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fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 36 n° 138

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im vviso a a ante port in ri etto il ostr un contributo per mantenere viva una voce fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 35 n° 135 canelli at trimestrale anno 36 n° 137 cari lettori la rivista le colline di pavese è diventata negli anni la voce di questo territorio di cui sottolinea le peculiarità e le problematiche costituisce nel contempo un ponte ideale con i santostefanesi lontani e con i sempre più numerosi cultori pavesiani italiani e stranieri il legame indissolubile con questi ultimi è comprovato dalla rilevanza raggiunta dalle varie iniziative in memoria del grande scrittore e dall osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo il mantenimento e l ulteriore incremento delle attività in particolare la pubblicazione della rivista dipendono però dalle risorse sempre più ridotte a disposizione facciamo pertanto appello ad aderire al sodalizio mediante il versamento di una delle quote associative a fianco indicate o in alternativa di un piccolo contributo nella convinzione che tante piccole gocce fanno un grande fiume per continuare pertanto a ricevere la nostra testata chiediamo la cortesia di esprimere il consenso compilando la seguente scheda il cepam ringrazia per l attenzione e augura buona lettura il presidente luigi gatti restituire a mezzo posta oppure e-mail info@centropavesiano-cepam.it sì desidero ricevere le colline di pavese per l anno 2013 prego indirizzare la rivista a cognome indirizzo cap tel p.iva o cod fisc verso la quota di a mezzo 100 socio benemerito 50 socio sostenitore 30 socio ordinario altro città fax mail prov nome vaglia postale assegno circolare o bancario intestato a cepam versamento c/c postale nr 10614121 bonifico bancario presso ubi banca regionale europea iban it32y0690646840000000004317 acconsento al trattamento dei miei dati personali ai fini sopra indicati firma fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 36 n° 137 fge s.r.l reg san giovanni 40 14053

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2 anno 37 n 138 aprile 2013 osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo la luna e i falò di luigi pretin tesseramento 2 0 1 3 iscriviti o rinnova la tua adesione per sostenere le varie iniziative del sodalizio e per contribuire a mantenere in vita la voce de le colline di pavese modalità versamento sul c/c n 10614121 o con vaglia postale intestato a cepam via cesare pavese 20 12058 s stefano belbo socio ordinario sostenitore benemerito 30 50 100 via pavese 20 12058 s stefano belbo cn tel 0141/844942 aut trib alba n 376 del 29/4/78 direttore luigi gatti responsabile luigi sugliano redazione l bussetti calzato g brandone f penna f zampicinini foto olivieri scaletta tassa pagata taxe perçue abbonamento postale abbonement postel 14053 canelli fge s.r.l concessionaria esclusiva per la pubblicità su questa rivista image advertising di piero carosso tel 0141 843908 fax 0141 840794 santo stefano belbo cn sommmario pavese e salgari in viaggio sulle ali del mito di antonio catalfamo 4 5 6 8 10 11 13 15 un saggio critico di giovanna romanelli sui dialoghi con leucò il premio letterario cesare pavese compie trent anni di luigi gatti cesare pavese in corea del sud la biografia di pavese è nei suoi libri non sono uomo da biografia di franco lorizio considerazioni sul romanzo il compagno la politicizzazione di pavese di ines cherif kaya poesie di cesare pavese musicate ed interpretate da beppe giampà i mattini passano chiari di fabrizio borgio scrittore e pittore ebbe una fitta corrispondenza con pavese a proposito di silvio micheli di stefania brunetti anno 36 n° 137 recensione alla seconda edizione di lavorare stanca 40 14053 canelli at trimestrale mucci scrittore di bra commenta pavese di alberto alberti fge s.r.l reg san giovanni la vita non è ricerca di esperienze ma di se stessi da il mestiere di vivere charles pierre baudelaire e pierluigi sommariva lirismo compiuto e lirismo vivente di sergio rapetti 19 un bel volume dell arcivescovo metropolita dell aquila l indagine teologica su luigi pirandello di monsignor giuseppe molinari di giovanni giosuè chiesura 22 26 27 28 29 32 35 l angolo del racconto quando a s stefano belbo si lavorava il sughero di luciana bussetti calzato l artista è ritornato ­ per sempre ­ a pavarolo francesco casorati il ricordo di gian giorgio massara premio una vita per l arte del ce.pa.m francesco casorati un filo rosso unisce vita e pittura di angelo mistrangelo mostre a casa pavese alessandro alessandrini parole poesia e colori mostre a casa pavese stefano icardi un personaggio nell arte di gian giorgio massara mostre a casa pavese la personale di giancarlo menescardi di giuseppe zecchillo i danni dei caprioli la flavescenza dorata il sito dell associazione dei comuni del moscato agricoltura in valle belbo tutti uniti per sostenerla di barbara gatti 36 38 41 42 43 un prezioso volume del 1879 di lorenzo fantini curiosità sulla viticoltura nella provincia di cuneo di luigi ciriotti storia della meccanizzazione agricola la motofalciatrice protagonista della fienagione in collina di franco zampicinini l angolo del racconto antico inverno di giulio locorvo memorie langarole il ponte sul fiume di maria luisa brovia piante medicinali ed alimentari il bucaneve di luciana bussetti calzato 44 l angolo della poesia 46 47 a torino la premiazione della venticinquesima edizione «un poster per la pace» di angelo mistrangelo non per odiare ma per non dimenticare i ciliegi della speranza da una memoria del dott balbi e dell infermiere carlo di nani ponti

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo pavese e salgari in viaggio sulle ali del mito di antonio catalfamo emilio salgari e cesare pavese due autori che a prima vista non hanno nulla di particolare in comune se non il fatto che entrambi vissero a torino e che morirono suicidi il primo più di cento anni fa in maniera forse più spettacolare facendo harakiri seppur con mano tremante come avrebbe potuto fare qualcuno dei suoi personaggi il secondo nell agosto del 1950 in una camera d albergo in maniera più tradizionale prendendo bustine di sonnifero ma non trascurando di dare una dimensione letteraria alla sua morte lasciando accanto a sé una copia del suo libro prediletto dialoghi con leucò su cui aveva scritto «perdono tutti e a tutti chiedo perdono va bene non fate troppi pettegolezzi» ma superando il livello della lettura superficiale delle rispettive opere è possibile individuare elementi di «intertestualità» ci mette sulla buona strada antonio faeti nella sua post-fazione intitolata significativamente i pirati di pavese ad una buona riedizione fra le tante di varia qualità de le tigri di mompracem di salgari1 il critico fa riferimento alla poesia pavesiana i mari del sud in cui lo scrittore langarolo rievoca con nostalgia quando da bambino giocava «ai pirati malesi» sull onda ­ s intende ­ delle letture salgariane2 ma pavese ha mostrato esplicitamente di apprezzare l opera di salgari in più di un occasione in una lettera a carlo pinelli del 31 agosto 1929 scrive «ho passato l inverno rileggendo salgari»3 in un altra lettera del 12 ottobre 1931 ad arrigo cajumi che probabilmente in precedenza gli aveva proposto di offrire una versione ridotta per ragazzi della sua traduzione di moby dick a bemporad editore delle opere salgariane risponde «quanto al melville-traduzione mi dice ginzburg che ha scritto a fed gentile per la coll grigia abbiamo pensato a questa data l indole del libro certo più consona a una raccolta di classici che non a una biblioteca di avventure ­ dice ginzburg ­ ma quanto a me non dispiace rebbe di vedere il dotto melville a fianco del vecchio e sempre ottimo salgari»4 scrive faeti suggerendo elementi per un analisi «intertestuale» tra l opera dello scrittore veronese e quella dello scrittore piemontese «quando i lettori di salgari diventano anche i let tori di pavese allora capiscono il perché di un omaggio tanto affettuoso sia nel sogno di salgari che in quello di pavese c era un profondo desiderio di giustizia così come c era un intenso desiderio d amore sarebbe un gran brutto mondo quello in cui nessuno giocasse più ai pirati malesi i due fratellini che osano sfidare i potenti incrociatori della massima potenza marinara del mondo di allora ci dicono che le sfide non possono mai finire le sfide sono l umanità e la scelta dell avversario contro cui issare la bandiera rossa con la testa di tigre non può essere calcolata»5 emilio salgari è stato considerato un «minore» della letteratura italiana un «epigono» dei grandi autori stranieri di romanzi d avventura che ha raccontato in pantofole a beneficio di un pubblico di bambini viaggi mai realizzati in cui trasferiva suoi miti personali e magari l incapacità di vivere con coraggio la realtà del suo tempo ma cesare pavese che fu tra i primi a far conoscere in italia a partire dagli anni trenta del secolo scorso la migliore letteratura anglo-americana in un suo saggio6 ci per 2

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo mette di desumere che le stesse osservazioni indirizzate a salgari erano già state rivolte dalla critica anche a quelli che dovevano costituire i modelli da lui maldestramente imitati È questo il caso di robert louis stevenson a proposito del quale pavese scrive «la critica non è sinora uscita dalla difficoltà di conciliare l ammirazione per la nitida e fiabesca vivacità della sua pagina ­ quella qualità che rende r.l.s caro e accetto anche ai lettori ragazzi ­ con la mancanza della cosiddetta «profondità» della problematica seria di ogni interesse sociale e umano e infatti si ricorda r.l.s che visse sempre malato preoccupandosi esclusivamente di problemi di stile e di bella invenzione finì la sua vita nell eremitaggio di samoa lontano dal tumulto e dai problemi della patria e della società si potrebbe qui ricordare che il caso di r.l.s non fu isolato e che praticamente tutta la cultura occidentale del suo tempo fine 800 e primi del 900 attraversò questa crisi di disgusto per l ambiente e in modi vari anche quando non viaggiò fisicamente in capo al mondo si cercò un paradiso e una giustificazione fu un modo come un altro di polemizzare cioè di vivere con la propria società»7 gli stessi profondi giudizi che pavese espresse per stevenson valgono per salgari la ricerca di miti nell «altrove» nel mondo primitivo della malesia o dei caraibi poco importa non aveva una funzione evasiva era una critica indiretta alla società del suo tempo al mondo occidentale ai suoi disvalori e al colonialismo selvaggio di cui esso si rese responsabile nei confronti di popoli che riteneva inferiori e dai quali invece aveva molto da imparare sul piano della moralità e della civiltà i miti salgariani rappresentativi di un mondo che sembra esprimere un passato degno di essere cancellato al più presto possibile per fare spazio alla «civiltà» non sono fine a se stessi ancora una volta è pavese a indirizzarci sulla giusta strada con un altro suo saggio intitolato significativamente la poesia è libertà8 nel quale ci spiega in maniera esemplare facendo riferimento anche a se stesso e alla propria opera come lo scrittore non debba rimanere prigioniero nel labirinto dei miti ch egli evoca da un mondo lontano deve «ridurli a chiarezza» attraverso un analisi razionale deve proiettarli nel presente e nel futuro mostrarli agli altri non riservarli solo a sé per far capire qual è il significato ultimo dell esistenza deve fare ­ scrive pavese9 con un immagine suggestiva ­ come il cacciatore che ha catturato nella savana e nella giungla degli esseri rari e meravigliosi e poi li porta nel «mondo civile» per mostrarli agli uomini come esempi sarebbe sbagliato ­ aggiunge però pavese ­ liberarli questi esseri perché invadano la città e mettere in gabbia gli uomini e questo per dire che il mito serve da esempio ma ognuno poi deve restare se stesso migliorandosi però nel confronto con mondi diversi non ricorrendo allo scontro con essi sul presupposto della propria superiorità se anche a stevenson sono state rivolte le stesse critiche indirizzate a salgari vuol dire che è tutto un genere che si vuole condannare come «paraletteratura» e invece ­ come ha giustamente rilevato giuseppe petronio10 ­ bisogna valutare caso per caso autore per autore opera per opera da questa analisi dettagliata emerge a nostro avviso che emilio salgari non può essere collocato nell area della «paraletteratura» egli è riuscito a realizzare quell unità di «forma» e «contenuto» che secondo de sanctis e gramsci contraddistingue la migliore letteratura come ha scritto pavese a proposito di stevenson salgari pur vivendo nell epoca del verismo e del decadentismo è riuscito a superare i limiti che caratterizzano l uno e l altro attraverso «il rifiuto di cercare la poesia nel documento brutalmente umano da una parte e dall altra la condanna di ogni estetismo che tenti sfuggire ai fatti»11 ha fatto lievitare il racconto attraverso l avventura anzi il succedersi di avventure infinite adeguando il ritmo e lo stile a questo raccontare incalzante e comunque «la scrittura nitida artigiana sobria e funzionale ci pare valga molto più delle farraginose inchieste pseudo-scientifiche di uno zola o delle ubriacature mistico-eroiche di d annunzio e soci»12 almeno su un punto siamo d accordo con bruno traversetti «la naturalezza entusiastica con la quale [salgari condivide i sogni e l immaginario dei suoi lettori gli consente di lasciar dirompere nella sua opera senza troppe mediazioni né vigile prudenza quei temi dell altrove e dell avventura che la nostra letteratura aveva espulso dal bagaglio delle proprie risorse e di aspergere in essi quegli ancora irrelati pollini di democrazia di ribellismo di elementare ma eversiva giustizia che il pubblico popolare della terza italia reca nella propria stessa condizione di classe»13 c è in salgari così come abbiamo notato in altri nostri studi14 a proposito di cesare pavese e carlo levi quel «mito progressivo» che ha ben individuato il già citato faeti le lotte dei popoli rappresentate nelle sue opere anticipano quelle dei secoli successivi che hanno realizzato il processo di decolonizzazione È il cosiddetto «sogno in avanti» di ernst bloch.15 note 1 antonio faeti i pirati di pavese post-fazione a le tigri di mompracem fabbri editore milano 2000 2 cesare pavese i mari del sud in lavorare stanca solaria firenze 1936 ma si cita da le poesie einaudi torino 1998 p 8 3 id lettere 1924-1944 a cura di lorenzo mondo einaudi torino 1966 p 138 4 ivi p 312 5 antonio faeti i pirati di pavese cit pp 330-331 6 cesare pavese robert l stevenson in «unità» di roma 27 giugno 1950 poi in la letteratura americana e altri saggi a cura di italo calvino einaudi torino 1951 ma si cita sin d ora dall edizione il saggiatore milano 1978 pp 205-207 7 ivi pp 205-206 8 cesare pavese la poesia è libertà in «il sentiero dell arte» pesaro 15 marzo 1949 riproposto con modifiche nella stesura definitiva in «cultura e realtà» dove uscì postumo nel n 2 luglio-agosto 1950 poi in la letteratura americana e altri saggi cit pp 323-328 9 ivi p 326 10 giuseppe petronio racconto del novecento letterario in italia 1940-1990 vol ii oscar mondadori milano 2000 pp 215-221 11 cesare pavese robert l stevenson cit p 207 12 ibidem 13 bruno traversetti introduzione a salgari laterza bari 1989 p 99 14 antonio catalfamo cesare pavese e carlo levi un dialogo a distanza tra vita e letteratura in aa vv un viaggio mitico pavese «intertestuale» alla ricerca di se stesso e dell eticità della storia sesta rassegna di saggi internazionali di critica pavesiana a cura di antonio catalfamo i quaderni del ce.pa.m santo stefano belbo cuneo 2006 pp 13-34 15 enst bloch il principio speranza garzanti milano 2005 pp 135-141 3

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un saggio critico di giovanna romanelli sui dialoghi con leucò il premio letterario cesare pavese compie trent anni di luigi gatti ricorre quest anno il trentesimo anniversario dell istituzione del premio letterario cesare pavese una manifestazione culturale strettamente legata al territorio ma nota e apprezzata a livello nazionale e internazionale che continua a riscuotere continui successi e consenso di pubblico e di critica grazie all impegno e alla tenacia di tutti gli operatori culturali che ad essa lavorano il premio letterario cegiovanna romanelli sare pavese è la manifestai dialoghi con leucÒ zione di punta ma non e il labirinto della vita immagini di enrico savi esclusiva del ce.pa.m centro pavesiano museo casa natale associazione che ha sede a santo stefano belbo cuneo nella casa che vide la nascita dello scrittore langarolo fondata nel 1976 essa ha lo scopo di promuovere e valorizzare lo sviluppo culturale e rubbettino socio-economico del territorio evidenziandone le specificità tra le molteplici attività che il ce.pa.m promuove ricordiamo anzitutto la cura e la gestione del «parco letterario cesare pavese» la pubblicazione annuale dei volumi dell osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo e la pubblicazione della rivista trimestrale «le colline di pavese» un appuntamento atteso e apprezzato da molti fedeli lettori italiani e stranieri proprio nello spirito di promozione di tale attività il ce.pa.m per celebrare la ricorrenza del trentennale del premio cesare pavese ha promosso e sostenuto l imminente pubblicazione di un libro sull opera più affascinante e ardua ma ancora poco studiata di pavese i dialoghi con leucò si tratta di un saggio critico della professoressa giovanna romanelli dal titolo i dialoghi con leucò e il labirinto della vita arricchito dalle belle fotografie di enrico savi artista già noto e apprezzato anche all estero che colgono la poeticità dei luoghi pavesiani che sono tutt uno con i miti su cui si strutturano i dialoghi infatti la relazione che pavese istituisce con il mito è una riscrittura nella sua propria lin gua e dimensione esistenziale e questo è straordinariamente nuovo e apre come si evince dal testo critico a nuovi sguardi sull opera di pavese sono proprio i luoghi scritti nella sua infanzia la montagna-colle le spighe dei campi molto spesso simili ad un mare vegetale gli odori stessi della terra che si incarnano nelle grandi armature territoriali della mitologia greca di qui la scelta di fotografare i luoghi per l aspetto mitografico che può assumere la fotografia che veste di aura ciò che viene trasposto in immagine ed ha la capacità di evocarne la presenza in attesa dell uscita del testo che sarà presentato durante la cerimonia di premiazione della prossima edizione del premio letterario mi sembra opportuno affidarne la presentazione alla bella prefazione dello scrittore alessandro iovinelli vincitore del premio speciale pavese della scorsa edizione scrive infatti iovinelli da wolfgang iser a hans robert jauss la teoria della ricezione ha spiegato molto bene come il destino di un opera sia inseparabile dall orizzonte di attesa dei suoi lettori il quale tuttavia cambia e si rinnova a ogni successiva lettura dialogando ovvero contrapponendosi con le interpretazioni precedenti che si sono susseguite nel tempo non sempre un testo trova subito i suoi lettori perché supera i confini del proprio tempo anzi spesso questo è il destino che capita proprio ai capolavori che sopravanzano di molto l epoca in cui sono stati concepiti tale fu la sorte toccata ai dialoghi con leucò in seguito nel momento in cui lo stesso testo viene acquisito nel canone dei classici della sua epoca il problema cambia affinché tra un nuovo lettore ed esso vi sia un rapporto diretto occorre attraversare e oltrepassare i numerosi strati di esegesi spiegazioni e commenti che si sono depositati e sovrapposti sul testo stesso È un operazione non diversa dal restauro di un affresco che ha a che fare non soltanto con i vari danni provocati dal tempo ma pure con gli interventi successivi con le patine con le ombre non meno che con gli scolorimenti del tracciato originario anche per l opera di cesare pavese nella sua totalità vale lo stesso discorso nella sua ricezione vi è stata una vulgata anzi più vulgate che hanno condizionato i lettori per lungo tempo dapprima è stato l interesse per la dimensione biografica e autobiografica dei suoi testi peraltro rafforzata dalla conoscenza del suo diario e del suo epistolario a imporre se non le chiavi erme 4

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un saggio critico di giovanna romanelli sui dialoghi con leucò neutiche di certo l elenco dei temi da trattare le donne amate il confino la mancata partecipazione alla resistenza l impegno politico nel dopoguerra il suicidio questa primigenia lettura è stata successivamente rimessa in discussione e largamente modificata secondo altre impostazioni critiche che di volta in volta hanno discusso il rapporto di pavese con il neorealismo collocandolo all interno di altri filoni narrativi del xx secolo primo tra tutti la cultura del decadentismo primo novecentesco da questo punto di vista il destino toccato ai dialoghi con leucò è stato paradossale nel passaggio da testo più amato dall autore benché stravagante a classico imprescindibile della letteratura novecentesca il processo di cristallizzazione del giudizio estetico ha lasciato in sospeso una seria disamina della complessa struttura dell opera nonché delle tematiche dei riferimenti dei richiami intertestuali ivi presenti quest enorme lacuna della critica è colmata finalmente dal saggio di giovanna romanelli dietro al quale si scorge un imponente lavoro di sistemazione dei 26 dialoghi che compongono il testo di pavese essi sono classificati spiegati e connessi secondo una complessa rete intertestuale e un efficace decostruzione del loro tessuto drammatico e filosofico il commento critico si fa così guida alla lettura giacché il saggio della romanelli smonta e rimonta i tasselli della scrittura pavesiana ricostruendo l organizzazione del discorso e individuando al tempo stesso le ideeforza in questo modo la tripartizione strutturale del corpus ne enuclea le tematiche di fondo la separazione del mondo umano da quello divino la morte e il destino di ogni uomo la presenza di figure femminili fatali come per le operette morali di leopardi così per i dialoghi con leucò il critico è obbligato a misurarsi con una rete di richiami e di rimandi che travalicano i limiti della letteratura in senso stretto l universo dei miti che inquieta e attrae pavese è ben distante dalla mitologia di tradizione arcadica e neoclassica ma si pone in rapporto dialettico con altre scuole di pensiero da frazer e jung innanzi tutto ed è per questo che il confronto viene fatto proseguire da romanelli con kereny cioran löwith durand hillman e così via vi è un sostrato arcaico primitivo selvaggio all interno del quale va immerso di nuovo il mondo aurorale evocato da pavese ­ forse l unico nel secolo scorso insieme con il pasolini di medea a restituire la ferocia originaria ai miti fondativi della nostra civiltà la sfida è raccolta da giovanna romanelli in questo suo studio di straordinaria potenza innovativa accanto ai risultati della ricerca dell acribia filologica e della finezza dell analisi va da ultimo elogiato il suo stile preciso e chiaro quanto esemplare nella misura che illumina il testo fino agli estremi significati in un modo che stimola il lettore a un nuovo approccio con il più classico dei capolavori di pavese restiamo dunque in attesa di poter leggere questo nuovo lavoro nella speranza che esso riceva consenso di pubblico e di critica cesare pavese in corea del sud 5

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la biografia di pavese è nei suoi libri non sono uomo da biografia di franco lorizio ogni volta che ­ volente o nolente ­ trapela il mio interesse davide lajolo introducendo il vizio assurdo rievoca per lui avverto negli astanti un tangibile disagio che assume una conversazione straordinaria avuta con lo scrittore nel di volta in volta forme diverse c è chi `commenta con un elo1945 attraversavamo piazza statuto a torino nelle priquente sorrisetto di commiserazione chi ridondante accomme ore pomeridiane di quell estate accesa sotto un sole a pagna il ghigno con il gesto del suicidio picco e scherzavo allora quando le canoniche tre dita sulla tempia che aggiunsi `io solo potrei scrivere la tua neanche rendono giustizia alla cronaca biografia se non sarà viziata dall amiqualcuno è vero finge serioso interesse cizia e pavese `non sono uomo da ma fatalmente emerge la domanda solo biografia l unica cosa che lascerò sono per poco repressa e come mai papochi libri nei quali c è detto tutto o 1 vese siamo giunti dunque al vizio di quasi tutto di me fondo il suicidio un autore che a quaho riflettuto su tali parole estemporantadue anni decide all apice del sucranee riportate ­ ironia della sorte ­ in cesso premio strega in piena maturiapertura della prima e più nota storia tà ripeness artistica di togliersi la vita dello scrittore a dispetto dell affermanon può che essere accolto con l ironia zione pavesiana che ha il valore di una riservata al demente chi poi dedica rivelazione si sono moltiplicati i libri e parte del proprio tempo allo studio di soprattutto gli articoli di carattere bioun personaggio così strano è strano grafico al riguardo generando un `bioanch egli eppure c è qualcosa che non grafismo che forse non ha eguali nel mi capacita altri autori di successo e di campo degli studi storico-letterari del larga notorietà hanno posto fine volonnovecento italiano intendiamoci raccopertina del vizio assurdo tariamente alla propria esistenza ernest contare la vita di uno scrittore è un imdi davide lajolo hemingway vladimir majakovskij virpresa utile e meritoria quando ciascun ed oscar mondadori 1972 ginia woolf emilio salgari franco luepisodio è ben documentato e sopratcentini per citarne alcuni un arcinota tutto se non si prescinde dallo specifico enciclopedia online alla voce scrittori suicidi presenta un dell autore che è appunto la scrittura troppe volte nel caso elenco probabilmente incompleto di una cinquantina di di pavese ci si è soffermati su risvolti marginali della sua nomi ho la fondata impressione che cesare pavese tra essi esistenza indugiando in facili elucubrazioni psicologiche e sia l unico a essere identificato ­ immediatamente e quasi per tralasciando molti aspetti decisivi della sua vita di prosatore riflesso condizionato ­ con l atto estremo ma non solo la poeta e organizzatore culturale dunque pavese cattivo promorte è seria ­ scriveva ungaretti ­ anche la vita è seria feta di se stesso no anzi oggi più che mai egli non è uomo eppure egli ancor prima di avere espresso del tutto la da biografia sono convinto che il thymòs del santostefanese propria vena creativa ci indicò l unica possibile chiave di debba essere rintracciato nelle opere ­ non poche deo gracomprensione di sé le opere dunque bisogna ripartire da tias ­ che ci ha lasciato pavese è uno dei pochi classici della esse ogni esistenza è in sé un mistero l arte ne svela le ciletteratura italiana del xx secolo eppure i suoi libri sono fre la biografia di pavese è nei suoi libri certo leggere e pressoché sconosciuti non solo al grande pubblico dei lettoapprofondire una produzione varia e complessa come quella ri ma anche alla cerchia dei dotti diciamo la verità pavese in questione comporta lentezza costanza e dedizione attegè noto principalmente per essersi suicidato ho avuto modo giamenti ai quali non si è più avvezzi di constatare in molteplici occasioni questo fatto sgradevole 6

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la biografia di pavese è nei suoi libri dunque ripartire dall opera pavesiana per rimanervi un romanzo come la luna e i falò contiene un mondo intero qualsiasi lettore attento che pure ipoteticamente ignori la vita dello scrittore è in grado di afferrarne integralmente i significati profondi perché pavese parla al cuore dell uomo come pochi non sempre la sua scrittura è lineare ma la frequentazione di essa genera nel lettore un progressivo adeguamento allo stile brusco nel significato enologico di aspro che la caratterizza attraverso lo scavo nei testi giungiamo alla comprensione dell autore ne scopriamo la vitalità l affettività il dinamismo le peregrinazioni percorriamo le colline e i torrenti delle langhe dalla barca a remi osserviamo torino taciturna all alba sostiamo assorti sul ponte milvio non ancora preso d assalto dai catenacciari mocciani per contemplare lo scorrere lento del tevere il profilo appena percepibile di un colle una chiazza di vegetazione che fa pensare al po alla scarpata di sassi ci addentriamo in sentieri irrituali elaborazioni soggettive di ambienti e paesaggi prendiamo in mano i libri di pavese leggiamoli o rileggiamoli scopriremo un autore affascinante umano originale denso come gli umori della sua terra da franco lorizio come il letto di un falò in pubblicazione presso aletti editore note 1 davide lajolo il vizio assurdo milano oscar mondadori 1972 pp 9-10 agriturismo il crutin di barbero marinella il nome dell agriturismo deriva dal crutin grotta che raccoglie acqua di sorgente potabile che i nostri avi usavano quotidianamente questa grotta è parte integrante dell edificio la zona permette di fare lunghe escursioni a piedi o in bici l azienda dispone di 6 camere con bagno privato riscaldamento autonomo e tv tutte con vista sulle vigne o sulle colline loc vogliere 3 12058 santo stefano belbo cn tel e fax 0141 840559 cell 349-4749463 7

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considerazioni sul romanzo il compagno la politicizzazione di pavese di ines cherif kaya l opera il compagno è composta da brevi capitoli evocativi in cui viene messa a nudo lo sdoppiamento del protagonista pablo tra l alienazione della guerra e la politicizzazione pavese delinea le tematiche centrali della sua esistenza attraverso pablo questo personaggio incolto e fannullone suonatore di chitarra è dimezzato tra un pablo torinese che ha una vita totalmente oziosa vuota di scopi e meta egli soffre profondamente di questa situazione disperata cogliendo gli avvenimenti in modo negativo e superficiale ero dei tanti che restavano a guardare p.89 non fare niente contro il fascio p.102 difatti è la stessa situazione vissuta da pavese in cui non ha nutrito nessun interesse per la politica e per quello che accadeva nel paese come se fosse una persona completamente estranea al proprio ambiente che lo circonda la non volontà e il menefreghismo dell interesse portato verso la politica si vede attraverso le righe scritte da pavese e anche attraverso il suo personaggio che è infine l alter-ego tale conferma la troviamo nell opera e intanto pensavo alle piante di fuori e tutte le sale da ballo e chi rideva chi godeva p.21 ciò che interessava a questo personaggio è solo di fare festa di passeggiare lungo le colline di fare le ore piccole e di incontare amici ecc bevemmo il liquore mangiammo sul vetro p.35 si ballava p.20 si stava al tavolino a discutere p.20 qui mangiammo suonammo e ridemmo bevendoci sopra p.96 questa figura si nutriva anche della solitudine è infatti un tema ricorrente nelle opere pavesiane il piacere di essere sempre solo soprattutto nelle notti ero contento di essere solo camminai per mezz ora e incontrai soltanto carri p.26 elio gioanola ne la poetica dell essere afferma [pavese si alimenta solo nell eterno e irrisolto contrasto di solitudine e comunicazione1 questa stessa persona sta a guardare gli avvenimenti e la storia del proprio paese dalla finestra non tocca mai un soggetto che appartiene alla realtà tangibile e concretta questa situazione è alla fine un cammino verso la discesa nelle tenebre ne procura solo dolore ed un analisi di coscienza per pavese egli s imbecca queste parole quando un uomo è nel mio stato non gli resta che fare l esame di coscienza evidentemente le ho fatte grosse per trovarmi a questo punto.2 ciò di cui pavese ha bisogno è un cambiamento l uomo ha bisogno di una trasformazione totale per poter salvarsi dal pantano della sua incapacità e della sua infelicità in effetti la particolarità di questa presa di coscienza è vista nella maturazione dell io essa gli permette di aprire finalmente gli occhi alla realtà che lo circonda questo mutamento questa maturazione è vista nella conversione di pablo torinese in pablo romano in un uomo impegnato a lottare per la salvezza del paese di spezzare finalmente quel cerchio vizioso della solitudine e della disgrazia di sè che lo delimita e lo blocca potevo dirgli ch ero stufo della vita che facevo che il mondo era grande e volevo cambiare p.9 in effetti nella prefazione de il compagno si vede la disposizione e la fermezza di cambiare la via della vita e di essere uguale agli altri nel mondo della guerra la storia di un educazione e di una scoperta come i giovani delle classi borghesi maturassero alla storia negli anni del fascio ci è stato raccontato da molti resta a tutt oggi da indagare come ci sono arrivati gli altri i proletari e gli incolti l autore non si illude di esserci riuscito ma ha provato ha immaginato in questo libro un giovanotto piccolo borghese scioperato e incolto qualcosa peggio che il proletario e l ha messo di fronte a certe realtà.3 questa dichiarazione suscita la voglia di pablo torinesepavese di tagliare definitivamente i ponti che lo legano al dolente passato e alla soffocante solitudine fino a personificarsi assomigliandosi e paragonandosi ad un cane ero solo come un cane p.78 in effetti l animalizzazione umana porta alla devalorizzazione dell uomo secondo a a rosa il momento più chiaro e corraggioso di un autoanalisi che solo pochissimi scrittori italiani ebbero la forza di fare nel periodo post-resistenza una confessione cruda e spietata.4 in effetti possiamo dire che grazie a questa dolorosa e penosa vita causata dalla guerra pavese-pablo romano ha potuto rafforzare e accentuare la volontà e il coraggio di cambiare e aggiustare la rotta È la speranza a tutti i costi di dare una nuova visione e un nuovo valore alla propria esistenza quella dell io attraverso l impegno politico ma anche umano nicole fernandez-bravo afferma le double est à la fois identique et différent voire opposé à l original l impegno umano viene notato grazie alla sua lealtà di non 8

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considerazioni sul romanzo il compagno aver denunciato la vera persona di non aver tradito i suoi amici bisognava tener duro e non tradire gli italiani p.91 È la stessa posizione vissuta da pavese per la donna amata tina pizzardo la donna della voce rauca la metà di pablo romano raggiunge ad un certo punto una solida solidarietà coi compagni di lotta armata diventando un vero militante comunista rischiando la sua vita questa dualità e duplicità che si manifestava all inizio dell opera viene rotta completamente dalla politicizzazione di pablo in un unica persona unendo i due opposti come dice la famosa citazione francese les opposés s attirent difatti questa unione degli opposti è in realtà secondo i tramblay quando due opposti vengono messi in relazione la questione dell unità si manifesta.5 in effetti analizzando questa dimezzatura di pablo tra quello torinese e quello romano che in fine diventano complementari unendoli in un unico personaggio vale a dire la fusione degli opposti per mettere in relazione la loro complementarietà dove l uno non può esistere senza l altro come suggerisce i tramblay la duplicità e l unità hanno una relazione di complementarietà in cui l uno non esiste senza l altro.6 ciò spiega che la face cachée in questo contrasto tra pablo torinese e pablo romano si cela l intenzione di conciliare questa scissione e di instaurare una vera e propria riconciliazione interna per la speranza di raggiungere l equilibrio clément rosset afferma a tal proposito che la riconciliazione con se stessi avviene soltando esorcizzando il doppio 7 si tratta qui di un bisogno di far unificare l uomo dimezzato per poter raggiungere l io che è fondamentale per finalizzare l equilibrio pavese stesso afferma nella seconda edizione de il compagno il presente libro è la storia di un educazione e di una scoperta 8 questa unicità questa fusione è in realtà una scoperta che rappresenta in maniera fedelissima lo scopo dell autore piemontese la bramosia e il desiderio di cambiare di attribuire un senso positivo all esistenza volta non più attraverso la fuga verso la collina dell infanzia ma lasciandosi gettare e coinvolgere con la sua anima nell impegno e nella vita io non attribuirei a pavese solo le motivazioni di riflettersi nel protagonista ma piuttosto la volontà di essere che in realtà non è stata di un uomo convertito alla politica che tenta a modo suo di raggiungere un certo equilibrio È proprio attraverso il confronto dell io interiore di essere quello che non è come afferma christine baron ce qui fonde la réflexivité est la découverte de soi-même comme autre découvrir ce que l on n était pas en se distinguant de ce que l on pensait être c est sous une forme négative que la conscience réflexive se rapporte à soi 9 questa unione è raggiunta grazie alla maturazione di un apprendistato impegnato politicamente in effetti il romanzo può essere considerato la maturazione del protagonista-narratore pablo-pavese alla partecipazione della storia d italia il critico letterario george steiner parla di cortesi nel lettore la cortesia è l attenzione all opera letteraria e alla parola per quello che essa è e insieme la disponibilità all ascolto di tutte le voci e le sfumature persino sonore che da un opera possono venire alla fine si tratta di un formidabile strumento educativo10 pavese di sicuro tramite la sua opera vuole che il lettore quello incapace impari a lottare e partecipare pienamente alla vita superare i limiti e soprattutto non fare lo stesso sbaglio di lui quello di fuggire notiamo anche che l uso delle parole a metà dell opera sono seguite da riflessioni e fatti ripetuti più volte come se volesse insistere a chiarire il suo rovesciamento e di dimenticare totalmente quel pablo romano-pavese immaturo il linguaggio stesso mette in evidenza la rappresentazione della contraddizione vissuta en cher et en os dallo scrittore attraverso l uso di alcuni procedimenti stilistici come la figura retorica e l antitesi per dimostrare la contraddizione di pablo malgrado tutto questo mutamento dello scrittore piemontese svolto attraverso la fusione del protagonista per poter sposare finalmente la realtà egli viene giudicato un fallito da alcuni critici come g venturi il quale afferma il marxismo antifascista di pablo sembra un po forzato artificioso.11 difatti la scelta di quest opera non è stato a caso ma ben voluto da me malgrado l opinione di alcuni critici che si soffermano sull idea dell incapacità ad un adesione nell impegno politico di pavese essa rappresente in modo chiaro e definitivo l interesse e la volontà di pavese-pablo a rovesciare il proprio percorso in sostanza l opera il compagno investe tutta la carica dello scritore piemontese a partecipare alla vita soprattutto quella politica È una vera proiezione autobiografica È ciò che definisce il romanzo come un documento di una esistenza di una formazione umana più ancora che politica di un antifascista 12 note 1 elio gioanola cesare pavese la poetica dell essere marzorati milano 1971 p.299 2 cesare pavese il mestiere di vivere op cit pp.33-34 3 cesare pavese il compagno einaudi tascabili torino 2004 4 alberto asor rosa scritti e popoli samonà e savelli editore roma 1965 p.174 5 isabelle tremblay dédoublement et unité dans l abbé c de george bataille p.1 «lorsque deux opposés sont mis en relation la quête d unité se manifeste» 6 isabelle tremblay dédoublement et unité dans l abbé c de george bataille p.1 «la duplicité et l unité entretiennent une relation de complémentarité ou l un n existe pas sans l autre» 7 clément rosset citato da isabelle tremblay in dédoublement et unité dans l abbé c de george bataille p.1 «la réconciliation de soi avec soi a pour condition l exorcisme du double» 8 michele tondo invito alla lettura di pavese ugo mursi editore milano 1985 p.143 9 christine baron citato da isabelle tremblay in tremblay in dédoublement et unité dans l abbé c de george bataille p.6 10 gianfranco lauretano la traccia di cesare pavese i libri dello spirito cristiano biblioteca universale rizzoli milano 2008 p.25 11 gianni venturi la nuova italia einaudi firenze 1975 p.86 12 la letteratura italiana dell resistenza il movimento di liberazione in italia luglio 1949 9

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poesie di cesare pavese musicate ed interpretate da beppe giampà i mattini passano chiari di fabrizio borgio la letteratura di cesare pavese come tutta la grande letteratura offre come risaputo molteplici livelli d interpretazione la profondità del suo pensiero diventa una rete originata dal suo legame con la terra d origine e sviluppata dall intersecazione della sua formazione culturale che ha spaziato dai miti greci alla fonte di buona parte della nostra cultura moderna ovvero il mondo anglosassone e statunitense non credo sia casuale che una simile combinazione riesca a prestarsi a un espressività che coinvolge più forme d arte spaziando dalla narrativa alla saggistica dalla poesia al teatro fino alla musica analoga sensibilità si ritrova nel lavoro del cantautore sandamianese beppe giampà l album i mattini passano chiari infatti non è un semplice tributo e nemmeno il frutto di un ispirazione si tratta di una reinterpretazione la cui base è il libro verrà la morte e avrà i tuoi occhi una raccolta postuma di poesie di pavese giampà innesta la sua arte musicale sui testi di otto delle dieci poesie dell opera e realizza un disco equilibrato dotato di un rispetto perfino filologico della narrazione pavesiana i testi sono rigorosamente invariati e l intervento del musicista avviene esclusivamente su base musicale i generi di riferimento spaziano dal blues al jazz dal rock a reminiscenze folk con sonorità che richiamano dylan verrà la morte e avrà i tuoi occhi lo springsteen più acustico e impegnato terra rossa terra nera ad echi malinconici che fanno pensare a tom waits e paolo conte tu sei come una terra fino a suoni più radicati e locali che si riagganciano inevitabilmente al rapporto viscerale dello scrittore con la propria terra anche tu sei collina i mattini passano chiari è un disco sensibile e profondo dove giampà dimostra di aver instaurato un empatia sotterranea con la poesia di pavese dove la sua arte crea un accompagnamento coerente gli stili musicali,pesantemente influenzati dal blues dal jazz ovvero le espressioni dell america più povera agreste sofferente di fatica e schiavismo che non possono non riagganciarsi con la dolente visceralità con la quale pavese evocava la vita di langa in quel nostro piemonte che è anche terra di frontiera e contaminazioni un po come gli states e con la quale il cantautore riesce a creare un ponte epistemologico tra il suo suonato e lo scritto pavesiano se verrà la morte e avrà i tuoi occhi è un inconsueta raccolta di poesie d amore scaturite dalla dolorosa esperienza che pavese aveva vissuto con costance dowling dove la figura femminile viene metaforizzata attraverso il paesaggio giampà che di un paesaggio analogo ne è figlio comprende e metabolizza musicalmente il messaggio sviluppandolo forse inconsciamente in un accezione più vasta dove il nostro territorio oltre che madre simbolica e genitrice delle nostre radici si trasforma nell oggi anche in un amante che riscopriamo desiderare come un tempo dimenticato il resto è ascolto ed emozione per informazioni www.beppegiampa.com 10

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scrittore e pittore ebbe una fitta corrispondenza con pavese a proposito di silvio micheli di stefania brunetti nel mese di dicembre si è svolta a viareggio una mostra dedicata a silvio micheli pittore l intellettuale viareggino è conosciuto più come romanziere ma è sicuramente degna di nota anche l attività pittorica coltivata come puro hobby lo scrittore si inserisce in quel gruppo di intellettuali che caratterizzarono la vita culturale della città degli anni `30 quali tobino viani pea jenco il nostro ebbe una fitta corrispondenza con pavese che lo sostenne e lo spinse a scrivere caro micheli ho sentito molte leggende sul suo conto che facevi il marinaio che facevi il pittore che facevi 1 silvio micheli era nato a viareggio da una famiglia benestante nel 1911 perito tecnico industriale lavorò dapprima alla piaggio successivamente alla fiat come disegnatore meccanico negli anni `40 si recò a lavorare a napoli alle industrie meccaniche e aeronautiche meridionali e qua entrò in contatto col mondo operaio ostile al fascismo dalla vita di fabbrica scaturì la poetica del narratore realista nella quale la classe operaia divenne protagonista e che lo portò poi a scrivere il capolavoro pane duro micheli condivideva con gli operai le speranze quotidiane le ansie le aspettative per una società più giusta e umana negli anni della guerra si dette al bosco macchia ma prima sposò la sua vera nel 1939 l amore della sua vita da cui ebbe due figli sergio e silvia il periodo di clandestinità micheli lo raccontò in giorni di fuoco quelli della resistenza li rielaborò invece in lo zio cantoniere dedicato ad uno zio morto per la fede ai suoi ideali antifascisti fu durante la guerra che micheli maturò l idea di vivere scrivendo e per far ciò iniziò a collaborare a riviste come l unità e vie nuove ma le idee politiche non lo aiutarono sicu ramente a far carriera e a raggiungere una sicurezza economica nel 1940 come ricordato lo scrittore aveva iniziato la stesura del suo romanzo più celebre pane duro nel 1942 il dattiloscritto fu inviato all einaudi con la quale si instaurerà un rapporto intenso e pieno di gratificazioni e fu subito recensito con grande interesse da pavese le vicende belliche ne posticiparono l uscita le bozze andarono addirittura perdute e fu pavese a chiedere a micheli di riscriverlo sul finire della guerra lo scrittore viareggino rispose con entusiasmo anche per la sua iscrizione al partito comunista si stava concretizzando il sogno di piena unione tra la vita e la letteratura il romanzo ricco di spunti autobiografici racconta la storia di un impiegato insoddisfatto del proprio lavoro che aspira a divenire scrittore cosa che non si verificherà mai il travet subisce le ambizioni borghesi della moglie il sopraggiungere della guerra travolgerà l idea di scrivere e la famiglia sicuramente micheli rievocò così il suo stato d animo e la situazione della sua città durante il periodo bellico soprattutto nelle pagine in cui raccontò lo strazio dei bombardamenti e l invasione tedesca per le strade che sono vicine alla ferrovia e alla darsena non si scorgono che macerie e vuoti vuoti enormi terribili che mettono freddo allo stomaco 2 e ancora il paese di mia madre di mio padre il paese dove la gente si conosceva da un capo all altro dove si dava del tu a tutti ridotto ad un cumulo di macerie fumanti calvino parlando di pane duro sosteneva che si trattasse di un romanzo di fabbrica su modello sovietico opera interes 11

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scrittore e pittore ebbe una fitta corrispondenza con pavese spiaggia penna su carta ritratto di bimbo olio su cartone sante nuova e apprezzabile per vigore di stile da un sondaggio condotto su settantamila operai della fiat nei primi anni `50 risultò che pane duro era il romanzo più letto pavese definì il linguaggio nuovo e intatto che tendeva a ricostruire il ponte tra vita e letteratura che il fascismo aveva ostacolato nel 1946 il romanzo fu premiato col viareggio a tale proposito è toccante ricordare come la notizia sconvolse la vita familiare per la commozione e l incredulità della moglie vera lo sai cosa è successo ­ gli gridai ­ poi mi chetai invece delle parole cominciarono a sgorgarmi le lacrime lui impallidiva io piangevo e ridevo poi corsi di là ad aprire e il fiume di parole venne dentro come si fosse rotta una diga da quel momento divenni la moglie di pane duro 3 successivamente micheli scrisse altri romanzi il facilone gran lasco una famiglia viareggina sui mari del mondo tutta la verità con i quali però non replicò il successo e la fama di pane duro tuttavia nei suoi lavori micheli cercò sempre il contatto con la realtà agganciando le sorti delle letteratura a quelle della vita sociale scrittore che non conobbe compromessi fece dell arte uno scopo di vita e trasferì la sua passione nelle opere come ho ricordato all inizio unì alla passione per la letteratura quella per la pittura lui precisava però di essere in primo luogo scrittore e che non avrebbe mai venduto un suo quadro al massimo avrebbe potuto regalarlo nelle sue tele micheli esprimeva ciò che non riusciva a dire nei romanzi i suoi dipinti sono ricordi di una lunga serie di emozioni infatti ritrae amici parenti nei ritratti alcuni bellissimi il pittore mostra il suo talento per penetrare e rappresentare con segni e colori l interiorità psicologica delle persone che ritrae con grande semplicità di disegno e colore dopo aver scritto per ore aveva solo il desiderio di esprimersi con il colore 4 fu un personaggio dagli interessi poliedrici fu anche un appassionato alpinista sui nostri monti le alpi apuane fu un uomo sincero intellettualmente onesto schivo dei clamori interprete genuino della sua terra delle sue radici rimase sempre legatissimo alla sua città si spense a viareggio il 16 febbraio 1990 per complicazioni polmonari a causa di un enfisema causatogli probabilmente dal fumo note 1 c pavese le lettere 1945-1950 a cura di i calvino einaudi torino 1966 2 s micheli pane duro g einaudi 1946 3 s dolfi dipinti e disegni di uno scrittore nel catalogo dedicato a s micheli 4 m dolfi dipinti e disegni di uno scrittore nel catalogo dedicato a s micheli 12

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recensione alla seconda edizione di lavorare stanca mucci scrittore di bra commenta pavese di alberto alberti ricerche di «prosa» evidentemente intendiamo per prosa tutto il contenuto della poesia memoria circostanze natura vita verità emozioni ecc converse poi in una fiducia fruttuosa nel dialetto paesi tuoi in una nostalgia del canto «dato un verso tutto vi sarà implicito» di una accorata dignità quale raramente avevamo supposta nella coscienza di uomini vivi sono raccolte nel libro di poesie di cesare pavese che ci arriva in ritardo di due anni senza essere per questo sorpassato noi non crediamo che pavese col suo libro abbia nuotato controcorrente perché la poesia di questi anni dal `31 in poi in varie guise ha sperimentato la resistenza al verso al simbolo di labili contenuti nessuno di noi si pone più per modello un sonetto di giusto dei conti non perché ci dispiaccia un sonetto a noi fa difetto quella terribile fede nel modello nella torma avulsa da ogni sostanza la realtà le cose le gerarchie delle cose il destino delle cose e degli uomini il creato infine hanno un peso ben più grave di quello di una piuma di una piuma di passero i bei versi erano ornamento della vita decoro abitudine virtuosa di tanti esercizio di re di dame di straccioni e oggi per tutti la poesia non è neppure un riscatto è forse una pena la poesia è oggi né più né meno di un accidente nelle rare giornate di pochi uomini il canzoniere di petrarca le rime del casa il canzoniere di isabella morra furono scritti a discolpa della vita degli errori della vita e i nostri versi oggi non fanno invece che ribadire circostanziare il nostro povero « amore alla vita » senza domandare assoluzioni non chiede assoluzioni neppure pavese quando alla fine si congeda di questo libro del quale lui solo può misurare la fecondità spetterà ai critici futuri stabilire dei rapporti calcolare nel caso di bacchelli quanto dei poemi lirici è passato ne il diavolo a pontelungo e quanto di questo canzoniere entrerà nei romanzi di pavese ma l autore per il primo ha capito che di un tal libro bisognava comunque sbarazzarsi gli cresceva dentro come una tenia gli stimolava un incredibile appetito tutto diventava buono nutriente mangereccio ma appena ingoiato il cibo tornava la noia il tedio la nausea e ancora la fame welso giovanni mucci giòanin per gli amici nacque a napoli il 29 maggio del 1911 da ranieri abruzzese e maestro di musica nel regio esercito e domenica boglione di bra la cittadina che amò tutta la vita passandovi nell età matura lunghi periodi da ragazzo seguì il padre nelle sue peregrinazioni per tutta italia fino a quando la famiglia si stabilì a torino dove si laureò in filosofia estetica durante il periodo dell università giocò nelle riserve della juventus studente bohémien nel cosiddetto fascismo di sinistra fronda semitollerata dal regime fu proprio a torino che esordì nel 1931 come critico musicale sul selvaggio di maccari e conobbe gli artisti che rimasero suoi amici per tutta la vita spazzapan menzio cremona rosso e tanti altri nel 1934 si trasferì a parigi dove aprì con il cugino sandro alberti una galleria d arte sulla rive gauche alex alberti ­ livres et tableaux modernes vi tenne mostre di altissimo livello come quella di de pisis del 1938 o di spazzapan nel 1939 il periodo parigino fu uno dei più importanti per la sua formazione dandogli l irripetibile occasione di frequentare le avanguardie culturali di allora È del 1940 una lettera a carlo mollino dove accenna al progetto di un libro sul surrealismo l esperienza che lo aveva affascinato assieme al dadaismo ebbe amici eccezionali e frequentò tra gli altri paul Éluard tristan tzara picasso andrè gide lionello venturi de chirico che con leonardo sinisgalli fu testimone alle sue nozze in roma nel 1948 ma fu a roma nel dopoguerra che iniziò il suo periodo creativo più felice con sinisgalli nicola ciarletta e aldo gaetano ferrara fondò la rivista bimestrale il costume politico e letterario dove per cinque anni raccolse le firme migliori dell italia let 13

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