Theofilos Marzo 2012

 

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Rivista della Scuola Teologica di Base dell'Arcidiocesi di Palermo. Marzo 2012.

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rivista della scuola teologica di base san luca evangelista arcidiocesi di palermo due personaggi in cerca d autore erode e pilato di giuseppe tuzzolino

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numero unico marzo 2012 ad uso interno sommario 2 editoriale per le sue piaghe siamo stati guariti di don salvatore priola area biblica il dramma del figlio di maria lo presti area dogmatica la pasqua di resurrezione di cristiano d accardi area liturgica dal sepolcro vuoto rifiorisce la vita di maria catena area morale la nostra gioia nella bellezza del crocifisso risorto di maria malleo magistero la 46a settimana sociale dei cattolici italiani di giuseppe notarstefano recensioni la sfida educativa di gesù di grazia cascio nelle tue mani di emio cinardo accade ricordo di padre matteo la grua di maria lo presti la scuola in numeri anno 2011-2012 di giampaolo tulumello il 25° anniversario di ordinazione presbiterale di s ecc carmelo cuttitta di silvana morello direttore responsabile michelangelo nasca capo redattore giuseppe tuzzolino redazione salvatore priola maria lo presti giampaolo tulumelo maria catena alessandro di trapani cristiana roma andrea sannasardo hanno collaborato don salvatore priola maria lo presti cristiano d accardi maria catena maria malleo giuseppe notarstefano grazia cascio emio cinardo giampaolo tulumello silvana morello progetto grafico gianluca meschis gianluca@widesnc.com tiratura 2.000 copie distribuzione gratuita contatti theofilos2000@gmail.com www.stb.diocesipa.it 5 6 9 10 15 16 19 20 25 26 29 30 32 33 34 36 37

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arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista «per le sue piaghe siamo stati guariti» editoriale di don salvatore priola il più bello tra i figli dell uomo sulle labbra del quale è diffusa la grazia e che dio ha benedetto per sempre cf sal 44,3 «non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi non splendore per provare in lui diletto egli si è caricato delle nostre sofferenze si è addossato i nostri dolori è stato trafitto per i nostri delitti schiacciato per le nostre iniquità il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui» is 53,2.4-5 la profezia di isaia che presenta il servo sofferente già dall epoca patristica è stata interpretata in chiave cristologica e tutta la tradizione esegetica cristiana vi ha sempre letto una chiara prefigurazione della passione di gesù vorrei porre questo brano del deutero isaia in continuità con quanto scritto nel numero precedente di theofilos mai alcuna bruttura avrebbe potuto inficiare lo splendore di bellezza nel quale è rifulso davanti ai nostri occhi il volto william adolphe bouguereau 1825-1905 dell unigenito figlio di dio flagellazione di cristo cristo gesù solo la sua solidale esistenza umana nell obbedienza alla volontà del padre renze i nostri dolori i nostri delitti le nostre iniquità suo con l umanità di ogni tempo e di ogni luogo po i nostri castighi tutte conseguenze queste generate teva richiedergli di assumere su di sé le nostre soffe da esistenze dispiegate fuori dalla luminosa bellezza 2

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dell essere divino nell ombra del peccato e nelle tenebre della morte le vite vissute lontano dalla luce divina che tutto rischiara e che dà vita ad ogni cosa sono consegnate al grigiore e all oscurità del male generato da progetti malvagi e da scelte insipienti esse non solo danno origine al male che semplicemente non è e che conduce verso l annichilimento tutte le cose che sono nell essere ma sono anche la causa fondamentale di ogni ricominciamento del male in tutte le sue forme e in tutta la sua drammaticità se avessimo tutti la consapevolezza della gravità di ogni singolo peccato comprenderemmo chiaramente che quanto più è grave la colpa tanto più concretamente contribuisce a generare sofferenza dolore e iniquità in questo mondo quanta superficialità e rozzezza di vita cristiana si appalesa in coloro che con tanta indifferenza si dispongono a peccare al di là delle connaturali fragilità personali progettando esistenze personali e comunitarie strutturalmente e stabilmente votate al male il peccato commesso è si personale ma le sue conseguenze non ricadono mai solo su chi lo commette com è noto vi è una solidarietà nel bene tra tutti gli uomini e allo stesso modo una solidarietà nel male se compio azioni buone la bontà di quelle azioni torna a beneficio di tutti così se le mie azioni sono malvagie allora il male compiuto danneggia tutti nessuno nella vita paga solo per le proprie colpe nel bene e nel male le nostre esistenze sono ineluttabilmente relate paga il giusto per il peccatore il peccatore è salvato dalla morte del giusto É il prezzo pagato da gesù l agnello del nostro riscatto «noi tutti eravamo sperduti come un gregge ognuno di noi seguiva la sua strada il signore fece ricadere su di lui l iniquità di noi tutti» is 53,6 il peccato ha il potere di sfigurare l uomo di deformarlo di renderlo irriconoscibile a se stesso oltre che agli altri bisogna avere orrore del peccato l uomo assuefatto al peccato o più semplicemente abituato ad esso perde il senso del peccato anzi non lo riconosce più e gradualmente smarrisce anche il senso della propria vita in questa condizione l uomo abbruttito dal peccato è anche abbrutito nello stile della propria vita e nelle relazioni con gli altri tutto stinge nell opacità del non senso aprendo la via all egocentrismo e all individualismo relativista e consumista dove la comprensione di sé e dell altro passa per scelte umanamente carenti se non del tutto menzognere l immagine di questa orribile trasformazione e dello snaturamento causato dalle nostre colpe è chiaramente richiamata dalle parole di isaia « molti si stupirono di lui tanto era sfigurato per essere d uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell uomo» is 52,14 ecco cosa fa il peccato gesù il più bello tra i figli dell uomo addossandosi il peccato dell umanità intera è divenuto inguardabile perché orribilmente sfigurato dai peccati degli uomini eppure solo volgendo lo sguardo a lui «trafitto per i nostri delitti schiacciato per le nostre iniquità» l uomo sperimenta la possibilità di ritrovare se stesso di ricomprendersi nella verità dalla quale il male operato lo aveva allontanato egli solo può restituirgli lo splendore della sua bellezza primigenia attraverso la grazia di una nuova vita ricreata mediante il lavacro di rigenerazione del suo sangue «per le sue piaghe noi siamo stati guariti» is 53,5 lasciamoci educare dal mistero del sacrificio redentivo del cristo ad una vita nuova una vita cristiana buona e bella gioiosa e pacificata nella grazia di dio nella comunione fraterna nella solidarietà con ogni uomo nel rispetto e nella salvaguardia di tutto il creato 3

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crocifissione sergio michilini

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arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista area biblica davvero quest uomo era figlio di dio marco 15,39 il vivente giuseppe tuzzolino 2012

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il dramma del figlio di maria lo presti nella domenica delle palme o di passione dell anno b viene proclamata la passione di gesù dal vangelo di marco cf mc 14-15 È il culmine del testo di marco i capitoli da 1 a 13 di marco fanno da introduzione un ampia introduzione proprio a marco 14-15 cui segue un epilogo cf mc 16,1-8 che marco 1-13 voglia fare da `premessa lo indica un piccolo segnale il personaggio di andrea il fratello di simon pietro associato a pietro giacomo e giovanni cf mc 1,16-20.29 e mc 13,3 marco costruisce una `cornice data dalla presenza del gruppo dei quattro apostoli che matteo nomina insieme solo all inizio del vangelo cf mt 4,18-22 e mc 1,16-20.29 marco ricompone il gruppo per `chiudere la lunga introduzione data dai primi tredici capitoli prima di passare al dramma che svelerà l identità di gesù quale figlio di dio subito la narrazione assume un ritmo che si fa sempre più incalzante mancavano due giorni alla pasqua cf mc 14,1 il primo giorno degli azzimi cf mc 14,12 venuta la sera cf mc 14,17 al mattino cf mc 15,1 e poi le ore terza sesta e nona scandiscono gli eventi ultimi cf mc 15,25.33.34 è una corsa verso gli eventi rivelatori e di compimento in tutto il racconto emergono personaggi e gruppi flagellazione di cristo dirk van baburen 6

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crocifissione sebastiano caracozzo sommi sacerdoti e scribi a cui poi vengono associati gli anziani cercano di prenderlo con inganno si parte da un inganno per sottolineare poi nel corso del processo che si cercavano false testimonianze e per questo non se ne trovavano di concordi cf mc 14,56 fin da marco 3,6 è espresso l intento di metterlo a morte lì attribuito a farisei ed erodiani l evento della passione viene comunque inaugurato da gesù che interpreta come gesto profetico l unzione a betania da marco e matteo collocata in casa di simone detto `il lebbroso probabilmente perché lo era stato gesù parla di un gesto fatto in vista della sepoltura e così dà l avvio a ciò che sta per verificarsi ed ecco che giuda si reca dai sommi sacerdoti per `consegnare loro gesù giuda sarà indicato implicitamente alla fine della cena cf mc 14,20 ma senza quei segni che in giovanni rendono più manifesto il traditore cf gv 13,21-30 intanto `risuonano le parole del salmo 41 che fanno leggere gli eventi come la passione del giusto perseguitato cf sal 41,3.8.10 la cena ­ che si svolge a gerusalemme nel quartiere degli esseni come si coglie dagli indizi forniti da marco e luca cf mc 14,13-15 e lc 22,10-12 ­ è collocata nel contesto pasquale cf mc 14,12 le parole pronunciate nel corso della cena sono anche annunzio della sua morte «non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di dio» mc 14,25 il testo di marco mantiene un tenore arcaico parlando di benedizione anziché di rendimento di grazie alla conclusione della cena «cantato l inno uscirono» mc 14,26 cioè al canto dei salmi dell hallel si tratta dei salmi 115-118 cantati alla fine della cena pasquale in pratica gesù si avvia al getsèmani cantando «amo il signore perché ascolta il grido della mia preghiera sal 116,1 ogni uomo è inganno sal 116,11 preziosa agli occhi del signore è la morte dei suoi fedeli sal 116,15 ti rendo grazie perché mi hai esaudito perché sei stato la mia salvezza la pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d angolo ecco l opera del signore una meraviglia ai nostri occhi sal 118,21-23 celebrate il signore perché è buono eterna è la sua misericordia sal 118,29» marco sottolinea lo stato d animo di gesù senza attenuare la situazione drammatica «cominciò a sentire paura e angoscia» mc 14,33 e riporta una sua prima richiesta che «se fosse possibile passasse via da lui quell ora» mc 14,35 accanto a gesù vi sono i tre che gli sono più vicini e davanti ai quali nell amicizia non ha un riserbo tale da celare ciò che sta provando si tratta di pietro giacomo e giovanni che sono presenti nei momenti in cui si manifesta la sua identità come quando richiama in vita la figlia di giairo cf mc 5,37 poi alla trasfigurazione cf mc 9,2 e ora nel tempo della paura e del dolore mentre si prepara alla morte il momento è fortemente drammatico e marco vuole fare `ascoltare la preghiera di gesù unica e irripetibile e per questo la riporta in aramaico la lingua in uso al tempo «abbà» È come se volesse far percepire con che tono con quale affetto dolore fiducia si rivolga al padre per lo stesso motivo marco quando presenta gesù in croce che grida al padre riferisce il grido-preghiera in aramaico cf mc 15,34 nel contesto dell arresto rientra in scena giuda con una folla è anche presentato un giovinetto che al contrario di quanto gesù aveva raccomandato per chi voleva seguirlo cf mc 8,34-38 mostrerà come nel giorno terribile `in quel giorno anche il più forte scappa via nudo cf am 2,15 lascia tutto per scappare 7

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nel vivace racconto di marco il doppio processo che segue si svolge in breve tempo ciò è attendibile considerando quanto fosse urgente liberarsi dello scomodo prigioniero gesù pilato non viene sottratto dal racconto marciano alla sua responsabilità abbandona gesù e lo `consegna perché sia crocifisso tanti personaggi entrano in scena e poi scompaiono senza che marco si preoccupi di seguirne i passi o l esito dei loro gesti così è per giuda pilato intuiamo un esito della vicenda di simone di cirene i suoi figli alessandro e rufo sono conosciuti dalla comunità cristiana e questo può indicare che il percorso di simone con la croce di gesù lo abbia condotto ad accostarsi a lui ed oltre a simone anche la sua famiglia si sia resa vicina per pietro si guarda al passaggio dal rinnegamento al pianto ma al centro dell interesse è gesù ed ecco che i tempi si stringono tre ore di insulti da parte dei passanti dei sommi sacerdoti e degli scribi e da coloro che sono crocifissi con lui tre ore di tenebra e quindi il grido di gesù il racconto di marco tra quelli della passione nella sua essenzialità è il più drammatico nel corso del vangelo si sono rincorse le domande su di lui chi è come può fare ciò cf mc 1,27 2,12 4,41 ognuno si va formando delle idee su gesù cf mc 6,14-16 8,27-30 infine gesù si svela figlio da `come muore fin dal titolo marco ha preannunziato che vuole presentare gesù cristo figlio di dio cf mc 1,1 che sia il figlio l unico l amato lo aveva affermato il padre al battesimo cf mc 1,11 e alla trasfigurazione cf mc 9,7 in quegli episodi così come nel racconto della morte di gesù ricorrono degli elementi un fenomeno nei cieli che rimanda alla presenza di dio e la voce che lo dichiara figlio di dio come fenomeno nei cieli al battesimo si squarciano i cieli ­ e alla morte di gesù si squarcia il velo del tempio ­ alla trasfigurazione una nube li avvolge alla morte di gesù vi sono tre ore di tenebra ma mentre nei primi due casi la voce del padre dichiara che gesù è il figlio amato l unico figlio alla morte di gesù quel silenzio dal cielo pesa la presenza silenziosa del padre fa gridare il figlio il grido-preghiera di gesù rimanda alla presenza del padre a cui si rivolge una presenza silenziosa percepibile in quelle pesanti tenebre cf sal 22,4 e ­ pur sperimentando un dolore che produce come uno `spezzarsi del cuore ­ esprime la certezza che il signore non nasconde il suo volto ed ascolta il grido del povero nell afflizione cf sal 22,3.25 questo modo incomprensibile alla mente umana di relazionarsi da parte di gesù al padre viene colto dal centurione che vede `come muore e di8 chiara «davvero quest uomo era figlio di dio» mc 15,39 il siracide dice che «un uomo si conosce veramente alla fine» sir 11,28 gesù ha preparato i suoi al fatto che il figlio dell uomo deve soffrire ed è venuto per dare la vita per i molti per tutti cf mc 8,31 10,45 ora il centurione si fa voce dei pagani dei molti di tutti a cui è aperto l accesso a dio il velo è stato squarciato cf mc 15,38 le donne discepole di gesù fin dalla galilea sono testimoni di tutto testimoni anomali per il tempo ancora le donne al mattino si pongono una domanda pensando alla pietra molto grande che chiude il sepolcro con ciò marco vuole sottolineare l eccezionalità di ciò che è avvenuto il masso è stato tolto ciascuno è chiamato a dare una sua valutazione davanti o meglio `dentro la tomba vuota primo segno di quel vangelo che «in tutto il mondo sarà annunciato» mc 14,9 vangelo incomprensibile agli uomini ma sapienza e potenza di dio cf 1 cor 1,25 resurrezione di gesù grunewald matthias

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arcidiocesi di palermo scuola teologica di base s luca evangelista area dogmatica se cristo non è risorto vuota allora è la nostra predicazione vuota anche la nostra fede 1 corinzi 15,14

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la pasqua di resurrezione di cristiano d accardi particolare ascensione di cristo garofalo la pasqua di risurrezione di gesù è il termine ultimo il fine e il culmine della sua via crucis e insieme è l inizio della nostra via salutis il suo mistero pasquale di morte e risurrezione è insieme evento fondamentale culminante e insieme evento fondante della nostra fede È evento fondamentale e culminante dell intera vicenda terrena di cristo ne segna lo scopo il fine ultimo della sua missione «per questo sono venuto al mondo per dare la vita in riscatto per molti» ma in quanto evento fondamentale non può essere distaccato dalla intera sua vita e dalla sua predicazione se isoliamo il messaggio pasquale da questo suo contesto la risurrezione di cristo finisce per perdere i suoi connotati riducendosi a un fenomeno aperto a interpretazioni miracolistiche o mitologiche in rapporto alla sua morte inoltre la sua risurrezione rappresenta non solo il suo superamento la sua vittoria su essa ma ancor più l epilogo discontinuo della sua passione l assimilazione della nostra vita anticipandoci il nostro destino «se siamo risorti con cristo con lui risorgeremo» la pasqua di gesù è nel senso più rigoroso il suo farsi evento che si fa grazie all azione dello spirito santo esperienza di fede degli apostoli questa esperienza pasquale degli apostoli fa da culla ai testi del nuovo testamento che sono espressione perfetta e guidata dallo spirito santo di quell esperienza sconvolgente che vivono il mattino di pasqua quando recandosi al sepolcro lo trovano vuoto tutto il nuovo testamento è infatti testimonianza dell evento della resurrezione di gesù senza questo probabilmente non sarebbe mai stato scritto tutto il messaggio neo-testamentario poi è racchiuso nella formula kerygmatica più arcaica «cristo è risorto!» come testimoniamo numerosi testi biblici come rm 6,9 7,4 8,34 2 cor 5,15 1 ts 1,10 at 3,15 4,10 13,37 in questa formulazione troviamo il nucleo essenziale dell avvenimento e dell annuncio pasquale tale annuncio non può essere manomesso in nessun modo né essere piegato a interpretazioni di parte in quanto è nucleo essenziale della nostra testimonianza di fede la quale sarebbe addirittura effimera vuota e vana senza la resurrezione di cristo e la nostra fede 10

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è fondata e radicata nella buona notizia trasmessa a noi «che cristo morì per noi e per i nostri peccati che fu sepolto e che è risuscitato il terzo giorno secondo le scritture» 1 cor 15,3-4 dunque il vangelo è essenzialmente proclamazione della passione morte e resurrezione di cristo è testimonianza storica non un reportage ma una buona notizia che proclama come la morte e risurrezione di cristo hanno un profondo significato nella storia intessuta da dio con l umanità «cristo è morto per i nostri peccati» sottolinea come il suo mistero pasquale ha un profondo valore salvifico ed è risorto secondo le scritture così da essere culmine dell intera economia di salvezza questa esperienza degli apostoli di cui il vangelo è espressione perfetta è l evento che ha provocato la loro fede poi trasmessa «in tutta la giudea la samaria e fino agli estremi confini della terra» at 1,6 la nostra fede è cosi fede apostolica e fede pasquale e la stessa pasqua di cristo non può essere pienamente compresa se non a partire dalla fede e solo all interno di essa la resurrezione di gesù infatti non è stata solo l oggetto della fede contemporaneamente essa è stata provocazione che ha suscitato la fede stessa questa relazione inscindibile ci dice che ogni riflessione teologica sull evento di pasqua non può partire se non all interno della fede stessa in altri termini la risurrezione di gesù trova piena vitalità solo alla luce della fede che essa stessa genera la credibilità della fede provocata e alimentata dall esperienza pasquale ruota intorno a quattro elementi in primo luogo la pasqua di gesù non è un semplice avvenimento della sua vita o uno dei tanti miracoli e segni da lui compiuti ma un avvenimento unico e irripetibile che segna l inizio di un nuovo modo di cristo stesso di dimorare tra gli uomini di questo ne sono ben consapevoli gli autori sacri che insistono nel descrivere il dimorare di cristo tra i suoi apostoli secondo dinamiche diverse «apparve loro sotto altro aspetto» mc 16,12 la risurrezione non è stato un ritorno di gesù nel suo corpo alla vita terrena ma un fatto essenzialmente diverso ad una vita incorruttibile questa trascendenza spiega le difficoltà che si incontrano nello spiegare tale evento nel linguaggio umano altro elemento importante per la fede nella risurrezione sono le apparizioni di gesù risorto che fanno da veicolo per la nostra fede queste portano gli apostoli a uscire dal loro cenacolo per divenire annunciatori della sua pasqua e a verificare e comprendere il senso del sepolcro vuoto l uso dell espressione «apparve» in greco ofthè possiede un significato passivo fu visto come a voler sottolineare il tenore e le caratteristiche di tali apparizioni la prova di questo fatto è costituito fondamentalmente dalla testimonianza di tali persone che testimoniando di aver visto di aver toccato di aver mangiato con in una parola di aver incontrato nel suo stesso corpo quello stesso gesù che avevano visto morire esse stesse furono uccise a causa della loro testimonianza sarebbe irragionevole pensare che tutti questi incontri siano il prodotto della loro fantasia allucinazioni essi furono tutt altro che celeri nell ammettere il fatto della risurrezione i vangeli non ci presentano una comu 11

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nità di uomini e donne presi da esaltazioni mistiche sono uomini smarriti spaventati ed incerti ai quali le prime testimonianze delle donne parvero come un vaneggiamento cf lc 24,11 non solo ma essi di fronte alle prime apparizioni sono tutt altro che immediatamente presi da entusiasmo continuano a dubitare cf lc 24,38 credono che sia un fantasma cf lc 24,39 ancora durante l ultima apparizione alcuni dubitavano mt 28,17 pertanto l ipotesi secondo la quale la risurrezione di gesù non sarebbe un fatto realmente accaduto ma il prodotto della fantasia di alcuni uomini e donne non ha alcun noli me tangere fondamento nelle fonti correggio È pertanto fondamentale per la nostra fede e per la nostra testimonianza cristiana proclamare la risurrezione di gesù di nazareth come evento reale storico attestato da molti e autorevoli testimoni la risurrezione di gesù fonda la nostra salda speranza e illumina l intero nostro pellegrinaggio terreno compreso l enigma umano del dolore e della morte la fede in cristo crocifisso e risorto è il cuore dell intero messaggio evangelico il nucleo centrale del nostro credo 12

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crocifisso paolo spada olio su tela 14

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