Fiano, San Donato e...

 

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v p sisto da pisa archiviota ceppuccino t r ija cnresa romanr0a dr tois donato a lucardo in provincia di firenze notizie storicne con illugtrazioni o il firdnze industsia tipooba ica dtorantiiÍa 193&xyri

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-29per simil modo un giano fu signore del luogo il cui succedendo figlio da lui il luogo stessocomin fianoo come chi dicesse,luogo apparciò a chiamarsi tenente al frglio flojano fiano cotesto giano od ja no che è lo stesso,od altri di tal nome doverono estenderegrandementei proprî dominî vi è infatti altro fiano nel lucchese un terzo in piemonteeun n poi anche figlia quarto a 36 chilometri da roma origine ed esistein val di sievenel no ha una stessa mngello degli alfiani poi tanti ve ne sono che non si contano il nostro fiano fu priorato dei monaci di val lombrosa e la più antica memoria che ne resta è in una bolla di papa alessandroiii del 7 maggio 1164 ifa per fine di concederea quei di pogna che possano adeirpiere il precetto festivo ascoltandola messanelno.altra memoria è in una carta la chiesa dei monaci del 1291 con la quale filippo di gagliardo un no taro francese per n rcita autentica un contratto che nt si strinse pressola pieve di san lazaro si vuole che da fiano detto altrimenti alfianoo provenissero gli alfani dal cui nome s intitola una àelle vie più eccentrichedi firenze essi furono due volte gonfìlonieri e sei volte priori della repubblica n da fiano parimente ebbe oritra il izgt e il 1360 gro nel secolo xvii il p colombino bassi rino iru,o per virtù e per sapere che fu generaledei val 30 rrprrrr c s vol ii p 105 annumìo generale iiei tquÌing club p 445 milano 1929 40-rnprrrl op cit ioc cít l 68 a1 r archiv di siato i fitétt diplomatico carte della badia di passignano {2 appuollo ap cit p 1022 u fiano pg quanto ia chiesa di san donaro sia l,oggetto primario del-l-e presenti memorie pure non dobbiamo trascurare affatto due località che sono frazioni piccole invero ma certa importanza entro i con{runa fini drellaparrocchia una di es.e è quella che si chiama fiano dicesi l,altra santa marù novella crede il repetti che l odierno fiano si denominasseuna vorta alfiano è da riten ìì ooanticg sia proprio fiano l,al prepo.t h j r 19 plrce artrcolo che valse talora ad espiimere un moto locale come dire sono stato al fiÀo ou.lo no ecc.ma il nome resta questo e non altro nel l-fiamedio evo fu usitatissima sincope fi invecedi figlio la o figli dante per essere di piet o b ru done fi e non fu solo per la giustamisura del verso ma si usò comunemente onde si 9bb-e ficino per figlio ai ci firidolfi per figli di rodolfo ece anche dei ci ffii r,i h ptsto appariranno,il capostipite fu tn azzoo padre di giovanni e di qui si formò il gian figlio d azzo e poi tutto in uno gianfiglia ngrro.ne rr i.i qp 38 parad c xi v g9 cir vol i p 68.

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-30lonr,brosanie poi vescovo di pistoia si distinse nel i umiltà fu prelato esemplarissimo lasciò gran desi e derio di sè oggi fiano ha per tutta chier or plice oratorio dedicato a dio ottimo massimooin ono re degli angeli custodi lo eressecon euo testamento del l0 decembre 1700 un tommaso dei vecchietti e questi ne rimasero patroni fu benefizio curato con suo proprio rettoreo fino al lz53 nn.lo uffizia il priore pro tempore di san donato a3 ucttelr,r cit t iii col 3l aa archivio della curia arcivescovile di firenze campione di campagnaiafol.42su vii saiita maria novella alla prioria d.i san donato fu annessa un altra si chiesa santa maria novella tale incorporamento nt dista 20 minuti di trova già avvenuto nel 1569 alla da san donatol ma sottostavain antico ad oratorio ilrro di san lazaro ora è ridotta ftrdtrtone gi fra lucardo e la prossimaterra di í pp ll marcialla marci auia capi se ne ha ricordo tl l 1020 in una carta del vende a tolo fiorentino con la quale pimmo di talto in varie il u di rolantlo gruo iopia di beni sparsi qo ili di -santa maria posta in località e fra r.i nd.ecco che qui tale appellativo i d;rto novellr sarebbe tt è dato al luogo non già alla chiésa onde alla !o l novella si applicasse errato il credere più antica medesimaop hi oooo rispetto ad altra p19 di vi esso inve ,i ,if ì alla terù circostante maria no ti ed altre piani to n ll anche la santa santa maria vella in firenze si disse anteriormente a5 per rinunzia doun ser filippo franchini che ne fu i ultims rettore campione cit fol 24,7 46 l,rrur ciú vol ii p 1418

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32 tra le vigne che i vecchi scrittori solevanoappellare senz altro le novelle come pure disse o ,rorr llare le piantagioni di uove viti o la cortura iniziale d,un n-uovocamllo si chiamò infine novelleto quella vigna che risultava di maglioli recentementeinsjriti nell alliramento che già dicemmo imposto alle chiesedal romano pontefice nel l2gg surrt maria novella ebbe a persolvere lire 5 pari a z5 delle nostre al dì d oggi trovo infine metnoria d.run oratorio dipendente da santa maria novella era intitolato alla madonna della neve di essoposso off i 1i91 più antica se non l,origine qo il data è il 1372 ma non possodire la finà ed oggi forse esiste soltantodi nome 0 di santa maria novella ben più che la chiesa è famoso il castello sala o manierà local che appartenne ai gianfigliazzi nobili fiore tini utt chia àbenealogistasi diffonde su i fasti gentilizi di essi e tace affattodel loro castello 0 io qui mi limito a dire che giov-anni figlio di azzodiede ii nome alla famigria prima del 1200 possedevano firenze tutto il in [uartiere di santa trinita furono sempre guelfi àioa ai parte popolare e della chiesa ebbero in due secoli f343-f530 un gran numero cli priori e di gonfalonieri e dieci caironici al duomo di firenzel per il benefizio canonicale essifondaronel 1525 cf s da salvini catalogoecc p f bb si estinsero nel 176l dopo molte lotte anche sanguinose,e dopo aver sostenuto,a nome della re a a8 ae 50 idem id p 824 ldem i,ot l p 537 campione cit îol 247 il p.rssrnrnr cr:r loc cit vol iii -33pubblica le più importanti ambascerie na torniamo al castello che ebbero in santa maria novella la parte avversa dei ghibellinio dopo la strage che fecero dei guelfr a montaperti si awentarono in odio ai padroni a distruggere il castello e lo diroccarono con sei caseche gli stavanointorno nè lì finirono le sciagure del luogo uno dei gianfigliazzi corrado da poco tempo aveva ricostruito il castello quando fu assalitoda un manipolo di armati che di novo lo minacciavano erano parte dell esercito imperiale di arrigo vii che dovette recedere a precipizio dall assedio di firenze benchè vinti anzi più iracondi per la umiliazione sofferta scorrazzavano qua e là per il contado e vennero sotto il castello di santa maria novella ma vi trovarono pane per i loro denti chè il gianfigliazzi vi si rafforzò e vi si difese eroicamente,spalleggiato dai suoi robusti e valorosi coloni il castello nondimeno dovette arrendersi e il prode corrado restò prigioniero d arrigo i gianfigliazzi a quel tempo oltre ai ricchi beni che godevanoin patria molti altri ne possedevano francia nel delfinato lungo le rive in del rodano solo cotesti beni si valutavano per più di centomila fiorini gran valore anc oggi esorbitante a quel tempo che ricca preda peril tedescoinvasore corrado fu ad un pelo di esseredecapitato a ciò sobbillavanomolti l imperatore per incutere spavento ai fiorentini se lo spacci gli dicevano non si troverà più chi osi esporsi a tanto pericolo nè tra i nazionali nè tra i mercenarî o i capitani di ventura così tutti i castelli passeranno nostro potere e perin duti i castelli le città non potranno più reggereai nostri assalti p gs4 sr.

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-34ma l i rnperatore appunto per ciò che molti voievano spento corrado e perchè era un bel giovane z quia fuit pulther juuerais lo mise in libertà si contentò di ritenere quali ostaggii due figlioli di esso con quali patti certo di un buon salassoa quei tanti fiorini corrado giqrò fedeltà e si pose a servi zio doamigo si reco a firenze ove rappresentò ai signori ed al popolo la benignità del sire teutonico ma per quanto dicesseniente conchiuse nulla valse per indurre gli altri guelfi ad obbedienza;e così ebbe t termine la sua dolorosa avventura durò il castelloper molto tempo ancora poichè sappiamo che nel secolo xiv venne in potere dei borromeo discesida samminiato un nipote di filip po borromeo certo galeazzo,residentein venezia lo nel 1370 ee morendo lo lasciò alle figliuopossedeva leo che s imparentarono con le prime famiglie di fi t passareai borromeo volle dire per il catenze stello passareai più fieri nemici dei primi signori poichè la famiglia borromeo era di parte ghibellina ora d un castello che fu testimone fi tante lot te e vicende restano i ruderi su cui vigila tuttavia bella e forte ia vetustissimatorre 51 lalrt ciú vol i p 241 52 rspemi cúr vol iii p 78 viii t priori i patroni le visite pastorali dei più antichi patroni di san donato nessuna notizia e lo stesso può dirsi almeno in parte dei piir vecchi parroci e priori un funestissimo incen dio nel 1520 distrusse quasi del tutto l archivio ec clesiastico di firenze che conteneva le più rare e più preziose memorie di tutta l arcidiocesi quindi va no ricercarne prima del secolo xv e se qualcuna se ne trova del tempo anteriore è solo per caso eccezionale abbiamo che nel 1649 erano patroni di san do nato i pitti ma quando e come principiasse il loro patronato soignora certo quella stirpe gloriosa eb be suo cominciamento nel distrutto semifonte verso il l25o e quel castello non era gran che lontano da lu cardo È molto probabile dunque e direi quasi certoe che possedesseroanche in lucardo qualche feudo o tenuta la nostra chiesa poteva bene gloriarsi di tali pa troni poichè dei pitti 47 furono priori del comune fiorentino e 13 gonfalonieri contarono molti altri uornini di gran merito uno d e cluali jacopo celebre rtorico e quel luca che fondò in firenze 1440 il

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-i _13 ebbe gran parte nella fondazione dei cappuccini in detto luogo t i lucardlesi ebbero fin da pri cipio la signoria del -giro castello e delle terre all in che ne fyorr-avano i appannaggio fjn vecchio codice ci fa sapere che loarme loro scolpita in masso vetustissimorgiava un tempo su ia gran porta castellare up ge consisteva in tre stelle sul campo turchinoo sormontate dal rastrello gigliato di carlo d angiò scesi a firenze divennero grandi della repubblica nel l2g2 ma si d,issero tuttavia i da lucardo i nobili di lucardo tn finchè furono in auge fino alla prima metà del secol xvii prioria castellana hbero il giuspatronato della non solo ma delle chiese di san michele a polverera di san giusto e di san piero a salisvolpe nel comune di crespina da ciò si argomenti il loro credito e la loro potenza nè reca stuporel mentre inurbatisi prima del ,200 rimasero stabili ma operosissimi nella metropoli toscana per più di tre secoli quivi accrebbero ie loro sostanze con la mercatura e con i prestiti bancarî e si distinsero nelle arti di pace e di go r ma nel secolo xvi forse perchè insofferenti àel grogo mediceo 1531 cominciano a diminuire e a ,parire È certo che prima del 1684 erano emigrati nel fgno di napoli dove se ne perd eva ogni traccia tanto abbiamo da ferdinantlo leopoldo dél migliore 12 srsro oe plsr cap storia d,eí cappuccíní toscani vol fo p 400 firenze 190ó r j magliabech cl 26 cod ll7 a 199 vi è tuttora r1 priorista fiorentino cod cit a 12ó ri m3zz1:i filippg archiv pubblico fior a ?6 guidi niccolò idem a 8 magliabech cl id cod l3l a ls8 il il nome lucardo e i suoi fasti per ciò che riguard,ail nome dato al nuj è molto probabile che uno dei più doviziosi feudatari prima del mille resosi popolare col nome di lucario ai origine etrusca legasse proprio norne al luogo di suo il dominio onde poi il castello da lui fondatje la regione circostante cominciò a designarsi volgarmente dal nome di esso pure il norne non debba riperersi dalla quali _se tà del luogo da i erta boscaglia,allàra molto più estey e più fitta che ne corona i fianchi e la cima e quindi dal latino lucus arduus bosco alto di non f-acile si luigi 3scgs,a _fece per elisione lucardo il biadi tt lo deriva da luca lucer luceris degli etruschi io stimo più sicura la mia ipotesi cioè,la prima se i amor proprio non m ing ro da lucardo poi luogo o persona discesei antica prosapia dei lucardesi oggi estinti ma che furono un tempo valorosi patrizi di fiorenza uno di essi paol santi del ramo di san casciano val di pesa in rr loc cit.

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-14nelloopera pregevolissitma che ha per titolo firenzr tt città nobilissima illustrata di qualche lucardese dell uno e delloaltro ramo chè così si divisero resta memoria fino al 1749 fn quest anno ai 20 ottobre morì i ultimo francesco e fu sepolto in firenze nella chiesa d ognissanti tt per ultftnoo a nulla omettere dirò che una pic cola veduta di lueardo si conserva alla biblioteca nazionale di firenze fu disegnatadal fou-ier ed incisa itr rame dal celebre scotto la riprodusse francesco fontani e la inserì nel suo viosgio pinorieo della toscana ehe ripete le notizie da noi riferite su lu cardo tt ce il tu pag 566 firenze 1684 17 a crnnr necrologío fiorentíno ms p i autore del medesimo 18 sta detta ineieione per ntro al poligrafo garganí num ll4 fontani cit vol iv pp l?3 se firenze 1834 rÉl -o o 9 6 ee q =a op

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iii il san donato si lasci da parte lucardoo che ho descritto per dare una qualche oontezzadell ambienteo ove si trova la chiesa di san donato oggetto pri4ario di questa istoria È bene conoacereil luogo molto piùihe la descrizione di esso implica e illustra lo,antichità di essachiesa sorge questo san donato a tre chilometri o circa del distrutto castello sul lato meridionale di esso e sta sur un delizioso poggettooa destra dell anzidetta viao per chi va da firenze alla patria del fa mo6o umanista giovanni boccaccio raggiungereia chiesa dal piano stradale non co sta fatica poichè si tratta di una lieve ascesaappena sensibile benchè quando vi siamo ci si trovi a 400 metri su la distesadel mare il nostro san donatoocome risulta dalloarchivio ecclesiastico,non è semplice parrocchia ma parrocchia-prioria un titolo d onoreo questoultimo per il quale deve intervenire dapprima un benigno rescritto della santa sedeonon molto facile ad ottenersi sorprende anzi che questo san donato molto più antico delle chiese convicine non assorgesseal grado tli pieveo che è uno dei più altio

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_16 cìrlo il più importante per le chiese particorari ma ru oaltrapieve esisteva poca distanza,san lazaro a onde si escluseda tal dignità san donato della chiesadi san donato a lucardo la più antica memoria scritta è dell anno 987 sta in orru ta notarile di farulfo figlio a petronio con ia quale egli dona varî beni all abbazia di passignano vi si e dice che i atto fu rogato in san donato posto a lucardo actum ad ecclesiam sanctí doniti sito lucardo terrítorio florentíno feliciter r era dunque fin dall allora san donato eretto in parrocchia e questa era già sì considerevole da essere sceltaa sededi atti solenni ciò vuol dire che esisteva da qualche secolo prima dell anno suddetto gran tempo infatti doveva trascorrereoprima che un luogo destinato al divin culto e al sacro ministero in vantaggiodel popolo per le necessità spirituali e temporali dall umile stato d oratorio o chiesetta rurale assorgesse grado di pieve o parrocchia al dissi anche temporali mentre in antico nel medio evo colne ora e più che ora le persone ecclesiastiche oltre ad esserecuratori doanime,erano ufficiali-civili alla pari se non superiori dei potestàe giusdicenti tanto più che i vescovi,massimequel di fi renze avevano dominio intero ed assoluto sur una gran parte del territorio sottopostoalla loro saera giurisdizione in quell epoca fiera e rubesta ma esuberante di fede e di ardente pietà non rifinivano i popoli di fare ai loro vescovi le più ampie donazioni l opera del lami è piena di simili offerte da parte di le lllrr op eít t i p 231 f ucuu.rr lnlìn tol 41 venetiis 1718 -17 sacra t ill cento e mille proprietarî non paghi a tanto cioè a dare dei loro beni si staccavano dai signori secolari spesso troppo esigenti e rudi per sottomettersi al regime ,rnolto più benignoe generoso e paterno dei vescovi erano gli stessi popoli che si emancipavano dal feudalismo locale dipendente da l alto dominio teutonico e questo si ricordi bene e si mediti fu il principlo dell indipendenza italica l inizio di quei liberi e gloriosi comuni che fiorirono dal secoloìndecimo in poi ma riprendiamo il filo del nostro discorso se la nostra chiesa era viva ed operante accreditata e famosa nel 987 non andrà molto lungi dal vero chi ne assegni la più remota origine al vi o vii secolo al tempo cioè dei goti o dei longobardi e non è improbabile che avesse un principio anche più remoto e mi spiego san donato il glorioso apostolo e vescovo di atezzo appartiene al iy secolo fiorì dunque dopo il trionfor procrrato alla chiesa dall imperatore costantino che pose fine a tre secoli di sanguinose persecuzioni ma la pace soffrì una triste parentesio quando ottenne l irmpero giuliano questi fanatico ali eccesso del già spotestato paganesimo e bramoso di farlo risorgere abiurò la cristiana fede e rinnovò la persecuzione meritando con la sua perfidia i obbrobrioso titolo di apostata che lo distingue sotto di lui benchè nato un po primao visse e patì san donato ma gli atti o passionario del martire furono adulterati e guasti si sa che fu cittadino romano benchè nato a nicomedia nell asia minore che resosi cherico giunse ben presto all,ordine minore in quel tempo molto importante del lettorato scoppiata la persecuzione di dioclezianoo una delle

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-18più terribili si allontanò da roma e si trattenne in arezzo qui regnando una relativa quieteo studiò a perfezionarsi in virtÌr ed in sapere sotto il magistero d un santo monaco per nome ilarino or avvenne che una donnao chiamata sirana cieca degli occhi e più del cuore perchè pagana in compagnia dell unico figlio ercolano ebbe ricorso alla carità d ilarino e del suo fido discepolo qo st ultimo ridusse alla vera fede la madre ed il figlio insegnò loro le l erità cristiane e le massime salutari di chi vuol vivere in grazía di dio e nella comunione d ei santi la nuova cristiana con la luce dell anima nel santo battesimo ricuperò miracolosamente la virtù visiva degli occhi un altro idolatra aproniamo che aveva un fr glio indemoniato supplicò il santo di liberarlo do nato fece orazioneo e il fanciullo restò libero e perfet tamente sanato accadde poi che un certo eustasio d arezzo e della rimanente governatore imperiale etruria addetto a riscuotere i tributi d erario dovette assentarsi dalla città mentre era fuori arezzo ebbe a soffrire un invasione ostile impaurita la moglie di eustasio temette più che per sè per il tesoro che custodiva e lo nascose in modoo che nessuno potesse trovarlo disgraziatamente muore la donna prima che ritorni il marito reduce eustasio trova la sposa defunta e il tesoro sparito in procinto d esser tratto al supplizio come responsabile di tanta perdita si raccomanda egli pure a donato al questi inteso il moúvo del suo sgomento corre sepolcro della già estinta donna e le chiede ove sia il tesoro che il marito ansiosamente ma inutilmente ricerca ed ecco una voce giù dalla tomba rispondere -19scavateall ingressodel palazzoe lo troverete nè più disse ma tacque nel silenzio di morte scavatoche fu il luogo predetto apparve il tesoro e così eustasio potè sottrarsi ad una nlorte violenta ed infame frattanto manca di vita saturo primo vescovo e al d arezzo onde donato soinalzò sacerdozio fu elet to vescovoin luogo di esso.di più è fama che in certa occasioneementre il nuovo vescovo pontificava e il diacono dava a bere ai fedeli del divin sangue con tenuto nel calice allora di vetro questo gli cadde in terra e si ridussein frantumi donatooraccolti i fram il mentio rifece senzoaltro calice bello ed interoo qual erao prima del doloroso incidente pagani si assomossi da tali prodigi settantanove ciarono agli altri molti già convertiti dal santo o fu tra essi quello zanobi senatore e tribuno padrone di sterminate ricchezze che donò all inclito presule quasi tutto il suoi onde la chiesa aretina si arricchì mirabilmente di benefizi copiosi che furono d im menso vantaggio al popolo cristiano così è spetta a donato la gloria dtaver eretto spiritualmente la gran non solo ma d aver fondato e sta diocesi d it.ezzo bilito le ricche sue rendite il sacro suo patrimonio tante e sì clamorosevittorie di donatootutte ri volte ad abbattere il superstite paganesimoe a promuovere i incremento il trionfo dell idea cristiana non potevano non attirargli l odio di giuliano di quelltmperatore che si era messoin testa come fu 20 suntus hístoriae seu vítae sanctorum vol viii pp 209 s taurinorum f8 s gnncontom dinlogor lo c vii 180 august-ae 79 migne 21 bolland acta sanctorunt,t ii aug p 188 f venetiis l?51 ucnnrrt cir t i col 405 s.

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-20detto di soppiantare il cristianesimo e di riesumare gli idoli pestilenziali da sì gran tempo quasi morti e sepolti un suo empio satellite euadraziano questore cesareoin arezzo citò il santo al suo tribunaìe e gli impose di sacrificareagli dèi di giuliano it che alborrendo l invitto pastore dopo varî tormenti ebbe il capo reciso nel dì t d,agosto dell,anno j6i secondo-un giusto computo era allora in età di pressoa ottant anni tutto questo ho qui riferito per far conoscereal popolo di san donato il loro celàste patrono e per servire ai panegiristi di esso molto più che le notiìie del medesimo son rare difrcili e dubbie mentre le suesposte sono le più sicure e generalm,ente ricevute dagli studiosi purtuttavia non è a ciò che voleva conchiudere questomio discorsosu san donato allorquando si mosse mirava piuttosto a conehiudere b r si ricordao per una maggiore antichità della chiesa di lucardo ad una antichità posteriore al secoloiv cioè al 862 quando avvenne il martirio dell inclito san donato ma bensì anteriore al secolovii È una supposizione non una data storica e certa come quelle d l 9bz o una data induttiva ma molto probabile ome quella di detto secoloper dar tempo alla chiesa di foùarsi e constabilirsi prima di detto anno quandb era già rinomata e frorente È una semplice ipotesi h piace e soddisfa come tante altre al curiosissimoin gegno umano sìr perchè non è cervellotica ma ragionevole nè priva di fondamento non è a dire in fatti quale e quanta venerazione quale amore e fiducia suscitassero nei cristiani del v e del vi secolo -21 loapostolato del santo vescovo d arezzo il suo cruento trionfoo i suoi strepitosi prodigî ispirati alla carità più sublime e più ardente accesi in tal fervore i popoli specialmente i toscani non tardarono molto nel persolvere al santo il massimo tributo di lor de vozione nel concedergli i onore di pubblici templi non seppero come meglio attestare la fiducia che riponevano nel suo patrocinio fuorchè con erigere delle chiese intitolate al suo nome e destinate alla sua [nemoria e alla sua invocazione chi sa che la nostra non sia stata una delle prime o almeno non delle ultime in quel primo trasporto d ammirazione e d amore verso il santo in tal caso dovrernmo riportare la primissima origine del san donato in lucardo se non al iv al v o vi secolo.

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x la chiesa romaiiica abbastanza ci siamo diffusi in varie anticaglie morte e sepolte benchè più o meno interessanti e gradevoli È t po di passarea cosesuperstiti e vive é ria prima la chiesa di san donato la chiesanon popolo od ente morale ma il tempio-lapideo di-essa l g ode vetustà del medesimo si riflette visibilmente riella sua forma architettonica che in tutto e singolarmente in una delle pareti maestreoconservainalierata dopo tanti secoli in tutto perchè costruita da cima a fàndo in vecchio filaretto di pietre forti e connesse in parte cioè riquadrate maestrevolmente o ì1 parete suddetta che è a sinistra di chi entra es ri solo appare di costruzioneromanicaoprimitiva e sernplicesecolox ma è corsa esteriormentein al-un fregio o cortina tutta ad archetti e goccie to da scalate e digradanti cotesto ornato originale è sem pre buono n di modello tantochè si vede ripro àotto nelle migliori fabbriche sacre dai rnoderni ar chitetti il sacro edifizio del mille fu nuovo rispetto alla bl l i i

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-4lirt chiesuola qpresistentequalche secolo prima forse essa giacque distrutta e le sue macerie ser altro sito virono in parte alla costruzioné del nuovo tempio navata ma lunga ampia e questo si flce d una sola quarl sfogatao fino a contenere un trecento persone a cin te allora ne numerava il popolo che oggi salì quecentosessanta ebbe un rifacimento importante nel 1400 cioè se fu disfatta con grande errore i abside romanica e rifaita in quadro così ia chiesa acquistò -i i rol re un piccolo ingrandimento nel la forma a croce latina glie la dette il giotti ibbo chi nel braccio o cappella che è a sinistra di con guarda l altar -aggiore un -ni-ccolo corbinelli 1607 fon juo lascito rogato-i fir t il 12 ottobre i aceesa dò un benefizio pro remedio animae e pe dioo sotto devozione che nuiriva alla gran madre di pertantrr i angusto titolo del buon consiglio lasciò arlnes alla chiesa un campo di dieci staiora e casetta casale in tluel sa posti nel popolà d-i s ttta maria a con uò l,obbligo che si celebrasse ogni aì óofdo madonna ed sabato il divin sacrifrzio alllaltare della morte irr altra messa di requie nell anniversario di sua r m gi dell ani masua,de suoiparentiedituttii fedeli defunti la chie ijn restauro considerevole esteso a tutta priore carlo sa ebbe luogo nel 1bb0 lo promosse il anto cíotti e ne fu esecutore il maestro muratore dal popolo nio catelani vi si spesero da esso giotti e co archivio parrocch ins cit

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-42oltre a 7000 ìireo che oggi sarebbero 35000 e più ma il lavoro non corrispose per quanto rpoeso giudicarne a vista all eniità della so mma.molto più e molto meglior pr una eomma relativamente minore 34 mila lire eseguì ed ottenne a rinnovamento del tempio l odierno priore don egidio corti 61 fdem la îacciata nuova.

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x il restauromoderno vedremo dal esso corti secondato e favorito come affrontò l ardua b volere del popolo concepì ed la nobile sempli itnpresa di restituirà al suo tempio fosse jello stile antico indovinava qual tà quam mutatum ab stato in origine lo vedeva ahi la travaturn gran itto qu^nto mal deturpato n 1 più e prosaico graticcio cliosa e solenne u meschinó pietrarne onde fu tli stuoial non più visibile il ricco ed oppresso da più composto ma tutto inzavartlato mani di calce e di seta e come uno che indossi veste di velluto ecco in breve il mal le sovrapporrg oi i ai bigello pirì il mal gat o che si fa delle i ooi r igfiàii farebbeo se non un belle costruzioni quello che non t per l abi,o,tf tn molti e.anche :1 e monumentl ln valentif per tante chiese e palazzi ad esse ogni grazia calcinando di gg nando togliendo q g u i {uell armonia di tondi i n-trtori tesori d ingegno ii di linìe che lostò agli it in questo ma che voiete bene spesso llirt,lortria il hel vedere come il bene stare viene monrlo anche

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