Non è farina del mio sacco - devo tutto al Vangelo e alla Rerum Novarum

 

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Non è farina del mio sacco - devo tutto al Vangelo e alla Rerum Novarum

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indice la dottrina sociale della chiesa al servizio del bene comune pag 5 di giovanni palladino la rerum novarum ha 120 anni ma non li dimostra pag 9 di don alfio spampinato interventi di don luigi sturzo sulla rerum novarum xv maggio 12 maggio 1902 pag 15 messaggio ai veri democratici cristiani 23 maggio 1925 pag 34 60° anniversario della rerum novarum 12 maggio 1951 pag 36 quindici maggio minore 19 maggio 1951 pag 40 61 o anniversario della rerum novarum 11 maggio 1952 pag 43 primo maggio cristiano l maggio 1957 pag 46 quindici maggio 15 maggio 1958 pag 49 l enciclica rerum novarum di leone xlll 15 maggio 1891 pag 51 3-

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la dottrina sociale della chiesa al servizio del bene comune il c.i.s .s commemora il 120° anniversario della rerum novarum 15 maggio 1891 15 maggio 2011 con la ristampa dell enciclica di leone xiii e di sette interventi a ricordo e a commento della stessa fatti da don luigi sturzo il sacerdote che più di tutti ha potuto dimostrare quanto fossero validi una volta tradotti nella concreta realtà della vita i consigli rivoluzionari di quella famosa enciclica non è farina del mio sacco devo tutto al vangelo e alla rerum novarum nella sua profonda umiltà don sturzo vice sindaco di caltagirone dal 1905 al 1920 di solito rispondeva così a chi gli faceva i complimenti per l ottimo lavoro svolto al servizio del bene comune tanto da essere nominato nel 1915 vice presidente dell anci associazione italiana dei comuni italiani carica che mantenne per 9 anni prima di essere costretto ad andare in esilio 1924-1946 il 20 gennaio 190 l a circa l o anni dalla promulgazione della rerum novarum don luigi sturzo scriveva che ancora oggi per somma vergogna molti cattolici non conoscono quel prezioso documento da lui definita la magna charta dei democratici cristiani e il15 maggio 1902 nel commemorare l 11 o anniversario dell enciclica egli diede una profonda chiave di lettura dei mali che da sempre affliggevano e tuttora affliggono il mondo non è meraviglia se la società oggi non si adagia in nessuno dei partiti che dispiegano la bandiera della giustizia sociale la giustizia nella sua essenza manca manca perché manca l amore del prossimo e questo amore non vi è non vi può essere perché manca l amore di dio e l amore di dio non vi è né vi può essere perché della religione se n è voluto fare un rapporto solamente privato e di coscienza e non sociale la religione è stata esclusa dalla società la religione è un principio sintetico che abbraccia tutti gli elementi di vita terrena per vivificarli del soffio della moralità per ordinarli a un fine superiore per elevarli con il carattere della soprannaturalità e più avanti nel suo discorso di commemorazione don sturzo ci fa capire quanta amarezza doveva sentire nello scrivere poco più di un anno prima 5-

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-quel 1jer somma vergognan amarezza a cui reagiva con un concreto invito all azione la parola della chiesa non deve rimanere infruttuosa essa non è solo principio di conoscenza è principio di azione essa deve destare nel cuore dei credenti la fiamma del sacrificio essa deve animare le nostre aspirazioni e le nostre lotte essa ci deve guidare e sorreggere perché divina è la sua virtù e spetta a noi attuare quegli insegnamenti nel vorticoso succedersi dei tempi e nel contrasto violento dell~attività umana noi cristiani cittadini e uomini del nostro tempo chiamati per dovere di coscienza a scendere nel campo delle lotte pubbliche di pensiero e di azione dobbiamo portarvi quell elemento positivo che la chiesa ci dà che la ragione illuminata dalla fede ci suggerisce che l amore naturale vivificato dal divino ci impone affinchè nel cozzo dei fatti umani che dipendono dalle nostre libere forze e dal nostro costante lavoro~possano la verità e il bene concretizzarsi nelle forme sociali e prevalere nello svolgimento della storia purtroppo la verità e il bene non si sono ancora diffusi e radicati nella nostra società che è piena di valori falsi e quindi impoverita dal male il vangelo e la dottrina sociale della chiesa non hanno ancora fatto scuola come sperava don sturzo con l avvento dei democratici cristiani alla guida del paese il 12 maggio 1951 nel ricordare il 60° anniversario della rerum novarum egli scriveva strano che non sia stato compreso né messo in luce il diverso processo ideologico e pratico delle due posizioni della teoria di carlo marx e della enciclica di leone xiii nelle varie fasi per le quali sono passate le rivendicazioni operaie sotto i regimi politici in questo ultimo sessantennio di interventismo statale purtroppo da parte dell~impresa libera non si è avuta una chiara concezione delfapporto etico della scuola cattolico-sociale e della importanza de w insegnamento papale che spinge il capitalista a cercare la collaborazione di classe insieme alfintegrazione delle esigenze dew altra parte oggi si punta troppo sul gioco di forze antagoniste e sopra un intervento statale che tende a dare in mano alle burocrazie feconomia del paese tutto ciò è contrario sia allo spirito cristiano che agli interessi nazionali e rende più costosa e meno efficiente felevazione del lavoratore 6 e~

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infine il15 maggio 1958 nel ricordare il67° anniversario dell enciclica don sturzo scriveva con preoccupazione ma sempre animato dal suo impenitente ottimismo fondato sulla fede se debbo dire il mio pensiero senza nascondere nulla nells maggio di oggi il sole non brilla molte sono ancora le nebbie di un cripto marxismo e di un equivoco sinistrismo che velano la luce chiara che emana non solo dalla rerum novarum e dai successivi documenti pontifici ma anche dalla storia del nostro passato noi speriamo nel signore dal quale viene l essere e l operare noi speriamo sempre e perciò siamo sempre ottimisti sempre pronti al sacrificio dopo tanti errori e omissioni che non sarebbero stati compiuti se si fosse seguito l insegnamento della dottrina sociale della chiesa insegnamento sempre moderno e attuale perché basato sulle verità del vangelo è tempo che una nuova generazione di cattolici impegnati in politica seguendo anche l invito di benedetto xvi ne apprezzino finalmente il valore e come don sturzo lo utilizzino al servizio del bene comune giovanni palladino presidente centro internazionale studi luigi sturzo encicliche sociali della chiesa rerum novarum rn di leone xiii quadragesimo anno qa di pio xi divini redemptoris dr di pio xi radio messaggio per il 50° anniversario della rerum novarum di pio xii 15 maggio 1961 mater et magistra mm di giovanni xill 26 marzo 1967 populorum progressio pp di paolo vi 14 maggio 1971 octogesima adveniens oa di paolo vi 14 settembre 1981 laborem exercens le di giovanni paolo n 30 dicembre 1987 sollicitudo rei socialis srs di giovanni paolo n l maggio 1991 centesimus annus ca di giovanni paolo n 29 giugno 2009 caritas in veritate civ di benedetto xvi 15 maggio 1891 15 maggio 1931 19 marzo 1937 l giugno 1941 7-

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larerum novarumha 120anni,manon li dimostra come è noto ai più la rerum novarum è considerata l origine della dottrina sociale della chiesa nell epoca moderna la sua è quindi una importanzafontale tanto è vero che ad essa faranno riferimento sino ad oggi tutti i successivi documenti del magistero papale e tutta l elaborazione dottrinaria in campo sociale pio xi come già don luigi sturzo nel 1901 vedi pag .s la definisce la magna charta sulla quale deve posare tutta fattività cristiana nel campo sociale come sul proprio fondamento 1 la dottrina cattolica in campo sociale tuttavia non nasce con essa ma la precede in quanto è una parte integrante della concezione cristiana della vita 2 e perciò è stata annunciata dalla chiesa fin dai primi secoli 3 e trova la sua sorgente nella sacra scrittura a cominciare dal libro della genesi e in particolare j nel vangelo e negli scritti apostolici essa appartiene fin dalfinizio awinsegnamento della chiesa stessa alla sua concezione delfuomo e della vita sociale e specialmente alla morale sociale elaborata secondo le necessità delle varie epoche questo patrimonio tradizionale è poi stato ereditato e sviluppato dawinsegnamento dei pontefici sulla moderna uquestione socialejj 4 questo significa che essa si sviluppa attraverso una riflessione condotta a contatto con le situazioni mutevoli di questo mondo jsotto fimpulso del vangelo come fonte di rinnovamento j allorché si accetta il suo messaggio nella sua totalità e nelle sue esigenze si sviluppa altresì mediante la sensibilità propria della chiesa 5 la dottrina sociale della chiesa e in essa la rerum n ovarum non è quindi assimilabile a una qualsiasi dottrina o teoria economica politica filosofica o a una ideologia ma in maniera eminente ha di per sé il valore di uno strumento di evangelizzazione in quanto tale annuncia dio e il mistero di salvezza in cristo a ogni uomo e per la medesima ragione rivela fuomo a se stesso in questa luce e solo in questa luce si occupa del resto dei diritti umani di ciascuno dellafamiglia e delfeducazione dei doveri dello stato delfordinamento della società nazionale e internapio xl quadragesimo anno 42 giovanni xxiii mater et magistra 206 3 pio xii discorso del 23.2.1944 4 giovanni paolo il laborem exercens 3.1 3 paolo vi octogesima adveniens 42 2 1 9-

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zionale della vita economica della cultura della guerra e della pace del rispetto alla vita dal momento del concepimento fino alla morte 6 mentre infatti teorie dottrine o ideologie sono datate il vangelo è perennemente attuale in quanto non è una elaborazione umana di pensiero ma è il cristo stesso vivente in eterno è la parola di dio fattasi uomo buona notizia che nei documenti del magistero pontificio si manifesta come un corpus articolato e armonico di principi generali di criteri di giudizio di direttive e di orientamenti pratici ispirati dalla rivelazione e rispondenti al diritto naturale e alla retta ragione capaci di apportare una soluzione giusta ai gravi problemi sociali di ogni tempo indica l ideale cristiano amore giustizia pace da raggiungere lo spirito di solidarietà e sollecitudine per il prossimo col quale raggiungerlo i criteri di orientamento conformi a tale ideale vedere-giudicare-agire il principio fondamentale la persona umana e la sua dignità su cui fondare tutto l edificio politico-sociale-economico in definitiva trattasi di una dottrina definitivamente ed univocamente fissata nei suoi punti fondamentali ma abbastanza larga da poter essere adattata e applicata alle mutevoli vicissitudini dei tempi purché senza detrimento dei suoi principi immutabili e permanenti 7 la dottrina sociale della chiesa e in primis la rerum novarum si caratterizza per la sua perennità in vista del cielo nuovo e della terra nuova 8 del già e non ancora muovendosi in un campo quello sociale fatto di tensioni tra ciò che è umano e divino ciò che è storicamente mutabile e ciò che è eterno ciò che è permanente e ciò che può essere lasciato cadere tra ciò che è necessario e ciò che non lo è infatti a differenza di una certa visione laicista che si caratterizza con riferimento al progresso 9 che enuncia l utopia di una salvezza intramontana di un paradiso in terra il nuovo testamento adopera il termine prokope jtqoxojte che indica una marcia alquanto faticosa qual è quella di una giovanni paolo il centesimus annus lo pio xii ai partecipanti al convegno di a.c 29 aprile 1945 in discorsi e radiomessaggi vol vii p 37 8 apocalisse 21,1 9 tale termine fu adoperato nel senso corrente per la prima volta da christlob mylius 1722-1754 editore della rivista der freygeist che verso ill750 l introdusse nella lingua tedesca 7 6 10-

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nave che avanza sospinta dai colpi dei rema tori contro i marosi e che conduce a un mondo perfettibile strutturando le realtà terrene in vista della giustizia la cui pienezza si manifesterà pienamente solo nell eskatonh da qui la sempiterna giovinezza della rerum novarum e del suo messaggio che è espressione di quel dio che fa sempre nuove tutte le cose per scendere nella pratica i suoi punti fermi possono così essere sintetizzati · difesa della dignità della persona umana · critica del sistema capitalistico che difende in campo economico una concorrenza illimitata e una assoluta indipendenza dell economia dai principi morali · condanna del socialismo marxista in quanto fautore dello scontro di classe eretto a sistema e della abolizione della proprietà privata · presa di posizione contro le ingiustizie e lo sfruttamento della classe operaia · difesa della dignità del lavoro umano contro la sua mercificazione · richiamo dello stato a intervenire in favore dei cittadini più deboli e della classe sociale più debole · consenso al sorgere dell associazionismo operaio merito imperituro dell enciclica è · l avere individuato con lucidità le nuove realtà del mondo contemporaneo i grandi problemi originati dalla rivoluzione industriale · l avere superato la rassegnazione rinunciataria di una certa parte del mondo cattolico troppo rivolto al ciefoh e troppo poco curantesi della terra a favore di un intervento energico e responsabile in favore delle categorie più deboli e in difesa della giustizia e della libertà vera tutte le encicliche e i pronunciamenti del magistero seguenti fanno riferimento a essa non tanto come filiazioni ma a nostro avviso come evoluzione e ri-attualizzazione dei concetti fondamentali in essa espressi e riproponentisi in situazioni storiche nel frattempo divenute differenti i suoi temi fondamentali vengono così aggiornati e dal nucleo valoriale in essa espresso su un tema si sviluppa la nuova proposta di risoluzione di uno stesso problema evolutosi nel tempo in forme e modi differenti pur rimanendo intatta la sostanza di esso 11 -

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per tutti prendiamo qui ad esempio la difesa della dignità del lavoro umano contro la sua mercificazione tema di grande attualità anche ai nostri giorni la rerum novarum parla di complementarietà di capitale e lavoron tra i doveri principali del padronen mette al primo posto quello di dare a ciascuno il giusto salario n e attribuisce allo stato il compito di tutelare il lavoratore auspicando che non solo vigili sulla determinazione di un giusto salarion ma anche che chi governa la cosa pubblica si interessi delr operaio jacendo in modo che egli partecipi in qualche misura di quella ricchezza che producen la quadragesimo anno riprende e sviluppa tali concetti di base e trattando della giusta ripartizione delle ricchezzen ridefinisce il concetto di giusto salario problematica ritenuta da leone xill di grande importanza 10 perviene ad affermare che sia cosa più prudente che per quanto è possibile il contratto di lavoro venga temperato alquanto con elementi tratti dal contratto di società come già si è cominciato a fare in diverse maniere con non poco vantaggio degli operai stessi e dei padroni così gli operai e gli impiegati diventano cointeressati o nella proprietà o new amministrazione o compartecipi in certa misura dei profitti ricavati 11 · e con quell inciso come già si è cominciato afare in diverse maniere pensava forse il papa all azione di don luigi sturzo che di questa affermazione fatta nel 1931 si può considerare un precursore non sappiamo sta di fatto però che in un suo discorso tenuto a milano il l o ottobre 1920 in antitesi al conciliarismo rivoluzionario gramsciano il nostro parla già della trasformazione dei rapporti di lavoro e per reliminazione del salariaton 12 e in seguito si prodigherà anche per mezzo del partito popolare da lui fondato per pervenire alla trasformazione del salariato in collaboratore cointeressato allo sviluppo dell azienda.13 leone xlli rerum novarum 34 pio xi quadragesùnoanno 72 12 ungi sturzo crisi economica e crisi politica in opera omnia serie ii vol iii pp 154155 13 con un di segno di legge presentato alla camera dei deputati l 8 febbraio 1921 e ripresentato nel giugno dello stesso anno nel congresso di torino del ppi dell aprile 1923 tale proposta verrà ripresa e resterà punto rilevante del suo programma e della sua azione politico-sociale 11 10 12-

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ancora oggi sia l intuizione sturziana sia le affermazioni di leone xiii e pio xi conservano attualità e attuabilità e purtroppo attendono attuazione benché siano state ribadite dal beato 14 giovanni paolo ii che ha riaffermato le proposte riguardanti la comproprietà dei mezzi di lavoro7 la partecipazione dei lavoratori alla gestione e/o ai profitti de/fimpresa il cosiddetto azionariato del lavoro e simili 15 e nonostante anche benedetto xvi abbia recentemente enunciato il principio che è un fatto che si va diffondendo sempre più il convincimento in base al quale la gestione dell 7 impresa non può tenere conto degli interessi dei soli proprietari della stessa7 ma deve anche farsi carico di tutte le altre categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dell 7 impresa i lavoratori7 i clienti7 i fornitori dei vari fattori di produzione7 la comunità di riferimento 16 la problematica della cosiddetta uproperty in job77 17 ancora in discussione ed ancora in attesa di attuazione non è altro che uno dei frutti della rerum novarum la cui linfa vitale attraverso le encicliche seguenti da essa germinata ha fatto sbocciare questo fiore che ancora non è divenuto un frutto maturo da potere cogliere per gustarne la dolcezza e ciò non certamente a causa del terreno o della pianta ma per colpa del clima esterno che è ancora troppo freddo di fronte a tale realizzazione tale frutto non è l unico scaturito dall humus del vangelo su cui è impiantata la dottrina sociale della chiesa e che con altri si attende arrivi a poter essere maturo abbastanza per essere consumato da tutti i destinatari esso proviene da quel tronco ormai più che secolare che però è sempreverde e di cui oggi celebriamo i primi 120 anni con la coscienza che poiché per dio mille anni sono come un giorno 18 esso non solo unon li dimostra ma sembra essere un tenero virgulto un germoglio che noi cattolici dobbiamo salvaguardare dalle insidie esterne alla chiesa e che per progredire e sviluppare ha bisogno di essere irrorato dal nostro sudore dalle nostre lacrime se necessario dal nostro sangue 14 non certo a caso beatificato il l o maggio 2011 festa dei lavoratori e per la chiesa di s giuseppe artigiano 15 giovanni paolo il laborem exercens homo 14 16 benedetto xvi caritas in veritate p 63 17 v d alfio spampinato l economia senza etica è diseconomia il sole 24 ore milano 2005 ii ed pp 53-55 18 salmo 90,4 2 pt 3,8 13 -

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