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modulo 2 capitolo7 capitolo8 capitolo9 ilcontestostorico-culturale plinioilvecchio quintiliano stazio capitolo10 capitolo11 marziale
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l etàdeiflavi68-96d.c
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c apitolo 7 ilcontestostorico-culturale le vicende politiche l anarchia militare e la dinastia dei flavi cosasiintendeper«anarchiamilitare» tra la fine del regno di nerone e l inizio della dinastia flavia va collocato un periodo di instabilità politica in cui furono le legioni militari stabilite in provincia a proclamare imperatore un generale o un capo militare così tra il 68 d.c e il 69 d.c detto infatti «l anno dei quattro imperatori» si successero al trono nell arco di un tempo ridottissimo galba otone vitellio e infine tito flavio vespasiano qualifuronolecaratteristichedelprincipatodivespasiano alla fine del 69 d.c il generale vespasiano venne proclamato dalle legioni imperatore e promosse una politica di risanamento istituzionale e amministrativo necessaria dopo le grandi agitazioni che si erano sollevate durante il periodo dell anarchia militare venne infatti promulgata la lex de imperio vespasiani che affidava ufficialmente al nuovo imperatore il pieno potere di azione politica al di sopra ad esempio delle decisioni prese dal senato e dai comizi vespasiano favorì inoltre un processo di ristrutturazione dell apparato finanziario che si rivelò di grande efficacia e si dedicò all amministrazione delle province incrementando maggiormente le concessioni della cittadinanza romana acosamiravailprogrammapoliticoditito fu lo stesso vespasiano divenuto imperatore ad attribuire gradualmente titoli e poteri straordinari al figlio tito così che alla sua morte 79 d.c il figlio poté prendere facilmente il posto del padre la politica di tito non si discostò da quella paterna e fu ispirata al consolidamento della pace e del benessere dell impero il giudizio dei posteri fu molto positivo svetonio ad esempio definì tito amor ac deliciae generis humani «amore e delizia del genere umano» vita di tito 1,1 alla sua morte avvenuta nell 81 d.c seguì il principato del fratello domiziano qualitrasformazionisiebberoconl ascesaalpoteredidomiziano figlio di vespasiano e fratello di tito domiziano coltivò un disegno politico opposto rispetto a quello degli altri membri della dinastia flavia con il suo governo fortemente autocratico si generò una forte chiusura verso il senato e le altre magistrature e un ritorno a forme di divinizzazione della figura dell imperatore visto come dominus ac deus si risvegliò un clima generale di terrore che si concluse nel 96 d.c quando una congiura tramata dagli oppositori di domiziano pose definitivamente fine al suo regno comefucondottalapoliticaesteradurantel etàdeiflavi nell ambito della politica estera va ricordata la guerra giudaica le cui vicende ci sono narrate in lingua greca dallo storico giuseppe flavio i sec d.c la guerra si concluse nel 70 d.c con l espugnazione di gerusalemme e la distruzione del tempio per opera di tito evento che diede inizio alla diaspora ebraica domiziano inoltre intraprese una campagna contro i britanni che si concluse nell 84 d.c con la sottomissione della britannia grazie all azione del generale agricola di cui tacito scrisse una biografia contro i daci invece guidati dal re decebalo domiziano subì gravi sconfitte e fu costretto a firmare un trattato di pace 89 d.c con cui si impegnava a pagare loro un sussidio annuo 52
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l etàdeiflavi le trasformazioni culturali un ritorno all età augustea qualefuilrapportotral intellettualeeilpoteredurantel etàdeiflavi va detto che gli imperatori della dinastia flavia nell ambito della politica culturale seguirono quell orientamento conciliante che aveva guidato le scelte di augusto pertanto essi si adoperarono per ottenere un impegno propagandistico da parte della classe intellettuale dal quale sarebbe derivato un più ampio appoggio dei diversi strati sociali nonostante tali sollecitazioni è possibile registrare per questo periodo l incremento di una letteratura tendenzialmente disimpegnata e apolitica lontana dal farsi portavoce delle istanze della casa imperiale aqualiimportantitrasformazionifuronosoggettil istruzioneel apparato scolasticonell etàdeiflavi uno dei fenomeni culturali di grande portata che si realizzò durante l età dei flavi fu l istituzione di cattedre finanziate dallo stato ciò incentivò l interesse verso gli studi e allo stesso tempo rese la posizione degli insegnanti maggiormente dipendente dal mondo del potere aqualicaratteristichevollerichiamarsilaletteraturadietàflavia se nell età giulio-claudia si era registrato un notevole impulso di sperimentazione volto a sovvertire i canoni estetici e stilistici tradizionali nella letteratura di età flavia è possibile assistere invece alla rinascita del classicismo alla predilezione per forme stilistiche sobrie ed equilibrate al richiamo agli incomparabili modelli della letteratura augustea qualiimportantioperearchitettonichefuronocostruitedurantel etàdeiflavi gli imperatori della casa flavia si impegnarono nel potenziamento dell assetto urbanistico a roma come nelle province incentivando il sorgere sia di strutture di comune utilità acquedotti granai etc che di edifici monumentali e grandiosi a questo periodo ad esempio risale la costruzione del famoso anfiteatro flavio o colosseo edificato per volontà dell imperatore vespasiano ma completato solo nell 80 d.c sotto l imperatore tito fu invece l imperatore domiziano a erigere il celebre arco di tito nel 90 d.c dedicato al fratello per ricordarne la vittoria nella guerra giudaica perchégliimperatoridelladinastiaflaviarivelaronounaforteavversionenei confrontideifilosofi nel generale clima di appoggio e collaborazione che gli imperatori flavi manifestarono verso il mondo intellettuale va notata una strana eccezione tutti infatti beneficiarono della benevolenza da loro accordata eccetto i filosofi per spiegare le cause di questo fenomeno bisognerà ricordare quanto era avvenuto nell età precedente lo stoicismo infatti aveva costituito lo strumento ideologico dell opposizione degli intellettuali al dispotismo di età giulio-claudia i nuovi imperatori così adottarono delle misure di cautela per schivare la genesi di «scomode» forme di dissenso attraverso l espulsione dei filosofi la prima avvenuta nel 74 d.c per opera di vespasiano e successivamente nell 89 e nel 95 d.c per opera di domiziano inoltre circolava l idea che alla filosofia fosse stato da sempre accordato un primato che non aveva motivo di essere plinio il vecchio ad esempio negò a tale disciplina quell efficienza pragmatica che solo lo studio delle scienze poteva offrire mentre quintiliano respinse l idea della superiorità della filosofia conferendo maggiore importanza alla retorica essenziale nella formazione dell individuo 53
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c apitolo 8 plinioilvecchio23/24-79d.c la vita la tragica morte di plinio il vecchio cosasappiamodellavitadiplinioilvecchio le principali notizie sulla vita di gaio plinio secondo detto il vecchio ci sono fornite oltreché dalla sua stessa opera la naturalis historia dal nipote plinio il giovane che in varie epistole ricorda lo zio e le circostanze della sua morte fornendo anche un interessante catalogo delle opere la maggior parte delle quali ci sono giunte solo in forma di scarsi frammenti sappiamo che egli nacque a como nel 23 o 24 d.c e che apparteneva a una famiglia di rango equestre fin da giovane si dedicò alla carriera militare partecipò alle guerre contro i germani di cui fornì poi un resoconto nell opera bella germaniae e ricoprì vari incarichi pubblici durante il principato di vespasiano qualetragicoeventoprovocòlamortediplinioilvecchio plinio il vecchio trovò la morte nel 79 d.c in occasione della tragica eruzione del vesuvio che distrusse ercolano pompei e stabia la curiosità scientifica che aveva animato l intera sua vita e il desiderio umanitario di soccorrere la popolazione in fuga lo spinsero a recarsi con la flotta a quei tempi plinio il vecchio era prefetto navale a stabia dove morì soffocato dalle esalazioni vulcaniche la naturalis historia struttura stile e finalità dell opera comeèstrutturatalanaturalishistoria la naturalis historia è un opera tecnico-scientifica strutturata in 37 libri e si caratterizza per la ricchezza e la varietà delle discipline e degli argomenti trattati è l autore stesso infatti che definisce il suo prodotto un inmensus labor xxii 15 dopo il i libro che fa da premessa all intera opera seguono i libri ii-vi dedicati alla cosmologia e alla geografia il vii libro riguarda l antropologia mentre i libri viii-xix la zoologia la botanica e l agricoltura segue poi una lunga sezione relativa alla medicina con particolare attenzione ai farmaci tratti dalle piante e a quelli tratti dagli animali libri xx-xxxii i libri xxxiii-xxxvii infine sono riservati allo studio della mineralogia e della metallurgia in quest ultima sezione viene presentato un ampio excursus sulla storia dell arte di fondamentale importanza per la ricostruzione delle tecniche artistiche e dei materiali adoperati nell antichità comevainterpretatoilterminehistorianeltitolodell opera?qualèlafinalitàdi talescritto il titolo historia non è da intendersi nell accezione moderna di «storia» il termine si richiama piuttosto al significato etimologico derivato dalla lingua greca ossia «ricerca indagine» e mira pertanto a de 54
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l etàdeiflavi signare il carattere scientifico ed enciclopedico dell opera va detto però che tale scritto non aveva nelle intenzioni dell autore una destinazione circoscritta alla ristretta cerchia degli esperti del settore ma era concepito per una fruizione molto ampia con le sue trattazioni insomma plinio il vecchio intendeva fornire delle conoscenze pratiche e concretamente valide e non fare dell opera uno strumento di indottrinamento fine a se stesso indicaicaratteristilisticidellanaturalishistoria la prosa di plinio il vecchio presenta tratti asistematici e discontinui il carattere poliedrico delle discipline e degli argomenti trattati come pure l interruzione dell esposizione scientifica attraverso frequenti excursus o digressioni produce infatti una mancanza di fluidità e armonia tra le parti la cura formale e il ricorso agli espedienti retorici sono elementi sporadici e non trovano uniformità nell opera karl briullov l ultimo giorno di pompei 1830-1833 san pietroburgo museo russo una rappresentazione della distruzione di pompei per opera del pittore russo briullov vissuto nella prima metà dell 800 55
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l etàdeiflavi l uomo la natura la scienza qualemetodoadottaplinionellaselezionedeidatidainserirenell opera l interesse per i più svariati aspetti della natura induce plinio a comporre un opera ricchissima di notizie relative ai fenomeni naturali il criterio mediante il quale viene selezionato il materiale infatti si fonda sull utilità pratica che tali notizie possono avere nei confronti del lettore anche nel caso di dati incerti plinio sostiene che «è necessario che essi siano tramandati perché sono stati tramandati» prodenda quia sunt prodita ii 85 comesipuòdefinireilrapportouomo-naturadescrittodaplinioilvecchio nel vii libro della naturalis historia plinio il vecchio propone un osservazione molto interessante sul rapporto tra l uomo e la natura egli infatti dice che non è possibile affermare con certezza se la natura sia per l uomo più una buona madre o una crudele matrigna parens melior homini an tristior noverca vii 1 questa considerazione deve indurci a riflettere sul pensiero complessivo di plinio il vecchio relativamente a tale argomento se in alcuni punti dell opera egli mostra in un ottica tutta antropocentrica piena fiducia nella natura mite e benigna nei confronti dell uomo altrove emerge un forte pessimismo che mette in evidenza le difficoltà che l essere umano rispetto agli animali è costretto a sopportare per vivere la debolezza dell uomo si esplica simbolicamente nel pianto che sempre lo accompagna alla sua nascita immagine questa tratta dal filosofo epicureo lucrezio i sec a.c qualefunzioneplinioilvecchioattribuisceallascienza l ottica dalla quale plinio il vecchio osserva la storia a lui contemporanea è molto tradizionalista come molti intellettuali della prima età imperiale infatti egli evidenzia la corruzione degli attuali costumi e rimpiange un passato ancorato ai saldi principi antichi il progresso pertanto è disprezzato dall autore nella misura in cui allontana l essere umano dalla natura delle cui risorse si abusa impropriamente e finisce con l arrecare all uomo effetti dannosi e nocivi bisogna piuttosto saper assecondare la natura conoscerne le qualità che possono dare giovamento all uomo e non sovvertirne i principi in modo irresponsabile a ciò è finalizzata per plinio il vecchio la ricerca scientifica nobile disciplina poiché colui che coltiva tali interessi si impegna per il bene comune comevienedelineatonellanaturalishistoriailrapportotrailpoteree lascienza nella naturalis historia plinio elogia più volte l attività dei sovrani romani che hanno permesso lo sviluppo della civiltà l ampliamento degli spazi di cui usufruire l unione di popoli diversi in un clima di consenso dunque plinio il vecchio si concede ripetutamente a celebrazioni ed elogi degli imperatori ma c è un aspetto della struttura dell impero che lo rende «amareggiato» il benessere la prosperità e la pace che accompagnavano l impero avevano intorpidito le menti avevano arrestato lo stimolo all indagine critica avevano messo in moto un processo «inibitorio» che ostacolava il progredire della ricerca capace di fiorire più nella mancanza e nella necessità che nell abbondanza si tratta di considerazioni che accompagnano il pensiero di molti intellettuali della prima età imperiale nel dialogus de oratoribus opera attribuita allo storico tacito ad esempio le cause della decadenza dell oratoria sono rintracciate nella mancanza di una situazione politica idonea secondo quest ottica dunque l oratoria strumento fondamentale in età repubblicana e indispensabile nella mediazione di conflitti e tensioni politiche e sociali non aveva più motivo di esistere in età imperiale in seguito alla pacificazione realizzata dal regime monarchico 56
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c apitolo quintilianoca35-ca95d.c l institutio oratoria struttura e contenuti perchéquintilianosipuòdefinireilprimodocentepubblico 9 marco fabio quintiliano nato a calagurris nella spagna tarragonese intorno al 35 d.c può essere considerato il primo insegnante stipendiato a spese dello stato l imperatore vespasiano infatti gli affidò la cattedra di eloquenza e gli assegnò uno stipendio annuo di centomila sesterzi questo episodio rappresenta una testimonianza significativa relativamente alla politica culturale condotta dai flavi achièrivoltal institutiooratoria come suggerisce il titolo ossia «la formazione dell oratore» l institutio oratoria è idealmente dedicata non ad un oratore già «formato» ma a colui che intende intraprendere tale attività con tale intento vengono spiegate pertanto le tappe principali della formazione retorica dai primi approcci fino al raggiungimento della piena maturità oratoria qualeèlastrutturaeilcontenutodell institutiooratoria l opera si configura come un trattato diviso in dodici libri in cui quintiliano espone i principi teorici e le tecniche pratiche dell arte oratoria l autore indica così il percorso per diventare un buon oratore a partire dalla prima educazione del fanciullo si sofferma poi sulla trattazione delle varie parti della retorica inoltre passa rapidamente in rassegna quegli scrittori greci e latini con cui un buon oratore deve confrontarsi in un approccio di viva emulazione e non di passiva imitazione fino a delineare complessivamente il modello del perfetto oratore nelle sue qualità di uomo e di professionista qualisonolevariepartidellaretoricatrattatedaquintilianonellasuaopera nei libri iii-vi quintiliano tratta della inventio ossia del reperimento del materiale da impiegare nell orazione a partire dal vii libro viene invece spiegata la tecnica della dispositio ossia della distribuzione del materiale all interno dell orazione nei libri viii-ix quintiliano si sofferma sulla terza parte dell ars dicendi l elocutio in questa sezione vengono dunque trattati problemi di tipo stilistico relativi alla chiarezza espositiva all uso delle figure retoriche e agli aspetti ornamentali dell orazione infine quintiliano ritorna sulla suddivisione delle varie parti della retorica nell xi libro quando tratta della memoria e dell actio la prima pur essendo ritenuta una dote naturale può essere continuamente potenziata mediante l applicazione e l esercizio la seconda invece riguarda le tecniche inerenti la gestualità e la modulazione vocale necessarie per una buona performance oratoria qualisonoirapportitraretoricaeoratoria?etraretoricaefilosofia retorica e oratoria rappresentano due discipline complementari pur essendo entrambe riconducibili all arte del dire la retorica comprende quel patrimonio di conoscenze e principi teorici che trovano poi un applicazione pratica nell arte oratoria per quanto concerne invece i rapporti tra retorica e filosofia va detto che l autore pone le due discipline in una relazione di opposizione e concorrenza pur riconoscendo l importante apporto della filosofia nell educazione dell uomo il primato spetta tuttavia alla retorica per il suo elevato valore formativo 57
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l etàdeiflavi formazione ed eloquenza il ritratto di un oratore ideale qualisonoleprincipalicausechequintilianorintraccianelladecadenza dell oratoria?qualialtriautorihannorilevatotalefenomenoeinchemodolo hannospiegato quintiliano attribuisce la genesi e lo sviluppo della decadenza dell oratoria alle carenze della scuola e del metodo di insegnamento in essa proposto tale istituzione tende infatti in questo periodo a chiudersi in se stessa mantenendosi estranea dalla realtà storica e sociale così le esercitazioni declamatorie di contenuo fittizio promosse al suo interno se da un lato permettevano di sviluppare una buona capacità creativa da un altro lato non potevano di certo preparare l allievo ad affrontare con prontezza e agilità tematiche legate all attualità e alla dinamica realtà storica tra le altre personalità del tempo che sono intervenute in tale dibattito vanno ricordati l autore anonimo del trattato greco del sublime composto presumibilmente intorno al 40 d.c il quale ascrive la cause di tale fenomeno alla degenerazione morale dell epoca e l autore forse tacito del dialogus de oratoribus che invece rintraccia nella perdita della libertà repubblicana la ragione dell impossibilità di trattare i grandi temi della vita pubblica inchesensoquintilianopuòesseredefinitounprecursoredellapedagogia moderna quintiliano assegna all educazione una funzione di eccezionale rilievo per l individuo egli infatti sostiene che la formazione di un uomo non abbia inizio a sette anni né si interrompa con la fine degli studi scolastici a supportare tale idea vi è la convinzione che il desiderio di apprendere è istintivo e innato nell uomo va detto inoltre che nel mondo romano non esistevano la scuola pubblica e quella privata nell accezione che queste due espressioni oggi ricoprono non vi erano pertanto organizzazioni scolastiche finanziate dallo stato o strutture gestite dai privati tuttavia era possibile distinguere un sistema di istruzione collettivo che siamo quintiliano fu un fervente sostenitore della scuola e dell importanza della formazione a lato una scena di vita scolastica a roma incisa su un sarcofago conservato ad ostia 58
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l etàdeiflavi soliti chiamare pubblico e un altro basato invece sull insegnamento individuale anche in questo aspetto possiamo rintracciare un tratto di forte modernità nella teoria pedagogica di quintiliano egli infatti preferisce l insegnamento pubblico collettivo a quello privato individuale affinché in un clima di sana competitività l allievo acquisisca sicurezza e grinta ed emuli i compagni migliori quintiliano inoltre sottolinea l importanza di alternare lo svago allo studio e rifiuta ogni forma di punizione corporale come strumento educativo nelxiilibrodell institutiooratoriavienedelineatoilconcettodivirbonusatque dicendiperitus:cosasiintendecontaleespressione quintiliano fa propria questa espressione coniata da catone il censore 234-149 a.c al fine di mettere in evidenza che il modello del perfetto oratore si deve fondare su una piena integrazione tra le doti dell eloquenza dicendi peritus e le qualità morali vir bonus richiamando così l attenzione sull importanza di aderire al mos maiorum l oratore ideale non è per quintiliano un semplice professionista della parola ma un uomo attivamente impegnato nella società modello da emulare dal punto di vista etico e comportamentale tale pensiero attraversa l intera opera dello scrittore ed è alla base dell elevato valore che quintiliano conferisce alla retorica nella formazione complessiva dell uomo così infatti si esprime nel proemio del primo libro «intendiamo formare l oratore perfetto e questo non può non essere anche un uomo onesto perciò esigiamo che egli non sia soltanto straordinariamente eloquente ma che abbia tutte le virtù morali» i prooem 9 stile e linguaggio il modello ciceroniano daqualegrandemodellodiscritturaèispiratolostiledell institutiooratoria lo stile adoperato da quintiliano si ispira al modello ciceroniano l opera infatti è interamente pervasa da un principio di misura e decorum e presenta un equilibrata combinazione tra due diversi elementi la precisione asciutta delle trattazioni tecniche e la vivacità espressiva riguardante l analisi di tematiche di più ampio respiro quintiliano infatti aderisce pienamente alla teoria ciceroniana in base alla quale la perfezione stilistica è raggiungibile mediante la compresenza dello stile subtile medium e grande qualetipodigiudiziovieneespressodaquintilianorelativamenteallinguaggio senecano il gusto stilistico quintilianeo traspare chiaramente anche dai giudizi taglienti relativi allo stile di seneca pur apprezzando le doti di uomo e di intellettuale egregius tamen vitiorum insectator «eccellente persecutore dei vizi» quintiliano condanna severamente la figura di seneca come scrittore il suo stile corrotto e ricco di oscure sententiae è pieno di dulcia vitia «vizi attraenti» e pertanto pericoloso per chi intenda imitarlo 59
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c apitolo 10 stazio40/50-ca96d.c stazio e l epica la tebaide e l achilleide qualisonoleopereattribuiteastazio tra le opere di publio papinio stazio nato a napoli tra il 40 e il 50 d.c e trasferitosi a roma dove ricevette una formazione di tipo letterario e retorico vanno annoverati i poemi epici dal titolo tebaide e achilleide dei quali il secondo è incompleto e i cinque libri di componimenti lirici le silvae qualiintellettualidell etàdeiflavi,oltreastazio,sidedicaronoallapoesia epica oltre ai due poemi staziani in età flavia va ricordata la composizione delle argonautiche ad opera di valerio flacco si tratta di un poema in otto libri dedicato all imperatore vespasiano mutilo nell ultima parte in esso vengono narrate le avventurose vicende di giasone e di altri eroi greci in viaggio alla ricerca del vello d oro flacco prende a modello il poeta greco apollonio rodio vissuto in età ellenistica il quale aveva narrato le medesime vicende mitologiche in un opera dall omonimo titolo alla stessa epoca appartengono i punica «le guerre puniche» di silio italico si tratta di un poema epico-storico diviso in diciassette libri che narra le vicende della seconda guerra punica e in cui si avverte un forte richiamo all epica virgiliana qualèl argomentodellatebaide la tebaide è un poema epico strutturato in dodici libri ed ha per argomento la guerra tra tebe e argo scatenatasi dalle terribili lotte tra i due figli di edipo eteocle e polinice i due fratelli infatti si contendevano il governo della città di tebe poiché nonstante l accordo di regnare sulla città ad anni alterni eteocle che prese il regno per il primo anno non volle più cedere il potere a polinice quest ultimo dunque trovò rifugio ad argo e si alleò con il re della città adrasto la guerra che ne scaturì si concluse con la sconfitta degli argivi e la reciproca uccisione di eteocle e polinice giovan battista tiepolo eteocle e polinice vienna kunsthistoriches museum lo scontro tra i due fratelli eteocle e polinice figli di edipo protagonisti del poema staziano tebaide 60
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l etàdeiflavi qualèlastrutturadellatebaide nei primi sei libri dell opera stazio si sofferma sui preparativi della guerra mentre gli avvenimenti bellici occupano la seconda parte del poema questa «spaccatura» interna all opera permette di individuarne due parti dette esadi il mito narrato appartenente al ciclo epico tebano era stato oggetto di molte tragedie greche e in ambito latino delle phoenissae di seneca qualèilrapportotral eneidedivirgilioelatebaidedistazio il richiamo ai modelli classicistici di età augustea che trova ampia diffusione in tutta la letteratura di età flavia è fortemente tangibile nel caso di stazio che si pone rispetto all eneide in un evidente rapporto di emulazione l autore infatti a chiusura del poema evidenzia la sua ammirazione per il poema virgiliano e rivolgendosi alla propria opera «o mia tebaide» e chiedendosi fino a quanto potesse durare la sua fama si esprime così «non cercare di gareggiare con la divina eneide ma seguila da lontano e venera sempre le sue orme» vestigia semper adora xii 816-817 qualirichiamialbellumciviledilucanosipossonoosservarenellatebaidedi stazio si è pensato che l argomento proposto da stazio quello delle guerre sanguinarie tra fratelli abbia risentito del contenuto del poema lucaneo è stato osservato infatti che come lucano aveva posto a oggetto della narrazione le cognatas acies «lotte tra consanguinei» i 5 così stazio fa riferimento alle fraternas acies «lotte tra fratelli» i 1 È possibile dunque ammettere che vi sia un eco del bellum civile di lucano tuttavia manca alla tebaide quell ideologia complessa sottesa all intera opera lucanea quella congiunzione tra la narrazione epica e la storia di roma che è centrale nel bellum civile oltreché imprescindibile presupposto di quelle tendenze pessimistiche che lucano manifesta in modo del tutto singolare nell opera qualeruoloassumeilmondodivinonellatebaide con stazio fa ritorno sulla scena epica la dimensione divina l intervento degli dei i quali erano stati esclusi da lucano dà efficaci svolte all azione degli uomini modificandone il destino alle divinità tradizionali stazio accosta altre figure come concordia e furor vale a dire personificazioni di concetti astratti inqualestatocièpervenutoilpoemaachilleide?chièildedicatariodell opera l achilleide è il secondo poema epico di stazio la composizione dell opera ebbe inizio nel 95 d.c ma venne interrotta a causa della morte dell autore nell opera stazio avrebbe narrato le vicende relative alla vita dell eroe greco achille dalla nascita fino alla morte restano soltanto il primo libro e l inizio del secondo in cui vengono narrati gli episodi precedenti alla partenza di achille per la guerra di troia il dedicatario dell achilleide così come nel caso della tebaide è domiziano qualielementidifferenzianonettamenteiduepoemicompostidastazio va premesso che poiché l achilleide è un opera incompiuta sarebbe improprio dare dei giudizi critici 61
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l etàdeiflavi di carattere complessivo tuttavia limitandoci a fare delle considerazioni sulla parte dell opera conservata si può affermare che nell achilleide la prospettiva dalla quale l autore narra le vicende è ben diversa rispetto a quella riscontrabile nella tebaide nel primo poema staziano infatti viene presentata una guerra catastrofica che sfocia nel tragico annientamento di entrambi i protagonisti vale a dire eteocle e polinice tutto pare immerso pertanto in un atmosfera cupa e tragica tale aspetto non si ricava invece dall achilleide poema in cui l autore delinea le vicende della giovinezza di achille sottolineandone i tratti più umani e sentimentali si pensi al rapporto di achille con la madre teti o all innamoramento dell eroe per deidamia la poesia lirica le silvae comesonosuddiviselesilvae?aquandorisalelaloropubblicazione la raccolta lirica staziana comprende 32 componimenti di metro vario ed è suddivisa in cinque libri ciascuno dei primi quattro è preceduto da una lettera di dedica in prosa mentre nell ultimo essa è assente contrariamente ai primi quattro infatti la pubblicazione del quinto e ultimo libro non avvenne a opera dell autore ma va collocata dopo la sua morte qualesignificatohailtitolosilvae È lo stesso stazio che attribuisce all opera il titolo di silvae «selve» termine che infatti ricorre più di una volta nella silloge con tale formula il poeta intendeva sottolineare i due aspetti che più connotano l opera nel suo insieme vale a dire da un lato la varietà e l eterogeneità della propria produzione poetica e dall altro lato la spontaneità e l improvvisazione della composizione sucosasifondalapoeticadistazio?qualetecnicacompositivapredilige nella lettera di dedica posta a premessa del i libro il poeta sottolinea la propria inclinazione per una forma di poesia spontanea ed estemporanea partorita con estrema naturalezza mediante l arte dell improvvisazione il ricorso a espressioni come gratia celeritatis «il piacere della rapidità» subitus calor «l ispirazione estemporanea» o festinandi voluptas «il gusto di comporre in fretta» è prova tangibile di tale propensione qualetestimonianzacifornisconolesilvaedalpuntodivistastorico-culturale le silvae negli argomenti trattati e nell occasione dalla quale la composizione prende spunto rispecchiano complessivamente gli ambienti e il modus vivendi dell alta società di età flavia per questa ragione al di là del loro valore artistico costituiscono un interessante documento storico-culturale la poesia composta da stazio infatti è una poesia d occasione strettamente legata agli eventi di vita mondana dell epoca si possono leggere epitalami scritti in occasione dei matrimoni carmi genetliaci composti per celebrare le nascite epicedi per commemorare un defunto propemptici per accompagnare i viaggi carmi encomiastici e celebrativi 62
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c apitolo marzialeca40-ca104d.c marziale e il genere dell epigramma contenuti e occasioni 11 aqualifontifacciamoriferimentoperricostruireleesperienzebiografichedi marziale per ricostruire la vita di marco valerio marziale ci affidiamo alla sua stessa opera i suoi epigrammi infatti sono ricchissimi di spunti autobiografici sappiamo che egli nacque a bilbilis città situata nella spagna tarragonese intorno al 40 d.c nel 64 d.c si trasferì a roma dove coltivò i suoi interessi poetici e non appartenendo ad un elevato ceto sociale andò sempre alla ricerca di un sostegno economico che gli permettesse di sopravvivere si diede infatti al ruolo di cliens ruolo del quale si lamenta così «abbi finalmente pietà o roma di uno che è stanco di fare complimenti stufo di fare il cliente» x 74 vv 1-2 nel 98 d.c marziale abbandonò definitivamente roma per fare ritorno alla sua terra d origine dove morì tra il 102 e il 104 d.c qualirapportiintercorserotramarzialeeplinioilgiovane sappiamo che tra plinio il giovane e marziale ci fu un rapporto di stretta amicizia plinio aiutò economicamente l amico per il viaggio di ritorno a bilbilis e fu proprio lui ad annunziarne ufficialmente la morte nell epistola iii 21 plinio il giovane fornisce un duplice giudizio su marziale e i suoi epigrammi da un lato infatti egli definisce l amico homo ingeniosus acutus acer e apprezza la sua opera poiché in essa «si riunivano molto sale molto pepe ma non minore schiettezza» nec candoris minus da un altro lato però esita a riconoscere alla produzione epigrammatica di marziale il pregio dell immortalità «non saranno eterni i versi che scrisse non saranno forse eterni ma egli li scrisse come se fossero tali» qualioperedimarzialecisonogiunte marziale scrisse complessivamente 1561 epigrammi divisi in varie raccolte secondo il presunto ordine cronologico di composizione la prima opera il liber de spectaculis o liber spectaculorum risale all 80 d.c vanno poi ricordate le due raccolte epigrammatiche di xenia e apophoreta composte tra l 84 e l 85 d.c mentre per ultimo si colloca l epigrammaton liber o epigrammata l opera più densa e più matura di marziale composta all incirca a partire dall 86 d.c inqualeoccasionevennecompostoilliberdespectaculis?cosasonoglixeniae gliapophoreta il liber de spectaculis dedicato all imperatore tito comprende 33 carmi in distici elegiaci composti in occasione dell inaugurazione dell anfiteatro flavio 80 d.c denominato successivamente colosseo avvenuta durante il principato di tito le raccolte di xenia «doni per gli ospiti» e di apophoreta «doni da portare via» comprendono invece epigrammi di accompagnamento ai doni in particolare gli xenia erano composizioni di accompagnamento ai doni che i romani erano soliti scambiarsi in occasione delle feste in onore di saturno ossia i saturnalia gli apophoreta invece erano abbinati a quei doni che alla fine di un banchetto venivano estratti in un sorteggio e portati via dai commensali 63
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l etàdeiflavi qualèilcontenutodell epigrammatonliber l epigrammaton liber è diviso in 12 libri ai quali la tradizione manoscritta fa precedere il liber de spectaculis e fa seguire le raccolte di xenia e apophoreta che tuttavia vennero composte anteriormente tra le pagine di marziale spiccano le descrizioni caricaturali e grottesche il medico che uccide il malato il truffatore il depravato che mostra però un apparenza di integerrimo rigore morale ma la comicità che caratterizza in modo singolare questo genere di descrizioni scaturisce non soltanto dai soggetti che marziale prende in considerazione anche a livello formale infatti il poeta adotta una tecnica che favorisce l emergere dei tratti comici in modo incisivo e pregnante si tratta dell effetto di sopresa o aprosdóketon derivato dal fatto di creare una spaccatura tra la prima e la seconda parte del componimento e concentrare gli aspetti più divertenti e spiritosi della descrizione solo nella seconda parte dell epigramma non mancano i componimenti in cui viene additata la donna dedita ai vizi e ai tradimenti di altro tono invece sono gli epigrammi funerari come l epitaffio scritto in seguito alla l interno del colosseo in una incisione di giovanni battista piranesi ca 1750 il liber de spectaculis di marziale fu composto proprio in occasione dell inaugurazione dell anfiteatro flavio avvenuta nell 80 d.c ad opera dell imperatore tito la costruzione del colosseo il più grande anfiteatro romano in grado di contenere 50.000 spettatori fu iniziata nel 72 d.c per volontà di vespasiano 64
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