Theofilos Dicembre 2011

 

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Rivista della Scuola Teologica di Base dell'Arcidiocesi di Palermo. Dicembre 2011.

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rivista della scuola teologica di base san luca evangelista arcidiocesi di palermo

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numero unico dicembre 2011 ad uso interno sommario 3 editoriale tu sei il più bello tra i figli dell uomo di don salvatore priola area biblica l infanzia nascosta di gesù di marisa ercoleo area dogmatica verbum caro factum est il mistero dell incarnazione di cristiana roma area liturgica maria madre di dio nell ottava di natale di silvana morello area morale natale abbraccio di solidarietà all umanità di giuseppe tuzzolino magistero benedetto xvi indice l anno della fede di maria butera recensioni per leggere i racconti biblici di andrea sannasardo la fede nel dio trinitario una chiave per comprendere di angelo nocilla nelle mani di dio di silvana morello accade quattro docenti tra i nuovi diaconi permanenti di onofrio catanzaro festa di san luca inaugurazione dell anno in cattedrale di maria lo presti un ulteriore opportunità di formazione di michelangelo nasca a mezzojuso `lettura dell iconografia bizantina di giampaolo tulumello direttore responsabile michelangelo nasca capo redattore giuseppe tuzzolino redazione salvatore priola maria lo presti giampaolo tulumello maria catena alessandro di trapani cristiana roma andrea sannasardo hanno collaborato don salvatore priola marisa ercoleo cristiana roma silvana morello giuseppe tuzzolino maria butera andrea sannasardo angelo nocilla onofrio catanzaro maria lo presti michelangelo nasca giampaolo tulumello grafica e impaginazione gianluca meschis tiratura 2.000 copie distribuzione gratuita contatti theofilos2000@gmail.com 5 6 9 10 15 16 19 20 25 26 29 30 31 32 33 34 36 38 39

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arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista «tu sei il più bello tra i figli dell uomo» editoriale di don salvatore priola le parole del salmo 44 45 esprimono compiutamente la meraviglia del credente di fronte allo splendore di bellezza che avvolge il mistero dell incarnazione e della nascita del figlio dio a betlemme di giudea si tratta della bellezza trascendentale del verbo eterno della vita colta nella luce del natale di gesù di nazareth e non nelle luci che sbrilluccicano a natale luce rifulsa davanti agli occhi colmi di fede di coloro che avevano atteso con serena fiducia il compiersi delle promesse fatte da dio ai nostri padri certamente quelli del salmo sono versi cantati per le nozze di un 2 re israelita un epitalamio regale ma ciò che qui ci interessa è che essendo un unto di dio il re come tale preannunciava la figura del messia il figlio di dio fatto uomo non solo è il vero uomo l uomo perfetto il modello dell umanità nuova ricreata nella grazia il nuovo adamo altresì è il più bello tra i figli dell uomo egli si rivela a noi come la verità e la bontà a cui orientare tutta la nostra vita e nello stesso tempo si epifanizza come bellezza con la quale dio ha unto tutta la creazione tutto è stato creato da dio per verbum cioè attraverso la parola,

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nella verità e nella bontà ancor più nella bellezza ogni parola uscita dalla bocca di dio è dunque vera buona e bella gesù figlio di dio è l unica parola eterna proferita da dio padre nella verità nella bontà e nella bellezza ciò che primariamente è possibile ammirare nella luce del natale di gesù è proprio la bellezza nella quale è stato generato l unigenito figlio di dio É la bellezza colta nell immediatezza dello sguardo contemplativo che ci mostra in modo concomitante la bontà e la verità che è venuta a rivelare il bimbo di betlemme ad ogni uomo di buona volontà tutto è stato fondamentalmente e originariamente creato e rivelato da dio nella bellezza ogni creatura è unta di bellezza divina e segnatamente l essere umano da quella della seconda persona della ss trinità generato dalla bellezza l uomo è chiamato a generare nella bellezza lo aveva già intuito filosoficamente platone che in due dei suoi dialoghi sistematici il fedro e il convito asseriva la necessità per l uomo di generare ogni cosa nella bellezza quale via privilegiata di eternizzazione nel tempo cioè di possesso nella temporalità di ciò che per natura è eterno generare nella bellezza significa conoscere e amare ogni cosa per quella che è secondo un ordine gerarchico riconoscibile nella conformità alla bellezza del più bello tra i figli dell uomo nell ammirazione del più bello da una parte ci è svelata la trascendentale bellezza divina e dall altra ci è additata l ineludibile via da percorrere perché tutto sia generato nella temporalità secondo il modello il progettare e l agire dell uomo dunque corrisponderà a verità e bontà nella misura in cui saprà esprimere i canoni di bellezza contemplati nel volto e nella vita del più bello tra i figli dell uomo la via pulchritudinis può essere considerata una via maestra da percorrere per il riscatto personale e sociale da una vita spesso troppo spesso caratterizzata da tante brutture che la opacizzano e obnubilano lo splendore solare dell opera di dio dobbiamo sentirci chiamati particolarmente in questo tempo di natale a riscoprire il doveroso compito di credere e annunciare nella missione che ci è affidata la bellezza rispendente del creato unitamente alla verità e alla bontà che soggiacciono alla sua esistenza e che gli conferiscono senso e significato al di là di ogni ermeneutica riduttiva che tende a confinare l uomo dentro l orizzonte immanente di questo mondo 3

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avere gli occhi tracimanti di luce natalizia vuol dire essersi lasciati avvolgere e compenetrare dalla bellezza divina così da ungere a nostra volta tutto ciò che realizziamo nelle pieghe di questa nostra storia vuol dire predisporre ogni cosa perché la nostra vita le nostre famiglie il nostro lavoro le nostre città la nostra chiesa e le nostre istituzioni democratiche siano edificate nella bellezza suscitino la gioia e rigenerino nell armonia e nella pace ogni relazione interpersonale ogni servizio ogni compito e ogni dovere cui assolvere vi auguro dunque un bel natale unti dalla bellezza del figlio di dio cristo gesù per ungere di bellezza divina il mondo nel quale vivete così da allontanare da voi e da quanti vi circondano ogni bruttura e ogni tristezza ogni angoscia e ogni stanchezza così da ricolorare ogni sbiadita espressione d amore fraterno e ogni stinta visione del bene che siamo chiamati a compiere 4

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arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista area biblica secondo le storie delle dodici tribù d israele c era un certo gioacchino uomo estremamente ricco le sue offerte le faceva doppie dalla natività di maria 8

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l infanzia nascosta di gesù di marisa ercoleo la questione degli apocrifi sorse abbastanza in fretta dopo gli eventi di pasqua per la grande attenzione che i responsabili delle comunità cristiane posero fin dall inizio agli scritti che circolavano all interno delle comunità dopo l evento sconvolgente e inatteso della risurrezione i discepoli che avevano vissuto l esperienza dell incontro col risorto cominciarono a capire a ricordare a testimoniare ben presto dalle testimonianze orali si passò a mettere per iscritto le prime raccolte finché si cominciò a tentare di mettere in ordine i vari documenti a disposizione a formare una sorta di storia dell evento-cristo entro la fine del secolo tutto il nuovo testamento era già completo con la certezza di materiale di provenienza sicura da poter fare risalire ai testimoni diretti a coloro che avevano visto e udito naturalmente la circolazione di idee e scritti non cessò e tra la fine del i sec e la metà del ii entrarono in circolo tra le comunità cristiane molte lettere di santi vescovi e altre letture molto apprezzate 6

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i vescovi vigilavano con grande attenzione e ciò non soltanto perché erano comparsi diversi scritti di dubbia provenienza ma proprio per i rigorosi principiguida seguiti nella selezione e accettazione degli scritti neotestamentari da considerare sacri ispirati e dunque canonici quanto agli scritti dubbi erano decisamente sconsigliati e ben presto si compilarono elenchi distinguendo tra libri buoni da leggere e altri rigorosamente da evitare perché scritti da eretici e contenenti errori sono gli apocrifi il termine apocrifo in origine era in uso presso le sette gnostiche col significato di nascosto segreto riservato i cristiani adottarono il termine col significato peggiorativo di falso falsificato già nel ii sec ci fu una fioritura abbondante di letteratura apocrifa e ancora nel iii iv v sec e oltre di fronte a questo profluvio di produzione s gerolamo parlava di morbosi sogni degli apocrifi mentre origene invitava a esaminare ogni cosa e a ritenere il bene in effetti a parte gli scritti di chiara provenienza eretica o con più o meno evidenti errori di dottrina per il resto si tratta in gran parte di pie leg gende di folklore sacro che arricchisce talvolta elementi importanti e veri di teologia per es la verginità di maria o la sua assunzione con particolari chiaramente inventati dalla fantasia popolare o dalla ingenuità e dalla foga di qualche predicatore poco prudente alcuni di questi scritti su maria e su gesù bambino considerati da sempre innocue letture ebbero grande diffusione e nutrirono fino a tempi recenti la fede popolare di cui pure erano espressione naturalmente in questa diffusione larga parte aveva la trasmissione orale con relative aggiunte e modifiche ma anche con il probabile ricordo di elementi autentici per es il nome dei genitori di maria l arte e la letteratura hanno pescato a piene mani in questi apocrifi così pure il folklore delle rievocazioni festive e la tradizione la poesia natalizia del presepe con la grotta il bue e l asinello deve molto agli apocrifi e anche le stesse feste liturgiche di s anna e di s gioacchino e la festa del 21 novembre per la presentazione della piccola vergine al tempio fermando l attenzione sui più conosciuti fra gli apocrifi ­ i vangeli della natività di maria e dell infanzia del salvatore ­ è possibile seguire il percorso da una redazione più antica alle tante successive via via più ricche di particolari e nelle quali si introduce talvolta a seconda del luogo di provenienza del manoscritto qualche elemento di eresia il più antico documento sulla natività di maria sembra essere il papiro bodmer un manoscritto greco che risale probabilmente alla fine del ii sec il cui contenuto si ritrova nelle varianti successive si presenta come una sorta di introduzione o preparazione ai vangeli in quanto narra di eventi antecedenti riguardanti anna e gioacchino una coppia benestante ma triste per la mancanza di figli la nascita miracolosa di maria e le sue vicende fino alla nascita di gesù e alla persecuzione di erode ma occorre grande attenzione per non fraintendere l intento dell autore tutto è fortemente simbolico e non va preso alla lettera la volontà di glorificare maria in quanto madre del salvatore trova espressione in forme altamente poetiche nelle quali non va cercata la coerenza logica o storica così le immagini della piccola maria che danza sui gradini dell altare e abita nel tempio ricevendo cibo come una colomba dalla mano di un angelo esprimono la gioia escatologica per il compimento ormai vicino a 12 anni per cercare uno sposo cui affidarla in custodia vengono convocati i vedovi e dal bastone di 7

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giuseppe esce una colomba in altri manoscritti il bastone fiorisce segue il racconto dell annunciazione qui maria ha 16 anni del concepimento verginale e della prova cui maria e giuseppe vengono sottoposti dai sacerdoti del tempio qui il manoscritto lascia spazio alle ricostruzioni fantasiose e presenta un giuseppe che dubita della purezza e della fedeltà di maria e che davanti alle sue misteriose parole di giustificazione ha molta paura segue il racconto del sogno di giuseppe e poi il lungo interrogatorio dei sacerdoti e la prova dell acqua segue il poetico ma anche qui fantasioso racconto del parto in una grotta con gesù che nasce in una epifania di nube e di luce intensa c è poi un accenno all episodio delle ostetriche che verrà ampliato e involgarito nelle successive redazioni l ostetrica che ha assistito al parto esce dalla grotta e racconta a salome i fatti meravigliosi che ha visto ma questa incredula vuole controllare di persona e verificare la illibatezza di maria dopo i magi erode e la strage dei bambini il manoscritto si chiude con l uccisione di zaccaria presso l altare c è un altro manoscritto greco assai importante e conosciuto da tempo col titolo di protovangelo di giacomo ebbe grande diffusione sono importanti anche due manoscritti latini i codici hereford e arundel risalenti probabilmente al v sec sono due redazioni molto simili che raccontano sostanzialmente gli stessi eventi in maniera molto più estesa e discutibile e con qualche particolare assai dubbio in entrambi i manoscritti per es una delle ostetriche prende nelle mani il bambino gesù e non avverte alcun peso È evidente la traccia dell eresia doceta che esaltava la divinità di gesù disconoscendone la realtà della condizione umana alla fantasia si è dunque aggiunta l eresia i vangeli apocrifi iniziano dunque con maria e la nascita di gesù fin qui tutto dipende dalla natività di maria o protovangelo di giacomo la cui versione più antica sembra quella del papiro bodmer poi ci sono i vangeli che parlano dell infanzia di gesù fino al suo ritrovamento nel tempio anche in questi scritti c è molto simbolismo e come sottofondo l intento teologico di mostrare l ingresso di gesù-dio nel mondo fin da bambino alcuni episodi sono decisamente poetici bello l episodio di gesù neonato che durante la fuga in egitto fa piegare i rami della palma per rispondere al desiderio di sua madre o che accorcia miracolosamente la strada da percorrere una parola ancora per concludere tutti questi scritti non aggiungono nulla alla rivelazione e nella composizione nello stile nell abbondanza di parole nelle curiosità morbose cui a volte tentano di rispondere esibiscono tutta la loro distanza dagli scritti ispirati 8

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arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista area dogmatica non era possibile per l uomo salire più in alto nè possibile all umano pensiero concepire un unione più stretta con la divinità da dominum et vivificantem giovanni paolo ii

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verbum caro factum est il mistero dell incarnazione di cristiana roma e il verbo si fece carne giovanni 1,14 il natale è incommensurabilmente tutto racchiuso in questa realtà che è evento ed intervento di dio nella storia dell uomo non semplicemente la nascita di un bambino ma il mistero dell incarnazione del verbo di dio nel natale l elemento centrale per il cristiano è la fede in un dato storico oggettivo `sconvolgente duemila anni fa per volontà di dio e per opera dello spi rito santo la seconda persona della ss trinità si fa carne nel grembo della vergine maria il `farsi carne nel prologo del vangelo di giovanni è reso con il verbo greco eskénosen che significa alla lettera attendarsi cioè il tipico accamparsi degli uomini del deserto il simbolismo di giovanni richiama sia il concetto della tenda dell incontro tra dio e israele ma soprattutto si riferisce alla presenza di 10

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dio tra gli uomini significa che dio sceglie una residenza carnale il grembo ma proprio la categoria dell incarnarsi e del farsi carne risulta la più complessa da comprendere È così per i non cristiani contemporanei di giovanni che non capiscono né accettano il concetto esplicito di incarnazione ai loro occhi nessun dio può farsi uomo né tanto meno può decidere di farlo volontariamente nel i e ii sec d c il panorama culturale di riferimento per il cristianesimo è il mondo greco che conosce l esaltazione mitica di alcune figure di eroi elevate al rango divino ma si tratta di semi-dèi in cui è presente una totale mescolanza fra il carattere umano e divino oppure di uomini investiti in modo transitorio di poteri speciali ben diverso è il significato dell incarnarsi di dio nella fede cristiana tanto da rappresentare un vero e proprio unicum per questo il mistero dell incarnazione è stato motivo di dibattito fin dai primi concili e numerosi padri della chiesa e grandi figure di santi s francesco d assisi s anselmo d aosta s leone magno vi si sono soffermati nell intento di chiarirne la corretta dottrina l incarnazione e quindi l umanità del figlio non è qualcosa che si aggiunge alla divinità né una maschera con cui dio ci dà l impressione di assumere la nostra condizione per rimanere inaccessibile É più complesso e meravigliosamente più ricco e denso di significato il senso del bambino gesù quel bambino ci ricorda e ci fa capire che il figlio di dio è nato nel tempo storico degli uomini lui che è e rimane eterno non si tratta più solo di un alleanza con dio ma della reale presenza di dio in mezzo agli uomini una novità assoluta nel bambino nato a betlemme avviene l intreccio tra divinità e umanità quell unione tra il logos e la sarx che come insegna il concilio di calcedonia è senza confusione senza mutamento senza divisione senza separazione nella enciclica dominum et vivificantem papa giovanni paolo ii spiega il mistero dell incarnazione e dell unione divino ­ umano alla luce dell azione dello spirito santo che opera il concepimento verginale lo spirito santo fa sì che l uomo concepito da maria vergine sia il figlio di dio consustanziale al padre e dal padre eternamente generato 11

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dio allora pur rimanendo dio assume la condizione umana fino in fondo dalle prime manifestazioni di vita dell embrione all essere neonato per poi crescere nella sua vita di adulto fino alla morte in croce che culmina con la risurrezione e tutto questo non in una umanità astratta perché sin dal primo momento del suo concepimento egli è gesù di nazareth in questo modo il bambino gesù è cristo vero dio e vero uomo pienamente dio e pienamente uomo il concilio vaticano ii afferma con l incarnazione il figlio di dio si è unito in un certo modo ad ogni uomo ha lavorato con mani d uomo ha agito con volontà d uomo ha amato con cuore di uomo si è fatto uguale in tutto a noi tranne che nel peccato gs 22 in tal modo il natale ci mostra che dio può farsi realmente altro un uomo come noi senza cessare di essere dio in questo modo dio ha voluto comunicare se stesso e da questa riflessione possiamo capire perché dio si è incarnato rispondere significa comprendere non solo l essenza del natale ma avere chiaro il gra tuito progetto di dio-trinità nei confronti dell uomo l opera della creazione del cosmo e di adamo macchiata dal peccato originale viene risanata grazie al miracolo dell incarnarsi del figlio per noi e per la nostra salvezza cristo è il nuovo adamo e in lui per lui e con lui si completa il piano dell immenso amore divino cristo culmine definitivo della rivelazione si è unito tramite l incarnazione ad ogni uomo tutta l umanità è stata assunta in qualche modo dal figlio tramite il figlio siamo tutti fratelli in cristo e quindi figli di dio e attraverso di lui saremo redenti perciò salvati gesù cristo che è verbo incarnato unico mediatore dell umanità tutta e del cosmo svela veramente in ultima analisi chi è l uomo e a che cosa è chiamato l intima vocazione dell uomo è la comunione con dio il ritorno cioè alla condizione di amicizia filiale con dio padre nella sequela di cristo non solo l uomo va alla ricerca della sua pienezza ardentemente desiderata di `essere con dio ma anche tutto il creato geme e soffre nelle 12

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doglie del parto perché nutre la speranza di essere liberato dalla corruzione rm 8,21-22 in cristo sia l essere umano che il creato anelano a sconfiggere la morte e la corruzione per vivere quella vita vera che è fatta di intima comunione e relazione con dio grazie all incarnazione del figlio e alla sua opera di mediazione questo percorso di ritorno alla condizione di beatitudine originaria e di amore con dio è reso possibile per tutti gli uomini quando professiamo che il verbo si è fatto carne diciamo di credere in colui che è da sempre nel mondo gv 1,10 colui che è la luce vera che illumina ogni uomo in tutti i tempi gv 1,9 e che si è fatto conoscere nella storia il figlio di dio il verbo eterno gesù cristo egli è l emmanuele dio-con noi che venuto nel mondo rimarrà con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo mt 1,23 e 28,20 per questo ogni giorno è natale perché ogni giorno porta dentro di sé il figlio di dio incarnato dio che si è fatto bambino si è messo al nostro fianco e al nostro livello che non ha assistito impassibile alla vita dell uomo ma è entrato in essa e vi ha partecipato per la nostra redenzione e per la nostra salvezza eterna come ha ricordato papa giovanni paolo ii non era possibile per l uomo salire più in alto né è possibile all umano pensiero concepire un unione più stretta con la divinità per questo ognuno di noi deve sforzarsi secondo le sue possibilità di inserirsi in questo `progetto di amore divino ponendosi alla sequela di cristo vivere e amare come lui ci ha insegnato perché il natale di gesù cristo è per tutti 13

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