Sturzo e La Pira - due visioni per un solo obiettivo - Il bene comune

 

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Sturzo e La Pira - due visioni per un solo obiettivo - Il bene comune

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marco vitale sturzo ela pira due visioni per un solo obiettivo il bene comune

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marco vitale luigi sturzo egiorgio la pira due visioni per un solo obiettivo il bene comune intervento al convegno di studio l attualità di giorgio la pira uomo politico e cristiano 13 aprile 2012 basilica di san gennaro extra moenia napoli ~aderni popolari giugno 2012

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forgeremo le loro spade in vomeri le [ance in falci un popolo non alzerà più la spada contro un altro isaia 2,4 unire le città per unire le nazioni giorgio la pira non sono uno studioso di la pira 1904-1977 sono sturziano e di sturzo qualcosa conosco compresi i suoi duri scontri con la pira su vicende specifiche però se sono qui non è solo per amicizia per gli organizzatori di questo incontro ma perché la figura di la pira mi ha sempre affascinato perciò sono qui soprattutto per ascoltare e per imparare ma darò anche un piccolo contributo su alcuni temi economici e cercherò anche di creare un ponte tra la memoria di la pira e quella di sturzo marco vitale -3-

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la pira e sturzo ciÒ che li unisce le differenze e le divergenze tra questi due grandi figure del pensiero e dell azione politica cattolica del novecento sono ben note io andrò innanzitutto alla caccia di elementi di unione tra i due alcuni aspetti di unione tra i due sono abbastanza evidenti tutti e due sono profondamente religiosi e cattolici la loro azione politica è ispirata e guidata da un profondo sentimento religioso uno è sacerdote ma l altro è come se lo fosse dopo l incontro profondo con la dimensione religiosa che è del 1924 a 18 anni e che è corretto chiamare conversione la pira diviene terziario domenicano e successivamente attraverso la fondazione dell istituto della regalità voluto dal francescano padre agostino gemelli la pira sceglie di essere libero apostolo del signore tutto si può capire di la pira con la fede niente si può capire di lui senza la fede disse il cardinale giovanni benelli di la pira in occasione delle sue esequie ebbene questa frase si può applicare pari pari a sturzo senza la minima esitazione per entrambi è stata avviata la causa di beatificazione per la pira è stata avviata nel1986 sotto giovanni paolo ii per sturzo è stata avviata nel2002 sotto giovanni paolo il entrambi sono pilastri del pensiero sociale politico istituzionale cattolico del 900 entrambi sono stati grandi sindaci e la loro azione come grandi sindaci è fondamentale per capire le loro personalità e la loro azione come sindaci li unisce la visione che un sindaco non è un semplice amministratore oggi si usa dire un amministratore di condominio ma è un motore per la guida della città uno stratega che ne imposta le linee di sviluppo un suscitatore di energie insomma un fattore decisivo dello sviluppo della città sturzo è più noto per la costituzione del partito popolare nel1919 e per l appello a tutti i liberi e forti per lo scontro con il fascismo per l esilio e per le ultime battaglie per una buona gestione degli anni 50 ma chi lo conosce più profondamente sa che l azione da lui svolta come sindaco di caltagirone dal1905 al1920 dai 34 ai 49 anni è assolutamente fondamentale come lui stesso ripetutamente scrisse la pira fu sindaco di firenze dal1951 al1958 dai 47 ai 54 anni e dal1961 al 1965 dai 57 ai 61 anni l opera che svolse come sindaco fu prodigiosa sia sul piano delle realizzazioni concrete cittadine che sul piano della diplomazia internazionale grazie alla quale fece di firenze città già storicamente così importante uno dei fari e un crocevia del mondo la sua azione per abbattere -5-

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muri e gettare ponti e a favore della pace mondiale letta con il senno di poi non è indegna di quel profeta isaia al quale la pira amava ispirarsi entrambi sono coltissimi e preparatissimi sturzo è un grande economista come riconobbe anche erhard primo ministro tedesco della ricostruzione con una spiccata sensibilità e competenza giuridica la pira è un grande giurista e il suo contributo come costituente fu fondamentale in particolare gli art 2-3-7-ll della costituzione portano la sua impronta ma contrariamente a quello che molti pensano aveva anche una precisa competenza economica tra l altro non molti sanno che il suo primo titolo di studio fu il diploma in ragioneria e che era un buon conoscitore di keynes entrambi furono scrittori estremamente prolifici e questo è fattore che complica anche la causa di beatificazione e la maggior parte degli scritti erano dettati dall ansia di influenzare e indirizzare cose persone azioni in corso di contribuire a influenzare il corso delle cose scritti di battaglia più che di scienza entrambi erano assolutamente onesti disinteressati e distaccati da ogni proprietà o possesso sobri poveri di spirito nel senso evangelico entrambi avevano una spiccata sensibilità sociale anche se il modo di concretizzare la stessa poteva essere molto diverso se per la pira questa è la bussola esplicita non dimentichiamo che la spinta di sturzo a impegnarsi nel sociale fu la visita nelle case dei poveri di trastevere in occasione della benedizione pasquale e che le prime realizzazioni di sturzo furono tutte dirette a sollevare lo stato dei poveri contadini siciliani attraverso la costituzione di cooperative e di banche cooperative entrambi erano siciliani sturzo di caltagirone provincia di catania la pira di pozzallo provincia di ragusa nati a non più di 70 km di distanza non sono dunque poche le cose che li uniscono certo li differenziano 33 anni quando sturzo è già pro-sindaco di caltagirone da un anno la pira emette i primi vagiti quando sturzo lancia l appello a tutti gli uomini liberi e forti e fonda il partito popolare 1919 la pira ha 15 anni e non ha ancora conseguito il diploma in ragioneria che otterrà nel1921 quando la pira fonda nel1939 a 35 anni principi rivista in lingua latina volta alla difesa dei diritti della persona umana sulla quale critica il fascismo e condanna apertamente l invasione della polonia rivista che scatena la reazione del regime che la sopprime sturzo è in esilio da 15 anni queste differenze cronologiche non sono irrilevanti ma grazie alla lunga vita di sturzo il loro significato si stempera da quando sturzo ritorna in italia 1946 anno in cui la pira viene eletto all assemblea costituente sino alla morte di sturzo 1959 per 13 lunghi anni decisivi per la ricostruzione italiana la pira e sturzo vivono e lavorano insieme e combattono entrambi la loro battaglia e si scontrano talora come vedremo duramente È qui lungo questi 13 anni che emergono le divergenze che sembrano renderli attestati su posizioni apparentemente inconciliabili -6-

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la pira e sturzo ciÒ che li divise le ragioni di differenziazione e divergenze che raggiunsero anche momenti di aspra tensione tra la pira e sturzo si giocarono prevalentemente su temi di politica economica e nell ambito di questi sul ruolo dello stato e più in generale della mano pubblica nell economia in realtà le divergenze non furono solo tra sturzo e la pira ma tra sturzo e il gruppo di sinistra della dc che prese corpo tra il 1946 e il 1951 nella cosiddetta comunità del porcellino in via chiesa nuova 14 a roma in casa della famiglia portoghesi non posso certo parlare di questa straordinaria e importantissima vicenda che vide vivere e lavorare in comunità personaggi come dossetti la pira fanfani lazzati il c.d quadrilatero insieme ai quali parteciparono molti democristiani di grande rilievo a incominciare dall on laura bianchini bresciana grande partigiana e grande personalità che fu la prima ospite della nascente comunità la comunità del porcellino e soprattutto i quattro del quadrilatero diedero un contributo di straordinaria importanza alla costituzione ma è una vicenda ottimamente narrata in una libro recente molto bello telemaco portoghesi tuzi grazia tuzi quando si faceva la costituzione storia e personaggi della comunità del porcellino il saggiatore 2010 questo gruppo il cui leader naturale era dossetti propugnava un economia socialmente molto avanzata 1 anche attraverso un intervento molto incisivo dello stato sviluppando l impostazione che gli intellettuali cattolici avevano messo a punto nel luglio 1943 nel monastero di camaldoli e che sfociò nella primavera del 1945 nella pubblicazione di quei principi dell ordinamento sociale più noti come codice di camaldoli ai quali la pira aveva collaborato già allora la pira era in odore di santità come lo erano del resto dossetti e lazzati come ricorda nella sua brillante testimonianza nella quale parla dei tre probabili santi bartolo ciccardini che ebbe la fortuna di frequentare giovanissimo e neolaureato quella straordinaria comunità nel corso di quei cinque decisivi anni la comunità del porcellino oltre a dare un grande contributo alla costituzione fu un pungolo continuo e costruttivo all azione di de gasperi con il quale vi furono anche tensioni e scontri il tema anche se togliatti nel suo discorso alla camera del 10 febbraio 1950 lo definì addirittura reazionario quanto alla cosiddetta sinistra democristiana la riserva deve essere forte e per quel che riguarda gli uomini e per quel che riguarda le idee che fanno di questo gruppo uno dei più reazionari fautori di una sorta di ritorno al corporativismo neofeudale -7-

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di fondo era sempre l insufficiente azione sociale e di sviluppo che a loro giudizio svolgevano i governi democristiani fu una comunità di impegno sobrietà dedizione nella quale ricorda bartolo ciccardini la nota dominante era quella di una allegria scolastica la pira in particolare trasmetteva serena allegria e non è un caso che quasi tutte le fotografie del libro citato lo ritraggono sorridente bartolo ciccardini lo ricorda così l allegria buona e sorridente di giorgio la pira che brillava come una girandola scoppiettante dietro gli occhiali era più francescana che domenicana pur essendo egli invece un ospite e un adepto nel convento dei domenicani di firenze di domenicano aveva i calzini bianchi e la dorata bontà gentile degli affreschi del beato angelico del convento di san marco dove abitava quando era a firenze il suo modo di esprimere allegria assomigliava al suo modo di fare politica condiva con il sorriso la riduzione di tutti i problemi alla gioiosa accettazione della volontà di dio tutto si sarebbe risolto nel bene ed enunciato il giudizio che era sempre paradossale con serena bontà ci rideva su come se avesse scherzato santa ingenuità o santa astuzia in quegli anni anche sturzo appena tornato dal lungo esilio aveva iniziato il suo impegno per l ultima battaglia politica che lo vide impegnato sino al momento della morte 1959 contrariamente all immagine distorta che i giovani della sinistra democristiana elaborarono di lui proprio in quegli anni facendolo apparire non solo come un vecchio ma come un retrogrado liberale anche sturzo aveva una spiccata sensibilità sociale ed era stata proprio questa che lo aveva guidato sulla scorta della rerum novarum all impegno prima sociale e poi politico ma lui aveva anche una visione precisa dei pericoli dello statalismo che aveva vissuto con il fascismo sturzo vedeva e temeva nello statalismo la continuazione del regime e dello stato fascista e lo addolorava l appiattimento della dc su questo tema voleva una cesura più forte con il passato all insegna delle autonomie locali del rafforzamento delle società intermedie del principio di sussidiarietà del principio di libertà e responsabilità personale come motore di sviluppo del contenimento nell alveo proprio del ruolo dei partiti le sue bussole erano da un lato il principio di libertà e responsabilità dall altro la minaccia dello statalismo della partitocrazia della corruzione in questa visione egli era certamente il più coerente con la moderna dottrina sociale della chiesa era stato leone xiii a dire né il capitale può stare senza lavoro né il lavoro senza capitale rerum novarum e se un teologo come paul tillich aveva affermato il socialismo è l unico sistema economico possibile dal punto di vista cristiano fu pio xi riprendendo concetti già illustrati da leone xiii nell enciclica quod apostolici muneris a dire nel1931 nessuno può essere buon cattolico a un tempo e vero socialista quadrigesimo anno e sarà giovanni xxiii nella mater et magistra in occasione del trentesimo del quadrigesimo anno a dire anzitutto va affermato che il mondo economico è creazione dell iniziativa personale dei singoli cittadini È la frase con cui inizia la parte il il mondo economico non è frutto né del capitale né del proletariato È -8-

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frutto dell iniziativa personale dovere dello stato dell ordinamento della morale è che il mondo si sviluppi tenendo conto del bene comune ma il bene comune è il frutto dell iniziativa personale o non è mai in un enciclica né prima né poi si esprimerà con tanta chiarezza il valore positivo dell iniziativa personale in campo economico cioè di quella che io chiamo economia imprenditoriale questo valore non viene radicato su premesse mediocri ma a sua volta su un più elevato valore quello della libertà e su quello connesso dello sviluppo l esperienza infatti attesta che dove manca l iniziativa personale dei singoli vi è tirannide politica ma vi è pure ristagno dei settori economici diretti a produrre soprattutto la gamma indefinita dei beni di consumo e dei servizi che hanno attinenza oltre che ai bisogni materiali alle esigenze dello spirito beni e servizi che impegnano in modo speciale la creatrice genialità dei singoli un economia imprenditoriale moderna però richiede un ruolo preciso dei poteri pubblici con un azione che ha carattere di orientamento di stimolo di coordinamento di integrazione sturzo si muove sempre coerentemente con questa linea e la difende con un crescente accanimento soprattutto dopo il trionfo dc del 18 aprile 1948 che gli fa temere che per la dc aumenti il rischio della partitocrazia dello statalismo e dell abuso del denaro pubblico in questa battaglia non si fermava davanti a nessuno neanche all amato de gasperi con cui ebbe tensioni pur sempre nel quadro di una collaborazione intensa e di un alto rispetto reciproco come dimostra lo scambio di corrispondenza tra i due luigi sturzo -alcide de gasperi carteggio 1920 -1953 istituto luigi sturzo roma opera omnia terza serie volume quarto 3 1999 sturzo considerò la morte di de gasperi come una sorta di cesura il mondo dei popolari è definitivamente scomparso e non sarà facile capirsi con quella che lui chiamava la seconda generazione e ancora di più con quella che chiamava la terza generazione alla quale appartiene la pira a sturzo forse sfuggiva che spesso summus ius è summa iniuria mentre per le giovani generazioni dei democristiani i moniti di sturzo erano supportati con grande fastidio come il brontolio di un vecchio pedante che non è più al passo dei tempi furono pochi a cogliere in quella battaglia l ansiafebbrile e trepidante di una intransigenza etico-politica che nobilita la predicazione di sturzo come scrive francesco malgeri vita di luigi sturzo ed cinque lune roma 1972 possiamo oggi leggere questa incomprensione reciproca tra uomini di altissimo valore mossi dalla stessa generosa ispirazione cristiana come un autentico dramma dei cattolici italiani impegnati in politica come una delle premesse che aprirono la porta alla degenerazione dello stato e all isterilirsi del contributo del pensiero cattolico in italia e quindi alla disgregazione della dc per questo mi soffermo su questo tormentato rapporto tra la pira e sturzo perché mi sembra che esso vada ben oltre il rapporto personale e sia emblematico per capire perché le cose sono andate in un certo modo ma anche per capire perché le cose potevano andare in modo diverso e perché forse potrebbero andare diversamente nel futuro eppure tra le due posizioni era possibile una seria comprensione e collaborazione come dimostra la relazione tra sturzo e vanoni vanoni è certamente parte della sinistra democristiana è uno dei principali estensori della -9-

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parte economica e sociale del codice di camaldoli è mosso da una ispirazione di socialità molto viva e convinta è sostenitore e guida di mattei e dell eni che non sarebbe nato senza il suo appoggio eppure vanoni ha il pieno apprezzamento di sturzo perché inquadra la sua spinta sociale nel rigore economico della difesa della moneta della lotta all inflazione del risanamento dello squilibrio della bilancia dei pagamenti del rispetto delle leggi economiche che sturzo e vanoni rispettano pur considerandole sempre relative e che il santo la pira vuole sempre superare di slancio sturzo vanoni e le leggi economiche 9luglio 1954 ora in luigi sturzo battaglie per la libertà 1952-1959 ed ile palma 1952 la pira invece scrive al presidente della confindustria libera concorrenza iniziativa privata legge della domanda e dell offerta e così via in uno stato come il nostro nel quale la quasi totalità del sistema finanziario è statale e in cui circa del sistema produttivo è direttamente o indirettamente statale andare contro questa situazione continua la pira sarebbe andare contro l economia moderna che è economia essenzialmente di interventi statali anche se diversamente graduati mentre le aziende di stato e parastatali costituiscono direttamente o indirettamente la spina dorsale della sua organizzazione e il coefficiente massimo del suo peso economico e politico e della sua forza sociale ecco conclude la pira un problema serio ,forse il più serio della vita economica sociale e politica del nostro paese naturalmente sturzo non può non criticare questa posizione che gli ricorda il mussoliniano tutto per lo stato e nello stato nulla sopra,fuori o contro lo stato ma lo fa con grande rispetto in un importante articolo del13 maggio 1954 2 intitolato statalista la pira dove quello che colpisce è il punto di domanda e che contiene un passaggio chiave per capire la pira intanto fissiamo bene le idee la pira da buon cristiano non vuole altro dio fuori dal vero dio per lui come per me lo stato è un mezzo non è un fine neppure il fine egli è lo statalista della povera gente ed è arrivato attraverso la povera gente a pensare che lo stato tenendo in mano l economia possa assicurare a ciascun cittadino il suo minimo vitale È un vero peccato che questa impostazione non sia stata ulteriormente approfondita e sviluppata ma vi è un altro episodio che ci aiuta a gettare luce nella stessa direzione nel1951la comunità del porcellino gradualmente si disperse fanfani accettò contro il parere di dossetti l offerta di un ministero da parte di de gasperi la linea economica pella einaudi è quella vincente dossetti nell agosto 1951 si dimette da membro della direzione centrale e dal consiglio nazionale con una motivazione politica molto chiaramente espressa lascia la politica attiva e si indirizza verso la chiamata religiosa che da tempo premeva in lui codesto consiglio nazionale dovrà ormai prendere atto che da mesi siamo entrati irrevocabilmente in un altro periodo storico in cui l ordinamento interno della de sturzo marca qui con chiarezza la differenza con i veri statalisti quelli senza punto di domanda questo io chiamo statalismo e contro questo dogma io voglio levare la mia voce senza stancarmijinché il signore mi darà .fiato perché sono convinto che in questo fatto si annidi l errore di fare dello stato l idolo moloch o leviathan che sia 10-

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mocrazia cristiana la funzionalità democratica dei suoi organi maggiori i rapporti tra partito e governo e tra partito e persona del capo del governo la posizione e la funzione del partito rispetto alle altre forze politiche specialmente alla destra monarchica e nostalgica e rispetto alle diverse classi specialmente alle classi lavoratrici e alle organizzazioni sindacali democratiche l azione democraticocristiana di fermentazione sociale di propulsione economica e di rinnovamento statale infine il prestigio della democrazia cristiana e dell intero attuale regime politico di fronte al paese e di fronte all estero appaiono ormai scopertamente destinati a essere e a divenire sempre più ben diversi da quelli previsti qualche anno fa nella nuova situazione a mio avviso non transitoria ma definitiva almeno in ciò che ha di caratteristico sono cessate del tutto le ragioni sostanziali che potevano giustificare una mia partecipazione qualsiasi agli organi deliberanti della democrazia cristiana anzi sono persino venute meno le opportunità estrinseche di tolleranza e di prudenza che sinora mi potevano indurre a differire certe decisioni fra le quali è questa di dare come formalmente do le mie dimissioni da membro della direzione centrale e del consiglio nazionale ma il primo a lasciare la casa della comunità del porcellino fu proprio la pira che il5luglio 1951 fu eletto sindaco di firenze e iniziò a dar vita a un attività a favore della sua città d adozione prodigiosa ispirata e indimenticabile una delle prime difficili crisi che dovette affrontare fu l azione a favore della pignone antica fonderia e officina meccanica acquistata nel1946 solo cinque anni prima dalla snia viscosa della quale dal 1939 era diventato presidente l ex direttore generale franco marinotti il 19 ottobre 1952 la snia guidata da marinotti annunciò la liquidazione della pignone e il licenziamento dei duemila dipendenti il sindaco la pira si scatenò contro questa disastrosa decisione dicendo non cederò mai possono passare sul mio cadavere cambiate la legge io non posso cambiare il vangelo il presidente del consiglio giuseppe pella assicurò a la pira il suo appoggio il ministro dell interno era fanfani grande amico di la pira e membro della comunità del porcellino che diffidò la soia a procedere con i licenziamenti nonostante ciò il21 ottobre la società fece partire le lettere di licenziamento la pira si rivolse a tutti cercando di mobilitare persino pio xii come farà anche nel 1958 quando furono minacciati 800 licenziamenti alla galileo gli operai occuparono la fabbrica e il 22 novembre la pira vi entrò per ascoltare la messa inginocchiandosi con gli operai questo gli procurò una serie di denunce e ci fu chi chiese a fanfani l arresto di la pira i testi da me consultati non chiariscono per quale reato ma de gasperi si oppose e disse arrestare la pira per carità non facciamo di un santo un martire fu invece ritirato il passaporto a marinotti la pira scrisse a fanfani È una decisione irresponsabile illegittima e ingiustificata quando capiranno questi proprietari che la vita dei lavoratori non è nelle loro mani nel1958 caso galileo scriverà a pio xii e noi beatissimo padre noi con le situazioni di cui vi ho sopra parlato proprio un orafa mi telefonano avvertendomi che la galileo di firenze minaccia 800 licenziamenti chi controlla chi giudica chi interviene nessuno perché anche il nostro governo è un governo 11 -

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nonostante d.c liberale nell animo e nella orientazione né la colpa è del governo è la struttura economica e giuridica del paese che è sbagliata cosa bisogna fare decidersi a mutare il volto liberale della nostra economia non è un volto personalista no è un volto individualista va contro il bene comune che è la norma orientatrice dell etica sociale cristiana e naturale insieme l azione di la pira ottenne un vasto consenso nel mondo cattolico e soprattutto nella chiesa ebbe l appoggio di pio xii dell arcivescovo di firenze elia dalla costa con tutto il clero fiorentino di numerosi vescovi italiani e stranieri ma la snia non recedette dalla sua decisione e fu enrico mattei sollecitato da la pira nella veste di presidente dell eni da un anno a risolvere il problema rilevando la società e costituendo nel gennaio 1954 la nuova pignone è molto probabile che la decisione di mattei fosse sostenuta da vanoni l azione di la pira e l intervento dell eni suscitò tra i tanti critici e oppositori la reazione negativa del presidente della confindustria angelo costa e di don sturzo che scrisse sul quotidiano cattolico milanese l italia un severo articolo accusando la pira di credere che il problema da risolvere consistesse nel mettere internamente nelle mani dello stato e di instaurare in italia un socialismo di stato al cento per cento ma la pira rispose con quella passione e con quell amore che era il segreto della sua forza aggiornamenti sociali 1954 con queste convincenti parole mi scusi don sturzo vorrei vedere lei sindaco di una città di 400mila anime con diecimila disoccupati tremila senza tetto 17mila poveri e 37mila indigenti avrei dovuto forse dire scusatemi amici miei ma dato che io non sono un apostolo della statolatria non posso fare niente per voi oppure io sono per l intesa tra le classi sociali quindi non posso occuparmi delle vostre storie no non c è che una regola umana al di fuori del fariseismo e della parabola del buon samaritano chiamato sul terreno della concretezza dell azione che dovrebbe essere sempre caratteristica dell azione di un sindaco la pira non fu in questa vicenda come lo definì granchi quell incomparabile sognatore che è giorgio la pira che conquisterà con gesti ispirati la nuova città di dio ma un sindaco estremamente realistico e realizzatore ancorché ispirato nella vicenda nuova pignone fu vincente su tre piani in primo luogo perché la nuova pignone dimostrò nei fatti il suo diritto di esistere fu risanata fu un successo per se stessa e per l eni e ancora oggi è impresa positiva sul mercato globale in secondo luogo perché il sindaco la pira fece capire con i fatti che un buon sindaco non è un amministratore di condominio ma un leader per la sua comunità in terzo luogo perché riuscì a dare alla sua azione un significato emblematico positivo come commenta molto acutamente baget bozza che pure non amava troppo la pira il sindaco di firenze intendeva compiere con i suoi interventi non degli atti paradigmatici di una nuova legalità ma esprimere simbolicamente quello che si può fare quando si rifiuta di accettare il male dell uomo come inevitabile i suoi interventi erano simboli di speranza non modelli giuridici ripetibili la qualità di la pira non stava tanto nell aver compiuto certi gesti ma nell aver saputo dar loro un significato universale analoga caratteristica simbolica rivestirono i convegni 12-

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della pace e della civiltà cristiana che egli indisse annualmente a partire dal/952 le iniziative lapiriane peraltro sottratte dal loro contesto simbolico e viste nella loro dimensione realistica si ponevano anche come atti aventi un valore politico egli stesso li interpretò così il suo permanente legame con fanfani mostrò che in lui l utopista si legava al politico che una prassi immediata si saldava al gesto di rottura conferendogli un significato realistico ciò fu una forza ma rappresentò anche un grosso limite alla sua azione fece sì che esso divenisse sempre di più non un messaggio ai popoli ma un messaggio agli stati questo sarebbe apparso solo a partire dai tardi anni 50 nei primi anni 50 invece la pira era ancora il profeta della povera gente e offriva alla chiesa in italia un occasione di vera unanimità e di senso della propria identità baget bozzo il partito cristiano al potere vallecchi 1974 ii volume pag 471 dunque sulla assai significativa vicenda della società pignone anche con il senno di poi la pira ebbe inequivocabilmente ragione e sturzo ebbe sicuramente torto anche sturzo aveva scritto non ho mai negato l intervento dello stato in difesa dei diritti del lavoro tale intervento fu dichiarato un dovere dalla rerum novarum la via 2 dicembre 1952 ora in luigi sturzo il pensiero economico ed vitale associati spa 2008 il fatto è che in quel caso sturzo evitò di entrare nei fatti non si domandò cioè quali sarebbero stati gli effetti per la città né analizzò se la decisione della snia era realmente giustificata o era una decisione puramente finanziaria e industrialmente irresponsabile ma assunse una posizione astratta e ideologica che è esattamente quello che dobbiamo accuratamente evitare noi se vogliamo trarre da quella grande stagione e da quei grandi uomini lezioni utili per l oggi vi è un ultimo episodio che voglio ricordare perché ci fa vedere invece un la pira offuscato dall ideologia e una caduta per entrambi del livello del dibattito siamo nel febbraio 1959 quando sturzo avallò il monocolore segni parlando di una intesa leale di segno con la destra sturzo in questo articolo ricordava il gesto di zoli che accettò i voti missini dopo averli inizialmente rifiutati perché il presidente della repubblica li reputava voti validi sfido io aggiungeva sturzo si trattava di voti dati dagli eletti del popolo e non dagli scugnizzi di napoli o dai barboni di milano o dai beceri di firenze la pira si arrabbiò molto per quel beceri e rispose molto duramente in nome dei beceri di firenze i quali -disse reputavano sturzo uno dei responsabili del fascismo nel 1922 così come lo stava per essere fascista nel1952 operazione sturzo e come lo era ora con l operazione segni la lettera di la pira fu ingiusta e cattiva anche quando accusò sturzo di avere comodamente lasciato l italia mentre i beceri erano stati in italia a combattere il fascismo per poi vedere sturzo comodamente ritornare dall america e tessere alleanze con le forze più retrive del paese una lettera non solo cattiva e offensiva ma basata su un giudizio storico sul periodo prefascista e sull ·esilio di sturzo profondamente distorto la pira in quegli anni era un ragazzo e parlava per sentito dire a parziale giustificazione di questa visione distorta si può solo ricordare che era quella dominante in una parte importante della dc e 13-

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