Vittorio MIRANDA 1973-2013

 

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Catalogo delle opere di Vittorio Miranda opere dal 1973 al 2013 in mostra al Polverificio Borbonico dal 21 giugno al 7 settembre 2013 - Scafati

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vittorio miranda edizioni d arte scafati

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vittorio miranda opere 1973 2013 scafati real polverificio borbonico centro per la cultura e le arti giugno settembre 2013

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vittorio miranda opere 1973 2013 testi gabriele finaldi domenico rea vittorio sgarbi edizioni d arte scafati

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città di scafati croce al valor militare e medaglia d oro alla resistenza vittorio miranda opere 1973 2013 scafati real polverificio borbonico centro per la cultura e le arti giugno settembre 2013 comitato scientifico per la valorizzazione del real polverificio borbonico maddalena di somma antonio fogliame angelo pesce giovanni villani giuseppe zampino enti promotori comune di scafati istituzione scafati solidale galleria comunale d arte contemporanea soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di salerno e avellino testi di gabriele finaldi domenico rea vittorio sgarbi fotografie catello avagnale coordinamento organizzativo maddalena di somma grafica eqa scafati aleliographic ufficio stampa lia cutino allestimento la fabbrica delle arti scafati salerno catalogo edizioni d arte scafati ringraziamenti antonio cesarano lorenzo gargano la bhoeme anna velleca si ringrazia tutto il personale del polverificio borbonico per la fattiva collaborazione

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sommario 7 presentazione di pasquale aliberti 5 sul fronte della figura umana gabriele finaldi 17 scheda sul lavoro pittorico di vittorio miranda domenico rea 20 vittorio miranda la naturalità come essenza vittorio sgarbi 78 biografia

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È con grande orgoglio che ospitiamo al real polverificio borbonico la mostra del m° vittorio miranda era doveroso un omaggio ad un artista scafatese che ricevendo consensi di critica e di pubblico a livello nazionale porta alto il nome della nostra città ero presente all inaugurazione della personale dell artista al maschio angioino di napoli qualche mese fa partecipando con entusiasmo al successo della mostra gioendo della risposta positiva del pubblico e della critica emozionato per la presenza di numerose autorità giunte in quella sede per presenziare all evento creato per vittorio miranda È stato anche tutto questo il motivo per il quale abbiamo ritenuto necessario omaggiare in occasione del suo settantunesimo anno un uomo di grande valore simbolo dell amore e della dedizione per la cultura e per le arti in questo senso non poteva esserci location migliore del real polverificio la città di scafati ha l obbligo di conoscere e applaudire le opere del m° miranda proprio nel luogo e nelle stanze del sito borbonico che abbiamo voluto rivalorizzare confermandolo oggi centro per la cultura e per le arti una bella occasione per i quei cittadini del comune di scafati che ancora non hanno avuto la possibilità di visitare il palazzo antico riaperto al pubblico da poco più di due anni dopo un decennio di chiusura pasquale aliberti sindaco di scafati 7

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sul fronte della figura umana gabriele finaldi l artista con gabriele finaldi in occasione dell inaugurazione della mostra personale al museo civico di castelnuovo maschio angioino napoli nel 2012 vittorio miranda è un pittore che lotta sul fronte della figura umana e forse nell arte non c è battaglia più degna o nobile l atto di dipingere il corpo è atto stesso di creazione con il suo pennello l artista trasmette vita a una massa informe le figure di vittorio miranda in un quasi perenne stato orizzontale sono statiche spesso dormono in attesa di essere messe in movimento il loro potenziale per l azione è implicito ben presto si alzeranno e riprenderanno l attività si vestiranno cammineranno lavoreranno ameranno in uno dei dipinti in mostra il pittore appare come un misterioso sciamano o un genio oscuro che agita il pennello sopra un corpo inerte per chiamarlo alla vita il corpo è materia ma il corpo è capace di svelare l essenza spirituale della persona questa grande verità è già stata rivelata dall arte del masaccio del signorelli e dello stesso buonarroti e michelangelo è senz altro una coordinata costante nel lavoro di vittorio miranda e nella sua visione delle cose il linguaggio del corpo esprime la grandezza il trionfo e ­ ancor più interessante ­ la lotta e il desiderio dell ascesa rappresentando anche la debolezza e la miseria dell essere uomo in un grande disegno a carboncino del 2006 valeria mostra un corpo vulnerabile esile o per meglio dire magra tutta spigolosa piegata e voltata tenta di coprirsi testa e capelli con le sue grandi mani tornano alla mente i nudi spigolosi di egon schiele artista viennese degli inizi del xx secolo vulnerabile è anche siria bambina dagli occhi spalancati che ci guardano dal basso verso l alto con una rosa 8

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fra le mani ­ probabile memento mori ­ cela nel suo petto la donna sofferente che sarebbe potuta diventare curiosamente è un altro pittore austriaco che irrompe nella memoria al vedere quelle figure dai contorni rotti eseguite con una tavolozza aggressiva come un pugno nello stomaco rosso ardente e giallo dal forte impasto con riflessi viola e verdi penso a oskar kokoschka artista che si mantenne fedele alla propria visione espressionista della vita ricercando sempre l essenza profonda spesso violenta della realtà e senza lasciare mai indifferente lo spettatore fino alla sua morte avvenuta nel 1980 così vittorio sgarbi in un suo testo del 2004 su vittorio miranda È sorprendente notare come miranda riesca a vivacizzare interiormente pose altrimenti statiche talvolta in modo anche travolgente come in certi vortici espressivi di kokoschka forse altro riferimento storico che andrebbe preso in considerazione vittorio miranda rappresenta figure in scorci difficili e a volte rende ancor più espressive queste figure ruotando la tela di 45 gradi in questo modo uomini e soprattutto donne in caduta libera come icaro o gli angeli ribelli o corpi in levitazione divengono anime colte sul filo tra la perdizione e la salvezza in un giudizio universale simili alle parche di goya che sorvolano un cupo paesaggio giocando con la sorte degli esseri umani quando vittorio miranda venne a trovarmi al museo del prado qualche anno fa fu goya l artista a interessarlo maggiormente davanti alle sue opere trascorse ore e ore non il goya delle majas o della grandiosa famiglia di carlo iv ma piuttosto quello delle pitture nere in cui l artista dà una memorabile forma alle sue tormentate riflessioni sulla guerra sulla religione sulla solitudine e sulla violenza capivo perfettamente perché lo appassionassero quelle opere serie e gravi sono eseguite con un grande sforzo fisico e mentale una pittura potente elementare a volte viscerale questa è la pittura di vittorio miranda l impegno psicologico e fisico che richiede la creazione è testimonianza palpabile molto nei suoi dipinti si può persino dire che sia parte integrante della loro iconografia assieme al nudo o alla figura umana vittorio miranda dipinge nature morte girasoli orchidee una gallina strozzata una grande carcassa di vacca come quelle di rembrandt o francis bacon sono opere dal marcato virtuosismo composte con cura e attenzione ma eseguite rapidamente e con grande sicurezza ricordo che più di trent anni fa quando lo conobbi a scafati vittorio miranda commentava un disegno a matita di una pannocchia secca di grano insisteva sulla necessità di lasciare degli spazi bianchi sul foglio in modo che l occhio dello spettatore non fosse costantemente sotto assedio obbligato ad una eccitazione visuale costante mi parve una buona lezione passione virtuosismo riflessione e impegno di verità umana sono caratteristiche essenziali della pittura di vittorio miranda lo è anche il costante dialogo con gli artisti che lo hanno preceduto nel mestiere e soprattutto con quelli al cui fianco ha combattuto sul fronte dell espressività della figura umana 9

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scheda sul lavoro pittorico di miranda domenico rea domenico rea in un ritratto di vittorio miranda guardare le tele e i disegni di vittorio miranda significa per un vastissimo gruppo di lettori ritornare a credere nella sorte della pittura e dell arte del disegno davanti a queste opere gli ismi contemporanei cadono a pezzi acquistano il loro vero significato un tentativo di organizzare il vuoto quando è certo il contrario che la nostra non è un età di segno opposto di discutibili pieni ma comunque di pieni non si è capito che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca bisogna scegliere fra l una e l altra possibilità o la miseria o il benessere o il progresso possibilmente civile o la barbarie o l oppressione con tutto quello che ne dipende censura dittatura ostracismo alle idee eccetera o la libertà che può costare anche l anarchia la contestazione come la mafia ma in qualsiasi caso non impediscono a nessuno di vivere e di esprimere il proprio élan la pittura di vittorio miranda che è una nascita contestativa ottiene un risultato forse contrario alle stesse idee e ipotesi dell autore È una pittura organica direi classica fatta con la tela con il pennello-pennello con i colori-colori con la figura il paesaggio l esperienza e con una insolita incidenza nella modernità 10

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ammesso e non concesso che per un apocalittico evento tutto andasse perduto a poter ripercorrere il nostro tempo potrebbero tanto rivelarsi utili i sacchi di burri quanto i racconti di vittorio miranda su questo non ci piove appartiene alla conoscenza del nostro mondo per corroborare la mia tesi con un altro esempio e ramo dell arte la letteratura tanto la criptografia o il flusso di coscienza di james joyce o di celine de chirico vale paul klee e viceversa affermare quindi che l arte della pittura oggi sarebbe quella che costruisce frigide larve di vita e non l altra che intuisce la pienezza del vivere in crisi che del resto si sono sempre ripetute dagli annali di tacito alle cronache dei nostri quotidiani e della televisione è una scelta faziosa ci si potrebbe mettere d accordo su un punto che oggi si può fare quel che si vuole a patto che il lettore sia in grado di leggere di ricevere il messaggio e soprattutto di godere se l arte fosse soltanto un affare privato tutto bene tutto secondo avanguardia e interesse di certa critica che ha immensi stock da smerciare ma se è anche commercio profitto e quindi godimento dell oggetto la ragione si trova dalla parte dei più di coloro che acquistano e che non vogliono appendere mostri sulle pareti domestiche e se non mostri quadri che per leggerli e goderli si rende necessaria una sterminata cultura e sul rifiuto della non leggibilità si sono espressi uomini del calibro di leopardi cfr zibaldone di marcel proust cfr giornate di lettura si è quindi in meravigliosa compagnia guardando l opera grafica e pittorica di questa nuova forza della natura che sta alla base del lavoro di miranda i richiami sono molti per fare un esempio si pensa subito a guttuso e all influenza del maestro siciliano miranda non la nega ma c è in più un sentimento e un entusiasmo giovanili del fare il vecchio mondo nelle mani di miranda rinasce e in maniera palpitante e autentica generosa nei segni e nei confronti col passato basterebbe ciò che a me piace chiamare la storia dei barattoli o il paesaggio della verza o le mille e una apparizione della donna che lo ossessiona e lo incanta a darmi conferma che questa volta non mi sono sbagliato ad affermare di trovarmi di fronte a un pittore con i quattro quarti e di lungo avvenire 11

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vittorio miranda la naturalità come essenza vittorio sgarbi vittorio miranda con vittorio sgarbi vittorio miranda è pittore che conosce cosa sia l arte conosce e rispetta la tradizione artistica italiana ritiene che la sua lezione abbia mantenuto una notevole validità anche nei nostri tempi ma non per questo ha alcun preconcetto nei confronti della modenità e dell avanguardia ciò che conta è la coscienza del limite entro cui entrambe possono essere interpretate oltre il quale sebbene in maniera per ciascuna diversa si finirebbe nell accademia nel culto retrospettivo come forma di autolegittimazione che determina una chiusura mentale rispetto al mondo reale in modo analogo miranda crede a un idea del bello che non si dia come precetto unico e indiscindibile ma come molteplicità di espressioni che possono essere scoperte di volta in volta dagli artisti ognuna con una propria dignità e autonomia senza però che queste differenze pregiudichino la possibilità che esse vengano concepite in modo sostanzialmente complementare non c è un bello necessariamente meglio di un altro esistono più modi di intendere il bello che apparentemente possono sembrare anche inconciliabili ma che in realtà sarebbero in grado anche di integrarsi posti uno affianco all altro questi diversi modi di intendere il bello individuerebbero qualcosa di molto vicino al vero della pura naturalità ovvero alla forma di natura come estrinsecazione diretta di un essenza spirituale come miranda mette in pratica queste convinzioni attraverso una pittura che ha sempre posseduto una sua evidente coerenza nelle scelte tematiche come in quelle stilistiche ma che nel corso del tempo ha anche modificato i suoi caratteri concentrandosi su determinati aspetti piuttosto che su altri coinvolto in una 12

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congerie artistica che aveva fatto del culto dell astrattismo il proprio mito miranda ha progressivamente recuperato tutta la necessità espressiva della figurazione ma senza che ciò venisse sentito come una conversione punitiva come un drastico rinnegamento di ogni forma di sperimentalismo formale ha mantenuto anzi una certa fedeltà alla materia pittorica come strumento irrinunciabile dell espressione poco disposta a subire passivamente il controllo del disegno anche nelle rese plastiche più verosimili senza provare nessuna tentazione neo-rinascimentale o novoclassicista miranda ha quindi fondato il proprio discorso artistico sul presupposto storico che ha posto i termini più soddisfacenti nel rapporto fra figurazione e modemità guardano al passato e al futuro con uguale convinzione l espressionismo miranda ha fatto preciso riferimento all espressionismo nordico a quello tedesco di nolde e pechstein a quello belga di ensor alle propaggini internazionaliste di appel e del gruppo cobra forse non è stato altrettanto evidenziato come miranda abbia guardato anche all espressionismo di provenienza francese a partire dalla lezione primaria di toulouse lautrec credo che dall esempio di toulouse lautrec possa derivare la relazione che le figure di miranda stabiliscono con l ambiente circostante solitamente poco spazioso e accennato nella configurazione il contatto fra le une e l altro determina lo sprigionamento di forti energie paniche espresse soprattutto dalla vivacità estrema del colore quasi come se fossero attraversate da un comune flusso vitale che dissolve i contorni delle forme in parte erodendoli creando comunque uno scambio di reciproche sollecitazioni figure e ambiente individuano uno stesso campo emotivo che tende a espandersi dalla planarità della superficie pittorica alla visione dello spettatore ricercando il coinvolgimento sentimentale ciò che eventualmente distanzia piuttosto nettamente lautrec da miranda è un diverso senso della figura umana e in particolare di quella femminile spigolosa e tormentata nel maestro francese ancora plastica e tondeggiante nell artista campano fedele a un archetipo matriarcale che per quanto non rilevi alcun accento eccessivamente locale riflette comunque il senso di appartenenza a una determinata mitografia mediterranea un archetipo che traspare anche nelle fattezze infantili nell amata e sfortunata siria figura allo stesso modo reale e ideale come potrebbe essere la beatrice di dante simbolo perfetto di un vero e di un bello di natura che è di per sè semplice e immediato ma con cui l uomo modemo trova sempre maggiore difficoltà a prendere confidenza oltre che a lautrec mi sembra che la pittura di miranda rievochi in alcune circostanze l intimismo dei nabis di bonnard soprattutto ma rivivendolo in maniera del tutto originale trasformando le emozioni impalpabili e a dimensione domestica del francese in vigorosi sentimenti di vita palpitante espressi da colori caleidoscopici che hanno il calore dei tizzoni ardenti aggrumati ma mai annullati in una soluzione unica che possa liquidare la diversità della loro composizione e sorprendente notare come miranda riesca a vivacizzare interiormente pose altrimenti statiche tavolta in modo anche travolgente come in certi vortici espressivi di kokoschka forse altro riferimento storico che andrebbe preso in considerazione e il vero il puro il bello di natura che si rivela a noi improvviso provenendo dalle nostre stesse anime non meno che dalle cose che vediamo 13

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