In difesa e promozione del risparmio produttivo (una lettura attuale dell'ART.47 della Costituzione)

 

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In difesa e promozione del risparmio produttivo (una lettura attuale dell'ART.47 della Costituzione)

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marco vitale in difesa epromo ione del risparmio produttivo f alettura attuale d-l art 47 della costituzione

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marco vitale in difesa epromozione del risparmio produttivo una letiura aituale dell art 47 delia costituzione

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indice a come difendere il risparmio popolare b l vantaggi del capitalismo partecipativo pag 4 8 9 11 15 17 19 c la grande lungimiranza di don sturzo d la rerum novarum tradita e l nemici dell art 47 la sinistra e le oligarchie finanziarie f l danni del capitalismo di stato g il ruolo rivoluzionario dei fondi comuni h l indicazione di un tragitto di studio e di lavoro allegato 1 per il partecipazionismo e l azionariato del lavoro allegato 2 sui mezzi più idonei per migliorare le condizioni sociali delle classi meno abbienti e per facilitarne l elevazione nel campo sociale 11 luglio 1943 di angelo costa 20 26 34 2

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lo stato non facit homines sed recipit eos a natura san tommaso d aquino definiamo stato servile l ordinamento di una società nella quale il numero di famiglie e di individui costretti dalla legge a lavorare a beneficio di altre famiglie e altri individui è tanto grande da far sì che questo lavoro si imprima sull intera comunità come un marchio hilair belloc lo stato servile 1913 ed italiana 1993 ed liberilibri questa aristocrazia degli uomini d affari non assomiglia per nulla a quelle che l hanno preceduta io penso che considerando tutto l aristocrazia manifatturiera che vediamo svilupparsi sotto ai nostri occhi è una delle più dure mai comparse sulla terra ma è anche al contempo una delle più ristrette e meno pericolose ·e da questa parte tuttavia che gli amici della democrazia devono continuamente volgere lo sguardo con inquietudine perché se la disuguaglianza permanente delle condizioni e l aristocrazia entreranno di nuovo nel mondo si può predire che vi entreranno da quella parte alexis d tocqueville la democrazia in america 3

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a come difendere il risparmio popolare l attu a le a rt 47 della cost ituzion e e merse dalla seduta dell assemblea costituente di lunedì 19 maggio 1947 ore 15:00 l articolo elaborato dalla commissione e sottoposto all assemblea che portava il numero 44 era il seguente la repubblica tutela il risparmio disciplina coordina e controlla l esercizio del credito al testo della comm iss io n e difeso co n molta ab ilità dal presidente della stessa ruini furono presentati numerosi emendamenti tutti relativi al tema della tutela del risparmio dali inflazione e del controllo del credito tra questi un emendamento eli einaudi corbino badini confalonieri ed altri ed illustrato da einaudi che diceva aggiungere il seguente comma a tal jìne difesa del ri p arj nio è garantito il rispetto della clausola oro ma gli emendamenti tutti rifiutati e confutati con grande abilità da ruini furono o ritirati o come que llo di einaudi del quale ruini aveva dimostrato con relativa facilità la impraticabilità respinti l unico eme ndamento che passò con lievi modifiche l unico contro il quale l abilità eli ruini 1 non fu sufficiente fu quello steso e svolto da zerbi e presentato da 27 democratici cristiani 2 · l emendamento proponeva di sostituire l intero articolo ela borato dalla commissione con il seguente la repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme e favorisce l accesso del risparmio popolare all investimento reale promuovendo la diffusione della proprietà dell abitazione della proprietà diretta coltivatrice del diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese la repubblica disciplina coordina e controlla l esercizio del credito l emendamento fu illustrato in modo mo lto convincente da zerbi in esso confluiscono e si fondono la tradizione popolare della partecipazione la competenza tecnica accu mulata nella sua attività di studioso e docente di economia aziendale e la esperienza internazionale più recente che viene soprattutto dagli anni 30 e dal mondo anglosassone vale la pena quindi riprodurre i punti centrali della sua argomentazione anzi ruini pur respingendo l e mendamento di sse l ·orw reuole zerhi cbe mostra molta competenza in materia ba proposto un emendamento interessante 2 l e mendamento fu presentato d agli o norevo li zerbi malvestiti ca ppugi be lo tti balclu zzi avanzini m o rell i pat samp ietro pastore giuli o cote ll essa bianchini laura ca stelli avo li o ferrari o ce les tino g u i q u arel o de maria cocc ia pell a meda d elli castelli fi lo m ena benvenuti cleri ci baracco bovett i gortani a rca ini 4

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premessa una disamina delle ripetute distruzioni del piccolo risparmio attraverso l inflazione mentre il rispa rmio delle classi ricche per le sue stesse dimensioni e per la conoscenza che la ricca borghesia possiede delle multifonni vie di investimento e reinvestimento sa ben trovare da solo impieghi che lo difendono dalla svalutazione monetaria e ben spesso sa volgere la svalutazione 1nedesi1na a proprio vantaggio sottolineato che tutti gli altri emendamenti presentati mirano ad alzare qualche difesa per il risparmio popolare da questo fenomeno distruttivo zerbi afferma 3 senonché io ritengo che il solo mezzo che l esperienza storica ha dimostrato suficientemente efficace per difendere almeno in larga parte il contenuto economico del risparmio delle classi operaie artigiane impiegatizie pensionate insomma del piccolo risparmio popolare sia di spalancare a tale piccolo risparmio anche le porte dell investimento reale in beni strumentali sia di educare tale piccolo risparmio a tali investimenti sia di munirlo di strumenti economico giuridici nuovi o di nuove forme associative atte a redimere il risparmio popolare da quel complesso di inferiorità che finora lo ha fatto soccombente alle vicende della moneta l emendamento da noi proposto è in parte esemplificativo dopo aver impegnato la repubblica genericamente a favorire l accesso del risparmio popolare all investimento reale il nostro emendamento auspica anzitutto la diffusione della proprietà dell abitazione anche per la ristrettezza di tempo lasciata all illustrazione dell emendamento è superfluo che io indugi a richiamare le varie forme di aiuto che lo stato può predisporre per la diffusione della proprietà o della comproprietà dell abitazione l emendamento auspica poi la diffusione della proprietà diretta coltivatrice è questa una viva aspirazione di larghissime masse popolari delle nostre campagne ed io credo che noi incoraggeremmo molto efficacemente il risparmio delle nostre classi contadine quando richiamassimo nella costituzione questa loro aspirazione quale finalità sociale della repubblica il nostro emendamento vuole infine impegnare il futuro legislatore a facilitare al risparmio popolare il diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese mi si potrebbe obiettare che nessuna remora esplicita la nostra legislazione pone a che le quote del piccolo risparmio 3 conservo le sottolineature perché esse furono apposte sul testo degli atti parlamentari in mio possesso direttamente dall on ze rbi 5

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popolare abbiano libero accesso anche all investimento azionario mentre le borse valori spalancano indiscriminatamente le proprie porte a chiunque abbia danaro in cerca d impiego tutto ciò è vero ma è altrettanto vero che in concreto fattori di varia indole hanno finora operato nel nostro paese nel senso di convogliare il risparmio popolare verso gli investimenti monetari a reddito fisso ossia verso quegli impieghi che già la prima inflazione aveva largamente falcidiato di contenuto economico e che questa seconda ha ormai pressoché annichilito la scarsa competenza del singolo risparmiatore popolare a valutare serenamente i rischi tecnici ed economici connessi all investimento azionario ha costituito finora remora grave a che il risparmio popolare accedesse a questa forma d impiego capace di garantire a sufficienza contro le male conseguenze delle svalutazioni monetarie ma è soprattutto la limitata dimensione dei singoli risparmi personali o familiari la quale in linea di fatto non suole consentire all operaio all artigiano al pensionato e neppure al modesto impiegato od al piccolo professionista di formare un pacchetto azionario costituito da impieghi opportunamente ripartiti fra vari settori produttivi in guisa da trarne un dividendo medio suficientemente rimunerativo e non troppo variabile e da salvaguardare al tempo stesso nel suo insieme il capitale economico investito pur nelle alterne vicende di prosperità e di crisi che caratterizzano la gestione di molte imprese e che si ripercuotono sui dividendi e sui corsi dei titoli azionari noi non ignoriamo che nel nostro paese sono oggi in atto movimenti i quali tendono a diffondere il diretto investimento azionario anche presso ceti di risparmiatori fino a ieri estranei a questo tipo di investimento ce li segnala anche l inusitata attività borsistica tuttora in corso non ignoriamo che talune nostre grandi imprese specie nel nord hanno recentemente assegnato opzioni ai propri dipendenti ed attraverso queste opzioni li hanno ammessi ad un sia pure limitato investimento dei loro risparmi nella azienda stessa dove lavorano noi ci avviamo ad avere una discreta partecipazione di talune masse impiegatizie ed operaie al capitale di taluni dei nostri grandi complessi produttivi ma io ritengo che la repubblica italiana debba preoccu 6

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parsi di volgarizzare questa forma di investimento presso tutte le nostre classi popolari altincirca un secolo fa in seguito a vicende che potremmo designare come semplici ventate a paragone della catastrofica bufera che in questi ultimi anni ha squassato in italia gli investimenti monetari a reddito fisso i piccoli e medi risparmiatori inglesi afidarono la loro difesa al cosiddetto «investment trust organismo di gestione professionale del risparmio capace di attuare accorti investimenti in azioni e obbligazioni pronto a mutare tempestivamente gli investimenti medesimi in rapporto alle variabili tendenze del mercato monetario e finanziario per assicurare al risparmio stesso un optimum di sicurezza e di stabilità di contenuto economico insieme alla più alta rimunerazione possibile io credo che f investment trust possa essere molto utilmente diq uso anche nel nostro paese sia nella sua struttura tradizionale sia e soprattutto nella forma di grandi cooperative d investimento le quali in varia guisa potrebbero anche coordinare le finalità caratteristiche dell investment trust con quelle di holding popolari oppure d impiegati ed operai risparmiatori la tirannia dei pochi minuti accordatimi dal regolamento non mi consente di analizzare le concrete possibilità di fecondo sviluppo dell investimento associativo ma il chiaro intuito degli onorevoli colleghi non può non prospettare a loro gli enormi vantaggi che le classi piccolo-risparmiatrici trarrebbero dalla diq usione di investment trusts o meglio di sane cooperative d investimento capaci di educare ed avviare larga quota del risparmio popolare ad essere partecipe dei grandi complessi produttivi del paese e ad essere protetta contro le deprecatissime ma storicamente inevitabili svalutazioni attraverso un tale indiretto ed opportunamente assortito investimento reale mediante le accennate forme d investimento associativo noi diffonderemmo la piccola comproprietà dei grandi capitali industriali noi intesseremmo concreti motivi di solidarietà economica fra molti del nostro popolo ed i maggiori dei nostri complessi produttivi ed erigeremmo al tempo stesso validi strumenti di meno iniqua redistribuzione fra le varie classi sociali delle male conseguenze di future bufere monetarie per tutte queste considerazioni io ritengo che la nostra costituzione non possa ignorare l accennato problema e nella forma qui proposta o in altra più acconcia io penso debba impegnare ilfuturo legislatore alla ricerca di una sostanziale 7

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e non appena nominale difesa del risparmio popolare solo documentando con opportune leggi ed istituzioni la nostra decisa volontà di vigilare a siffatta sostanziale difesa noi potremo nuovamente esaltare quella che è stata una delle migliori caratteristiche del nostro popolo la virtù del risparmio la quale condiziona la nostra stessa rinascita economica b i vantaggi del capitalismo partecipativo dunque nel pensiero di ze rbi e de i co ll eghi prese nta to ri dell emendamento la difesa vera del risparmio popolare dalla svalutazione non la si realizza con meccanismi contrattuali di difficile tenuta e credibilità come era il caso della proposta einaudi sulla clausola oro ma dando vita ad una economia partecipativa dove il risparmio popolare si salda con gli investimenti produttivi e ciò diventa al contempo fattore di diffusione della proprietà di migliore distribuzione di redditi di educazio ne economica di maggiore responsabilità individuale e collettiva di crescita di istituzioni di investimento collettivo preposte a questa fun zione dietro quelle poche righe dell art 44 vi è dunque una visione ampia e lungimirante che viene da lontano e che guarda lontano l unica critica fondata che ruini riuscì a svolgere sull emendamento zerbi si concentrò sull uso del termine investimenti reali l onorevole zerbi che mostra molta competenza in questa materia ha proposto un emendamento interessante egli considera particolarmente il risparmio popolare e vuole incanalarne l investimento la sua proposta parla non felice mente di accesso come investimento reale e più singolarmente ancora in tre sole forme abitazione proprietà diretta coltivatrice investimento nei grandi complessi azionari del paese sono ottimi scopi ma dobbiamo limitare l incoraggiamento dello stato soltanto a queste forme di investimenti non lo credo in questo momento in cui noi avremo bisogno di chiedere anche ai piccoli risparmiatori il loro aiuto per potere con prestiti ed operazioni del tesoro salvare arginare la moneta dobbiamo noi limitarci soltanto alle tre forme d investimento indicate dall onorevole zerbi se si indicano solo determinati investimenti e si porta la luce su essi si getta la tenebra sugli altri che sono se non sconsigliati messi in un secondo piano l onorevole zerbi insiste e pone l accento sugli investimenti reali ma è opportuno in questi momenti in cui ci troviamo sotto l incubo della svalutazione della lira e si svolge 8

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sotto gli occhi nostri quella corsa agli investimenti reali che tutti sanno e che influisce sull aumento dei prezzi che la costituzione predichi e faccia come un dovere di questa specie di investimenti non disconosciamo i criteri che ispirano il proponente e che si riallacciano ad un orientamento di studi e direttive per l elevazione del popolo mediante il risparmio e la destinazione di questo ad investimenti in una casa in un pezzo di terra in un pezzo di fabbrica attraverso le azioni e una bella concezione ma non è tema costituzionale guasta la linea semplice e completa dell articolo 44 si limita a suggerire alcuni non tutti gli investimenti desiderabili e non è l invocazione ad acquistare beni reali opportuna in questi momenti ecco perché non possiamo accogliere l emendamento zerbi ma zerbi invece di controbattere si affrettò con abilità a modificare il testo proposto togliendo l esp ressione investimenti reali sì da vanificare l unica critica fondata di ruini il nuovo testo proposto fu il seguente la repubblica incoraggia e tutela il rispar m io in tutte le sue forme e favorisce l accesso del risparmio popolare alla proprietà dell abitazione alla proprietà diretta coltivatrice al diretto ed indiretto investimento azionario nei grand i complessi produttivi del paese la repubblica disciplina coordina e controlla l esercizio del credito zerbi mantenne il suo emendamento così modificato che venne approvato l art 44 proposto da zerbi diverrà poi con un piccolo riaggiustamento formale l attuale art 47 della costituzione la repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme disciplina coordina e controlla l esercizio del credito favorisce l accesso del risparmio popolare alla proprietà dell abitazione alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese c la grande lungimiranza di don sturzo l abilità oltre che la competenza di zerbi fu rono indu bbiamente rilevanti in quella occasione ma il numero di firmatari l andamento della discussio ne la posizione non così fortemente contraria come per gli altri emendamenti di ruini il deciso intervento di sostegno 9

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di taviani in rappresentanza del gruppo democristiano tutto dimostra che la proposta non fu estemporanea ma che essa era stata ben meditata e ben preparata nell ambito della democrazia cristiana ed in effetti quell emendamento veniva da lontano veniva almeno da quel convulso settembre 1920 il settembre dell occupazione delle fabbriche quello dell ul timo governo giolitti sul fronte degli industriali e della socialista fiom si stava facendo strada con l accorta regia di giolitti oltre ad un accordo economico di importanti contenuti un accordo per un provvedimento avente lo scopo di organizzare le industrie sulla base dell intervento degli operai al controllo tecnico e finanziario o all amministrazione dell azienda di fronte a questi sviluppi il consiglio nazionale del p.p.i riunitosi nei giorni culminanti dell occupazione delle fabbriche il 15 -16-17 settembre discusse una diversa risposta basata sulla diffusione della proprietà azionaria tra i lavoratori dopo una accesa discussione nel corso della quale fu sostenuta la tesi che il partito dovesse attivarsi per l i1nmediata elaboraz ione della nuova legislazione destinata a valorizzare il lavoro e a svincolar/o dalla fanna deprimente del salariato cubetti il consiglio si chiuse con un manifesto di indirizzo generale che tra l altro richiamava i poteri dello stato a sancire per legge la sollecita trasformazione della produzione industriale e agricola dall attuale formula individuale o anonima alla forma cooperativa ma subito dopo la direzione del p.p.i cioè sturzo e la cii prepararono un progetto di legge per l introduzione dell azionariato operaio il primo provvedimento in tal senso della storia italiana e che riproduco in allegato -ali l per lo sviluppo del cooperativismo industriale per riconoscere nel controllo sulla gestione il mezzo necessario per la partecipazione agli utili mentre dunque il movimento socialista era interessato ad un controllo sulla gestione e rifuggiva da ogni forma di partecipazione alla proprietà ed agli utili in quanto ciò avrebbe trasformato come diceva serrati gli operai in aiuti interessati alla gestione borghese il p.p.i di don sturzo puntava decisamente sulla partecipazione alla proprietà azionaria ed agli utili sturzo accompagnato da granchi segretario della cii e da tovini segretario del gruppo parlamentare popolare si incontrò con giolitti per chiedere che il progetto del ·dal punto di vista strettameute si11dacale esso movimento di massa dei lavo· atori si conr cluse con un successo dei la vo ratori cbe appare particolarmente n otevole se si tiene conto dell intransigente ostilità con cui gli industriali avevano accolto le rivendicaz ioni della fjom ed avevano ta 111o a lungo resistito ad esse gli operai 11letalmeccanici of!ennem il a lli aume/1 i salariali dell0-12 per le wtegorie meglio pagate e de/20 per i lavoratori non qualijìcati otlen· en ro inoltre miglioramenti mlativi alle ferie pagate aiundennità di licenz iamento ai compensi per il co/fim o e per le ore straordinarie·· ca ndeloro sto ri a d ell italia moderna vo l vlll p ag 332 feltrin elli 1978 lo

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p p i venisse affiancato al progetto governativo di matrice socialista che nel frattempo aveva già raggiunto il consenso degli industriali e della confe d erazione de l lavoro giolitti si rifiutò affermando non p osso accetta 1 il vostro progetto perché di partito anche se a e detta di gabriele de rosa giolitti dentro di sé lo preferisse all altro sul controllo delle aziende 5 d la «rerum novarum tradita ma qu ell articolo 44 ora 47 della costituzione veniva ancora da più lontano ch e da quel pio nieristico progetto di sturzo e dei popolari ch e zerbi aveva attualizzato con l esp erienza economico finanziaria maturata negli anni 30 sop rattutto nel mondo anglosassone alla quale ap ertam ente si riferì esso veniva da quelle riflessioni ed indirizzi sulla proprietà privata e sul risparmio della rerum novarum che leone xiii emanò il 15 maggio 1891 e che saranno poi così male e così poco capiti e sviluppati non solo dagli avversari ma anche dai cattolici di sinistra nei decenni successivi riletti oggi essi mostran o tutta la loro potenzialità non credo dunque di andare fu ori tema ap rendo una non breve p arentesi de dicata ad una rilettura attu ale dei p assaggi della rerum novarum» dedicati alla p roprietà ed al risparmio perché tutta l azione dei cattolici impegnati nel sociale compresa qu ella di don sturzo parte da lì 6 come tutti gli errori dei cattolici compiuti in quest area negli ultimi quarant anni derivano dal fatto di avere tradito quegli indirizzi dunque la rerum novarum premesso che la situazio ne dei proletari è tale da essere indispensabile affront arla senza indugio con opportuni provve dime nti per quanto rigu arda pro p rie tà e risparmio afferma gabriele de rosa sturzo pag 216 utet 1977 n p rogetto sul contro ll o delle azie nde fu definito in lin ea eli massima in una riuni one p resiedu ta da gio litti tra ra ppresenta nti della confi ndustri a e della cgil g io litti e mise u n decreto p e r la costitu zio ne eli una commissio ne paritetica inca rica ta de lla stesu ra del progetto eli legge l accordo fu approvato dalla fiom con 148.740 voti favorevoli 41.700 contrari e 1.059 astenuti esso fu sottoposto a refe re ndum tra gli operai in lo tta e no nosta nte l asp ra opposizione degl i ana rco sindaca listi fu app rovato a la rg hiss ima magg io ranza si g iunse così alla firm a dell accordo definitivo il l o o tto bre 1920 firrn ato a mil ano da fede rico j arach per la federazione nazio nale industrie mecca niche e me tallurgic he e da buozzi per la fiom e controfirm ato per il governo da l prefetto lusig no li così ebbe termin e il biennio rosso e le fabbriche fu rono sgomberate già nell ul tima settimana eli sette nibre il progetto eli legge pe r regola re il controll o degli operai sulla gestio ne delle imprese fu p resenta to da gio litti 1 8 febb raio 1921 all a came ra ma clecaclcle per la chiusura de ll a legisla tura dopo le elezioni del 15 maggio 1921 fu ripresentato nel giugno pochi gio rni prima del definiti vo ritiro eli giolitti 27 giugno 192 1 ma el i esso non se ne pa rlò p ill n l o ottobre 1920 nel gio rn o i11 cui fu firmato l accordo tra conficlustri a e cgil sturzo illustrò la posizio ne del p.p.i in un discorso a milano che fece dire a vilfreclo pa reto che sturzo a diffe renza degli uo mini politici italia ni d imostrava nel ca m po delle scie nze econom iche sicurezza delle dottrine della scienza nel senso preciso del termine 6 riprendo q ui pi ù sche matica me nte l a nalisi che avevo svolto in le encicliche sociali il rapporto tra cbiesa ed economia dalla ren 111 nouamm di leone xiii al ponlificato di giouann i paolo li ed l sole-24 ore 1991 11

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l il rimedio proposto dai socialisti eliminazione della proprietà privata e collettivismo va respinto perché lo scopo del lavoro il fine prossimo che si propone l artigiano è la proprietà privata è necessario sottolineare quanto feconda poteva essere questa linea di pensiero se fosse stata oggetto come non è stato di successive elaborazioni e sviluppi perché l uomo è provvidenza di se stesso egli deve dunque poter eleggere i mezzi che giudica più propri al mantenimento della sua vita non solo nel momento che passa ma pel tempo futuro · la proprietà privata è connaturata col diritto di natura dell uomo che anche sotto questo proltlo si distingue dagli animali essa è inoltre funzionale alla libertà individuale alla autonomia e continuità della famiglia c

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mente cambiato molti uomini di chiesa siano stati nel corso del secolo tra i più affascinati dai collettivismi storici 7 2 ma la proprietà richiede un uso produttivo c a questa condizione che l uomo la coltivi e le sia largo di provvide cure come è proprio di un bene che pur diviso tra gli uomini in modo diverso lasciando ciò all industria degli uomini e al giure speciale dei popoli deve essere inteso e usato da tutti con il senso religioso che si tratta di un bene comune dato da dio agli uomini come comune è la terra tutta a prescindere da come sia temporaneamente suddivisa conosceranno e sentiranno che i beni di natura e di grazia sono patrimonio comune del genere umano qui si incardina con forte radice teologica ma anche filosofica e umana il principio di solidarietà che è qualcosa di ben diverso di un generico pietismo come hanno cercato di farcelo intendere i cattivi divulgatori di questa dottrina 3 la proprietà dunque lungi dall essere abolita deve invece essere diffusa c debbono per tanto le leggi favorire questo diritto e fare in modo che cresca il più possibile il numero dei proprietari deve essere promosso il risparmio c quando l operaio riceva un salario sufficiente a mantenere se stesso e la sua famiglia in una tal quale agiatezza s egli è savio penserà agevolmente al risparmio e questo risparmio deve essere difeso c da ultimo è dovere dei ricchi di non danneggiare i piccoli risparmi dell operaio né con violenza né con frode né con usure manifeste o palliate e anche questo un fertile filone di pensiero in seguito trascurato e sul quale solo negli anni più recenti si è ricominciato a pensare ma non mi risulta nei documenti ufficiali della chiesa i lavoratori sono al contempo risparmiatori e attraverso il canale del risparmio che essi divengono proprietari e quindi tutto quello che attiene ai canali del risparmio e alla loro tutela dalle manipolazioni pubbliche e private è di diretto e primario interesse per i sostenitori di questa impostazione deve essere combattuto il monopolio della produzione e del commercio e la concentrazione delle ricchezze c l essersi in poche mani accumulata la ricchezza e largamente estesa la povertà non è tutto questo uno dei temi centrali di quella visione che chiamiamo capitalismo democratico 7 ricco materiale su questo inquietante interrogati vo ci viene forni to d all o sto ri co americano pau h oll ancler nel suo affascinante · pell egrini p olitici che affe rm a ·se si douessefare una c!as sifi:ca dei ua ri gruppi di turisti politici cbe banno assunto un atteggiamento d i riverenza uerso i leader dei sistemi collettiuist1 in base al loro g rado di credulità probabilmente le celebrità bollywoodiane e le persone legate alle ch iese si opartirebhero il primo posto alla pari 13

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