L'Ernesto - Rivista comunsita n.2 2010

 

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sommario tra atene e pomigliano 6 di andrea catone contro le politiche liberiste dell unione europea intervista a aleka papariga a cura di f maringiò le proposte del kke per trovare una soluzione alla crisi la tecnocrazia liberista della ue g bucci 10 13 23 25 26 31 40 l impossibilità di gestire l euro s amin mitologia europea j cadima crisi economica e derive autoritarie v giacché uno spettro si aggira per l europa la crisi del debito sovrano negli ultimi mesi la grande crisi capitalistica ha prodotto un nuovo terremoto in europa tutta l eurozona compresi i paesi che non hanno ancora formalmente adottato l euro ma da esso dipendono come l ungheria è stata in fibrillazione È esploso il caso greco con la minaccia di default dello stato gli altri pigs i porci nello sprezzante acronimo portogallo spagna irlanda sono anch essi sotto la spada di damocle l italia stessa col suo debito pubblico è a rischio la crisi greca note critiche sul federalismo fiscale c de fiores comunisti in giappone f maringiò dal pci al pds storia critica di un passaggio di campo 48 v gioiello grande guerra ed egemonia borghese in italia e m massucci 57 la rivolta dei bersaglieri e le giornate rosse d tromboni 62 g y ö rgy lukács un gigante del marxismo u dotti 65 il materialismo storico nella critica letteraria di sanguineti e alessandroni 67 anno xix n 2 2010 5 euro reg trib cremona n 355 ­ 12.4.2000 la crisi del debito sovrano greco è esplosa non casualmente come avevamo osservato sul numero precedente de l ernesto1 e come i comunisti greci2 e altre riviste marxiste e non solo hanno messo in luce3 dettagliatamente essa è il risultato di uno scontro interimperialistico tra capitali appartenenti ad aree valutarie contrapposte euro e dollaro l attacco speculativo contro l euro è pianificato oltre atlantico ai primi di febbraio dagli uomini di soros group sac capital greenlight capital brigade c paulson co gli hedge funds scommettono pesantemente sul deprezzamento dell euro per portarlo dai massimi raggiunti a fine 2009 il 25 novembre 2009 un euro si scambiava a 1,514 dollari alla parità col dollaro la grecia appariva l anello debole della catena il governo conservatore di costas karamanlis aveva dichiarato un deficit pubblico nettamente inferiore al 12,7 ammesso in seguito dal governo socialdemocratico di papandreu la potenziale insolvenza dello stato greco è stata il pretesto per il declassamento dei titoli di stato a spazzatura junk bond la grecia era in gran parte indebitata con banche tedesche legate al governo tede sped a.p ­ d.l 353/2003 con in l 27/02/2004 n°46 art 1 c.1 dcb-cr

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editoriale marzo giugno 2010 sco e garantite dall asse merkelkaramanlis il primo pacchetto di aiuti europei alla grecia doveva consentire alle banche tedesche di recuperare almeno in parte il proprio denaro l operazione si risolve in un ulteriore drenaggio di risorse greche e guadagni per chi presta denaro al suo debitore ad un alto tasso di interesse la condizione dell aiuto tedesco-europeo è che il governo greco vari un pacchetto di austerità e tagli alle spese sociali la ben nota ricetta lacrime e sangue cara ai risanamenti del fmi negli anni 90 in altre aree del mondo che scarica sui lavoratori e le masse popolari tutti i costi della crisi contro di esso insorgono nella prospettiva di una lotta prolungata e non come occasionale ed episodica jacquerie di protesta le masse guidate dal kke dai sindacati e le organizzazioni di massa ad esso legati quali il pame e altri un esempio pericoloso per gli altri paesi europei la crisi europea in bilico per la prima volta nella storia della ue e dell euro si è presentata la possibilità concreta di fuoriuscita di un paese dall area È un segnale forte di crisi per un processo che era stato sino ad ora una marcia trionfale di allargamento sancita con l ingresso tra il 2004 e il 2007 della stragrande maggioranza dei paesi ex socialisti europei un processo che era stato inclusivo potrebbe ora vedere un inversione di tendenza l esclusione la fuoriuscita la separazione il segnale sul piano politico e simbolico è molto forte la costruzione europea rivela nella crisi una grande fragilità la crisi accelera i m u ta mentineirappo rt itrapotenze se la grecia era l anello più debole non stanno in buone acque gli altri pigs né i nuovi arrivati nella ue dall est europa dai paesi baltici all ungheria dalla romania alla bulgaria pur non essendo ancora con la moneta unica le loro economie gravitano intorno all euro un loro fallimento avrebbe inevitabili ripercussioni su tutto il sistema euro la moneta senza stato come sottolinea samir amin in un suo articolo ospitato in questo stesso numero sotto i fuochi dell attacco d oltre atlantico si è deprezzata in pochi mesi da novembre a maggio del 20 da 1,50 a 1,20 circa e ha perso credibilità e forza contrattuale la possibilità di farne una moneta di riferimento delle transazioni internazionali in alternativa al dollaro si allontana ma è l intero progetto europeo che la crisi dell euro mette in discussione il nucleo duro franco-tedesco si è diviso la germania ha esitato a lungo prima di intervenire con un fondo di garanzia per la grecia e gli altri stati sul piano dei rapporti mondiali il peso politico ed economico della ue si riduce mentre gli usa che tra il 2008 e il 2009 con l esplosione della crisi dei mutui subprime vedevano altamente sfiduciata la propria moneta col dollaro in caduta libera segnano una loro ripresa di protagonismo e di centralità nelle relazioni mondiali siamo di fronte ad uno spostamento e riallineamento dei rapporti internazionali l occidente capitalistico è in forte crisi ma dentro questa crisi i rapporti tra usa e ue si modificano nuovamente a vantaggio degli usa la crisi accelera la ridefinizione dei rapporti economici e politici mondiali il vecchio capitalismo occidentale della cosiddetta triade usa ue giappone arretra o ristagna i reiterati e sovente ritirati annunci di ripresa sono riferiti al pil del 2009 che aveva perso a seconda dei paesi diversi punti in percentuale il che significa che si raggiungeranno i livelli precrisi solo tra diversi anni ammesso e non concesso che non vi saranno altre rovinose cadute ma i paesi emergenti del bric brasile russia india cina e di altre aree ad esempio la turchia avanzano rapidamente con ritmi di sviluppo che per i due giganti asiatici sfiorano le due cifre la cina soprattutto grazie a leve economiche statali di intervento pubblico in economia e di pianificazione ha fatto fronte alla crisi di contrazione del mercato mondiale è diventata la fabbrica del mondo sviluppando il mercato interno il centro dell economia mondiale si sposta in asia tutto il quadro internazionale è in fibrillazione interessato da questa ridislocazione dei rapporti di forza tra i grandi paesi nella grande crisi capitalistica si ridefinisce il quadro mondiale la crisi accelera questa ridefinizione il problema degli usa è come gestire la progressiva perdita di centralità nel mondo non sarà certo un operazione indolore e gli usa difenderanno con le unghie e con i denti la loro centralità e il ruolo mondiale del dollaro la presidenza obama si attrezza a questa sfida per vincere la quale non è affatto esclusa l opzione militare il contrasto germania -usa il g20 riunitosi a ottawa tra il 25 e il 27 giugno in concomitanza con il fantasma del g8 che escludendo le nuove potenze emergenti di cina india brasile non ha più senso ha visto delinearsi diverse opzioni senza che si potesse raggiungere un effettivo accordo all interno del g20 si gioca una partita su diversi tavoli e più contendenti uno è il rapporto tra ue e usa o meglio tra germania e usa quali paesi egemoni del blocco del dollaro e di quello dell euro la germania sembra ossessionata dal problema della stabilità finanziaria e del debito sovrano un emendamento costituzionale approvato nel 2009 stabilisce che dovrà portare il deficit strutturale stabilmente allo 0,35 del pil a partire dal 2016 È divenuta la paladina del rigore monetario e chiede un pressoché impossibile dimezzamento del deficit di tutti i paesi occidentali entro tre anni imponendo una politica di rigore di tagli alla spesa pubblica di compressione dei salari sulla scia di 2

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marzo giugno 2010 editoriale quanto imposto ai governi greco portoghese spagnolo italiano vi sono ragioni strutturali e non solo l infausta memoria dell iperinflazione weimariana che spingono in questa direzione la politica tedesca per molti paesi la politica richiesta dalla germania non può che portare ad una depressione col circolo vizioso del calo dei consumi interni a causa della riduzione dei salari reali e quindi di una minore domanda sul mercato con chiusura di imprese già la domanda interna di molti paesi europei è calata in misura consistente economie come quella greca e portoghese usciranno stremate da questa cura di impoverimento generale dei paesi che colpirà come in argentina non solo il proletariato ma anche le classi medie si paventa lo spettro della deflazione e della recessione ma la germania in cui a differenza degli usa il capitale industriale ha ancora un peso rilevante è tra i maggiori esportatori mondiali di merci punta alla conquista di mercati dei paesi emergenti può rischiare di comprimere la domanda interna del suo paese e dell area euro ma conta di esportare verso altre aree il rischio di default degli stati europei è invece esiziale per la germania perché la sottopone al ricatto degli usa che hanno dimostrato con l attacco all euro di poter mettere in crisi tutta la costruzione europea di cui la germania è il perno economico e da cui ha tratto e continua a trarre i maggiori vantaggi la ue attuale con la sua espansione ad est è lebensraum spazio vitale non tanto e non solo in quanto mercato di sbocco di merci e capitali quanto perché le conferisce quella dimensione e quella massa critica che sole possono consentirle una proiezione mondiale così il governo tedesco impone la propria tabella di marcia agli altri partner/subalterni europei i propri parametri come impose maastricht anche a costo di ridurre in miseria vasti strati delle popolazioni europee preferisce la stagnazione o anche la recessione rispetto al rischio di maremoti finanziari e di rovina dell euro usa ilpesodelcapi ta lefittizio diverso è il ruolo degli usa sono l economia più indebitata del pianeta e hanno perso molte posizioni nella produzione di beni il capitale industriale pesa meno del capitale bancario che produce una massa enorme di capitale fittizio vi è oggi in circolazione un immensa quantità di titoli derivati finanziari la banca dei regolamenti internazionali bri valuta l intero ammontare fittizio di questi titoli pari a 32mila miliardi di dollari il 75 dei quali oltre 24.000 miliardi è nelle mani di 5 grandi banche usa di fronte a queste cifre il cordone della bce 750 miliardi di euro per contenere la speculazione sull euro sembra più che altro un muro di cartapesta 4 negli ultimi 30 anni ben diversamente dall immediato secondo dopoguerra in cui gli usa erano i maggiori produttori mondiali la cosiddetta finanziarizzazione dell economia ha proceduto a passi da gigante gli usa sono diventati importatori netti ieri dal giappone oggi dalla cina la crescita usa può essere solo una crescita drogata dal vantaggio di avere il dollaro come valuta di transazione nel commercio mondiale per questo gli usa si sono opposti alle proposte tedesche di stretta sulle spese e controllo e tassazione delle transazioni finanziarie sotto questo aspetto vi è una notevole differenza tra la crisi attuale e quella del 29 gli usa allora ne uscirono con la guerra mondiale e con una grande produzione di massa di beni di ogni tipo erano la fabbrica del mondo avevano bisogno di mercati di sbocco per le loro merci ma oggi essi sono importatori netti hanno una capacità produttiva ridotta lo scontro tra usa e germania si è risolto a toronto in un compromesso che non vincola seriamente registrazione tribunale di cremona n 355 del 12/04/2000 bimestrale poste italiane s.p.a spedizione in a p d.l 353/2003 con in l 27/02/2004 n°46 art 1 comma 1 dcb cremona direttore responsabile ­ nicolò volpati direttore andrea catone redazione ancona ­ via monte vettore 36 e-mail redazione@lernesto.it diffusione e abbonamenti e-mail abbonamenti@lernesto.it e-mail info@lernesto.it editore cooperativa filorosso via del sale 19 cremona contributi di emiliano alessandroni samir amin gaetano bucci jorge cadima claudio de f i o res ugo dotti vladimiro giacché vittorio gioiello francesco maringiò enrico maria massucci aleka papariga delfina tromboni per la realizzazione di questo numero non è stato richiesto alcuun compenso si ringraziano pertanto tutti gli autori e collaboratori stampa fantigrafica srl ­ cremona chiuso in tipografia 30 giugno 2010 abbonamenti annuale ordinario 25 euro annuale ordinario posta prioritaria 45 euro annuale estero posta prioritaria 60 euro annuale sostenitore posta prioritaria 80 euro effettuare il versamento sul conto corrente postale n 14176226 intestato a l ernesto via del sale 19 ­ 26100 cremona issn 1971-4211 www.lernesto.it 3

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editoriale marzo giugno 2010 nessuno entrambe le frazioni dell imperialismo occidentale non sanno che fare veramente di fronte alla crisi la scelta del rigore tedesco accentua la stagnazione/recessione quella degli usa aumenta i rischi di crac globale entrambi danzano sull orlo del precipizio nella crisi si ridisegnano tra le classi irappo rt idiforzai governi europei utilizzano la crisi per ridisegnare a favore delle classi dominanti i rapporti di forza la crisi è insieme occasione e pretesto per ridurre la forza dei lavoratori i loro diritti quanto rimane dello stato assistenziale e sociale le ricette lacrime e sangue suggerite da fmi e bce e adottate dai governi greco portoghese spagnolo italiano irlandese ma anche inglese francese tedesco per non parlare di tutti gli stati ex socialisti sono basate sul taglio di salari e stipendi e il taglio delle spese sociali che significa una decurtazione del salario indiretto l allungamento dell età pensionabile o come hanno tentato in romania la decurtazione secca del 20 delle pensioni salario differito in sostanza nel tentativo di mantenere inalterato il profitto si agisce sul salario diretto indiretto differito la riduzione della massa salariale non può che comprimere la domanda di beni di consumo di massa aggravando la crisi di sovrapproduzione per alleviare la quale il capitale negli anni scorsi ha fatto ricorso all ampliamento incontrollato del credito tra settembre e ottobre 2008 col fallimento spettacolare di lehman brothers e di qualche centinaio di altre banche in particolare negli usa e in inghilterra la crisi di cui già nel 2007 si erano manifestate inquietanti avvisaglie esplode in forme catastrofiche per porvi un freno i governi dei principali paesi capitalistici occidentali intervengono stanziando miliardi a garanzia del sistema bancario È l unico serio intervento pubblico in economia ma si è trattato in forma plateale di socializzazione delle perdite trasferite attraverso lo stato sulle spalle dei cittadini e privatizzazione dei pro fitti tuttavia con l esplosione della grande bolla finanziaria è stato necessario porre un freno al ricorso al credito facile e con ciò si è ridotta la domanda di beni di consumo innescando il circolo vizioso delle crisi di sovrapproduzione le ricette lacrime e sangue adottate in europa avranno in tutta evidenza ma questo non lo nascondono più neppure i più spregiudicati responsabili dei governi occidentali ulteriori effetti recessivi tendenza reazionaria delcapi ta lismoeuropeo le misure economico-sociali adottate dai socialdemocratici papandreu e zapatero non differiscono per sostanza e durezza da quelle di altri paesi a governo liberal-conservatore o di centro-destra come è in voga definirli in alcuni casi sono anche più dure e inique indipendentemente dall etichetta di destra o di sinistra che si sono cuciti addosso i governi della ue sotto direzione tedesca indicano una chiara direzione la risposta alla grande crisi di sovrapproduzione non passa al momento per una riforma interna al sistema capitalistico per una sua qualche evoluzione come è accaduto in altre fasi di crisi nella storia del capitalismo pur mantenendo i suoi tratti essenziali in quanto modo di produzione per cui le categorie del capitale di marx ci consentono di analizzare tuttora a un secolo e mezzo di distanza i movimenti e le contraddizioni capitalistiche il capitalismo si è sviluppato in diverse forme cui hanno corrisposto diverse forme di stato e di governo lo stato capitalistico si è modellato come risultato delle lotte di classe in alcuni casi è dovuto venire a patti con il proletariato quando la lotta di classe condotta da quest ultimo è stata particolarmente intensa ed efficace ciò che si chiama comunemente welfare state è stato ottenuto/concesso gra zie ad un diverso rapporto di forze sul piano internazionale esistenza dell urss e di un blocco di paesi socialisti o in transizione verso il socialismo e interno fronti popolari resistenza antifascista grande pressione di sindacati operai gli agenti diretti del capitale e i loro rappresentanti politici ­ ma bisogna ricordare che non si dà rapporto di capitale senza che vi sia uno stato e un sistema di stati che tutela e regolamenta i rapporti sociali della proprietà capitalistica ­ non hanno imboccato rispetto all evoluzione storica del sistema capitalistico e soprattutto rispetto alle crisi di sovrapproduzione un unica e sola strada hanno modulato le loro scelte sulla base del rapporto di forza tra le classi nonché sulla base dei rapporti su scala mondiale nel xx secolo sulla base dell esito dello scontro di classe si sono prodotte quando il capitalismo non è stato rovesciato con la rivoluzione socialista ­ soluzioni diverse all interno del capitalismo stesso entro una gamma che va dalla socialdemocrazia ai fascismi e non è certo indifferente per il proletariato che passi l una o l altra soluzione ora rispetto alla crisi e al suo acuirsi in primavera con l attacco dell area del dollaro a quella dell euro le classi dirigenti europee non intendono attuare nessuna sostanziale modifica del modello economico-sociale neoliberista imboccato con la costituzione della ue accentuano anzi i suoi caratteri più antisociali e regressivi e non intendono operare neppure nel senso delle misure adottate negli anni 30 dai capitalismi europeo e usa un capitalismo monopolistico di stato per il salvataggio delle imprese industriali come fu ad esempio l istituzione dell iri quel capitalismo monopolistico si fondava sul monopolio dello stato nazionale che la mondializzazione imperialistica ha vigorosamente attaccato l unico intervento pubblico che lo stato capitalistico oggi si concede è ­ come si è detto il salvataggio delle banche private la risposta delle classi dirigenti europee 4

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marzo giugno 2010 editoriale alla più grave crisi della storia del capi talismo è l arroccamento pro t e rvo nel mantenimento del modello neoliberista e u ropeo in forma peggiorativa spazzando via i paracadute sociali ereditati dalla situazione pregressa da parte di esse non vi è allo stato attuale una proposta di ampio respiro di sviluppo strategico non c è in nessuna parte d europa una borghesia illuminata o progressiva che pensi a un nuovo modello di relazioni sociali a un nuovo compromesso sociale non vi è nessuna borghesia riformatrice e neppure riformista non vi è al di là delle denominazioni delle formazioni politiche neppure più una reale proposta socialdemocratica salvo in qualche formazione residuale o nell elaborazione di qualche sindacato un tornante della storia le conseguenze sul piano politico nonché culturale e ideologico di questa situazione non possono che essere allora di carattere reazionario alcune pesanti avvisaglie sono nell aria già da tempo l attacco ­ nell indifferenza della sinistra europea ai comunisti in diversi paesi ex socialisti quali ungheria polonia repubblica ceca romania lituania5 la sfrenata aggressione alla costituzione in italia di cui ora si chiede senza più alcun pudore lo smantellamento della prima parte dai principi agli articoli fondamentali brunetta chiede la modifica dell art 1 rifiutando che la repubblica possa fondarsi sul lavoro tremonti bombarda l articolo 41 che ha il torto di sancire che l iniziativa economica privata non debba svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza alla libertà alla dignità umana 6 per questo la lotta la resistenza che prende corpo in alcuni paesi europei oggi contro le misure imposte dalle classi dirigenti europee acquista un significato e un valore che va ben al di là della contingenza o della mera opposizione a pesanti misure economico-sociali contro le masse popolari non è solo una battaglia sul piano economico-sindacale non lo è in grecia in portogallo in spagna o in romania non lo è alla fabbrica fiat di pomigliano d arco È al contempo e indissolubilmente le gata a quella economica una battaglia politica e culturale ed è una battaglia fondamentale siamo ad una svolta ad un tornante della storia lo hanno colto con grande chiarezza e forza i compagni greci del kke che il 4 maggio hanno issato sul partenone un gigantesco striscione e quell immagine ha fatto il giro del mondo e ha dato fiato alle disperse resistenze europee con l invito ai popoli d europa a sollevarsi contro le politiche dei governi e dei monopoli È un deciso appello internazionalista nella consapevolezza che la posta in gioco delle resistenze e delle lotte oggi ancora troppo deboli frammentarie disunite in molti paesi europei è il futuro economico e politico al contempo dei popoli europei per molti anni alla fiat di pomigliano sergio marchionne amministratore delegato del gruppo fiat e di chrysler ha tentato l affondo politico con un diktat che colpiva pesantemente non solo le condizioni di lavoro turni pause per uno sfruttamento massimo della forza lavoro ma il diritto di sciopero l importanza della posta in gioco come del resto spiegavano i più lucidi intellettuali borghesi7 è stata colta con chiarezza dai dirigenti della fiom che in piena controtendenza rispetto al coro borghese e democratico pronto a sacrificare i diritti dei lavoratori sull altare di un improbabile impegno a mantenere i posti di lavoro ha condotto una battaglia sindacale e politica a un tempo rifiutandosi di firmare l accordo su cui i sindacati gialli avevano già dato il loro assenso e opponendosi alla legittimazione di una consultazione condotta tra mille pressioni padronali e sotto ricatto con una pistola puntata alla tempia il 21 giugno oltre il 36 degli operai di pomigliano deludendo tutte le aspettative padronali hanno saputo inci dere sulla scheda e nella storia del nostro paese il loro no hanno evitato che pomigliano fosse la caporetto del movimento operaio italiano dovremmo operare perché sia la sua stalingrado la crisi accelera i processi di ridislocazione dei rapporti di forza internazionali ma anche all interno dei singoli paesi la crisi determina e determinerà sempre più una situazione non statica in cui si ridisegnano i rapporti tra le classi perciò è necessario il partito comunista quale centro e motore del fronte di resistenza per generalizzare le resistenze e dare loro uno sbocco che modifichi a favore della classe operaia i rapporti di forza in caso contrario vi è la decimazione la polverizzazione la distruzione di quanto è rimasto dello stato nato dalla resistenza e un gigantesco arretramento che difficilmente nella situazione già molto arretrata in cui siamo precipitati possiamo immaginare note 1 cfr d moro la crisi del debito sovrano ue in l ernesto 1/2010 2 cfr il documento le proposte del kke per tro vare una soluzione alla crisi in questo numero de l ernesto 3 cfr in particolare f schettino crisi greca conflitto valutario e capitale speculativo in la contraddizione n 131/2010 4 cfr la contraddizione n 131/2010 p 49 5 cfr ivan melnikov l anticomunismo avvelena l europa su www.kprf.ru del 29/06/2010 tradotto e pubblicato da m gemma su http www.lernesto.it 6 sul nesso tra crisi economica e attacco alla costituzione si è svolto a roma 12 giugno il convegno promosso dall associazione marx xxi i cui atti saranno prossimamente pubblicati dalla rivista marxismo oggi cfr su questo numero l articolo di vladimiro giacché 7 eugenio scalfari ha visto nella vicenda di pomigliano uno spartiacque per la nostra storia repubblicana analogo a quello tra era precristiana e cristiana a pomigliano comincia l e poca dopo cristo in la repubblica 20 giugno 2010 5

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la crisi in europa marzo giugno 2010 oggi il movimento comunista internazionale deve affinare una strategia comune contro l imperialismo ma deve contemporaneamente avere la forza di lanciare un altro modello di sviluppo e porre quindi l attualità e la centralità del socialismo contro le politiche liberiste dell unione europea a cura di francesco maringiò la lotta del kke e del popolo greco i ntervista esclusiva a l ernestodialekapa pa riga c omunista di grecia kke segre ta riadel pa rtito leka papariga è la segretaria del kke o meglio è la segretaria generale del comitato centrale del partito comunista greco una sottolineatura questa non nominalistica ma sostanziale per un partito organizzato secondo i principi del centralismo democratico e che lavora per coniugare la necessità della pratica collegiale nella discussione e nella costruzione della linea politica centralità del cc con l esigenza di lavorare permanentemente per l unità politico-ideologica del partito dai sui dirigenti centrali a tutti i suoi militanti ma alexandra aleka papariga è anche la prima donna del panorama europeo a capo di un grande partito ed anche la prima per un periodo così lungo a guidare il kke la sua militanza politica inizia nel movimento studentesco di cui diventa subito una delle leader durante la dittatura fascista dei colonnelli decide di iscriversi al partito comunista di grecia e partecipare al movimento delle famiglie dei prigionieri politici È in questa fase che viene arrestata dal regime e reclusa per quattro mesi ma questo non affievolirà certo il suo animo risoluto e continuerà così il suo impegno e la sua militanza contro il regime fino alla sua caduta e la sua militanza comunista importante sarà anche il suo impegno nel movimento delle donne tra i fondatori della federazione delle donne greche oge ha partecipato all organizzazione di eventi inerenti l anno internazionale della donna a conferenze internazionali promosse dalla federazione mondiale delle donne democratiche ed ha scritto un libro sull emancipazione e sulla liberazione delle donne È stata eletta all unanimità segretaria del kke nel 1991 all interno di un congresso che ha visto un forte confronto nel partito con quella parte che ne chiedeva il suo scioglimento al fine di costruire un nuovo partito della sinistra questo era il vento che spirava in quasi tutta europa come del resto ci insegna la vicenda italiana in grecia invece questo confronto produsse la scissione di un pezzo che poi darà vita al synaspismos mentre il kke pur in un contesto europeo ed internazionale certo non facile intraprese la dura strada del radicamento sociale della lotta per l esistenza ed il rafforzamento di un partito rivoluzionario dal chiaro profilo politico ed ideologico e dalla natura di classe dopo quasi venti anni da quella scelta il kke è oggi un partito la cui attività non è solo centrale per le dinamiche politiche elleniche ma che ha dato un contributo decisivo per il rilancio di un coordinamento internazionale tra i partiti comunisti e con l organizzazione delle mobilitazioni in grecia contro l ue e le politiche anti-popolari ha contribuito a che quelle lotte rappresentino un punto avanzato della lotta di classe nel vecchio continente contattiamo aleka papariga nei giorni caldi degli scioperi e delle mobilitazioni sociali che trovano nel kke il principale perno organizzativo e politico da poche ore i comunisti greci hanno steso uno striscione sul muro del partenone invitando i popoli di tutta europa a ribellarsi la grecia è al centro dell attenzione da parte di tutti gli altri paesi euro 6

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marzo giugno 2010 la crisi in europa pei per la crisi che l attraversa il governo papandreu ha promesso di portare il paese fuori da questa crisi e per questo ha varato un duro piano economico qual è il tuo giudizio al riguardo e qual è l obbiettivo della lotta queste scelte messe in atto dal governo sono un vero pericolo per la vita della gente quindi l obiettivo è guadagnare tempo per poter bloccare i provvedimenti e soprattutto creare le condizioni tali per cui queste politiche vengano rovesciate noi lottiamo per cambiare i rapporti di forza e far si che si determinino le condizioni per dare vita ad un diverso modello di sviluppo credi che il popolo greco sia maturo per far proprio questo obiettivo le misure prese sono assolutamente ingiuste per i lavoratori non ci sono altre strade il popolo deve riuscire ad imporre un diverso modello di sviluppo alternativo a quello attuale per dar vita ad un corso completamente diverso in cui prevalga un progetto che tuteli gli interessi popolari non quelli della borghesia se così non dovesse essere si determinerà una situazione in cui l uscita dalla crisi che non sarà certo eterna avverrà per la grecia a scapito degli interessi popolari che saranno conseguentemente colpiti e ridimensionati per lungo tempo e a quel punto sarà dura porre rimedio a questa situazione e cosa dovrebbe fare il movimento di lotta in grecia quale il ruolo dei comunisti al suo interno non può esserci alcuna convergenza di interessi tra capitale e lavoro È giunto per tutti il momento di assumersi le proprie responsabilità per parte nostra riteniamo che ciò che è iniziato il 17 dicembre scorso con gli scioperi e le mobilitazioni deve andare avanti ed estendersi cosa credevano che la gente accettasse questo attacco ai loro diritti senza op porre resistenza noi non glielo permetteremo quanto più il movimento popolare e dei lavoratori è in grado oggi di acquisire coscienza del fatto che la propaganda sui sacrifici per evitare la bancarotta è falsa e funzionale alla cancellazione dei diritti tanto più sarà forte e meglio sarà per tutti se una parte di cittadini un po di tempo fa avesse prestato maggiore attenzione alle sollecitazioni fatte dal kke riguardo alla natura del trattato di maastricht e all ingresso della grecia nell unione europea presentata come una scelta obbligata oggi ci sarebbe una situazione di gran lunga migliore se ci avessero dato ascolto sulle previsioni che avevamo fatto già prima delle elezioni quando dicevamo che ci sarebbero stati forti attacchi alla condizione di vita e di lavoro della popolazione ed affermavamo che queste misure sarebbero state prese indistintamente sia dal pasok che da nuova democrazia come poi è avvenuto oggi tutti i lavoratori sarebbero sicuramente in un posizione di maggiore forza per poter affrontare la situazione qual è la risposta alla richiesta di lotta e mobilitazione che il kke ed il pame stanno facendo ai lavoratori greci riscontrate un seguito alle vostre proposte le lotte animate dal pame che ha svolto un azione di avanguardia importante così come le manifestazioni di massa che si sono svolte in tutto il paese hanno dimostrato che la gente è disposta a lottare hanno raccontato con fare propagandistico ed arrogante che la gente è d accordo con i provvedimenti e le misure volute dal governo così facendo non fanno altro che aprire la strada perché la lotta abbia un escalation al giorno d oggi si registra un importante aumento della coscienza di classe del popolo questi segnali ci parlano di indignazione e confusione ma la gente comune è sempre più disposta a prendere parte alle lotte resta da vedere se questa evoluzione porterà ad una maggiore radicalizzazione della coscienza politica e porterà ampi settori popolari a convergere sulle proposte di alternativa avanzate dal kke su temi quali le alleanze e la presa del potere oppure se il sistema riuscirà a tenerli sotto controllo impedendo l avvio di una politica di alternativa non può esserci alcuna convergenza di interessi tra capitale e lavoro È giunto per tutti il momento di assumersi le proprie responsabilità per parte nostra riteniamo che ciò che è iniziato il 17 dicembre scorso con gli scioperi e le mobilitazioni deve andare avanti ed estendersi e tutto questo lo ritieni possibile decisamente sia il passato che il presente ci insegnano che il capitalismo nella sua fase monopolistica assume caratteri sempre più reazionari e parassitari durante una fase di crisi come è ovvio il capitale è molto più aggressivo ma anche nella fase di sviluppo continua la sua violenza contro gli interessi popolari ed in genere osserviamo come tutte le ricadute in termini di diritti e libertà dei lavoratori non vengono mai elargite dal basso accogliendo le istanze nate dal malcontento si è sempre iniziato dall alto impiegando come strumento repressivo le classiche campagne fondate sull anticomunismo e tutto questo con la compiacenza e la tolleranza dei partiti che tutelano gli interessi borghesi che genere di politiche vengono adottate da questi partiti le attuali misure anti-sociali impie 7

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la crisi in europa marzo giugno 2010 gate sono letteralmente barbariche spingono le famiglie dei lavoratori nella disperazione il capitalismo punta a far pagare la crisi ai lavoratori e a consolidare per questa via i propri profitti questo lo vediamo bene qui da noi dove il capitale greco cerca di conservare una forte presenza nella regione il capitalismo oggi ha bisogno di prendere queste misure le politiche dei liberali e dei socialdemocratici come tutte le varie ricette che sono state sin qui prese hanno come vero obiettivo la soddisfazione dei bisogni del capitale del resto le misure imposte al popolo greco sono le stesse che si stanno adottando in tutti i paesi dell unione europea con vari pretesti queste misure sono state decise da tempo e mettono in evidenza l impasse dello sviluppo capitalistico ratori e vengono presi soldi in prestito perché così si continuano a sostenere i profitti dei soliti con i soldi dello stato la vera questione all ordine del giorno quindi diventa chi andrà in crisi la volontà del popolo o il sistema plutocratico quindi è colpa del sistema capitalistico r il capitalismo è un sistema ingiusto perché da un lato accumula crescente povertà e miseria e dall altro ricchezze favolose È un sistema che genera parassitismo e corruzione e conduce sempre alla crisi per questo motivo abbiamo bisogno di cambiamenti radicali il capitalismo non è mai stato una strada a senso unico una tappa obbligata della storia ma per invertire la rotta c è bisogno di un forte movimento popolare con un chiaro connotato di classe ed un deciso profilo politico che si batta contro i monopoli e le campagne anti-comuniste solo un movimento così radicale è in grado di garantire progressi per la popolazione e di cosa c è bisogno in alternativa una società socialista è oggi necessaria e rappresenta l unica possibilità per il popolo affinché possa godere dei frutti del proprio lavoro ed affinché le moderne conquiste della scienza e della cultura vengano impiegate a favore degli interessi di tutti e non del profitto e tutto questo richiede naturalmente la costruzione di una società socialista abbiamo bisogno di prendere lezioni di disegno per poter così tratteggiare questa nuova società alla tv italiana si è a lungo parlato di azioni violente accadute durante le manifestazioni il kke ed il pame condannano questi atti chi è il responsabile e quali sono le vostre proposte per combattere e mobilitare la gente noi proponiamo continuamente mobilitazioni ma se la gente non è convinta le lotte non possono avere luogo ciò di cui c è bisogno è un movimento organizzato dotato di un progetto con forte senso di responsabilità che non si faccia coinvolgere in scatti improvvisi e proteste cieche oggi il kke costituisce da questo punto di vista una garanzia per lo sviluppo di un movimento maturo la cui esistenza noi al tempo stesso richiediamo e difendiamo quindi prendete le distanze dagli atti di guerriglia urbana che hanno messo a ferro e fuoco atene certamente il kke condanna con forza la tragica morte di tre persone durante l assalto alla banca il governo però non ha il diritto di utilizzare queste morti per tentare di bloccare la resistenza popolare e dare corso ad un offensiva antipopolare che per il momento si riflette nelle misure promosse nel sistema di sicurezza sociale ma che è destinata a riapparire ogni tre sei o nove mesi e questo secondo le volontà della troika i principali partiti ­ ndr o quella del governo e dell unione europea ma chi trae vantaggio da questi scontri sulla base di prove e fatti concreti abbiamo più volte denunciato il dispiegarsi di una vera a propria strategia della tensione e della provocazione come è stato dimostrato il laos il partito nazionalista non si è limitato con il suo presidente in testa ad utilizzare a posteriori la notizia degli incidenti ma in qualche modo ha aspettato che accadessero per poter così cercare di far ricadere la colpa sul kke questa è una strategia chiaramente tesa a coinvolgere sia il kke che il pame in una provocazione ad hoc e perché avviene tutto questo secondo te perché sono preoccupati per l attività svolta dal partito e dal movi il deficit pubblico ed i debiti sono stati creati dal fatto che il finanziamento statale è andato tutto nelle casse dei monopoli soldi a pioggia ai capitalisti per questo oggi viene sferrato un attacco senza precedenti ai diritti dei lavoratori ma da dove nasce questo buco nei bilanci dello stato il deficit pubblico ed i debiti sono stati creati dal fatto che il finanziamento statale è andato tutto nelle casse dei monopoli soldi a pioggia ai capitalisti una vera a propria provocazione questo è il motivo per cui oggi viene sferrato un attacco senza precedenti ai diritti dei lavo 8

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marzo giugno 2010 la crisi in europa mento di classe e poi tutti sanno che oltre ai membri agli amici ed ai simpatizzanti del partito alla lotta partecipano anche i lavoratori con un diverso orientamento politico e come fate a respingere i tentativi di provocazione vorrei dirvi quello che abbiamo fatto e che ci ha permesso di tenerli alla larga non è una coincidenza noi nutriamo forti sospetti nei loro confronti e quindi ci adoperiamo per respingerli infatti durante il corteo abbiamo allestito un poderoso servizio d ordine con tutti i compagni che marciavano con le braccia incrociate l un l altro e siamo così riusciti a dare vita da un corteo del pame senza precedenti e a tenere lontani i pochi provocatori che continuavano a gridare i loro slogan e cercavano di raggiungere il loro obiettivo che cosa mi dice del governo papandreu siete gli unici a criticarlo syriza rimprovera al pasok ed al primo ministro di non rispettare il programma elettorale noi questo genere di critiche non le faremo mai perché in realtà quel che sta facendo papandreu è esattamente dare corso al suo programma politico a differenza di syriza che pensa che ci siano delle differenza tra pasok e nd noi riteniamo invece che le politiche di fondo di questi partiti non siano diverse come si vide sulle ricette per la crisi e questo perché entrambi i partiti sono espressione degli interessi del grande capitale e non possono mettere in campo politiche differenti e poi noi non accusiamo il primo ministro di prestare il fianco alle pressioni che vengono dal mercato al contrario noi affermiamo che il problema di papandreu esattamente come il suo predecessore non è quello di prestare troppa attenzione a questi interessi ma di adoperarsi coscientemente in loro favore per queste ragioni consideriamo pericolosa questa politica del resto le bugie del governo e quelle delle campagne anticomuniste sono legate al fatto che noi abbiamo sempre evidenziato che tali provvedimenti sarebbero stati presi in ogni caso indipendentemente da quale partito fosse stato al governo la posizione e l azione del kke li costringono a non portare a termine i loro piani cosa vi aspettate sappiamo che il sistema cercherà di scatenare tutta la sua forza contro il kke ma noi non abbiamo paura il popolo greco deve stare alla larga dai richiami propagandistici sul debito ed il deficit e pensare al vero debito che i governi del pasok e di nd hanno procurato al popolo greco essi hanno letteralmente saccheggiato i cittadini attraverso le regalie date ai capitalisti in ogni caso il popolo deve chieder loro il conto di tutto questo non deve abbassare la testa e lavorare duramente per riprendersi tutti i soldi che gli sono stati sottratti soldi frutto del loro duro lavoro il sistema sta guardando con attenzione alla crescita del movimento in grecia e sta cominciando ad avere effettivamente paura secondo noi la resistenza del popolo greco contro i provvedimenti del governo è direttamente collegata all impegno ed al ruolo svolto nel movimento dal kke grazie all azione l impatto e l accettazione di molte posizioni del kke da parte di una grande fascia del popolo greco ­ il che non implica la totale adesione a tutti i punti del programma politico del kke ­ anche le dirigenze gialle dei sindacati gsee e adedy sono costrette ad indire gli scioperi quale ruolo ha giocato e continua a svolgere il kke in questa fase di lotte per la grecia se il kke avesse avuto un atteggiamento diverso simile a quello degli altri partiti e se tale atteggiamento si fosse riflesso sulle organizzazioni di massa secondo voi questa risposta popolare e questa resistenza ci sarebbe stata lo stesso per parte mia vi dico che le misure sarebbero passate senza alcuna reazione il kke ha dato un contributo decisivo all organizzazione della resistenza e della lotta popolare ma noi misuriamo l efficacia della nostra lotta in un modo diverso dagli altri non ci concentriamo solo sui risultati che escono dalle urne naturalmente con questo non voglio dire che non siamo interessati alle elezioni ma è bene tenere presente che in grecia la consapevolezza del movimento popolare è molto più avanzata di quella della maggior parte dei paesi europei e sebbene non si rifletta ancora completamente nell azione ciò avverrà in futuro ciò dipende in larga misura dal decisivo se non determinante contributo del nostro partito di cosa c è bisogno oggi in europa riteniamo che questo elemento sia un patrimonio importante per tutti oggi il movimento comunista internazionale deve affinare una strategia comune contro l imperialismo ma deve contemporaneamente avere la forza di lanciare un altro modello di sviluppo e porre quindi l attualità e la centralità del socialismo il movimento comunista deve rafforzarsi in tutta europa in alcuni paesi sarà un torrente in altri un ruscello il movimento ovviamente si sviluppa soprattutto a livello nazionale ma allo stesso tempo deve rafforzarsi a livello internazionale ma se si consolida in un paese debole può avere una forza di influenza più ampia e rafforzarsi in tutta europa tutto questo radicalismo del popolo deve crescere ed evolvere verso una consapevole scelta politica capace di indicare una strada alternativa al capitalismo un altro percorso ed un altro modello di sviluppo e quindi in definitiva un altro sistema politico in caso contrario la rabbia e l indignazione popolare rischiano di essere riassorbitedal sistema e rese compatibili con esso 9

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la crisi in europa marzo giugno 2010 le proposte del kke per trovare una soluzione alla crisi dichiarazione di aleka papariga segretaria generale del cc del kke la base della crisi è il capitalismo stesso il kke ha sempre denunciato soprattutto dopo il 1991 le illusioni sul continuo sviluppo del sistema capitalistico e sul fatto che i lavoratori e i capitalisti traessero un vantaggio reciproco dall aumento della produttività e competitività il kke ha sempre detto che le crisi economiche sono inevitabili nell economia capitalistica ed inoltre ha previsto questa crisi e l inevitabile e veloce aggravamento e acutizzazione di tutte le contraddizioni sociali ed inter-imperialistiche gli apologeti del sistema capitalistico tra i quali gli auto-proclamati sostenitori del vecchio pasok o i revisionisti riducendo la causa della crisi economica ad una questione di gestione negano o nascondono la base da cui essa sorge il capitalismo stesso la strategia del kke le condizioni attuali esigono che il processo di presa di coscienza sociale e politica si sviluppi e si acceleri e soprattutto si esprima attraverso l organizzazione e la lotta pianificata e aperta alle prospettive future noi ci dobbiamo occupare del tenore di vita del popolo della classe operaia e delle famiglie a basso reddito non dei profitti dei capitalisti la nostra strategia deve essere volta a fare tutto il possibile nelle attuali condizioni per fermare l imposizione delle barbare misure in modo che esse non siano legittimate nella coscienza della gente per allontanare i lavoratori dal pasok e nd e dalle loro politiche per riunire ed indirizzare il movimento verso il contro-attacco al fine di sovvertire l attuale equilibrio di forze per il potere popolare non siamo né indifferenti né osservatori neutrali ma dato che l attuale equilibrio politico di forze non ci consente un efficace intervento in favore del popolo abbiamo dato la priorità al movimento fuori del parlamento per un fronte sociale-popolare È giunto il momento per un fronte sociale-popolare perché un azione politica di massa prenda forma una forma distinta sviluppata a partire dalle forze militanti esistenti che devono essere moltiplicate gli operai e gli impiegati del settore privato e di quello pubblico i piccoli lavoratori autonomi ­ artigiani e piccoli commercianti i contadini poveri con un rafforzamento della partecipazione dei giovani dei figli della classe operaia e delle famiglie a basso reddito specialmente quelli che studiano e lavorano che sono in programmi di formazione le donne e gli immigrati quanti si battono nel campo della scienza dell arte e della cultura per questo motivo è necessario unire le forze con il kke anche se i lavoratori non sono completamente d accordo con il kke su tutto e anche se hanno opinioni o punti di vista diversi sul socialismo le premesse di un tale fronte oggi esistono come dimostrano il fronte militante di tutti i lavoratori pame l unione greca antimonopolistica dei lavoratori autonomi e dei piccoli commercianti paseve l unione militante di tutti i contadini pasy il fronte militante degli studenti mas e altre formazioni del movimento altre formazioni sorgeranno lungo il percorso comprese quelle dei movimenti di massa contro la guerra imperialista per i diritti individuali e collettivi democratici e sindacali e quelle a carattere locale modificare i rapporti di forza a partire dal basso il cuore delle lotte sono i luoghi di lavoro le strade dove si affacciano piccoli negozi le campagne le scuole le università i quartieri degli immigrati tutti i quartieri popolari e della classe operaia in ogni luogo di lavoro vanno messe in scacco con forza le nuove misure contro i lavoratori tra cui l abolizione dei contratti di lavoro collettivi e la promozione di quelli individuali la riduzione obbligata dell orario di lavoro [con conseguente decurtazione del salario i rapporti di lavoro flessibili ecc i lavoratori devono modificare i rapporti di forza a partire dal basso e questo deve esprimersi man mano che la lotta si sviluppa parimenti a livello politico il popolo non deve più accettare di pagare continuamente di sottomettersi a sacrifici indicibili per il solo profitto degli industriali degli armatori dei grandi commercianti dei monopoli in generale gli obiettivi del fronte sociale-popolare questo fronte sociale-popolare deve avere due obiettivi correlati il primo è la lotta cosa che presuppone di resistere di condurre una guerra di logoramento per minare le barbare misure che il governo e i suoi alleati stanno cercando di far passare una lotta contro un apparato di cui una parte è il sistema politico borghese del paese e la plutocrazia una lotta di logoramento non basta bisogna ottenere alcune vittorie piccole o grandi che siano tuttavia il compito più importante del fronte deve essere creativo liberare un punto di vista popolare e militante l ottimismo e la dignità militanti un patriottismo di classe e l internazionalismo l azione popolare e le iniziative in grado di trasformare il fronte in una diffusa tendenza al cambiamento ed al ribaltamento dei rapporti di forza questo fronte ha una sola scelta creativa e realistica rafforzare la proposta di alternativa per un potere popolare ed una economia popolare che ha al centro la parola d ordine socializzazione dei monopoli formazione di cooperative popolari nei settori in cui la socializzazione non è possibile pianificazione nazionale sotto controllo dal basso dei lavoratori e del popolo provare a dimostrare che esistono ancora le possibilità di sviluppo reale del paese sempre che il tempo rimasto non venga dedicato a minare o distruggere queste possibilità il kke intensifica i suoi sforzi per diffondere la sue proposte politiche e nello stesso tempo aumenta la sua presenza nelle lotte quotidiane nessuna illusione l adesione al sistema non impedirà una debole ripresa né una nuova crisi ciclica anche più intensa di quella che stiamo vivendo adesso da oggi il popolo deve essere pronto ad una rottura col sistema e non diventare una ifigenia noi non condividiamo l opinione secondo cui i sacrifici del popolo saranno fatti invano crediamo invece che saranno utilizzati per i profitti del capitale e andranno a riempire le tasche dei capitalisti 10

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marzo giugno 2010 la crisi in europa le prospettive dell economia greca la ripresa dell economia capitalista greca diviene sempre più difficile anche se si stabilizzasse nella zona euro sarà estremamente difficile contrastare l arretramento del settore manifatturiero e di quello industriale nel suo complesso la gestione della crisi sia da parte della ue che del fondo monetario internazionale non può superare le contraddizioni della produzione capitalistica il cui obiettivo e motore è il profitto tutto quello che sembra essere un mezzo per risolvere un problema come ad esempio il debito della grecia può aggravare fortemente altri problemi l uscita dalla ue e la disobbedienza sono un prerequisito per il miglioramento della vita delle persone ogni atto di resistenza ha valore nella misura in cui è inserito nella prospettiva di un alternativa politica mentre le reazioni isolate o le forme di negoziazione servono solo a rafforzare il processo di estorsione il ruolo del governo greco il governo dopo aver creato le condizioni che hanno compromesso i pagamenti e portato alla bancarotta è andato avanti con il suo piano premeditato per sostenere un operazione che la ue e il fmi realizzano in seguito a una serie di incongruenze che hanno permesso al fmi di penetrare ancora più profondamente in europa come sedicente salvatore dei popoli le stime di una rovina imminente esagerano notevolmente la situazione e sono utilizzate come forma di estorsione da subito abbiamo riconosciuto e sottolineato che se l adesione a questa operazione avrà successo il governo avrebbe trovato capitali in prestito perché nessun governo borghese o anti-popolare lascerebbe la sua classe borghese gli uomini d affari del paese senza sostegno il governo greco ha voluto creare la cornice ideale per questa estorsione l atmosfera perfetta per gettare nel panico i greci tanto da accettare volentieri quelle misure già decise da almeno 20 anni anello debole nella competizione interimperialistica naturalmente l ansia del governo sulle condizioni dell indebitamento si è scontrata con le contraddizioni e i conflitti reali che nulla hanno a che fare con il popolo la grecia si è trovata nell occhio del ciclone a causa del suo enorme debito ed è stata utilizzata da parte dei paesi capitalisti in competizione all interno dell ue e anche tra stati uniti russia e cina la grecia ha attirato l attenzione grazie alla sua posizione ed i suoi legami con la parte orientale della ue l eurasia e anche l estremo oriente la grecia è diventata l anello debole della zona euro e degli interessi del capitale europeo e anche al di là di esso perché attraverso la grecia i paesi in concorrenza guidati dal grande capitale possono stabilire legami con l europa occidentale peninsulare non è una questione di interessi diversi tra i rispettivi popoli questi conflitti dovrebbero portare alla promozione dell unità e dell azione comune dei popoli perché indipendentemente dal fatto che qualche paese o valuta abbiano la meglio il popolo perderà e continuerà a perdere invece di vincere e realizzare nuove conquiste la questione del debito pubblico quanto alla questione del debito pubblico che sarà affrontato con i prestiti articolati con il patto di stabilità e sviluppo o presumibilmente rinegoziati internamente è una bufala totale una mascherata un utopia tanto per cominciare il debito non è solo un problema greco molti paesi capitalisti compresi quelli sviluppati presentano un debito pubblico sempre più in crescita non è una questione di capacità di gestione come vogliono presentarla i partiti borghesi ed opportunisti È il risultato del graduale declino a lungo termine della produzione manifatturiera e agricola interna e dell acuirsi degli antagonismi a livello ue e internazionale a causa della loro dimensione limitata i rami industriali che sono stati sviluppati in grecia nel settore energetico delle telecomunicazioni e altri settori specifici dell industria non sono stati in grado di compensare la contrazione della produzione nel suo complesso il debito nasce dagli enormi sgravi fiscali concessi alle imprese dal finanziamento statale del grande capitale dalla spesa enorme per i programmi di armamento nato dalla concorrenza capitalistica sotto le condizioni della ue dalle spese controproducenti per i giochi olimpici contraddizioni inter-imperialistiche e inasprimento della crisi concorrenza e contraddizioni inter-imperialistiche hanno portato ad un inasprimento della crisi il dollaro vuole riconquistare la posizione privilegiata di valuta di riserva mondiale la svalutazione dell euro va a beneficio della germania la maggiore economia esportatrice in europa in un periodo in cui sta perdendo la sua posizione di leader mondiale dell export a vantaggio della cina questo ha a che fare con i movimenti di capitali che provocano aumenti di profitto aleatori attraverso i cosiddetti prodotti finanziari ad alto rischio quali i premi assicurativi sulle obbligazioni di stato questi movimenti sono importanti tuttavia non sono speculativi nel senso stretto del termine in quanto rientrano nella logica del sistema c è anche la pressione da parte dei capitalisti che vogliono fare investimenti diretti in grecia ma che prima vogliono veder passare quelle misure contro i lavoratori già attuate nel resto d europa e che in grecia sono state ritardate principalmente a causa delle lotte popolari che il kke ha ispirato e sostenuto questi capitalisti vogliono porre fine alla pratica delle professioni chiuse creando le condizioni necessarie per prendere possesso di nuove aree di attività a spese dei ceti medi in quei settori che i grossi monopoli non sono ancora stati in grado di dominare come ad esempio in quello delle costruzioni trasporti prodotti farmaceutici ecc le contraddizioni si esprimono anche tra il capitale americano arabo cinese e russo che hanno preso posizione nell economia greca come paese intermediario e punto di partenza per il loro ingresso nel mercato internazionale le proposta del kke fronte antimperialista anti-monopolista e democratico ­ economia e potere popolare il popolo greco deve scegliere tra due vie di sviluppo per la società greca la via seguita tuttora e quella per il quale il popolo deve battersi noi affermiamo con i fatti e le prove che la grecia nonostante il grave e distruttivo danno sperimentato in alcuni settori a causa del predominio del capitale e della concorrenza monopolistica presenta i pre-requisiti per creare e sviluppare un economia popolare autonoma 11

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la crisi in europa marzo giugno 2010 un nuovo modello economico basato sugli interessi del popolo l andamento negativo degli ultimi 20 anni in alcuni settori della produzione industriale nell economia agricola può essere affrontato in condizioni politico-economiche e sociali diverse non è troppo tardi la grecia ha un livello soddisfacente di concentrazione della produzione dei mezzi di produzione una densa rete commerciale e un livello di sviluppo abbastanza elevato nelle tecnologie moderne ha una manodopera numerosa ed esperta con un livello di istruzione e specializzazione avanzato rispetto al passato e un personale importante nel settore scientifico ha preziose risorse naturali che producono ricchezza importanti riserve di ricchezze minerarie che sono un vantaggio nella produzione industriale e dei beni di consumo ha il grande vantaggio di poter assicurare un approvvigionamento alimentare sufficiente per le esigenze popolari nonché per il commercio estero ha le capacità per la produzione di beni moderni macchinari attrezzature e apparecchiature socializzare i principali settori dell economia greca affinché un economia popolare esista per tutti dobbiamo trovare una soluzione al problema della proprietà in modo da soddisfare i bisogni popolari e non le esigenze di profitto la scelta è una il cambiamento delle relazioni sociali di proprietà storicamente superate che determinano anche il sistema politico e riguardano i principali mezzi di produzione concentrati nei seguenti settori energia telecomunicazioni risorse minerarie miniere industria approvvigionamento idrico trasporti la socializzazione del sistema bancario del sistema di estrazione di trasporti e di gestione delle risorse naturali il commercio estero una rete centralizzata per il commercio interno abitazioni per il popolo la ricerca e la diffusione democratica dell informazione alla popolazione un sistema educativo sanitario e di sicurezza sociale esclusivamente pubblico universale e gratuito sviluppo della cooperazione noi consideriamo che ci possano essere zone che non saranno incluse in una socializzazione completa nazionale e universale per integrare il settore socializzato ne può essere costituito uno per la produzione in cooperative agricole di piccola estensione di piccole imprese in settori dove la concentrazione è bassa la loro partecipazione in cooperative sarà intesa come una scelta vantaggiosa sulla base dell esperienza derivante dal circuito monopolistico pianificazione centralizzata i settori socializzati e quelli cooperativi di produzione e distribuzione nel loro complesso devono essere inclusi in un sistema economico di pianificazione e amministrazione nazionale centralizzato in modo che tutti i mezzi di produzione e la forza lavoro possano essere mobilitati e ogni possibile forma di cooperazione economica internazionale possa essere utilizzata sulla base di un vantaggio reciproco la produzione interna sarà protetta e gli interessi dei lavoratori difesi da possibili conseguenze che derivano dalle ne cessità del commercio estero la pianificazione centralizzata è necessaria per formulare obiettivi e scelte strategiche determinare le priorità tra rami e settori definire dove le forze e i mezzi dovranno essere concentrati la realizzazione di questa pianificazione richiede una distribuzione per branche e settori e prima di tutto il controllo della gestione da parte dei lavoratori in ogni unità e servizio produttivi in ogni organo amministrativo controllo sociale-popolare sul governo il governo in quanto organo del potere popolare sarà obbligato a garantire la partecipazione del popolo a questo compito affatto nuovo e del tutto sconosciuto sostenere il movimento popolare sostenerlo ed essere sorvegliato da esso stesso nelle nuove istituzioni di controllo sociale dei lavoratori lo sviluppo della società attraverso la pianificazione centralizzata è un bisogno che nasce dalle esigenze di oggi prima di tutto dalle esigenze del genere umano che è la principale forza produttiva la necessità di soddisfare i bisogni moderni e diversificati dei lavoratori la necessità di sviluppare i mezzi di produzione la scienza e la tecnologia per il bene del popolo fanno della pianificazione centralizzata una necessità vitale il potere popolare promuove accordi commerciali e scambi inter-statali accordi per l utilizzo delle conoscenze tecniche basati sul reciproco interesse fuori dalla nato e dalla ue il debito pubblico sarà riesaminato sotto il potere popolare avendo come criterio principale gli interessi del popolo da principio il potere popolare dovrà affrontare una reazione organizzata interna e internazionale la ue e la nato gli accordi con gli stati uniti non lasciano molto spazio di manovra ai paesi membri della ue la soluzione a questo problema richiede inevitabilmente l uscita dall unione europea con l obiettivo di uno sviluppo e cooperazione autonomi basati sugli interessi del popolo È necessaria una proposta alternativa È necessario intensificare la nostra attività lottiamo senza sosta per raggiungere obiettivi immediati nell interesse dei lavoratori e continueremo a lottare in modo che la forza del movimento possa imporre misure per ridurre i problemi impellenti e alleviare le condizioni del popolo abbiamo sviluppato posizioni e richieste per ciascun problema e questione emersa tuttavia oggi ciò non è sufficiente È necessaria una proposta alternativa di progresso in modo che la lotta abbia uno scopo un obiettivo un senso e infine possa esercitare una pressione supplementare in ogni fase di questa lotta maggio 2010 [per la traduzione sono stati utilizzati il testo inglese tradotto dal centro di cultura e documentazione popolare www.resistenze.org e quello francese http fr.kke.gr/news 2010news/2010-05-14-proposalkke i titoli sono redazionali 12

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marzo giugno 2010 la crisi in europa l ordinamento comunitario ha compiuto un operazione inversa rispetto al costituzionalismo democratico-sociale non è partito dai diritti ma sono stati i diritti ad essere interpretati a partire dagli obiettivi economici la tecnocrazia liberista della ue di gaetano bucci le classi dirigenti europee hanno concepito il processo di integrazione avviato su impulso degli usa in chiave liberista e l hanno utilizzato specie dagli anni 80 per conformare gli assetti istituzionali ed economici degli s tati membri alle esigenze dell economia di mercato l processo di integrazione europea nonostante un secolare fermento europeista di stampo sociale e pacifista che puntava a realizzare un incisivo progetto politico fu avviato sulla spinta di un impulso esogeno quello americano che lo ha orientato sin dall origine in senso liberista un processo di integrazione in chiave liberista le classi dirigenti europee fin dall immediato dopoguerra hanno concepito il suddetto processo in chiave liberista e l hanno utilizzato specie dagli anni ottanta per conformare gli assetti istituzionali ed economici degli stati membri alle esigenze di un economia di mercato aperta ed in libera concorrenza l unione europea è stata costruita come una realtà puramente economica caratterizzata dall «egemonia delle cifre» e dall «ossessione del calcolo» cui sfugge la sfera dell esistenza reale delle classi popolari e medie le astrazioni della teoria monetarista sono state inscritte sul frontespizio dei trattati comunitari e sono state varate sulla base delle prescrizioni rigide della bce politiche deflazionistiche imperniate sulla privatizzazione delle imprese e dei servizi pubblici e sulla precarietà dei rapporti di lavoro non è un caso quindi che l ostilità delle popolazioni verso i vincoli antisociali imposti dai trattati comunitari sia sfociata negli esiti negativi dei referendum francese olandese e irlandese i cittadini hanno manifestato ogni qual volta sono stati chiamati a pronunciarsi sulle tappe del processo di integrazione avversione o indifferenza per una costruzione europea ridotta a luogo stantio di intese politiche fra esecutivi e poteri economico-finanziari e a variabile dipendente di un economia di mercato assunta come «matrice unica e performativa di ogni ambito della vita sociale» [de fiores p 62 sgg l euro pa e la crisi economica le politiche improntate al rigore monetario e di bilancio sono avver tite vieppiù insostenibili nella fase attuale contrassegnata da una grave crisi economica e sociale negli stati uniti in europa e nel mondo si è assistito per oltre un trentennio all incremento dei profitti degli oligopoli finanziari ed industriali e nel contempo alla crescita del tasso di sfruttamento del lavoro che riducendo la capacità d acquisto della popolazione ha provocato una crisi di accumulazione questa è stata affrontata con la strategia dell accesso facile al credito che ha spinto i cittadini a stipulare mutui per l acquisto delle case o a contrarre debiti per comprare le auto e gli elettrodomestici il meccanismo dell indebitamento di massa ha determinato la sussunzione del mondo del lavoro nella finanza sicché i lavoratori sono stati costretti a lavorare di più e a rinunciare al diritto di sciopero per evitare di precipitare in una condizione di maggiore indigenza il crescente squilibrio tra la sovrapproduzione di merci e la scarsa capacità di consumo ha ingenerato un debito enorme su cui è stato costruito il castello finanziario di carte tossi 13

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la crisi in europa marzo giugno 2010 che che crollando rovinosamente ha precluso la possibilità di ricorrere ulteriormente al credito e ha causato infine l insorgere di una crisi sistemica gli effetti disastrosi della crisi hanno svelato non solo la fragilità strutturale del mercato dei capitali ma anche il ruolo contraddittorio che la banca centrale europea svolge in un sistema economico caratterizzato dalla competizione dei capitali nel mercato globale questo ruolo anfibologico si pone in contrasto stridente con il compito primario assegnatole dai trattati1 ossia la conduzione di una politica monetaria indipendente finalizzata a garantire la stabilità dei prezzi il modello di sviluppo proposto è quello del dominio assoluto del mercato punta a scaricare i costi della crisi sui salari e sullo stato sociale e ad incrementare l esercito degli esclusi collaudati immissione di liquidità nei mercati abbattimento del costo del denaro per scongiurare il rischio di crolli sistemici nelle spire della crisi questa istituzione possente ha erogato a dispetto dei suoi principi informatori somme ingenti per garantire la continuità dei profitti delle imprese finanziarie ed industriali appartenenti al polo geoeconomico europeo rivelando come essa svolga la funzione di crou pier del casinò finanziario globale pronto a fornire liquidità ai giocatori rimasti privi di risorse o di «intellettuale collettivo del capitalismo» proteso a salvaguardare le condizioni dell accumulazione all interno dell area europea la sua autonomia e la sua indipendenza risultano massime nei confronti del potere politico ma assai ridotte nei confronti degli interessi degli oligopoli industriali e finanziari l immissione di somme enormi di denaro pubblico nel sistema finanziario ha fornito una rete di protezione ai soggetti responsabili della crisi e ha rivelato la stretta connessione che sussiste tra le istituzioni monetarie e le dinamiche speculative che hanno attirato nel gioco d azzardo finanziario i lavoratori precari e le famiglie con reddito basso socializzazione delle perdite p r i vat izzazionedegliutili filosofia della socializzazione delle perdite e della privatizzazione degli utili il coordinamento comunitario degli interventi anti-crisi ha avuto inoltre una valenza esclusivamente tecnica e non politico-sociale sicché gli stati membri sono stati costretti a fronteggiare la crisi in ordine sparso e con misure dirette precipuamente a puntellare le banche e le istituzioni finanziarie queste circostanze comprovano che la costruzione europea in quanto orientata sulle stelle fisse del mercato e della concorrenza non costituisce uno spazio pubblico-sociale autonomo e indipendente dalle strategie predatorie degli oligopoli finanziari e non dispone degli strumenti di politica economica idonei a proteggere i cittadini-lavoratori dalle crisi cicliche provocate dalla libera circolazione del capitale finanziario2 la causaprinci pa ledella crisi della ue il ruolo contraddittorio della bce la bce deve usare la cd leva monetaria politica di controllo dell offerta di moneta per conseguire l obiettivo istituzionale della stabilità dei prezzi nell ambito dell area europea ma non può non utilizzare nel corso delle crisi finanziarie internazionali una serie di strumenti le politiche monetarie ed economiche realizzate nell ultimo ventennio si sono tradotte del resto nel controllo stringente sui salari e sulle pensioni e parallelamente nella legittimazione dell inflazione proveniente dal turbinare vorticoso dei flussi finanziari l obiettivo reale perseguito dalle autorità monetarie è stato dunque quello di conseguire la deflazione salariale e di proteggere nel contempo l inflazione prodotta dalle rendite finanziarie e immobiliari la risposta delle istituzioni sovranazionali si è ispirata insomma alla la causa principale della crisi dell unione europea non può essere individuata quindi nel fallimento del trattato costituzionale ma nell inadeguatezza della logica economicistica che ha informato i trattati succedutisi per oltre un cinquantennio l «esaurimento del modello di integrazione economica europea» caratterizzato dal primato della economicità sulla socialità si è manifestato con particolare evidenza in occasione della «crisi sistemica ed economica» sorta «negli snodi strutturali del sistema produttivo» ed innescata dalla vicenda dei mutui subprime lo scoppio della bolla speculativa ed il «tracollo dei mercati finanziari» hanno svelato l incapacità dell unione di intraprendere un azione adeguata e tempestiva finalizzata a fornire le risposte necessarie alla ripresa economica e a proteggere i paesi più vulnerabili dagli attacchi della speculazione finanziaria e quindi dai rischi di default 14

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marzo giugno 2010 la crisi in europa il potere pubblico europeo ha dimostrato di non essere in grado di fronteggiare efficacemente gli effetti della crisi poiché è stato strutturato solo per garantire il controllo dell «uniformità del modello di costituzione economica di cui è portatore» [maestro buelga p 30 il processo di integrazione europea continua a muoversi lungo le direttrici del trattato di maastricht e pertanto nell ambito di un programma politico di forte stampo liberista la cui realizzazione è affidata all azione di poteri tecnocratici indipendenti e quindi politicamente irresponsabili gli strumenti e i contenuti della politica monetaria restano quelli definiti nella cittadina belga diciassette anni addietro e gli accordi successivi sulla conduzione della politica economica europea patto di stabilità costituiscono la prosecuzione e l articolazione del disegno strategico sotteso all istituzione della uem iltr at tat o lisbona di centralit À delmerc at o il trattato di lisbona3 non sconfessa del resto «la filosofia funzionalistico-comunitaria come matrice del concreto processo storico di integrazione europea» [mortellaro p 258 e conferma in continuità con i trattati precedenti la centralità di un modello economico imperniato sul mercato e sulla libera concorrenza l approccio economico sovrasta gli altri profili dell integrazione «ponendosi alla stregua di un metavalore» sicché le modifiche recenti ai trattati istitutivi non offrono alcun contributo alla costruzione di un europa conforme alle prospettive democraticosociali proprie del costituzionalismo contemporaneo il trattato di lisbona ha dovuto rinunciare ad assumere a seguito della reiezione referendaria francese e olandese un «carattere costituzionale» ma ha introdotto disposizioni identiche nella sostanza a quelle contenute nel progetto di trattato che adotta una costituzione per l europa i passaggi e i contenuti meno attraenti e dunque più criticati ovvero quelli marcatamente liberisti sono stati relegati tuttavia nei protocolli che costituiscono «parte integrante» dei trattati e possiedono «la stessa efficacia» [algostino p 201 il «principio di un economia di mercato aperta e in libera concorrenza» già recepito nell art 4 del tice è stato espunto dal novero dei fini contenuto nel nuovo testo dell art 3 del tue versione consolidata ma è stato reinserito nel protocollo n 27 allegato al trattato di lisbona protocollo sul mercato interno e sulla concorrenza il quale ribadisce la centralità del principio della «concorrenza non falsata» e prevede di conseguenza che l unione possa adottare per garantire la realizzazione di questo principio le misure previste dalle «disposizioni dei trattati ivi compreso l art 352 del trattato sul funzionamento dell unione europea» il primo comma di questo articolo art 352 tfue vers cons ex art 380 tce prescrive che «se un a zione dell unione appare necessaria nel quadro delle politiche definite dai trat tati per realizzare uno degli obiettivi di cui ai trattati senza che questi ultimi ab biano previsto i poteri di azione richiesti a tal fine il consiglio deliberando al l unanimità su proposta della commissione e previa approvazione del parlamento europeo adotta le disposi zioni appropriate» la lettura connessa delle disposizioni sopramenzionate consente quindi di rilevare la valenza non meramente simbolica degli obiettivi perseguiti dall unione e in specie di quello relativo alla concorrenza non falsata che pur nascosto nelle parti recondite del trattato conserva tutta la sua rilevanza e la sua forza il principio dell economia di mercato aperta e in libera concorrenza resta dunque «immutato in tutta la sua valenza» e continua a permeare l intero trattato anche se è stato mitigato mediante la formula ambigua dell «economia sociale di mercato fortemente com petitiva» art 3 vers cons ex art 2 del tue laca rta dei diritti fondamen ta lidella ue le operazioni di cosmesi politicosociale non sono servite comunque ad edulcorare le asperità delle prescrizioni monetariste introdotte dal trattato di maastricht e ribadite nei trattati successivi l anodino catalogo di diritti contenuto nella carta dei diritti fondamentali dell unio ne europea una volta richiamato nel testo dell articolo 6 vers cons del trattato di lisbona è stato incorporato nel contesto istituzionale immodificato delineato dai trattati precedenti ossia in un sistema dominato dagli organi tecnocratici preposti al governo della funzione monetaria sebc-bce che esercitano un forte condizionamento sull assetto dei bilanci pubblici e quindi sul soddisfacimento effettivo dei diritti sociali il governo della politica monetaria è stato assegnato ad una istituzione non rappresentativa cui sono stati attribuiti poteri rilevanti per contrastare l inflazione ma nessuno strumento adeguato per combattere la recessione e la disoccupazione il trattato di lisbona ha riconosciuto nell art 6 primo comma «i diritti le libertà e i principi sanciti nella carta dei diritti fondamentali» e il loro carattere vincolante ma ha integrato nel contempo il catalogo de 15

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