Horror drEaMagazine n.11 Marzo/Aprile 2013

 

Embed or link this publication

Description

La rivista Horror di sognihorror.com - Horror drEaMagazine

Popular Pages


p. 1

sognihorror.com edizioni il foglio presentano numero undici marzo /aprile 2013 horror dreamagazine la rivista online e-magazine di sognihorror.com e le edizioni il foglio 1 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 2

horror dreamagazine direttore responsabile fabio zanello e.i.f direttore editoriale gordiano lupi e.i.f direttore redazionale ­ emanuele mattana s.h coordinatore redazionale ­ luciano luccarelli s.h copertina ­ emanuele mattana progetto grafico e impaginazione ­ luciano luccarelli hanno collaborato ­ marco nuzzo ferruccio gemmellaro gordiano lupi aurora auteri fabio pagano mariangela sansone ufficio stampa far east film 15 diane j pesce il foglio letterario registrato al numero 666 al tribunale di livorno il 1° febbraio 2000 editore associazione culturale il foglio via boccioni 28 57025 piombino li mail ilfoglio@infol.it contatti sito web redazione facebook www.sognihorror.com editorsognihorror@gmail.com lukas dreamagazine 2 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 3

indice pag 4 pag 6 pag 10 pag 14 pag 17 pag 20 pag 22 pag 26 pag 29 pag 31 pag 33 pag 37 pag 38 pag 39 recensione libro luoghi oscuri di marco nuzzo intervista a miriam palombi di marco nuzzo lucio fulci un regista dimenticato ­ parte i° di gordiano lupi recensione film come una crisalide di fabio pagano italico horror ­ gli accoltellatori delle romagne di ferruccio gemmellaro presentazione film a pezzi undead men mike takashi di mariangela sansone recensione libro p.s i love you di aurora auteri far east film festival 15 di ufficio stampa far east film 15 presentazione libri di luccarelli luciano mariangela sansone cinema horror di www.comingsoon.it la mia vita con l horror di gordiano lupi anno zero ­ l alba di una nuova era di emanuele mattana romanzo:le ombre dell eternita ­ il dono di jade 1-9 di diane j pesce 3 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 4

recensione libro luoghi oscuri di miriam palombi esiste una linea di demarcazione netta tra incubo e realtà seppure talvolta la dicotomia divenga unione e la realtà superi di gran lunga l incubo certuni scrittori possiedono la capacità di scriversi addosso delle storie dalle quali è celermente possibile evincere perché e in che modo sia nata tale storia quasi sia un gesto apotropaico scaramantico in grado di trasportare lo scrittore in primis in un mondo abitato dall irrazionale e dalla paura primordiale del monstrum nell accezione antica del termine quella di meraviglia e che sappia condurre per mano tra le sue illogiche disarmonie delineate da una mente aperta e scaltra miriam palombi presenta la sua raccolta di racconti horror luoghi oscuri edita da senso inverso edizioni seconda opera dell autrice dopo il successo del romanzo la croce di bonifacio il vaso di pandora si apre col racconto claustrofobico la venticinquesima ora dove il tempo sembra avere essenziale ed esiziale potere su di un ragazzo imprigionato in una biblioteca dopo l orario di chiusura il tempo diviene tropo metafora della vita mostro nato per rammentare la saggezza medicea di quella giovinezza da vivere con discinta follia non abbandonandosi al sonno tempus fugit e che come ricorda l autrice governa ogni cosa giù nel profondo prosegue suggerendo ancora una storia in chiave claustrofobica stavolta tra le catacombe di parigi con tema solido la paura per l ignoto causato per colpa di una sciocca caccia al tesoro in acque ignote sembrerebbe tornare a rivivere the ring forse pure grazie alla capacità descrittiva della palombi che spesso annega il lettore nelle biosfere dalle cromie marcate e dalla rocaille che riesce a ricreare con la parola il viaggio prosegue ne il treno di notte una sorta di evasione ripresa in un vernissage pirandelliano ma che prende una piega differente irreale e ironicamente horror ironia della sorte vuole pure che un custode notturno ritrovi la propria famiglia in mezzo a delle cose da bimbe o che la cupidigia di un tatuaggio mieta vittime umane stesso sangue sembrerebbe invece e per assonanza una sorta di rose red partorita dallo stesso king una villa che cresce e che vive nutrendosi di chi la abita altri racconti si susseguono prima di arrivare al fantastico gens arcana a mio avviso una sorta di rivisitazione de l isola del dottor moreau vista al contrario dove gli umani diventano bestie la nuova razza eletta 4 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 5

ne l antro della bestia ritroviamo il senso di paura tanto caro al filone lovecraftiano quella paura dell ignoto che divenne tema caldo per le sue follie lovecraft scriveva ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l incapacità della mente umana a mettere in correlazione tutti i suoi contenuti viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell infinito e non era destino che navigassimo lontano le scienze ciascuna tesa nella propria direzione ci hanno finora nuociuto ben poco ma un giorno la connessione di conoscenze disgiunte aprirà visioni talmente terrificanti della realtà e della nostra spaventosa posizione in essa che o diventeremo pazzi per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo medioevo pillole di lovecraft si possono rinvenire anche ne l esperimento che sembrerebbe riprendere from beyond del solitario di providence ove grazie al risonatore strumento atto alla stimolazione della ghiandola pineale due scienziati accedevano a un altra dimensione sebbene non prevalga tra tutte una storia che si contraddistingua per rilevanza la palombi ha il pregio di saper scrivere ponendo giusta enfasi a ogni racconto caratterizzando personaggi nel breve frangente di qualche pagina non è semplice trovare incertezze ogni facciata s incastra e trova una solida collocazione in questo gioco di specchi di caleidoscopi che forse potrebbero lasciare un po di amaro in bocca in più verso la fine a la manière de erri de luca facendo come il lanciatore di coltelli parlando d amore o di horror in questo scenario senza nominarlo costeggiando mancando il bersaglio nell opera pare altresì di avvertire una sorta di relativismo e di incomunicabilità pirandelliana che lasci al lettore la facoltà di intervenire sillogisticamente traendo cioè le proprie conclusioni talune volte palesi tal altre ermetiche un editing ineccepibile nel costrutto sintattico elemento non trascurabile e sicuramente da tener presente quando si pubblica con realtà editoriali poco conosciute resta da capire se tale merito lo si debba elargire alla casa editrice o all autrice medesima le storie sono scorrevoli attirano per la buona capacità di raccontare e per quel saper centrare subito il dunque senza dissiparsi in arabeschi o voli pindarici che farebbero perdere il filo del discorso l elemento gore è limitato a pochi dettagli per cui l opera non è da consigliare a chi sia alla ricerca di componenti truculente l autrice è da tenere assolutamente in considerazione buono l esordio nella narrazione corta a cura di marco nuzzo 5 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 6

a miriam palombi intervista foto miriam palombi dopo il successo del romanzo storico-fantastico la croce di bonifacio miriam palombi si dedica al romanzo corto passando al genere horror come mai questo cambio di direzione esistono differenze sostanziali tra un genere e l altro il romanzo storico per sua natura richiede solide basi di ricerca e documentazione alle quali ancorare l intera vicenda per renderla credibile e l immaginifico spesso ha un ruolo marginale la croce di bonifacio ha tutte le peculiarità comuni a testi appartenenti al filone storico-fantastico quali l alone di mistero e il desiderio di conoscenza ma credo nasconda in sé qualcosa di più intimista tutta l opera è percorsa infatti da un profondo senso di sacralità come lo è la continua battaglia tra bene e male con luoghi oscuri il concetto di male è estremizzato apparendoci in tutte le sue molteplici forme partendo da un unico punto in comune l ambientazione i luoghi della narrazione sono luoghi rassicuranti a volte legati all infanzia che al calar del sole piombano nell oscurità e si trasformano in altro popolandosi di strane creature alcune reali come i serial killer dei nostri tempi altre di pura fantasia uscite da moderni incubi per far presa l horror da sempre mia grande passione si avvale di credenze superstizioni e angosce collettive non si hanno dei confini precisi nei quali muoversi e tutto è lecito e possibile il primo racconto dal titolo la venticinquesima ora è il filo ideale che unisce tra loro i due romanzi vi si affronta il tema dell arcano e dell ignoto e di come il sapere venga precluso all uomo non meritevole 6 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 7

come nasce e si sviluppa la tua passione per la scrittura alla domanda cosa vuoi fare da grande io rispondevo senza incertezza la scrittrice e sinceramente lo faccio ancora fin da piccola ho cominciato a scrivere brevi racconti che definivo horror sulla scia di quelle che erano le mie letture i film preferiti e interessi non proprio adatti alla mia età perché secondo un tuo punto di vista uno scrittore horror avvertirebbe la necessità di mettere su carta le proprie visioni È forse una sorta di gesto scaramantico una specie di eulogia salvifica per tener lontani altri demoni l horror parte da molto lontano le stesse favole della nostra tradizione popolare sono intrise di sadismo e di particolari macabri creature mostruose ed esseri sovrannaturali quali streghe demoni e spiriti inquieti animano l immaginario più antico già nella cultura greca e romana erano narrate storie che avevano come protagoniste creature simili a vampiri l orrore è l unico modo che abbiamo per esorcizzare i nostri incubi eppure l animo umano ne prova un inconfessata ma inesorabile attrazione -guardando il genere horror su più ampia scala quale ritieni sia il suo scopo il cardine di tutto credo sia la paura paura di quello che teniamo celato dentro di noi e paura di quello che può esserci al di fuori dove purtroppo non serve aprire gli occhi per far scomparire gli incubi come si reagisce alla paura la paura si combatte nel mio racconto giù nel profondo il protagonista con ironia uscirà indenne da una spaventosa avventura nei sotterranei di parigi o vi si è succubi come in cose da bimba il protagonista di questo racconto finisce per soccombere a quella che era la sua più atroce paura infantile la paura non e solo sangue è un corto circuito nella testa un evento irrazionale al quale non si riesce a dare una spiegazione leggere di personaggi crudeli inverosimilmente cattivi calati in situazioni irreali dove la logica è completamente stravolta può servire ad esorcizzare le nostre paure quotidiane mai potrà accaderci qualcosa di simile perché leggere questa tua opera cosa c è dentro credo che ambientazioni e situazioni classiche rivisitate e plasmate attorno a racconti veloci dai finali asciutti dove quasi mai è previsto il lieto fine possano accattivare il grande pubblico sempre più attratto dalla morbosità di crimini efferati purtroppo reali 7 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 8

-esiste una storia tra quelle raccontate in luoghi oscuri a cui sei particolarmente legata in acque profonde credo di aver ricreato abbastanza verosimilmente un`atmosfera rarefatta e di sottile inquietudine la stessa solitudine del protagonista è palpabile come la sua angoscia finale nel complesso i quindici racconti segnano un percorso ideale di quella che è stata la genesi e l evoluzione della letteratura horror dagli albori del romanzo gotico ambientato in antiche magioni come in stesso sangue e case infestate come nel racconto dal titolo l esperimento fino all horror angosciante di poe dove è il nostro inconscio a proiettare demoni e paure come ne la stanza d albergo e tredici piccole perle leggendo l antro della bestia ritroviamo invece quel filone definito horror mitologico sviluppato da lovecraft dove il male viene personificato assumendo forme ancestrali -analizzando la tua opera nel suo complesso sembrerebbe che tu attinga da più generi e scrittori passando da lovecraft ad h.g wells da poe a king a volte mi è parso di avvertire una visione relativistica pirandelliana una sorta di rovesciamento dei modelli e di incomunicabilità quasi un lasciare in sospeso il racconto affinché il lettore possa trarre sillogisticamente le proprie conclusioni talvolta palesi altre volte meno cosa vuole ottenere miriam palombi dal lettore potrebbe sembrare presuntuoso ma rispondo che uno dei miei scopi e quello di mettere il lettore dinanzi ad uno specchio che possa mostrare il riflesso dell io interiore rendendo visibile l oscurità che c è in ognuno di noi nei miei libri l uomo comune messo a confronto con situazioni irreali illogiche non può pensare di uscirne con razionalità le regole sono stravolte e solo apparentemente è libero di scegliere quando è il destino a decidere per noi non solo non si può scegliere ma spesso non si può neppure tornare indietro alcuni dei miei finali sono chiari e ineluttabili i protagonisti sono spesso estranei alla vita immersi in una solitudine tale da affrancarsi da se stessi hanno vissuto una vita inconsapevole che li ha portati dritti a guardare in volto il proprio destino altri finali invece sono solo apparentemente aperti ad una personale interpretazione ma l epilogo non può essere che il dramma il suicidio la pazzia in realtà è tutto già scritto -come ti sei trovata con l editore sensoinverso questa nuova avventura è appena iniziata la sensoinverso è una casa editrice giovane e dinamica con una collana horror molto curata quindi credo che abbia tutte le carte in regola per valorizzare i propri autori 8 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 9

-chi è miriam palombi nel quotidiano nasco a milano nel 1972 sono una ceramista appassionata di storia dell arte medievale che da sempre sogna di fare la scrittrice dividendo quindi il proprio tempo tra famiglia mostre eventi culturali e scrittura provenendo dalle arti figurative il mio approccio con la scrittura è stato quasi un evoluzione naturale della mia attività e della passione per la simbologia medievale ho cominciato con lo scrivere di qualcosa che mi era familiare utilizzando un tipo di scrittura che definirei descrittiva le immagini proiettate come fotogrammi trovavano la loro esatta collocazione sulle pagine bianche -come vede miriam palombi la scena editoriale italiana in un più ampio spettro credo fortemente che le case editrici abbiano il fine e oserei dire l obbligo di rafforzare il ruolo occupato dalla letteratura nella nostra società ruolo che credo sia lo stesso da secoli creare storie veicolare emozioni e trasportare il lettore in molteplici plausibili e non universi paralleli facendogli vivere altre vite una sorta di immortalità dell anima attualmente vi è in più un tipo di approccio alla distribuzione che permette al libro di varcare i confini delle librerie e raggiungere un pubblico più vasto in minor tempo internet radio televisione e permettono di mantenere alta la soglia di attenzione convogliando risorse e strategie in un obiettivo comune catturare l attenzione del pubblico -prossimi lavori in cantiere puoi anticiparci qualcosa al momento sto lavorando al mio secondo romanzo di ambientazione storica un thriller che ha come sfondo firenze e l arte rinascimentale in cantiere c é anche una nuova raccolta di racconti seguito ideale della prima dal titolo creature oscure i racconti avranno come ispirazione gli stereotipi del mondo horror spettri vampiri e altre creature delle tenebre citate come in un piccolo dizionario vedremo a presto ringraziamo miriam palombi per la sua disponibilità a cura di marco nuzzo 9 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 10

un regista dimenticato lucio fulci nasce a roma il 7 giugno del 1927 trasteverino di borgata che però proviene da una famiglia povera di antifascisti siciliani il nonno ludovico era un senatore liberale aventiniano la mamma di lucio si sposa con un cugino attore che poi va nella legione straniera e per questo viene diseredata fulci vive in una famiglia composta per lo più da donne dove gli uomini hanno un peso minore fulci è il padre dell horror italiano ma non solo autore di film trucidi e sanguinolenti amati dal pubblico e disprezzati da quasi tutta la critica soltanto gianni canova ha tentato di rivalutarlo quando lui era vicino a morire barba ispida e sguardo torvo da burbero foto lucio fulci 1927 1996 incazzoso è stato un uomo fortunato perché ha sempre fatto le cose che amava e quelle in cui credeva sfortunato invece per i problemi familiari e di salute che lo assillano per tutta la vita passa gli ultimi anni vagando sui set con due stampelle e pure perché ogni suo film viene massacrato dalla critica appena esce frequenta per tre anni il collegio navale a venezia poi si trasferisce con la famiglia a roma e si iscrive al liceo giulio cesare a venezia gioca a calcio nelle giovanili ed è un portiere piuttosto bravo che si fa una piccola fama dopo aver parato un calcio di rigore a valentino mazzola a roma continua a giocare a calcio ma comincia a frequentare pure ambienti intellettuali in classe con lui ci sono il futuro pittore achille pertilli piero d orazio e lucio manisco diventeranno corrispondenti rai dall america mino guerrini futuro regista e giornalista e i fratelli renda fonderanno il partito radicale in un altra sezione dello stesso istituto c è anche pasquale festa campanile fulci nel dopo guerra scrive su la gazzetta delle arti intervista de chirico e si interessa di arte e pittura insieme all amico lorenzo vespignani fulci e i suoi amici intellettuali sono tutti comunisti e insieme fondano la rivista fabbrica fulci diventa amico di elio petri e con lui scrive due sceneggiature mai realizzate isolato 162 e il settimo si riposa viene arrestato dopo l attentato a togliatti per aver manifestato e chiuso una saracinesca davanti all entrata del partito comunista prende tre mesi con la condizionale fulci da giovane è un animo ribelle uno che non vuol mettere la testa a posto tanto che i genitori lo cacciano di casa la sua famiglia molto borghese non può allevare nel suo seno un rivoluzionario lui si mette a vagare per roma povero in canna con un maglione verde fuori e giallo dentro che rigira quando vuole cambiare d abito vive a casa di amici pittori presenta spettacoli di jazz la sua vera passione a parte il cinema e scrive canzoni in questo periodo conosce pure luisa federici una donna bella e ricca che lo fa innamorare ma alla fine i due si lasciano per via della differenza sociale lucio fulci 10 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 11

la separazione da luisa è la spinta decisiva che lo porta a fare cinema e a iscriversi al centro sperimentale di cinematografia fulci in questo periodo collabora al messaggero come critico è vice di alfredo orecchio si occupa di cinema arte e musica si laurea pure in medicina ma non eserciterà mai il bisturi non fa per lui né tanto meno la condotta medica utilizzerà le conoscenze anatomo-patologiche per le più riuscite sequenze dei suoi film gore e splatter l esame di ammissione al centro sperimentale di cinematografia vede una giuria composta da luchino visconti presidente umberto barbaro michelangelo antonioni pietro germi lucio battistrada e antonio pietrangeli viene ammesso con il massimo dei voti da visconti anche se fulci non risparmia critiche a ossessione e dice che ci sono un sacco di inquadrature copiate da renoir fulci dimostra subito un carattere anarchico e ribelle poco incline alla disciplina e a qualsiasi tipo di servile compromesso sarà anche per questo che lo amiamo comincia a lavorare nel cinema per cinquantamila lire al mese come aiuto di aldo vergano ne la terra trema di luchino visconti fa tre documentari con carletto romano una lezione di sistema con fulvio bernardini di argomento calcistico il sogno di icaro sul volo e pittura italiana del dopoguerra con massimo girotti prodotto da lui e altri amici pittori sceneggia un film di mauro bolognini mai realizzato che si doveva intitolare jack il rugginoso bolognini presenta fulci a steno che però non lo prende come aiuto allora lui si riconcilia con il padre e va a lavorare nella sua fabbrica per fortuna steno cambia idea perché l aiuto non va d accordo con totò e lo manda a chiamare fulci fa molti film con steno e totò scrive almeno quindici sceneggiature e si fa una fama con l uomo la bestia e la virtù scritta con vitaliano brancati e tratta da una commedia di pirandello che tra l altro a fulci non piace per niente ne viene fuori un film travagliato dove lavorano totò orson welles e viviane romance sono troppi tre mostri sacri da gestire in una sola volta durante la lavorazione di questo film conosce pure sergio leone che fa l aiuto fulci fa per molto tempo solo l aiuto regista e lo sceneggiatore esordisce in proprio nel 1948 seguendo come assistente la seconda unità sul set de gli ultimi giorni di pompei fulci è autore capace di passare con disinvoltura dalla scrittura di drammoni come schiava del peccato a film comici come totò all inferno dove si intravede la sua propensione per l horror autore geniale in collaborazione con altri di molti copioni interpretati da totò totò e i re di roma totò a colori totò e le donne totò all inferno totò nella luna letto a tre piazze totò peppino e la dolce vita da alberto sordi un giorno in pretura un americano a roma piccola posta e da molti altri fratelli d italia cinema d altri tempi ci troviamo in galleria la ragazza di via veneto femmine tre volte susanna tutta panna fulci continua a fare lo sceneggiatore pure dopo aver cominciato l attività da regista e firma pellicole come nerone 71 il sangue e la sfida i due crociati a doppia faccia suo primo thriller d impianto hitchcockiano diretto dal papà dell horror italiano riccardo freda ettore lo fusto sette cervelli per un colpo perfetto la gabbia e night club l esordio di fulci alla regia è datato 1959 con i film i ladri e i ragazzi del juke-box i ladri è il suo primo film e lo fa per merito di totò che lo richiede espressamente 11 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 12

tra fulci e totò c è sempre stato un rapporto di stima reciproca e di affetto pure se totò era un tipo strano e imprevedibile si faceva leggere i copioni si dava arie da principe e da erede del trono di bisanzio ne i ladri ci sono pure giovanna ralli e fred buscaglione e la storia racconta di un mafioso che nasconde i soldi dentro ai barattoli di marmellata soldi che ovviamente finiscono nelle mani sbagliate in questo periodo fulci molla steno e collabora come redattore alla settimana incom un cinegiornale di moda si sposa pure se non ha una lira e per questo accetta di fare i ladri con totò il primo film che gli capita basato su una sceneggiatura di nanni loy i rapporti con totò si rompono poco tempo dopo quando il principe sospetta che fulci abbia avuto rapporti con franca faldini il suo grande amore fulci allora dirige i ragazzi del juke-box che vede all opera mario carotenuto tony dallara betty curtis adriano celentano e fred buscaglione ed è il più classico dei musicarelli un film dalle notevoli esibizioni canore che racconta il passaggio dal gusto per la canzone melodica alla claudio villa a quello degli urlatori alla celentano un film fatto per poche lire per lavorare e mantenere moglie e due bambine un film che lancia il personaggio di adriano celentano al tempo niente più che un orologiaio stonato di milano urlatori alla sbarra 1960 è un altro musicarello che ricalca il solito discorso e vede all opera joe sentieri mina adriano celentano alberto rabagliati i brutos gorni kramer e perfino un giovanissimo lino banfi fulci accenna pure una satira politica contro la gestione democristiana della televisione di stato da ricordare anche la canzone ventiquattromila baci lanciata proprio da questa pellicola in sanremo la grande sfida 1960 fulci collabora alla regia con piero vivarelli e fa cantare teddy reno adriano celentano i ribelli gino santercole e molti altri questo film è dedicato al decimo festival di sanremo e immortala il tuo bacio è come un rock scritta da fulci e vivarelli di adriano celentano pure se la storia vale poco in questo periodo fulci tenta di iscriversi a lascia e raddoppia la popolare trasmissione televisiva come esperto di proust uno dei suoi grandi amori letterari ma viene rifiutato perché di proust in televisione non si può parlare è omosessuale colpo gobbo all italiana 1962 ha per protagonisti mario carotenuto andrea checchi gino bramieri ombretta colli e c è pure jimmy il fenomeno si tratta di una divertente commedia gialla a tinte noir girata sulla scia del successo dei soliti ignoti fulci sul set ha pessimi rapporti con mario carotenuto che ha un carattere puntiglioso e difficile fulci conosce franco franchi e ciccio ingrassia all avanspettacolo che frequenta con i suoi amici intellettuali e li vede perfetti per costruire una coppia comica all italiana una comicità fatta di gag alla gianni e pinotto e alla buster keaton fulci ha sempre avuto con franco e ciccio un buon rapporto tanto che insieme a franco ha fatto pure la trasmissione televisiva un uomo da ridere il duo comico lo ha inventato lui disponendo pure che ciccio doveva essere il serioso il colto e franco invece il mamo lo sciocco fulci fa una cosa storica per il cinema di intrattenimento italiano e quando franco e ciccio saranno rivalutati come meritano pure la critica colta lo dovrà ammettere 12 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 13

pure se la critica importante disprezza fulci e gente come tullio kezich farebbe meglio a guardare i film prima di stroncarli per partito preso si tratta di una sorta di razzismo intellettuale compensato dal fatto che i giovani e chi ama davvero il cinema apprezza fulci le massaggiatrici 1962 inaugura la collaborazione tra fulci e la coppia comica ma è una farsetta da dimenticare che vede all opera pure ernesto calindri e la bella sylva koscina i due della legione straniera 1962 è il secondo franco e ciccio movie con alighiero noschese aldo giuffrè e rosalba neri il duo comico più amato dai ragazzini degli anni sessanta ­ settanta si arruola nella legione straniera in fuga dalla vendetta di due delinquenti napoletani uno strano tipo 1963 è una commedia ­ musicarello girata tra capri e amalfi con adriano celentano claudia mori erminio macario e nino taranto sempre del 1963 è gli imbroglioni un film a episodi che si sviluppa in un aula di tribunale e che vede protagonisti raimondo vianello aroldo tieri franco e ciccio antonella lualdi walter chiari oreste lionello e margaret lee nel 1964 fulci gira i maniaci un innocua satira dell italia del boom dallo sport alla politica al collezionismo a tutte le manie fonte di stress e di ansia un film di castellano e pipolo che allora andavano per la maggiore interpretato da ottimi attori enrico maria salerno raimondo vianello vittorio caprioli walter chiari barbara steel lisa gastoni franca valeri franco franchi ciccio ingrassia sandra mondaini sempre nel 1964 è la volta di altri due film con franco e ciccio i due evasi di sing ­ sing una farsa che vede franco franchi pugile fifone e sbruffone e 00 ­ 2 agenti segretissimi parodia dei film di james bond il 1965 è ancora all insegna di franco e ciccio con i due pericoli pubblici che fa il verso al dottor stranamore come inguaiammo l esercito commedia degli equivoci in caserma e 00 ­ 2 operazione luna una farsa modesta che gioca sui soliti doppi sensi nel 1966 c è ancora molto franco e ciccio nella vita cinematografica di fulci che gira come svaligiammo la banca d italia e i due parà da notare che in questi film c è sempre una scollacciata per i tempi presenza femminile che allieta la vista dello spettatore si va da gloria paul a margaret lee passando per sylva koscina c è quasi sempre pure lino banfi solo che alle prime armi si faceva chiamare con il vero nome di pasquale zagaria le colt cantarono la morte e fu tempo di massacro 1966 è il primo spaghetti western di fulci interpretato da un redivivo franco nero che combatte contro un sadico nino castelnuovo delinquente armato di frusta e pistole nel suo genere è un film imperdibile uno dei migliori western italiani mai girati violento al punto giusto e con la sorpresa di una colonna sonora che contiene una canzone interpretata da sergio endrigo e composta dallo stesso cantautore con la collaborazione di fulci e bardotti per questo film alberto moravia conia la definizione di film artaudiano che poi fulci farà sua e citerà sempre per definire il suo cinema in ogni caso è vero che il regista usa le intuizioni di artaud e del suo teatro della crudeltà continua nel prossimo numero 13 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013 a cura di gordiano lupi

[close]

p. 14

recensione film come una crisalide il film inizia con la citazione della frase iniziale del film tenebre che a sua volta inizia con la citazione della frase iniziale del libro tenebrae in effetti come una crisalide è stato definito dallo stesso luigi pastore un omaggio al cinema argentiano vediamo dunque le similitudini e poi le differenze in generale l insistenza del dettaglio sull occhio dell assassino le numerose soggettive di quest ultimo l universo infantile il flashback del trauma il parco giochi i peluche le nenie e i brani rock di simonetti la scelta delle armi bianche posizionate sul tavolo il nome di un colore nel titolo quattro mosche di velluto grigio profondo rosso giallo essendo il sottotitolo di come una crisalide symphony in blood red in particolare a proposito di tenebre innanzitutto l abbondante quantità di omicidi sono dodici se si esclude il neonato nel cassonetto che non sappiamo se muore e si comprende la morte del serial killer l omicidio più simile è quello che avviene in un automobile parcheggiata un giovane maschio al volante non si accorge della presenza del suo carnefice che si è nascosto alle sue spalle e lo strangola con un laccio il cadavere della vittima cade in avanti e un filo di bava fuoriesce dalla bocca va inoltre ricordata l uccisione della cubista nella discoteca anche questa sequenza seppur vagamente può essere ricondotta a un omicidio di tenebre per il fatto che avviene in un luogo affollato situazione abbastanza anomala prendiamo ora in considerazione le differenze dalla filmografia argentiana l assassino non indossa i soliti guanti di pelle nera che sono invece bianchi e di plastica sembrano quelli di un chirurgo nel corso del film non vediamo solo le mani dell omicida ma tutto il corpo eccezion fatta per il volto che però non viene mostrato mai chiaramente neanche nel finale 14 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

p. 15

la trama è quella di un horror e non di un thriller poiché l indagine poliziesca è praticamente assente la destrutturazione narrativa è accentuata e rende il clima ancora più onirico chiudiamo la parentesi argentiana e soffermiamoci su altri aspetti la figura del sacerdote svolge un ruolo fortemente negativo anche nei film italiani chi l ha vista morire non si sevizia un paperino da notare il bambolotto di questo personaggio la casa dalle finestre che ridono 7 hyden park ­ la casa maledetta il delitto finale di streghe il moralismo attraversa molte pellicole horror e alcune vittime della crisalide che adotta un linguaggio spesso biblico sono proprio una prostituta e il suo cliente oppure un cacciatore che viene punito dovendo ingoiare l uccellino al quale lui stesso ha sparato il protagonista anziché il detective è il serial killer idea interessante che troviamo in maniac e in henry pioggia di sangue altri omicidi il machete contro il viso la coltellata da sotto il materasso sono paragonabili a quelli di venerdì 13 a loro volta ispirati a reazione a catena di mario bava nella mente dell assassino che forse è il personaggio che fa la fine meno terribile si alternano ferocia e dolcezza questi contempla con sentimento e parole poetiche immagini idilliache fiumi e cascate un laghetto con dei cigni paesaggi naturali sottolineate da brani soft della colonna sonora infine notiamo i titoli di testa e quelli di coda i primi contengono due brevi riflessioni sulla malvagità umana la già menzionata frase di tenebre e una seconda associabile ad alcuni racconti di poe mentre i secondi sono molto suggestivi poiché scorrono sul dettaglio dell occhio accompagnati dalla versione metal della toccata e fuga in re minore di bach a cura di fabio pagano 15 horror dreamagazine marzo ­ aprile 2013

[close]

Comments

no comments yet