One way Queer

 

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"One way Queer" nasce da un desiderio di libera creazione, di un darsi voce attraverso la comunicazione e la scrittura che è ciò che unisce Abattoir.it & Storiealcubo.com. Quella che condividiamo e offriamo è un'arte dilettantistica e collaborativa fatta

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maschio 65 anni segni particolari trans di noemi venturella e roberto crinò non sono nato giusto tanto per cominciare ma di otto mesi e nei successivi non mi sono mai raddrizzato mai lineare ma storto in qualche modo sbagliato e inappropriato fondamentalmente incompatibile con le mandrie bovine del pensiero irreggimentato nei ranghi timorati di dio-padre-padrone traverso che si pone perpendicolare o diagonale deviato e la moderna accezione di fuori dal normale col suo più becero frocio che cosa è fimmina che cosa è masculu che cosa è insolito il genere che ti è stato assegnato alla nascita è una descrizione di te stesso sei quel bambino con le gambe all aria da cui pendeva un pisello nudo come siamo liberi come siamo arrusi come viviamo meccanicizzazione lavorativa meccanicizzazione economica/social-industriale meccanicizzazione mentale scorrono in noi fotogrammi di tempi moderni con cento facce anti-chaplin facce di individui che si sforzano di essere queer hypster uomo metal emo l anti-vero esiste qualcosa di lontano dall omologazione e di veramente vicino a un diritto all individualità siamo individui siete individui siamo etero siamo etero siete omofobi non siamo strani non siete queer che cos è l uomo-queer col suo orgoglio per il queer individualità è ciò che è queer un individuo individuale e per questo strano diverso la naturalità delle costruzioni sociali dell identità sessuale i due binari maschio/femmina il missionario i 90° e il sadomaso comportamenti androgini ruoli atipici la repressione la regressione la tradizione l oppressione i compartimenti saturi delle categorie definite la giustezza delle categorie definite la naturalezza delle categorie definite normativo e deviante fuori dal comune anomalo inconsueto anormale insolito homosexual frocio dell altra sponda ma in fondo che abbiamo ancora da dire sul solito solito a queer fellow un tipo bizzarro strano curioso bello questo è bello to feel queer sentirsi male no questo no in culo a chi parla di finocchi e poi va bene se è la copia conforme di mille altre facce sciacquati la bocca e la testa riappropriati di te bent1 2 1 dal gergale e denigratorio bent uno che pende uno che è invertito persona che trasgredisce al comportamento previsto dal ruolo del suo genere sessuale a queer omg

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intreccio home is where the hear t is ele na pag.10 di no an io un enz sil gab ry gabry fram 8 pag men pag.1 ti 8 ga b ry sorgive brusca va le pag.4 nt len in pa brusca va g.1 a 2 lie ar rf ch u ts on d pag 14 per g razi a rice vuta pag.6 tin a bru sca 3

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di noemi venturella perciò dio secondo i desideri dei loro cuori li ha abbandonati ad impurità affinché i loro corpi siano disonorati fra loro e similmente anche i maschi hanno lasciato l uso naturale della femmina e nella loro concupiscenza si sono infiammati violentemente gli uni verso gli altri maschi con maschi operando ciò che è osceno e ricevendo in se stessi la piena ricompensa dovuta al loro errore romani 1:24-27 sorgive lui a lui chi schifiu chi `ssì minchia però ti piace quando ti faccio i pompini al campo di pallavolo vero lui si chiamava giuseppe brusca come il mafioso che all epoca però non era ancora un degno pentito e lui all anagrafe si chiamava gabriele per gli amici solo gabry questo dialogo datato anni 90 avviene nientepopodimenoche sugli scalini imbiancati dell oratorio salesiano gesù adolescente odore di incenso e di irraggiungibili santità donboschiane per intenderci in mezzo a gente disastrata psichicamente cose con le pampine di palermo insomma dove la realtà non è mai quella epurata di un medico in famiglia lì gabry era la ballerina più apprezzata dai preti la migliore amica delle ragazze e la sgallettata più acclamata dagli etero dai gay e dai bisex negli anni `90 ha 13 anni e sa già che la figa gli fa schifo almeno sessualmente parlando ma che ne vorrebbe una tutta sua al posto di quelle palle ingombranti che gli si sgranellano su mozart rendendogli un incubo l arabesque e la spaccata ancora non si decide a iscriversi a danza ma il suo coming-out lo fa urlando con nonchalance negli spiazzali immensi di un oratorio votato a un dio dopo aver fatto un sesso di prova con velntina la sua migliore amica bionda adesso ne è sicuro la ringrazia con quel ghigno di chi sfida il suo coraggio adolescenziale e declama piroettando che decisamente non è quella la sua strada a lui piace il cazzo possibilmente ben messo ma non eccessivamente doloroso giuseppe brusca invece era giuseppe brusca magro bruttino e scuretto uno di quelli con un dente spezzato ma con un suo fascino da adolescente la ragazza di brusca grazia era un amica una di quelle mezze missionarie brave buone e buone brave che da quando hanno iniziato a parlare cantano osanna eh osanna eh osanna a cristo signor ogni santa domenica nel coro della chiesa nessuno men che mai io si sentiva di infliggere a quell anima pia il dolore delle corna procuratele dal suo eterissimo machoman con un gayssimo frocioman che sculetta meglio di due vulvegirls messe insieme anche perché parliamoci chiaro io gabry lo stimavo non solo ballava meglio di me che all epoca avevo un culo meno voluminoso di adesso una taglia in meno di tette e il desiderio di fare la ballerina lo stimavo perché era se stesso una pazza come si presentava e se vogliamo anche egoista e prostituteggiante perché era così che si proteggeva sfacciatamente dall ovvio in un mondo in cui i froci di norma li mettono a pecora li fottono a sangue e poi li fottono ancora ma di mazzate lo stimavo perché si era arrogato il diritto di prendersi se stesso o se stessa come direbbe lui e non volevo sputtanarlo per un penedotato che giocava a mamma cicco mi tocca cicco toccami toccami lui in fondo la sua storia sui machi che ti insultano e poi ti scopano r ammucciuni l ha dimostrata le vere merde sono loro che riempiono di corna una zita sporcandosi i pantaloni anche con un uomo o lui che ti sta chiedendo mentre armeggia sapientemente coi tuoi jeans di essere vero ed è anche l unico lui tra i 350mila omosessuali nutricati dall oratorio tra cui almeno una cinquantina 4

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di preti che abbia avuto il coraggio di sbatterti in faccia chi è senza se e senza ma anzi con molti se e ma fatti di vagiti da sgallettata urlante perché così gli va ed è questo che è e se ti piace lo accetti così altrimenti come usava dire suca perché parliamoci chiaro là pullu-lava di finocchi era una sorgiva di finocchi il prete che da piccoli ci faceva cantare una sardina due sardine era frocio e dunque prete poiché frocio l obiettore di coscienza era la regina in seconda delle annacate dopo gabry il mio migliore amico ci avrebbe detto dopo anni che anche lui era una checca repressa il mio ex-migliore amico è tuttora una checca repressa il migliore amico del mio ragazzo era un arruso in incognito il mio compagno di banco era una cripto-checca che mai accettò di farsi chiamare checca il mio amichetto-di-ballo era una checca isterica con velleità da primadonna in amore ed io io ero orgogliosa di essere la migliore amica dei gay quella che loro si divertono a istruire su come si slingua e su come si fa il miglior bocchino dell universo con e senza preservativo loro d altronde erano quelli a cui si andava a raccontare il terrore del primo bacio con quello dai denti storti che ti inseguiva con le fauci spalancate per tutto il perimetro dell oratorio e quelli con cui se era il caso facevi le prove generali o a cui disegnavi la tua prima dolorosissima scopata d amore e insieme a cui potevi piangere ad ogni sindrome premestruale del cazzo e senza cui non potevi ballare sobria ma felice fino alle 5 di notte all exit sentendoti te stessa anyway gli anni passano e il karma ci dice com è finita il prete che da piccoli ci faceva cantare una sardina due sardine oggi è un ex-prete ma in compenso balla con la panza di fuori al rise up in evidente grazia di dio e di molti e diversi uomini il mio migliore amico è il mio migliore amico è dovuto emigrare per vivere ha da anni un compagno meraviglioso che ci fa dei dolci meravigliosi e ha due meravigliosi figli-gatti perché è solo questo che l italia gli concede il mio ex-migliore amico è sempre una checca repressa e quindi arraggiata padano acquisito e candidato pseudo-etero alle precedenti elezioni tra le schiere dell infinita pietà leghista l obiettore e il mio compagno di banco sono spariti dalla circolazione magari insieme salvo rari avvistamenti in raffinati locali gay con orde di uomini pelosi intorno il mio amichetto-di-ballo è rimasto una primadonna in cerca di amore gabry ha disseminato fidanzati per il mondo ed è uno dei primi ballerini della scala noi dopo 15 anni quando siamo insieme è una festa e ci chiamiamo indistintamente amore finocchie e stracchiole ci piace così siamo liberi e li io ringrazio questi culattoni della mia vita per avermi insegnato la naturalezza di capire cosa è vero cosa è disdicevole e cosa è falso cosa è bene e cosa è perbenismo cosa è queer e cosa è moda cosa è libertà e cosa è merda sessista cosa è pene vulva culo pederasta pervertito sesso e amore e vera volgarità infine non vorrei dimenticare di dirvi che brusca non ha mai lasciato la pia grazia ma che un bel giorno d inverno dopo l ennesima sparizione penetiva al campo di pallavolo il capo-prete dell oratorio ritenne opportuno preservare una delle sue voci più linde e convocò la povera alce femmina nel suo studiolo non già per molestarla come è di consueto ai preti di codesta generazione ma per comunicarle che a quanto pare gabriele se la spirugghiava meglio di lei e che forse era il caso di limarsi le corna ogni tanto lei ci credette non ci credette poi ci credette e smise di cantare 5

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per grazia ricevuta di fabio campoccia oggi padre pino mi ha chiesto di incontrarlo non sapevo esattamente cosa avesse da dirmi però mi fa sempre piacere parlare con lui chiedergli consigli spirituali in fin dei conti è un prete sa esattamente come stanno le cose È bello sentirlo parlare ha una grande cultura conosce le cose ci fa pregare ed io mi sento bene quando sono in comunità mi piace non avere dubbi conoscere da lui le verità di fede senza se e senza ma sono arrivata alla sagrestia trafelata e con po di fiatone quel luogo mi mette addosso sempre un po di ansia lì c è dio io vorrei poterlo servire in modo appropriato ce la metto tutta ma ho paura di non essere all altezza di essere sbagliata a volte mi arrabbio a volte sono distratta e poco attenta alle regole vorrei cambiare lo prego di farmi diventare santa ma so di essere presuntuosa anche solo a sperarlo diventare perfetti nella fede ma è un cammino lungo e pieno di difficoltà padre pino arrivò come sempre in ritardo sorridente ma un po assente col viso appesantito dalla responsabilità di essere un uomo di chiesa ma come non capirlo mi guardò preoccupato e mi disse «grazia volevo parlarti di giuseppe» arrossii forse voleva parlarmi della castità della salvezza della mia anima «padre mi perdoni io e giuseppe ci siamo baciati lo so forse non è corretto non si fa ma lui ha insistito ed io ho pensato che era anche un mio dovere dargli quel bacio siamo fidanzati da un anno e non gli ho mai permesso neanche di tenermi le mani È la verità È stato solo un piccolo bacio » «ma no grazia stai tranquilla so che il tuo cuore è puro che sei una persona timorosa e tutto il resto ma ecco forse a volte esageri!» «non credo di capire ho fatto bene a dargli un bacio?» «grazia lascia stare il bacio non ci pensare è normale che due persone che si vogliono bene se lo dimostrino ccvolevo parlarti di un altra cosa» «di cosa?» «hai notato che giuseppe ultimamente sta molto vicino a gabriele?» «sì certo giuseppe e gabry sono amici anche se a volte gabry è poco garbato e molto rumoroso non mi piace molto tutti lo prendono in giro secondo me dovrebbe sforzarsi di essere come tutti gli altri» «ecco appunto grazia gabriele sta facendo delle scelte sulla sua vita un po particolari e sta coinvolgendo anche giuseppe» «non capisco che scelte mica avranno smesso di andare a messa È tanto che non si confessano?» «grazia gabriele è omosessuale non lo hai capito?» «omosessuale davvero?» «sì ne sta prendendo consapevolezza e ha bisogno di comunicarlo al mondo È un momento importante della sua vita» «ma omosessuale esistono davvero voglio dire pensavo fossero solo storie che si raccontano vuole dire che a gabriele piacciono gli uomini ma che senso ha?» «figliola ogni essere umano è fatto in modo differente ma dio ci ama comunque chiunque siamo dio ama tutta la meravigliosa diversità dell umano» «sì ma dio punirà gabriele non è naturale dio ci ha donato l amore per farci vivere la gioia della maternità e della paternità altrimenti a che servirebbe amarsi?» «grazia dio ama tutti gli uomini non è mai contro natura seguire il proprio cuore l amore non serve a qualcosa non ha un fine né è circoscritto dentro una regola tu segui il tuo cuore?» «padre ma cosa dice che senso ha esistono delle regole bisogna tenerne conto esistono le cose giuste scritte nella bibbia dette dagli uomini di chiesa ed esistono le cose sbagliate che provengono dalla natura umana bisogna assecondare le proprie perversioni le nostre passioni fare tutto quello che ci pare e dove finirebbe il mondo se ognuno facesse quello che vuole e non quello che deve dio non lo vuole» padre pino si fece pensieroso e disse sottovoce quasi non lo sentii «forse dovremmo imparare a fare quello che sentiamo dentro e non quello che dobbiamo» «padre mi sta mettendo alla prova È ovvio che il buon cristiano deve fare quello che deve e non quello che il demonio gli suggerisce non ho alcun dubbio in merito ma in ogni caso non mi interessa cosa fa gabriele sono fatti suoi giuseppe è un buon cristiano e a me interessa solo questo» «certo giuseppe è un buon cristiano ma come ti dicevo frequenta molto gabriele e » «padre dirò a giuseppe che gabriele è un poco di buono un omosessuale e gli dirò di non frequentarlo più capirà discorso chiuso» 6

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«non è così semplice grazia c è una cosa che volevo dirti» «mi dica padre» «vedi giuseppe e gabriele ogni tanto si appartano nei locali dietro la chiesa non c è mai nessuno lì » «sì hanno la passione del calcio in comune parlano sempre di questo e » «grazia giuseppe e gabriele in quei momenti sono intimi!» «padre cosa sta cercando di dirmi non capisco!» «giuseppe e gabriele si appartano e fanno l amore assieme e giuseppe te lo nasconde!» rimasi in silenzio non potevo credere a quello che stavo sentendo cominciai a ripassare mentalmente tutte le lezioni di catechismo e tutti le omelie che avevo ascoltato con attenzione ma non mi aiutava sapevo che la vita è sofferenza che bisogna perdonare che l uomo sbaglia ma che con la grazia di dio ci si può pentire e confessare i propri peccati e cominciai a piangere provavo delle emozioni troppo forti da controllare come facevo sempre giuseppe era un omosessuale era perduto forse anche io ero perduta per averlo amato ora ero confusa in fondo chi se ne fregava del paradiso e dell inferno il mio uomo scopava con un frocio questa era la verità era umiliante mi sentivo offesa dal profondo delle viscere sentii salirmi una rabbia così forte e potente da spazzare via tutto quello che mi avevano insegnato vaffanculo il perdono vaffanculo la castità vaffanculo la calma e la moderazione avrei voluto piantare il tagliacarte poggiato sul tavolo della sagrestia prima nel collo di padre pino che non si faceva i cazzi suoi e poi sventrare quei due fottuti froci l odio mi accecava avrei voluto distruggere quel cazzo di mondo perfetto che mi ero costruita avrei voluto distruggere il fottuto senso che tutto aveva avuto ora il senso era volato via nell orribile suono dei gemiti di quei due schifosi chiusi nel magazzino della chiesa quei gemiti che non avevo mai sentito ma che immaginavo e nella nausea orribile della rabbia cieca che mi avvolgeva un pensiero ancora più terribile si impadronì della mia mente una parte di me quella più blasfema si stava eccitando al pensiero del corpo del mio fidanzato che si rotolava nudo assieme a quello della checca una parte di me cominciò a desiderare di essere anch io in mezzo a loro nuda e abbandonata a quel disgustoso abbraccio contro natura immaginai di offrirmi ad entrambi immaginai il sudore il dolore di averli entrambi dentro le mie urla e i miei gemiti senza controllo e per un momento sentii una strana sensazione mi sentii completamente libera sentii il desiderio di urlare con tutte le mie forze contro tutto e tutti mentre godevo infinitamente violata e vibrante di piacere mi sentii libera di rinnegare tutto quello in cui credevo libera di scegliere cosa pensare e cosa desiderare libera di vivere come sentivo libera di essere scortese di contraddire il senso comune delle cose libera di capire chi fossi davvero e non chi dovessi essere libera poi guardai padre pino preoccupato e silenzioso e capii era il demonio che si stava impadronendo dei miei pensieri il demonio si diffonde come una malattia attraverso il peccato gabriele era un peccatore aveva scelto la via del male e aveva contagiato giuseppe ora il male stava contagiando anche me ma io avevo una fede forte e non avrei ceduto io ero forte sapevo cosa era giusto e non mi sarei fatta confondere io non ero diversa io ero uguale respinsi nel profondo tutti i pensieri ed i sentimenti sbagliati e forse in quel momento presi una decisione che mi avrebbe accompagnato per la vita padre pino era ancora lì imbarazzato dalla notizia che aveva dovuto darmi e pronto a sostenermi se avessi avuto bisogno di un suo consiglio spirituale mi guardò e mi disse «come stai grazia dimmi cosa provi ami ancora giuseppe?» «padre non ha importanza come sto cosa sento e come dice lei cosa ho nel cuore non ha importanza se amo o no giuseppe non mi farò confondere dai moti del mio cuore mortale ed imperfetto io so cosa è giusto resterò accanto a giuseppe tutta la vita e cercherò di riportarlo sulla giusta strada resterò casta e dedicherò la mia esistenza a guarirlo dal male alla fine la mia fede lo salverà io sarò la sua grazia ricevuta e redentrice» mi alzai sicura e senza più alcun dubbio su niente mi allontanai dalla sagrestia padre pino cercò di chiamarmi indietro ma io ormai era già via diretta verso la mia nuova vita n.d.a dedico questo racconto a tutti quelli che hanno il coraggio e l amore di guardarsi profondamente dentro accettare il proprio cuore ed essere sempre e comunque se stessi liberi e meravigliosamente diversi 7

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un anno di silenzio di annalisa bracciante che anno è che giorno è/questo è il tempo di vivere con te/le mie mani come vedi non tremano più/e ho nell anima/in fondo all anima cieli immensi/e immenso amore/e poi ancora ancora amore amor per te/fiumi azzurri e colline e praterie/dove corrono dolcissime le mie malinconie/l universo/trova spazio dentro me ma il coraggio di vivere quello ancora non c è l battisti i giardini di marzo la lunga chioma ramata scendeva morbida sul bianco ovale di elena una pelle sottile liscia e un po rosata due occhi dalle profondità insondabili e un corpo che aveva ben poco di mediterraneo elena la bella elena quanti desideri infiammava tra i ragazzi della sua età non sarebbe stato difficile leggere lo stupore e l eccitazione sui volti dei suoi coetanei mentre passava con la sua camminata lenta e cadenzata per i corridoi scalcinati dell oratorio eppure quegli sguardi che le si incollavano addosso non la sfioravano nemmeno era fatta così lei elena non era quel tipo di adolescente che si rinchiude nel primo cesso disponibile per filmare le sue nudità in cambio di una ricarica telefonica e questo per due motivi il primo siamo negli anni novanta e i giovani sebbene più liberi nel rapporto con il proprio corpo non sono diventati ancora tanti piccoli cinici puttanelli il secondo la ragazza sembrava non avere il benché minimo interesse per la vita materiale quando elena non era a scuola e non studiava dedicava il suo tempo al volontariato e quando non faceva volontariato cantava nel coro della chiesa o pregava pareva una di quelle immaginette di santa rosalia degli anni cinquanta giovane prospera e sensualmente dedita al divino ma nonostante questa sua propensione per la vita contemplativa o forse proprio a causa di questa la giovane era diventata l ossessione sessuale giornaliera di circa due terzi dell oratorio salesiano gesù adolescente era il frutto proibito per i dongiovanni in erba e un modello di femminilità per tutti gli altri il suo più grande ammiratore non era uno dei tanti corteggiatori ma una frocia persa così amava autodefinirsi gabriele la prima ballerina del gruppo di ballo dell oratorio «ah se solo potessi averle io quelle belle tette sode e polpose» sospirava gabry guardandola passare da una sala all altra «se solo c ha putissi ficcari » rispondeva puntualmente giuseppe il puttaniere della comitiva sostenuto dai commenti di approvazione degli altri ragazzi «ma non lo vedi che è una suora non te la darà mai!» gridava cantilenando gabry e poi ancora «non-te-lada-à non-te-la-da à non-te-la-da-à!» una risata una canzoncina e una piroetta e la compagnia dei maschioni etero veniva vinta e posta di fronte alla triste verità elena non l avrebbe mai data a nessuno di loro e questo non perché fosse una suorina ma perché lei non li guardava proprio i ragazzi a sedici anni quando tutte le sue amiche vivevano le prime storie d amore e i primi sconvolgimenti ormonali lei non provava nulla di paragonabile per i ragazzi che le stavano accanto a volte alcuni le facevano simpatia ma nulla di più le altre ragazzine le rivolgevano sguardi di invidia mista a riprovazione la grande carica di bellezza e sensualità che si sprigionava al suo passaggio faceva letteralmente impazzire le altre carine sì ma piuttosto acerbe in confronto alla bella elena per di più le giovani non potevano sopportare che lei non avesse ancora perso la verginità con nessuno dei religiosissimi frequentatori dell oratorio più lei non si concedeva ai suoi corteggiatori più le compagne le davano della troia o nel migliore dei casi della profumiera «guarda chi passa ddu pezzu ri troia ma quando la finisce con la commedia della santa quella là ma perché non gliela smolla a matteo che già sono due anni che lo fa penare?» così latrava carica di rabbia una delle cagnette del quartiere e in un coro di veleno e bile qualcun altra replicava «secondo me è una frigidona repressa peggio di grazia a matteo non gliela dà neanche tra dieci anni se prima lui non se la sposa» in mezzo a tanto testosterone libero e veleno viperino l unica persona priva di pregiudizi o secondi fini era grazia 8

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la casta grazia la dolce grazia la bella bellissima grazia o almeno questo pensava elena della sua amica guardandola di nascosto alle prove del coro il coro il volontariato l oratorio non erano altro che espedienti per stare accanto alla sua amica speciale in principio elena aveva pensato che i suoi sentimenti per grazia fossero di ammirazione e amicizia ben presto capì di provare qualcosa di diverso durante le prove del coro cantava con tutta la passione che aveva in corpo sognando ad occhi aperti epiche scopate col suo angelo poi correva in chiesa quasi senza salutare per calmarsi un po per sfuggire alla sua stessa passione mentre faceva finta di pregare ripensava alla sua donna ai suoi gesti alle sue movenze alle deliziose fossette del suo viso sorridente ai suoi capelli profumati di fiori e di incenso e più pensava e più le veniva la voglia di chiudersi nel primo cesso disponibile per toccarsi rivivendo nella sua mente e nella sua carne tutta quella magnificenza poi incrociava lo sguardo della madonna di gesso che dall alto del suo piedistallo la guardava contrita e allora si sentiva immensamente colpevole e sudicia si sentiva più viscida di un verme della terra peggio si sentiva il serpente calpestato da maria un desiderio divorante la sospingeva verso grazia e il senso di colpa poi la allontanava avanti e indietro indietro e avanti elena ballava questo strano valzer quasi da un anno ormai in un assolato giorno di primavera qualcosa cambiò la giovane non poteva più tollerare la faccia lagrimosa della madonna così decise di rifugiarsi al campo di pallavolo se ne stava seduta su una panchina con gli occhi persi nel vuoto fissava gli alberi che circondavano il campo con un espressione attonita giusto due cespugli più in là gabriele leccava con grande foga la cappella di un suo caro amico in pochi minuti i due emersero dal verde trovando di fronte ai propri passi una presenza inaspettata dopo una veloce triangolazione di sguardi imbarazzati voci spezzate e volti sbiancati gabriele il meno timido dei tre si sedette accanto alla ragazza il caro amico con grande cortesia si accomiatò ed elena restò ben ferma sulla sua seduta «beh cos è quella faccia?» «nie niente è solo che non mi aspettavo di trovarti qui con lui a a vabbè hai capito no?» «mmm ho capito senti elena lui a me piace un botto» al sentire quella frase elena venne scossa da un brivido lungo la schiena «anche a te piace qualcuno no?» gabriele sorrideva sornione e continuava «la tua faccia mi dice di sì aaaaah lo sapevo che non potevi essere una suora con quegli occhi da gatta!» in uno scoppio di risa gioiose lui la incitava a parlare e a rivelare il nome del suo amore mentre lei un po imbarazzata e un po divertita scuoteva il volto arrossito «ma lui lo sa che lo vuoi?» lei mutata in viso gli rispondeva «no non sa» poi alzò i suoi grandi occhi nocciola e li fissò su gabriele che seppe in un solo istante di tutta l angoscia di un anno di silenzio «beh forse gli dovresti parlare» beh forse le dovrei parlare iniziò a ripetere tra sé elena anche lui lo ha fatto col suo amico e poi loro ma se grazia non mi volesse o peggio se mi volesse ma solo per qualche incontro nel campo di pallavolo rovinerei l amicizia ma quale amicizia lei non è un amica è di più è di più lei è molto di più si sentì quasi soffocare da questa verità ricacciata dentro a forza tante e tante volte adesso la verità si ribellava il suo stesso corpo si ribellava e la minacciava di strangolarla di distruggerla di annientarla se non avesse parlato subito con grazia iniziò a vagare fuori di sé attraverso i cameroni sgangherati dell oratorio la cercò nel campo di calcio e in quello di pallavolo entrò in chiesa dove la solita madonna addolorata stava ferma sul suo piedistallo alla fine la trovò fuori dalla sala prove del coro le chiese di seguirla in un luogo più appartato grazia non si oppose durante il cammino dall oratorio ai campi esterni le due rimasero in silenzio l una pensando a cosa dire l altra domandandosi cosa avrebbe ascoltato si sedettero su una panchina si guardarono un po poi elena disse «mi piace qualcuno» grazia sorrise e subito replicò «non ci posso credere finalmente mi chiedevo quando sarebbe arrivato il momento di parlare di ragazzi anche con te e chi è lui?» in un istante elena si sentì gelare il sangue nelle vene la bocca impastata non riusciva a produrre suoni i concetti le si incepparono tra la mente e la gola fino a che con un filo di voce disse «È matteo» 9

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home is where the heart is di gas giaramita eravamo sempre in due linda ed elena linda ed io a bologna pioveva sempre da mesi a questa parte come se il caldo settembre palermitano di qualche anno fa avesse portato via l ultima estate della nostra vita qui le cose andavano peggio sempre peggio come accadeva ai vicoli su corso vittorio che venivano di continuo tappati e diventavano ciechi perdendo ogni funzione vitale stavamo morendo ecco c eravamo conosciute all atmosfere noto locale dark di bologna linda era lì sembrava conoscere la ragazza dietro al bancone una carina con i tatuaggi alle braccia e il volto fiero lei sembrava lì per cercare di dimenticar qualcosa e si dimenava mentre raccontava le sue vicende io ero arrivata da poco a bologna e vivevo proprio sopra il locale quando le sere di noia davanti ai libri mi torturavano preferivo far due passi o veder cosa ci fosse in programma all atmosfere scherzosa io ma profondamente timida da nasconderlo con battute sterili e idiote alternavo fasi di apatia a voglie di felici scorribande come quelle che non mi perdevo a palermo bologna non mi aveva ancora visto per com ero davvero ma cos ero che vi credete che lo dovevo affiggere sotto i portici smettevo di studiare d improvviso cose di cui non trovavo l utilità prendevo il primo foglio possibile e vi scarabocchiavo sopra sfoghi poesie improbabili storie di sessi che non esistevano o che semplicemente si mescolavano poi prendevo puntualmente la tempera rossa e fingevo le gocce di sangue su quei fogli volanti quel sangue che non avevo il coraggio di far scorrere per le mie vene liberamente da palermo ero scappata perché non erano più godibili le giornate di sole l odore accogliente di casa e il mare che circondava a sprazzi e che spuntava ormai minaccioso sulla popolazione alla quale dicevano appartenessi almeno finché non scoprii cosa volessero dire onore e dignità ora ero a bologna che sì mi era cara come la giusta dimora di uno scappato di casa ma mai poteva essere la mia vera casa uno di quei primi venerdì apatici preferii vedere un po cosa facevano lì sotto e quella linda che mi fu presentata dalla ragazza al bancone sembrava spuntare da un nuvolone direttamente sulla mia faccia io mi ero giusto avvicinata mossa dalla curiosità di sapere cosa aveva di tanto importante da dire con la scusa di un chinotto per scambiare quattro chiacchiere con persone nuove l ennesimo gruppo dark locale iniziava a salire sul palco «ehm piacere io mi chiamo elena» le urlavo visto che non ci si sentiva vedevo che era interessata no non era ancora ubriaca voleva parlare e magari conoscermi io riuscii a bere un sorso del mio chinotto che poi dimenticai sul bancone mentre lei mi riempiva di parole che capivo a malapena mentre con fretta si muoveva verso il folto pubblico mi si stava approcciando una ragazza che non avevo visto prima di quella sera ma lei sosteneva di avermi incontrato a lezione «ah sì?» le dicevo e cercavo d improntare discorsi inutili su professori colleghi materie in comune con l aria fintamente sicura di me non la guardavo in faccia e giravo gli occhi vorticosamente come se stessi cercando qualcuno parlavamo all orecchio poi lei nel modo di girarsi sbatté il suo muso sulle mie labbra rosse mentre stavo per risponderle una stronza insomma astuta che mi disse «scusa pensavo avessi finito di parlare » 10

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così continuammo a stare nella caciara di quel posto e vedemmo tutto il concerto mentre scambiavamo pensieri su a chi somigliassero i tipi che suonavano lì non accadde altro in quelle ore almeno esteriormente perché dentro di me sapevo che dopo non mi si sarebbe scollata di dosso e io non sarei rimasta impassibile alle sue parole io scottata dall amore pensavo che questa poteva essere un avventurina di una sera ma col fatto di abitare proprio lassù me la sarei ritrovata come una cozza tutti i giorni no non lo deve sapere mi dicevo e così a concerto finito lei tornò al bancone e facemmo finta che quel bacio rubato non fosse mai esistito la salutai di fretta e feci due passi per le vie del centro pensierosa ma ad un certo punto presi un bus di corsa stufa di camminare senza motivo per le strade sempre più vuote e solitarie ed andai verso casa salii le scale come se stessi aspettandomi qualche sorpresa sul pianerottolo e invece niente le solite piante il tappetino scesi di corsa al locale speravo ma non volevo confessarmelo che insomma sì mi avrebbe fatto piacere ritrovare quella strana figura che fino a poco prima aveva riempito la mia testa non facendomi pensare ad altro non sapevo cosa cercare così la ritrovai ancora dentro che sghignazzava con alcuni amici mentre la fissavo contenta con gli occhi di fuori e con l ansia che turbava ogni mio gesto lei chiese scusa ai suoi amici e venne verso di me dicendomi «ehi cosa c è stai cercando qualcosa?» io avrei voluto rispondere «sì ti stavo cercando per cosa non so ma cercavo compagnia per una due sere chissà » ma no non furono le cose che dissi e la mia faccia sembrava quella di un cane bastonato che cercava conforto così linda mi invitò a stare con lei io dissi «sì ehm sì penso di aver comunque perso le chiavi di casa» allora uscite da lì facemmo un giro a piedi col gruppo lei dopo la cazzata del bacio sembrava attenta a non strafare ed ugualmente io non volevo sbilanciarmi perché se ancora non si fosse capito lei mi piaceva e probabilmente in quegli occhi astuti le piacevo anche io ma le cose devono andare piano se non le vogliamo rovinare quindi ad un certo punto finsi che il mio coinquilino fosse tornato a casa e che beh sì potevo rientrare linda sembrò sciogliersi e ammise che le dispiaceva dovette salutarmi e le diedi il mio numero con la scusa che ancora non conoscevo nessuno e che bologna fosse troppo grande palermo invece si allontanava sempre di più e rimanevano soltanto i ricordi delle lunghe camminate difficoltose in via roma con i jeans sdruciti la natica di fuori e la giacca di mio padre sopra mentre canticchiavo make up di lou reed e tenevo per mano andrea carissimo compare e bellissimo con il trucco che inscuriva i toni di un viso che veniva sputato da commenti in sottovoce risatine e altro perché era associato al sesso sbagliato eravamo di sesso sbagliato come una croce sottosopra o un corpo formoso in costume le storie iniziano e finiscono anche tra donne che non si considerano tali ora siamo come quei vicoli ciechi di palermo in cui l unica via d uscita è l entrata dobbiamo finirla una volta e per tutte linda fatali questi umani che ti prendono il cervello e ne fanno ciò che vogliono post scriptum non ho preso coscienza di chi sono o cosa sono elena è umana una bestia umana che non può decidere di chi innamorarsi chissà se un giorno potrò ritornare nella mia vera casa quando accadrà papà riavrà la sua giacca io ne voglio una nuova 11

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di pigi arisco 20 febbraio caro diario sono sempre più preoccupata per gabry la vita qui all oratorio non è per niente facile gli altri compagni lo trattano veramente male lo chiamano femminuccia organizzano scherzi crudeli nella speranza che lui reagisca per potergli andare addosso e riempirlo di botte È vero lui è un po diverso da loro gli piace stare con le ragazze e non per sbirciare le tette gli piace la danza e poi come migliore amico ha scelto me una ragazza credo sia proprio questo il motivo per cui lo trattano così male sono gelosi gelosi del fatto che lui sia diverso da loro che non faccia parte del branco che non sia facilmente inquadrato in una categoria lo stronzo il figo il bono lo sfigato il secchione non sanno cos è lo chiamano il frocio ma gabry non lo è almeno credo ha solo una gran voglia di vivere e la riconosci nei suoi occhi illuminati quando parliamo delle nostre cose dei nostri piccoli segreti È proprio un amore se non fossimo così amici potrei anche innamoramene in ogni caso gli voglio un gran bene e se il branco stupido e ignorante gli farà del male dovrà vedersela con me li uccido tutti poco ma sicuro valentina 21 febbraio diario sono sconvolta oggi gabry era strano parlando dei nostri piccoli segreti vedevo che non mi ascoltava aveva la testa altrove non mi riempiva di domande sui dettagli come al solito era distratto da un pensiero che gli rimbalzava per la mente e quel pensiero riguardava me ti racconto com è andata «gabry ma mi stai ascoltando se non hai voglia di parlare fa niente non devi stare con me per forza» «ma scherzi tesoro certo che voglio stare con te è solo che beh sai che da un po tutti hanno cominciato a darmi del frocio » «lasciali perdere gabry sono dei buzzurri ignoranti scambiano la sensibilità per debolezza e poi non riescono ad accettare che tu sia diverso da loro siccome non possono catalogarti allora sei un altra cosa una femmina sono trogloditi ignorali» «vale è questo il problema non riesco ad ignorarli ho cominciato a farmi delle domande a chiedermi se veramente potrei essere sì insomma attratto dai ragazzi in quel senso lì» «ma che stai dicendo gabry tu non sei per niente così sei solo più sensibile io sono la tua migliore amica me ne sarei accorta ti stai facendo condizionare da quei selvaggi torna in te ti prego» «vale il problema è che sono in me ho fatto un approfondito esame di coscienza mi sono chiesto gabry se giuseppe ti calasse le mutande e cominciasse a succhiarti l uccello ti piacerebbe?» «gabry ma che cacchio di domanda interiore è?» «eh lo so ma la cosa assurda è che mentre pensavo a questa scena beh mi è venuto duro» «mamma mia giuseppe è proprio brutto se ti eccita fare sesso con lui qualcosa di strano c è ma magari è solo che eri eccitato a prescindere sì insomma magari era da tanti giorni che non ti facevi una sì insomma che non te la menavi» «vale sei un tesoro quando t imbarazzi così ci ho pensato anche perché effettivamente dopo mi sono fatto una sega» «ecco hai visto era quello!» «eh no perché mentre me la facevo immaginavo di essere io a succhiaglielo a giuseppe» «oddio il solo pensiero di succhiarlo a quel troglodita mi fa venire da vomitare gabry in te c è qualcosa di strano ma sei sicuro voglio dire per essere omosessuali non basta farsi una sega pensando di fare sesso con un uomo è sicuramente un buon indizio ma cioè voglio dire bisogna anche che ti faccia schifo l altra cosa sì insomma forse sei solo confuso magari sei bisex hai provato a fare lo stesso test immaginando una ragazza?» «sì vale ci ho provato ed è stato strano immaginavo donne meravigliose e scene di sesso fichissime ma non era lo stesso però una volta ho immaginato la donna giusta e mi sono eccitato alla grande sono venuto quasi subito!» «ooooh lo vedi che avevo ragione e com era questa donna che t ispira tanto?» «eri tu» «dai non scherzare sul serio stiamo parlando di cose importanti com era la tipa?» «vale non scherzo eri tu» «ma sei scemo ti sei fatto una sega pensando a me ma come i permetti io e te siamo amici sono la tua migliore amica e tu mi usi in chissà quali posizioni per farti una sega ma vaffanculo!» «no vale ti prego non arrabbiarti capisco che ti possa sentire offesa ma io sono confuso ho bisogno di capire se non ti avessi conosciuta sarei sicuro di essere gay ma il test con te mi ha confuso non capisco ti voglio bene mi piaci da morire e e sì insomma non capisco se la passione che ho per te è desiderio del tuo corpo oppure no ho bisogno di capire devi aiutarmi a capire solo tu puoi farlo vuoi farlo vuoi farlo per me con me?» 12

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non ero sicura di aver capito non volevo sapere oltre ma adesso che riscrivo tutto ne sono certa mi stava chiedendo proprio quello di provare a capire se il corpo di una donna il mio gli piacesse o gli facesse schifo dovrei sentirmi offesa indignata ed effettivamente lo sono perché non sono mica una cavia da laboratorio ma il problema è che mi rimbomba in testa quello che mi ha detto mentre andavo via «non abbandonarmi pure tu » lo ha detto non l avesse fatto sarei più serena ma l ha detto siamo amici i migliori amici quelli che si aiutano e si sostengono nel momento del bisogno lui mi ha chiesto aiuto ed io dovrei aiutarlo ma lo ha fatto insultandomi È stato indelicato ma che dico stronzo egoista e però anche sincero È disperato ed io potrei aiutarlo ma a che prezzo che faccio diario che faccio 23 febbraio diario sono distrutta ieri non ti scritto nulla perché stavo troppo male ho pianto tutta la sera oggi non ho più lacrime e mi sento vuota dentro forse raccontandoti tutto riuscirò a riempire un po il vuoto che mi risucchia ogni volontà l ho fatto mi sono prestata a gabry gli ho detto che lo avrei aiutato che mi sarei impegnata e che gli avrei fatto capire senza ombra di dubbio che il corpo di una ragazza il mio corpo era quanto di meglio avrebbe potuto conoscere sulla terra ho esagerato lo so ma ero determinata ad aiutarlo e a dimostrargli che lui era soltanto confuso non certo una checca ci siamo appartati nella vecchia casa del custode dell oratorio quella abbandonata mi sono portata un paio di coperte ed una candela per fare luce e dare atmosfera poi abbiamo cominciato all inizio è stato bello ci siamo abbracciati baciati a lungo con la lingua e poi morsi sul collo e sul petto e sulla pancia man mano che ci spogliavamo lui si impegnava si vedeva ma era come bloccato nei movimenti allora presi le redini facevo tutto io lo carezzavo lo baciavo gli succhiavo l uccello e lo massaggiavo sotto i testicoli e lui rispondeva bene era eccitato sicuramente la faccia però era preoccupata un po in ansia e allora ho capito che non era la strada giusta lui voleva sapere se era il mio corpo a piacergli non cosa desiderava avere fatto sul suo così gli ho chiesto di invertire i ruoli mi sono sdraiata a pancia in su e gli ho ordinato di restituirmi la cortesia sì insomma che adesso toccava a lui leccarmi si è alzato con lo sguardo preoccupato impacciato come se gli avessi chiesto di costruire un palazzo con paletta e secchiello poi si è messo di fronte a me le mani sulle ginocchia lo sguardo fisso sulla mia vagina e la fronte le guance ed il mento corrugati a formare un unica espressione implorante mi è scappato da ridere e ho detto «forza È il momento della verità fa quello che devi fare» ha tirato fuori un minuscolo pezzettino di lingua dalle labbra serrate e con i tendini del collo tirati allo spasimo si è immerso tra le mie cosce ora non mi aspettavo certo una slinguazzata come quelle che danno i san bernardo ai sopravvissuti in montagna ma quando la sua lingua ha toccato le mie cosine un brivido gelido mi è arrivato fino al cervello sembrava mi avesse toccato con un cubetto di ghiaccio dopo neanche cinque secondi è tornato su mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha chiesto «come sono andato?» «dovrai lavoraci su ma non sei stato male» ho mentito ma non volevo ammetterlo prima di tutto a me stessa poi gli detto «forza adesso entra dentro» e lui lo ha fatto mi ha penetrata ed ha cominciato ad andare su e giù era bello ma non mi guardava in uno sforzo innaturale cercava di guardare il tetto della casa arcuando la schiena e stirandosi il collo dopo poco si è accasciato su di me il suo coso moscio è scivolato via senza lasciare nulla mi ha sorriso mi ha baciato la fronte e si è alzato in fretta cercando i vestiti nella penombra «adesso sono sicuro vale non fa per me non è cosa mia non mi piace neanche un po » quattro frasi quattro frecce avvelenate mi ha lasciato lì nuda sulla coperta ed è corso fuori felice e raggiante a gridare al mondo intero la sua omosessualità mentre i preti ed il custode lo rincorrevano per farlo stare zitto lui correva schivava e gridava felice quanto aveva appena scoperto ed io rivestita appoggiata alla porta della casa abbandonata con ancora la mia cosa pulsante ascoltavo ogni suo grido lo ricevevo come si riceve una cannonata al petto ero distrutta dentro e lui rideva e mi guardava non capiva non avrebbe mai capito ed io sto male diario sto male davvero caro diario è passato più di un mese dall ultima volta che ti ho scritto ho riletto le ultime pagine e devo dirti che le cose vanno molto meglio ero ferita triste e amareggiata ma adesso va tutto a meraviglia gabry è finalmente felice È rinato dopo aver gridato al mondo la sua vera natura ha trovato il modo di affrontare ogni pregiudizio ha trovato il coraggio di prendersi gioco degli altri maschi del branco e persino dei preti li stuzzica li imbarazza li costringe sulla difensiva sono loro a subire perché gabry adesso sa esattamente cosa vuole essere ed è felice e loro sono ancora più confusi ed imbarazzati È uno spettacolo vedere quelle scene il mio rapporto con lui è tornato ad essere quello di sempre siamo di nuovo super amici non abbiamo più parlato di quella serata gli squarci sul mio orgoglio di donna si sono rimarginati molto prima del previsto e so anche perché perché voglio bene a gabry e vederlo felice mi fa sorridere e sapere che è anche merito mio mi scalda il cuore gabry ed il suo nuovo ragazzo sono passati a prendermi per andare al cinema devo scappare diario alla prossima 30 marzo 13

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charlie don t surf di riccardo ferrante ogni estate da quando avevo otto anni i miei genitori mi consigliavano vivamente sì insomma mi obbligavano diciamolo di frequentare l oratorio salesiano del quartiere a me questa trovata non garbava per nulla ma mi rendevo conto che mamma e papà provavano una certa soddisfazione nel vedermi insieme agli altri ragazzetti dunque preferivo sacrificare la mia aspirazione verso la solitudine e mi sforzavo di fare amicizia io non avevo bisogno di amici non mi servivano ero un ragazzino complicato non mi piaceva molto la compagnia dei miei coetanei ma allo stesso tempo non potevo farne a meno non ricordo più bene tutto è così confuso e vago nella mia memoria È come se mi trovassi arrivato a destinazione senza conoscere il mezzo che ho utilizzato per raggiungerla mi sembra passata un eternità da quando i miei mi accompagnavano al campetto adesso sono un uomo di una certa età potremmo dire un anziano anche se adesso a settant anni non si è più considerati vecchi le aspettative di vita si sono estese e ancora mi piace pensare di avere a disposizione una ventina d anni per poter fare le mie esperienze poi a novanta-novantacinque anni si potrà morire sarebbe sgarbato continuare a vivere più a lungo sono seduto in salotto guardo anna mia moglie e penso che in verità non mi sia mai piaciuta pienamente ai tempi era un gran pezzo di donna per carità però è come se le fosse sempre mancato qualcosa non so spiegarlo torno in cucina preparo un caffè leggero ne porto una tazza ad anna lo beviamo È caldo zuccherato e ci mette di buon umore le do un bacio dolce sulla bocca le dico che la amo metto il cappotto ed esco inizio a camminare senza una meta ben precisa e mi rendo conto strada facendo che mi sto dirigendo istintivamente verso l oratorio salesiano della mia adolescenza mi preoccupa un po questa decisione apparentemente autonoma dei muscoli delle mie gambe e inizio a pensare alle cose peggiori demenza morte alzheimer tunnel di luce bianca angeli divinità alate e cose simili mi fermo un attimo sorrido e mi ripeto l unica frase che mi ha sempre dato coraggio nella vita «non ci pensare sono sciocchezze non dare importanza» guardo il campetto e ricordo quello che ho vissuto in quelle estati «non dare importanza non dare importanza non ricordare» invece sono costretto a farlo non avrei voluto richiamare alla memoria quel viso adesso sto di nuovo male stavolta devo pensare rivedo un paio di pantaloncini rossi da calcetto e i suoi peli scuri sulle gambette muscolose e rozzamente virili da quattordicenne io avevo dodici anni non conoscevo bene le regole dell attrazione ma mi sentivo affascinato da quella semplicità sudata da ragazzo di periferia vivevo anch io nella sua stessa zona di palermo ma la mia famiglia di nobili decadenti mi aveva portato sempre a diffidare di coloro che si muovono tanto con il corpo e non si fermano mai a pensare lui invece mi attraeva perché non si fermava mai correva litigava con tutti e non era per niente educato mi prendeva sempre in giro ma con me era diverso capiva che non doveva andare oltre un certo limite come quando i cani mordono la mano di un uomo non si sa bene come ma conoscono la giusta pressione da esercitare per non far 14

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male e lui non voleva che io mi facessi male mi guardava in modo diverso forse mi trattava come facevo io con le femmine se non sbaglio si chiamava brusca il nome non lo ricordo a quei tempi si usava solo il cognome lui mi chiamava schippiuneddu perché ero molto magro e la mia ossatura longilinea effettivamente mi faceva somigliare ad un geco a uno schippiuni all inizio non facevo caso alle sue attenzioni bizzarre non avevo mai incontrato un ragazzo così duro nei modi ma così dolce nel rapporto amicale certe volte mi spingeva mi faceva cadere per terra e poi si gettava su di me come per lottare quella sorta di lotta però aveva un pizzico di candore in più rispetto alla norma e mi piaceva sentire il suo alito caldo sul mio collo ero piccolo e non capivo molto bene quello che stava succedendo mi piaceva soltanto lui non i maschi in generale sapevo cos era un frocio e io non volevo esserlo non volevo essere considerato diverso la mia famiglia mi aveva insegnato ad essere una persona perbene un giorno avrei dovuto trovare una donna intelligente e carina quanto basta l avrei sposata e il resto sarebbe venuto da sé avrei voluto dire il primo «vaffanculo!» della mia vita ma non l ho mai fatto ho avuto soltanto una serie di pseudo-patologie psicosomatiche e ho educato la mia mente all attrazione vaginale passo dopo passo ho iniziato ad apprezzare quel posticino umido e caldo senza guardare mai indietro però adesso che rivedo quest erba ormai sintetica e sempre verde-acceso provo un grande senso di vuoto posso quasi sentire una debole erezione al pensiero di brusca che mi butta a terra e simula una piccola rissa quell estate non mi è piaciuta per niente tutte quelle sensazioni mi facevano stare male avrei voluto baciarlo dirgli che volevo conoscere tutto di lui e del suo corpo esplorarlo in ogni dove non ho mai avuto abbastanza coraggio per abbandonare le mie certezze non potevo dire niente a nessuno non mi avrebbero compreso sarei diventato u garrusu la checca da prendere per il culo quando non si sapeva di che parlare il genere umano mi fa così tanto schifo da non essere neanche capace di combatterlo mi vergogno di me stesso vecchio e sposato con una donna dolcissima ma che non ho mai amato e non potrò mai amare come merita adesso comprerò un po di frutta tornerò a casa oggi vengono i miei figli a pranzo sicuramente avranno portato i dolci con la ricotta quelli che mi piacciono sorrido non mi dispiace quello che ho ma non smetterò mai di chiedermi come sarebbe stata la mia vita se solo lo avessi baciato una volta 15

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