La DC non sarebbe scomparsa se avesse seguito il pensiero sturziano

 

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La DC non sarebbe scomparsa se avesse seguito il pensiero sturziano

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giovanni palladino scomparsa la d.c non sarebbe se avesse seguito il pensiero sturziano

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giovanni palladino ia d.c non sarebbe scomparsa · se avesse seguito il pensiero stijrziano

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indice 1 l enciclica rerum novar.um del 1891 una magna charta ignorata dai cattolici ············ pag 3 2 lo scudo crociato del partito popolare italiano fu proposto da don sturzo in funzione antistatalista pag 4 3 il successo del p.pj alle elezioni del 1919 impedÌ ai socialisti di conquistare il potere .· ·.·.· · pag 5 4 se giolitti avesse ascoltato don sturzo forse mussolini non sarebbe andato al potere pag 5 5 nel 1924 don sturzo fu costretto all esilio e riuscÌ cosÌ a vivere per altri 35 anni lasciandoci un grande patrimonio di buona cultura ····.···.· pag 6 6 la d.c nacque a caltanisse ita nel 1943 su iniziativa di un gruppo di ex-popolari siciliani ·.· pag 7 7 la prima lettera di de gasperi a sturzo ···· pag 7 8 sono il capo di un partito disciolto ma voi non perdete mai il contatto con gli ideali pag 9 9 una deformazione culturale non le esigenze storiche portÒ la d.c verso l aperturaa sinistra ·.· pag 11 10 enrico mattei piÙ dannoso di benito mussolini .· ·.· pag 12 11 ciriaco de mita si difende e 15 anni dopo si scusa .· pag 13 12 un vecchio rimbambito dal soggiorno negli stati uniti · · ·.·· ·· ···.·.· ·.···.·.· pag 14 13 non poteva che finire isolato dalla d.c ···· · · pag 15 14 È possibile ripartire dal popolarismo sturziano · pag 15

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l l enciclica rerum novarum del 1891 una magna charta ignorata dai cattolici la d.c ha avuto due progenitori dalla vita molto breve · il movimento della democrazia cristiana nato nel1896 all interno dell opera dei congressi e dei comitati cattolici l e sciolto nel 1904 con la fine dell opera stessa su ordine di pio x che a differenza di leone xlli non vedeva con favore un impegno dei cattolici nella vita politica · il partito popolare italiano fondato nel1919 e sciolto dal fascismo nell926 leone xm parlò per la prima volta di democrazia cristiana nel 1898 in occasione di una udienza concessa a un gruppo di 2.000 pellegrini francesi non si può negare l esistenza di un movimento democratico universale che sarà secondo lo zelo che noi impiegheremo socialista o cristiano se la democrazia sarà cristiana essa darà alla vostra patria un avvenire di pace di prosperità di felicità · queste due frasi la prima a sinistra e la seconda a destra furono poi postequasi come due colonne portanti nella testata de la croce di costantino la rivista fondata nel1897 da don luigi sturzo allora solo 26enne e su questa rivista il 20 gennaio 1901 il giovane sacerdote di caltagirone dopo aver sostenuto che l enciclica rerum novarum doveva considerarsi la magna charta dei democratici cristiani di tutto il mondo affermò con grande disappunto che anche oggi per somma vergogna molti cattolici non conoscono quel prezioso documento un documento è bene ricordarlo che opponeva all ideologia marxista la via maestra dell insegnamento sociale cristiano fondato sulla centralità della persona sull importanza della responsabilità individuale dei lavoratori e della responsabilità sociale degli imprenditori sull elogio dell iniziativa privata sul rispetto della proprietà privata sulla stretta alleanza fra capitale e lavoro ossia un insegnamento del tutto diverso da quello predicato da marx l l opera fu fondata nell874 sotto il pontificato di pio ix come organizzazione dellaicato cattolico di supporto al lavoro dei parroci e dei vescovi lavoro spesso ostacolato dal mondo anticlericale n principale obiettivo dei comitati era di far rifiorire nella famiglia e nella società lo spirito cristiano n movimento della democrazia cristiana che non poteva trasformarsi in partito a livello nazionale per l esistenza del non expedit di pio ix attirò soprattutto i giovani cattolici che videro nella rerurn novarurn una svolta epocale della chiesa nell affrontare la questione sociale invece i più anziani in prevalenza di mentalità conservatrice ne furono atterriti per i cambiamenti rivoluzionari che l enciclica suggeriva formazione dei sindacati riduzione delle ore di lavoro cointeressamento dei lavoratori agli utili e al capitale delle imprese ma ciò che infiammò soprattutto i giovani cattolici fu la possibilità di avere maggior voce in capitolo a livello locale non potendo averla a livello nazionale a causa del non expedit fu così che in quegli anni nacque in don sturzo la passione per il municipalismo diritto alla piena autonomia degli enti locali da opporre al centralismo frenante e soffocante dello stato 3-

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ebbene come ho detto ~el1901 don sturzo definì somma vergogna il fatto che molti cattolici ancora non conoscessero la rerum novarum e quindi non la apprezzassero per attuarne gli insegnamenti lui invece lo fece con crescente successo nel1899la lista civica sostenuta dal movimento della democrazia cristiana ottenne 4 seggi su 40 alle elezioni comunali di caltagirone ne11902 ottenne 9 seggi su 40 e ne11905 conquistò la maggioranza assoluta con 32 seggi su 40 tanto da portare don sturzo alla guida amministrativa del comune con la carica di pro-sindaco a partire dal1905 ruolo che mantenne per ben 15 anni grazie ai buoni risultati che produceva e se qualcuno gli faceva i complimenti rispondeva spesso non è farina del mio sacco devo tutto al vangelo e alla rerum novarum 2 lo scudo crociato del partito popolare italiano fu proposto da don sturzo in funzione antistatalista in breve la sua fama varcò i confini della sicilia anche perché fu nominato dapprima vice presidente dell anci e poi segretario generale dell azione cattolica sotto il pontificato di benedetto xv il quale decise di abolire il non expedit di pio ix i cattolici potevano finalmente impegnarsi nella vita politica anche a livello nazionale i118 gennaio 1919 don sturzo potè così lanciare il famoso appello a tutti gli uomini liberi e forti per la fondazione del partito popolare italiano di cui divenne segretario politico e interessante sottolineare un fatto strategico di grande importanza per il fondatore del p.pj lo scudo crociato simbolo dei comuni medioevali nelle loro lotte contro gli invasori stranieri con dentro la parola libertas fu scelto da don sturzo come distintivo del nuovo partito per indicare sono sue parole la profonda aspirazione di libertà contro il centralismo e l oppressione statale soffocatrice di ogni energia nuova di ogni tentativo di vita vissuta nella febbre della moderna società e non ultimo elemento provocatore dell immane fenomeno della guerra lo scudo crociato era quindi visto dal fondatore del p.pj in funzione antistatalista e a difesa delle autonomie locali lo stesso simbolo fu mantenuto dalla d.c ma il suo profondo significato strategico sarebbe stato poi dimenticato dai democristiani con l apertura delle porte allo statalismo i capisaldi del programma politico del p.p.i furono indicati nel famoso appello rivolto a tutti gli uomini liberi e forti · realizzare uniti gli ideali di giustizia e di libertà · allontanare ogni pericolo di nuove guerre · sostituire a uno stato accentratore uno stato veramente popolare che riconosca i limiti della sua attività che rispetti la famiglia le autonomie lo-4-

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· · · · · · · · cali e la responsabilità individuale e che incoraggi le iniziative private introdurre il suffragio universale quindi con il voto anche alle donne riformare la burocrazia e gli ordinamenti giudiziari semplificare la legislazione riformare gli enti provinciali e realizzare il più largo decentramento nelle unità regionali garantire la libertà religiosa e la libertà d insegnamento senza monopoli statali sostituire la lotta fra le classi con una forte collaborazione sociale realizzare con urgenza le riforme nel campo della previdenza e dell assistenza sociale nella legislazione del lavoro nella formazione e tutela della piccola proprietà tutte riforme tese a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori incrementare le forze economiche del paese attraverso l aumento della produzione la riforma doganale e tributaria lo sviluppo della marina mercantile la soluzione del problema del mezzogiorno la riforma della scuola e la lotta contro l analfabetismo 3 il successo del p.p.i alle elezioni del 1919 impedÌ ai socialisti di conquistare il potere alle elezioni politiche del16 novembre 1919 il p.p.i ottenne il20,5 dei voti e 99 seggi fmendo secondo alle spalle del partito socialista di turati 32,3 e 156 seggi n risultato delle elezioni fu una sorpresa perché nessuno previde il grande successo che ebbero i socialisti e i popolari successo che portò i vecchi partiti costituzionali i liberali i democratici e i radicali a passare da 380 seggi 73,7 a 209 seggi 41,1 questi partiti desideravano mantenere lo status quo mentre i socialisti e i popolari volevano profonde trasformazioni sociali ed economiche i primi in senso statalista e i secondi nel pieno rispetto della proprietà privata e deli iniziativa privata il successo del ppi impe

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fatti nell autunno del 1920 il p.p.i presentò a giolitti un disegno di legge sull azionariato operaio che mirava a cointeressare i lavoratori agli utili e al capitale delle imprese per porre fine alla lunga stagione di scioperi che stavano impedendo la ripresa dell economia italiana ma giolitti rifiutò il progetto sturziano e fece passare ali esame d eli apposita commissione parlamentare il disegno di legge bolscevico come lo definì sturzo dei socialisti di turati il quale accettò -come condizione per ricevere questa luce verde da giolitti di porre fine al più lungo periodo di scioperi mai avuto in italia il progetto socialista mirava al completo controllo operaio delle imprese anziché a una stretta alleanza fra capitale e lavoro come auspicato nel1891 dalla rerum novarum i capitalisti dell epoca furono talmente allarmati da questa luce verde concessa dal governo giolitti che iniziarono a fmanziare lo squattrinato mussolini un ex-socialista che ora prometteva di difendere i padroni dall assalto bolscevico se giolitti avesse invece favorito la proposta moderata del p .pl forse il fascismo sarebbe rimasto per sempre in fasce ossia un partito da prefisso telefonico come in effetti era nel 1920 5 nel 1924 sturzo fu costretto all esilio per 22 anni e riuscÌ cosÌ a vivere per altri 35 anni lasciandoci un grande patrimonio di buona cultura nell aprile del1921 cadde anche il governo giolitti il parlamento fu sciolto e in maggio si tornò alle urne n p.p1 partecipò così alla sua seconda prova elettorale in meno di due anni e ottenne più voti da 1.167.354 a 1.347 .305 e 8 seggi in più da 99 a 107 ma il panorama politico si complicò giolitti non raggiunse gli scopi per i quali aveva indetto le elezioni poiché non ottenne la maggioranza forte in cui sperava i partiti costituzionali ebbero qualche deputato in più ma vi erano dissensi fra i gruppi della vecchia coalizione di governo con una debole maggioranza e una forte opposizione giolitti capì che non poteva tornare per l ennesima volta al governo del paese così dall estate dell921 all autunno del1922 iniziò quella veloce agonia della democrazia parlamentare che portò alla marcia su roma e al fascismo altrettanto veloce fu poi il destino politico di don sturzo alla guida del p.p.i egli capi subito che con mussolini il metodo della libertà non avrebbe potuto funzionare in pochi mesi divenne il più duro avversario del duce e nell aprile del 1923 al congresso di torino convinse i popolari a uscire dal governo mussolini bollò il suo intervento come il discorso di un nemico e tre mesi dopo la santa sede obbligò don sturzo ad abbandonare la guida del partito per non compromettere i rapporti fra il governo e il vaticano ormai propenso a trovare una soluzione all annosa questione romana assassinati matteotti e don minzoni n eli estate del1924 si temette che la prossima vittima potesse essere don sturzo di qui la decisione di pio xi di -6-

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consegnare un passaporto diplomatico al sacerdote siciliano così il24 ottobre di quell anno iniziò un sofferto esilio che f inì ben 22 anni dopo ma questi furono anche i preziosi anni durante i quali don sturzo continuò a combattere in piena libertà per i suoi ideali e potè scrivere i libri più importanti della sua opera omnia vedi il portale dell istituto luigi sturzo wwwjuigisturzojt un patrimonio di buona cultura che oggi forse non avremmo se fosse rimasto in italia sotto la spada di damocle di qualche fanatico fascista n p.pl passato sotto la guida di de gasperi fu poi sciolto dal fascismo nel 1926 n popolarismo sturziano in uno dei periodi più turbolenti per l italia non ebbe così alcuna possibilità di passare dalla carta dell appello ai liberi e forti alla realtà della vita 6 la d.c nacque a caltanissetta nel 1943 su iniziativa di un gruppo di ex-popolari siciliani la sicilia fu la prima regione italiana a essere liberata dagli alleati nel luglio del1943 e fu quindi anche la prima a vedere uscire dalle catacombe gli uomini rimasti fedeli a luigi sturzo n primo nucleo di ex-popolari che subito decisero di chiamarsi democristiani si formò a caltanissetta intorno a salvatore aldisio a gaetano averna e a giuseppe alessi che sarebbe poi diventato il primo presidente della regione siciliana don sturzo ne fu subito informato e per lui fu la più bella notizia dal giorno della partenza per l esilio altri nuclei si formarono a palermo con bernardo mattarella a caltagirone con giuseppe spataro e mario scelba a napoli con giulio rodinò tutti vedevano in don sturzo il capo e la guida e ne auspicavano il veloce ritorno in italia come testimoniato dalle tante lettere a lui inviate sin dal settembre 1943 ma sturzo fece subito capire che non aveva alcuna intenzione di riprendere il ruolo di leader ed era consapevole che il suo ritorno non sarebbe stato immediato 7 la prima lettera di de gas peri a sturzo roma fu liberata nel giugno del 1944 ed ecco che potè fmalmente riprendere anche il contatto con de gasperi ospitato per tanti anni in un luogo sicuro come la libreria-biblioteca del vaticano la sua prima lettera a don sturzo era datata 15 giugno 1944 ecco un brano significativo ti ho letto e ascoltato alla radio con intensa commozione e gratitudine per gli incoraggiamenti che ci dai e per il contributo prezioso che offri al paese ed è da tutti riconosciuto tu sei più che mai il nostro maestro e donno più che mai desiderato e acclamato qui nell italia liberata mi fu detto che ti fu già trasmesso il desiderio ardente del tuo ritorno anch io lo invoco benché non mi nasconda che tu possa essere utilissimo costì e forse lo saresti ancora più a londra io avrei bisogno del tuo consiglio in -7-

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moltissime e gravi questioni tutto oggi è ancora in flusso perfino il nome del partito e sono· ben lieto che tu approvi l epiteto d.c che io ho provvisoriamente scelto per venire incontro ai giovani che non hanno vissuto le battaglie popolari e per ottenere così la fusione delle due generazioni dovetti passar sopra alle preferenze dei più prossimi collaboratori come spataro e scelba e in verità nel periodo cospiratorio ho dovuto esercitare una dittatura morale che la bontà degli amici mi ha riconosciuto · per il partito non ho che una preoccupazione la questione istituzionale ci può dividere e già ora qui si coagulano centri cattolici-monarchici con l appoggio dei vescovi benché io abbia resistito e conservato la tregua tra gli uni e gli altri contro lo zelo repubblicano di qualche amico anche autorevole saremo capaci di dar vita a una repubblica veramente libera e democratica questo è il dubbio che mi tormenta e lo spettacolo dei dissensi dei nostri partiti mi angoscia ····· per ora ti basti l espressione più fraterna della mia devozione l accorato desiderio dei tuoi consigli il senso di conforto d esserci trovati d accordo nonostante le distanze di tempo e di luogo la gratitudine per l opera tua quindi l ultimo segretario politico del p.pl manifesta grande stima affetto e devozione per l anziano fondatore del partito e sa che tutti gli ex popolari vorrebbero don sturzo alla guida della d.c ma de gasperi sarà l unico a sostenere che forse sarebbe stato meglio per l italia che il sacerdote di caltagirone avesse continuato a svolgere il prezioso lavoro di ambasciatore a new york o meglio a londra nella lettera si nota che de gasperi si autodefinisce per il momento dittatore morale della d .c e quindi ambisce a diventarne il capo effettivo È poi preoccupato per i continui dissidi all interno del c.l.n e non poteva che essere così data la grande diversità delle posizioni ideologiche fra i partiti che lo componevano e teme una frattura nella d.c fra i sostenitori della monarchia e i sostenitori della repubblica in vista del prossimo referendum era noto che don sturzo fosse a favore della repubblica e questo fu il vero motivo che poi ritardò di un anno il suo ritorno in italia il suo desiderio di vedere la fme della monarchia non coincideva con quello di pio xii che temeva di vedere i comunisti al potere con l arrivo della repubblica le prime elezioni politiche del 2 giugno 1946 videro la d.c in testa con il37 ,2 dei voti ma i due partiti socialcomunisti separati ottennero i120,7 p.s.i e il18,7 p.cl quindi uniti avrebbero potuto superare la d.c la bravura di de gasperi fu di superare tanti pericoli e ostacoli nel periodo antecedente all8 aprile 1948 e si guadagnò così la stima di tutti i democratici e l ostilità dei socialcomunisti da lui espulsi dal governo una volta superata l alleanza obbligata nel periodo del cl.n nel frattempo don sturzo da new york continuava a lavorare per l italia come aveva sempre fatto per tutto il periodo del suo esilio e contribuirà a sconfiggere il movimento separatista in sicilia facendo 8-

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accelerare la nascita della regione siciliana il cui statuto speciale fu praticamente scritto dallo stesso sturzo nella sua piccola stanza di brooklyn 8 sono il capo di un partito disciolto ma voi non perdete mai il contatto con gli ideali il 6 settembre 1946 don sturzo approdò di nuovo in italia dopo 22 anni di esilio trascorsi a londra 1924 1940 e negli stati uniti dapprima a jacksonville in florida 1941 1944 e poi a new york 1944 -1946 ad accoglierlo al porto di napoli vi era una folla di ex-popolari tranne de gasperi trattenuto a roma da impegni di governo grazie all interessamento di mario scelba e di igino giordani sturzo trovò accoglienza a roma presso il convento delle suore canossiane e lì rimase per 13 anni sino alla morte due settimane dopo il 20 settembre i membri del consiglio nazionale della d.c gli fecero visita ecco alcuni brani del messaggio di saluto di adone zoli che fa capire in quale considerazione l anziano sacerdote 75 anni fosse tenuto per 22 anni ti abbiamo sentito vicino commossi a ogni notizia di quanto tu facevi per servire l idea democratica all estero e gli italiani profughi della libertà th incarnasti allora come incarni ora la democrazia quale idea di un regime di popolo e per il popolo sostenuto dall elevazione morale secondo il magistero cristiano eri ambasciatore ideale dell italia eterna e testimoniavi con tenacia in faccia al mondo la potenza dell idea democratica cristiana negli anni della dittatura nella tua persona il movimento che è confluito nel nostro partito si ricongiunge idealmente al partito popolare e più indietro negli anni alla passione sociale della prima dc attraverso cui i cattolici d italia si adoperarono a riconciliare il mondo del lavoro con tutte le classi mediante un piano di riforme ispirate alle esigenze di giustizia e solidarietà portate dal vangelo vorremmo che anche gli altri popoli i quali rendono omaggio alla tua dirittura e hanno tratto lezioni dalla tua intelligenza vedessero nel nostro popolo quello che tu simboleggi una concezione profondamente morale della vita politica e sociale a servizio dell uomo e a tutela della sua dignitÀ in una convivenza di classi e di popoli nazionali collegati don sturzo fu subito sollecitato da molti a ritornare alla vita politica attiva mentre era ancora a new york da alcuni fu addirittura indicato come papabile alla presidenza della repubblica ma lui manteneva ben fermi i piedi per terra e si riteneva ormai solo il capo di un partito disciolto tuttavia non aveva alcuna intenzione di isolarsi e di stare in silenzio poteva ancora fungere da guida -9-

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morale dei democristiani lo fece capire nella risposta al messaggio di saluto di zoli c è qualcosa che dipende da voi e qualcosa che dipende dagli eventi da voi dipende la fermezza nei principi e la fedeltà allo spirito della democrazia cristiana che deve vivificare tutta la vostra azione politica e sociale non mirate al puro successo materiale quando vi sono ostacoli vanno prese iniziative per irrobustire io spirito al di sopra degli elementi tecnici e pratici della vita politica su questo punto occorre rifarsi al vangelo che ci ammonisce di essere distaccati dai mezzi materiali non per schivare il lavoro con una fiducia passiva nella provvidenza ma per non perdere mai il contatto con gli ideali cercate il regno di dio e il resto vi sarà dato dice il vangelo gli ideali su cui fondare ogni sana azione politica sono la giustizia e la libertà giustizia e libertà sono gli ideali della democrazia cristiana e il18 ottobre 1946 in uno dei suoi primi articoli ne scriverà circa 1.000 in 13 anni egli sosteneva l democrazia cristiana ha un compito di eccezionale importanza in tutta l europa ma occorre che prenda coscienza della sua funzione di centro fra la reazione e la rivoluzione bisogna che sul terreno pratico non tema di essere ardita nel rivendicare i diritti del lavoro e di avere allo stesso tempo il coraggio di far rispettare i limiti della giustizia individuale e sociale non si faccia trascinare da improvvisazioni economiche come quelle delle nazionalizzazioni che sappia resistere alla demagogia di sinistra e sappia rompere la resistenza degli egoismi in tutti i settori ····· la lotta contro gli egoismi individuali nazionalistici di classe di razza è la lotta cristiana è la nostra lotta ma nei due anni successivi la vera lotta fu contro il pericolo che l italia finisse dall altra parte ossia nel regime della cortina di ferro sotto l influenza di stalin tutti diedero un grande contributo primo fra tutti luigi gedda con i suoi comitati civici che fecero la vera differenza 1118 aprile 1948 il pericolo fu evitato la d.c ottenne il48 dei voti e l italia entrò nel ristretto numero solo 31 dei paesi con l economia libera tutti gli altri rimasero per decenni nelle mani di dittatori rossi e neri in un sistema da sviluppo zero de gasperi non ebbe vita facile bisognava ricostruire il paese e gli appetiti erano tanti tra il1946 e il1953 fu alla guida di ben 7 governi con ministri d.c in prevalenza ex-popolari e con uomini eccezionali nei posti-chiave come luigi einaudi alla banca d italia ed epicarmo corbino al ministero del tesoro la lira dal baratro in cui era caduta nel dopoguerra riuscì a ottenere l oscar delle monete nel1960 grazie al risanamento finanziario conseguito nel decennio de gasperi cadde per soli 40.000 voti sulla sua giusta proposta di cambiare il sistema elettorale da proporzionale a maggioritario proposta bollata come 10-

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legge truffa dai social comunisti per assicurare più stabilità al governo del paese purtroppo fu sconfitto su un idea che avrebbe potuto cambiare in meglio la politica italiana i rapporti di de gasperi con don sturzo nominato senatore a vita nel1952 per i suoi alti meriti non furono sempre idilliaci io sono nella trincea del governo mentre sturzo si trova nel paradiso del convento delle canossiane e non sa quanti problemi devo affrontare ogni giorno ma i due furono sempre legati da grande amicizia e affetto ho tre controllori diceva de gasperi la camera il senato e don sturzo tante erano frequenti le telefonate fra i due ex-segretari politici del p.p.i 9 una deformazione culturale non le esigenze storiche portÒ la d.c verso l apertura a sinistra purtroppo finita la promettente era di de gasperi fu poi la demagogia di sinistra a prevalere nel partito come ha potuto la d.c cadere in questa trappola quale è stata la vera causa della sua scomparsa nel 1993 all origine della deviazione vi è stato il mancato ascolto di un prezioso consiglio di don sturzo occorre rifarsi al vangelo per non perdere mai il contatto con gli ideali ·· giustizia e libertà sono gli ideali della democrazia cristiana ma il contatto con gli ideali diventa difficile quando la politica entra troppo a diretto contatto con l economia n fondatore del p.p.i fu sempre contrario allo stato accentratore non solo per il pericolo di soffocare la vitalità delle autonomie locali ma anche per le grandi tentazioni che sorgono con l afflusso di troppo denaro e potere nelle mani pubbliche di qui la sua grande avversione per lo stato imprenditore e per lo stato banchiere perché quanto più l economia è gestita dallo stato tanto più la politica corrompe e si corrompe con gravi danni per il settore delle imprese private che per funzionare bene hanno bisogno di uno stato che faccia solo l arbitro e non anche il giocatore per don sturzo uno stato che avesse voluto ricoprire entrambi i ruoli avrebbe finito per fare male sia l arbitro che il giocatore fu quindi un grave errore ritenere che giustizia e libertà si potessero comprare con l apertura a sinistra cioè con l apertura a tante idee socialiste e stataliste che avrebbero portato a un intreccio immorale tra politica ed economia venne a mancare nella d.c quel soffio etico religioso che sarebbe dovuto essere sempre presente in chi aveva accettato l onore e si era assunto l onere di fare politica in un partito che si definiva cristiano ai soldi immorali provenienti da mosca immorali per la fonte e per le finalità del loro uso e alle fallimentari ricette socialcomuniste i democristiani avrebbero dovuto rispondere con il sano linguaggio di una politica fondata sui va 11 -

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lori cristiani e liberali risposero invece con i soldi spremuti illegalmente alle imprese pubbliche e private per poi appiattirsi ironia della sorte sulla giurassica cultura marxista che la dottrina sociale della chiesa sin dal1891 aveva condannato in modo molto chiaro e definitivo l amara verità è che la d.c ha preferito agire con la falsa forza del denaro preso illegalmente piuttosto che con la vera forza del suo prezioso patrimonio ideale e culturale nato con il popolarismo sturziano falsa forza del denaro con cui si sono poi comprate le dannose idee socialcomuniste che ponevano al centro di tutto lo stato imprenditore e il duro conflitto sociale fra capitale e lavoro tanto da creare in italia per almeno tre decenni una vera e propria sindacatocrazia e scioperomania ll 10 giugno 1954 quando de gasperi era già stato liquidato dali ala sinistra della d.c don sturzo scrisse su ll giornale d italia un profetico articolo dal titolo i pericoli per l unità dei cattolici ecco un brano illuminante una deformazione culturale marxista è penetrata nella mente di molti e il linguaggio anti-borghese che si trova su fogli e foglietti cattolici l antitesi proletariato e borghesia è di marca marxista non era mai penetrata fra i cattolici che dai tempi della rerum novarum hanno sempre sostenuto la struttura interclassista della società come teoria eminentemente cristiana fondata sulla natura l unica teoria che può comportare l esercizio delle libertà nella società civile e politica pertanto certi cattolici dovrebbero finirla con il vagheggiare una specie di marxismo spurio buttando via come ciarpame l insegnamento cattolico-sociale della cooperazione fra le classi e invocando un socialismo nel quale i cattolici perderebbero la loro personalità e la loro efficienza fra i democristiani i sostenitori dell apertura a sinistra in minoranza rispetto alla maggioranza moderata della base del partito ritenevano che la svolta fosse inevitabile per continuare a governare e che fosse un esigenza storica il matrimonio fra la cultura sociale cristiana e la cultura socialista ma don sturzo indicando la positiva esperienza del governo adenauer in germania era convinto che le due culture non fossero coniugabili e diceva ai democristiani siate voi stessi invece di guardare a destra o a sinistra attingete al vostro prezioso patrimonio culturale un patrimonio moderno e moderato non cedete alle chimere dello statalismo e delle nazionalizzazioni mantenete ben ferma la barra al centro e lavorate per fare avvicinare al centro le ali estreme dello schieramento politico 10 enrico matte piÙ dannoso di benito mussolini rivelo una profezia sturziana confidatami da mio padre che dall956 sino alla morte del sacerdote siciliano avvenuta 1 8 agosto 1959 fu il suo più stretto 12-

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collaboratore e fu da lui nominato direttore scientifico dell istituto luigi sturzo i loro incontri erano quasi giornalieri e ogni articolo che don sturzo scriveva veniva sottoposto a mio padre per un parere prima di essere pubblicato una sera mio padre fece un rilievo critico sull ennesimo attacco al presidente dell eni enrico mattei negli ultimi mesi lei ha già scritto diversi articoli su questo argomento ora sarebbe meglio attenuare i toni della polemica il combattivo prete con un gesto che mio padre non gli aveva mai visto fare battè con energia il pugno sul tavolo e rispose no non cambio neppure una virgola perché si ricordi che mattei potrebbe un giorno rivelarsi più dannoso di mussolini le rovine fisiche di una guerra si possono ricostruire in ~na sola generazione ma le rovine morali causate dallo stato imprenditore con la diffusione della corruzione a tutti i livelli della società potrebbero essere curate solo dopo molte generazioni la mia critica a mattei ba innanzitutto motivazioni morali e poi anche economiche temo che l esempio di mattei che sta facendo un uso scorretto del denaro pubblico possa essere presto seguito da altri dirigenti delle imprese pubbliche e dai politici a livello locale con pesanti conseguenze per il bilancio dello stato e con un crollo della moralità nel paese 11 ciriaco de mita si difende e 15 anni dopo si scusa a don sturzo fu risparmiato il dolore di vedere il varo del primo governo moro di centro-sinistra avvenuto 4 anni dopo la sua morte e con esso la nascita dell enel che il socialista riccardo lombardi definì come il primo bastone che inseriamo fra le ruote del capitalismo italiano altri bastoni seguiranno ne fu certamente lieto giorgio la pira che negli anni 50 in polemica con don sturzo auspicava che tutta l economia italiana potesse finire un giorno sotto la gestione dello stato ma meno lieta fu la lira che dopo pochi anni iniziò la sua lunga parabola discendente come specchio fedele della pessima gestione della finanza pubblica e dell economia sempre più controllata dallo stato e indebolita dal fenomeno della corruzione fenomeno che è sempre causa di povertà morale e di danno economico per la società · non vi è dubbio che l origine dell attuale decadenza morale politica ed economica dell italia affondi le sue radici in quanto è avvenuto a partire dalla seconda metà degli anni so con l inizio della grande ascesa dello stato tutto fare ascesa di cui mattei fu il primo promotore ecco come si difendeva nel1974l on de mita ministro dell industria in seguito all ennesimo scandalo tangentizio scoppiato in quell anno il fmanziamento dei partiti è un fatto stabile una costante della vita pub 13-

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