IDEA Dicembre 2012

 

Embed or link this publication

Description

Giornale parrocchiale - Parrocchia Immacolata Adelfia

Popular Pages


p. 1

p arrocchia im macolata piazza galtieri 34 70010 adelfia tel e fax 0804594746 http www.adelfiaparrocchiaimmacolata.it e-mail dtonio.lob@virgilio.it nell aldiqua per pensare ad altro egli ritiene di poter edificare la città dell uomo senza dio anche se finirà per costruirla contro l uomo vittorio possenti paradossalmente anche l ateo senza dio ma bramoso vogliamo sperarlo di umanità dovrebbe cercare dio per trovare se stesso e chi potrebbe indicargli questa possibilità di umanità piena se non il cristiano abitato da dio non per convertirlo per forza ma per dimostrargli con la vita che con dio accanto le d anno26-n.78dicembre2012 don tonio natale si fa una fatica sempre maggiore a viverlo nella sua essenzialità nella sua semplicità la nascita di un bimbo per chi crede il cielo che nasce terra la famiglia quella di nazareth sgangherata per le sue vicissitudini come tante delle nostre la gioia cosa c è di più semplice e di più essenziale il guaio è che dalle nostre parti ormai siamo troppo complicati troppo prevenuti troppo umani nasce un bimbo e pensiamo già a quello che farà o non farà da grande due si promettono amore e ci piglia già la paura che quell amore sia a breve scadenza la gioia non è più gioia vera perché ci immaginiamo già nel momento successivo quando la tristezza ce la rapirà con gli artigli e allora ci andiamo cauti meglio non farsi illusioni non è forse vero che per molti il natale questo dio che prende carne è tra le illusioni gli inganni gli abbagli più grandi che l uomo abbia preso meglio scrollarsi di dosso ataviche imposture come questa meglio contare solo su se stessi meglio rimanere soli qualcuno dice che il natale può ancora servire a recuperare tenerezza meraviglia qualcun altro soprattutto nelle scuole fa a gara a eliminare presepi e quant altro in nome della laicità della comunità educante altri ancora ne approfittano per farsi salire trigliceridi e colesterolo di questo dio che entra fin nelle pieghe della nostra storia abbiamoinvece tremendamente bisogno non tanto per qualche rigurgito della fanciullezza ti ricordi del natale di quarant anni fa quando i presepi non si compravano preconfezionati all auchan e le famiglie erano unite e o solo per fare pausa nella nostra vita frenetica e disordinata ma perché senza dio l uomo non è cosa non è semplicemente non è uomo abbiamo forse bisogno che i filosofi ci ricordino che l uomo è troppo impegnato continua a pagina 3 all interno vi racconto il mio concilio 2 gaudete qui concilium memoratis i numeri del concilio nazareth scuola di vita liturgia come fons e iniziazione alla fede 3 4 5 6 la comunione un dono con la c maiuscola 7 cari prof e veramente natale ridi che ti passa 7 8 8

[close]

p. 2

d pagina 2 a 50 anni dall apertura del concilio vaticano ii 11 ottobre 1962 8 dicembre 1965 idea ha chiesto a mons luigi bettazzi uno dei cinque vescovi italiani ancora viventi ad avervi preso parte di raccontarci come visse questa splendida esperienza di chiesa grazie eccellenza annunciatore dei pensieri di dio come sacerdote santificatore del proprio ambiente per la vita di grazia e re o pastore promotore di unione e di pace certo per essere tale ha bisogno di chi gli assicuri l accoglienza della verità gli renda presente l azione di cristo e alimenti e garantisca lo spirito di famiglia la gerarchia ha appunto il compito e la grazia di porsi al servizio in latino è ministerium del popolo di dio la chiesa ed ogni cristiano infine non si pone di fronte al mondo al resto dell umanità in atteggiamento di contrapposizione bensì con la consapevolezza e l impegno di essere lievito perché tutta l umanità si orienti al regno di dio al riconoscimento cioè dell amore di dio e alla dedizione verso gli altri esseri umani in particolare ai più poveri e più disagiati il cristiano è chiamato dalla sua fede ad essere un cittadino migliore esemplare costruttore di legalità di solidarietà di pace proprio come gesù che prima di predicare e poi di sacrificarsi per tutti volle vivere in modo esemplare una vita di famiglia e di lavoro questo messaggio presentato dai documenti principali del concilio vaticano ii ci viene offerto e ripetuto in ogni messa dio viene a parlarci all inizio della celebrazione eucaristica gesù cristo si rende presente nella sua morte e risurrezione ci dà lo spirito santo che alimenta la nostra comunione ecclesiale cioè il volerci bene e l aiutarci nella parrocchia e nella chiesa e ci invia alla fine alla missione in latino missa est di essere cristiani esemplari e portatori di pace nella famiglia nel lavoro nella vita sociale nel mondo il concilio vaticano ii è stato un grande dono di dio alla chiesa e al mondo papa giovanni lo indicò come pentecoste del nostro tempo sta a noi accoglierlo sempre di più e viverlo davvero luigi bettazzi vescovo emerito di ivrea già partecipe al concilio padre conciliare quando il 25 gennaio 1959 giovanni xxiii eletto papa da nemmeno tre mesi lanciò l annuncio di un concilio ecumenico sorprese tutti non solo i cardinali che lo ascoltavano nella basilica romana di s paolo alla chiusura della annuale settimana di preghiera per l unità dei cristiani sorprese e incuriosì perché non si prevedeva cosa ne sarebbe uscito il papa chiese suggerimenti a tutti i vescovi del mondo ed alle università cattoliche e vennero istituite una decina di commissioni tutte presiedute dai cardinali del vaticano per preparare i documenti che l assemblea di tutti i vescovi avrebbe poi votato fui inserito più tardi in una commissione quella sui seminari e l educazione cattolica e mi resi conto che si riassumeva in sintesi il meglio del passato ma quando dall 11 ottobre 1962 i 2500 vescovi del mondo si radunano in assemblea a s pietro in vaticano sollecitati anche da papa giovanni che chiedeva l aggiornamento cioè il presentare la fede di sempre in modo adatto all umanità del giorno d oggi ci si rese conto che pur tenendo conto del passato bisognava guardare al futuro e papa giovanni fece capire che affidava lo svolgersi del concilio pur valutandolo con premura continua all iniziativa dell assemblea il successore paolo vi lo confermò nominando addirittura quattro cardinali come guide dell assemblea i quattro moderatori furono l italiano lercaro il belga sünens il tedesco döpfner e l armeno agagianian responsabile in vaticano dell attività missionaria entrai nella seconda sessione nell autunno del 1963 ed essendo vescovo ausiliare di uno dei moderatori il card lercaro arcivescovo di bologna ebbi modo di avere tanti contatti con vescovi di tutto il mondo ebbi anche l opportunità di elaborare un intervento sulla collegialità cioè sulla collaborazione dei vescovi col papa in base a quanto era stato preparato per il mio arcivescovo il card lercaro che però in quel momento non si sentiva di intervenire fui l ultimo a parlare al termine della mattinata e ricevetti perfino un applauso dell assemblea quando vedo papa benedetto che allora non era vescovo ma il teologo cioè il collaboratore del card frings arcivescovo di colonia che fece anche lui successivamente un intervento sulla collegialità me lo ricorda sempre per di più per la mia vicinanza alla spiritualità di p de foucauld l eremita del deserto stabilii uno saldo contatto con una ventina di vescovi dei quattro continenti tutti aperti a quella spiritualità ed al movimento della chiesa dei poveri dove conobbi e cominciai a frequentare l arcivescovo brasiliano dom helder camara la caratteristica voluta da giovanni xxiii per questo concilio fu di proporlo come pastorale per puntualizzare che una verità definita raggiunge la sua finalità nella misura in cui viene accolta e vissuta e questo appare evidente nelle quattro costituzioni che tra i sedici documenti promulgati sono come in ogni concilio quelli fondamentali pensiamo così alla liturgia in particolare alla messa che si diceva in latino a cui si assisteva magari per pregare dicendo il rosario e pregando dopo davanti al tabernacolo o al santissimo esposto mentre ora si partecipa pensando che gesù cristo è lì presente nella sua preghiera eterna e ci dà il suo spirito perché noi possiamo unirci al suo amore al padre e alla suadedizione all umanità così la bibbia che un tempo si lasciava alla gerarchia che ne ricavava le verità di fede che studiavamo al catechismo ora viene riconosciuta e amata come la parola che dio ha rivolto all umanità e continua a rivolgere a ognuno di noi per farci conoscere quanto ci ama e quanto dobbiamo amarci tra di noi la chiesa poi che siamo tentati di vedere rappresentata dal clero a cui i fedeli devono obbedire viene invece identificata col popolo di dio cosicché ogni cristiano deve sentirsi come continuazione di cristo come profeta

[close]

p. 3

d dalla prima pagina pagina 3 a quanti hanno studiato o studiano la lingua latina idea propone una versione scritta qualche mese fa per i cinquant anni del concilio la migliore traduzione non scopiazzata da internet i ctrl c/ctrl v saranno immediatamente cestinati sarà premiata con una bellissima calza della befana zeppa di leccornie gaudet mater ecclesia his verbis ioannes xxiii summus ecclesiae pontifex xl circiter iam annos die xi mensis octobris anni mcmlxii solemnem ac memorandam incohavit allocutionem nam illa die celeberrimo patrum coetu ex universo terrarum orbe coadunato concilium oecumenicum vaticanum ii initium cepit haec enim verba haberi videntur veluti quaedam ratio qua eventus ille quid pro tota ecclesia quid pro nostrae aetatis hominibus fuerit intellegi potest nam valde gaudendi causae quas ioannes xxiii imo ex corde benignus et benevolens exposuit eaedem utique sunt quae christifidelium animos numquam afficere desinunt ioanne xxiii luculentius docente mater ecclesia illam ob doctrinam qua humana familia bonis moribus adaugetur gaudet gaudet insuper ob largum ingenuum strenuum studium quo excitatur ecclesia una cum cunctis bonae voluntatis viris ac mulieribus ut iustitia et pax hoc in saeculo magis magisque effloreant laetatur vero ecclesia propter conatus ac labores quibus ad omnium christifidelium unitatem redintegrandam contendit magno ecclesia afficitur gaudio propter dulcem firmam ingentem novissimorum bonorum spem quae christianis institutis propagatis in animis accenditur mestae autem afflictionis causae quas ioannes xxiii non sine quodam maerore memoravit omnino non desunt adversis quidem obstantibus rebus et inceptis iisque aliquando adversus ecclesiam saevientibus gaudia tamen superabundant quae enim summi pontificis sententia radicantur in illis muneribus quae deus omni tempore largitur quaeque cum rebus ab hominibus gestis commisceantur detegenda sunt atque invenienda quod igitur christifidelium officium instat premit urget ut sui gaudii testimonia coram universis hominibus exhibeant iuxta benedicti xvi monita quibus persaepe hortatur ipse ut christi asseclae verbis domini fisi copiosas certasque spei rationes ostendant gioie e le speranze sono più vere e le tristezze e le angosce sono più sopportabili in questo natale in questo inverno che è un po metafora del freddo e del gelo che fasciano anche il nostro cuore proviamo con semplicità a porci davanti a dio che nel bambino di betlemme si fa più piccolo della nostra piccolezza e imploriamolo di abitarci quasi di possederci non si tratterà di un esproprio di umanità ma di una donazione di divinità della possibilità cioè di vedere il mondo con occhi diversi di amare gli altri con cuore diverso con gli occhi e il cuore di dio di un dio bambino ci prenderanno per pazzi ma sì che c importa siamo più matti quando amiamo di più quasi illogicamente ma è sempre logica quella del mondo o non piuttosto quando adeguandoci a questa logica ci autocondanniamo a una vita mediocre fatta di piedi da pestarci reciprocamente il sottoscritto in questo sarebbe avvantaggiato calzando un buon 46 di piccole e stupide paure i maya in questi giorni spopolano di ciascuno può continuare la lista la vita la fede ci impongono ben altro caro gesù ti dedico questa preghiera laica dei nostri giorni nella speranza che il suo autore non si offenda sentendola rivolta a te come primavera sei per me dolce mio regalo inaspettato come un alba schiudi gli occhi miei e con i tuoi mi fai vedere il mondo quando arrivi il cielo si apre in un secondo e dentro al tuo sorriso io mi perdo risplendo nel tuo sguardo ringrazio il cielo per averti accanto io non ti deluderò lo sai voglio dirti che sarò capace di proteggerti e di difenderti se un giorno il buio insidierà la luce ti prendi di me ogni cosa e non mi togli niente ti voglio adesso e sempre dammi le tue mani prendi il mio respiro siamo cosa sola ormai dimmi che domani bruceremo il sole solo con la forza dell amore buon natale gesù tu che ne sei capace facci dono di un natale buono e cristiano don tonio

[close]

p. 4

d pagina 4 il cardinale angelo roncalli patriarca di venezia fu eletto papa col nome di giovanni xxiii dal conclave del 25-28 ottobre 1958 il primo annuncio pubblico del concilio risale a poche settimane dopo la sera del 25 gennaio 1959 dalla basilica di san paolo fuori le mura papa giovanni xxiii ne diede l annuncio a tutto il mondo il 17 maggio 1959 dello stesso anno si insediò la commissione antepreparatoria allo scopo di organizzare una vasta consultazione in particolare sugli argomenti da studiare e da trattare dopo un primo periodo di lavori il 5 giugno del 1960 il papa tracciò le linee del quadro generale dei temi e degli impegni in due anni fu allestita nella basilica vaticana l aula conciliare e le commissioni incaricate elaborarono gli schemi da sottoporre all esame del concilio nell occasione il papa illustrò le finalità del concilio aumentare la coesione interna e l apertura ai problemi del mondo contemporaneo 2594 vescovi e superiori di vari ordini università e facoltà cattoliche furono invitati ad inviare proposte di argomenti da discutere tali postulati ammontarono a 2812 vennero quindi vagliati e passati ai competenti organismi della curia romana che a sua volta elaborò proposita et monita il 5 giugno 1960 cominciò la fase preparatoria con l istituzione di dieci commissioni che ad eccezione di quella per l apostolato dei laici ricalcavano gli organismi centrali della curia romana questa impostazione sottomise le commissioni preparatorie al condizionamento della curia e determinò in ultima analisi uno dei fenomeni più caratterizzanti del concilio su 69 schemi presentati alle congregazioni generali della prima sessione solo tre servirono come effettivo riferimento per i rispettivi decreti conciliari ben 30 furono bocciati la maggior parte dei rimanenti furono completamente rielaborati o fusi tra loro ciò ebbe come conseguenza il passaggio della leadership ideologica del concilio dalla piccola ma influente schiera dei tradizionalisti alla grande maggioranza moderatamente progressista il concilio fu convocato il 25 dicembre 1961 con la costituzione humanae salutis il 2 febbraio 1962 si stabilì il giorno di apertura la data scelta richiamava il concilio di efeso l 11 ottobre 431 fu definita maria deipara madre di dio il 1° luglio 1962 fu emanata l enciclica paenitentiam agere nella quale si invitavano clero e laicato a prepararsi alla grande celebrazione conciliare con la preghiera le buone opere e la penitenza il 6 agosto 1962 fu pubblicato il regolamento modificato particolarmente nel corso della seconda sessione a causa delle lungagg inicui costringeva il xxi concilio si aprì quindi l 11 ottobre 1962 conuna solenne cerimonia in san pietro durante la quale giovanni xxii pronunciò il discorso gaudet mater ecclesia in cui sottolineò lo scopo principale del concilio occorre che questa dottrina certa ed immutabile alla quale si deve prestare un assenso fedele sia approfondita ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi altro è infatti il deposito della fede cioè le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina altro è il modo con il quale esse sono annunziate sempre però nello stesso senso e nella stessa accezione va data grande importanza a questo metodo e se è necessario va applicato con pazienza si dovrà cioè adottare quella forma di esposizione che più corrisponda al magistero la cui indole è prevalentemente pastorale la sera pronunciò il discorso della luna la segreteria di stato aveva inol trato inviti per 85 cardinali 8 patriarchi 533 arcivescovi 2131 vescovi 26 abati 68 religiosi cui si devono aggiungere un numero imprecisato di segretari esperti consultori circa 200 padri rinunciarono per motivi di salute e altri faticarono molto o non riuscirono in tempo ad ottenere i visti o le autorizzazioni necessarie furono comunque presenti in oltre 2500 alla solenne cerimonia iniziale 2540 per l esattezza sui 2908 aventi diritto di partecipare complessivamente ne intervennero 3058 750 al vaticano i e 258 a trento complessivamente il concilio si snodò in 136 congregazioni generali cioè riunioni plenarie con 2.212 interventi in aula e 4.361 contributi scritti 561 ore di discussione 527 votazioni con 1.144.641 schede la massima presenza la si ebbe alla seduta del 6 dicembre 1965 con 2.392 presenti l europa era rappresentata dal 39 dei partecipanti l america del nord dal 14 l america del sud dal 18 l america centrale dal 3 l africa dal 12 l asia dal 12 e l oceania dal 2 al concilio presero parte anche 460 esperti detti periti dei quali 235 preti secolari 45 gesuiti 42 domenicani 15 francescani e 123 appartenenti ad altri ordini o congregazioni religiose e furono ammessi 53 uditori tra i quali il filosofo jacques maritain lo scrittore jean guitton e tra le donne rosemary goldie poterono assistere inoltre 104 osservatori delegati od ospiti in rappresentanza di altre chiese cristiane e comunità non cattoliche 129 religiosi superiori generali dei loro ordini gli osservatori delle altre confessioni cristiane rappresentate da 46 osservatori e 8 ospiti e le 85 delegazioni ufficiali di governi o organizzazioni internazionali queste cifre naturalmente variarono nel corso dei periodi ma la percentuale non andò mai al di sotto dell 80 la presenza dei padri conciliari si mantenne sempre sopra alle 2100 unità papa giovanni morì il 3 giugno del 1963 giovanni battista montini vescovo di milano eletto papa col nome di paolo vi già il giorno successivo alla sua elezione avvenuta il

[close]

p. 5

d 21 dello stesso mese manifestò l intenzione di far proseguire il concilio le sessioni prima sessione del concilio 11 ottobre 8 dicembre 1962 seconda sessione 29 settembre 4 dicembre 1963 sacrosantum concilium inter mirifica terza sessione 14 settembre 21 novembre 1964 lumen gentium orientalium ecclesiarum unitatis redintegratio quarta sessione 14 settembre 8 dicembre 1965 christus dominus perfectae caritatis optatam totius gravissimum educationis nostra aetate dei verbum apostolicam actuositatem dignitatis humanae ad gentes presbyterorum ordinis gaudium et spes i documenti sono 16 suddivisi secondo diversi generi letterari di impostazione teologico-pastorale e sono suddivisi in costituzioni decreti dichiarazioni costituzioni dei verbum lumen gentium sacrosanctum concilium gaudium et spes dichiarazioni gravissimum educationis nostra aetate dignitatis humanae decreti ad gentes presbyterorum ordinis apostolicam actuositatem optatam totius perfectae caritatis christus dominus unitatis redintegratio orientalium ecclesiarum inter mirifica i grandi messaggi del concilio ai padri conciliari ai governanti agli intellettuali e agli scienziati agli artisti alle donne ai lavoratori ai poveri agli ammalati e ai sofferenti ai giovani pagina 5 la famiglia di gesù ritornando dall egitto nella palestina non mette casa a gerusalemme ma a nazareth un paesino insignificante della galilea fatto di famiglie pagane luogo di immigrazione e di incontro tra culture e religioni È lì che gesù stava loro sottomesso e cresceva in sapienza età e grazia davanti a dio e agli uomini lc 2,51-52 e dove sua madre custodiva nel suo cuore il grande mistero che si compiva sotto i suoi occhi giorno dopo giorno nel ritmo quotidiano del feriale nel silenzio di nazareth infatti sottomissione alla volontà del padre che diventa per lui l impegno a dire il suo quotidiano e definitivo sì a dio e all uomo sarà sempre a nazareth che gesù conosce anche la durezza di certi padroni verso gli schiavi lc 12,47 la precarietà dei discepoli sulla piazza mt 20,1 e la condizione di certi amministratori disonesti lc 1 6 1 1 2 d i f ro nteaqueste ingiustizie gesù che è stato educato dai genitori e dallo spirito a riconoscere e a perseguire la giustizia divina decide di entrare nella storia reale degli uomini per liberarli e ridare la parola di dio si è nascosta per trent anni vestendo i panni della semplicità della sobrietà e della normalità per poi in soli tre anni giungere alla pienezza del seme che muore per portare molto frutto maria insegna al figlio ad ascoltare la voce dello spirito a pregare e a guardare con misericordia la debolezza degli altri giuseppe è il testimone di un umanità silenziosa obbediente c h e co n t a gi a d a m o re incondizionato la vita di gesù insieme nel loro amore sponsale sono l ambone dal quale il padre ama parla ed educa il figlio per questo nella relazione quotidiana con i suoi genitori gesù impara l efficacia delle relazioni l arte del dialogo e la fedeltà che parte dalle piccole cose questa famiglia è stata per gesù il primo luogo di culto in spirito e verità dove il sì di maria e il sì di giuseppe gli hanno insegnato la loro la libertà che il peccato ha tolto nazareth ha un segreto da consegnare alla famiglia di oggi la famiglia è ancora il luogo che dio sceglie per far crescere in sapienza e grazia ogni persona la famiglia può ancora essere un cantiere di santità fatto di domesticità e umiltà che diventa amore abbandono a dio e servizio agli altri sullo stile della famiglia di nazareth si può ancora vivere l impegno per costruire la vita buona del vangelo nel paziente lavoro di conciliare i caratteri e le diversità nell unico linguaggio dell amore la buona notizia è che dio continua a bussare al cuore di tante famiglie desidera visitare la loro casa e vuole nutrire i loro cuori e le loro relazioni per farli a misura di quelli della famiglia di nazareth don franco lanzolla

[close]

p. 6

d pagina 6 allargando l orizzonte di riferimento dall anno liturgico a tutta la dimensione liturgica della nostra vita pastorale diamo voce con padre mariano magrassi ai sentimenti che forse trovano spazio anche in tanti di noi ancora oggi «che interesse può avere un tema come questo per l uomo di oggi che si dibatte nel crogiuolo di problemi drammatici non costituiscono le celebrazioni della chiesa una comoda evasione per un élite spirituale che si apparta dalla storia un facile alibi per il disimpegno va detto subito che l uomo della strada oggi è meno che mai disposto ad accettare una liturgia che conduca fuori dal mondo un tale culto non potrebbe né incontrare l uomo né interpellarlo questa esigenza è pienamente legittima già i profeti d israele l hanno espressa con parole di fuoco e san paolo si vede costretto a fare un appunto analogo ai galati voi osservate giorni mesi stagioni anni temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo gal 4 10-11 diremo che isaia e paolo contestano l anno liturgico diciamo piuttosto che contestano una liturgia separata dalla vita È un dualismo sempre in agguato nella vita del credente una fede separata dall impegno un culto fine a se stesso» padre mariano inquadrava la liturgia nel concetto globale di evangelizzazione mostrando come la prima fosse parte integrante e determinante della seconda «infatti per evangelizzazione s intende l insieme dell annuncio della parola di dio della comunicazione della vita divina mediante i sacramenti della testimonianza storica nel servizio dei fratelli inserita tra annuncio e testimonianza la liturgia li collega vitalmente» per troppo tempo si è considerata e forse è un rischio che si corre tutt oggi da una parte la liturgia come un insieme di azioni e di formule destinate a procurare la gloria di dio e dall altra parte la pastorale come l arte pratica di guidare i fedeli «se la liturgia è ridotta alla sua dimensione cultuale e privata del suo slancio missionario e se d altra parte la pastorale è ridotta a una tecnica che elabora per via empirica i suoi principi tutta occupata nelle sue iniziative concrete allora è chiaro che nessun punto di contatto è possibile ma le cose non stanno così una mentalità opposta cominciò a maturare nella chiesa e nel concilio esplose conquistandola» se la pastorale non è altro e non dovrebbe essere altro se non l attività mediatrice con cui la chiesa conduce gli uomini e le donne a cristo e li mantiene in contatto vitale con lui il fine ultimo che la caratterizza è individuato nell incontro con cristo e ogni altro intervento è una mediazione per camminare verso cristo ora dato che in nessun altro spazio e tempo l incontro con cristo è più facile e più pieno che nel qui e ora della celebrazione liturgica tutta l azione pastorale si trova ad essere polarizzata verso quello spazio vivente la liturgia in cui essa raggiunge in sommo grado il suo obiettivo alle obiezioni di quanti antepongono a questa visione le esigenze urgenti dei problemi della società e del mondo e gli impegni concreti per affrontarle bisognerebbe rispondere che è necessario non ignorarle ma finalizzarle secondo una gerarchia di valori attinta alla fede magrassi affermava che «il cammino di fede non è solo apertura dell intelligenza a cristo ma è un ingresso progressivo nel mistero della salvezza di qui la mistagogia dei padri il mistagogo è colui che prende per mano i fratelli e per il sentiero della fede li introduce nel mistero cioè li porta ad incontrarsi vitalmente con cristo se non avviene l incontro con cristo è tutto tempo ed energie perdute» attraverso i cicli dell anno liturgico ogni anno la chiesa ci riprende per mano perché facciamo qualche passo in avanti in un cammino che si prolunga nell arco dell intera esistenza diventando per l uomo un vero cammino di integrazione a partire dal mistero e attorno ad esso l annuncio nell evangelizzazione non è mai da intendere solo come pura trasmissione di una dottrina perché non si annuncia qualcosa ma qualcuno chi annuncia inoltre è una persona che ha incontrato cristo ne ha fatto esperienza e la sua testimonianza dà credito allo stesso annuncio dentro un contesto ecclesiale «come comunità cristiana dobbiamo farci più attenti e accoglienti riscoprire sempre più la gioia dell incontro con cristo e permettere anche agli altri di fare esperienza di quell incontro riscoprendo la centralità della fede per offrire risposte al cuore inquieto dell uomo stiamo vivendo un anno particolarmente dedicato dal papa benedetto xvi alla riscoperta e ad una rinnovata professione della nostra fede la domanda che dobbiamo farci a livello anche di impostazione della nostra pastorale è questa riforma della o dalla liturgia si continua in larga parte a pensare che una riforma un aggiornamento della chiesa comporti anche una riforma dei riti ma è questo principalmente il senso di riforma che voleva presentarci il concilio la liturgia correttamente intesa non riguarda solo la dimensione cerimoniale e puramente esteriore di un culto distaccato dalla vita ma è davvero la prima e per di più necessaria sorgente dalla quale i fedeli possano attingere uno spirito veramente cristiano e che interessa tutta la vita dell uomo innanzitutto il concilio ci ha dato la possibilità di ripensare adeguatamente la liturgia come fonte e così anche di rimotivare una sua nuova ma in realtà antichissima centralità p astorale e teologica in tal senso la riforma liturgica significa non prima di tutto la riforma che la liturgia subisce nei propri riti bensì la riforma che la liturgia promuove con i propri riti non era la riforma della liturgia il fine ultimo del movimento liturgico il compito principale era invece la formazione liturgica si potrebbe quasi dire che la celebrazione è il luogo in cui il fedele non semplicemente porta la propria esperienza di fede e la celebra ma dal quale riceve la propria esperienza la arricchisce e/o la risveglia proprio questo carattere iniziatico e fontale è presto passato in secondo piano tanto nella dottrina quanto nella pratica pensando l iniziazione prevalentemente come iniziazione ai sacramenti piuttosto che come iniziazione mediante i sacramenti riscoprire il fondamento iniziatico e misterico della fede si basa su questo semplice fatto che l atto sacramentale inizia il soggetto realizzando «l integrazione della volontà stessa del soggetto umano entro la precedente e preveniente volontà buona di dio» padre mariano magrassi nell analisi del divario tra gli enunciati teorici circa la riforma liturgica e le realizzazioni pastorali si domandava con molta concretezza come fosse stata recepita e attuata proprio la frase divenuta più famosa della costituzione conciliare che afferma che la liturgia è culmen et fons di tutta la vita della chiesa «e nella pastorale i pastori hanno capito qual è il posto della liturgia esso dovrà essere centrale culmen et fons vuol dire punto di arrivo e punto di partenza vuol dire che tutto arriva lì e tutto parte di lì vuol dire che ogni iniziativa è tutta finalizzata all incontro del cristo pasquale nello spazio liturgico vuol dire che in qualche modo tutta la pastorale è mistagogia in qualche modo cioè occorrerà prendere i fedeli per mano e condurli a incontrare il risorto l esperienza pastorale dimostra che dove si è creduto alla liturgia e si sono messe in atto una serie di iniziative mistagogiche il volto della comunità è cambiato» don mario castellano

[close]

p. 7

d dio e con gli uomini e rinunziando di cuore al proprio io per aiutarci nella nostra fragilità gesù ci ha indicato diverse vie tra cui la parola i sacramenti e la preghiera che se praticate in maniera adeguata e consapevole possono capovolgere la nostra vita e quella di chi ci vive accanto in famiglia in comunità e nella società la vera comunione non esclude nessuno ma include tutti amici e nemici buoni o cattivi tutti devono essere considerati membri della stessa famiglia umana e divina spesso però notiamo specialmente durante la celebrazione dell eucaristia quando la comunione con cristo e i fratelli dovrebbe raggiungere la pienezza dell unità che non è così ci si accosta alla mensa eucaristica con tanta facilità e alle volte con un po di incoscienza e superficialità e con il cuore turbato da rancori e inimicizie il libro della genesi ci ricorda che dio chiese conto a caino del fratello abele come penso chiederà conto a ciascuno di noi del fratello che ci vive accanto la corresponsabilità spesso assente nella nostra società dovrebbe portarci a occuparci e preoccuparci molto di più dell altro specialmente di chi è più debole e indifeso e non ha ancora incontrato il signore e il suo amore se vogliamo definirci cristiani seguaci di cristo abbiamo bisogno di metterci giorno dopo giorno alla sua sequela proprio come fecero gli apostoli che dopo averlo seguito ascoltato e conosciuto sentirono l esigenza di annunciarlo e testimoniarlo il mondo di oggi ha bisogno di coerenza e trasparenza anche nella chiesa le pagina 7 chissà quante volte nella nostra vita abbiamo pronunciato la parola comunione forse senza renderci conto di quale grande verità essa racchiude dal punto di vista sacramentale sappiamo che è l incontro con una persona speciale gesù che con tanta umiltà chiede di entrare nella vita di chi lo desidera per farsi suo compagno di viaggio come avvenne tanti secoli fa per i discepoli di emmaus la comunione però non è soltanto questo ma è anche comunione fraterna cioè incontro e dialogo con i fratelli vicini e lontani credenti e non con i quali i cristiani sono chiamati a vivere rapporti di amicizia di fiducia di amore e di rispetto reciproco ciò anche quando i modi di pensare e di agire sono molto diversi e distanti l uno dall altro l unione con cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali egli si dona ci dice benedetto xvi nella sacramentum caritatis la chiesa sin dai tempi di gesù s impegna e prega perché tutti gli uomini siano una cosa sola e perché a tutti ricchi o poveri colti o meno sia riconosciuta la dignità dei figli di dio spesso soffocata o negata giovanni xxiii un po di anni fa in un suo discorso raccomandava a tutto il popolo di dio di cercare sempre ciò che unisce nelle relazioni umane e mai ciò che divide il colore la provenienza il credo la mentalità non dovrebbero mai generare pregiudizi o divisioni ma sempre e ovunque amore e comprensione poiché ogni uomo ha in sé qualcosa di bello e di buono da donare all altro ci accorgiamo però che la realtà in cui viviamo non gode di un clima di pace di solidarietà e di accoglienza spesso prevalgono atteggiamenti di intolleranza di egoismo e di disinteresse tutte cose che insieme a un attaccamento morboso ai beni materiali ci allontanano da dio e dai fratelli e ci impediscono di creare quella comunione fraterna che vivevano i primi cristiani i quali erano un cuor solo e un anima sola come sarebbe bello invece come ci suggerisce il papa in questo anno della fede se di tanto in tanto ci fermassimo un po per riflettere sulle cose che contano e sono necessarie per la vita presente e futura e soprattutto per una convivenza pacifica forse così troveremmo un po di quella felicità a cui tutti aspiriamo e che come abbiamo sentito tante volte ripetere si costruisce già su questa terra mantenendo vivo e forte il legame con parole anche se belle non bastano più c è bisogno di nuovi e coraggiosi evangelizzatori sacerdoti religiosi o laici che siano che sappiano caricarsi sulle spalle i pesi gli uni degli altri come fece il buon samaritano per camminare insieme con grande umiltà condividendo le gioie e le speranze ma anche le sofferenze e i dolori che spesso la vita ci riserva la comunione e la corresponsabilità sono due doni che dovremmo invocare sempre più dal signore perché la chiesa e l umanità tutta possano progredire ogni giorno di più nell amore nella fraternità e nella giustizia i santi ci dicono che le incomprensioni le separazioni e le divisioni che spesso si verificano nelle famiglie e nelle comunità non aiutano l ascesa verso la perfezione quella perfezione che loro stessi hanno raggiunto vivendo una piena comunione con dio e con i fratelli e sentendosi responsabili di tutti coloro che incontravano sulla loro strada ci serva come stimolo per la nostra vita l esempio di tanti buoni cristiani sparsi nel mondo in modo particolare dei missionari che con la forza e l aiuto dello spirito abbandonano tutto anche le cose più care per condividere con quanti hanno fame e sete di giustizia il pane della parola e dell eucaristia e mettere in pratica il comandamento dell amore che gesù ci ha lasciato amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi vincenza mumolo siamo quattro ragazzi che pur frequentando scuole diverse hanno in comune lo stesso interesse verso la scuola in questa semplice lettera vorremmo esporre le nostre opinioni e critiche frutto della voce degli studenti per quanto riguarda alcuni aspetti della vita scolastica prima di tutto bisognerebbe stabilire un patto educativo di corresponsabilità nel quale sia i professori che gli studenti si impegnano a rispettare diritti e doveri stabiliti un altro degli aspetti a cui bisognerebbe mettere una toppa è la mancanza di comunicazione per incentivare la stessa è necessario instaurare un rapporto non solo all interno della propria scuola ma anche fra scuola e scuola per esempio dando vita ad un giornalino o ad un sito web accessibile a tutti gli studenti attraverso i quali discutere dei problemi e delle possibili soluzioni un grave dilemma che da tanto affligge gli adolescenti più deboli e indifesi è il bullismo una forma di violenza non solo fisica ma anche morale presente soprattutto nelle scuole superiori certo non è facile trovare una soluzione a ciò ma potremmo almeno esortare i ragazzi a denunciare gli atti subiti senza aver paura di eventuali ritorsioni la nostra scuola è una comunità educativa che assicura libertà di espressione di pensiero e di religione a tutti gli studenti oggi viviamo in un mondo dove la tecnologia è al centro della vita sociale e quotidiana quindi perché non approfittarne per rendere le nostre lezioni più pratiche e costruttive utilizzando il computer per fare ricerche e visionare documentari sui temi trattati pensate che i nostri consigli siano utili ad un possibile o necessario cambiamento avete ulteriori indicazioni da darci o qualcosa da rimproverarci attendiamo al più presto una vostra risposta antonio christian domenico vincenzo se qualche docente vorrà rispondere pubblicheremo volentieri il suo riscontro a quanto sopra sul prossimo numero di idea

[close]

p. 8

d quando come i pastori so chinarmi su un bambino e vedere in lui il volto di dio quando come la vergine maria so meditare nel mio cuore sugli avvenimenti e scoprire in essi l intervento di dio quando credo che la pace è un dono che mi offre il mio dio quando do del tu a dio e godo della sua amicizia quando credo che tutte le ricchezze materiali non bastano a riempire il mio cuore quando credo che il mondo è nuovo perché abitato da dio e io lavoro con speranza quando so dare un sorriso e so diffondere un po di gioia quando mi fido degli uomini come dio si è fidato di me quando porto armonia nella mia casa quando stimo un uomo non per quello che ha nel portafogli ma per quello che ha in cuore quando credo che non posso essere felice da solo quando lotto con amore per superare una ingiustizia quando credo che dio sta dalla parte dei poveri e degli ultimi quando credo che il mio dio è il dio di coloro che cantano pagina 8 perché la luna è pallida perché sta alzata tutta la notte che brutta cera hai oggi disse la candela ad un amica una signora racconta all amica mio marito più invecchio e più mi trova interessante beh è gentile no è archeologo il miglior posto per studiare è l aeroplano e perché perche si capisce tutto al volo papà urla pierino ti piace la frutta cotta sì certo moltissimo magnifico perché il frutteto sta bruciando colmo per un astronauta n.1 avere gli occhi fuori delle orbite colmo per un astronauta n.2 essere un uomo terra-terra il veterinario mi scusi ma come mai lei pur essendo un uomo è venuto a farsi visitare da me l uomo dottore purtroppo ho dei brutti sintomi mi dica mangio come un lupo vado a letto come le galline dormo come un ghiro e mia moglie dice che russo come un maiale due pesciolini nuotano in mezzo al mare uno domanda all altro ma tu navighi su internet da solo l altro risponde certo che no mia madre mi ha detto di stare lontano dalla rete un signore è intenzionato a comprarsi un pappagallo questo gli dice il commesso è un esemplare eccezionale fa le uova quadrate e incredibile ma parla anche chiede il cliente certo che parla ma ripete sempre la solita frase ahi che doloreee ad uso interno

[close]

Comments

no comments yet