante dello stesso direttore del salone ernesto ferrero ora però visto che si parlava di salotto è il caso di smettere questo monologo per lasciare spazio alle conversazioni claudio morandini fuor asse

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fuor asse speciale xxvi salone internazionale del libro marco innocenti borderlife allo stand di roberta lepri il volto oscuro della perfezione memorie dall innocenza serena frediani il silenzio del colore nero mauro tomassoli l estate di camerina beatrice monroy oltre il vasto oceano claudio morandini e caterina arcangelo allo stand di stéphanie hochet le effemeridi intervista a marco nardini claudio morandini recensisce massimo maugeri trinacria park francesca scotti l origine della distanza intervista mario greco massimo melpignano sdebitiamoci direttore responsabile cooperativa letteraria redazione copertina foto progetto gra co fuor asse erika nicchiosini intervista francesco signor lo strano caso dei tre nubiani responsabile di redazione claudio morandini claudio morandini caterina arcangelo erika nicchiosini greco mario laura petretta kamil vojnar davide dutto enrico mauro francesco de giovanni mario greco

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cooperativa letteraria allo stand di ©kamil vojnar l idea di raccontare e di presentarvi gli autori che hanno partecipato al salone del libro nasce da una conversazione molto informale avuta con daniela d angelo editor e ufficio stampa della storica casa editrice avagliano È daniela stessa a dirci qualcosa avagliano è presente nel mercato dal 1982 si occupa di repêchage critica letteraria e narrativa contemporanea oltre all editoria tradizionale cura un progetto di editoria scolastica digitale avagliano ischool un sabato pomeriggio in mezzo a un salone infuocato di eventi gente ormai narcotizzata dal viavai continuo e addetti stampa che si dimenano tra uno stand e l altro noi di cooperativa letteraria appostati allo stand di avagliano editore ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda agli autori beatrice monroy serena frediani marco innocenti mauro tomassoli e roberta lepri sono gli autori che abbiamo incontrato e con cui abbiamo volentieri chiacchierato dei loro libri caterina arcangelo fuor asse 4 palcoscenico e parola

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marco innocenti re e alla società intera marco mi chiedi se la letteratura assolva a un compito civile beh bisogna intendersi a me non piacciono i romanzi che esprimono messaggi politici espliciti quelli li lascio agli scrittori di regime quelli che hanno sponsor politici ­ e quanti ce ne sono in italia allo stesso tempo è evidente che un romanzo che ambisca a essere significativo debba in qualche modo interrogare il lettore su alcuni aspetti della vita e della società caterina la parola chiave del tuo romanzo uscito per avagliano è border termine che ai giorni nostri ha una connotazione fortemente sociale un certo tipo di scrittura e di letteratura possono stimolare e ­ azzardo ­ sostenere un indagine sociologica marco credo di sì devo però dire che il mio romanzo indaga soltanto fino a un certo punto nel senso che quando con la scrittura ho provato a scavare nella vita degli invisibili ne sono stato in qualche modo respinto gli invisibili di borderlife esistono e basta vivono ai margini della società per tracolli economici o magari per marco innocenti caterina rileggendo gli appunti presi durante il nostro incontro al salone del libro di torino un virgolettato risalta tra tutti un romanzo realistico con un cuore non realistico che cosa intendi dire con esattezza marco il romanzo ha un taglio realistico ma l idea alla base della storia ­ ovvero l esistenza di persone così ai margini della società da diventare invisibili agli occhi della gente ­ è qualcosa che può ricordare una certa fantascienza sociale se vuoi è un idea che starebbe bene anche in un fumetto d avventura caterina sei uno scrittore versatile dai fumetti alla letteratura per ragazzi alla narrativa con escursioni anche nel noir sei anche molto attento all uso delle parole e questo credo sia la tua forza a questo punto viene da chiedersi soprattutto dopo avere scrutato quali sono i temi a te più cari e a prescindere dal genere se per te la letteratura e la scrittura assolvono a un compito e a uno scopo civile insomma se parti da un progetto che implicitamente racchiude un messaggio che ha la forza di giungere al lettofuor asse 5

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delusioni amorose ma non ci è dato saperne molto di più quel che dobbiamo sapere quel che mi premeva dire è questo la linea di confine tra visibilità e invisibilità tra integrazione ed esclusione è più sottile di quanto pensiamo potrebbe toccare anche a noi diventare invisibili caterina in borderlife il protagonista è un giovane grafico fiorentino che perde il posto di lavoro diventando una persona invisibile chi sono le persone invisibili marco come dicevo prima gli invisibili sono gli esclusi o forse meglio coloro che si sentono esclusi perché alla condizione materiale se ne aggiunge un altra psicologica certe volte tendiamo a sopravvalutare la prima e sottovalutare la seconda ma nella società occidentale spesso l esclusione passa in primis da un profondo disagio psicologico caterina anche in ladri di stelle da poco in ebook il protagonista è un giovane pubblicitario fiorentino cosa accomuna i protagonisti dei due romanzi oltre all ambientazione che è firenze marco direi la volontà di riscatto ogni mio romanzo parte da una condizione di difficoltà del protagonista che lotta per risalire la china per uscire da una situazione difficile questo è vero anche per ladri di stelle pubblicato da manni nel 2005 e adesso di nuovo disponibile in formato ebook grazie a goware tra l altro c è uno spaccato della vita del mercato di san lorenzo a firenze che ritengo riuscito e attuale caterina firenze si differenzia molto da altre città d italia È una delle città d arte per eccellenza come vivono i personaggi dei tuoi romanzi questa fuor asse città marco io sono nato e cresciuto a pisa città che rispetto a firenze è molto più luminosa più solare forse anche per la presenza del mare firenze dove vivo da vent anni ha un carattere serio a volte tetro da questo punto di vista la mia raffigurazione di firenze è lontana dai soliti cliché vorrei aggiungere che firenze deve far fronte a un degrado che in alcuni quartieri come san lorenzo o le vie intorno a borgo ognissanti dovrebbe far riflettere gli amministratori della città caterina gli uomini e le donne si aggirano come ombre nelle parti più degradate delle città a firenze e non solo le stazioni i sottopassaggi le aree abbandonate e le strade periferiche delle città si assomigliano tutte marco sì sono i classici nonluoghi quindi direi che tendono ad assomigliarsi molto caterina caterina la scelta dell immagine di copertina o la scelta di marco innocenti

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un titolo possono trasformarsi in un duello tra autore e casa editrice il più delle volte per l autore è una battaglia persa soprattutto se il libro è inteso come merce di consumo prodotto editoriale messo a punto solo per la vendita trovo bello e molto incisivo il titolo borderlife È stata una scelta che ha messo subito d accordo tutti marco centri un problema del rapporto tra autore ed editore nel caso di borderlife per fortuna l editore avagliano non ha battuto ciglio il titolo è stato accettato qualche difficoltà in più l ho avuta con l immagine di copertina che a mio avviso avrebbe dovuto esprimere una maggiore tensione beh se borderlife avrà la possibilità di una nuova edizione magari troveremo una copertina diversa marco innocenti pisa 1966 è scrittore e sceneggiatore negli anni 90 si dedica ai fumetti e crea l investigatore lenin il suo primo romanzo contro il resto del mondo baldini castoldi 2000 vince il premio euroclub ­ linus seguono ladri di stelle diario di un accalappiacani la città degli uomini soli e borderlife tra i suoi libri per ragazzi ricordiamo il romanzo la proteina dell amore giunti e la collana capitan fox dami giunti tradotta e pubblicata in russia cina corea del sud e molti altri paesi fuor asse marco innocenti

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serena frediani caterina leggo dalla tua biografia che hai una laurea in sociologia della comunicazione e mass media quanto la tua formazione i tuoi studi e le tue collaborazioni so che lavori anche presso associazioni umanitarie incidono sulla scrittura sui tuoi progetti e sui tuoi personaggi serena tutte le esperienze che hai elencato incidono moltissimo su ogni aspetto della scrittura già prima che intraprendessi quel percorso formativo la mia inclinazione era doppia rivolta verso il sociale e verso l editoria gli studi e le esperienze professionali hanno sviluppato quella traccia che si è per conseguenza riversata e diffusa nell ambito della narrativa ma ancora prima nell attenzione verso certe tematiche e nella ricerca di connessioni e attinenze tra personaggi realtà e vissuti di cui vado successivamente a scrivere caterina durante il nostro incontro al salone del libro per parlare di memorie dall innocenza hai detto che si tratta di uno scontro tra due persone che trova radici nella memoria le parole memoria esperienza ricordi guerra guerra vissuta per via del lavoro la guerra del nonno di daria la guerra di daria stessa incidono forse con più forza all interno di questo romanzo qual è il valore che attribuisci a ognuno di questi termini nel caratterizzare ogni singolo personaggio fuor asse ©francesco de giovanni serena ognuna di quelle parole segna il romanzo e ogni personaggio si struttura attorno a quei contenuti lo scontro tra due treni in un incidente realmente avvenuto alla metropolitana di roma qualche anno fa mette in contatto due estranei daria e jean due tra centinaia di passeggeri entrambi si portano dentro i loro personali mondi le loro memorie che come scatole cinesi contengono le storie presenti e i motivi per cui esse si incontrano il ricordo fondamentale che daria non riesce a rintracciare lo sfondo ben presente della memoria di suo nonno jean la sua esperienza legata al sudan e i suoi rimorsi e poi c è tommaso che appare come una sequenza di fotografie in un altra storia che pure è la stessa tutte queste tracce rimangono appese poi collegate da un filo un filo a volte sottilissimo altre volte più stretto e visibile la guerra che ognuno di loro ha vissuto a livelli tempi e significati diversi serena frediani 8

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caterina e la fotografia che importanza ha serena nel libro la fotografia è un altro elemento di raccordo particolarmente rilevante perché lega passaggi in apparenza secondari tra momenti e personaggi per daria la fotografia è una passione oltre che un mestiere e la congiunge al passato al nonno e alle esperienze dimenticate ma anche al presente infatti è il mezzo che utilizza per comunicare con jean senza parlare e lo strumento che sceglie inconsciamente per salvarsi dalla sua personale guerra lanciando ambigui segnali di fumo caterina vedo dalle prime pagine de il silenzio del colore nero che la voce narrante è fabrizio stella protagonista insieme a flavia del romanzo ma fabrizio personalità boriosa e borderline un uomo dall ego smisurato e brutale è forse un prototipo e se lo è rappresenta forse la stagione che stiamo vivendo fuor asse serena fabrizio è ben oltre la soglia dei quarant anni quando comincia a raccontare la sua storia la parabola del suo successo e declino traccia un arco temporale che inizia durante gli anni 80 e si conclude nel momento attuale il protagonista non è propriamente un uomo comune sia per il tipo di vita portata all eccesso sia per la provenienza agiata e gli ambienti che frequenta ogni giorno eppure in lui nonostante queste caratteristiche insolite sono chiaramente visibili elementi che accompagnano la comune formazione individuale e costituiscono un comunitario stato emotivo esistenziale che oggi più che mai pone interrogativi e incertezze sulla ricerca degli obiettivi personali mette in discussione l adeguatezza ai ritmi imposti rende difficilissimo perseguire ambizioni ma il punto in cui ritengo maggiormente indicativo il suo personaggio è quello che tocca l area dell educazione sentimentale fabrizio incontra davvero molti mali e disagi moderni della sfera emotiva non poco diffusi era importante parlarne serena frediani

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caterina credo sia difficile entrare in un personaggio maschile e cercare di analizzare ­ seppur lontanamente ­ un punto di vista femminile insomma cosa ti ha spinta ad indossare i panni di fabrizio serena È stato un impulso non molto ragionato la storia parlava al maschile caterina i protagonisti del tuo primo romanzo il silenzio del colore nero vivono due tipi di disagio molto diversi possiamo ben dire che sono due vite all opposto una distanza di contenuti abissale mi piace immaginare così una sorta di struttura doppia una doppia esistenza diametralmente opposta si tratta forse di un indagine che si sviluppa attraverso lo sguardo di fabrizio su flavia e viceversa serena sì è precisamente così come ti dicevo la storia ha la voce di fabrizio senza una mia vera e propria scelta parlava al maschile perché la sua struttura era nata come doppia e l esigenza più forte per me era quella di definire due mondi distanti che poi si scoprono appartenenti allo stesso identico pianeta fabrizio è un pittore e possiede ogni strumento per dipingere flavia ma il rifiuto dei punti di contatto che progressivamente mette in luce e allo stesso tempo la distanza che sente di dover rimarcare segnano il diametro di cui parlavi credo sia notevolmente maggiore l effetto di una storia come questa composta da due metà se la si racconta attraverso uno specchio che ad un tratto si capovolge e mostra il riflesso intero e complementare all immagine di partenza caterina tutti e due i tuoi romanzi sono ambientati in contesti metropolitani la metropoli ­ e la miriade di fuor asse sfaccettature che presenta ­ che importanza ha all interno di essa qual è l oggetto dei tuoi studi e cosa non può essere trascurato serena la città nella quale fino ad ora ho ambientato i miei romanzi è roma come molte altre metropoli roma dà molto all osservatore anche solo nell aspetto visivo l impatto con l ambiente metropolitano che ho cercato di rendere visibile attraverso strade luoghi e quartieri nei miei libri è senz altro rilevante la città non condiziona chi la osserva di passaggio ma chi la vive come me e i personaggi delle storie raccontate hanno le mie stesse dipendenze dirette dal loro contesto metropolitano mi interessa rendere evidente attraverso scorci dettagli e vedute dall esterno la personale solitudine e la tipicità di ogni personaggio che a quella città appartiene ©francesco de giovanni serena frediani

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caterina si può realmente costruire una nuova efficace educazione si può farlo a partire dalle relazioni serena io ne sono convinta da soli non si arriva lontano guardiamo le reti sociali tra il singolo e le istituzioni passano i rapporti di piccolo raggio È lì che ogni individuo vive nelle relazioni amicali nelle relazioni di coppia attraverso i legami più stretti o diretti l individuo rintraccia un nucleo che può davvero fare la differenza nella sua educazione e nella sua formazione oltre che nella sua vita una matrice di orientamento ulteriore la famiglia e le condizioni ascritte dopo le prime esperienze poetiche e narrative ha vinto la seconda edizione del premio nanà nuovi scrittori per l europa il romanzo vincitore il silenzio del colore nero è stato pubblicato da avagliano editore ed è uscito in libreria a febbraio 2011 nel 2012 la stessa casa editrice ha pubblicato anche memorie dall innocenza serena frediani fuor asse serena frediani

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mauro tomassoli caterina una raccolta di racconti che cercano di restituire sentimenti comuni della vita quotidiana i tuoi racconti seppur calati in contesti realistici inducono nel lettore una costante tensione psicologica viene da domandarsi se c era un progetto o un idea di base che ti ha permesso di ricreare una macchina narrativa in grado recuperare un certo atteggiamento realistico che ti ha aiutato in poche parole a costruire un insieme organico di nessi concettuali mauro no non c era una vera progettualità diciamo piuttosto che ero influenzato durante la gestazione e la stesura di questi racconti da certe letture da certi ricordi rimpianti sogni e impressioni di vita vissuta che saldandosi tra loro in un nesso quasi inscindibile avevano costituito intorno a me un aura di realismo magico nella quale ogni minimo stimolo alla scrittura ogni spunto narrativo si coloriva immediatamente di tinte plumbee o paradossali caterina che cosa ti ha spinto a raccogliere questi piccoli squarci dolorosi della vita quotidiana mauro su tutto credo un bisogno di scarnificare la mia scrittura e la mia vena narrativa di liberare la prima da orpelli e ampollosità la seconda ­ almeno per una volta ­ da tutti quegli elementi che fanno di un sentimento puro di un intuizione emotiva una storia ho cercato insomma fuor asse di dare essenziale forma letteraria a certi sentimenti della vita di tutti i giorni ma torno a ripetere senza alcuna progettualità È il tipo di racconto che preferisco forse quello breve e fulminante caterina dici ancora tento di perseguire una scrittura più limpida possibile che non annoi ma soprattutto m interessa tratteggiare situazioni familiari a rendere questi racconti speciali credo sia l utilizzo di un certo linguaggio la grazia e la forza con cui esso incide ed entra in relazione con il mondo possiamo immaginare immensa la libertà che il linguaggio propone ma non possiamo certo pensarla sconfinata allora come si fa a fare i conti con l esperienza a mantenere una certa lucidità soprattutto se ci troviamo davanti a dei racconti che hanno la forza di tenere il lettore sotto una certa tensione psicologica mauro mi piace molto la virtù della sintesi sintesi intesa come selezione delle informazioni ma anche come 12 mauro tomassoli

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concezione quasi musicale della prosa mi pare che riuscire a dire cose complesse con poche esaustive parole sia la cifra stessa dell attività di un bravo scrittore naturalmente è quanto provo a fare anch io nel mio piccolo ma non sempre ­ come tu sottolinei ­ è facile armonizzare la grazia espressiva con il magma dispersivo dell esperienza distillare da quest ultimo forme limpide e delimitate ma è senz altro stimolante specie di questi tempi provare a farlo caterina giuseppe giglio scrive di te un narratore tomassoli capace di una prosa asciutta limpida elegante che tradisce genealogie nobilissime come quelle di brancati e sciascia una prosa che non altera i rapporti tra le cose al tempo stesso efficacemente restituendo il mistero e la follia l alienazione e l angoscia la solitudine e il male sempre in agguato sei d accordo con questa definizione nello spefuor asse cifico del male sempre in agguato cosa puoi dirci e a tale proposito quali sono i riferimenti letterari più forti quelli che orientano le tue scelte e le tue ricerche mauro sì trovo che questa definizione sia nonché lusinghiera molto condivisibile penso che termini come alienazione angoscia mistero rendano esattamente l atmosfera di questi racconti in quanto al male sempre in agguato sospetto alligni nel sentimento di noi siciliani e insieme nei tempi che stiamo attraversando credo che tutti i termini evidenziati siano in una certa misura figli dell insicurezza che caratterizza questo momento storico ma senza con ciò voler dare un respiro troppo ampio ai miei piccoli racconti riguardo a questo tema a questa profonda suggestione del male in agguato ritengo di averla per così dire contratta già dalla prima giovinezza attraverso la lettura di alcuni autori mitteleuropei come joseph roth e leo perutz caterina hanno inciso forse nella scelta e nell utilizzo del linguaggio o dei temi gli studi il tuo percorso formativo un certo ambiente familiare o meglio ancora la tua parentela con sciascia credo questa sia una domanda che sentiamo tutti di fare mauro alla mia parentela con leonardo sciascia devo praticamente tutto se da un lato com è naturale essa mi provoca nell avventurarmi sui terreni della scrittura una gran soggezione e milioni di dubbi su me stesso e le mie capacità sulla legittimità di prendere una penna in mano dall altro sono certo che questa proverbiale penna non l avrei mai presa in mano se non fossi nato e cresciuto mauro tomassoli

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in mezzo a tante benefiche sollecitazioni e che se non i temi il mio modello di scrittura l ho attinto dalle sue pagine e da quelle di altri autori che con lui fanno per così dire sistema potrei spingermi a confessare che quasi tutto ciò che so l ho appreso e continuo ad apprenderlo dai suoi scritti caterina l ambientazione dei tuoi racconti evoca l ambiente in cui sei cresciuto il sud italia la sicilia con esattezza seppur di questo non ci siano tracce sempre chiare credi sia possibile scorgere altre realtà italiane all interno di essi mauro devo dire che l evocazione della sicilia se c è non era intenzionale non volevo ricreare nessun ambiente in particolare tranne nell ultimo e più lungo racconto della raccolta nel quale sono presenti dei riferimenti a un preciso milieu credo che all interno del libro aleggi tutt al più una vaga nostalgia che qua e là si presta a riecheggiare quella dell emigrato al nord per la sua terra natale la sicilia ma che per come la sento io è più un astratta nostalgia dell infanzia e della felicità nato nel 1979 a caltanissetta si è laureato in lettere moderne all università di palermo con una tesi di storia contemporanea vive a milano dove insegna materie letterarie alla scuola media e lingua italiana agli stranieri prima de l estate di camerina ha pubblicato via tarquinio prisco 2009 mauro tomassoli fuor asse mauro tomassoli

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beatrice monroy caterina il 9 ottobre esce in libreria edito da avagliano oltre il vasto oceano che ti piace definire la grande epopea di una famiglia aristocratica siciliana a metà tra il vero e il falso il vero forse altro non è che la misteriosa storia della famiglia monroy beatrice grazie del misterioso diciamo che il vero sta nelle storie che mi sono state raccontate ma che in mezzo al vero ci fossero tante fanfaronate è certo così ho deciso che in realtà quello che mi piaceva raccontare era lo spirito del racconto tra il vero le mie memorie e il chissà se è andata così di tanti racconti ascoltati caterina come nasce l idea di questo romanzo beatrice dieci anni fa quando è morta mia madre io e le mie sorelle abbiamo trovato l archivio di mio padre che lei aveva preservato con cura e ho pensato che era il tempo di raccontare la vita un po speciale di mio padre poi una cosa tira l altra e ho finito per trovare più interessante raccontare la storia di tutta la famiglia caterina quali le genealogie letterarie fuor asse beatrice amo molto la letteratura classica russa e francese amo molto la morante e la ortese e amo molto paul auster e salman rusdhie caterina attualmente lavori per la diffusione della lettura e della buona letteratura conduci laboratori di scrittura e narrazioni sappiamo bene quanto le opere artistiche pertengono alle varie comunità degli uomini e sono utili sia al bene pubblico che individuale il bisogno di fare letteratura e arte in genere risponde a un modo di essere uomini o donne in determinate epoche storiche esprime in un certo senso il bisogno di dare un contributo sia etico che estetico alla società per renderla migliore cosa senti di dire a tutti coloro che sentono la necessità di fare arte beatrice di farla di incaponirsi e farla anche in questi tempi duri l arte può salvare la vita e sicuramente è necessaria come il pane beatrice monroy 15

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