Rapporto sulla criminalità in Italia. Analisi, Prevenzione, Contrasto - Anno 2007

 

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indice i ­ l andamento generale della criminalitÀ 1 premessa 2 il cambiamento delle fonti statistiche per lo studio della criminalità in italia 3 quarant anni di reati violenti e contro il patrimonio in italia 4 dimensioni e andamento ventennale della criminalità predatoria in italia 5 mutamenti nella popolazione italiana l età 6 la paura di subire reati in italia ii ­ i furti 1 borseggi scippi e furti in appartamento 2 le regioni settentrionali e meridionali 3 le grandi città 4 i furti di autoveicoli 5 alla ricerca di spiegazioni 6 i furti senza contatto 7 autori e vittime iii ­ le rapine 1 premessa 77 2 analisi regionale 78 3 alcuni tipi di rapine 87 4 rapine a banche e uffici postali 93 5 vittime e autori 104 iv ­ gli omicidi volontari 1 premessa 2 l andamento nel tempo e nello spazio 2.1 le differenze tra centro-nord e mezzogiorno 2.2 le grandi città 3 omicidio e forme di criminalità 4 il profilo della vittima e dell autore 4.1 la vittima 111 112 112 115 117 122 122 3 9 11 14 19 31 34 38 38 47 55 61 63 66

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rapporto sulla criminalità in italia analisi prevenzione contrasto 4.2 il profilo degli autori 126 4.3 autori e vittime quale relazione 127 v ­ le violenze contro le donne 1 le diverse forme di violenza fisica sessuale psicologica lo stalking 132 2 la trasmissione intergenerazionale della violenza quali donne sono più a rischio 138 3 la gravità della violenza subita anche se grave non è percepita come reato 140 4 la violenza domestica ripetuta 145 5 la solitudine di fronte alla violenza quasi un terzo delle vittime non ne parla con nessuno pochissime denunciano 149 6 un focus sugli stupri e sui tentati stupri ad opera del partner 153 7 un passo indietro i perché delle trasformazioni nel panorama delle molestie e violenze sessuali tra il 1997 e il 2002 156 vi ­ i confronti internazionali 1 gli omicidi 159 2 i furti di auto 167 3 i furti in appartamento 170 4 le rapine in banca 172 5 senso di insicurezza e atteggiamento verso i reati 178 vii ­ la criminalitÀ organizzata 1 le organizzazioni criminali endogene 183 2 mafia 184 2.1 proiezioni nazionali ed internazionali 191 3 `ndrangheta 191 3.1 proiezioni nazionali ed internazionali 195 4 camorra 197 4.1 proiezioni nazionali ed internazionali 204 5 criminalità organizzata pugliese 204 5.1 proiezioni nazionali ed internazionali 209 6 maggiori organizzazioni criminali straniere operanti in italia 209 6.1 la criminalità albanese 209 6.2 la criminalità cinese 218 6.3 la criminalità rumena 226 6.4 la criminalità nigeriana 232 6.5 la criminalità nord africana 238 4

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indice 6.6 la criminalità dei paesi dell ex unione sovietica 244 6.7 la criminalità sudamericana 249 viii ­ la violazione della legge sugli stupefacenti 1 stato e andamento generale del narcotraffico 2 andamento dell attività antidroga in italia dal 1971 al 2006 2.1 operazioni antidroga 1971-2006 2.2 sequestri di stupefacenti 1971-2006 2.3 persone segnalate all a.g 1971-2006 2.4 stranieri segnalati all a.g 1971-2006 2.5 minori segnalati all a.g 1971-2006 3 narcotraffico 3.1 criminalità organizzata italiana 3.1.1 `ndrangheta 3.1.2 camorra 3.1.3 cosa nostra 3.1.4 criminalità pugliese 3.2 criminalità straniera in italia 3.2.1 criminalità albanese 3.2.2 criminalità colombiana 3.2.3 criminalità turca 3.2.4 criminalità africana 4 andamento dell azione di contrasto ai reati inerenti agli stupefacenti da parte delle forze di polizia in italia nel 2006 4.1 operazioni antidroga 4.2 sequestri di stupefacenti 4.3 persone segnalate all a.g 4.4 contrasto al traffico e spaccio di cocaina 4.5 contrasto al traffico e spaccio di eroina 4.6 contrasto al traffico e spaccio di derivati della cannabis 4.7 contrasto al traffico e spaccio di droghe sintetiche 4.8 sequestri di altre droghe 4.9 andamento decennale 1997-2006 5 contrasto al traffico di droga nelle regioni 5.1 operazioni antidroga 5.2 sequestri di stupefacenti 5.3 persone segnalate all a.g 6 comuni con oltre 300.000 abitanti 257 261 262 263 266 267 268 269 269 270 271 272 273 274 274 276 277 278 281 281 282 283 284 285 286 287 289 290 293 293 294 295 297 5

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rapporto sulla criminalità in italia analisi prevenzione contrasto 6.1 operazioni antidroga 6.2 sequestri di stupefacenti 6.3 persone segnalate all a.g 7 decessi per abuso di sostanze stupefacenti 7.1 storico 1971-2006 7.2 decennale 1997-2006 8 attività della direzione centrale per i servizi antidroga 8.1 coordinamento investigativo 8.2 cooperazione internazionale 8.3 precursori e sostanze chimiche essenziali 8.4 programmazione e coordinamento delle attività delle forze di polizia in materia di prevenzione delle tossicodipendenze ix ­ gli stranieri e la sicurezza 1 premessa 2 la presenza straniera in italia 3 le norme e i loro cambiamenti 3.1 il contrasto sul piano amministrativo le misure adottabili 3.2 l espulsione dal provvedimento all esecuzione 3.3 i centri per la gestione degli immigrati irregolari 4 il contrasto dell immigrazione irregolare 4.1 la pressione alle frontiere e i controlli esterni 4.2 la presenza straniera irregolare e clandestina e i controlli interni 4.3 vent anni di espulsioni in italia verso un bilancio 4.3.1 chi sono gli espulsi la nazionalità 4.4 chi viene espulso e chi no la nazionalità e il genere 4.5 2002-2006 il rendimento calante delle espulsioni come strumento di contrasto della presenza irregolare 4.6 un bilancio e una possibile interpretazione del rendimento declinante del sistema di contrasto dell immigrazione irregolare 4.7 il reato di permanenza e reingresso 5 gli stranieri e i reati 5.1 le tendenze generali 5.2 regolari e irregolari 5.3 i paesi di origine 5.4 genere e nazionalità 5.5 i reati degli stranieri nelle regioni meridionali ed insulari e in quelle centro-settentrionali 6 297 298 299 302 302 307 309 310 312 315 316 319 319 324 328 329 330 332 334 336 344 345 347 349 351 354 354 354 358 362 366 368

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indice 5.6 le vittime 372 5.7 la tratta di esseri umani 378 x ­ eversione e terrorismo 1 c.a.s.a 2 attività svolta 2.1 terrorismo internazionale 2.2 terrorismo interno 2.2.1 l area marxista-leninista 2.2.2 l area anarchica 3 attentati danneggiamenti ed intimidazioni violente 4 estremismo di sinistra 5 estremismo di destra 5.1 forza nuova 5.2 movimento sociale-fiamma tricolore 5.3 area non conforme 5.4 skinheads 6 la cooperazione internazionale di polizia 7 la valutazione della minaccia 7.1 terrorismo internazionale 7.2 terrorismo interno 7.2.1 brigate rosse per la costruzione del partito comunista combattente ala militarista 7.2.2 la seconda posizione ala movimentista 7.2.3 il movimento anarco-insurrezionalista xi ordine pubblico 1 manifestazioni di piazza 1.1 problematiche connesse al mondo del lavoro 1.2 problematiche connesse all attività dell area antagonista 1.3 problematiche connesse alla politica interna 2 convegni e conferenze di carattere nazionale e internazionale 2.1 la conferenza internazionale per il libano 2.2 il vertice governativo italo-francese 3 manifestazioni sportive 3.1 vendita dei biglietti 3.2 videosorveglianza 3.3 sicurezza strutturale degli impianti 416 416 417 418 418 419 419 419 420 420 420 7 389 390 390 394 394 396 399 400 405 406 406 407 407 408 409 409 411 411 412 412

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rapporto sulla criminalità in italia analisi prevenzione contrasto 3.4 le olimpiadi invernali di torino 2006 il sistema della sicurezza 424 3.5 il centro nazionale di informazione sulle olimpiadi ­ c.n.i.o 425 3.6 i numeri della sicurezza 426 xii attivitÀ di contrasto di prevenzione e di sicurezza 1 persone denunciate e arrestate 2 cattura dei latitanti pericolosi 3 misure di prevenzione personali e patrimoniali 4 controllo del territorio 5 programmi straordinari di prevenzione e contrasto 5.1 programma regione calabria 5.2 patto per la sicurezza di napoli e provincia 6 strategie di prevenzione 6.1 polizia di prossimità 6.2 programma operativo sicurezza nazionale per lo sviluppo del mezzogiorno d italia 7 fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell usura e fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso 7.1 vittime delle richieste estorsive e dell usura 7.2 vittime dei reati di tipo mafioso appendice tab a.1 reati denunciati dalle forze di polizia all a.g e reati registrati dalle forze di polizia nello sdi in italia dal 1984 al 2006 455 429 432 436 439 445 445 446 447 450 451 452 452 453 8

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i ­l andamento generale della criminalità i l andamento generale della criminalitÀ 1 premessa la preoccupazione per la criminalità costituisce ormai da qualche anno uno dei temi principali nel discorso pubblico del nostro paese per la verità il termine criminalità include un vasto insieme di eventi alcuni simili altri assai diversi tra di loro la criminalità economica ovvero i reati commessi nell ambito di un attività lavorativa legittima ­ come la corruzione l insider trading e così via ­ è molto diversa dalla criminalità violenta costituita da reati come omicidi e violenze sessuali la cosiddetta criminalità predatoria ­ rivolta a ottenere vantaggi illeciti sottraendo beni e risorse ai legittimi proprietari come avviene nel caso dei furti e delle rapine ­ è diversa dalla violenza politica o dai reati riconducibili a mercati illegali come quelli della prostituzione o della droga ma sempre più oggi è la criminalità comune l insieme degli omicidi delle violenze dei furti e delle rapine a essere al sud delle preoccupazioni dei cittadini dell attenzione dei mezzi di comunicazione di massa e delle richieste di intervento rivolte alle istituzioni obiettivo di questo rapporto è fornire conoscenze solide e quanto più accurate possibile sull andamento della criminalità nel nostro paese sulla sua distribuzione territoriale sulle caratteristiche dei reati che vengono commessi dei loro autori delle vittime e delle relazioni tra entrambi rispetto a fenomeni come il tasso di occupazione di iscrizione alle scuole superiori oppure all andamento dei prezzi o alla natalità i dati che riguardano la criminalità richiedono maggiori cautele nell interpretazione e nella lettura e questo per diversi motivi innanzitutto perché un reato sia contato nelle statistiche giudiziarie non basta che sia stato commesso occorre anche che esso venga osservato da qualcuno reso noto alle forze di polizia o ad un organo del sistema penale e infine correttamente registrato anche il ruolo delle forze di polizia in questo delicato ingranaggio non può essere sempre uguale in certi casi esso è decisivo nel senso che la sco 9

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rapporto sulla criminalità in italia analisi prevenzione contrasto perta e quindi la registrazione del reato presuppone una specifica attività investigativa svolta su iniziativa delle forze di polizia in altri la registrazione avviene in seguito alla denuncia della vittima a cui fanno però seguito attività investigative oltre alla trasmissione della denuncia stessa agli organi giudicanti i primi sono i cosiddetti reati senza vittima ad esempio il gioco d azzardo i secondi sono i reati con una vittima individuale o con personalità giuridica come una banca il numero dei reati registrati nelle statistiche ufficiali rappresenta quindi solo una parte di quelli effettivamente compiuti molti reati infatti pur essendo stati commessi restano nascosti e non vengono registrati la quota di reati nascosti sul totale di quelli commessi viene generalmente chiamata numero oscuro e le proporzioni di questo numero oscuro variano a seconda del tipo di reato soprattutto in funzione della sua gravità e a seconda che tale reato sia solo tentato o consumato gli omicidi per fare solo l esempio più evidente difficilmente sfuggono ­ specie quando consumati ­ alla rilevazione da parte delle forze di polizia e della magistratura non è lo stesso per un reato come il furto dove è forte la tendenza da parte della vittima a valutare costi e benefici per decidere se comunicare l evento cioè denunciare l accaduto alle forze di polizia in altri casi ad esempio nei reati a sfondo sessuale sono invece fattori di tipo culturale o come nell usura il particolare rapporto tra l autore e la vittima a influire sulla decisione di denunciare o meno il reato subito nel caso delle violenze sessuali ad esempio sappiamo che queste sono denunciate in meno del 10 dei casi nonostante queste maggiori difficoltà di lettura le statistiche penali possono offrire indicazioni non solo preziose ma anche sufficientemente attendibili sull andamento della criminalità nel nostro paese tanto più attendibili oggi grazie soprattutto alle ricerche fatte negli ultimi anni proprio per cercare di stimare il numero oscuro di reati e tenere sotto controllo la fonte principale di incertezza nella loro determinazione quantitativa in questo capitolo useremo anche queste stime per misurare le dimensioni della criminalità nel nostro paese per quanto di non facile lettura il dato statistico sulla criminalità può essere dunque interpretato presumibilmente oggi più di ieri in modo rigoroso e metodologicamente consapevole È questa la premessa di metodo che sottende l analisi generale dell andamento della criminalità presentata in questo primo capitolo che utilizza le informazioni statistiche più attendibili relative a omicidi tentati e consumati furti e rapine in un arco temporale quarantennale la scelta di analizzare la criminalità con uno sguardo che potremmo definire almeno di medio periodo rimanda a una premessa metodologica della nostra analisi per molti versi elementare e normalmente adottata nello studio di altri fenomeni sociali non congiunturali come quelli demografici ad esempio ma in realtà 10

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i ­l andamento generale della criminalità stranamente poco diffusa nella ricerca e nel dibattito sulla criminalità nel nostro paese in questo campo infatti non solo nella stampa e in generale nei mezzi di comunicazione di massa ma a volte anche tra gli esperti è invalso discutere di cambiamenti tra un anno e un altro e interpretare tali cambiamenti come segni della crescita o della diminuzione dei reati la particolare struttura temporale della criminalità però rende del tutto sterile tale esercizio i cambiamenti nella frequenza con cui avvengono i reati sono infatti tendenzialmente lenti e inoltre trattandosi di eventi rari spesso variazioni contingenti anche modeste nel numero di reati possono dare l impressione di una crescita o di una diminuzione che invece risultano increspature di una tendenza non appena si estenda anche di poco l arco temporale di riferimento È proprio per ovviare agli effetti indesiderati di tale errore prospettico che alla base delle analisi che presentiamo da qui in avanti opera l assunto secondo il quale per capire gli andamenti in atto nella diffusione di comportamenti criminali e nella produzione di reati è necessario osservare e quindi tenere sotto controllo lunghi periodi di tempo e non limitarsi a confronti su scala annuale o al massimo bi o triennale È solo nel lungo periodo ­ misurabile almeno in decenni ­ che si stabilizzano i trend sociali e si possono dunque apprezzare e misurare in modo metodologicamente consapevole linee di tendenza oscillazioni picchi e cadute nei paragrafi che seguono esamineremo dunque l andamento dei reati in italia negli ultimi quarant anni così come registrati dalle due fonti statistiche ufficiali raccolte nel nostro paese per questo tipo di fenomeni la statistica prodotta dagli uffici giudiziari e riferita ai reati per i quali l autorità giudiziaria ha iniziato l azione penale e la statistica costituita dai reati denunciati alla magistratura dalle forze di polizia come vedremo subito però negli ultimi anni importanti innovazioni sono state introdotte nelle modalità con cui le forze di polizia registrano e presentano i dati sui reati prima quindi di affrontare il cuore di questo capitolo è necessario dare conto di tali innovazioni comprendendo le quali sarà poi possibile interpretare correttamente le tendenze della criminalità che costituiscono l oggetto specifico di questo capitolo 2 il cambiamento delle fonti statistiche per lo studio della criminalità in italia in italia fino a pochi anni fa erano due le fonti a cui gli studiosi si rivolgevano per analizzare la criminalità in due snodi diversi del sistema penale le forze di polizia polizia di stato carabinieri e guardia di finanza e la magistratura raccoglievano dati sui reati denunciati i primi sui reati dei quali erano venuti a conoscenza per denunce fatte da cittadini o per indagini proprie le seconde sui reati 11

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rapporto sulla criminalità in italia analisi prevenzione contrasto per i quali era stata avviata dalla stessa magistratura l azione penale la prima fonte era prodotta dalla polizia di stato dai carabinieri e dalla guardia di finanza che attraverso i propri organismi periferici trasmettevano mensilmente passando attraverso le prefetture all istituto centrale di statistica istat i dati numerici riassuntivi circa i reati di cui erano venuti a conoscenza più dettagliatamente essa assumeva come elementi di base le informative trasmesse dalle forze di polizia all autorità giudiziaria la cadenza era mensile e la rilevazione riguardava tutti i delitti previsti dal codice penale con una classificazione meno ampia di quella adottata nella seconda fonte in relazione al numero di fattispecie ma con una diversa articolazione della casistica relativa ad alcuni tipi di reati in particolare i furti e le rapine e una disaggregazione territoriale su base provinciale che consentiva anche di distinguere i capoluoghi dal territorio delle province la seconda fonte era prodotta invece dagli uffici giudiziari che inviano i dati ­ dal 1984 a cadenza trimestrale ­ all istat dopo aver provveduto a una loro prima rilevazione dapprima giornaliera quindi mensile tramite annotazione su appositi registri essa esiste dalla fine del secolo diciannovesimo prende come elemento iniziale della rilevazione l inizio del procedimento penale rileva un notevole ventaglio di fattispecie penali però senza ulteriore articolazione in relazione ad aspetti particolari come fanno invece le statistiche della delittuosità è disaggregata territorialmente secondo diversi livelli istituzionali regioni province comuni capoluogo e non È nella prima di queste due fonti quella delle forze di polizia che a partire dal 2004 sono state introdotte innovazioni di grande importanza che mutano del tutto modi tempi e contenuti del processo di raccolta dei dati a partire da quell anno infatti il vecchio sistema di trasmissione all istat dei dati relativi alle denunce sul modello 165 il prospetto su cui ciascuna delle tre forze di polizia trascriveva il numero di reati di cui era venuta a conoscenza è stato sostituito con un nuovo sistema di rilevazione molto diverso e assai più efficiente e ricco di informazioni si tratta del cosiddetto sdi acronimo di sistema di indagine sdi è una banca dati che raccoglie informazioni e comunicazioni di cui le forze di polizia sono venute a conoscenza il contenuto dello sdi può essere ricondotto a due grandi categorie fondamentali 1 fatti cioè avvenimenti d interesse per le forze di polizia che a loro volta si distinguono in reati ed eventi non sanzionati penalmente 2 provvedimenti cioè atti formali emessi dalle autorità competenti nei confronti di soggetti od oggetti coinvolti in uno specifico reato o evento per quanto riguarda i fatti l unità di rilevazione della banca dati non è necessariamente un reato o la denuncia di un reato bensì il cosiddetto fatto sdi un termine che include qualsiasi avvenimento di interesse per le forze di polizia sul 12

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i ­l andamento generale della criminalità fatto sdi vengono raccolte molte informazioni come il luogo in cui tale fatto è accaduto con indicazioni sulla città la via e il numero civico o l ubicazione l ora e così via se per esempio il fatto sdi è un reato di esso viene registrato se si tratta di un delitto consumato tentato o simulato e viene raccolta una descrizione dell evento gli individui possono essere inseriti nella banca dati in veste di autori di denunce vittime di reati autori di reati o persone sospettate di avere commesso reati di questi vengono raccolte molte informazioni relative a caratteristiche sociodemografiche e altre di interesse investigativo come eventuali precedenti penali o segnalazioni ovvero informazioni provenienti da indagini condotte dalle forze di polizia o ancora provvedimenti emessi nei loro confronti dalle autorità competenti gli oggetti registrati nei fatti sdi possono essere documenti automobili targhe armi opere d arte beni rubati o qualsiasi altro oggetto di interesse per il sistema sdi in questo caso sono raccolte molte informazioni per esempio di un veicolo vengono rilevate la cilindrata la marca il modello la targa e così via di un arma caratteristiche come il tipo la matricola il proprietario il sistema è integrato e permette quindi di collegare tra di loro informazioni su unità di rilevazioni diverse ovvero di mettere in relazione tabelle che contengono informazioni sulle diverse unità di rilevazione cui abbiamo sinteticamente fatto cenno eventi autori vittime ecc queste informazioni hanno naturalmente un interesse investigativo ma alcune di esse sono utili anche allo studioso È possibile ad esempio studiare le relazioni che intercorrono tra l autore e la vittima di un determinato reato e le combinazioni tra le caratteristiche di entrambi oppure analizzare il luogo in cui un reato è avvenuto sia a livello di singolo comune che di singola via di quello specifico comune e confrontarlo con le caratteristiche delle vittime e degli autori o ancora analizzare le caratteristiche di beni rubati e così via si tratta quindi di una banca dati dalle grandi potenzialità oltre alle differenze di cui abbiamo detto un ulteriore cambiamento dipende dal fatto che il modello 165 era compilato dalla polizia di stato dall arma dei carabinieri e dalla guardia di finanza le informazioni contenute in sdi invece provengono da tutte le forze di polizia compresa la polizia penitenziaria la direzione investigativa antimafia il corpo forestale dello stato e indirettamente i corpi di polizia locali e le capitanerie di porto la sostituzione del modello di rilevazione cartaceo con il sistema sdi comporta tuttavia anche alcuni costi il principale dei quali è l insorgenza di alcune difficoltà nella continuazione della serie storica esistente per questa ragione non è o almeno non è sempre corretto confrontare la serie iniziata nel 2004 con l introduzione dello sdi con i dati precedenti queste due serie sono diverse per strumento di rilevazione impiegato per le fonti 13

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rapporto sulla criminalità in italia analisi prevenzione contrasto che effettuano la rilevazione per la classificazione impiegata nel corso della rilevazione come vedremo tuttavia i dati appaiono coerenti quando consideriamo grandi aggregazioni di reati come il complesso dei furti e delle rapine viceversa appaiono eccessivamente discrepanti quando si entra nel dettaglio di specifiche forme di furto o di rapina inoltre è bene ricordare che l entrata a pieno regime del sistema sdi non può essere posta nel 2004 ma nel 2006 per questa ragione quando analizzeremo nel dettaglio i diversi tipi di furti e di rapine dovremo introdurre un interruzione per il periodo 2004/05 e far riprendere la serie nel 2006 per completezza va ricordato che accanto a questi due archivi alcuni reati specifici possono essere studiati sulla base di fonti speciali compilate da istituzioni la cui attività può essere connessa con specifici reati così i dati forniti dall associazione bancaria italiana saranno impiegati in uno specifico capitolo per studiare le rapine ai danni di sportelli e agenzie bancarie in questo capitolo invece faremo ricorso a una fonte aggiuntiva per studiare un fenomeno criminoso specifico gli omicidi consumati nel caso degli omicidi infatti le due fonti principali quella delle forze di polizia e quella della magistratura presentano discrepanze che vanno spiegate e risolte il graf.i.1 mostra l andamento del tasso di omicidi in italia dal 1968 la linea costruita sulla base dei dati forniti dalla magistratura disegna un quadro del tutto diverso da quello che si ottiene osservando i dati delle forze di polizia secondo la magistratura infatti a partire dalla metà degli anni novanta si sarebbe registrato un aumento degli omicidi mentre secondo i dati delle forze di polizia sarebbe avvenuto esattamente l opposto dobbiamo spiegare questa differenza chiarendo fin da subito che i dati della magistratura presentano seri limiti per lo studio degli omicidi e che la serie costruita con essi deve essere considerata meno affidabile di quella delle forze di polizia la magistratura opera infatti in modo diverso dalle forze di polizia per quanto riguarda la registrazione di questi delitti l autorità giudiziaria infatti può avviare l azione penale per omicidio anche in casi di eventi che poi vengono ridefiniti come suicidi o come morti naturali o dovute a disgrazia inoltre in alcuni casi l azione penale può essere avviata più volte per uno stesso omicidio se nuovi autori vengono identificati in questo senso le differenze tra l ammontare degli omicidi secondo la magistratura e secondo le forze di polizia sono riconducibili alle diverse procedure di rilevazione ma in particolare al fatto che al contrario di quanto avviene nel caso dei dati forniti dalla magistratura le forze di polizia modificano l informazione errata una volta che cambi la definizione del reato o che nuove informazioni ne precisino le caratteristiche la divaricazione tra le serie che inizia dalla metà degli anni novanta è però probabilmente dovuta all introduzione del nuovo codice di procedura penale risalente al settembre 1988 in conseguenza di questo cambiamento a differenza del passato è più 14

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i ­l andamento generale della criminalità facile che un caso inizialmente definito come omicidio ma successivamente come morte naturale resti nel registro generale ed è proprio quest ultimo a costituire la fonte sulla base della quale l autorità giudiziaria compila le statistiche sugli omicidi dobbiamo quindi ricorrere ai dati provenienti da una terza fonte assai solida quella della cause di morte raccolti dall organizzazione mondiale della sanità su base annua e internazionale questi dati confermano pienamente l andamento mostrato dai dati delle forze di polizia e accreditano il calo assai consistente degli omicidi che nel nostro paese è iniziato nel 1992 e di cui parleremo nel prossimo paragrafo 3 quarant anni di reati violenti e contro il patrimonio in italia in questo paragrafo tanto i dati forniti dalle forze di polizia per l ultimo triennio con il sistema sdi che quelli forniti dalla magistratura verranno utilizzati congiuntamente allo scopo di fornire un quadro quanto più affidabile possibile dell andamento della criminalità in primo luogo prenderemo in considerazione due reati violenti che destano grande preoccupazione per la loro gravità ovvero gli omicidi tentati e quelli consumati ma faremo cenno anche alle lesioni dolose e alle violenze sessuali in secondo luogo considereremo l aggregato delle rapine e dei furti l arco temporale analizzato sarà quarantennale ovvero il periodo dal 1968 al 2006 nel paragrafo successivo aumenteremo il dettaglio e analizzeremo separatamente gli andamenti di alcuni specifici tipi di rapine e di furti ma l arco temporale sarà più delimitato gli omicidi consumati e tentati presentano un andamento molto chiaro negli ultimi quarant anni con gradi e con velocità diverse infatti entrambi questi reati crescono sensibilmente dalla fine degli anni sessanta all inizio degli anni novanta nel 1991 entrambi raggiungono infatti un picco che non sarà mai né superato né raggiunto nel periodo successivo e dopo il quale entrambi i reati registrano una diminuzione che sarà particolarmente sensibile nel caso degli omicidi consumati consideriamo gli omicidi consumati una categoria all interno della quale ricomprendiamo gli omicidi volontari consumati gli omicidi preterintenzionali e gli infanticidi dopo la forte crescita iniziata negli anni settanta il tasso di omicidi ha raggiunto un picco nel 1991 da quell anno il numero di omicidi commesso nel nostro paese ha iniziato a diminuire molto rapidamente secondo i dati delle forze di polizia per esempio per trovare un tasso di omicidi consumati pari a quello odierno dovremmo tornare indietro fino all inizio degli anni settanta molto prima dell avvio del ciclo espansivo che portò in un ventennio gli omicidi a crescere in proporzione più che tripla nel 2006 quindi il tasso di omicidi è stato il più basso 15

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rapporto sulla criminalità in italia analisi prevenzione contrasto degli ultimi trent anni il graf i.2 mostra separatamente l andamento di due diversi tipi di omicidio gli omicidi legati alla criminalità organizzata e quelli legati alla criminalità comune È facile vedere che è stata la criminalità organizzata a dare il contributo maggiore alla crescita degli omicidi in italia nel periodo 1988-1992 a partire da quell anno le forze di polizia hanno però ottenuto notevoli successi nella lotta alla criminalità organizzata e quest azione ha determinato un vero e proprio crollo dei relativi omicidi che dalla metà degli anni novanta hanno registrato livelli addirittura inferiori a quelli precedenti l avvio del picco nel 1991 anno di picco le statistiche delle forze di polizia attribuivano alla criminalità organizzata oltre 700 dei 1.918 omicidi avvenuti in quell anno nel 2006 gliene attribuivano solo 109 dei 621 avvenuti quell anno a questo si aggiunge il declino anche degli omicidi della criminalità comune riconducibili a scopi di furto o rapina che dal 2004 si sono ridotti tra le due e le tre decine dopo aver raggiunto e superato il centinaio a cavallo degli anni novanta graf i.1 omicidi consumati dolosi preterintenzionali infanticidi denunciati dalle forze di polizia e omicidi consumati per i quali l a.g ha iniziato l azione penale tassi per 100.000 abitanti italia anni 1968-2006 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 forze di polizia 1,5 1,0 0,5 0,0 1968 1970 1972 1974 1976 1978 1980 1982 1984 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 omicidi per i quali l a.g ha avviato l azione penale cause di morte fonte per le cause di morte who mortality database elaborazioni dell autore sui files originali icd-7 icd-8 icd-9 www.who.org e del dipartimento della p.s 16

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i ­l andamento generale della criminalità graf i.2 omicidi legati alle attività della criminalità organizzata e della criminalità comune in italia tassi per 100.000 abitanti 1984-2006 1,4 1,2 omicidi di tipo mafioso 1 0,8 0,6 0,4 0,2 omicidi a scopo di furto o rapina 0 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 fonte elaborazione su dati istat e del dipartimento della p.s consideriamo ora gli omicidi tentati la flessione di questo reato iniziata anch essa contemporaneamente a quella degli omicidi consumati è stata meno rapida nonostante questo entrambe le fonti impiegate segnalano una svolta dopo il 1991 che ha portato gli omicidi tentati al livello più basso registrato negli ultimi vent anni l andamento degli omicidi consumati e di quelli tentati è confermato nelle sue linee generali da entrambe le fonti disponibili un elemento questo che ­ insieme al basso numero oscuro per questo tipo di reati ovvero al livello assai modesto di reati non denunciati ­ ci spinge a riconoscere nella dinamica delle denunce descritta l andamento effettivo di questo reato negli ultimi 40 anni 17

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