Theofilos Maggio 2013

 

Embed or link this publication

Description

Rivista Scuola Teologica di Base Theofilos Maggio 2013

Popular Pages


p. 1

arcidiocesi di palermo pentecoste icona scritta da giuseppe tuzzolino per la parrocchia san giuseppe di villabate rivista della scuola teologica di base san luca evangelista

[close]

p. 2

numero unico maggio 2013 ad uso interno distribuzione gratuita tiratura 2.000 copie direttore responsabile michelangelo nasca 2 editoriale note a margine di eventi di chiesa di don salvatore priola area biblica lev shomea il cuore che ascolta di francesco bonanno capo redattore giuseppe tuzzolino salvatore priola maria lo presti giampaolo tulumello maria catena alessandro di trapani andrea sannasardo redazione 7 8 11 area dogmatica 12 «stirpe eletta regale sacerdozio nazione santa» di cristiano d accardi 15 area liturgica 16 devozione e pietà popolare di carmela la russa 19 area morale 20 il lavoro etica cristiana in tempo di crisi di alessandro di trapani hanno collaborato don salvatore priola francesco bonanno cristiano d accardi carmela la russa alessandro di trapani giuseppe tuzzolino maria catena marilina graziano pietro conti maria lo presti gianluca meschis progetto grafico stampa wide s.n.c 23 il concilio oggi 24 togliendo la mano dalla bocca di giuseppe tuzzolino 31 spiritualità 32 etty hillesum 1914-1943 di maria catena 35 vita della scuola 36 il ministero del laico attraverso l insegnamento della teologia di marilina graziano 39 testimonianza di pietro conti 40 theofilos risponde di maria lo presti www.widesnc.com tutti i numeri sono online sul sito della scuola www.stb.diocesipa.it e-mail theofilos2000@gmail.com per le libere contribuzioni cod iban it 95j 30690 46211 000000 06708 intestato a arcidiocesi di palermo scuola teologica di base

[close]

p. 3

arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista note a margine di eventi di chiesa editoriale di don salvatore priola in questi ultimi tre mesi nel cuore dell anno della fede siamo stati testimoni di alcuni eventi ecclesiali che ci hanno sorpresi e forse anche un po inquietati provocando in noi molti interrogativi ed anche una certa apprensione per il futuro della chiesa mi riferisco all improvvisa ma non inaspettata rinuncia all esercizio del ministero petrino da parte del papa ora emerito benedetto xvi fatto che non accadeva da oltre sette secoli e all elezione del nuovo sommo pon2 tefice papa francesco che molto stupore e meraviglia ha suscitato in seno alla chiesa e al consesso internazionale per il tratto semplice ed umile con il quale si è presentato sin da quando si è affacciato per la prima volta dalla loggia centrale della basilica di san pietro preventivata da tempo come una possibilità di fronte all avanzamento dell età e alla conseguente diminuzione delle forze la rinuncia di benedetto xvi è stata

[close]

p. 4

letta da più parti con significati contrapposti che come nella tradizione delle più classiche sceneggiature di gialli cinematografici non ha mancato di evocare teorie complottiste retroscena oscuri e macchinazioni vaticane su tutti i mezzi di comunicazione i vaticanisti quelli di razza e molti improvvisati sono saliti in cattedra tentando di spiegare con arditi e sofisticati ragionamenti quanto stava accadendo in quel frangente al di là di ogni considerazione e senza voler entrare nel merito delle argomentazioni altrui credo che ora i fatti possano essere osservati con maggior chiarezza e con spirito costruttivo con mente più serena e con un certo distacco emotivo cercando di cogliere negli eventi occorsi i segni dell agire provvidente di dio che non abbandona in balia delle onde la barca di pietro quanto accaduto a mio avviso non solo rientra nei disegni di bene che dio ha in favore della chiesa e dell umanità intera anzi può e deve essere interpretato nel contesto di quest anno della fede indetto proprio dal benedetto xvi mi pare di riconoscere infatti nel gesto coraggioso del papa emerito l atto di fede di un uomo di fede che sa bene di essere a servizio di dio e dei fratelli che sa di essere stato chiamato da dio ad assumere la responsabilità di guidare la chiesa incontro al signore che viene che sa di non essere il padrone o il proprietario della chiesa ma solo il servo dei servi di dio non il titolare ma solo il vicario di cristo il 265° successore di pietro non l ultimo le parole pronunciate dal papa emerito nell ultimo saluto alla folla radunata a piazza san pietro il 27 febbraio scorso sono particolarmente significative in tal senso «ho sempre saputo che la barca della chiesa non è mia non è nostra ma è sua di gesù che non la lascia affondare è lui che la conduce certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto perché così ha voluto questa è stata ed è una certezza che nulla può offuscare» da queste parole traspare la sua fede nel signore e il radicato convincimento che gli uomini passano come tutte le realtà di questo mondo mentre solo il signore è per sempre un bell esempio di cosa significa servire fedelmente il signore obbedendo a lui e non ad altri confidando in lui solo e nella sua grazia con la libertà propria dei figli di dio che non si lasciano sedurre dalle lusinghe del potere e non si lasciano condizionare dalle aspirazioni personali e dalla ricerca della propria gloria avvinghiandosi al ruolo o all ufficio che si è stati chiamati a svolgere dimentichi che esso è per la gloria di dio e per il bene dei fratelli il discernimento condotto dal benedetto xvi appare evidente dalle parole utilizzate per dare l annuncio della rinuncia ai cardinali riuniti in concistoro a roma l 11 febbraio scorso «dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze per l età avanzata non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino» qualcuno forse un po frettolosamente ha voluto fare un paragone con il beato giovanni paolo ii affermando che egli non è sceso dalla croce fino alla fine fino all ultimo respiro mentre benedetto xvi con questa rinuncia sembrava volersi scaricare di una croce troppo pesante da portare fermo restando che ognuno di noi è chiamato a portare la propria croce seguendo cristo ogni giorno sulla via che egli apre davanti a ciascuno nessuno può sostituirsi al discernimento personale fatto davanti a dio al fine di comprendere quale sia la sua volontà e perseguirla con fedeltà cristo è rimasto appeso sulla croce per tutti tutto il tempo che è stato necessario per ottenere la salvezza a tutti gli altri da maria sua madre al discepolo giovanni dalle donne che accompagnavano maria a tutti gli altri spettatori giudei e romani stavano presso la croce avendo portato la 3

[close]

p. 5

propria croce e avendo seguito gesù sulla via della croce chi per amore chi per odio chi per indifferenza chi per dovere benedetto xvi continua a portare la sua croce obbediente alla volontà di dio che ora lo chiama a servire la chiesa e l umanità intera in un altro modo e per un altra via «sono ben consapevole che questo ministero per la sua essenza spirituale deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole ma non meno soffrendo e pregando» egli non ha cessato di stare presso la croce di cristo ai piedi di quella croce prega instancabilmente per la chiesa per il nuovo papa e per il mondo intero «non sono più sommo pontefice della chiesa cattolica ma vorrei ancora con il mio cuore con il mio amore con la mia preghiera con la mia riflessione con tutte le mie forze interiori lavorare per il bene comune e il bene della chiesa e dell umanità» una dichiarazione d intenti che mostra la volontà ferma di non volersi discostare dal calvario neanche per un istante restando unito a cristo crocifisso tutto il tempo che sarà necessario ancora una nota vorrei evidenziare di questo momento storico che abbiamo vissuto la traggo dall ultimo discorso di benedetto xvi rivolto ai 144 cardinali riuniti nella sala clementina presso il palazzo apostolico all atto di congedarsi «abbiamo cercato di servire cristo e la sua chiesa con amore profondo e totale che è l anima del nostro ministero abbiamo donato speranza quella che ci viene da cristo che solo può illuminare il cammino desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera specialmente nei prossimi giorni affinché siate pienamente docili all azione dello spirito santo nell elezione del nuovo papa che il signore vi mostri quello che è voluto da lui e tra voi tra il collegio cardinalizio c è anche il futuro papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza» una testimonianza di amore sincero e di servizio incondizionato a cristo e alla chiesa di dedizione piena e di umile offerta della propria vita alla causa del 4

[close]

p. 6

vangelo in quest anno della fede tutti attendevamo con una certa impazienza di leggere la nuova enciclica che benedetto xvi si pensava avrebbe scritto sulla virtù teologale della fede e piuttosto che darcela a leggere ce l ha data a vedere con quest atto d amore per la chiesa che palesa una fiducia invincibile nel signore e che dire della sua pronta obbedienza offerta al suo successore ancor prima che fosse scelto dal signore ed eletto dai cardinali ancora una lezione magistrale di vita ecclesiale e di comunione fraterna da non dimenticare piuttosto da custodire nel proprio cuore e da ricordare tutte le volte che la nostra fragilità umana ci spinge a mettere pericolosamente a repentaglio l unità della famiglia di dio così è giunto il giorno in cui i cardinali hanno eletto il nuovo sommo pontefice nella persona del cardinal jorge mario bergoglio arcivescovo di buenos aires in argentina che come ormai abbiamo imparato ha preso nome francesco il papa che ha subito colpito tutti con quel saluto e quelle parole pronunciate sin dalla prima sera della sua elezione «fratelli e sorelle buona sera!» che con il suo sorriso e i suoi abbracci stretti attorno ai bambini e ai malati ha fatto sciogliere i cuori più induriti e le menti più irrigidite che con il ritornello di parole come misericordia ha fatto rifiorire le anime più inaridite e con il tratto e lo stile di un parroco ha cancellato in un attimo le distanze e gli imbarazzi tipici delle relazioni istituzionali su papa francesco è posta ora la responsabilità di governare la chiesa perché sotto l egida dello spirito santo possa superare le difficoltà e gli ostacoli che rischiano di rallentarne il cammino e di depotenziarne la missione molte sono le sfide cui deve far fronte la chiesa al suo interno e quelle lanciate dalla società civile del nostro tempo nelle congregazioni che si sono tenute prima del conclave i cardinali hanno avuto modo di confrontarsi e di riflettere sul necessario rinnovamento delle strutture di servizio dei mezzi di evangelizzazione e delle 5

[close]

p. 7

strategie missionarie per recare a tutti gli uomini il messaggio di salvezza il kerigma cristiano papa francesco però non è il solo a dover portare il peso di questa responsabilità ogni membro della chiesa a seconda del proprio stato di vita del proprio ministero e dei compiti che è chiamato a svolgere è corresponsabile e compartecipe insieme con lui con il proprio vescovo e con i presbiteri che presiedono nella carità della crescita della vita ecclesiale nella comunione e nella santità al di là dei facili entusiasmi e degli apprezzamenti estemporanei suscitati dalla consolante figura del nuovo sommo pontefice a tutti è chiesto un rinnovato sforzo di conversione un impegno generoso e coraggioso per far riecheggiare nella città dell uomo la parola di vita proferita da dio per far germogliare la speranza in coloro che si sono abbandonati alla disperazione per riaccendere la luce della fede e il fuoco dell amore di dio in chi si è lasciato devastare dal peccato ed è scivolato nell oscurità del male questo ci testimonia il nostro caro e amato 3p p pino puglisi riconosciuto martire di cristo e proclamato beato sostenuti dal suo luminoso esempio di presbitero secondo il cuore di cristo di zelante pastore d impavido annunciatore del vangelo e di educatore premuroso rimbocchiamoci le maniche e mettiamo mano a solis ortu usque ad occasum sal 112,3 all opera della nuova evangelizzazione tanto auspicata dal concilio vaticano ii fortemente promossa dal beato giovanni paolo ii propugnata dal papa emerito benedetto xvi e additata con nuovo vigore da papa francesco già a partire dai primi passi del suo ministero petrino 6

[close]

p. 8

arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista area biblica ascolta figlio mio gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore regola di san benedetto 7

[close]

p. 9

lev shomea il cuore che ascolta 1re 3,9 di francesco bonanno la coscienza credente che è in grado di riconoscere il carattere sacro della scrittura si basa sulla consapevolezza del fatto che dio parla la parola insieme al suo ricco universo semantico è stata forse la più decisiva tra le categorie con cui l esperienza religiosa ebraica e cristiana ha espresso il rapporto tra dio e l uomo è impossibile non cogliere come un elemento molto significativo il fatto che la bibbia si apra con la parola nella creazione «dio disse » in gen 1 o che giovanni con un parallelo facilmente riconoscibile apra l inno introduttivo del suo vangelo con la preesistenza della parola divina così il destinatario di questa parola è principalmente un uditore e l ascolto è una categoria privilegiata mediante cui la scrittura esprime l atteggiamento che contraddistingue il rapporto tra l uomo e dio la scrittura è la traccia visibile il signum del dialogo e luogo essa stessa del dialogo ecco perché essa contiene ma anche è la parola di dio dunque è la stessa struttura dialogica che la costituisce ad esigere l ascolto nella tradizione di israele il testo biblico è chiamato in modo molto appropriato miqra la lettura il termine deriva dalla radice qr che significa appunto chiamare leggere cui è prefissa la particella m che indica la provenienza che individua cioè il luogo dell appello e della convocazione «leggere la scrittura significa sempre compiere un esodo in vista di un incontro» e bianchi le comunità credenti prima ancora dei singoli hanno compreso la doppia funzione della lettura della parola generatrice e conativa come costitutiva della propria lex orandi infatti la proclamazione liturgica della scrittura che avviene nel contesto dell assemblea radunata è atto es 8

[close]

p. 10

senziale e centrale nel culto sinagogale quanto in quello cristiano così l ascolto è costitutivo tanto di israele quanto della sequela di gesù la preghiera di israele si fonda sulle parole del libro del deuteronomio «ascolta israele il signore è il nostro dio unico è il signore» dt 6,4 dall ascolto deriva la possibilità stessa di costruire la relazione d amore tra l uomo e dio «e amerai il signore tuo dio » dt 6,5 a metà del vangelo di marco in uno dei luoghi nevralgici del suo pensiero sul monte della trasfigurazione le parole della teofania indicano l atteggiamento richiesto al discepolo di fronte a gesù «venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce questi è il figlio mio l amato ascoltatelo » mc 9,7 sia israele che i discepoli di gesù sono chiamati ad ascoltare e questo ascolto ha una implicazione amorevole «amerai il signore » «ascoltate il mio figlio amato» così avviene per maria il cui ascolto amorevole assume la forma della custodia della parola «maria da parte sua custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore» lc 2,19 e in maria il typos del discepolo l ascolto della parola genera la parola il frutto dell ascolto è infatti la generazione la parola è un seme che feconda la terra buona «quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la parola e la comprende» mt 13,23 non senza la necessaria relazione con la dimensione comunitaria dell ascolto della parola che genera ed interpella la comunità credente la lettura della scrittura implica anche una dimensione personale si è già detto sopra come nella tradizione ebraico-cristiana il libro signum traccia sincronica della parola e parola esso stesso sia luogo dell incontro dell uomo con dio per molti motivi tra questi vi è la capacità teologica di parlare ad ogni singolo uomo le condizioni di questa attitudine sono diverse una riposa nell apertura co9

[close]

p. 11

stitutiva del testo biblico cioè nella capacità di generare molteplici significati senza abdicare alla coerenza del senso ultimo in altri termini la lettura del libro sacro va «al di là del versetto» e lévinas mentre conduce oltre la limitatezza delle parole umane alla pienezza della parola divina per altro verso «dispiega i livelli di significazione impliciti nella significazione letterale» p ricoeur generando interpretazioni potenzialmente infinite sebbene non illimitate altrimenti detto la scrittura è un luogo in cui avviene l incontro tra dio e l uomo anche nella sua singolarità questo è possibile perché la lettura rende la scrittura ciò che essa è veramente cioè un organismo vivo capace di incontrare le singole storie di ciascuno di consolarne la sofferenza e di condividerne la gioia «dove non c è stato o non c è riferimento costante alla bibbia dove non c è la lectio praticata in modo impegnato e serio nascono forme di pietà sentimentali l aridità del pensiero teologico ridotto a speculazione intellettuale lo spostamento dell interesse e dell attenzione verso aspetti derivati o secondari del messaggio cristiano l insediamento dell individualismo e la perdita del senso comunitario» e bianchi 10

[close]

p. 12

arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista area dogmatica la stessa diversità di grazie di ministeri e di operazioni raccoglie in un tutto i figli di dio lumen gentium 32 11

[close]

p. 13

«stirpe eletta regale sacerdozio nazione santa» 1pt 2,9 di cristiano d accardi «voi siete la stirpe eletta il sacerdozio regale la nazione santa il popolo che dio si è acquistato perché proclami le opere di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce» 1pt 2 9-10 con queste parole pietro si rivolge alla comunità cristiana offrendo una sorta di definizione ecclesiologica di rara densità e ricchezza in questa definizione si traduce sul piano storico il disegno di salvezza di dio per tutti gli uomini che si realizza nel mistero della chiesa essa adunata dal padre dal figlio e dallo spirito santo è costituita nella storia umana e in seno all umanità è il sacramento lo strumento che rende visibile e in cui si incarna l azione di salvezza di dio in cristo gesù nello spirito santo a favore dell umanità la chiesa è quindi chiamata a continuare l opera di salvezza del cristo la teologia nel suo sviluppo storico si è servita di numerose immagini per meglio definire la chiesa e tra queste vi è l espressione popolo di dio essa ha il merito di spiegare l identità ecclesiale come poche altre il concilio vaticano ii nei suoi documenti in particolar modo nella costituzione dogmatica sulla chiesa lumen gentium propone un immagine ecclesiale nella prospettiva della comunione che assume forma concreta nel popolo di dio dio vuole salvare e per questo costituisce un popolo per fare dell umanità la sua unica grande famiglia in tal senso alcuni testi conciliari sono emblematici «in ogni tempo e in ogni nazione è accetto a dio chiunque lo tema e opera la giustizia at 10 35 tuttavia dio volle santificare e salvare gli uomini non individual 12

[close]

p. 14

mente e senza alcun legame tra di loro ma volle costituire di loro un popolo che lo riconoscesse nella verità e fedelmente lo servisse» e ancora «dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a gesù autore della salvezza e principio di unità e di pace e ne ha costituito la chiesa perché sia per tutti e per i singoli sacramento visibile di questa unità salvifica» la chiesa allora è considerata la realizzazione del piano salvifico di dio unificare tutti gli uomini e tutti i popoli con l immagine del popolo di dio si vuole delineare l identità strutturale della chiesa attingendo a piene mani alla tradizione biblica patristica e liturgica esprimendo il senso di continuità col popolo di israele attraverso alcuni elementi già ben delineati nel passo biblico di san pietro l elezione l alleanza e la missione l elezione è il primo momento della storia della salvezza è l atto iniziale con il quale dio entra in relazione con il suo popolo con l elezione il signore si lega a noi non per i nostri meriti ma perché ci ama e vuole mantenersi fedele alla sua alleanza d amore dt 7 8 egli infatti «ci ha scelti prima della creazione del mondo per trovarci al suo cospetto santi e immacolati nell amore» ef 1 4 ogni intervento di dio nella storia è un elezione sia che scelga un luogo per manifestare la sua presenza sia che scelga un popolo per realizzare i suoi disegni anche noi con il battesimo siamo stati scelti liberati dal peccato e incorporati nel popolo della nuova alleanza stipulata col sangue di cristo cf 1 cor 11 25 tutti nel lavacro battesimale siamo con-sepolti con cristo e risorti con lui ed innestati nel suo corpo mistico il popolo messianico l appartenenza a questo popolo ignora ogni discriminazione così che non esistono più giudei o pagani schiavi o liberi ricchi o poveri ma tutti ne fanno ugualmente parte senza distinzione di cultura o colore della pelle con ciò si vuole evidenziare la peculiarità del nuovo popolo di dio che a differenza del concetto veterotestamentario di popolo ha il suo senso pieno non nel succedersi delle generazioni che condividono il medesimo 13

[close]

p. 15

dio ma esso è tale nel signore gesù e nel suo sangue dell alleanza definitiva stipulata nel suo sacrificio pasquale il popolo messianico vive la sua missione nel suo essere popolo sacerdotale «stretti a cristo pietra viva i cristiani sono impiegati per la costruzione di un edificio spirituale per un sacerdozio santo e offrire sacrifici spirituali graditi a dio» 1 pt 2 4-5 in cristo pietra viva è edificato il nuovo tempio un tempio spirituale perché pervaso e costantemente animato dalla presenza dinamica dello spirito così anche paolo agli efesini «in lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel signore in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di dio per mezzo dello spirito» ef 2 21-22 la dimensione sacerdotale riguarda dunque tutta la nostra vita cristiana in virtù del battesimo con cui siamo conformati a cristo sacerdote re e profeta il sacerdozio del nuovo popolo di dio consiste nel suo impegno a proclamare le opere meravigliose di dio così del resto luca presenta la missione identificativa della chiesa nel giorno di pentecoste «e tutti furono pieni di spirito santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo spirito dava loro il potere di esprimersi» at 2 4 poiché «siamo divenuti partecipi di cristo» eb 3 14 e formiamo con lui un unico edificio spirituale di cui cristo è la pietra fondamentale anzi poiché siamo con lui un `unico corpo di cui egli è il capo noi i tralci della vite che è lui viviamo cioè della stessa vita che è lui e di cui egli è la fonte così che non può esserci differenza fra i cristiani la dignità sacerdotale e la responsabilità sono comuni questa missione profetica propria del cristiano e della comunità non costituisce un aspetto diverso del sacerdozio in quanto il vero culto cristiano come fu per gesù è l offerta della propria vita e non una ritualità da essa separata l esercizio del sacerdozio comune è quindi la partecipazione all unico sacerdozio di cristo egli infatti «volendo anche attraverso i laici continuare la sua testimonianza e il suo servizio li vivifica col suo spirito e incessantemente li spinge a ogni opera buona e perfetta a essi infatti che intimamente congiunge alla sua vita e alla sua missione concede anche una parte della sua funzione sacerdotale per esercitare un culto spirituale affinché sia glorificato dio e gli uomini siano salvati» lg 9 il popolo di dio è pertanto un popolo profetico è il popolo dell ascolto della fede ogni battezzato inserito nel popolo santo è chiamato ed abilitato ad ascoltare interpretare annunciare e testimoniare la parola di dio con il senso soprannaturale della fede suscitato dallo spirito santo e ancora partecipa alla regalità di cristo al suo ministero di salvezza per l edificazione della chiesa a servizio del regno 14

[close]

Comments

no comments yet