Francesco TOTINO

 

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FRANCESCO TOTINO opere 1929-1988 a cura di Angelo Casciello

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francesco totino opere 1929 1988 scafati real polverificio borbonico centro per la cultura e le arti 22.03.2013 22.03.2014

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a cura di angelo casciello edizioni d arte scafati

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città di scafati croce al valor militare e medaglia d oro alla resistenza soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di salerno e avellino real polverificio borbonico scafati centro per la cultura e le arti 22 marzo 2013 22 marzo 2014 comitato scientifico per la valorizzazione del real polverificio borbonico maddalena di somma antonio fogliame angelo pesce giovanni villani giuseppe zampino enti promotori comune di scafati istituzione scafati solidale galleria comunale d arte contemporanea soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di salerno e avellino mostra a cura di angelo casciello testi di massimo bignardi angelo casciello azzurra di paolo liberato sicignano domenico severino grafica eqa scafati aleliographic coordinamento organizzativo maddalena di somma fotografie catello avagnale studio casciello domenico severino francesco totino allestimento la fabbrica delle arti scafati salerno ufficio stampa ersilia cutino il curatore della mostra ringrazia rosa catalano mariangela alfano catello avagnale lorenzo gargano liberato sicignano domenico severino luigi vollaro un particolare ringraziamento a massimo bignardi si ringrazia inoltre tutto il personale del real polverificio borbonico per la fattiva collaborazione

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sommario 7 presentazione di pasquale aliberti camillo testa francesco totino nei ricordi di angelo casciello dialogo con liberato sicignano testimone di una stagione di cambiamenti massimo bignardi francesco totino la memoria che torna domenico severino biografia azzurra di paolo 5 17 20 78

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siamo particolarmente lieti di ospitare nel real polverificio borbonico la mostra dedicata al compianto architetto francesco totino si tratta di un iniziativa importante perché riporta alla memoria le opere di un artista scafatese ignoto ai più e soprattutto ai giovani di oggi ma ancora vivo nella memoria di quanti di età più matura l hanno conosciuto di persona totino come apprendiamo dal racconto-testimonianza di angelo casciello che ha curato il recupero e la custodia di alcune opere rimaste per lunghi anni in stato di abbandòno dopo la scomparsa dell autore appare in tutta evidenza una figura particolare di uomo e di artista originale e controcorrente dai molteplici interessi scopriamo così che le intuizioni in campo artistico diventavano parallelamente insegnamenti di vita per gli amici i conoscenti e in generale la gente da lui considerata umanità nel senso più nobile del termine a cui frequentemente indirizzava i propri stimoli sollecitazioni anche provocazioni brusche e vivaci per un riscatto sociale e morale della collettività da lui considerato un fine imprescindibile francesco totino appartiene indubbiamente ad un epoca passata nelle idee e negli stili di vita ciònonostante la sua esperienza è interessante e significativa per tutti noi perché ci spinge a reflettere sul senso vero dell arte e della sua funzione nella vita come nella società pasquale aliberti sindaco di scafati `È con grande orgoglio che ospitiamo la mostra del prof totino al real polverificio borbonico era doveroso un omaggio ad un artista scafatese che oltre ad essere motivo di vanto per tutta la cittadinanza è stato per chi lo ha conosciuto un ottimo educatore scolastico un percorso espositivo lungo un sessantennio attraverso circa ottanta opere tra disegni dipinti sculture e progetti architettonici il real polverificio borbonico ancora sede di un evento culturale prestigioso scelta in linea con la volontà dell amministrazione di portare nelle stanze del complesso monumentale lavori esclusivi illustri che contribuiscano alla valorizzazione e alla conoscenza del sito fuori i confini del nostro territorio già da tempo abbiamo aperto le porte del sito patrimonio di tutti i cittadini luogo di storia e tradizioni si riconferma la vocazione del polverificio quale centro d arte e cultura luogo di incontri e di confronti tra le diverse anime dell espressività artistica camillo testa presidente istituzione scafati solidale 7

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francesco totino ritratto di angelo casciello 1972 china su carta cm 22 x 32 8

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francesco totino nei ricordi di angelo casciello dialogo con liberato sicignano raccontami degli anni giovanili in cui hai frequentato lo studio di francesco totino sono ricordi che risalgono alla fanciullezza ero un ragazzino di campagna che frequentava la prima media in una delle due scuole del paese arrivavo dalle strade sterrate di campagna a piedi nei pressi della stazione della circumvesuviana dove iniziava il paese e di lì mi portavo a scuola ero molto curioso e spesso di pomeriggio me ne andavo in giro per ritrarre scorci particolari di scafati un giorno feci una strada diversa dal solito quella che portava nel quartiere antico dei vetrai sotto i palazzi c erano delle vetrine e in una di queste vidi un cavalletto con dei quadri ne fui subito attratto perché mi piaceva disegnare fin da bambino così presi l abitudine di passare di lì nelle ore pomeridiane rimanendo per qualche ora con il naso incollato alla vetrina ad ammirare i disegni e le sculture mentre ogni tanto si sentiva anche della musica che proveniva dall interno e osservavo quel signore indaffarato nel suo laboratorio tra quadri e sculture lui vedeva che stavo lì ma non diceva niente finchè un giorno mi chiese ma tu che vuoi e io veramente mi piacciono i lavori che fate e lui ancora e allora che fai vuoi entrare ovviamente accettai subito e da allora presi a frequentare quel luogo per me affascinante e un po misterioso dopo un po di tempo poiché gli avevo detto che mi piaceva disegnare mi chiese di fargli vedere i disegni cosa che feci ben presto portandogli gli album che mi comprava mia madre quelli 9 con la nota copertina con giotto che disegnava le pecore lui ne ebbe una buona impressione e mi incoraggiò dicendomi che quando lo desideravo di pomeriggio potevo andare lì avevo undici anni da quel momento ho frequentato lo studio di totino per diversi anni fu un esperienza straordinaria non avendo a casa altre possibilità di studiare ascoltare musica apprendere cose nuove quella presso lo studio totino è stata dunque una vera e propria scuola di formazione si per me è stato come entrare in una dimensione nuova e diversa dal mondo cui ero abituato col tempo ho capito che aveva un valore grandissimo l architetto era anche un personaggio singolare controcorrente fuori dagli schemi convenzionali per molti aspetti una figura quasi rinascimentale interessata ai molteplici aspetti della vita umana egli stesso si definiva scultore poeta filosofo amante della musica tutto questo in che misura ha influito su di te possiamo dire che il suo studio ha rappresentato per te una sorta di laboratorio alchimistico da cui provenivano stimoli di ogni sorta intellettuali culturali sensoriali e percettivi quel che dici è vero per esempio a casa ascoltavo la musica della nostra tradizione rurale e napoletana lì invece ho sentito beethoven debussy paisiello mozart brahms vivaldi ho ascoltato la musica classica in genere quanto al suo essere un uomo rinascimentale,

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angelo casciello francesco totino nel suo studio 1973 penna su carta cm 29 x 21 ognuno aveva molte affinità e grande amore per quel periodo la dice lunga il fatto che aveva esposto su una parete dello studio uno scritto di michelangelo che per lui era un mito e michelangelo era uno scultore un pittore un architetto un poeta rappresentava interamente l uomo del rinascimento totino come notavi era una persona particolare che poteva sembrare fuori dal mondo ordinario perché aveva questa sensibilità non era interessato alle formalità alle esteriorità ed era anche uomo di una generosità straordinaria di sani princìpi e di fortissime idealità con una grande fiducia nell uomo credeva nel miglioramento della condizione umana nel riscatto da una condizione di subalternità esistenziale e sociale diciamo che tutte queste conoscenze queste passioni confluivano nel grande progetto di una vita migliore per l umanità come artista si sentiva parte attiva 10 di questo processo lavorava per l affermazione della bellezza come canone della classicità era il desiderio di una persona che aveva avuto una vita non facile piena di sacrifici infatti aveva viaggiato in lungo e in largo per l italia essendo nato nel 1905 aveva vissuto nel secolo scorso i due maggiori conflitti mondiali anche il desiderio in quei tempi difficili di acquisire un titolo di studio importante era il segno di una volontà di riscatto quando l ho conosciuto era un uomo maturo ma aveva conservato lo spirito di un fanciullo spinto da un sincero interesse per gli aspetti migliori dell essere umano sul suo carattere hanno sicuramente influito le vicissitudini personali quel peregrinare da nord a sud e viceversa da cosa deriva in verità era molto legato alla madre ne aveva un ricordo tenero e cercò sempre di non

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perdere i contatti con lei così come era legato alla famiglia ai fratelli e sorelle anche se non ne parlava tra le cose di cui mi parlava invece c era la sua esperienza giovanile di falegname attività che svolse fino alla laurea a tal proposito era riuscito a creare in città una specie di rete di tutti gli artigiani i quali frequentavano il suo studio imbianchini restauratori decoratori ceramisti falegnami muratori marmisti aveva una vera venerazione per il lavoro manuale che per lui era una cosa sacra in qualche modo queste persone gli ricordavano gli incontri e le esperienze fatte nel corso della vita e della propria formazione quanto all andirivieni lungo la penisola esso dipendeva forse dal suo carattere di sognatore ed idealista salvo poi essere costretto dalla vita stessa a mettere i piedi per terra e prendersi delle responsabilità anche nei confronti della famiglia che era molto numerosa inizialmente in tredici poi rimasti in nove per alcuni decessi e ancora divisi per ragioni di lavoro alcuni fratelli rimasti a gioiosa ionica il paese d origine altri trasferiti a taranto lui stesso emigrato prima in piemonte poi in lombardia poi ancora a napoli e quindi a firenze una vita di sacrifici movimentata in cui la permanenza fiorentina costituì sicuramente una parentesi felice lì frequentò la facoltà di architettura grazie anche alle esperienze fatte a napoli presso il liceo artistico e alla scuola serale del nudo presso l accademia di belle arti io credo che a firenze in qualche modo abbia trovato la propria dimensione lo dimostra anche il percorso artistico quando tocca con mano i lavori di giotto brunelleschi donatello masaccio e del grande michelangelo del rinascimento della potente pittura italiana essi diventano un punto di riferimento per il resto della vita ciò non significa che fosse disattento a quanto accaduto dopo nella storia dell arte ma c era una precisa presa di posizio11 ne da parte sua che interagiva con le proprie radici con un classicismo che si fondeva al mito della magna grecia e che aleggiava un po ovunque anche nei lavori degli ultimi anni traspare molto forte questa concezione paradossalmente un personaggio come lui oggi come oggi verrebbe visto con tratti patologici allorquando avvicinava i giovani per strada maschi o femmine indistintamente per leggere loro i suoi pensieri poetici e invece lo faceva per stimolarne la riflessione per aprire loro gli occhi sulla bellezza del mondo attraverso la poesia qualcosa di straordinario e fuori dalla norma effettivamente lui scriveva le poesie poi le raccontava nei quartieri tra la gente ai ragazzetti nei cortili un agire profondamente antico quello di leggere le poesie in pubblico tipico della classicità greca dell agorà si quando lui ha scritto la sua famosa poesia sulla pace ci fu una grande manifestazione su questo tema a roma lui arrivò lì con tanti bigliettini su cui c era il testo fotocopiato di quella poesia e lo distribuì in giro ad ogni partecipante era il personale contributo alla manifestazione ciò è bellissimo perché non ha mai avuto il concetto di un arte superba e spocchiosa per lui l arte era una conseguenza naturale della vita non qualcosa di artificiale e sempre cercava il confronto il dialogo spesso chiedeva alle persone cosa pensavano dei suoi lavori e non aveva alcun timore dei giudizi sapeva ascoltare e teneva in considerazione il pensiero altrui pur rimanendo delle proprie idee non a caso negli ultimi anni della sua vita ad ottant anni si iscrisse all università al corso di filosofia si sedeva nei banchi dove c erano i giovani i quali lo chiamavano professore e lui invece spiegava di essere uno studente come loro ovviamente,

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si mettevano a ridere e lui con loro con molta autoironia in qualche modo questa forma mentis è rimasta anche nella mia persona mi racconti l episodio del cavalletto all epoca della tua frequentazione dello studio di totino mi sembra particolarmente significativo era il 1973 o 74 come ti raccontavo prima ero ogni pomeriggio da lui invitava dei ragazzi del quartiere che pagava bene per farli posare nello studio aveva una sala dove queste persone posavano sedute o in piedi in quel periodo ero praticamente uno studente assiduo sempre lì a disegnare dal vero fare domande curiosare mi aveva anche regalato un bellissimo libro di pablo neruda autore che amava molto insieme ad altri in particolare il grande dante alighieri e i moderni come garcia lorca e montale quando a quest ultimo fu assegnato il premio nobel per la poesia nel 1975 totino ne fu felicissimo e non stava nella pelle come se l avessero dato a lui tornando all episodio del cavalletto un pomeriggio mi chiese di andare da mastro aldo un falegname dove spesso mi mandava per prendere attrezzi o materiale per il suo studio giunto dal falegname gli dissi che mi mandava il professore totino lui mi rispose guarda là c è quella cosa che devi portare e mi indicò un cavalletto io replicai ma scusate questo è un cavalletto il professore ne ha già parecchi nello studio e mastro aldo chisto è `o tuoie mi ha detto l architetto che dovevo fare un cavalletto per te totino difatti mi aveva mandato dicendomi ci vediamo domani senza spiegare dove dovevo mettere il materiale ritirato da mastro aldo sapendo perciò che non lo avrei trovato allo studio mi incamminai per via cesare battisti e poi per via passanti fino ad arrivare a casa mia in via aquino portando a spalla il cavalletto che era 12 in legno massiccio fermandomi ogni dieci metri a causa del peso enorme per me era un sogno dato che dipingevo su un tavolo ribaltato forse lui venendo a casa mia lo aveva visto e aveva pensato e possibile che debba lavorare in questo modo e mi aveva voluto fare questo grande dono e ciò che mi fece oltremodo felice è stato il pensiero che per regalarmi un simile cavalletto voleva dire che il mio lavoro valeva pur qualcosa quel cavalletto oggi è al centro del mio studio francesco totino è stato dunque il tuo vero mèntore fin dagli inizi ha intuito le tue disposizioni innate in campo artistico e ha cercato di favorirle sicuramente non volle insegnarmi delle regole formali quanto piuttosto l approccio libero ed autonomo al lavoro artistico quando disegnavo lui diceva che potevo farlo con tutti gli strumenti possibili con la penna con la matita con i pastelli potevo fare le sculture con qualsiasi materiale con la creta con la pietra e così via però dovevo trovare la mia strada non c era una regola nell arte secondo lui semmai vi fosse una regola essa consisteva nel disegnare dal vero e nel fare come gli antichi aveva una collezione di libri sui disegni dei grandi artisti su tutti michelangelo totino distingueva tra il segno di michelangelo e quello di leonardo ovvero tra un segno che separava nettamente corpo e spazio e uno che amalgamava e sfumava l uno nell altro egli diceva che avevo il dono della linea ed era una cosa importante per me secondo lui rientravo più nella scuola michelangiolesca che in quella leonardesca mi regalò anche una monografia su michelangelo su cui ho studiato giorno e notte per molto tempo in verità il suo aiuto è stato straordinario mi regalò di tutto la carta i colori

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e quando venivano delle persone per commissionare piccoli lavori di disegno lui accettava dicendo va bene vi faccio preparare il lavoro dal ragazzo che sta con me io poi mi mettevo a casa facevo questi disegni e li portavo allo studio incerto del risultato e lui invece mi incoraggiava dicendo non ti preoccupare devi solo aggiustare un po qui quando poi veniva il cliente lui pretendeva che pagasse a me e non a lui e io agli inizi rimanevo di stucco perché non immaginavo che quelle cose che facevo per piacere potevano poi portare anche del denaro ed era ovviamente bellissimo perché così potevo comprare i colori i pastelli la carta ed altre cose e poiché avevo il cavalletto anche le tele parliamo della mostra ora con che spirito nasce la mostra nasce da una coincidenza curiosa nei mesi passati mi hanno cercato i familiari dell architetto in particolare don michele catalano antico panettiere insieme a sua moglie erano anni che non li vedevo non avevo idea del perché mi cercassero così quando mi sono recato da loro mi hanno spiegato che la signora rosa catalano moglie dell architetto che vive con la nipote a napoli dovendo cedere il locale che ospitava lo studio mi cercava per sapere se ero interessato al recupero di eventuali materiali ed oggetti lì rimasti in abbandono dopo la sua morte io mi sono sentito onorato che a distanza di più di quarant anni ci si fosse ricordati del legame affettivo che avevo con l architetto così insieme a loro mi sono recato sul posto vi era tutta una confusione di oggetti e materiali sparpagliati ed accatastati molti danneggiati o rotti ovunque polvere per un momento sono tornato indietro con la memoria quando quelle cose le avevo viste da ragazzino mi sono subito senti13 to emotivamente coinvolto ho spiegato che si trattava di salvare il salvabile poi si sarebbero fatte le successive valutazioni sul da farsi così dopo una rapida ricognizione don michele catalano mi ha messo in contatto con la signora rosa catalano e con la nipote signora alba maglietta e in tempi abbastanza rapidi mi hanno dato la possibilità di recuperare quanto sopravvissuto da precedenti visite e asportazioni successivamente visionando il materiale recuperato ho capito che c era la possibilità di organizzare una mostra il che mi sembrava cosa giusta il destino ha voluto poi che una specializzanda del corso di storia dell arte all università roma tre di roma azzurra di paolo avesse richiesto di fare tirocinio presso il real polverificio borbonico così le ho proposto se fosse disponibile a collaborare con me alla catalogazione dei disegni quadri e sculture ritrovati in modo da avere un idea più precisa di cosa avevamo recuperato così siamo riusciti a mettere in piedi una mostra che parte dal 1929 e arriva fino al 1988 anno precedente la scomparsa di totino la mostra propone nelle sei sale di un ala del real polverificio borbonico un insieme di disegni quadri e sculture nella prima sala sono esposti disegni e pitture dall autoritratto di francesco totino realizzato a taranto nel 1929 agli studi di figure realizzati all accademia di belle arti di napoli nel 1939 nel corso della scuola serale del nudo all omaggio a michelangelo buonarroti sempre del 1939 più due studi di architettura del 1940 1941 nella seconda sala l attenzione è concentrata su disegni degli anni 1942 1949 che ritraggono figure e paesaggi della vita quotidiana e studi di architettura risalenti al periodo fiorentino nella terza sala si possono vedere le opere dal 1950 al 1963 che rappresentano vedute di

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