Voghera. La rivoluzione urbanistica del XIX secolo.

 

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Questo e-book è il risultato del laboratorio didattico promosso dall'Archivio storico civico di Voghera in collaborazione con il Liceo statale "G. Galilei". Si ripercorre l'evoluzione urbanistica che la città di Voghera ha vissuto nel XIX secolo, attraver

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voghera la rivoluzione urbanistica del xix secolo laboratorio didattico presentazione siamo molto orgogliosi di presentare questo primo e-book realizzato in collaborazione con gli studenti della 2 b ­ sezione classica s grattoni del liceo statale g galilei di voghera nel corso dell anno scolastico 2012-2013 i ragazzi si sono impegnati con il supporto determinante della loro docente prof.ssa aurora bonfoco in un laboratorio didattico promosso dall archivio storico civico di voghera incentrato sulle fonti storiche per lo studio dell evoluzione urbanistica della città ottocentesca nonostante il poco tempo a disposizione è stata sicuramente un opportunità di crescita culturale e di conoscenza consapevole del proprio territorio abbiamo voluto abbinare a un azione tradizionale di ricerca storica l uso delle tecnologie digitali per la divulgazione dei risultati e delle conoscenze acquisite abbiamo quindi imparato a fare un e-book un libro elettronico sicuramente una forma di pubblicazione con enormi potenzialità rispetto all editoria tradizionale i ragazzi hanno elaborato i testi e selezionato le immagini in giro per le vie e le piazze hanno scattato anche le foto della città di oggi poi insieme all archivista alcuni di loro si sono impegnati nell impaginazione e nell elaborazione informatica quello che segue è il risultato sicuramente migliorabile di questo lavoro ma siamo solo agli inizi un ringraziamento particolare va alla dott.ssa mara pozzi di archivi.doc studio associato che ci ha validamente supportato in questa impresa dott.ssa natalia stocchi direttore dell archivio storico civico di voghera

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le origini medievali di voghera le testimonianze architettoniche risalenti alla voghera medievale e giunte fino a noi nelle forme originali sono veramente poche tali da non permettere a prima vista di avere precisi riferimenti all epoca storica in cui il borgo veniva assumendo un ruolo di rilievo politico e strategico molti edifici religiosi sono scomparsi nel xvi e xvii secolo ma è soprattutto tra il xix e il xx secolo che voghera è soggetta ai cambiamenti più significativi tuttavia nonostante la perdita di tutti gli edifici medievali ad eccezione della chiesa di sant ilario e del castello visconteo l impianto urbanistico di voghera è rimasto pressoché immutato nel corso dei secoli fin dall xi secolo l area intorno alla pieve di s lorenzo era diventato il centro della città al xii secolo risale la costruzione di un castello o meglio di una cinta fortificata a difesa dell edificio religioso e delle abitazioni attorno ad esso il circuito della cinta corrispondeva a nord con la strata romea oggi via emilia e sugli altri lati con le attuali via bidone isola mazzini e largo mollino dal xiii secolo nella piazza della pieve si fronteggiavano il principale edificio religioso del borgo e il palatium pubblico qui si teneva il mercato settimanale del venerdì la crescita demografica tra la seconda metà del xii secolo e la prima metà del xiii secolo comportò la rapida espansione del nucleo centrale e la costruzione di una nuova cinta difensiva che includesse anche i borghi sorti oltre il castrum un esagono irregolare con la base più corta rivolta a sud la pera che oggi corrisponde alla circonvallazione interna vie xx settembre piazza san bovo via matteotti via don minzoni via gramsci insediamenti si aggiunsero poi all esterno delle mura ma vennero in seguito abbandonati quando dopo alcuni decenni la popolazione vogherese cominciò a decrescere per carestie guerre ondate epidemiche e lo spazio all interno delle mura fu sufficiente ad ospitarla il volto di voghera alla fine del trecento probabilmente non si discostava molto dalla città dell inizio del xviii secolo come la vediamo nella mappa redatta in occasione della realizzazione del ca-

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tasto asburgico del 1723 avviato da carlo vi nel 1718 fu terminato nel 1760 durante il regno della figlia maria teresa ed è noto quindi come catasto teresiano il borgo era tagliato a metà dalla strata romea che entrava in città da porta san pietro e ne usciva da porta rossella la romea non passava per la centrale piazza della pieve alcune vie si immettevano nel centro abitato da porta pareto da porta sant ilario e da porta santo stefano vi erano quindi cinque porte e il suolo urbano era diviso in cinque quartieri denominati porte sin dal medioevo alla fine del xiv secolo nella zona meridionale del borgo venne infine costruito il castello di porta santo stefano il perimetro esterno delle mura era protetto da un fossato e da un terrapieno e nel fossato scorreva l acqua derivata attraverso canali dalla staffora già dal x secolo era stato costruito un primo canale aquaductus magnus che entrava nel borgo e a fine trecento approvvigionava di acqua gli abitanti e alimentava le ruote dei mulini adibiti alla molitura dei cereali e alla follatura dei panni solo alcuni erano situati entro la cinta muraria a questo primo canale se ne erano aggiunti altri il più importante dei quali fu nel xii secolo il lagozinus parvus altre attività produttive entro le mura erano i forni mentre le fornaci erano situate in aree suburbane all inizio del xv secolo dentro l oppidum e nei sobborghi vivevano circa cinquemila persone gli abitanti del borgo entro la cinta fortificata saranno 5.300 nel 1760 e 8.600 nel 1816 poco prima della demolizione delle mura.

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le testimonianze architettoniche della voghera medievale il castellarium la piazza della pieve di san lorenzo definita castellarium nell xi secolo poi piazza grande quindi piazza vittorio emanuele ii e infine piazza del duomo rappresenta sin dal xiii secolo un polo di centrale importanza poiché in essa si collocano uno di fronte all altro il principale edificio religioso oggi il duomo e il palatium pubblico l attuale municipio oltre ad essere il centro religioso e politico il castellarium era il centro commerciale per eccellenza il luogo in cui sul lato settentrionale tra la chiesa e il palatium comunale e su quello meridionale la plathea si teneva il mercato settimanale chiamato forum e frequentato sia dagli abitanti del borgo sia dai forestieri purché disarmati per quanto riguarda l aspetto strutturale il suolo era molto irregolare in alcuni punti più basso dei portici selciati di ciottoli e con soffitto di legno dietro al campanile si trovava sino al 1770 il cimitero la costruzione di quello nuovo fuori le mura dell attuale piazza san bovo iniziò nel 1757 a sua volta venne poi sostituito dal nuovo cimitero fuori porta pareto a 600 metri di distanza dalla città nel 1825 a destra del duomo si alzava un isolato di case detto rebecchino in cui era alloggiato il corpo di guardia della guardia nazionale e che venne demolito nel 1904 il rialzamento la livellazione e la selciatura progettati nel 1808 ebbero esecuzione nel 1820 una nuova selciatura fu fatta nel 1873 nel 1846 vennero lastricati i portici e poi ancora nel 1881 una nuova sistemazione complessiva fu realizzata nel corso della seconda metà dell ottocento nel 1855 l ingegnere municipale paolo cornaro aveva rilevato la figura perimetrale della piazza e ne aveva calcolato la superficie mq 10.511 parte da destinare al libero transito e parte da destinare al commercio il suo progetto prevedeva anche la costruzione di un sagrato ellittico e sopraelevato davanti al duomo mai realizzato il sagrato attuale è posteriore di un secolo

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un altro progetto redatto dagli ingegneri edoardo zucchi e gian matteo borroni votato dal consiglio comunale nel 1882 prevedeva la demolizione dei portici medievali tutto il porticato medievale alle spalle del duomo venne demolito e in seguito anche quello sul fianco sinistro ad eccezione del tratto di casa barenghi ora nava nel 1887 venne demolita la secentesca chiesa di san giuseppe per allargare l imbocco di via cavour nel corso del secolo i proprietari delle case affacciate sulla piazza rimisero a nuovo le facciate degli edifici la pieve e il duomo di s lorenzo la pieve di s lorenzo di architettura romanica e probabilmente a tre navate fu sin dal xiii secolo il più importante edificio religioso del borgo di voghera secondo gli statuti della pieve del 1358 la chiesa era dotata di un campanile di numerose cappelle di un coro nell abside dell altar maggiore e di una sagrestia nella quale venivano custoditi i libri liturgici vi erano anche le case dei canonici e dei depositi in cui venivano portati i canoni in natura dai concessionari dei beni pievani nel xv secolo erano 160 per oltre 150 ettari dietro il campanile c era il cimitero.

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al di fuori dell edificio nella piazza detta castellarium affluivano non solo fedeli ma anche coloro che si recavano al mercato o al palazzo comunale sul finire del trecento il campanile di s lorenzo cominciò a scandire oltre ai ritmi religiosi con il suono delle campane anche quelli della vita civile mediante un orologio appositamente costruito alla fine del xvi secolo la chiesa era in precarie condizioni e venne successivamente demolita sulla stessa area venne edificato nei primi anni del seicento su disegno dell architetto bolognese antonio maria corbetta l edificio attuale di stile toscano privo però di facciata l interno era a tre navate con cupola centrale a pianta circolare rivestita esternamente da un tiburio ottagonale gli altari intorno alla metà del seicento erano sette l interno è stato più volte restaurato tra il 1830 e il 1870 col rifacimento anche del pavimento negli anni settanta dell ottocento si riprese a parlare della facciata del duomo nell ottica del decoro urbano della piazza nel novembre 1870 fu bandito un concorso e un apposita commissione tecnica scelse e premiò il progetto dell architetto milanese carlo maciachini a cui venne data esecuzione negli anni 1874 75 i lavori furono infine ripresi nel 1877 e conclusi il 22 agosto 1881 con la collocazione sul frontone delle tre statue di santi s lorenzo s bovo e s rocco l edificio venne poi completato con la costruzione della cappella di s teresa nel 1929.

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il palazzo municipale il palazzo comunale è stato ricostruito nel 1348 la struttura di oltre 200 mq ospitava al piano terreno il tribunale la sala grande per le riunioni del consiglio generale e di quello dei dodici sapienti e un vano per le carceri al secondo piano dello stabile si trovavano gli appartamenti del podestà e dei funzionari familia che collaboravano con lui nell amministrazione della giustizia al secondo piano si trovava la camera di tortura dopo la demolizione dell edificio medievale nello stesso luogo venne costruito quello attuale 800 mq coperti nella prima metà dell ottocento il progetto del 1829 dell ingegnere milanese giacomo moraglia venne rimaneggiato prima della costruzione dall architetto gioacchino dell isola l edificio venne collaudato nel 1848 in stile neoclassico il palazzo è costruito su tre piani il piano terreno è porticato ad arcate sorrette da robusti pilastri ora è destinato ad uso commerciale la parte centrale è leggermente avanzata rispetto al corpo dell edificio ed è abbellita da quattro lesene con capitelli ionici che sorreggono l ampio timpano sovrastante che racchiude lo stemma civico al centro è un piccolo cortile con fontana e un ampio scalone porta al primo piano sullo scalone principale in apposite nicchie sono presenti i busti di paolo sacchi e giovanni plana i locali del primo piano sale per le riunioni della giunta e del consiglio comunale sono stati affrescati e decorati dai pittori federico moja e luigi morgari di torino dopo un incendio che nel 1853 distrusse le prime decorazioni il soffitto dell attuale sala consiliare venne rifatto nel 1870 dal morgari con l antica tecnica dell encausto il pittore rappresentò la cerimonia di consegna delle pa-

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tenti di città a voghera nel 1770 da parte di carlo emanuele iii di savoia gli stucchi sono opera di domenico induno poi restaurati da arnaldo ferraguti nel primo centenario della morte di giovanni plana 1964 l ente pro oltrepò fece murare in ricordo dello scienziato vogherese una lapide con epigrafe sotto i portici del palazzo comunale il palazzo municipale è detto anche nel dialetto locale palassi d città ed è anche qualificato dalla stampa locale palazzo gounela dal nome di un usciere molto caratteristico raffigurato dal pittore morgari nella sala consiliare il castello visconteo prospiciente la via xx settembre e la retrostante piazza della liberazione il castello attuale sorse nel sito di precedenti fortificazioni romane e poi medievali dei secc xi-xiii la costruzione di un più ampio castello secondo i disegni di ottarello de meda e di andrea de mutina fu ordinata da galeazzo ii visconti al podestà di voghera maffiolo castiglioni nel 1372 furono obbligati a contribuire alle spese tutti gli abitanti di ogni condizione sociale compresi gli ecclesiastici l edificio sorse nella zona meridionale del borgo interrompendo la cinta muraria a livello di porta santo stefano e come molti altri voluti dalla medesima casata era rivolto sia verso il borgo lati settentrionale e orientale sia verso il territorio circostante lati meridionale e occidentale i lavori di realizzazione vennero scanditi in due fasi la prima avviata negli anni cinquanta e conclusasi nei primi anni del decennio successivo la seconda iniziata nel 1372 ed ultimata nel 1377 quando si iniziò lo scavo del fossato i lavori si erano svolti lentamente a causa dei costi molto elevati e delle difficoltà di trasporto dei materiali edilizi.

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una vera e propria sistemazione del castello si ebbe solo con i dal verme divenuti signori della città nel 1436 a un successivo intervento cinquecentesco sono dovuti il porticato interno dell ala nord e il piano soprastante originariamente l edificio presentava una pianta a l circondata durante la seconda fase di costruzione da un fossato e modificata fino a darle l attuale pianta quadrata con un robusto basamento a scarpa con quattro torri angolari e due sugli ingressi principali a nord e a sud quest ultima è l unica ancora esistente precedute da rivellini caratteristica trecentesca sono i merli ghibellini oggi immurati sia sulla torre sia sulla facciata sud sopra l ingresso della torre sono ancora visibili tracce dei bolzoni del ponte levatoio questi caratteri tipicamente militari dell edificio si abbinano come generalmente nell architettura viscontea a quelli residenziali corpi di fabbrica con copertura a tetto stanze e saloni al primo piano sobri elementi decorativi nelle finestre a sesto acuto presenza del giardino recentemente ricostruito l entrata con ponte levatoio sulla attuale piazza della liberazione era riservata ai signori mentre la truppa accedeva all edificio dal ponte levatoio sull attuale via xx settembre gli alloggiamenti militari e le scuderie erano al piano terreno il prospetto nord è il più manomesso significativa fu la distruzione del torrione di mezzo da parte dei francesi nel 1647 in seguito fu sistemata la facciata con la porta centrale e la balconata neoclassica di epoca napoleonica e rifatta la parte superiore più conservato il prospetto sud dove si trovano l unico tipo di finestra originale ad arco acuto e decorata in cotto i bolzoni del ponte levatoio la forma dei merli ghibellini dopo aver ospitato i vari signori succedutisi nel tempo il castello fu dichiarato fabbrica nazionale durante l occupazione francese il lato sud fu convertito in carcere tra il 1800 e il 1807 mentre nel 1831 venne posto nella parte superiore del lato nord dell edificio il tribunale attivo fino al 1873 il carcere fu infine trasferito nel 1986 e dopo una prima analisi scientifica della struttura sono stati rifatti i tetti e sono iniziati i lunghi lavori di ristrutturazione.

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nonostante il degrado in cui versava il castello è oggi in parte visitabile sono riapparsi ambienti vasti e dignitosi al primo piano due saloni per tutta la lunghezza dei lati sud quattrocentesco con soffitto ligneo e nord seconda metà del cinquecento con volta e decorazioni floreali e affreschi la sala quadrata dell ala est forse adibita a studiolo percorsa in alto da un fregio con stemmi in buona parte scomparsi e con frammenti di affreschi raffiguranti le muse sulle pareti la cui attribuzione a bartolomeo suardi detto il bramantino è molto attendibile palazzetto nava il palazzetto nava è l unico esempio di architettura civile medievale ancora presente nella città di voghera lo stile lascia intuire la costruzione risalente al xiii xiv secolo il porticato presenta infatti belle arcate ogivali gotiche appartenuto alla famiglia barenghi nel 1871 venne acquistato da luigi nava e restaurato nel 1904 secondo il progetto dell ingegner vittorio storchi furono mantenute le arcate del porticato e ripristinate le antiche orditure in mattoni a cotto del piano terreno e le finestre ad archi a sesto acuto con abbellimenti in cotto del primo piano il secondo piano è coronato da un maestoso cornicione con intelaiatura in legno sorretto da mensole in granito l edificio dopo il restauro venne adibito ad uso abitativo e oggi anche commerciale al piano terreno.

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le trasformazioni ottocentesche nel corso dell ottocento la città di voghera conobbe un rinnovamento urbanistico dopo che per secoli aveva mantenuto le sembianze di un centro agricolo e la struttura medievale vedi il piano d ornato del 1877 sotto a cura dell ing municipale paolo cornaro il borgo occupava una posizione strategica poteva vantare la vicinanza a stradella al tortonese e al po e per tale motivo i traffici commerciali avevano una certa rilevanza sebbene fossero gestiti dai vogheresi solo in minima parte il territorio infatti proprio per la sua collocazione nel xviii secolo era conteso tra pavia milano tortona e genova e ancora all inizio del secolo successivo la proprietà terriera era in mani estere con la conseguente scarsità di capitali e di incentivi all investimento visto che i redditi venivano portati e spesi altrove dagli inizi dell ottocento vi fu una graduale crescita del capitale di proprietà della borghesia locale ai danni dei proprietari terrieri esteri ne conseguì uno sviluppo artigianale e commerciale nonché un aumento degli investimenti in campo edilizio dell istruzione e dei consumi si espanse allora il settore serico il vapore prese il posto dell energia idraulica nella seconda metà degli anni cinquanta arrivò la ferrovia la classe dei proprietari terrieri che dominavano economicamente e politicamente voghera continuò però a preferire l investimento terriero a quello industriale e nonostante pochi coraggiosi imprenditori neanche dopo il superamento delle crisi degli anni sessanta e settanta del xix secolo l industria riuscì a decollare

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negli stessi decenni voghera dunque subì una trasformazione strutturale con il proposito di accrescere l ordine e la pulizia della città vennero demolite le alte mura e altri edifici medievali nel 1839 fu redatto dall ingegnere provinciale alessandro colli il piano regolatore per le opere di abbellimento della città di voghera e il 16 marzo 1841 venne istituita con regie patenti di carlo alberto la commissione d ornato e venne pubblicato l annesso regolamento che prescriveva norme per la conservazione e il restauro esterno degli edifici pubblici e privati l obiettivo era il miglioramento del pubblico aspetto della città ma furono anche costruite per iniziativa del comune nuove strutture di carattere sociale come ad esempio l ospedale civile le scuole elementari e il teatro sociale oltre che sistemate aree di pubblica utilità la piazza del castello la piazza del duomo strade e viali al rinnovamento urbanistico contribuirono valenti professionisti come l architetto gioacchino dell isola e l ingegnere paolo cornaro la generale attenzione per l ordine e l armonia spinse gli architetti a progettare edifici in stile neoclassico ricco di eleganti decorazioni per gli edifici pubblici alla ricerca del decoro urbano si aggiunse spesso la monumentalità.

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il rinnovamento urbanistico e le infrastrutture nell ottocento amministratori e tecnici comunali rinnovarono il volto urbanistico della città l intervento più radicale riguardò la cinta muraria e le 44 torri fatte costruire da galeazzo ii non essendoci più la necessità di difesa una delibera del giugno 1820 ne ordinò la demolizione che venne effettuata tra il 1822 e il 1830 sul tracciato delle mura si realizzò un allea esagonale di ippocastani e platani la circonvallazione interna compiuta nel 1842 secondo il progetto dell ingegnere anastasio calvi comprendeva le attuali vie matteotti don minzoni gramsci xx settembre in base allo stesso progetto nel 1829 venne creato il viale principe amedeo ora viale marx da piazza castello a piazza rossella ora piazza meardi lungo questo viale l area prospiciente l archivio notarile e la caserma nel 1890 fu sistemata con aiuole erbose conifere e piante di paulonia 1892 querce e faggi vennero messi a dimora nel 1902 e utilizzata per i concerti serali della banda cittadina e militare nel 1884 fu invece tracciato il giardino antistante la stazione ferroviaria tra il 1880 e il 1888 venne otturato il fossato del castello sistemata la piazza e completato il viale che da piazza castello conduceva al manicomio si diede inoltre completa sistemazione a piazza duomo che nel 1820 era già stata livellata e selciata con sabbia e ciottoli della staffora oggetto di numerosi studi da parte dell ufficio tecnico comunale fino al progetto definitivo del 1882 nel 1855 l ingegnere comunale paolo cornaro aveva rilevato la figura perimetrale della piazza e calcolata la superficie definendo l utilizzo degli spazi da dividere con cordate di granito a livello di ciottolato in quattordici scompartimenti nel 1880 venne riselciata e il consiglio comunale nel 1882 approvò il progetto redatto dagli ingegneri edoardo zucchi e gian matteo borroni per la sistemazione generale della piazza e delle vie limitrofe.

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il progetto prevedeva sul lato est dietro il duomo l esproprio e l atterramento dei portici medievali con le annesse abitazioni civili e la ricostruzione di nuovi edifici nel 1881 si procedette all allargamento dell imbocco di via sant ilario via garibaldi e infine nel 1887 venne demolita la secentesca chiesa di s giuseppe sposo con conseguente allargamento dell imbocco in via cavour alla destra del duomo vi era ancora un isolato di case detto rebecchino sede della guardia nazionale demolito nel 1904 le strade principali vennero selciate e sistemate nella prima metà dell ottocento si procedette all illuminazione pubblica con fanali a olio nel 1820 poi a petrolio fino al 1858 quindi a gas alle opere di fognatura e tombinatura piantumazione di viali.

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