La vendetta di Sagarmatha

 

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la vendetta di sagarmatha di maurizio porcaro 28/11/2010 a cavalcioni del tetto del mondo con un piede in cina e l altro in nepal ripulii la maschera dell ossigeno dal ghiaccio che vi si era condensato sopra e sollevando una spalla per ripararmi dal vento abbassai lo sguardo inebetito sull immensa distesa del tibet avevo fantasticato tanto per mesi e mesi su quel momento e sull ondata di emozioni che lo avrebbe accompagnato e ora che finalmente ero lì in piedi sulla cima del monte everest semplicemente non riuscivo a radunare energie sufficienti per concentrarmi alla mia mente deprivata di ossigeno le nuvole che aleggiavano lungo la grande vallata di ghiaccio nota come cwm occidentale sembravano creature soffici e inconsistenti se diventassi cieco pensai quello che mi dispiacerebbe di più sarebbe di non poter guardare fino all idiozia la sfilata delle nuvole ero arrivato sulla cima qualche secondo dopo ian woodwall il capo della nostra spedizione un trentanovenne loquace con il muso da topo che amava rievocare aneddoti sulle sue imprese sessuali ben presto ci raggiunse anche henry duff un componente della mia squadra cliente anche lui come me e con cui avevo fatto amicizia bruuuuuuce ansimò con allegria forzata scambiando con me il suo caratteristico saluto fanciullesco quando gli domandai come stava henry anch egli danneggiato dallo stato di ipossia insistette che si sentiva magnificamente vedi laggiù quella nuvola che sembra un cammello gli gridai nel vento sacripante È un cammello davvero mi rispose gridando anche lui o forse somiglia a una donnola infatti ha la forma di una donnola non pare una balena tale e quale una balena a ottomila metri di quota nella troposfera la quantità di ossigeno che giungeva ai nostri cervelli era così ridotta che la nostra capacità mentale era diventata quella di un bambino ritardato che la nostra avventura dovesse prendere una strana piega s era capito fin dal 6 aprile quando avevamo raggiunto lobuje un agglomerato di costruzioni basse e cadenti rannicchiate sul terreno ai margini del ghiacciaio del khumbu una lingua di ghiaccio lunga quasi venti chilometri che scende dal fianco meridionale dell everest e che ci sarebbe servita mi auguravo da autostrada per raggiungere la vetta raggiunta ormai la quota di 4880 metri ci eravamo lasciati alle spalle ogni traccia di verde e lobuje appariva un luogo tetro affollato di sherpa e alpinisti appartenenti ad una dozzina di spedizioni diverse escursionisti tedeschi branchi di yak smunti tutti diretti verso il campo base dell everest poco più su nella valle ad una giornata di cammino la sala principale della locanda in cui eravamo alloggiati era arredata con piattaforme di legno che servivano da brandine a una trentina di persone mi trovai una brandina libera al livello superiore scrollai ben bene il materasso sudicio per scacciare il maggior numero possibile di pulci e pidocchi e aprii il sacco piuma addossata alla parete vicina c era una stufetta di ferro che forniva calore alimentata da sterco di yak essiccato poiché lo sterco di yak brucia male anche nelle circostanze migliori e tanto più nell aria povera di ossigeno dei quattromilanovecento metri l ambiente fu ben presto saturo di un fumo denso ed acre come se il tubo di scappamento di un autobus diesel si scaricasse direttamente nel locale per ben due volte durante la notte dovetti uscire all aperto per respirare assalito da una tosse irrefrenabile la mattina dopo avevo gli occhi iniettati di sangue che bruciavano le narici intasate di fuliggine nera e una tosse secca e insistente che mi avrebbe accompagnato fino alla fine della spedizione il capo della nostra spedizione ian woodwall aveva detto che saremmo rimasti a lobuje un solo giorno per acclimatarci prima di percorrere i dieci o dodici chilometri che ci separavano dal campo base dove i nostri sherpa erano arrivati alcuni giorni prima in modo da preparare il

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terreno per il nostro arrivo e stabilire il percorso da seguire lungo le pendici inferiori dell everest la mattina stessa però arrivò a lobuje un corriere affannato che portava un messaggio per lui si venne così a sapere che stavano per raggiungerci la fidanzata di ian alexandrine gaudin una giovane francese insieme al fratello di lui philip woodwall a quanto pare anche loro facevano parte della spedizione anche se nessuno finora ci aveva detto alcunché al riguardo dovremo fermarci finché non ci avranno raggiunto e si saranno riposati almeno una notte ci annunciò ian perentorio mentre facevamo colazione non passerei un altra notte in questo buco schifoso neanche per tutto l oro del mondo saltò su allora ken owen un nostro compagno anche lui cliente pagante e chiese a woodwall a bruciapelo se i due in arrivo fossero fin dall inizio previsti come membri della spedizione il viso di ian a quel punto mostrò che dentro di lui stava accadendo qualcosa di insolito poi cominciando con un tono tranquillo e ragionevole disse oh cari non riesco a trattenermi sto perdendo la calma rifugiatevi sotto i tavoli vi avverto sta arrivando mentre stava facendo questo discorso alzava progressivamente la voce e in un crescendo irresistibile cominciò ad afferrare tutto ciò che gli capitava fra le mani bicchiere piatto posate e li scagliò in rapida successione con estrema forza e violenza ma con pessima mira press a poco nella direzione di ken poi gradualmente la sua ira sbollì siccome la conversazione è feconda soltanto fra spiriti dediti a consolidare le loro perplessità nessuno ebbe più nulla da aggiungere o da replicare io d altra parte so tacere in ben 15 lingue compreso lo swahili il giorno seguente ian si scusò con la massima cortesia si rendeva ben conto di aver perso il controllo di essere diventato vittima di un ciclo di retroazione positiva e con evidente sollievo ci diede il via libera per lasciare lobuje la mattina stessa anche se la fidanzata e il fratello non erano ancora arrivati noi clienti ci sentimmo enormemente sollevati alla prospettiva di lasciare lobuje ma un po meno sollevati al pensiero di ciò che per tutti ormai era lampante avevamo messo le nostre vite e per inciso sessantacinquemila dollari a testa nelle mani di un pazzo essendo sudafricano ian woodwall si era fatto sponsorizzare dal sunday times di johannesburg e aveva ispirato con la sua iniziativa un intenso orgoglio nazionale ricevendo prima della partenza la benedizione personale di nelson mandela era infatti la prima spedizione sudafricana alla quale fosse mai stata concessa l autorizzazione a scalare l everest un gruppo misto sul piano razziale che nutriva l ambizione di portare sulla vetta la prima persona di colore per formare il nucleo della squadra woodwall aveva infatti reclutato tre dei più forti scalatori sudafricani andy de klerk andy hackland e edmund february un negro dalla voce sommessa che era già un paleoecologo e scalatore di fama internazionale dimostrare che noi sudafricani possiamo scalare l everest insieme bianchi e neri arrivando alla vetta sarebbe davvero grande aveva dichiarato february prima della partenza e non era di certo l unico a pensarla così l intera nazione si era schierata a favore della spedizione woodwall aveva lanciato il progetto in un momento davvero propizio con la fine dell apartheid i sudafricani erano finalmente liberi di viaggiare dovunque volevano e le loro squadre sportive potevano gareggiare in tutto il mondo il sudafrica aveva appena vinto la coppa del mondo di rugby e aleggiava nell aria una sorta di euforia nazionale una grande ondata di orgoglio così quando si era presentato woodwall con la proposta di una spedizione sudafricana sull everest tutti si erano dichiarati favorevoli e lui aveva potuto raccogliere una grossa somma di denaro l equivalente di parecchie centinaia di migliaia di dollari americani senza che nessuno gli facesse troppe domande oltre a se stesso e ai tre scalatori sudafricani woodwall voleva poi includere nella spedizione anche una donna quindi prima di lasciare il sudafrica aveva invitato sei candidate a una scalata fisicamente spossante ma tecnicamente priva di difficoltà sul kilimangiaro alto 5895 metri al termine della prova durata due giorni woodwall aveva annunciato che la scelta era ristretta a due finaliste cathy o dowd ventisei anni un insegnante di giornalismo bianca scialba e secca e deshun deysel venticinque anni un insegnate nera di educazione fisica senza nessuna esperienza di alpinismo ma molto tonica e dalle forme esplosive entrambe le donne aveva

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detto woodwall avrebbero accompagnato la squadra al campo base e una volta sul posto lui ne avrebbe scelta una per la scalata in base alla loro prestazione durante la marcia di avvicinamento io henry duff e ken owen non c entravamo nulla in tutto questo ci eravamo semplicemente aggregati alla spedizione come clienti paganti dopo aver visto la pubblicità della spedizione su un sito internet specializzato in ogni modo arrivati al campo base ne scoprimmo davvero delle belle i tre scalatori e de klerk in particolare conoscevano parecchi dei capi spedizione presenti al campo i quali gli avevano espresso viva sorpresa nel sapere che partecipava alla spedizione guidata da woodwall quest ultimo infatti aveva sempre sostenuto di avere compiuto numerose scalate in himalaya fra cui alcune al di sopra degli ottomila metri ma in realtà la sua esperienza himlayana si riduceva alla partecipazione come cliente pagante a una spedizione commerciale sull annapurna in occasione della quale aveva raggiunto solamente i 6500 metri inoltre prima della partenza per l everest woodwall si era vantato nel sito internet dedicato alla spedizione di avere alla spalle una luminosa carriera nei ranghi dell esercito inglese al comando della long range mountain reconnaissance unit un unità di ricognizione che aveva svolto gran parte del suo addestramento in himalaya si dà il caso invece che nell esercito inglese non esistesse nessuna long range mountain reconnaissance unit infine aveva mentito sul numero di componenti del gruppo iscritti sull autorizzazione alla scalata dell everest rilasciata dal ministero del turismo nepalese senza la quale non si dovrebbe nemmeno essere ammessi al campo base pena multe proibitive e l espulsione dal nepal fin dall inizio infatti non solo non aveva mai fatto cenno alla sua ragazza e a suo fratello ma aveva sostenuto che tanto cathy o dowd quanto deshun deysel erano elencate nel permesso e che la decisione finale su quale delle due sarebbe stata invitata a far parte della squadra per la scalata sarebbe stata presa al campo base si scoprì invece che mentre la giornalista bianca o dowd era indicata nell autorizzazione insieme alla francese alexandrine gaudin ragazza di woodwall e a philp woodwall suo fratello deshun deysel invece l unica persona di colore eccetto february non lo era questo fece capire a de klerk che woodwall non aveva mai avuto la minima intenzione di includere deysel nel gruppo degli scalatori fu così che dopo un solo giorno al campo base andy de klerk andy hackland e edmund february ovvero a quanto pareva gli unici tre veri scalatori della spedizione presero armi e bagagli e girarono i tacchi ridiscendendo verso kathmandu woodwall si è rivelato un autentico bastardo ci disse de klerk nel congedarsi non dimentico mai una faccia ma nel suo caso farò un eccezione nel frattempo causa il telefono satellitare presente al campo base le menzogne di woddwall erano diventate uno scandalo internazionale riportato sulla prima pagina dei quotidiani di tutto il commonwealth britannico quando però woodwall giunse finalmente al campo base con la francesina e il fratello al seguito si mostrò indifferente alle critiche e isolò il più possibile la nostra squadra dalle altre spedizioni bandì poi dalla squadra senza pensarci un solo secondo deshun deysel la ragazza nera dicendole semplicemente che non era gradita al campo la trattò malissimo come se il fatto di non risultare iscritta sull autorizzazione alla scalata fosse colpa sua la povera ragazza alquanto scioccata e disorientata dovette così ridiscendere da sola il ghiacciaio del khumbu singhiozzando come una cerbiatta ferita quando gli accaduti furono riferiti al direttore del sunday times di johannesburg che aveva sborsato fior di quattrini proprio per sponsorizzare una spedizione con persone di colore egli alzò il telefono satellitare e affrontò woodwall a muso duro dicendogli che non aveva nessuna intenzione di fargliela passare liscia woodwall per tutta risposta non solo andò su tutte le furie sentendosi profondamente offeso ma chiuse la telefonata dicendogli che gli avrebbe strappato dal collo quella fottuta testa e gliela avrebbe cacciata su per il culo il quotidiano pubblicò in seguito una dichiarazione in cui affermava di revocare la sponsorizzazione della spedizione tuttavia poiché woodwall aveva già ricevuto il finanziamento dal quotidiano questo atto rimase puramente simbolico senza esercitare quasi alcun impatto sulla sua condotta sull everest si rifiutò di rinunciare al comando della spedizione o di scendere a qualsiasi compromesso anche dopo aver ricevuto una lettera dal presidente mandela che lo invitava a una riconciliazione nell interesse nazionale woodwall insistette ostinatamente perché la scalata dell everest procedesse come previsto con lui saldamente al timone quassù non ammetterò dissensi ci ammonì fissandoci ad uno ad uno la mia parola sarà

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legge assoluta senza appello se non vi piacerà una particolare decisione che prenderò sarò lieto di discuterne con voi in seguito ma non mentre siamo sulla montagna noi da parte nostra ci sentimmo come quel naufrago che sbattuto su un isola e scorgendovi subito un patibolo invece di esserne atterrito fu all opposto rassicurato in fin dei conti si trovava in un luogo in cui regnava l ordine il campo base dell everest a quota 5350 metri sul livello del mare era praticamente una città variopinta di cupole di nylon più di trecento tende che ospitavano altrettanti scalatori e sherpa di quattordici spedizioni punteggiavano il ghiaccio cosparso di massi il campo era dotato è vero di diversi comfort fra cui il telefono satellitare e un ben organizzato padiglione per la mensa ma purtroppo difettava assolutamente in privacy ce ne accorgemmo fin dal primo pernottamento di woodwall e della sua ragazza al campo i due ovviamente stavano nella stessa tenda in un altra dormivano il fratello di ian philip con ken owen e cathy o dowd e in un altra ancora infine stavamo io e henry duff ebbene a parte il fatto che già si faceva fatica a prendere sonno un sintomo comune del mal di montagna in forma blanda quella notte fu proprio impossibile dormire oltre alla solita serenata di crepitii e schiocchi sonori a rammentarci che eravamo distesi su un fiume di ghiaccio in movimento cominciammo infatti a sentire degli strani suoni dapprima confusi con i rumori del ghiacciaio ma poi sempre più netti e riconoscibili erano grugniti gemiti di piacere tesi l orecchio finché non ne fui assolutamente certo poi mi tirai su a sedere nel sacco piuma contemporaneamente anche il mio compagno di tenda fece lo stesso ci guardammo e rimanemmo entrambi in silenzioso ascolto i suoni presero a formare delle parole dapprima confuse e quasi sussurrate poi sempre più scandite È diventato più grosso si sentì chiaramente ad un certo punto rimettilo fino in fondo era la voce di alexandrine la ragazza di woodwall mettilo fino in fondo ti prego fallo sono infoiata da lì in poi fu un crescendo di urla selvagge oh oh gemeva ian prendilo tutto tienilo così È diventato più grosso ansimava lei rimettilo fino in fondo mi fa impazzire fottimi fottimi sono infoiata hai sentito sono tanto infoiata che potrei staccartelo con un morso spingilo tutto fino in fondo spezzatelo il tuo grosso uccello e lascialo qui dentro sono infoiata ti ho detto gesù adesso ti fotterò come si deve urlava lui non preoccuparti non verrò falla ballare su e giù così strofinagliela tutto attorno forza dacci fotti fino a sventrarti oh ah faceva lei oh ah sono completamente aperta voglio che tu mi fotta la topa il culo che tu fotta e fotta sono infoiata hai sentito oh oh gemeva lui muoviti finché vuoi tienilo così urlavano come dei pazzi davvero non so quanto andarono avanti ma a noi sembrò un tempo interminabile la mattina nessuno sapeva più dove guardare per l imbarazzo gli sherpa poi disapprovavano apertamente il sesso fra coppie non sposate sulle divine pendici della montagna erano convinti che la cosa mandasse in collera l everest ­ o meglio sagarmatha la dea del cielo ­ e che la divinità potesse vendicarsi il monte everest è dio per me per tutti ci disse lopsang il capo degli sherpa se marito e moglie vanno a letto insieme è buono ma quando ian e alexandrine vanno a letto insieme è sfortuna per squadra dite per favore a ian di non dormire più con lei vi prego quando riferimmo la cosa a woodwall lui la accolse con una fragorosa risata dite lopsang prego ci disse prendendo in giro il modo di parlare degli sherpa che fare l amore con la propria moglie è come andare a caccia sparando ad anatre imbalsamate e poi aggiunse questo cazzo di monte potrà essere sacro per lui noi abbiamo altre idee penso proprio che lo stenderemo questo grosso bastardo disse con un gran sorriso guardando in alto verso la cima se tutto procedeva secondo il grande piano di woodwall l attacco alla vetta sarebbe stato

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lanciato dal campo più alto il campo quattro di lì a un mese da parte nostra noi clienti ci chiedevamo come ci saremmo comportati sulla montagna alle quote superiori in particolare nella cosiddetta zona della morte intorno ai 7600 metri già al campo base infatti l ossigeno era approssimativamente la metà di quello esistente al livello del mare lo sforzo necessario per raggiungere la tenda-mensa all ora dei pasti ci lasciava ansimanti per alcuni minuti e se ci alzavamo troppo in fretta dalla sedia ci girava la testa e venivamo assaliti dalle vertigini quasi tutte le notti poi ci svegliavamo di soprassalto ansimando per riprendere fiato con la sensazione di soffocare questo non sembrava affatto impensierire woodwall che anzi continuava a darci dentro con la sua alexandrine notte dopo notte impedendoci del tutto di dormire ci spiegò che dopo tutte le spedizioni che aveva fatto in himalaya aveva messo a punto un sistema di acclimatazione notevolmente efficace insisteva col dire che dopo tre escursioni al di sopra del campo base in ciascuna delle quali saremmo saliti di circa seicento metri sul versante della montagna il nostro organismo si sarebbe adattato a sufficienza per consentirci di arrivare senza danni fino in cima a quota 8848 metri finora ha funzionato già nove volte amici ci rassicurò con un sorrisetto malizioso e alcuni dei tizi che accompagnavo erano messi quasi peggio di voi erano tutte frottole lo sapevamo bene ian woodwall non aveva mai accompagnato nessuno sull himalaya tanto meno al di sopra dei 6500 ma tant è eravamo in ballo e ci toccava ballare soprattutto per via dei maledetti sessantacinquemila dollari a testa che gli avevamo sborsato non ci andava per niente di compiere atti simbolici come il direttore del sunday times nella vita ci sono un sacco di cose più importanti del denaro è vero ma costano un mucchio di soldi fu così che alle 4.45 del mattino di sabato 13 aprile dopo l ennesima nottata insonne in cui il campo base era stato scosso dai soliti oh ah fottimi che sono infoiata ci ritrovammo ai piedi della seraccata del khumbu intenti a sistemarci i ramponi nel gelido crepuscolo che precede l alba per la prima di queste sortite di acclimatazione un escursione di un giorno intero al campo uno appollaiato sul ciglio superiore della seraccata ottocento metri più in alto a differenza di tutti gli altri capi spedizione fautori dell opportunità di lasciare liberi i clienti di spostarsi su e giù per la montagna durante il periodo di acclimatazione il megalomane capo della nostra spedizione da maniaco del controllo totale quale era insisteva perché ci dividessimo rigidamente in due gruppetti sotto la stretta sorveglianza sua e di lopsang il capo degli sherpa ovviamente i componenti dei gruppetti erano decisi da woodwall e a noi clienti ne capimmo poi il motivo toccava proprio di stare con lui philip alexandrine e cathy erano invece con lopsang woodwall fece andare per primo l altro gruppo poi quando ormai l avevamo perso di vista ci mettemmo in marcia anche noi assolutamente ammutoliti e attenti solo a non precipitare in un passaggio fra due seracchi o a non rimanere schiacciati sotto uno di essi facemmo del nostro meglio per ignorare il fatto che fossimo terrorizzati e stringendo i denti seguimmo ian in quell irreale labirinto di ghiaccio lui al contrario sprezzante del pericolo era molto loquace e insolitamente in vena di confidenze la verità era che con alexandrine fuori portata poteva finalmente dare libero sfogo a quella che scoprimmo essere la sua passione preferita vantarsi con gli altri delle sue avventure sessuali ce ne raccontò di cotte e di crude su alexandrine e su altre variamente assortite a tre quarti di cammino dal campo uno facemmo una pausa di riposo certo disse anche la negra non era male formidabile davvero una pantera e anche disposta bene devo dire trasalimmo si riferiva a deysel la ragazza di colore che aveva cacciato in malo modo appena arrivato al campo base ah perché tu e lei chiese incredulo ken embeh sbottò woodwall credi che me la sarei portata fin qui altrimenti che roba ragazzi bastava guardarla per avere un erezione i suoi occhi sembravano nuotare nello sperma ma dico proseguì l avete visto che culo aveva enorme ve lo dico io quando mi montava addosso a fatica riuscivo ad abbracciarlo cancella il mondo intero un culo così mi faceva sentire come un bacherozzo che strisci dentro di lei non so perché ero preso di lei forse per via del culo era così incongruo e le crespe che c eran dentro un culo così non si dimentica È un fatto un fatto concreto le altre ti annoiano oppure ti danno un momento d illusione ma

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questa col suo culo capperi non te la scordi è come andare a letto con un monumento addosso va bene gli fece allora henry interdetto ma se ti piaceva tanto perché l hai cacciata in quel modo sì bravo gli sghignazzò in faccia ian non la conosci mica alexandrine tu È possessiva di brutto quella troia m ammazza quella se mi vede toccare un altra donna saltò fuori in breve che quel gran figlio di puttana aveva calcolato tutto in anticipo non aveva incluso apposta deysel nella lista di persone autorizzate per la scalata così poteva farci i suoi comodi fino all arrivo di alexandrine e poi in un modo o nell altro lei avrebbe dovuto andarsene aveva calcolato tutto fin dalla selezione di scalatrici sul kilimangiaro organizzata ci disse senza mezzi termini al solo scopo di scoprasela subito dopo averle messo gli occhi addosso dovevate vederla su quella montagna ci disse beffardo a volte era talmente stanca che crollava addormentata mentre le montavo addosso per un pezzo me la lavoravo come si lavora una persona affogata o asfissiata poi smettevo e mi addormentavo anch io non era mica una scalatrice quella diciamoci la verità concluse e poi anche se lo fosse stata va bene tutto ma una negra sull everest dopo un altra escursione di acclimatazione e dopo qualche giorno di riposo al campo base il 26 aprile risalimmo di nuovo tutto il percorso dal campo base al campo due e dopo avervi sostato due giorni raggiungemmo il campo campo tre un terzetto di piccole tende gialle a metà della vertiginosa distesa della parete del lhotse addossate l una all altra su una piattaforma che era stata ritagliata dagli sherpa nel pendio glaciale vi arrivammo verso la fine del pomeriggio e buttatici dentro le tende ci addormentammo subito eravamo finiti distrutti completamente spompati era ancora notte fonda quando fui risvegliato da un urlo agghiacciante henry il mio compagno di tenda era uscito carponi dalla tenda per evacuare calzando solo le scarpe interne degli scarponi da montagna ovviamente con la suola liscia un grave errore di valutazione mentre si accovacciava al suolo perse la presa sul ghiaccio e precipitò lungo la parete del lhotse incredibile a dirsi dopo un salto di ventuno metri finì a capofitto in un crepaccio che arrestò la sua caduta woodwall e alcuni sherpa si precipitarono giù e gli calarono una corda recuperandolo subito dalla fenditura nel ghiaccio e aiutandolo a risalire br henry era seriamente convinto di essere stato salvato da un miracolo ian tu credi in dio domandò a woodwall che lo stava riaccompagnando alla nostra tenda credo in dio soltanto quando ho mal di denti gli rispose quello scaraventandolo dentro sebbene fosse confuso e molto spaventato non sembrava che henry avesse riportato ferite gravi sai mi disse sono scivolato perché mentre mi accovacciavo mi sono girato a guardare ian e alexandrine non ci crederai ma lo stavano facendo proprio qui fuori all aperto a venti gradi sotto zero la ragazza piegata in avanti con la faccia schiacciata nella neve e lui prono su di lei come un satiro i ramponi saldamente piantati a terra woodwall era veramente incredibile giunti a quel punto la questione per noi non era più che facesse oscenità ma dove trovasse la forza per farle per gli sherpa invece era tutto un altro paio di maniche al punto che la mattina dopo lopsang vincendo la sua naturale deferenza verso quello che considerava una specie di padrone affrontò woodwall davanti a noi lo implorava di smettere con quegli atteggiamenti lascivi per favore ian tu sei il capo gli disse puoi fare anche porcherie al campo base ma non dormire più con alexandrine ti prego almeno sulle pendici della montagna sagarmatha poi si vendica tutti lo dicono tutti hanno paura woodwall non lo degnò neppure di una risposta ehi disse rivolgendosi a noi avete mai avuto una donna che s è rasata la fregna una volta m è capitata una che se l era rasata nemmeno più un pelo sopra È repellente no e anche buffo come dire pazzesco non sembra nemmeno più fregna pare un ostrica morta o roba del genere e ci racconta come fu che incuriosito scese dal letto e andò a cercare la lampadina a pila gliela facevo tenere aperta e ci mandavo sopra la luce avreste dovuto vedermi era comico mi ci misi con tanto impegno che m ero completamente scordato di lei in vita mia non ho mai guardato una fica con tanta serietà quasi che non ne avessi mai vista

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un altra prima e quanto più la guardavo tanto meno mi diventava interessante basti questo a dimostrarvi che non c è proprio dentro nulla specialmente quando l hai rasata È il pelo che te la rende misteriosa ecco perché una statua ti lascia freddo il fatto è che sembrano tutte uguali quando le vedi coi vestiti addosso t immagini chissà cosa gli dai come dire una personalità che naturalmente non hanno hanno un cretto fra le gambe e basta e tu ti monti per quel cretto e invece poi non lo guardi sai che c è e pensi solo a metterci dentro il piolo par quasi che sia il pene a pensare in vece tua È una illusione t infiammi tutto per niente per un cretto col pelo sopra o magari senza pelo È così completamente privo di senso che provavo una specie di fascino a guardarlo credo di averlo studiato per dieci minuti anche di più tutto questo mistero del sesso e poi ti accorgi che è nulla un vuoto e basta non sarebbe divertente trovarci dentro un armonica oppure un calendario invece non c è nulla nulla di nulla È schifoso .io quasi ci diventavo matto sentite sapete cos ho fatto dopo l ho scopata alla svelta e poi le ho voltato la schiena sì ho preso un libro e mi son messo a leggere da un libro si ricava qualcosa anche da un brutto libro ma da una fica è proprio tempo perso per tutto il mese di aprile la corrente a getto era rimasta puntata sull everest come un idrante antincendio investendo la piramide della vetta con venti della violenza di un uragano persino nei giorni in cui il campo base era perfettamente calmo e inondato dal sole dalla cima della montagna garriva un immenso stendardo di neve sospinta dal vento ma ai primi di maggio si sperava che l avvicinarsi del monsone dal golfo del bengala deviasse i venti a nord verso il tibet se quell anno era come tutti gli altri fra il calare del vento e l arrivo delle tempeste monsoniche ci sarebbe stato un breve lasso di tempo limpido e calmo durante il quale sarebbe stato possibile dare l assalto alla vetta br purtroppo l andamento annuale delle condizioni meteorologiche non era un segreto e tutte le spedizioni avevano puntato loro mire sulla stessa finestra di sereno nella speranza evitare pericolosi ingorghi sul crinale della vetta mike groom il capo spedizione neozelandese tenne grande consiglio guerra con i capi altre presenti al campo base woodwall compreso fu deciso che gli svedesi sarebbero stati i primi a tentare la scalata il 3 maggio poi sarebbe stata la volta della squadra del montenegro la squadra di mike groom fu stabilito che sarebbe salita il 10 maggio i taiwanesi promisero di restare lontani dalla vetta nei giorni già assegnati ad altri woodwall viceversa dichiarò che noi saremmo saliti sulla vetta quando gli pareva e piaceva magari proprio il 10 maggio e se a qualcuno non stava bene poteva anche andare all inferno groom di solito estremamente calmo andò su tutte le furie quando seppe del rifiuto di woodwall a collaborare non voglio neanche avvicinarmi alla vetta se c è lassù quello scalzacani dichiarò incollerito fu così che il 7 maggio lasciammo il campo base per dare inizio alla fase finale della scalata con l assalto finale alla vetta fissato proprio per il 10 come dovevamo scoprire lì a poco la strategia di acclimatazione studiata da woodwall non aveva funzionato per niente i figli di israele secondo la storia narrata nell esodo impiegarono quarant anni a migrare attraverso il deserto del sinai sino alla terra promessa ossia a percorrere una distanza di circa 320 chilometri la loro velocità media fu quindi di quasi 22 metri al giorno ossia poco più di 90 centimetri all ora o di due metri e mezzo all ora circa se si tiene conto delle soste notturne secondo me noi andavamo più piano raggiunta la base dell immensa lastra inclinata della parete del lhotse avevo incominciato l ascesa lungo una sbiadita corda di nylon che sembrava proseguire all infinito ma più salivo più i miei movimenti diventavano torpidi con la mano guantata facevo scivolare verso l alto la maniglia jumar sulla corda fissa restavo sospeso al congegno per tirare due lunghi respiri faticosi che mi bruciavano i polmoni poi spostavo in alto il piede sinistro conficcando il rampone nel ghiaccio e aspiravo disperatamente altre due boccate d aria piantavo il piede destro vicino al sinistro inspiravo ed espiravo dal fondo del torace inspiravo ed espiravo di nuovo e spostavo ancor più su la maniglia jumar erano almeno tre ore che davo fondo a tutte

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le mie energie e prevedevo che sarebbe passata ancora un ora prima di potermi prendere una pausa di riposo tutte le volte che pensavo alla crocifissione di cristo commettevo il peccato dell invidia raggiunto il campo tre ci furono consegnate bombole di ossigeno e l occorrente per farle funzionare per il resto dell ascensione avremmo respirato gas compresso il sistema di ossigeno in bombole utilizzato da woodwall l ultimo ritrovato della tecnica russa consisteva in una maschera di plastica rigida del tipo usato dai piloti da caccia mig durante la guerra del vietnam collegata attraverso un tubo di gomma e un rudimentale congegno regolatore a una bombola in acciaio e kevlar di colore arancione poiché era la prima volta che arrampicavo usando l ossigeno ci misi qualche tempo per abituarmi anche se l uso dell ossigeno a quell altitudine 7300 metri offriva dei vantaggi oggettivi era difficile rendersene conto di primo acchito anzi mentre mi sforzavo di riprendere fiato in un momento di pausa la maschera mi diede l impressione di asfissiarmi cosicché me la tolsi dal viso scoprendo che respirare senza di essa era ancora più difficile avanzando a ritmo lento ma costante compii una traversata verso sinistra fino alla sommità della parete del lhotse poi scalai uno spuntone di scisto nero frammentato chiamato sperone dei ginevrini raggiunsi il colle sud la nostra rampa di lancio per l assalto finale alla vetta all una di pomeriggio quel punto un desolato altopiano di ghiaccio a prova di proiettile e massi spazzati dal vento a 7986 metri sul livello del mare occupa un ampio incavo che si apre fra i bastioni superiori del lhotse e dell everest all estremità occidentale del colle sorgevano le tende del campo quattro rannicchiate su un tratto di terreno spoglio quando raggiungemmo il campo quattro eravamo in mezzo a una tempesta con il vento che soffiava a cinquanta nodi di velocità tutti si ritirarono nei loro rifugi di nylon ­ uno per tenda stavolta ­ facendo del loro meglio per dormire ma il crepitio da mitragliatrice delle tende che svolazzavano e l ansia per la giornata che ci attendeva impedì alla maggior parte di noi di riposare ora che l assalto finale alla vetta era cominciato woodwall aveva insistito caldamente per farci respirare ossigeno anche durante il riposo ogni minuto che trascorrete a questa altitudine e oltre ci aveva ammonito la vostra mente e il vostro corpo si deteriorano l ossigeno rallenterà il declino delle vostre condizioni fisiche e vi aiuterà a dormire per tutto il pomeriggio tentai di seguire il consiglio di woodwall ma appena fece buio la mia latente claustrofobia ebbe la meglio quando mi applicavo la maschera sul naso e sulla bocca avevo l impressione che mi soffocasse quindi dopo un ora di infelicità me la tolsi deciso a trascorrere il resto del tempo senza ossigeno in mezzo a tutto ciò quello che mi sorprese di più fu la mia reazione il mio umore diventato nel frattempo piuttosto nero migliorava di secondo in secondo procedendo a tentoni per la tenda rovesciai alcuni oggetti ma sorrisi con indulgenza nell oscurità e perfino l aver violentemente sbattuto il ginocchio contro uno scarpone non diminuì la mia benevolenza verso il mondo intero brancolando nel buio riuscii a trovare non so dove un pezzo di burro e ci infilai dentro un pezzo di carta strappato da una carta geografica quando lo accesi con un fiammifero ottenni in verità una gran folata di fumo ma anche una debole fiammella al cui chiarore mi adagiai nel sacco piuma avevo ancora davanti a me più di due ore di tempo la mia serenità spirituale attraversò ulteriori fluttuazioni e cambiamenti che osservai con vivo interesse tutto mi appariva allegro addirittura eccezionale potevo enumerare al volo una serie di motivi per spiegare lo stato d animo in cui mi trovavo fra tutte la cosa più sublime mi sembrava la mia tenda immersa in un impenetrabile oscurità piena di odore di bruciato e di fuliggine del pezzo di burro tagliata fuori dal mondo per la tempesta che imperversava mi appariva come uno dei posti più incantevoli della terra avvertivo un prepotente desiderio di accarezzare qualcuno non aveva importanza chi perlomeno stringere calorosamente la mano del prossimo con uno sguardo profondo e pieno d affetto avrei baciato il mio più accanito nemico armato di doppietta il burro struggendosi sfrigolando e fumando si spegneva a poco a poco il fatto che sfrigolando faccia rima con fumando mi fece ridere di gusto sebbene nel tentativo di riaccendere lo stoppino di carta mi fossi ustionato tre dita la fiammella del burro bruciava appena e io canterellavo a mezza voce arie di vecchie operette senza nemmeno accorgermi

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che l odore acre del fumo mi stava soffocando e le lacrime mi scendevano dagli occhi arrossati giù per le gote continuavo a ridere nonostante quel fumo scuro e puzzolente mi facesse soffocare nulla poteva intaccare il mio gioioso entusiasmo mi venne in mente che se fossi morto soffocato sarebbe stato il più divertente il più simpatico genere di morte che ci si possa augurare questa constatazione era a tal punto incompatibile con tutta la mia indole che ebbe su di me l effetto di una sveglia nel mio animo avvenne una sorprendente scissione ero ancora colmo di una pacata comprensione una sorta di universale benevolenza verso tutto ciò che esiste avevo le mani così avide di accarezzare qualcuno che in mancanza di altre persone presi a lisciarmi le orecchie porsi anche ripetutamente la mano destra alla sinistra per scambiare una vigorosa stretta persino le mie gambe fremevano dal desiderio di carezze con tutto ciò nel profondo del mio essere si accesero segnali d allarme qualcosa non va gridava in me una voce lontana debole fa attenzione bruce sii vigile in guardia questa serenità non è degna di fede agisci presto via avanti nonostante queste voci non mossi neppure un dito avevo la gola arida il cuore mi batteva forte da tempo ma me lo spiegavo con l amore universale destatosi all improvviso tamburellando con le dita sulla bombola di ossigeno che avevo vicino raggelai l ossigeno ma certo appena mi ero tolto la maschera erano venuti in me i cambiamenti la voce di woodwall interruppe questi pensieri ragazzi gridò dalla tenda vicina a quanto pare ci siamo fatevi trovare pronti per il ballo alle undici e mezza aprii la cerniera per dare aria alla tenda il vento di bufera era cessato improvvisamente e non me n ero nemmeno accorto la temperatura era di parecchio inferiore allo zero ma non c era quasi vento le condizioni ideali per una scalata alla vetta intossicato dal fumo ancora pieno di desiderio di impartire benedizioni ed elargire carezze mi sedetti in mezzo alla tenda e cominciai a lottare con me stesso È incredibilmente difficile descrivere il mio stato d animo in quel momento non si deve comunque credere che fossi lucido e razionale come può sembrare ogni riflessione critica era immersa nel miele e sguazzava fino alla paralisi in una specie di massa cremosa di ebete autoappagamento il pensiero fluiva come uno sciroppo di sentimenti positivi e il mio animo pareva sprofondare nella più dolce delle paludi possibili annegando in oli di rose e glasse con forza mi costrinsi a pensare a quello che più mi disgustava a woodwall ai suoi atteggiamenti alle oscenità che diceva di giorno e faceva di notte ai signori w.c a.k e a tante altre canaglie e furfanti dovetti constatare ancora una volta con sgomento che amavo tutti che perdonavo tutto a tutti anzi di più immediatamente proliferando come funghi scaturirono dai miei pensieri argomenti in difesa di ogni male e di ogni bruttura un tempestoso uragano d amore fraterno mi dilaniava la testa soprattutto mi faceva star male ciò che meglio si può esprimere con le parole spinta a fare del bene percepivo la potente carica di un imperativo categorico che mi impediva di far del male perfino a una mosca benedissi di sfuggita lo zaino il saccopiuma e le mie gambe ma i residui di lucidità non mi avevano ancora abbandonato per cui improvvisamente colpii con la sinistra la mano destra che stava impartendo la benedizione,fino a contorcermi dal dolore non era male chi lo sa poteva anche essere salvifico per fortuna la spinta a fare del bene aveva un carattere centrifugo era agli altri più che a me che auguravo del bene riuscii ad assestarmi un paio di schiaffi fino a torcermi la spina dorsale e a vedere le stelle bene avanti così quando il viso mi si irrigidì mi misi a tirar calci alle caviglie per fortuna avevo a portata di mano gli scarponi con la suola tremendamente dura dopo il trattamento a base di calci furiosi per un attimo mi sentii meglio cioè peggio cautamente provai a pensare cosa sarebbe successo se avessi dato un cazzotto a woodwall non era più del tutto impossibile entrambe le caviglie mi facevano un male del diavolo e probabilmente grazie all automaltrattamento ero in grado di immaginarmi perfino un pugno a henry che non mi aveva fatto nulla senza badare al tremendo dolore scalciai ancora non andò tutto liscio anzi esitai dopo un paio di minuti ero di nuovo pronto a infiammarmi per una buona causa di nuovo si sprigionò in me un geyser della più alta generosità e della più virtuosa passione ormai non avevo più dubbi era colpa della carenza di ossigeno ma che sciocco da non so quanto avevo la maschera di ossigeno fra le mani e ancora non me l ero messa me l applicai velocemente aprendo il regolatore un po più del normale e attesi con paura il risultato l amore continuava a farmi violenza e quindi ero pronto a continuare le buone azioni ma con maggiore discernimento a dire il vero avrei preferito essere l ultimo dei furfanti almeno per un po di

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tempo un quarto d ora dopo ero tornato in me mi sfregai la faccia con un asciugamano ruvido schiaffeggiandomi di tanto in tanto per ogni evenienza e per una profilassi generale incerottai le caviglie ferite contai le ecchimosi nel corso della lotta mi ero proprio picchiato a sangue mi misi addosso tutti gli indumenti caldi che potevo mi infiali la tuta imbottita mi sistemai per bene la maschera di ossigeno sul viso mi detti una pacca per farmi animo ma anche per un ultima controllata e uscii giusto in tempo perché erano già quasi le undici e mezza cominciammo a salire nell oscurità contrariamente alle mie aspettative ai miei compagni non era successo niente di strano apparivano carichi come non mai e motivati a raggiungere la vetta sul momento tutta questa normalità mi meravigliò ma dopo un attimo di riflessione compresi che probabilmente nessuno si era tolto la maschera di ossigeno durante la notte non era proprio così in realtà lo scoprii solo più tardi scoprendo anche come la sensibilità alla carenza di ossigeno possa variare incredibilmente a seconda della tenuta fisiologica individuale la notte aveva una bellezza gelida ed eterea che si accentuò man mano che salivamo il cielo era chiazzato di stelle più numerose di quante ne avessi mai viste una luna gibbosa sorse alle spalle del makalu alto 8463 metri inondando il pendio sotto i miei scarponi di una luce spettrale che consentiva di risparmiare le batterie della lampada frontale in lontananza a sudest colossali nubi temporalesche fluttuavano sulle paludi malariche del terai rischiarando il cielo con surreali deflagrazioni di lampi arancioni e azzurrini meno di tre ore dopo la partenza dal colle alexandrine disse che aveva freddo e si sentiva male fece dietrofront e discese verso le tende il suo tentativo di conquistare l everest finiva lì poco dopo anche philip la seguì noialtri proseguimmo tutti woodwall procedeva alla testa del gruppo io lo seguivo a non più di 150 metri dietro di me c era henry un po più staccato e infine ken e cathy che salivano accompagnati da lopsang e da alcuni sherpa che chiudevano il gruppo verso metà della mattinata arrivammo a un gradino di roccia al di sopra del quale il percorso si impennava e la cresta di neve compattata dal vento culminava nella cima sud poco più in alto in apparenza a non più di un tiro di sasso c era il risalto verticale dello hillary step e appena più avanti la cima vera e propria mi sedetti con woodwall in attesa che gli altri ci raggiungessero notai che non usava l ossigeno mi sorprese anche il fatto che non portasse nemmeno la bombola per quanto ne sapevo alla partenza dal campo quattro ciascuno portava con sé due bombole di ossigeno da tre chili circa e ne avrebbe prelevata una terza dalla cima sud attingendo a un deposito rifornito dagli sherpa resosi conto che lo fissavo woodwall cadde di colpo in ginocchio davanti a me implorando che mi degnassi di frustarlo per aver corrotto la società si era avvolto nelle corde che gli servivano per flagellarsi e invocava pietà saltò fuori che volendo salire alla maniera dei grandi scalatori di 8000 era sì partito dal campo quattro portando con sé una bombola di ossigeno ma solo per averla a portata di mano nel caso che si sentisse fiacco e ne avesse bisogno sulla vetta ad un certo punto anzi se ne era liberato del tutto consegnandole ad uno sherpa con la maschera e il regolatore perché gliela portasse lui davanti ai miei occhi woodwall sciogliendosi in ardenti lacrime di pentimento implorava in ginocchio il perdono di tutta l umanità mi infilava in mano una corda supplicandomi di frustarlo con tutte le mie forze pensava mi disse alle vedove e alle orfanelle alle quali avrebbe dato protezione con piacere provava crescente stupore per il fatto che fino ad ora avesse dedicato loro così poca attenzione e che dire dei poveri affamati malati miserabili gran dio lo sorpresi in ginocchio sullo zaino a gettare al suolo il suo contenuto alla ricerca delle cose migliori da offrire ai bisognosi mi resi conto che dovevamo raggiungere la cima alla svelta altrimenti non ce l avremmo più fatta la scorta di bombole alla cima sud era perfettamente inutile per woodwall visto che non aveva la maschera e il regolatore lo dissi anche a henry che nel frattempo ci aveva raggiunto invece di rispondere henry tentò di baciarmi la mano il che destò immediatamente i miei sospetti e in effetti risultò che essendoglisi spostata la maschera la carenza di ossigeno cominciava a dargli alla testa ricorsi immediatamente ai rimedi del caso sistemazione della maschera e apertura del regolatore al massimo ritornato in sé come provava una sequela di

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sostanziose bestemmie henry disse che era d accordo dovevamo assolutamente proseguire la marcia senza aspettare gli altri woodwall però non mi lasciava più andare tanto gli rimordeva la coscienza mi implorava realizzando che solo io grazie al fatto che avevo sempre respirato ossigeno ero in grado di picchiarlo a dovere controvoglia consentii infine in nome della tranquillità a venire incontro alle sue richieste gli davo degli schiaffi con tutte le forze ma l imbottitura del guanto attutiva i colpi e lui non ne aveva mai abbastanza mi si intorpidì la mano cominciò a mancarmi l aria e temetti che non avrei trovato un altra bombola piena se questa fosse finita ma woodwall continuava a insistere invano mi rifiutai di colpirlo dicendo che non potevo più muovere la mano di fronte ai suoi pianti e alle sue grida mi sentii costretto a prenderlo almeno a calci così che volete farci soccombetti un altra volta dopo queste peripezie ero così esaurito fisicamente che a malapena riuscii a raggiungere la cima sud dove per fortuna recuperai una bombola ancora intatta non bisogna però credere che respirando l ossigeno della bombola la vetta dell everest diventi come il livello del mare salendo oltre la cima sud con il regolatore che lasciava passare poco meno di due litri di ossigeno al minuto dovevo fermarmi ad aspirare tre o quattro boccate dopo ogni calcione assestato a woodwall con ponderazione poi gli mollavo un altro calcione e dovevo fermarmi di nuovo ad aspirare altre quattro boccate e quella era l andatura più veloce che riuscissi a mantenere mezz ora dopo aver superato la cima sud ci ritrovammo ai piedi dello hillary step superato anche quello mentre salivo lungo il filo della cresta sommitale aspirando ossigeno dai polmoni malconci assaporavo uno strano senso di calma il mondo oltre la maschera di gomma era stupendamente vivido ma non sembrava del tutto reale come se mi proiettassero davanti agli occhi un film al rallentatore vedevo il mio piede colpire il deretano di woodwall ma mi sentivo stordito distaccato del tutto isolato dagli stimoli esterni era come se non fosse il mio piede quello percorrendo a fatica gli ultimi passi verso la vetta provai la sensazione di muovermi sott acqua e poi mi ritrovai con woodwall in cima a un gradino di ghiaccio non c era più niente da scalare non c era più nessuno da prendere a calci nella quiete meravigliosa che calava su di me per un poco potevo guardarmi intorno cogliere il significato del paesaggio sotto di me in fondo a un versante della montagna sul quale non avevo mai posato lo sguardo si stendeva fino all orizzonte l arido altopiano del tibet una sconfinata distesa di terra color ocra volsi lo sguardo verso woodwall che continuava a prostrarsi ai miei piedi le creature umane pensai formano una strana fauna una strana flora da lontano paiono trascurabili da vicino possono sembrare brutte e cattive ma soprattutto occorre che abbiano intorno poca aria e spazio sufficiente ­ aria rarefatta anche più che spazio racconto nato dall assemblaggio di battute frasi brani tratti con tutta libertà da aria sottile di jon krakauer l orologiaio cieco di richard dawkins il congresso di futurologia di stanislaw lem squartamento di e.m cioran tropico del cancro di henry miller tropico del capricorno di henry miller o quest uomo è morto o il suo orologio si è fermato di groucho marx

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