Artinsieme - La rivista che viene come viene - Anno 3 Numero 0 Universo 2 - 3

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1

artinsieme la rivista che che viene come viene anno universo 2 terza parte artinsieme la rivista viene come viene anno 3 numero 0 3 numero 3 la rivista che viene come viene terza parte narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia progetto arte per la vita di artinsieme con water for life rf wate or life o us nl

[close]

p. 2

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte indice premessa capitolo i 1.1 definizione d emergenza 2.criteri guida per gli interventi psicosociali in emergenza 3.i saperi della psicologia dell emergenza 1.4 la significazione la cultura i gruppi capitolo ii 2.1 premessa 2.2 dalla famiglia come oggetto unitario alla famiglia come rete di relazioni 2.3 l identità della famiglia come sistema di relazioni capitolo iii 3.1 premessa 3.2 la famiglia e il cambiamento family stress and coping theory development orientation 3.2.1 la teoria dello stress familiare e i suoi modelli 3.2.2 l approccio della teoria dello sviluppo familiare 3.3 cicli di vita familiare il modello di carter e mcgoldrick il modello di bengston e il modello di bereulin capitolo iv 4.1 l organizzazione 4.1.1 il cisom 4.1.2 l organizzazione nella tendopoli di poggio di roio 4.2 la narrazione della mia esperienza 4.3 riflessioni bibliografia

[close]

p. 3

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia premessa questo mio lavoro nasce dalla meravigliosa esperienza umana e professionale avuta come psicologa volontaria cisom corpo italiano di soccorso dell ordine di malta in abruzzo dopo tre mesi dal terribile terremoto che ha colpito l aquila e la sua provincia il 6 aprile 2009 sono stata spettatrice come la maggior parte di noi di quello che è accaduto attraverso la televisione e i giornali ho vissuto personalmente l esperienza del terremoto ho visto la devastazione che ha provocato ho condiviso la vita quotidiana delle persone nelle tendopoli ascoltato le loro storie e la loro disperazione abbiamo sorriso e cantato insieme ho conosciuto colleghe di formazione ed età diverse con le quali si è creata subito una meravigliosa sinergia e insieme abbiamo lavorato in equipe con diversi volontari che come noi sono arrivati in questa terra martoriata nei nove giorni trascorsi in tendopoli insieme alle altre colleghe abbiamo lavorato con bambine adolescenti adulti e anziani organizzando incontri con adulti con gli anziani sulla memoria storica con gli adolescenti attraverso giochi di ruolo e con le bambine mettendo in scena uno spettacolo sul terremoto grazie ai vigili del fuoco di campobasso di istanza in piazza duomo a l aquila abbiamo avuto la possibilità di riportare le persone della tendopoli in città all interno del centro storico dell aquila che non vedevano da tre mesi attraverso queste pagine racconterò cos è la psicologia dell emergenza di cosa si occupa e di come a livello ministeriale sono organizzate l equipe psicosociali nelle quali operano gli psicologi dell emergenza attraverso la psicologia sociale della famiglia parlerò della famiglia come sistema dell identità della famiglia e dei cambiamenti familiari attraverso l approccio dello sviluppo familiare e i cicli di vita familiari e la teoria del family stress per cercare di rispondere ad alcune domande che mi sono posta dopo la mia esperienza in abruzzo ciò che mi sono chiesta ritornando alla mia vita quotidiana è stato come il terremoto ha modificato le relazioni familiari perché gli adulti non sembravano più un punto di riferimento per giovani e adolescenti mentre al contrario sin son trovati ad esserlo i giovani tutto questo cercherò di farlo raccontando la mia esperienza di psicologa sistemica in una tendopoli riportandovi il lavoro svolto con gli abitanti di poggio di roio e l equipe di colleghe narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila:

[close]

p. 4

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte capitolo i 1.1 definizione d emergenza la legge 225 del 24/2/1992 definisce in italia emergenza art.5 ogni situazione in cui è necessario attivare risorse di soccorso fuori dall ordinario essa chiarisce anche quali soggetti possono decretare uno stato di emergenza e a quali condizioni per poterlo fare viene operata innanzitutto una distinzione tra incidenti semplici incidenti complessi e catastrofi art.2 gli incidenti semplici sono eventi dannosi naturali o connessi con l attività dell uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti per via ordinaria dal punto di vista delle risposte psicologiche le reazioni alla crisi appaiono nettamente sovrapponibili a quelle che si possono registrare in contesti di crisi allargata mentre ciò che manca rispetto agli incidenti complessi e alle catastrofi è l impatto sistemico che porta con sé la numerosità delle persone toccate dal problema la legislazione italiana definisce incidenti complessi quelle situazioni critiche in cui sono coinvolte contemporaneamente molte persone e che possono essere fronteggiate con l intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria in queste situazioni la struttura portante del sistema sociale non è intaccata ma è richiesta una capacità di lavoro nella complessità e una capacità di coordinamento a causa dell estensione e della varietà dei bisogni che si sviluppano contemporaneamente nel caso della catastrofe o disastro anche a fronte di un eventuale numero limitato di vittime sono sconvolte le infrastrutture i sistemi di comunicazione le organizzazioni l intero tessuto sociale un terremoto un alluvione un grave incidente industriale rappresentano uno sconvolgimento complessivo che genera molteplici bisogni evacuazione orientamento soccorso sanitario ricongiungimento messa in sicurezza ripristino delle reti di comunicazione la numerosità delle persone coinvolte i possibili sviluppi a cascata dei problemi emergenti la vastità del territorio interessato obbligano a concepire procedure e strategie di intervento diverso si tratta di situazioni che per loro natura richiedono l intervento di mezzi e poteri straordinari questo vale sia per gli interventi logistici e sanitari che per gli interventi di ordine psicologico educativo e sociale all interno della cultura della protezione civile il termine emergenza evoca dunque una precisa configurazione situazionale caratterizzata in relazione a ciascuna tipologia d incidente da un insieme di bisogni di risposte possibili di norme e di procedure d attivazione dal punto di vista psicologico un contesto d emergenza è una situazione interattiva caratterizzata dalla presenza di una minaccia da una richiesta di attivazione rapida e di rapide decisioni dalla percezione di una sproporzione improvvisa tra bisogno cresciuto per intensità ampiezza numerosità ritmo e potenziale di risposta attivabile dalle risorse immediatamente disponibili da un clima emotivo congruente sbattella 2009 ogni emergenza comporta quindi la presenza di più persone che attivamente e simultaneamente intrecciano le loro percezioni emozioni decisioni e comportamenti in una direzione specifica tramite alcuni segnali e specifiche marche di contesto ad es sirene sangue comportamenti inusuali viene collettivamente creata una cornice contestuale che dà significato a ciò

[close]

p. 5

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila che sta accadendo e quindi di co-orientare il comportamento dei partecipanti alla situazione segni e segnali che propongono di definire la situazione come emergenziale si intrecciano e rinforzano o si contraddicono in breve tempo fino ad attivare copioni impliciti che definiscono chi fa cosa in un dato contesto e modelli operativi che integrano tra loro reazioni emotive processi cognitivi e sequenze di azioni reciproche una prima abilità fondamentale consiste nella capacità di riconoscere e definire i contesti d emergenza di cui si è parte sapendo quali sono gli elementi che costituiscono la specifica cornice contestuale occuparsi d emergenza non significa però solo intervenire nei momenti più caldi del soccorso la legge 225 ricorda come sia possibile ridurre la drammaticità di molti eventi attraverso capillari azioni di previsione e prevenzione di rischi e passati i momenti più critici attraverso un attenta opera di superamento delle condizioni emergenziali la psicologia dell emergenza come ambito di studio e di intervento si occupa delle caratteristiche strutturali e delle dinamiche evolutive dei contesti di emergenza con particolare attenzione ai comportamenti alle comunicazioni e ai processi psichici che si intrecciano nel definire gestire e superare tale contesto 1.2 criteri guida per gli interventi psicosociali in emergenza dopo lunghi dibattiti e sperimentazioni esiste anche oggi in italia un certo consenso sui tempi ed i modi per coinvolgere gli psicologi nei contesti d emergenza tale consenso è dato da una direttiva della presidenza del consiglio dei ministri dipartimento della protezione civile concordata tra stato e regioni sui criteri di massima sugli interventi psicosociali da attuare nelle catastrofi g.u 29/06/2006 n 200 a partire da questa cornice istituzionale è stato possibile realizzare e discutere molte esperienze operative e delineare alcuni modelli per integrare in modo organico gli psicologi dell emergenza all interno delle organizzazioni preposte alla gestione delle situazioni di crisi negli anni che hanno preceduto la direttiva del 2006 c era chi proponeva di fornire strumenti basilari di psicologia a tutti i tipi di soccorritori riservando ad un équipe di psichiatri il ruolo di supervisori tagliavini 2004 chi proponeva squadre di supporto psicologico miste composte da volontari e professionisti specializzati linda 2003 chi organizzava reti per inviare squadre di psicologi che operavano come volontari specializzati ranzato 2003 o come disaster manager cusano 2003 il modello scelto dallo stato italiano prevede invece la costituzione di équipe psicosociali per le emergenze e compito delle regioni e delle province autonome di trento e bolzano disporre affinché in relazione alle caratteristiche geosociali e all entità dei rischi presenti nel proprio territorio si costituiscano équipe per il supporto psicosociale per le emergenze epe

[close]

p. 6

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte gli obiettivi dell èquipe in rapporto alle varie fasi dell intervento e agli specifici bisogni emergenti consentire la realizzazione delle manovre prioritarie per la sopravvivenza fisica dei destinatari dell intervento e provvedere alla tutela della salute psichica attraverso l attivazione di tutte le risorse personali e comunitarie garantire oltre alla raccolta delle domande d aiuto spontanee processi di identificazione attiva dei bisogni mettere in atto iniziative di supporto in modo coordinato con le altre azioni previste ed attivate nella catena dei soccorsi sanitari al fine di evitare sovrapposizioni e potenziali conflitti incentivare i processi di autodeterminazione riconoscendo ad ogni destinatario dell intervento il diritto di operare scelte consapevoli relativamente alla propria salute tutelare la dignità e il rispetto della persona in tutte le azioni di soccorso supportando la decodifica delle differenze e delle specificità culturali dei destinatari e vigilando affinché non insorgano processi di stigmatizzazione in particolare attraverso l etichettamento di comportamenti che potrebbero sembrare anomali se separati dal contesto in cui sono rilevati porre attenzione alla distribuzione delle informazioni utili ad attivare comportamenti auto protettivi e di orientamento adattivo e fornire strumenti per facilitare la comunicazione la comprensione e l utilizzo delle informazioni stesse garantire la raccolta e la conservazione accurata dei dati utili all intervento al fine di permettere una costante azione di monitoraggio degli interventi stessi per quanto riguarda l organizzazione la regione individua generalmente tra il personale dei servizi dipendenti i componenti dell èquipe tale personale può essere integrato con risorse identificate nell ambito di associazioni di volontariato enti locali ordini professionali e dovranno essere formate sui compiti da svolgere in situazioni di catastrofe collettiva l équipe deve inquadrarsi all interno dell organizzazione sanitaria delle maxi-emergenze per avvalersi di supporti logistici e di radiocomunicazioni il suo responsabile opererà nel rispetto delle linee gerarchiche fissate dalle autorità competenti la regione identifica il referente della funzione di supporto psicosociale che coordina la stesura del piano degli interventi dell equipe sulla base della conoscenza degli specifici rischi del territorio delle strutture della rete psicosociale presenti nell area di competenza delle capacità ricettive di tali strutture e del personale che vi opera definisce le attività dell equipe nei riguardi delle vittime della comunità di riferimento e dei soccorritori collaborando con le istituzioni nelle varie fasi di pianificazione e prevedendo la pronta disponibilità dei materiali e dei mezzi necessari per lo svolgimento dei compiti allerta l equipe in emergenza assicura l intervento sul luogo del disastro immediatamente dopo il verificarsi di un evento catastrofico dirigendo gli interventi dell equipe sotto il coordinamento del direttore dei soccorsi sanitari dispone il turn-over degli operatori effettua una valutazione dei risultati acquisiti e provvede alle correzioni necessarie a migliorare il piano di interventi per eventuali emergenze successive coordina in stretta collaborazione con i servizi sanitari del territorio le attività di follow-up a lungo termine.

[close]

p. 7

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila i destinatari primari degli interventi di supporto psicologico-psichiatrico in emergenza sono le vittime dirette di eventi dirompenti e improvvisi indipendentemente dalla gravità dei danni materiali subiti ad evidenti i potenziali destinatari sono anche i testimoni diretti di fatti gravemente lesivi che hanno minacciato o compromesso la sopravvivenza di un essere umano i familiari delle vittime i soccorritori volontari e professionisti che a qualsiasi titolo abbiano prestato il proprio aiuto alle vittime e ai sopravvissuti anche interi gruppi come famiglie squadre di soccorso team operativi e altri gruppi possono essere destinatari dell intervento per consentire di mantenere o riacquistare relazioni positive costruttive in un contesto caratterizzato da devastazione di ampi territori da elevato numero di vittime e da un coordinamento delle operazioni estremamente difficile l attivazione dell equipe dovrà avvenire contestualmente all inizio delle attività degli altri interventi di emergenza sanitaria in tale situazione il supporto psicologico verrà offerto nella fase immediatamente successiva all evento con l attivazione dei vari centri di coordinamento ccs centro coordinamento soccorsi organo di coordinamento delle attività di protezione civile a livello provinciale coc centro operativo comunale a supporto del sindaco per la direzione e il coordinamento degli interventi di soccorso in emergenza com centro operativo misto che opera sul territorio di più comuni in supporto alle attività dei sindaci dicomac direzione comando e controllo rappresenta l organo di coordinamento nazionale delle strutture di protezione civile nell area colpita viene attivato in seguito alla dichiarazione dello stato d emergenza dove opereranno enti amministrazioni e associazioni di volontariato provenienti da zone esterne all area coinvolta la gestione degli aspetti psicologici-psichiatrici dovrà costituirsi all interno della funzione 2 sanità umana veterinaria e di assistenza sociale metodo augustus galanti,1997 nella fase acuta gli interventi sono rappresentati dall allontanamento della popolazione dalla zona di pericolo dall adozione delle misure sanitarie di primo soccorso dal supporto emotivo immediato e di soddisfacimento dei bisogni essenziali per la sopravvivenza successivamente emergeranno le necessità legate all adattamento della popolazione in un complesso abitativo provvisorio ed alle conseguenze psicologiche sociali e pratiche connesse agli esiti dell evento disastroso nella fase a breve-medio termine l equipe svolge attività rivolte al sostegno della popolazione promuove il ripristino delle reti di supporto sociale preesistenti o la creazione di reti alternative per il rafforzamento delle risorse locali la direttiva non specifica le modalità di organizzazione interna dell equipe lasciando libere le realtà locali di sperimentare varie formule operative 1.3 i saperi della psicologia dell emergenza il fattore umano è una dimensione pervasiva dell emergenza da molti punti di vista sono infatti persone le vittime i soccorritori i responsabili i progettisti gli spettatori di un dramma collettivo.

[close]

p. 8

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte nessun piano d intervento di previsione o di prevenzione delle emergenze può dirsi completo se non include una valutazione dei processi psicologici implicati nello scenario ipotizzato dei bisogni particolari che si creano in queste situazioni interattive e delle possibili risorse specialistiche con cui rispondere a tali bisogni l intervento psicologico in emergenza è quindi una risorsa utile ad organizzare monitorare o riparare tutti gli interventi umani implicati le conoscenze utilizzate nei contesti d emergenza scaturiscono dal convergere di vari settori della psicologia la psicologia generale per la comprensione del funzionamento delle singole funzioni psichiche in condizioni estreme la psicologia clinica per la conoscenza dei processi traumatici e delle diverse strategie per arginare la sofferenza connessa ai traumi la psicologia sociale per le dinamiche dei gruppi delle organizzazioni e delle reti sociali in situazioni critiche la psicologia culturale per il ruolo degli artefatti e dei simboli propri di ciascun gruppo sociale molto importante per interventi di emergenza in contesti internazionali e transculturali la psicologia dello sviluppo per i cambiamenti che caratterizzano l arco di vita castelli e sbattella 2008 discute il concetto di crisi e cambiamento aprendo la possibilità di concepire momenti più difficili dell emergenza come paradossali occasioni di sviluppo psicologico la psicologia della comunicazione per approfondire in particolare il tema della condivisione delle informazioni e quello della co-costruzione delle rappresentazioni la psicologia dell educazione per il ruolo che gli apprendimenti hanno per aumentare la resilienza individuale e collettiva una risorsa importante per arginare i possibili processi di traumatizzazione in tempi di crisi la dimensione sociale culturale rituale e comunitaria delle emergenze sono valorizzate dalle teorie sistemiche-ecologiche lavanco 2003 le teorie cognitivo comportamentali hanno sviluppato il tema del fronteggiamento e valutazione dei pericoli axia 2006 la psicoanalisi ha affrontato il tema del lutto della violenza e dei vissuti emotivi individuali e collettivi garland,2001 mentre i modelli interattivo-costruttivisti si sono rivelati efficaci sui temi della comunicazione e della relazione d aiuto sbattella 1997 per lavorare in emergenza è importante utilizzare in modo integrato e contestualizzato le conoscenze dei diversi settori della psicologia bisogna sapersi destreggiare in setting non convenzionali tendopoli in strada etc e comprendere le logiche con cui operano gli altri protagonisti del soccorso comprendere e valutare cosa sta accadendo per attivare comportamenti adeguati significa in molti casi essere in grado di decifrare i segnali che marcano la situazione i copioni impliciti che regolano le interazioni sociali la normalità o eccezionalità di determinati eventi la necessità di dare senso alla realtà è talmente grande che nei contesti confusi o improvvisamente modificati è facile osservare una disorganizzazione complessiva del comportamento ed un inibizione dei comportamenti che apparivano altamente consolidati sia a livello individuale che collettivo incidenti e catastrofi mettono in crisi gerarchie di valori e ruoli immagini di sé e sicurezze consolidate atteggiamenti relativi al rischio e stili decisionali correlati all auto protezione e al fronteggiamento delle minacce dipendono dai processi di significazione in relazione alla significazione risulta evidente quanto possano essere importanti in emergenza le competenze psicologiche in grado di gestire la condivisione delle informazioni facilitare i processi comunicativi elaborare in modo condiviso il dolore e il lutto.

[close]

p. 9

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila in presenza di eventi drammatici inattesi ed intensi si possono registrare anche temporanee reazioni acute da stress che si sviluppano in successivi lievi ma potenzialmente faticose difficoltà di adattamento la crisi porta la necessità di provvedere velocemente ai nuovi bisogni emergenti ma anche la necessità di riprogettare il futuro verificare la tenuta dei legami sociali valutare le sequenze causali che hanno portato a vivere il dramma non è utile patologgizzare ogni situazione di riorganizzazione psichica e relazionale la necessità di ricalibrare strategie e modalità di adattamento al mondo può essere riconnotata spesso come reale opportunità di sviluppo ma non prima di aver concesso il tempo di attraversare la crisi stessa le famiglie i gruppi le aggregazioni sociali possono entrare in crisi in seguito ad un esposizione intensa o prolungata ad eventi drammatici e minacciosi al cambiare brusco delle condizioni ambientali l intero sistema delle relazioni è messo alla prova e oscilla per un certo tempo nella ricerca di nuovi equilibri omeostatici l attenzione alla dimensione sistemica delle relazioni non è una semplice somma di attenzioni alle singole risposte individuali la dimensione collettiva della sofferenza va considerata come una reazione unitaria osservabile che richiede un trattamento ad un diverso livello di complessità 1.4 la significazione la cultura i gruppi uno dei compiti importanti nella psicologia dell emergenza è quello di comprendere come nascono si modificano crollano o si ricostruiscono le dimensioni di significato che entrano in crisi a causa di catastrofi e disastri in concomitanza a momenti di trasformazione violenta e imprevista si registra spesso il sorgere di disorientamento di domande sul perché degli avvenimenti oppure l espressione di grave sgomento per la scoperta di aspetti che si credevano appartenere ad altri mondi oppure alle dimensioni dell impossibile e dell incredibile incidenti e catastrofi sperimentate direttamente possono giungere a minare a volte gli assunti di base su cui le persone hanno costruito il proprio adattamento nel contesto di vita in cui sono collocate assunti di base possono essere la propria invulnerabilità o la rappresentazione del proprio corpo come adeguatamente resistente a certi urti il senso di continuità temporale che sembra legare passato e presente oppure la percezione fondamentale dei propri luoghi di vita come basi sicure le nuove esperienze dirompenti possono richiedere nuovi processi di esplorazione e conoscenza complesse azioni di cambiamento delle proprie categorie mentali schemi di azione aspettative sul futuro spiegazioni del passato si tratta a volte di ribaltare intere visioni del mondo ripensando al peso che può essere dato alle responsabilità personali alla possibilità di controllo degli eventi e alla dimensione del senso di colpa che può essere suscitato davanti ad eventi che sono stati fronteggiati in modo inefficace il grado di comunicabilità e condivisione delle esperienze è in quest ottica di cruciale importanza se l esperienza è vissuta dal gruppo sociale come esclusivamente individuale il problema sarà quello di essere creduti e compresi tollerati e non stigmatizzati durante il percorso di riorientamento e riorganizzazione difficile è però anche la condizione di una catastrofe condivisa all interno della quale molti soggetti si trovano contemporaneamente a dover ris-

[close]

p. 10

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte trutturare credenze e abitudini assunti di base e visioni del mondo generali in tali contesti l intera comunità o anche solo l intera rete familiare oscilla tra una lettura e l altra degli eventi immersa nello smarrimento ciascuno è alla ricerca di nuove configurazioni attorno a cui strutturare la sua rappresentazione di sé e della realtà ma nessuno riesce ad essere un punto di riferimento e confronto sufficientemente stabile per orientare gli altri sbattella 2009 il tema della costruzione dei significati è stato approfondito da bruner 1990 e dai rappresentanti della psicologia culturale per bruner i processi di significazione umana si spiegano in varie forme da un lato c è la possibilità di articolare delle spiegazioni degli eventi dall altro di proporre strategie di comprensione nel caso delle spiegazioni entra in gioco l intelligenza pragmatica che ordina distingue categorizza alcuni aspetti del reale per poi cercare di connettere in concatenazioni causali o in rapporti di influenza i vari fattori selezionati diverso è lo strumento messo in campo dall intelligenza narrativa essa non è interessata a trovare il perché le cause degli eventi che costituiscono il reale punta a ricostruire il come cioè a cogliere e riprodurre in sequenze temporali orientate una selezione di fatti ed agenti attraverso l imitazione del percorso tessuto dalla narrazione si ha la sensazione di padroneggiare il processo che si desidera conoscere o da cui nel caso delle emergenze si viene travolti l intelligenza narrativa è per bruner lo strumento migliore per attribuire significato agli eventi nonché il più usato dalla psicologia ingenua cioè della gente comune e nella quotidianità essa ha il vantaggio di organizzare i dati di realtà attraverso la mediazione di protagonisti cioè di soggetti agenti dotati di intenzionalità scopi desideri valutazioni e soggettività tali agenti possono essere anche delle entità astratte che vengono personalizzate madre natura il destino crudele la società globalizzata etc e vengono considerate nella narrazione come soggetti dotati di intenzionalità e psicologia umana il modello di comprensione passa da una proiezione sui fatti di uno degli accadimenti con un fine e uno scopo in questo modo viene costruito un senso cioè la direzione verso cui sembrano organizzarsi alcune concatenazioni di eventi strumenti elettivi della costruzione di un senso sono dunque la narrazione e l autobiografia ma anche la messa in scena operazione che permette la ricostruzione modellizzata o la rappresentazione teatrale delle esperienze vissute le ricerche groppo e altri 1999 hanno mostrato che l intelligenza narrativa ha profonde radici in due dimensioni importanti dal punto di vista antropologico l interazione sociale e la disponibilità di linguaggio verbale per quanto riguarda le interazioni sociali è stata notata profonda connessione tra acquisizione degli schemi di interazione sociale e intelligenza narrativa anolli 2002 e attraverso le interazioni significative con le persone che la realtà sia materiale che sociale acquisisce una sua organizzazione e integrazione sensata usando una metafora è come se ogni bambino che viene al mondo fosse un nuovo attore che si colloca all interno di un palcoscenico in cui è in corso uno spettacolo in parte modificabile tutti sanno cosa sta accadendo sul palco e quali sono i ruoli in gioco al bambino è concesso il tempo attraverso prove errori e imitazioni di entrare a far parte del grande spettacolo comprendendo le regole del gioco e ciò che gli altri si aspettano da lui sceglierà quali ruoli in-

[close]

p. 11

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila terpretare definirà il suo ruolo nel mondo ed anche la sua stessa identità sbattella 2009 le interazioni in età infantile contribuiscono in modo decisivo a presentare la realtà come intellegibile a suggerire parametri e strumenti interpretativi a rendere disponibili esempi e letture sensate e già strutturate di eventi complessi gli script strutture interattive che fanno da mediatrici tra interazione sociale e strutturazione cognitiva sono copioni di interazione interpersonale che suggeriscono ruoli e azioni da sviluppare all interno di determinate situazioni il concetto di contesto in questo senso diviene fondamentale per orientare il proprio comportamento il bambino deve innanzitutto acquisire abilità nel riconoscere i contesti cioè le contingenze spazio temporali caratterizzate dalla condivisione di uno scopo la divisione dei ruoli la messa in campo di una serie di aspettative sul corso possibile degli eventi e dei comportamenti di tutti coloro che condividono la stessa situazione una volta identificato il contesto tocca alla persona mettere in campo gli script adeguati previsti dalla cultura d appartenenza per quel contesto specifico e compito specifico degli psicologi dell emergenza anche attivare tempestivamente idonei percorsi finalizzati a costruire buone narrazioni o ristrutturare le narrazioni e i linguaggi con cui vengono inquadrati inefficacemente gli eventi drammatici davanti a problemi di significazione e di senso posti dalle emergenze gli psicologi dovrebbero anche caratterizzarsi per una forte capacità di strutturare contesti facilitare le interazioni sociali costruttive ricollocare le azioni apparentemente incomprensibili all interno degli sfondi di riferimento usare molte tecniche di tipo narrativo per quanto riguarda la facilitazione delle interazioni bisogna precisare che i processi di significazione degli eventi comportano sempre delle dinamiche di negoziazione e co-costruzione non si deve pensare che sia sufficiente dare una spiegazione per realizzare una ristrutturazione degli avvenimenti nessuna tecnica di persuasione può ristrutturare le visioni del mondo e del sé entrate in crisi a seguito di un esperienza di disastro la costruzione dei significati emerge con il giusto tempo attraverso dialoghi dibattiti integrazioni di punti di vista tra più intelligenze in gioco la professionalità degli psicologi dell emergenza si può anche misurare nella capacità di suscitare e facilitare interazioni in grado di far si che il gruppo coinvolto in una catastrofe possa generare in proprio i cambiamenti di concezioni del mondo necessari per riadattarsi all ambiente modificato la relazione stessa con i soccorritori e con gli specialisti di interventi psico-sociali costituisce uno strumento fondamentale per il riorientamento post-catastrofe come dice axia 2006 la macchina dei soccorsi risulta efficace dal punto di vista psicologico se si pone come nicchia adattativa provvisoria cioè come ambiente relazionale in grado di sostituire gli elementi di realtà andati smarriti nell emergenza facendo sentire competenti ed efficaci i soggetti gradualmente la funzione di nicchia di caring deve però essere restituita all ambiente sociale ordinario verificando se l adattamento realizzato nel frattempo è stato correttamente rivolto all ambiente allargato o deformato in modo complementare alle esigenze dei soccorritori in questo caso le relazioni connesse alle azioni d aiuto tendono a creare ruoli permanenti di vittime che si esprimono attraverso la cosiddetta sindrome del terremotato si tratta di un comportamento adattativo che fa della identità di sopravvissuto la nuova riorganizzazione del sé anche da parte dell intera comunità esso è caratterizzato da comportamenti rivendicativi

[close]

p. 12

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte e dipendenti forti proiezioni emotive e regressione delle competenze adattive autonome una delle caratteristiche dell emergenza è dunque quella di scombinare e distruggere i ritmi della vita quotidiana rendendo impossibile le routine che scandivano e davano ordine al tempo personale e sociale nuove procedure devono essere messe in atto anch esse capaci di concorrere alla definizione del contesto come speciale come ancora vitale oppure come ormai senza più motivi per l esistenza per questi motivi anche la psicologia dell emergenza fa della strutturazione delle attività quotidiane un punto centrale dell intervento sul campo creare le condizioni per la sopravvivenza fisica o costruire condizioni minime di confort non significa solo tutelare la salute ma anche collaborare a mantenere attivi processi di significazione ottimista la cultura fornisce strumenti di significazione ai singoli attraverso la mediazione delle interazioni personali il concetto di cultura è complesso e controverso definiamo cultura l insieme di istituzioni norme ruoli riti miti conoscenze procedure linguaggi strumenti e manufatti che caratterizzano un determinato gruppo sociale smorti 2003 le narrazioni condivise e le conoscenze specifiche di ogni cultura offrono parametri di senso all interno dei quali codificare gli eventi attesi in un determinato territorio tali narrazioni sono rappresentate da testi di tipo storico che costituiscono ad esempio nel caso di disastri e delle catastrofi una memoria delle vicende critiche che hanno segnato la storia del territorio e del gruppo sono però narrazioni mitiche che riorganizzano gli eventi reali in termini generali e atemporali offrendosi come fonti di saggezza sovra storiche grandi miti relativi a immense catastrofi sono rintracciabili in tutte le culture intrecciate a riflessioni importanti sul senso generale della vita e il destino complessivo della storia alcuni autori ritengono che le catastrofi naturali reali abbiano avuto ovunque un ruolo fondamentale nell incentivare molte culture a interrogarsi su ciò che è invece controllabile e prevedibile loiacono troiano 2002 altri strumenti attraverso cui la cultura dà forma alle interazioni sociali e alle menti individuali sono i riti quando nelle catastrofi collettive si registra non solo la caduta di senso e di capacità di costruire significati nella singola persona ma in un intera collettività i riti possono dare un decisivo contributo per interpretare i cambiamenti necessari nella crisi tali riti descrivono e sanciscono il passaggio dalla realtà perduta e quella acquisita prescrivono l abbandono ed il congedo da ciò che non c è più e l accettazione di ciò che di nuovo arriva quando una catastrofe distrugge case attrezzature di lavoro suppellettili etc il rischio è che muoia insieme al mondo delle cose anche il mondo delle idee che in esse sono impresse si tratta delle matrici attraverso le quali i singoli ed i gruppi ritrovano silenziosamente e attraverso le azioni la propria familiarità con l ambiente di riferimento originario l attenzione ai luoghi agli oggetti e agli strumenti è dunque un ulteriore punto su cui lavorare in emergenza l accento sulla cultura condivisa conduce ad un altra riflessione relativa all importanza delle aggregazioni sociali in emergenza il gruppo è una risorsa chiave il reale oggetto della psicologia dell emergenza non è la sofferenza individuale ma il contesto e la situazione complessiva le sue caratteristiche la dinamica delle interazioni che al suo interno si realizzano e di quelle che concorrono a costituirlo vanno osservate con uno sguardo allargato capace di includere le relazioni interpersonali e le interazioni di gruppo.

[close]

p. 13

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia capitolo ii 2.1 premessa dopo aver affrontato nel precedente capitolo il tema della psicologia dell emergenza in questo capitolo per rispondere alle domande che mi sono posta nella premessa su come un evento catastrofico come il terremoto può modificare le relazioni familiari parlerò di come partendo dal concetto di famiglia siamo giunti al concetto di famiglia come sistema e reti di relazioni affronteremo il tema del cambiamento della famiglia e di come per rimanere se stessa essa deve cambiare in relazione ai cambiamenti dei suoi componenti e dell ambiente in cui è inserita il concetto di famiglia sarà quindi inteso come un sistema aperto che funziona in relazione al suo contesto socioculturale e si evolve durante il ciclo di vita narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila 2.2 dalla famiglia come oggetto unitario alla famiglia come rete di relazioni nella prima metà del secolo scorso lo studio della famiglia come oggetto unitario di analisi è stato affrontato attraverso le prospettive dell interazionismo simbolico burgess 1926 della teoria della comunicazione bateson e al 1956 della fenomelogia laing 1959 e dell approccio psicodinamico ackerman 1958 gli studi condotti secondo queste prospettive sono accomunati dall elaborazioni di metodologie e modelli in grado di descrivere le connessioni tra comportamenti emozioni e rapporti all interno di una famiglia l attenzione è stata rivolta alle relazioni reciproche che legano i componenti della famiglia piuttosto che alle loro individualità al loro numero e alla loro specie fruggeri 2005 l occasione per costruire una cornice unitaria nella quale comprendere tutti questi studi che consideravano la famiglia come un oggetto unitario di analisi è stata offerta dalle discipline scientifiche emerse intorno alla metà del novecento in campi di sapere anche differenti dalla psicologia come la teoria dei sistemi la cibernetica e la teoria dell informazione attraverso queste discipline sono state introdotte metafore che si sono prestate ad essere utilizzate in modo efficace nello sviluppo di modelli di analisi centrati sugli insiemi sulle relazioni sulle reciprocità sulla circolarità e sull interdipendenza anziché sulle singole parti sui rapporti causali lineari il gruppo è qualcosa di più o per meglio dire qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri ha struttura propria fini peculiari e relazioni particolari con altri gruppi quel che ne costituisce l essenza non è la somiglianza o la dissomiglianza riscontrabile tra i suoi membri bensì la loro interdipendenza esso può definirsi come una totalità dinamica ciò significa che un cambiamento di stato di una sua parte o frazione qualsiasi interessa lo stato di tutte le altre il grado di interdipendenza delle frazioni del gruppo varia da una massa indefinita a un unità compatta dipende tra gli altri fattori dall ampiezza dall organizzazione e dalla coesione di gruppo lewin 1951 p.125

[close]

p. 14

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte la definizione di gruppo da lewin si adatta perfettamente alle caratteristiche della famiglia sia strutturali che di funzionamento questa definizione offre un vero e proprio punto di vista relazionale centrato sull interdipendenza dei membri del gruppo il concetto di sistema designando la totalità ha fornito in particolare un linguaggio per descrivere le famiglie in un ottica olistica considerandola come sistema è possibile guardare alla famiglia come ad una rete di relazioni interdipendenti e non solo come un aggregato di individui quindi le caratteristiche della famiglia come unità dipendono dagli individui che la compongono e da come le diverse individualità si connettono tra di loro e nello stesso tempo in modo circolare che l identità dei singoli si strutturi nell appartenenza al gruppo familiare come unità le modalità con cui una famiglia coniuga la coesione del gruppo e lo sviluppo delle autonomie individuali definiscono l identità della famiglia 2.3 l identita della famiglia come sistema e relazioni quali processi mettono in atto le famiglie per realizzare sane relazioni al loro interno e un inserimento attivo nell ambiente quali modalità consentono lo sviluppo e il cambiamento la sopravvivenza del sistema familiare è dato dall esito del processo morfostatico che ne garantisce la continuità e la stabilità nei confronti delle costanti variazioni dell ambiente circostante e interno e del processo morfogenetico che ne regola le trasformazioni fruggeri 2005 questi processi sono interconnessi in quanto la famiglia per rimanere se stessa deve cambiare in relazione ai cambiamenti dei suoi componenti e dell ambiente in cui è inserita la famiglia può essere intesa quindi come un sistema aperto che funziona in relazione al suo contesto socioculturale e si evolve durante il ciclo di vita walsh 1982 in quanto tale essa possiede alcune caratteristiche distintive la non sommatività la famiglia costituisce un sistema diverso dalla somma delle sue parti individui non può quindi essere descritta semplicemente attraverso l insieme delle caratteristiche dei singoli membri ma scaturisce dall interconnessione dei suoi membri è quindi importante individuare il pattern che connette baetson 1976 gli individui della famiglia la casualità circolare le azioni comunicative dei familiari hanno un influenza non univoca e non unidirezionale ogni azione è anche a sua volta una relazione all insegna di una complessità di influenze reciproche quindi un cambiamento in uno di loro influenza sia gli altri sia il gruppo nel complesso l equifinalità condizioni iniziali identiche possono condurre a stati finali diversi e risultati uguali possono essere dati da condizioni iniziali differenti quindi le condizioni iniziali di un sistema non determinano rigidamente il suo stato finale l organizzazione lo stile familiare e le capacità evolutive esercitano un impatto maggiore di quello delle singole condizioni osservate in momenti particolari la comunicazione ogni comportamento che si verifichi nella famiglia costituisce un atto comunicativo diretto a tutti i membri ogni comunicazione ha due aspetti uno di contenuto che riguarda eventi opinioni o sentimenti e uno di relazione che riguarda il modo in cui l informazione deve essere interpretata dal ricevente e che ne definisce la natura della relazione ruesch bateson 1951

[close]

p. 15

artinsieme la rivista che viene come viene anno 3 numero 0 universo 2 terza parte sistemi relazioni cambiamenti di valentina carluccio psicologia narrazione di un esperienza in una tendopoli dopo il terremoto a l aquila le regole familiari implicite ed esplicite organizzano l interazione familiare garantiscono stabilità e identità al sistema familiare definiscono le aspettative legate ai ruoli e stabiliscono il grado di legittimità dei comportamenti in base al principio della ridondanza una famiglia tende ad interagire in sequenze ripetitive in modo tale che i comportamenti familiari sono governati da una gamma relativamente limitata di regole definite e prevedibili l omeostasi il sistema familiare attua meccanismi stabilizzatori attraverso catene di feedback per evitare cambiamenti percepiti come destabilizzanti morfogenesi la capacità della famiglia di produrre cambiamenti organizzativi stabili e profondi la famiglia deve anche essere flessibile per potersi adattare ai cambiamenti interni ed esterni hoffman 1980 la relazione è ciò che si è sedimentato come norme valori riti e modelli di comportamento che lega anche a livello inconsapevole i membri della famiglia interazione e relazione si implicano vicendevolmente in quanto l interazione riempie la relazione e la relazione fa da asse portante all interazione l aspetto forte della relazionalità familiare sta nei legami tra le generazioni e nei processi che presiedono alla trasmissione intergenerazionale di norme valori modelli di comportamento atti ad affrontare il mondo e a dargli significato sono i sistemi di parentela con le loro linee trans generazionali a costituire i dispositivi generativi in senso culturale e ad essere matrice della vita individuale del soggetto la famiglia non è un gruppo di pari la barriera gerarchica è più legata al ruolo che al genere quando i figli diventano adulti si dice che stabiliscono con i genitori relazioni paritetiche in realtà l aspetto gerarchico dovuto al ruolo caratterizzerà la loro relazione anche se con il tempo assume connotati diversi williamson 1982 individua lo stadio del quarto decennio di vita dei figli adulti come uno stadio importante in quanto secondo l autore è quel momento della vita in cui si azzera la distanza generazionale tra figli e genitori per williamson questo è il momento in cui i figli superano la barriera gerarchica intergenerazionale la lealtà è un concetto che sottolinea il versante etico delle relazioni familiari boszormenyinagi e spark 1973 hanno rivisitato questo concetto notandone l importanza a livello dei gruppi sociali e della famiglia questo concetto collega gli aspetti individuali con quelli del sistema intergenerazionale e spiega le modalità relazionali entro la famiglia estesa i legami sono caratterizzati dalla lealtà verso i membri della famiglia e verso la sua storia multigenerazionale secondo gli autori gli impegni di lealtà sono come fibre invisibili ma solide che tengono unite parti complesse del comportamento relazionale delle famiglie e della società.

[close]

Comments

no comments yet